Photo: voglio piu' roba da mangiare, 10 polli non mi bastano piu'!
Ultimamente possiamo notare che a fronte della scomparsa dell'HiFi abbiamo un fiorire di nuove offerte per la musica.
Se ne ascolta sempre meno, ma se ne vende sempre di piu'.
Misteri dell'economia.
Posso capire il ritorno dell'LP, spesso sono suonati da giradischi che definire problematici e' un favore.
Del resto ha una sua logica contorta: se l'impianto medio peggiora drasticamente e' ovvio che non e' piu' in grado di discernere fra un LP sporco e scavato da un chiodo storto rispetto ad un CD.
Quello che mi fa specie e' la grandissima offerta di musica con contenitori, spesso in streaming, che dovrebbero avere qualita' enormemente superiori al CD.
Ancora prima di vedere se e' un passo avanti o uno indietro vien da chiedersi con cosa ciuffolo ascoltano quelli che usano quei contenitori, visto che ormai un altoparlante decente e' piu' raro di un panda in Lombardia.
Innanzi tutto, come spesso avviene di recente mancando marchi seri e consorzi di aziende che hanno ingegneri seri, non esistono standard per questi nuovi servizi "alta qualità" e anche i termini per definire la cosa sono diversi.
Vi ricorda la storia del video recente?
Altrettanto sono diversi i container, i codec, le obbligatorie APPestanti e i formati, giusto per far caos.
Infatti molti HW e SW possono leggere questo e non quello causando segmentazione di mercato e menate.
La cosa piu' divertente di questa ondata che la gran parte di questi oggetti "compatibili" con l'altissima fedelta' e' di fatto composta da oggetti che hanno problemi a riprodurre fedelmente un podcast, roba da cornetta telefonica, non HiFi, cosa strana non credete?
Non a caso Sonos ne e' grandissima paladina, leggendo le sue pagine sembrerebbe roba che cambia in maniera drammatica l'ascolto... mah, forse con dei prodotti che faranno, di certo non gli attuali...
Apple Music offre lossless fino a 24 bit/192 kHz di campionamento
Amazon offre anche lei lossless fino a 24 bit/192 kHz
Qobuz ovviamente fa lo stesso, vorrai mica offrire meno della concorrenza.
Tidal sinceramente non ho capito, sembra che si fermino al flac 16/44.1, praticamente il CD, ma altre fonti parlano di hi-res o altre parolacce, forse ho capito male io.
Anche altri fornitori piu' piccoli si sono allineati a 96 o 192KHz di campionamento e 16 o 24 bit a seconda del brand.
Serve davvero sta roba in maniera cosi' solida come dicono le riviste, i venditori e i proponenti?
Perche' MOLTI si stanno esponendo parecchio (hifi prestige o RGsound, per dirne 2 neache dei piu' convinti).
Partiamo dai bit.
In pratica sono la dinamica, in soldoni la differenza fra il suono piu' forte e quello piu' debole che potete sentire.
Normalmente la dinamica e' fermata in basso dal rumore ed in alto dai limiti massimi della catena (di cui fa parte si il DAC, ma anche l'orecchio e la stanza)
Ricordiamo che il rumore accorcia la questione nella catena HiFi e' anche quello ambientale, del resto se sulle attrezzature car-audio si accetta fino all'1% di distorsione anziché lo 0,00X% e ampli piu' rumorosi e' per il fatto che sarebbe del tutto inutile perseguire lo stato d'arte che oltretutto sarebbe piu' costoso che a casa. Le auto sono molto rumorose, no?
Tenete conto che il silenzio notturno casalingo corrispondono a 15-30 Decibel.
Un ambiente domestico di giorno si attesta solitamente sui 25 – 50 Decibel a seconda di come e' fatta e dove si trova casa vostra.
In inverno, nella maggior parte di case, io sento il rumore della pompa della caldaia, di notte si ode il generatore di alta tensione della stessa da molti ambienti. Il traffico e' una forte sorgente anche se avete tripli vetri e siete oltre il 4to piano. Per chi abita fuori citta' le foglie fanno rumore.
Per dire, anche le lampade ad incandescenza fanno rumore, figuriamoci le LED.
Salvo che poi mandiate il volume al punto di farvi sanguinare le orecchie per aumentare il segnale, e qualche migliaio di watt, avere dei bei limiti.
Ricordiamo per l'ennesima volta che i dB sono un valore LOGARITMICO e quindi per passare da 50 a 53dB, ovvero aumentare il volume di 3 "miseri" dB, dovete raddoppiare la potenza e la capacita' di sopportazione e/o escursione delle casse.
Lascio a voi cosa ci vuole per contrastare una casa rumorosa e passare da un settantina di dB di segnale per sovrastare appena i rumori in una casa non silenziosissima a 150 (e finire in ospedale)
La prima cosa che un progettista considera nel progettare e' "quanto ci serve e quanto ci servira' in futuro".
Quando philips presentò al mondo il CD nel 1979 ci avevano pensato molto.
Uscivano da un flop cosmico, il favoloso videodisco, e non volevano ripetere la cosa e avevano curato maniacalmente la cosa e, come poi sappiamo, chiesero un secondo parere a sony per fare un consorzio.
Decisero che 14 bit erano piu' che sufficienti per surclassare qualsiasi supporto allora esistente e bastanti per garantire longevita' al supporto.
Del resto 14 bit garantiscono 86dB di dinamica mica ciccioli.
Quando Philips si consorzio' con Sony il formato passò da 14bit a 16 bit.
Forse per facilitare sviluppi futuri allineandosi con un numero tondo allineato al Byte, forse per non lasciare il formato identico alla progettazione originale, forse per essere al di sopra di ogni sospetto di qualita': non e' molto chiaro, ma col senno di poi 16 e' piu' comodo da computazionare.
Il formato a 16bit porta la dinamica a 96dB, il sampling, nel contempo fu portato da 44.3 a 44.1.
Fecero dei passi avanti anche in altre cose che non ci interessano (ci sono interi libri che parlano solo di questo, del resto e' un parto epocale per MOLTE ragioni)
Piccola nota: tutte le caratteristiche, che non erano ne banali (come incidere i dati e con che modulazione, per es) e ne scevre da conseguenze come triplicare il prezzo di produzione fu fatto in sole 6 riunioni da senior manager in poco piu' di un anno. Dopo un solo anno dall'ultima riunione uscivano i prodotti.
Questo rende evidente che manager preparati ambo parti non necessitino di 100 riunioni fiume per 3 anni per fare un sito che funziona male (riferimenti a grosse societa' italiane di SW e' puramente voluto)
Questi nuovi formati formati favolosi con 24 bit che propongono oggi avrebbero la capacita' di una enorme dinamica di 144dB
Aggiungiamo una nota.
Quando si progetta o si fa una registrazione la leggenda, neanche errata, dice che a -60dB si trova il silenzio assoluto.
Quando state ascoltando un segnale il vostro orecchio la roba piu' bassa di un tot non siete in grado di percepirla.
Nella realta' i mascheramenti avvengono MOLTO prima. Il gioco degli Mpeg&c gioca proprio su quello: togliere dal segnale cio' che non potete vedere o ascoltare piu' di quel tanto.
In pratica per ascoltare "vicino" (stiamo sempre parlando di scale log e' vicino per un ciuffolo) ai 144dB, visto che l'orecchio oltre i 120-130 non va, e non va sotto gli 0dB, dovreste fare una camera, preferibilmente sotto terra, galleggiante, anecoica per le pareti, soffitto e per il pavimento e ci siete solo voi e le casse.
Come dite?
volevate del mobilio piacevole e una luce gradevole?
Magari un TV e la ventola del videogioco?
Suvvia, state ascoltando i 120dB magipixxelli, non vorrete farlo in casa!
Per la cronaca quando partì la commercializzazione nel 1983 dei CD molti CDP di derivazione Philips funzionavano a 14 bit buttando i 2 bit LSB per evitare di riprogettare parte delle elettroniche e dei chip.
Si, avete capito bene, philips prendeva i 2 bit che sulla carta erano responsabili della precisione e li buttava nel water rendendo molto meno precisi i propri CDP.
Se tenete conto che per anni i fonici raramente usavano tutti i bit, possiamo tranquillamente affermare che molti dischi andavano su quelle macchine con di 12-13bit, del resto il mixaggio era fatto in analogico e/o con fonici che tenevano un margine.
Inoltre, al contrario di ora, in regia si usavano gli stessi bit del CD e le elaborazioni come volume, mix e toni mangiano bit come se piovesse (ed e' il motivo per il quale i primi CD erano AAD e solo dopo molti anni DDD e inizialmente non sempre i DDD erano migliori)
Nasceva quindi la domanda che assillava molti in maniera profonda e sembrava una roba assai piu' importante della guerra fredda (era in un momento critico): 14 bit zoppi, ottenuti buttando la finezza, possono essere veramente HiEnd rispetto ai 16bit pieni e cicciosi?
Ovviamente i fanboy del numero GROSSO giuravano che era impossibile e ullulavano pieni del loro bit guardando d'alto i sottodotati.
Per anni con i migliori impianti, non certo un telefonino del cavolo magari con un altoparlantino da 50E, si e' andati a fare analisi, test, e menate sul fatto se si sentisse o no tale enorme differenza (2 bit e' il quadruplo di informazione, dopotutto).
All'epoca i recensori erano decisamente piu' onesti dell'attuale e alcuni di questi erano coinvolti nella progettazione di oggetti, come le casse, che poi avrebbero riprodotto quella roba.
Non erano rari, infatti, gli interventi o le interviste a veri e propri guru che oggi sappiamo dalla vista molto lunga.
Quello che poi era venuto fuori e' stato che neppure le migliori orecchie sui migliori impianti milionari sentivano una differenza certa, neppure sulle alte frequenze che sarebbero le piu' colpite.
Perche', alla fine, 14 bit sono sufficienti.
Giusto per aver un idea di massima gli amplificatori sono quelli che sulla catena sono piu' facilitati ad avere "tanti dB".
Un ampli di fascia altissima, diciamo Krell e amichetti, roba da 20.000E, ha un rapporto segnale rumore intorno a 106dB.
Ovvero e' in grado di produrre un segnale 106 "volte" (e' improprio adesso mi cazziate come sui D, ma e' per renderlo chiaro) del pavimento del rumore degli elettroni che se ne vagano a spasso (io li immagino che cantano "andiam andiam", ma i motivi principali sono 4 e dipendono dalla T, reiezione eccetera) e nelle realta' del'uso e' molto meno.
In soldoni pero' vuol dire che un maledetto krell non e' in grado di dare un segnale alle casse da 24 bit.
Figuriamoci un ampli dal costo piu' umano che non costi come una vettura.
Notarella, molti ampli MOLTO controreazionati con il solito KHz sulla resistenza da 8Ohm mostrano a freddo THD da favola, numeri che essendo appunto favole poi si schiantano duramente contro la realta' quando poi si ascoltano normalmente. (qualcuno ha detto classe D che oggi sostituisce la roba scarsa degli anni 80?)
Altro tassello sconosciuto ai numeristi della cabala e' ricordarsi nella realta' essendoci rumore di fondo non solo nelle elettroniche, che salvo economie esagerate e' solitamente bastante a qualsivoglia, ma anche ambientale.
E' difficile riprodurre un segnale fuori dal rumore di oltre un 80na di dB ed e' anche UNO dei motivi per cui una cassa HiFi appena decente deve superare l'emissione di questo rumore, ovvero produrre almeno 100-103dB ad un metro. Ovviamente per l'HiEnd si deve parlare almeno di 115.
Aver dB on e' una questione di "dover suonare forte" come un tamarro con il ridicolo Tamarr-Max, e' una necessita' per superare il rumore di fondo ambientale, che e' sempre presente, in quantita' tale da non poter far apprezzare le sfumature se non si sale con il segnale.
Concludendo potremmo fare questa affermazione:
Parlare di bit oltre i 16 standardizzati da sony/philips nella quantizzazione di un flusso destinato alla fruizione e' una puttanata clamorosa degna di 2 bambini di 10 anni che giocano a chi la spara piu' grossa.
E' una mera mossa di marketing che vi sta dicendo che siete cosi' stupidi e beoti da comprare cose controproducenti.
Infatti non potete usarli facilmente, implicano stream e supporti MOLTO piu' grossi, insomma costi a pioggia per non aver vantaggio alcuno.
Adesso guardiamo "gli erzi"
Mister nyquist che cazzia tutti gli amanti del digitale sia per il troppo che per il poco, dice che per campionare un segnale serve piu' del doppio rispetto al segnale stesso.
In soldoni per andare a 20KHz bastano circa 40KHz di campionamento.
Sony philips convennero che dare il 10% in piu' poteva portare ad una certezza inconfutabile che i 20KHz fossero risolti e anche le orecchie d'oro potessero essere soddisfatte.
Ci sono un paio di cosine da dire.
Dopo i 35 anni con il caxxo che sentite 20KHz e anche le orecchie d'oro non e' che sentano sta grande differenza.
Da GGGiovane riuscivo a sentire 23KHz, di piu' non esistevano alla mia portata strumenti sicuri per vedere come andavo.
Alle superiori con il prof abbiamo testato 65 persone ed ero l'unico che riusciva a sentire quella roba (molti poi hanno cercato di fregarmi perche' non credevano che sentivo quella roba, ma sono sempre stato in grado di dire se era attivo o meno).
Pero' non e' che lo "senti", senti che il generatore di sinusoidi e' accesso, una specie di pressione non senti un vero e proprio suono, quasi una presenza.
Inoltre, non amavo stare in un locale con un TV, il tono da 15625Hz era per me sempre molto molto fastidioso e si sovrapponeva a tutto, tanto da far fatica a stare in compagnia se un tv era acceso. Amavo i tv odiandone il noioso fischione brutto.
Ancora oggi se entro in una stanza con un tv accesso e devo parlare, maleducatamente, spengo subito il tv altrui perche' non riesco a concentrarmi avendo l'idea che faro' fatica a capire l'interlocutore anche se non fanno piu' rumore (e io probabilmente non lo sentirei piu' cosi' forte essendo ben oltre i 30).
Come il cane di pavlov, bau bau.
Avevo scoperto che la maggior parte di persone non sentiva quel forte sibilo dell'EAT e quel raro che lo sentiva lo sentiva molto attenuato. Alcuni TV erano cosi' rumorosi che li sentivi dalla strada.
15KHz sono ancora ben definiti e chiari, ben lontani dai 20KHz dove in mezzo senti ancora tanta roba comprensibile.
Eppure pochi sentivano quel fischio opprimente continuo.
44.1KHz di campionamento, 22KHz quindi di risposta, e' una scelta saggia che certamente copre il 99.9999% della popolazione e mette a dura prova le attrezzature HiFi.
E anche da parte di chi li sentiva vi dico che 20 o 22 per me pari sono non dando certo vantaggi.
Rimaneva pero' il problema del video che, per la tecnologia dell'epoca, era legato al fotogramma.
Usare 44 su di un video avrebbe potuto dare diversi problemi di gestione e del jitter.
Siccome i fotogrammi sono 24 il numero piu' basso accettabile era ovviamente 3X che in soldoni e' 48KHz.
Ecco i 48 che non sono, come molti stolti pensano, per avere piu' roba, ma banalmente per essere adatti al video, non a caso anche in molti SW commerciali audio midi, suono o luci si usa frazionare, seguendo l'esempio dell'SMPTE, il secondo in 24esimi e adottare il 48Khz di campionamento
il campionamenti a 192Khz presupporrebbero semplicemente un aumento, inutile, di banda fino a 96Khz?
Possiamo quindi dire, come molte cose, che andare oltre i 44-48KHz e' inutile?
No.
E' deleterio.
Perche' esiste un "piccolo" problemino grande come un everest.
Nessuno sa cosa succede a quelle vette cosi' alte.
Davvero, nessuno ci ha mai pensato.
Ci sono 2 problemi.
Il primo e' che il fonico che prepara il brano non e' in grado si sapere se esiste roba li.
Che sia una cosa nata da un battimento/armonica, da una spuria digitale di un effetto, che sia ambientale o altro non sai che e' li.
E' inudibile dal fonico in regia.
L'unico modo che ha di sincerarsene e' analizzare su di un monitor i "fotogrammi": un lavoro tedioso e che necessita di skill e ore.
Perche' una volta anche se ascoltavi un problema avvenuto a 20KHz solitamente anche 15KHz sentivi degli effetti (anche se all'inizio del digitale non pochi cd sulle alte avevano piu' di qualche problema, persino fischi o grattate, non essendo abituati i fonici a tale ampiezza, fonici anche di artisti navigati, McCartney per dirne uno), del resto gli LP che arrivano ai 20KHz "per sul serio" erano piu' una leggenda fatta da poche incisioni stratosferiche che un fatto.
Ma tra un 15KHz che si dovrebbe in qualche modo sentire. per giudicare 50, 70 o 96KHz e' un bel passo per capire se qualcosa e' andato storto.
Sarebbe come dire che dovrei giudicare degli alti usando un altoparlante (aka orecchio) tagliato a 2KHz che manco la radiolina di fantozzi.
Devo farlo quindi computazionalmente e sono obbligato a farlo per tutta la lunghezza del segnale con velocita' in cui il mio occhio e' certamente in grado di vedere. Salvo parlare di SW magici o altre menate.
Non so voi, ma io non ce lo vedo in fonico che passa le giornate davanti al monitor a vedere le forme d'onda quando oggi fanno tutto alla carlona con minimonitor che fanno piuttosto ridere (ma costano poco!).
La seconda cosa che succede e' che quel segnale, voluto o indesiderato, puo' causare molti problemi.
Per esempio cosa succede ad un TW che si ritrova con un tono da 96KHz?
Molti di loro, anche di alta qualita', con roba oltre i 20KHz, oltre a ridurre la dinamica in maniera drastica, potrebbero iniziare a innescare una spaventosa distorsione poi udibile anche entro i 20Hz.
Un progettista di casse a quel punto o ci mette un ulteriore TW (o due) aumentando le complessita' e arrivando agli ultrasuoni in allegria o manda in corto oltre i 20Khz (con somma gioia degli ampli) con una bella pendenza ultraripida.
La stessa cosa capitera' anche agli ampli e simili.
Nel caso piu' fortunato verranno identificati come spurie e non passeranno gli ingressi che abbattono EMI, CC e ultrasuoni, cosa che pero' potrebbe pesare sulle performance del player (no more HiFi, suonava meglio con i 32KHz previsti per uso radioFM).
Oggi gli ampli per via del grande caos EMI sono piu' blindati, ma tutta questa roba ha un peso sulle performance.
Caosa succede che sun segnale inudibile, di fatto un fantasma, manda in saturazione un prepre?
Nel caso passino potrebbero dare dei problemi di stabilita' o addirittura innescare rinning o simili.
Banalmente perche' 20-96KHz in quantita' non sono previsti, del resto non servono.
La questione diventa: a cosa serve andare oltre i 20Khz, soprattutto fino ai 96Khz che non potete sentirli e non siete in grado di lavorarli?
Inoltre di cosa succede ai classe D che oltretutto DEVONO avere un passa basso che manda in corto oltre i 20Khz? Salvo che pensiate che il fitro uscente non abbia pendenza di 6-12dB/ott ma mostruosamente piu' ripido. Molti classe D modulano a frequenze variabile e scendono molto, diciamo anche sotto i 200KHz, dovrebbero "aprire" molto per fare 20-96KHz -3... addio tweeter....
Il marketing che ha scoperto che se vi da degli stupidi e beoti voi correrete a comprare cose controproducenti dando dei bei soldi.
Colpa vostra.
Ma in tutto questo giro non e' ancora chiaro da dove saltano fuori queste tracce ad alta densita' e bit.
i casi sono:
1) si ricampiona il 44.1 a 192.
Inutile dire, penso, che il segnale puo' essere solo peggiore.
2) si prendono le tracce incise sul multitraccia (o supporto equivalente digitale o meno) che possono avere una qualita' variabile, si rifa' il mix (e ti voglio vedere trovare a nolo gli stessi effetti del primo mix).
Avendo un out piu' ampio la teoria mal letta dice che abbiamo perso meno bit. Del resto oggi i mixer hanno piu' bit eccetera.
Il problema, oltre a poter apparire fantasmi non voluti negli ultrasuoni, e' che un remix difficilmente va a migliorare un brano rispetto al tape finale come vi raccontano migliaia di dischi remixati.
Perche' l’artista magari voleva piu' sporco (deep purple, dice nulla?) o una cosa volutamente in secondo piano che ora svetta o...
Inoltre i monitor grandi hanno dominato fino a poco fa, del resto erano immarcescibili, oggi raramente trovi dei fonici abituati al rock o ai pieni orchestrali avendo in troppi la fissa dei mini-me.
Vi voglio vedere fare il remix di Ziggy Stardust (to be played at maximum volume erano le precauzioni scritte sul disco)
Diciamo che e' una mossa demenziale in analogico come in digitale.
3) si prende il tape stereo digitale del tape finale, quelle rare volte in formato 192/24 o simili (per esempio alcuni banchi regia sono automatizzati e scrivono cosa stanno facendo) e non lo si riduce. E' rarissimo averlo, ma ne esistono
Sebbene possa sembrare una mossa furba, non lo e' del tutto. Il fonico aveva comunque previsto che prima di andare in stampa si sarebbe fatto un bel passa basso fatto in una certa e sicuramente non ha controllato cosa vi era nell'inudibile.
4) visto l'hype il fonico prepara in origine la versione per i fessacchiotti facendola per bene.
In tempi in cui gli artisti pubblicano le tracce da vendere e ascoltare per l'HiFi che sono peggio di quelle che si ascoltano sul TV in guitar hero (real fact!) direi che, per quanto l'unica sensata la vedo nettamente poco probabile fatta bene.
Per finire.
L'audio oltre i 44.1/16bit e' solo ed esclusivamente una colossale presa per il sedere da 20 rotoli di carta igienica al secondo.
Forse nasce per poter dire che lo streaming e' HiFi dopo anni che per risparmiare bande si fornivano compressioni enormi e persino riduzioni di campionamento (per migliorare la qualita') con quei tragici MP3 e affini a 32Kbps, quando andava bene 64Kbps.
D'altronde oggi non sarebbe un problema dare uno stream "pulito" da CD, ma come al solito reclamizzare di essere arrivati finalmente al 1982 suona poco cool perche' implica che per decenni vi hanno preso in giro.
Il problema al solito e' il consumatore che, nella sua spasmodica ricerca del "piu' grosso" chiede il suv della qualita' musicale: fara' pena, ma e' groooossso e tranquillizza l'ignorante di turno.
Vince il consumatore becereo che ora pensa di avere piu' banane.
Vince l'azienda di streaming che ora ha la nomea della qualita'
Vince l'azienda di streaming che puo' chiedere piu' soldi per il coso che cosa PREMIUM superciuk IIIs
Vince l'azienda di giocattoli audio da 50E che essendo compatibili con il servizio puo' chiedere 500E alla scimmia che e' convinta che suonino come un HiFi.
Perde solo la qualita' della musica, una cosa che oramai non frega piu' a nessuno, percentualmente parlando, pertanto non e' un problema.
PS
Ricordo agli stolti "che io pero' sul mio tv vedo gli alieni" (o era il 4k?) che stanno impestando le rete dicendo di sentire differenze di campionamento oltre i 44.1 che il loro "test" dimostra solo di avere una zucca vuota.
Prendono infatti 2 file di provenienza a caso (es lo stesso brano da un MP3 e un file da amazionia) e ascoltati non in switch istantaneo, vanificando cosi' il doppio cieco in almeno 10 modi diversi.
La via corretta e' prevedere lo stesso file preso a f piu' alte e abbassato ai 2 che intendiamo ascoltare con un algoritmo che non fa stramberie.
Oppure una ripresa da un microfono (es davanti ad un orchestra) e convertita immediatamente in 2 stream compatibili, ma confrontabili.
Poi si prendono 2 DAC IDENTICI E AL DI FUORI DI SOSPETTI (non certo robetta da 30E) con commutazione istantanea senza click e con lo stesso volume (non banale)
Altrimenti, come spesso accade, non state ascoltando la differenza 4kili di bit del cavolo e non 2 etti, ma un differente mixaggio, un differente dittering, una compatibilità diversa del DAC del caxxo e le decine di pistolate che possono avere un effetto che fa dire, come in alcuni forum "ma io sento una differenza fra X e Y" che probabilmente esite, ma di certo non e' dato dal numero di bit (hahah) o dagli "erzi" (Buahahah!)

















