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giovedì, maggio 18, 2023

affitti e studenti?


 In questi giorni veniamo tempestati dall'ennesima notizia "oddio moriremo tutti!".

La notizia e' quella che alcuni studenti universitari per protestare contro il caro affitti hanno deciso, approfittando dei primi caldi, di simulare una tendopoli presso alcune uni partendo dallla carissima Milano, poi estendendosi altrove.

Ovviamente, come spesso accade quando ci sono decine di notizie piu' importanti (per esempio l'ennesimo aumento del ns debito) la cosa esplode su tutti i giornali come la vera e unica crisi italiana e da risolvere "presto che e' tardi e menomale che non dobbiamo dover parlare di gay ed immigrati".

Calenda, che quando si concentra non sembra idiota, ma ha degli obblighi istituzionali sul fatto di dover dire cose "de sinistra" o simil populista che in italia si trasformano in "regalo li sordi"

"La protesta dei giovani sugli affitti è una protesta giusta e sacrosanta..... un contributo medio di 400 euro al mese agli studenti fuori sede con ISEE sotto i 24mila euro."

Esiste un problema?
Ecco il bonus!

Poi ci si chiede come simo arrivati fin qui nella fogna del RdC.

Ovviamente la terza camera del governo tricamerale, i sindacati, essendo la piu' importante (come era la storia del "non eletto?") entrano a gamba tesa.


 Photo: ao' strunzi non vorrete parlà senz u capo segret du itagli.

"Io penso che fanno benissimo gli studenti a protestare, noi siamo al loro fianco e insieme a loro vogliamo continuare questa lotta"

Trad: se fate casino noi siamo solo felici e se mettete la ns bandiera aumentate la potenza del nostro dominio imperiale.

"...questo li mette in mano a un mercato libero senza condizioni"

Trad: Mii  u liBBero mercato liBBero! ANATEMAAAAA....
Noi vogliamo il comunismo!
Noi vogliamo Lenin, Mao e altri grandi pensatori!
Altri soldi per statalizzare gli affitti!

"Questo non garantisce il diritto allo studio e la parità economica, perché solo chi ha la possibilità studia, tanti figli di lavoratori dipendenti oggi non possono studiare perché non ci sono le condizioni"

Lapalissiano, chi non ha fondi va a lavorare a 16 anni. Per questo esistono le scuole serali (alcune sono ottime, fra l'altro) e, purtroppo, in una società reale bisogna fare i conti con il fatto che non puo' essere latte e miele per tutti.
Conosco persone che hanno fatto strazianti percorsi di vita per mandare i figli a scuola, ma questo non era certo il problema.
Vogliamo parlare del costo dei libri e il malato perverso sistema che vi e' dietro che pervade per 13 anni prima dell'uni?
13 anni son tanti soldi...

"...a Parma, dove per una stanza si pagano, in media, 380 euro. Sommato agli altri aumenti costringe tanti di noi a dover rinunciare all'alloggio. La situazione è inaccettabile: solo a Parma ci sono 16 mila case sfitte"

Questo parla a Parma dove non costa un caxxo, ma ovviamente esiste un colpevole e questo e' il ricco possidente!
Era il bandierone della sx per decenni: come non estrarlo alla bisogna?
Case sfitte, che si espropri il ricco possidente reo di possesso!

Potrei andare avanti per 10 pagine, ma tutto sembra volersi risolvere in:
Dateci li sordi
Dateci li sordi dell'europa (PNNR)
Dateci gli affitti a gratis.

ovviamente in questo discorso arrivano anche quelli che dicono:
Dateci li sordi anche a noi che non siamo studenti (e non avrebbero torto, se la legge deve esser uguale).

Del reso essendo il paese del bonus-bengodi in cui piu' del 70% delle famiglie prende una qualche forma di bonus annuale che va dai 50E renziani (che ancora esistono facendo miliardi di buco), a grossi botti come auto o casa (sono quest'ultima ha causato centinaia di miliardi di buco) tutti sono abituati da 50 anni di regali.
Ad oggi pare che i bonus siano oltre i 600 a livello di stato e scendendo al livello di regioni e comuni si parla di decine di migliaia di bonus, non riuscire a prenderne, soprattutto al sud, e' praticamente impossibile.

Come risolvere questo, che oggettivamente e' un problema?

Il problema in realta' arriva da MOLTO lontano.

-Il primo e' che le università dovrebbero migliorare.
Sappiamo tutti che le universita' in Italia, come gia' visto per le scuole in genere,  hanno livelli di competenza molto variabili.
Sappiamo che se vuoi una universita' seria devi andare a Milano, Torino... eccetera, quasi tutte locate da Roma in su, ma l'eccellenza non e' generalmente in centro.

Chiaro che fra un candidato ingegnere con il timbro dell'ateneo di Messina o del poli milanese chi assume non ha dubbio alcuno.
Altrettanto ovvio è lo spostamento di "chi può" dalle terre siciliane a quelle milanesi.

La domanda e':
Colpa degli affitti  il "non garantisce il diritto allo studio" (come dicono i fetenti di CGIL) o del fatto che molte universita' siano merda secca?

Perché devo andare in quella decina di universita' dove esiste il caro affitti quando posso, andando un una universita' del meridione, abitare in un quadrilocale con posto auto con 600E al mese?
Come dite?
Basta un bilocale con 200E?
Devo andare per forza dove un affitto costa 800E per stanza?

 

Un altro dei problemi si chiama "mezzi di trasporto".
Ora e' chiaro che se sei uno studente fuori sede perché devi per forza abitare DAVANTI all’università?
Perché quelle cifre dei giornali si riferiscono a specifiche zone milanesi
La risposta e' che gli studenti non vogliono sbattersi e vogliono avere la "vita universitaria".
Se abito in Brianza, o meglio verso Legnano, gli affitti se guardo bene sono accettabilissimi (stiamo sempre parlando dell'italia e dalla zona piu' cara dello stato), ma ci sono zone poco distanti che con 400E mese un appartamento decoroso lo trovi.
Il problema e' che in italia a forza di bonus non sono rimasti i soldi per fare i mezzi di trasporto e farsi da alcune zone di Rho al Poli il risultato e' questo

salvo che come al solito (al venerdì una volta al mese) non ci sia sciopero per il diritto al ponte lungo o "per caso" il treno non passi. Chi usa i mezzi sa che un 5% delle corse e' irregolare tanto. Con 3 i cambi (quindi il 5% diventa il 15% di problemi) non densi avere ritardi e' di fatto la norma.
Di sera dopo le 20 superano le 2h, dopo le 21.40 sono 7h. Rischiare di rimaner fregati e' facile la sera.
Ricordiamo che solo 20 anni fa le cose erano assai peggio.

Si noti anche che G dice che a piedi sono19Km evitando le strade veloci (dove un TIR sarebbe un facile destino), ovvero con un buon passo sei sulle 3 ore (in pratica i mezzi pubblici sono poco piu' veloci, una bici spesso li svernicia...), ma alla fine sono solo 16Km di distanza in linea d'aria.
Capiamo che anche che se un GGiovane vuole divertirsi e rimanere a Milano per intrecciare rapporti e amicizie deve trovare un altro modo che una casa fuori dalla mischia.
16Km sono un viaggio a Milano, non un trasporto.

In altri stati ho visto bambini, intorno alle ns media,  che andavano a scuola a 40Km di distanza trotterellando tranquillamente fra treni e metro con tempistiche decisamente piu' brevi.
Se ci fosse la possibilita' di farsi 16Km in, diciamo, 20 minuti, secondo voi il GGiovane protesterebbe ancora?
Perche gia' a 10Km ci sarebbe un crollo dei prezzi che vuol dire non dover piu' andare nella zona piu' cara di Milano e comunque avere una vita come andare a mangiare una pizza (magari non in centro dove costa uno sproposito) con gli amici.
Il problema quindi sono gli affitti o forse sono i trasporti pubblici di medda?

-Non parliamo delle tasse.
Negli anni si sono identificati 2 tipi di possidenti:

A)-I sacri piccoli possidenti, chiamati prima casa, in cui lo stato pagando una serie di bonus e oneri (fra cui le spese per i prestiti!) usando i soldi delle tasse anche di chi non poteva permettesi casa, pagava fino al 50% del costo.
Chiaro che pagare le case non e' furbo da parte dello stato.
A costoro che erano gia' stati beatificati all'acquisto, negli anni sono stati dati in varia maniera bonus a pioggia per centinaia di miliardi.
coup de théâtre recentemente si e' deciso che costoro manco dovevano pagarci sopra le tasse perché, boh, i motivi cozzano con la logica.

B)-I bast, hem, i kattivi possidenti che avendo piu' di una unita' immobiliare dovevano pagare non solo tutte le tasse che i primi non pagavano, ma che tasse sul fatturato o sul guadagno che sono ridicole tanto alte.
In pratica un appartamento di questi ha un costo doppio rispetto al primo e tasse a badilante in caso venga affittato.

Ovviamente ad essere affittato e' solo il secondo, ed e' chiaro che un immobile che subisce quella tassazione avrà costi di noleggio altissimi, perché poi, come spesso dimentica la sinistra, le tasse le paga l'utente finale, non un Kattivo riKKo generico.
Rimane chiaro perche molti proprietari ormai affittano solo via piattaforma a turisti.
Secondo voi, visto che di quei 800E 2/3 sono tasse sono tasse rispetto ai piccoli possidenti, e' colpa di chi?

-La legge Sr.
Sebbene oggi stia migliorando in caso di affittuari disonesti il padrone di casa non solo non ha garanzie di ritrovare i soldi (diciamo che deve darli per persi), ma buttar fuori il ladro e' praticamente un calvario.
Ho notizia di un vicino ladro che ha proseguito per 5 anni a rubare senza che si potesse fermare il furto.
A questa complicata lentezza si aggiungono i costi della giustizia, vincere la causa non significa che il ladro paghi l'avvocato e le procedure per far smettere il ladrocinio.
Vincere la causa vuol dire averlo preso nel rame, solo che FORSE (perché spesso non escono comunque) che smettano di rubare sperando di trovare una casa che non sia devastata. Io stesso ho visto ladri che avevano fatto piu' di 20KE di danni ad un appartamento che  valeva meno di 200K. Con i costi legali sostenuti, gli affitti non pagati, il tempo impiegato e il costo del denaro si puo' dire che il ladro si è portato via mezzo appartamento.
Un furto semi legalizzato con danneggiamento gratuito.
Ovvio che il padrone di casa deve conteggiare questo rischio d'impresa sull'affitto e metterlo nel prezzo, come il supermercato fa pagare il fetente che infila nel giubbotto il prodotto.
Quindi chi aumenta gli affitti?
Ancora una volta lo stato attraverso la giustizia pessima aumenta i costi.

-In italia inoltre sono rari i dormitori universitari.
In altri paesi si costruiscono cittadelle universitarie in cui lo studente non esce invogliandolo ad attività di cross learning, i famosi campus che fanno spesso ricerca.
Non si tratta di case, ma stanzini condivisi da 2 o 4 studenti con giusto un letto, alle volte una scrivania, refettorio e docce comuni.
In molti casi gli studentati hanno regole e orari rigidi

Perché in Italia sono rari?
Banalmente perché quando le universita' sono diventate quello che sono ora si sono dimenticati di farli essendo per "classe dirigente" che in Italia ha sempre voluto dire "amica del partito" e figlia della ricca "intellighenzia" ovvero non si doveva imparare un mestiere, ma dirigere "a nazione" e quindi fare filosofia, politica e altre facezie, cosa che perdura ancora oggi (il grosso dei laureati italiani sceglie politica). Costoro all'epoca erano ricconi, affittavano senza problemi appartamenti di pregio.
Dopo la città e' cresciuta e ha inglobato le strutture.
Forse sarebbe il caso di ripensare di spostare le universita' fuori dalle citta' creando dei parchi di studio integrati con la ricerca che, come noto, spesso necessita di spazio e togliere la ricerca a quelle che sono in centro.

Come si vede il caro affitti e' stato STRENUAMENTE desiderato dallo stato e un bonus non farebbe altro che AUMENTARE gli affitti dando maggior potere di acquisto agli studenti che si contenderebbero comunque gli stessi locali che salirebbero di prezzo vanificando il bonus, ma aumentando le tasse.
Chi lo propone o ci fa o ci e'.

Ci sarebbe anche da capire che gli stessi affitti degli studenti vengono pagati dai normali residenti che si spaccano la schiena al verziere (cit. Elio)... e sono sempre le stesse cose:

Bonus miliardari dati a caxxo (solo gli ultimi 10 anni parliamo di oltre 200 miliardi regalati ai piu' abbienti)
Mezzi pubblici di medda (e mi dicono amici e conoscenti di altre origini sono i migliori d'italia, groan)
Giustizia pigra e ingiusta.

Una cosa incancrenita in decenni di malagestione.
Come al solito, come i post sulla sQuola, o si riparte da zero o non si sistema certo. Non si possono fare quelle 6 nuove linee di metro a milano (e nelle altre citta') che mancano senza cambiare le carte in tavola con gente che parla ancora di BONUS.

Non e' un caso che le immobiliari, quelle che hanno interi palazzi e caseggiati che affittano, in Italia praticamente non esistono.
Del resto investire in un mercato in cui sei il bast, hem, lo sfruttatore, massacrato dallo stato, senza pietà e garanzie, con possibilita' di essere bulleggiati dal primo scarafaggio ladro che passa di li non e' business, è follia.

Risultato?
Le zone "urbane" sono pochissime e quindi come tutte le cose richieste, ma rare, costano.
Alcuni preferiscono avere una casa sfitta che non rende che una casa in pericolo
In pochi vogliono affittare, di fatto un mercato senza concorrenza
Non ci sono economie di scala, e diminuzione del rischio d'impresa, dati da proprietari che hanno un ampio business.
Non ci sono SpA che usano il capitale d'impresa per fare investimenti a lungo termine
Il grosso lo pappa lo stato con tasse folli.

In soldoni un affitto costa caro, molto caro.

Che siate studenti stolti o meno.

Tutto questo grazie allo stato: ringraziate. 


giovedì, febbraio 09, 2023

Sr al governo


Vi racconto una bella storiella sul luogo dove a gennaio succedono cose come 190 licenziamenti in un comune di 38000ab che ha un tasso di disoccupazione di oltre il 17% contro una media nazionale del 9% ed è il 135esimo (i comuni sono quasi 8000) in Italia per numero di percettori di reddito di cittadinanza.

 Leroy Merlin, come sapete non il mio store preferito di bulloni, ma pur sempre una realta' importante,  decide di aprire a Marcianise all’interno dell’Interporto, una zona brutta di depositi industriali. 

Leroy  acquista un immobile costruito (con autorizzazione del comune di Marcianise) dalla società Antichi Splendori e lo modifica per l'uso nel 2018.

Solo dopo un anno da questa vicenda, al completamento quasi dei lavori, lo stato, nella persona della Procura di Santa Maria Capua Vetere, si alza una mattina e blocca tutto per “irregolarità dell'iter” autorizzativo accadute in precedenza alla vendita a Leroy.
Ma, in un territorio martoriato dall’illegalità come la terra dei fuochi, spaccio, nero e costruzioni illegali a nastro solo ora, dopo anni, si svegliano per quel singolo edificio e questo viene sottoposto a sequestro preventivo.

Trad: non e' praticamente piu' vostro.
LM dopo aver speso 20M si ritrova una supposta nel rame.

Sembra tanto una questione che ho visto fare un paio di volte in quelle terre chiamate meridione:
Arriva il Tizio da fuori non desiderato, gli si fa spendere soldi e gli si fa lo sgambetto dopo che si e' indebitato.
A quel punto Tizio e' foxxuto perché le banche se lo mangiano.
I concorrenti "amici" protetti dal sistema ridono e sghignazzano del Tizio finito nella cacca.

Piccola differenza, LM che ha speso quasi 20 milioni non e' l'imprenditore nostrano, magari un coxlione del noDD, ma un Tizio con un fatturato di  20 miliardi con 100.000 dipendenti. 

Il problema e' che nel frattempo il comune e' commissariato (tutto normale, no?).

Per risolvere il problema l’azienda presenta al commissario l’istanza per la riedizione del permesso di costruire, anche di minore dimensione, basta che si faccia, che eviterebbe i casini maggiori, ma non ottiene risposta.
Chi se ne frega e che ce importa della LM, qui abbiamo altri problemi!

Torna ad esserci un sindaco e ovviamente LM con l’insediamento del nuovo sindaco chiede nuovamente di avere  una risposta da parte del Comune, che ovviamente se ne sbatte altamente (qui devo lavorare, devo favorire lo spaccio!).

LM decide di fare ricorso al TAR,  del resto non e' un problema di LM, e comunque il comune DEVE dare delle risposte veloci, sicure e certe, altrimenti e' inutile che ci sia.
 Il Tar della Campania accoglie il ricorso, del resto sono passati anni ed e' necessario arrivare ad una, riconoscendo il diritto di una licenza urbanistica e commerciale.

Nel comune  la sentenza del TAR non frega a nessuno, noi simo padroni delle cose nostre: la licenza non viene prodotta e LM viene snobbata.

LM torna dal TAR con un secondo procedimento (non mancano i soldi per gli avvocati ad un colosso) per obbligare il comune a prendere le proprie responsabilità.
Il Tar accoglie il ricorso e ordina al Comune di produrre questa licenza, entro 30 giorni!
Il comune sceglie un commissario per produrre la licenza.
Il commissario nominato (quindi stipendiato per)  ritiene di non avere le necessarie competenze per fare quello che ha accettato di fare, che fa di lavoro, e non fa nulla.

LM chiede al tar cosa deve fare per ottenere il risultato della sentenza.
il TAR individua in un docente del dipartimento di ingegneria dell’Università di Napoli la figura in grado di rilasciare l’autorizzazione.
L’Ateneo, perché non ci si espone in prima persona, comunica l’indisponibilità del docente in quanto, pur insegnando a studenti come fare queste cose a Napoli, ritiene di non avere le competenze tecnico-scientifiche per fare quelle cose.
Ricordate i post sulla scuola italiana?
Evidentemente insegna in tardo latino e l'italiano non gli e' congeniale.

Ad ottobre il comune smette di esistere (scappano in massa gli assessori) e arriva un commissario che ovviamente non fara' il commissario (son mica tutti come Tronca).

Mentre la commedia dell'assurdo sta assumendo toni sempre piu' paradossali si scopre che il comune non ha ancora saldato la parcella del proprio avvocato proprio per la questione Interporto (che immagino non coinvolgerà solo LM visto che il comune i questione ha lunghi contenziosi con tanti nell'interporto, per esempio sulle tasse) e i giornali locali titolano cose come
"Il Comune di Marcianise rischia seriamente di dover pagare 3,5 milioni di euro all'avvocato Antonio Lamberti"
Certo che uno deve pagare le parcelle pattuite... o no?
Del resto se tiri a lungo la roba gli avvocati godono.

LM, intanto, sta ventilando di chiedere al comune un rimborso di 100 milioni.
Del resto l'immobilizzo per 6 anni di 20 milioni, l'occupazione di mercato e il mancato business non sono neppure una cifra tanto strana.
Un giudice serio farebbe pagare al comune 10 milioni e un milione ogni mese di ritardo della licenza.
In caso di mancato pagamento entro 2 mesi pignoramento automatico dei beni comunali.

In genere  un centro commerciale non porta a maggiore occupazione in un territorio servito, anzi.
Ma in un territorio in cui ci sono indicatori di "lavoro in nero" e' diverso.
Sugli aggregatori di notizie nelle settimane per recuperare la cronologia delle prime 10 notizie che leggete del comune sono
spaccio,
droga e
incendi dolosi,  
Le altre tre poLLitica.
un coso del genere, come LM, può solo riportare normalità e tasse (anche al comune).

In questo contesto il Ministero delle Imprese e del Made in Italy PREMIA il comune con oltre 15 milioni di euro di incentivi, per rilanciare l’area di crisi industriale specifica Comunale (38.000ab, ricordo), oltre alle solite menate per il meridione.
Poi non dite che uno del nord non deve incazzarsi.

Ancora un triste final per una storia di... meeeerrdaaa.

Italia, il paese della medda.




venerdì, agosto 27, 2021

alitaGlia...

 


La storia di alitalia assomiglia alla storia di molte aziende di stato italiane, un ammasso di feci in decomposizione che succhia risorse statali e non produce vantaggi.

Lo abbiamo visto con alfa e tante altre, ma alitalia e' un'operetta che negli anni, nonostante 30 anni di robuste iniezioni miliardarie ha prodotto questi risultati

Ci sarebbe anche da dire che con questi soldi si parlerebbe di concorrenza sleale, ma alla fine gli sprechi sono stati talmente elevati che non e' riuscita neppure a fare concorrenza sleale.
fra cifre certificate fino al 2014 (13 miliardi che attualizzati saranno 25), prestiti e menate che non verranno restituiti (8 miliardi) e varie facilitazioni che valgono sul mercato valgono almeno altri 10. In piu, visto 43 miliardi non bastavano, tutte le facilitazioni ai dipendenti, alcuni in cassa da un decennio.
In pratica non siamo lontani dai 50 miliardi, forse era il caso di comprare i biglietti in massa da altre compagnie e regalarli, ci sarebbe costato meno.

In tutte queste peripezie e fallimenti multipli e carpiati i sindacati hanno messo il becco peggiorando le cose e mantenendo sistemi tipici del settore di 20 o 30 anni prima quando una Hostes era una pinup che serviva caviale e non una barista che vende panini da 2E a 5E.

del resto non e' chiaro a cosa servano oggi i sindacati.

Adesso alitalia e' finalmente morta.

Per motivi non condivisibili si apre una azienda nuova, ita, che e' pronta ad assumere ma.... ancora prima di fare il primo volo i sindacati scioperano.

"la decisione è stata presa al termine di un tavolo di confronto con i vertici della compagnia aerea. Filt Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Uglta chiedono anche il coinvolgimento di Palazzo Chigi in una trattativa definita molto difficile ed in salita"

Come dire, usando le parole dei sindacati, ITA e' nata in maniera difficile e grazie ai sindacati in ambiente difficile


 

lunedì, aprile 05, 2021

figli

 

Mentre infuriava il coviddo nei primi del 2020, cosa che ha occupato con notizie e contro-notizie e i virologi da "ho studiato su YT cosa vuoi che ne sappia un virologo ricercatore" tutti i media, nessuno ha notato una notiziola che e' passata decisamente in secondo piano: le nascite italiane hanno un novo picco negativo e, con il rapporto successivo, grazie ai morti del covid, nel rapporto nati-deceduti siamo al livello record precedente del 1919.
Manco fossimo in guerra.

Se togliessimo i nati degli extra ci sarebbe da ridere.

 Spesso mi imbatto a disquisire con certa gente vecchia dentro, oggi, come avete intuito, non vi parlo del latino :-)

La domanda e' perche', e la cosa diventente e' che tutti hanno piu' o meno la stessa idea da vecchi (io saltavo i fossi per il lungo mentre declamavo il latinico duce e voi siete delle mozzarelle).

La leggenda spesso ribadita parla della eroica propensione al sacrificio dei nostri padri, mancante in noi, che sarebbe il motivo per il quale oggi non si fanno piu' figli:

Una volta erano fighi ed eroi che soffrivano per i loro figli, oggi col caxxo che sopportano la fatica dei figli perche nessuno si sacrifica.

e' un'immensa
enorme
colossale
gigantesca
castroneria di prima grandezza.

Partiamo dall'attuale.

Prendiamo la vita media dell'italiano:

Se guadagni abbastanza bene, non sei preoccupato dal riuscire a mantenere bene un figlio, vuol dire che hai studiato molto, poi sei riuscito dopo molta gavetta sbattendoti a nastro ad avere 2 palanche misere.

Salvo fortuna, l'iter e' questo.

Vuol dire che non sei piu' tanto giovane, hai almeno 32-35 anni, inoltre, per via dell'enorme pressione fiscale, i tuoi 2500E sono lo stipendio che all'estero sarebbero 4000E.
(Voglio ricordare che per Biden un povero e' quello che prende meno di 110K$ annui.)

Non stai certo navigando nell'oro ma sei provato.
Soprattutto se hai contratto la malattia nazionale disfunzionale del mutuo (ricordiamo che siamo l'unico paese al mondo in cui abbiamo cosi' tanti proprietari di casa?).
Vuol dire, in soldoni, che hai un foxxuto cumulo di responsabilità e, se la tua morosa e' sulla stessa barca, non e' che muori dalla voglia di disintegrare tutto cio' che ci hai messo anni a costruire immediatamente.
Solo a prendere un po di fiato vuol dire che passano anni e peggiori le cose.

Inoltre non hai fatto assicurazioni, ti hanno detto che avevi la sanità gratis (buahahah) e se ti arriva un malanno sai che devi picchiare sul tavolo tanti, tantissimi, soldi. Se poi hai gia' avuto qualche malanno sei alla frutta.

In tutto il mondo "occidentale" la fascia medioalta e' in condizioni simili, per quanto meno estreme (e infatti fanno piu' figli degli italici) e in alcuni stati sono pesino a rialzare la curva.

Solo che in italia la fascia media sono persone che vengono disintegrate, in pratica quasi poveri.

Se sei un operaio e sei sotto la media, quella parte che prima si sfondava di bimbi, hai difficolta' logistiche.

Ormai il nido e l'asilo comunale e' territorio dell'extra che ufficialmente, stando alla carta, si trova in Africa (grazie Bindi).

Devi pagare. Tanto.

Non sembra ma per chi prende 1300E netti pagare una retta dell'asilo di 800E non e' il massimo. Anche se sei riuscito ad imbucarti in quello comunale, lavorando entrambi per sbarcare il lunario, un 200-400E devi cacciali, non essendo un extra che guadagna zero sei ultimo in classifica e non hai diritto a premi o fischietti. L'ultima analisi sulla Lombardia parlava da un minimo di 268 a 814 a seconda della comune con una media sulla regione intera di 480, ovviamente con la fascia bassa, comunale, completamente occupata dagli extra.

Ma non basta: molti asili fanno orario di 5 ore.

Immagino il genitore che debba chiedere il part-time per far coincidere i bisogni dell'asilo con il lavoro.

I 1300E divengono un ricordo.

In pratica, apparentemente, ad uno dei genitori conviene smettere di lavorare, il bilancio famigliare e' meno massacrato. Questo spiega la ridicola partecipazione delle donne al lavoro rispetto alla media EU

Tutto cio' se l'asilo esiste, ci sono una parte consistente di comuni senza asili, sia privati che pubblici.

Aggiungi che per una strana storia lo stato spinge a comprar casa regalando danari e la frittata e' fatta: altri soldi che i possibili genitori buttano.

Hai il mutuo che ti obbliga a correre in avanti, il comune ti dice che sei un ricco possidente con 2 stipendi da 1200E netti (2400 lordi) e il povero extra prende il tuo posto all'asilo e anche se molli uno dei lavori, mettendo sul tavolo un rischio in tempi di magra dove la ripresa non si e' vista (grazie stato!), comunque la situazione diventa complessa fra mutopirla rateauto, bollette eccetera.
Piu', ovviamente, ai costi dell'infante (pannolini, cibo, eccetera) che non e' certo gratis, ma nell'ottica non certo il problema maggiore

In pratica fai figli solo se hai la “fortuna” di avere rare strutture economiche a portata di mano o parenti che si impegnino oltre la norma e magari (visto le coorti di ricchezza) paghino parte di quello che e' un problema, una malattia, chiamata figlio.

Ho avuto una dipendente che, pensandoci prima, ha scoperto che l'unico asilo “accessibile” era a 1 ora di viaggio essendo materialmente opposto al posto di lavoro (in pratica allungava a 1h il tragitto, 2h al di'). Eggia', il traffico lombardo da 10Kmph e zero mezzi pubblici efficaci (grazie stato).

Secondo voi e' normale pensare all'asilo in maniera cosi' estrema prima di concepire?

Concretizziamo che stiamo parlando di PAURA?

Capiamo che ridurre il proprio stipendio, passare la parte di “lavoro” in auto (con le spese derivate) con spese costanti della casa importanti, non e' FARE SACRIFICI.

Si chiama “rischiare forte” o “fare la fame”. O sei un eroe o sei un incosciente.

E stiamo parlando solo dell'asilo.
Una singola voce, giusto la prima presa per esemplificare.
Tralasciamo il resto dei costi di un figlio, andremmo sul ridicolo.

Infatti ci sono stati che hanno rialzato la fertilita' attuando appoggi alle famiglia (appoggi, non regalando soldi alla maniera del sud o come volevano fare un paio di anni fa) importanti.
In ItaGlia sarebbe piu' difficile perché la cosa si e' incancrenita.

Vediamo invece i nostri eroi che secondo la vulgata di vetero latinisti del verbo duceo,  nel passato perche' avevano un figlio, 2,3,4 e pure 5.

Fino agli anni 60 avere un figlio voleva dire avere un aiuto nei campi.

A 6 anni cominciavano a fare le faccende e a 10 erano in pista con i lavori leggeri. A 14 anni erano ormai un menbro pienamente produttivo della famiglia che nel frattempo era in crescita.
Non e' un caso che l'analfabetismo imperava e fino a pochi anni prima le 5 elementari non erano certo un traguardo per tutti.
L'eroica propensione al sacrificio che narrano era, di fatto, un aumento del reddito famigliare e della capacita' lavorativa famigliare.
Non quindi sacrificio, ma investimento a medio termine.

Proletari in quanto la ricchezza era rappresentata dalla prole. In particolare maschile (il famoso figlio maschio tanto anelato dalle popolazioni arretrate). Non a caso Marx invento la parola prima che si capisse cosa fosse la prima rivoluzione industriale, ovvero e' assolutamente idoneo alla situazione rurale che ho descritto.

Mia nonna lavorava in fabbrica gia' da giovinetta, 12 anni mi pare di aver capito, molte dell'eta' di mia madre non hanno visto le medie.
Eroico sacrificio avere figli, certo.
Io lo chiamerei investimento per avere un bracciante gratis.

Negli anni 60-70 l'Italia sperimenta un boom economico, milioni di persone arrivano ad avere una qualita' di vita mai vista prima, una quantità di danari che e', per alcuni, persino difficile spendere.

Infatti spendono, prima la casa, non piu' i ricchi possiedono la casa, poi l'auto ed infine il televisore.
Un boom di consumismo sfrenato che preoccupava i ben pensanti dell'epoca.

Un benessere mai visto prima in italia.
Si sperimenta la certezza del censo, nessuno e' lasciato indietro e tutti i mesi, cadesse il cielo, arrivava la busta ricca.
Altro che la vita di campagna!

Spiegatemi l'eroica propensione al sacrificio di chi sta sperimentando una ricchezza ma vista prima da generazioni con una certezza del reddito granitica ed in ascesa.

Aggiungiamo per chi era appena arrivato dai campi, l'inerzia a fare prole, perche' i modi di fare, la cultura, non cambiano cosi' in fretta, il figlio (masculo) e' ancora ambito in quantità.

Aggiungiamo l'ignoranza incredibile di molti sui contraccettivi che era evidente.

Risultato?

Un boom di nascite, non a caso e' la generazione baby boomer.

Dove sta il sacrificio?

Tutto migliorava, tutto diventava piu' ricco eccetera.

Durante il baby boom la ricchezza relativa era si minore di quella attuale, ma erano minori le spese famigliari.

Negli anni 60 l'unica spesa famigliare era la casa (che comunque era meno costosa), anche al nord le auto (quelle invece erano piu' costose) erano una cosa abbastanza rara per un operaio che, rammento, con un singolo stipendio, sosteneva tutta la famiglia.
Questo riduceva di molto i costi famigliari.

Si lavorava vicino a casa, non a caso interi quartieri sono nati vicino a fermate dei mezzi o interi, enormi, comuni attorno ad una singola fabbrica (breda, marelli...) dove il lavoratore andava a piedi o poco piu'.

Oggi ci sono spese obbligatorie, se dovessi andare al mio ufficio da dove abitavo prima con i mezzi e/o a piedi ci avrei messo 3 ore e altre 4 a tornare nel migliore dei casi.
In auto 40 minuti nel feroce traffico lombardo.

Per 2 persone vuol dire 2 auto, solo bollo e assicurazione sono almeno un millino x2. Non parliamo poi dei costi di sostituzione del veicolo, soprattutto se parliamo di gasolio (per quelli che pensano di risparmiare con la salute come soldo) che ormai ha un tasso di sostituzione di 5 anni.

Sono decine di migliaia di euri obbligatori per molti.

Oggi se non hai una connessione dati sei tagliato fuori.

Idem per molte altre cose.

In piu' i servizi, che al nord rimanevano ancora, oggi sono scomparsi. PAGHI.

Prima il costo era “LA bolletta”, anche se in realta' erano 2, che divenne con il telefono, spesso in duplex, “le bollette” oggi ci sono, per un nucleo famigliare con 2 figli, almeno 8 bollette.

Il mondo e' cambiato, non si va in fabbrica a 10 minuti a piedi dal quartiere operaio costruito apposta, ci sono milioni di persone che passano ore in auto per raggiungere il posto di lavoro e persino Milano e Torino non sono certo attrezzate per il flusso di pendolari, nonostante il crollo del lavoro.

Gia' il crollo del lavoro.

Nei famosi anni dei “tanti figli” il futuro operaio era una certezza: potevi persino pisciare sui TV sulla linea di montaggio condannando l'azienda e l'intero settore, tanto il lavoro lo trovavi ed era abbastanza da sostenere la moglie e la famiglia.

Oggi trovare lavoro, devastato dalla pipi', e' una chimera e DEVI essere in 2 per chiudere il bilancio famigliare.

Giusto per avere un idea, usando i parametri DE in percentuale, in italia mancano 10 milioni di occupati e se teniamo conto che ci sono luoghi come la Calabria in cui il 70% del lavoro e' a qualche titolo statale... diciamo che mancano almeno 15/20 milioni di posti di lavoro.
Cominciamo a vedere il problema?

Fare un figlio in tali condizioni di precarieta' non vuol dire “fare sacrifici”, ma “essere idioti”.

Perdere OGGI il lavoro con un figlio a carico e' ben diverso che perdere il lavoro e stop.

Non e' una questione di rinunce, salvo che con rinuncia intendi “darlo in adozione” o andare a vivere in un cascinale il luoghi sperduti facendo la vita degli amish. Non puoi vivere a Milano o Torino.

Certamente molti avrebbero paracadute pagato da altri lavoratori (che vedono cosi' ridursi la capacita' di spesa), ma avvicinarsi cosi' tanto all'astina non e' per cuori deboli.

Ed infine, certo, uno che si e' dannato per 2200E raggiunti ad oltre 35 anni, al limite della fecondita' e con alte probabilita' di un figlio down, se non ha la sfortuna di essere gia' in pausa, non e' che proprio muoia dalla voglia di perdere la posizione e ricominciare da capo.

In passato si raggiungeva la stabilita' economica prima dei 25.
Uno stop lo accettavi perché recuperabile prima dei 30.
Sono situazioni diverse, per la 23enne e' sacrificio, per la 35 enne e' massacrarsi la vita.

Non a caso in EU (dati 2014) l'eta' in cui una donna ha un figlio e' 30 anni.
In italia 32, cominciate a vedere il problema?,
nel 1980 era 27,
prima ancora 25.

tasso di natalita' italico 2017 1.2 (ricordo che a 2.2 circa vi e' crescita 0) nel 1960 2.7.

Si noti che vengono conteggiati anche i figli degli extra regolari che hanno tassi NETTAMENTE diversi, come 3 figli, e sfornano sotto i 23 (dati di un piccolo comune lombardo in cui le elementari sono ormai black ediSCion).

Se ci atteniamo agli italiani figli di italiani probabilmente i dati sarebbero assai diversi.
Io non conosco neomamme sotto i 36, non so voi. Inoltre gli extra con il loro tasso di crescita saranno di fatto l'italia entro 30 anni e trovare un italiano minorenne con i nonni lombardi sara' come oggi trovare un giapponese a Bernareggio.

Ricordiamoci pure che le coorti anagrafiche piu' ricche in italia sono i pensionati, sempre lo stato che non ha favorito il lavoro e conservato i privilegi, fa capire molto di tante cose visto che non producono.

Ricapitolando:

Per chi ha una visione chiara del futuro e/o un reddito abbastanza elevato fare un figlio e' un problema (lo e' sempre!), ma non ti distrugge la vita.

Per chi e' gia' tiratissimo e/o il suo futuro e' molto incerto sono caxxi

una cosa e' del sacrificio

Un'altra e' rischiare tutto, figlio compreso.

OGGI fare un figlio e' un vero sacrificio, ieri non lo era.


Non a caso nell'occidente dove non ci sono crolli cosi' evidenti, e' chiaro che cosa porta a fare figli:

Piu' occupazione, in particolare femminile, 

meno tasse,

grande supporto dallo stato (non soldi, ma opere funzionali).

servizi funzionanti.