lunedì, marzo 16, 2026

classe D again 5+1 /5

 Ho trovato un paio di discussioni di gente che "ne capisce", gente che viene osannata per i classe D, gente cosiderata "il massimo", ma fa praticamente un massacro su molti punti delle puntate precedenti. 

Partiamo dal  problema del "finale al gallio figo maggico" (aka GaN FET che dopo mi caxxiate) non risolve nulla.
Perche' quando hai un problema di distorsione del 20% e porti questa roba al 15% non hai risolto nulla. Perche' il problema non e' del solo finale. 
Diventerebbe determinante se hai risolto gli altri problemi che costituiscono il grosso.
Pero' era una mia idea malsana, no?

Da qualche mese ho scoperto, ricordate che i post escono con anche 2 anni di ritardo, che anche  i piu' grandi costruttori della classe D stanno dicendo che "cosi fighi al gallio" che tanto piacciono in certi ambienti che se la tirano (e fanno ampli da casa in classe D da 20.000E) sono IRRILEVANTI nella pratica.
Del resto migliora la storia, di certo, ma non rende un ampli economico (ma venduti a grande cartellino di prezzo) in grado di battersi con un ampli di buona qualita'.

Perche' il problema e' che non puoi fare fare un onda quadra con quelle potenze su quei carichi senza sputare sangue (ovvero andare su prezzi da classe A HiEnd per un risultato non equivalente)

Del resto se migliorasse di colpo semplicemente cambiando dei finali che costano al pubblico sciolti  ben 2E in piu' (prezzo drammatico, vero?) lo farebbero tutti.
Per la cronaca sono finali che costano, ma non cosi' tanto (ricordo che per dei "buoni" classe D sono 4 per canale) 1pezzo  $5, 10 pezzi  $3, 100 $2, 500 $1.8,  2,500pz $1.6.

Non ho idea se si possa integrare a basso costo nei chip come i TPA (qui verra' a spiegarcelo Gate)

Vediamo cosa dice ICE power, della questione 
(se non pensate che ICE non sia ai vertici, con dietro il sedere ben 2 universita', avete dei problemi)

"I risultati mostrano lievi miglioramenti nelle prestazioni audio e circa l'1% di migliore efficienza quando si utilizza GaN, ma soprattutto il consumo di inattività è inferiore del 20%"

Ovvero consuma meno a bassi volumi.
Quando tu hai efficienze che arrivano in casi particolari a vicino al 90% cambia veramente poco passare a poco di piu'.
Poi infatti aggiungono che in genere spreca piu' l'alimentatore che l'ampli, del resto il PWM degli alimentatori e' generalmente meno raffinato dell'ampli stesso.

"Ma i miglioramenti non sono gratuiti. Il costo è significativo a causa del prezzo elevato per il GaN stesso, dei circuiti di azionamento del gate più avanzati e dei circuiti di protezione più complessi."

Essendo piu' veloci le f di commutazione tutto il resto deve andare di conseguenza e puo' mettersi nei guai piu' in fretta  Stiamo sempre parlando di pochi euro, non stiamo paranldo di chip da 400E cadauno, su prodotti finali che non definirei da 2 soldi.

"Inoltre, la disponibilità e la fornitura di opportuni interruttori GaN è ancora limitata rispetto ai MOSFET"
Come tutte le cose vale di piu' "la cosa giusta" che "la cosa piu' toga".
Forse e' da ricordare a tutti quelli che comprano "l'offerta speciale del TV piu' scontato" al posto del "piu' idoneo" al supermercato del salume o ai valvolisti che oramai hanno 4 valvole come scelta.

 

Dopo ICE sentiamo cosa ha da dire Bruno Putzeys, quello che ha fatto la fortuna della Hypex che fa gli ampli da pompa NCORE e per Purifi sviluppa la gamma  per sbarbi “Eigentakt”.
In pratica e' la figura dietro il 70% degli ampli osannati  in classe D di marchi diversi degli ultimi anni.
Abbiamo le mode.

Sempre roba non certo ai vertici degli ampli in genere, ma i fanboy le reputano il massimo.
Notate il controsenso in cui alcuni fanboy santificano un prodotto snobbando l'altro pur essendo di fatto figli dello stesso padre.

Cmq Putzeys ha imparato quella roba mentre lavorava in Philips, azienda che ricordo ha di fatto inventato tutta quella roba. Se oggi non fosse snobbata probabilmente farebbe come una volta roba di riferimento praticamente assoluta nella loro fascia. 

il nostro spiega, in un lungo articolo,  che il successo iniziale del classe D  fu proprio il nome

"Purtroppo, quella lettera, combinata con la natura binaria dello stadio di uscita, convinse anche le persone intelligenti che rappresentava “digitale”
.....
il lessico tecnico tedesco non ha una parola per “classe D”. Lo chiamano Digitalverstärker, così come i giapponesi (dijitaru ampu)."

E come ricordo spesso, per molti "digitale=buono" anche se fa pena.

" le convenzioni AES hanno ospitato carta dopo carta che descrive algoritmi sempre più complessi con un miglioramento graduale della linearità.
Dopo un po ‘, anche l’osservatore più generoso non ha potuto fare a meno di sospettare che i vari autori stessero cercando di rimandare i problemi reali, che sono lo stadio di alimentazione e il filtro di uscita"

Ora, capisco che questi siano fighi pazzeschi, ma e' quello che ho sempre sostenuto dal boom incomprensibile dei tripath di medda. Puoi "fare cose", ma se non hai birra non hai birra.
Quando non hai sistemato i fondamentali puoi tirartela come vuoi sul dittering e modulazione: comunque non vai da nessuna parte.

Io non sono cosi' esperto di auto, non so progettare un motori o pneumatici, ma se vedo una vettura senza ruote che poggia sui freni possono raccontarmi del motore piu' bello del mondo a 12 cilindri in linea alimentato dalle preghiere dei santi tutti quei discorsi ci puliamo il didietro.
Questa e' la situazione dei classe D: il problema e' delle basi, non di miglioria.

MA il nostro  gira il coltello nella piaga.

"quando i transistor di potenza vengono rapidamente accesi e spenti, non c'è modo di farlo infinitamente velocemente. Uno si spegne gradualmente mentre l'altro si accende gradualmente, e in questo intervallo l'impedenza di uscita è elevata
....40 ns rappresenta oltre un per cento che... traduce direttamente in una cifra di distorsione simile." 


 Qua vediamo un risultato di una torta facile, banale seno su resistenza, probabilmente alimentato con un apparecchio lab, che comunque e' in crisi con distorsione dell'1% senza neppure fare le cose difficili, il "salvataggio" lo fa una pesante retroazione.
Quando le cose si fanno difficili... sono retroazioni degne dei peggiori degli anni 80.

Il santone continua, di fatto sta dicendo che un classe D non e' HiFi:

Ricordiamo che dato un segnale PWM... Qualsiasi increspatura nell'alimentatore finisce per modulare l'ampiezza del segnale audio. 

Lo ricordiamo che l'alimentazione dei classe D viene modulata dall'ampli quando di fatto, mentre modula un carico non resistivo, diviene un alimentatore?

Ed ancora sembra che il nostro amico voglia disintegrare gli ampli in classe D parlando di quello che avevo parlato dei filtri in uscita che sono a caso.

"un filtro passivo, la risposta dipende interamente dal carico."

WoW,  quando accenno a sta roba nei forum sembra che vado contro una divinità bestemmiando.
Adesso la divinità padre dice che quel filtro non sta in piedi.

 Ad esempio, ecco un insieme di curve per lo stesso filtro con carichi da 4 ohm (rossi), 2-ohm (verdi) e 8-ohm (magenta) e la traccia blu è un carico di altoparlanti simulato.

 


 come dice il nostro progettista di classeD 
"Apprezzerete questo tipo di errore non è qualcosa che si consiglia per un amplificatore per Hi-Fi."

e non e' di fatto risolvibile come si fa con un DAC, il perche' e' banale: non stiamo parlando di segnale che poi appoggia su un carico conosciuto (che poi e' quello che decidiamo noi), ma di roba a caso e si deve cacciare amperoni su carichi brutti. 

"Potresti rendere il problema dieci volte più piccolo aumentando la frequenza angolare di dieci volte, ma dovresti aumentare la frequenza di commutazione anche di un fattore di dieci. E questo aumenta la distorsione, secondo quanto sopra"

Soluzione a tutti i problemi di un ampli che ha una risposta in frequenza degna di un mangiadischi fisher price da anni 5?
Feedback, Feedback, Feedback e ancora Feedback.

Ricordiamo un attimo.
Per evitare quella roba sopra con il FB vuol dire che sia la distorsione a 2 cifre, sia la risposta in frequenza data dal filtro "sbagliato" verra' per magia corretta dal segnale differenziale... che a quel punto e' piu' grande del segnale stesso.
In pratica e' un ampli per amplificare il FB.
 

Abbiamo distorsione a 2 cifre piene, intermodulazione, risposta in frequenza che pare un ottovolante, il raffreddore e la moglie che ci fa le corna, ma, basta pregare l'unicorno rosa e tutto andra' bene.


Quali sono allora le caratteristiche che debbono quindi essere essenziali per un ampli audio?
"a putenza"
Qualsiasi altro parametro mancante verra' creato dal FB.
Vi e' da chiedersi perche' non ci abbiamo pensato prima.

Come chicca il nostro eroe mostra come "soluzione finale" il portare il segnale di retroazione non con una resistenza, ma con 2 resistenze e un condensatore. 
Che vien da chiedersi perche' non possa funzionare per un ampli lineare, del resto negli anni 70 ne eravamo convinti con ampli con lo 0,00003% di THD che suonavano di medda quando connessi alle casse.
Poi qualcuno misuro' che su una cassa quel THD notevolissimo diventava il 5% e aggiungendo un segnale musicale il 20% a piena potenza.
Ancora negli anni 90 molti ampli molto controrezionati da 100W riuscivano a fare solo una 15na di watt con un THD dello 0.1% se trovavano segnali complessi su carichi complessi. Ampli spesso amati da "certe" riviste sensibili a buste di carta.

"qualcuno pronto a fornire una dichiarazione generale per l'effetto che "il feedback negativo è dannoso per il suono...  il documento che ha reso popolare il concetto di distorsione “TIM” (intermodulazione transitoria) ha identificato correttamente la causa principale, ma nessuno ha letto. Invece, la distorsione è stata attribuita all'uso di feedback negativi."

Banalmente perche' si e' notato, come sopra, che gli ampli con feeback negativi IMPORTANTI aumentavano la TIM. Incidentalmente funzionano malamente sui carichi rettivi.

Probabilmente il perche' e' banale, se io faccio un brutto ampli e lascio che sia la correzione a raddrizzare le banane ottengo 2 cose: L'ampli avra' con se sempre delle magagne congenite e il FB non e' un miracolo.

Il nostro eroe ribalta la frittata dicendo che "pero' il suo e' pensato per il feddbaakko" 
Se si fa per il feebbakko il fedbakko va bene.
Potrebbe forse riuscirci su di un carico resistivo.
Inoltre l'autore di "dimentica" del fatto banale che i classe D possono certo feddbackkare un segnale in positivo, ovvero fornire piu' tensione, ma non possono farlo in negativo, soprattutto su di un carico complesso non potendo "togliere" corrente ma solo tensione (e non e' neppure da lontano la stessa cosa).

Qui non si sta parlando di un operazionale lineare che sta pilotando con un paio di volt e corrente vicino a zero, magari con una salvifica resistenza in serie che lo separa dal carico. Parliamo di un centinaio di volt e decine di A istantanei in una circuitazione complessa.
Un segnale correttivo quanti cicli ci mette passando per il comparatore, modulatore, e finali a fare effetto e stabilizzarsi? 
Volendo si possono fare 2 calcoli, ma del resto, come i test audio su questi ampli, non ho mai sentito parlare, come del resto nessuno ha mai parlato seriamente di buttare tutto lo schema in chiaro di prodotti commerciali.
Capisco che non tutti sono dei Nelson Pass, ma neppure puoi tirartela per i tuoi schemi "speciali" e poi non farli vedere. 
Altrimenti Apple e' meglio: parla di magia e finisce li...

poi parla a sua volta dei GaN:

" i GAN FET sono più veloci e facili da usare rispetto al silicio. Ma a causa i livelli di potenza audio, il divario è ristretto. I 150V GaN FET sono circa due volte più veloci delle loro controparti in silicio molto più economiche. Ciò significa che se si rilasciano i FET GaN in un amplificatore di classe D esistente, si può solo sperare di migliorare la distorsione di un fattore di 2 o giù di lì.
Ma cos’è una riduzione a una cifra, considerando che negli ultimi anni, abbiamo ridotto la distorsione diverse migliaia di volte
"

Infatti giustamente dice che i GaN sono un adesivo glitter che una rivoluzione, e si sa, niente vende piu' di un adesivo glitter.
Altrettanto dice che la distorsione non e' un problema, perche' e' corretta dal santo FB.

Cominciamo a sospettare che qualunque problema di linearita', errori di progettazione del passabasso, distorsione, risalita e gotta siano tutti risolvibili da una sola cosa: il feedback.

nel lungo articolo troviamo altre chicche molto interessanti: 
"Tecnologicamente, la classe D è difficile. 
Solo il layout PCB è un incubo da capire, per non parlare del circuito. 
Tutti i design ad alte prestazioni sono realizzati da una manciata di persone che hanno fatto carriera. E non stanno esattamente pubblicando guide how-to"

 

Beh, e' ovvio: il PCB deve fornire correnti spettacolari in istanti, come del resto il circuito, non stiamo parlando solo di corrente, ma corrente HF improvvisa, in pratica stiamo parlando che e' di fatto peggio di un amplificatore di un trasmettitore FM di pari potenza (che almeno ha una portante e un'impedenza molto stretta).
In pratica sono stregoni che dicono di aver scoperto la magia.
O forse, alla fine, non vi e' nulla da sapere ed e' tutta fuffa, pur rimanendo le PCB difficili da fare bene.

Poi fa una filippica contro gli impianti componibili

"La vera risposta è il commercio grossolano. Se il cliente può scambiare componenti a piacimento, i negozi possono vendere aggiornamenti a piacimento. Si chiama “l’hobby”. Non si compra un sistema audio; si inizia in un viaggio

 Certo che e' un viaggio, stolto.
A 14 anni non si hanno le risorse di comprarti 5000E di ampli e 7000E di casse 
Per non parlare delle casse Kii del nostro amico che hanno anche il pre integrato, le full range vanno intorno i 35.000E.
Ho 14 anni e chiedo a papà: 
"ao' me dai 40Kili per komprarmi le Kii, cioe' capisci babb, no? so' definitive..."

Chiaro che e' un viaggio, non e' che uno butta tutto, del resto spesso uno all'inizio del primo cambio non e' che compra subito cifre pesanti: ne vale la pena?
Anche il mio impianto, dopo un lungo viaggio, costa meno di un decimo delle casse fullrange del tizio.
Capisco volere di fatto vendere l'all-in-one, ma e' una puxxanata.
Il primo pezzo "nuovo" comprato dal cubone iniziale, le casse e poi subito 2 giorni dopo l'ampli per evidenti limiti del primo, per approdare in un ventennio alla config attuale figlia anche degli spazi (no le JBL L112 non ci stanno, sig!).

Inoltre, come insegnano i VHS e i PC allinone, sono una pessima idea.

Anni fa si usavano i dischi poi arrivo' il CD
Con un impianto come vuol vendere a 33KE il nostro eroe butteresti tutto (all'epoca si chiamavano in altra maniera).
Con un impianto modulare attacchi il tuo CD senza paura

Poi arrivarono i registratori digitali
Con un impianto come vuol vendere a 33KE il nostro eroe butteresti tutto 2.
Con un impianto modulare attacchi il tuo Zen creative senza paura

Poi arrivarono i DVD/VHS-HiFi e cose simili
Con un impianto come vuol vendere a 33KE il nostro eroe butteresti tutto 3.
Con un impianto modulare attacchi il tuo coso video senza paura 

Poi arrivarono tutte le menate da musica liquida
Con un impianto come vuol vendere a 33KE il nostro eroe butteresti tutto 4
Con un impianto modulare attacchi il tuo affare senza paura 

 Poi arrivarono le menate sourround
Con un impianto come vuol vendere a 33KE il nostro eroe butteresti tutto 5.
Con un impianto modulare attacchi il nuovo ampli e 2 casse in piu'. Ma alla fine non butti troppo del tuo impianto del 1960... salvo capire che in 70 anni le cose sono migliorate

Per non parlare di guasti, un guasto ad una parte del bidone da 33.000E lo azzererebbe costringendoti a costi di riparazione monstre o ad accrocchi se i componenti non esistono piu'. lo butto la 6ta volta.
Per quanto ci sono dei vantaggi nell'avere ampli e casse integrate, Audiopro insegna.

E' chiaro perche' gli all-in-one sono al 90% la scelta errata in tutti i campi.

Ovviamente il tipo vuol vendere il proprio, ovviamente non ha parlato dei problemi gravi, se non dicendo: io correggo il problema con un FB durissimo.

Nel prox vediamo parche' non e' mai una buona idea sperare di correggere tutto, anche funzionasse "per sul serio" perche' non si puo' con un classe D.

 

 


 

 

 


 

giovedì, marzo 12, 2026

Xilella, the end

 




 

Vi ricordate la vicenda intorno al 2017 che aveva fatto raggiungere un nuovo standard fra politica di medda e popolazione idiota?

Le aluatte inneggiavano al sacro suolo di una regione poco abitata dall'intelligenza i giudici si lanciavano verso il complottismo alla grillina. Anzi appoggiati proprio dai soliti 5 deficienti.
Perche' la poca istruzione, STEM che schifo i compiuteri sono inutili, creava una contrapposizione netta fra due gruppi:
1) gruppone misto giudici, politici populisti, latinistti "io ho sempre fatto così" e "io voglio continuare a fare il mio e voi risolvete il problema seza che io debba fare nulla".
2) gli agronomi.

Se vi ricorcate avevo gia' sclerato male

Il 6 febbraio 2026 il GIP archivia la denuncia "contro Gli SCIENZZIATTI"

Per capire cosa significa, bisogna tenere a mente la denuncia: 
gli scienziati avrebbero chiesto troppi abbattimenti, dichiarando infette piante che non lo erano, per giustificare abbattimenti di massa a vantaggio delle multinazZZionali (??). 

Non dovevano essere abbattuti i santissimi alberi santi, probabilmente la cosa veniva vista come lotta di classe (una cosa che in italia non si e' capito ancora cosa sia. No, non e' la pincopalla contro la squedsa di rosso-arancioni)

L'archiviazione giunta solo a  febbraio 2026 è una buona notizia nel risultato, ma e' anche in ritardo cosmico denunciando che la lentezza della magistratura e' un danno continuo.

 
Conoscenti mi dicono che il paesaggio del Salento è  irriconoscibile rispetto a vent'anni fa.
Chi e' un local dice che l'olio salentino di fatto non esiste piu' (di fatto girava tutto in black&dekker).

 

lunedì, marzo 09, 2026

Grande corso di marketingo!


 

Ho letto la presentazione di un corso di "grande" marketing assai costoso.
In realtà un'accozzaglia a caso di banalita', ma mi ha fatto riflettere.
Perche' le banalità, alla fine, sono vere.
Non meritano un corso intero, ma sono vere.
Come dice il motto puoi imparare sia da chi e' saggio sia da chi non lo e', o detto in maniera truce, capisci cosa fare o non fare.

Ma piu' nello specifico e' il motivo per cui molti "imprenditori" falliscono o sono obbligati ad un vivacchiare se non hanno un business plan che non sia un parto onirico sotto acido.
Perche' a scuola Catullo e' piu' importante di gretti numeri economici e snobbare la realta' del presente rifugiandosi in un passato immaginario causa problemi non da ridere.

Ricordiamo che in italia le aziende nel 90% dei casi o sono il lavorone sotto padron che che come business plan e' "fare come lui al 5% meno" o tizi che si alzano la mattina pensando che "se lo fa tizio lo posso fare pur io".
In pratica tentativi di fotocopia sbiadita di attività spesso alla frutta che ha ben poche possibilita' di esplodere.

Tanti conoscenti che vorrebbero far partire attivita' a me sembra che non sappiano neppure queste banalita' estreme come "se spendi piu' di quanto incassi sei nei premi" che era il vecchio motto del piccolo ignorante italiano anni 60. 

Pertanto vi ammorbo con considerazioni simili, ma piu' precise, della presentazione del corso prendendone spunto per capire il dramma imprenditoriale italiano.

Il tessuto imprenditoriale italiano parte dopo la WW2, di fatto in precedenza eravamo molto messi male che manco si puo' chiamare imprenditoria se non eccezionalmente.
 
Aprire un’attività nel 1950-60 in italia era quasi sempre "quello li' che fa quella cosa la".
Se non si facevano castronerie non avevi concorrenza alcuna, era il deserto.
Le attivita' erano per lo piu' tutte labor intesitive, ovvero difficilmente avevi bisogno di partire con ampi investimenti, le nicchie erano tutte vuote, bastava accomodarsi.
 
Se  nel 1960 apriva una pizzeria, era IL pizzaiolo, in città ne avevi pochi, potevi essere il primo.
Del resto la "pizza" era giunta in italia nel 45, pochi anni prima, e nel 1980 ha conosciuto un boom al nord, come cibo etnico, incredibile.
Negli anni 80 reggevano perche' lo stato regalava soldi all’economia, e il boom stava in piedi.
Dal 1960 al 1990 circa la pizzeria, l'ennesima, era un lavoro ad alta rendita nonostante la poverta' del prodotto/servizio. 
Scelgo la pizzeria e non cose piu' complesse, ma il discorso e' simile per la meccanica o altro.

 Poi avvenne un fatto, in citta' non accadeva piu' che i tuoi ti portassero in pizzeria alla domenica a mangiare "etnico" (che poi era estero ma non etnico, glissiamo).
In citta' fra asporto e seduti vi saranno state almeno 200 pizzerie.
Poi hanno cominciato a chiudere.
Prima abbiamo avuto gli anni 90 con il cinese (altro etnico) poi il giapponese e intanto i "panini" (con lo zundapp) avevano gia' destabilizzato. 
Oggi le pizzerie sono 1/5 almeno del picco.
 
Aprire oggi una pizzeria e' da poco furbi. 
Nella stessa via hai almeno una serie di concorrenti, inoltre hai le  APPestanti di delivery.
Anche cercare la nicchia e' difficile, "le pizze napoletane" o le "pizze gourmet", come quelle al rosmarino vegan free anti cruel superpixel le trovi gia' in citta'.  
 
Questo e' successo in ogni settore, non solo nelle pizzerie.
Mettere su un'aziendina metalmeccanica comprando 4 torni, pagandoli facendo le nottate in bianco, non basta piu'. 
 
Tuo nonno, tuo padre, con le elementari e una bottega ha fatto i soldi e tu, se ci provi, affondi male.
 
Mio padre era un elettrodomesticaro, ne ho conosciuti bene almeno 200, visti di sfuggita un migliaio.
Spesso erano negozi storici, che avevano aperto nei gloriosi primi 60, alcuni nei 70, raramente primi 80.
Gia negli anni 90 alcuni non capivano come avessero perso lo smalto e spendevano piu' dell'incasso.

Nel 1960 non serviva sapere come gestire un'azienda, non serviva studiare marketing, bastava aprire.
Alla fine della giornata guardavano nel cassetto.
 
Il numero dei negozi era da sempre salito, masticando i margini, ma l'idea e' che bastava stringere i denti e i soldi arrivavano.  
Le tasse e gli oneri erano bassissimi.
 
Il problema e' che nel frattempo erano arrivate altre realta', i salumieri, certo, ma anche le varie trony e saturn.
Quello che non capivano gli elettrodomesticari era che le catene non vendevano elettrodomestici.
Vendevano se stesse.
Del resto chi vendeva il negozietto spesso prendeva ZERO, del resto valevano piu' i muri, se malauguratamente erano di proprieta', che dell'attivita' una volta cessata la follia della "licenza". 
Per una catena, spesso, il prodotto e' la catena stessa.
 
Cosi' molti negozi di elettrodomestici sono diventati banche, flagship di giocattoli o di mutande, come del resto i pizzaioli sono stati sostituiti da sushi piuttosto che concessionarie o vestiario.
 
Oggi iniziare vuol dire lottare, per davvero.
Benvenuto in DOOM.
 
la teoria del "faccio pagare meno del concorrente" e' per lo piu' morta, ma far pagare un gelato 5E non e' facile, devi fare qualcosa di molto WoW.
 
"Il controllo di gestione della maggior parte delle PMI italiane è ancora fermo a "ho incassato più di quello che ho speso?". 
(una frase del "corso")
 
Siamo un mondo complesso, dove se sei una pizzeria i tuoi competitor sono McDonald's o altre catene che usano i dati e hanno gestioni finanziarie complesse, catene del valore controllate e non vincolate al semplice prodotto e hanno il marketing per stanare proprio il tuo maledetto cliente.
 
Se il tuo concorrente usa i dati per prevedere cosa ordinera' fra tre mesi, ha piazzato l'ordine per 300.000 panini che ha negoziato dalla parte del manico e bloccato per avere un prezzo certo, rivolgendosi ad un areale ampio e la sua catena del valore parte dalla pianta del grano tu cosa fai?
 
Tu stai ancora con exCCel usato male al posto di access, cercando di capire quanta roba hai nel frigo per andare dal grossista che e' parte di una catena del valore, che non conosci, molto costosa e dal prezzo e qualita' variabile?
 
In pratica hai allungato la catena del valore (piu' costo), resa meno prevedile (piu' costo), con prezzi non concordati (piu' costo) e hai comunque spese superiori (di certo non puoi fare uno spot TV)  
Di fatto non puoi investire nel KnowHow e nella pubblicita'.
Sicuro di poter competere?
Sicuro di guadagnare?
 
Oggi per fare imprenditoria bisogna iniziare a pensare: "Cosa posso fare che risolve un problema che magari la gente non sa nemmeno di avere?"
 
Per esempio io mi sono sempre chiesto, fra le migliaia, perche' non esistono societa' di cura&gestione PET. 
Perche' magari e' azzardato in un paese di straccioni con il suv, ma non e' certo mettendosi a fare una pizzeria o un officinetta sguarnita che riuscirete a non fallire.
 
il "corso" (piu' roba da blog) dice giustamente 
 
Il segreto? Non fare il clone sfigato: "Partecipare" non basta più. Il mondo Eldorado dei nostri nonni è finito, e no, non tornerà. 
 
Perche' era l’eldorado davvero, una terra vergine e una terra in cui lo stato, soprattutto al sud (che si riversava indirettamente anche al nord) versava danari a pioggia. 
Quindi piu' ricchezza, presa a prestito nei 60-80 dal post 2000 e terra vergine di conquista.
Ora si paga, buffoncelli.
 
Il problema e' scolare, chi con uno studio 3za media o peggio liceo ha davvero le armi per combattere o pensa, come il solito stolto in monopattino, di essere valentino rossi?
 
Nessuno che non voglia lottare con il primo "negher", che quel lavoro lo ha imparato in 2 anni sotto padrone, dovrebbe partire con un lavoro imprenditoriale che ha la sola forza nel "mi lavuri forte".
E' ovvio che il mondo e' di chi  evolve, non di chi pesta il martello piu' forte come nel 1940.
Nella realta' e' sempre stato cosi', solo che prima era piu' facile.
 
Bastava esistere, aprire, fare e soprattutto copiare: il 90% delle aziende italiane sono nate da operai messi in proprio, che non ci sarebbe nulla di male se non fosse che e' una squallida copia, spesso a minor prezzo, del vecchio capo oramai con moglie e figli che non poteva permettersi lo svacco dei prezzi per inseguire un giovietto che lavora 14 ore al giorno in perdita.
 
Perché quando la tua tecnologia e' uguale ad altri, e pari a zero, se non ci sono motivi a parte il "ma io costo meno" sei fregato.

Il problema del "costo meno peCChe mi ci do da fare"  con il fatto che oggi puoi fare un ordine o una telefonata con pochi spiccioli in tutto il mondo fa ridere: diviene chiaro che se "altrove" fanno il tuo chiodo senza ricerca a meno sei fregato.
Negli anni 60 era gia' un problema far arrivare la roba dal sud, anche cose banali erano impossibili.

Oggi il 15enne ordina le cuffie BT bellissime in cina a 10E.
Tu sei rimasto agli auricolari a filo con diaframma tranciato in tolla brutto, facili da fare anche per un 3za media. 
Il tuo capo li ha prodotti cosi' per 30 anni campandoci bene, tu gli hai rubato il lavoro costringendolo a chiudere o non investire. 
Il capo non ha potuto evolvere e tu sei nei debiti per aver sbagliato business, chi paga l'evoluzione?

 
Ecco perche' oggi per partire ti serve un istruzione SUPERIORE, non nel senso che hai studiato alle superiori, ma che hai studiato tanti anni per bene partendo da subito con quello che ti serve e non hai perso tempo a cincischiare.
Alle superiori devi gia' iniziare a tromba, non puoi iniziare all'uni, altrimenti ti asfaltano.  
 

Qualcuno puo' contestarmi che trovare una via nuova e' difficile, e' per questo che le aziende hanno un ciclo e gli investitori investono scommettendo sulle nuove idee.

Ovviamente in italia mancando le idee e l'istruzione mancano sia le aziende in cui investire sia gli investitori che sappiano cosa vuol dire investire,non a caso le aziende italiche secondo i dati sono PESANTEMENTE SOTTOCAPITALIZZATE.

Non a caso le rare azinede appena fondate che hanno un quelche valore, le famose start-up, una volta che bruciano i soldi di parenti e amici (e per sbaglio qualche angel passato di li a caso) trasferiscono la loro sede all'estero. 
Per quanto nessuno ne parli non esiste solo una pesantissima fuga di cervelli e delocalizzazione, ma esiste una altrettanto pesante fuga di aziende appena nate.

Ora e' evidente che tizio puo' vcendere il corso a chi ha studiato Catullo senza mai leggere nulla fuori dalla sQuola, ma del resto essendo "maturo" pensava di non averne bisogno.
Il problema dell'italia e' tutto qui:
Troppi 3za media e troppo liceo.

 

 



mercoledì, marzo 04, 2026

sub: a che serve veramente

Continua l'epo-pera del subbocoso che cosa qualcosa.
dopo aver capito come e' fatto un subbocoso, vediamo a cosa serve.

 

Il letmotiv del sub e' spesso "impianto suona di medda e lo aggiusto con un subbocoso" 

Forse non e' chiaro cosa sia lo stracavolo di sub.
il sub NON FA NULLA o quasi.
E' un affare che fa il suo servizio, ma non cura la gotta o fa terminare la guerra. Non permette neppure allo stato italiano di esistere.


Photo; grafico di un sub qualsiasi da 25cm con 300W che ruzzano
inizia a 80Hz e a 40Hz e' gia' morto.
-Primo fatto: a 100Hz i satelliti devono arrivarci con circa lo stesso volume
-Secondo fatto: percorre un piccolo tratto 40-80Hz, in pratica un ottava, di fatto questo spazio





7+5 tasti di una tastiera

I sub piu' grandi, diciamo un 40cm da 5000E, puo' arrivare a 20Hz e coprire 2 ottave....
Per la cronaca sub che arrivano davvero a 20Hz sono piuttosto rari, a volume interessante si parla di affari che costano come una mercedes.
ma, siamo sicuri che ci sia della roba da riprodurre la sotto? 

guardiamo questa guida molto ottimistica


 Innanzi tutto fa notare che ci sono solo 2 strumenti che scendono cosi' in basso, ma va notato che non tutti gli organi scendono a 20Hz, solo quelli con le canne piu' grandi grandi mezza chiesa.
Per arrivare a 20Hz una canna della pedaliera "fuori tutto" e' lunga piu' di 11m, non certo uno strumento che trovate ovunque.
 
Stessa cosa con le batterie da rock, spesso accordate piu' in alto (per far piu' suono) o smorzate.
Anche le chitarre e bassi elettrici non scendono visto che il suono e' ripreso dopo i loro "emettitori" (casse da chitarristi) che sono cose che se scendono a 80Hz e' festa grande.



Photo: pompo forte e me ne vanto, 110dB con un watt son tantini, e' a questo che servono i 30cm di diametro, non a scendere negli inferi, ma avere tanto volume. 
Per inciso e' il motivo per cui ancora oggi i chitarristi possono permettersi di fare gli snobbettini con le valvole; non solo possono far salire la distorsione triplicando i "Uatti", ma che una cinquantina di "Uatti" gli bastano per un volume di tutto rispetto.
O, se preferite, per riprodurre un basso elettrico non serve avere un impianto che scenda duro a 30Hz, 80Hz sono bastanti.

 torniamo alle ottave
Una tastiera standard ha 88 tasti, 7 ottave.

 


 

Rammentiamo: la risposta standard sono altre 3 ottave oltre la tastiera standard, portando a 10 ottave (il mondo fisico e percettivo e' sovente logaritmico, usare le ottave crea un immagine di facile comprensione)

Un sub tosto fa un ottava, al massimo un'altra, se e' MOLTO grosso e costoso, e arriva dove esiste il nulla o quasi. 


La domanda chi fa i suoni delle altre 8 ottave?
Di certo non il sub.

Un sub quindi generalmente fa il lavoro di quasi UN DECIMO o poco piu' della questione.
Di fatto quasi irrilevante rispetto al resto.


Dovrebbe essere un altoparlante marginale nel discorso audio, e fino agli anni 2000 e' stato cosi'. Magari il nome di superwoofer o simili non erano altrettanto invitanti, ma sono sempre esistiti.

Non a caso gli audiofili piu' sgamati ti dicono che un sub ben regolato si deve sentire appena se spento o acceso.
Se accendendolo lo senti nettamente e' di certo starato di brutto (aka boombox da tamarro con l'anello al naso).
Del resto se riproduce solo un 10% mezzo vuoto della risposta se lo fai sparire sentirai solo un alleggerimento della parte bassa che diventa meno profonda.
 

Inoltre come le teorie del segnale possono raccontare,  le frequenze piu' alte portano piu' dati.

Cosa vuol dire?
Che se delle casse funzionano male a 8-10KHz probabilmente fanno molti piu' danni che avere meno bassi.
Infatti spesso alcuni utenti che hanno pessimi bassi vanno alla ricerca di un sub, ma i bassi gommosi, faticosi, lenti e senza fiato, non sono per colpa del woofer, ma per colpa della mancanza di alte frequenze.
Spesso leggete di "bassi veloci e dettagliati", bene, non e' per il woofer o il sub-woofer, ma per le alte che cesellano la percezione dei bassi

Per farla semplice e un pochino erronea, possiamo definire l'area nera centrale la roba da woofer e sub e tutti i picchi attorno la roba da da medi e alti.
In soldoni la percezione di un colpo di cassa della batteria dipende per una grandissima parte da oltre i 150Hz, anzi persino dai tweeter.

A riprova di questo discorso sull'importanza delle alte ci sono le decine di tweeter con fogge molto diverse:
cupola
cupola rovesciata
nastri,
nastri pieghettati, 
fiamma,
eccetera e all'interno di queste fogge, spesso chiamate con il nome dell'inventore, fatte di diversi materiali come seta, carta, berillio, alluminio, titanio, plasma... con davanti spesso varie lenti acustiche piu' o meno brevettate.
Di fatto non esiste questo livello di finezza sui sub-woofer: reflex, sospensione a al massimo a doppia camera. 
Del resto sono meno importanti.


Nessun costruttore di subwoofer, neppure l'Audiopro che parlava di sub quando non lo faceva nessuno, e' ricordata per quella roba.
Mentre ci sono decine di costruttori legati indissolubilmente a medi e alti come la infinity (enim emit e cupoloni) o la Ess (con il TW di Heil) per citarne 2 facili.

Esiste, per ascoltare i bassi "bassi" un altro problemino ino gia' visto altrove.
Per accendere le orecchie devi ascoltare a livello allegrotto, dobbiamo almeno oltre i 100dB e la parte importante come distorsione e precisione e' all'incirca intorno ai 4KHz

Photo: al vostro orecchio non interessa nulla un sub che a 50dB emette a 20Hz ottimamente, tanto e' spento. Se il sub fosse acceso o spento non sentireste differenza alcuna. Pero' se spegnete un midrange, cavolo si se che lo sentite!
Eppure non sento questo panegirico a moto lineare uniforme, con schizzo finale, sui midrange.
Eppure il midrange, le medie, sono come il verde ala quadrato per i nostri occhi: il grosso del sugo.

Mi sembra tanto da 200 megapixel 4K hdr: non possiamo vederli, ma li vogliamo!
Take my money: I want the big glitter sticker!

 

Altra prova dell'errata percezione di alcuni e' il fatto che molti audiofili preferiscono spendere tutto il soldo per casse ineccepibili sulle alte piuttosto che avere piu' basse (non sono in sintonia con la scelta drammatica, ma la comprendo)
Del resto e' l'80% del segnale e quel 80% contiene il 90% della percezione, del dettaglio, anche delle basse.

Queste Elac hanno un 20cm e costano 8000E


di certo non arrivano a 20Hz, ma neppure a 50.



queste yamaha sono sui 4000E e hanno solo un 16cm (decisamente addio bassi profondi)



E queste non sono neppure le piu' estreme, ci sono altri affari che hanno woofer molto piu' piccoli a queste cifre, li trovo un filo ridicoli come detto, ma i cataloghi son pieni.

Tutte le marche serie hanno da oltre 40 anni questa roba, canton, polk, per i vecchi le roger, focal, B&W....
Perche'?
Perche' quelle sono le basi.
La parte importante.
Sacra.

Come ho detto io preferisco un estensione piu' allegra di quello che puo' fare un 16cm, ma il ragionamento non e' errato: spendo tutto dove e' piu' importante (ed e' un tutto bello grosso in questi casi).

Il problema nasce quando si posseggono casse che non sono questo gran che, magari di primissimo prezzo sotto i 400E, magri associate ad un ampli altrettanto affaticato (o in classe D).
Aggiungere un sub non risolve il problema delle casse per diversi motivi

-spesso quelle casse non sarebbero in grado di scendere abbastanza da accoppiarsi al sub
-difficilmente potrebbero fare un volume senza distorsioni per accendere l'orecchio (ovvero rendere il sub abbastanza inutile)
- il problema dei bassi rimarrebbe in quanto la parte deputata  alle casse sarebbe comunque "economica" e influisce sulla percezione dei bassi
-Il costo della taratura del sub sarebbe piu' alta del prezzo della casse 

Quindi l'unica soluzione possibile e' cambiare le casse con casse migliori.
Al massimo si cambia anche l'ampli.

Ma la parte animalesca, soprattutto se si e' in zone dove il mercato dell'usato in pratica non esiste, e' cercare di "aggiustare" la questione.

Ecco che la scimmia a cui avanza del denaro vuole preservare l'incauto acquisto di casse per le quali ha risparmiato danaro e quindi ci vuole aggiungere "cosa che cosa cosando i bassi wow"
Se vi sembra che ci sia gia' un problema nel ragionamento avete ragione.

Quindi la scimmia la prima cosa che fa ad un impianto pieno di compromessi aggiunge un sub, tipicamente attivo.
Ovvero ha aggiunto per un secondo ampli e una cassa: piu' soldi delle casse in essere.

Ovviamente si evita come la peste di usare un crossover "vero" optando per quello interno che ha solo un taglio (raramente 2) con pendenza Boh e punti di intervento "un tant al toc" che non e' detto sia idoneo alla bisogna (Hint: quasi mai)

La terza manovra evasiva e' evitare di pagare un teNNico per la taratura (o pagare 500E un microfono tarato, che poi bisogna saperlo usare meglio dei recensori che non lo sanno usare in stile Tavanazzi) "tanto che ce vuole a regolare du' pomelli"

Il quarto momento topico  avviene con la scimmia con in mano i due pomelli.
Come ho detto il sub dovrebbe accompagnare verso il basso le casse, con lo stesso livello di emissione e senza sovrapporsi.

Con una configurazione simile, dopo aver appena triplicato il costo delle casse "mi ci voglio ul risultatto" la scimmia comincia a giostrare i 2 pomelli in maniera che non solo suoni in maniera decisa sopra alle casse, ma pure ad un volume nettamente superiore, tanto da sentirsi anche con volumi da studio medico.
"mii lo senti cu ffigo sto subbowoffero aò" quando lo fa sentire all'amico e' alla fine il vero goal da suvvista tanto amato in VW.
Alla fine suona piu' forte, del resto gira il triplo di potenza di prima e una grossa cassa in piu'.
Ma non direi che suona meglio.

Non e' un caso che il mercato dei sub sia molto vivo, in genere dopo un sub, non essendo ancora soddisfatti, ne comprano uno piu' grosso.
Del resto usati cosi' vibrano e fanno cose strane, del resto non sono casse.
L'idea di cambiare le casse sottodimensionate per le aspettative, mai.

Trovare un sub attivo correttamente installato e' difficile quanto trovare un giradischi che e' tarato correttamente.
E' il motivo per il quale consiglio alle nuove leve di comprare i sub passivi all'interno di proposte dei costruttori e specifici per quelle casse. Inutile dire che questi affari sono praticamente spariti in favore degli attivi "che ce vo' so du manopole".

 Tornado invece all'HiFi, ovvero ascoltare un suono riprodotto (film o musica che sia), torniamo alla prima immagine con una pagiugata brutta fatta con il mouse a scopo spannometrico:


E' piu' importante la parte blu o la parte arancione? 
Quanto?
Se avete ascoltato un sub ben tarato con un taglio ripido e le casse spente sapete che sentite praticamente un humhummummumuum e poco piu'.
Vi assicuro che capite di piu' con un cellulare che suona appoggiato sul tavolo.

Il sub e' un attrezzo che ha dei vantaggi notevoli, in alcuni casi unici.
Ma non serve per raddrizzare pessimi impianti e non e' magia. 
Se sperate nella magia o volte fare da tamarrone il sub non vi serve.

 

 





venerdì, febbraio 27, 2026

AI restia e auto elettriche


 

 

Ultimamente mi dicono "la AI dice cosi' tu sbagli"
Ora, tutti sbagliamo, ma la AI a casa mia non e' perfetta, soffre di allucinazioni, ma al popolino sembra un nuovo 
"ci ha detto a TV" 
"ha detto a mamma"
"ci ha detto al TG"

Ma la AI oltre ad avere allucinazioni da piu' peso alle cose lette spesso, per cui e' capitato, per esempio, che che avesse uscite nazi o da KKK. 
Non e' colpa della AI, e' il fatto, che ci piaccia o meno, che l'umano e' cosi' e produce anche quella roba in quantita' rilevante su certi argomenti.
L'AI semplicemente "clona" le cose lette piu' spesso e certi "ambienti" di robaccia ne producono. Tanta.

la AI alle volte e' meno precisa che andare a spanne e tirar fuori un dato per interpolazione a braccio ed  è di una pena mostruosa dovendo andare a specificare cosa vuoi esattamente e non vuoi il sentito dire che ha letto forum o cavolate.

Dinanzi alla domanda, che devi riformulare 2000 volte prima che "capisca", alla fine spesso ci arriva.

La cosa divertente e' che davanti alla stessa domanda, fatta senza altre domande precedenti, dara' risposte diverse semplicemente per come e' formulata, per che termini usi.
Perche' e' molto brava ad intuire che che bandierone sei, e' una grillina patentata, ovvero populista.
Del resto nasce per darti quello che pensi di cercare.

Inoltre probabilmente tende a confermare le domande maggiormente poste.

 Ma la cosa  che veramente gli piace e cercare di farti "felice" assecondandoti: perche' il fungo vuoi sentirti dire che lo puoi mangiare, hai fame.

e solo se insisti potrebbe darti una risposta completamente diversa e reale.
Oppure dirti che devi accorparti per curare i tuoi problemi (si, capitato).
 

Quindi se chiedi se la cosa e' cosi', e l'AI "pensa" che vuoi, come tutti, sentirti dire che la pasta della tua mamma e' la migliore ti dirà che e' la migliore.

Questa premessa e' necessaria per capire che ai chatbot le informazioni devi estrarle con una domanda dettagliata e ripetuta, alle volte chiedendo se ha veramente ha controllato tutti i dati ed elencando meticolosamente quello che vuoi, altrimenti tralascia delle parti come se fosse pigra.

Pero' la AI ha potuto RUBARE molti dati che se insisti ti fornira', anche se fanno parte di ricerche che sono dietro un paywall da 10.000E annui. 

Cosi' mi e' venuta un idea.

Visto che i miei dati sul futuro dei costi si basano su meno dati di quelli che una AI ha potuto rubare, mi sembrava che una domanda semplice come sapere quanto in totale sarebbe costato adeguare la rete elettrica italiana per far andare le auto elettriche al raggiungimento dei 30 milioni (ovvero la quasi totalita' di 42 milioni, vi ha detto che siamo il terzo al mondo per auto?) 
Autovetture, non autobus, camion o altro.

La risposta per diverse volte e' stata cangiante con la prima agghiacciante che parlava, probabilmente per aver letto vaiconlaspina o il  simpatico Attivissimo (che su questa roba, mi dispiace, toppa alla grande, forse per ingenuita') dei numeri folli come 32 miliardi e una stima solo di una manciata di TWh in piu'.

Mi pare di tornare al "mettiamo qualche pannello sul tetto e alimentiamo l'italia!"
Oggi ci sono quasi 2 milioni di centrali solari e fanno solo impazzire la rete donando piu' grattacapi che energia.


Solo dopo tanti tentativi facendo sempre la stessa domanda, alle volte con termini invertiti fa una risposta chilometrica che parzialmente si contraddice, ma meno di altre che sembravano piu' "quanto e' la ricarica dei cellulari in italia?" vito che parlava di meno soldi di quelli necessari a fare una singola centrale di livello "molto grande".

Alla fine sono arrivato a questo, dopo aver chiesto di non usare numeri presi dai forum o da fonti poco affidabili si arriva ad una:

"ti ho chiesto, cosa era il costo per adeguare l’infrastruttura elettrica italiana per supportare 30 milioni di auto elettriche: generazione, rete (fino all'ultimo miglio), stalli e loro costo.
Ovviamente va tenuto conto anche il valore di picco richiesto che deve rispecchiare l'andamento dei consumi di benzina giornalieri
"

Perche' ovviamente le auto a luglio si usano piu' che a febbraio. Se per voi non e' cosi' consiglio una abbondante dose di scolarizzazione elementare.

Insomma 30 minuti di bestemmie per una risposta sensata.

riporto le frasi piu' divertenti

Per elettrificare l'intero parco circolante di 30 milioni di auto, il costo totale stimato dell'infrastruttura (dalla centrale alla presa) si attesta tra i 350 e i 450 miliardi di euro.
Questa cifra non tiene conto del costo dei veicoli, ma solo del "sistema Italia" necessario a farli muovere. Ecco la scomposizione analitica dei costi

Qui fa poi un esploso che serve a poco, ne ho parlato fino alla nausea e son grossomodo quelli che ho sempre sottolineato, non sono molto d'accodo con molti numeri sia in su e in giu', ma non e' poi cosi' importante.
Vediamo che non risponde alla domanda fino in fondo perche' probabilmente, come ho notato, NESSUNO FA UN RAGIONAMENTO BANALE nelle famose ricerche busterellate: 
le auto non si usano nei mesi alla stessa maniera ma si calcola l'anno come fosse tutto di soli martedi' e di 12 mesi fatti di ottobri. 
Essendo l'AI di fatto piu' simile ad un bibliotecario che ad uno strumento di calcolo per come si comporta con quelle risposte, e' normale che si comporti come le migliaia di ricerche che fanno scenari che io ho sempre trovato stucchevoli.
Infatti "capisce" il trucco usato nelle ricerche dell'asilo, ma non capisce il significato del perche' dover paragonare l'uso e calcolarlo. Del resto e' un bibliotecario, non uno scienziato.

Il fattore "Picco Benzina" vs "Picco Elettrico"
 Senza una gestione intelligente (smart charging), i costi sopra citati potrebbero raddoppiare per sovradimensionamento della rete.

Vorrei far notare che gemini, sta dicendo che:
Togliendo la possibilita' di ricaricare quando si vuole, secondo lui bisognera' fare i turni come alla mensa o comprare a caro prezzo l'urgenza,  lo smart charging e' quello, alla fine, il costo e' 450 miliardi.


 

 Ma e' IMPROPONIBILE.
Ricordo che nei casi che e' stato applicato in altri ambiti (es riscaldamento piu' conveniente in cambio di variazioni di UN Centigrado in meno saltuario sull'impostato dal cliente via neatmo)  ha quasi creato rivolte popolari nonostante il grande sconto in contropartita offerto.

Perche' nessuno vuol trovare il giorno dopo, quando deve partire per il mare (o andare dalla mammetta), l'auto ancora in coda smart che deve ricaricare.
Le persone vogliono numeri certi e se a luglio il consumo e' il 20% di oscillazione, sulla giornata abbiamo, secondo alcune ricerche non troppo precise (del resto non interessa il dato con la benza potendosi accumulare sulla distribuzione), picchi anche di 10 volte rispetto al minimo e orario puo' andarci assai peggio. 
Per non parlare della disponibilita' locale (e' una rete, un infrastruttura, non e' benzina che e' logistica).
Nonostante cio' nessuno, ma proprio nessuno vuole aspettare 5 giorni per iniziare la ricarica smart: dalla gita sciistica vogliono tornare per il giorno previsto.

Altrimenti servono: 900 miliardi
24.000E ad auto.

Cifre grossomodo quelle che dico da sempre, ma di certo non comprensive del costo del denaro visto che la domanda era one shot: ho una lampadina, cosa mi costa accenderla con i prezzi correnti per magia.

L'AI prosegue: 

Sintesi Finanziaria:
Costo per veicolo supportato: circa 12.000€ - 15.000€ di infrastruttura per ogni singola auto elettrica immessa in strada.

24.000E ad auto.

Ammettendo che siano giuste, del resto non distanti da quello che "tiro a spanne" non rubando ricerche facciamo 2 riflessioni.
La prima sulla AI e' che e' un nuovo strumento che non e' facile da padroneggiare 

Ma la domanda rimane sempre quella
Questi veicoli come pagano queste 20.000E di HW di rete?
Perche' spero che non le paghi al solito chi potrebbe andare in giro in bici, cosi' come non deve pagare la stessa cifra la famiglia con 4 auto. 
Neppure lo deve pagare la pensionata con il suo gatto o l'azienda che poi evita di dare aumenti.

Attenzione, se dico che vanno a pagarle mano a mano che crescono non cambia molto, ma se le pagano in 10 anni diventano 30.0000E in 20 si passano i 40K.
Prendiamo l’automobilista che oggi compra una vettura (che siano tutte insieme o graduali non cambia molto se non la fattibilita')
Mettiamo che debba pagare la rete con le ricariche (impossibile: troverebbe il modo di tirare un cavo da casa al box) o piu' facilmente il bollo.
Per pagare la rete deve pagare in 20 anni siamo intorno ad un bollo di 4600E annui.

Gli stati non penso che oggi, soprattutto l'italia, abbia questa voglia matta di regalare sia 32 miliardi di accise annue che 800 miliardi alle auto senza fiatare.
Una soluzione pratica sarebbe che ogni auto elettrica paga una tassa all'acquisto di 20.000E alla rete e stop. 

Ho poi provato con altri AI, ve ne riporto una:
chat gpt riporta subito come fonte esplicita vaiconlaspina, quelli che mi hanno assalito per aver spiegato come funziona la legge di Ohm che a parer loro funziona diversamente da P=R*I2 e grazie a "cose nuove" oggi non e' piu' cosi'. 
Ovviamente e' squalificata subito oltre a glissare completamente sulla parte variabile.
Dopo aver detto che non mi interessano citazioni fake news di siti come quello si e' messa a fare un luuigo papiro di calcolia arrivando alla conclusione:


Il costo non è determinato dall’energia media annua.
È determinato dalla potenza istantanea nei giorni peggiori dell’anno.

E se non si controlla il comportamento di ricarica:
l’impatto di rete è comparabile a ricostruire metà del sistema elettrico nazionale.

WoW, ci sono arrivati con solo un ritardo di 25 anni da quando lo dicevo!

ma poi ho chiesto di fare un dettaglio mensile

e se ne viene fuori con un 
Punto chiave: perché il carburante è più “facile”
Il sistema attuale funziona perché:
le raffinerie producono a carico quasi costante
lo stoccaggio è nei serbatoi delle auto
il picco è distribuito nel tempo
la rete elettrica NON è coinvolta
Con elettrico:
il picco si trasferisce direttamente alla rete
e la rete deve essere dimensionata per quel picco


Ha appena scoperto la differenza fra rete infrastrutturale e rete logistica.

E poi fa un calcolo di rete dimenticandosi della generazione, poi la include, ma mantenendo gli stessi numeri (meno di 200 miliardi).

Chat gpt, come tutte le AI, ovviamente  non "capisce" quello che dice ripete a pappagallo infatti poi propone un calcolo di quando andra a costare il KWh come capex.
perche e' vero quello che dice:
Punto fondamentale
Il vero driver economico non è l’energia (90 TWh).
È la necessità di avere:
40 GW disponibili nelle 2–3 ore peggiori dell’anno.
Ed è quello che fa esplodere i costi.

Chat GPT continua a rimaner ferma sul fatto che castano meno di 200 miliardi, ma poi se continui a far domande vien fuori che quei costi li immagina come un aumento di circa 0,7 centesimi a KWh e lo considera "non esplosivo"

Il problema di un robot e' che non conosce il fatto che ad unvaso gia' colmo...
Ma la vera sorpresa e' che senza richiesta se ne esce con una mia battaglia per cui son stato perculato dai vari vaiconlaspinazza e ecowashanti:

Il vero vincolo non è tecnico ma politico-fiscale
Il problema è:
perdiamo 35–40 miliardi di accise carburanti
dobbiamo trovare un nuovo gettito
Se quel buco fiscale viene coperto caricandolo sulla bolletta elettrica, allora sì:
il kWh esplode.

Gia', in 20 anni quel buco, che io avevo calcolato in 32 miliardi annui, chat in almeno 35, fa un buco di 700  miliardi. 
Ma dopo 20 anni continua a perforare.

Vorrei far notare del risultato di 135 miliardi per aumentare del 50% la rete e generazione secondo chatGPT.
Se avesse un costo di 270 miliardi l'intera rete italiana (dalla generazione alla spina) una domanda mi sovviene.
Perche' abbiamo dato centinaia di miliardi al solare, si parla di circa 250 miliardi versati, che avendo come tetto massimo prima il 50% e poi a mano a mano un valore inferiore dell'impianto si parla di 500/1000 Miliardi di valore di impianti generativi.
Anche l'ultima norma appena varata parla di un ulteriore 40% sul valore dell'impianto pagato con un fondo perduto per gli impianti.
In piu' con il 110 asini si parla di altre decine di miliardi di impianti solari.
A questi vanno aggiunte tutte le infrastrutture per fari andare, che nessuno ha mai osato sommare, ma ragionevolmente fra interconnessioni e menate sono altre centinaia di miliardi (ci sono costose opere anche del 2025 per). 
Se tutta la rete costasse 135 miliardi, come e' possibile non solo spendere queste cifre per il solare e, soprattutto, per la manutenzione? 
L'ultima tranche di investimenti stanziati sono 23 miliardi "urgenti" solo sulle linee.
Converrebbe buttare tutto e periodicamente rifare tutto! 
Qui i casi sono 3:
1) il solare costa 10 volte le altre generazioni
2) il sistema elettrico nazionale vale almeno 8000 miliardi.
3) una via di mezzo fra le 2.

Questo vuol dire che 135 miliardi sono un a punta dell'iceberg.

Cmque per quello che riguarda il costo del solare italiano, facendo notare l'incongruenza dei 135 miliardi rispetto al costo del solare (che di per se e' il nulla rispetto l'aumento richiesto) chatGPD dice
Non c’è dubbio: scelte politiche, non ottimizzazione tecnica.
Era importante “far partire” una tecnologia emergente
Si voleva creare l’illusione di leadership verde
Si sottostimava la capacità di assorbimento del mercato e le rendite create
In termini di conti pubblici:
soldi bruciati sotto il profilo del risultato effettivo.
Questo è un giudizio oggettivo basato su numeri.
 

Dal film: sono 20 anni che lo dico. 
Abbiamo tirato nel water quasi 1000 miliardi e continuiamo ANCORA OGGI a generare stipendi bassi e disoccupati inseguendo l’illusione di leadership verde.
Del resto se dopo 5 anni di incentivi al 50% non parte e' una cosa morta, se fai 22 anni di pesanti incentivi o sei bruciato nel cervello o sei bustarellato.

 

Facciamo un megarecappone.

Se guardiamo bene la storiella a seconda di come la giriamo che i chatbot, se insisti per avere numeri seri, chiedendo che si usino dati certi dicono le seguenti:

1) la rete attuale manca del 50% di birra. Conseguenza va espansa al doppio se non vogliamo aver paturnie visto che ci sono altri consumi che vorremmo addossare alla rete (IA, riscaldamento, autobus, camion e menate) e mancano gia' parecchi TWh all'appello come racconta l'import netto e pesante.
Sono TANTI soldi, soprattutto per chi ha bruciato il futuro con il 110.

2) questo ha un costo che varia fra i 600 e i 1400 miliardi a seconda di cosa consideriamo e chi dovra' pagare. Il gioco "paghera' dopo il consumatore" come dice GPT non ha senso se parliamo di meri costi, visto che comunque alla fine finisce sempre nelle tasche del cittadino: che sia per diminuzione stipendio, licenziamento, prodotto/servizio pagato dal residente (es pizza/piscina) o bolletta di casa.

2a) le cifre dei costi delle AI inoltre non specificano il mix, diciamo che con buona pace si parlera' anche di rete non certo interrate e generazione fatta con il carbone che costa molto poco.
Inoltre pare che sottovalutino la capillarita' dell'ultimo miglio in zone che hanno dei salti di presenza notevoli.

4) le AI sono molto sensibili ai fakkari, se molti siti, soprattutto visibili,  dicono che i neri sono figli del demonio e pertanto vanno menati, o ch se auto elettriche sono la panacea a tutti i danni del mondo, gotta compresa, come dicono quelli di vaiconlaspina tenderanno a riportare cose come tipo che dovrai investire con una tesla un africano. =:-P

5) sembrano davvero ragionare in una qualche, il che fa un pochino di paura.

6) se non conosci l'argomento le AI ti dicono una barzelletta a caso per far prima, diffuse castronerie di vaiconlaspina comprese.

 

 

 

lunedì, febbraio 23, 2026

subwoofer e truffe per peones

 


Ritorniamo per l'ennesima volata sullo stracaxxo di subwoofer, parola che oggi il Neo-fantozzi usa allegramente pensando di conoscerne il significato, insomma come Laser negli anni 80, dove tutto era laser, dagli sci ai mobiletti del WC, passando per le merendine (tutto vero!).

Potremmo chiamarla "guida al panorama per ciechi semplificata" 

Forse e' meglio fare una serie di esempi su cosa e un sub, cosa non lo e' e cosa aspettarci da "cosi" che non lo sono in maniera che siano facilmente identificabili. 

Partiamo dal subwoofer "vero".

Il vero sub-woofer ha 2 caratteristiche evidenti
1) e' connesso ad una cassa con un "vero" woofer (altrimenti perche' si chiamerebbe cosi'?) 
2) e' grosso. Tanto.

Vuol dire che  la cassa ideale e' equipaggiata da almeno un 16cm, o due 13 per poter essere accompagnata da un sub. Se poi ha piu' agio tanto meglio.

Un sub e' un altoparlante da 25-50cm, il perche' dovrebbe essere ormai ovvio, salvo trucchi come misurarlo con un volume d'ascolto da sala d'aspetto mentre equalizzi di brutto, se non hai diametro non scende.
E' fisica.

Questa e' la risposta in frequenza di un crossover da sub ripido tanto da essere abbastanza raro, errato di design (farebbe una gobba nell'incrocio), e preciso matematicamente (la realta' e' arcigna), ma vi serve per avere un idea facile e approssimativa, visto che moltissimi incrociano piu' morbidamente (ovvero DEVONO spostare a sinistra la cosa)


 La prima cosa da notare e' che il woofer delle casse deve arrivare con una certa allegria, almeno con abbondanza da essere limitata dal xover, a 60Hz con una certa allegria, con un filtraggio meno drastico e piu' diffuso dell’esempio dovrebbe arrivare a 40Hz.

In commercio ho visto spesso anche questo taglio, le vostre casse e' meglio che scendano molto, diciamo che a 45Hz ci devono praticamente arrivare da sole.

Ricordo che sentiamo la somma fra il sub e le casse.

Questo gia' dovrebbe dirvi che una cassa senza bassi, ovvero senza un woofer, ovvero con solo un midrange, non puo' essere connessa ad un sub. 


Cosa succede se una cassa troppo piccola viene connessa ad un sub?
Banalmente intorno ai 100Hz ci sara' un bucone brutto nella risposta che non e' per niente bello, anche per il motivo che in quella zona ci sono molti contenuti importanti.
In pratica un suono che cade li ha un volume diverso, e nei casi piu' gravi neppure riprodotto a seconda della nota suonata. In caso di "rumori" filmici completamente distorti nella percezione.
Infatti le soundbar in genere non possono avere dei sub, per fare un esempio da oggetto per fantozzi.

Come vedete e' molto diversa dall'idea che hanno certuni del car audio (che io chiamo scimmie), poi esfiltrata altrove, che un passabasso a 80-100Hz  e' un muro verticale "tutto o niente" separando le cose come un 5000dB/ott che non penso neppure che sia realizzabile.

Ora andiamo a vedere il  subwoofer vero e proprio.
La prima cosa da capire, e varra' anche per le altre menate che vedremo, e' che il livello di emissione che e' in grado di fare deve essere identico alle casse.
Se quello 0 del grafico sopra sono 100dB devono anche esserlo per il sub

IDENTICO, non di meno o di piu'. 
Quindi se ho casse efficienti deve essere un mostro.
Se ho casse in cui ho fatto magheggi per farle scendere (aka inefficienti) mi ritrovero' che aver messo un sub enorme con un doppio 40cm alimentato da 5000W di ampli divverra' inutilizzato (o sembrate un tamarro che si e' dimenticato di accendere le casse).

Guardiamo un "piccolo" sub da 4000E  da 17" (un cucciolino di 42cm di diametro) e 3000W sotto il sedere

 

Come dite?
Molto buono, non trovate?
Arriva a 20Hz dritto e pimpante, ma lo fa continuativamente e linearmente solo a 90dB
In pratica  accompagna molte casse che stanno suonando con 5-10W, sempre che non siano molto efficienti per le quali vi serve una catasta di questi sub.
Risultato notevole, ma ci racconta anche che i subwoofer da 16cm che arriverebbero 20Hz sono una bugia colossale.

Ovviamente noi possiamo passare da 90 a 96 mettendo il sub in castigo nell'angolino della stanza per guadagnare... ovvero il posizionamento e' importantissimo alla faccia di chi dice il contrario.

Giusto per avere un idea questo e' un 25cm

Vediamo subito che 40Hz sono facili rispetto ai 20, non sembra ma abbiamo un intera faticosa ottava di distanza.
A quelle frequenze se devo essere lineare (altrimenti e' uno schifo) ogni maledetto Hz che si guadgna sul campo di battaglia e' una lotta senza quartiere fatta di fatica, sudore, watt, efficienza e diametro.

Possiamo anche porci delle domande se veramente ci interessi andare sotto i 40Hz, faccio pero' notare nonostante costi un decimo che a 40Hz ci arriva in allegria anche se gli impianti di fascia alta dovrebbero arrivarci con MOLTA piu' allegria ancora.
Poi certo non con la stessa qualita', e ci mancherebbe...
La domanda e': cosa fanno i sub piu' piccoli di un 25cm di diametro?
Non sono sub.

Se mi devo fermare a 60Hz con un sub  e' una complicazione assurda per un risultato misero.
Non a caso la norma pubblicata da THX home per la certificazione in origine era esplicita, prima che venisse cambiata in "basta che paghi": venivano considerati accettabili solo altoparlanti che avessero un 25cm o 2*20cm. 
Sotto non erano neppure presi in prova per la certificazione. Nel caso specifico non parlava di sub, ma dell'intero impianto, cmq avete capito che ha un senso.

 

Altro prodotto e' il bass-extender

Una volta, prima che fantozzi imparasse la parla "subbovoffero" e volesse vederla appiccicata a tutto (gelato al subwoofer? lampadine al subwoofer candito?) vi era un aggeggio chiamato bass extender

A vederlo da fuori un bass-extender puo' sembrare un sub, del resto alcuni sub potrebbero venir usati come extender.

La differenza principale e' che un extender suona anche piu' in alto di un sub, il punto di incrocio fra casse e lo "scatolo" avviene piu' in alto.
Per esempio una cassa con un 11-12cm che fa giustamente fatica ad arrivare in allegria ai 60Hz, diciamo che un 11cm se arriva bene a 150Hz e' festa, si fa accompagnare da un extender che sale in allegria a 250-300Hz
Per casse piu' piccole, es 10cm, salivano oltre.

Inoltre non avendo come missione di sprofondare nei bassi piu' bassi costruivano extender che si fermavano a 50 o 60Hz, che se ci pensate ha pure un senso; anziché 100-150Hz affaticati e incerti della piccola cassa da 11-12cm arrivare a 60Hz composti (con meno distorsione) puo' essere un altro mondo.

La cosa pero' ha un prezzo: per ragioni psicoacustiche e di grandezza dell'onda possiamo capire da dove arriva il suono prodotto, al contrario del sub.
Non e' piu' un sub che possiamo montare "dove vogliamo", o per lo meno distante dalle casse, ma vanno messi vicini alla casse. 
Molti bass-extender infatti hanno sedi per fare da piedistallo alle casse stesse.


Solitamente i bass extender erano venduti coppie, ma spesso erano anche singoli.

Alcune casse hanno fattualmente un extender di serie 


 cosi' da proporre casse piu' economiche o piu' costose nel catalogo con gran risparmio di prezzo, in pratica facendole componibili come una cucina ikea (il fatto che poi chiedano 50KE...) 

 

Altre tipologie "non di sub" sono le boombox. 
Non e' un nome direttamente associato a quegli scatoli, l'HiFi se ne era disinteressata, ma era associato a questa roba

 

La musica da strada low-class aveva bisogno di volume e potenza vuol dire che nulla vi interessa se non il volume: altoparlanti grossi, distorsione grossa, radio grossa, batterie grosse e... braccia grosse.
Il vero mito del nero poveraccioi, ma assai macio e forzuto da sollevare quella roba

Del resto nulla vi interessa se non il volume ottenuto: siete in strada, il rumore di fondo ambientale coprira' il rumore della boom box e la sua distorsione. 
Il goal e' solo il volume e possibilmente il ritmo dei mediobassi
Tanto volume e poi basta.
Ovviamente con il minimo dei soldi, siamo lowclass mica per nulla, no?

Lo scatolo boombox serve appunto per fare bum bum forte forte.
Nulla interessa, nulla importa, solo bum bum pam pam.
Come dite?, avete gia' sentito quella roba dall'auto del sordo tamarro con sguardo ebete al semaforo?
Orecchie fini, vedo.

Quello e' il leitmotiv  della roba da 14enni quando il gusto, non ancora sviluppato, fa si che l'unica cosa che si desideri e' un rumore pulsante tribale che "spacchi"

Qui non e' importante l'incrocio, se si sovrappone facendo un panettone, fa un buco, o se suona piu' forte o meno delle casse: non importa.
L'importate, al contrario delle cose sopra, e' che si senta forte quando e' acceso in maniera netta e notevole.
La Bombox non deve scendere, anche solo che si fermi a 70Hz va benone, anzi, fin troppo. 
Il fatto che sia compatibile con gli altoparlanti?
Chissene, noi dobbiamo fare caos, "ruzzare di brutto".

Feel the BBooooommmm, yo,yo, yoooo!


 

"facci forte, cioe', amico! Passa un po di bamba" 

 

Solitamente e' un risultato del genere. 

Piu' e' grosso il woofer della boombox allegata, che puo' essere relativamente piccolo, ne abbiamo che sotto i 13cm, piu' il corno di sx si muove a sx e lascia un buco piu' grande e vuoto alla sua destra.

Abbiamo il corno di sinistra, generalmente una campana sugli 11-14Kh e alle volte lascia un bel buco oltre i 15KHz (ovviamente il catalogo non manca mai di sottolineare che va benone con campionamenti altissimi nonostante non riesca a d arrivare ad un campionamento da 22KHz, il 44.1 e' fantascienza!)

Molte cose sono riprodotte a 82dB e altre a 65, in pratica un salto di 17dB, in pratica coperte.

Scordiamoci le alte.

Come suona questa roba?
Da bestie cornute :-)
In genere senza bassi profondi, con mediobassi gommosi lenti e poco dettagliati, ricordo che le basse vengono percepite anche attraverso le alte. Alti a trapano dentistico e voci nasali.

Pero' suona relativamente forte per i soldi spesi, generalmente sotto i 150E con lo scatolo boombox,  soprattutto se alzi il volume sopra il 20% di distorsione. Oggi il fantozzi spende anche molto di piu' se ha un marchio targettizzato su di lui (qualcuno dice soundbar o giocattolini BT?) o l'etichetta "giusta" anche 10 volte tanto (ricordiamo le supposte BT di nota azienda che si suicidano?)

Poi che una paio di casse normali economiche suonino piu' forte con UN watt e'  un altro discutere.
Del resto questi cosi dichiarano pure migliaia di watt che non hanno 


Esiste un ultimo tipo di affare, che non ha nome che il fantozzi ama vedere con la scritta "suboufero": l’altoparlante generico da 2 soldi.
Se e' un altoparlante e', in automatico, un subicoso!
Un esempio?
Ecco a voi l'altoparlante mono di sony con il subbbocoso integrato! 
"Speaker orientati verso l'alto, tweeter, doppio subwoofer integrato e tre speaker frontali

Woooah DOPPIO subbbocosooooo. 
Che dite ci arriva a 25Hz -3dB con due subicosi?
(ci sarebbe altro da dire anche sul resto dello schifo, ma stiamo in argomento!)

Io altoparlanti da 25-30cm non ne vedo. Al massimo da 10cm. Dove caXXo ci sarebbero DUE subwoofer?
Oltretutto, per definizione, il sub e' separato dalla cassa principale: Double Palla, You Win!
Chiamate subito la polizia del pandori! Qui, proporzionalmente, il carcere a vita.

il risultato?

Oh cavolo! ha talmente pochi bassi che sarebbe "problematico" da interfacciare ad un subwoofer.
A 100Hz e' bello che morto, probabilmente ha dei midrange da 9-10cm, altro che sub
 
E questa e' una sony e costa un millino, lascio immaginare cosa succeda con una cinokoreanata (vi assicura che sono affari devastanti).
E' un altoparlante bassless mono di piccole dimensioni verticali pero', almeno, e' abbastanza dritto.
Dai, 150, esagero, 200E, possiamo darglieli.
Sono lontani i tempi in cui sony ha dimostrato di essere al top.

Ma non convenivano un paio di indiana line del caxxo da 2 soldi?
Costavano un botto meno.

Cmq abbiamo visto i subbicosi dentro a pc portatili da 3cm
altoparlanti 2.1 (che adesso fa figo cosi') con il subbocoso separato da 10cm  
Radio FM o BT grandi come un pacchetto di sigarette con la scrittonza "subbosiemo" da qualche parte e altre schifezze.

Sorry sono tutte palle!
Quella roba sono "altoparlanti", per lo piu' midrange, alle volte largabanda da radiolina.

Si chiamano TRUFFE, ma nessuno dice nulla, del resto e' meglio parlare di pandori rosa, sono piu' cool.

Altrimenti chiamiamo aereo la bicicletta: vendo su ebay una grande auto V8 e poi consegno un monopattino. Che dite, regolare?

Ricapitoliamo:

-Ci sono i subwoofer, che sono per tanti usi una cosa bellissima.

-Ci sono i bass extender, un prodotto saggio che ha il suo compito, ma solo se stai frodando qualcuno  chiamerai sub, oltretutto poi rischi che venga messo nel posto sbagliato suonando di medda se metti l'etichetta subwoofer.

-Ci sono "altoparlanti accozzati per fare il tamarro" o boombox, sarebbero da evitare se non sei un nero che deve fare la break in mezzo alla strada o un 15enne con 50E che vuol fare un po di boom boomm, ed e' una MEGATRUFFA chiamarli subwoofer. 

-ci sono altoparlanti e basta, che sono di vario tipo, decisamente non dei sub, molto spesso manco woofer, che come truffa per stolti hanno l'etichetta subwoofer messa a caso perche' fa cool. Roba da chiamare la pola subito.

 

Cosa insegna questa piccola guida per polli implumi?

1) se trovi scritto sub-woofer al 90% ti stanno prendendo per il didietro e trattando da imbec..
Forse e' meglio non comprare piu' dal marchio

2) SCAPPARE da aziende che non danno neppure il diametro degli altoparlanti spacciandosi per oggetti per ascoltare musica (ricorda certi costosi altoparlantini BT da 50E venduti a 500E, che sono in difficolta' con l'audio di un podcast?)  

3) eliminare dalla possibilita' di acquisto i prodotti che non hanno sulla pagnia dati teNNici in maniera chiara.
Capisco che i dati tecnici oggi sono "scacciaconsumatore", ma da mettere dati solo delle dimensione e far fatica di mettere i consumi, peso e diametro dei coni... vuol dire che hai piu' di qualcosa da nascondere.
E' chiaro che un sub attivo dichiarato 20Hz e 600W che consuma 20W, come link sopra, rende i pani e i pesci un gioco semplice: arrivano 10 pesci e ne serviamo 300. Altro che la religione, abbiam le casse!

4) ed infine RIDERE, dovete RIDERE quando vi dicono che la soundbar mono senza bassi ha un subwoofer, dovete RIDERE schernendo il marchio che fa il figo quando vi dicono che la cassa MONO e' a 12 canali.
la risata e lo scherno verso questi piccoli ladri di polli e' il minimo.

Perche' le etichette glitter bugiarde essendo celie debbono essere prese come tali, non dovete prenderle seriamente altrimenti siete dei masochisti che discutono sui forum se e' meglio venir frustati con un gatto a 5 o 9 code: 
"hei bro 9 code e' meno potente, ma, cioe', si gode maggiormente, il dolore e' molto piu' diffuso" 

Perche' se non smettete di farvi prendere per il serere la prossima e' chiamare "impianto 7.2.2 con doppio subwoofer" la radio che il fantozzi usava per ascoltare le partite mentre andava in centro con la moglie. 

Vogliamo vedere come va una BANALE cassa economica da 500E con UN watt (in realta' non e' esattamente cosi', ma passatemela che stiamo facendo una guida per non iniziati) senza subbocoso?
In pratica connettendo un uscita cuffia un po allegra alle casse suona meglio di alcuni "impianti con sub da 1000Uatti", con piu' bassi e piu' forte di molta roba "subbowofero con cosi che cosano"  

Oltretutto con distorsioni inesistenti rispetto a molti "schifi" visti prima.

Questo grafico vuol dire che con un ampli da 100W, roba che oramai vi tirano dietro con 2-300E, svernicia interi mondi di sofferenza ben piu' costosi.
In pratica e' l'esempio pratico di poca spesa tanta resa.
A questa 2x16cm se poi lo vuoi puoi mettere un sub serio serio.
Vale la pena comprare un sub per queste indiana?
Lascio a voi visto che l'aggiunta di un sub e' sempre una cosa complicata (aka l'install e' costoso) e bisogna avere gli strumenti per farla. Spesso costa assai meno un paio di casse piu' grandi.

Quello che so e' che se la bar da oltre 1000E sopra vale 3, questa sia per risposta nettamente piu' completa che per localizzazione 3D vale 30 e avete speso quasi il 40% meno.
Possiamo dire che nella maggior parte dei casi una coppia di banali casse "vecchio stile" brutalizza gli impianti con il sub?
Soprattutto nell'economico.