lunedì, febbraio 09, 2026

vintage pazzi

 


Prima di iniziare con la storiella un lungo pippozzo storico dei miei.
Dovete sapere che esisteva un marchio che in italia era snobbatissimo che era Sanyo.
Sanyo non aveva speso nel marketing come Sony, non era cool come la grande grundig e soprattutto non aveva dei leccapiedi come le schifezze di casa nostra come brionvega (il solito successo con i numeri di una debacle con conseguente sperpero di pubblico danaro in prestito che ora paghiamo).

Sanyo cosi' campava sia di marchio proprio sia, soprattutto, producendo apparecchi completi per terzi, kit di assemblaggio ed infine pacchetti veneziani "faso tutto mi"

In questa sua attivita' spaziava dai top di gamma al minimo indispensabile. 

Per esempio: quando arrivarono i CDP vi fu un momento in cui il 70% dei CD altro non erano che philips o Sanyo con una bella etichetta essendo sulle dita di una mano le aziende in grado di costruire un CDP in tutte le sue parti.

Se era con la meccanica verticale era con buona probabilita' un sanyo al 100%, anche se costava 10 volte tanto
Spesso questi CDP philips o sanyo erano pasticciati (es spostando il cassettino in centro e il posto dei tasti) spacciandoli per prodotti dal suono unico personale e favoloso. In genere suonavano uguali all'originale o peggio.
Poi con gli anni questa tecnologia e' stata compresa anche da altri costruttori e dal kit completo mano a mano  compravano solo una parte ed infine il mercato e' cambiato e non vi e' piu' stato questo dominio.

Altro goal di sanyo e' la straordinaria serie STK 

 

Photo: un stk sacrificato per far vedere cosa e', visto che li fanno ancora persino in classe H.

L'idea e' interessante, n on completamente nuova, ma realizzata con intelligenza: tutto quello che serve ad un ampli dentro una cartuccia.
Il costruttore deve solo mettere l'alimentatore e 2 componenti in croce, notate anche che quando sono nati non esistevano gli integrati odierni e la serie TDA 20XX era ancora da divenire e quando arrivo' non era migliore.
In pratica una quantita' imbarazzante di ampli, fra i 20 e i 150W/ch per diversi decenni era di fatto un pacchetto Sanyo e 2 foglie di insalata di contorno.
Se volete vedere le primissime versioni della serie STK in azione potete vedere il Sanyo DCX 3300 K del 1973 dove ancora molti componenti sono esterni alla cartuccia, un sintoampli da 50W quadrifonico (la mania di riempire di casse un soggiorno non e' nuova, all'epoca era considerato il futuro) con ben 4 STK 4241. All'epoca non era neppure cosi' malaccio.

La serie, molto variegata, ebbe un ottimo successo ed era molto furba riducendo errori e tempi di montaggio.
Equipaggiava ogni tipo di amplificatore, da quelli scrausi a ottimi prodotti degni di nota.
Non si e' mai parlato molto di questa roba perche' il problema e' che rischiava nel popolo di accomunare prodotti molto cheap mal suonanti ad apparecchi decenti (es onkio, ma anche sony).
Infatti per anni gli arrabbiati sbavano di fronte ai "componenti discreti": poteva esser fogna, ma essendo a componenti discreti era in automatico ottima.

Per la cronaca gli ampli technics, che erano tutto tranne che pessimi, usavano degli STK su misura, cosa facilitata dal fatto che i presidenti erano "imparentati". Oggi Sanyo e' stata assorbita da Matsushita che continua ad essere leader di KnowHow nell'elettronica, bizzarramente non di vendite.

 La fregatura e' che oggi se dovete riparare un ampli con questa roba guasta trovate solo dei fake cinesi che nulla ci azzeccano con l'originale e/o con sigle tarocche. Anche se, onestamente, se sono rotti e' stata fatta grande sevizia.

Prima della serie STK Sanyo forniva anche PCB di amplificatori e addirittura interi ampli, come del resto facevano anche altre aziende giapponesi (es Hitachi) che all'epoca erano considerate come oggi la Cina. Furnitura che poi e' proseguita negli anni sia per motivi di marketing "harg, il power pakk nooooo" sia perche' gli STK comunque non erano regalati.

In pratica questa cosa era considerata normale per ampli MOLTO economici, del resto il Giappone non era ancora considerato di livello come oggi, risentiva ancora dell'idea degli anni 60/70.
Ricordiamo ancora che in quel momento anche un singolo transistor "serio" costava l'equivalente odierno di diversi euri, non e' come oggi che un chip con dentro una badilata di roba e dissipazione monstre costa 1E, quindi bisognava risparmiare sull'HW innanzi tutto.

Cosi' arriviamo al motivo del post dopo aver descritto il contesto senza il quale potreste pensare che lo schifo e' schifo senza motivo.

Dovete sapere che ogni tanto faccio lunghi poXn sulla baia e altro dei vari "cosi", dagli ampli ai flash.
La morosa mi prende per il didietro chiedendomi se non posso vedere le donnine come tutti. 

Ultimamente i prezzi degli ampli vintage stanno arrivando a prezzi che definire folli e' solo una lontana approssimazione.
Ampli decenti a prezzi del nuovo, paradossalmente quelli di alto livello davvero sono meno quotati.
Sistemini koreani  a prezzi del nuovo, che gia varrebbero 40E al massimo se siete furbi, venduti a centinaia di euro. Non hanno neppure la scusante del vintaggione visto che al massimo hanno 15 anni tristi.

Ma la sorpresa, come ho gia' accennato tempo fa, e' che anche i bidoni peggiori vengono quotati altissima purissima penosissima cifrissima.

Ampli che all'epoca erano fatti per contrastare i compattoni che erodevano quote, anche per colpa del CD, ci faro' un post. 
All'epoca era "prendili tutti".

Cosi' questi bidoni, perche' tali sono, li vedi a 150, 200 e anche 250E.
Roba che al massimo varrebbe 15E con l'incertezza che i condensatori saranno oramai passati a miglior vita.
Quelli che comprano sta roba a quel prezzo non hanno diritto di deridere i classe D, che con quelle cifre comunque sono un altro pianeta. Perche' i D non saranno il massimo, ma non sono neppure a questo basso livello. 
Forse i D sembrano buoni perché chi li compra vien da sta roba?
Potrebbe essere una spiega.


Parlero' di sanyo perche' e' piu' semplice, ma ci sono centinaia di modelli, prodotti anche da marche sconosciute, che venivano cacciati nei rack con un loghi di marchio "accettabile", oltre ovviamente a schifi totali.
In pratica tutte le marche e tutte le seri di HiFi avavano in catalogo almeno un prodotto con queste tare.

La versione ultrabase del kit Sanyo ha dato vita ad almeno 10 ampli con leggere modifiche nel pre e nel design estetico e qui vediamo uno di quelli "buonissimi", un grundig assai piu' gradito rispetto all'originale marchio reo di essere uno "sconosciuto" giapponese.

Lo possiamo vedere insieme all'originale Sanyo ja220 che era la versione piu' economica della linea.
Lo stesso sanyo era proposto con varie estetiche, diversi pre che lo miglioravano con piu' o meno pomelli, alcuni con EQ (che qui fa solo del grandissimo male) integrato e persino versioni "di lusso".


 Questo specifico ampli e alcuni dei suoi derivati hanno dato origine ad una serie di litigi su forum&c

Io non mi addentrero' in analisi folli, se volete si trovano facile, ma il fatto e' che straordinariamente semplice  capire che sono cose da poco e questo non e' perche' Sanyo non sappia fare ampli, anzi, e' un marchio che ha dato prova di essere ottimo in molte cose, del resto aveva un KnowHow piuttosto solido, ma per il fatto che per rientrare nei parametri dati non si puo' fare altrimenti.
Come vedremo lo si sa persino da spento che fa pena.

Notate che ha moltissimi fanboy del vintage a tutti i costi che se ne escono con cose come imbarazzanti come queste:
"Per chi non c'era, stiamo parlando di un nanerottolo che... in maniera imbarazzante l'accoppiata pre Mark Levinson - finali Nuforce che pilotava diffusori Thiel, il tutto in un ambiente ben più ampio di qualsiasi salone domestico. " 

Ok che lo confronti ad un classe D che non gli darei 200E, ma il sanyo ha i suoi limiti. Soprattutto con casse non sempre facili da pilotare (forse e' per questo che il D crolla cosi' tanto da essere peggio di sta roba?) 
Del resto se tizio connette un pre top di gamma ad un classe D da 200E non e' uno tanto sano di testa. 

Vediamo altri estimatori:
"dalle caratteristiche musicali eccezionali."
Se ne sei convito.... 

oppure:
"è il miglior prodotto che Grundig ha fatto"
See credici, in stanza da letto ho un grundig che gli fa le scarpe e probabilmente e' precedente.

Ne trovate a centinaia, ma la realta' e' che hanno le orecchie panate o molte sostanze psicotrope in corpo.
Ormai mentre assumono un cannone partono da un presupposto: se e' vecchio e' buono. Manco fosse liquore.
Io ho ascoltato anni fa almeno 5-6 versioni di questa roba e vi assicuro che il piu' sano aveva piu' di qualche demone. La roba persino peggiore si trovava a badilate. 

Cominciamo con la prima cosina la potenza dichiarata: 
2x25 Watt an 8 Ohm. 
Poi guardiamo il peso:
3.1 kg.
Potremmo gia' finirla qui, bastano quei 2 dati, ma e' assai peggio: i diffusori crucchi erano 4Ohm quindi gia' in zona "attenzione alla corrente perdinci!"

Ok che e' fatto con il frontale di plastica, ma qui mancano proprio i presupposti di massa per essere un ampli da 25W, mancano all’appello un paio di Kg. 
Con quel peso andando a occhio, manco faccio i calcoli, al massimo tiratissimi  sono 8-10W

Poi guardiamo l'immagine sopra e guardiamo i finali montati e i datasheet si trovano facile grazie a sanG.
Collector current :I =4A 
Collector dissipation P=30W@T=25°C

Vuol dire in soldoni che quell'ampli se supera i 4A ciao ciao no more ampli
Vuol dire che con il complementare se dissipa piu' di 60W a freddo ciao ciao adieu ma bau bau.

Se ricordiamo gli ampli dell'epoca solitamente alle volte usavano una coppia di complementari 2n3055 (230W 15A)  per avere 20W decenti (NAD) o 80-100W pessimi (decine di altri), questo la dice lunga su cosa aspettarci.

Banalmente perche' una cassa 8Ohm durante il funzionamento puo' scendere all'equivalente di un paio di ohm, ovvero dovendo mantenere la tensione sono una decina di amperoni almeno. Una da 4Ohm come tradizione crucca lo fa di certo.
In pratica se dovesse mantenere il punto o entra brutalmente in protezione con la richiesta di 4W o trova un altro sistema per non soccombere.
Sei un ampli da 25W su 8 "omini". Vuol dire che stai uscendo con oltre 14V e 2A.
Arriva una combinazione per cui la cassa da 4Ohm (crucca) e' appena scesa a 2 o peggio: la richiesta e' appena passata a 7A, hai fulminato i finali. 
Anche fosse rimasta a soli 4Ohm, perché nominalmente erano 8, hai sforato (3,5 su 4 non e' un margine credibile a caldo eccetera)

Del resto se erogasse 25W "per sul serio" la coppia dovrebbe dissipare 25W circa, con la retro, il riposo e menate almeno 35W (e quando aumenta la distorsione e altre menate diventano 45W), sembrano sufficienti, ma alla temperatura che abbiamo nel case dobbiamo per lo meno avere 60W di dissipazione a 20C. 
In pratica la dissipazione dei transistor sarebbero sempre in zona cesarini e basta la giornata calda con un po' troppo volume, una cassa non collaborativa, o altre castronerie che 10 minuti dopo e' di certo morto non avendo margini.

Del resto la richiesta del mercato e' "fare di piu' con il minimo dell'HW

Per cercare di portare a casa il risultato Sanyo fa l'unica cosa fattibile.
Metter un alimentatore piu' morto che vivo (i 3.5Kg di tutto l'affare) e con condensatori che muoiono appena iniziano le richieste di corrente, infatti li vedere piccolini.
Questo consente un ulteriore risparmio: double win.
La scarsa alimentazione protegge i finali mosci sia dalla dissipazione che dalla corrente, che comunque sara' protetta.

Il gioco funziona nel senso che su una resistenza nei test, o casse molto educate (praticamente inesistenti), puo' effettivamente avere 25W e comportarsi anche bene.
Appena iniziano le richieste, la potenza si siede con la calma di un vecchio per mancanza di fiato e non per improvvisa interruzione da protezione, molto piu' improvvisa e fastidiosa, come avveniva spesso nel 1980/85.

In pratica il morto di fame vince sui morti di fame meno scaltri che dichiaravano qualche "Uatto" in piu' e la protezione aveva la scure grossa sempre in azione.

Un altro problema e' che questo ampli, i suoi tanti derivati e alti simili che hanno imparato alla scuola della fame con finali inesistenti sono sovente chiamati killer di casse.

Del resto e' ovvio, e' un 4+4W e se non hai delle klipschorn appena cerchi di alzare il volume oltre la sala d'aspetto del dottore sei in perenne clipping acuto e in pratica mandi tutto quello che hai, anche 25W, al povero tweeter che se e' una cassa primo prezzo da 50W come ci si aspetta per il prodotto al massimo regge 3-5W e lo bruci in tempi molto brevi.
All'epoca non era raro che le persone avessero le casse bruciate dai primi giorni e cercavano ampli piu' grossi per suonare piu' forte, ma suonavano poco perche' le casse da 100Uatti erano semplicemente bruciate dalla prima settimana di possesso.

Cosi' possiamo tranquillante dire che questo e' un ampli da 4-5W con una potenza dinamica fino a 25W dall'uso sicuramente poco HiFi.
Ripeto: a questo punto o costa 15E e va bene, altrimenti ci sono strumenti migliori.
Non e' neppure di particolare valore storico, salvo pensare che la sxiga sia da conservare.

Questo tipo di ampli ha anche altri problemi, ma, in realta', bastano due dati, la potenza e peso, per far capire che roba era.
Ne ho parlato solo per capire il momento, dire che i prezzi del vintagione non anno senso alcuno, e poi avere la scusa di spiegare successivamente perche' nel 1984 improvvisamente divennero cosi' diffusi questi bidoni.

 

 

 

 

 

 

giovedì, febbraio 05, 2026

anche nell'audio gli erzi

 

Photo: voglio piu' roba da mangiare, 10 polli non mi bastano piu'! 

Ultimamente possiamo notare che a fronte della scomparsa dell'HiFi abbiamo un fiorire di nuove offerte per la musica. 
Se ne ascolta sempre meno, ma se ne vende sempre di piu'.
Misteri dell'economia.

Posso capire il ritorno dell'LP, spesso sono suonati da giradischi che definire problematici e' un favore.
Del resto ha una sua logica contorta: se l'impianto medio peggiora drasticamente e' ovvio che non e' piu' in grado di discernere fra un LP sporco e scavato da un chiodo storto rispetto ad un CD.

Quello che mi fa specie e' la grandissima offerta di musica con contenitori, spesso in streaming, che dovrebbero avere qualita' enormemente superiori al CD.

Ancora prima di vedere se e' un passo avanti o uno indietro vien da chiedersi con cosa ciuffolo ascoltano quelli che usano quei contenitori, visto che ormai un altoparlante decente e' piu' raro di un panda in Lombardia.

Innanzi tutto, come spesso avviene di recente mancando marchi seri e consorzi di aziende che hanno ingegneri seri, non esistono standard per questi nuovi servizi "alta qualità" e anche i termini per definire la cosa sono diversi. 
Vi ricorda la storia del video recente?

Altrettanto sono diversi i container, i codec, le obbligatorie APPestanti e i formati, giusto per  far caos.
Infatti molti HW e SW possono leggere questo e non quello causando segmentazione di mercato e menate.

La cosa piu' divertente di questa ondata che la gran parte di questi oggetti "compatibili"  con l'altissima fedelta' e' di fatto composta da oggetti che hanno problemi a riprodurre fedelmente un podcast, roba da cornetta telefonica, non HiFi, cosa strana non credete?

 



Non a caso Sonos ne e' grandissima paladina, leggendo le sue pagine sembrerebbe roba che cambia in maniera drammatica l'ascolto... mah, forse con dei prodotti che faranno, di certo non gli attuali...

Apple Music offre lossless fino a 24 bit/192 kHz di campionamento
Amazon offre anche lei  lossless fino a 24 bit/192 kHz
Qobuz ovviamente fa lo stesso, vorrai mica offrire meno della concorrenza.
Tidal sinceramente non ho capito, sembra che si fermino al flac 16/44.1, praticamente il CD, ma altre fonti parlano di hi-res o altre parolacce, forse ho capito male io.

Anche altri fornitori piu' piccoli si sono allineati a 96 o 192KHz di campionamento e 16 o 24 bit a seconda del brand.

Serve davvero sta roba in maniera cosi' solida come dicono le riviste, i venditori e i proponenti?
Perche' MOLTI si stanno esponendo parecchio (hifi prestige o RGsound, per dirne 2 neache dei piu' convinti).

Partiamo dai bit.
In pratica sono la dinamica, in soldoni la differenza fra il suono piu' forte e quello piu' debole che potete sentire.
Normalmente la dinamica e' fermata in basso dal rumore ed in alto dai limiti massimi della catena (di cui fa parte si il DAC, ma anche l'orecchio e la stanza)

Ricordiamo che il rumore accorcia la questione nella catena HiFi e' anche quello ambientale, del resto se sulle attrezzature car-audio si accetta fino all'1% di distorsione anziché lo 0,00X% e ampli piu' rumorosi e' per il fatto che sarebbe del tutto inutile perseguire lo stato d'arte che oltretutto sarebbe piu' costoso che a casa. Le auto sono molto rumorose, no?

Tenete conto che il silenzio notturno casalingo corrispondono a 15-30 Decibel. 
Un ambiente domestico di giorno si attesta solitamente sui 25 – 50 Decibel a seconda di come e' fatta e dove si trova casa vostra.
In inverno, nella maggior parte di case, io sento il rumore della pompa della caldaia, di notte si ode il generatore di alta tensione della stessa da molti ambienti. Il traffico e' una forte sorgente anche se avete tripli vetri e siete oltre il 4to piano. Per chi abita fuori citta' le foglie fanno rumore.
Per dire, anche le lampade ad incandescenza fanno rumore, figuriamoci le LED.

Salvo che poi mandiate il volume al punto di farvi sanguinare le orecchie per aumentare il segnale, e qualche migliaio di watt, avere dei bei limiti. 
Ricordiamo per l'ennesima volta che i dB sono un valore LOGARITMICO e quindi per passare da 50 a 53dB, ovvero aumentare il volume di 3 "miseri" dB, dovete raddoppiare la potenza e la capacita' di sopportazione e/o escursione delle casse. 
Lascio a voi cosa ci vuole per contrastare una casa rumorosa e passare da un settantina di dB di segnale per sovrastare appena i rumori in una casa non silenziosissima a 150 (e finire in ospedale)

La prima cosa che un progettista considera nel progettare e' "quanto ci serve e quanto ci servira' in futuro".
Quando philips presentò al mondo il CD nel 1979 ci avevano pensato molto.

Uscivano da un flop cosmico, il favoloso videodisco, e non volevano ripetere la cosa e avevano curato maniacalmente la cosa e, come poi sappiamo, chiesero un secondo parere a sony per fare un consorzio.

Decisero che 14 bit erano piu' che sufficienti per surclassare qualsiasi supporto allora esistente e bastanti per garantire longevita' al supporto.
Del resto 14 bit garantiscono 86dB di dinamica mica ciccioli.

Quando Philips si consorzio' con Sony il formato passò da 14bit a 16 bit.
Forse per facilitare sviluppi futuri allineandosi con un numero tondo allineato al Byte, forse per non lasciare il formato identico alla progettazione originale, forse per essere al di sopra di ogni sospetto di qualita': non e' molto chiaro, ma col senno di poi 16 e' piu' comodo da computazionare.
Il formato a 16bit porta la dinamica a 96dB, il sampling, nel contempo fu portato da 44.3 a 44.1.
Fecero dei passi avanti anche in altre cose che non ci interessano (ci sono interi libri che parlano solo di questo, del resto e' un parto epocale per MOLTE ragioni)

Piccola nota: tutte le caratteristiche, che non erano ne banali (come incidere i dati e con che modulazione, per es) e ne scevre da conseguenze come triplicare il prezzo di produzione fu fatto in sole 6 riunioni da senior manager in poco piu' di un anno. Dopo un solo anno dall'ultima riunione uscivano i prodotti.
Questo rende evidente che manager preparati ambo parti non necessitino di 100 riunioni fiume per 3 anni per fare un sito che funziona male (riferimenti a grosse societa' italiane di SW e' puramente voluto)

Questi nuovi formati formati favolosi con 24 bit che propongono oggi avrebbero la capacita' di una enorme dinamica di 144dB

Aggiungiamo una nota.
Quando si progetta o si fa una registrazione la leggenda, neanche errata, dice che a -60dB si trova il silenzio assoluto.  
Quando state ascoltando un segnale il vostro orecchio la roba piu' bassa di un tot non siete in grado di percepirla.
Nella realta' i mascheramenti avvengono MOLTO prima. Il gioco degli Mpeg&c gioca proprio su quello: togliere dal segnale cio' che non potete vedere o ascoltare piu' di quel tanto.

In pratica per ascoltare "vicino" (stiamo sempre parlando di scale log e' vicino per un ciuffolo) ai 144dB, visto che l'orecchio oltre i 120-130 non va, e non va sotto gli 0dB, dovreste fare una camera, preferibilmente sotto terra, galleggiante, anecoica per le pareti, soffitto e per il pavimento e ci siete solo voi e le casse.
Come dite? 
volevate del mobilio piacevole e una luce gradevole?
Magari un TV e la ventola del videogioco?
Suvvia, state ascoltando i 120dB magipixxelli, non vorrete farlo in casa!

Per la cronaca quando partì la commercializzazione nel 1983 dei CD molti CDP di derivazione Philips funzionavano a 14 bit buttando i 2 bit LSB per evitare di riprogettare parte delle elettroniche e dei chip.

Si, avete capito bene, philips prendeva i 2 bit che sulla carta erano responsabili della precisione e li buttava nel water rendendo molto meno precisi i propri CDP.
Se tenete conto che per anni i fonici raramente usavano tutti i bit, possiamo tranquillamente affermare che molti dischi andavano su quelle macchine con di 12-13bit, del resto il mixaggio era fatto in analogico e/o con fonici che tenevano un margine. 
Inoltre, al contrario di ora, in regia si usavano gli stessi bit del CD e le elaborazioni come volume, mix e toni mangiano bit come se piovesse (ed e' il motivo per il quale i primi CD erano AAD e solo dopo molti anni DDD e inizialmente non sempre i DDD erano migliori)

Nasceva quindi la domanda che assillava molti in maniera profonda e sembrava una roba assai piu' importante della guerra fredda (era in un momento critico): 14 bit zoppi, ottenuti buttando la finezza, possono essere veramente HiEnd rispetto ai 16bit pieni e cicciosi?
Ovviamente i fanboy del numero GROSSO giuravano che era impossibile e ullulavano pieni del loro bit guardando d'alto i sottodotati.

Per anni con i migliori impianti, non certo un telefonino del cavolo magari con un altoparlantino da 50E, si e' andati a fare analisi, test, e menate sul fatto se si sentisse o no tale enorme differenza (2 bit e' il quadruplo di informazione, dopotutto).
All'epoca i recensori erano decisamente piu' onesti dell'attuale e alcuni di questi erano coinvolti nella progettazione di oggetti, come le casse, che poi avrebbero riprodotto quella roba.
Non erano rari, infatti, gli interventi o le interviste a veri e propri guru che oggi sappiamo dalla vista molto lunga.

Quello che poi era venuto fuori e' stato che neppure le migliori orecchie sui migliori impianti milionari sentivano una differenza certa, neppure sulle alte frequenze che sarebbero le piu' colpite.

Perche', alla fine, 14 bit sono sufficienti

Giusto per aver un idea di massima gli amplificatori sono quelli che sulla catena sono piu' facilitati ad avere "tanti dB".
Un ampli di fascia altissima, diciamo Krell e amichetti, roba da 20.000E,  ha un rapporto segnale rumore  intorno a 106dB.
Ovvero e' in grado di produrre un segnale 106 "volte" (e' improprio adesso mi cazziate come sui D, ma e' per renderlo chiaro) del pavimento del rumore degli elettroni che se ne vagano a spasso (io li immagino che cantano "andiam andiam", ma i motivi principali sono 4 e dipendono dalla T, reiezione eccetera) e nelle realta' del'uso e' molto meno.

In soldoni pero' vuol dire che un maledetto krell non e' in grado di dare un segnale alle casse da 24 bit.
Figuriamoci un ampli dal costo piu' umano che non costi come una vettura.

Notarella, molti ampli MOLTO controreazionati con il solito KHz sulla resistenza da 8Ohm mostrano a freddo THD da favola, numeri che essendo appunto favole poi si schiantano duramente contro la realta' quando poi si ascoltano normalmente. (qualcuno ha detto classe D che oggi sostituisce la roba scarsa degli anni 80?)

Altro tassello sconosciuto ai numeristi della cabala e' ricordarsi nella realta' essendoci rumore di fondo non solo nelle elettroniche, che salvo economie esagerate e' solitamente bastante a qualsivoglia, ma anche ambientale.
E' difficile riprodurre un segnale fuori dal rumore di oltre un 80na di dB ed e' anche UNO dei motivi per cui una cassa HiFi appena decente deve superare l'emissione di questo rumore, ovvero produrre almeno 100-103dB ad un metro. Ovviamente per l'HiEnd si deve parlare almeno di 115.

Aver dB on e' una questione di "dover suonare forte" come un tamarro con il ridicolo Tamarr-Max, e' una necessita' per superare il rumore di fondo ambientale, che e' sempre presente, in quantita' tale da non poter far apprezzare le sfumature se non si sale con il segnale.

Concludendo potremmo fare questa affermazione:
Parlare di bit oltre i 16 standardizzati da sony/philips nella quantizzazione di un flusso destinato alla fruizione e' una puttanata clamorosa degna di 2 bambini di 10 anni che giocano a chi la spara piu' grossa. 
E' una mera mossa di marketing che vi sta dicendo che siete cosi' stupidi e beoti da comprare cose controproducenti.
Infatti non potete usarli facilmente, implicano stream e supporti MOLTO piu' grossi, insomma costi a pioggia per non aver vantaggio alcuno.

 

Adesso guardiamo "gli erzi"

Mister nyquist che cazzia tutti gli amanti del digitale sia per il troppo che per il poco, dice che per campionare un segnale serve piu' del doppio rispetto al segnale stesso.
In soldoni per andare a 20KHz bastano circa 40KHz di campionamento.

Sony philips convennero che dare il 10% in piu' poteva portare ad una certezza inconfutabile che i 20KHz fossero risolti e anche le orecchie d'oro potessero essere soddisfatte.

Ci sono un paio di cosine da dire.
Dopo i 35 anni con il caxxo che sentite 20KHz e anche le orecchie d'oro non e' che sentano sta grande differenza.
Da GGGiovane riuscivo a sentire 23KHz, di piu' non esistevano alla mia portata strumenti sicuri per vedere come andavo. 
Alle superiori con il prof abbiamo testato 65 persone ed ero l'unico che riusciva a sentire quella roba (molti poi hanno cercato di fregarmi perche' non credevano che sentivo quella roba, ma sono sempre stato in grado di dire se era attivo o meno).
Pero' non e' che lo "senti", senti che il generatore di sinusoidi e' accesso, una specie di pressione non senti un vero e proprio suono, quasi una presenza.
Inoltre, non amavo stare in un locale con un TV, il tono da 15625Hz era per me sempre molto molto fastidioso e si sovrapponeva a tutto, tanto da far fatica a stare in compagnia se un tv era acceso. Amavo i tv odiandone il noioso fischione brutto.

Ancora oggi se entro in una stanza con un tv accesso e devo parlare, maleducatamente, spengo subito il tv altrui perche' non riesco a concentrarmi avendo l'idea che faro' fatica a capire l'interlocutore anche se non fanno piu' rumore (e io probabilmente non lo sentirei piu' cosi' forte essendo ben oltre i 30).
Come il cane di pavlov, bau bau.
Avevo scoperto che la maggior parte di persone non sentiva quel forte sibilo dell'EAT e quel raro che lo sentiva lo sentiva molto attenuato. Alcuni TV erano cosi' rumorosi che li sentivi dalla strada.
15KHz sono ancora ben definiti e chiari, ben lontani dai 20KHz dove in mezzo senti ancora tanta roba comprensibile.
Eppure pochi sentivano quel fischio opprimente continuo.

44.1KHz di campionamento, 22KHz quindi di risposta, e' una scelta saggia che certamente copre il 99.9999% della popolazione e mette a dura prova le attrezzature HiFi.
E anche da parte di chi li sentiva vi dico che 20 o 22 per me pari sono non dando certo vantaggi.

Rimaneva pero' il problema del video che, per la tecnologia dell'epoca, era legato al fotogramma. 
Usare 44 su di un video avrebbe potuto dare diversi problemi di gestione e del jitter.
Siccome i fotogrammi sono 24 il numero piu' basso accettabile era ovviamente 3X che in soldoni e' 48KHz.
Ecco i 48 che non sono, come molti stolti pensano, per avere piu' roba, ma banalmente per essere adatti al video, non a caso anche in molti SW commerciali audio midi, suono o luci si usa frazionare, seguendo l'esempio dell'SMPTE, il secondo in 24esimi e adottare il 48Khz di campionamento

il campionamenti a 192Khz presupporrebbero semplicemente un aumento, inutile, di banda fino a 96Khz?
Possiamo quindi dire, come molte cose, che andare oltre i 44-48KHz e' inutile?
No.
E' deleterio.

Perche' esiste un "piccolo" problemino grande come un everest.
Nessuno sa cosa succede a quelle vette cosi' alte.
Davvero, nessuno ci ha mai pensato.

Ci sono 2 problemi.
Il primo e' che il fonico che prepara il brano non e' in grado si sapere se esiste roba li.

Che sia una cosa nata da un battimento/armonica, da una spuria digitale di un effetto, che sia ambientale o altro non sai che e' li. 
E' inudibile dal fonico in regia.
L'unico modo che ha di sincerarsene e' analizzare su di un monitor i "fotogrammi": un lavoro tedioso e che necessita di skill e ore.
Perche' una volta anche se ascoltavi un problema avvenuto a 20KHz solitamente anche 15KHz sentivi degli  effetti (anche se all'inizio del digitale non pochi cd sulle alte avevano piu' di qualche problema, persino fischi o grattate, non essendo abituati i fonici a tale ampiezza, fonici anche di artisti navigati, McCartney per dirne uno), del resto gli LP che arrivano ai 20KHz "per sul serio" erano piu' una leggenda fatta da poche incisioni stratosferiche che un fatto.

Ma tra un 15KHz che si dovrebbe in qualche modo sentire. per giudicare 50, 70 o 96KHz e' un bel passo per capire se qualcosa e' andato storto. 
Sarebbe come dire che dovrei giudicare degli alti usando un altoparlante (aka orecchio) tagliato a 2KHz che manco la radiolina di fantozzi.

Devo farlo quindi computazionalmente e sono obbligato a farlo per tutta la lunghezza del segnale con velocita' in cui il mio occhio e' certamente in grado di vedere. Salvo parlare di SW magici o altre menate.
Non so voi, ma io non ce lo vedo in fonico che passa le giornate davanti al monitor a vedere le forme d'onda quando oggi fanno tutto alla carlona con minimonitor che fanno piuttosto ridere (ma costano poco!).

La seconda cosa che succede e' che quel segnale, voluto o indesiderato, puo' causare molti problemi.
Per esempio cosa succede ad un TW che si ritrova con un tono da 96KHz?

Molti di loro, anche di alta qualita', con roba oltre i 20KHz, oltre a ridurre la dinamica in maniera drastica, potrebbero iniziare a innescare una spaventosa distorsione poi udibile anche entro i 20Hz.

Un progettista di casse a quel punto o ci mette un ulteriore TW (o due) aumentando le complessita' e arrivando agli ultrasuoni in allegria o manda in corto oltre i 20Khz (con somma gioia degli ampli) con una bella pendenza ultraripida.

La stessa cosa capitera' anche agli ampli e simili.
Nel caso piu' fortunato verranno identificati come spurie e non passeranno gli ingressi che abbattono EMI, CC e ultrasuoni, cosa che pero' potrebbe pesare sulle performance del player (no more HiFi, suonava meglio con i 32KHz previsti per uso radioFM).
Oggi gli ampli per via del grande caos EMI sono piu' blindati, ma tutta questa roba ha un peso sulle performance.
Caosa succede che sun segnale inudibile, di fatto un fantasma, manda in saturazione un prepre?
Nel caso passino potrebbero dare dei problemi di stabilita' o addirittura innescare rinning o simili. 
Banalmente perche' 20-96KHz in quantita' non sono previsti, del resto non servono. 

La questione diventa: a cosa serve andare oltre i 20Khz, soprattutto fino ai 96Khz che non potete sentirli e non siete in grado di lavorarli?

Inoltre di cosa succede ai classe D che oltretutto DEVONO avere un passa basso che manda in corto oltre i 20Khz? Salvo che pensiate che il fitro uscente non abbia pendenza di 6-12dB/ott ma mostruosamente piu' ripido. Molti classe D modulano a frequenze variabile e scendono molto, diciamo anche sotto i 200KHz, dovrebbero "aprire" molto per fare 20-96KHz -3... addio tweeter....

Il marketing che ha scoperto che se vi da degli stupidi e beoti voi correrete a comprare cose controproducenti dando dei bei soldi.
Colpa vostra.

Ma in tutto questo giro non e' ancora chiaro da dove saltano fuori queste tracce ad alta densita' e bit.
i casi sono:

1) si ricampiona il 44.1 a 192. 
Inutile dire, penso, che il segnale puo' essere solo peggiore.

2) si prendono le tracce incise sul multitraccia (o supporto equivalente digitale o meno) che possono avere una qualita' variabile, si rifa' il mix (e ti voglio vedere trovare a nolo gli stessi effetti del primo mix).
Avendo un out piu' ampio la teoria mal letta dice che abbiamo perso meno bit. Del resto oggi i mixer hanno piu' bit eccetera.
Il problema, oltre a poter apparire fantasmi non voluti negli ultrasuoni, e' che un remix difficilmente va a migliorare un brano rispetto al tape finale come vi raccontano migliaia di dischi remixati.
  
Perche' l’artista magari voleva piu' sporco (deep purple, dice nulla?) o una cosa volutamente in secondo piano che ora svetta o...
Inoltre i monitor grandi hanno dominato fino a poco fa, del resto erano immarcescibili, oggi raramente trovi dei fonici abituati al rock o  ai pieni orchestrali avendo in troppi la fissa dei mini-me.
Vi voglio vedere fare il remix di Ziggy Stardust (to be played at maximum volume erano le precauzioni scritte sul disco)
Diciamo che e' una mossa demenziale in analogico come in digitale.

3) si prende il tape stereo digitale del tape finale, quelle rare volte in formato 192/24 o simili (per esempio alcuni banchi regia sono automatizzati e scrivono cosa stanno facendo) e non lo si riduce. E' rarissimo averlo, ma ne esistono
Sebbene possa sembrare una mossa furba, non lo e' del tutto. Il fonico aveva comunque previsto che prima di andare in stampa si sarebbe fatto un bel passa basso fatto in una certa e sicuramente non ha controllato cosa vi era nell'inudibile.

4) visto l'hype il fonico prepara in origine la versione per i fessacchiotti facendola per bene.
In tempi in cui gli artisti pubblicano le tracce da vendere e ascoltare per l'HiFi che sono peggio di quelle che si ascoltano sul TV in guitar hero (real fact!) direi che, per quanto l'unica sensata la vedo nettamente poco probabile fatta bene.

Per finire.
L'audio oltre i 44.1/16bit e' solo ed esclusivamente una colossale presa per il sedere da 20 rotoli di carta igienica al secondo.

Forse nasce per poter dire che lo streaming e' HiFi dopo anni che per risparmiare bande si fornivano compressioni enormi e persino riduzioni di campionamento (per migliorare la qualita') con quei tragici MP3 e affini a 32Kbps, quando andava bene 64Kbps.
D'altronde oggi non sarebbe un problema dare uno stream "pulito" da CD, ma come al solito reclamizzare di essere arrivati finalmente al 1982 suona poco cool perche' implica che per decenni vi hanno preso in giro.

Il problema al solito e' il consumatore che, nella sua spasmodica ricerca del "piu' grosso" chiede il suv della qualita' musicale: fara' pena, ma e' groooossso e tranquillizza l'ignorante di turno. 

Vince il consumatore becereo che ora pensa di avere piu' banane.
Vince l'azienda di streaming che ora ha la nomea della qualita'
Vince l'azienda di streaming che puo' chiedere piu' soldi per il coso che cosa PREMIUM superciuk IIIs
Vince l'azienda di giocattoli audio da 50E che essendo compatibili con il servizio puo' chiedere 500E alla scimmia che e' convinta che suonino come un HiFi.

Perde solo la qualita' della musica, una cosa che oramai non frega piu' a nessuno, percentualmente parlando, pertanto non e' un problema.

 PS
Ricordo agli stolti "che io pero' sul mio tv vedo gli alieni" (o era il 4k?) che stanno impestando le rete dicendo di sentire differenze di campionamento oltre i 44.1 che il loro "test" dimostra solo di avere una zucca vuota.
Prendono infatti 2 file di provenienza a caso (es lo stesso brano da un MP3 e un file da amazionia) e ascoltati non in switch istantaneo, vanificando cosi' il doppio cieco in almeno 10 modi diversi.
La via corretta e' prevedere lo stesso file preso a f piu' alte e abbassato ai 2 che intendiamo ascoltare con un algoritmo che non fa stramberie. 
Oppure una ripresa da un microfono (es davanti ad un orchestra) e convertita immediatamente in 2 stream compatibili, ma confrontabili.
Poi si prendono 2 DAC IDENTICI E AL DI FUORI DI SOSPETTI (non certo robetta da 30E) con commutazione istantanea senza click e con lo stesso volume (non banale)

Altrimenti, come spesso accade, non state ascoltando la differenza 4kili di bit del cavolo e non 2 etti, ma un differente mixaggio, un differente dittering, una compatibilità diversa del DAC del caxxo e le decine di pistolate che possono avere un effetto che fa dire, come in alcuni forum  "ma io sento una differenza fra X e Y" che probabilmente esite, ma di certo non e' dato dal numero di bit (hahah) o dagli "erzi" (Buahahah!)

lunedì, febbraio 02, 2026

Fantozzi

 

Fantozzi mi faceva raccapriccio, mi si contorcevano le budella.
E' un film dell'orrore, sadico e violento, ho provato piu' volte a guardarlo, ma mi dava gli incubi.
Il problema e' che all'epoca della mia giovinezza andavano di moda e nelle videoteche e indovinate cosa noleggiavano gli amici per una riunione?
Quella roba che davano tutte le settimane in TV: Fantozzi.
Anche mio cugino, all'epoca proprietario di una videoteca, non capiva perche' la roba che passavano in continuazione in TV era quella maggiormente richiesta in videoteca. 
Mistero.

Cosi' mi ritrovavo in preda al terrore mentre la gente rideva di questo film horror di inusitata violenza.

Se pensate che sia sensibile, per tanti versi lo sarei, ma vi assicuro non in quel senso.

Generalmente i film horror come genere mi fanno schifo come vedere un insetto spiaccicato nel water sporco e poi leccato. 
Non e' orrore, e' tremendo schifo che indugia mestamente sulla splatteritudine.

Una volta mi hanno obbligato a vedere quello schifo di Saw. 
Ho riso tutto il tempo facendo notare quanto era stupidamente parodistico il tutto (e facendo incavolare la tizia che aveva spinto per il pessimo filmetto pensando di fare l'alternativa). 
Non so cosa ci trovi la gente di horror in Saw, a me pare un raccontino bruttarello per 12enni che non notano le incongruenze, le caricature e, soprattutto, le pessime piastrelle che sono il vero attore principale. 
Fantozzi e' il vero horror.
 

Per me la gente non ha neppure capito il contesto di fantozzi, ho provato a spiegalo centinaia di volte, ma pare che nella mete dell'italiano si spengano i neuroni di colpo al sentir il cognome.

Cominciamo dall'inizio, il protagonista: Ugo. 
Il protagonista nasce come fiaba horror della buona notte, poi sulle pagine di una rivista negli anni 60, diventa libro raccolta nel 71 ed infine film.

Fantozzi vive le sue avventure probabilmente all'incirca nel 1960-62 e bisogna ricordare per bene cosa era l'italia in quell'epoca.

Ricordiamo: in Italia, l'italiano medio dell'epoca, era per lo piu' analfabeta (diretto o di ritorno) lo stipendio medio era all’incirca 1/2 di quello di un francese e i laureati pressoche' inesistenti.

Quelli che avevano studiato tanto erano geometri o per lo piu' ragionieri (poi ci torniamo e per legge avevano dei vantaggi per incrementarne le fila, alcune distorsioni permangono ancora oggi).
Essere ragionieri per molti era essere arrivati.

Ugo fantozzi infatti e' abbiente. 
Un realizzato adulto con prole del 1960.
La sua occupazione non e' quella dell'operaio, ma del quadro, forse dirigente.
All'epoca vi era un bel salto.

Ugo fantozzi possiede una casa, mantiene moglie e figlia e ha una vettura di lusso

 

La bianchina, tanto derisa dall'italico associandola al personaggio, non era una vettura base.
Era la vettura lusso, per di piu' in versione SW (panoramica).

Ricordiamo ancora una volta il contesto.
All'epoca era sostanzialmente vietato l'import estero.
Avevamo la lancia e l'alfa, che all'epoca erano come oggi la mercedes classe E.
Poi avevano le fiattone.
Le fiattone partivano dall'alto con la 125/4 che costava un pandemonio e appariva "grande", del resto non aveva concorrenza.
Macchina difficile mentalmente, ricordiamo che la dobbiamo vedere in contesto di prima motorizzazione, non solo di prezzo, ma anche il disagio del mezzo troppo grosso. 
Poi avevamo la sgraziata 850 figlia della vetusta 600 ancora in giro.
Ed infine, reginetta del ballo, la 500 che era costruita per farla sembrare nuova e moderna e con un prezzo d'attacco basso.

Ma ovviamente, pur appezzando il design e il praticame della 500,  i neo-abbienti volevano qualcosa di piu', pur rimanendo su di una vettura che non fosse un ammiraglia per via della dimensione che causava disagio, ma non puzzasse di tristezza essendo uguali all'operaio "specializzato" di alto livello (che all'epoca era praticamente quello che sapeva leggere e scrivere).

Cosi' usando la 500 come base l'Autobianchi con la Bianchina, interpreta per prima volta il ruolo di "utilitaria di lusso”, con finiture migliorate, una linea imitante le grandi estere dei film, cromature e vernici migliori, anche bicolore.
Insomma perfetta per chi cercava l'eleganza e il distinguersi anche nelle dimensioni ridotte 
Il prezzo partiva da almeno il 15% in più con il top di gamma della "panoramica" comprata da fantozzi che poteva arrivare al 50%.
Per questo ci furono momenti che si vendeva piu' della versione fiat nonostante il prezzo assai superiore.

Oggi possiamo pensare che l'auto di fantozzi molto probabilmente sarebbe questa: un suv derivato dal una piccola city nella sua versione piu' costosa essendo cessato il problema del "non troppo grosso" e innestato il "devo farla vedere grossa".


La new fantozzi car: il renegade superaccessoriato. 

Ovviamente oggi abbiamo anche le europee come le Q. Il Fantozzi odierno avrebbe snobbato la Q2?
Direi di no, estero per alcuni vuol dire migliore, sicuramente per un fantozzi.
Pensate a come e' cambiato il mondo percettivamente, all'epoca quella che diverra' AUDI fallendo propone la Prinz che, dovendo ricordare che gli stipendi erano 3 volte tanto, imita in piccolo le auto americane esattamente come fa la bianchina... TT dice nulla?
 

Le avventure di fantozzi erano probabilmente una presa in giro della nuova classe salariale medio-alta che non sapeva come spendere tutti quei soldi e, soprattutto, cercava di atteggiarsi in quello che gli pareva essere l'alto, con beni costosi o acconciature importanti prodotte dalla parrucchiera che manco parlava italiano con i risultati che ben conosciamo

 


 Non esiste nulla di sbagliato nella famiglia fantozzi, se non che sono i fantozzi.
La pina e' chiaramente ispirata nel vestire della foto alle modelle anni 50-60, ma ovviamente eccessiva e sul resto del look errato per l'eccesso mostrato e incastrato

chiara la differenza con sempre un parrucchiere esagerato?
E' una questione di atteggiamento e  abbinamenti accozzagliati, non di "accessori" piu' o meno belli.
Idem per il resto dei vestiti, il completo di fantozzi non e' il male in sintetico da venditore di pentolame porta a porta.

Cosi si narrava di un italia ignorante e disastrata, senza possibilita' di perdono, una gabbia in cui e' impossibile una vera evasione verso una normalita'.

Del resto chi erano i protagonisti?
Era gente che arrivava dalla piu' completa ignoranza di un popolo agricolo che si approcciava per la prima volta al mondo industriale. 
Nati intorno al 1930-40 i protagonisti hanno subito la pesante menata fascista con il latino e la grandezza italiana come faro.
Una grandezza raccontata come derivante dagli avi e meritata, ma inesistente.
Questi poveretti che dallo zappar terra (o poco piu') dei loro genitori, si ritrovavano nel mondo moderno che altrove era gia' giunto completamente impreparati da insegnati ancora piu' arretrati, tutto questo li faceva scontrare con la realta' durissima e cruda della loro ignoranza.

Certo erano dei ragionieri o dei geometri (in realta', se non ricordo male, il titolo era differente all'epoca ed e' stato probabilmente adattato per la comprensione dei contemporanei), quindi pensavano di essere ai vertici, ma la realta' era tutt’altro che quella che immaginavano.

Non solo era la prima generazione che provava lo schiaffo fra una scuola sbagliata e realta', perche' da sempre le nostre scuole nozionistiche aborrono il mondo reale creando una scollatura fra mondi che dovrebbero essere connessi.

Ecco che i fantozzi &c si ritrovavano a vivere in un mondo estraneo in cui le aspettative dovute al censo, alla posizione elevata, all'essere "studiati" ed elevati dalla massa gli mostrava la loro completa inadeguatezza al ruolo.

I superiori, che avevano visto il mondo, erano visti come alieni che chiedevano cose incomprensibili. 
Del resto chi faceva l'universita' all'epoca normalmente era ricco. Iniziava solo allora l'ascesa delle classi.

Molti ricchi, non gli arricchiti, spesso andavano all'estero a studiare, al minimo in ricognizione.
Questi "superiori" quindi erano un pianeta diverso e se il fantozzi che, a parer suo, parlava italiano, cosa che i suoi sottoposti e cittadini per strada non facevano, portandolo a pensare di essere in cima alla collina, ecco che arrivava una sberla in faccia che mostrava che esser il re della collina davanti all'Everest non valeva un caxxo.

Ricordiamo: il megadirettore era visto come Gomez Addams, che nel 1930 mostrano delle persone che fanno cose incomprensibili alla massa. 
Mangiano cose strane, probabilmente sushi o qualhe altra roba di paesi lontani
Fanno cose strane con i fiori, probabilmente ikebana
Hanno pet strani...
Ovviamente tutto e' estremizzato fino al ridicolo, come visto da un lavoratore della rust belt del 1930.
Diventa divertente perche' e' visto dalla parte di Gomez che non capisce il disagio altrui e viene spezzata la connessione con il mondo reale per via di cose strane, soprannaturali, come mano.

Fantozzi nella realta' aveva spesso un accento locale, inesistente nei film, e un vocabolario estremamente ristretto, come le sue vedute della realta'. 

Cosi' il direttore megagalattico e' un alieno che parla una lingua diversa indecifrabile e fa cose incomprensibili.
Tutte le cose del mondo industriale sono percepite come un intrusione, un incomprensione, un’anormalità con un Addams.
I tentativi di team building e simili vengono visti come  cattiverie e violenze nonsense imposte dall'alto che non hanno senso per uno zappaterra e vengono presi non come occasione relazionale, ma come sofferenza fine a se stessa in cui la paura dell'ignoto e del superiore, visto come un entita' astratta e punitiva, un demone giunto chissa' da dove, non gli permette di uscire dalla loro bolla.

La sofferenza, infatti, e il senso di annegamento nel presente, erano una costante del personaggio che si affannava a rimanere a galla in un contesto a lui incomprensibile che vede deformato da lenti di ignoranza.

E' la storia che narra del dolore, del terrore e della sofferenza di un uomo che non capiva un mondo in cui viveva e nel quale era cieco. 
In tale contesto il protagonista pensava che i pali della luce che lui centrava camminando da orbo fossero invece sadiche bastonate inferte dal feroce superiore/sistema che lo costringevano alla sofferenza continua.

Se ci pensiamo e' in un certo senso la narrazione speculare in chiave horror di Marcovaldo. 
Marcovaldo e' un ignorante zappaterra che si deporta da solo in citta', un mondo, la citta', l'azienda e gli altri che non capisce a cui cerca di opporsi persino cercando modi per trasformare la città e le sue regole nelle sue regole villiche.
Il salario di marcovaldo che e' senza istruzione è molto basso e maledice la cosa, non capendo che aver fatto 6 figli non e' stata una furbata, altro tentativo per sentirsi ancora nel mondo originario fatto di campi e zappa dove 6 figli e' censo e non costi.  
Cerca così di approfittare di ogni occasione per ricavare qualcosa, finendo persino nel furto, ma quasi ogni volta le soluzioni improvvisate finiscono per rivelarsi inadeguate quanto la persona che le ha provate.

La differenza fra marcovaldo e fantozzi, che operano negli stessi anni nello stesso ambito (del resto potrebbe addirittura essere la stessa azienda), oltre ad un posizionamento sociale molto differente, al pavimento per l'emigrato, in alto nella piramide aziendale per il fantozzi, e' il tipo di narrato.

Schifosamente da occhiali rosa per il marcovaldo, un inno latinico alle origini dell'uomo, il "buon selvaggio" e lo stato di natura buono in contrapposizione ai mali della società cattiva.
Quel vomito dolciastro tanto amato da filosofi e letterati cittadini che mai hanno avuto contatto veramente con i poveracci che zappano la terra.
Calvino, che racconta da osservatore esterno e benevolo esterno all'azione, spinge sul binario del marcovaldo santo e buono, come del resto ancora oggi i comunisti/sindacati italiani proseguono nella barzelletta che l'operaio e' buono per definizione e l'azienda-mondo cattivi, ma nulla sappiamo veramente del protagonista che si da per scontato esser bambino dall'animo candido pur essendo di mezza eta' e con 6 figli affamati.
Perche' se sapessimo veramente chi e' e cosa pensa il Marcovaldo medio non farebbe certo qual poetico e un po patetico personaggio ispirante simpatia. E' solo il filtro standard in stile Iphone di calvino in cui la vecchia incazzata e sboccata sembra una ventenne sexy a modo. 

Fantozzi invece e', all'incirca, un figlio di un marcovaldo di anni prima, che ha avuto accesso all'istruzione, ma non e' ancora uscito dal tunnel evolutivo "da servo della gleba a cittadino" soli 4 volumi di 324pag. Ed. LaVita SpA.

Il racconto fantoziano e' cinico e iperbolico delle difficolta', molto simili al marcovaldo, ma con molta piu' sofferenza per il fatto che quello che uno non comprende e basta vivendo in un immaginario trip positivista, l'altro pensava di aver compreso, ma la meta e' sempre piu' lontana mano a mano cerca di correre in avanti.
Piu' cerca di afferrare quello che pensa  essere suo, di aver compreso, piu' il mondo gli si rivolta contro in maniera violenta e inequivocabile dimostrandogli, con violenza, che non aveva capito nulla.
Non e' la semplice fame o la meraviglia fanciullesca ad esser raccontata, ma un massacro psicologico senza fine.

In questo boato di sofferenza l'italiano degli anni 80/90 guarda il fantozzi, di fatto nel 90% il suo superiore, e ride. 
Gli chiedi perche' ride e capisci subito che pensa che il fantozzi sia un suo inferiore nella scala sociale, lo reputa del livello inferiore del suo.

Guardi il tizio che immagina di essere diversi livelli sopra il fantozzi: fiat uno bianca di ordinanza, vestito da povero di fantasia oltre che di censo, dall'istruzione 3za media, peggio liceale o al massimo uguale al fantozzi (ma 20 o 30 anni dopo ha un senso diverso).
Pensi di aver capito male.
Chiedi spiegazioni e scopri che il fantozzi fa ridere perche'... e' reputato piu' povero e piu' sfigato... da uno piu' povero e sfigato di lui.
Perche' il concetto e' che il fantozzi e' rassicurante per via che e' percepito come l'ultima ruota del carro.
Peccato che non e' quello che pulisce il pavimento, non e' neppure un operaio, dal contesto uno delle migliaia di dipendenti dell'azienda, ma lavora nella sede centrale e non per svuotare i cestini, ma e' o un quadro o un dirigentino. 

E' tutto una deformazione del percepito banalmente, per come tante altre cose, l'italiano non solo non si ricorda, o probabilmente non vuole ricordarselo, cosa era l'italiano prima degli anni 70.
Non vuole neppure essere associato al mondo del fantozzi, non si sente il fantozzi: fantozzi e' peggio di lui.

E' lo stesso meccanismo per cui i grandi "kattivi" dal popolino bue erano reputati solo cattivi e stupidi. 
Non mi sembra che baffetto e mascellone hanno fatto quel po di caos perche' 2 stolti senza cervello hanno preso il potere, come spesso narrato dalla vulgata.
E' solo un modo per evitare di guardare che l'orrore erano loro, e i "kattivi" erano tante cose, ma non stolti.

Cosi' l'italiano reputa il fantozzi un essere inferiore per non guardare che il fantozzi e' assai meglio di loro, una volta fatto questo vedono solo le gag che comprendono solo superficialmente come avanspettacolo: il rutto, la scorengia, l'espressione devastata e altre mimiche. Fossero clip di 10 secondi sarebbero uguali, che conta e' la tranvata in faccia, il tormentone e la scorengia.

Io vedo nel fantozzi l'italia che non ci riesce, che non cresce di cervello e che si arrabatta come puo', mentre annega sempre piu'.
E' un horror che anni prima spiegava cosa sarebbe successo dopo se non si cambiavano quelle cose.
Le cose non sono cambiate.

 

 

 

 

 

 

 


 

mercoledì, gennaio 28, 2026

bassi piccoli?


Photo: mi sono drogato e ho comprato un ciocco fluo per accendere il fuoco.

Prendiamo sempre una recensione folle e senza vergogna del prodotto comprato dalla drogata:
"Le migliori casse bluetooth per fare festa dove e come vuoi....  50 W di potenza sprigionano un suono pieno e dinamico, con bassi potenziati dalla tecnologia..."
 (Wired italia, immagino sotto acido come i colleghi del corriere della pera che fanno discoteca con UN midrange di11cm di woofer di una radiolina)
Immagino che wired si intenda non "cablati", ma "legati come un cotechino per fare cosacce"

Il costruttore racconta di fragorosi 56Hz... 
Peccato pero' che l’altoparlante che e' montato, circa 10*5 cm e' grossomodo un 8cm e a 60Hz non ci puo' scendere neppure se piange con 1000W, salvo che stiamo narrando di un volume cosi' basso che devi tacere, se parli a voce normale non senti piu' se la supposta BT e' accesa o spenta.
Che sia una marcaccia samsuiga, apple, sonos, anker o sacrissima marca santa, nulla cambia: non hai bassi e se scende a 200Hz e' ultra buono.

Ad un certo punto tutti gli altoparlanti in vendita sono scesi nei bassi profondi, tutti hanno avuto un kilotone di watt e tutti sono arrivati a 30Hz e, come dice il corriere della sera, con un volume rock da festa grande.
Il tutto con una dimensione da bottiglia di vino e un prezzo di 50E+bustarelle.

Come motivazione di questa colossale prestazione "nuove tecnologie magiche" come scritto anche da Wired. 

Uno dei motivi per cui il GGiovani non comprano piu' l'HiFi e' che se leggi le bugie che scrivono sulla soundbar cino-coreana o una scatoletta BT da 50E (vendute fra i 100 e i 1000E) dovrebbero offrire il suono di un impianto da 100.000E.

Ovvio che un impianto HiFi normale da 2000E non lo compri piu' se sei convito di avere tutto come un impianto HiEnd, compreso  "GLI BASSI" e "che sta pompa". 
Del resto se dichiarano 1000W e 30Hz uno si aspetta come minimo il livello da concerto da stadio.

Cominciamo in questa puntata a raccontare di quelle cose che non permettono ad un piccolo altoparlante sotto i 16cm di definirsi woofer, non a caso i marchi seri di coni spesso il 16 lo mettono fra i mid o midwoofer, quindi manco e' nomenclato come woofer, figuriamoci un 10cm.
Figuriamoci quando un midrange da 13 o 10cm viene chiamato subwoofer (presente i marchi di medda?).

Innanzi tutto ricordiamoci cosa diceva la normativa DIN degli anni 60 per cercare di mettere un confine fra la roba per ascoltare musica e quello destinato ad ascoltare il TG
 "L'altoparlante dovrebbe essere in grado di sviluppare una pressione sonora di 96 dB"

 Ricordiamoci: 
Era fra il 1960 quando stavano stilando le specifiche dell'HiFi:
-Il formato LP, nato nel 1948 ha cominciato a godere di popolarità solo intorno al 55 e solo nel 57 arrivo' ad avere la nascente stereofonia. 
-L'amplificatore ad alta potenza da casa dell'epoca aveva 10W
-il S/N era un deliro come la diafonia dei primi stereofonici.
-L'altoparlante medio era un largabanda da 13-15cm che reggeva un watt tutto intero.

Quindi mettere il minimo sindacale ad un livello comprabile nel 1960 e non svenarsi con mutuo decennale aveva un senso logico.

In pratica la normativa DIN definisce con il nuovo termine HiFi quello che non e' un grammofono o una fonovaligia.
Vorrei far notare che alcuni oggetti molto faighi di marche top odierne "che suonano benissimo" non rientrano neppure in questa definizione da nonna.
Del resto nella norma non si parla neppure di bassi o cose cosi', e' giusto un dividere la roba per il parlato da quella per la musica.

Rimembro per capire la questione, molti altoparlanti HiFi svilupperebbero molto piu' di quella pressione sonora prevista con UN singolo watt.
Eppure, se guardate i cataloghi, io amplificatori da un paio di watt ne vedo pochi.

La domanda quindi diventa: cosa oggi e' interpretabile come "roba per la musica" visto che non parliamo piu' di 78 giri?
78 giri che molti dicevano andare benissimo, del resto su di una fonovaligia con una singola valvola da 1/4 di watt, con un altoparlante ellittico brutto da 15cm in aria non e' che puoi sentire la differenza fra un 78 e un 33 arati con un chiodo piezo... 

come al solito guardiamo il destinatario: l'orecchio.

La prima cosa che vediamo e' che l'uregia ai bassi volumi sente solo le medie.
Per semplificare, se non alzate per bene il volume scordatevi di sentire i bassi, il fatto che ci siano o meno a voi non cambia: non li sentite.


 se vi sembra strano come grafico e siete abituati alla risposta dei coni la leggete meglio cosi' ribaltata

in soldoni, visto che a -60 vi e' il silenzio, perche' l'orecchio diventi un pochino lineare da farvi dire che sentite i bassi l'altoparlante deve salire a 100dB almeno.

Perche', ricordiamo sempre, quando voi ascoltato ad un volume non ascoltate il campanello di casa che fra driiiiiiin costante, ascoltate un suono che ha dei picchi elevati anche se il volume medio e' piuttosto bassino.
Su quanto sia la diff fra media e cresta non tutti sono d'accordo, ma tenete conto che almeno 12 dB sono tutti vostri e alcuni parlano di 20 che e' un MARE di differenza.
Poi ci sono gicattoli che hanno un cono da 8cm che parlano di 100dB, ma al solito fanno ridere e il prodotto si suicida con un tap, probabilmente per vergogna.

Si noti che le casse producono XXXdB ad un metro di distanza, ma se non le teniamo in grembo o sedute sul nostro divano dovranno essere in grado produrre ben oltre 103dB: 
-6 dB per ogni raddoppio di distanza (poi, piu' lontano di 2m,  ci sono le riflessioni da sommarsi che dipendono da come e' fatto l’ambiente, ma sono uno show non da ridere)

Altra menata e' il fatto che un ambiente ha un fondo di rumore, non siamo in una camera anecoica, quindi l'affare deve spingere un pochino, se avesse solo 60dB, per dire, in molti appartamenti manco si capirebbe il TG (e incidentalmente avete capito perche' i TV odierni li chiamo "senza audio").
Il segnale utile e' quello che supera il rumore e anche in casa di notte ci sono tanti bei dB, di giorno di piu'.

Adesso avete capito perche' la casse da discoteca furbe, che nonostante i wooferoni erano mute sotto i 55-60Hz per avere efficienze nell'ordine di 100dB per un watt, erano sempre alimentate da poderosi e costosi ampli da 500-1000W.

La prima cosa da capire, banale banale, per scendere e' che un altoparlante scende in base alla sua  frequenza di risonanza che e' data dalla dimensione, fisica e massa.

Un modo per far scendere un altoparlante, sistema becero che viene usato anche in produzione, e' mettere un peso vicino al copri polvere, spesso un anellino a C di metallo, o verniciare il cono stesso, che aumenta pure di rigidita'.
Ovviamente non si puo' avere il pollo gratis, questa massa solitamente diminuisce il rendimento

Un altro motivo per cui i woofer non possono essere piccoli e' che la massa d'aria spostata dipende dall'area del cono. 
E' chiaro che un cono da 10cm sono 78cm^2, mentre un piccolo woofer da 20cm 314cm^2, 4 volte tanto.
Se pensate che potete far i furbi e mettere 8 altoparlanti da 12 cm per cercare di fare un 30cm vi avverto che arrivate tardi il solito amar bose lo ha gia' fatto con le 801/802.
Fra poco vedrete che il problema e' peggiore di quello che sembra.

Un cono piccolo pero' ha un ulteriore piccolo problema, per spingere la stessa aria deve aumentare l'escursione (e non puo' essere altrimenti) in maniera drammatica.
Il problema e' che dopo pochi mm di escursione l'avvolgimento non e' piu' nella posizione ideale all'interno del traferro. 
Piu' esce peggio diventa la distorsione e, ancora una volta, diminuisce l'efficienza in maniera subdola (di fatto maggiore dei dati della brosciurazza patinosa).

Giusto per avere un idea un woofer da 30cm di marche serie ha un escursione massima di 7-8 mm, i woofer a corsa lunga da 30cm sono di 18mm, raramente di piu' perche' farlo implica diversi problemi.

Infatti il woofer EV da 400W e 40cm che ha una fantastica efficienza di 99dB ad un watt ha un escursione di 4.1mm: tutto torna.

Gia' qui dovrebbe essere chiaro che con 10 cm scendere sotto i 100Hz e' durissimo, ogni Hz guadagnato lo dobbiamo pagare salato, ma se con un 10cm arriva il buontempone che ti racconta di 40Hz dovresti sorridere e dare una carezza accondiscendente sulla testa. 
Se e' un azienda vorresti il suo fallimento istantaneo.  

 

Per vedere cosa succede con un vero altoparlante da 10cm prendiamo uno dei massimi campioni e uno dei colpevoli della santificazione dei 10cm. ;-)


 

 Nel 1972 in BBC si ebbe l'esigenza di trovare delle casse che andassero bene come monitor da mettere sui furgoni e successivamente  negli studi piccoli per ottenere un uniformita' di mixaggio.

Non essendoci in commercio qualcosa che li soddisfasse lo progettarono loro e come succedeva all'epoca veniva dato il progetto in concessione a piu' fornitori per distribuire i danari pubblici ed evitare interruzioni di fornitura.
Il progetto era molto interessante, del resto nasceva per essere "monitor" e quindi dettagliato e preciso.
Inoltre andava bene da associare nelle regie per vedere che il mix fatto sulle grandi imprescindibili  JBL (4343, 4344, 4345, 4350 e imitazioni) potesse suonare anche su cose modeste.

Nel passare degli anni le aziende licenziatarie hanno iniziato a vendere il minimonitor (forse il primo della sue specie) sia ad altri studi sia ai privati che scoprirono che erano veramente delle lame fantastiche.
Ovviamente gli entusiasti cominciarono a parlare di bassi, per un cono da 11cm impossibile, e divenne quasi un mito grande quasi come le jbl.

In realtà era un yorkshire terrier, molto simpatico e scodinzolante, ma e' come paragonare un botolo ad un tirannosauro. 
Infatti le BBC con vari marchi ad oggi non solo potete comprarle nuove 50 anni dopo, tipicamente intorno ai 1500$, usate, circa 800$ con punte MOLTO piu' costose (e folli).
Il woofer che all'epoca era una cosa notevole, oltretutto usava dei nuovi materiali ed era furbo, viene prodotto ancora oggi come il TW che e' altrettanto buono.
Il woofer nuovo di pacca costa 300E, uno vecchio a Km zero 150E. Non certo regalato.

Se leggete alcune recensioni, che sono meno folli di sonos, vi parleranno di bassi "corposi" che nella realta' sono inesistenti.

Come al solito fanno le prove, alcuni descrivendo impianti monumentali, ma di rado fanno misure.
Il problema di quando provi un mito, soprattutto se scopiazzi le altre recensioni, e' che mai dirai il contrario del "senso comune del consumatore denar-cacciante"
Poi, fare misure per vedere se hai bevuto troppo vinello e' troppa fatica.

La realta' delle cose, nonostante il buon KEF da 11 cm e' piuttosto arcigna. 

 

Da un lato e' la fisica strz, dall'altra il risultato e' una cosa notevolissima per una scatola da scarpe ed e' molto lineare.
I trucchi per ottenere questo e' che il Xover e' molto elegante e contiene una equalizzazione (che da qualche parte si paga).
Questo insieme causa una bassa efficienza di 82 dB/W/m.

Uno potrebbe dire: hei,  ma allora mettiamoci un ampli GROSSO per far salire la scarsa allegria.
Ma, RICORDIAMO, il piccolo woofer per arrivare come una lama a 100Hz ha pagato con una escursione elevata e piu' watt ci mettiamo piu' l'escursione ci frega.

Il simpatico wooferino con pochi watt, una ventina, andava gia' oltre la sua corsa accettabile, ma di fatto era un monitor da scrivania da usarsi in furgone, non e' cosi' sbagliato, no?



Poi dobbiamo fare mente locale che e' un piccolo cono da 10cm, non e' che puoi buttarci dentro 200W, diciamo che e' gia' un piccolo miracolo che il piccolo KEF si beva 50W senza rompere le scatole, non e' la bobina di un 40cm che e' quasi grande come questo piccolino.

In pratica aveva bisogno di watt perche' era un pochino sordo, ma non potevi erogarli per colpa dell'escursione gia' al limite.

La cosa che qualcuno puo' pensare e' che oggi "ci sta u reflexxe", sorry ci hanno gia' pensato e ovviamente su inet  i grafici non li trovate, ma potete simularle per bene, sono componenti conosciute.

Si guadagnerebbe qualcosa di efficienza e si arriva con un B4 a 75Hz perhe' la vera carta jolly del reflex e' che nel punto dove avete messo la risonanza il woofer sta fermo e non finisce piu' a fondo scala come prima.
Il problema della simulazione tamarrilandia senza nessun coibentante, che solitamente non suona un gran che bene nel mondo reale, migliora, ma appena lo facciamo un pochino piu' sano si tracanna i 50W massimi della bobina in allegria senza salire molto piu' della versione in sospensione. Sig.
Migliora, certo, ma non cosi' tanto da cacciare i tanti soldi chiesti, neppure un quarto.

Si puo' fare meglio con gli altoparlanti di oggi?
Ni, perche' se da un lato sono migliori, non sono cosi' migliori da strapparsi i capelli, certo suonano meglio, soprattutto distorcono una badilata meno e sono piu' lineari, possono bere piu' watt e sono un piu' efficienti, ovviamente  salendo di prezzo, ma i miracoli non si fanno.
Di certo quelli che fanno una qualche differenza non sono coni da 30E che trovate sugli altoparlanti 300E tutto compreso, che non penso siano meglio del vecchio KEF.

E poi siamo sicuri di volere un altoparlante piccolo che si tracanna 400W per avere comunque pochi bassi ad un volume ridotto con un prezzo da gioielleria?
Allo stesso prezzo non e' meglio un altoparlante piu' "normale" che scende piu' facilmente?

Come si faceva nel 1972 a scendere a 30Hz a livello monitor (-3dB a potenza piena) e che possa arrivare a quasi 100dB?
Indovina un pochino? 


Due timidi 38cm.

Hanno diversi difetti, ma oggi si scambiano a cifre a 4 zeri per buoni motivi se sono ancora intere e originali.
Tirate fuori dalla scatola brutalizzerebbero il 50% degli altoparlanti HiEnd.
Poi ovviamente non suonano fortissimo, i coni dell'epoca non sopportavano grandi potenze e non erano efficientissimi.
Per quanto ne so io nessuno puo' dire che siano pessimi, al massimo possono non incontrare esigenze.

Oggi si puo' fare meglio?
Si, certo, oggi scenderebbe di piu' e suonerebbe MOLTO piu' forte e si potrebbero sistemare le incertezze dell'epoca.
Pero' per queste casse non esiste piu' un mercato.

Il problema per chi ha delle casse che scendono in allegria sotto i 50Hz e' che i dischi oggi sono registrati di medda e spesso quelli vecchi rimasterizzati MALE.

Il problema di questi nuovi e rinnovati dischi e' che sono stati mixati da furbacchioni con casse PICCOLE.
Quando una cassa con un 13 o 16 cm e' la cassa piu' grande dello studio (ovviamente a basso volume come da catalogo arriva a numeri fantastici) se si prova un brano ad alto volume (altrimenti a non funzionare e' l'orecchio) e arriva un colpo di bassi e' ovvio o che lo zittisce (quindi sconosciuto al fonico) o sara' molto brutto e distorto (e verra' eliminato, modificato o contenuto dal fonico) trascinandosi il resto del brano.

Quel brano su di un attrezzatura superiore a casa suonera' "strano" per mancanza, modifica o eccesso inopportuni.

Ma del resto il consumatore medio a casa ha un 10cm da 10E (che pensa essere HiFi), che stiamo a discutere, non servono piu' i monitor JBL, del resto le ossa orami son state svendute all'impero della bassa qualita'.

Concludendo.
Parlare di bassi su di una cassa che ha meno di un 20cm di diametro e' stranino, il minimo sindacale e' 16. 
Un 10cm non ha possibilita' di avere bassi.
Parlare di subwoofer con meno di 25cm fa tenerezza. 

Peccato che quando dico questo arriva sempre il genio "ma tu non sai che", io non so il nome della tua magia, ma la fisica lo sa benissimo e da brava strz quale e' arriva e ti bastona sui denti con un randello nodoso.

 



 

 

 

lunedì, gennaio 26, 2026

cortocircuito del credersi superiori

 

Da un bar sardo il compendio sulle origini dell'odio di chi credendosi nel giusto detta legge e l’alfabetismo di ritorno dato dal credesi superiori a qualsiasi regola, anche grammaticale.

Perche' chi e' nel giusto puo' fare tutto senza peccato. 
Che sia un massacro nel nome di una religione o un furto perche' l'altro non merita non cambia.
Si e' ciechi perche' abbagliati da proprio credo, bias, sentito dire, leggenda metropolitana o rivista sui monopattini.
Semplicemente perfetto.

Inoltre se davvero il cartello fosse preso alla lettera, nessuno potrebbe entrare, perche', siamo onesti, tutti siamo un pochino quella roba anche se crediamo o speriamo di no. 

PS
Spacciato da un conoscente, se e' una fake di chi aodia il bar me ne scuso, ma e' troppo indicativo tanto da essere perfetto.

giovedì, gennaio 22, 2026

EQ

 

Photo: molti progettisti di casse non sono ancora arrivati al 1972 quando mr Roy spiego' du' cosette.

L'equalizzatore e' una della cose piu' controverse della storia dell'HiFi, anche se e' di una banalita' estrema.

Innanzi tutto a cosa serve?

L'idea di base e' adattare l'ambiente alle casse.
Equalizzare rendere uguali, in questo caso le emissioni in ambiente.
Infatti il nome completo e' equalizzazione ambientale.

Gia', il grande dilemma che ha fatto si che i grandi abbiamo fatto casse bizzarre.
Roy Allison  per primo a definitivamente introdotto lo one nel 1972, definendo indirettamente come stolti tutti i box su stand lontani dalle pareti (magari ne riparliamo essendo un errore grave tipico come avere il reflex posteriore). 

Altro pazzoide, antietico rispetto a Roy, che cerco' di accoppiare la stanza, partendo dal fatto di non poterlo fare, Amar Bose con le sue 901. 

Problematiche tanto ben capite che al sim-HiFi di milano (e anche in altri posti) suonavano con lo schienale verso il pubblico e con il frontale verso la parete.

Negli anni 60 era diventato chiaro a tutti che la maledetta stanza era importante, nei 70 era stata approcciata in tutte la maniere e poi nei 90 se ne sono dimenticati.

In questa finestra anni 60/70 si cerca di adattare anche la risposta dei diffusori con l'elettronica cosi' nasce l'equalizzatore ambientale.
Ovviamente l'elettronica costa tanto e prima si fanno 3 bande, poi 5, e via dicendo.
Il problema e' che ogni banda porta con se rumore, distorsioni e rotazioni di segnale.

Cosi' qualcuno pensa che si possano usare meno bande ma specifiche: nasce l'EQ parametrico, generalmente 5 bande in cui la campana di intervento e la larghezza della stessa possono essere regolati.
Nei primi anni 70 i piu' sbavanti pensavano fosse la panacea a tutti i problemi.

Nel frattempo l’elettronica migliorava e scendeva di prezzo cosi' arrivarono gli EQ fino a 31 bande, rendendo di fatto obsoleti i parametrici che comunque introducevano robaccia e non erano in grado di correggere correttamente la risposta della stanza.  

Alla fine degli anni 80 ci si trovava in una situazione in cui erano diffusi gli equalizzatori (parametrici o meno), ma non avevano MAI dato nessun vantaggio al normale user stolto rispetto alla manetta normale.


Vi erano 3 ottimi motivi per cui questo non era successo

-Il primo e' che venivano regolati ad orecchio, che non e' uno strumento di misura, d'altronde l’analizzatore di spettro era piuttosto raro e costoso e anche quando acquistato veniva usato solo perche' era carino e albero di natale. 
In pratica inutile

-Anche l'acquirente accorto poi cercava piu' di compensare le manchevolezze della cassa che della stanza sperando di far scendere quel piccolo woofer fa 16cm delle piccole bookshelf come pensava che fosse giusto nella propria testa, in pratica come un enorme 40cm di una cassa delle dimensioni di un frigo. 
Se poi era roba economica con problemi anche sulle alte...

-La maggior parte degli EQ avevano un inutile scala di 12dB spesso con slider corti (perche' erano carini), decisamente scomoda per la maggior parte degli usi, rari slider doppia lunghezza e tasti per usarli a piu' ragionevoli 6 o 3dB

In pratica il 99% degli EQ venivano impostati per GRANDI compensazioni messe a caso e spessissimo con un andamento a V da paninaro.

Photo: tipica disposizione da animale che sta mandando in pappa l'impianto. Lascio immaginare cosa succeda con quelli che dichiaravano slider da 18 o 20dB.
 

 

Ricordo che una compensazione di 6dB per rianimare un piccolo cono da soli 16cm per cercare di farlo scendere a 50Hz "per sul serio" vuol dire QUADRUPLICARE la potenza usata, o in soldoni, mettere in ginocchio la maggior parte degli ampli connessi.
Mandare in fondo uno slider da 12dB vuol dire moltiplicare per 16 la potenza necessaria all'ampli e altrettanto l'escursione di un woofer.
In pratica n ascolto da 4-5W con un fattore di cresta da meno di un centinaio di wattonzi diventano 60Wpieni che vuol dire che con la cresta sono almeno 400W
Io di ampli da 400W "per sul serio" ne vedo pochini.
Inoltre voglio vedere quali wooferini da casa riescono a reggere 400W ed escursioni da diversi cm, o forse si stanno confondendo i woofer con gli sturacessi XXL?
Perche' e' questo che stiamo facendo, per volumi di ascolto modesti servono potenze enormi.

Inoltre con l'arrivo del CD in massa intorno al 1985, ricordo che molti giradischi sono sempre stati starati malamente, si e' notato che tutta questa roba oltre alle correzioni peggiorava il segnale.
Da qui prima i tasti "CD diretto" e poi "diretto" che semplicemente saltavano l'elettronica dei toni.

Insieme a casse pensate meglio per l'ambiente, non come Roy, ma almeno non come prima, si e' arrivati praticamente a eliminare i controlli di tono ed EQ da tutti gli impianti HiFi da casa o perlomeno a poterli spegnere.

Si stava sistemando la cosa, magari sarebbero nate nuove casse per gli ambienti, quando verso la meta' del 1990 l'industria dell'HiFi e' crollata.
Ci sono molte teorie sul perche' la gente ha smesso di ascoltare musica, quello che e' certo e' che sono rimasti solo i vecchi a farlo.

Ovviamente le cosa vecchie ritornano come novita', alle volte depotenziate altre volte potenziate, la cosa certa e cercare di non far sembrare una cosa vecchia anche se lo e'. 

Oggi sembra che gli EQ con moltissime bande via DSP gestiti con microfoni tarati (oggi i mic se ne trovano sotto i 400E)  possano promettere cose, ma alla fine alcuni dei problemi non sono cambiati. 
Questi oggetti, persino SW "faso tutto mi" dovrebbero funzionare cosi:
Prendo il mic, lo metto nel punto di ascolto 
Pigio un tasto
Magia!, tutto equalizzato.

Perche' oggi le persone vogliono cose ZEROSBATTI [TM] 
Tanto zerosbatti che in alcuni prodotti il microfono non e' neppure posizionabile nel punto di ascolto (stendiamo un velo pietoso sulle bestemmie che potrei dire di quella roba)

Ci sono un pochino di problemi.
Il problema pricipale che una correzione di tal fatta non puo' essere fatta in automatico per diversi motivi.
Il piu' semplice da capire e' che nelle casse ci sono diversi punti che l'EQ non puo' correggere e dipendono sia dalla costruzione della cassa che dalla sua disposizione in ambiente.

Facciamo un esempio estremo come delle cassa da disporre sull'angolo: il progettista ha previsto che mettendola li le basse quadruplicavano l'emissione.
 
Anche se informassi il mio SW del modello della cassa, cosa che non mi pare che sia consuetudine, lascio solo immaginare i costi di un tale database, lo stesso SW non puo' sapere dove ho piazzato l'affare e costringere quella cassa a produrre il doppio o il quadruplo del suono previsto non e' molto sano.
Idem per le alte o peggio, per il buco che si crea con le casse sui maledetti stand in mezzo alla piana.
Stesso concetto per eventuali cancellazioni dovute alla stanza: puoi metterci tutti i watt che vuoi ma non potrai colmare il buco.

Ci sono dei punti che NON VANNO EQUALIZZATI anche se fossero manchevolezze perché non dipendono da cose equalizzabili ma hanno a che fare con la fisica (Dea sempre maledetta strzissima).
Non possiamo sperare che l'ampli e la casse siano con potenze infinite e anche cosi' non e' detto che si possa correggere.

Quindi un sw che cercasse di far scendente un cono da 11cm come dichiarato sul sito del produttore a 30Hz (aceto del supermercato per l'insalata spacciato per spumante?, presente Totem?) incorrerebbe in piu' di qualche problema
Idem se cercasse di ridurre cose il gap con la parete eccetera.

In pratica l'EQ deve essere sempre gestita da qualcuno che, vedendo il tipo di casse e dove sono messe, puo' certamente farsi aiutare da sistemi di EQ automatizzati, ma dovra' cmq correggere la curva con la propria esperienza.

Diciamo che non sono cose da far gestire alla massa, salvo voler parlare di scritte glitter come l'HDR o il  megapixel sui telefonini che da imbarazzante e' passato a nonsense.

Ultima EQ, gia' ce ci siamo,  da vedere e' sugli altoparlanti attivi.
Ultimamente molti altoparlanti attivi, alcuni addirittura spacciati per monitor, mostrano risposte in frequenza dichiarate che non esiterei a definire imbarazzanti. 
Fino a prova contraria un altoparlante da 8-10cm non puo' riprodurre 50Hz, salvo che abbia escursioni di mezzo metro e/o masse tali da dover usare 1000W per ascoltare il telegiornale.

Anche in questo caso e' un trucco alla dieselgate.
Si alimenta il piccolo giocattolo con 1W, P alla quale si misurano le cose per far prima, e si equalizza pesantemente mantenendo la potenza in ambiti ragionevoli (visto che porta con se un guadagno si sta abbassando il volume) 
Il risultato e' che quella cosa riudirà a riprodurre 50Hz promessi a -3, ovviamente ad un volume sussurro che nessun umano e' in grado di ascoltare (ricordiamo che le orecchie a bassi volumi sentono solo le medie?). 
In pratica, per un umano, suona come una cuffia appoggiata sul divano.
Appena si alza il volume, ovviamente, le cose cambiano e vengono adottate strategie per evitare di arrivare alla saturazione del fetido classe D gia' a volumi da sala d'aspetto dentistica dove servirebbero watt a palate. 
Stressa strategia avviene quando vedete subwoofer dichiarati per il soliti 20Hz o poco piu' (perche' il peone guarda solo quello!) alimentati da pesantissimi 1000W in inopportuna classe D con un misero cono da 20cm.
Si parte con un wattino e giunge, dopo aver consumato tutto il KW in EQ, ai fatidici 20Hz ad un volume che definire ridicolo per il costo di a 4 zeri e' poco. Ogni riferimento ad un sub con case in alluminio spesso e' puramente casuale.
Ovviamente poi a volumi normali se arriva a 45Hz con distorsioni ridicolmente alte e' tanto

Riassuntino

L'EQ non e' il male, ovvio. tenete conto che moltissimi Xover fanno anche una sana EQ e in ambito pro e' tutt'altro che un errore.

Al solito come  tante altre cose che abbiamo visto il consumatore ha snaturato la questione chiedendo sempre di piu' e usandola in maniera inopportuna.
In pratica creando l'associazione EQ=schifo e rendendola vera.
Infine l'EQ e' stato un modo per far apparire sui cataloghi caratteristiche inesistenti.

Il problema e' che oggi tutto e' idiot-proof e l'EQ ambientale non ha senso in questo contesto "schiaccia un tasto e, PUM!, avviene il miraculo".
Alla fine togliere dai prodotti l'EQ e' stato, e', un beneficio. 

Del resto una mannaia in mano ad un bambino spaventato sotto droghe non e' una buona cosa, anche se e' uno strumento utile di per se.