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mercoledì, settembre 27, 2023

DC3 immarescibile

 storielle divertenti.

 

Quando si parla di durata bisogna sempre ricordare che oggi si costruisce "piu' economico".

l'aereo che vedete sopra e' stato costruito nel 1943.
Volare era un lusso ed inoltre questo era un aereo fatto per combattere.

nasce come C-47A-60-DL presso la douglas di log beach SN 13798 

il 6 giugno 1944 è aereo di testa del 61° TCG, trasportava i paracadutisti del 2° battaglione, 507° reggimento di fanteria paracadutisti in una zona di lancio vicino a Saint-Mere-Eglise, in Normandia.

nel  1966 viene ceduto alla Soundlock Corporation di Hazlehurst, GA c/r N625SL come  DC-3.

ma nel 1967 cambio di piani, diventa aereo di linea.


nuovo proprietario dal 17 dicembre 1997 per Catalina Air Inc, Alcoa, TN con nuovo certificato

e dal 17 giugno 2016 per Mission Boston D-Day Llc, Newport Beach, CA vola rievocando il DDday con la livrea degli inizi


Vola ancora bello pacioso.

direte: WoW, ma e' un caso, no.

un fratello dello stesso aereo C-47A-60-DL  prese parte alla Missione Boston durante il D-Day.
Partecipò anche all'operazione Market Garden.
Dopo la guerra fu venduto alla Canadair Ltd modificato come DC-3C nel 1946.
Fu poi consegnato alla DNL (Det Norske Luftfartselskap) in Norvegia e chiamato Nordfugl.

 

dopo aver volato in condizioni non certo facili cambia bandiera


Nel 1960, stufo di volare regolarmente, sui arruolò nell'esercito. Questa volta per l'aeronautica svedese.


non convinto torna civile...


 


il fatto e' che sebbene i DC-3, che dominavano il mercato, ne furono costruiti circa 800, di questa subversione, una derivazione per la guerra, ne furono costruiti 10.000.
Capiamo subito che la guerra non poteva finire molto diversamente.
L'industria US e' su un altro pianeta rispetto a quella tedesca.

Migliaia furono poi convertiti per uso civile e storie del genere non sono rarità.

Capiamo anche del perché negli USA nacque l’aviazione civile come la conosciamo oggi.

Giusto per avere l'idea della quantita' cosmica prodotta, il 747, rimasto in produzione 50 anni durante il boom dei trasporti aerei, ha fatto "solo" 1600 pezzi.

in pratica il DC3 e relativi e' stato un masterpiece e centinaia di aerei volano ancora da qualche parte.

cosa bizzarra: nel 1939 i russi ebbero la licenza e ne costruirono 7000 pezzi, in pratica l'aereo russo standard e' americano.


 in pratica fra le varie licenze e versioni il DC3 e derivati potrebbero esserne stati prodotti oltre 20.000.

E' abbastanza comprensibile, visto che molti nel dopo guerra comprarono i DC3 come aerei privati (aziendali o delle tante starlette), ne volino ancora a carrettate.


martedì, gennaio 17, 2017

tv story 2016

2016

 

il 2016 si pone come un'altro punto importante.
La prima morte importante e' il videoregistratore a cassetta. L'ultimo VTR VHS esce dalla linea di produzione.
Ci sono 2 buoni motivi per il quale muore. 

Il primo e' che nell'ambito consumer il pubblico meno istruito identifica la videocassetta con il vecchio mondo.
Il flop del formato DV la dice molto lunga, ma neppure le versioni migliorate (oggi si direbbe stoltamente 2.0 e 3.0) del VHS avranno mai un qualche successo. Il SVHS si e' visto solo sporadicamente e sempre in casa dei videomaker. Il SVHS aveva una qualita' non trascurabile e paragonabile ad un DVD. Il D-VHS ancora peggio: non e' mai neppure arrivato ai confini del mondo, in italia non e' mai stato importato ufficilamente.

Il secondo e' il fatto che la gente non REGISTRA piu'. 
I film che arrivano dai media non finiscono registrati, anche perche' grazie alle presa ambita dai consumatori, hdmi, non e' piu' neppure fattibile. I consumatori scaRRRiGano da internette con i vari e-mule, e' piu' facile che fare qualcosa di legale. Vista la fretta e la banda in quell'ambito girano di rado file da 8GB di qualita' DVD PAL o da 50GB di un BD. Contemporaneamente si diffondono usb-drive (per gli imborniti: chiavette) che sarebbero messi in difficolta' dalle velocita' e capienze necessarie per un PAL di razza. Cosi' non e' piu' necessario di un contenitore capiente (leggi: lento) per una qualita' a cui nessuno e' abituato piu' e che difficilmente puo' vedere per via degli LCD cinocoreani.
E' quindi la morte sia del VHS sia del video su nastro, 76 anni ben portati. 
Morte anche dell'oggetto videoregistratore in toto nell'ambito consumer quasiasi tecnologia possieda.



Il 2016 e' la definitiva affermazione del 4k casalingo. In pratica la certificazione della stupidita' del consumatore.
Il 4K nasce per il cinema. Dopo accurati studi viene definito non necessario per un telone da centinaia di pollici salire oltre.
Infatti un normodotato (10/10) non e' in grado di apprezzare oltre quella definizione, per farlo dovrebbe essere tanto vicino da trovare fastidiosa la visione. Inoltre il 45% della popolazione mondiale ha difetti di vista. In pratica riuscirebbero a gustarsi risoluzioni superiori solo un pool di persone veramente ridotto che, tolti coloro i quali non interessa il cinema, si riducono vicini allo zero.

Per vedere tale qualita', avendo almeno 10/10, in un tipico setup casalingo occorre un tv di 200/250”.
I consumatori che riescono a spendere anche dopo una lobotomia chiedono a gran voce di sostituire i loro fintoHD (per i quali occorre  un 80”) in 4k e l'industria accorre. Il prossimo passo la biciletta con il condizionatore (1000W almeno!) alimentato dalla pedalata.


Ora il problema si riduce al fatto di avere 3 tipi di trasmissione incompatibili fra loro a livello di pannello: il vecchio 576, il 1080 e il 2160. Inutile dire che se avete il tv sbagliato vedrete male. 
Dubito che uno in salotto abbia tutti e 3 i pannelli. 
Dimenticavo: il 4k del cinema e' un formato ancora diverso.
Con questa manovra dei consumatori siamo condannati a vedere male ancora per 20 anni, sempre che non siano cosi' idioti da cercare il 6,8,12,o 16K...




Le puntate si fermano qui perche' non e' possibile prevedere il futuro.
Probabilmente, se le cionokoreane saranno ancora leader come penso, ci saranno televisioni a 8K. Magari con telecomando da acquistare a parte.
I televisori saranno sempre piu' strambi: curvi o mossi, con videogame integrato, con funzione “illlumina la stanza” o “ordina un caffe'”. 

Il gioco sara' “famolo strano”: con antifurto integrato o visualizzatore per la lavatrice (si ferma il film per stendere). Difficilmente si vedranno molto meglio se non per l'accresciuta banda, sempre che non saranno da collegare via e-sim.

L'audio sara' sempre piu' marginale e un'ampli in classe AB sara' strano come oggi lo e' un classe A pura.

La percezione e' questa, l'innovazione si e' fermata agli anni 80/90. Dopo, salvo rare eccezioni, si e' solo sviluppato il precedente. 

Poi neppure quello.

Abbiamo mangiato decenni di cinescopi in-line, ma dire che esisteva di meglio, esiste, e' difficile. Ma ogni volta che tiravi fuori un TV nuovo dalla scatola era un nuovo traguardo.

Certo gli LCD hanno ORA i loro vantaggi. Per esempio la luminosita' imbattibile ma la qualita' e' ancora bassa. In pratica buono se avete uno stand ad una fiera.
Sicuramente per chi non vuole il videoproiettore il TV a pannello ha dato la facolta' di salire di dimensione, ed e' un grande vantaggio. Probabilmente saliranno ancora un pochino.
TV di dimensioni HD ne vedo poche ma soprattutto sembrano strane a chi non e' dl settore.

L'abbassamento coatto dei costi di produzione permesso dal basso costo dell'LCD ha permesso di fare tv da 50” a 299E. E questo e' innegabile.
Continuando la discesa se non ci saranno stoltaggini "qualificanti"  come il raccontare le barzellette la discesa ulteriore dei prezzi consegnera' la produzione a sconosiuti cinesi come xiaomi o Tlc (chi non la conosce sappia che e' gia' il 4 produttore mondiale)
Dopotutto una samsung o una pingpong che differenze possono avere?


Perche' alla fine, nonostante l'evoluzione del povero LCD che ci e' stata, sono state privilegiate dall'acquirente delle caratteristiche piu' importanti come
L'abbassamento della qualita' (sottile)
L'abbassamento della qualita' ( mii cehe beddo luccido!)
L'abbassamento della qualita' dopo il passaggio della nipotina (il vetro: che costo, crack!)
la possibilita' di vedere “a chiavett” piuttosto che un video migliore.
l'abbassamento bestiale della qualita' (4k)
Sono TV usa e getta che non possono neppure essere spolverati e non sempre costano 200E.
Se il mercato e' in mano ad aziende molto scaltre che per tradizione non investono in ricerca chi ci inventera' la prossima generazione?

giovedì, gennaio 12, 2017

tv story 2015




Nel 2015 un fornitore di contenuti via Internet che si chiama Netflix annuncia la trasmissione di serie televisive riprese da loro in un formato 4K con un bitrate massimo  appena sufficiente ad un PAL di bassa qualita', 12Kbps.

Forse erano pazzi i tizi del bluray, folli i tizi del DCI o sono completi imbecilli i consumatori?

I 2015 è l'anno dei LED. I LED appaiono ovunque sia nell'illuminazione dove i numeri sono decisamente messi a caso, sia, finalmente, nei televisori.
Appaiono in quest'anno  i televisori LED, tipicamente nella configurazione organica inventata dai soliti kodak e Philips, acquistabili dal grande pubblico. Non risccuotono il successo previsto perche' dopo anni a sputtanarli con i fintoled il peone non capisce certo in cosa consiste la differenza.

A proporre i LED in maniera pressante sono le stesse case che li hanno massacrati e bloccati fino a ieri. Adesso con la morte dei genitori che avevano investito tutto in queste nuove tecnologie queste magicamente diventano una novità nonostante che siano in commercio attraverso i marchi Kodak e Sony da lustri.


lunedì, gennaio 09, 2017

tv story 2014



Nel 2014 LG, un'azienda elettrotecnica nata con i ventilatori compra da Kodak le tecnologie sviluppate per gli O-LED del 2006. All'IFA il suo CEO annunncia:
“Il fatto che nessuno è nemmeno noi che stavamo inseguendo  inseguendo avevamo quella tecnologia.

Kodak aveva  un vantaggio incredibile. Un vantaggio che avremo probabilmente per dieci anni. Nessuno ci si avvicinera'   per 2-3 anni almeno, che è un  grosso vantaggio."

se leggiamo bene fra le righe sta dicendo banalmente che i signori di Kodak nel 2006 avevano la tecnologia che il miglior coreano avrebbe potuto sperare di avere nel 2020.

E se i consumatori avessero voluto avrebbero avuto un tv LED del 2034 in casa nel 2006.
Sarebbe bastato comprare qualita'. Invece comprano il prodotto di ieri come novita' del domani togliendosi il futuro. Eggia', morta kodak&c chi sviluppera' il domani?
Nessuno. 

Kodak che aveva avuto una grande parte nella fotografia digitale e si era svenata per i TV LED finiva cosi' nel novero dei morti eroici succhiati da chi le innovazioni le contrasta.
Mai sviluppare ma uccidere e rilevare cadaveri.

Rimosso l'inventore degli O-LED che avrebbe potuto disintegrarli se fosse riuscito ad entrare in produzione tutti cominciano a produrli e utilizzarli in quantita'.


Nel 2014 dopo un pressing monstre viene adottata da molti comitati (come il DVB) la “ridicololuzione” 4K e in alcuni casi 8K.

La cosa definisce la fine di un'era (un'altra!) che a guidare l'evoluzione della televisione siano la qualità e la capacità tecnica.

Tutte le norme precedenti stanno definire che per arrivare a una qualità decorosa era necessario avere grandissime larghezza di banda..

Successivamente, con il digitale che permette perdite qualitative specifiche, si era visto che era possibile scendere in maniera drastica nella larghezza di banda necessaria.

Nonostante questo era necessario comunque avere un canale di trasmissione solido e come raccontano bene i vari standard come quello della videocassetta DV,  del DVD, D5, BD o DCI raccontano che per una risoluzione 4K il minimo sindacale necessario dovrebbe essere almeno 200 Mb per secondo.

Inoltre se lo standard PAL era strutturato per poter arrivare 60 pollici senza problemi e lo standard alta definizione quello di  potersi spingere fino ai 250".

Viene da chiedersi a cosa serva formalizzare uno standard televisivo commerciale per i consumatori che non solo si va a sovrapporre pedestremente a quello del cinema ma serve solo per chi vive in un hangar.
Chi ha piu' di 200” in casa e contemporaneamente ha 10/10? Parliamo di schermi da piu' di 5m!

Oppure racconta che un piccolo schermo da salotto dovrebbe avere una soluzione superiore a quella di uno schermo di migliaia di pollici di un grande cinema.

Nel 2014 infatti mentre tutti i giornali si svenavano per raccontare di quanto è bello avere 4k in salotto il materiale di partenza che veniva proiettato nei cinema veniva ancora prodotto e proiettato utilizzando videocamere, proiettori e file da 2K, sostanzialmente sovrapponibili al 1080p.


La differenza quindi qualitativa fra il cinema e il televisore di casa sicuramente non era una questione di mera soluzione ma più probabilmente di caratteristiche di larghezza di banda e qualità del TV.

Non servono i 4K per fare un telo da 1000” ma avere 500GB di dati  aiuta molto.

lunedì, gennaio 02, 2017

tv story 2013



Nel 2013 e' la fine di un'altra era: tutti i costruttori di pannelli al plasma hanno dichiarato a spizzichi e bocconi negli ultimi anni di cessare la produzione dei plasma.

Ed ora siamo alla pietra tombale dello stop della produzione mondiale.

In effetti la richiesta era molto bassa e nonostante sia la tecnologia vincente dal punto di vista qualitativo costa effettivamente qualcosa in più o produrre un pannello plasma senza che la mostruosa differenza qualitativa con un pannello a cristalli liquidi, decisamente inferiore, venga di fatto percepita dal consumatore.

Perche bisogna ricordare che montato su di un TV dall'elettronica insufficiente alla risoluzione scelta la differenza e' inutile: mettereste una ferrari avendo il motore di un falciaerba?

È un peccato perché mancando questa tecnologia è di fatto impossibile avere un'immagine di qualità in casa a prezzi abbordabili in una televisione d'appoggio che è poi quella che richiede il grosso pubblico.

Molti estimatori piangono la notizia della chiusura degli ultimi impianti ma di fatto non sono in una quantità così grande da garantire una produzione che consenta di mantenere la la ricerca e gli impianti.

Il pubblico ha scelto per l'ennesima volta, ha scelto che preferisce guardare il televisore attraverso uno schermo a cristalli liquidi anche se questo non è proprio il massimo perché…… e' stolto.

sabato, dicembre 24, 2016

tv story 2010




Sebbene non ci sia un punto preciso viene definito il 2010 come l'anno in cui la transizione dalla TV analogica a quella digitale e' stata compiuta.

Il digitale offre vantaggi innegabili e la possibilita' di veicolare lo stesso messaggio su media diversi aprendo molte porte.

Inoltre permette, abbassando la qualita', di fornire molti piu' canali, un audio nettamente migliore  e l'accesso condizionale in maniera semplice e sicura per il provider.

Inoltre mentre nel campo dell'analogico hai dei paletti come il fatto di consumare, per il PAL,  6Mhz sia con un segnale buono che uno cattivo: il canale e' sempre della medesima qualita' (in digitale bitrate). Si e' costretti a consumare una tonnellata di banda per l'HDTV perche' costretto alla massima qualita' di trasmissione.

Nel digitale non e' cosi': la qualita' di trasmissione e' slegata dal formato: e' possibile inviare un segnale 4K con la qualita' da far rimpiangere una vecchia VHS oppure inviare un 576 con una qualita suprema.
Istante per istante.
Si potrebbe decidere di inviare pubblicita' splendente su di una trasmissione pessima.

Il multicanale audio e' previsto e non e' un matricione come il sourround.

In generale e' una miglioria ma soprattutto viene usato per promettere il FullHD (decoroso con 200Mbps) con un canale da 4Mbps. Infatti esiste un problema: i TV economici cinokorean da 2 soldi che si sarebbero dovuti comprare con raster 576 la follia collettiva li ha desiderati 1080.

Cosi' in condizioni normali fanno pena per 3 motivi.

La qualita' del rescaler. Dovrebbe infatti costare piu' del TV stesso.

Il raster “americano”  che in condizione di perfezione dovrebbe al massimo trasformare il 576 in 480 (nyquist)

il pubblico che pensa che la SD (chiamata cosi' ingiuriosamente) sia roba vecchia perche SUL LORO TV si vede penosamente rispetto alla FullHD.

Cosi' il pubblico dopo essersi suicidato con un TV impossibilitato a scalare accetta come GRANDE miglioria un segnale povero ma idoneo al TV strambo.
Il digitale permette anche questo.

In pratica il digitale ha donato GRANDE plasticita' e miglioria ma ovviamente qualche peone si e' opposto.

In Italia siamo partiti in maniera bizzarra: i migliori marchi vendevano TV con il tuner digitale gia da tempo, un paio erano facilmente upgradabili e uno addirittura accettava nello slot sul retro la cosa da 15 anni.

Ovviamente con il fatto di volere il coso piatto a poco ma con tanti piCSel ha ritardato la cosa.

Il governo dopo un rinvio di 2 anni  per la cessazione dell'analogico (avrebbe dovuto essere nel 2006) ha nicchiato definendo prima il 2008 ed infine il 2012.
Per l'italia il domani e' il lustro che viene.

Cosi' al momento del comprare la GGente preferiva un bizzarro HD korean da 20” che un tv digitale.

Inoltre fino all'ultimo il pubblico non ha comprato i sintonizzatori esterni per adattare le tv, alcune comprate poco prima. Quando poi e' arrivato il momento che gli han fatto sparire un programma nazional popolare disponibile da anni in simulcast ed e' stato un dramma.

Ovviamente come tradizione di un popolo bue la colpa e sempre degli altri: oggi e' della Merkel e all'epoca eran colpe di Berlusconi.

Infinite discussioni sentite perche era COLPA di berlusconi e del perche' "ci avrebbe guadagnato" imponendo il digitale.
Nessuno che si chiedeva cosa costa un'infrastruttura di trasmissione completamente da rifare. La RAI nel 2008 chiese infatti un'aumento del canone, mai rientrato, giustificandolo come necessita' per il refitting digitale.

La solita ignoranza italiana che si oppone alle migliorie.

Per lo stesso motivo compra nei supermercati scoprendo solo a posteriori che non solo alcuni TV non erano digitali (la sigla differiva di una postilla) senza chiedersi perche' costavano meno che nei negozi.

Altri facevano la stessa esperienza sempre nella nella GDO scoprendo che la sigla era la stessa ma per un mercato diverso e l'accesso condizionale (CAM) italiana non funzionava.
Altri scoprirono che la HDMI era zoppa, ma questa e' un'altra storia. Chiedersi perche' costavano meno che nei negozi era troppo difficile PRIMA di acquistare?

Comunque il nostro Switch off avvenne nel 2012 insieme a Grecia, Bolivia Lituania. Le nazioni europee avanzate ci avevano bagnato il naso ancora e solo la GB che aveva pero' tramissioni in Nicam&c di qualita' estrema, che non voleva mollare,  transito' con noi.

Al massimo dovevamo dare la colpa a belrucau di averlo ritardato di anni, non di averlo imposto come dicevano i compagni della merenda rossa.

Ma si sa bisogna dare la colpa a qualcuno tutti i giorni per sentirsi migliori quando invece si e' una M.

domenica, dicembre 18, 2016

tv story 2007



I 2007 e' la pietra tombale dei televisori con il cinescopio. In realtà nel mondo occidentale è avvenuto circa tre anni prima.


Gli LCD, qualitativamente una barzelletta, sono partiti improvvisamente sulle ali dei plasma che ne frattempo era cresciuto qualitativamente.
Tutti volevano plasma, lo desideravano e qualcuno gli ha fatto un televisore che da spento assomigliava al plasma.


Se i primi plasma erano un disastro gli LCD facevano venire da piangere.
Il 2007 viene considerato la pietra tombale in quanto la produzione di LCD sorpassa quella dei CRT in tutto il mondo compresi i paesi in via di sviluppo. Questo vuol dire che persino un cinese o un vietnamita se deve comprare un televisore anche se costa di più preferisce comprare un pannello e vedere peggio.

In Italia questo ovviamente è successo anni prima e in tutto l'Occidente stata una cosa così rapida come una fiammata e tanto incomprensibile che molti produttori di televisori si sono trovati catapultati fuori non capendo cosa stava succedendo.

Nel 2000 gli LCD erano rari e nel 2004 erano rari i CRT.

Per dirne una, Sony ha chiuso le fabbriche cinescopi mandando a casa migliaia di lavoratori nell'arco di un solo giorno perché si sono ritrovati improvvisamente a produrre cose che nessuno voleva più.

 Ma tutti i produttori erano imprepreparati a questo perché guardavano come futuro al successo della video proiezione o al massimo al plasma ma nessuno, neanche negli uffici marketing, era conscio della rivoluzione.

La gente preferisse un pannello scadente con tanti pixel a qualsiasi altra cosa migliore.
Dai, non scherziamo.
Improvvisamente.
Senza motivo apparente.
Puf!

venerdì, dicembre 16, 2016

tv story 2005






Nel 2005 la cina ha  fatto l'ennesimo inutile standard video digitale DTMB con lo scopo principale di rendere incompatibili le TV con il resto del mondo... Radiobalilla docet.

Sempre nel 2005 venne rilasciata una norma (DCI) per il cinema digitale che stava traghettando verso la perdita della pellicola.
2048 × 1080 (2K) a 24 frame / s oppure 48 frame / s, o 4096 × 2160 (4K a 24 frame) / s con max 250Mbps di dati. (specifica successiva fino a 60Hz e/o 500Mbps)
in pratica al posto di portare una pizza di pellicola al cinema viene portato un hard disk da un terabyte oppure lo si scarica attraverso Internet. Il file è dotato di un sistema di criptatura che permette la visione solo un numero finito di volte. L'accesso è condizionato anche dal consenso del distributore.

Sempre quest'anno si comincia a parlare di televisori finto-LED. Il televisore è finto-LED è un televisore banalissimo LCD che viene contrabbandato come LED (bello in grande sul pop e sulla scatola) per evitare che produttori di televisori LED gli facciano le scarpe. La parola retroilluminato scompare perche' la scritta LED appaia in grande.


Il terrore e il problema  nascono dal fatto che gli inventori dei TV LED  hanno più volte dichiarato di essere pronti a entrare in produzione tra 2006 e il 2008. Se succedesse farebbero opera di distruzione nella fascia piu' remunerativa.

Gli asset sono cambiati completamente il 90% dell'industria televisiva è stata spazzata via e chi rimane è sostanzialmente il prodotto cinese e coreano e solo qualche giapponese che ha avuto in cassa abbastanza soldi per investire molto velocemente quantità enormi di danaro per evitare di essere sbattuto fuori da un mercato impazzito.

Persino la grande matsushita (panasonic) ha avuto notevoli problemi: una cosa semplicemente impensabile.

Per esempio nessun europeo produce LCD ad uso TV.
I nuovi player del mercato non vogliono assolutamente tornare ad essere di serie B (cina e korea) e quelli che sono riusciti a sopravvivere non vogliono assolutamente che gli enormi investimenti non ancora ripianati vengano vanificati.

Visto quello che stava succedendo con il televisore al plasma, tanto sono un pannello uguale da spenti, basta usare in maniera furbesca la parola LED. Per il consumatore un televisore LED è un televisore LED basta non calcare troppo la mano sulla parola finto, ovverosia retroilluminazione o meglio scritta in inglese e in piccolino da qualche parte come backlight.

Tutto questo non solo fermera' i televisori LED ma blocchera' anche i SED, FED e altre amenita' che forse non hanno diritto ad un successo ma  investire in un mercato che punisce la ricerca e favorisce i nomignoli non ha senso.

I finto-LED trionferanno.

domenica, dicembre 11, 2016

tv story 2003



Nel 2003 kodak investendo enormi cifre non solo presenta un prototipo ma un vero prodotto funzionante: un display LED in un prodotto in regolare vendita: la macchina fotografica LS633.

Monta un O-LED da 2,2” e un prezzo concorrenziale.

Successivamente kodak continuo' la ricerca sugli oled spendendo cifre colossali. Ma quando fu pronta per entrare sul mercato nel 2006 con i tv LED che avrebbero sbaragliato i poveri LCD successe che  i cinokorean chiamarono gli LCD fintoLED facendoli pagare il doppio.

Ovviamente i peones fra
un LCD chiamato LED e
un LED chiamato LED che costa di piu'
scegliera' gli LCD e kodak fallira'.




2003 Con tutto questo parlare di alta definizione non esisteva però un modo semplice per portare tutti quei dati.

Come aveva ben espresso un famoso informatico nessuna connessione può superare il bagagliaio di una station wagon. Mancando connessioni mostruose e' necessario un disco.



Il BD  e il suo alter ego HD-DVD nascono e si fanno una guerra di sistemi.
Ne esce vincente il BD  per due ragioni: la presenza del lettore all'interno di uno dei videogiochi più diffusi sul pianeta e il fatto che avendo più capacità  è in grado di erogare per un film 50 GB contro solo 25 del formato concorrente e su un video di proiettore di qualità le riviste dell'epoca erano concordi nel dire che vi era una differenza MOLTO visibile.

Io personalmente non ho mai visto un HDVD in azione.

Io quando vidi il BD in azione rimasi un po stupito.
Mi aspettavo visto il gran pompone una qualita' superlativa.
Invece era appena accettabile, forse mi aspettavo la qualita' di una vecchia cassetta D1 ma fra il povero LCD (che costava come una motocicletta) e le aspettative mi parve una schifezza.

Come pacco dono, piu' volte sottolineato, il BD avrebbe a breve (pochi mesi si diceva) avuto una versione ancora più capace che avrebbe quadruplicato la capacità. In pratica stiamo parlando di un affare in grado di gestire nella prima versione gino 72Mbps di picco e nella versione definitiva 216Mbps.

200Mbps È in linea con quello che i tecnici dicevano essere l'ideale per portare quella qualità, quella dell'alta definizione, su di un grande schermo e confidavo che fosse cio' che avevano promesso.
Ancora poco ae abbiamo finalmente un video superlativo in casa, pensavo.

Guarda caso sono cifre molto simile a quelle minime che vengono utilizzate nei cinema per il formato 2K che ha una risoluzione sostanzialmente equivalente e all'incirca il formato dei media digitali PRO che arrivano a 300Mbps.

Però successivamente al grande successo di produttori di apparecchi televisivi di bassa qualità (LCD) e l'insuccesso, per l'ennesima volta, dei videoproiettori fece sì che alla gente interessasse di più avere l'etichetta “alta definizione” sul bordo dell'apparecchio piuttosto di poterla per vedere veramente.

 Il Blue Ray non avra' la stessa diffusione dei media precedenti rimanendo un prodotto di nicchia e ovviamente la versione definitiva scaomparve come un fantasma: la versione beta divenne la definitiva.

In pratica il BD non arrivera' mai ad essere un prodotto molto diffuso e se ci pensiamo bene e' un flop.
Automaticamente il costo necessario per la messa a punto dei nuovi supporti con più strati   non verrà mai piu' speso accontentandosi quindi il consumatore di flussi dati decisamente più contenuti.

Persino il disco che era deputato come successore, HVD, che partiva all'incirca da 400 GB (fino a 8TB nel plan) con scrittura olografica non venne mai di fatto presentato al pubblico nonostante ci fossero dei prototipi funzionanti nel 2007 quando avrebbe dovuto partire in staffetta. 400GB era infatti considerato ottimale per l'alta definizione.

Dopotutto, pensiamoci,  nessuno ha bisogno dell'alta definizione per davvero su di un minuscolo LCD da 40”.

giovedì, dicembre 08, 2016

tv story 2001




Insieme ai televisori LCD, qualita' livello abominio, comincia a diffondersi una presa chiamata HDMI.

Un'inutile una connessione digitale assolutamente identica a quelle esistenti tranne per un piccolo fattore: contiene un sistema di bloccaggio dei dati: una criptatura nata per evitare che attraverso quel cavo si possa effettuare una registrazione: HDCP.

I giornali dell'epoca che forse non avevano ben capito come funzionava la questione spacciavano la famigerata connessione come se fosse l'unica via esistente per trasferire l'alta definizione.

I clienti, scusate, i consumatori, chiedevano la presa perché altrimenti il televisore, che magari era un un 480i, altrimenti non era in alta definizione. Come vedete era un ennesimo “mai più senza”  assolutamente inutile al consumatore finale tanto che non penso neanche di aver mai utilizzato quella presa in vita mia per il mio impianto audio video che e' piuttosto complesso.

Vista la scarsa qualità della connessione, soprattutto l'implementazione di alcuni televisori coreani, quando la televisione sky approfittò del fatto che ormai  era piuttosto  diffusa  la presa stolta (e il danno fatto dalla diffusione del criptaggio) la implemento' nei propri ricevitori cosi' alcuni tv  rimanevano con lo schermo nero.

 Altra cosa che succedeva piu di rado,  anche con alcuni BD.

Una cosa molto utile avere lo schermo nero.
No?

lunedì, dicembre 05, 2016

tv story 1997






1997 e' l'anno del DVD-video. In  realta' e' un po' Philips, Sony, Toshiba e Panasonic. In quel momento c'erano tre sistemi gia' progettati che si sarebbero contesi il mercato del DVD.

Ognuna delle case aveva in realtà in tasca un qualcosa di similare ma era restia alla pubblicazione per una ragione molto semplice: evitare una guerra dei formati o addirittura quel pazzesco floppone che capitò al video2000.

Non è importante essere migliore, non è importante avere la migliore squadra, ma è importante appoggiarsi da un lato ai fornitori di contenuti e dall'altro  trattare con i concorrenti per evitare una guerra.

Per questo motivo il DVD non è così elegante come il compact disc che deriva dalla fusione di solo due idee ma in realtà è un po' un minestrone.

Comunque l'idea di mettersi tutti insieme e comunque non solo avere dei contenuti, ricordiamo che alcune delle aziende di elettronica erano anche generatori di contenuti, ma anche l'appoggio delle case che erano produttori di contenuti puri.

In quel momento esisteva un grosso problema infatti per chi costruiva contenuti distribuiti in VHS: i primi videoregistratori “cinocoreani”. Cominciavano ad arrivare  una serie di prodotti a bassissimo prezzo che venivano parzialmente prodotti in regioni dove la qualità non era un simbolo aziendale.

Questi videoregistratori malfatti avevano il cuscino d'aria che non era perfettamente omogeneo sulla drum: in pratica dopo poche visioni su di un apparecchio del genere la videocassetta utilizzata come noleggio aveva lo strato lubrificante completamente abraso con conseguente diminuzione della già non eccelsa qualità dei nastri duplicati a velocita' folli in apparecchi non particolarmente mantenuti.

I noleggiatori sapevano che in mano a certi clienti che avevano alcune marche dopo 10 o 15 noleggi la cassetta diveniva inguardabile. Nel contempo l'ossido di ferro delle cassette rovinate avrebbe rovinato anche i vtr “normali” sporcandone le testine e abradendole. E' il boom commerciale dei puliscitestine.

Il DVD spaventava molto per la sua elevata qualità, rispetto la videocassetta standard, ma fu accettato perché il costo di stampaggio era infinitamente più basso di una videocassetta e perche' il lettore non entrava in contatto con il disco.
Da qui due vantaggi: il primo di poter sperare di avere lo stesso effetto del compact disc sulla musica, vendere al doppio un disco che costa la metà ad essere stampato e il secondo di poter noleggiare un disco senza preoccuparsi di un apparecchio che in pratica scava nel supporto.
Bonus pack vendere per la seconda volta all'utente un film gia' venduto in VHS.
Sebbene inizialmente gli apparecchi di riproduzione costavano parecchio l'accoglienza fu relativamente buona e quando arrivarono i player a basso costo grazie alla svendita di tecnologia alla cina che accadeva all'epoca, ed ancora adesso, il crollo del 90% del valore del lettore causò un'esplosione di acquisti così grande da superare il numero di pezzi dei dischi venduti.

Se avete capito bene la frase: molte delle ricerche dicevano sostanzialmente che si erano venduti in alcuni Stati, tra cui il nostro, tanti lettori e nessun disco ovvero esistevano zone con lo stesso numero di supporti e di lettori. In pratica incrociando le statistiche si poteva tranquillamente affermare che migliaia di possessori di lettore non avessero mai visto un DVD inserito nel cassetto se non quello usato per vedere se funzionava magari prestato da un'amico.
Il mondo dei supporti comincia a scricchiolare e molte azinede corrono ai ripari ma tardivamente e in maniera poco incisiva.



Sempre nel 1997 esce il primo VPR DLP.

Il DLP e' frutto di una lunga ricerca di Texas Instument (mica pizza e fichi!) una delle societa' che hanno sempre inventato molto.
La ricerca ha molto senso perche' si pensa che avendo ormai digitalizzato il tutto e' finalmente arrivata l'era dei videoproiettori, un momento che si rimanda da 30anni.

Il segnale  e' ormai cosi' buono, (DVD, SVHS, DV...) che sarebbe assurdo  metterlo su dei piccoli schermi da pochi pollici.

Certo Philips ha prodotto degli enormi CRT da 47” e mitsubishi si narra arrivata a ben 61” (ma non ho conoscenza diretta di questo jap) ma non sono, per cosi' dire, maneggevoli.

E' l'epoca anche che vi erano anche molti retroproiettori, un retaggio del passato che pero' incontrano un certo pubblico.

Il retroVPR sembra un tv “tradizionale” a cinescopio ma all'interno possiede un proiettore che dipinge la lastra di plastica (generalmente un lente fresnel)  fissata anteriormente.

Anche i retro non hanno molto successo soprattutto per lo schermo in plastica che i bambini e le donne  apprezzano danneggiare. Un problema che non sara' considerato tale con gli LCD economici per ragioni oscure.

nel 1997 viene definito il DVB, il sistema europeo di trasmissione digitale.
720, 640, 544, 480 or 352 × 480 pixel, 24/1.001, 24, 30/1.001 or 30 frame/s
352 × 240 pixel, 24/1.001, 24, 30/1.001 or 30 frame/s
720, 704, 544, 480
352 × 576 pixel, 25 frame/s
352 × 288 pixel, 25 frame/s
720 x 576 x 50 frame/s progressive
1280 x 720 x 25 or 50 frame/s progressive
1440 or 1920 x 1080 x 25 frame/s progressive
Ovviamente la compatibilita' con il sistema americano (480 e 1080) e' una priorita'.

Sempre nel 1997 viene formalizzato il sistema ISDB che e' lo satndard jap.... di trasmissione digitale.

lunedì, novembre 28, 2016

tv story 1996






Hitachi,un altro nome che ha fatto moltissima ricerca, produce il primo schermo LCD che avrebbe una qualche motivazione di stare su di un televisore: i pannelli IPS.

La differenza con i pannelli vecchi consiste nel fatto che un LCD attivo (TFT) ha un problema di angolo di visione ridotto che causa uno scostamento dei colori a seconda dell'angolo di visione. Siccome l'occhio e' puntiforme anche la visione da uno specifico luogo e' cangiante.

Ed è il motivo che nonostante alcuni televisori LCD siano abbastanza spessi da avere un buon diffusore e di luce posteriore alla vista spesso i colori non sono uniformi tra centro e bordi. Una cosa che peggiorera' con i TV supersottili per gli stolti di moda dopo il 2010.
Non parliamo poi se il televisore non viene visto perpendicolarmente. Questa tecnologia non verrà montata nel mercato mainstream che dopo 15 anni perché nel frattempo era più importante raccontare di avere più pixel, avere  il finto LED oppure lo smart (smerd?) che avere una qualità più alta. Si arriva all'assurdo che alcune marcacce hanno proposto nel 2012 televisori che costavano cifre da capogiro con pannelli TFT

giovedì, novembre 24, 2016

tv story 1995

il digitale avanza: mettetelo in frigo.





Nel 1995 il  movig pictures Experts Group rilascia il formato MPEG2 causando un certo trambusto. In pratica e' un sistema per il quale e' possibile avere una perdita dati localizzata anziche pseudocasuale come avviene limitando la larghezza di banda di un Flusso analogico



ancora nel 1995 Viene introdotta la videocassetta DV, il sistema digitale a più alta qualità disponibile per l'utente non professionale.


Viene utilizzato come standard di compressione Mjpeg un po' per il fatto che con i computer dell'epoca non sarebbe stato sostanzialmente gestibile l'MPEG e un po' perché comunque i tagli vengono meglio con una compressione localizzata sul fotogramma.

L'elevatissima quantità di dati che è in grado di trasferire, 25 Mb per secondo solo per il video e altri 1,5 Mbps per l'audio a due o quattro canali raccontano bene che si tratta di un formato veramente notevole.

In realtà dopo la prima fiammata viene poco capita dal pubblico che preferisce macchine che sono in grado di registrare direttamente DVD con 2Mbps o addirittura della flash memory con risultati pessimi ma decisamente più facili da maneggiare dal punto di vista psicologico. Il peone estrae il DVD e lo infila nel lettore che possiede gia' in salotto.

Nessuno vuole spendere per un VTR da tavolo digitale: hanno gia' il DVD, il VHS, il sinto tele+ eccetera.
In piu' e' ESTETICAMENTE un nastro, il peone lo accomuna piu' al VHS che al DVD di cui e' enormemente superiore.

Il grande successo avviene invece nel settore professionale dove è una manna caduta dal cielo per sostituire i costosi videoregistratori U-matic e Betacam.
Per questo motivo quasi tutte le aziende che lavorano nel broadcast ne faranno anche  versioni pompate, ovviamente incompatibili, che sono in grado di erogare esattamente il doppio semplicemente facendo scorrere il nastro a doppia velocità.
Ancora dopo verranno rilasciate versioni HD da 100Mbps per i servizi da battaglia.
In pratica ancora oggi un nastro registrato in maniera standard  è in grado di rivaleggiare con la qualità di molti Blu-ray e una versione PRO e' superiore nettamente per molti versi al disco blu. Il PAL con 50Mbps si sente a casa.


Gli americani prendono la palla al balzo e nel 1996 pubbicano l'ATSC il formato digitale USA.
Ovviamente con formati USA, il 1080, 720p (ricorda nulla? Il MAC?) e ovviamente il 480.



ancora nel 1995 arrivò l'introduzione da parte di fujitsu del primo schermo al plasma. In realtà non è il primissimo nel senso che alcuni computer portatili di alta qualità (il grid compass, quello con le SSD, da moolto tempo, dal 1982) e per alcune applicazioni esistevano già  display al plasma ma avevano la caratteristica indesiderata di essere monocromatici. Invece questo display non solo era colori ma era anche di 42 pollici una dimensione tutt'altro che diffusa in ambito dei cinescopi..

Anche altre aziende molto avanti con la ricerca tipo Pioneer e Philips aggredirono il mercato e nel 1997 arrivarono anche per il mercato consumer questi tre apparecchi.

Di questi primi televisore plasma c'erano alcune cose pochino strane.

Innanzitutto in Italia era disponibile solo il televisore  Pioneer che conosco bene.
Poi bisogna considerare che l'elevatissimo prezzo, il primo che misi in vendita costava la bellezza di 22.000.000 di  lirette che sarebbe l'equivalente di una autovettura di fascia media. Questo anziché definire il prezzo fuori di melone visto che a quel prezzo era possibile avere almeno tre videoproiettori tri tubo (un tritubo seleco costava 7ML) e un portatile per la cucina scatenò una isteria collettiva del tipo “voglio averlo”.

Alcuni dopo aver controllato che anche a rate non era possibile portarselo a casa rinunciarono l'acquisto.
Nessuno controllava come si vedesse.
 Si vendeva da spento.

La terza cosa particolare di questo televisore e' che tutti i giornali ne parlavano con toni roboanti narrando non solo il fatto spettacolare che fosse piatto, in realtà la profondità era comunque una spanna perché l'elettronica dell'epoca era quello che era, ma soprattutto la grandissima qualità di immagine era in realta' pessima. Alcuni retroproiettori erano solamente il doppio di profondita', costavano un decimo, ed erano piu' grandi. In america avevano fatto dei cinescopi del medesimo spessore negli anni 50.

In negozio problema era tenerlo lontano dei televisori veri, quelli a cinescopio, perché l'immagine non era brutta ma orrenda con svariati problemi di impastamento.

Il problema dei plasma e' che sono tubi al neon sostanzialmente e possono essere o accesi o spenti. La via di mezzo viene ottenuta facendoli ballare e questo con i computer dell'epoca non era una via percorribile senza pagare un grosso pegno.

Si aggiungeva la risoluzione idonea al NTSC che doveva essere quindi riscalata.
All'epoca non capivo perché la qualità fosse così bassa ma ormai, per chi legge mio blog, sa che per vedere un pannello un PAL ci vuole un pannello PAL.
 E il pannello era NTSC quindi la risoluzione crollava da 480 a 240.
Capite che se mettete di fianco un 240 incerto e un 576 all'apice della sua evoluzione,, potete menarla quanto volete, ma un mivar da due soldi si vedeva meglio.

Eppure nonostante il fatto che la qualità fosse parecchio più bassa di un cinescopio tutti i giornali dicevano che si vedeva benissimo cosa che non era tecnicamente possibile visto che grazie al fatto del rescaling la risoluzione non poteva essere che pessima rispetto cinescopio.

L'era del consumatore era decisamente in auge.

lunedì, novembre 21, 2016

tv story 1994



Dopo che il D1 sembrava poco con i suoi 175mbps, la qualita' e' sempre in aumento nel broadast, esce il formato D-5:
favolosi 319 Mbit/s (576/50i/8CH). La qualita' e' estrema e insuperabile.

Finalmente il PAL puo' dirsi all'apice pero' il 1080, un formato per l'alta definizione, comincia a farsi pressante cosi' i VTR verranno anni dopo prodotti anche in versione HD ma con compressione e nel 2007 e' possibire anche montare un retrofit che permette il 2K e molti film saranno prodotti con questo videoregistratore.

I videoregistratori continuano ad essere capienti e velocissimi.

giovedì, novembre 17, 2016

tv story 1993



Nel 1993 il Joint Photographic Experts Group rilascia lo standard JPEG.

Attenzione perche questo e' un piccolo sasso che creera' una valanga.

Il Jpeg, per la prima volta, e' un formato che definisce in maniera strutturata e programmatica una perdita di dati desiderata.
Mentre in precedenza una perdita dati veniva data semplicemente dalla larghezza di banda disponibile che influiva direttamente sui risultati con questo nuovo standard è possibile decidere quale parte dell'immagine dovrà perdere di più.


Non è una cosa da poco perché agli effetti pratici alcune cose al nostro occhio sembrano più importanti di altre.

lunedì, novembre 14, 2016

tv story 1990




Nel 1990 viene di fatto presentato e ufficializzato il primo sistema HDTV europeo HDMAC. I mondiali di calcio del 1990 vennero ripresi e trasmessi regolarmente sia in MUSE, che sperava ancora di conquistare il mercato europeo, che in HD-MAC.

HD-mac e' un sistema elegante e  presupponeva il 16:9 (prendendolo in prestito dal MUSE) per avere si sempre le bande nere ma averle ridotte.
Aveva 1250 linee con diversi interlacci e anche il progressivo per diminuire la banda.

Adesso avete scoperto da dove deriva il 720p vs 1080i americano che usiamo oggi. Sono i figli del sistema MAC che aveva inventato un escamotage molto aggressivo ed elegante, se si usano dei CRT.

Il consorzio si chiamava EUREKA95 e aveva come ambizioso scopo di portare in europa la HDTV entro il 1995.

In realta' si areno' clamorosamente.

Un flusso di dati enorme ancora oggi ingestibili (1Gbps equivalenti circa),
il fatto che i francesi non erano in grado, ancora una volta, di comandare visto che la sede del consorzio non era in francia e i bilanci erano redatti in DM.

Sappiamo che i “grandi” francesi non hanno mai visto i crucchi con la loro “nuova” nazione come amici. Poi dopo la tosata della WWII ancora legata al dito. In realta' aveva senso: il fraunhofer institute la TFK, e la disposizione geografica ha una sua logica.

Gli american che non stavano certo a pensare di acquistare “roba EU” per convertire i loro film quando pensavano di fare un loro sistema. Ancora una volta i contenuti.

I nippo che col piffero progettavano nuovi chip idonei al MAC quando pensavano al loro MUSE e il vantaggio economico derivante dalla diffusione dello stesso.

Avevamo bisogno di un'industria che supportasse e non si poteva certo sperare che     Bosch (D),     Philips (N), Thomson (F),  Thorn-EMI (GB) potessero mettersi a ripetere l'exploit di telefunken quando intere nazioni erano niente.

Oggi esistevano molte piu' aziende concorrenti e molte nazioni avevano tecnologia.

Queste aziende avevano piu' di un problema, gli stati volevano normare a manetta e, cigliegina sulla torta, nessuno voleva l'alta definizione: su un TV serio come un blaupunkt da soli 32” per un profano era indistinguibile il PAL dall'HDTV. Serviva qualcosa di piu' grosso.

Tanto che al mondo esiste un solo TV in vendita in grado di macinare correttamente sia il formato HD che quello PAL ed era un thomson.

Invece nel 95 mentre il consorzio era ancora in affanno cominciava la bufera degli schermi planari.
Al pubblico piace uno schermo peggiore e costoso ma sottile anziche' uno in HDTV ma spesso.

Come proporre l'alta definizione per schermi grandi e  videoproietttori enormi quando il pubblico si sta lanciando su schermi piccoli penosi e piatti?
non si puo'.



In italia il 1990 e' importante per un'altro evento: tele+
In pratica, solo decenni di ritardo, anche in Italia arriva la televisione pagamento. Nasce subito un problema perché l'idea era quella vendere come in altri paesi più avanzati un certo tipo fruizione fra i quali i film e un certo tipo di telefilm.

D'altronde ovvio visto che Leo Kirch (45%) e Vittorio Cecchi Gori (35%) erano azionisti ovvero qualcuno che era abituato mercati più avanzati e un distributore che ha in mano gran parte del mercato italiano per quanto riguarda i film.
In pratica si voleva portare l'offerta culturale pregna di film recenti che non erano ancora arrivati in televisione: un flop pazzesco.

Dopo molti anni di perdite che hanno solo delle piccole oasi date dal calcio nel 2003 verrà chiusa. Finisce così la televisione a pagamento  italiana sostituita solo da premium e se non fosse per tette & calcio sarebbe praticamente inesistente. Non esistono altre alternative italiane.

sabato, novembre 05, 2016

tv story 1988



Nel 1988 i giapponesi ripresero e distribuirono le immagini in MUSE in maniera ufficiale questo sistema si diffuse relativamente. Per poterne usufruire era necessaria molta banda e sia il TV che l'infrastruttura adeguata.
Cose non facili da ottenersi.


E' interessante notare che nel 1987 una enorme azienda finanziaria che aveva iniziato nel 38 importando pesce secco decise di innondare i mercati mondiali.
Erano pochi anni che era in grado di fare tv a colori e per far percepire che “ci siamo anche noi” se ne esce con un inutile nastro 4mm per il video.

All'epoca non capii perche' un formato assolutamente inutile fosse cosi' pompato sulla stampa oltretutto di un marchio mai sentito prima da un paese famoso per i colpi di stato ed essere semi-militarizzato.

Ricordo che solo nel 1993 ebbero un presidente che non aveva trascorsi militari.
In pratica il formato video4 era della dimensione di una videocassetta DV ma non era digitale, non era performate come una video8Hi poco piu' grande e il camcorder assomigliava grandemente a quelli di JVC.

A cosa servisse era un mistero. 

L'azienda, una certa samsung, nessuno che io conoscessi aveva mai visto qualcosa realizzato da loro a parte qualche chip “staccilontanocheemeglio”.

Come se io mi mettessi a costruire oggi una vettura peggiore di una panda30: perche tutti i giornali ne dovrebbero in maniera fantastica?

La risposta la ebbi un decennio dopo: non e' importante la cosa in se ma che sia una novita'.
E apparire sui giornali a suon di bustarelle e comunicati.
Samsung si apprestava a diventare qualcosa di mai visto prima: il sogno del consumatore idiota.

Nel 1987 nessuno aveva solo dei consumatori, per la maggior parte erano ancora clienti e la parola consumatori era una cosa nuova che appariva.

Non era d'uso comune in italia e la prima volta che la incontrai la cercai su di un vocabolario che non la riportava.

Il CLIENTE era ancora importante.

giovedì, novembre 03, 2016

tv story 1987






Nel 1987 cominciarono ad esserci i videoregistratori cosiddetti super (in realta' "a componenti Separate" o per via della larghezza di banda "Hi Band")

In pratica erano videoregistratori che erano in grado di avere una qualità praticamente doppia dei rispettivi sistemi di origine: SVHS, 8Hi eccetera.

Questi videoregistratori vengono utilizzati principalmente dagli amatori della qualità che riprendevano con videocamere e professionisti che cercavano qualcosa di meno costoso dei videoregistratori professionali.

La scarsità di film pubblicati in questo formato incompatibile con il formato di provenienza e l'inutile possibilità di registrare una fonte televisiva che aveva mediamente una qualità inferiore resero questo formato poco diffuso nonostante che in alcuni ambiti venisse visto come vera e propria manna.

Le piccole TV di citta' e i reporter pensarono  di aver vinto alla lotteria.

mercoledì, novembre 02, 2016

tv story 1986





Nasce il primo formato digitale professionale specifico per il broadcast per il PAL/NTSC: D-1

La scelta di un nuovo formato nasce dalla necessita' di contrastare i formati Hi in arrivo che ormai viaggiano a 480 linee (in pixel 960*576) minacciando il formato regnante U-matic

Il video component non compresso, helical scan, 173 Mbit / sec (bit rate), per il suo tempo era un flusso ENORME. 
Ancora non raggiunto oggi in ambito consumer.

Il tempo massimo di registrazione su un nastro D-1 è di 94 minuti.

All'epoca solo un enorme sistema RAID di HDD con controller cattivissimi poteva reggere un tale impatto costando migliaia di $ dell'epoca.

Ricordiamoci che la connessione SCSI non esisteva ancora.
Vedere in azione questa bestia su di un CRT 21” PRO della JVC a pochi cm e vi assicuro che era fantascienza, ridefiniva la parola definizione.

Quando sento dire che e' possibile vedere il 4K con poche decine di Mbps vi assicuro che e' solo una sana risata da seppellimento.

Ancora oggi nel 2015 (30 anni dopo) le schede per “l'alta” definizione SD-eXtened Capacity ULTRA HIGH SPEED 2 (mega turbo intetercooler megapixel watti se li sono dimenticati)  sono poco piu' veloci in the wild.

giovedì, ottobre 27, 2016

tv story 1985




Nel 1985 compare un sistema di registrazione strepitoso: il VIDEO8.

La motivazione di questa presentazione è duplice: da un lato la necessità di far morire la guerra dei sistemi e al momento della presentazione ben 127 case avevano già fatto adesione al consorzio ufficialmente.

Dall'altro vi era problema che le videocassette Beta per via della linea di ritardo non avrebbero mai potuto generare una versione ridotta dello standard.

Così  sony propose sostanzialmente questo nuovo standard che aveva delle videocassette ridotte alle dimensioni di una audiocassetta standard con un nastro con l'altezza appunto di 8 mm.

La questione crollò quando al momento della partenza mentre gli altri competitori dovevano ancora mettere su le linee di produzione Sony aveva già pronta un'intera gamma di prodotti che di fatto schiacciava la concorrenza che avrebbe dovuto invece essere alleata. I 127 che avevano firmato il panel non la presero molto bene.