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mercoledì, settembre 20, 2023

one piece (live)

 

 


 Faccio due premesse:

1) non ho letto il manga.

2) l'anime non mi ha fatto impazzire.

Partiamo dalla seconda per capire la recensione.

L'anime ha una storia carina, che potrebbe benissimo essere buona, ma ha un enorme difetto: NOVECENTO PUNTATE.

Direte: Perche' e' un problema?

Perche la storia, le sfumature, reggono circa 100, forse 150 puntate, il resto e' il famoso
RIEMPITIVO MARRONE [TM]
tipico di molti anime.
Alle volte il riempitivo e' una puntata che non ha senso alcuno con disegni malfatti da uno studio diverso, tipicamente dei morti di fame (ma dovete vederlo perché contiene un subdolo indizio senza il quale non capite piu' un ciuffolo).
Altre volte sono puntate fatte assemblando scene passate cosi' da non doverle disegnare nuovamente (confezione marrone gran risparmio).
Ma il problema piu' assurdo e' quando i soldi ci sono, ma manca la trama a sufficienza.
Allora via con puntate infinite che sembrano una noiosa telefonata di 2h da film italiano per evitare di girare scene vere, nel caso di One Piece sono noiose declinazioni di pestaggi che possono durare fino a 6 puntate.
Allora, aumentando i pestaggi, porti VLC a 1,25X
dopo qualche puntata,
aumentando ulteriormente la lunghezza dei pestaggi,
porti a 1,5X,
aumentando ancora la lunghezza dei pestaggi,
arrivi a 2X,
poi a 3X,
4X,
Ed infine oltre e non capisci piu' nulla, skippi pure scene intere, se mai rimanesse ancora qualcosa da capire fra una double sberla, un mega hammer on naso e un big calcio nei denti.
Cosi' intorno alla 150-200tesima ho buttato la spugna: carino, ma inguardabile.
Probabilmente montando tagliando il 90% delle sberle (l'85% del metraggio) sarebbe pure carino; carini i personaggi il Character Design e l'idea di base.

Voto 3. 

Passiamo al live

Il Live cerca di fare qualcosa che solitamente e' difficile: i manga portati in live generalmente fanno pena.
Pero', pero' non mi sembra che sia male.
Abbiamo dei difetti, i colori li avrei fatti piu' sparati, dovrebbero essere piu' decisi e cartooneschi e trovo assurdo i protagonisti che da giovani cambiano etnia e colore della pelle. Va bene il black, ma che abbia senso.

Pero' la noia dei pestaggi, tranne per 15 lunghi secondi, non si trova.
I personaggi sono ben delineati.
Rubber e' un ixiota, come deve essere, con l'espressione che ha uno che ha spento il cervello
Zoro, tranne che sembra la pubblicita' dello skin care koreano, ci sta.
Il mozzo incapace bugiardo e' credibile
eccetera.
Secondo me, tenendo conto dei limiti di spesa, va bene.
Tutti i personaggi sono molto piu' delineati che nell'anime, la trama e' approfondita (ricordiamo il tipo di prodotto), sono di fatto "filmici", piu' tridimensionali e l'insieme e' piacevole e goliardico come deve essere.
Passa meglio che nell'anime il motivo per cui Rubber sceglie quei compagni, nell'anime viene diluito nei pestaggi, sono scene brevi, istanti, ma molto esplicative.

Ovviamente ai fanboy sono sicuro che non piacerà.
Del resto per renderlo piacevole sono state fatte aggiunte e variazioni che sono necessarie anche in virtù del differente media, del resto i film di harry potter non sono IDENTICI ai libri, per quanto nessuno sano di mente dovrebbe lamentarsi: due media diversi hanno caratteristiche diverse, il libro contiene piu' "roba" di un film, l'anime meno dei telefilm.
 Fare 8 puntate in cui  non si doveva fare solo un lungo pestaggio ha reso il prodotto diverso.
Migliore.
Non identico.
Il regista usa fare citazioni a diversi film e stili, al cinema asiatico, a quello occidentale e gioca senza fare troppo il pedante, del resto One Piece e' una pagliacciata; e' una barzelletta che inizia con:
"un tizio, incontra un altro tizio che con un terzo tizio prendono una barca e cadono in un buco: risate" (in genere Tizio e' un carbiniere-salumiere-dentista...)

Chi e' un fanboy fine a se stesso, trovando delle differenze rispetto all'oggetto dell'amore puro, ovviamente non ne sara' felice. 
Ma ovviamente a costoro l'unica rappresentazione "corretta" e' la trasposizione 1:1 dell'anime, cosa impossibile su vari piani, e il colossale motivo del fallimento di altre trasposizioni.
Del resto se aggiusti il metro per il media fallirai sul fanboy, se lo aggiusto per fare l'aderenza pago con il fatto che l'anime gioca sulla semplificazione e in live fa schifo, e' impossibile: quello che non e' descritto lo inventa lo spettatore, ma con una ripresa live si dettaglia, non si semplifica come su un disegno SOPRATTUTTO GIAPPONESE.

Io trovo One Piece la migliore live di un anime mai vista che mi ricordi e, caso al momento unica, nettamente migliore dell'anime.

La trama corre senza gli intoppi dell'anime e scivola via andando dove deve andare con fare abbastanza easy.
L'insieme funziona, le manchevolezze della CGI sono secondarie in un prodotto del genere, e non ti fanno dire "ma noooo" come certe cose marroni (DC-Marvel dicono nulla?) che oggi non capisco perché le vadano a vedere (pestaggi? davvero e' bello vedere i pestaggi?).
voto 7-, bastava poco per fare 7,5

Se con la seconda serie riescono ad alzare il tiro potrebbe essere mega, ma non ci sperate.



mercoledì, marzo 15, 2023

Clarkson's Farm

 


 

Come ho gia' accennato altrove questa e' una delle serie televisive migliori recenti.

Non ha una fotografia spettacolosa, non si recita un copione da sturbo e non ci sono neppure effetti speciali.
Anzi, e' vuota.

Questo e' come con il solo montaggio e 2 telecamere (telecamere, non cellulari, fotocamere, ipad, scarpe o accendini) si puo' fare una storia e raccontare cose.
Non esiste neppure la fintissima nauseante oscillazione finto anni 80 di "stiamo facendo un reportage" come va di moda di recente. Sapete, hanno inventato i cavalletti e un buon operatore con un camcorder non fa venire il mal di mare dagli anni 70. Neppure prima.

 Jeremy Clarkson, forse trovando troppo impegnativo fare il caxxone in top gear e seguiti,  decide di comprare una fattoria nelle Cotswolds dove, fra una imitazione di Trump e una comparsata, decide di provare a coltivare.
D'altronde, cosa ci vuole?
Pianti un seme, cresce la pianta.

Ovviamente per fare un pochino di show fa sempre un pochino la parte del caxxone, ma la cosa, come abbiamo imparato, e' una posa solo per dire cose che altrimenti nessuno direbbe.

Idem per questa serie in cui il giullare cittadino prende le redini della fattoria con le premesse che il cittadino si aspetta:
Che bello il coltivare
Che bella la vita nei campi
La liberta' dell'aria aperta
Quanto diventa ricco uno che ha tutta quella roba
Piantare 2 piante cosa vuoi che ci voglia
e' bellissima la vita nelle campagne.

Jeremy inizia la sua vita da coltivatore e si scontra subito con la durissima realtà.

Se avete l'idea delle trasmissioni lobotomizzanti come linea verde, che bisognerebbe multare per aver detto fesserie, oltretutto bugie dette da una ente statale, dimenticatevi  tutto.
La campagna non e' quella che vedete in cartolina o su linea verde.

Durante lo svolgere delle puntate si scopre la dura realta' che spiega, con un taglio alla Jeremy, che gioca sul fatto di essere Jeremy (come avere un trattore enorme della lambo che ostenta per la sue pUtenze).

La realta' è quella che leggiamo maldescritta sui giornali e messa con meno enfasi di 22 maschioni sudati arrapanti, quagli articoli facciamo finta di non capire... perché non raccontano nulla.
Nell'occidente l'agricoltura è pesantemente sovvenzionata e per le piccole realta' e' difficilissimo avere guadagni: di fatto senza sovvenzioni non esisterebbe il settore in EU.

Inoltre, come aziende, si e' alla mercé degli eventi esterni e delle volonta' dello stato.
Da anni, quando sento degli economisti che risiedono nel paese delle regine, continuano a ripetere che si stanno italianizzando come modi di fare e la brexit ha accentuato la cosa di un fattore 10X.

Il telefilm racconta una situazione tragica con violenza, rimanendo nel faceto, attraverso 2 stagioni dove l'unico motivo per il quale la fattoria non affonda tragicamente sono le grandi tasche del conduttore che 20.000E per rifare un tetto approvato e poi magicamente inadeguato o  il fatto che il prezzo del grano non copre le spese,  non e' un problema che ti porta dritto al fallimento.

A supporto di Jeremy  nella fattoria rinominata "Diddly Squat" (roba da chiodi o simili) ci sono altri "attori"

Il piu' presente e' Kaleb.
Kaleb e' un grandissimo lavoratore che a 13 anni lavorava gia' pesantemente per sbarcare il lunario e, in conseguenza, si pone come diretto contrario di Clarkson.
Clarkson non capisce nulla di agricoltura e Kaleb ha lavorato 80ore alla settimana dai 13 anni per diventare padroncino invece sa tutto di quel mondo.
Clarkson ha viaggiato in tutto il mondo su tutti i mezzi possibili, Kaleb non ha mai fatto piu' di 20Km da casa sua e ha usato solo 2 mezzi: auto e trattori.
Clarkson ha frequentato scuole prestigiose e scritto per riviste di auto e computer, e' un appassionato di storia e (piaccia o meno) ha una grande cultura per quanto sia un cazzone. Kaleb ha pochissima cultura generale, ha dovuto lavorare e potremmo definirlo un ignorante. Kaleb conosce una sola cosa: il duro lavoro.
Capiamo che Kaleb e' l'antagonista e il contrappeso ideale al tracotante Jeremy: due personaggi perfetti sono una storia.

Altra presenza costante e' Charlie Ireland, il tipico fare del ragioniere di provincia, l'uomo dei NO.
Charlie Ireland e' quello che  deve dire a Clarkson come sono fatte le leggi e come vanno applicate, e' quello che deve mantenere la fattoria nella realta' dei conti e preparare le scartoffie.
Chiamato ironicamente Cheerful Charlie dal protagonista perché e' sempre serio e porta sempre cattive notizie.
Anche lui e' in qualche maniera speculare a Jeremy dovendo farlo tornare alla realtà

Tra una gag data dallo scambio di battute fra Jeremy e Kaleb, due mondi maledettamente distanti, noi che siamo avulsi dalla realta' che vivono gli agricoltori, cominciamo a capire qualcosa della dura realta' del mondo agricolo e di quella parte che volutamente ignoriamo.

Inoltre mette sul piatto come funziona l'impresa, con l'imprenditore che, qualunque sforzo possa fare,  le cose possono andare maledettamente male.
Perché la gente pensa che l'imprenditore e' sempre ricco, ma di fronte ad uno che ci e' riuscito ci sono decine di barcamenanti e moltissimi che sono finiti malissimo.

Questo e' quello che io chiamo un buon servizio pubblico, attraverso una narrazione mai pesante, in cui il megalomane Jeremy diventa un ingranaggio della storia, il racconto esplicita quelle cosa noiose che nessuno legge mai sui giornali, ma che sono importanti.
Poi che il servizio pubblico faccia stronxate come linea verde e queste cose le faccia un riccone chiamato amazon e uno dei conduttori piu' danarosi del mondo pone moltissime domande su dove sia l'informazione.

Penso che Clarkson's Farm abbia fatto per l'agricoltura piu' di tutta la Rai negli ultimi 30 anni.

Una boccata di ossigeno.

PS
Fra l'altro dimostra che la storia che tanto ha tenuto testa sui giornali delle farine di insetti si o no e' pura demagogia.

PS2
Probabilmente per proteste contro "avete regalato soldi ai ricchi" e' stata tolta dalla trasmissione la piccola parte con l'importo esatto dei contributi statali versati a Jeremy: il brutto della tv streaming, poter cambiare il passato senza che qualcuno se ne accorga.
Lo streaming permette l'edit a posteriori.
La storia puo' cambiare.
Il passo dopo sara' mettere un paio di neri nelle Cotswolds (cosa che viene celiata da J per via delle direttive di amazon) e far diventare nero Kaleb graze alla AI.

PS3
l'inglese di jeremy e' molto facile da seguire, anche se siete della gente che fa fatica come il sottoscritto.






venerdì, febbraio 25, 2022

IT CROWD

 

it crowd, 2006.

 

ci sono dei telefilm che hanno un evidente budget ridicolo.
Il cast è ridotto all'osso tre personaggi più qualche ricorrente.
Il set è rappresentato da tre stanze al massimo ma è girato quasi tutto in uno stanzino microbico che dovrebbe essere, secondo narrazione,  sotto terra.
In cantina insomma.

Se questo non è sufficiente si è deciso di destinare il target a una quantità di persone molto piccola che e' quella degli appassionati di tecnologia.

Pochi soldi, poco set, poco personale.
Qualcuno potrà pensare che questa situazione non porti a niente di buono.

Invece it crowd è veramente notevole e compensa le manchevolezze con raffiche di battute e di situazioni alienanti.
In genere i telefilm con i nerd li ritraggono come sfigati, ma con una marcia in più (per blandirli) o sfigati con un fisico da palestra.
Insomma come dire ok, siete nerd, siete sfigati cronici, pezzi di merda e puzzate. Ma questa volta siete degli eroi.
Ecco, qua nessun eroe.
La maledetta e bastarda verità.

Rispondere SEMPRE al telefono utilizzando ancora prima di sapere quale sia il problema con un laconico "Hai provato a spegnerlo e riaccenderlo?" che dà per scontato la qualità dei lavoratori del piano di sopra e del sistema operativo che è stato imposto.

All'arrivo di un robot per disinnescare una bomba, e vedendo che ci sono delle difficoltà, chiedere quale sia sistema operativo utilizzato, la risposta dell'artificiere: “vista”.
Immediata la risposta “siamo morti!”.

Se non lo avete visto vi siete persi qualcosa su come fare un telefilm con
tre persone,
una telecamera e
un parco luci.
Perché quello che conta è sempre il manico. 

se non avete visto questa roba non e' colpa mia.

lunedì, novembre 18, 2019

Come aumentare la pirateria








Ci risiamo

Facciamo una premessa (ho scritto forse 30 post su sta robba) sulla pirateria “fai da te”, quella fatta in casa:

Negli anni che furono, da circa il 95, continuavo a ripetere che il mercato della copia era solo il mismatch fra chi vendeva e chi comprava.
Non era SOLO una questione di Soldi, spesso era una questione di qualita'.

Fornire cassette pessime spingeva a comprare il disco, comprare un deck, e fare una cassetta seria, poi poi cosa ci fermava da fare piu' copie oltre a quella necessaria per l'auto?

Certo che i doppia cassetta imperavano, ma, come spiegavo, sarebbero comunque esistiti anche se la cassetta fosse costata 1000 lire con qualita' stratosferica: molti piccoli uomini pensano sia bello fregare gli altri.

Ma era anche dovuto alla moda.

La cosa peggioro' con i CD. La gente all'arrivo del CD.
Ricordiamo che i discografici avevano detto che INIZIALMENTE sarebbero costati di piu'. Siamo ancora in attesa del rientro dei prezzi.

I piccoli uomini con il SW napoletano nel cervello cominciarono a clonare i dischi. La cosa assurda e' che gli costava piu' la copia dell'originale.
Segno evidente sia del fatto che il consumatore non ha molto cervello nel fare i conti, sia del fatto che e' bello fregare la multinazionale imperialista cattiva (viene meglio se lo pronunciate con il pugno alzato e vestiti di conseguenza) che lucra. Che la casa che stai fregando e' un'etichetta indipendente dai guadagni ridicoli a chi fa lotta di classe non importa.

Quando i drive scesero di prezzo ci fu il delirio.
Ma in realta' era il prezzo del disco ad essere errato e le politiche di distribuzione che facevano tendere al nanismo i negozi di dischi non facenti parte della cricca (da noi Ricordi): la spinta del “napoletan system” ha fatto si che era PIU' SEMPLICE E PRATICO avere una copia che l'originale
L'amico imbecille che si vantava di fare da centrale di scambio era piu' diffuso e fornito dei negozi.

Poi arrivo inet.
Da un lato i poco lungimiranti discografici e dall'altro una richiesta di pubblico che veniva esaudita da piccoli negozi digitali presi di mira con tribunali scagliati come le spade di Kitito
Queste furono le basi per l'enorme successo di WinMX ed emule: la soddisfazione di una richiesta chiara e semplice che fu negata.

Tutti i ricercatori concordano nel dire che da quando apple, forte della sua importanza, apri' lo store dei brani musicali sfidando i discografici, di fatto, uccise molto piu' la pirateria che tutte le migliaia azioni legali fatte negli anni.
Il fatto di usare il blaster su tutto e tutti ha creato un mostro che si chiama itunes: la maggior parte delle musica venduta passa da un singolo store.
Gli avvocati di medda non capiscono mai.
La stessa cosa, se ci pensate, e' successo con la TV in italia: a forza di lanciafiamme si e' ridotto a zero il bosco ed e' diventato preda del primo che e' riuscito ad arrivare sul prato e ha tirato su Milano 3.

Ad oggi la pirateria audio nel mondo occidentale non e' mai stata cosi' bassa.
Il mercato della musica non e' mai stato cosi' grande, con ricavi decisamente stellari.
Lo stesso brano, generalmente, lo posso trovare su itunes, amazonia o spotify. Per non parlare delle webradio eccetera. Tutta gente che paga.

Manca ancora qualcosa, ma sono danni residui figli delle bastonate degli avvocati che hanno mal consigliato, non certo la natura in se. Fare una causa si guadagna di piu' che consigliare di cambiare strategia di distribuzione.


Questo per quanto riguarda l'audio e il riassunto delle precendenti puntate.

Il video sta incontrando qualche problema.
Da un lato e' fermo ad uno scenario precedente, dall'altro le connessioni non permettono una qualità molto alta in streaming.
Aggiungiamo pero' che la qualita' di TV fa mediamente cagxare con immagini che fanno rimpiangere gli anni 80 ed ecco che lo streaming diviene possibile.

I servizi di streaming hanno dovuto lavorare imitando i pirati, di fare il download... non se ne parla
In pratica qualche tempo fa e' arrivato il ciclone netflix e improvvisamente ha fatto a fette la pirateria in maniera impressionante (il bosco in cenere, ricordate?).
E' un buon match: un costo ragionevole, 5E, un grande catalogo di prodotti, facilita' di fruizione.
Certo, la qualita' non e' superlativa, non e' la soluzione a tutti i mali, ma e' gia' un passone in avanti.

La mancanza di concorrenti ha reso, al solito, il primo che arriva sul prato preparato dagli avvocati distruttori il vincitore.
Adesso pero' le cose si stanno complicando.
Quando fai un brano musicale, lo puoi fare nella tua cantina. Al massimo spendi qualche mille euro per inciderlo, salvo che chiami lady gaga, per cantarlo.
Quando fai il trono di spade rischi capitali colossali. Multi milionari. Devi essere certo di venderlo prima di iniziare.

Oggi molti si vogliono lanciare in coda a netflix perche il mercato e' molto ampio e una singola societa' ha difficolta' a crescere cosi' velocemente (adesso capite perche' ha chiesto un aumento del mensile?) e il prato e' piu' grande
Tutti in cerca di sbranare l'outsider:
Provider in maniera ridicola, come TIM
Box mover con tanti server come amazon
Creatori di contenuti come disney
facebbokko, vi chiederete cosa ci azzecca, ma per alcuni FB e' internette. Scoprire che esistono altri siti...
Sky, che non vuole perdere i peones che in cambio di cifre importanti si beccano pure la pubblicita'.
araboni come MyTv che vogliono ambire a...
Piccoli locali che cercano di fare share (vvviid) con attrezzi ridicoli
Mostri come youtube che, dopo aver inventato il gioco dello streaming, ora hanno paura: dopotutto hanno ripiegato sulla produzione casalinga per evitare gli avvocati, manco riuscendovi.
Apple che ambisce a diventare la TV come e' diventata IL negozio di dischi.
E ovviamente le varie NBS (peacok), HBO e compagnia cantante.

Il problema e' che la maggior parte del “grosso” sono esclusive.

Mentre un disco, salvo poche eccezioni e spesso per un tempo limitato, lo trovo ovunque, essendo i negozi di dischi come i negozi di dischi, dove le differenze sono piu' l'ampiezza del catalogo che i contenuti, nel videostreaming diventa diverso.
Gli strimmatori video sono accaparratori.
Non fanno solo servizio di consegna, gestione catalogo e banda (sempre poca).
Vogliono che SOLO da loro ci sia quello che stai cercando.
Abbiamo serie che parte sono su X e parte su Y.
Ci sono mondi (come DC) che sono disponibili solo con 3 abbonamenti.

Il risultato e' che non basteranno 5E, una cifra che era equa perché, comunque, piu' di quel tanto non puoi mangiare (Il concetto degli all you can eat).

Il Futuro  diventa una storia nella quale 
devo prendere il primo in un ristorante, 
la bistecca in una rosticceria 
e il caffe' in un bar. 

Perche' dove fanno una buona pasta hanno solo hamburger vegetariani e dove esiste la bistecca fanno solo bistecche, non parliamo del caffe'.

Disney lo ha ben chiarito revocando tutte le licenze: se volete vedere disney DOVETE pagare l'abbonamento a noi.  
Disney fa film fantastici, ma veramente dobbiamo pagare a parte?
Secondo loro, consigliati dagli avvocati, SI!
Diventa cosi' necessario avere piu' abbonamenti. 

Una cosa assurda, faticosa e costosa  che portera' al riavvio a bomba di e-mule.

Sono proprio geni questi qua...


venerdì, maggio 31, 2019

game of thrones


 




Dopo la prima serie scrissi questo:

una volta li chiamavano romanzi di cappa e spada e poi cominciarono a cacciare dentro più roba nel panino imbottito. Ma alla fine rimane sempre quella la storia clangore di spade, merda di cavallo e qualche armatura mentre la gente si massacra allegramente.
Di telefilm così, anche molto simili come concetto, ne hanno prodotti una carrettata.
Di film con questo argomento o similari ci si potrebbe riempire un Tir di pizze.
Spesso e volentieri i risultati non sono stati un granché ed infatti è un genere che, salvo qualche eccezione, è abbastanza snobbato dal pubblico.

Qui esiste però un cambio di marcia,  non da poco.
Nell'imbottitura del panino un cast veramente notevole sia per quantità, i personaggi principali non sono certo 4 o 5 ma ci sono almeno 20 o 25 interpreti  principali, e per qualche motivo molti sembrano azzeccati per il ruolo come il piccolo lannister con la sua faccia da serial killer.

I costumi sono molti, diversi, sembrando arrivare da luoghi lontani misurandone così la ricchezza della casa del leone o la pochezza di danari del Nord. Si, chi ha fatto i costumi ha una cultura nella moda mostruosa. GOT e' da riguardare solo per costumi, altro che gli stilisti di M che vendono una felpa acrilica a 200E spacciandola per "stile".

Le riprese non usano sotterfugi e sono “normali” perché non è necessario usare effetti speciali quando,  grazie la professionalità, un normale primo piano ben eseguito con tutto a posto e' la cosa giusta per la scena.
Poi ci sono gli effetti speciali che servono solo per raccontare e raramente indugiano più del dovuto.
La serialità, intesa come ripetizione, e' ai minimi storici non è possibile vedere una puntata fuori dal contesto senza perdere molto.
Si vede subito che è un prodotto di alto livello, probabilmente se non il più costoso uno dei più costosi mai realizzati, è probabilmente uno dei pochi  ad avere la trama già completamente scritta dal primo episodio.
I panorami, le location si adattano correttamente alla bisogna.
Questo telefilm non è un telefilm ma è un lungo film che, se sarà portato a termine, avrà 12 o 13 stagioni almeno ma già oggi ha spostato l'asticella delle aspettative per il piccolo schermo distruggendo tre quarti dei  prodotti per il grande schermo.
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detto questo ad oggi vediamo che il 90% delle premesse si sono ampiamente mantenute sebbene con una discesa.
E' evidente che nonostante il notevole successo GOT risenta degli enormi costi sostenuti.
In questi 8 anni HBO ha dovuto ridurre la qualita' di produzione degli altri prodotti. Il successo non e' sempre vantaggioso.
Dover anticipare enormi cifre ha un costo di raccolta che era ragionevole quando era l'unico player che faceva tv di qualita' in circolazione. Oggi con netflix, hulu e amazonia sono cavoli. Inoltre e' sempre un'azienda piccola nel colosso warner.
Normale che impegnare ingenti capitali per una singola serie, per quanto all'apice del successo, probabilmente sia troppo oneroso per dei serial. Ricordiamoci anche il fatto che gli attori, mano a mano una serie va avanti richiedono stipendi sempre piu' alti facendo precipitare le cose.

Questo giustificherebbe una serie 7 accorciata e non eccellente , una ottava rabberciata per chiuderla in fretta (usando un eufemismo) e portare a casa il grano con meta' episodi e ritardata di un anno.
Per questo motivo dubito che vedremo roba di questo livello per qualche tempo. Il mercato e' in movimento, in attesa di nuovi asset.
Da un'altro punto di vista ha definitivamente sdoganato le serie. 
Oggi, dopo 9 anni, nessun attore del “grande” schermo rifiuterebbe una parte per la televisione solo per una questione di “piccolo” schermo.
Oggi la gente parla di serie al bar come una volta parlava di cinema. Del resto al cinema mandano molte produzioni seriali di bassa qualita' (thor& soci sono un calzante, pessimo, esempio). Fra 20 anni probabilmente non esistera' confine alcuno, come del resto e' per me lo e' sempre stato: buono o cattivo, non esiste il mezzo ma il risultato.

lunedì, giugno 09, 2014

telefim VS film



Ogni tanto mi tocca partecipare o sentire uno dei dibattiti che di tanto in tanto ritornano come ondate dopo la risacca.
A cosa divertente è che come certe credenze popolari e quando non vengono espresse comunque permeano l'aria.
Una di queste leggende metropolitane di cui tutti sono convinti sostenitori è che i film siano meglio del telefilm: i film sono opere d'arte, i telefilm sono prodotti commerciali di scarsa qualità. SEMPRE.
In cima portano con sé la parola arte, musa ispiratrice della poesia dell'animo umano mentre il porco telefilm è semplicemente un prodotto dozzinale di cui è impossibile che l'umano ingegno possa avervi trasfuso qualcosa può più di quello che c'era in un mobiletto dell'Ikea.

La cosa è tragica perché quando una convinzione diventa così forte da classificarsi come granitica: la mia marca di cellulare è assolutamente migliore della tua e viceversa. Automaticamente diventa passibile di grandi errori.

Mi sembra un po' la stessa menata della parola classica riferita alla musica
un altro bellissimo esempio riguarda la parola fantascienza che viene spesso utilizzata a sproposito da chi afferma di odiarla ma ne esalta invece degli esempi calzanti come roba classica.

Mi dispiace per tutti questi signori ma il film è un prodotto commerciale né più né meno del telefilm. Certo ci sono i registi indipendenti, il festival dove si tende a premiare qualcosa che sia insegnante, ma possiamo dirlo tranquillamente che poi i film che vengono veramente distribuiti se non sono sorretti da qualche sponsorizzazione politica come accade in Italia alla fine non vengono visti da nessuno se non sono anche "piacevoli".
Basterebbe “La prima cosa bella” un'opera fallace nella narrazione e impropria nell'uso del flashback per condannare un filmetto recitato malamente da ¾ del cast a condannare la parola film.
“La prima cosa bella” ha delle riprese sciatte, simili a quei telefilm italiani dove la professionalita' e opzionale, una colonna sonora rubacchiata qui e la.

Il film definibile come arte, nel senso che portano qualcosa di importante fra di noi e ti vengono cultura accettata spesso sono inaspettati. Se pensiamo alla definizione di una frase qualsiasi come “non fare Rambo” abbiamo appena utilizzato un tassello molto importante della cultura popolare e persino chi come me non ha mai visto nessun film della serie sa perfettamente chi era Rambo, che faccia aveva e cosa faceva.
In pratica Rambo pur essendo un film d'azione, il genere che considerato una schifezza dei cultori dell'arte filmica, è diventato in realtà un tesoro comune della cultura popolare dell'intero pianeta tanto che si può andare tranquillamente da un inglese o da un francese e probabilmente la frase mantiene il suo significato mentre ad esempio dire piovono gatti non ottiene il medesimo scopo.
Quindi Rambo è sicuramente cultura, sulla parola arte che ha già una definizione Incerta... sorvolerei.

Prendiamo il caso di film molto acclamati come Pacific Rim, vera e propria tavanata che di bello ha solo il ritmo e qualcuno potrebbe dire gli effetti speciali. In pratica hanno preso Evangelion e Brain Powerd e dopo averli saccheggiati si sono dimenticati di fare una trama.
Altro film assolutamente inguardabile per chi non è interessato a vedere gli ultimi sviluppi della tecnologia di Ray tracing, battleship, dimentica persino il fatto che la marina durante la seconda guerra mondiale era molto diversa dal mondo odierno e per degli uomini in uniforme degli anni 40 accettare ordini da una sconosciuta, donna quindi, per di più il colore su di una nave senza neppure porsi una domanda è semplicemente impensabile.
Così come pensare che un incrociatore sia rifornito e armato durante il disarmo è quanto meno bizzarro.
In pratica il film battaglia navale era una brutta accozzaglia che non ha una trama, non ha la sospensione dell'incredulità non è neanche lontanamente logico con quattro vecchi di almeno ottant'anni che si portano a spalla un'automobile Il risultato è quantomeno pessimo.


Se prendiamo invece altro film d'azione, fatto da gente che evidentemente aveva un'idea, guerre stellari, sicuramente per un quindicenne di oggi non è così esaltante ma all'epoca era qualcosa di mai visto prima. Ed e' trasversale perche' comunque ha una storia, una trama. Non ha buchi narrativi, non e' statico.
Ci sono tanti film che hanno lasciato il segno, ci sono tanti film bellissimi, ci sono tanti film che a mio giudizio rientrano appieno nella definizione arte.
Purtroppo ci sono anche tanti film che rientrano nella definizione martellarsi gli zzzz.
Spesso volentieri sono quelli considerati in qualche modo artistici probabilmente perché chi li propugna questa maniera o è una persona estremamente noiosa dentro per il quale tedio e la sofferenza rappresentano piacere oppure semplicemente non hanno capito dove sta il messaggio o dove sta la logica del racconto (perché e' questo che sono i film: un racconto) e allora Classificandole come arte si pongono nella situazione di dire: io ho capito il messaggio criptico e se voi non lo vedete allora siete delle capre.

Mi sembra un po' la situazione che ci fu quando il libro “il nome della rosa”: riscosse un esagerato successo. A me il libro piacque, tranne la fatica delle prime pagine, e lo trovai intrigante. Il 90% della popolazione all'epoca si vantava di averlo letto ma in realtà aveva sfogliato al massimo una decina di pagine e quando dopo aver sentito che avevano letto il libro in maniera così gioiosa entravo nel discorso questi viravano verso altri lidi in maniera da non dover sostenere una discussione su qualcosa che non conoscevano. Anche di questo libro fecero il film, non era un gran film, questo diede a molti l'idea che avendo visto la versione in celluloide potessero ormai considerarsi degli esperti anche della versione cartacea che è piuttosto pingue. Ovviamente si ripresentavano le situazioni precedenti.

Questo racconto per dire che sebbene molti considerassero arte e ingegno un buon romanzo e per tale motivo siccome era stato molto pompato tutti volevano farne parte ma in realtà a nessuno fregava niente. Il tipico lettore che aveva letto il nome della rosa in genere era un divoratore di libri che non si spaventava davanti a quattro dita di carta ed era tutt'altro che una un romanzo popolare.

Per salvaguardare i film inutili e pessimi esistono bizzarrie (accordi, scambi o buste?) per premiare i film peggiori.
La prima cosa bella” (sottotitolo: sono sfigato, stolto e mammone)
Miglior compositore delle musiche bari festival.. ma stiamo scherzando? Patric hernandez?
Miglior sceneggiatura... (David di Donatello, ciack, alkbarda...). Casso ma allora gli altri in concorso come erano? Come quelle opere d'avanguardia che celiano nei racconti con il cast immobile per 2 ore? Un film sulle scorenege? un documentario sulla velocita' del bradipo in real time?
In pratica il peggior film che ho visto negli ultimi 4 anni ha fatto strage di premi?
Evidentemente qualcosa non funziona...


Ma stavamo in realtà parlando del confronto tra i film e telefilm.
I telefilm nascono inizialmente come qualcosa di più povero non tanto perché volessero o non volessero essere arte ma perché il budget era ridotto e contemporaneamente era richiesta una serialità che permette di abbassare i costi oltre a creare affezione.

I migliori film non vengono presi da dei romanzi complessi, altrimenti ne sono solo una versione ridotta che in taluni casi fanno sorgere solo un sacco di domande perché manca sempre qualcosa. Il film assomiglia più racconto, una cosa breve quello praticamente che si può scrivere in un centinaio di pagine poco più. Ovviamente ci sono delle eccezioni.
Il telefilm per dire la sua serialità ha sempre avuto dei limiti dati dalla lunghezza del singolo episodio, dal fatto che esiste un altro episodio e dalle spese che devono essere obbligatoriamente ridotte. La truppa del film, in particolare il regista e il cast, spesso dopo una tirata di qualche mese vengono coperti d'oro e si riposano per qualche anno per “riprendersi” della fatica.
Per questo motivo inizialmente i telefilm si basavano su una serialità ripetitiva come uno stampino.
Come costruire in fabbrica.
Tutti gli episodi erano fatti come dei film in formato ridotto e tutti gli episodi erano identici al primo.
Questa nasceva come un'esigenza che all'epoca veniva viste maniera assoluta: la necessità che uno spettatore che avesse saltato una o più puntate non si trovasse in difficoltà. 
Ricordiamoci anche che negli anni passati non tutti in casa avevano una televisione e quando c'era era una. Era raro riuscire a seguire un telefilm. Più facile vedere un paio di puntate.
Nel contempo questa forte similitudine tra gli episodi aiutava a non perdere il pubblico acquisito.
Possiamo vedere questa serialità nei racconti che sono stati portati in tv del duo ELLERY QUEEN.
Gli autori, noti anche per aver ideato Colombo riadattarono alcuni dei racconti brevi compresi nelle raccolte più famose
Se guardiamo oggi Queste 22 puntate prodotte nel 1975, in Italia arriveranno solo negli anni 80 sparse un po' ovunque come orario, notiamo c'è un prodotto ancora vedibile, con una buona narrazione, non particolarmente lento e i semi di molte produzioni anche italiane che verranno solamente scritte trent'anni dopo. La serie ruota attorno a pochissimi personaggi, in genere l'azione finisce sempre con le stesse scene: il figlio che spiega il padre cos'è successo. Nonostante ciò è più fresco di tantissimi telefilm odierni.
ELLERY QUEEN È il prototipo e' la sintesi della serialità vecchia maniera ed è difficile capire quale sia la sequenza anche vedendo le puntate a ritroso non è possibile capire che l'ordine è stato invertito.
Questo per alcuni sminuisce l'oggetto telefilm per quanto non è sempre un problema.
Ma gli anni passano e non esiste semplicemente la serialità e questa viene pian pianino arricchita di piccole cose inizialmente con timidezza come ad esempio succede in happy days dove non avendo idea di dove si sta andando alla fine ogni pretesto è buono per mettere dentro un'aggiunta alla ricetta cosa che poi non si può cancellare. Ma i giorni felici un telefilm in un'epoca d'oro passata dell'immaginario collettivo americano, e successivamente europeo, dove le donne erano casalinghe felici, gli uomini lavoravano e i figli cominciavano scoprire la parola libertà per quanto ci abbiano segnato in realtà non è tutto questo gran prodotto.. Lo era per il fatto che non esisteva niente di altrettanto bello e felice in circolazione. E i film non erano molto meglio.

Verso metà  degli anni 80 ci si rende conto che forse il grosso limite dei telefilm fino a quel momento era una questione di budget. Forse è il caso di utilizzare una truppa più consistente durante la produzione non basta riprendere tre volte la stessa auto rossa con la striscia bianca sul fianco guidata da due protagonisti nella stessa via  e utilizzare il girato per 10 episodi perché non ci sono i soldi per fare delle riprese successive. È forse il caso di utilizzare una seconda macchina da presa una seconda truppa che si impegni a fare il riempitivo, come già accade nei film, e magari evitare quelle riprese fatte con l'auto appoggiata sul camion dove si vede benissimo che è molto più alta delle auto che scorrono lateralmente. In realtà sono problemi e difetti che hanno anche alcuni film a basso costo girati magari in 8 o 16 mm.
Però la gente sta diventando più esigente e arriva il primo telefilm che pur mantenendo una serialità comincia a parlare lo stesso linguaggio del cinema: spendiamo.

Miami vice Fu la prima serie TV a sfruttare tecniche fino a quel momento soltanto cinematografiche, come la fotografia, le luci, il montaggio e soprattutto la musica scritta appositamente, che allora non veniva ancora solitamente usata nelle produzioni televisive.
Perché alla fine del 1984 il grosso della differenza tra un telefilm un film per i denigratori del primo non era il racconto, dopotutto alcuni erano tutt'altro che pessimi, ma era la questione industriale di costi. Così si arriva a spendere e ovviamente il successo colossale della serie non si fece aspettare e non solo fu una pietra miliare dal punto di vista qualitativo e scenografico ma impose anche moda, modi di dire e spostò le classifiche musicali.
Tutto era curato: i vestiti avevano uno stile, le auto, l'illuminazione era brillante, i colori erano saturi (per quanto mortificati dall'ntsc e dalla dimensione della pellicola), tutto era SCELTO o creato su misura come la colonna sonora (non certo una porcata come “l'ultima cosa bella”).

Si può tranquillamente affermare che questa serie televisiva ha avuto un effetto dirompente sulla cultura e sulla società rappresentando in maniera, per quanto stereotipata, notevole quello che sono stati gli anni 80. Un fuoco d'artificio.

Oggi anche i telefilm meno costosi fanno uso di una truppa composta di tecnici per le luci, hanno una colonna sonora specifica, e se avanzano qualche soldo importano qualche hit del momento.
Ma le cose non si sono certo fermate al 1984 quando si preparava i telefilm capirono che forse era il caso di andare oltre la mera serialità e oggi tutti telefilm, anche quelli più seriali, contengono avviluppate delle altre storie anche se minimali. CSI, scena di un crimine, rappresenta uno dei prodotti di punta dei telefilm. Non è un prodotto innovativo dal punto di vista narrativo e di produzione: ripetitivo, seriale eccetera. Nonostante questo all'interno della trama della puntata i personaggi crescono e lo fanno in maniera più convincente e lineare di una volta.

Ma successo CSI non rientra nella trama, che tutto sommato è la stessa delle migliaia di puntate di telefilm passati e dimenticati, ma appoggia su due grossi cardini.
Il primo cardine che in Italia non abbiamo ancora si chiama professionalità. Ogni ripresa è fatta con le luci giuste, professionalmente, in maniera ineccepibile e ad alto livello. Molti film non raggiungono questi standard. Il secondo cardine è rappresentato che almeno nella prima serie del 2000, dopo scivolerà progressivamente verso la fantascienza, il laboratorio della scientifica così citato nelle serie precedenti diviene non solo attore primario ma raccontato con dovizia di particolari mai visti prima. Una sorta di spettacolo alla National Geographic ma molto più pirotecnico.
I paroloni che tutti conoscono perché ripetuti fino alla noia e allo sfinimento in tutti i polizieschi che siano di carta sul grande schermo o su quello piccolo finalmente hanno una faccia.
È stata data una risposta spettacolare a una serie di parole assai conosciute come suono ma mai come significato.
Questo non solo crea diversi spin off ma anche molti imitatori. Persino i film ormai seguono le orme lasciate da da questo telefilm. Un bel rovesciamento delle parti, non è più l'alunno che segue il maestro.

Ma non è finita perché In realtà sono anni che i telefilm sono usciti dalla serialità nel 1993 qualcuno fece un telefilm di fantascienza, un genere che viene snobbato da coloro i quali hanno la puzza sotto il naso ed è per questo che probabilmente come genere è uno di quelli che sperimenta di più, creano babilon5.
Per quanto è ancora parzialmente ancorato alla serialità è impossibile vedere una delle qualsiasi serie alla rovescia perché in ogni puntata c'è un tassello che porterà a delle conclusioni. Alcuni eventi che capitano nella prima serie si intersecheranno in maniera dura, inequivocabile, con quello che succederà due o tre anni dopo. E questo può succedere unicamente perché le cinque serie sono state scritte a tavolino prima di iniziare a girare e questo è l'unico caso conosciuto fino a quel momento.
Questo sembra una cosa di poco conto ma in realtà apre nuovi orizzonti narrativi e indica una cosa banale che se il film può permettersi cose che il piccolo schermo non può fare è anche vero il viceversa perché nessun film può durare 150 ore.
In realtà non è l'unico telefilm fatto così,Twin Peaks per quanto rimaneggiato durante la produzione doveva essere un prodotto analogo ma breve (miniserie si chiamano oggi) ma alla fine quando non si sa dove si vuole andare a finire in fuori solo un brutto pasticcio come del resto è capitato a LOST dove si sapeva benissimo dove partire ma non dover arrivare.

Se vogliamo vedere un discendente diretto di babylon5 dobbiamo attendere parecchio e andare su di un telefilm di cappa spada, oggi si direbbe fantasy.
Game of Thrones Irrompe sulla scena nel 2011 e diviene istantaneamente iconico. Non esiste più la serialità, non esiste piu' un budget da pezzenti. La storia è potente ed è già un discreto successo tra gli amanti del genere e per quanto scritta in maniera un po' ruvida sono 11 libri già pronti. Molti personaggi sono dettagliati in maniera molto più approfondita che nella maggior parte dei film. In pratica si possono permettere di fare quello che per anni i film non sono riusciti a fare.
Costo a parte sono più simili il trono di spade e i sei film sugli hobbit di quanto molti siano disposti a dire. La vera differenza tra i due è solo di soldi e di qualità degli effetti speciali. Ovviamente un libro che da mezzo secolo è nel gotha ovviamente produce immediatamente una risposta diversa ma noi qui stiamo discutendo della differenza che c'è tra un telefilm e un film.

Il problema di Peter jackson è sostanzialmente nella brevità del film e pur accorciando destra manca si è dovuto rassegnare a fare  sei puntate, Tre per libro.
Sostanzialmente ha creato un telefilm per il grande schermo. Se poi guardiamo la lunghezza in minuti un libro lo ha tradotto in sei ore che equivalgono grosso modo a nove puntate: la lunghezza di molti telefilm.
D'altro canto il trono di spade ha molta più acqua davanti a sé e marcia inesorabile verso la quarta serie e la quinta e la sesta. Ci sono scenari già scritti, dei che nascono, battaglie da vincere e draghi da cavalcare a lungo. (si, ho letto tutti i libri). Se riusciranno a mantenere lo sprint potrebbe divenire colossale.

Così come ci sono tantissimi film che sono seriali molto più di telefilm come colombo, basta pensare a quell'accozzaglia di gente ignorante di motori che va sotto il nome di Fast and Furious. Veloci e stupidi, mia traduzione personale, è l'apoteosi della serialità con un livello di spettacolarità altissimo e una conoscenza della fisica decisamente agli antipodi rispetto a CSI.
In pratica veloci e stupidi altro non è che una versione ad alto costo di Hazzard ma, se permettete, il secondo è decisamente migliore nonostante i decenni sulle spalle e il budget decisamente ridotto all'osso. La macchietta di P.Coltrane che vola nel fosso tenendo lo statico flash con orecchie svolazzanti sulle ginocchia e' pura ironia zuzzerellona.
Un duro che parla di auto facendo er dipiu' ma sbagliando perche' in quel cofano non e' possibile fare quello che dice e' solo piu' stupido e piu' muscoloso di Rosco Pervis Coltrane ma non mi fa sorridere. Perche' lo scemo del villaggio in genere viene deriso non elevato ad eroe figo e macho.

Dopo tutto questo sproloquio è chiaro che entrambi i modi di raccontare sono sostanzialmente due facce della stessa medaglia nei quali ci possono essere prodotti che segnano un'epoca o minuti interminabili che non riescono a raccontare nulla. Anzi, io li paragonerei più agli omologhi di carta che tutto sommato ne rappresentano le radici. 
Nei libri esistono diversi modi di narrare: romanzi, romanzi brevi, racconti, raccolte di racconti seriali (il club dei vedovi neri e' un telefilm su carta?) che possono o meno essere in relazione tra loro e persino fumetti.

Alla stessa tregua anche racconti per immagini non sono necessariamente migliori o peggiori a secondo del genere di appartenenza inteso come film o telefilm ma si possono classificare in buoni e meno buoni.

Noi andiamo verso una fruizione sempre più rapida ed è per questo che film molto lunghi, diciamo intorno alle tre ore, sono ormai una cosa rarissima se non unica.
Addirittura spesso per prendere più soldi un film da tre ore viene venduto a distanza di pochi mesi come due film diversi anche se già girato tutto insieme (hunger games).

Il telefilm rappresenta un buon sistema per questa nuova fretta che ci assale così come i tre minuti di una canzone rispetto ad una sinfonia.
Possiamo trovare prodotti ottimi, artistici?, In entrambe le fruizioni così come pessimi.

Telefilm come Eli Stone con la sua squinternata poesia a me piacciono molto mentre film idioti come Battleship sono sicuramente inferiori al 90% dei telefilm nonostante abbiano speso come un bilancio statale (225.000.000$ per la cronaca). 
In pratica la differenza e' solo nei costi di piu' di 100 milioni orari per un film del cavolo che solo un'idiota manderebbe in produzione   e da 1,5 (galactica) a 7 per un ora di telefilm (game of thrones) di fascia alta.

House of card Non sarebbe stato fattibile in un formato da grande schermo salvo richiamare sei o sette volte il pubblico in sala sperando che non se n'andasse sul più bello vanificando la costruzione che si concretizza alla fine della seconda serie.

Definire Band of Brothers come qualcosa che è inferiore per definizione ad un film è semplicemente da idioti visto che almeno il 95% dei film è definibile inferiore entro i primi cinque minuti di visione. Se ti è piaciuto salvate il soldato Ryan Questo è come il seguito del libro e non è di certo considerabile inferiore ma anzi.



Non ha senso definire un metodo narrativo migliore di un altro.

Non ha senso definire alcunché se non il risultato.


mercoledì, febbraio 06, 2013

fantascienza?

Sci-Fi

Da tanti anni leggo di tutto, dall'harmony al classicone, da Hugo ad Asimov, da Eco a Silver ed il suo lupo. Probabilmente leggerei anche la carta igenica.

Penso di essere quindi onnivoro.

Oggi leggo molto meno per tanti ovvi motivi ma sento tanti pseudolettori che dall'alto dei loro 2 libri al decennio infilare cattiverie su di un singolo genere: la fantascienza.
La fantascienza e' IL male, non i romanzetti rosa, non “la repubblica” o “cioe'” ma il male e' la fantascienza.

Mi sembra di rivedere quegli imbecilli che 40 anni orsono chiamavano urlatori senza fantasia gente come i beatles e gli Who. Gli stessi imbecilli che oggi trovano tosta la sigla di CSI e chiedono di chi possa essere quel brano.
Tutto cio' che non e' un classico, o che ci assomiglia mostruosamente, da plagio direi, e' timbrato come out.
Ma vi e' un aggravante per i fessi che innalzano i grandi classici a baluardi contro la fantascienza: bevono piu' fantascienza di qualsiasi nerd.

2000 anni fa uno scrittore poteva scrivere di strane creature meta' pesce e meta' umane che imperversavano ad una distanza di 2000Km: nessuno in realta' era veramente andato e tornato con la stessa nave e lo stesso equipaggio in posti cosi' remoti e comunque ad uno sano di mente non veniva in mente di spararsi 4000Km.
Sicuramente meno in tutta una nazione erano gli uomini ad aver percorso 4000Km di quanti uomini abbiano toccato la luna oggi.
La Luna e' oggi piu' vicina di quanto sia per un antico greco le spiagge della movida di Ibiza.
Il mondo e' cambiato.
Descrivere una situazione nella quale l'eroe, i protagonisti, mostrano il loro valore nonostante una serie di difficolta' sovraumane a bordo di una navicella improbabile e circondati da alieni (sirene?) e' il background di molti dei vecchi classici a ben pensarci.
Quello che cambia e' che oggi il 90% della popolazione ha viaggiato per distanze superiori a quelle dell'odissea e non ha trovato alieni, streghe, e altre forme di vita non conformi a quelle che si trovano in una normale enciclopedia.


Cosi' se io scrivessi di trovare cavalli parlanti e altro per operare quella magia che si chiama sospensione della credulita' posso percorrere poche strade:

Inventarmi un mondo parallelo, vera gegnialata della Rowling, integrato e collegato al nostro, Guarda caso sistema molto simile a quello di molti racconti di sci-fi, Men In Black per citarne uno ora al botteghino.

Sbatterlo MOLTO lontano, almeno 10 anni luce. Un posto non esplorato come per i Greci erano i luoghi esplorati da Ulisse.
Oggi chiunque puo' vedere su google earth la superficie di marte e notare che non ci sono citta': 10 anni luce sono proprio il minimo sindacale.

Fregarmene per scimmiottare i classici, che funziona appunto perche' abbiamo gia' letto qualcosa di vecchio fatto cosi'. Ma e' la strada piu' brutta perche' dire che a 500Km di distanza, mezza giornata di auto, ci sono gli alieni e' dura. Tanto vale andare dritti su per il fantasy e scrivere il Gioco dei troni o il signore degli anelli. Situati in universi ancora piu' lontani e, guarda caso, spesso pubblicati in collane specifiche per la fantascienza. Non sia mai chiamare le cronache di giaccio e fuoco un romanzo: i babbioni potrebbero svalvolare se messo insieme alle follie mal scritte del Dante.

Quindi la fantascienza non solo e' un aggiornamento del fantasy che a sua volta pesca nel mito ma entrambi esistono da sempre. Come disse qualcuno “qualsiasi tecnologia sufficientemente avanzata e' indistinguibile dalla magia” (costruttori di citta')

Il viaggio verso un pianeta o verso un'isola lontana non e' che un'espediente letterario di un viaggio.
Una nave da guerra del mondo dei katollopi o degli abitanti dell'isola di pincopallo non cambia la narrativa, il pathos o altro.
Per questo motivo molta fantascienza e' fuffa, e' la solita minestra dei classici ma senza l'etichetta “questo e' un grande classico e va onorato”e' appunto fuffa. Come la divina commedia.
Il crollo della galassia di Asimov e' ispirato al crollo dell'impero romano. Una grande storia.
Il vantaggio della fantascienza e piu' limitatamente della fantasy sua sorella, e' nella possibilita' di pensare a situazione molto piu' estreme e nuove.

Per esempio Michael Cricton ha scritto molta buona fantascienza, il suo successo e' dato dal fatto che quasi tutto il suo lavoro NON e' classificato come fantascienza:
Rivelazioni ha venduto molto bene perche non e' stato taggato come fantascienza, ma lo e'. E' una scusa per parlare del rapporto uomo-donna politica-tecnica. Il terminale uomo, e persino giurassic park sono nelle librerie non nell'angolo abbietto della fantascienza ma bensi' nei romanzi accanto a porcherie accettate come le stagioni del cu..ore.

Se dici che lost e' fantascienza ti guardano strano, “io non guardo la fantascienza” ti diranno.
Molte puntate di CSI sono sci-fi.
La fantascienza ci ha invaso e pervaso, almeno se intendiamo con fanta-scienza un qualsivoglia racconto, romanzo, film o serial nel quale ci sono uno o piu' elementi nei quali sono tecnicamente impossibili ma attraverso una pseudo tecnologia qualcosa diviene possibile.
Il 90% della fiction televisiva e' fantascienza mascherata per evitare di turbare gli animi di coloro i quali amano il latino ma non lo sopportano.
Alias e' un buon esempio, ha piu' tecnologia futuribile e alieni di Gundam, e' molto steampunk ma viene venduta, reclamizzata, come spionaggio...
Sarebbe meno incoerente se usassero le astronavi visto che sono in grado di localizzare un DNA dallo spazio fotografando il suolo mentre si muove ed e' rinchiuso sotto metri di cemento.

L'importante , per un successo commerciale, e' non avere l'etichetta di “fantascienza” in genere dedicata alla roba schifosa da nerd, da sfigati da perdenti: quelli stessi che hanno inventato il sistema per farvi vedere la partita in diretta una cosa inventata all'interno di un racconto, o quelli che hanno inventato il cellulare dal quale se vi separate andate in panico.
Se non e' attaccata l'etichetta fantascienza allora va tutto bene, vi sentite tranquilli come quando guardate la signora in giallo, un luogo di 500 anime con 200 assassini e il 99% dei decessi per morte violenta. Murder she's wrote e' per voi normale, come e' normale un rossetto che, lanciato a mano, si conficca nel cemento e riesce a trasmettere le immagini per ore da dentro un bunker (se riuscite a farlo con meno di 500Kg ed il volume di un Tamarro-max la DARPA vi vuole).

Mi dispiace per quegli ignoranti che anelano al ritorno di Claudio Villa, Amedeo Gigli e che GLI ALTRI vadano in giro con il carretto trainato dal ronzino ma non solo la fantascienza e' un classico MA piu' della meta' di cio' che passa in TV e' sci-fi e almeno il 70% delle cose vedibili sono tali.
Mi dispiace per coloro che dicono di aver letto di pantagruele senza rendersi conto che era di una noia mortale e dicono di leggerlo ancora oggi con piacere come la regina nel castello a Gressoney. Ma la regina e' morta e il libro in questione mi tiene alzato un case di un PC.

L'Argo fa le pippe al Galactica come astrusita', e poi un vello di una pecora che sembra un jet pack tanto scorengia... se questa non e' fantascienza di serie B...

Star Wars e' oggi un classico come la trilogia asimoviana.

Con buona pace degli amanti del latino che hanno scoperto che i loro libri erano di fantascienza e ora si suicideranno.
…..
..
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Con la cicuta, prego.

mercoledì, marzo 18, 2009

Babylon 5




Produzione: USA, 1993-99


Ai tempi in cui è iniziata, Babylon 5 era diversa dalle altre serie di fantascienza. Mentre gli episodi di una produzione televisiva sci-fi standard in quel periodo avevano solo rimandi blandi e non vincolanti agli episodi successivi, Babylon 5 è stata forse la prima serie concepita come una lunga trama che si dipana nelle cinque stagioni che la compongono con echi che si propagano ben oltre.
una forma di continuità temporale, portata alle estreme conseguenze, benché ogni episodio sia autoconclusivo e, entro certi limiti, visibile per proprio conto, di fatto l’intera serie costituisce una vicenda unica che si snoda nell’arco di cinque anni (per un numero equivalente di stagioni).
Quasi in ogni episodio di Babylon 5 ci sono eventi che sono legati in uno o più dei successivi, i personaggi si evolvono e cambiano nel corso degli anni
il trucco, la "figata", e' quello di aver pianificato a tavolino e in anticipo la storia di cinque stagioni

babilon 5 e' la quinta stazione spaziale
5 sono le stagioni
5 sono gli interpreti cardine umani
5 sono gli interpreti cardine non umani
5 sono gli anni della narrazione
5...


Poi non vi e' l'errore inventato da star wars e mutuato in moltissimi film: l'astronave se rolla non cambia direzione ma ruota sul proprio asse continuando a muoversi nella direzione iniziale. Come dovrebbe essere di norma nello spazio.

La messa in onda di Babylon 5 in Italia è stata alquanto discontinua: Rai Due ha trasmesso nel 1999 a ora tarda con una frammentazione spaventosa. Io ne sentivo parlare nei forum, nelle fanzine d'oltreoceano eccetera ma non ero mai riuscito a vederne neppure una puntata.

Oggi GRAZIE al P2P ho potuto vedere cio' che incredibilmente non era stato trasmesso prima, negatomi dagli orari tardi e a rimbalzo (che avrebbero mortificato il VTR) ed a tagli opinabili. Certo avrei potuto ordinare i dvd, circa 400 euri + 12 di TNT, ma spendere tale cifra per qualcosa che non conoscevo era da imbecille. Anche adesso che reputo la serie ottima rimarrei a dire che 400 euro sono veramente TROPPI.

Diciamo che il prezzo giusto per tale cosa, dopo aver sistemato il gamma che e' sballato e l'audio dei doppiatori (anche nel ridoppiato) da sistemare e' fra i 50 e i 90. Dopotutto un dvd18 (flipdisc) porta circa 6 ore di qualita' accettabile (ricordiamoci del' NTSC) equivalenti a 10 episodi, 12 dischi per un prodotto che in italia e' sconosciuto, ma e' comunque di terza mano, Rai e successivamente Sat, sarebbero soldi arrivati nelle casse del'industria dei contenuti. Meglio tanti poco che nessun tanto, no?


Ora non capisco un'altra cosa: per quanto riuscito, non capisco perche' trasmettere 7 o 8 volte DI SEGUITO il tenente colombo, rimasticare cose insulse e noiose quando molti telefilm ben fatti rimangono nel cassetto.
Certo il target di bruttifull e' diverso da babylon o dalla signora in giallo. Ma penso che di fronte alla 400 replica di broken arrow, alla 700tesima di toto' ( incredibilmente e' qualche mese che ci graziano) alle rimostranze della dragqueen defillippi forse un posto roba come questa nei passati 10 anni ci stava.