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giovedì, aprile 16, 2026

affari a quattro ruote

affari a quattro ruote Wheeler Dealers 

Tutti ne abbiamo viste almeno un paio di puntate. 

fan della destruction di capitale.

Programma televisivo su come disintegrare i soldi.
Sinossi:
il ciccione va alla ricerca di un mezzo con 4 ruote, spendendo almeno 100 litri di benzina e almeno 4 giorni di viaggi e telefonate, recandosi sul posto per concludere con il venditore. 

Compra dopo varie avventure una vettura, in genere una vecchia scargnappola da 4000E circa, meglio se ha almeno 15 anni.

La vettura viene portata da Edd un meccanico veneziano "faso tutto mi" che con poche decine di ore sbudella la vettura, estrae il motore, apre il cambio, fulmina le valvole, tunna i differenziali e distrugge la ruggine.

nel frattempo l'amico borigiotto (trad: con la pancia) va a comprare i ricambi.

Dopo poche settimane l’autovettura riemerge dall'officina, sul mercato continua a non valere un ciuffolo, ma magicamente incassano cifre che gli fanno dire di aver fatto l'affarone...

Evidentemente e' rivolto ad operai, un imprenditore guarda quella roba e comincia a dar fuori di melone  iniziando a cercare uno spigolo murario ove percuotere la testa: mediamente perdono migliaia di euro al colpo, ma sono convinti di guadagnare.

Capisco che la tassazione inglese sia molto leggera, ma facciamo 2 conti.

L'officina, pur microbica, paga un affitto, e' dotata di luce, riscaldamento e deve pagare un sacco di permessi (es olii esausti).
Inoltre e' dotata di attrezzature, sistema di sollevamento auto, sistema fumi, eccetera, parliamo di  100KE di attrezzature almeno, forse il doppio. Alcune attrezzature hanno scadenze o revisioni.
Ricordiamoci pure il costo del danaro.

Prendiamo  la ford fiesta
cambio ricostruito (in pratica hai dovuto tirar giu' il motore)
sostituite le boccole della sospensione anteriore
montata una nuova frizione,
scarico sostituito,
riverniciate varie parti e saldature varie e piccola ruggine
pulizia
varie parti sostituite con parti auto donate e a lungo cercate.
Ovviamente olio motore, olio cambio, smaltimento oli e parti sostituite.

secondo loro qualche pazzo compra la umile fiesta del 1983 ad oltre 5000E e loro si complimentano di aver GUADAGNATO  quasi 3000E.

Se avete mai fatto cambiare la frizione (senza i costi folli come la mia dove va smontata la trasmissione con estrattori su misura) sapete che il solo kit viaggia fra i 120 e i 250E per una piccola, ma il costo di rado e' sotto i 300E e la mano d'opera e' consistente.
Ma tirar giu' aprire e rimettere su un cambio le ore vanno via come polvere al vento ad occhio almeno una decina piu' la riparazione vera e propria.

Al di la del costo complessivo  dei ricambi, che i due comici fanno risalire a 750E, stiamo parlando di una settimana almeno di smartellamenti, trasporti, ricerca ricambi... 

Perché quando il meccanico chiama al telefono il ricambista per capire se la boccola e' disponibile quel tempo va nel conteggio. 
Idem il tempo e il mezzo che usa il borigiotto per andare a comprare il ricambio.
Quando il ricambio ritarda ci sono dei costi dovuti al fatto che la macchina va tirata giu' dal ponte o ferma il ponte/officina accumulando costi.
Possiamo quindi dire che Edd e panzone ci hanno messo almeno un paio di settimane di lavoro, 80h.

Lo stipendio di un operaio in italia e' intorno ai 3000E (1500 netti) ovvero 1500E solo di costi di mano d’opera.

In piu' bisogna aggiungere i costi di affitto dell'officina per almeno una settimana, diciamo 300E per i 15gg se e' in Cu ai lupi, molto di piu', anche 5 volte tanto,  se e' in un posto comodo.

il costo dell'energia, in UK fa freddo e la saldatrice non va a preghiere, diciamo 200E

Il costo ammortamento degli attrezzi nell'officina, diciamo altri 300E

Il costo della benzina, usura veicoli, menate varie, 200E.

in pratica, se non ci sono stati intoppi, la povera fiesta e stata venduta sotto costo.

ma non abbiamo ancora conteggiato:
Tasse
Costo del denaro (non e' che metti l'inserzione e si lanciano a pesce il giorno stesso)

In pratica hanno comprato la fiesta  con le riparazioni a quasi 10.000 la rivendono a 5.000 e dicono di aver fatto l'affare.

Il fatto e' che e' poco serio far sembrare alle persone che quei costi siano cosi' bassi.
Quando il peone andra' dal meccanico che dopo aver cambiato la frizione  e poco altro gli chiede 500-800E pensera' di essere stato truffato: con 400E Edd smonta il motore, cambia le valvole e mentre rimonta mette pure uno scarico rancing e due fiammate colorate sulla portiera.

Inoltre insegna alle persone una contabilita' errata, basata solo sui costi apparenti, ma non quelli, spesso piu' pesanti, che non sono cosi' immediati, come del resto giocano molti poLLitici (solare e 110 dicono nulla?).

Affari a 4 ruote e' un corso di maleducazione finanziaria, forse persino peggio dei conti sui media sul solare. 

mercoledì, febbraio 19, 2025

auto-latinorum nella canzone italica

 

Photo: qualcosa di serio?

Ero rimasto stupito dall'eco data ad una nullita' intervistata quando aveva detto:

"attualmente, l'autotune è quello che la chitarra elettrica distorta è stata per il rock"
(medovanotti)

Quello che ho pensato:
Dopo non lamentiamoci che grazie al liceo e alla grande cul-tura italiano noi abbiamo merdonavotti e sfera e basta. Non avendo musicisti da intervistare devono portare una nullita' come fini poeti cosmici.

Ma l'eco era fin troppo grande per uno come medonavotti che dopo anni da quando irretiva le 12nni mentre sputava nel mic era tornato nel nulla.

Qualche giorno dopo la castronerie sui feed di big G appare che un certo Carlo Conti che declama la bontà dell'autotune. 

"L'autotune ci sarà perché non ammetterlo significherebbe andare contro la logica della discografia di oggi, di certe sonorità, di certi modi di cantare"


E chi razzo e' sto Carlo?
Ammetterlo?
E poi perché appare sto tizio in tutti i feed?
Viene fuori che e' un presentatore di merda, del resto non ho mai visto nessuna trasmissione del tizio per cui immagino o sia il solito raccomandato che quando lo vedi devi cambiare canale altrimenti ti viene l'orticaria o i programmi che presenta sono pura medda. Anche entrambi.

E cosa ci azzecca con lo sputacchino?

Viene fuori che e' il lento riscaldamento per mettere nel Cu del pubblico l'osceno uso dell'affare in quanto mister Conte sara' il frontman della porcheria chiamata sanremo.
Quando senti spesso una bugia diventa realta'.

Proviamo a capire cosa dice il tizio traducendolo: 
1)L’autotune ci sarà.
Non consentirlo significherebbe:
2) segarci tutti i 14enni odierni che, ignoranti come delle capre, ascoltano se va bene la trap fatta da un "artista" che se va bene ha studiato su YT.
3) il mercato italiano oggi, non che sia mai stato particolarmente evoluto, e' pari a zero.
Anche nella musica i migliori emigrano, meglio essere turnista estero che cercare di far fortuna in italia dove scambiano Vasco per una rockstar e Celentano per grande compositore e vate.
Andare contro il degrado e' come consigliare ad un latinista invasato di usare una fotocamera per far le foto e non un orologio.
Certe sonorità, di certi modi di cantare nascono proprio dalla necessita' di mascherare la mancanza di capacita' canore. Un po come la luminosita' a tuono degli LCD maschera la mancanza dei colori e delle scale.

Del resto, pur detestando sanremo, penso di aver visto giusto un 4 serate parziali in decenni, nella realta' sono stato massacrato da spizzichi e bocconi per tutta la vita, sanremo, dicevo, rappresenta appieno la canzone italiana.
Tutti DOVEVANO parlare di sanremo, dello squallido sanremo.
Su tutte le reti, su tutte le radio. Anche a non vederlo, lo vedevi, lo sentivi.
Obbligo di stato.

La canzone italiana e' infatti, come sanremo, sempre in rilancio, in un tentativo di apparire meno fossile.
Nel contempo un tentativo di allacciarsi alla musica estera attraverso "ospiti" che in genere fanno fare figure da incompetenti ai nostri incapaci sul palco.

Il motivo e' ovvio, nessuno raccoglieva e faceva crescere i virgulti.
Non lo faceva mediaset, non lo facevano i piccoli, non lo faceva la possente RAI.
Come risultato il festival dell'ignoranza canora diventava un produttore di contenuti musicali unici per cui la RAI attingeva e ne parlava per mesi auto-alimentando un mito inesistente, ma oramai solido come qualsiasi menata raccontata talmente a lungo da diventare verita' condivisa.

Altra triste parentesi e' il festivalbar, per certi versi straordinariamente simile a sanremo, ma piu giovane, e soffre la mancanza di autori italiani.

Ma il problema e' sempre quello: l'italia.

Da un lato la bassa istruzione, cosa che va tenuta conto quando devi fare un programma da grande share.
Non e' un caso che appaiano dei tentativi di irretire i GGiovani, ma, mi raccomando, con proposte che non urtino i vecchi.
Vecchi spesso convinti che la sceneggiata napoletana sia "LA" canzone italiana, anche se per me potrebbe essere turco, comprendo meglio l'inglese.
Vecchi che non parlano l'italiano e hanno la 5ta elementare.
Vecchi che rimpiangono i "bei tempi"  quando il bardo con il mandololino in piazza strillava un qualcosa. Quella era musica vera, strumenti manco accordati, cani con pestate le code.
I vecchi tanto orfani di Claudio Villa.
La stessa presenza infinita di BiBBo BBaudo, un presentatore che sembrava un cotechino troppo cotto, amicoco della poLLitica, straziante quanto era piatto, rappresentava bene l'idea di rimanere abbarbicati all'essenza del passato atroce quanto dorato in quanto incensato dalla propria gioventu'.

Non e' un caso che alla fine degli anni 80 videomusic, almeno dove veniva ricevuta, era l'unica cosa che molti teen avevano regolarmente sul TV.
Una ventata di musica che non fosse epigona di Nilla Pizzi.
Per noi italiani la scoperta del videoclip, con 20 anni di ritardo.
Un successo incredibile che venne rotto da cecchi gori che sperava di farla diventare una concorrente di canale 5 attraverso i film della sua distribuzione. Fallita quella roba divenne il trasponder di MTV dopo essere stata sbatacchiata da TIM. Perche' l'italia e' una repubblica fondata sugli amicici e le aziende di stato li salvano.

Il problema comunque e' sempre quello.
Se non hai musica in italia non puoi fare molti programmi musicali.
Come conseguenza concentri tutto in una sola trasmissione, oltretutto di solo 4 serate.

Se avessimo piu' cultura musicale avremmo delle trasmissioni piu' variegate, ognuna con un pubblico specifico. Del resto chi ascolta la trap non gli interessa il metal e il contrario.
Altra costante e' che chi e' in la con l'eta' sara' probabilmente un rocker, di certo non ascolta Nilla Pizzi, chi amava la Pizzi e' morto da anni.
Esiste una frammentazione che andrebbe coperta.

Abbiamo un problema: non abbiamo cultura musicale.
Del resto a sQuola non la insegnano, almeno senza farvela odiare imponendovi betownio a 10 anni.
Come conseguenza, anche se ci fossero artisti, non ci sarebbero abbastanza spettatori per mancanza di cultura.

Il solito problema italiano del cane che si morde la coda: l'istruzione e' bassa perche' nessuno per mezzi secoli ha fatto qualcosa e ora, anche se si incrementasse, non risolverebbe per la base d'installato frenante.
Che sia industria, musica o altro non cambia: il passato abbandonato e' marcito e puzza.
Ripartire da zero e' MOLTO piu' faticoso che partire con un abbrivio, soprattutto se devi inseguire gente che corre ed e' avanti centinaia di km.
Ecco che "oDDio la brutta egemonia dello straniero!". Aggiungete qualche parolaccia sinistra ZTL, destro polverosa e avete fatto la classica geremiade "se ci siamo tuffati nella roba marrone e' sicuramente colpa di altri".

Infatti se guardiamo gli artisti che appena appena sanno suonare sono in fuga.
I nanowar of steel, un esempio fra i tanti, un gruppo di simpatici caxxoni, fanno raramente concerti in italia (1 su 27), il sito e' in lingua inglese. Il mercato italiano e' un di piu'.
Sono una band in fuga, sono italiani come Mr Bean. Saranno nati anagraficamente in italia, ma di fatto non sono italiani.
I turnisti che sono fuggiti di origine italiana sono piu' dei partecipanti a Sanremo degli ultimi 10 anni.
La fuga di cervelli e' anche la fuga di chitarristi.
Fuggi fuggi dalla fognazza.

E', insomma, il solito problema che in italia uccide i film, i telefilm, i libri, la stampa e la musica: l'italiano e' una capra.
Pertanto non produce cultura e, se se la trova davanti, non la comprende o non e' disposto a pagarla.

Come risultato grezzo la maggioranza dei cantanti a sanremo 2025 pare abbia usato il sistema per far cantare anche chi e' stonato come 2 campane rotte (forse ce la fa anche con me), tra cui il vincitore.
Per quello che era prevalentemente un festival CANORO, visto che tradizionalmente in italia era piuttosto raro che l'interprete avesse studiato musica e spesso cantava a braccio qualcosa di preparato da altri. Altri tante volte sempre gli stessi.
In pratica la pasta con il sugo da vasetto.
Non a caso in italiano esiste il termine "cantautore" che definisce un granitico spartiacque.

Oggi il canoro manca, del resto basta un tizio che legge le previsioni del tempo e va benone come cantante, e' musica italiana con l'autotune.
Del resto CANTARE al festival CANORO era comunque gia' semi-opzionale, i playback negli anni si sprecavano.
Alle volte con gli applausi in playback da nazioni diverse.
Anche quando negavano tutto. 
Del resto se allontani, anche di soli 3 cm, il gelato e non cambia il livello e' playback.
Anzi, io ho il sospetto che certe strofe non erano neppure cantate dallo stesso interprete. Certo non erano i Milli Vanilli, ma la storia non era lontana.

Altra spia del playback nascosto e' la mancanza di problemi.
Quando tu fai esibire 40 persone diverse in una 60ntina di sessioni almeno, con persone che parlano altre lingue, la sbavatura e' li che ti aspetta alla fermata del bus in stile stalker.
Anche se sei bravo, e i teNNici RAI erano il massimo (meno i designer del palco probabilmente cuGGini), la rogna arriva.
Persino i concerti che sono macchine ripetitive ben rodate, non e' raro che incorrano in problemi, ho visto un Bowie che ha innescato un larsen sui bassi (e uno sguardo omicida) probabilmente perche' in quel palco le casse eran leggermente piu' vicine.
I Jethro Tull ci scherzavano su quella roba, con il service che spalava il carbone nelle tastiere esaurite.
Quindi anche se hai un mixer con gli slider motorizzati e galoppi stringendoti forte all'SMPTE,  la puxxanata e' sempre in attesa.
Soprattutto, se come accade a sanremo, gli interpreti sono cani.
Certo, puoi mettere 4 tonnellate di compressore e l'autotune e uno starnuto diventa parte della canzone al livello del resto, ma non e' "canzone" e l'errore ti aspetta facile.

Quando fai un festival canoro "vetrina sul mondo", "er meio de a naziò" e vai in playback e' evidente che qualcosa non funzioni.
Non e' una trasmissione comica come "domenica in" che per caso hai un cantante e non sei attrezzato per la cosa.
Stai parlando di un palco musicale.
Fai il favore di cantare e suonare.
Ti pagano per quello.
Se dite che alcuni "big" italiani hanno fatto concerti il playback e' solo una conferma del valore zero della ns cultura.

Senza neppure averlo visto possiamo vedere altre cose altrettanto truci.
E' noto, penso, che la musica sia soprattutto una roba da giovani.
I 40-50-60-70nni vi diranno che loro si che... ma e' vero che normalmente ci si tende a fossilizzare.
E' raro vedere un 60enne che compra un disco nuovo e rarissimo che sia di qualcosa di attuale, salvo che sia di cristallizzazioni come il blues o, peggio, la classica che hanno interi comparti "lo facciamo come al solito".
Nei mercatini della muffa i vecchi si aggirano curvi alla ricerca del vecchiume. Comprano i dischi che hanno almeno 40 anni.
Io stesso cercavo molti dischi a 20 anni, all'epoca raro trovarne e capire cosa fossero, prendendo belle delusioni. Dopo i 30 le mie esplorazioni si sono molto ridotte.
Salvo che siate eccezioni, il mercato e' quello che e'.
Cambiano anche i gusti, a 16anni sei incazzato conto i matusa, pensi che tutti siano campioni e bravi, sbavi per la patata.
A 30 anni sei sposato, sbavi diversamente per la patata, a certe cose non credi piu', sei un matusa, la tua incazzatura non e' contro i matusa ma contro il capo-ufficio, il collega, l'irpef eccetera.

Perche' in una societa' normale il giovane che ha energie, idee e una istruzione avanzata doverebbe spaccare il rame ai passeri, portare innovazione e poi dai 30-35 anni essere quello che ha beneficio delle sue fatiche.

In una societa' con istruzione latinica sempre uguale il giovane non ha armi, anche avesse idee non ha le capacita' di metterle in pratica e i vecchi, essendo assisi da decenni sullo scranno, sanno piu' cose e soprattutto non capiscono il potere dell'innovazione.
Del resto se devi fare lavori low-skill giovane o vecchio la fotocopiatrice la sai far andare, piu' o meno.
In italia il lavoratore gode dell'anzianita', un modo per dire che le sQuole valgono zero e vale l'esperienza su tutto.
Del resto non arrivando giovani competitivi non sono neppure necessari corsi di aggiornamento, no?
L'esperienza ti fa imparare a progettare chip anche se sei un latinico?
Ti fa imparare ad usare il foglio elettronico?
Ci sono tonnellate di 30nni oggi che non sanno usare decentemente un PC.

Ecco che il sugo viene gestito dai 60nni, al massimo 50 anni, ma non meno di 45 che diventano "i giovani".
Del resto se hai passato le sQuole a declamar Catullo non sei meglio di un 60enne a gestire la progettazione.

Lo stesso accade a sanremo e vediamo 2 cose: nessuno e' passato da sQuole di presentazione, quasi nessuno di musica.
Tutti autodidatti, e si vede, tanto.
Sul palco abbiamo una serie di mummie.

Conte, sono andato a vedere e' un ragioniere di 64 anni, insomma una giovane promessa autodidatta.

Nino Frassica, un tragico 71enne che ha distrutto la reputazione dell'italia.

Cristiano Malgioglio 80anni

Alessia Marcuzzi, bella gnocca per carita', ma ha 52 anni.

Presentato come giovanissimo dai giornali Alessandro Cattelan 44 anni.

Il soliti benigni, 74 anni, un altro iperverticale inutile, come dire: in mezzo secolo non abbiamo piu' creato comici, esiste solo il benigni che poi e' monco non essendoci piu' i suoi idoli sacri: berlucao, crazxi...

Pare che ci sia stato anche l'eterno "troppo giovane" Alberto Angela, che ricordo ha ormai 62 anni. Probabilmente smettera' di essere giovane a 75 o ai suo capezzale diranno che il "giovane Angela" di 103 anni...

Del resto sono arrivati i duran duran, Le bon ha 66 anni, era l'idolo delle smandrappate che oggi hanno 55anni e sono nonne, una band che e' praticamente 40 anni che non ha piu' nulla da dire, del resto i panini ora non vestono piu' moncler, calze fluo e timberland.

Premio alla carriera, e li ci sta che sia vecchio, Antonello Venditti di anni 75, un tragico interprete prevalentemente locale, quindi poco a che fare con "italiano". Mancando materiale musicale non e' che puoi dare un premio alla carriera musicale a Federico Faggin. Prendi il primo randagio e lo incensi.

Ovviamente non poteva mancare un muscoloso uomo in mutande, quello si abbastanza giovane, immagino, altrimenti non si metterebbe in mutande, a 60 anni i peli bianchi delle parti molli che strabordano non sono un bel vedere.

Consiglio per la prossima edizione come presentatore il centenario in sedia a rotelle e la cassa contente un cantante del passato remoto, Nilla Pizzi e' un ottimo esempio, ma si puo' pensare anche a Carosone.

Carosone perche' anche i cantanti non sono da meno.
L'eta' media e' 38 anni, insomma quasi 40, con anni recenti con la MEDIA di 50.
Anni prima non ci metto la mano sul fuoco, penso che potevano essere oltre i 55.


Poi abbiamo i dati bizzarri che il metodo di conteggio che fa dire oscenita' come "Con l’84,3% di share tra i giovani".
Perche', visto che auditel ha deciso di conteggiare in maniera barocca anche la differita,
vorrebbe dire che solo il 15% dei GGiovani 15 enni hanno video-giocato, visto un anime o altro?
Io non credo.
Si chiama cherry picking estremo, siamo arrivati primi fra gli ultimi 10.

Ma forse avere un pubblico over 65, il segmento più fedele e costante di RAI1, se scende a 50 diventa
"grande successo fra i giovani"

Se andiamo nei commenti vediamo enormi inconguenze:
"Secondo i dati di RAI ogni sera sono stati mediamente 576 mila i device collegati in diretta che hanno generato in totale 13 milioni e mezzo di visualizzazioni  e 12 milioni di ore di fruizione, con la serata finale che ha registrato 642 mila device"

Vediamo di capire.
576K device sono stati visti da 13 milioni di persone. Ovvero si sono messi davanti in 35 ad un ipad?
Certo ci saranno stati VPR, ma una media di 23 e' questo.
E' chiaro che qualcosa non torna, probabilmente era: 12M comprensivi, oltre ai TV via antenna, di 576K device.
Idem con i milioni di ore di fruizione, perché se il dato e' reale, la maggior parte ha cambiato canale dopo pochi minuti visto che dura la bellezza di 5 ore.

non e' un caso che a seconda del giornale gli ascolti siano ballerini ora 55, ora 62, ora 71.
Sempre, ufficiale, sempre, a parole, la stessa statistica.
E' evidente che i latinisti litigano con la matematica, anche di base.
Sempre con virgole. Se dici 83,4% vuol dire che hai una confidenza almeno dello 0,3%, ma io non vedo tutta questa precisione.

Forse sarebbe il caso di spacchettare quei numeri e darli piu' grezzi e non legati allo share presunto calcolato bizzarramente, ma al numero di visitatori unici e/o ai minuti visti, perche il dato e' assai bizzarro.

Ricordiamo che 4 serate da 4-5 ore con share del 70% ogni sera, streaming compreso, vuol dire che almeno l'80% della popolazione ha visto una puntata.
Popolazione comprensiva di neonati, centenari, immigrati che non spiccicano una parola d'italiano e simili.
Se invece lo share e' proiettato a chi "sta guardando qualcosa" compreso il bimbo sul seggiolone incollato a disney channel sull'ipad e al marocco che sta guardando al jazeera, come al pischiello che sta guardando crunchyroll... la vedo altrettanto male. 

 In realta' la storia, andando a scavare, e' persino piu' ridicola e latinista.
ci sono 2 problemi.
Il prima e' dato dal fatto che il sistema somma due dati disomogenei, banane con aerei.
Il primo e' il solito di 16K famiglie (e gia' qui sarebbe divertente vedere la trasversalita' della cosa) che hanno il misuratore (che cosa e' in grado di coprire?), in pratica un box/sintoniuzzatore.
Un dato INTERPOLATO a tuono.
La seconda e' bere i dati online, dai server, da piattaforme SELEZIONATE: Discovery, La7, Mediaset, RAI e Sky.
Un dato REALE numerico.

Va da se se vedo netflix non faccio parte dello share. Non sono mai nato o sono cieco.
Inoltre nella piattaforme online viene conteggiato il doppione essendo calcolato a parte e sommato brutalmente.

Faccio esempi a braccio:

Sono la famiglia di 3 persone che guarda sanremo. La mamma mette su il giorno dopo la trasmissione dal telefono mentre lava: abbiamo il 133% di share?

Se lo vedo 2 volte su due device e non sono la "famiglia spiata" vale doppio? 200% di share?

Se sono la famiglia spiata e guardo in TV saremo con la moglie, il figlio guarda YT sul divano con un telefono, sono 3 persone che vedono le mummie o 2?

Se guardo netflix, amazone, dazn, YT, maramao... durante il festival non faccio parte del 100% di riferimento?

Quindi se, ipotizziamo numeri,  durante sanremo, il 50% dei TV/device guardassero piattaforme non controllate lo share di sanremo del 60% sarebbe in realta' del 30%?
Con i differita 25%?
Nom mi sembra che le VHS siamo mai contate come share, o sbaglio?

Comincia a farsi una sgretolatura anche nei dati di share assoluti: come erano ottenuti quei numeri?
12M spettatori non e' che sono compresi quelli che sono andati sul sito, hanno visto facce mummiofile e hanno cambiato canale dopo 20 minuti e sono conteggiati come uno spettatore?
Sul sito di auditel e' chiaro come sono ottenuti i dati dello scatolotto, meno cosa e' in grado di intercettare.
Non sono chiari i dati online, non sembrano ottemperare alle stesse metriche.
Men che meno come sono fusi, sembra quasi che siano sommati e basta, non a caso auditel lo sa.

"Nelle evoluzioni già allo studio, infatti, si prevede di avere un dato di Total Audience per singolo contenuto televisivo e un numero maggiore di indicatori d’ascolto, tra cui le metriche che richiedono l’applicazione di algoritmi di deduplicazione"

O se preferite OGGI i dati sono un pastone ignobile. Ma non sanno come gestirli.
Per sommarli sarebbe stato sufficiente in tutti i device della "famiglia tipo" (gia' un problema statistico) un banale programmino che andava a vedere cosa si stava riproducendo.
Si poteva, per esempio, avere un dato su piattaforme come netflix o crunchy con lo stesso peso del resto usando le stesse metriche.
Certo un browser puntato su crunchy&YT non ci avrebbe qualificato il programma (si puo' fare ma e' faticoso e non funziona con gli APPestanti), ma era qualificante dello share.
Basta mettere un agent che legge l'indirizzo del browser o l'uso del programma della piattaforma "on top", no?
Effetto collaterale sarebbe la rilevazione statistica del ponno e del problema dei pirati.
Non male, no?
Perche' si fa diversamente?

Invece i dati vengono letti un po alla fonte, i server, un po al rubinetto, lo scatolotto, un pochino con una metrica e un pochino in un altra e sommando mele con pere.

Viene il sospetto che sia fatto apposta per favorire certe categorie e punirne altre.
Per esempio 
5,4 milioni di abbonati Netflix non e' che quei giorni avevano smesso di guardarla, no?
1,x milioni di disney?
Quelli di amazonia?
Quelli di...
tutti erano offline e tutti a vedere sanremo?

Ai fini statistici era meglio avere solo i dati dello scatolotto, si riferivano solo ad una specifica coorte, oggi assai ridotta, ma almeno sensata.
Se poi si voleva dare un dato sui server era a parte, perche di fatto stiamo conteggiando solo 3 attori: Rai, Mediaset e Sky. Fare uno share monco fra questi 3 (gli altri conteggiati vengono impaccati assieme) non e' fare uno share, e' dire che fra questi 3 e' il piu' forte.
Fare una statistica su 3 attori su oltre 20, oltretutto a caxxo, ha lo stesso valore di chiedersi chi e' il piu'

Forse il problema sarebbe stato che il numero di spettatori conteggiati BENE non avrebbe superato i 9M e in gran parte eta' superiore ai 50 con uno share del 25%?

 Del resto se si catturano i dati facendo selezione possiamo dire, tirandola su per le orecchie, che l'80% dei giovani che stano vedendo sky o RAI stavano vedendo sanremo.
Peccato che probabilmente il 90% dei GGiovano non stavano usando quelle piattaforme ma piattaforme piu' GGiovani (netcrocs, crunch, tubo, animequalcosa, picpoc, pingplong...) che non sono nel campione.
Ovvero il famoso 80% era l'80% del 10%, ovvero l'8%.
E allora ci credo.
Ma una statistica cosi' ha la stessa utilita' di un paio di mutande bagnate.

il famoso titolone diventa:
"Con l’84,3% di share tra i giovani che stavano guardando la tv via antenna o SKY o mediaset..."
Ovvero un probabile
"Con 8% di share dei giovani che stavano vedendo un contenuto video sanremo non se lo stanno filando..."

Mi sembrano tantissimo i numeri del turismo dei giornali e TV dove ogni settembre ci sono decine di milioni di turisti ch sono andati al suDD ad agosto.
Se fai due conti i posti letto presenti in area dicono che ci sono rimasti al massimo una notte.
Guardi gli aerei e scopri che solo qualche migliaio e' arrivato volando.
Immagini quindi la scena di milioni di folli che si triturano in auto 5,10,20 ore di viaggio, arrivano nello splendido suDD, si schiantano a letto e il giorno dopo ripartono per altre 5,10,20h di viaggio avendo compiuto cosi' la lunga vacanza al ricco sudd pieno di meraviglie meravigliose.
Del resto il fatturato ISTAT racconta bene che quei villeggianti si sono portati il panino nel bagagliaio e non interagiscono molto con i local, del resto hanno fretta di tornare a casa per sera.
Forse dormono in auto.

Stessa cosa per i fantasmagorici numeri del greeeeen.

Tutto questo triste sproloquio sulle mummie per dire che sanremo ha da sempre dei problemi, i cantanti che hanno una possibilita' di farcela al massimo ci vanno una volta, del resto 10 minuti sulla RAI sono sempre un paio di centomille di euro di pubblicita' gratis, piu'  annessi di essere pacchettizzati su altre emissioni RAI, ospitate, menate e compilation.
In pratica hai vinto almeno mezzo milione di euro se ti scelgono grazie agli spintoni dei tuoi portatori d'interesse.
Ma e' come un ospitata da qualunque trasmissione di pari fama.
Nulla ha a che fare con la musica.

Ecco la quadra:
sanremo non e' una manifestazione musicale, e' una trasmissione di intrattenimento a base di amarcord triste per vecchi con anche dei "giovani", che ai vecchi piace sentirsi in mezzo ai giovani per non sentirsi dimenticati.
Ovviamente la presenza di cantanti e' una scusa, e' piu' divertente di una partita di ramino, del resto.

Se la quadra e' questa ha tutto senso:
i vari bibbo bbaudo, gli ospiti vecchi "anche alla nostra eta' siamo ancora toghi", i cantanti giovani, ma non troppo e intervallati che altrimenti abbiamo un gap generazionale monstre, la gnocca ultracinquantenne "

 e come al solito:
siamo i primi degli ultimi 10!

 

PS
Gruppo heavy metal di 4 elementi cerca, da integrare nella band, un cantante trap da menare ai concerti.

lunedì, gennaio 15, 2024

diabolik film

 


Diabolik il film.

Recensione breve:
tempo buttato.

Recensione organica:
Na medda vecchia.

Recensione "sono pazzo per farla":

 il problema di questo film, in cui vi e' da apprezzare il tentativo essendo in alcune scelte rasente il decente (illuminazione, per es), e' il solito dell'italietta: mancanza di professionalità a pacchi.

Prendiamo gli attori.



 questa dovrebbe essere una scena in cui la crema del capitalismo e dell'intellighenzia sono riuniti.
Pero' si comportano e sono vestiti come il tipico film B-italiano: la commedia dei poveracci, un filmato in cui il "ricco" altro non e' che un poveraccio che se la tira per la panda nuova, ma con i soldi e la ferrari (l'auto da ricchi per i poveri).

Stesso comportamento, recitazione sguaiata, non riescono neppure a bastonate ad uscire dall'avanspettacolo, quella schifezza nata per anticipare il filmo (si, filmo) fascista e far ridere la platea di gente tendenzialmente analfabeta per cui non potevi certo far cose complicate o calembour, ma la scorengia e la recitazione piatta ed evidente doveva condurre l'asino al desco della ridata asinina.

Ed ecco che il ricco e' un ragionier Filini grasso e dai modi grotteschi come del resto lo erano le narrazioni popolane primo 800 in stile Charles Dickens, ma piu' ridicolo.
Guardate l'immagine e capite subito chi e' la persona importante, come del resto accade in fantozzi.

in questa altra situazione arriva lei

Arriva la protagonista.
Le macchiette si prostrano, tutti schiavi del triangolino (ma non e' il metalmeccanico della fiat, stiamo parlando di gente al top dove gli ortaggi fanno la fila, non il contrario).

Oggettivamente e' un grandissimo piece of gnocca, ma si muove come avesse un problema fisico (del resto il rischio che cada fuori qualcosa di pxrn e' possibile con quel coso incollato con il nastro adesivo).
Il fatto che sia gnocca non lo mette in dubbio nessuno, ma notate:
-lei nuda, con tutta la mercanzia in vista modello St Tropez estate, ci sono costumi da bagno che coprono molto di piu'
-Le macchiette con vestito pesante, camicia, maglione spesso, giacca invernale...

La pura macchietta da avanspettacolo, con la perfetta mercanzia in vista museale, è nuda per sottolineare al povero ignorante che la gnocca e' diversa dalla moglie che ha nel sedile di fianco intabarrata perché il cinema del suburbe non ha il riscaldamento sufficiente.

scena simile (film condotto in maniera spettacolare per quando bizzarro)

Questo e' circa la stessa ambientazione (ovviamente nell'italia povera degli anni 60 non si usavano colori cool).
Vedete delle donne in costume da bagno contemporaneamente a gente con maglione pesante e giacca di fustagno?
no?
Secondo voi un maglioncino alla protagonista di diabolik avrebbe massacrato il budget?
Oppure pensate ad una scelta stilistica data dalla ignoranza crassa?

Quindi abbiamo la costumista animale e il regista che non capisce un ciuffolo?

Passiamo al Villain che tiene la bambolona inutile in scacco.

Leggiamo la scena.

"Ecco mi si consenta: sono uno sfigato e le guardo le poppe che non ne ho mai viste dal vero"
Se vi pare appena uscito da un film di fantozzi avete ragione, al massimo potrebbe ambire a fare una piece dell'oratorio su Poldo, l'amico di Braccio di ferro
L'espressione inoltre dice "porca miseria non ricordo in quale tasca ho messo le polpette".

Per essere un uomo di potere che sta ricattando una donna, quindi inferiore (questa è la narrazione del film), vi sembra una buona recitazione?


Lo vediamo con l'espressione del grande ricattatore (filini ci a prova a toccare le te..) "posso toccarle? la prego, la supplico!"
L'unica cosa sbagliata qui sono gli attori, l'ufficio e' credibile e le luci sono quasi a posto.

 

Anche qui le luci sembrano quasi a posto.
Peccato che la direttrice di banca (destra, vestita come una povera alla festa) sembra una comica pronta al sparare il tormentone "la sai questaaaaa?"
Innanzi tutto non ha il phisique du role e il sesso giusto. 

Ricapitoliamo:
Il film e' ambientato in un immaginario italico anni 50 dove la donna e' sempre una sfigata e tonta, la moglie del protagonista e relative amiche lo ribadiscono apertamente, come i comportamenti vari che costellano il film, in pratica lo spiegano in maniera costante.
Pero' la direttrice della banca e' una donna.
Ok.
Finiti gli attori maschi disponibili?

Ammettiamo per un attimo che la mega direttrice della MEGA-banca mega sicura sia una donna nonostante le pesanti premesse.
Voi come immaginate una donna di potere?

 

Nel film diabolik scordatevi Diane Lockhart e le leggende di Broadway, trovate una insicura nanetta vestita come un salame imbottito che saltella felice in attesa di una carezza.
Potrebbe non essere gnocca come la 70nne Christine Baranski, ma non avrebbe comunque lo sguardo da scaffalista al supermercato: uno squalo non e' un cagnolino.
Del resto fuori dalla politica una donna di potere non ha lo sguardo da rimbambita con una cofana imbarazzante.

 



ma la cosa peggiore e' il protagonista che dovrebbe essere un freddo ladro e pluriomicida.
non ha lo sguardo da duro neppure se gli mettete un sigaro, e' floscio come la vela, ed e' mono espressione senza nulla dentro che manco i  Kraftwerk riescono.

Una cosa e' essere spietati e freddi, altro e' essere vuoti come il nulla cosmico.
Freddo non vuol dire tonto.
Consiglio una carriera da manichino, al piu' da fattorino amazon.

Glissiamo sulla storia che non sta in piedi e sugli escamotage del plot: fare un film d'azione nel 2020 con il budget di un film da sala posa non e' una grossa idea.

Parliamo del GRANDE errore, prendere un fumetto ai margini del mercato e invenduto, pare che tutte le pubblicazioni periodiche sommate siano meno di quello che ha fatto Demon Slayer in Italia in 3 anni, non in 60 anni nel mondo.

Se sono convinto del prodotto dovro' spendere in pubblicita' come un nuovo personaggio, di fatto e' inutile come brand storico, lo si sceglie al massimo perché il personaggio e' ben costruito ed e' originale.
 

Non e' che di  uomini in calzamaglia che ruBBano non è pieno il mondo della fantasia e crearne uno in piu' costerebbe meno e renderebbe attuale la storia (il film di robin hood nel 1922 aveva gia' la calzamaglia, non proprio quindi un genere poco esplorato quello del ladro freddoloso).
Si usa un brand storico per irretire il pubblico che gia' lo conosce come interessante: topolino, Batman, guerre Sperlari, Galactica, superman e paperino, che che sia almeno a livello locale come molti manga.

Invece il fumetto, come narrato dalle ideatrici, nasce per il pendolare del 1962 e non si e' mai evoluto mantenendo una granitica formula che fotocopia cliché semplificati idonei alla popolazione target:
5ta elementare e poca lira (ricordiamo come era la forza lavoro italica dell'epoca?).
Bastava un  macchinone, gioielli e annuso di gnocca per far sembrare interessante una storia.
Al confronto Lupin III (1967) e' avanguardia pura.

Vecchio, sconosciuto e poco originale, come dire: grande scelta. 

Il minimo per un film odierno era attualizzare, per esempio fare come fecero per altri brand con il banale "passare degli anni", che modernizza subito.
Fai una storia di Diabolik 65enne che rimane figo e puoi usare anche 2 o 3 microgag sul fatto che non ha più 20 anni per stemperare e rendere piu' simpatica la storia.

Invece la storia e' trita e piena di quelli che vorrebbero essere omaggi e invece sono tristezze di cattivo gusto come l'inquadratura del coltello volante (che spara a km di distanza) che era invece al necessita' delle disegnatrici di risparmiarsi il disegno di una vignetta e tirarla a lungo

Infatti le 2 sfigate economizzavano disegni a bomba e usavano le cell (o la cartavelina o il fotocopiatore) in maniera intensiva.
Oltre a fare immagini di coltelli volanti il prode assassino (ma ricco e con patata) e' spessissimo ripreso nella stessa identica posizione.
IDENTICA
Con le stesse proporzioni e punti di vista.
In pratica una fotocopia.
Io me ne sono accorto perche' da un cugino TANTI anni fa vidi 3 albetti e i disegni mi parevano tutti uguali (all'epoca avevo 11 anni e non capivo il problema, mi sembrava solo di vedere un pied de poule e non un fumetto).
Gli autori dovrebbero chiamarsi XeroX e Ricalco, non  Angela e Luciana.

Non ci credere?


 vi risparmio le decine di fotocopie in cui cambia solo il coltello e poco altro

 cancelli il braccio e lo disegni altrove con il risultato che lei e lui sono illuminati da luci diverse e qualcuno sta per andare al tappeto, SPLAT!.



fino a farlo sembrare che inciampa perché a forza di dover variare gli cambi una gamba, notate l'illuminazione identica a tutta la serie, gamba uguale compresa.

 Metti sotto alla tavola una lampadina e ricalchi con il turbo.
La fogna del fumetto, al confronto Lupo Alberto e' megagalattico.
Il fatto e' che manca cultura e queste tizie non sapevano disegnare molto bene, avrebbero dovuto almeno trovarsi dei collaboratori.
Ovviamente in Italia questo schifo, mancando alternative, viene mitizzato a bomba.
Qualsiasi fumettista mondiale sa perfettamente come rendere quella roba, ma XeroX e Ricalco ovviamente non sono neppure il minimo sindacale.

Ancora oggi, ci sono gli eroi che dicono che il fumetto italiano e' fighissimo.

Il fumetto italiano e' fatto di escamotage dei poveri di capacita'.

Farci un film senza migliorare il plot e il sentiment, con in piu' i grandi drammi del cinema nostrano, ha ovviamente condannato la pellicola:
voto zero+. + per il tentativo meglio di altri

La domanda pero' rimane:
Perche' il sistema italiano continua a produrre cacca?
Ho visto produzioni di tutti i paesi che cercavano di sfare sforzi per uscire dalla melma, spesso a risultati alterni, ma la granitica costanza verso il basso delle produzioni italiane lascia sconcertati.

Ho visto di recente anche una produzione polacca, POLACCA, decente (le prime 2 puntate di 1670), ritmo, inquadrature, sarcasmo... tutto corre.
Del resto i polacchi nel rappresentare il 600 sanno che era pessimo, noi italiani facciamo un 600 in cui mancano le auto, ma tutto e' come oggi.
Produzioni persino Turche, eppure l’Italia e' diabolikamente pessima.
Evidentemente il latino non e' cultura.

 







giovedì, novembre 02, 2023

streaming e pirateria

 


 Pipponazzo lungo, sappiatelo.

Non e' un segreto che esiste in economia una storiella sul prezzo e sulle vendite.

Se offri la roba ad un prezzo troppo alto, puo' piacere, ma esce dalla cifra disponibile per molti.

Inoltre esiste una seconda storiella sulla concorrenza:
se qualcuno offre a meno qualcosa di APPARENTEMENTE uguale rischi di non vendere.

Anni fa per vedere un film in casa tua, dove non esisteva il cavo (troppo rivoluzionario per la poLLitica sinistra double sense italica) dovevi uscire di casa e andare a noleggiare una videocassetta.
Il prezzo (e la fatica fa parte del "prezzo") era elevato, circa 10E equivalenti piu' l'alzata di sedere, con il dramma che se non riuscivi a restituire per tempo saliva il costo.

Con l'aumento delle videoteche, e l'arrivo di colossi con economie di scala,  il prezzo e' sceso furiosamente, ma rimaneva comunque elevato, per alcuni sarebbe stato elevato anche gratis, se ci pensate.

La TV via satellite era gia' molto meglio, sebbene in italia non sia mai partita per il tessuto sociale di compratori di appartamenti coatti e litigiosi, dove, per mettere una stupida antenna, occorre la discesa negli inferi nell'arena dell'assemblea di condominio, dove la stupidita' e' arma.

Comunque anche la TVsat ha grandi costi e bassi benefici, pensiamo solo al fatto che la programmazione e' molto piu' limitata di una videoteca.

Se ci pensiamo e' lo stesso mercato della musica che ha avuto, e ha, problemi similari.

La pirateria, dapprima fatta dalle persone con guadagno, dall'amico con le cassette poi da e-mule.
Ogni stato ha avuto sue modalita', ma grossomodo non tanto distanti da questo.
Gli inutili double deck fast speed venduti a carrettate ne sono la prova.

Si salvavano, per i programmi TV, solo parzialmente le grandi aree urbane del primo mondo dove la TV via cavo permetteva di avere un centinaio o piu' di canali e alcune produzioni di livello (HBO dice nulla?).

In questo costoso contesto, con la pirateria che si stimava avere percentuali bulgare, come era successo pochi anni prima nella musica, arriva netflix, l'internet legale.
Parliamo di un sistema FACILE ED IMMEDIATO dove con una cifra banale (5E, 60E annui) trovi una palata di contenuti.

Il successo e' chiaro ed immediato, e come collaterale ha causato una distruzione della pirateria.
Con il fatto che le emittenti nazionali (BBC in primis, ma persino la RAI, nonostante le vicissitudini tecniche da terzo mondo che ha subito il sito) hanno fornito programmazione e la pirateria e' praticamente arrivata vicina allo zero.

In pratica nelle zone raggiunte dal servizio oltre l'50% della pirateria era scomparsa in mesi e in anni spiattellata.
In pochi mesi l'offerta di un prezzo accettabile e facilita' d'uso per la massa ha fatto piu' di DECENNI di costosi avvocati, bustarelle, condanne esemplari e gattabuia a pacchi.
Del resto la cifra richiesta era congrua con il servizio e per un occidentale 60E annui e' una cifra ragionevole, il modus era semplice.

Piratare voleva dire usare un PC (che molti non hanno in casa), usare e-mule (per alcune persone complesso) eccetera.
Un offerta easy influisce non solo ABBASSANDO la pirateria, ma DILUENDOLA per aumento dei fruitori.

Giusto per avere un idea al 31/12/00 telepiu' costava 74.000lirette +decoder che fra svalutazione e cambio dell'IVA (da 9 a 22%) possiamo definite intorno ai 70E auttuali, ovvero 840E annue, ma tenuto conto degli stipendi dell'epoca...
Il tutto per vedere 3 programmi. Non era un caso che entrassero nei negozi a chiedere, come fosse la cosa piu' legale del mondo, "coso che cosa telepiù senza pagare".
Vi era una ENORME platea di affamati che voleva soluzioni meno esagerate di 840E per 3 canaletti del put.

Non andava meglio dal lato SKY nel 2003 che a fronte di 32E mensili (47 se volevate i 22 uomini sudati in mutande) millantava 54 canali, ma in realta' l'elevato numero di canali era per mantenera la rotazione.
Praticamente ogni film nuovo veniva trasmesso 3 volte al giorno alternandolo sui 9 dedicati al cinema e praticamente quello trasmesso nel pomeriggio da un canale era ritrasmesso da un altro alla sera
A questo andava aggiunto il costo del installazione e litigio condominiale e il nolo del sinto-decoder 7E.
Con svalutazione, fiscalita' e tutto possiamo definire quei 32E+7E  come 65E attuali.
780E annuali piu' un’installazione di almeno 400E
Come dire, 800E e ti becchi pure la pubblicità, in pratica come pagare almeno 1500E.
Ovviamente le masse che chiedevano "coso che cosa sky senza pagare" (si noti che alcuni negozianti malviventi offrivano il COSO ad un prezzo superiore ad un abbonamento attuale).

Capiamo subito il grande successo di WinMX,  piaccia o meno sulle prime TV LCD, o su quei sarchiaponi di CRT con 20 anni sulle spalle e 30.000h di funzionamento sulle 8000h previste, non sembrava neppure male.

L'arrivo dello streaming legale cambia i paradigmi.

Capiamoci, si passava da 800E annuali con un sacco di però e fatica a 60E "quando caxxo voglio io" e disossati dalla pubblicita' e anche se la qualita' non era il massimo, del resto non erano connessioni comprate per fare streaming, chissene.
Normale il successo (e sinceramente mi chiedo come SKY riesca a reggersi)

La pirateria, se si fossero rispettate le premesse, si avvivava a diventare un fenomeno di nicchia come l'HiFi.

Il problema  e' che questo boom faceva gola a molti.
Anziché fare una politica di aggressione al mercato, litigiosamente come fossero degli italiani, cominciano ad aggredirsi fra loro.
Che finché sono in 2-3 ci sta, quando in 50 si scontrano sulla stessa torta sovrapponendo si comincia a ridere.

La concorrenza funziona solo se il prodotto e' "uguale" ma se il marketing spinge per la "diversità" non avviene un abbassamento di prezzo.
Apple c-tofone 14 e' un banalissimo telefono come tanti altri e nel 90% dei casi usato come qualsiasi telefono da 200E.
MA e' diverso, ha la mela.
Non e' piu' uno xiaomi note 10.

Quando la concorrenza si fa dura e ci sono troppi attori troppo ricchi succedere che le risorse, mai infinite, cominciano a costare.
Da un lato i distributori cercano di abbassare i costi autoproducendo (le famose serie originali), ma alla fine alcune risorse sono comunque finite.

Da qui abbiamo netflix che per strappare risorse sale a 13E (300%, non "un pochino") di minimo, che cominciano ad essere 156E.
Poi molte serie sono su piu' gestori, o cose che vorremmo vedere scompaiono da una parte per apparire da un altra.
Ormai ci sono decine di attori dalla ridicola olivetti, che con le sue decine di miliardi di debiti (che lo stato vorrebbe pagare con le nostre tasse) a VVVID che ha un capitale di 2 pizze e una fonduta (che e' piu' di olivetti, se ci pensiamo).

Capiamo da soli che si ritorna ad un mondo costoso, per avere 3 abbonamenti oramai stiamo parlando di 300E per gli abbonamenti e 240 di connessione: una cosa era vedere male con la connessione per "internette" e altro e' avere una connessione a livello di VHS per un totale non indifferente (e lasciamo perdere i sub-abbonamenti alla amazon che sono una decina a colpi di 5E mese, spesso per roba che ha l'eta' pensionistica).

Capiamo, 5-600E non sono piu' 60E annuali.

giusto per capire, solo in Italia abbiamo 

Netflix
Prime Video
Disney+
Apple TV+
NOW
Infinity+
TIM
Crunchyroll
Discovery+
Paramount+
RaiPlay,
Pluto TV
VVVID
HBO
Rakuten
Serially

piu' quelli che non mi vengono in mente o inutili come DAZN.

Ora e' chiaro che un offerta del genere ha poco senso, sia perché poco integrata, che vuol dire che  e' scomodo avere tale frazionamento.
Infatti anche ipotizzando di mettere sul tavolo qualche 1000E per averli tutti la ricerca del "cosa vediamo stasera" e' piu' semplice e veloce  e-mule.

Capisco il prodotto molto verticale "anime&manga" di Crunchyroll, ma davvero al management di TIM-olivetti puo' venire in mente che qualcuno compri quella roba se non gli viene infilata a tradimento in un bundle avvelenato?

Capisco di piu' apple TV, del resto ha i soldi di re mida e fa cose molto costose anche solo per potenziare il proprio brand, non necessariamente guadagnare direttamente, discorso simile per amazonia, ma HBO e' fregata.

E ci sarebbe un filo da ridere sul fatto che oltre a server di prossimità netflix usa, come molti, amazon come infrastruttura...

Su questa guerra, che come tutte le guerre sono molto costose, si innesta la ridicola questione degli attori.

Il problema  è questo:
i servizi di streaming hanno bisogno di soldi per combattere una stolta guerra fra di loro.
contemporaneamente ci sono delle risorse, contese,  che salgono di prezzo.

Per qualche stolto motivo ai fruitore l'attore "amico" piace.
Non riesco a capirlo, visto che a mio giudizio i migliori attori fra 2 ruoli sono irriconoscibili, ma il pubblico vuole la sua marionetta preferita.

Cosi' da un lato agli attori "principali" stanno arrivando soldi mai visti prima nella storia dei telefilm, sia per quantita' singola che per settore, dall'altro si cerca di risparmiare declassando a comparse chi non e' "principale".
Per le stesse menate gli scrittori, che da un lato ci sono tonnellate di script impolverati nelle soffitte o addirittura gia' pagati da decenni che gia' sono delle major, dall'altro i team di scrittura non stanno certo prendendo danari che piovono in quelle quantita' monstre.

Pero', se si guarda bene, gli attori non stanno prendendo poco.
In questo momento tutti si stanno affannando a ricordare le parole "non simpatiche" che avrebbe pronuciato il  CEO di Disney e tutti i giornali giu' a rompere il piffero a dire che Robert Allen "Bob" Iger era uno stronzio ricco ed era kattivo con i poveri attori.

Mettiamo le cose in prospettiva, Iger in gestisce una ENORME societa' e ha fatto utili record, guidato una enorme campagna di acquisizioni, da star wars a schifezze come marvel che rivitalizza con una serie di film seriali spazzatura e un paio di perle.

Quanto e' il suo stipendio tanto ricco?
TRE milioni di dollari.
Se si raggiungono certi standard e obbiettivi, che nel 2019 sono stati raggiunti, 23 milioni (poi ovviamente guadagna anche con altro, non e' un piccolo travet).
Sono TAAAANTI, ma stiamo parlando di un lavoro per cui occorrono straordinarie competenze.
Io non saprei da dove iniziare.

Se prendiamo un attore di livello altissimo, del resto Bob Iger non sta gestendo la bocciofila di paese, parliamo di 100.000.000$ (es tom missile per quella medda di maverik) piu' bonus e pubblicita', diciamo 130-150milioni.
Per meno di 6 mesi di lavoro, come dire oltre 200M$.
Moltissimi attori che lavorano per Iger prendono cifre paragonabili o superiori al CEO, ma per lavorare 6 mesi.
Se mi dite che  Robert Downey Jr. con la sua recitazione di serie B (non ha neppure l'espressione con il sigaro) per 6 mesi di sbatti sia poco 75 milioni di dollari mi metto a ridere.
Stiamo parlando di un bevitore accanito, cocainomane e che non riesce neppure a presentarsi sul posto di lavoro, non certo un lavoratore indefesso.

Il problema di quando vi e' maretta e' che alcuni fanno gli aspirapolvere (il famoso il terzo gode).

Il problema degli attori sottopagati non e' che le major pagano poco gli attori, e' che gli attori che hanno potere contrattuale inxulano quelli che non lo hanno aspirando tutte le risorse possibili.

Oggi il protagonista prende tutto, anche nelle produzioni minori.
In orange is the new black, che e' una serie EVIDENTE per essere low cost il cast principale viaggia su cifre degne di un manager di alto livello, si parla di oltre 200.000E ad episodio, ma per i ricorrenti si parla di avere un secondo lavoro per pagare l'affitto.

Quando tu dai 10 milioni all'attore principale, sei fregato.
La serie big bag theory, una serie low budget, dopo le prime 2 serie ha avuto un'esplosione di ascolti ha portato dapprima ad un costo di 300K$ piu' fee, diciamo 500, ad EPISODIO per 3 personaggi principali hai gia' aspirato tutto il possibile.
Poi dalla 8va serie lo stipendio e' passato a 1 milione di dollari piu' fee.
Quando hai un interprete di una serie low budget che prende oltre 30 milioni di dollari e le 3 persone principali del cast prendono 80 milioni almeno malcontati, probabilmente 100, non e' piu' un affare "low budget" anche se e' una meddosa sitcom girata in studio con 4 location e 5 attori 5 (poi portati a 8), 3 ricorrenti e ogni tanto uno che passa.
Di fatto hai limitato o lo stipendio o la possibilita' di un cast secondario.

Per carita' io trovo simpatico Jim Parson, mi ha fatto divertire, è bravissimo, BBT e' bellissima, ma siamo sicuri sicuri che 30 milioni annui per recitare 4 battute per 8-10 mesi all'anno sia corretto?
Certo, se Jim se ne va lo show e' foxxuto, come qualsiasi show con un protagonista, ha il coltello dalla parte del manico (infatti intendevano raddoppiarne lo stipendio a 60 milioni per non dover interrompere).

Sembrano ancora tanti i soldi di Iger?

Sembra che Iger e soci debbano "tirare fuori" ancora piu' soldi?

Iger non fa lo stesso lavoro dello stagista che fa le fotocopie, neppure quello della contabile, neppure del cocainomane ubriaco, fa il CEO.
Jim fa lo stesso lavoro di qualsiasi altro attore, e ci sono attori di tutto rispetto (Tony Shalhoub?) non certo inferiori che per una serie mai si sono avvicinati a quelle cifre, neppure in serie che nascono ad alto budget.

Il problema e' che le risorse non sono infinite e il prezzo non e' aumentabile all'infinito è anelastico.
Se qualcuno prende 30 milioni per fare lo show o si aumenta drasticamente il prezzo o si sottopagano altri.
Che poi, parliamoci chiaro, per il Jim di turno 30 o 26 non cambia un ciuffolo, ma vuol dire pagare 30.000$ o 60.000$ per altre 140 persone, che con gli altri "principali" sono 250 persone della produzione che passano da "ho bisogno un secondo lavoro" a "pago l'affitto" (ricordiamoci i costi delle zone di produzione come Burbank).

Alla fine e' questo il motivo del perché hanno limato i costi dei sacrificabili: in un'economia di guerra (commerciale) dove le materie prime (noli, attori con fanboy, location...) sono diventate costose da qualche parte qualcuno deve pagare.

Ricordate la storia delle auto elettriche? Chi pensate che paghera'? Dite i soliti deboli?
Qui e' uguale.

Torniamo alla fioritura dei rovi, decine di offerte con tantissimi prodotti esclusivi (es StarWars) e cangianti.
Su amazonia quello che prima era compreso oggi e' a pagamento, svanito, o su di un'altra piattaforma.
Non parliamo di alcuni contenuti disney- (+ e' un po troppo) che si possono trovare solo nel mercato dei DVD... che molti non hanno piu' neppure in casa e hanno TV cinokoreani che funzionano male quando connessi ad un DVD.

Se uno vuol vedere quella serie X che vuole vedere, oltre a mettere sul tavolo per una singola serie "cifra precedentemente annuale di netcroks", deve alzare il Cu dalla sedia e andare a comprarlo insieme ad un lettore e vederlo male.

Cominciate a vedere un paio di problemi?

Il primo passo e' comprare il prodotto altrove, dove non esiste la Sag-Aftra.
Infatti siamo invasi da economiche serie spagnole, giusto per capire la dimensione, quella penosita' della  casa de papel nella prima serie costava 250.000E ad episodio (e si vede tutto, sinceramente non ne capisco il fascino).
250.000E ad episodio, non ad attore.
Poi sono arrivati i soldi aMMericani, ed e' un'altra storia.

In Italia facciamo puntate anche con 100.000E, del resto, al solito, siamo sottocapitalizzati. 

Importare i diritti di una serie Koreana, che nessuno ha mai visto, poi...

Capiamo perché esiste una spinta alle serie korean o spagnole.
Capiamo perché quando guardate una cosa in italiano su amazonia venite interrotti fra le puntate da 
"ci sta ò cipiggo smaggaone per costumenno" (lo splash lo spaccia per una nuova serie italiana, ma non capisco quello che dice)
Capiamo perché quando guardate una cosa in inglese su amazonia venite interrotti fra le puntate da
"me o caoanare o MARIIIIIIII, me ho a dorò" (lo splash lo spaccia per una nuova serie italiana, ma non capisco quello che dice)

mi dispiace per gli attori minori, ma vi e' il rischio che semplicemente vengano spostati gli studios in altri stati come Canada, Irlanda, Inghilterra, Australia e perdano definitivamente il lavoro... del resto basta fondare o acquisire il controllo di una casa di produzione altrove e comprare il prodotto finito. 

Sempre per le stesse ragioni e' bello avere un brand.
Adesso capite perché con la marvel-dc chi hanno fracassato la ____, era solo per fare un prodotto "sicuro".
Sicuro come l'ennesimo reboot, proseguo e menata.
Manca ancora
Batman cyborg,
Batman il reboot,
Batman che viaggia nel tempo (il salto dello squalo al quadrato),
Batman universi paralleli,
Batman inventore,
Batman tuta nuova,
Batman che non salva la città o il mondo, ma tutto l'universo,
Batman il reboot del reboot,
batman che trova una fonte di energia pulita e gratis,
Batman sulla Luna,
Batman contro Superpippo,
Batman drag queen,
Batman cartone animato,
e una serie con Bruce in vacanza che trova un fidanzato.
Come dite, molti li hanno fatti?
Ok.
Ora sostituite batman a "superscemo" qualsiasi che ha in nome nel titolo di qualsiasi prodotto DC-marvel.
Come?
Abbiamo una costante?
Il guanto di Tamarros e' l'espediente narrativo piu' ridicolo dell'universo?

Del resto se dai al cast per un film da 3h gran parte del budget per forza che devi risparmiare sugli autori e viene fuori quella porcata che mi sono messo a giocare a ruzzle mentre lo guardavo.
Per la prima parte, 360 milioni di budget, per gli attori principali hanno speso
 
Chris Hemsworth $76 million
Robert Downey $66 million
Bradley Cooper $57 million
Scarlett Johansson $56 million
Chris Evans $43 million
Paul Rudd  $41 million



Meta di questi manco sa recitare, dopo chiedetevi perche' fanno un film con 21 milioni girato prevalentemente come un telefilm low budget tutto in 2 o 3 location, al 90% in studio, con costumi renderizzati che gia' di plasticone costavano troppo e gli attori minori praticamente gratis come chi doveva scrivere la trama.


potete notare la grande recitazione.
O forse e' la controfigura?
Siamo ancora dell'idea che siano gli studios che non mettono abbastanza soldi nei prodotti o nella SQUADRA DI LAVORO ci sono degli aspirapolvere che non lasciano sul campo neppure le briciole?

 

Poi mi vendono a dire che i cartoni animati non sono film. Questi sono come toy story, spesso e' solo la voce.

Avete notato che le serie sono spesso da 8 puntate e poi non si fa un seguito anche se di successo?
Parte e' per lasciare andare solo quelle che fanno boom, parte e' per evitare le spese di 23 puntate... ma e' anche per evitare che ci sia uno strz che si fuma il 90% del budget.

i servizi di streaming e gli attori con tutte queste menate stanno facendo semplicemente una cosa:
AUMENTARE LA PIRATERIA.

Perché, certo, qualcuno avra' anche 4 abbonamenti, ma quello che va a  vedere stasera il guanto di tamarros non e' detto che nei 4 sia compreso, se lo e' magari non si ricorda in quale è, ci mette tempo per cercarlo, deve aprire 4 siti (o peggio 4 APPestanti che gli stufano il cello-TV).
Poi chi guarda il guanto di tamarros non e' detto che abbia disponibilita' economica per 4 abbonamenti.
Alla fine fa prima a far partire e-mule e vederselo domani sera con un player migliore.

Questo non e' un segreto o imprevedibile, al lancio di disney-, con il ritiro dei prodotto dalle 2 piattaforme concorrenti,  lo avevo gia' detto: con quel passo faranno ripartire la pirateria.

Sta girando una ricerca dell'Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale incaricato di gestire i marchi, i disegni e modelli dell’UE.
Un ricerca di medda, ma dice cose ben precise, molto errate per confidenza, ma che danno l'idea che se anche i burocrati se ne sono accorti...

Per esempio i dati di pirateria  o provengono dal monitoraggio del traffico EU verso i siti di contenuti illegali.
In pratica verso WWWvedigratisDOTqualcos conosciuti o al massimo verso server illegali.
Non certo un'analisi dettagliata.

Ma ci serve dare dare un'idea di massima, essendo, di base, la pirateria un mare con un livello similare per attività: non mi aspetto un aumento feroce di WWWvedigratis senza un aumento di e-mule e viceversa senza un fattore esterno di nuovo tipo.

si noti che la ricerca sostanzialmente CONFERMA le mie ipotesi ormai pluridecennali.

-La prima cosa e' che nel 2019-2020 vi e' stato il picco verso il basso della pirateria.
La cosa e' ovvia: covid, spesa famigliare obbligata al risparmio... in pratica la concorrenza della pizzeria sullo streaming non esisteva e per molti era una novità.
Ma nel periodo immediatamente precedente e seguenti sono partiti molti servizi di streaming (la partenza e' sempre con una certa inerzia).

"La distribuzione tra pirateria mobile e desktop differisce da paese a paese, sebbene desktop
rimane il più significativo. La ripartizione varia tra il 67% desktop in Ungheria e il 51% in Italia"

Del resto il desktop (qui inteso per PC) e' un mezzo comodo, poi "a chiavetta..."...

"Non è chiaro cosa abbia causato la riduzione della pirateria cinematografica nel 2020"
Numericamente magari no, ma quando praticamente una mazzata di film finiscono sulla tua piattaforma di streaming che stai pagano (o stavi per) la conseguenza mi pare ovvia.


il grafico mi pare abbastanza chiaro.
Il SW ormai sono decenni che e' basso, certo ci sono eccezioni, ma quando con Open Office puoi fare sostanzialmente le stesse cose di MS Office e uno costa zero e l'altro costa 2500E, se la gente se ne accorge il tuo prezzo magicamente diventa 250E e per quantita', studenti e giri strani puo' essere meno di 50E.
Diciamo che prima magari non sapevano dove trovare StarOffice e piratavano a tuono 2500E di MSO.

Per 40E non stai neppure a pesarci se per forza devi avere il pessimo programmino (salvo che a te come a me la enorme ribbon casuale faccia venire l'ulcera).
Non a caso la musica in Italia era raro avere un prodotto originale, le cassette prima, i CD poi,  era difficile vederne uno originale.
Del resto il prezzo era fuori di melone.
La determinante e' stata Itunes.
Le "pubblication" come pirateria rimangono alte. Vi ricordo che un libro oggi costa spesso 50E, raro andare sotto i 15.
I giornali sono cari, anche le cloache come repubblica (dovrebbero pagarci per leggere bugie e invenzioni).

"il modello ha supportato l'ipotesi che a un’offerta legale più ampia, come indicato dal numero di piattaforme VOD (ndr: Video On Demand) e di canali TV, riduce la pirateria."

MADDAI... ci arrivate oggi?
Surreale.
Esiste un prezzo e un offerta.
La cosa divertente e' che ci sono dati che indicano che un prezzo PROFONDAMENTE sbagliato uccide il mercato e i dati indicano che alcuni prezzi erano ridicolmente errati.

Il mercato digitale e' un'esplosione, nonostante non e' supereconomico, ma e' piu' economico se "mi piace un brano e devo comprar un intero LP".


si noti che dalla nascita dell'offerta online il mercato (che non e' intero su queste ricerche) ha "retto" l'intera industria che stava cadendo da anni.
Spesso non ci si ricorda che si veniva da una estrema contrazione del mercato della musica, pochi anni prima l'HiFi era presente in tutte le case, il CD player e' stato un enorme successo e poi... anche per i costi del disco, la gente ha smesso di comprare musica.
Era difficile trovare nelle case piu' di 3-4CD, nonostante impianti nuovi dotati del lettore.
Molti di questi nuovi impianti erano sprovvisti del vinile.
In pratica erano usati a mo di radio molto ingombrante... da li a poco nelle discariche.

L'elevato prezzo del contenuto ha ucciso diverse industrie, oggi con un contenuto decisamente piu' economico, spesso gratuito, il mercato, come fatturato, e' sostanzialmente lo stesso di prima dell'online, ma essendo senza i costi di distribuzione...
ha quasi il doppio del GUADAGNO di prima.

Vi e' da chiedersi se anziché arrivare a far pagare un cavolo di CD uno sfacelo si fosse settato un prezzo piu' contenuto.
Mi ricordo che una discografia CD in studio di un artista poteva costare uno stipendio.
Cosa sarebbe successo se un prezzo piu' convincente avesse allontanato meno gente?

"L'offerta legale di ciascun paese è molto rilevante nel determinare il livello di pirateria in tutti i settori."

Ma certo.
un motore della pirateria e' la mancanza di offerte compatibili con il mercato

"una percentuale più elevata di giovani tende a portare ad un aumento della pirateria"
Certo, le coorti giovani hanno piu' tempo da perdere per usare sistemi complicati e meno sghei, contemporaneamente hanno piu' tempo di fruizione (ovvero necessita' di piu' contenuti).
Se si vuole ridurre la pirateria occorre fare piani specifici.
Del resto non ho mai capito perché un CD di musicisti per adulti dovesse costare lo stesso prezzo di un CD per bambini fra i 7-12 anni come giovanotti, se uno costava 30E l'altro al massimo 3.

infine la potente chiusa

"Per tutti i tipi di contenuti, un maggiore consumo di offerte legali riduce la pirateria."

Gino,
dai,
vieni giù dal pino!


Photo da tenere sulla scrivania per l'agenzia: Jacques II de Chabannes, seigneur de La Palice.

La prima volta che parlai di queste cose, arrivando a queste conclusioni, avevo in tasca delle lire e usavo altavista.

il fatto che il mercato e' iperconnesso e queste cose sono dei desiderata.

Ovvio che la pirateria e', come tante piccole illegalita', impossibile da portare allo 0%.
Altrettanto ovvio che avvicinarsi alla cifra singola reale potrebbe voler dire di dover fare offerte non convenienti per le aziende-produttori, fallire non e' bello.
Un minimo di brodo serve.

Altro e' che un offerta frammentata e scomoda, nonché costosa, e' ovvio che faccia rialzare la pirateria.

L'unica soluzione che ha senso OGGI e' che le piattaforme si fondano o creino un "grossista" di server, del resto gia' oggi il servizio di connessione non e' esclusivo, possiamo vedere amazon anche con iliad, no?
Perche non potrei avere dei vettori che inglobino TUTTE le piattaforme?
Del resto i dischi su Itunes non sono gia' cosi'?

Questo renderebbe semplice la fruizione da un unica piattaforma, diminuendo, rispetto ad oggi, il costo umano di fruizione.

Il valore poi potrebbe essere distribuito in base al minutaggio di visione, in pratica trasformando i provider in produttori di contenuti o distributori.
Oltretutto questo produrrebbe economie di scala.

Ovviamente il prezzo non potrebbe essere la somma di tutti i sevizi, ma una cifra intorno ai 10E sarebbe lo sweet spot.
Tanto un utente non puo' certo mangiare piu' di tanto.

Idem per i soldi alle "star".
Il sindacato dovrebbe dare come limiti d'ingaggio un moltiplicatore rispetto all'attore meno pagato o settare dei limiti di qualche tipo.
Peccato che il sindacato sia pagato dalle "star" e quindi non voglia certo inimicarsi chi paga i conti indicandolo come problema.
Perché alla fine e' quello il problema, pensate ad una squadra di calcio in cui l’attaccante (che mi sembra di capire e' quello da applaudire secondo i fanboy) prende 100M$ e il portiere prende così poco da dover andare a fare il pizzaiolo in settimana.
Capite che non ha senso.
Ma in un economia non di guerra le ingiustizie sono comunque ineliminabili, ma non esiste "il terzo gode" o non gode cosi' tanto alle spalle degli attori di serie B.

Certo questo non e' semplice, passare dalla guerra alla pace non e' semplice, oltretutto quando abbiamo una guerra fra attori (ma guai a farlo notare) nella guerra globale del settore.

Ma se non si desidera la pirateria è l'unica strada da percorrere e l'unica che alzerebbe i fatturati, di certo i guadagni.

Se invece si vogliono dare le colpe a fattori esterni per la mancata crescita...
beh, e' piu' semplice.
Ma dopo non rompete il piffero sulla presunta pirateria.
Se andate avanti cosi' raddoppiera' a breve

 


mercoledì, settembre 20, 2023

one piece (live)

 

 


 Faccio due premesse:

1) non ho letto il manga.

2) l'anime non mi ha fatto impazzire.

Partiamo dalla seconda per capire la recensione.

L'anime ha una storia carina, che potrebbe benissimo essere buona, ma ha un enorme difetto: NOVECENTO PUNTATE.

Direte: Perche' e' un problema?

Perche la storia, le sfumature, reggono circa 100, forse 150 puntate, il resto e' il famoso
RIEMPITIVO MARRONE [TM]
tipico di molti anime.
Alle volte il riempitivo e' una puntata che non ha senso alcuno con disegni malfatti da uno studio diverso, tipicamente dei morti di fame (ma dovete vederlo perché contiene un subdolo indizio senza il quale non capite piu' un ciuffolo).
Altre volte sono puntate fatte assemblando scene passate cosi' da non doverle disegnare nuovamente (confezione marrone gran risparmio).
Ma il problema piu' assurdo e' quando i soldi ci sono, ma manca la trama a sufficienza.
Allora via con puntate infinite che sembrano una noiosa telefonata di 2h da film italiano per evitare di girare scene vere, nel caso di One Piece sono noiose declinazioni di pestaggi che possono durare fino a 6 puntate.
Allora, aumentando i pestaggi, porti VLC a 1,25X
dopo qualche puntata,
aumentando ulteriormente la lunghezza dei pestaggi,
porti a 1,5X,
aumentando ancora la lunghezza dei pestaggi,
arrivi a 2X,
poi a 3X,
4X,
Ed infine oltre e non capisci piu' nulla, skippi pure scene intere, se mai rimanesse ancora qualcosa da capire fra una double sberla, un mega hammer on naso e un big calcio nei denti.
Cosi' intorno alla 150-200tesima ho buttato la spugna: carino, ma inguardabile.
Probabilmente montando tagliando il 90% delle sberle (l'85% del metraggio) sarebbe pure carino; carini i personaggi il Character Design e l'idea di base.

Voto 3. 

Passiamo al live

Il Live cerca di fare qualcosa che solitamente e' difficile: i manga portati in live generalmente fanno pena.
Pero', pero' non mi sembra che sia male.
Abbiamo dei difetti, i colori li avrei fatti piu' sparati, dovrebbero essere piu' decisi e cartooneschi e trovo assurdo i protagonisti che da giovani cambiano etnia e colore della pelle. Va bene il black, ma che abbia senso.

Pero' la noia dei pestaggi, tranne per 15 lunghi secondi, non si trova.
I personaggi sono ben delineati.
Rubber e' un ixiota, come deve essere, con l'espressione che ha uno che ha spento il cervello
Zoro, tranne che sembra la pubblicita' dello skin care koreano, ci sta.
Il mozzo incapace bugiardo e' credibile
eccetera.
Secondo me, tenendo conto dei limiti di spesa, va bene.
Tutti i personaggi sono molto piu' delineati che nell'anime, la trama e' approfondita (ricordiamo il tipo di prodotto), sono di fatto "filmici", piu' tridimensionali e l'insieme e' piacevole e goliardico come deve essere.
Passa meglio che nell'anime il motivo per cui Rubber sceglie quei compagni, nell'anime viene diluito nei pestaggi, sono scene brevi, istanti, ma molto esplicative.

Ovviamente ai fanboy sono sicuro che non piacerà.
Del resto per renderlo piacevole sono state fatte aggiunte e variazioni che sono necessarie anche in virtù del differente media, del resto i film di harry potter non sono IDENTICI ai libri, per quanto nessuno sano di mente dovrebbe lamentarsi: due media diversi hanno caratteristiche diverse, il libro contiene piu' "roba" di un film, l'anime meno dei telefilm.
 Fare 8 puntate in cui  non si doveva fare solo un lungo pestaggio ha reso il prodotto diverso.
Migliore.
Non identico.
Il regista usa fare citazioni a diversi film e stili, al cinema asiatico, a quello occidentale e gioca senza fare troppo il pedante, del resto One Piece e' una pagliacciata; e' una barzelletta che inizia con:
"un tizio, incontra un altro tizio che con un terzo tizio prendono una barca e cadono in un buco: risate" (in genere Tizio e' un carbiniere-salumiere-dentista...)

Chi e' un fanboy fine a se stesso, trovando delle differenze rispetto all'oggetto dell'amore puro, ovviamente non ne sara' felice. 
Ma ovviamente a costoro l'unica rappresentazione "corretta" e' la trasposizione 1:1 dell'anime, cosa impossibile su vari piani, e il colossale motivo del fallimento di altre trasposizioni.
Del resto se aggiusti il metro per il media fallirai sul fanboy, se lo aggiusto per fare l'aderenza pago con il fatto che l'anime gioca sulla semplificazione e in live fa schifo, e' impossibile: quello che non e' descritto lo inventa lo spettatore, ma con una ripresa live si dettaglia, non si semplifica come su un disegno SOPRATTUTTO GIAPPONESE.

Io trovo One Piece la migliore live di un anime mai vista che mi ricordi e, caso al momento unica, nettamente migliore dell'anime.

La trama corre senza gli intoppi dell'anime e scivola via andando dove deve andare con fare abbastanza easy.
L'insieme funziona, le manchevolezze della CGI sono secondarie in un prodotto del genere, e non ti fanno dire "ma noooo" come certe cose marroni (DC-Marvel dicono nulla?) che oggi non capisco perché le vadano a vedere (pestaggi? davvero e' bello vedere i pestaggi?).
voto 7-, bastava poco per fare 7,5

Se con la seconda serie riescono ad alzare il tiro potrebbe essere mega, ma non ci sperate.