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martedì, luglio 16, 2019

raccolta altoparlante

questa e' la raccolta dei post per scegliere l'altoparlante: un minimo per sapere cosa stiamo comprando

si parte da una bestemmiona sul sub, perche' oggi sembra essere l'unica cosa di un impianto, e si passa poi per tutti i componenti e i perche'.

Prima cosa si esamineranno i componenti: TW, WF e simili.
Poi si esamineranno i caricamenti dei woofer,  come i reflex, i sospensione, le linee di trasmissione e  vari 
Ricordando la forma e i materiali per la cassa
il perche sono assemblati cosi'
i target che si possono inquadrare
le soluzioni eccellenti
le mode
le tipologie 
i limiti
ed infine la conclusione.

http://allarovescia.blogspot.com/2015/05/boxncone128.html

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http://allarovescia.blogspot.com/2015/11/boxncone-2728.html

http://allarovescia.blogspot.com/2015/11/boxncone-2828.html

Per chi non ha ancora letto... spero possa essere utile :-)












lunedì, novembre 16, 2015

boxNcone 28/28


Chi mi ha seguito per tutte queste puntate, poveraccio!, avra' notato un paio di cose.

Per chi non era un appassionato di HiFi lo scoprire che le cose sono un pochino diverse da come le avevano raccontate gli “amici esperti” ed in particolare piu' divertenti. Per chi ne sapeva erano comunque banalita'.

Nei gloriosi anni 80 si era giunti anche in questo campo ad offrire un compendio di tutto e di piu'.

Era solo una questione di QUANTO si poteva ottenere, mai del dubbio di riuscita SE, ovviamente SE, eri disposto a spendere per farlo.

 La qualita' era proporzionata al soldo.

Se volevi, avevi. 

Oggi SE abbiamo qualita' e' strano.
E non basta spendere di piu': o si spendono cifre colossali o e' difficile ottenere qualita'. E anche se spendi non si e' certi che tu possa avere qualita'.

Come conseguenza spiccia avrete notato che la maggioranza degli impianti “funzionanti” assomigliano alla fauna media di roba che molti oggi definiscono vecchiume e la quasi totalita' del venduto oggi finisce sotto la dicitura “pattume”.

Questo accade per svariate ragioni  ma tipicamente perche' i consumatori hanno preferito aziende pessime a scapito di quelle migliori.

Una JBL o una TANNNOY dei modelli “sogno dello sbarba” degli anni 80 usata, sebbene non sia in grado di avere le stesse prestazioni che aveva da nuova, oggi viene scambiata a cifre molto piu' alte del prezzo di acquisto e si e' rivalutata all'incirca al 25% della svalutazione reale.

Costano come una cassa nuova di  prestazioni simili.

La cosa divertente e' che se siete attenti sul mercato dell'usato potete trovare delle vere e proprie chicche al prezzo di un compattone koreano indegno pure come radiosveglia.

L'unica cosa e' stare attenti che non ci siano altoparlanti con il ring in foam.

Io stesso ho comprato 19Kg di ampli (integra onkio) come unico offerente  su ebay ad un prezzo identico a quello che i peones si azzuffavano ad una radiosveglia con DVD e 6 casse della Koreana piu' diffusa da 2Kg.
Trovate marantz da urlo, qualche nad e molti technics notevoli al prezzo, ripeto, di una radiosveglia cinese.

Ho visto delle Kef con prezzo da 100E,

B&W svendute al prezzo di una vaschetta di gelato koreana.

Una indiana line al prezzo di una vaschetta di gelato (quello edibile stavolta!) acquistata in centro milano.

Un pre e finale  newclassA, da sbavo, ai soldi di 4 pizze con gelato seduti.

Un' audio pro acebass da pavimento amplificata (25-32.000 -3dB, a che servono i subwoofer, me lo ricordate?) a 830E.

Vera HiFi a prezzi di una radiolina da vecchi coreana a LED-pixel-sub-idio.

Il compattone che negli anni 80 era una scelta sordida ha ora scalzato gli hifi.
Addirittura migliaia di HiFi ben suonanti sono stati buttati e sostituiti con merxaccia cinokoreana.

Dal momento che quest'ultima impone 6 casse e km di cavi NON E' UNA RAGIONE DI SPAZIO come dice qualcuno, non e' neppure un discorso logico.

In realta' sono stati buttati perche' sembravano VECCHI. Insomma erano oggetti costruiti secondo i parametri di cui sopra.

Un vecchio impianto pioneer con le sue casse di serie CS810/910 che all'epoca non erano considerate un gran che... oggi sarebbe da urlo.

Nel milanese  ne sono state vendute migliaia (io ne piazzai almeno 250).
Dove sono? 

E sinceramente sebbene non piacessero perche' erano care rispetto a quelle di serie e troppo economiche e popolane rispetto ad altre  le pioneer HPM900 erano da urlo (tw elettrostatico a nastro e wf in materiali esotici da 30cm: 30Hz to 50kHz con 94dBW.  Giusto per ridere...).
Avercela oggi una HPM900!

Certo una jbl l12 e' un'altra cosa ma costava il doppio e rotti.

Sono state vendute
carrettate di indianaline,
tonnellate di celestion
e vagonate di altro..

La domanda: dove sono finite? 

Nelle discariche dove dovrebbero esserci invcece i 5.1 mono cinokorean?

Ancora oggi farebbero la loro porca figura, anzi!

Probabilmente le casse acustiche serie non le vogliono perche' sembrano vecchie, rispondono a vecchie norme come la fisica, e non hanno scritto megapix, ops! Sub-woofer.


Comunque ora, grazie alla serie di mie banalita' gratuite, sapete che una cassa
non deve dichiarare troppi watt
deve avere un woofer
deve avere un tweeter
deve avere un ottimo crossover
deve essere ben costruita
e purtroppo non puo' costare come un cono gelato.

Ma forse sono io che racconto troppe banalita'?
e ci ho messo HARG! 28 post per farlo?

Cmq se vi e' piaciuto l'iter ditemi se devo proseguire con quello dei TV, la storia, le origini,  al momento sono solo 10 post... :-)

lunedì, novembre 09, 2015

boxNcone 27/28






Parliamo infine di un piccolo tasto presente sulla maggior parte degli amplificatori e purtroppo su molti di quelli  economici.

Il motivo per il quale ne parliamo è lo stesso per il quale abbiamo parlato del fatto che le casse non devono essere colorate mentre spesso l'utilizzatore inesperto tende a colorarle in maniera pesante.

Innanzitutto vediamo cosa serve il  loudness, se serve qualcosa,  e i principi di funzionamento.


Quando si portò per la prima volta l'alta fedeltà in casa intorno agli anni 60 ci si rese conto di una cosa: in casa non è come al concerto.

Inizialmente sebbene erano già stati fatti degli studi in tal senso, non fu subito chiaro quale fosse la motivazione principale perche' un pieno orchestrale sembrasse vuoto,  per la quale a casa non si poteva provare l'emozione, la qualità, dell'ascolto rispetto alla musica dal vivo.

Per poter capire questo bisogna innanzitutto capire come funziona sia il nostro sistema uditivo sia l'integrazione con quel computer di bordo che è il nostro cervello:
Un DSP.

L'evoluzione ha fatto si che la nostra attività di prede o predatori ponesse l'accento della sensibilità intorno a qualche migliaio di hertz perché era più importante sentire un fruscio nel bosco, capire che quel fruscio era un topo e non una tigre, piuttosto che avere la sensibilità di ascoltare tutta l'escursione di un violino non ancora inventato.

Nel contempo l'orecchio doveva essere in grado di ascoltare suoni forti come ad esempio durante un attacco o un temporale.

Queste due modalità di funzionamento fanno sì che quando si parla di suoni forti l'orecchio è abbastanza lineare ovvero i bassi e gli alti quasi allo stesso livello dei medi come percezione.

Quando invece si fa silenzio il nostro orecchio, e tutto quello che c'è collegato insieme, e' molto più bravo ad ascoltare le medie frequenze e tende ad oscurare gli estremi di gamma.

Anche l'occhio ha un funzionamento simile passando in b/n quando non esiste luce sufficiente per la visione a colori.

In soldoni vuol dire semplicemente che se noi ascoltiamo una musica a basso volume anziché ascoltarla allo stesso volume dell'intera orchestra anche se il nostro impianto è perfetto la andremo a percepire come assolutamente diversa.

Non è un problema dell'impianto ma bensì è un problema del nostro orecchio-dsp-forma-della-testa-padiglione.

È un problema mica da poco: non possiamo mica ascoltare tutte le volte la musica a palla!
Oltretutto molti impianti non riuscirebbero neanche a riprodurre il suono con la stessa intensità di quello originario.
Provate ad ascoltare i pink floyd a palla alle 3 di notte in condominio muro cartavelinoso.... Vi arrestano.

Allora qualcuno ha inventato un bel sistema che si chiama loudness:
in pratica consiste nell'incrementare gli estremi di banda con una curva che ricordi più o meno in negativo le deficienze dell'orecchio.
Tutti gli amplificatori dell'epoca di fascia alta avevano questa novità che in italiano veniva addirittura tradotta sui pannelli con “filtro fisiologico”.

Appariva inizialmente in quelli che all'epoca erano di altissima qualità come i marantz o i Telefunken e il filtro era per implementato in maniera corretta: mano mano che si alzava il volume anche con il tasto premuto il tasto  l'effetto cambiava fino a scomparire circa a metà volume.

Non solo, nei casi di eccellenza, l'effetto non era fisso ma regolabile con una manopola e poi comunque  parcellizzato dal volume stesso.

In pratica il filtro fisiologico era attivo solamente per i volumi ridotti, come dovrebbe essere, ed è questa l'unica implementazione che a mio giudizio può veramente chiamarsi loudness.

È implementato in questa maniera  su tutta l'alta fedeltà degna di questo nome, su molte autoradio di fascia alta, e persino su alcuni pre-amplificatori.

Il problema nasce quando un circuito che è piuttosto complesso, ricordiamoci che se oggi quattro o cinque chili di elettronica costano a peso meno dell'imitazione del cioccolato autarchica, negli anni 60,70 e 80 una curva variabile legata al volume, in pratica alla corsa del primo quarto della manopola del volume, non era certo una passeggiata.

Così gli amplificatori più scarsi hanno cominciato a mettere il loudness pure loro, ricordiamoci che l'utente essendo poco furbo vuole tanta roba allo stesso prezzo, ma ovviamente non potevano implementarlo correttamente senza alzare il prezzo in maniera congrua.

Così fecero una cosa abbastanza banale visto che i controlli per gli alti e bassi esistevano da sempre misero un tasto che rinforzava entrambi in maniera fissa. In alcuni casi anche solo la parte bassa.

Ovviamente stava all'utente utilizzare il tastino solo durante l'ascolto a volume da studio dentistico ed escludere la funzione appena andava alzare il volume.

Il problema è che per una ragione psicologica, il volume più alto ci permette di ascoltare più particolari, per lo stesso motivo lo troviamo più gradevole. Lasciando inserito il tasto abbiamo  collateralmente un incremento del volume del doppio o addirittura del quadruplo.

Ovviamente al consumatore sembrava di aver trovato una bellissima cosa: premi un tasto e senti che pompa. Aho'. anveddi.

Ad oggi con la discesa qualitativa incredibile che c'è stata nel campo audio dove un amplificatore se supera i 20 W bisogna gridare al miracolo anche se sull'etichetta ce ne sono scritti almeno 500, il tasto non si fa più mancare nessuno.

Addirittura negli anni 80 inizio 90 qualche casa aveva provato a chiamarlo con un nome consono al suo compito per tamarri: superbass o qualche altra di declinazione come iperbass megabass superbass ultrabass e pirlabass.

Ma il consumatore si è subito lamentato poiché la mancanza del tasto vecchio, mancava la scritta che tanto conosceva come piacevole e allora ci sono stati dei casi in cui c'era sia il tasto pirlabass sia il tasto loudness (nella versione finta) e l'animale di turno capitava che schiacciasse entrambi ovviamente a volume alto così da mandare subito in distorsione l'amplificatore e bruciare Tweetter come cerini.

+6dB +6db Vuol dire mandare in distorsione un amplificatore da 200 W partendo da  un volume tutto sommato modesto oppure trovarsi con in mano un woofer.

Ancora una volta quindi abbiamo uno strumento, un tasto, che ha una sua utilità e posso garantire che sulla pre e  finale della Telefunken che ho in casa, molto recenti rispetto a quelli citati prima,  è tutt'altro che sbagliato.
I progettisti ne erano così convinti che addirittura è il modo di funzionare standard di quell'oggetto, comunque hanno lasciato la possibilità di togliere tutti i controlli per abbassare la distorsione.

http://john.ccac.rwth-aachen.de:8000/telefunken/rm300/index.html

http://john.ccac.rwth-aachen.de:8000/telefunken/rp300/

potere divertirvi e notare che sono veramente slim e notevoli per essere del 1981.Certo non sono dei mostri ma non sono certo stupidi anche visti 35 anni dopo...

Ancora una volta abbiamo che il marketing, seguendo le indicazioni chiare del consumatore,
trasforma uno strumento utile in un coso, che ovviamente non mancherà di cosare il nulla, diminuendo la qualità dell'oggetto e trasformando quello che era una buona idea in una schifezza colossale.

In pratica oggi avere il tasto loudness al 99% vuol dire avere un inutile tasto premendo il quale peggiorerà suono mandando in crisi le vostre casse.

lunedì, novembre 02, 2015

boxNcone 26/28

Purtroppo quasi nessuno fa un attimo di ragionamento su ciò che arriva.




Fino a qualche anno fa quando l'alta fedeltà era una realtà molto diffusa tutti coloro i quali registravano ponevano molta attenzione su quale sarebbe stato il risultato finale e quale sarebbe stato il percorso per far suonare meglio, inteso più simile al suono originale, il brano.

Nei gloriosi anni 70 le difficoltà erano enormi, i multitraccia erano apparecchi con molto rumore, microfoni erano quello che erano e i  mixer pure. Delle registrazioni complesse automaticamente portavano con sé tutta una serie di problematiche con un fruscio e distorsione in agguato.

Spector divenne famoso perché grazie anche alle sue cure il suono dei beatles è tutto sommato ascoltabile anche oggi e all'epoca rappresentava l'eccellenza.

Questa eccellenza ha permesso non solo di entrare nelle case plebee dove l'apparecchio era una fono valigia ma persino nelle case di un certo livello dove la differenza si sentiva eccome.
Questo è uno dei tanti fattori che ha permesso ai quattro di essere così trasversale e spiega  la longevita' di ascolto.

Quando nacque l'hard rock uno dei punti salienti fu un sound ben preciso che era sporco ma non troppo.
Si narra che i deep purple dopo aver ritenuto non idoneo il sound trovato nella sala di registrazione e molto più ricco di armoniche il suono che normalmente udivano provenire dai loro strumenti passeggiarono nelle stanze dell'albergo suonando fino a quando non trovarono delle location idonee. E incisero nei corridoi dell'hotel.

Non solo un pop e il rock Beneficiano di queste attenzioni.

La musica classica e' stata un continuo ricercare della cosa  molto più interessata per via dell'ampiezza della zona fisica di ripresa che andava poi riprodotta dalla stereofonia e  quantità degli strumenti  causavano una dinamica notevole per i macchinari inizialmente disponibili.

Una serie di tecnologie che poi si sono riversate nella musica nel suo complesso.

Addirittura ci furono delle case editrici che avevano come unico scopo la ripresa senza compromessi molto spesso ottenuta con una testa di manichino con  due microfoni e l'incisione diretta fatta su un nastro betamax o VHS in maniera che senza passaggio multiplo del mixer e senza alterazioni di sorta la registrazione in modulazione di frequenza, successivamente in digitale, fosse assolutamente perfetta ed idonea per chi poteva permettersi l'alta fedeltà “tosta”.

Invece questo momento siamo un pochino nella cacca. 

Le registrazioni che ci arrivano sono spesso audio compresso in malo modo.
Altre volte proprio la registrazione è un disastro.
Non parliamo poi degli studi di registrazione italiani che quando ascolti percepisci delle S con lo sputo, alti carta vetro voci nasali che sembra che si stiano scaccolando e mediobassi troppo forti che su di un  impianto decoroso l'unica cosa che riuscirebbero ottenere è un fondo corsa degli altoparlanti.

Com'è capitato questo? 

Si è passati dagli anni 70 che non si avevano tecnologie  ma si cercava di ottenere i risultati, risultati che ancor oggi sono per lo meno decorosi quando si dannavano.

Tenuto conto delle problematiche che potevano avere anche le valvole erano piccoli miracoli.

Gli anni 80 con molta della discomusic che poteva al limite definirsi con  assenti contenuti ma erano spesso registrate in maniera corretta, ma ormai era chiaro come ottenere ottima musica.

il rock: dove i musicisti arrivavano talmente fatti da non sapere neppure il proprio nome ma spesso il suono e' tanto perfetto da sentirsi voci e strumenti perfettamente separati e il plettro riesci a distinguere come cade sulle corde...

e il  disastro di adesso?

E non è  un problema italiano, molta della musica si sente male.

Come si fa a sentire peggio degli anni 80 dove il masterpiece era il giradischi quando oggi abbiamo  un sacco di digitale?

Come si fa a sentire peggio degli anni 70 con in giro ancora casse che non erano casse?

Come si fa a sentire peggio degli anni 70 che un nastro masticava a manetta e aveva una dinamica compressa?

La risposta è multipla e purtroppo si e' colpa principalmente un attore che si chiama consumatore ed esige.
E quando il consumatore esige vengono fuori solo della schifezze perché è notorio che  è incapace di intendere e volere. E le volte che lo fa  e' perche' si scopre masochista.

Quando c'è stata la rivoluzione digitale con i primi media  digitali come il compact disc il consumatore ha cominciato a pensare che tutto quello che era digitale era automaticamente perfetto.

Fino all'anno precedente era normale spendere 1000 per tutto l'impianto.
Dopo l'avvento del compact disc era importante avere il compact disc perché il possedere quello voleva dire, nella mente degli idioti, essere automaticamente di alta qualità e quindi bisognava comprare un impianto che costava 1000 e il compact disc  compreso nel prezzo che all'epoca costava 900.
L'unico risultato reale, tangibile, era che non esisteva più il fruscio (un grosso problema dato soprattutto dal fatto che il consumatore teneva i dischi insieme alle scatole dei chiodi) ma ascoltavano il CD peggio che un'audiocassetta BASF con l'impianto che era stato pagato 100.

Questa leggenda che digitale è bello e' proseguita e siccome un impianto ormai doveva costare 100 e i compact disc ormai erano scesi di prezzo il risultato fu che nella testa del consumatore tutto poteva costare 50. L'unica cosa importante era che fosse digitale, qualunque cosa volesse dire questa parola.
Contemporaneamente la discesa dei prezzi degli impianti, ormai a livello delle vecchie fono valigie, si presentava al problema dei costi di registrazione.

Una serie di nuove tipologie di musica che si possono tranquillamente definire house nonostante che il loro propugnatori le chiamino in 12.000 maniere diverse per evitare di capire che e' stessa sbobba, hanno il problema dei costi.
Un “artista” che produce 300 brani all'anno non puo' noleggiare uno studio di registrazione per tutto l'anno.

La musica house si chiama così  dal Warehouse  Un locale dove il dj si era divertito a cacciar dentro un po' di roba semplice semplice per far muovere la gente in pista. Unz unz 4/4.

A mio giudizio è più giusto definire il genere per musica fatte in casa (house) poiché nella maggior parte delle produzioni viene fatto in un con uno studio di registrazione molto basico  nelle abitazioni degli “artisti”. 

La maggior parte di questo genere i sottogeneri successivi è abbastanza banale, visto che si tratta di drum machine programmate alla benemeglio e un paio di sintetizzatori guidati da sequencer. In genere venivano registrati su di un'audiocassetta di ferraccio da due soldi e mixata usando come monitor delle minicasse a caso.

Successivamente si utilizzarono anziché sintetizzatori, che per fare un suono nuovo hanno bisogno di una discreta capacità da parte dell'operatore, di campionatori che letteralmente rubavano il suono qualcun altro.
Dopo il 2000, grazie la capacità dei campionatori di incamerare grandi quantità di dati grazie all'evoluzione dei computer, questo genere di furto è arrivato a compiersi per interi semibrani rovinando il ricordo di molti brani del passato.

Chiaramente uno studio fatto in questa maniera e un suono ottenuto esclusivamente tramite campionatori e sequencer programmati da imbecilli non può che produrre un suono molto limitato dinamicamente, poco arioso e dalla stereofonia inesistente (aka mono).

Per quanto possa sembrare assurdo questo nuovo sound, simile a quello degli anni 40, oggi ha incontrato molto successo perché questa limitazione della dinamica è andato ad accoppiarsi alla mancanza di dinamica e di qualità degli impianti oggi presenti per la maggior parte tipo quei cosi con tante casse di produzione cinocoreana.

Bassa dinamica ma senza il fruscio degli anni 50 permettono a queste cose di suonare più forte in particolare sulle medie medio basse.
Non che suonino più forte veramente ma la sensazione è quella.
Ovviamente su un impianto appena decente (anche mono) con un woofer  e un tweeter e' merda allo stato puro.

Per venire incontro a questa gente abituata con le cuffiettine da stadio, al coso coreano E ALLA HOUSE  le nuove riedizioni di vecchi dischi (anche su itunes&c) anche registrati sul master in maniera eccellente  vengono distrutti dinamicamente per far sentire quanto pompano sulla fonovaligia korean 5.1.

Se si aggiunge che per evitare di far adirare i POLLITICI e il MOIGE non e' possibile alzare il volume dei galassia di metano o degli Idiocosi un brano distrutto dinamicamente fa sembrare piu' alto il volume limitato.

Si, avete capito bene un CD degli anni 90 DELLO STESSO BRANO (quello che dovrebbe essere lo stesso CD) puo' suonare molto meglio di uno acquistato oggi fresco di negozio o ad un  file di i-tunes del 2012.

La loudness war. 

Ha pure un nome questa brutta cosa.
Alcuni  addirittura hanno fatto un sito (che riporto in fondo) per cercare di opporsi a questa cosa.

In realtà è inutile opporsi a questo tipo di registrazione che vengono fatte per un motivo molto banale: questo sfacelo suona molto piu' forte e apparentemente meglio di un disco benfatto sulla schifezza coreana con sei casse 3 telecomandi, fintosubwofer, tuBBopower, OSD, pirippippi ma MONO e lowfi da f0ttuti 10W dicharati 1650W.

Non avendo il riproduttore alti e bassi e soprattutto non avendo più di una decina di watt, nonostante ne dichiari una quantità sufficiente per un piccolo stadio, avere un disco registrato correttamente con una grande dinamica vorrebbe dire mandarlo in crisi.

Le parti allegre sarebbero peti o penacchie e le parti basse costringerebbero all'uso del volume perche' non intellegibili e all'arrivo dell'allegria distorsione a manetta fino al mandare in protezione l'ampli o bruciare i tweeter (quando ci sono!)!

Con poca dinamica invece  è possibile mantenere un elevato volume in contemporanea una grande distorsione ma che quel punto viene mascherata e sembrano dei bassi aggiuntivi.
Le passi delicate vengono riprodotte ad un forte volume evitando la loro scomparsa.
Poi se sembra che il cantante abbia le dita nel naso, un banano nel gnao  e i bassi sembrano peti molto potenti… non interessa.

Tutto questo per dire una cosa molto banale che momento che noi andiamo ad ascoltare un impianto non solo  contiamo sulle nostre casse, nostro amplificatore, il nostro CD, e il nostro convertitore analogico digitale con tutte le diavolerie del mondo.

Noi staremo ascoltando anche una sorgente che può essere stata sistemata correttamente oppure no.

Se fossero tutte sistemate correttamente semplicemente gli impianti suonerebbero bene quanto è necessario invece questo tipo di registrazione spesso ci costringe a rincorrere i manettini degli alti e bassi perché ovviamente una registrazione malfatta sembra che abbia molti più bassi di quelli che effettivamente ci sono ma poi alzando il volume ci manda in distorsione tutto.

Anche avendo amplificatori da decine di kilogrammi di peso che possono erogare molti watt avremmo comunque problema che bassi diverranno qualcosa come una faccia di una bella ragazza dopo essere stata riempita di pugni.
 
Gli alti avranno un'ariosita' telefonica e i violini saranno chiusi in una scatola.

Quindi alla fine non ascolteremo mai bene.

Di tutto ciò insomma dobbiamo ringraziare quei rincogli0niti che comprano gli altoparlanti con scritto subwoofer anche se sono midrange, dobbiamo ringraziare i patiti del Car audio che attaccano altoparlanti a casaccio senza neppure capire a cosa cavolo servono.

Perché queste sono le persone che poi chiedono, magari non direttamente, che la registrazione sia fatta male.

Alcuni telefoni e riproduttori MP3 addirittura schiantano la dinamica perche' il consumatore essendo abituato a sentire male quando usa  una cuffia HiFi pensa che si senta basso e alzando sente male alle orecchie .
 Quindi prima di arrivare alla presa della cuffia siete gia' fregati.
Certo una  una beats, samsung, irradio, graphics o auna per questi decerebrati e' meglio rispetto ad una “plebea”  stax.
E allora sia mai che collegando anche una normale akg si oda il riverbero o lo scivolare del plettro: bisogna ridurla a piu' miti consigli.

Cosi' si potrebbe assistere al fatto che un brano schiantato venga rischiantato dal lettore koreano.
Alla fine ha la dinamica del campanello di casa.

Bisognerebbe trasformare i consumatori grillinici in esseri senzienti e poi quando si trovano in casa una cassa acustica col piffero che ascoltano una schifezza.
Ma non si puo': lo sconsiglia il WWF.
Grazie cogli0ni consumatori di aver rovinato pure la musica.

L'unica cosa che rimane ancora fuori dalle vostre grinfie e' il sesso, qualche luogo sperduto e il cosmo.
Ma sul primo e secondo ho dei timori che  arriviate prima o poi.

http://www.turnmeup.org/

lunedì, ottobre 26, 2015

boxNcone 25/28

Le persone con così tanta forza di sopportazione che mi hanno seguito per 25 post cominceranno ad avere un'idea del fatto che le casse sono una cosa complessa.

Altrettanto cominceranno a pensare, sia per via dei post appena citati, sia per la maggior parte di quelli che ho pubblicato nell'arco di questi anni che riguardano casse e amplificatori, che di nuovo non è successo niente praticamente da cinquant'anni.


Certo la matematica è migliorata soprattutto grazie all'uso dei computer e questo ha reso più normale progettare cose complicate come ad esempio il  bass reflex.
L'abbassamento dei costi dell'elettronica ha permesso il fatto che un amplificatore non costa più decine di stipendi per via dell'elettronica con valvole così costose ma se ci pensiamo ci sono degli integrati che costano ben sei euro che sono in grado di erogare un centinaio di watt.
Per assurdo la parte più costosa di un amplificatore oggi non è più l'elettronica ma bensì il trasformatore e anche questo è sceso di prezzo grazie alle  macchine che lo montano praticamente senza manodopera.


Ma guardando bene le cose che hanno impattato veramente sulla qualità d'ascolto scopriamo che le marche HiFi che hanno creato il mondo odierno sono oggi le più snobbate, anzi forse lo sono sempre state.








Se all'interno di piccole cricche di esperti in marchi migliori hanno un'ottima accoglienza nella realtà dei fatti quando si parla del popolo bove che non accetta la fisica ma preferisce un mobile lucido, non vuole ascoltare bene ma desidera mostrare all'amico qualche numero grosso appiccicato con un autoadesivo da 10  euro perché è glitterato tutte le novità sono state cassate.

Le prime casse acustiche in sospensione pneumatica molti le snobbavano,
così come altri hanno  snobbato per anni il bass reflex.

L'uso di altoparlanti montati all'interno della cassa perché il progetto faceva sì che suonassero meglio in quella posizione sono stati trattati come dei paria.

Non è importante sentir altoparlante ma vederlo.

Casse decisamente fuori dal comune come le audio pro che avevano un suono ineccepibile un costo tutto sommato ragionevole e un'elettronica di altissimo livello ci mancava poco che un qualche grillino ne chiedesse la sospensione dal commercio.

Anche marchi assai diffusi ogni tanto facevano delle cose molto particolari e di eccellente qualità, come non ricordare il tangenziale di Pioneer, ma spesso non avevano il look adatto perché un simile apparecchio avrebbe dovuto essere di pelle umana e costare almeno il triplo.


Altre marche si lanciavano su sintonizzatori veramente notevoli in grado di agganciare segnali sostanzialmente inesistenti con una precisione da chiodo nel muro eppure l'utente li snobbava preferendo la radio “con i numerini” perché il nixie azzurro è molto sexy.



Vi voglio parlare di un'azienda che ha appena ceduto il ramo audiovideo per pochi soldi a un'azienda giapponese di qualità non eccelsa.

È un'azienda che ha fatto parecchie cose nel campo dell'audio non solo hi-fi ma anche hiend.

Ha inventato gli amplificatori in classe D: proprio quelli con cui qualche anno fa c'hanno stracciato le scatole.

Ha inventato l'audiocassetta, un supporto audio che sebbene utilizzato a una discreta qualità così tanto da vivere tranquillamente tra il 1963 e superare di slancio l'anno 2000


nel 1979 per evitare una guerra di formati, ricordiamoci quello che successe poi con persone meno intelligenti riformati successivi, si accordò con Sony nonostante avesse già pronto il nonno del CD ritardando mentre l'ingresso sul mercato di ben 4 anni. Infatti prototipi funzionanti esistevano già dal 1979 a 14 bit e con piccole modifiche rispetto lo standard attuale.

Dimenticando un attimo altre eccezionalità dovute marchi acquistati come Marantz possiamo vedere qualche cosa di assurdo.

Praticamente il 99% delle casse di alta fedeltà fanno uso tweeter a cupola.
Il primo Tweeter fatto così arrivava da Philips e nonostante qualcuno avesse brevettato nel contempo qualcosa del genere sarebbe stato impossibile metterlo in produzione in tempi così brevi ed è quindi più probabile un invenzione avvenuta contemporaneamente come successo in altri campi.


Ma la cosa più sconvolgente non era la quantità di altoparlanti di altissima qualità, di buoni amplificatori, di compact disc e tutto sommato anche di radioloni ben sonanti a poco prezzo che quest'azienda ha sparato fuori nell'arco di decenni ma ha fatto come abbiamo visto vera innovazione.


Il compact disc ha rivoluzionato il mondo dell'audio.

L'audiocassetta ha rivoluzionato il mondo dell'audio anni prima.

Quante aziende che oggi raccontano megapixel possono dire di aver rivoluzionato la nostra vita, anzi quante aziende hanno rivoluzionato la nostra vita? Veramente poche e nessuno ha fatto diverse volte un risultato del genere.

In realtà ci sarebbe una rivoluzione leggermente meno importante che però s non se l'è filata nessuno.

E se infatti philips ha sempre fatto una marea di ricerca al contrario di alcune robe che sapete che mi sono molto “simpatiche” che identifico tutte insieme sotto la nomea di cino coreani.

Dentro questa tonnellata di brevetti, brevetti veri che nascevano su delle ricerche vere non come molti brevetti che adesso infestano le riviste poco serie come wired che si spacciano per essere avanti, come il lettore di impronte che e' sul telefono anziche' sul tavolo.

 Molti di questi STUDI hanno migliorato la nostra esistenza anche se non ci rendiamo conto perché sono nascoste negli apparecchi.


Una delle più incredibili cose, che nascono dagli notevoli studi sugli altoparlanti che fece Philips, riguarda una serie di casse acustiche sconosciute ai più.

Se mi avete seguito fino adesso, chissà come siete annoiati, avete visto che un altoparlante oggi è un componente squisitamente passivo.

Anche nei casi in cui contiene l'elettronica questa in un certo senso non collabora con l'altoparlante o meglio l'altoparlante è rimasto un componente praticamente identico a quello degli anni 30.
La bobina,
la sospensione,
lo spider,
il magnete e
il coprì polvere.

Bene, per Philips non era così.

Fece degli altoparlanti che irridevano i mostri sacri del altissima fedeltà che costavano cifre anche 10 volte più alte.

Infatti a questi tecnici era venuta un'idea grandiosa: rendere l'altoparlante attivo nel senso all'interno dell'elettronica.

Per chi conosce la progettazione degli amplificatori sa perfettamente che la maggior parte degli amplificatori oggi in commercio hanno una questione che si chiama feedback.

Ovvero una parte del segnale uscente viene comparata con quella all'ingresso e l'eventuale differenza
viene utilizzata come correzione dell'elettronica.

Sebbene alcuni mostri sacri dell'amplificazione vi dicano che il feedback causa morte e pestilenza sappiate che non sempre e' così.

Fare un amplificatore semplice e ben suonante è relativamente difficile ma fare un amplificatore complesso e ben sonante è un'opera completamente diversa per il quale una persona da sola raramente riesce.

Philips così mette all'interno del woofer un po' di elettronica appesa all'equipaggio mobile.
Ma vediamo un po' come funzionava la questione.

In pratica quando si va a sollecitare un altoparlante ci sono tutta una serie di problematiche:

altoparlante può avere un'inerzia tale che parte con un certo ritardo e per la stessa motivazione
continuare a muoversi una volta cessato l'impulso.

Nel muoversi la bobina mobile non spinge con la stessa forza per tutta l'escussione, così facendo il moto è tutt'altro che lineare.

Altra causa di problemi sono le sospensioni che essendo meccaniche portano con sé una qualche non linearità se non altro per effetto che con più si flettono più spingono.

Anche le risonanze all'interno del mobile, il caricamento dell'altoparlante portano con sé tutta una serie di distorsioni che si manifestano con un movimento che poi alla fine c'entra relativamente poco con quello che viene dato dall'amplificatore.

Perché noi stiamo sempre a fare tutta una serie di menate con i numerini che identificano le qualità di un amplificatore ma quest'ultimo una volta che gli schiaffi su una ventina di kilogrammi di alimentatore è abbastanza difficile da sbagliare con le informazioni di oggi.  Posso tranquillamente affermare che un cippo da 100 W dal costo di sei euro suona tutt'altro che uno schifo.

Su altoparlante invece è molto diverso ed è raro trovare altoparlanti dalla distorsione contenuta visto che la normalità sono un errore di due cifre percentuali.

Così si  inventano nuova cosa, non è tutta farina del suo sacco e' un'idea che comunque spesso accade gira nell'aria, ma loro concretizzano e così prendono due fet, una lamina piezoelettrica che farà da microfono la accordano in maniera che abbiano risposte frequenza e una risonanza ben precisi e utilizzano tutto questo ben di Dio montato, ricordo, all'interno dell'equipaggio mobile per determinare l'esatta posizione del nostro cono.

Queste altoparlanti sono così composti: sono dei tre vie spesso triamplificati con crossover attivo (e già qua siamo oltre di brutto alla media dell'alta fedeltà ancora oggi)
con Tweter e midrange a cupola
e con l'amplificatore destinato al woofer che ha il feedback legato alla posizione dell'altoparlante.


In pratica  non solo queste casse hanno una dinamica eccezionale per via dei tre amplificatori,

non solo se guardiamo come sono realizzate viene voglia di usar lanciafiamme in molti stand delle fiere di alta fedeltà

ma se il woofer si muove in maniera non prevista l'amplificatore lo acchiappa e lo riporta dove deve stare.

Il risultato di queste casse e' che in alcuni casi riescono per tutta la gamma prevista a contenere la risposta in frequenza all'interno di 1,5 dB.

Queste risposte in frequenza così esageratamente lineare e' anche ottenuta con una distorsione bassissima e una discesa nei bassi incredibile.

In pratica nel 1969 Philips aveva prodotto l'altoparlante definitivo a un prezzo Philips.

Se avete capito quello che ho detto fino adesso sapete che potete andare a prendere tutto ciò che viene raccontato come alta fedeltà, ma soprattutto come avanzato,  e tirarlo nel cesso.


Il fatto che nessuno oggi utilizzi questa tecnologia che sarebbe decisamente più semplice da applicare visto che un accelerometro un amplificatore integrato oggi costerebbe qualche centesimo di euro come dimostrano quelle montati sulla maggior parte dei cellulari che addirittura hanno quattro assi da da pensare.

Perché il gioco vale la candela, i vantaggi ci sono e sono evidenti. 

Il costo di implementazione per un apparecchio è banale, addirittura oggi si potrebbe utilizzare anche nella fascia supereconomica.

I software di simulazione potrebbero tranquillamente tirar fuori delle correzioni da applicare non solo per il sistema altoparlante cassa ma addirittura per l'intera stanza visto che oggi tutti gli amplificatori contengono grossi computer.

Il problema di una simile tecnologia è uno solo: non si vede.

Oggi il cliente non esiste più, ma forse non è mai esistito del tutto, l'importanza di un tubo fluorescente violetto incastonato in una cassa acustica è superiore al vantaggio di una audio decisamente superiore alla norma e poi, parliamoci chiaro, che comprerebbe mai una cassa acustica da Philips quando esistono marchi che si chiamano super terremoto (terremoto moto oto oto, con un bel rining di M) oppure scrivono di avere 1650 W.

Comunque le casse Philips MOTIONAL FEEDBACK rappresentano uno di quei tanti passi in avanti che consumatori non vogliono fare perché preferiscono la roba vecchia.
Alcuni di questi passi sono avanzamenti interessanti altri come questo sono intere rampe di scale che si possono fare con un solo passo.

Per me è l'evidenza che le aziende hanno sempre fatto, quelle più serie, un sacco di ricerca per i loro clienti e se il prodotto oggi non è quello di un mondo ideale non è certo colpa delle multinazionali cattive perché come abbiamo visto queste ultime hanno fatto delle cose eccezionali, veramente notevoli.

Philips ha prodotto un qualcosa di semplice, elegante e funzionale che potrebbe essere utilizzato ovunque in maniera pervasiva tutti gli apparati che conosciamo dal portatile al car audio oltre che la cassa da casa.

Se nessuno lo utilizza è solo un grande peccato.
no?

lunedì, ottobre 19, 2015

boxNcone 24/28

l Xover e' un elemento di notevole importanza e' il collante che tiene assieme e sintetizza il progetto di una cassa multivia o di un sistema di casse e/o il relativo SUB.



Il progettista del sistema acustico decidera' il punto di incrocio degli altoparlanti per valorizzarne le caratteristiche.

Il crossover spesso viene utilizzato anche  per linearizzare la parte finale di un woofer o deprimere alcune allegrie del tw. Come vedete e' un componente custom e specifico per QUELLA CASSA E QUEGLI ALTOPARLANTI.
In pratica piu' di meta' della difficolta' della costruzione di una cassa acustica passa per la progettazione di questo componente, spesso snobbato per le sue piccole dimensioni ed invisibile all'occhio profano.

Dal momento, come abbiamo visto prima, che gli altoparlanti NON hanno una impedenza costante i cross over passivi (quelli contenuti nelle casse) devono essere calcolati tenendo conto di questo ed essere quindi progettati specificatamente per quel gruppo di altoparlanti.

Un filtro LRC se cambia l'impedenza del carico sposta il punto di lavoro...

A questo si aggiunge che spesso la sensibilita' del tweeter e' sovente maggiore del woofer e quindi viene corretta con delle resistenze o linearizzata con una rete.

Dovrebbe essere ovvio che non e' possibile cambiare un altoparlante in una cassa senza riprogettare ANCHE il cross-over e dovrebbe essere altrettanto ovvio che e' impossibile andare a comprare un “cross-over per 3 vie” pronto al montaggio.

Oggetti pero' che esistono in vendita... il solito consumatore che chiede l'impossibile... e riesce a pretenderlo guasto.


Altresi' dovrebbe essere chiaro e lampante che un subwoofer con il suo relativo Xover non puo' essere collegato a casse che non sono state previste in ambito di progetto.

Purtroppo, soprattutto in ambito car audio si assiste al tweeter o il midrange con Xover incorporato (per quale midrange?, o era un woofer?) al cross over “tutto fare” che tagliera' a casaccio magari bruciando il tweeter o non accendendo il midrange nel suo iter di pessima qualita' audio.

Il cross over porta con se spesso una rotazione della fase che implica uno spostamento virtuale della posizione dell'altoparlante sulla cassa acustica.
Alcuni cross over sfasano di 180 gradi e per compensare la cosa vanno semplicemente collegati al contrario.
Altre volte il costruttore di altoparlanti per allineare le fasi costruisce il pannello frontale della cassa con dei gradini che consumatore in genere scambiano per una trovata estetica non sempre gradevole. Invece l'arretramento o avanzamento del Tweeter serve per portarli in fase con il woofer.
Quante casse di piccoli costruttori mobilieri viste  che erano collegate erroneamente...

In pratica progettare un cross over equivale a scrivere mentre si siede su di un cavallo in corsa.

Il taglio varia a seconda dell'impedenza che cambia per la frequenza e il tutto viene ad essere variato dalla posizione degli altoparlanti sulla cassa che nel frattempo debbono essere anche attenuati per la diversa efficienza che cambia, manco a dirlo, a seconda della frequenza.

Ecco il motivo dello scegliere bene i componenti da mettere insieme, spesso riuscire a farli convivere e' pazzesco e aumenta le difficolta di progettazione.
E' il motivo per i quali ottimi componenti come il TW di Heil (ess dice nulla?) non sono diffusi nonostante le perfomances: un esuberante ghepardo dovrebbe essere poi messo al passo di un asino di WF.

Ancora una volta appare la complessita, anzi LA complessita'.

Il Xover e' un complesso sistema che deve tener conto delle caratteristiche degli altoparlanti, della loro disposizione sulla cassa, del tipo di accordo ma soprattutto del risultato che vorremmo: come efficienza, risposta, forma dell'irradiazione eccetera. Ricordate vero che per andare da qualche parte bisogna sapere dove vogliamo arrivare?

Risulta adesso chiaro perche' alcuni autocostruttori piuttosto seri (considerati pazzi isterici... non a torto) preferiscano rinunciare alla costruzione del Xover usando costosissimi e rari altoparlanti studiati per un uso largabanda.

Se da un lato e' una sconfitta, come ad esempio l'imprendibilita' delle alte frequenze e sembra un ritorno al 1950 in realta' puo' essere una scelta seria e ponderata: eliminando il crossover si eliminano MOLTI errori progettuali e concentrandosi su cio' che rimane il risultato e' notevole per le competenze impiegate.


Dopotutto non siamo tutti dei Karl Erik Ståhl.

Inoltre gli altoparlanti largabanda senza crossover hanno la nomea fra i FAN di suonare MOLTO “meglio” in una maniera non sempre chiara.

In realta' esiste una spiegazione spesso semplice: chi lo dice ha spesso un ampli a valvole o non stabilissimo perche' con poca corrente.
I vacquoni hanno  problemi di linearita' e un singolo altoparlante senza condensatori&C e' un cliente MOLTO MOLTO piu' facile per un ampli assai sfixgato in erogazione e resistenza interna.

Cose un po' piu' semplici per chi sceglie la multiamplificazione (un ampli per altoparlante) dove il cross over non deve tener conto dell'impedenza dell'altoparlante (nel senso che non gli sposta il taglio, non per le altre menate). 

La cosa assurda e' che sebbene la multiamplificazione porti con se vantaggi chiari ed evidenti come minor costo, maggiore dinamica, minor complessita' minori guasti agli altoparlanti e la possibilita' di raddrizzare un paio di banane con costi contenuti non si e' mai diffusa all'infuori dell'ambito PRO.

I motivi, oltre a quello reale di non poter sostituire le casse all'ampli, sono il fatto di non vedere l'ampli come tale appoggiato sul como' da mostrare agli amici o di metterci 2 minuti in piu' a collegarlo.

L'unica soluzione relativamente diffusa e' stata l'audio-pro che ora fa solo giocattolini.

Sarebbe bastato in epoche passate standardizzare un plug per gli ampli che contenesse il crossover attivo o i soli componenti di taglio per risolvere il problema ma il consumatore parlava di finali e di watt e non di qualita'.

 Il cross over e' un pezzo importante quanto snobbato dal pubblico che preferisce chiedere cose controproducenti come i watt di una cassa anziche' chiedere se il crossover e' fatto per bene o se e', come accade, un'insieme di pezzi buttati alla benemeglio nella casse e incollati con la colla a caldo rendendolo succube persino al trasferimento di segnale fra le induttanze usate (ne ho viste pure in asse!).

In realta' e' il motivo per il quale ho smesso di progettare casse: e' bello montare uno speaker dopo tanto lavoro di progettazione, il WF, il TW... danno soddisfazione.
Ma dover correre dietro al cross over e dopo duro lavoro scoprire che ancora non e' perfetto e sebbene il 90% dell' APPARENZA della cassa e' finito essere ancora a meno di meta' del lavoro e' debilitante.

Il crossover e' il componente piu' frustrante e difficile della progettazione delle casse.

lunedì, ottobre 12, 2015

boxNcone 23/28

l materiale da costruzione

Per quanto sembri tutto semplice ai banana la cassa in se ha la sua importanza.

Si parte da autocostruttori ignoranti che fanno un contenitore di rovere con incastri a doppia coda di rondine e con 40Kg di smalto che sembrano portagioie giganti.
Molto belli certo... ma funzionali non sempre.

In fondo alla scala i soliti fintosourrondi koreancinesi fatti con la vaschetta del gelato. Fa piu' rumore la plastica del cono.

Il materiale dovrebbe partecipare il meno possibile e sebbene ci siano aziende che hanno tentato strade innovative o particolari in genere
il “cartone” pressato (MDF),
il legno,
i trucioli incollati
e la plastica
la fanno da padrone.

Certamente un consumatore non vuole una cassa di cemento: e' poco bella! Nonostante cio' alcuni si sono lanciati in materiali come il cemento, la ceramica, il vetro e il marmo.



Perche', alla fine, per non far variare le caratteristiche la cassa non deve vibrare o muoversi.
Nelle migliori casse vedrete all'interno delle strutture atte ad evitare flessioni: rinforzi e tiranti che tengono le parti al loro posto. Tutte cose assenti nelle casse economiche.


bella di marmo, ne?

Insomma una cassa non deve essere un mero contenitore di un determinato volume ma un attrezzo che deve essere rigido e non vibrante.
Alcuni costruttori hanno studiato plastiche di elevato spessore e densita' (jbl, bose.. i soliti insomma!) o panini imbottiti di gesso e mdf (alcuni... inglesi tanto per cambiare!) che ovviamente non sono in vendita separatamente.

lunedì, ottobre 05, 2015

boxNcone 22/28

wattaggio


Per qualche strano e arcaico motivo oggi se un altoparlante non sopporta almeno la potenza di un ampli da stadio nessuno e' felice.
Per questo poi i cinecoreani, come gia' fanno con i pixel, HD&c scrivono potenze incrediiibbbili e FALSE.





Nonostante queste falsità siano facilmente impugnabili nessuna delle Pseudo organizzazioni che dovrebbero difendere in qualche maniera colui che compra si fanno sentire.
Neppure giornalisti che stanno tanto dietro alle stupidate in qualche maniera allungano il dito verso questa schifosa bugia.
Ormai vedere un amplificatore da tre chili certificato oltre i 2000 W anziche' 10W è cosa comune, tanto comune che nessuno si meraviglia più neanche.

Ma degli amplificatori ne abbiamo già parlato a lungo  e abbiamo già visto come è possibile facilmente svergognarli ora arriviamo alla questione degli altoparlanti.

La potenza massima sopportabile da un sistema di casse è una curva che va sotto il nome di MIL e dipende da tutta una serie di fattori.

Già questa prima affermazione banale ci fa scoprire che la potenza massima non è un semplice numero ma è una curva ed è quindi dipendente dalla frequenza che stiamo introducendo.
 È questo il motivo per il quale spesso per ottenere un numero viene inputtata una curva che dovrebbe assomigliare allo spettro utilizzato poi comunemente.
Ovviamente le organizzazioni europee, quelle tedesche e quella americana sono in disaccordo su quello che si deve buttare dentro.

Introducendo un singolo tono da 1000 Hz si va a sollecitare semplicemente il midrange mentre introducendo un tono più alto probabilmente si va a pesare esclusivamente sul Tweetter.

È abbastanza banale capire che su di un sistema di altoparlanti in grado di accoppiarsi correttamente ampli da 1000 W il Tweeter è in grado di dissipare all'incirca un centinaio di  watt.

Ma ovviamente la cassa non e' da 100W. 

Cosi' abbiamo lo spettro DIN, IEC, il rumore bianco e ovviamente per i tamarri del car audio che si sentono maci il rumore rosa (e purtroppo non e' una battuta...).

Comunque sia vediamo che il primo problema è di dissipazione: aumentando la dissipazione della bobina questa crescera' di dimensioni e crescerà il traferro (lo spazio in cui la bobina deve stare e il punto in cui il magnete e' “rotto”) aumentando il quale diminuisce l'efficienza richiedendo piu' potenza per il medesimo risultato.

Aumentando ancora la potenza succederà che la bobina si sposterà parecchio avanti indietro avendo così necessità di una lunghezza superiore. Bobine lunghe porteranno con sé un aumento di distorsione e una ulteriore diminuzione dell'efficienza perche' quando sono estratte si trasformano da bobina a resistenza (aka stufetta).

Aumentando la potenza quindi si diminuisce l'efficienza richiedendo ancora MOLTA più potenza.

Aumentando ancora la potenza si deve irrigidire la sospensione e l'anello di tenuta per evitare di trovare il cono sulla luna. Addirittura alcuni altoparlanti hanno uno spider doppio o triplo.

Aumentando la potenza quindi si diminuisce l'efficienza richiedendo ancora  più potenza

Per aumentare ulteriormente la potenza sopportata è spesso necessario aumentare la ventilazione in maniera che l'aria CALDA contenuta nella zona della bobina all'interno del polo magnetico venga in qualche maniera pompata all'esterno. Alcune volte questo si fa forando il coprì polvere o utilizzando altre strategie. Inutile dire che queste strategie diminuiscono l'efficienza richiedendo ancora più potenza.

aumentare ulteriormente la potenza sopportata e' incrementare la massa (il rame pesa! E il cono non si deve flettere) vuol dire abbassare l'efficienza.

Se poi parliamo dei TW aumentare la bobina vuol dire incrementare la massa, vuol dire che non sono piu' dei tweeter.

In pratica quando il poco furbo di turno gioisce perché su altoparlante acquistato ha una scritta che riporta un numero grosso riguardo ai watt sopportati in realtà sta dicendo a tutto il mondo che  è un fesso. 

La potenza termica di un altoparlante va tenuta il più bassa possibile coerentemente con l'uso che se ne andrà fare.

Montare in auto o a casa  un cono da discoteca da 2000W e' da pirla, gia' con 200W si toglie la neve dall'auto e stare all'interno vuol dire incontrare danni fisici.

Per il woofer (o dei mid caricati) il problema ancora più complesso a seconda del tipo di caricamento l'escursione del woofer dipenderà dalla frequenza che sta suonando, dalla frequenza di accordo, dal tipo di caricamento, dalla massa del cono e dalla lunghezza della bobina.

Cambiando infatti l'accordo il woofer si troverà ad avere una escursione più o meno grande e questo potrebbe far uscire dalla zona di linearità ed efficienza la bobina rispetto al traferro.

Quello che sto dicendo è che una cassa acustica in pratica avrà quasi sempre una potenza sopportabile inferiore a quello che ci si aspetta dal numero scritto sul WF.

Salvo che voi avete fatto la cassa acustica che va alla ricerca di questo singolo parametro normalmente la sopportabilità massima di un woofer caricato ha due limiti: quello termico e quello di escursione che dipende anche dal caricamento.

Al raggiungimento di uno dei due il componente ne soffre.

Ma alla fine vince, per la qualita', 
chi tiene il numeretto piu' basso possibile.

lunedì, settembre 28, 2015

boxNcone 21/28

montaggi.
ovviamente non solo e' possibile mettete in una camera un altoparlante ma le stesse tipologie viste sopra possono essere viste con piu' altoparlanti e il piu' diffuso di questi montaggi e' il push-pull,
Gli altoparlanti non sono perfettamente simmetrici e questo tipo di montaggio minimizza la cosa (audiopro ne fece una bandiera).


In piu' aumenta la superficie dei coni e delle bobine senza aumentare il traferro e l'inerzia cosi' e' meglio avere 9 altoparlanti da 20W che uno da 180W (il solito Amar Bose)

Ovviamente, sporgendo, chi progetta per l'audio da trasportare in un flight case (EV?) tende a non usare questa configurazione che porta uno  o piu' coni a sporgere con il posteriore.

Poi ci sono gli isobarici, quelli simmetrici eccetera.

A dire il vero anche questi tipi di realizzazione si scontrano con il consumatore che non vede l'altoparlante perche' spesso e' nascosto nel mobile e pensa di aver preso una fregatura perche' simile esteticamente a cose che costano un quarto.

“mi sta dicendo una bugia ha solo 2 altoparlanti e quindi non puo' essere 3 vie e io VOGLIO ALMENO 3 vie”

oppure appare esteticamente grezzo come il push pull. “ma come non e' dentro nel mobile? Ne manca n pezzo!: lei mi deve fornire il pezzo di mobile che manca!”

E' questo il motivo delle lastre di plastica trasparente nel car audio e relative lucine.

Il grillino di turno caragnava perche' il sub aveva SOLO un altoparlante e allora fecero delle finestrelle per mostrare al fesso che magari i coni erano 3. Poi, visto che non capivano comunque, negli anni hanno ingrandito le finestre e messo pure la luce al neon. Ma il risultato fu pessimo: “ma come se sono dentro come fanno a sentirsi?”

Siccome era piu' bello avere la finestra (che fra l'altro peggiora mostruosamente il risultato) anziche' il buon suono oggi la cassa media per il tamarro automobilistico ha spesso finestra e lucine ma non ha da mostrare altri coni oltre a quelli visibili anche dall'esterno. Il consumatore ha scelto la cosa piu' importante per lui in una cassa: non il suono, non gli altoparlanti, non i bassi... ma la lucina da dentro la cassa!

Ecco perche' e' raro vedere configurazioni multiwoofer simmetrici, pushpull o isobarici: il consumatore pensa di essere fregato.

lunedì, settembre 21, 2015

boxNcone 20/28

transmission line




Una linea di trasmissione è un differente approccio.
Anzi 3 diversi.

In molte descrizioni, anche fatte da nomi illustri del HiFi noterete che spiegano le TL in 3 modi differenti e cio' genera confusione.

Questo succede perche' e' un caricamento che esteticamente e' lo stesso, e' lo stesso come principio MA si puo' comportare in 3 modi.

In ogni oggetto a forma di tubo, Si instaurano delle risonanze alla frequenza in cui la
lunghezza d'onda è quattro volte la lunghezza del tubo (oddio, non solo. ma e' ok cosi').

Questo effetto è sfruttato in numerosi strumenti musicali, e la risonanza e quindi il rinforzo e' dato dall'aria contenuta.

In pratica eccitiamo il tubo e questo suona per lunghezza. La frequenza d'accordo sara' semplicemente la lunghezza.

Questo e' un modo di vedere la cosa per diametri assai grossi ma un'altro obbiettivo e' quello di vero e proprio rifasamento del  suono posteriore del WF per portarlo in fase con la membrana anteriore. (mica male, no?)

Altre volte la linea acustica e' in realta' una linea d'estinzione, chiamato anche altoparlante a labirinto e figlio del baffle infinito.

In tutti i casi la linea di trasmissione e' MOLTO lunga (almeno 2 metri) e questa  questa è ripiegata e nel ripiegare condotto  la cosa si va a complicare ulteriormente se come spesso accade questa specie di pitone e' acciambellato all'interno della cassa acustica.

Se questo non vi sembra abbastanza complesso tenete conto che la maggior parte dei programmi di simulazione non è in grado di gestire correttamente una linea di trasmissione fatta non linearmente ed è sostanzialmente motivo per il quale è diffuso soprattutto in Inghilterra la terra dove tre quarti dell'alta fedeltà ha avuto origine.

Diciamo che la TL non e' la piu' ambita dal consumatore sebbene alcune realizzazioni siano notevoli.

lunedì, settembre 14, 2015

boxNcone 19/28

Un grande dimenticato dalla massa e' l'uso di un accordo passivo. In pratica e' una massa sospesa che sembra un altoparlante ma non e' collegato a nulla.








Pur avendo molti vantaggi, uno per tutti la minor problematica di mantenere la precisione come sul reflex, non e' amata dai consumatori.
Innanzi a tutto vi e' la questione che “ha poche vie” rispetto al numero apparente degli altoparlanti e poi vi e' la solita roba che al consumatore non piace cio' che e' per lui nuovo.

Il consumatore ama le cose vecchie ma sbandierate come hi tech e chiamare 4.0 affari dal risultato mono e' OK ma un cono passivo sa di schifo.

Per aver successo si doverbbe chiamare “Kramer fantastico S6 plus mega bakur”

Cosi' salvo qualche KEF di rado ho sentito questo tipo di altoparlanti...

lunedì, settembre 07, 2015

boxNcone 18/28

doppio reflex ovvero  passabanda

In questi sistemi il diaframma viene caricato su entrambe le facce, in pratica nessuna delle facce comunica direttamente con l' esterno e solo i condotti reflex saranno visibili all'esterno.
Nei sistemi reflex  in corrispondenza della frequenza di accordo si ha la minima escursione del diaframma. In questo sistema due volumi accordati avranno due frequenze in corrispondenza delle quali l'escursione del cone (e quindi anche la tenuta in potenza sara' elevata con distorsione minima)  è minima.
Ovviamente il rovescio della medaglia (sempre ne esiste uno!) e' che la risposta in frequenza sara' pessima come larghezza. Ecco perche' e' ottimo per dei sub che operano in zone precise dello spettro.

lunedì, agosto 31, 2015

boxNcone 17/28



Reflex
Il reflex appare un decennio dopo la sospensione pneumatica.

Non viene usato in maniera diffusa prima degli anni 70 ma e' negli anni 80 che esplode.















Il perche' ritarda nell'adozione e' molto semplice:

L'accordo reflex e' figlio degli studi di Thiele e Small che permettono si una grande comprensione del sistema altoparlante - casse ma a prezzo dell'uso della matematica e della fisica.

Accordare un reflex soprattutto in quei tempi voleva dire passare decine di ore a fare calcoli.




Per una piccola azienda non era sempre fattibile.


Oltretutto l'accordo reflex è anche abbastanza critico non tollerando scostamenti, errori, rispetto al progetto.

Per questo motivo, almeno inizialmente, non veniva considerato dagli amanti della musica classica una buona soluzione perché non permetteva, o almeno cosi' sembrava, una qualità così alta come la sospensione pneumatica.


In realtà le cose stavano diversamente: le casse prodotte in sospensione pneumatica erano molto semplici da realizzare mentre quelle reflex avendo tante criticità spesso suonavano come dei boom box (yo baby yo baby yo baby, stai tranqui che ti senti cool ma fatti yo baby...) da paninaro sordo.

All'epoca erano molto amate dai neri di harlem un po fatti e dai cannonari caraibici fatti anch'essi.

Ovviamente poco idonee all'uso musicale se non fate uso di sostanze rincitrullenti.


Basta poco, una cassa con troppo o troppo poco coimbentante, un altoparlante con caratteristiche leggermente diverse da quelle previste, un'apertura reflex su un pochino più grande o piccola e la risonanza del sistema si spostava in un punto non voluto creando fastidiosi effetti collaterali.


Il reflex ha molti vantaggi e qualche svantaggio.


I vantaggi principali sono:


una grande efficienza, ci permette di suonare decisamente più forte a parità di potenza impiegata.


Una ridotta escursione del cono nei pressi della frequenza di risonanza della cassa che ci permette una maggiore linearità e tenuta in potenza (MIL) in quanto a quella frequenza il nostro cono si muove veramente poco.

Modificando la dimensione del tubo di accordo e della cassa possiamo variare le dimensioni complessive del sistema in molte maniere al contrario della sospensione pneumatica che per quel dato risultato avrà quelle specifiche dimensioni.

Vantaggi mica da ridere.

Ovviamente come tutte le cose non esiste il pollo gratis e anche il sistema reflex ha le sue magagne.

Della difficoltà di progettazione, nonostante oggi sembra molto più semplice per via della diffusione dei computer, ne abbiamo già parlato.

Questo dovrebbe sconsigliare alla maggior parte delle persone che fanno fai-da-te di impelagarsi in questo tipo di realizzazione. Il risultato sotto gli occhi di tutti, soprattutto in campo automobilistico, una serie di realizzazioni molto rumorose e gommose. (i vari Unz, unz, bunz, badabunz, BTunz quando invece nel disco e' Tud!)


Per esempio i fessi del car audio che usano un woofer accordato molto in alto sotto la frequenza di accordo pensando che sia un subwoofer, essendo il sistema praticamente in cortocircuito acustico, il movimento del cono cresce spropositatamente tanto da consigliare l’uso di un filtro passa alto per evitare di danneggiare il cono.

Ecco perche' nei loro video su youtube i coni si muovono un casino, loro pensano che sia figo ma in realta quell'escursione racconta una storia molto precisa:
il proprietario e' un cretino e pure sordo.


Un altro problema è rappresentato dal crollo delle basse frequenze una volta terminato l'effetto dell'accordo. In pratica quando guardiamo la curva di discesa delle basse frequenze non c'è un decadimento come accade nella sospensione pneumatica o in un altoparlante montato su un pannello ma un vero e proprio crollo. Questo significa che rispetto ad altri sistemi quando si progetta un reflex bisogna tener conto che se ci interessano i bassi profondi dovremmo metterci proprio d'impegno.


Altro problema del reflex è appunto il condotto stesso.

Come già faceva notare Amar Bose qualche decennio fa in quei tubi la velocità è veramente elevata tanto che nei suoi sistemi la forma d'ingresso era identica a quella di un turbofan aeronautico.

Se non si pone la dovuta attenzione come fece il compianto progettista il risultato sarà che in molti casi la distorsione sarà molto alta per via del grande rumore provocato dall'attrito dell'aria nel condotto stesso.

Molti sistemi economici hanno questo problema e gran parte di quelli fai-da-te.


In un “sub”woofer cinese addirittura sembrava che si mettesse a fischiare nonostante costasse 400E.


Non parliamo poi dei sistemi di casse nel quale il tubo d'accordo e' ottenuto tramite una semplice fresatura nel pannello: inutile dire non sarà molto preciso e gli spigoli suoneranno.


Come abbiamo visto il sistema bass reflex ha un paio di grandissimi vantaggi e un piccolo ma enorme svantaggio dato dalla sua precisione. Per questo motivo in teoria non dovrebbe quasi apparire nelle realizzazioni economiche mentre invece è regolarmente presente proprio in quelle.

Il motivo come al solito e da ricercare nella golosità del consumatore che vorrebbe tutti i vantaggi ma non pensa mai a rovescio della medaglia.


Ci sono altoparlanti di plastica del costo di 10 euro coreani spacciati per subwoofer in reflex quando invece sono boombox ovvero degli oggetti che non servono per produrre suono ma un po' di casino sulle medie.


Ovviamente sono oggetti in cui si sente il rumore dell'aria e fra il suono prodotto da questi oggetti e i relativi satelliti esiste uno scollamento mostruoso.

Se al posto del rumoroso box per pompa “yo baby” ci fosse un banale woofer in sospensione pneumatica avrebbe un impatto meno impressionante ma molto più corretto per quanto rimarrebbe comunque mono come tutto il sistema spacciato per sourround.

Il rapper con la pistola eviterebbe di sembrare uno che lo ha appena preso in quel posto e faccia il duro per dissimulare.

Questo ovviamente non vuol dire che non mi piace il caricamento reflex, anzi, ma come al solito una cosa che ha dei vantaggi inequivocabili non è la panacea per tutti i mali. Un woofer da discoteca ben progettato può riuscire a suonare letteralmente il doppio con esattamente le specifiche desiderate e questo è inequivocabilmente un vantaggio.

Marchi come JBL, bose (801,901),Cerwin-Vega e celestion hanno costruito la propria fama usando sostanzialmente il bass reflex come firma: ottime realizzazioni e ottimi risultati

Sicuramente ai vertici del mondo della riproduzione audio dimostrando la bontà del bass reflex e che è in grado di riprodurre qualunque tipo di messaggio musicale dalla classica al Pop.


Al solito non e' l'industria ad avere problemi.

lunedì, agosto 24, 2015

boxNcone 16/28

Tromba

Il concetto della tromba e' molto semplice come quando accostiamo le mani alla bocca per urlare.
Riduciamo l'emissione ad una zona circoscritta accoppiando l'onda all'aria
La tromba fa esattamente questo: ottimizza l’accoppiamento tra altoparlante e aria chiudendo l'emissione in un angolo preciso.
Per questo motivo sono efficientissime, mostruosamente efficienti!
Se ben fatte sono ottime.

Un aspetto negativo è che il posizionamento dei diffusori e anche quello dell'ascoltatore è molto critico .

I diffusori vanno collocati alla perfezione per via della direttivita'.

Poi esiste il problema della dimensione: per un ascolto a 40Hz una tromba puo' essere lunga 6 metri e alta 4m. Capite che non e' una cosa compatta.





E' per questo che i grandi  sostenitori della tromba tipo le klipshorn e le westminster Tannoy sono incubi di legno che altro che non sono che una tromba ripiegata come un atleta da circo nel “piccolo” corpo di una cassa di un centinaio di Kg e utilizza i muri di casa per prolungare virtualmente la tromba ripiegata come in tetris perdendo in molti casi molta dell'efficienza.

Cosi' non solo  una cassa  e' un'assegno circolare ma chi non puo' permettersela spesso cerca di costruirsene una coppia buttando quei 300Kg di legno necessari per tale impresa.


lunedì, agosto 10, 2015

boxNcone 15/28

Sospensione pneumatica


L'idea e' quella di una molla: l'energia la usiamo per caricare una molla.
Al rilascio la molla ci restituira' (parte) l'energia.
Questa molla altro non e' che l'aria contenuta nel cabinet

La molla ovviamente avra' una f di risonanza e quindi andra' accordata tramite il volume dell'aria e la quantita' di fonoassorbente.
Ci vogliono dei calcoli,
ci vuole un modello matematico,
ci vuole un'invenzione.


Nel 1949 un certo Olson brevetta questa epifania e il mondo non sara' piu' lo stesso.

Immediatamente le aziende piu' aggressive e innovative come AR portano alla ribalta questo accordo e lo fanno divenire un classico.

Che ironia gli innovatori che divengono i paladini del classico 20-30anni dopo.

Dal momento che la somma delle risonanze dell'altoparlante vengono modificate dal contenitore in base al suo contenuto d'aria e questo “caricamento” e' regolabile per la prima volta ed e' in mano al progettista di casse: non esiste piu' un banale mobile chiuso o aperto ma un componente acustico.

Un diverso accordo piu' far migliorare l'efficienza o l'emissione e quindi tarando questo punto dare un preciso carattere alla cassa acustica, piu' “pop”, meno bassi ma piu' efficiente o piu' “classica” con meno efficienza ma piu' bassi.

La sospensione pneumatica ha diversi vantaggi:
il cut off delle basse e' generalmente morbido permettendo una facile discesa. In pratica non avremo TANTI bassi come forza ma avremo bassi PROFONDI.

E' di facile progettazione e quindi idoneo agli autocostruttori

E' non critico, raro trovarsi a cannare completamente il progetto se si e' fatto tutto per bene.

Non essendo critico piccoli errori fra il progetto e  la realizzazione non portano a drammi.

E' ancora piu' facile, per via dell'andamento dolce, un 2 vie  evitando costi e difficolta' di un 3 vie.

Ovviamente come tutte le cose semplici  e che funzionano bene e' oggi snobbato perche' “vecchio”.

lunedì, agosto 03, 2015

boxNcone 14/28



Baffle infinito (cassa chiusa)

Qualcuno penso' giusto di prendere l'emissione posteriore del woofer che e' in controfase e farla sparire.






ZAP!





Via il suono via il dolore.





L'idea non e' peregrina: non avendo l'emissione posteriore del WF ci prendiamo solo i vantaggi ma non gli svantaggi.






Cosi' qualcuno monta i woofer prima con il posteriore in un'altra stanza e poi piu' furbescamente in una cassa strapiena di materiale fonoassorbente che si pappa cosi' l'emissione posteriore.






Evidentemente l'idea non e' ne stupida ne complessa e consente per davvero e con pochi mezzi progettuali di scendere in frequenza per davvero.


Abbiamo i primi veri bassi e le prime casse acustiche degne di tal nome.






Pero' abbiamo un problema: la parte di suono che abbiamo eliminato, il 50%, non esiste piu'.




Quindi il woofer suona, suona persino bene, ma suona meno.


Questo e' stato il metodo principale per la via all'alta fedelta' fino al 1950.



Facile, semplice e quasi indolore per le potenze oggi disponibili.

lunedì, luglio 27, 2015

boxNcone 13/28

Il pannello aperto.

Abbiamo gia' detto che ogni TIPO di cassa ha un suono, un CARATTERE molto diverso.
Il motivo per il quale e' necessario un caricamento e' semplice:  un altoparlante emette sia con la faccia che con il retro.
Ovviamente il retro e' in controfase: quando il fronte spinge il retro aspira e viceversa.
Questo porta ad un onda contrapposta che si somma e cancella parte del messaggio

Pannello aperto
Il pannello aperto e' il primo metodo utilizzato e per anni e' stato il piu diffuso: pensiamo alle radio a valvole il cui retro, un cartonato forato, era sostanzialmente aperto.

Eppure, grazie ad altoparlanti di qualita', di diametro importante, di costo non propriamente economico nonostante le potenze molto basse, circa un quarto watt o meno, avevano un audio interessante.
Molti che hanno vissuto quell'epoca vi diranno, se non ne avete mai sentita una, che aveva una BELLA voce calda.
Calda perche' spesso non aveva un tw ma l'efficienza e la progettazione era notevole ed era quindi piacevole e coerente.

Per evitare la cancellazione il pannello era di grandi dimensioni ed era ripiegato cosi' che l'onda posteriore prima di arrivare alla faccia anteriore doveva percorrere un gran tratto e questo sostanzialmente escludeva le frequenze piu' alte che si perdevano nel percorso mente le basse vengono cancellate.

In pratica la minor frequenza a cui puo' scendere un pannello aperto, generalmente un profilo a C con l'altoparlante nel mezzo, e' la lunghezza, la distanza percorribile, che vi e' fra fronte e retro.
Andando a 1000Km/h per scendere  a meno di 100Hz un pannello dovrebbe essere lungo almeno un paio di metri per due, ripiegandolo pure a C   rimane una bella sleppa.

Quindi e' un modo semplice, che puo' avere una buona ariosita' per via dei riflessi sparati in giro, ma bassi veri nada.

Ad oggi rimangono fatti cosi' solo le radioline e gli altoparlanti elettrostatici che non possono fare altrimenti.

Lo svantaggio quindi e' ovviamente di non poter scendere in frequenza facilmente pero' hanno un emissione sulle frequenze piu' alte bipolare che, come insegnava Amar Bose, sono fonte di una grande spazialita' quanto di una difficile taratura e posizionamento degli altoparlanti come insegna la scomparsa degli altoparlanti “sferici”, una delle panacee futuristiche degli anni 70.

lunedì, luglio 20, 2015

boxNcone 12/28

caricamento

Ogni caricamento, ogni tipologia di altoparlante accordato ha una sua indole e caratteristica utile o meno rispetto alla bisogna e per mescolarli insieme occorre NON DIMENTICARE lo SCOPO di cio' che si vuole ottenere.

Si deve ad ogni passo ricordare il costo come obbiettivo non secondario!

Quando lo dico alcuni mi guardano con sufficienza.








E' facile con un discorso di linearita' e qualita' arrivare ad eccessi come i miei incubi mai realizzati  o quelli di infinity che con le IRS V hanno fatto un altoparlantino stereofonico fatto di 4 piccoli pezzi alti solo un paio di metri, dal banale costo di un appartamento milanese di media metratura e pesanti solo come un'utilitaria.

Non so per quale motivo strano tanta qualita' non ha riscosso un grande successo almeno come invece un qualsiasi bidone cino-coreano. =;-)

Scherzi a parte diviene ovvio che un'altoparlante non deve per forza costare 100.000E e pesare 700Kg ma e' altrettanto vero che non puo' costare 10 euro e pesare 200grammi come quelli che alcuni marchi oggi leader di mercato dicono essere “robba bbuona”.

Il caricamento serve per giungere ad uno scopo come l'ennesimo bullone.
Definire aprioristicamente uno migliore dell'altro e' da stolti.

lunedì, luglio 13, 2015

boxNcone 11/28

idee

Prima della carta le idee,

le idee si rubano dai grandi geni e le grandi scuole sono degli elenchi di cosa hanno fatto i geni e perche'.
Sono geni mica per nulla, no?


Roy allyson ci ha spiegato che la forma ha la sua importanza e il suo cubo ha fatto storia.


Amar Bose che ha spiegato con le 901 che la stanza influisce assai e i bassi sono un dipiu'


I crucchi ci raccontano che le casse hanno voglia di alti.


Gli americani che ascoltavano piu' pop e volevano piu' swing della musica classica ci hanno dato la dinamica, le JBL, le Celestion. Un vero sound da bon jovi, alla born in USA.


Gli inglesi, hohoho! Gli inglesi ci hanno dato tanto


Kef: come non ricordare il design attorno ai tweeter come del resto B&W?


Le casse planari di quad?


Le casse molto british con gli altoparlanti coassiali. Forse l'unico modo serio di montare un tweeter.


Le casse rifasate (cosi' l'impedenza rimane a 8ohm per davvero!)


Le Tannoy westminster che pur progettate nei gloriosi 60 riducono in cenere MOLTE casse pseudotecnologiche di ben 50 dopo e quando vedono un subwoover si mettono a ridere come quando Carl Lewis vede un ciccione correre praticamente da fermo con tutta la trippa che ballonzola forsennata.

eccetera..

Questo, come la risata delle tannoy, succede perche' il progetto ha un suo perche' e ben 50 anni fa si facevano casse che con 10W non solo ridicolizzano molte casse con ampli da 1000W di oggi ma sono coerenti come centro di emissione e scendono come nessun subwoofer da appartamento io abbia mai sentito (escludendo forse l'audio pro B4 che pero' non lo definirei del tutto da appartamento)



Questo significa una cosa sola, un GRANDE insegnamento inglese, il piu' grande di tutti: il progetto e' importante!

Tutte cose che si sono mischiate negli anni: una cassa moderna ha molte delle cose inventate 30,40 o 50 anni fa da costoro.
Se non possiede alcune tecnologie e' soprattutto per ragioni di costi.
Il fatto che una cassa appoggiata al pavimento con i woofer quasi sul pavimento e i tweeter ad altezza orecchie possa suonare meglio di una disposta su di una mensola non e' piu' un segreto da mago come ben appare nel catalogo delle buone ma economiche indiana line o in quello canton.
Cosa ripresa dalle ultime martin logan “ibride”



Dopotutto le JBL, le Tannoy e altre vecchie glorie producono ancora casse.
Se non lo fanno (audio pro) e sono fallite (mooolti marchi storici) e' perche la gente non volendo piu' l'HiFi preferisce spendere 600 euro per un videogame tascabile cinocoreano ogni 3 anni che un paio di casse serie che durano tutta la vita.
Le casse oggi se costano piu' di 5 euro sono considerate care e spendere 10 euro e' considerato da pazzi.


E' forse questa la lettura: i soldi servono per mostrare il telefono giocattolo ma non si ha tempo per ascoltare la musica perche' il nostro esistere viene utilizzato per fare il record ad angry birds e di ascoltare musica non ci interessa piu'.

Oggi abbiamo tante sorgenti rispetto agli anni passati dove il disco in vinile era l'unica certezza di qualita' intaccata solamente da qualche teac e nakamichi.
Non ascoltiamo piu' musica, la qualita' media e' quella degli auricolari e altoparlantini che al massimo si usavano per la radiocronaca della partita.

I Tv hanno perso gli altoparlanti e casse degne del nome sono una rarita'.

Tutto questo e' solo perche' i consumatori non hanno idee,

i produttori si.

Basta chiedere consiglio.

lunedì, luglio 06, 2015

boxNcone 10/28

Progetto punch


Perche' una cassa che suona colorato e' sbagliata.
Spesso sento dire questo:

“Come mai se una cassa ha i bassi non é considerata da audiofili?”

“Come mai la mia cuffia Boiaz ha piu' bassi ma viene snobbata da quelli con la puzza sotto il naso?”


Abbiamo gia' visto che molti racchioni koreani hanno un sound pompato per poter nascondere le magagne di progettazione. Questo avviene semplicemente aumentando artificiosamente la gamma delle medio basse, togliendo i bassi togliendo gli alti e aumentando i medio alti.

Il risultato è che normalmente viene considerato più piacevole un suono fatto in questa maniera rispetto ad un suono più corretto.

Una domanda che mi sono sentito fare più spesso è: non e' il caso di avere degli impianti che suonassero in questa maniera visto che la gente li considera mediamente più piacevoli di quelli corretti?

In realtà ci sono delle ottime ragioni per cui un impianto non deve suonare in maniera non corretta la prima e più semplice è perché non compete all'impianto o alle casse essere piacevole.

Questa affermazione spiazza molti ma è squisitamente corretta: non è compito delle casse essere piacevoli.


Se l'artista di turno ha deciso che il suo suono deve essere triste e spigoloso perché sta raccontando di un suicidio le casse devono fare il loro dovere e restituire un suono non piacevole.

Se l'artista stava sussurrando le casse devono sussurrare amabilmente se  lo sta facendo amabilmente tristemente se lo sta facendo tristemente.

È compito di chi ha preparato la registrazione, di chi ha suonato, del master  e del fonico essere piacevoli o meno.

Se le casse alterassero il suono pensate a cosa succederebbe se anziché un fruscio di foglie lontano come sfondo di una poesia triste il suono sulle mediobasso se diventasse ingombrante come quello di un jet in partenza?

Addio poesia!

Il secondo motivo che non va alterata la risposta in frequenza è squisitamente di possibilità.

Spesso vengono mancare le alte e le basse.
Ci sono dei brani dove per esempio squilla un telefono in sottofondo.
 Sulle mie Canton si sente piuttosto bene  ed è in controfase, cioè attorno, su molte casse cino coreane lo squillo del telefono non si sente perché di livello troppo basso e coperto dalla distorsione dell'ampli che è impegnato nell'esagerazione di un basso che più importante di qualsiasi altra cosa per apparire potente. (tracy chapman a memoria).

Il perché questo accade è molto banale: aumentare i medio bassi è matematicamente la stessa cosa di diminuire tutto il resto.


Ecco perché non è alta fedeltà quello che dicono le due frasi all'inizio del post.

Non è che gli impianti o le casse ad alta fedeltà non hanno la stessa quantità di basse è semplicemente che per ottenere quella quantità di medio bassi bisogna alzare il volume a un livello tale che tutto diventa molto alto.

In pratica le casse sfortunate non è vero che hanno più bassi ma più correttamente non hanno tutto il resto.

Le due frasi vanno tradotte in italiano cosi:

“Come mai se una cassa che NON HA ALTI e NON HA BASSI PROFONDI non é considerata da audiofili?”

“Come mai la mia cuffia Boiaz ha POCHI ALTI ma viene snobbata da quelli con la puzza sotto il naso?”


Questi due motivi, in realtà ce ne sarebbero molti altri, sono più che sufficienti per poter dire che una cassa acustica che non riproduce correttamente, inteso come assolutamente lineare, è una grandissima stupidata perché va a interferire con quello che è stato deciso in origine.

Se il vostro beniamino preferito voleva darvi più mediobasso se non preoccupatevi che lo avrebbe messo, anzi, per poter suonare correttamente sulle televisioni che ormai hanno altoparlanti minimi spesso e volentieri hanno già esagerato.

Il compito di fare il sound e' compito di chi ha realizzato il sound.

Non e' semplice?