lunedì, febbraio 02, 2026

Fantozzi

 

Fantozzi mi faceva raccapriccio, mi si contorcevano le budella.
E' un film dell'orrore, sadico e violento, ho provato piu' volte a guardarlo, ma mi dava gli incubi.
Il problema e' che all'epoca della mia giovinezza andavano di moda e nelle videoteche e indovinate cosa noleggiavano gli amici per una riunione?
Quella roba che davano tutte le settimane in TV: Fantozzi.
Anche mio cugino, all'epoca proprietario di una videoteca, non capiva perche' la roba che passavano in continuazione in TV era quella maggiormente richiesta in videoteca. 
Mistero.

Cosi' mi ritrovavo in preda al terrore mentre la gente rideva di questo film horror di inusitata violenza.

Se pensate che sia sensibile, per tanti versi lo sarei, ma vi assicuro non in quel senso.

Generalmente i film horror come genere mi fanno schifo come vedere un insetto spiaccicato nel water sporco e poi leccato. 
Non e' orrore, e' tremendo schifo che indugia mestamente sulla splatteritudine.

Una volta mi hanno obbligato a vedere quello schifo di Saw. 
Ho riso tutto il tempo facendo notare quanto era stupidamente parodistico il tutto (e facendo incavolare la tizia che aveva spinto per il pessimo filmetto pensando di fare l'alternativa). 
Non so cosa ci trovi la gente di horror in Saw, a me pare un raccontino bruttarello per 12enni che non notano le incongruenze, le caricature e, soprattutto, le pessime piastrelle che sono il vero attore principale. 
Fantozzi e' il vero horror.
 

Per me la gente non ha neppure capito il contesto di fantozzi, ho provato a spiegalo centinaia di volte, ma pare che nella mete dell'italiano si spengano i neuroni di colpo al sentir il cognome.

Cominciamo dall'inizio, il protagonista: Ugo. 
Il protagonista nasce come fiaba horror della buona notte, poi sulle pagine di una rivista negli anni 60, diventa libro raccolta nel 71 ed infine film.

Fantozzi vive le sue avventure probabilmente all'incirca nel 1960-62 e bisogna ricordare per bene cosa era l'italia in quell'epoca.

Ricordiamo: in Italia, l'italiano medio dell'epoca, era per lo piu' analfabeta (diretto o di ritorno) lo stipendio medio era all’incirca 1/2 di quello di un francese e i laureati pressoche' inesistenti.

Quelli che avevano studiato tanto erano geometri o per lo piu' ragionieri (poi ci torniamo e per legge avevano dei vantaggi per incrementarne le fila, alcune distorsioni permangono ancora oggi).
Essere ragionieri per molti era essere arrivati.

Ugo fantozzi infatti e' abbiente. 
Un realizzato adulto con prole del 1960.
La sua occupazione non e' quella dell'operaio, ma del quadro, forse dirigente.
All'epoca vi era un bel salto.

Ugo fantozzi possiede una casa, mantiene moglie e figlia e ha una vettura di lusso

 

La bianchina, tanto derisa dall'italico associandola al personaggio, non era una vettura base.
Era la vettura lusso, per di piu' in versione SW (panoramica).

Ricordiamo ancora una volta il contesto.
All'epoca era sostanzialmente vietato l'import estero.
Avevamo la lancia e l'alfa, che all'epoca erano come oggi la mercedes classe E.
Poi avevano le fiattone.
Le fiattone partivano dall'alto con la 125/4 che costava un pandemonio e appariva "grande", del resto non aveva concorrenza.
Macchina difficile mentalmente, ricordiamo che la dobbiamo vedere in contesto di prima motorizzazione, non solo di prezzo, ma anche il disagio del mezzo troppo grosso. 
Poi avevamo la sgraziata 850 figlia della vetusta 600 ancora in giro.
Ed infine, reginetta del ballo, la 500 che era costruita per farla sembrare nuova e moderna e con un prezzo d'attacco basso.

Ma ovviamente, pur appezzando il design e il praticame della 500,  i neo-abbienti volevano qualcosa di piu', pur rimanendo su di una vettura che non fosse un ammiraglia per via della dimensione che causava disagio, ma non puzzasse di tristezza essendo uguali all'operaio "specializzato" di alto livello (che all'epoca era praticamente quello che sapeva leggere e scrivere).

Cosi' usando la 500 come base l'Autobianchi con la Bianchina, interpreta per prima volta il ruolo di "utilitaria di lusso”, con finiture migliorate, una linea imitante le grandi estere dei film, cromature e vernici migliori, anche bicolore.
Insomma perfetta per chi cercava l'eleganza e il distinguersi anche nelle dimensioni ridotte 
Il prezzo partiva da almeno il 15% in più con il top di gamma della "panoramica" comprata da fantozzi che poteva arrivare al 50%.
Per questo ci furono momenti che si vendeva piu' della versione fiat nonostante il prezzo assai superiore.

Oggi possiamo pensare che l'auto di fantozzi molto probabilmente sarebbe questa: un suv derivato dal una piccola city nella sua versione piu' costosa essendo cessato il problema del "non troppo grosso" e innestato il "devo farla vedere grossa".


La new fantozzi car: il renegade superaccessoriato. 

Ovviamente oggi abbiamo anche le europee come le Q. Il Fantozzi odierno avrebbe snobbato la Q2?
Direi di no, estero per alcuni vuol dire migliore, sicuramente per un fantozzi.
Pensate a come e' cambiato il mondo percettivamente, all'epoca quella che diverra' AUDI fallendo propone la Prinz che, dovendo ricordare che gli stipendi erano 3 volte tanto, imita in piccolo le auto americane esattamente come fa la bianchina... TT dice nulla?
 

Le avventure di fantozzi erano probabilmente una presa in giro della nuova classe salariale medio-alta che non sapeva come spendere tutti quei soldi e, soprattutto, cercava di atteggiarsi in quello che gli pareva essere l'alto, con beni costosi o acconciature importanti prodotte dalla parrucchiera che manco parlava italiano con i risultati che ben conosciamo

 


 Non esiste nulla di sbagliato nella famiglia fantozzi, se non che sono i fantozzi.
La pina e' chiaramente ispirata nel vestire della foto alle modelle anni 50-60, ma ovviamente eccessiva e sul resto del look errato per l'eccesso mostrato e incastrato

chiara la differenza con sempre un parrucchiere esagerato?
E' una questione di atteggiamento e  abbinamenti accozzagliati, non di "accessori" piu' o meno belli.
Idem per il resto dei vestiti, il completo di fantozzi non e' il male in sintetico da venditore di pentolame porta a porta.

Cosi si narrava di un italia ignorante e disastrata, senza possibilita' di perdono, una gabbia in cui e' impossibile una vera evasione verso una normalita'.

Del resto chi erano i protagonisti?
Era gente che arrivava dalla piu' completa ignoranza di un popolo agricolo che si approcciava per la prima volta al mondo industriale. 
Nati intorno al 1930-40 i protagonisti hanno subito la pesante menata fascista con il latino e la grandezza italiana come faro.
Una grandezza raccontata come derivante dagli avi e meritata, ma inesistente.
Questi poveretti che dallo zappar terra (o poco piu') dei loro genitori, si ritrovavano nel mondo moderno che altrove era gia' giunto completamente impreparati da insegnati ancora piu' arretrati, tutto questo li faceva scontrare con la realta' durissima e cruda della loro ignoranza.

Certo erano dei ragionieri o dei geometri (in realta', se non ricordo male, il titolo era differente all'epoca ed e' stato probabilmente adattato per la comprensione dei contemporanei), quindi pensavano di essere ai vertici, ma la realta' era tutt’altro che quella che immaginavano.

Non solo era la prima generazione che provava lo schiaffo fra una scuola sbagliata e realta', perche' da sempre le nostre scuole nozionistiche aborrono il mondo reale creando una scollatura fra mondi che dovrebbero essere connessi.

Ecco che i fantozzi &c si ritrovavano a vivere in un mondo estraneo in cui le aspettative dovute al censo, alla posizione elevata, all'essere "studiati" ed elevati dalla massa gli mostrava la loro completa inadeguatezza al ruolo.

I superiori, che avevano visto il mondo, erano visti come alieni che chiedevano cose incomprensibili. 
Del resto chi faceva l'universita' all'epoca normalmente era ricco. Iniziava solo allora l'ascesa delle classi.

Molti ricchi, non gli arricchiti, spesso andavano all'estero a studiare, al minimo in ricognizione.
Questi "superiori" quindi erano un pianeta diverso e se il fantozzi che, a parer suo, parlava italiano, cosa che i suoi sottoposti e cittadini per strada non facevano, portandolo a pensare di essere in cima alla collina, ecco che arrivava una sberla in faccia che mostrava che esser il re della collina davanti all'Everest non valeva un caxxo.

Ricordiamo: il megadirettore era visto come Gomez Addams, che nel 1930 mostrano delle persone che fanno cose incomprensibili alla massa. 
Mangiano cose strane, probabilmente sushi o qualhe altra roba di paesi lontani
Fanno cose strane con i fiori, probabilmente ikebana
Hanno pet strani...
Ovviamente tutto e' estremizzato fino al ridicolo, come visto da un lavoratore della rust belt del 1930.
Diventa divertente perche' e' visto dalla parte di Gomez che non capisce il disagio altrui e viene spezzata la connessione con il mondo reale per via di cose strane, soprannaturali, come mano.

Fantozzi nella realta' aveva spesso un accento locale, inesistente nei film, e un vocabolario estremamente ristretto, come le sue vedute della realta'. 

Cosi' il direttore megagalattico e' un alieno che parla una lingua diversa indecifrabile e fa cose incomprensibili.
Tutte le cose del mondo industriale sono percepite come un intrusione, un incomprensione, un’anormalità con un Addams.
I tentativi di team building e simili vengono visti come  cattiverie e violenze nonsense imposte dall'alto che non hanno senso per uno zappaterra e vengono presi non come occasione relazionale, ma come sofferenza fine a se stessa in cui la paura dell'ignoto e del superiore, visto come un entita' astratta e punitiva, un demone giunto chissa' da dove, non gli permette di uscire dalla loro bolla.

La sofferenza, infatti, e il senso di annegamento nel presente, erano una costante del personaggio che si affannava a rimanere a galla in un contesto a lui incomprensibile che vede deformato da lenti di ignoranza.

E' la storia che narra del dolore, del terrore e della sofferenza di un uomo che non capiva un mondo in cui viveva e nel quale era cieco. 
In tale contesto il protagonista pensava che i pali della luce che lui centrava camminando da orbo fossero invece sadiche bastonate inferte dal feroce superiore/sistema che lo costringevano alla sofferenza continua.

Se ci pensiamo e' in un certo senso la narrazione speculare in chiave horror di Marcovaldo. 
Marcovaldo e' un ignorante zappaterra che si deporta da solo in citta', un mondo, la citta', l'azienda e gli altri che non capisce a cui cerca di opporsi persino cercando modi per trasformare la città e le sue regole nelle sue regole villiche.
Il salario di marcovaldo che e' senza istruzione è molto basso e maledice la cosa, non capendo che aver fatto 6 figli non e' stata una furbata, altro tentativo per sentirsi ancora nel mondo originario fatto di campi e zappa dove 6 figli e' censo e non costi.  
Cerca così di approfittare di ogni occasione per ricavare qualcosa, finendo persino nel furto, ma quasi ogni volta le soluzioni improvvisate finiscono per rivelarsi inadeguate quanto la persona che le ha provate.

La differenza fra marcovaldo e fantozzi, che operano negli stessi anni nello stesso ambito (del resto potrebbe addirittura essere la stessa azienda), oltre ad un posizionamento sociale molto differente, al pavimento per l'emigrato, in alto nella piramide aziendale per il fantozzi, e' il tipo di narrato.

Schifosamente da occhiali rosa per il marcovaldo, un inno latinico alle origini dell'uomo, il "buon selvaggio" e lo stato di natura buono in contrapposizione ai mali della società cattiva.
Quel vomito dolciastro tanto amato da filosofi e letterati cittadini che mai hanno avuto contatto veramente con i poveracci che zappano la terra.
Calvino, che racconta da osservatore esterno e benevolo esterno all'azione, spinge sul binario del marcovaldo santo e buono, come del resto ancora oggi i comunisti/sindacati italiani proseguono nella barzelletta che l'operaio e' buono per definizione e l'azienda-mondo cattivi, ma nulla sappiamo veramente del protagonista che si da per scontato esser bambino dall'animo candido pur essendo di mezza eta' e con 6 figli affamati.
Perche' se sapessimo veramente chi e' e cosa pensa il Marcovaldo medio non farebbe certo qual poetico e un po patetico personaggio ispirante simpatia. E' solo il filtro standard in stile Iphone di calvino in cui la vecchia incazzata e sboccata sembra una ventenne sexy a modo. 

Fantozzi invece e', all'incirca, un figlio di un marcovaldo di anni prima, che ha avuto accesso all'istruzione, ma non e' ancora uscito dal tunnel evolutivo "da servo della gleba a cittadino" soli 4 volumi di 324pag. Ed. LaVita SpA.

Il racconto fantoziano e' cinico e iperbolico delle difficolta', molto simili al marcovaldo, ma con molta piu' sofferenza per il fatto che quello che uno non comprende e basta vivendo in un immaginario trip positivista, l'altro pensava di aver compreso, ma la meta e' sempre piu' lontana mano a mano cerca di correre in avanti.
Piu' cerca di afferrare quello che pensa  essere suo, di aver compreso, piu' il mondo gli si rivolta contro in maniera violenta e inequivocabile dimostrandogli, con violenza, che non aveva capito nulla.
Non e' la semplice fame o la meraviglia fanciullesca ad esser raccontata, ma un massacro psicologico senza fine.

In questo boato di sofferenza l'italiano degli anni 80/90 guarda il fantozzi, di fatto nel 90% il suo superiore, e ride. 
Gli chiedi perche' ride e capisci subito che pensa che il fantozzi sia un suo inferiore nella scala sociale, lo reputa del livello inferiore del suo.

Guardi il tizio che immagina di essere diversi livelli sopra il fantozzi: fiat uno bianca di ordinanza, vestito da povero di fantasia oltre che di censo, dall'istruzione 3za media, peggio liceale o al massimo uguale al fantozzi (ma 20 o 30 anni dopo ha un senso diverso).
Pensi di aver capito male.
Chiedi spiegazioni e scopri che il fantozzi fa ridere perche'... e' reputato piu' povero e piu' sfigato... da uno piu' povero e sfigato di lui.
Perche' il concetto e' che il fantozzi e' rassicurante per via che e' percepito come l'ultima ruota del carro.
Peccato che non e' quello che pulisce il pavimento, non e' neppure un operaio, dal contesto uno delle migliaia di dipendenti dell'azienda, ma lavora nella sede centrale e non per svuotare i cestini, ma e' o un quadro o un dirigentino. 

E' tutto una deformazione del percepito banalmente, per come tante altre cose, l'italiano non solo non si ricorda, o probabilmente non vuole ricordarselo, cosa era l'italiano prima degli anni 70.
Non vuole neppure essere associato al mondo del fantozzi, non si sente il fantozzi: fantozzi e' peggio di lui.

E' lo stesso meccanismo per cui i grandi "kattivi" dal popolino bue erano reputati solo cattivi e stupidi. 
Non mi sembra che baffetto e mascellone hanno fatto quel po di caos perche' 2 stolti senza cervello hanno preso il potere, come spesso narrato dalla vulgata.
E' solo un modo per evitare di guardare che l'orrore erano loro, e i "kattivi" erano tante cose, ma non stolti.

Cosi' l'italiano reputa il fantozzi un essere inferiore per non guardare che il fantozzi e' assai meglio di loro, una volta fatto questo vedono solo le gag che comprendono solo superficialmente come avanspettacolo: il rutto, la scorengia, l'espressione devastata e altre mimiche. Fossero clip di 10 secondi sarebbero uguali, che conta e' la tranvata in faccia, il tormentone e la scorengia.

Io vedo nel fantozzi l'italia che non ci riesce, che non cresce di cervello e che si arrabatta come puo', mentre annega sempre piu'.
E' un horror che anni prima spiegava cosa sarebbe successo dopo se non si cambiavano quelle cose.
Le cose non sono cambiate.

 

 

 

 

 

 

 


 

mercoledì, gennaio 28, 2026

bassi piccoli?


Photo: mi sono drogato e ho comprato un ciocco fluo per accendere il fuoco.

Prendiamo sempre una recensione folle e senza vergogna del prodotto comprato dalla drogata:
"Le migliori casse bluetooth per fare festa dove e come vuoi....  50 W di potenza sprigionano un suono pieno e dinamico, con bassi potenziati dalla tecnologia..."
 (Wired italia, immagino sotto acido come i colleghi del corriere della pera che fanno discoteca con UN midrange di11cm di woofer di una radiolina)
Immagino che wired si intenda non "cablati", ma "legati come un cotechino per fare cosacce"

Il costruttore racconta di fragorosi 56Hz... 
Peccato pero' che l’altoparlante che e' montato, circa 10*5 cm e' grossomodo un 8cm e a 60Hz non ci puo' scendere neppure se piange con 1000W, salvo che stiamo narrando di un volume cosi' basso che devi tacere, se parli a voce normale non senti piu' se la supposta BT e' accesa o spenta.
Che sia una marcaccia samsuiga, apple, sonos, anker o sacrissima marca santa, nulla cambia: non hai bassi e se scende a 200Hz e' ultra buono.

Ad un certo punto tutti gli altoparlanti in vendita sono scesi nei bassi profondi, tutti hanno avuto un kilotone di watt e tutti sono arrivati a 30Hz e, come dice il corriere della sera, con un volume rock da festa grande.
Il tutto con una dimensione da bottiglia di vino e un prezzo di 50E+bustarelle.

Come motivazione di questa colossale prestazione "nuove tecnologie magiche" come scritto anche da Wired. 

Uno dei motivi per cui il GGiovani non comprano piu' l'HiFi e' che se leggi le bugie che scrivono sulla soundbar cino-coreana o una scatoletta BT da 50E (vendute fra i 100 e i 1000E) dovrebbero offrire il suono di un impianto da 100.000E.

Ovvio che un impianto HiFi normale da 2000E non lo compri piu' se sei convito di avere tutto come un impianto HiEnd, compreso  "GLI BASSI" e "che sta pompa". 
Del resto se dichiarano 1000W e 30Hz uno si aspetta come minimo il livello da concerto da stadio.

Cominciamo in questa puntata a raccontare di quelle cose che non permettono ad un piccolo altoparlante sotto i 16cm di definirsi woofer, non a caso i marchi seri di coni spesso il 16 lo mettono fra i mid o midwoofer, quindi manco e' nomenclato come woofer, figuriamoci un 10cm.
Figuriamoci quando un midrange da 13 o 10cm viene chiamato subwoofer (presente i marchi di medda?).

Innanzi tutto ricordiamoci cosa diceva la normativa DIN degli anni 60 per cercare di mettere un confine fra la roba per ascoltare musica e quello destinato ad ascoltare il TG
 "L'altoparlante dovrebbe essere in grado di sviluppare una pressione sonora di 96 dB"

 Ricordiamoci: 
Era fra il 1960 quando stavano stilando le specifiche dell'HiFi:
-Il formato LP, nato nel 1948 ha cominciato a godere di popolarità solo intorno al 55 e solo nel 57 arrivo' ad avere la nascente stereofonia. 
-L'amplificatore ad alta potenza da casa dell'epoca aveva 10W
-il S/N era un deliro come la diafonia dei primi stereofonici.
-L'altoparlante medio era un largabanda da 13-15cm che reggeva un watt tutto intero.

Quindi mettere il minimo sindacale ad un livello comprabile nel 1960 e non svenarsi con mutuo decennale aveva un senso logico.

In pratica la normativa DIN definisce con il nuovo termine HiFi quello che non e' un grammofono o una fonovaligia.
Vorrei far notare che alcuni oggetti molto faighi di marche top odierne "che suonano benissimo" non rientrano neppure in questa definizione da nonna.
Del resto nella norma non si parla neppure di bassi o cose cosi', e' giusto un dividere la roba per il parlato da quella per la musica.

Rimembro per capire la questione, molti altoparlanti HiFi svilupperebbero molto piu' di quella pressione sonora prevista con UN singolo watt.
Eppure, se guardate i cataloghi, io amplificatori da un paio di watt ne vedo pochi.

La domanda quindi diventa: cosa oggi e' interpretabile come "roba per la musica" visto che non parliamo piu' di 78 giri?
78 giri che molti dicevano andare benissimo, del resto su di una fonovaligia con una singola valvola da 1/4 di watt, con un altoparlante ellittico brutto da 15cm in aria non e' che puoi sentire la differenza fra un 78 e un 33 arati con un chiodo piezo... 

come al solito guardiamo il destinatario: l'orecchio.

La prima cosa che vediamo e' che l'uregia ai bassi volumi sente solo le medie.
Per semplificare, se non alzate per bene il volume scordatevi di sentire i bassi, il fatto che ci siano o meno a voi non cambia: non li sentite.


 se vi sembra strano come grafico e siete abituati alla risposta dei coni la leggete meglio cosi' ribaltata

in soldoni, visto che a -60 vi e' il silenzio, perche' l'orecchio diventi un pochino lineare da farvi dire che sentite i bassi l'altoparlante deve salire a 100dB almeno.

Perche', ricordiamo sempre, quando voi ascoltato ad un volume non ascoltate il campanello di casa che fra driiiiiiin costante, ascoltate un suono che ha dei picchi elevati anche se il volume medio e' piuttosto bassino.
Su quanto sia la diff fra media e cresta non tutti sono d'accordo, ma tenete conto che almeno 12 dB sono tutti vostri e alcuni parlano di 20 che e' un MARE di differenza.
Poi ci sono gicattoli che hanno un cono da 8cm che parlano di 100dB, ma al solito fanno ridere e il prodotto si suicida con un tap, probabilmente per vergogna.

Si noti che le casse producono XXXdB ad un metro di distanza, ma se non le teniamo in grembo o sedute sul nostro divano dovranno essere in grado produrre ben oltre 103dB: 
-6 dB per ogni raddoppio di distanza (poi, piu' lontano di 2m,  ci sono le riflessioni da sommarsi che dipendono da come e' fatto l’ambiente, ma sono uno show non da ridere)

Altra menata e' il fatto che un ambiente ha un fondo di rumore, non siamo in una camera anecoica, quindi l'affare deve spingere un pochino, se avesse solo 60dB, per dire, in molti appartamenti manco si capirebbe il TG (e incidentalmente avete capito perche' i TV odierni li chiamo "senza audio").
Il segnale utile e' quello che supera il rumore e anche in casa di notte ci sono tanti bei dB, di giorno di piu'.

Adesso avete capito perche' la casse da discoteca furbe, che nonostante i wooferoni erano mute sotto i 55-60Hz per avere efficienze nell'ordine di 100dB per un watt, erano sempre alimentate da poderosi e costosi ampli da 500-1000W.

La prima cosa da capire, banale banale, per scendere e' che un altoparlante scende in base alla sua  frequenza di risonanza che e' data dalla dimensione, fisica e massa.

Un modo per far scendere un altoparlante, sistema becero che viene usato anche in produzione, e' mettere un peso vicino al copri polvere, spesso un anellino a C di metallo, o verniciare il cono stesso, che aumenta pure di rigidita'.
Ovviamente non si puo' avere il pollo gratis, questa massa solitamente diminuisce il rendimento

Un altro motivo per cui i woofer non possono essere piccoli e' che la massa d'aria spostata dipende dall'area del cono. 
E' chiaro che un cono da 10cm sono 78cm^2, mentre un piccolo woofer da 20cm 314cm^2, 4 volte tanto.
Se pensate che potete far i furbi e mettere 8 altoparlanti da 12 cm per cercare di fare un 30cm vi avverto che arrivate tardi il solito amar bose lo ha gia' fatto con le 801/802.
Fra poco vedrete che il problema e' peggiore di quello che sembra.

Un cono piccolo pero' ha un ulteriore piccolo problema, per spingere la stessa aria deve aumentare l'escursione (e non puo' essere altrimenti) in maniera drammatica.
Il problema e' che dopo pochi mm di escursione l'avvolgimento non e' piu' nella posizione ideale all'interno del traferro. 
Piu' esce peggio diventa la distorsione e, ancora una volta, diminuisce l'efficienza in maniera subdola (di fatto maggiore dei dati della brosciurazza patinosa).

Giusto per avere un idea un woofer da 30cm di marche serie ha un escursione massima di 7-8 mm, i woofer a corsa lunga da 30cm sono di 18mm, raramente di piu' perche' farlo implica diversi problemi.

Infatti il woofer EV da 400W e 40cm che ha una fantastica efficienza di 99dB ad un watt ha un escursione di 4.1mm: tutto torna.

Gia' qui dovrebbe essere chiaro che con 10 cm scendere sotto i 100Hz e' durissimo, ogni Hz guadagnato lo dobbiamo pagare salato, ma se con un 10cm arriva il buontempone che ti racconta di 40Hz dovresti sorridere e dare una carezza accondiscendente sulla testa. 
Se e' un azienda vorresti il suo fallimento istantaneo.  

 

Per vedere cosa succede con un vero altoparlante da 10cm prendiamo uno dei massimi campioni e uno dei colpevoli della santificazione dei 10cm. ;-)


 

 Nel 1972 in BBC si ebbe l'esigenza di trovare delle casse che andassero bene come monitor da mettere sui furgoni e successivamente  negli studi piccoli per ottenere un uniformita' di mixaggio.

Non essendoci in commercio qualcosa che li soddisfasse lo progettarono loro e come succedeva all'epoca veniva dato il progetto in concessione a piu' fornitori per distribuire i danari pubblici ed evitare interruzioni di fornitura.
Il progetto era molto interessante, del resto nasceva per essere "monitor" e quindi dettagliato e preciso.
Inoltre andava bene da associare nelle regie per vedere che il mix fatto sulle grandi imprescindibili  JBL (4343, 4344, 4345, 4350 e imitazioni) potesse suonare anche su cose modeste.

Nel passare degli anni le aziende licenziatarie hanno iniziato a vendere il minimonitor (forse il primo della sue specie) sia ad altri studi sia ai privati che scoprirono che erano veramente delle lame fantastiche.
Ovviamente gli entusiasti cominciarono a parlare di bassi, per un cono da 11cm impossibile, e divenne quasi un mito grande quasi come le jbl.

In realtà era un yorkshire terrier, molto simpatico e scodinzolante, ma e' come paragonare un botolo ad un tirannosauro. 
Infatti le BBC con vari marchi ad oggi non solo potete comprarle nuove 50 anni dopo, tipicamente intorno ai 1500$, usate, circa 800$ con punte MOLTO piu' costose (e folli).
Il woofer che all'epoca era una cosa notevole, oltretutto usava dei nuovi materiali ed era furbo, viene prodotto ancora oggi come il TW che e' altrettanto buono.
Il woofer nuovo di pacca costa 300E, uno vecchio a Km zero 150E. Non certo regalato.

Se leggete alcune recensioni, che sono meno folli di sonos, vi parleranno di bassi "corposi" che nella realta' sono inesistenti.

Come al solito fanno le prove, alcuni descrivendo impianti monumentali, ma di rado fanno misure.
Il problema di quando provi un mito, soprattutto se scopiazzi le altre recensioni, e' che mai dirai il contrario del "senso comune del consumatore denar-cacciante"
Poi, fare misure per vedere se hai bevuto troppo vinello e' troppa fatica.

La realta' delle cose, nonostante il buon KEF da 11 cm e' piuttosto arcigna. 

 

Da un lato e' la fisica strz, dall'altra il risultato e' una cosa notevolissima per una scatola da scarpe ed e' molto lineare.
I trucchi per ottenere questo e' che il Xover e' molto elegante e contiene una equalizzazione (che da qualche parte si paga).
Questo insieme causa una bassa efficienza di 82 dB/W/m.

Uno potrebbe dire: hei,  ma allora mettiamoci un ampli GROSSO per far salire la scarsa allegria.
Ma, RICORDIAMO, il piccolo woofer per arrivare come una lama a 100Hz ha pagato con una escursione elevata e piu' watt ci mettiamo piu' l'escursione ci frega.

Il simpatico wooferino con pochi watt, una ventina, andava gia' oltre la sua corsa accettabile, ma di fatto era un monitor da scrivania da usarsi in furgone, non e' cosi' sbagliato, no?



Poi dobbiamo fare mente locale che e' un piccolo cono da 10cm, non e' che puoi buttarci dentro 200W, diciamo che e' gia' un piccolo miracolo che il piccolo KEF si beva 50W senza rompere le scatole, non e' la bobina di un 40cm che e' quasi grande come questo piccolino.

In pratica aveva bisogno di watt perche' era un pochino sordo, ma non potevi erogarli per colpa dell'escursione gia' al limite.

La cosa che qualcuno puo' pensare e' che oggi "ci sta u reflexxe", sorry ci hanno gia' pensato e ovviamente su inet  i grafici non li trovate, ma potete simularle per bene, sono componenti conosciute.

Si guadagnerebbe qualcosa di efficienza e si arriva con un B4 a 75Hz perhe' la vera carta jolly del reflex e' che nel punto dove avete messo la risonanza il woofer sta fermo e non finisce piu' a fondo scala come prima.
Il problema della simulazione tamarrilandia senza nessun coibentante, che solitamente non suona un gran che bene nel mondo reale, migliora, ma appena lo facciamo un pochino piu' sano si tracanna i 50W massimi della bobina in allegria senza salire molto piu' della versione in sospensione. Sig.
Migliora, certo, ma non cosi' tanto da cacciare i tanti soldi chiesti, neppure un quarto.

Si puo' fare meglio con gli altoparlanti di oggi?
Ni, perche' se da un lato sono migliori, non sono cosi' migliori da strapparsi i capelli, certo suonano meglio, soprattutto distorcono una badilata meno e sono piu' lineari, possono bere piu' watt e sono un piu' efficienti, ovviamente  salendo di prezzo, ma i miracoli non si fanno.
Di certo quelli che fanno una qualche differenza non sono coni da 30E che trovate sugli altoparlanti 300E tutto compreso, che non penso siano meglio del vecchio KEF.

E poi siamo sicuri di volere un altoparlante piccolo che si tracanna 400W per avere comunque pochi bassi ad un volume ridotto con un prezzo da gioielleria?
Allo stesso prezzo non e' meglio un altoparlante piu' "normale" che scende piu' facilmente?

Come si faceva nel 1972 a scendere a 30Hz a livello monitor (-3dB a potenza piena) e che possa arrivare a quasi 100dB?
Indovina un pochino? 


Due timidi 38cm.

Hanno diversi difetti, ma oggi si scambiano a cifre a 4 zeri per buoni motivi se sono ancora intere e originali.
Tirate fuori dalla scatola brutalizzerebbero il 50% degli altoparlanti HiEnd.
Poi ovviamente non suonano fortissimo, i coni dell'epoca non sopportavano grandi potenze e non erano efficientissimi.
Per quanto ne so io nessuno puo' dire che siano pessimi, al massimo possono non incontrare esigenze.

Oggi si puo' fare meglio?
Si, certo, oggi scenderebbe di piu' e suonerebbe MOLTO piu' forte e si potrebbero sistemare le incertezze dell'epoca.
Pero' per queste casse non esiste piu' un mercato.

Il problema per chi ha delle casse che scendono in allegria sotto i 50Hz e' che i dischi oggi sono registrati di medda e spesso quelli vecchi rimasterizzati MALE.

Il problema di questi nuovi e rinnovati dischi e' che sono stati mixati da furbacchioni con casse PICCOLE.
Quando una cassa con un 13 o 16 cm e' la cassa piu' grande dello studio (ovviamente a basso volume come da catalogo arriva a numeri fantastici) se si prova un brano ad alto volume (altrimenti a non funzionare e' l'orecchio) e arriva un colpo di bassi e' ovvio o che lo zittisce (quindi sconosciuto al fonico) o sara' molto brutto e distorto (e verra' eliminato, modificato o contenuto dal fonico) trascinandosi il resto del brano.

Quel brano su di un attrezzatura superiore a casa suonera' "strano" per mancanza, modifica o eccesso inopportuni.

Ma del resto il consumatore medio a casa ha un 10cm da 10E (che pensa essere HiFi), che stiamo a discutere, non servono piu' i monitor JBL, del resto le ossa orami son state svendute all'impero della bassa qualita'.

Concludendo.
Parlare di bassi su di una cassa che ha meno di un 20cm di diametro e' stranino, il minimo sindacale e' 16. 
Un 10cm non ha possibilita' di avere bassi.
Parlare di subwoofer con meno di 25cm fa tenerezza. 

Peccato che quando dico questo arriva sempre il genio "ma tu non sai che", io non so il nome della tua magia, ma la fisica lo sa benissimo e da brava strz quale e' arriva e ti bastona sui denti con un randello nodoso.

 



 

 

 

lunedì, gennaio 26, 2026

cortocircuito del credersi superiori

 

Da un bar sardo il compendio sulle origini dell'odio di chi credendosi nel giusto detta legge e l’alfabetismo di ritorno dato dal credesi superiori a qualsiasi regola, anche grammaticale.

Perche' chi e' nel giusto puo' fare tutto senza peccato. 
Che sia un massacro nel nome di una religione o un furto perche' l'altro non merita non cambia.
Si e' ciechi perche' abbagliati da proprio credo, bias, sentito dire, leggenda metropolitana o rivista sui monopattini.
Semplicemente perfetto.

Inoltre se davvero il cartello fosse preso alla lettera, nessuno potrebbe entrare, perche', siamo onesti, tutti siamo un pochino quella roba anche se crediamo o speriamo di no. 

PS
Spacciato da un conoscente, se e' una fake di chi aodia il bar me ne scuso, ma e' troppo indicativo tanto da essere perfetto.

giovedì, gennaio 22, 2026

EQ

 

Photo: molti progettisti di casse non sono ancora arrivati al 1972 quando mr Roy spiego' du' cosette.

L'equalizzatore e' una della cose piu' controverse della storia dell'HiFi, anche se e' di una banalita' estrema.

Innanzi tutto a cosa serve?

L'idea di base e' adattare l'ambiente alle casse.
Equalizzare rendere uguali, in questo caso le emissioni in ambiente.
Infatti il nome completo e' equalizzazione ambientale.

Gia', il grande dilemma che ha fatto si che i grandi abbiamo fatto casse bizzarre.
Roy Allison  per primo a definitivamente introdotto lo one nel 1972, definendo indirettamente come stolti tutti i box su stand lontani dalle pareti (magari ne riparliamo essendo un errore grave tipico come avere il reflex posteriore). 

Altro pazzoide, antietico rispetto a Roy, che cerco' di accoppiare la stanza, partendo dal fatto di non poterlo fare, Amar Bose con le sue 901. 

Problematiche tanto ben capite che al sim-HiFi di milano (e anche in altri posti) suonavano con lo schienale verso il pubblico e con il frontale verso la parete.

Negli anni 60 era diventato chiaro a tutti che la maledetta stanza era importante, nei 70 era stata approcciata in tutte la maniere e poi nei 90 se ne sono dimenticati.

In questa finestra anni 60/70 si cerca di adattare anche la risposta dei diffusori con l'elettronica cosi' nasce l'equalizzatore ambientale.
Ovviamente l'elettronica costa tanto e prima si fanno 3 bande, poi 5, e via dicendo.
Il problema e' che ogni banda porta con se rumore, distorsioni e rotazioni di segnale.

Cosi' qualcuno pensa che si possano usare meno bande ma specifiche: nasce l'EQ parametrico, generalmente 5 bande in cui la campana di intervento e la larghezza della stessa possono essere regolati.
Nei primi anni 70 i piu' sbavanti pensavano fosse la panacea a tutti i problemi.

Nel frattempo l’elettronica migliorava e scendeva di prezzo cosi' arrivarono gli EQ fino a 31 bande, rendendo di fatto obsoleti i parametrici che comunque introducevano robaccia e non erano in grado di correggere correttamente la risposta della stanza.  

Alla fine degli anni 80 ci si trovava in una situazione in cui erano diffusi gli equalizzatori (parametrici o meno), ma non avevano MAI dato nessun vantaggio al normale user stolto rispetto alla manetta normale.


Vi erano 3 ottimi motivi per cui questo non era successo

-Il primo e' che venivano regolati ad orecchio, che non e' uno strumento di misura, d'altronde l’analizzatore di spettro era piuttosto raro e costoso e anche quando acquistato veniva usato solo perche' era carino e albero di natale. 
In pratica inutile

-Anche l'acquirente accorto poi cercava piu' di compensare le manchevolezze della cassa che della stanza sperando di far scendere quel piccolo woofer fa 16cm delle piccole bookshelf come pensava che fosse giusto nella propria testa, in pratica come un enorme 40cm di una cassa delle dimensioni di un frigo. 
Se poi era roba economica con problemi anche sulle alte...

-La maggior parte degli EQ avevano un inutile scala di 12dB spesso con slider corti (perche' erano carini), decisamente scomoda per la maggior parte degli usi, rari slider doppia lunghezza e tasti per usarli a piu' ragionevoli 6 o 3dB

In pratica il 99% degli EQ venivano impostati per GRANDI compensazioni messe a caso e spessissimo con un andamento a V da paninaro.

Photo: tipica disposizione da animale che sta mandando in pappa l'impianto. Lascio immaginare cosa succeda con quelli che dichiaravano slider da 18 o 20dB.
 

 

Ricordo che una compensazione di 6dB per rianimare un piccolo cono da soli 16cm per cercare di farlo scendere a 50Hz "per sul serio" vuol dire QUADRUPLICARE la potenza usata, o in soldoni, mettere in ginocchio la maggior parte degli ampli connessi.
Mandare in fondo uno slider da 12dB vuol dire moltiplicare per 16 la potenza necessaria all'ampli e altrettanto l'escursione di un woofer.
In pratica n ascolto da 4-5W con un fattore di cresta da meno di un centinaio di wattonzi diventano 60Wpieni che vuol dire che con la cresta sono almeno 400W
Io di ampli da 400W "per sul serio" ne vedo pochini.
Inoltre voglio vedere quali wooferini da casa riescono a reggere 400W ed escursioni da diversi cm, o forse si stanno confondendo i woofer con gli sturacessi XXL?
Perche' e' questo che stiamo facendo, per volumi di ascolto modesti servono potenze enormi.

Inoltre con l'arrivo del CD in massa intorno al 1985, ricordo che molti giradischi sono sempre stati starati malamente, si e' notato che tutta questa roba oltre alle correzioni peggiorava il segnale.
Da qui prima i tasti "CD diretto" e poi "diretto" che semplicemente saltavano l'elettronica dei toni.

Insieme a casse pensate meglio per l'ambiente, non come Roy, ma almeno non come prima, si e' arrivati praticamente a eliminare i controlli di tono ed EQ da tutti gli impianti HiFi da casa o perlomeno a poterli spegnere.

Si stava sistemando la cosa, magari sarebbero nate nuove casse per gli ambienti, quando verso la meta' del 1990 l'industria dell'HiFi e' crollata.
Ci sono molte teorie sul perche' la gente ha smesso di ascoltare musica, quello che e' certo e' che sono rimasti solo i vecchi a farlo.

Ovviamente le cosa vecchie ritornano come novita', alle volte depotenziate altre volte potenziate, la cosa certa e cercare di non far sembrare una cosa vecchia anche se lo e'. 

Oggi sembra che gli EQ con moltissime bande via DSP gestiti con microfoni tarati (oggi i mic se ne trovano sotto i 400E)  possano promettere cose, ma alla fine alcuni dei problemi non sono cambiati. 
Questi oggetti, persino SW "faso tutto mi" dovrebbero funzionare cosi:
Prendo il mic, lo metto nel punto di ascolto 
Pigio un tasto
Magia!, tutto equalizzato.

Perche' oggi le persone vogliono cose ZEROSBATTI [TM] 
Tanto zerosbatti che in alcuni prodotti il microfono non e' neppure posizionabile nel punto di ascolto (stendiamo un velo pietoso sulle bestemmie che potrei dire di quella roba)

Ci sono un pochino di problemi.
Il problema pricipale che una correzione di tal fatta non puo' essere fatta in automatico per diversi motivi.
Il piu' semplice da capire e' che nelle casse ci sono diversi punti che l'EQ non puo' correggere e dipendono sia dalla costruzione della cassa che dalla sua disposizione in ambiente.

Facciamo un esempio estremo come delle cassa da disporre sull'angolo: il progettista ha previsto che mettendola li le basse quadruplicavano l'emissione.
 
Anche se informassi il mio SW del modello della cassa, cosa che non mi pare che sia consuetudine, lascio solo immaginare i costi di un tale database, lo stesso SW non puo' sapere dove ho piazzato l'affare e costringere quella cassa a produrre il doppio o il quadruplo del suono previsto non e' molto sano.
Idem per le alte o peggio, per il buco che si crea con le casse sui maledetti stand in mezzo alla piana.
Stesso concetto per eventuali cancellazioni dovute alla stanza: puoi metterci tutti i watt che vuoi ma non potrai colmare il buco.

Ci sono dei punti che NON VANNO EQUALIZZATI anche se fossero manchevolezze perché non dipendono da cose equalizzabili ma hanno a che fare con la fisica (Dea sempre maledetta strzissima).
Non possiamo sperare che l'ampli e la casse siano con potenze infinite e anche cosi' non e' detto che si possa correggere.

Quindi un sw che cercasse di far scendente un cono da 11cm come dichiarato sul sito del produttore a 30Hz (aceto del supermercato per l'insalata spacciato per spumante?, presente Totem?) incorrerebbe in piu' di qualche problema
Idem se cercasse di ridurre cose il gap con la parete eccetera.

In pratica l'EQ deve essere sempre gestita da qualcuno che, vedendo il tipo di casse e dove sono messe, puo' certamente farsi aiutare da sistemi di EQ automatizzati, ma dovra' cmq correggere la curva con la propria esperienza.

Diciamo che non sono cose da far gestire alla massa, salvo voler parlare di scritte glitter come l'HDR o il  megapixel sui telefonini che da imbarazzante e' passato a nonsense.

Ultima EQ, gia' ce ci siamo,  da vedere e' sugli altoparlanti attivi.
Ultimamente molti altoparlanti attivi, alcuni addirittura spacciati per monitor, mostrano risposte in frequenza dichiarate che non esiterei a definire imbarazzanti. 
Fino a prova contraria un altoparlante da 8-10cm non puo' riprodurre 50Hz, salvo che abbia escursioni di mezzo metro e/o masse tali da dover usare 1000W per ascoltare il telegiornale.

Anche in questo caso e' un trucco alla dieselgate.
Si alimenta il piccolo giocattolo con 1W, P alla quale si misurano le cose per far prima, e si equalizza pesantemente mantenendo la potenza in ambiti ragionevoli (visto che porta con se un guadagno si sta abbassando il volume) 
Il risultato e' che quella cosa riudirà a riprodurre 50Hz promessi a -3, ovviamente ad un volume sussurro che nessun umano e' in grado di ascoltare (ricordiamo che le orecchie a bassi volumi sentono solo le medie?). 
In pratica, per un umano, suona come una cuffia appoggiata sul divano.
Appena si alza il volume, ovviamente, le cose cambiano e vengono adottate strategie per evitare di arrivare alla saturazione del fetido classe D gia' a volumi da sala d'aspetto dentistica dove servirebbero watt a palate. 
Stressa strategia avviene quando vedete subwoofer dichiarati per il soliti 20Hz o poco piu' (perche' il peone guarda solo quello!) alimentati da pesantissimi 1000W in inopportuna classe D con un misero cono da 20cm.
Si parte con un wattino e giunge, dopo aver consumato tutto il KW in EQ, ai fatidici 20Hz ad un volume che definire ridicolo per il costo di a 4 zeri e' poco. Ogni riferimento ad un sub con case in alluminio spesso e' puramente casuale.
Ovviamente poi a volumi normali se arriva a 45Hz con distorsioni ridicolmente alte e' tanto

Riassuntino

L'EQ non e' il male, ovvio. tenete conto che moltissimi Xover fanno anche una sana EQ e in ambito pro e' tutt'altro che un errore.

Al solito come  tante altre cose che abbiamo visto il consumatore ha snaturato la questione chiedendo sempre di piu' e usandola in maniera inopportuna.
In pratica creando l'associazione EQ=schifo e rendendola vera.
Infine l'EQ e' stato un modo per far apparire sui cataloghi caratteristiche inesistenti.

Il problema e' che oggi tutto e' idiot-proof e l'EQ ambientale non ha senso in questo contesto "schiaccia un tasto e, PUM!, avviene il miraculo".
Alla fine togliere dai prodotti l'EQ e' stato, e', un beneficio. 

Del resto una mannaia in mano ad un bambino spaventato sotto droghe non e' una buona cosa, anche se e' uno strumento utile di per se.

 

lunedì, gennaio 19, 2026

Agcom, lo stato e il fantasma formaggino.

Che lo stato italiano non sia molto sveglio, emanando leggi mal fatte e che causano dolo e sanzioni bloccando lo sviluppo della nostra economia non e' un segreto, ma le ultime di AGCOM assomigliano piu' ad una commedia degli equivoci triste con il finale dove tutti periscono malamente fra atroci dolori

Vediamo gli antefatti.


 Il giornalista Massimiliano Capitanio, esperto di latino, greco e con forte esperienza nel dialetto (come spesso sottolineato nei bio ufficiali), con laurea in filosofia viene messo a capo della AGCOM, che gia' aveva accarezzato.
Cosa ci azzecchi un giornalista filosofo con L'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che e vigila sui settori delle telecomunicazioni e soprattutto si occupa di fissare le regole del mercato, risolvere controversie, sanzionare le violazioni che hanno per lo piu' connotati ultratecnici come gestire lo spettro delle frequenze nel rispetto delle spaziature (un coacervo di tecnica e legislazione minestrati male) non e' dato sapere.
Ricordate: per costruire la vostra casa prendete un filosofo, uomini totipotenti, gli ingegneri sono sopravvalutati.

Il poveretto, completamente avulso dal mondo reale come dimostrera' regolarmente nei suoi interventi personali, e' convito che basti ordinare per far si che tutto il resto segua: la volonta' domina.

Non capendo come funziona la ruota appena sale al potere decide di volerla quadrata in quanto per lui piu' comoda e stilosa.
Cosi', per cercare di salvare il declino dell'amato calcio produce una delle piu' raccapriccianti aberrazioni legislative che si ricordi "o' skudo pei pirati".

Ovviamente le ruote quadrate non funzionano, ma il prode filosofo pensa che chi ha la testa dura e la volonta' fasci..., ops, del fiero latinista, la vince sulla situazione, che si capisca la situazione  o meno.

Il risultato ovviamente lo copre di ridicolo, ma prosegue dritto collezionando figure di medda... 

Ora direte, hai fatto la figura da grillino, hai fatto una seconda figura da paguro, cosa fai?
Capisci di non aver capito un tubo e ti fermi? 
Lui ha proseguito. Prosegue perché, da classicista, sa che dentro di lui la coscienza gli dice che ha ragione!
La verita' e' dentro di te, non nei libri di informatica!

Nel frattempo per legittimare quella colossale bestialita' della bomba a mano piratesca sono state spinte delle norme che obbligano alla delazione e/o ad essere poliziotti (cosa non nuova da noi, chiedete al vs datore di lavoro).

Bisogno ricordare una cosa: l'italia e' un paese di ladri di polli e l'apparato legislativo e' scritto da vigilantes che hanno in mente il quartiere dei ladri di polli, dimentichi che il mondo se ne frega.
Per bloccare i ladri di polli in fuga si vuole togliere la corrente all'intera regione.
Oggi du mundo!

L'altro attore dell'ultima comica e' cloudflare, che di fatto e' una specie di proxy cache per i siti: di fatto quando centinaia di utenti italiani prelevano la stessa foto di un sito americano spesso non prelevano in realta' la foto da li, intasando migliaia di Km di fibra, ma questa societa' di soppiatto ne fornisce una copia dall'Italia.
Ovviamente questo ha ridotto drasticamente il traffico, alleggerendo i server e aumentando la velocita'.

Fra l’altro cloudflare, come tanti attori, ha il suo DNS, quel meccanismo per tradurre "allarovescia.blogspot.com" in un numero come 142.250.73.129
Ricordo che i DNS meno si patrugnano meglio e' visto che hanno sistemi per aggiornasi in maniera incrociata.
Infatti quelli "pastugnati", come quando l'italia li blocca, finiscono per avere problemi, per tanto si evitano anche per questioni di performance e regolarita'.
In passato usavo 8.8.8.8 (google) sui router, anche aziendali,  perche' quelli italiani, per esempio quelli di TI proposti dal provider via DHCP,  si incastravano spesso e volentieri su siti leciti, anche istituzionali.

Non e' solo una questione di furberia, ma di funzionalita' ed evitare la telefonata del cliente che ovviamente non pensa che il problema sia il provider santissimo e immacolato che ha un DNS a strattoni.

Nel frattempo il santo giornalista brianteo giunto al potere, perseguiva la campagna di sberleffo sul funzionamento malato di quella cosa che non ottempera i bisogni interiori di chi ha il comando.
La natura dello strumento, una bomba da 10Kg in piena citta' per fermare uno scippatore, è il suo peccato originale: la forza eccessiva fa piu' danni di quelli che limita.

Inoltre da anni i provider colpiti narrano di costi milionari e minor prestazione per ottemperare a sistemi che comunque non funzionano.

 

Vediamo il comunicato di AG-filosofia sulla multa.

"In particolare, era stato chiesto alla Società, in quanto fornitore di servizi della società dell’informazione coinvolto nell’accessibilità di contenuti diffusi illecitamente, di provvedere alla disabilitazione della risoluzione DNS dei nomi di dominio e dell’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP segnalati dai titolari dei diritti attraverso la piattaforma Piracy Shield, o comunque di adottare le misure tecnologiche e organizzative necessarie per rendere non fruibili da parte degli utilizzatori finali i contenuti diffusi abusivamente."

Il giornalista, quindi, vorrebbe che il DNS di cloudflare, che ricordo serve "il mondo", blocchi gli IP (che ricordo coinvolgono ognuno anche migliaia di siti) che un ragazzino sottopagato di dazn gli indica.

Si noti che deve essere fatto ENTRO 30 MINUTI, il "presto che e' tardi" tipico della poLLitica piu' deteriore italiana, di fatto impedendo qualsivoglia controllo o legalita', delegandolo quindi, per interposta piattaforma, ad un impiegato di una societa' privata.

Ricordo ancora che d aggi, secondo l'oste dal vino buono, sono stati disabilitati oltre 65.000 FQDN e circa 14.000 IP che a loro dire destinati alla fruizione di contenuti illeciti.
Con un rapido calcolo hanno bloccato almeno 150.000 siti kattivi. 

Ovviamente mancando numeri "veri" che mancano nella cultura del latin-dialettttale, non solo non si sa quanti siti davvero sono stati bloccati, ma non è noto quanti sono i siti bloccati per errore e dopo quanto tempo sono stati sbloccati. 
Perche' noi si blocca lanciando una bomba e poi si vedra'. 

Numeri che aspettiamo da ANNI.
Perche' e' chiaro che tutto dipende da questo. 

Se si bloccano 1000 siti e il 100% di questi sono truffaldini, non e' il modo giusto di farlo, ma abbiamo un risultato buono.
Se si bloccano 1000 siti 995 errano truffaldini e 5 erano regolari, ma si sbloccano dopo 5 minuti non e' bello ma possiamo conviverci.
Se l'errore e' 1000 e 50 va spento visti i numeri.


Ma se, come e' probabile, si bloccano 1000 siti e 200 erano regolarissimi e vengono sbloccati dopo 200 giorni vuol dire che e' una medda cosmica e Capitanio va messo in galera.

Perche' con quei numeri un errore del 20%  vuol dire che 30000 siti sono stati massacrati e incrementando le richieste da parte di erogatori di servizi vari come altri sport o cose piu' rilevanti (es polizia) si bloccherebbero milioni di siti.

E se blocchi un blog di medda come il mio magari non ti vengo a prendere, ma di sicuramente hai fatto danni economici a qualcuno.
E ogni giorno che passa allargherai il problema.
E' quindi non solo essenziale avere l'elenco dei blocchi pubblicato in tempo reale con l’elenco dotato dell’esploso (es blocco un ip ma elenco i servizi coinvolti), ma anche un sistema che avvisi, se possibile, degli aventi diritto e uno sblocco veloce e puntuale negli stessi termini del blocco, i famosi 30 minuti se non coivolto in automatico.
Tutte cose che non esistono ora, di fatto e' un ventilatore carico di deiezioni.

Perche' queste stranezze? 

In pratica ancora parliamo del maledetto calcio.
Perche' con i 30 minuti si va a qualificare che non e' un problema di pirateria generica come raccontato, come si puo' facilmente notare tutti i siti "furbetti" non sono mai stati toccati, se di rado per altre vie, e mai hanno cambiato URL o IP, ma importa solo ed esclusivamente la diretta dei 22 mutandari.

Quindi abbiamo gia' 2 pesi e due misure, mi sembra la storia dei diesel o dei monopattini: sei amico e allora la legge e' diversa.

Infatti non intervistano persone che hanno a che fare con l'industria di film, telefilm o animazione, ma sui giornali intervistano A SPROPOSITO solo Luigi De Siervo amministratore Delegato di Lega Serie A, che della pirateria, se fosse di quello che stiamo parlando, rappresenta veramente una goccia nell'oceano.

Un po' come se per parlare del mercato dell'auto intervisto il presidente Akio Mitsuoka, che sicuramente ha a che fare con l'auto, e' il presidente di una casa automobilistica, ma e' certamente marginale.

Cosa diceva l'uomo inutile?
la pirateria online è un’industria che vale miliardi di dollari. Contrastarla non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull’illegalità. Come prova la piena collaborazione di molti altri fornitori di infrastrutture, bloccare i flussi illegali in modo rapido e mirato è possibile.

Evidentemente Luigi De Siervo e' uno strz maximo. 
Prima di tutto una cosa che si puo' fare, per esempio mettere una bomba nella sede dei mutandari perché mi stanno sul caxxo e monopolizzano troppo la scena politica italiana,  non e' detto che sia da fare e sia il caso di farla. 
Io, personalmente, vieterei la trasmissione di partite di calcio in italia, a naso avremo meno interferenze, forse avremo piu' PIL in italia.
I costi conseguenti allo "schermo per il piratone", non solo monetari, non sono indifferenti.

Come ho detto da molto prima da quando non era di moda: spesso il problema della pirateria e' un approccio di vendita errato. 

Pero' gli avvocati, forti di studio latinico sconnesso dalla realta', anni fa tuonavano di miliardi persi.
Poi e' arrivato Itunes che ha dimostrato che era una puxxanata vendendo come mai prima!

Gli avvocati poi  tuonavano che il loro settore non era come la musica!
Poi arrivo' netflix e dimostro' che erano bugie.
eccetera eccetera.

Che Luigi De Siervo non sappia di queste cose sarebbe strano: o e' stolto o e' un bugiardo.
Ma peggio di lui i giornalisti paracu che danno fiato all'inutile commento. 

Perche', ricordiamo, l'intera industria del calcio professionista in ita dovrebbe aggirarsi sugli 11 miliardi (su questo dato incerto si picchiano a tuono volendo metterci anche gli allenatori della squadra dell'oratorio e l'affitto dello stesso con i palloni comprati made in china usati per sorreggere le..., di fatto quintuplicando il numero).
Il valore dei diritti televisivi del 2024 per la serie A sono 900 milioni.
Se usiamo le metriche di altri paesi che misurano di piu', paragonandolo con i fatturati delle aziende calcistiche, possiamo affermare che qualcosa non funziona.
O in italia le squadre chiedono troppo dai diritti, o non sanno monetizzare, o alla gente in realta' il calcio non interessa cosi' tanto (aka costano troppo).

Gia', nessuno nel mondo pretende che cosi' tanti soldi del fatturato arrivino dalla TV.
Cominciate a ragionare su questo e vi ritroverete in un pantano di numeri senza senso: in italia il calcio e' malato e ruba risorse a qualsiasi altro sport.
Salvo che si scopra che il calcio sia come altre cose (presente le coop?) un sistema per in nero o per avere bustarelle.

Inoltre nessuno ha seriamente guardato quanto influisce VERAMENTE il mercato nero del video calcistico sul chiaro. Si parla di soldi senza avere numeri, ovvero inventandoseli (come avveniva con la musica prima di itunes)
Facciamo un ipotesi di lavoro estrema che un enorme 10% di persone guardino in maniera illegale, sarebbero 90 milioni di danni.
La domanda e':
Lo fanno per quale motivo?
Prezzo eccessivo?
Scomodita' o difficolta' di accesso?
Sono ladri e basta?

Perche' a seconda delle risposte potrebbe essere come in altri settori affini che una bella fetta si portano a casa semplicemente dando un catalogo meglio composto e/o leggermente piu' economico.
Per esempio spesso io ho visto in maniera "barbina" serie/film che potevo vedere legalmente e gia' pagato per motivi che chiaramente nulla hanno a che vedere con il mero soldo.
Altri mi sembrava assurdo che le stagioni della stessa serie fossero su 3 siti diversi (va bene pagare, ma esiste sempre un limite al ridicolo, no?)

Quindi di che cifra parliamo veramente?
10 milioni?
30 milioni?
Certo poi hai i guadagni di dazn eccetera che fattureranno sia il diritto che i server, ma per il momento vorrei fermarmi qui per il motivo di paragonare la stessa frutta.
Vi do una notizia, cifre del genere sono simili ai costi che gli italiani pagano per l’adeguamento infrastrutturale necessario al funzionamento del sistema psico-ogonico-piraton del nostro esimio giornalista di AG-barzelletta.
Costi che poi vanno aumentati sulla catena del valore e fatturati a privati e aziende (questo mese non ti do l'aumento: dazn, solare, sciopero...)
Di fatto se si parla, come si fa, solo di 22 mutandari che corrono felici su di un prato per soddisfare gusti sessuali stranini e' proprio il caso di dire:
IL GIOCO NON VALE LA CANDELA.

Questo gioco perverso del latinista implica che questo DNS, mondiale ricordo, deve accettare modifiche da signori nessuno in tempo reale.
OVVERO SI VUOLE CHE IL FUNZIONAMENTO DEI DNS NON SOLO SIA ISTANTANEO, MA CHE SIA ALTERABILE AL VOLO DAL PRIMO CHE PASSA DESIGNATO DA UNO STATO.

 
Vorrei far notare che nel momento che questo avvenisse, ovvero esistesse una API per farlo, dopo qualche tempo si vorrebbe usarlo anche per bloccare cose brutte come:
I siti che fanno finta di essere la tua banca.
I siti pedo
I siti per il gioco d'azzardo illegale
E poi, perche' non i siti ponno che non hanno ottemperato alla folle legge italiana?
eccetera
Si allarga sempre di piu' l'uso e il buco del c...

Visto che e' facile e si fa in 30 minuti al volo ci sono ottimi motivi per bloccare dei siti, per esempio quelli che fanno fake news ("la repubblica"?), magari non in sintonia con il governo pro tempore, o quelli che...

Una volta inventata la scappatoia, per motivi piu' o meno nobili, si comincerebbe sempre piu' ad abbassare l'asticella.

Dopo qualche mese le chiavi del regno le vorrebbero anche simpatici paesi come russia, cina o iran.
Del resto il sistema adesso esiste ed e' operativo, perche' non usarlo?

Del resto non puoi dire al governo di turno che lo reputi un barbone, no? Lo ricordiamo cosa le santissime aziende USA hanno dovuto accettare per entrare un cina? Lo ricordiamo cosa avrebbe dovuto accettare anni fa MS per entrare in URSS (le cose non sono mai state chiare)?

Cosa succederebbe se la cina decidesse che questo blog non gli e' simpatico?

Cosa succederebbe se Trump decidesse che questo blog inneggiasse alla pirateria, del resto se Scrubs e' stato censurato per blackface (immagino che ivory&ebony a questo punto possa essere razzismo), questo blog potrebbe essere benissimo accusato di molte cose.

Oppure il DNS deve dare risposte diverse a seconda di dove arriva la richiesta, cosa che sarebbe bizzarra in quanto basterebbe un plug-in sul browser per fare una vpn oppure un sito "gate" pur devastando l'infrastruttura? 
Vietiamo anche loro?
Vietiamo le VPN come nei paesi poco democratici?
Facciamo cosi', vietiamo internet per siti che non siano calcistici e regolari!

Ma non e' la cosa piu' ridicola, l'importo della multa, 14 milioni, e' superiore al fatturato italiano.
Che per carita', e' ovvio che esiste un asimmetria data dal fatto che importiamo tanto ed esportiamo il nulla essendo senza cultura, tanto da mettere un giornalista a dare cose teNNiche, ma e' comunque ridicola in se.

Qualcuno fa anche notare che cloudflare non puo' non rispondere ad uno stato.
Vero e falso allo stesso tempo.
Vero per il diritto, ma una simile richiesta rimane tanto ridicola da non dover neppure essere presa in considerazione.
Certo una legge puo' obbligare a montare gomme quadrate (o gomme da neve al caldo?), ma dopo non lamentiamoci che lo stato italiano viene visto come "quel coso inutile e ropipaIIe che ruba le tasse" e che la gente se ne frega anche di norme serie (ricordate le cinture di sicurezza?).
Forse chi ha emesso tale sanzione andrebbe deriso.

Il CEO di CF e' uno strz e spocchioso, ma, alla fine il problema e' la follia delle richieste e leggi fatte da branchi di canidi che possono aprire varchi poco simpatici. 

 

Si narrava nelle barze degli anni 70:
durante un attacco degli anni 40 con 50 paracadutisti il pilota dell'aereo disse ai prodi militari  che non era il caso di lanciarsi in quella e un graduato, che io immagino assumere varie pose plastiche, formato alla scuola del fascismo si rifiuta di scendere a patti.

-non dovete lanciarvi, e' pericoloso!
-Perche' mai, noi siamo impavidi, il pericolo e' il nostro mestiere e mostriamo il petto alle avversita'!
-guardi, ci hanno avvisato dalla base che in quest'area ci sono i Monsoni
-ecchisseneimporta dei monsoni, noi mostreremo il nostro valore e gli piegheremo le reni a questi cani dei monsoni.
-mi permetta di insistere, ma i monsoni, sa, sono venti.
-E allora? fossero anche in trenta noi prevarremo di certo con il nostro grande ardore!

Mi sembra la stessa cosa, al grido di "sono nella ragione perche' so dire cadrega e campus nella stessa frase!" il fessacchiotto Capitanio proseguirebbe indomito fregandosene.

       

 

lunedì, gennaio 12, 2026

casse open sedere

 

Photo: altoparlante da 400E venduto a migliaia di euri. Comprati una indiana line e dai fuoco a questa roba presentata nel 2025.

Ogni tanto arriva il genio della lampada e fa cose del genere come quella in foto e molti si prostrano a dire che suona "meravigliosamente"   quando forse sarebbe da dire merdavigliosamente.
O ovviamente, come le le valvole e i classe D, portano cose teNNiche yabba dabba per sostenere la tesi.

Come non funzionano questi altoparlanti?  

Bisogna tornare indietro nel tempo.

All'inizio dell'audio non si sapeva nulla, anche se per una felice intuizione gli altoparlanti erano gia' conici e simili a quelli attuali, non si sapeva nulla della fisica sottostante, nessuno aveva ancora analizzato per benino la cosa e non esistevano strumenti matematici e hardware per capire bene.

Un vantaggio dato da questa roba quando era nata nei primi del 900 era che l'impedenza, se ben progettata, era molto facile, ma ricordiamo che un ampli da 2W a valvole era quello che era e i bassi con quella roba erano solo un'idea.

Cosi' si metteva un cono in un altoparlante su di un pannello e bon era finita li.
Qualcuno aveva notato che i pannelli grandi erano meglio e si potevano profilare ripiegati a V o meglio a  U cosa che manteneva in piedi il pannello e, sorprendentemente migliorava il suono sulle mediobasse.
Di fatto aumentava il percorso fra davanti e dietro.



Successivamente si comprese che il problema era cosa usciva da dietro e si fece il primo caricamento con il baffle infinito (praticamente una scatola piena di tessuti per mangiarsi il suono posteriore)
Perche' gia' agli inizi si era capito che il suono posteriore era un problema non da ridere.

Perche', cosa succede? 

Gli altoparlanti hanno il difetto di "suonare" sia davanti che dietro.
Il problema e' che il dietro e' in controfase.
dopo circa 1 millesimo di secondo, dopo aver percorso la lunghezza del pannello, le due pressioni di fase opposta si incontrano annichilandosi.
Siccome non tutto va dritto come un fuso, e la lunghezza d'onda ha una sua dimensione,  nella realta' vuol dire che un open baffle nel vostro ambiente fra riflessioni e cancellazioni se arriva a riprodurre 150Hz siete fortunati 

Se leggete le recensioni, sempre di alta qualita' come quelle dei classe D da 4000E, troverete commenti scioccanti in cui sembrerebbe la completa e totale resa dei conti degli altoparlanti e tutto quello che e' avvenuto negli ultimi 100 anni circa di ricerca elettroacustica  sono puxxanate (secolare arte liutaia compresa).

Leggerete di bassi controllati e di ariosita' favolosa.

Sull'ariosita' e sulle alte possiamo parlarne, del resto mooolti anni fa si ipotizzava di altoparlanti che dovevano essere sfere pulsanti.
Uno dei migliori altoparlanti che io abbia mai sentito e' un dipolo alimentato da un krell 


 un coso enorme, 160cm, con una membrana curva per cercare di risolvere alcune problematiche dovute al grande pannello (le ESL lo hanno fatto con linee di ritardo decenni prima) con il costo di una VW mediana.

L'ariosita', come del resto ha insegnato Amar Bose 901 con 8/9ni del segnale dietro, ma in fase, e' data dal fatto che le riflessioni fanno sembrare l'ambiente piu' ampio.

Ma vuol anche dire che l'ambiente partecipa per il 50% al suono e gli open baffle suonano in maniera drammaticamente diversa a seconda dell'ambiente: lo stesso altoparlante che nella stanza A suona voto 7+ nella stanza B puo' avere voto 0-.

Il suono delle martin logan era molto buono, ma come spesso accade in queste fiere su altoparlanti menomati ti fanno ascoltare roba blin plin plon plon in una stanza preparata.
Gia', il trucco e' li. 

Ascolti una selezione di brani  che se gli zappi le basse nulla succede o e' marginale. I brani "giusti" dal disco giusto.
Infatti ero il terrore di alcuni stand visto che arrivavo con i CD che ovviamente erano troppo plebei per metterli su.
"orrove ha povtato del vock!"  la platea di altri astanti ribamba annuiva con la testolina mostrando disprezzo all'infingardo che osava lordare le sale santissime ove la classica era un mantra. 
Non mancavano i cori angelici, persino in latino.
La santissima musica elevata.

Questa "selezione" ha persino costruito la leggenda per cui ci sono altoparlanti diversi per generi di musica diversa: una delle balle piu' colossali mai sentite che resiste ancora oggi persino nei 15enni.

Sempre sto stracaxxo di violino, che oltretutto suonava molto setoso e il presentatore dello stand non finiva di rimarcare la favolosa setosita' del violino (l'archetto e' RUVIDO, se e' esageratamente setoso vi siete giocati le alte sulle casse, in ripresa o perche' avere passato i 40)
Ma la cosa piu' da ridere e' che se la batteria o il basso elettrico sono da plebei "che non meritano", ma lo e' anche una fuga di Bach fatta sull'organo "giusto" che di fatto in quegli stand era poco cool.

Si noti che sono gli stessi brani che si usano per gli ampli menomati di birra, che pero' suonano "benissimo" al volume da sala d'aspetto dal dentista.
Ricordo a costoro che sotto certi volumi l'orecchio si accende solo per le medie, pertanto a quei volumi non e' neppure dannarsi con TW costosi e casse grandi e il rumore di fondo, soprattutto se abitate in citta', fa si che a quel volume potreste scambiare le radioline sonos per altoparlanti o addirittura HiFi.

IL fatto di avere un problema di cancellazione delle basse frequenze sotto i 150-200Hz non e' l'unico motivo per cui gli open baffle non hanno bassi.

Stiamo parlando di un altoparlante non caricato e che per via della attenuazioni non sara' di alta efficienza (spesso infatti i xover di questi bidoni fanno un pompaggio sui 150Hz come certe cassettine BT da 50E).
Essendo coni non frenati ne dall'aria di una sospensione, ne dalla risonanza di un reflex andranno incontro ad un aumento dell’escursione mano a mano che si scende in frequenza in maniera drammatica.
Se avete presente i video degli zarri del car audio che mostrano coni che stanno soffrendo muovendosi fuori controllo mentre  sadici ridono perche' rovinarli sembra cool, avete un'idea.

 

Photo: Sistema demenziale per gonzi che parte da 15KE che dovrebbe garantire 30Hz.
Gia' che sul sito venga identificato un sistema per gonzi come WA per comunicare non depone a favore del proponente, inoltre il tipo di trombe adottate a me fa ridere e basta.

Pero' sono molti a raccontare di risposte che scendono parecchio. 

Dovete sapere che per una serie di ragioni gli altoparlanti si misurano in camera anecoica dove, come in questo caso dei dipoli, l'emissione posteriore viene pappata in maniera consistente. 
Con una EQ usando 1W e con 2 giochini il cono comunque scende, poi se sono 30Hz a -100db possiamo dire "grazie al ca...lifornio"
Altre misure vengono fatte con microfoni a 5cm dalla calotta (integrate poi per le vie) e poi normalizzati ad un metro.
Questo viene fatto perche' normalmente non succede di avere un emissione posteriore in controfase, ovvero la misurazione ha senso fatta cosi' se non e' un dipolo, in questo caso la misura andrebbe ripetuta posteriormente e sottratta per avere un'idea di massima.
Quel 30Hz misurati MALE vuol dire che l’altoparlante puo' muoversi a 30Hz, non che potete ascoltare quei 30Hz.
E' un po il discorso dei monopattini: hanno il freno a disco, fermano la ruota,  ma non possono frenare il mezzo da cortile che fattivamente non ha freni.




Photo: Ennesimo attiragonzi, 35KE, pero' ti regalano l'ampli (per risparmiare e' un fetido classe D e gia' abbiamo piu' di un problema con quel tipo di coni).
Anche questo viene dichiarato un impossibile 25 Hz – 20 kHz.
Giusto per avere un idea delle recensioni:  
Monumental bass and effortless dynamics”  
(Audiophile Insight)

E si, farebbe ridere se costasse 35E e non 35KE, ma il recensore probabilmente non li ha neppure tirati fuori dalla scatola o li paragonava alla radiolina da 10E marcata apple che tiene in cucina mentre pela le patate.
Evidentemente ci sono dei problemi in chi prova sta roba.
Il sito racconta che con magneti piu' grandi il modello superiore arriva a 18Hz.
Con quelle pressioni dichiarate dovreste stare attenti all'integrita' delle finestre che potrebbero essere espulse dalle sedi.

Non so voi, ma di roba che arriva a 20Hz -3dB io ne ricordo veramente poca, e a 60KE do per scontato non solo che sia piatto come una tavola da surf, ma che la distorsione non sia immane.
Per arrivare cosi' in basso stiamo generalmente parlando di altoparlanti dalle volumetrie ENORMI, spesso diversi metri,  o altri sistemi non meno ingombranti, mentre costoro hanno lo spessore giusto della vernice.
La fisica, sempre Dea stzissima e violenta, ci racconta che a fronte di 60.000E quel coso e' sordo sotto i 100Hz

Qualche fessacchiotto potrebbe pensare che siccome l'ariosita' e' carina, che poi non e' neppure voluta e gestita visto spesso le altre spesso non sono dipolari, uno ci sbattete "u subbowofero" e si prendono two piggeoni con one bacca.

Sorry, non si puo'.
Suona troppo alto, per avere un subwoofer, come dice il nome, ci vuole un woofer funzionante per avere qualcosa che va sotto di lui.
Che poi e' il motivo per cui le soundbar attuali non possono avere un subwoofer, ma hanno delle scatole della frutta per fare rumore brutto peggiorando la gia' scarsa sostanza.
 

Il minimo per scendere a quelle frequenza senza grande volumetria da frigo a 2 porte e' un doppia camera, un tubo e altre amenita, che pero' hanno comunque volumetrie importanti, ma sono molto "stretti" come risposta e non basterebbero da soli.

Quindi per scendere a 40Hz (o meglio) per davvero questa roba va riprogettata con un woofer addizionale per cassa corredato della sua volumetria di caricamento. Che poi e' quello che fanno le martin logan attuali (evidentemente ci si era stufati di non avere bassi)

Grossomodo i bassi che si puo' aspettare da questa roba sono simili a questi


Photo: le cancellazioni avvengono a seconda della stanza e della posizione dell'ascoltatore (i due colori).
Quello che e' certo e' che sotto i 100Hz vi e' il buio e sopra il delirio.
Chiaro e' che e' poco probabile avere una risposta decente sulle basse.
In realta' ci sono anche altri problemi con un bucazzo, ma e' un problema di tutte le casse che appoggiate a caso in mezzo alla stanza come queste.
Che ci sta per casse da 200E, meno per affari dal costo HiEnd

Questo e' uno di quei tanti casi per cui basta guardare una cassa, senza neppure accenderla, per sapere che ha gravi problemi.


Nel caso dell'open baffle e' anche una cosa evidente che chiunque e' in grado di capire, eppure, ci sono decine di casse, anche molto costose, che riescono a vendere questa follia. 

Ma, si sa, il consumatore non e' una bestia che ragiona. 

venerdì, gennaio 09, 2026

Ampli classe D 5/5

Photo: l'unica caratteristica ben in evidenza per farvi sborsare 10KE e' che dovrebbe avere dei magici GaN-FET nascosti in una piccola scatoletta "magica" e non abbiamo neppure la possibilita' di sapere se lo schema e' economico o normale. 
Ovviamente essendo magia non si misura se non su resistenze, si parla solo della grande ariosita' datata dalla magia... Apple insegna, no?
10K, praticamente ben dentro nell'area dei Krell, accuphase e Pass, non nell'area di samsung irradio e auna.
Sicuri sicuri?
Ricorda i valvolari un pochino incerti dei cantinari a 30.000E?

Il problema del posizionamento attuale dei classe D e' il mondo delle recensioni. 

Io ricordo molto bene che in italia tanti anni fa esisteva solo una rivista che provava gli ampli per bene.
La maggior parte delle riviste quando faceva una "misura" non aveva molta idea di cosa stava facendo.

Quando capitava un ampli sulla rivista in questione che avevo nella sala HiFi sapevo gia' GROSSOMODO cosa aspettarmi dalle misure. (nota: avevo in linea 25 ampli circa e un centinaio di casse)
Non era certezza, ma dava un solida idea.
Se la rivista lo provava per prima sapevo grossomodo come poteva suonare.
Il problema di fare dei test seri e' duplice:
1) rischi di inimicarti il produttore (che poi e' quello che paga, con la copertina non ci compri la carta patinata superlusso)
2) serve tempo per provarli, serve attrezzatura e serve un esperto (ovvero soldi e tanti).

Quando vediamo wired o il corriere della pera, che ho citato all'inizio in questa serie mentre dicevano cose impossibili di bassi autorevoli con 10 cm di woofer: e' evidente che il recensore e' probabilmente uno che ha studiato latino, se abbiamo fortuna giornalismo, e probabilmente ha un buon italiano (certamente piu' del mio). 

Ma non sta facendo un TEST, e' magari uno che non ha mai avuto un HiFi e' abituato ad ascoltare con una supposta BT da 20E con un altoparlante da 4cm, o l'audio del PC portatile mentre batte i testi (troppo povero per un PC serio, spesso "assunto" come freelance) e usando un cosaccia da 10cm e du soldi tutti insieme gli sembra di aver ascoltato assai meglio. In un test fatto in cucina mentre spadella (che e' poi l'uso corretto di quella roba da 50E).
E' passato dalla bici al piaggio ciao: graaaande miglioria!
Mai vista un auto o un aereo.
In dimensioni diverse avviene per l'HiFi ma e' la stessa menata delle cessettine giocattolo da 50E.

Purtroppo sta succedendo lo stesso anche con le riviste del settore, le poche rimaste, e non solo nell'audio.
Al massimo la differenza con le riviste specializzate e' che hanno una stanza in redazione dove buttare dentro la roba a caso quando ascoltano, giusto per non ingombrare il tinello di casa.
Che poi, al contrario dei diffusori, misurare un ampli e' una passeggiata.

Questi recensori delle recenti riviste HiFi, lo capisci chiaramente da come e' scritto il pezzo, non hanno familiarita' sull'argomento.

Per dire:
E' difficile capire quando una cassa va bene, ma e' molto semplice capire, anche da spenta, se una cassa fa veramente pena o ha problemi enormi (ho un post in canna molto divertente). 
Ci sono dei parametri per cui una cassa non  puo' avere bassi o alti, per mera fisica.
Se ci pensate lo fate tutti i giorni senza rendervene conto su cose per cui siete piu' avvezzi.
Sapete che una panda 30 o un suv non sono auto "sportive" (termine pessimo che e' associato a una buona guida e sicurezza)
Se vedete una roba bassa e larga, e in italia rossa, sapete che e' possibile (salvo trovarci dentro il motore e le sospensioni di una panda) che sia decente, non ne siete sicuri, ma di certo ha delle possibilita' di non essere un rottame come una panda 30 o un suv per via della forma.
Poi esistono eccezioni.
Ogni riferimento alla Puma GTV maggiolone e' voluto. 
Il problema e' la gente che fa recensioni di un apecar e se ne esce con tonanti definizioni: squalifica i test.

Ovviamente in un mondo dequalificato anche le riviste di settore non investono piu', oltretutto se dovessero  mettere in dubbio qualcosa che e' ormai sentire comune avrebbero un backfire non da poco.
E nel momento che misuri sono caxxi.
Provate ad immaginare un prodotto di punta della mela che dovesse mostrare pessimi risultati e sei l'unico redattore a dirlo!
Sei un diavolo anti-divinita'!
Sei un prezzolato della concorrenza!
Se pagato dagli alieni!
Sei uno che vorrebbe il "coso" ma non puoi permettertelo!

Recentemente mi hanno detto spesso che io pero' non conoscevo i classe D di "azienda PRO" o "azienda toga", ovviamente molto costose in classe D.
Il piu' divertente era un 4x4000W professionale (per chi vole roba che non funziona?) con consumo massimo 3000W. 
Basta solo questo dato per squalificare il tutto come serieta' dell'azienda (dopo non lamentiamoci che nei concerti appena attaccano il brano l'impianto si siede)
Entrano in 3 ed escono in 16: mettiamoli in coda ai pannelli solari!
Facciamo la stessa cosa per il nostro portafoglio: busta paga lorda da 3K e godiamo come 16K!

Senza andare lontano: 
per anni mi sono sentito dire che ero un retrogrado e amante dei petrolieri per quello che ho detto che sarebbe successo con l'auto elettrica. 
Ora alcune di queste cose sono leggi di stati e molti giornali seri finalmente dicono quello che dissi 20 anni fa.
Pero' ho subito angherie e sfotto' nei forum e dal vero. 
Per anni.
Bizzarro per un amante delle auto elettriche.
Non e' praticabile per una rivista essere contrari al mainstream.
Una rivista DEVE farsi amico il lettore, lo deve blandire ESATTAMENTE COME I PRODUTTORI.
In piu' deve essere amica dei produttori che pagano il brodo, assai piu' del prezzo di copertina.

Alcune riviste in passato hanno provato a mettere didascalie bizzarre. 
Per esempio ad  ampli che andavano cosi' cosi' sulle misure, ma erano molto amati dagli utenti, ho visto arrampicate sui vetri che neppure i gechi. 
Se non riesce neppure su di una R a stare nei parametri ad 1KHz non ci sono molte possibilita' che poi ci riesca poi o suoni decorosamente.
Ma alla fine se uno non e' uno stolto capisce che qualcosa che non va ,visto che nella pagina successiva di altro ampli si loda proprio il fatto che il grafico e' molto diverso da quello pessimo tanto osannato (si, e' capitato).

E un ampli con le caratteristiche di molti classe D passati come i T-amp originali, come abbiamo visto, ci sono errori che sono evidenti e oggi  lo sappiamo perché molti di questi sono assai attenuati, con vanto, nei chip moderni.
Ma i recensori spergiuravano che fossero perfetti!
Come e' possibile?
Lascio a voi rileggere quelle recensioni folli ancora disponibili.
"C'è qualcosa di magico nelle voci, qualcosa che comunica forte emozione all'ascolto.... non si riesce a fare a meno di notare la veridicità degli strumenti a corda o ad arco"
Oppure
"il controllo sulle basse e' incredibile" (NDR parlava della batteia e aveva casse enormi e l'ampli, ricordo, ha SEI Watt e non e' un Krell)
Follia o acido?

Torniamo al discorso iniziale: 
i classe D sono buoni?

La risposta, se non siete scimmie, e' DIPENDE.

sulla parte economica non penso che ci siano dubbi.
Un ampli molto economico e sottoalimentato in classe AB (magari ne posto un paio per vedere come NON si fa e perche' lo facevano) le prende in maniera colossale da un classe D con lo stesso alimentatore.
Con 20E non se ne parla di competere.
Ampli da poco in cassettine sfortunelle da 30E trovano nuovo splendore nella classe D.

Bisogna ricordare cosa era l'alternativa.
I vari TBA800 o TDA 2008, che erano MOLTO diffusi, erano certamente molto efficienti essendo in classe B, ma questo li condannava a qualità molto basse, soprattutto ai bassi volumi (per una serie di motivi i classe B suonano meglio ad alti volumi relativi, da qui l'uso di potenza contenute).
Spesso erano decisamente poco alettati, alle volte 1/10mo del necessario, l'aletta costa.
Non crepavano solo per via delle protezioni zannute (quelle che riducono la qualita'), perché la tensione dell'alimentatore moriva prima e perche' erano immortali. 
Era pieno di quella roba l'audio economico, sia in chip che discreti.

In pratica tutto l'audio portatile con i suoi compromessi tende ad essere terra di conquista facile da chip "faso tutto mi" con basette spesso gia' pronte.

Idem i vari finali cinesi in vendita su internette.
Parliamoci chiaro, roba cinese come i fosi che con 99E e un TPA 3255 raccontano di impossibili 300W, oggettivamente sono interessanti, piccolini e hanno pure il bluetooth.

Possiamo dire che a quel prezzo, soprattutto per volumi di ascolto che non e' il plin plin di certa musica, non e' roba cosi' brutta.
Anche se ci sono chip in classe AB superiori, i classe D sono diffusi e sono ben conosciuti.
Non sono il male assoluto.
Immagino che il me di 14 anni il cui ampli da 15W (un nobrand che era una poverata folle)  faceva pena sarebbe stato felicissimo e probabilmente sarebbe stato assai meglio.
Mai si e' suonato cosi' bene facile e tanto con 99E di apparecchio finito.

La questione pero' diventa diversa se cominciamo a parlare non di cinesate, ma di ampli che cominciano a costare piu' dei 200E.

Li si innescano 2 strade che si possono tradurre in:
Meglio tanto bum bum o meglio la qualita'?

Perche' la cosa, solitamente, e' fra un economico alimentatore PWM e un classe D impacchettati e  un ampli in classe AB e un alimentatore classico.
Ed e' chiaro che a parita' di birra l'AB costa di piu', o meglio a parita' di costo il classe D ha piu' birra.

Tutta la questione diventa se vi va bene avere la birra primo prezzo del discount, tanto e' un modo come un altro di sbronzarsi, o volete bere una buona birra con un ottimo sapore.

E diciamocelo chiaro, non e' detto che una scelta sia per forza peggiore.

La cosa pero' cambia ancora salendo di prezzo.
Se fra un 40W sfigatone e un finto 200W, che pero'  ha comunque piu' birra, possiamo decidere di pensare ad una scelta, soprattutto se siamo di bocca buona, sopra a certe cifre, diciamo 500E per l'ampli finito e non cinesata, la storia comincia a cambiare TANTO.

Gli ampli in classe D di fascia "alta" solo di componenti OEM cominciano a costare parecchio, i moduli purifi finali, per fare un esempio, per un simmetrico cominciano a volare intorno al millino per un ampli stereo. 
In soldoni un prodotto finito siamo intorno ai 2000-3000E.
Pero' a 3000E di roba in classe AB molto buona ne potete comprare molta. Si comincia ad entrare nell'HiEnd, quello che ha si le sue streghe, ma ha anche roba notevolissima, non stupidate.

E quando parliamo di potenze ricordiamoci che non e' che basta raddoppiare la potenza per sentire il doppio, la grande differenza fra un 25W e un 100W in genere non e' data dalla differenza di potenza, ma dal fatto che solitamente il 25W era a corto di amperaggio.
Non a caso ci furono dei cosi da 30Kg con "soli" 30W, non tanto perche' dovevate fermarci una porta, ma per il fatto che potevano guardare con sufficienza il fatto che la cassa potesse aver bisogno di 30A. 
E  suonavano maledettamente forte per essere dei 30W, piu' di molti 200W che a quel volume cominciavano ad entrale protezioni e menate.
Del resto superate certe potenze, almeno in ambito da casa, non e' che avete bisogno di piu'.
Dubito molto che abbiate bisogno del volume da concerto rock in cucina dalle casse del soggiorno.
Perche' alla fine che vi serve sono ampli impavidi, non che abbiano "UATTI" a palate.

Inoltre ci sono ampli PA (quelli dei concerti) che con una cifra accettabile hanno performance che schiacciano qualunque classe D. 

Perche' se cercate un ampli "anni 80" che faccia quello che fanno i classe D, ma in meglio ovvero:
un ampli che ha paura dei carichi reattivi, 
che abbia tanta potenza 
che costi poco
sia piuttosto controreazionato
made in cina o giu' di li
e ben protetto

vi presento la ferraglia tipica per il suono unz unz che non e' certo HiEnd


 un classico del PA da sbollettati il thomann t800 con 159E al pubblico vi passa la paura con 350Wp dichiarati, ma come accade ad occhio saranno poco meno di 100x2 solidi.
Se ravanate in rete ha recensioni fin troppo positive, in questo ambito la classe D non costa molto  meno... 

E vi diro' di piu', siccome il coso ignobile modula la tensione di alimentazione ha un rendimento non lontano da una classe D, si chiama classe H (in questo caso a due livelli di alimentazione 98 e 46 Volt).
Notate anche che pur avendo efficienze non molto diverse dai classe D questo piccolo ampli ha enormi alette e un ventilatore. 
Delle due una: o molti classe D sono sottoraffreddati (quindi andranno in protezione dura) o sono tutti oltre il 99% di efficienza (ha ha hah).

Giusto per dare un idea questo thomann, che comunque e' una cinesata brutta, costa IN TUTTO meno della sola basetta dei finali del purifi assimmetrico (700Ex2 se comprati singolarmente, per la cronaca), che non ha cosi' tante possibilita' di suonare straordinariamente meglio.
Il problema maggiore degli ampli come il E800 è che hanno protezioni cautelative per mancanza di finaloni a pacchi, ovvero distorsione appena parte la birra.

Come dite il santissimo purifi e' piu' potente con i suoi 425W?

Chissene, come potete notare dal numero di bobine per canale della basetta stereo (800E per la cronaca, 2000-3000E di ampli) non e' neppure simmetrico. 
Questa roba avra' dei problemi di stabilita' da primo prezzo. 
Ma "ci ha i Uatti" 

sicuri sicuri?
Dati del loro datasheet:
Output Power, Short term
RL= 8Ω, 1%THD 227 W
RL= 4Ω, 1%THD 425 W
RL= 2Ω, 1%THD 450W
Output Power Continuous - as limited by thermal system

Cominciamo a vedere le prime stranezze.
Questo affare, spesso accostato a mostri in classe A per purezza e qualita' nei forum (ha ha, hah) gia' ci racconta che non e' un accuphase come raccontano sui forum.
Prima di tutto NON e' un HiEnd, perché i prezzi son quelli,  del resto nei classe AB si misura in potenza continua, non certo di picco senza dire neppure di quanto e' il picco.
un milionesimo alla samung?
1 secondo?
1/20simo?
non e' dato sapere.

il data del TDA7498, classe D che non e' certo, neppure lontanamente, "top of the pop" e' molto piu' chiaro. 

Ma, soprattutto, cosa vuol dire "a seconda dell'aletta che ci metti" che e' quallo che alla fine vuol dire quella dicitura?
Se tu mi dai dei parametri o mi dai una scaletta di dissipatori con vari C/W o mi dici con il mega alettone fatto cosi' o cosa' eroga tot.
Persino il datashet del piu' diffuso classe B supermegabase superfogna[TM] da 3W TBA800 e' MOLTO piu' chiaro su cosa succede con le alette grosse o piccole.
Il data DEVE darmi delle certezze, ad esempio quanto posso spingerlo per davvero, la P di picco e' di fatto inutile se non mi dai la base.
Viene il sospettone grosso che questa roba con potenze continue o con correnti medie elevate abbia piu' di qualche problema ben prima di 100W. 
Come gli ampli AUNA da 10000W che poi sono 18?
Come il certo regnante con il birillo al vento?

Con 700E, inoltre,  il cinesone bidone della thomann di cui sopra lo potete comprarlo  con il triplo di HW, ovvero siete in quota del mezzo KW per davvero.
Non e' HiFi di quella GGiusta, ma la sua porca figura la fa.

Se guardiamo il purifi simmetrico (gli ampli che lo usano costano, ridiamo, 4000-7000E), anche nad ci e' cascata con quella roba, non e' proprio "du soldi".
Del resto se piace il suv degli ampli a chi caccia il soldo... 
Non so se riesce ad andare meglio di 700E di un  PA da sbollettati, ma sicuramente ha meno birra.
Poi ci sono gli ampli PA "giusti".

Provate a fare mente locale.
Oltre 4000E per un ampli che per varie ragioni ha problematiche che assomigliano piu' ad ampli PA da meno di 1/4 del prezzo.

Voglio dire,  oltre 4000E a me vendono in mente tanti ampli "toghi" e con quel prezzo non compi un finale, ci compri un coso da urlo, non le cinesate che nessuno ha mai provato su induttanze realistiche.
Vogliamo parlare di  HiEnd?
Sicuri che quella roba vada meglio?

Il gioco, alla fine, e' che un ampli AB se non fai castronerie oggi lo fa chiunque con ottimi risultati.
Fare un classe D che non sia "prendiamo un chippetto TDA o basettia XXXX" non e' alla portata di tutti, e mitigare i problemi e' un costo sia di design che di hardware. 

Il fatto e' che al momento i cinesi stanno spingendo sulla classe D.
Ci sono ottimi motivi.

-il fatto che nessuno si fida di un ampli cinese, mentre il fatto che usi un TPAXXXX o TDA YYYY e' garanzia di un certo risultato minimo. Oggi altri nomi che hanno prezzolato le riviste come Nuforce o hypex, ma la sostnza non e' diversa. 
Del resto aver spacciato ampli instabili e poco dotati per anni necessita certezze.
Arrivano perfino a fare cloni di ampli famosi degli anni 60, insomma un modo perverso per dare sicurezze con cloni di roba che aveva i suoi demoni (qualcuno ha detto Quad?).

-i chip "normali" non hanno lo stesso appeal, del resto, in passato, sono spesso stati usati in versioni veramente poco prestanti e non suscitano la stessa positivita' nel pubblico subndo la storia come il primo punto.

-il fatto di mostrare potenze notevoli, del resto di picco su di una R i numeri ci sono, e' molto apprezzato. Il famoso megapixel o il 3 cilindri mega-turbo spiegano bene che e' il numero inutile che vuole il peone.

Photo: Il laboratorio di ricerca Nuforce. Il Fraunhofer della classe D.


La parabola e' ben evidente, tanti costruttori, anche molto seri (uno per tutti nad) oramai usano modulini made in China fatti e finiti per accontentare quelli che vogliono al prezzo di un AB serio da 60W un affare da almeno 250W.
A costoro l'azienda di turno fornisce un "coso" che di picco fa 300W, ma con il prezzo di produzione di un 25W potendo riportare i conti in attivo visto che oramai gli ampli li comprano solo 4 gatti, per lo piu' in pensione (quindi sordi).
Il fatto che suoni di medda e' altro, e non necessariamente perche' e' in classe XY, ma in quanto si deve risparmiare per evitare di fallire (diesel europeo dice nulla?).

Poi e' chiaro che gli ampli "vecchi" old school sembrano suonare meglio, pioneer che ha fatto cose egregie, anche se non sempre, oggi propone dei classe D, come tanti.
Ma in realta' gli ampli vintage 60-70 e molti 80 che suonano davvero bene, meglio di quelli AB attuali, sono veramente rari, piu' normale che siano dei bidoni. 
Ma in questo momento la storiella e' che ogni ampli che si accende e riproduce e' buono a prescindere, meglio se e' cool su qualche rivista.

E' possibile che a breve un ampli in classe AB sara' una rarita', del resto il CD e' praticamente estinto, ma per assurdo gli LP sono esplosi e vendono molto di piu' di qualunque altro supporto fisico, che fa piuttosto ridere se sapete davvero usare un caxxo di giradischi.

Se ci pensate ci sono milioni di ragioni per cui i prodotti vengono sagomati su desideri (espressi o meno) dei consumatori.
Il mercato, in molti settori, non necessariamente va dalla parte dei consumatori, va dalla parte dei desideri dei consumatori, che non e' la stessa cosa neppure da lontano.
Non mi meraviglierei che i classe AB divengano rari come oggi sono i classe A.

 

Concludendo: i classe D vanno bene nella fascia "bassa", stara' a voi definire "bassa".

Diciamo che i classeD sono HiFi, 
vanno bene in molti usi, 
sono meglio di tante porcate viste negli anni (che ricordo erano prodotti prodotti con piu' mano d'opera e non in Cina, ovvero costava farli bene), 
ma se cominciamo a parlare di roba "seria" e spendere dollaroni pesantoni non ne' il caso.