giovedì, maggio 18, 2023

affitti e studenti?


 In questi giorni veniamo tempestati dall'ennesima notizia "oddio moriremo tutti!".

La notizia e' quella che alcuni studenti universitari per protestare contro il caro affitti hanno deciso, approfittando dei primi caldi, di simulare una tendopoli presso alcune uni partendo dallla carissima Milano, poi estendendosi altrove.

Ovviamente, come spesso accade quando ci sono decine di notizie piu' importanti (per esempio l'ennesimo aumento del ns debito) la cosa esplode su tutti i giornali come la vera e unica crisi italiana e da risolvere "presto che e' tardi e menomale che non dobbiamo dover parlare di gay ed immigrati".

Calenda, che quando si concentra non sembra idiota, ma ha degli obblighi istituzionali sul fatto di dover dire cose "de sinistra" o simil populista che in italia si trasformano in "regalo li sordi"

"La protesta dei giovani sugli affitti è una protesta giusta e sacrosanta..... un contributo medio di 400 euro al mese agli studenti fuori sede con ISEE sotto i 24mila euro."

Esiste un problema?
Ecco il bonus!

Poi ci si chiede come simo arrivati fin qui nella fogna del RdC.

Ovviamente la terza camera del governo tricamerale, i sindacati, essendo la piu' importante (come era la storia del "non eletto?") entrano a gamba tesa.


 Photo: ao' strunzi non vorrete parlà senz u capo segret du itagli.

"Io penso che fanno benissimo gli studenti a protestare, noi siamo al loro fianco e insieme a loro vogliamo continuare questa lotta"

Trad: se fate casino noi siamo solo felici e se mettete la ns bandiera aumentate la potenza del nostro dominio imperiale.

"...questo li mette in mano a un mercato libero senza condizioni"

Trad: Mii  u liBBero mercato liBBero! ANATEMAAAAA....
Noi vogliamo il comunismo!
Noi vogliamo Lenin, Mao e altri grandi pensatori!
Altri soldi per statalizzare gli affitti!

"Questo non garantisce il diritto allo studio e la parità economica, perché solo chi ha la possibilità studia, tanti figli di lavoratori dipendenti oggi non possono studiare perché non ci sono le condizioni"

Lapalissiano, chi non ha fondi va a lavorare a 16 anni. Per questo esistono le scuole serali (alcune sono ottime, fra l'altro) e, purtroppo, in una società reale bisogna fare i conti con il fatto che non puo' essere latte e miele per tutti.
Conosco persone che hanno fatto strazianti percorsi di vita per mandare i figli a scuola, ma questo non era certo il problema.
Vogliamo parlare del costo dei libri e il malato perverso sistema che vi e' dietro che pervade per 13 anni prima dell'uni?
13 anni son tanti soldi...

"...a Parma, dove per una stanza si pagano, in media, 380 euro. Sommato agli altri aumenti costringe tanti di noi a dover rinunciare all'alloggio. La situazione è inaccettabile: solo a Parma ci sono 16 mila case sfitte"

Questo parla a Parma dove non costa un caxxo, ma ovviamente esiste un colpevole e questo e' il ricco possidente!
Era il bandierone della sx per decenni: come non estrarlo alla bisogna?
Case sfitte, che si espropri il ricco possidente reo di possesso!

Potrei andare avanti per 10 pagine, ma tutto sembra volersi risolvere in:
Dateci li sordi
Dateci li sordi dell'europa (PNNR)
Dateci gli affitti a gratis.

ovviamente in questo discorso arrivano anche quelli che dicono:
Dateci li sordi anche a noi che non siamo studenti (e non avrebbero torto, se la legge deve esser uguale).

Del reso essendo il paese del bonus-bengodi in cui piu' del 70% delle famiglie prende una qualche forma di bonus annuale che va dai 50E renziani (che ancora esistono facendo miliardi di buco), a grossi botti come auto o casa (sono quest'ultima ha causato centinaia di miliardi di buco) tutti sono abituati da 50 anni di regali.
Ad oggi pare che i bonus siano oltre i 600 a livello di stato e scendendo al livello di regioni e comuni si parla di decine di migliaia di bonus, non riuscire a prenderne, soprattutto al sud, e' praticamente impossibile.

Come risolvere questo, che oggettivamente e' un problema?

Il problema in realta' arriva da MOLTO lontano.

-Il primo e' che le università dovrebbero migliorare.
Sappiamo tutti che le universita' in Italia, come gia' visto per le scuole in genere,  hanno livelli di competenza molto variabili.
Sappiamo che se vuoi una universita' seria devi andare a Milano, Torino... eccetera, quasi tutte locate da Roma in su, ma l'eccellenza non e' generalmente in centro.

Chiaro che fra un candidato ingegnere con il timbro dell'ateneo di Messina o del poli milanese chi assume non ha dubbio alcuno.
Altrettanto ovvio è lo spostamento di "chi può" dalle terre siciliane a quelle milanesi.

La domanda e':
Colpa degli affitti  il "non garantisce il diritto allo studio" (come dicono i fetenti di CGIL) o del fatto che molte universita' siano merda secca?

Perché devo andare in quella decina di universita' dove esiste il caro affitti quando posso, andando un una universita' del meridione, abitare in un quadrilocale con posto auto con 600E al mese?
Come dite?
Basta un bilocale con 200E?
Devo andare per forza dove un affitto costa 800E per stanza?

 

Un altro dei problemi si chiama "mezzi di trasporto".
Ora e' chiaro che se sei uno studente fuori sede perché devi per forza abitare DAVANTI all’università?
Perché quelle cifre dei giornali si riferiscono a specifiche zone milanesi
La risposta e' che gli studenti non vogliono sbattersi e vogliono avere la "vita universitaria".
Se abito in Brianza, o meglio verso Legnano, gli affitti se guardo bene sono accettabilissimi (stiamo sempre parlando dell'italia e dalla zona piu' cara dello stato), ma ci sono zone poco distanti che con 400E mese un appartamento decoroso lo trovi.
Il problema e' che in italia a forza di bonus non sono rimasti i soldi per fare i mezzi di trasporto e farsi da alcune zone di Rho al Poli il risultato e' questo

salvo che come al solito (al venerdì una volta al mese) non ci sia sciopero per il diritto al ponte lungo o "per caso" il treno non passi. Chi usa i mezzi sa che un 5% delle corse e' irregolare tanto. Con 3 i cambi (quindi il 5% diventa il 15% di problemi) non densi avere ritardi e' di fatto la norma.
Di sera dopo le 20 superano le 2h, dopo le 21.40 sono 7h. Rischiare di rimaner fregati e' facile la sera.
Ricordiamo che solo 20 anni fa le cose erano assai peggio.

Si noti anche che G dice che a piedi sono19Km evitando le strade veloci (dove un TIR sarebbe un facile destino), ovvero con un buon passo sei sulle 3 ore (in pratica i mezzi pubblici sono poco piu' veloci, una bici spesso li svernicia...), ma alla fine sono solo 16Km di distanza in linea d'aria.
Capiamo che anche che se un GGiovane vuole divertirsi e rimanere a Milano per intrecciare rapporti e amicizie deve trovare un altro modo che una casa fuori dalla mischia.
16Km sono un viaggio a Milano, non un trasporto.

In altri stati ho visto bambini, intorno alle ns media,  che andavano a scuola a 40Km di distanza trotterellando tranquillamente fra treni e metro con tempistiche decisamente piu' brevi.
Se ci fosse la possibilita' di farsi 16Km in, diciamo, 20 minuti, secondo voi il GGiovane protesterebbe ancora?
Perche gia' a 10Km ci sarebbe un crollo dei prezzi che vuol dire non dover piu' andare nella zona piu' cara di Milano e comunque avere una vita come andare a mangiare una pizza (magari non in centro dove costa uno sproposito) con gli amici.
Il problema quindi sono gli affitti o forse sono i trasporti pubblici di medda?

-Non parliamo delle tasse.
Negli anni si sono identificati 2 tipi di possidenti:

A)-I sacri piccoli possidenti, chiamati prima casa, in cui lo stato pagando una serie di bonus e oneri (fra cui le spese per i prestiti!) usando i soldi delle tasse anche di chi non poteva permettesi casa, pagava fino al 50% del costo.
Chiaro che pagare le case non e' furbo da parte dello stato.
A costoro che erano gia' stati beatificati all'acquisto, negli anni sono stati dati in varia maniera bonus a pioggia per centinaia di miliardi.
coup de théâtre recentemente si e' deciso che costoro manco dovevano pagarci sopra le tasse perché, boh, i motivi cozzano con la logica.

B)-I bast, hem, i kattivi possidenti che avendo piu' di una unita' immobiliare dovevano pagare non solo tutte le tasse che i primi non pagavano, ma che tasse sul fatturato o sul guadagno che sono ridicole tanto alte.
In pratica un appartamento di questi ha un costo doppio rispetto al primo e tasse a badilante in caso venga affittato.

Ovviamente ad essere affittato e' solo il secondo, ed e' chiaro che un immobile che subisce quella tassazione avrà costi di noleggio altissimi, perché poi, come spesso dimentica la sinistra, le tasse le paga l'utente finale, non un Kattivo riKKo generico.
Rimane chiaro perche molti proprietari ormai affittano solo via piattaforma a turisti.
Secondo voi, visto che di quei 800E 2/3 sono tasse sono tasse rispetto ai piccoli possidenti, e' colpa di chi?

-La legge Sr.
Sebbene oggi stia migliorando in caso di affittuari disonesti il padrone di casa non solo non ha garanzie di ritrovare i soldi (diciamo che deve darli per persi), ma buttar fuori il ladro e' praticamente un calvario.
Ho notizia di un vicino ladro che ha proseguito per 5 anni a rubare senza che si potesse fermare il furto.
A questa complicata lentezza si aggiungono i costi della giustizia, vincere la causa non significa che il ladro paghi l'avvocato e le procedure per far smettere il ladrocinio.
Vincere la causa vuol dire averlo preso nel rame, solo che FORSE (perché spesso non escono comunque) che smettano di rubare sperando di trovare una casa che non sia devastata. Io stesso ho visto ladri che avevano fatto piu' di 20KE di danni ad un appartamento che  valeva meno di 200K. Con i costi legali sostenuti, gli affitti non pagati, il tempo impiegato e il costo del denaro si puo' dire che il ladro si è portato via mezzo appartamento.
Un furto semi legalizzato con danneggiamento gratuito.
Ovvio che il padrone di casa deve conteggiare questo rischio d'impresa sull'affitto e metterlo nel prezzo, come il supermercato fa pagare il fetente che infila nel giubbotto il prodotto.
Quindi chi aumenta gli affitti?
Ancora una volta lo stato attraverso la giustizia pessima aumenta i costi.

-In italia inoltre sono rari i dormitori universitari.
In altri paesi si costruiscono cittadelle universitarie in cui lo studente non esce invogliandolo ad attività di cross learning, i famosi campus che fanno spesso ricerca.
Non si tratta di case, ma stanzini condivisi da 2 o 4 studenti con giusto un letto, alle volte una scrivania, refettorio e docce comuni.
In molti casi gli studentati hanno regole e orari rigidi

Perché in Italia sono rari?
Banalmente perché quando le universita' sono diventate quello che sono ora si sono dimenticati di farli essendo per "classe dirigente" che in Italia ha sempre voluto dire "amica del partito" e figlia della ricca "intellighenzia" ovvero non si doveva imparare un mestiere, ma dirigere "a nazione" e quindi fare filosofia, politica e altre facezie, cosa che perdura ancora oggi (il grosso dei laureati italiani sceglie politica). Costoro all'epoca erano ricconi, affittavano senza problemi appartamenti di pregio.
Dopo la città e' cresciuta e ha inglobato le strutture.
Forse sarebbe il caso di ripensare di spostare le universita' fuori dalle citta' creando dei parchi di studio integrati con la ricerca che, come noto, spesso necessita di spazio e togliere la ricerca a quelle che sono in centro.

Come si vede il caro affitti e' stato STRENUAMENTE desiderato dallo stato e un bonus non farebbe altro che AUMENTARE gli affitti dando maggior potere di acquisto agli studenti che si contenderebbero comunque gli stessi locali che salirebbero di prezzo vanificando il bonus, ma aumentando le tasse.
Chi lo propone o ci fa o ci e'.

Ci sarebbe anche da capire che gli stessi affitti degli studenti vengono pagati dai normali residenti che si spaccano la schiena al verziere (cit. Elio)... e sono sempre le stesse cose:

Bonus miliardari dati a caxxo (solo gli ultimi 10 anni parliamo di oltre 200 miliardi regalati ai piu' abbienti)
Mezzi pubblici di medda (e mi dicono amici e conoscenti di altre origini sono i migliori d'italia, groan)
Giustizia pigra e ingiusta.

Una cosa incancrenita in decenni di malagestione.
Come al solito, come i post sulla sQuola, o si riparte da zero o non si sistema certo. Non si possono fare quelle 6 nuove linee di metro a milano (e nelle altre citta') che mancano senza cambiare le carte in tavola con gente che parla ancora di BONUS.

Non e' un caso che le immobiliari, quelle che hanno interi palazzi e caseggiati che affittano, in Italia praticamente non esistono.
Del resto investire in un mercato in cui sei il bast, hem, lo sfruttatore, massacrato dallo stato, senza pietà e garanzie, con possibilita' di essere bulleggiati dal primo scarafaggio ladro che passa di li non e' business, è follia.

Risultato?
Le zone "urbane" sono pochissime e quindi come tutte le cose richieste, ma rare, costano.
Alcuni preferiscono avere una casa sfitta che non rende che una casa in pericolo
In pochi vogliono affittare, di fatto un mercato senza concorrenza
Non ci sono economie di scala, e diminuzione del rischio d'impresa, dati da proprietari che hanno un ampio business.
Non ci sono SpA che usano il capitale d'impresa per fare investimenti a lungo termine
Il grosso lo pappa lo stato con tasse folli.

In soldoni un affitto costa caro, molto caro.

Che siate studenti stolti o meno.

Tutto questo grazie allo stato: ringraziate. 


8 commenti:

Massimiliano ha detto...

Hai ragione.. il problema è ben più ampio e non basta un bonussino nuovo...

Cullà ha detto...

>bonus
Devo essere veramente sfortunato o veramente stupido, non sono mai riuscito ad acchiappare uno. Manco quelli del COVID.

>affitti studenti vs. affitti normali
Non sono esattamente uguali. Quando studiavo vivevo a Torino e una stanza singola "tutto compreso" zona Poli costava 400€. L'appartamento da 60m² che avevo con la morosa con il classico 4+4 residenziale costava 450€.

Anche qui è abbastanza ovvio: una coppia, pur se giovane, con reddito autonomo e firma a garanzia da meno pensieri di Calogero da Secondigliano e i suoi allegri compari.

>Mezzi pubblici
Fanno schifo. A Milano come a Torino. Infatti, io giravo con un Malaguti del '94 pagato ben 200€. Di bollo e assicurazione mi costava come l'annuale dei mezzi.

Gente di zona Nord Milano mi assicura che anche loro ci vanno così all'università. Non credo che un appartamento scrauso a Cinisello costi 800€ a stanza.

Anonimo ha detto...

il problema a monte è il caroaffitti a Milano, il che unito all'iperprogressività fiscale dell'irpef (sia su autonomi che dipendenti) rende molto oneroso stare a Milano (ma anche a Roma o da qualche altra parte).
L'unica soluzione sarebbe che lo stato facesse lo stato e organizzasse robe tipo posti letto a 250/300 euro (i dormitori che dicevi)
Chi vuole una cosa più comoda paga e chi ha necessità si accontente di vivere in colocazione.
però è molto più semplice stanziare un bonus. Fare i dormitori crea posti lavoro (non sia mai!) anche se da muratori...

il solito aninimo del cazzo

camu ha detto...

Come sempre, un'analisi oggettiva della situazione. Ora, non dico che bisognerebbe tornare all'equo canone degli anni 80, che ha avuto i suoi benefici, ma guardando ad altre nazioni europee, servono più case dello studente come hai detto tu. Io da siciliano sono andato in Toscana a studiare, ed abitavo in periferia, ed ogni mattina mi facevo qualche chilometro per arrivare in facoltà. Ma bisogna fare attenzione a dire "ai miei tempi..." perché all'epoca l'ascensore sociale offerto dal titolo universitario ancora funzionava, mentre ora si è praticamente bloccato.

Elsino ha detto...

senza contare che la nazione ha un estremo bisogno di laureati in scienze delle merendine (e affini) che vanno a fare il concorso per netturbini a Napoli...

blu-flame ha detto...

Camu l'equo canone e' stato un grave problema e non solo ha creato case sfitte e diminuzione d'offerta (che all'epoca era in salita), ma ha creato MONTAGNE di nero.
Quando tu fai una legge di medda che non e' particellare e cala dall'alto crea solo cumuli di spazzatura.
Esistevano appartamenti di lusso che avevano un canone da topaia e lo stesso capitava per zone.
La casa dei miei era valutata come le case popolari poco distanti con i pavimenti del 1910 e le finestre consunte, per non parlare della centrale termica a carbone che andava quando voleva o altre problematiche date dagli immigrati che ci abitavano (avendo grandi vantaggi di graduatoria).
La soluzione era la morte del settore o il pagamento di un corrispettivo in nero ulteriore al canone come prassi.
Quando finalmente mori' l'equo canone non morì per decenni il contributo in nero.

L'equo canone, come altre castronerie, altro non sono che BONUS pagati con il culo di un altro.

Ci sono soluzioni diverse, per esempio fornire zone satellite di connessioni ultrarapide, spostare gli uffici comunali anche li, SPOSTARE ALL'ESTERNO ALCUNI SERVIZI COME LE UNI.

Questo porta le persone che non siano altospendenti a poter vivere "vicino" al lavoro-interesse senza doversi svenare.

Lo stato non deve OBBLIGARE se non costretto.
Lo stato deve lavorare per creare le condizioni.
Non si puo' pretendere, come si vorrebbe in italia, chi non ha un lavoro possa permettersi un appartamento a in galleria attraverso bonus.
Purtroppo tutto a tutti non e' possibile.

Danilo ha detto...

Bell'articolo.
Un solo appunto: non sono solo gli studenti del sud a cercare stanze in affitto. Basta abitare in un paesino, magari in collina.



Xochi ha detto...

Qualche pensiero sparso :
-Che la scuola Italiana sia classista non ci piove, se la grana é poca si va a lavorare presto, la percentuale di laureati provenienti da famiglie dove i genitori hanno solo la licenza media é bassissima e altresì chi completa percorsi magistrali a ciclo unico (es. medicina) viene in larghissima parte da famiglie ove entrambi sono laureati. Però lo scopo di uno stato dovrebbee essere quanto possibile di permettere anche ai primi di competere allo stesso modo (o quasi almeno). Anche per non perderci un capitale umano enorme.
- Non ci possono essere collegamenti pubblici se l'urbanistica fa pena e copre superfici ampie con basse densità abitative (nel Nordest é praticamente impossibile vivere senza una macchina), il tempo passato nei mezzi inficia negativamente anche il rendimento, studiare in treno non é come studiare in una biblioteca.