Visualizzazione post con etichetta bufalazze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bufalazze. Mostra tutti i post

mercoledì, ottobre 06, 2021

bio piaccio, scimmia mangia

Vai al super, un super normale, serio, non con i commessi rastamanni e trovi questa roba che definire assurda e' dire poco.

La follia e' forte nel consumatore e le aziende se ne approfittano con prodotti per scimmie: suv, 4k, 108 megacosi delle webcam...  ma dove si raggiunge il TOP e' nell'ecologia e nel biologico, due termini, spesso considerati sinonimi, che nella mente dei primati un po tardi sono la soluzione a tutto facendo tornare la realta' ad un tempo passato che e' perfetto essendo una mera costruzione fantasiosa.

 

 

 




"Frollini con gocce di cioccolato"

 Anche una scimmia sa che se non e' una schifezza da discount il frollino è un tipo di biscotto che si differenzia dagli altri per avere l'impasto di pasta frolla.
Da cui "frollini" ovvero piccoli pezzi di frolla.
Se poi il biscotto e' premium, ovvero non costa meno del burro dello stesso scaffale, diamo per scontato che il frollino sia di frolla per davvero e il burro non sia olio di semi mai sentiti idrogenato.
E la frolla e' burro con un po di uova e una tonnellata di zucchero con  della farina.
Al massimo potete sostituire il burro con olio di palma per renderli piu' sani e leggeri... Come dire: non siete piu' investiti da un treno, solo da un TIR.


"Prodotto biologico dal grande gusto grazie a una costante e accurata selezione di materie prime di altissima qualità. Effettuiamo assiduamente controlli di qualità con personale qualificato, garantendo così l’unicità del prodotto."

Un prodotto controllato non e' unico, e' standardizzato.
Ma adesso arriva il bello e lo lasciamo dire a loro

" per rendere dolce il tuo risveglio. I nostri Biscotti, impastati con ingredienti naturali e genuini per un tocco d'energia e salute."

Nulla e' piu' naturale ed energetico del burro, uova e farina, magari non e' salutare vista la botta di grassi...

"Tutti i nostri biscotti sono privi:
ogm,"

il cattivo ogm mannaro

"conservanti,"
i biscotti non ne hanno bisogno.

"uova,"
Come caxxo fai un frollino senza uovo?
Ti viene che non sta inseme, se e' un frollino

"latte,"
Quindi senza burro...

"olio di palma."
ne sostituti.

infatti leggiamo gli ingredienti, ricordiamoci che sono in ordine di peso:

Farina di farro, farina di grano tenero tipo 1 macinata a pietra, olio di semi di girasole, zucchero di canna, acqua dinamizzata, gocce di cioccolato fondente (5%) (pasta di cacao, zucchero di canna, burro di cacao), sale marino. 

Forse non  e' chiaro che non solo non sono frollini, neppure da lontano, sono pezzi di cemento da costruzione per dighe e potrebbero spezzarti un dente. Probabilmente hanno un sapore deciso sia di farro che di olio e probabilmente, per evitare l'effetto cementizio, saranno praticamente crudi.

Ora confrontiamo con la frolla (magra) che faccio presa da un libro del tremendo
    Burro 200 g
    Miele 40 g
    vaniglia
    Zucchero a velo 75 g
    Tuorli 1
    Acqua 4 g
    Sale fino 2 g
    Farina 00 debole 300 g
    Scorza di limone

La frolla deve il suo sapore alla scorza che esalta, insieme alla vaniglia, gli aromi del burro.

Se non e' bastato il delirio della linea...


 


 

 

ecco qui, inorridite, il PanCrek con Semi di Chia e fiori di Bach!

ecco come si presenta

Prodotto biologico dal grande gusto grazie a una costante e accurata selezione di materie prime di altissima qualità. Effettuiamo assiduamente controlli di qualità con personale qualificato, garantendo così l’unicità del prodotto.
Senza lievito, uova, latte e olio di palma.


ovviamente io non so che caxxo sia un pancrek, probabilmente un cracker che fa fare crack ai denti visto che non ha lieviti.

il coso ha dei semi di Salvia hispanica, una pianta originaria del Messico che fa parte della salvia comune, menta eccetera e ha un enorme successo come pianticella decorativa in appartamento. sono circa 400 anni che si usa, meno come cibo.
I fiori di bach altro non sono che il 30% di brandy diluito.
Sono pacrack al brandy e alla chia, insomma.

Vediamo la ricetta:
Farina di multicereali
(farina di segale (16,74%), farina di riso (16,74%), farina d’orzo (16,74%), farina d’avena (16,74%)),
olio di semi di girasole,
semi di chia(3%),
acqua dinamizzata (22,83%),
sale marino,
fiori di Bach

Ora e' chiaro che l'obbiettivo era quello di metterci tutto il campionario dell'universo per cercare di rendere quella roba meno densa dell'uranio.
Lascio a voi giudicare la ricetta e l'eventuale assaggio non avendo gli stomaci di un ungulato.

ma non basta essersi coperti di ridicolo, sul sito insistono.



La storia di Bio Piaccio è una storia fatta di passione e amore per le cose semplici, fatte come una volta e di rispetto per la propria terra.

Potremmo essere molto cattivi, ma ci concentreremo su altro


Alla iniziale lavorazione di piadine si affianca presto quella di biscotti e snack salati, assieme all’importante scelta di produrre prodotti privi di lievito grazie all’utilizzo dell’acqua dinamizzata, un procedimento che per primi abbiamo brevettato. Evitiamo inoltre l’utilizzo di latte, uova, OGM e olio di palma per poter fornire prodotti eccellenti.

Ora non mi e' chiaro cosa intendano per "eccellenti".
Una piadina ha necessita' di GRASSI come lo strutto. Altrimenti e' qualcos’altro.
Il mondo e' pieno di pani sottili lievitati, per esempio, con l'evaporazione.
Sono anche buoni, come il naan o il chapati... ma non sono piadine, come del resto la carbonara senza uova e maiale non e' carbonara, e' pasta alla norma.


Amore e rispetto sono ciò che ci ha caratterizzato in questi anni

Sicuramente non e' il rispetto del cibo o il rispetto del consumatore (un frollino o una piadina sono una cosa ben precisa).
Poi certo in uno stato dove tutto e' un caos potete credervi supereroi.


E veniamo al clown

 

Che cos'è l'acqua dinamizzata?
Vi siete mai chiesti perché l’acqua di sorgente è così buona? Come mai è così leggera e non provoca fastidiosi reflussi dopo averla bevuta? E come mai quando la portate a casa già dopo qualche ora non è più digeribile come lo era prima?

Il motivo è che anche l’acqua di sorgente, nel giro di poco tempo, tende a diventare pesante e di difficile digestione . Per evitare ciò il metodo più semplice è quello di dinamizzarla o rivitalizzarla, metodica questa utilizzata sin dai tempi degli Egizi che consiste nell’emulare l’acqua di sorgente, la quale sbattendo contro le pietre, si vaporizza e si carica di ossigeno diventando così più leggera e digeribile.

E con questo siamo in orbita, stiamo sfidando ogni tipo di studio, da quello scientifico a quello storico.


Le nostre piccole esperienze quotidiane ci insegnano che ogni cosa, statica o in movimento che sia, emette e recepisce una sottile forma di energia: il mondo, l’universo, l’intero cosmo, tutto ciò che noi chiamiamo vita, è un fenomeno continuo di interconnessione vibrazionale. 

 

Minchia cioe' tu capisci, la senti, cioe' l'interconnessione,  la foZza dell'universo?
Perche', cioe', questa mmmedda che sto fumando e' forte, mi ci ho detto che la coltivano con delle ledde speciali.
Mo adesso ci ho la fame chimica, ci mangio sta rrobba biocosa che, capisci, rispetta il mio karma konnesso cioe' e proprio na cosa mondiale zio.

La stessa scienza, oramai arrivata ai limiti estremi dello scibile esperienziale lo comprova ed in ultima analisi questa, dagli studi del dott. Masaru Emoto, ha dimostrato che anche una sola goccia d’acqua ha la possibilità di ricevere e quindi donare informazioni vibratorie.

Il signor Emoto e' quello che in italietta sarebbe un Franceschini: uno che siccome e' forte nelle umanistiche pensa di piegare il mondo al suo volere solo perché lo pensa. Non sapeva il latino perche' era giappo, ma avete capito il genere.

Negli anni 90 il tipo se ne andava in giro con un affare che, connettendolo ad un capello, sarebbe stato in grado di diagnosticare QUALUNQUE malattia dalla vibrazione dello stesso.

Harriet A. Hall, scrivendo sullo Skeptical Inquirer, ha concluso che delle idee di Emoto è "difficile pensare che qualcuno possa scambiarle per scienza"

Parafrasando una recensione del NYT ad un suo libro, usare il nome di Emoto  mi fa dubitare della sanità mentale di chi lo cita sul suo sito e del compratore dei prodotti.

 


 

Continuo a pensare che le droghe in Italia girino troppo liberamente.

Ci meravigliano davvero dei BTC, del dimaio o dei NFT?

venerdì, agosto 23, 2019

ci abbiamo la reteee



Come era la storia che per caricare le auto elettriche bastava buttare su 2 colonnine di medda e quando dici che si tratta di centinaia di miliardi di infrastrutture ti danno del pazzo?


Il caldo di inizio luglio 2019 fa friggere le linee elettriche delle città italiane. Interi quartieri di Milano e di Torino sono rimasti senza corrente per ore. E non parliamo neppure dei va e vieni della provincia.
Non stiamo parlando di un caldo eccezionale mai visto prima... e anche se fosse sarebbe solo una percentuale di on-off poco diversa dagli anni precedenti.

In realta' sono i nuovi stili di vita, se fino agli anni 90 il condi era solo per alcuni uffici e nel privato era una rarita', oggi e' un oggetto economico e diffuso. Insomma un 300W medi per raffrescare la stanza qualche ora non si levano a nessuno. Con buona pace dell'intelligenza di chi osanna la gretina e poi accende il condi che in italia, diciamocelo, e' abbastanza inutile.

Aggiungiamo la mania di andare a comprare in quello che e' la zona che un ecologista dovrebbe aborrire: il centro commerciale. In italietta tipici cubi di cemento poco coimbentati e dalla temperatura tipicamente polare durante il periodo estivo. Con questo abbiamo innalzato l'asticella dei consumi e definitivamente provato della vera rarita' dell'ecologista. Salvo che con tale parola si identifichi uno schizofrenico con personalita duale: un ecologista, di nome Silvano, durante l'aperitivo radical chic, e nel resto dell'esistenza un vero strzo, di nome Gaetano, che mostra il SUV, compra solo nella GDO, burla il vicino perche ha solo 2 condizionatori in casa e sulla vettura in pieno agosto imposta 15C.

Un altro motivo le città italiane sono concentrate e le reti elettriche sono molto fitte, questo concentra i punti di consumo e gli impianti della rete in spazi angusti.
La rete elettrica è ormai quasi tutta sotterranea, perche non si puo' far preoccupare il verdosky e gli schizofrenici con il magnetocosi radiocavoli a vista. Fra come fanno i giapponesi e come facciamo noi ci sarebbero onorevoli vie di mezzo.
Così i cavi di alta, media e bassa tensione, ma anche i trasformatori e le cabine elettriche, non riescono a dissipare il calore.

Secondo Unareti (distribuzione Milanese) il caldo ha prodotto il picco dei consumi con 1.614 megawatt, cioè il 30% in più di punte di consumo di energia rispetto al 27 giugno dello scorso anno.
Unareti, «ha raddoppiato gli investimenti nella rete elettrica di distribuzione: sono stati sostituiti l’80% dei giunti previsti dal piano di sostituzione straordinario e realizzate le due nuove cabine primarie Rogoredo e Benedetto Marcello», mentre aumenterà gli investimenti per avere «un impianto di distribuzione cittadino in grado di fronteggiare la crescita dei consumi».


In soldoni: qualche condizionatore in piu' e' in grado di mettere in ginocchio le reti, quelle reti che, secondo i propugnatori delle auto elettriche, avevano ampi margini di manovra per caricare le suddette. Si noti che i blackout non sono solo avvenuti sul picco delle 12 ma anche in orari piu' pomeridiani e sul picco, piu' alto, delle 19. In pratica sempre.

Detto in soldoni?
non ci sono margini.

A Milano ci sono poco meno di un milione fra auto e simili. Se anche solo una su 100 dovesse fare una ricarica in giornata 10.000 auto ovvero 1000 all'ora. Capiamo da soli che e' facile con un fast charge (non vorrai fare una coda di 20 ore per caricare una caxxo di auto?) 100MW che non e' cosi' lontano dal numero che ha causato problemi.
In realta' e' piu' pesante perche un'elettrica con il condi a palla (4KW) le elettriche bevono autonomia come se non ci fosse un domani:



Provate ad immaginare un bel WE con previsioni meteo molto cool. 
Non ci vuole un genio a capire che quel milioncino di mezzi (600K auto e doblo, gli altri sono veicoli commerciali) una bella fetta, diciamo un 10%, vorrà essere carico per la passeggiata fuoriporta. Essi', 60K veicoli che tornano a casa alle 17.30 e si mettono in ricarica (ci sarebbe, poi, da chiedersi dove) per essere ben sicuri l'indomani di andare a spasso sono cifre da far tremare i polsi.

L'inizio di luglio 2019 ci ha spiegato perche' una rete distributiva attuale non e' in grado di servire neppure una piccola parte della mobilita' elettrica annunciata essendo gia' alla canna del gas.
Per quelli “ma tanto io la carico di notte” vorrei fare notare che:
1 dovresti spiegare alla Ggente di impostare un qualche timer per iniziare non quando rientri a casa, ma molto piu' avanti. Per gente che non fa la fatica di associare il BT dell'auto o usa un e-book reader per le foto per non far la fatica di ricordarsi di prendere la macchina fotografica e' tanta, tantissima roba.
2 concentrando fra la mezzanotte e le 6 del mattino, gli orari piu' scarichi, hai comunque creato un bel margnocco.

Si e' quindi dimostrata l'impossibilita', con la rete attuale, di avere auto elettriche per il popolo.

Le societa' collegate, infatti, sono felicissime dell'eventuale aumento degli introiti di livello multimiliardario se ci fossero tanti peones che dovessero passare all'elettrico.

venerdì, ottobre 26, 2018

bitcoin e wattora




Continua il galoppo delle criptomonete e la loro insensata attuazione.
Una delle tante cose che avevamo visto era l'enorme consumo di energia elettrica da parte delle farm
Bene, il consumo continua a salire nonostante gli enormi passi in avanti fatti dai datacenter.

In pratica per ogni passo in avanti dell'HW le richieste crescono qualcosa in piu'.
Nella rincorsa alla produzione esiste il cambio forsennato dei miner per acquistare le CPU piu' preformanti. In pratica dopo 2 anni che compri una stufetta da 1KW quella nuova puo' macinare come 2 di quelle vecchie e, di conseguenza, spendere i 1000-2000E per comprare la cpu nuova e' vantaggioso.
Pero' richiede investimenti, cambiare 200 scatole tutte insieme richiede un esborso oneroso. Di fatto il cambio e' rallentato e di fatto si puo' ipotizzare che il grosso sia mediamente alla generazione passata.

Se dovessimo pensare che oggi tutti i bitcoin siano minati dalla stufetta migliore (che non sia vecchia di ben pochi mesi fa, insomma), in farm compatte e situate in paesi freddi potremmo dire che consuma qualcosa come 26TWh/y.

Ma siamo certi che esistono sempre personaggi che ci provano, mettendo alla frusta delle GPU dei propri PC e mandando le ventole a razzo. Consumi vicini a quel KW e senza produzione visto che rispetto alla stufetta specifica sono insignificanti. Pero' alzano i consumi di molto. Se anche un solo insignificante 1% del totale fosse minato in maniera decisamente non corretta il raddoppio dei consumi non e' cosi' impossibile.

Dobbiamo aggiungere anche i casi fraudolenti che minano l'efficienza del minare. Alcuni vengono scoperti e altri meno, come il volpotto che lascia attive nottetempo le workstation del lavoro per minare consumando centinaia di euro aziendali in cambio di pochi centesimi. Altre volte e' lo scatolotto specifico nascosto dietro l'armadio, magari di 3 o 4 generazioni fa, che slurpa l'energia altrui per pochi euro di produzione.
Hanno beccato persino un'imbecille che ha minato usando un supercomputer.
Insomma i casi per il quale non e' importante l'efficienza sono molti.
In pratica, fra raffreddamento e menate, definire oggi il consumo di bitcoin grossolanamente come 80-100TWh non e' assolutamente fuori di zucca. In pratica consuma piu' dell'austria e decisamente piu' del solare europeo: dove sono i verdi?

Inoltre e' necessario pensare alle altre 1500 crypto: Non solo sono spesso minate da roba non aggressiva come le stufette costruite su misura (per via della diffusione limitata della moneta stessa), ma sono sovente minate addirittura in java su browser come accade in molti siti “ladruncoli” che vi mandano la CPU in cottura con efficienze che definire misere (tanto paga il visitatore!) e' poco. In alcuni casi si mina con i cellulari o i portatili che, per via della batteria, dovete dimezzare ulteriormente l'efficienza.

In pratica non e' del tutto sbagliato dare una definizione fra i 150 e i 200 TWh complessivi, fra le varie cripto, di consumo, poco distanti dai 300 italiani e superiori a tutto il solare mondiale.

Come abbiamo visto e' un netto incremento rispetto solo a 2 anni fa ed e' cosi' by design come spiegato nelle puntate scorse.

Nel contempo continuano ad avere oscillazioni troppo grandi per essere di qualche utilita' se non agli speculatori: guai a chiamarli cosi', si arrabbiano. Se speculi sulla FIAT immettendo soldi sul lavoro sei cattivo, ma se li usi per speculare in cripto sei cool perche aumenti l'inquinamento.
Non ci sono abbastanza psichiatri?
Uso eccessivo di peyote?


Continuando questo trend in salita entro un anno o due consumeranno come l'italia intera e, di fatto, e' il modo piu' stolto di bruciare petrolio che mi viene in mente.
Al momento, con questi trend, il prezzo del BTC non e' distante dal costo energetico, se non ho fatto male i conti, e di fatto voi comprate un bitcoin in cambio del consumo di migliaia di euro di energia.
Persino lo scambio coinvolge costi energetici immani

Negli ultimi mesi si scambiano 250K$ al giorno. Si consumano 100TWh, ovvero 0,3TWh al giorno che in soldi al prezzo italico al consumo sono 100K$ al giorno.

In pratica:
ci sono dei prodotti che se li acquistate inquinate di piu' usando la cripto che la produzione del bene stesso
Ci sono giornate in cui gli scambi sono fatti da piccole somme, a giugno 90K$, dove il costo di transazione energetico e' superiore al valore dello scambio. Immaginate cosa succederebbe se fosse veramente usato come moneta corrente per comprarsi il gelato. Gelato 1E, pagamento 10E.
Lo scambio di pochi $ non ha senso.
se sale ancora la difficolta', e lo fara' by design, converrebbe comprarsi l'energia anziche' il sottoprodotto. Compriamo il carbone, non il BTC. Stiamo comprando carbone a prezzo gonfiato.

Poi ovviamente il prezzo energetico nel guadong e' diverso, ma l'effetto pratico e' comprare un consumo energetico.

Il bitcoin, come abbiamo gia' visto, non si presta a nessun uso “regolare” visto che anche se ha smesso di essere stupido al quadrato: l'oscillazione e' comunque troppo elevata. Un mezzo di scambio che oscilla del 30% in un mese e' condannato al nonsenso.
La cosa divertente e' che prima, quando sembrava una mucca impazzita con un razzo nel didietro che cercava di impalarti, per i fanboy era OK.
Oggi che si muove solo come un cane rabbioso morso da una tarantola, sebbene non usabile e' comunque molto meglio, non li senti piu'. 
La cannabis e' troppo diffusa?


mercoledì, settembre 26, 2018

l'omeopatia funziona...


L'omeopatia funziona, ma non come alcuni credono.
Sull'omeopatia ci ho ragionato veramente tanto.
Sinceramente potevo ancora capire l'utente che cercasse l'omeopatia, ma il medico no.
Dopotutto l'utente compra automobili che si ribaltano da sole, televisori 4K che non si vedono neanche a prenderli a pedate e telefoni decisamente sovra prezzati. 
Delle medicine costose e che ti uccidono non sono molto diverse da un SUV.

In teoria un medico, per quanto essere umano e quindi fallibile dietro prescrizione di bustarella, dovrebbe essere scevro da tali amenità.
Infatti esiste sempre il medico dell'ospedale che compra valvole aortiche difettose semplicemente dietro compenso del produttore, fatti di cronaca riportati da tutti i giornali.
È anche vero che esistono persone che non sono acquistabili con qualche centinaio di migliaia di euro ma bastano una cena o weekend. Penso, o forse lo spero, che non siano in quantita' cosi' grande.

Rimaneva però il fatto che la diffusione era troppo elevata. O la maggior parte dei medici sono dei venduti, mi dicevo, oppure era successo qualcosa di più importante.

Intorno agli anni 2000, più di 18 anni fa, improvvisamente diversi familiari tornarono a casa, da medici diversi, con le pastiglie di zucchero. Alcune nomenclate con la dicitura fiori di Bach, altre con roboanti latinismi assai pretenziosi.
Quello mi fece notare l'inconsistenza del medicinale.
Anche se i medici italici sono stati portati a credere che gli serva latino, cominciano a scoprire che forse l'inglese è un po' più interessante e ormai, anche sulle scatolette, al limite rimane un po' per tradizione ma non certo in primo piano.
Dall'esperienza personale so che quando uno usa una lingua morta o certi simbolismi di moda ( suv, laser, 4K ,alta definizione, turbo, blockchain, Ecologia...) generalmente è una fregatura.
In pratica mi sono reso conto che era una fregatura guardando la scatola e leggendone il nome.

Pazienti diversi, medici diversi, risultato identico. A guardar bene è una situazione peggiore di quella odierna.
Mano a mano che i mesi passavano, scoprivo che sempre più persone erano stati dati questi, non vorrei chiamarli farmaci e quindi li chiameremo con lemmi vari, cosi sotto svariati nomi.
Al momento non mi rendevo conto della dimensione del fenomeno anche perché pensavo che ci fosse un motivo per il quale avessero dato queste stupidaggini.

Col passare degli anni, sebbene più rari di quel momento, ho incontrato queste cose sempre più come presenza stabile.
Mi chiedevo una cosa poteva essere possibile.
In realtà dentro la medicina esistono spesso delle mode e non sono suffragate da nessuna vera necessità. Ovvero, qualcuno effettivamente necessità di quella tal cosa, ma essendo una cosa nuova e sfiziosa, magari venduta bene, ti ritrovi con il dentista che ti fa mettere il bite anche se realtà il tuo problema e' completamente diverso.

Negli ultimi tempi seguo spesso i racconti di gruppi di persone che si sono consorziati per cercare di debellare l'omeopatia dalla medicina. In effetti il fatto che in alcune università facciano un corso di omeopatia fa sorridere, o se siete come me fa incazzare e basta.

l'enorme flusso di capitali che oggi fa girare l'industria omeopatica supera persino quello di molte aziende di farmaci, con l'aggravante che non ci sono costi di ricerca e costi di produzione. Anzi la produzione e' spesso a un livello inferiore a quello dell'industria dolciaria.
Non ho mai sentito di caramelle molto più complesse come le haribo andate a male mentre alcune confezioni di stupidaggini pseudo medicamentose hanno causato problemi.

Sapete tutti, se leggete il mio disastroso blog di provincia, che quando io leggo qualunque cosa, anche quando sono d'accordo, comincia a pensare se sto leggendo una cosa corretta. Per testare questa cosa il mio cervello semplicemente pensa alla rovescia per vedere se il contrario ha senso, guarda caso dà il nome al blog.
Pensando in maniera contraria sono arrivato a pensare che in realtà l'omeopatia avrebbe una sua utilità.
Non sto svaporando, provate a seguire il ragionamento.

negli anni intorno al 2000 chi si trovava a che fare con le persone sapeva che qualunque malessere potessero avere cercavano una risoluzione rapida, indolore e su misura.
Questo era la conseguenza della esaltazione delle possibilità date dal marketing.
Non sai guidare?
Non ti preoccupare ti diamo un'automobile del seicento per cavalli facile da guidare.
Non sai usare il computer?
Ecco di un computer facile da usare con tante belle finestre.
Non sai fare le foto?
Ecco la macchina autocosa che fa la foto da sola.
Se poi hai centrato un palo, non riesci neppure a vedere facebook, o fare una foto che non sia mossa come quella di un odierno telefonino e' solo un caso.

Non che che il narrato pubblicitario sia vero, ma con un bombardamento continuo e costante alla fine se uno ha un bisogno sembra sempre che ci si qualcuno disposto a schioccare le dita e risolverlo.
Se aggiungiamo a questo che il consumatore spesso vuole un'auto “piu' nuova” di quella vecchia e basta mettere un adesivo e farla pagare il doppio per dargli soddisfazione, capiamo che ad un imbecille pare di vivere in un mondo dove molto e' possibile.

A maggior ragione in un mondo, questa volta reale, dove molti malanni che fino agli anni 70 in italia non erano identificabili/curabili oggi vengono considerati “banali”


Dopo questi antefatti capiamo che negli anni 90 ci si trovo' nella situazione che, pur di levarsi lo scocciatore di turno, il farmacista e/o il medico erogavano medicinali a manetta. In particolare gli antibiotici, da alcuni pazienti considerati cura di tutti i mali perche' POTENTI (ci ho i megacosi!).

Per fermare questo consumo stile caramella si intervenne anche con il decreto che multava chi dava farmaci senza ricetta.

A questo punto ci si ritrova con i consumatori con il raffreddore, quello che se non curato dura sette giorni e se curato dura solo una settimana, che volevano una soluzione. Rapida, facile e potente con tantissimi megaerzi.

Dall'altra il medico che viene massacrato di richieste da alcuni personaggi e non puo' certo dare una banale aspirina.
Per quella non hanno bisogno del medico: vanno dal medico per avere la magica soluzione, la pillolina POTENTE e ARCANA, fatta con formule magiche (Trimetoprim, Sulfametoxazolo, hocus, pocus, pacetamolus, ricinus comunis) e piene di pezzi di “castoro” e altri animali (castor oil, zampa di ornitorinco, Magnesium stearate, quarzo magico)

A quel punto, sotto grandi pressioni, a qualche medico deve essere sembrato molto furbo dare un qualcosa che non faceva del male ma aveva un'enorme formula magica impressa: Aconitum napellus, Pulsatilla, Kalium muriaticum, Salagadula, megicabula e ovviamente bibbidi bobbidi buh

Il medico pensa di averla sfangata: un rompipalle in meno (magari una mamma idiota che lo avrebbe impegnato un'ora intera con una prova di forza), il malato soddisfatto perche pensa di essersi avviato a guarigione, cosa del resto vera, ed evitato scontri lunghi che possono anche ledere la fiducia.

Sotto questo punto di vista e' un win win.

Il medico, risparmia ore impegnate a convincere un'imbecille che vuole un farmaco potente (con megapixellies) e costoso per un nonnulla.
Ha il tempo da dedicare ai malati seri e svolge meglio il suo mandato: curare.
Psicologicamente e' rilassato, non deve convincere un paio di sciachimisti al giorno della loro ignoranza, fa meno errori ed e' felice.

Il consumatore, e' felice per aver avuto ragione:”lo dicevo io che serviva qualcosa per curarmi”, perché “io valgo” (l'oreal). Psicologicamente e' felice, non tornera' a casa litigando con la moglie e la degenza gli sembrera' piu' breve perche' piu' lieve. In pratica il raffreddore durera' molto meno di un mese, non certo un'intera settimana.

il rapporto fiduciario non compromesso che fa si che se l'imbecille quando ha veramente qualcosa continua ad andare dal medico evitando di morire.

Come vedete il placebo mirabilis e' fantastico e svolge una vera azione risolutiva e importante.
Come non averci pensato prima, il placebo normale ha il foglietto con scritto “e' un placebo: non funziona”, questo il contrario.

L'effetto collaterale, che poi e' il sugo della storia, e' che dopo anni a prescrivere caramelle, piu' costose del caviale e persino del cibo per gatti, alla fine si e' data una reputazione di medicina allo zucchero.
Dopotutto lo prescrive il medico.
Inoltre si e' data l'abitudine, che come insegna Lorenz, e' potente in tutti gli animali. L'imbecille vorra' lo zuccherino come al solito.
Anche il medico si abitua e alla fine, funzionando troppo bene, ne fa uso spesso, quasi meccanicamente.
Non prova piu' neppure a contraddire i consumatori, in caso di inezie alla domanda sulla necessita' o meno di prendere medicinali, allunga subito un 4k qualsiasi con contorno di megavvatti.


Come boomerang, anche per via dell'enorme valore, 250 milioni di euro annui in italia (miliardi in EU), chi produce zucchero tenta il colpaccio: essere definitivamente considerati medicamenti. Perche, se ci pensate, in fondo, lo sono: sono degli psicofarmaci virtuali.

Ovviamente il consumatore e' irretito da valanghe di medici prezzolati, dannano la laurea in cambio di danaro, raccontando favolette.
Sei un medico mediocre alla canna del gas e ti danno 100.000E per fare una serie di articoli e 2 conferenze sull'hocus meravigliaie che cura anche le verruche e l'alito all'aglio, alla fine non ti sembra vero.
E con 250 milioni di medici ne compri tanti, tutti gli anni.

Aggiungiamo i farmacisti, magari con un bello sconto sulla merce, purche' messi ben in evidenza. Sai, la concorrenza della GDO. Se lo vende la GDO, alla fine ci sei costretto, tanto vale guadagnare bene. “signora guardi e' appena arrivato un bezoar in esclusiva!”
I giornali pieni di fakenews ne parlano, internet pure e alla fine si creano gli sciachimisti che “ci credono”.
Si fanno conferenze all'universita' (dopotutto il ricercatore ha la macchina rotta e lo stipendio da operaio sarebbe una conquista)
Il consumatore, alla fine, entra dal medico o farmacista e chiede esplicitamente dell'otocinclus e quelli, non gli danno una frittura ma dello zucchero: costa molto di piu' e non ci devi litigare.

Quella che sembrava una buona idea, allungare delle pasticche a chi le chiedeva, e' irrancidita.
E' diventata una prassi.
E' entrata nell'immaginario collettivo, come i megapixel, i 4K, i suv, il grasso cattivo nei cibi.... piu' delle scie chimiche o lo zucchero raffinato cattivo che fa male (fa ridere, lo zucchero pseudo cattivo diventare pseudo medicina, non trovate?).

Togliere l'omeopatia vuol dire togliere risorse ai farmacisti, ai giornalisti, all'industria dello zucchero e, importante, alla GDO.

Togliere l'omeopatia vuol dire togliere la possibilita' al medico di fuggire da un braccio di ferro difficile e faticoso, oggi piu' che mai. I giornali i siti, i conoscenti cantano le lodi dell'omeopatia. Il medico e' solo.
Non vincera' mai.

Togliere l'omeopatia vuol dire contraddire i consumatori, dire loro che il SUV da 45KE fa cagare ed e' molto piu' sicura una punto da 9000E. Vuol dire loro che il tv 4k di cui sono cosi' orgoglioni e' pessimo. Vuol dire andare dal sefista che spara immaginette a raffica con il cello da 1500E che e' roba tanto orribile che non sono neppure lontanamente chiamabili foto, una usa e getta e' inarrivabile.

Capiamo da soli che e' una lotta persa: i selfisti sono tanti e convinti tutti di essere superiori ad ansel adams. 
Perche, nella loro testa il claim che rimbomba, usato persino da Grillo, e' quello inventato da un'azienda francese: “io valgo”.

Siamo sicuri che ne valga la pena di svuotare il mare con una paletta?

venerdì, agosto 31, 2018

divieto alogene


In questi giorni sembra che ci sia una libidine collettiva dei giornalisti ignoranti sulla questione delle lampadine alogene. Saranno vietate dal primo settembre.

Evidentemente, come al solito, i giornalisti e i politici non capiscono un piffero. Eppure i dati sono molto chiari.


Il giornalista di turno, mentre si fa del gran gratuito autoerotismo, non manca di sottolineare che verranno tutte sostituite dalle lampadine LED.
Lo schizzo impregna ancora la carta umida di tanta soddisfazione.

Il corriere, altro sex toy, dice che e' giusto e si consumera' il 30% in meno con questo divieto.
“Led consentono un risparmio di energia di circa cinque volte rispetto a quello delle alogene (inoltre il loro ciclo di vita è di circa 20 anni contro i massimo quattro delle alogene)
I vantaggi non riguardano solo le bollette, però. Secondo i calcoli degli esperti l’impatto delle emissioni di CO2 dovrebbe ridursi di circa 15 milioni di tonnellate entro il 2025, ma si risparmieranno anche 75 milioni di barili di petrolio. “

Il braccio e' ancora intorpidito dal tanto smanettare.
Farsi meno viagra dovrebbe essere salutare.

Proviamo a vedere se e' vero:
Il forno della XXX (non ricordo, mi sembra gasfire), come tanti apparecchi similari, ha dentro una piccola halo bispina da 20W. Te la vedo la LED a 280C... Mi spiegate cosa casso ci si deve mettere dentro?

La mia cappa ha 2x20W G4 halo. 
Vai dallo spaccia e di fa notare che le bispina da 20W al massimo le tiene da 1.5W. 
Va bene un rendimento superiore, ma 20 volte...
“e' quello che mi chiedono”
Non bisogna dimenticare che il peones non vuole spendere.
Allora fai arrivare delle costosissime COB (ma forse SOB SOB sarebbe meglio) che hanno 2 chip cadauna bifacciali molto grandi, 4W per lampada e una pseudolente integrata.
Controlli che il Ra sia umano come i K.
Ufficialmente il rendimento e' cosmico (ma il risultato cartaceo e' comunque lontano dalle halo philips).
Costo follia di 16E l'una. 
Le solite philips di alta qualita' non erano disponibili, adesso capisco perche'.
Le monti e puoi preparare il buio pesto alla genovese.
Prima rischiaravi la stanza con il riflesso sull'acciaio dei fornelli della lofra, adesso devi strizzare gli occhi sul riso venere.
Inoltre la forma d'emissione e' molto diversa.
32 euro per non vedere un piffero. Fra qualche mese vediamo se durano piu' di un'alogena da 4E. Dubito.
L'unico vantaggio e' che non ti scotti a rimontare il vetro.




Non parliamo poi di illuminazioni RS7 (le halo a sigaretta). In genere sono montate in apparecchi piccoli ma dall'enorme flusso luminoso. Due cose che non vanno bene insieme con le LED.
Il mercato, come retrofitting, mostra dei ridicoli oggetti da infilare al posto delle esili halo.
Sono delle pannocchie enormi di plastica con, distribuiti a casaccio, dei LED sulla superficie.

Gia' questo mina clamorosamente il funzionamento dell'apparecchio illuminate mandandolo fuori fuoco. Spesso l'ombra che fanno e' piu' grande del restante della bocca di emissione.
In pratica oscurano se stesse.
Ma non basta, per sostituire una halo che beve dai 250W ai 500W si usano, tenetevi forte, 10W.
Sappiamo che le LED sono piu' efficienti di una halo (e meno di qualita'). Ma forse il senso del ridicolo non e' ancora giunto a tutti.
Costo di quelle misurate correttamente 30E.
Eggia' perche' come da ricerche serie (lightning europe) il 47% delle lampade led e' completamente fuori specifica. E parliamo solo di quelli nei negozi... sull'e.comm... ridiamo.



Ma la chicca finale la vediamo bene dai mobilieri improvvisati elettricisti, diciamo ikea, dove il retrofitting di una G9, superficie di emissione di 1cm, che era in vendita generalmente da 70W (dai 42W ai 90W) e' sostituita clamorosamente con ben 2W. 
Il lumino dei morti.
Visto che mi pareva strano, ed ero gia' dal mobiliere truciolare, chiedo all'inserviente dove trovo la versione standard. 
Lo so che le lampadine ikea fanno pena, ma non avevo voglia di sbattermi per andare dallo spacciatore vedendola li davanti a me.
L'inserviente mi fa notare che anche se e' 2W farebbe la stessa luce della versione da 70W richiesta.
Faccio notare che e' una colossale menzogna, uno e' un lumino e l'altra e' un faro, richiedo se ha qualcosa di piu' performante.
La tipa insiste come se fosse una grillina:
la luce e' la stessa!!
e lei lo sa bene perche' ha fatto il corso ikea dove spiegano tutto.
Lei e' depositaria della VERITA' del credo della LED.

Mentre le dico: “io sono un elettrotecnico e lei dice una mareeee.... haaarg” la mia gnara mi trascina via, violentemente, prima che arrivi a darle della stupida scimmia idiota, senza cultura, compratrice di suv, amante dei dossi e degna di un gelato in fronte per le corbellerei con cui infogna poveri peones.


Le LED non sono cosi' lontane, come efficienza, dalle alogene di qualità, per questo all'utente purtroppo potrebbe accadere di avere aumenti di consumi e/o peggioramenti dell'illuminazione piuttosto importanti quando si cerca di sostituire un affare da 100W con uno da 3W.



Bisogna fare un piccolo passo anche per capire che l'illuminotecnica non è un porta lampada appeso in malo modo come in un capanno o in cantina ma anche una banale plafoniera ha una progettazione che può essere importante, sempre che non siate così stolti da comprarla in uno dei tanti supermercati del mobile o del salume.

Per via della sorgente quasi puntiforme le lampadine alogene hanno conquistato un enorme mercato. Aggiungendo il fatto che possiedono una luce con una qualità ineccepibile il loro posto nel mondo, è assolutamente importante.
Lampade molto piu' efficienti esistono da quasi 100 anni.

Generalmente il porta lampada di una bispina da 50 W prevede un emettitore delle dimensioni di pochi di millimetri con emissione quasi 360° sia sul piano orizzontale che in quello verticale e una insensibilità alle temperature elevate.
Facile da gestire il flusso e facile come montaggio.
Sostituire una 50Wcon un LED è una cosa assolutamente errata poiché per ottenere la stessa quantità di luce un LED dovrebbe essere in grado di dissipare almeno 15-20W. Il rendimento&c fa si che per produrre lo stesso flusso luminoso più o meno consumi sono quelli.
Ad una persona stolta potrebbe sembrare un vantaggio ma in un porta lampada o in una location da alogena la lampadina a LED salirebbe facilmente ben oltre i 30° necessari per una vita lunga e probabilmente morirebbe dopo pochi mesi.
Inoltre esiste un altro problema: la lampadina a LED solitamente emette in maniera completamente diversa, in alcuni casi solo su un lato, generalmente con due chip uno frontale e uno posteriore di dimensioni nettamente superiori all'emettitore precedente.
Questo fa sì che essendo sbilanciato non solo la luce uscente dall'apparecchio è nettamente inferiore, necessitando ancora potenze superiori e, quindi, consumando di più di un'alogena, ma non basta: esiste un problema di flusso che sarebbe completamente diverso e quindi errato.
Questo implica meno luce slla superficie con necessita di potenze ancora piu' alte andando a uguagliare quelle delle halo ma con effetti collaterali.

Queste cose si vedono molto bene in quelle schifezze che sono i proiettori a LED da supermercato.

Infatti con le alogene che emettono su 360° gestire il flusso in maniera grezza e spannometrica è abbastanza semplice: Basta fare un bel riflettore ottenuto con una banale stampata in un metallo riflettente. Avremo una parte della luce, circa il 30%, non controllata e il restante gestito dal riflettore che la porta esattamente dove vorremmo. Montando la lampada in piedi si può aumentare nettamente la percentuale di luce controllata, sono fatti così per esempio i fari delle autovetture.

Gestire la luce di una emissione LED è molto più difficoltoso poiché l'emettitore e' planare. Non che non si possa fare ma con un riflettore serio si necessita di puntare l'emettitore verso il riflettore perdendo cifre più alte di emissione e, soprattutto, imponendo difficoltà di raffreddamento. Si perderebbe parte del numero grosso strombazzato, insomma. Meno megapixel.


Per le LED la via più semplice è montare anteriormente una lente ma per le potenze di cui stiamo parlando non è una lente ne piccola ne poco costosa e necessita di una focalizzazione (aka dimensioni).
Se usassimo che il banale policarbonato da pochi soldi andare incontro nell'arco di poche centinaia di ore di funzionamento a un ingiallimento, con perdita sia di quantità e di qualità.
In pratica è il motivo per cui di apparecchi illuminanti per le LED decorosi non ce ne sono in giro molti e, generalmente, se trovate su una scatola la parola LED vuol dire che quell'apparecchio fa schifo.

È un po' quello che succede in buona parte delle città italiane dove una serie di scimmie sta sostituendo i lampioni dotati di lampade tradizionali con quelli a LED.
Nella maggior parte dei casi, ovviamente ci sono eccezioni, la quantità di luce diminuisce, le lampade al sodio sono più efficienti, ma soprattutto accade un bizzarro fenomeno: sotto il lampione la quantità di luce è molto forte causando abbagliamento ma appena ci si allontana dal lampione la luce crolla improvvisamente. 
In piu' e' fastidioso a tutte le distanze.
Avete notato?
Questo fenomeno non accade con le vecchie lampade perché non solo la lampadina veniva opacizzata per garantire una emissione “più morbida” seppur inferiore,  ma il riflettore sovrastante aveva spesso delle forme per distribuire la maggior parte di luce non sotto il lampione, ma lontano dal lampione. L'emissione asimmetrica e controllata sui due assi garantiva una luce costante all'approssimarsi del lampione o allontanandosene.
Diverso un LED a vista che emette un beam molto confuso e frontale. Diverso per ogni modello. Dopotutto gia' la luce e' meno ma se dovessimo controllarla sprecandola anche i piu' stolti capirebbero di essere rimasti al buio.
Fare una sparata con tutte le polveri sotto il lampione da l'illusione di esserci piu' luce, cosa vera ma solo se siete esattamente a tiro del piccione appollaiato sopra.
Opacizzare con un foglio l'emissione e poi controllarla con delle lenti prodotte per quello specifico apparecchio illuminante non solo  non solo costerebbe il doppio ma evidenzierebbe che il lampione led, a parita' di emissione, consuma un botto in piu' e costa cifre relativistiche.

Quindi il divieto alle alogene potrà dare i seguenti risultati:
Quei poveracci che non butteranno via l'apparecchio illuminante, che potrebbe essere un intero controsoffitto, si ritroveranno con un calo del 90% della quantità di luce. Per i motivi esposti sopra non esistono LED così compatte che siano in grado di produrre quelle quantità di luce e il fuori fuoco e l'ombreggiatura non aiutano certo.

Chi invece vorrà ottenere gli stessi risultati dovrà rivolgersi a
lampadine molto tecniche, ben raffreddate, che costano circa 60 euro l'unaper le potenze basse,
un apparecchio illuminante nuovo che costerà almeno un centinaio di euro.

Per chi ha potenze elevate non esiste soluzione paragonabile se non andare sulle HQI&c che pero' non sono direttamente confrontabili (es accensione lunga).

Il tutto per ottenere un risparmio energetico del 30-50% circa.
Per chi possiede, per esempio, una fila di faretti orientabili parliamo di una spesa fra elettricista e hardware di qualche migliaio di euro.
Alla fine di questa tribolazione avranno comunque una qualità di luce inferiore.
Trascurando casi specifici, siamo sicuri che sia un vantaggione?

Sinceramente mi sembra un po' da imbecilli questo divieto.
Forse, prima di chiedere che venissero eliminate le incandescenza, sarebbe stato piu' acconcio eliminare i vecchi connettori della seri E (es E27) che sono controproducenti per i LED e successivamente i connettori G9, GU eccetera. 

Promuovendo nel frattempo i connettori per i LED. 
OPS. Tranne PHILIPS su lampade da 5000E non esistono connettori standard per i LED.
Essendo un'illuminazione immatura e di scarse qualita' nessuno ne ha mai fatti.
Questo accade perche il mondo e' cambiato. 

Comprare un prodotto di marca che investe in ricerca a tutto tondo oggi e' considerato poco da furbi. E' da furbi comprare un prodotto con tanti COSI (lumen, watt o pixel) al prezzo minore possibile di marche sconosciute o non del settore.
Telefonini coreani snobbando gli ericcsson (ci ha tanto processore!)
Televisori di medda ma con tanti pixel, 10 volte quelli che possiamo vedere! Ovviamente di marchi mai sentiti (samsung, tlc, haier...)
eccetera.

Cosi' nessuno si e' preso la briga di definire un set di connettori standardizzati per le lampade LED. In pratica succede che in molti casi si arriva a perdite del 90% della luce e/o a non illuminare il bersaglio.
In pratica l'illuminazione a LED deve ancora nascere.

E' quasi peggio degli stolti quadratici che sostituiscono le fluorescenti con i LED.

lunedì, luglio 03, 2017

minieolico bufalazza


Oggi vi parlo di una storia assurda che ho seguito poco pensando che fosse una bufala con andazzo effimero e fosse una leggenda da blogger ma invece era una cosa reale, c'erano veramente delle persone dietro e ci sono cascati MOLTI media nazionali.

Abbiamo già parlato su questo pessimo blog del fatto che il mini eolico sia sostanzialmente una bufala. Motivi vari ne portano la potenza a quantità indesiderabili.
la potenza che il vento trasmette a un generatore eolico è direttamente proporzionale all'area delle pale. 
Detto in soldoni, l'aumento di produzione e' quadratico rispetto alla diagonale. Piccoli aumenti del diametro delle assicurano notevoli aumenti nella resa energetica.
In pratica se una pala e' piccola automaticamente, per quanto economica, non produrrà una cippalippa.
È questo il motivo per cui si arriva “tranquillamente” a diametri di un centinaio di metri.
Bonus Pack all'aumentare dell'altezza i venti sono più forti, più regolari e meno turbolenti.

Come vedete non c'è niente di strano perché queste sono proprio le regole base che non entrano neppure nella fisica ma sono geometria delle elementari.

Eppure il continuo massacro fatto dalle lobby dell'eco-qualcosa continua a far sperare le persone che qualcuno risolva nostri problemi con un'alzata d'ingegno. Gratis, preferibilmente.

Come abbiamo già visto nel post sulle startup non è possibile produrre qualcosa di alto livello senza investimenti onerosi che solo sono gia' difficoltosi per un'azienda di enormi dimensioni ma in particolare in Italia non esiste proprio l'idea di investire in un'azienda nascente.

Vorrei farvi vedere dei danni fatti sulla stessa strada dei pannelli solari sui tetti: un enorme pressione che racconta leggende metropolitane green fa si che un ragazzo di 18 anni proponendo delle turbine banalissime, sono state brevettate nel 1929, possa raccontare tutti di aver trovato la soluzione tutti i problemi energetici.

I giornalisti non si curano neppure di andare su una Wikipedia qualsiasi a verificare che il design di una turbina eolica non sia poi così innovativo come sembra e soprattutto le quantità di energia estraibile sono all'incirca un centesimo di quello dichiarato.


Verso vediamo cosa hanno scritto i vari giornali di questo tizio che propone una banale e vecchia turbina di piccolissime dimensioni.

“ Con buona pace dell’ex ministro Brunetta, c’è, infatti, chi a soli 18 anni ha fondato una propria azienda, in un periodo di congiuntura economica decisamente sfavorevole e in una zona, per giunta, drammaticamente colpita dalla crisi “
Bisogna rammentare che il sud Italia stato abbastanza massacrato da tale brunetta (purtroppo spesso a ragione, e questo, soprattutto se il giornalista è di una parte politica avversa e del suDD, suona come una rivincita.
Non è importante che sia vero l'importante è avere l'opportunità di poter smerdare il brunetta con qualcosa magari che viene per strani motivi considerato politicamente di un certo colore come l'ecologia.
Di controllare la notizia prima di pubblicare invece non è importante perché importante probabilmente è calunniare e mostrare che in un posto drammaticamente colpito dalla crisi, probabilmente senza competenze, si riesca produrre lo stesso qualcosa di buono. Che la cosa sia improbabile al giornalista non importa, quindi non controlla.




“A fondare l’azienda, la GP Renewable, è Antonio Parrotto che con i suoi 20 anni di età ha puntato tutto sull’innovazione e sul potere delle rinnovabili. La sua scommessa, nei primi 9 mesi del 2014, ha già visto 700 mila euro di fatturato legati alla produzione di turbine eoliche e l’anno si chiuderà con un profitto di 300 mila euro.”

Starup, rinnovabili e giovani miliardari sono le classiche tre dei nuovi telefilm di fantascienza o i sessualmente subdotati come 50 sfumature di impotenza.
Altra fantascienza e il fatto che un'azienda appena partita che produce 700.000 euro di fatturato con un prodotto che dovrebbe essere innovativo, quindi con un industrializzazione costosa, Anziché essere in perdita come succede di solito nei primi anni è già profittevole in maniera netta.
Nel mondo reale un tale squilibrio a favore del profitto vorrebbe semplicemente dire che stanno vendendo merda a carissimo prezzo. Ma al giornalista non interessa: interessa raccontare di fantascienza e che tutto va bene.


“Ci sono voluti 700 mila euro solo per l’acquisto della tecnologia laser alla base delle turbine eoliche domestiche.”
Nello stesso periodo un altro giornalista scrive queste bestialità. È interessante notare che 700.000 euro sono la stessa cifra di prima, ora è un investimento, precedentemente era fatturato. Prossimamente verrà fuori che 700.000 euro è la cifra giocata al bingo di Gallipoli.
Difficile a dire che anche cosa sia una tecnologia laser che possa essere alla base di una turbina. Le turbine sono sostanzialmente dei pezzi di plastica o di metallo che estraggono energia da un fluido. Al massimo possiamo tagliarne dei pezzi con una fresa laser. Ma turbine con i laser veramente è un po' troppo.


“La GP Renewable è un’azienda leccese, infatti Parrotto è stato ospite alla Fiera del Levante su invito della Regione Puglia, per raccontare la sua storia e mostrare i prodotti che stanno uscendo dalla filiera della sua GP Renewable, con sede a Casarano, Lecce.”

La fiera del levante è una banale fiera: basta che paghino stand e ci puoi andare. Se qualcuno lo ha invitato e' un bel ignorante

Dopo centinaia di pagine con queste elucubrazioni da fantascienza che venivano riportate a centinaia dei siti di ecomegapixel ma, incredibilmente, anche da un paio di quotidiani nazionali la faccenda si ingrossa. La piccola aziendina fatta dal giovane ragazzino improvvisamente viene acquistata da fantomatici investitori. Come in tutte le cose strane, come le medicine alternative, investitori sono personaggi che arrivano da lontano e sono sconosciuti.



“Dopo la recente acquisizione da parte del fondo d’investimento statunitense “Air”, domani mattina avverrà la presentazione ufficiale della nuova società, la Air Group Italy, che ha inglobato la Gp Renewable, della quale il giovane imprenditore Gianluigi Parrotto (foto), classe 1994, sarà presidente.“

Normalmente quando degli investitori di un certo calibro si muovono, e si muovono con soldi veri, per evitare che il classico genialoide si metta in una situazione di quelle poco raccomandabili, viene sovente assegnato un amministratore delegato o comunque un presidente della compagnia.
Perché uno può anche essere un grande inventore ma difficilmente a una capacità di gestione aziendale. Persino il fondatore di APPLE (Woz) fu affiancato da un commerciale (Markkula e poi Scott).
Ancora una grossa anomalia ma i giornalisti, poco abituati a che cos'è un'azienda, non notano niente di strano.



“Al termine della presentazione, alle ore 10,30 presso la sala convegni Cisi Puglia nella zona industriale di Casarano, si procederà all’inaugurazione del nuovo stabilimento produttivo. Il nuovo progetto, infatti, dovrebbe dare nuova vita ai capannoni abbandonati del polo industriale casaranese, dove verranno prodotte le miniturbine eoliche di nuova generazione. Interverranno durante la presentazione l’assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone e il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone.”
Ancora una volta abbiamo dei politici completamente ignoranti che si azzuffano per una qualsiasi quisquilia del territorio non potendo certamente avere nulla di meglio. Avere devastato il territorio infatti non consente di avere migliaia di aziende che spuntano dal nulla e quindi appena qualcuno dice “ho qui una brioche” bisogna lanciarsi a pesce anche facendo figura di merda come questa. In tutto ciò nessun giornalista ancora ha dei sospetti.


Ma quello di Parrotto è, ormai, un vero e proprio “fenomeno mediatico” alla luce delle tante presenze collezionate in televisione (da “Porta a porta” ad “Anno uno”) sino ai servizi su principali quotidiani nazionali (“Repubblica” gli ha dedicato un’intera pagina). La sua “favola”.... I primi prototipi vengono realizzati nel 2012; nel dicembre 2013 il primo impianto installato in Puglia per 13mila euro.

Ancora una volta un giornalista gasato non pone la domanda importante: chi ha pagato i prototipi. Perché un oggetto sia innovativo occorre un'innovazione. Lapalissiano direte. La conseguenza diretta di questa banalità e che un oggetto che costa 13.000 euro ed è di una tecnologia mai sentita prima ha dietro di sé almeno 20 o 30 prototipi e magari testa in una galleria del vento. Anche fossero fatte in scala ridotta piuttosto che altre amenità con una simulazione in qualche software di aerodinamica il risultato non cambia: molti biglietti da 100.000 euro sono stati tirati nel cesso. Non si dice di arrivare ai costi dell'automobile dove si tratta di miliardi per ogni modello nuovo ma comunque non si tratta neppure di spiccioli. Per esempio motori elettrici o generatori connessi con una turbina hanno necessità di avere una curva ben precisa data dal numero di poli piuttosto che dalla forma di gabbia. A sua volta questo necessita di un aspetto successivo di come tenere il numero di giri costante visto che l'energia elettrica in Italia è a 50 Hz e una generatore sincrono solitamente deve girare a un numero di giri del specifico che è dato dal numero di poli. Siccome su generatore eolico questo normalmente non è possibile allora si necessita di una parte meccanica da tornire su specifica. La maggior parte generatori eolici, quelli grossi, si preferisce avere un numero di poli più basso e un epicicloidale.


“Gianluigi Parrotto è dunque il fondatore della Gp Renewable, che produce mini-turbine eoliche, e oggi ha conquistato l’America. Il fondo d’investitori statunitense “Air”, settore petrolifero ed energetico, ha deciso di spendere 5 milioni e mezzo di euro per rilevare la startup salentina (fatturato 2014: 700mila €) e i suoi 15 tra dipendenti e collaboratori. Un risultato straordinario per un ragazzo partito con le sole sue forze e che oggi, pur avendo realizzato un sogno, continua a guardare al futuro, suo e di Casarano.”

Ancora una volta il giornalista di turno non si vergogna delle cazzate che scrive.
Al di là che torna sempre questo numero di 700.000 euro e facciamo finta di niente.
Ma la domanda è questa: abbiamo 15 dipendenti che hanno un costo di 3000 euro al mese che fra tasse contributi diventano la bellezza di 6000. In 12 mesi parliamo una cifra di 72KE. Essendo in 15 sono All'incirca un milioncino. 
A questo si aggiunge i costi energetici, i macchinari in leasing visto che è un'azienda nuova, la telefonia, gli affitti, la pubblicità....
Parliamo circa di oltre 2.000.000 di euro di spese su un fatturato di 700.000 euro con una perdita netta di 1.300.000 euro.
Più, ovviamente, i costi dei prototipi, delle gallerie del vento della simulazione e quant'altro serve alla gestione di tutta la prototipia.
In un'azienda pesantemente indebitata con l'acqua alla gola arrivano dei fantomatici americani e comprano tutto per 5.000.000, debiti compresi, lasciando a capo dell'azienda il ragazzino.
Cominciamo a capire che c'è un'incompetenza totale da parte di chi scrive?



“un fatturato da 1,3 milioni di euro. «Per noi era un’occasione importante. Avremo queste persone al nostro fianco per molto tempo. A 20 anni sentivo di avere bisogno di una spalla forte su cui poggiare, soprattutto essendo partito senza un euro»”

Poco tempo dopo scrivono altre minchiate così: è ovvio che qualcosa.non tornare visto che con un fatturato di 1.300.000 euro non ci coprono neppure le spese dei dipendenti.
Nessuno si fa ancora domande nonostante gli anni sono passati e i numeri sono incongruenti nel senso che sono veri i dipendenti, o è vero fatturato, o non sono vere entrambe. In tutti i casi non è possibile che con quei pochi soldi abbiano fatto un'innovazione determinante.

Insomma Repubblica, il corriere, la RAI e almeno altre 200 fra testate e testatine internet leccano il culo alla turbina e NESSUNO, ripeto nessuno, Ha mai sospettato che fosse tutto sballato quando i numeri, avete visto sopra, dovrebbero destare più di qualche sospetto. 
La domanda perché non è stato fatto nessun check o controllo neppure per trasmissioni rari che costano solo dal presentatore Magalli molti soldoni è incredibile. Però se ci pensate bene è lo stesso tipo di controllo che non viene mai fatto per quanto riguarda le rinnovabili perché siccome sono “buone” dal punto di vista ideologico si da per scontato che lo siano in toto. In pratica quella dell'ecologia è diventato una religione che non si può smentire ed è automaticamente giusta.

Nel 2016 finalmente qualcuno comincia ad accorgersi che qualcosa non funziona: 
Il dominio airgroupitaly.it è in vendita e cercando su Google “Air Group Italy” compaiono solamente articoli di testate e blog, il link a una pagina facebook (non più attiva) e nessun altro sito web operativo.

La Air Group SpA non esiste. 
Se ci sono degli investitori stranieri in teoria dovrebbe esserci anche una società per azioni salvo che un investitore straniero decida di comprare un pezzo di un'azienda magari individuale. Io ci credo poco che qualcuno mi dia un assegno per comprare la società ortofrutta Giacomino Snc.


Ora tirate le vostre conclusioni sul perché qualcuno che vende delle turbine inutilizzabili sul tetto di una casa e comunque oggetti invendibili perché a fronte del costo di svariate migliaia di euro producono poco niente possano venire innalzate in ogni dove come la soluzione termonucleare globale al problema dell'energia e il suo fondatore come salvatore della patria.

Insieme alla religione Green, io direi che i giornalisti sono assolutamente di balordi che possono pubblicare notizie a raffica completamente senza avere riferimenti, senza sapere neppure fare due somme con la calcolatrice.
Si noti anche che molti degli articoli sono praticamente in copia incolla con solo poche righe che cambiano qua e là rendendo l'articolo di un quotidiano tiratura nazionale di fatto simile, se non identico, a quello che poco più di un blog di Lecce se non fosse per essere registrato come giornale.
Mi dispiace ma questo a mio giudizio, come già dissi altre volte, non è giornalismo ma una presa per il culo.
Mi dispiace anche per la televisione nazionale, la rai, dimostra che a fronte del costo del canone alquanto elevato non è in grado neppure di discernere tra una notizia è una bufala.

Tutto ciò, nello stesso periodo in cui si dà all'untore delle bufale, fa abbastanza ridere perché sottolinea che la bufala non è quella che semplicemente si scambiano due idioti su Facebook ma è endemica di un sistema delle notizie che è corrotto fino al midollo per quanto riguarda i preconcetti e soprattutto alcune parole come essere verdi, di sinistra o di destra. Mi dispiace per tutti questi amici colorati ma una notizia è una notizia qualunque colore abbia e una notizia può essere buona o cattiva indipendentemente che arrivi da Berlusconi, da Renzi o dal primo pirla che passa.
Fino a quando non ci libereremo da questo preconcetto e i giornalisti non saranno in grado punire chi fornisce bugie, perché non credo che siano così idioti altrimenti abbiamo un problema più grande, il mondo dell'informazione sarà semplicemente ridicolo.


Giornalista che sta facendo un'intervista all'esperto di aerodinamica presso la sede locale della nasa.




martedì, settembre 27, 2016

grenstronz 100%

I grandi stronzi che mugugnano come verdi ma sono solo un'accozzaglia di gente che cerca di spillarequattro soldi agli ignoranti ha prodotto questo bellissimo documento in cui la matematica è diventata un'opinione.
Se volete la versione corta, sapete di che sono molto prolisso, ve la do subito.
Tutti avranno 100.000 euro di batterie e simili in casa e tutti avranno enormi installazioni grandi come un campo da calcio anche se si trovano in condominio. Cosi arriveremo al 100% di rinnovabile... sul 50%.

Sto scherzando, pensate ?





Il risultato principale di questo progetto è un Excel che contiene il dettaglio
risultati quantitativi di questo studio.

In pratica un bimbo minchia si alza la mattina, sogna dei numeri, li ricaccia dentro in un foglio Excel, perché non è capace di usare un altro programma più idoneo, e dice che quello e' un calcolo.

Molte famiglie, enti pubblici e le PMI sono diventati produttori di energia elettrica,
con l'installazione di solare fotovoltaico sui tetti o partecipando a iniziative comunitarie
per le turbine eoliche.

Sappiamo perfettamente che vi è un Grosso punto di domanda Su quello che sta succedendo?
Infatti il problema nasce dal fatto che sono state date delle sovvenzioni tale da coprire il 50% dei costi in molti stati EU. Non contenti in molti Stati è stato anche data la possibilità di vendere l'energia rinnovabile in maniera prioritaria e a prezzi particolari.
In pratica quando era disponibile l'energia da tutti player si e' obbligato i consumatori ad acquistare energia che provenisse da una certa fonte e non un'altra snobbando così i produttori tradizionali.
Questo ha aumentato in maniera drastica, anche a tre cifre, l'istallazione di piccole centrali ma ha causato l'aumento del costo dell'energia sia perché veniva acquistata a prezzi più alti sia perché i produttori tradizionali avendo maggiori costi erano poi obbligati a spalmare questi ultimi sulla produzione necessaria per esempio di notte.
Non parliamo poi del doppio effetto sulla tassazione delle persone che da un lato rimanevano non competitive per via del costo dell'energia rispetto anche paesi vicini e dall'altro la tassazione più forte dovuta a miliardi di euro versati a piene mani nel calderone degli aiuti alle rinnovabili.

Il costo ridotto delle energie rinnovabili

appunto... per via delle sovvenzioni.

Dopodiché cercano di mettere insieme dei dati utilizzando il potenziale massimo previsto dall'unione europea per, ad esempio, l'energia eolica o altri fattori e ciarlando tantissimo sui mini impianti sui tetti delle case.

Il problema dell'energia eolica è abbastanza banale. Se possiedi un enorme pal del diametro di 10 m avrà un rendimento 100.
Se invece utilizzerà i una micro turbina il rendimento sarà uno schifo. Per esempio una pala di 1 m, che non è certamente installabile su una villetta, a un rendimento 1.
100 volte meno di quella da 10 m. Non è poco. Provate a immaginare le famose micro turbina che sono sotto il mezzo metro che tanto piacciono a questi rintronati. Anche se poi ne metteste 10 ogni tetto capireste velocemente che non potreste mai attingere ai dati che sono stati pensati per installazioni più normali. Se il potenziale e', poniamo, 300 tera wattora, utilizzando micro turbina che piacciono tanto a questi di Greenpeace probabilmente la generazione sarebbe intorno a qualche giga wattora per cui assolutamente... idiota




Uno dei motivi per cui questi spingono tantissimo sul discorso del boiler è perché immagino dei boiler intelligenti che siano ad accumulo ed elettrici.
Peccato che in alcuni stati, come l'Italia, un boiler elettrico ad accumulo sia diventato abbastanza raro per via dell'elevato costo dell'elettricità dovuta alle rinnovabili. Il metano costa praticamente la metà e ti dona la possibilità di non avere l'effetto da film di quello che ti ha finito l'acqua. In lombardia il boiler e' l'istantaneo da 30KW non l'accumulo da 2. Oltretutto con il limite dei 3KW capite che un pochetto scomodo.

Parlare di adottare boiler elettrici intelligentissimi vorrebbe già dire di base aumentare di decine di Twh in Italia i consumi elettrici sballando completamente i calcoli fin qua fatti.

Ma perché loro parlano di boiler elettrici?
Semplice, perché come le rinnovabili funzionano a singhiozzo il boiler, intelligente più della media della popolazione, dovrebbe scaldare l'acqua e conservarla calda fino all'utilizzo utilizzando l'energia solamente quando prodotta in eccesso. Non sembra, ma se fosse possibile vorrebbe dire spostare grandi quantità di energia da un orario all'altro, per esempio spostare la doccia mattutina, quando il sole non è ancora del tutto sorto, o quella serale per andare in discoteca quando ormai è praticamente buio, nei momenti in cui il solare e' attivo e non richiesto come intorno alle quattro del pomeriggio.
Chi scontriamo però un fatto molto banale: un boiler da 80 l in versione stupida che sia in grado di conservare una temperatura sufficiente all'uso di due persone senza che si trovino sotto la doccia al freddo costa già un migliaio di euro. Provate pure fare l'esperimento se avete ancora uno di quegli enormi boiler ad accumulo in Italia a spegnerlo oggi fare la doccia domani. In genere dopo otto ore potete fare si e no una doccia tiepida. Salvo che lo portate a 90C e allora consuma come un porcello.

Questo è uno dei tanti escamotage per riuscire a dire un sacco di stronzate. Perché questo vorrebbe anche raccontare che i produttori, in pratica gli abitanti del pianeta, sono in grado di accedere a una quantità di dati che vengono elaborati centralmente e gestiscono tutto una serie di informazioni a velocità supersoniche. E racconto della smart grid quella in cui se non c'è energia puoi accendere il tuo fon ma questo si rifiuta di funzionare.

Ancora questi fenomeni da baraccone per raccontare che può fare tutto, ricordiamo il 100%, con le rinnovabile: parlano di auto elettriche stabilmente ancorate a terra.
Infatti abbiamo il problema di dover accumulare energia in maniera sistematica ed enorme.
Allora raccontiamo di poter utilizzare le batterie dell'auto per aiutare questo fenomeno.
Se è vero che la maggior parte dell'introito energetico sarà solare è anche vero che durante questo periodo l'automobile non sarà in box e quindi non potrà accumulare.
Ammettendo anche di collegarla presso il posto di lavoro la storia non cambia perché se mi serve a poter superare il picco delle 19, quello più drammatico per il solare, non solo deve essere in quel momento ferma da qualche parte ma soprattutto se io decido di uscire alle 22 avrò la batteria semiscarica. Non parliamo di quei poveracci che dovranno andare a lavorare: alle otto di mattina ormai dentro in quell'automobile non ci sarà più nulla. Per andare a lavorare dovrò prendere un'automobile a benzina.
Se tutto ciò non basta secondo quelli di Greenpeace dovremmo tutti avere se le batterie nascoste in casa. Al di là dei costi, il litio non si regala ed è maledettamente antiecologico estrarlo, molto probabilmente è più ipotizzabile avere delle batterie al piombo che sono molto più economiche e facilmente gestibili. Comunque sia le batterie hanno una vita e costi di gestione di queste ultime, siano in auto o siano in cantina, sono semplicemente mostruose.
Ipotizziamo per esempio di avere in un condominio batterie sufficienti a passare mezza giornata. Probabilmente nell'arco di due, massimo tre anni, devono essere sostituite e deve arrivare un camion enorme che le porti via con grandissimo uso di manodopera. Potrebbe essere anche possibile che quel carico di batterie costi di più del risparmio energetico effettuato e sostituirlo con un generatore a benzina potrebbe essere molto più vantaggioso anche se la benzina costasse quattro euro al chilo.

Un'altra furbata che costoro fanno è raccontare che gli inverter, che sono quei cosi che permettono di prendere l'energia elettrica bassa tensione dei pannelli solari e dalle batterie, abbiano rendimento dell'80%.
È una balla colossale.
Normalmente inverter riescono a ottenere un risultato solamente vicino il picco e non è inconsueto rendimenti intorno al 60% medi. Un grosso inverter che sta facendo transitare pochi watt ha un consumo che potrebbe essere superiore all'erogato.
È normale perché ci sono delle cose, per esempio l'impianto di raffreddamento, che deve essere tenuto acceso.
Non sembra ma quando si parla di cifre energetiche così grandi un rendimento del 20% avanti indietro può voler dire il consumo di 4 o 5 nazioni.

Ancora non è chiaro come possono definire tetti una superficie unica senza avere una percentuale di sconto importante.
I tetti possono avere davanti un albero, possono non essere orientati maniera corretta, possono essere occupati da altro con una bellissima antenna satellitare.
Non parliamo poi delle aziende metalmeccaniche che si hanno dei bellissimi tetti ma hanno anche dei condotti di aspirazione e soprattutto di espulsione che vanificherebbero la pulizia dei pannelli nell'arco di pochi mesi.


Appare piuttosto ovvio che giocando con i dati, togliendo un po' qui, vincendo un po' la, facendo i furbetti da un'altra parte i risultati appaiono molto diversi da come la realtà può esistere.

Altra furbata e considerare il consumo di una persona semplicemente quello che fa quando si trova all'interno della sua abitazione.
Se si guardano i grafici or correlati si noterà che le potenzialità massime corrispondono all'incirca la metà di quello che è il consumo nazionale, altro che 100%. Perche se tu dici cche e' il 100% a me non interessa se tu dici che il 100% del 50% Se uno non è stupido il consumo di una persona e di consumo che fa durante la sua vita della giornata.
Chiamiamolo 50%.

Oltretutto mi piacerebbe capire come fa una persona che vive in condominio a produrre quelle quantita' di energia con l'eolico o il solare.
Vorrebbe dire, visto che il solare e' impraticabile dimensionalmente dal 90% della popolazione, anche per una villettina abitata da 4 persone io lo vedo strano un "pannellino" di 50KWp, e' decisamente bizzarro un condominio periferico avere una enorme farm da migliaia e migliaia di metri quadrati..., no?
Rimane l'eolico, mmm, quato casso e' grosso un "ventolone" su di un condomiono di 20 famiglie e regge strutturalmente il palazzo?
Ma poi non cozza con quelli vicini?
Mah.


Definire questo studio, nel senso degno di un qualche tipo di considerazione, equivale a trovare nella classica scorengia in ascensore una qualche poesia.
L'unica cosa che testa pubblicazione di questo testo è la potente voglia di prendere per il culo la gente e definire idioti coloro i quali leggono.

Lo studio, lo si vede da subito, è stato messo insieme in poco tempo e raffazzonato. Non parla di unità di misura se non quando mostra chi ce l'ha più lungo.
Non parla di statistiche che sono pubbliche e importanti ma che raccontano il contrario di quello che afferma questo volantino.
Non parla neppure di cosa succederebbe se questo scenario prendesse veramente vita visto che da per scontato che utilizzi grandissimi capitali dalle tasche dei cittadini. Lo si è visto bene in Italia che l'energia elettrica costa tantissimo permette di chiudere tante aziende che vorrebbero rimanere aperte.
Questo volantino non dice tante cose e su tante cose le spara grosse e mi sembra tanto la storia del quadratino Solare in Africa che basterebbe per alimentare tutto il mondo.

http://allarovescia.blogspot.it/2014/06/desertzapcrash.html