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martedì, settembre 22, 2026

Mushoku Tensei

 


 

 Mushoku Tensei, o come accade per i titoli logorroici jap: Reincarnazione di un senza lavoro eccetera
o se preferite come lo chiamiamo io e la mia ragazza Paul, dal nome di uno dei personaggi più divertenti dell'anime, un puxxaniere cosmico che finisce per mettersi, grazie al suo birillo, in situazioni non edificanti

Questo anime è tipicamente il rappresentante più classico possibile della categoria isekai.

Ci sarebbe da dire parecchio sulla categoria degli isekai visto che oramai e' forzosamente infilato nella storia il fatto che per forza deve essere qualcosa che abbia a che fare con la questione isekai.
Abbiamo provato a vedere storie in cui il protagonista era un protagonista assolutamente normale che non aveva nessuna necessità nella trama di essere un isekai, tanto meno di un'epoca come la nostra.

Eppure in questi isekai "controvoglia" bisognava spiegare che proveniva dalla nostra epoca e assolutamente il mondo delineato doveva essere un qualcosa tipo il medioevo occidentale ma senza le sue problematiche: far morire di peste po di raffreddore il protagonista non molto vantaggioso per la trama.
Insomma gli isekai ci hanno rotto il rame lutezio (Cu Lu)
Possiamo dire che molti buoni anime sono isekai, ma di certo possiamo affermare che i peggiori di certo lo sono!
Ebbasta isekai :-)

 Questo anime punta tutto fin dall'inizio sulla metodologia iseki "standard" a mani basse aggiungendo carbone nella caldaia delineando come completamente inetto e non certo positivo il personaggio principale che si trova  in situazioni non piacevoli nella precedente realtà. 
Nella nuova realtà, nel nuovo mondo, il protagonista non può sfruttare, come avviene in altri esagerati prodotti attuali, la conoscenza dell'epoca di provenienza tranne giusto la coscienza o poco più.

Proprio qui che si gioca l'intera partita. 
Da un lato abbiamo questa persona spaesata, la forza della trama punta tanto su questo fattore di riscatto. 
Dall'altro abbiamo un mondo che è assolutamente preciso nei canoni ideali del genere: 
magia
creature
nobili
Dei
e tutti i collaterali fantasy fiabeschi che ci potremmo aspettare, nessuno escluso. 

Se da un lato può sembrare un panino eccessivamente imbottito, con tutti gli ingredienti possibili del supermercato, fino ad essere assurdamente banale, dall'altro riesce con degli escamotage di narrazione rimanere sempre leggero nonostante non sia così leggero come vuol far credere. 
Anche quest'ultima cosa è un classico della narrazione giapponese, introdurre cose tragiche e riuscire a raccontarle in maniera leggera.
E voi mangiate il panino Paul imbottito con alici, gorgonzola, tofu, pizza, fichi e torta come se fosse la cosa piu' normale dell'universo.

Anche la trama e' "salve, uno di tutto grazie!"
Si passa dalla slice of life campestre, alla nobilta', passando per la vita scolastica, l’avventuriero e l'ammogliato.
Quando sta per cadere nel cliche' piu' duro "ecco so gia' come andra' a finire" ecco che cambia prospettiva.
Ogni tot tutto quello che era in essere viene stravolto e si riparte da capo con una paradossale continuita'.
Come dite? nel panino con torta alle fragole prosciutto e crostata vi sembra strano il merluzzo alla griglia condito con asparagi e gamberi?

Le prime serie corrono dritte come un fuso e rappresentano un vero e proprio binario dritto che va quasi sempre dove ti aspetti, salvo poi ricominciare daccapo, e lo fa nella maniera migliore e improvvisamente introducendo roba a badilate senza causare troppi buchi di trama, ma sempre interessante nella metodologia. 

Se dovessi dire cosa e' il genere isekai direi Paul. 
Un istanto classico motto hotto.

Voto 8. 

 

martedì, maggio 09, 2023

antonio d'orrico

 


Il problema dei fascisti vestiti di comunismo è sostanzialmente lo stesso di qualsiasi stendardo fine a se stesso: il fatto che il loro pensiero è nel giusto a prescindere!
Non interessa il pensiero altrui, il loro è giusto.

Perché qualsiasi -ismo ha la stessa radice:
Il ragionamento di pancia senza conoscenza e al massimo la conoscenza e' solo quella all’ombra dello stendardo.

Ricordiamo inoltre cosa sia la cultura prendendo a prestito delle parole (io sono logorroico, lo sapete?):
“La cultura, è quell'insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l'arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall'uomo anche in quanto membro della società”
Io sostituirei a seconda dei casi l'ultima parte anche con "un gruppo".
Il bisogno di appartenenza e' forte nella ns specie.

in sostanza e' cultura sia il "credere" (nella destra/sinistra, nel marchio di telefoni o nella religione) sia la malata "morale" da ladri italica e paradossalmente e' cultura il tamarro che va in giro con le ciabatte da piscina in centro storico: per la sua cricca, la parte che lui frequenta della societa' (il sottogruppo), e' perfettamente OK.

Giusto per capire cosa sia la cultura, gli animali hanno "linguaggi" che possono variare a seconda della provenienza. Di fatto gli animali, volatili e canidi compresi, dimostrano di avere una cultura localizzata (alla faccia di chi li tiene isolati in appartamento). 

Conseguenza grezza di questo ragionamento è che quando un terzomondista dice
"tutte le culture sono uguali"
intendendo con la stessa importanza e rispetto, mi dispiace, sei un cretino.
La cultura di chi piscia per strada o sputa fra i banchi del mercato alimentare (almeno dal COVID e' scomparsa o non mi e' piu' capitato di vederne in Lombardia) ha una cultura di serie B che e' solo pericolosa in una societa' con la ns densità.

La cultura non e' tutta uguale, poi disquisiamo se un abitante del Gobi possa sapere o conoscere qualcosa di bello, ma sui due piedi la cultura di un capraro che mai ha visto un libro non e' quella di Harvard.
Questo non inficia che qualcosa del capraro analfabeta possa essere interessante o possa insegnarci delle cose, anche se e' certamente poca roba rispetto al contrario.
Una cultura forte e viva assorbe il buono da tutti, una pessima si rifiuta assorbendo poi cose pessime.

Quindi si, anche se alcuni urlano che non esistono culture di serie B, vedremo che sono i primi a mettere in serie B tutto cio' che non e' la propria cultura.

Se non vi sembra il discorso della cucina italiana non vi sbagliate, anche la cucina è la cultura:
"le conoscenze... il costume ... abitudine .... in quanto membro di un gruppo"
ricordate?

"Io sono io e faccio parte della cricca X, mangiare pesce crudo che schifo! W la carbonara!"
Salvo 10 anni dopo essere il paese europeo che si pappa piu' sushi secondo i dati 2022.

Mi e' capitato un imbecille, che è un pezzo grosso in Italia come critico,  addirittura ha scritto libri!



Che gia' uno che non ha venduto almeno un 10 milioni di copie con un libro con un titolo del genere sa di quelli che ti vendono i numeri del lotto.

Voglio parlare di lui, che scrive e ha scritto su maggiori giornali italiani dirigendo intere sezioni per decenni (certificando che sono fogna),  perché ha fatto una recensione su demon slayer.

Faccio una premessa:
il fumetto di demon slayer, tranne qualche tavola, non l'ho letto, ho visto solo l'anime che mi e' piaciuto, non da strapparmi i capelli, ma piacevole. Carino, niente di folgorante 7+.
Ha una sua coerenza e una sua logica.

Diciamo che e' la solita cosa degli anime che per la maggior parte e' un romanzo di crescita e formazione, con il personaggio che evolve e l'evoluzione viene rappresentata come capacita' varie (magia, skill vari, combattimento, salcaxxo, fino alla metamorfosi) e deve superare prove, fare errori, viaggiare, spesso per trovare maestri o spade e fare esperienze soprattutto con i compagni di viaggio che saranno una metafora dell'amicizia o della famiglia.

Non che libri e film non siano ripieni da questa manfrina, ma negli anime spesso rappresenta un must con una schematizzazioni quasi meccanica, alle volte esplicita, urlata (non e' considerata vergogna),  non che sia una brutta cosa, anzi, ma la crescita del personaggio e dell'opera è, spesso in chiave MOLTO originale, quasi una certezza granitica.
Se teniamo conto dello svicolare dalla serialita' negativa di Topolino ed esempi "non so dove voglio andare a parare quindi spariamo due yabba dabba e/o un viaggio nel tempo" tipica di certa narrativa occidentale di alcuni telefilm sul grande schermo della pessima marvel/DC, l'anime, a parer mio,  e' rassicurante e onesto.

Leggo questa recensione di medda


Partiamo dal titolo:

"Demon Slayer Manga bestseller Però Manara..."

Come dire: non ho capito un caxxo e adesso vado ad esplicitare quanto sono ignorante.
Se devo citare Manara consiglierei dei manga dove fanno fan service  (o quelli disegnati accuratamente), nei manga si arriva a situazioni tanto paradossali che alcuni anime sono, di fatto, prese in giro di fan service con TUTTE le scene in cui esiste almeno una mutandina a vista e, nonostante ciò, sono meno paradossali del fan service di Game Of Throne.

"ragazzo buono e gentile, orfano di padre, vende carbone per sostenere la famiglia, ma i Demoni (una specie di vampiri)"

Qui vediamo gia' un piccolo lost in translation che avrà conseguenze non fa capire la sostanza.
Quando diciamo "demoni" negli manga NON sono "demoni" intesi come in italiano, potremmo dire "spiriti" o "anime".
Per esempio "lo spirito del lago" o "le anime dei morti".

Per un giapponese non solo i morti non crepano, continuano a vivere (solo diversamente), del resto gli si da da mangiare ai morti, ma anche le cose naturali ed artificiali possono avere un anima.

Da qui tutta una pletora di anime, spiriti e spiritelli che traduciamo con "demoni", ma sono una serie infinita di  Kitsune, Oni, Tengu, Yōkai e una fila pressoché interminabile di altre menate del genere.
Negli anime, per fare un esempio,  spesso vi sono volpi o personaggi volpiformi, beh sono kitsune, o ispirati dai, e quasi sempre hanno "poteri speciali".  

Photo credits: woff woff

Questa pedanteria non sarebbe necessaria da parte mia, salvo per far capire che se stai ammazzando un'opera, paragonandola a salciccia da mutanda canina, potrebbe tornare utile il background CULTURALE di provenienza per capire che non puoi sommare ciliege con baobab.

"sterminano i suoi cari eccetto una sorellina.  Tanjiro si arruola nella Squadra Ammazza Demoni (Demon Slayer) per salvarla (è diventata un'indemoniata)."

non e' proprio proprio così, magari l'anime e' leggermente diverso o lo ricordo diversamente.

"Seguono scene su scene di combattimenti furiosi all'arma bianca (in pratica non succede altro). "

 del resto e' un racconto di un ragazzo che vuol diventare forte e vuole combattere...
quindi... combatte.
E si noti non e' la noia estrema di un One Piece dove, almeno nell'anime, dopo la 5ta puntata non passano 10 secondi fra un combattimento e l'altro (bella l'idea e il design, ma noioso: voto 5). Ma forse one piece e' per i bambini delle elementari e non sono io il loro target.

"Esempio: «Come hai osato farci questo?! Non ti perdonerò mai» dice uno dei buoni, indomito com-
battente in pelliccia di cinghiale, a uno dei cattivi, tagliatore di gambe e di braccia. «Restituiscile! Le gambe, le braccia... Qui attorno sono sparsi i cadaveri dei compagni con cui abbiamo mangiato assieme. Restituisci tutto! Se non ci riuscirai (Grr grr)... la pagherai morendo un milione di volte»"

 Anche qua stiamo vedendo uno scollamento dato dalla posizione sulla cucina italia is better (sto perculando la legge sulla santità e purezza linguistica).
I nostri eroi, soprattutto quando discendevano dal fascismo, poi a mano a mano stemperato (fino ai primi 80 tutti), parlavano stentorei con linguaggio aulico.


"scopri il volto tu che aggredisci a tradimento", woah, come e' aulico,  potente e immaginifico.
Immagini subito una posa plastica megapower.
Quando la sinistra prese le vestigia di cultura e latinorum del fascismo, subentrando al fascismo di fatto,  si mise in tasca anche queste, ridicole, perle.
E' quello che vediamo sui vari Tex e Diabolik, che quando li leggi non puoi che metterti a ridere, almeno i primi 10 minuti, dopo diventa noioso con le loro pose altere e inarrivabili da uomo che non deve chiedere mai la patata... anche se donna.
Ancora oggi abbiamo tracce di quell'impostazione eroica da poveracci nei nostri prodotti.

il linguaggio di Demon Slayer invece e' quello di un teen che cerca di intimorire un avversario piu' grosso di lui ovvio che non dica
"fellone di un demone, abbi paura, che lo destino tuo verrà compiuto e io ti pugnerò" ma qualcosa di disperato, di abbozzato.

"La saga Demon Slayer della quasi trentaquattrenne Kovoharu Gotouge, nono manga più venduto di ogni tempo (150 milioni di copie)"

ODDIOIOioioioi ha solo 33 anni!!!
Vediamo di capire.
In Italia se non sei vecchio e hai fatto una gavetta infinita non sei un ciuffolo di nessuno solo a 50 puoi sperare un un posto al sole.
Nel resto del mondo a 33 anni sei vecchio, ovvero: o hai sfondato o non sei nessuno.
Il successo a meno di 30 anni non e' concepibile dal nostro matusa, evidentemente.


"malgrado una certa povertà grafica poi migliorata negli anni, e giunta al volume finale (23°) balzando in vetta alle classifiche già il giorno d'uscita."

Anche qui abbiamo un lost in translation.
I manga giapponesi solitamente vengono prodotti dall'artista che pone in essere l'idea.
Generalmente e' un mangaka, anche giovanissimo, che si alza la mattina fa un volumetto e poi lo auto-produce in un girone infernale fatto da centinaia, migliaia, di contender.
Questo vuol dire che generalmente ha risorse limitatissime, deve essere originale, accattivante e spesso deve economizzare carta e costi ed e' per questo che le pagine interne sono regolarmente in bianco e nero e molto semplificate, che poi, la semplificazione di tratto, e' tipica della cultura giapponese per innumerevoli ragioni, cosi' queste cose vanno a braccetto.

Solo dopo il successo l'artista ha a disposizione team che lo aiutano con le chine&c, ma ovviamente poi non si puo' cambiare lo stile che si e' scelto inizialmente.

Da questo appare normale che le prime puntate siano disegnate con pochi mezzi e, con il successo, molto meglio.
Diverso e' la costruzione industriale di una multinazionale che mette in cantiere una puntata dell'uomo ragno con dispendio di danari enorme, magri in perdita perché poi il sugo arrivera' dai bambolotti, dai cuscini e dalle tazze.

"Non chiedetemi perché tanto entusiasmo, c'e' gente che ci si scervella sopra dal 2016, quando Tanjiro esordi (e nessuno avrebbe scommesso uno yen su di lui). "

Ogni anno vengono pubblicati in jap migliaia di manga. Molti sono buoni.
Ovvio che non si scommette alla leggera.
Ma non direi che non si capisce il successo, a me pare un prodotto bilanciato, e' carino.
Ci sono opere migliori?
Probabilmente, ma il successo e' un mix infinito di ingredienti e il bilanciamento, o una specifica cosa molto interessante per il pubblico,  spesso e' uno di questi.

 "I1 format è da videogioco, il gusto giappone-sissimo. Magari qualche ministro italiano griderà alla sostituzione estetica (dell'Oriente all'Occidente) e non solo nei fumetti"

Forse l'unico che ha paura, non avendo una gran cultura, e' proprio il recensore che non capendo nulla si renderà conto di essere manchevole di mezzi di comprensione.
Non solo i videogiochi sono derivati dai manga in molte maniere, ma i videogiochi sono culturalmente fondanti nella societa' giapponese e probabilmente per chi oggi e' alle elementari saranno come la TV e' stata per me.
Inoltre molti format nascono per essere multimediali, lo stesso Demon Slayer nasce manga, ma ha una transazione in una serie anime, un film (oltretutto campione assoluto d'incassi sul pianeta) e ben due videogiochi, di cui uno Sega.
Pensando di fare un'offesa il nostro ignorante
che non sa nulla di fumetti e cartoni,
non conosce i videogiochi,
evidentemente amicone del Franceschini,
cerca di fare il gigione e fa un figura marrone.

Inoltre non capisco il fatto di essere negativo il fatto di essere con gusto jap: sarebbe come dire che un prodotto italiano, come il panettone, non sia di gusto italiano. Inutile sperare di irretire sovranisti di serie B.

"(mentre il premier giapponese sia preoccupato delle paghe da fame ai lavoratori della serie)."

Anche qui abbiamo una manchevolezza in lost transalte.
Questa discussione non e' solo, come accade da noi, portata da santi personaggi istituzionali come governo o governo ombra (sindacati) come vorrebbe certa sinistra, ma è una larga discussione che pervade l'intero settore dei manga/anime, che, ricordiamo, un disegnatore e' l'operaio nostrano.

Nomi importanti, di fatto datori di lavoro ne parlano liberamente persino su Twitter:
“per i nuovi mangaka i ricavi dalle tavole sono rimasti pressoché invariati da quelli che io ricevevo trent’anni fa, anche se ovviamente tutto dipende dalla rivista per cui si lavora.
In alcuni casi, come per le riviste online, i pagamenti sono anche minori.
Immagino ci siano diverse motivazioni dietro…
Ho come la sensazione che per i giovani autori sia difficile emergere in questo tipo di mercato…
È veramente questa la giusta direzione per il mondo manga?”

Jun Watanabe.

non e' un segreto e sono anni che se ne parla, persino all'interno degli anime stessi.
nota che il compenso basso sono circa 80-100E a tavola, in Italia sarebbe una cifra alta se leggiamo i resoconti dei vari fumettari italiani che non riescono neppure a comprarsi i rapidi quando riescono per sbaglio a raccattare il lavoro. Non a caso fanno parte dei cervelli in fuga.

"Per sfortuna della riservata autrice, e per mia fortuna, l'arrivo in Italia dell'ultima puntata dei Demon Slaver ha coinciso con l'uscita del Nome della rosa di Umberto Eco disegnato felicissirnamente da Milo Manara (OblomovEdizioni, prima puntata)."

Anche qui si intravede il vecchio stile del fascio-comunista di provincia.
Innanzi tutto il cretino immagina che un appassionato di manga fermi i suoi acquisti e, perdindirindina, va a comprarsi il Manara.
Quello che non e' chiaro è che sono 2 mercati diversi.
Certo sono entrambi libercoli, entrambi contengono disegni, entrambi hanno un ISBN... ma la cosa si ferma li.
Un gelato e un pollo fritto sono entrambi cibi, ma non direi che il mottarello sia un serio contender del mercato nazionale del pollame.
Cavolo e' uscito il nuovo mottarello per la sfortuna degli allevatori avicoli!

Demon Slayer si rivolge ad un pubblico giovane, multimediale e fresco.
Lo stile e' leggero e pesante allo stesso tempo, con una crescita del personaggio e un ambientazione sostanzialmente fantasy.

Il nome della rosa e' un libro molto venduto e poco letto*, che avvicinera' solo qualche babbione che non e' riuscito a bersi l'opera.
Sicuramente sara' disegnato meglio, nessuno mette in dubbio il disegno del Manara e il suo team, ma e' certamente un semplice turnista di lusso nella produzione di un tale, assurdo, prodotto.
Manara infatti, salvo eccedere stoltamente con la cuoca, non dovrebbe mostrar tette e culi, perdendo cosi' il grosso del pubblico.
Inoltre sarà durissima mettere un librone enorme in due leggeri volumetti senza uccidere il libro.
Il nome della rosa, nella finzione, e' uno scritto di un povero d'intelletto, Adso, che non riesce a capire un piffero di quello che gli accade intorno e tanto meno capisce gli insegnamenti del suo maestro descrivendo, raccontandoci, solo in tarda eta' fatti da lui non compresi.
Evidentemente d'orrico e' un Adso che non comprende cio' che lo circonda.


"Guglielmo di Baskerville ha la faccia di Marlon Brando, lui si che ha il physique du rôle ammazzadermoni (senza Thuud e senza Whaam)."

 

Oltre alla evidente marchetta per le edizioni paoline, mancava solo l'ISBN e il prezzo visto che una parte consistente della recensione (piu' lo sputtanamento gratuito) parlava di Manara (perché allora non recensire quello?) vediamo che la forza fascista e' forte in questo uomo (Cit, parafrasata). 

Il marlon e' proprio quel tipo d'uomo che da noi piaceva perché ricordava i fasti del mascellone, l'uomo forte, volitivo, maschio e lavoratore delle terra.

E no, non vedo bene vedo un marlon alla prese con un Oni, non ha proprio il  physique du rôle, anzi.
Ovviamente il Gulielmo non fa a botte essendo ispirato ad una certa letteratura poliziesca anglofona come Sherlock o il duo Ellery Queen che poi generarono una fila pazzesca di figli di "poliziesco intellettuale" fra cui il tenente Colombo, che di certo non spara. 

Questo racconta bene la pochezza culturale italiana, imbottita di fasti antichi (il nome della rosa e' forse l'ultima novita' italiana degna di una diffusione mondiale) quando non archeologici imbottiti di alto latinorum nonsense.

La domanda vera in questo momento e': ci sono almeno 10 fumetti italiani migliori di questo?
no

10 film degni di nota?
no

musica?
no

libri?
Buahahahahaaaaa..

Citare un vecchio Manara di 77anni come unico baluardo a coloro che solo in questo momento hanno nelle nostre librerie non meno di 2000 titoli, un migliaio che cadauno tira piu' di tutta la produzione del manara con tutti i suoi titoli,  se permettete, fa un pochino ridere.

Ripeto che non sono un fan della serie, ma se sparano merda nel ventilatore e lo fanno dal quotidiano piu' importate della nazione e non ci sono stati boati di insulti, forse qualcosa non funziona nel giornale e nell'italietta.


PS

La morosa, letta la recensione, ha fatto notare che probabilmente il pisquano ha letto i libri nella direzione errata pensando di leggere topolino e non capendoci nulla.
Ricordo che molti manga, anche tradotti, mantengono la sequenza di vignette da dx come in origine, che secondo me e' una pippa non specchiarle, ma in un ottica di "mantenere la cultura giapponese" ci puo' anche stare.

PS2*

Quando uscii il nome della rosa fu un enorme tormentone che tutti, ma proprio tutti, ne parlavano.
Non lo lessi subito, di solito non copro libri hype o guardo film pompati, ho sempre paura di essere traviato come giudizio.
Comunque per oltre  un decennio, a ondate, si parlo' di questo libro come IL libro, come se sul mercato non esistesse altro.
Comunque, alla fine lo trovai in casa e lo lessi. Poteva essere il 1985-88.
Nonostante l'hype, e una durissima scalata delle prime 50 pagine, il libro e' oggettivamente ottimo e mi piacque molto.
Tenete conto che leggevo molto veloce e libri grandi non mi facevano paura, un un WE piovoso avevo bruciato il signore degli anelli a mo di cerino.
Dalle medie fino ai 30 anni circa leggevo di media 30 libri all'anno spaziando fra tutti i generi di narrativa che riuscivo a trovare.

Dopo aver letto il santissimo libro pero' succedeva una cosa strana tutte le volte che si incozzava nel discorso.
tizio:-Come nel libro di Eco
Caio:-Certo, la forma stilistica di Eco...
Sempronio:-Rimane un maestro
Io:-Le prime pagine sono durette... vengo interrotto
tizio:- il libro e' coinvolgente
Caio:-la storia e' bellissima
Sempronio:-si è tutto bello
Io:-la sequenza del discorso sulla scal...
tizio:-ma il pallone gira a sinistra
Caio:-ma, alle volte, a destra
Sempronio:-se poi lo calciano va più veloce
Io:-....

Pensavo, visto che tutti ne parlavano, parlare di libri cosa strana, che finalmente potevo parlare di qualcosa che non fosse il calcio, ovvero nulla visto che non ci ho mai capito un ciuffolo.
Appena si passava allo specifico, ovvero al contenuto del libro che tutti spergiuravano di aver letto e apprezzato, si attuava negli entusiasti "lettori" una procedura di fuga.
Il libro risiedeva in tutte le mensole, in molte come mattone solitario sulla piana del ripiano, ma di fatto nessuno lo ha mai letto.
Col senno di poi viene il sospetto che fosse stato dato l'ordine di acquisto in massa, il "dovete averlo", ma di fatto nessuno avesse veramente gradito il libro o fosse aduso leggere.
Cosi ne trovavi copie ovunque, suscitando un fenomeno letterario irripetibile, ma di fatto era stato comprato, ma mai letto.
Quando passarono il pessimo filmetto di medda, nonostante un cast stellare, in TV si risolse in gente che pretendeva di aver letto il libro che giaceva insieme ai ragni sconsolato sulla scansia e i discorsi divennero persino piu' assurdi di quelli precedenti. In effetti non esisteva italiano che non avesse visto il film, un vero e proprio boom, probabilmente per poter cacciare meglio la balla della lettura, almeno fra ladri funzionava, ma facendo ancora piu' figure di palta con i rari che lo avevano letto.

Peccato che il libro fosse bello, l'unico degno di nota di Eco.
Ma evidentemente e' colpa dell'euro o della Germania se non e' stato letto.



lunedì, febbraio 13, 2023

manga e fumetto


Ogni tanto mi metto a disquisire, stupidamente aggiungo, con dei baluardi del "noi siamo i fighi in" con noi, intesi italiani (meglio della stessa zona che 2km piu' a norsudesovest non sono italiani uguaglio) e "fighi" intesi come "il resto del mondo deve solo imparare".

Questa cosa avviene in tutti i campi, auto, meccanica, elettronica... ma raggiunge vette ridicole quando si parla di cultura umanistica.
Del resto la maggior parte degli studenti studia prevalentemente letteratura e si laurea in psicodrammi e ci si aspetta di essere al TOP almeno in quello.

Il problema e' che siamo 60 milioni (oltretutto con un titolo di studio oltre le medie solo metà).
Quello che non si capisce che esistono, certo, dei settori in cui siamo bravi, ma quando hai 8 miliardi di persone in giro per questo sasso basta fare una semplice percentuale per capire, grossomodo, quale sara' il tuo probabile posto.
Ovviamente ci va di lusso perché in Africa, Sud America e Asia spesso non competono avendo altri problemi, ma basta fare un confrontino con zone occidentali e quelle evolute per sapere che non possiam certo essere "li campiuinu du mundo" se non in percentuali risicate.

Noi, infatti,  tranne mini nicchie in esaurimento (piastrelle e cessi per es.)  o verticali non facciamo grossi exploit: pero' parliamo tanto.

Il nostro tanto pompato agroalimentare per cui facciamo leggi contro i kattivi che vogliono ruBBarci il ciBBo Sacro e Assoluto, leggi che poi paghiamo (facendo incazzare altre nazioni) credendo che la nostra cucina non sia un imitazione, ma regga con l'export l'economia: un errore e' solo il 4% delle nostre esportazioni, praticamente un caxxo rispetto alla meccanica.
Il nostro sacro vino,
l'altissima pasta,
il Santo pomidoro,
il venerato lardo,
il sacro romano pecorino
e tutte le cose belle della nostra sacra liturgia del "made in italy" mangereccio, ripeto, sono il 4% dell'export.

E' stato calcolato che il 60% delle azioni italiane e dei costi sostenuti per proteggere il made in italy si riferisce al solo mercato agroalimentare (ricordate il casotto contro il CETA, che oltretutto quando ha funzionato ha aumentato il nostro business)

Però il grosso dell'export NON lo facciamo con le cose liturgiche che proteggiamo, ma quelle che snobbiamo.  

Perché siamo sempre sul pezzo.
Il gelato e' sempre li perfetto in mezzo alla fronte

Non a caso il farmaceutico e' in caduta libera da anni nonostante fosse una vera perla... per essere in Italia.

Quindi ci spendiamo a proteggere all'estero quello che non esportiamo: fighi questi italiani, del resto come visto nei post sulla scuola ci sono evidenze che chi studia politica e legge siano generalmente se non idioti impreparati.

in Italia non si vuole vedere la realta'.

Poi quando parliamo di cultura umanistica, quella cosa ce siamo convinti di avere fra canzonette trap, poeti sfigati, imbrattatele e molto, molto, Catullo imparato con violenza e dimenticato lo giorno dopo con nessun garbo, siamo convinti che "cultura" sia sinonimo di "itaGlia" (nonostante 3/4 degli italiani manco sa dire una frase senza un Gnente, un chemme, un...) 

Cosi' ti capita un convinto che ti porta che ANCHE NEL FUMETTO le notevoli gesta dei nostri prodotti delle belle arti e i soli 4 ceffi, magari dicendo che i manga hanno tutti la stessa faccia.

Esiste una cosa chiamata "STILE" e se il pubblico accetta quello stile che SEMBRA tirato dritto ma e' un astrazione, altrimenti Dalì e' un poveretto: non sa fare un orologio dritto.

Nonostante ciò il convinto insiste con la cultura italica, sempre, ripeto, i soliti 4 ceffi.

Il Pratt, che viene schifato dagli italiani, e solo DOPO prende poi casa sul giornaletto Linus, purtroppo non certo semplicemente un giornale di fumetti, ma gli perdoniamo roba perché unico scoglio emergente dalla tempesta.
Se si tratta di tirature indipendenti dalla mensilita' del giornaletto sfiga non e' chiaro quanto poco il poveretto abbia venduto.

Diciamo che sono piu' le copie che sono finite al macero e solo quando i lettori hanno raggiunto la 3za eta' si e' avuto un certo successo sull'onda "mi ricorda della mia gioventù, quando leggevo Pratt e mi tiravo le...".

Idem per Manara, che quando trovi il "ma sai il manara..." alla fine e' tutto una serie di pruriti su come disegnava la patata.
Oggi e' diventato "mi ricorda delle mie erezion.." 

Il pazienza e' rinomato piu' per la sinistraggine ed santita' per abuso di sostanze che per il disegno. Perché drogato, in Italia,  fa sinistra (il barbera e' di destra?).
Alla fine vivacchiava piu' come cameo in varie riviste sub-qualcosa che come artista.
Spesso pubblicava le opere come supplemento a rivistucole.

Con  questo non dico che non siano bravi questi "antichi maestri", ma, alla fine, non e' chiaro se abbiano venduto, quanto e se abbiano preso danari dalla loro arte.

Perché in Italia l'arte non si misura. MAI.

Gli artisti debbono misurarsi solo come patos e solo dopo la morte, preferibilmente per eccessi (alcol, droga, suicidi, omicidi...) e con punteggio piu' alto se travagliati (droga, omo, violenza e povertà almeno duplici).
Da che ne deriva che un artista che guadagna e non si droga non e' artista.

A me, che sono venuto DOPO e da nessuna parte ho visto le loro opere (non vado a caccia dell'inesistente) se non come "hei, guarda questa specifica vignetta!"
Nei mercatini dell'usato questi grandi non esistono, segno evidente che non hanno venduto.

Lo stesso Linus non lo vedete spesso sui mercatini nonostante e' in pista da 55 anni perché ha venduto poco, mediamente tirava 50K copie, ma con uno spettacolare numero di rese, alla fine le copie pagate sono uno scherzo: circa 13K nel 2007 (dato piu' vecchio certo) e da allora in discesa.
Diciamo che qualche anno fa le rese forse si chiamavano defiscalizzazione ufficiosa.  Perché siamo schierati poLLiticamente, ma ruBBiamo come tutti gli altri approfittando delle assurde norme.

Mi sembra la storia della nostra letteratura altissima (e sacra) e poi vai in casa della gente che ne canta le gesta e nessuno ha un libro in casa se non "la cucina in 5 minuti vista in TV".

Le uniche volte che ho visto in vendita opere dei tizi di cui sopra era in certi stand dove delle scosciate cercavano di far comprare a "non più giovani" stampe degli autori firmate a cifre che Barks spostati, il tutto  con ammiccamenti che Cicciolina non osava.

Barks l'uomo dei paperi, intendo.

Facciamo finta di non aver sentito della tristezza di diabolik, gia' vecchio quando e' nato.


Se parliamo del citatissimo alan ford, che capiamoci, e' divertente, e' disegnato molto di fretta e con tirature ridicole. Se si esclude la ex Jugoslavia non e' andato da nessuna parte.

 

Notate la povertà del disegno, nessun fondo, neppure il triste retino, segno di poco incasso, per quanto e' piu' facile trovarlo.... soprattutto in Croazia dove ancora vive.

Dal film "Alan ford sta bbello, ma leggilo tu, io preferisccu u bballlone meaa tivvu"
Trad: dico che e' bello per fatmi figo, ma di fatto non lo leggo perché non mi piace.



Idem Dylan Dog, di fatto una tristezza assoluta.
Trame copiate paro paro qua e la, il disegno un pochino piu' moderno ma sempre triste. (per la cronaca avendo un conoscente che ne aveva a centinaia ne ho letti molti, fa schifo e copia quasi sempre le trame)

E' il piu' grande successo italiano di tutti i tempi nonostante i plagi a nastro (prevalentemente dai racconti SciFi della golden age delle riviste americane) e come tutti praticamente mai uscito dall’Italia.
Verrebbe da chiedersi se non rischi di incorrere in accuse di plagio.
L'unico motivo di vendita e' stato che in edicola non esisteva quasi null'altro.

Giusto per avere le proporzioni della debacle,  in Italia demon slayer vende piu' copie del periodo d'oro di dylan dog, non quei numeri ridicoli odierni.
Demon Slayer pare che si attesti sugli 80 milioni di copie nel mondo.
Dimentichiamo la serie anime, il film e il merchandising che sono miliardari.

LA domanda e' perché.

Senza parlare di trame (che come ho detto fa cag…) confrontiamo i disegni tanto decantati dai commentatori

copertina com 2 tratti, frettolosi, di corsa, nessun retino, un caxxo di sfondo piatto la faccia mal fatta.

Piace nero e l'unito per coprire le magagne, la giacca non ha pieghe, il fondo e' un fondo di un programma di disegno anni 90.

il protagonista in copertina manco sembra la stessa persona delle tavole interne e, wow, non esistono gli sfondi "semo troppo a faticà".

Pur non facendomi impazzire demon slayer vediamo che e' pieno di particolari, l'uso delle ombre, un retino letraset (oggi anche digitale) puoi fare lo sforzo di usarlo.

notate la ricchezza degli indumenti contrapposto con  la poverta' assoluta del Dilando cane.
corpetto, il nodo alla cinta, sottoveste, le sfume sulla spada usurata.

 


Dilando non e' solo  una questione di STILE e' sciatteria. Come il cinema italiano, del resto come
boris
, una palla di pesce.

non cambia tornando indietro nel tempo.

 

Prendi lady oscar, 1972, molto, molto prima del cesso di Dylando il disegnato da cane, ricordiamo che oggi il mezzo tecnico permette MOLTO rispetto a prima. Persino i pennarelli di oggi sono due mondi diversi, se non vogliamo parlare del digitale.

 notiamo la dinamica di rompere il formato e la freschezza, l'uso del deformed, e il letraset a fiumi. La differenza fra l'essenziale, il disegno con pochi tratti per design, e il poco perché si e' sciatti. L'uso di svariate tecniche narrative in un unica pagina senza che cozzi e diverse tecniche di disegno. Lady oscar passsava da disegni ricchissimi a vignette spoglie nella stessa pagina.
1972, ripeto.


in piu' ci sono dei pazzi che fanno dei fumetti con molte vignette di questo livello, non solo le copertine


 



ghostblade per la cronaca.
Nota: GhostBlade potete anche leggerlo gratuitamente, non e' un "megastudio" come quelli americani e' una singola persona.

Cosa fanno i grandi?


 notate l'uso della luce, tantissima roba.
ma anche nella pagine interne molta della roba americana ha vignette di altissimo spessore, se non artistiche almeno  di altissimo artigianato.

Un fumettista italico , se non collabora con l'estero, diviene sfga in automatico per sbarcare il lunario.

lupo Alberto, che era una ventata di freschezza nel "io sono figo" è disegnato poveramente, perché Silver per sbarcare il lunario doveva collaborare per altri albi (es sturmtruppen e cattivik), il mondo della pubblicita' e altro.
Se avesse dovuto fare anche da guida turistica e da panettiere non sarei meravigliato.
Tanto fai solo fumetti, non si guadagna con la roba dei bambini! (Frozen 1.4G$ e circa altri 0.8G$ annuali)
Era disegnato tanto poveramente e di fretta che quando il fumettaro  riuscì a venderlo all'estero (in Francia mi pare) guardarono le simpatiche vignette e dissero che quella roba brutta  era instampabile e Silver dovette ridisegnare tutti gli albi vecchi per arrivare alla bassa qualita' che oggi vediamo.

del resto aveva preso da Bonvi  che pur piacendomi molto (era un soffio di fresco nel nulla cosmico italico) era tirato drittissimo


Pur usando i retini e' massicciamente povero.

Spero che Silver non me ne voglia, ma e' un fatto.

Del resto di cattivik, dello stesso Bonvi, il disegnatore diceva:
"l'editore  aveva fame di materiale sottopagato ... tutto (purchè non facesse proprio schifo) era pubblicabile."
Segno evidente del livello culturale del paese.

 

Pero' il massimo dell'industria e' in giappone.


 

questa e' una corsia, su 15 circa,  di un noto posto dove vendono manga a Tokio, saranno 600m2 di scaffali strapieni e ravvicinati dove non ci passate in 2 (e dove un raro scettro di Crimi originale d'epoca costa l'assurdita' di 3KE).
Del resto escono migliaia di manga tutti gli anni.

Perché esiste un industria, esiste una scuola (all'artistico la lezione non è "come rollare una canna") esiste un mercato di lettori.

Inoltre, siccome hanno cultura, spesso un progetto parte per poter essere trasformato.
Chi disegna il protagonista lo fa pensando che possa diventare fisico, che ha delle proporzioni.
Chi fa la trama pensa alla trasposizione in anime e magari game.

Ci sono progetti che partono esplicitamente per essere lanciati in piu' modalita' e l'autore sa cosa aspettarsi dalla differenza fra i media.

Un giocattolo di diabolik non lo puoi fare perché… la jaguar non e' tua e magari l'azienda non vuole essere associata o non sai se si presta.

E' chiaro perche' batman ha la sua auto bizzarra che non ha marchio e  quella degli anni 80 era una vettura concessa dal costruttore tramite accordi, perché tu hai un'idea di industria.

Tornando al Giappone non solo abbiamo diversi stili, ma, nonostante spesso siano opere di una singola persona che tenta di entrare in un mercato, i tratti sono personali e accurati.

Death Note
 certo, rispetto ai grandi studios raramente sono volumi a colori

One Punch Man


 Poi, certo, magari per la maggior parte "vanno" quelli che hanno un certo stile, ma di fatto hanno sempre una ricerca di design del personaggio.

La via del grembiule e' un maledetto scompiscio ed e' molto studiato nel personaggio e nell'ambiente.
La serie anime gira con 2 disegni a scorrimento super semplificati e vi fa ribaltare.


se ci sono vuoti non e' pigrizia o fretta e' voluto per evidenziare qualcosa o volere uno stile asciutto.
E' asciutto, ma semplificato, ma particolareggiato.

Questa e' la differenza che l'italico ignorante non capisce, mentre mangia il gamberetto con le mani o nuota a rana nell'aragosta, asserendo che le le regole sono fatte per essere infrante.

Una cosa e' CONOSCERE le regole, ed essere in grado di rispettarle, per poi infrangerle motivatamente ottenendo uno scopo.
Una cosa ben diversa è infrangerle per manifesta incapacità o ignoranza che come abbiamo visto e' la cifra stilistica della cultura italiana nell'arte.

Per l'italiano cresciuto a "impariamo il latino PER L'INTERROGAZIONE", ma del latino, storia ecc non "ci frega nu ca..." perché hai fatto il liceo a sproposito viene in mente che tu debba fare le cose tanto per fare.
Tanto per fare, poi si vede, si vede negli editori, nei fumettari, negli investitori, nei..

"chi cazzo guadagna con un fumetto HaHA, fumetti, buhahaha, noi solo CASE, il SACRO mattone!"...
Bandai 3 miliardi di $ di fatturato,
Marvel, stima forbes, vale 53GE, 3 miliardi annui solo con i diritti per i gioppini e adesivi.

Quando ero GGiovane mi snobbavano perché non leggevo "la roba bella" (leggevo principalmente SciFi, ma ero molto onnivoro), ma avrei dovuto leggere il bellissimo Cuore (du maroni che a pagina 10 volevi tagliarti le vene) e altre schifezze che solo dopo anni capii che non erano mai strati letti e se lo avevano fatto era sotto costrizione scolastica.

A me piace molto 3 uomini in barca e persino il sequel, ma pur essendo molto moderno non e' cosi' moderno da intrappolare un 12enne medio attuale.
Quello che nel 1800 era una grossa risata oggi e' un sollevare l'angolo della bocca.
Continuare a guardare indietro MALE e' il vero insegnamento dei licei: il vecchio e' bello, il nuovo fa paura.
3 uomini in barca e' troppo nuovo, troppo moderno, ovvero non e' bello.

Il problema è che, prima o poi, la modernità ti viene a trovare e quello che credevi figo, ma e' solo vecchio,  oggi vende le copie delle fanzine ciclostilate di una scuola media.
Quello che e' veramente figo vende 200.000 copie per ogni volume in italia (piu' di tutti i nomi fatti prima messi insieme), 150 milioni di copie nel mondo, 2 serie di anime, un film con oltre 503 milioni di dollari al botteghino, diventando il film con maggior incasso a livello mondiale del 2020 durante la pandemia. 
Nel frattempo il vate latinista italiano pompato da tutti i giornali amici a cui danno soldi perché lui si che e' cul-tura, forse nel senso che devi turarti il cul perché stai per prendere un padulo andando a vederlo,  e il vero "amico di partito DEVE andare a vederlo" ha tritato a malapena i 2 fuori pandemia, un 1/250, nonostante l'obbligo partitico implicita e il momento favorevole. 

Il liceo crea i medda moretti che sono tristi pallosi e senza cultura.

Altrove fanno "i disegnini" e fanno miliardi nonostante non studiano Catullo.
Anzi, non sanno chi caxxo sia Catullo, pensano sia una marca di biscotti.

Perché Catullo, magari, e' pure bello e foriero di spunti, ma se lo studi perché bisogna diventa diarrea e la diarrea non la vendi.
Il liceo e' questo, e' un bisogna senza scopo.
Vendi i biscotti freschi, non quello stantii con la muffa o la roba marrone.


PS
un italiano che strappa i gamberetti a morsi non sapendo sgusciarli con coltello e forchetta penso non debba entrare in un ristorante, neppure in una mensa aziendale.
Per lui al massimo i panini e come concessione McD.


giovedì, novembre 04, 2021

Carole & tuesday


 

 

Mentre la gente sta sbavando per l'imitazione brutta di un anime violento battle royal parliamo di un anime molto delicato.
Ci sono due ragazze 17enni che si incontrano per fare musica e ci sono tanti personaggi che cantano.
E' la storia parla dell'ingresso di due ingenue nel mondo della Musica, con la M maiuscola.
Un un mondo in cui non solo ci sono enormi Artisti, ma il mercato e' dominato da interpreti, piu' o meno bravi, che cantano su spartiti e testi che sono prodotti da IA.
Nel frattempo la poLLitica e' uno sfondo.

Gia' a mettere questa carne sul fuoco si rischia, e si rischia tanto.

La soluzione adottata e' semplificare a tuono e condurre con mano leggera, quella di Hazzard, non quella di Veloci&Tonti.

Lo studio Bones e' piccola nel campo dell'intrattenimento, come del resto gli studi di Anime in generale, e' un'azienda di 80 dipendenti che lavorano su piu' progetti.
Non stiamo parlando di “e' nata una stella“ il remake di lady gaga prodotto con 36 gazziglioni di dollari + bonus enormi da un'azienda di 9000 dipendenti.
Ottimo, bello, ma se fosse stato da meno, come qualche volta accade (come Veloci&Coglio...),  sarebbe stato da incapaci.


Provate ad immaginare che in questo anime ci sono decine di canzoni, di generi diversi, sconfinando persino nel demenziale, arrangiate e cantate in maniera ineccepibile, che il 90% almeno della musica italiana deve vergognarsi di esistere.
Nota, non stiamo parlando dell'enorme livello di Frozen, dove un intero team, alla fine piu' grande di quello dell'intera Bones, passa 2 anni a preparare una singola canzone, il budget se ben speso e' tanta roba, Let it go e' incredibile, se non vi piace avete dei problemi,  ma qui son tanti brani con pochi soldi.

Poi  possiamo lamentarci che spesso e' un po uno scimmiottamento, voluto, ma spesso ripetitivo ed eccessivo, del pop anni 80, quando la musica era ancora considerata un messaggio, era ancora un  pilastro della societa' dei giovani (oggi e' forse il mondo game).

La storia, grazie allo sfrondamento da napalm e leggerezza della regia, che non incappa in cialtronate all'italiana, permane coerente, riuscendo a nascondere che manca tantissima roba e la storia ha un bel ritmo. Manca poco, soprattutto in budget (quello tanto) che avrebbe anche potuto allungare i tempi di produzione e le puntate, migliorare le esecuzioni, oltre a rifinire un po di cose, per essere qualcosa di indimenticabile.

Purtroppo i soldi sono uno strumento e qui ne mancavano e sono stati fatti miracoli.

Se venisse ripreso con i budget HBO o disney riuscendo a rispettarne l'innocenza spaccherebbe di brutto.

Con le dovute scontistiche e' eccezionale, non arriva musicalmente a cowboy beebop, ma la varieta'  e le celie fatte al mondo musicale, come di un amante che trova i difetti dell'amata graziosi, sollevano piu' di un sorriso compiaciuto dello spettatore che coglie l'ironia.

Ovviamente, per apprezzarlo, dovete essere fra quelli per i quali la musica era importante, che non era un semplice unz unz da paninaro, ma bellezza.
Dovete credere ad mondo di possibilita' in cui la bellezza, la semplicita' (non da confondere con la stupidita' del semplice) e' un valore assoluto che puo' portare altri valori.
Inoltre dovete credere, almeno durante la visione, che le persone buone ci siano  ancora e siano insospettabili.
Dovete anche arretrare il vostro orologio, pensare a come pensavate.
Insomma dovete essere un po' ingenui e stupidotti per apprezzare questo anime. Non e' per tutti.



Ma ovviamente, come  spesso dice la mia morosa quando vuole prendermi in giro, il fatto che dentro di me abiti una ragazzina 15enne minchiona (e probabilmente lesbica, visto che mi piace la patata) una parte di me non puo' che essere rapito da questo anime.

Sconsigliato a chi ascolta sfera, va in monopattino pensando di essere immortale e crede che comprare qualcosa lo renda migliore.
Sconsigliato anche a chi ha bisogno di cose molto farcite, e' l'equivalente culinario dell'onigiri (sostanzialmente riso bollito o poco piu').
Come ho detto e' molto leggero e semplice, non e' per tutti o per chi vuole lo show.


mercoledì, dicembre 09, 2020

genshin impact e realtà





Faccio un altro post fancaxxaro partendo, come scusa, dalla recensione del “giochino” e vediamo dove arriviamo (sara' lungo, convoluto e noioso, preparatevi)

Ho sempre creduto nei videogame, del resto il coinvolgimento che hai mentre giochi e' molto alto.
Io arrivo dall'atari 2600, che era abbastanza deludente (avendo la possibilita' di provare tutti i giochi importati ne avevo un'idea molto precisa).
Per carita' ci sono ottimi giochi per il 2600, ovviamente con i limiti di un affare con 128byte (si, byte, non GB)  roba da apricancello, che il telecomando dell'auto o del tv oggi ne ha MOLTI di piu'.
Il problema che di fronte ad un'idea vincente, come pacman, tutti i giochi dell'anno erano dei pacman. Quando arrivo' invaders tutti producevano degli invaders, per anni, fino a galaga ieri mattina.
In pratica vi erano 10 giochi, gli altri erano cloni, spesso orrendi.

La stessa cosa e' successa con macchine successive nonostante avrebbero dovuto risolvere tutti i problemi: l'aumento delle performance portava a grafica migliore, giochi piu' lunghi di una schermata come donkey kong, ma alla fine era raro vedere novita'.
Nonostante le varie console erano ormai molto interessanti erano i giochi a non esserlo.
Quei rari ad essere interessanti erano sommersi da mediocrita'.
Oltretutto, come e' capitato a me, molti dopo un po si allontanavano causando il crollo del settore. Ok, era un problema con molte origini, ma se i giochi fossero stati ottimi la storia racconterebbe altro che la carovana di TIR con seppellimento nel deserto nottetempo di 4 milioni di cartucce ancora imballate. Quasi peggio dell'energia eolica.

Del resto non e' mai un problema di performance prestazionali, i migliori giochi raramente usano grandi performance di CPU.
Il perche' e' semplice: io posso migliorare la grafica e farlo “piu' bello” ma se la dinamica di gioco fa pena, fa pena anche se e' bello di grafica. Con la grafica fai fessi quelli di 12 anni al massimo, gli altri vogliono divertirsi
A dimostrazione in un mercato dove fanno i maci con le prestazioni arriva la Wii e fa un botto incredibile perche'... e' divertente. Per non parlare della switch.
Insomma, mentre Xbox 360 e' li a mostrare il numero di core POWER (copiati bassamente dalla sony) e megaflops a tutti, arriva nintendo con all'incirca un quarto di hardware, praticamente una nullita', e la svernicia come vendite.
Oltre che imbarazzante e' istruttivo.
Ma la lezione non e' servita, con PS5, sebbene non mi interessi, sono infiniti i titoli degli articoli sulla cpu, gpu, parappapa', vedi l'attuale ridicola diatriba della PS5 vs  Xbox per un 10% di possibile, ridicola, differenza, non hanno imparato nulla.
E intanto i telefoni stanno prendendo piede, basta che diventi standard un uscita 1080 a 60Hz comoda per attaccarci il TV... e addio xbox dai mille core Zen.

Cosi' il mio interesse sui giochi e' quasi sempre stato casual e raramente ho speso gran soldi sia di HW che di SW per i giochi, almeno dopo i 17/20 anni circa.

Ne ho provati molti e di tanto in tanto ne installo sul PC o sul cello, ma in genere annoiano dopo 15 minuti perche' inutilmente complicati come dinamiche di gioco o troppo limitati o entrambe le cose.
Se devo fare la fatica del simulatore di space shuttle del C64 (ma quanti ca... di tasti ci sono?) per un gioco mi devi dare tanto, ma tanto, in cambio come piacere di gioco.
A quel punto, se devo essere limitato nel gioco senza premio, vado su qualcosa di semplice.
Il successo di quelle schifezza di angry birds (nato vecchio e nato brutto) dovrebbe insegnare che non serve complicare, ma no: robe complicate dalla grafica esagerata e pesante e un plot inesistente sono ancora fra noi.

dei giochi che mi hanno fatto riflettere la prima  che mi sovviene era elite.

Elite era il primo di quelli che oggi definiremmo openworld e dovevi commerciare fra le stelle, centinaia di destinazioni, mentre sfangavi pirati spaziali e, la parte piu' pericolosa e noiosa, cercare di entrare negli hangar satellitari in rotazione.
Il tutto cercando di far quadrare il bilancio, il valore della borsa beni e servizi, il carburante, armi, eccetera.
Devo ancora avere il CD da qualche parte.

E come non ricordare le avventure di Zork 

 


dove girellavi allegro per un openworld o giu' di li, per non parlare della serie infinita di scott adams (dove gratta l'orso e ammazza l'oro era la stessa cosa complicando il mio inglese autodidatta), bella la grafica? Che pretendevi con 3KB di RAM?

Per questo quando arrivo' The hobbit

Woah!

Si, ora fa un po ridere, prova a fare stare tutta la storia dello hobbit a colori in 16KB, poi ne riparliamo.


Altra chicca era simcity

Potete rompere le scatole come volete, ma giocato con un computer con 300KB di ram e uno con 16.000.000KB come il mio attuale  e l'ultima versione del SW non cambia molto. Certo, i palazzi sono piu' carini, le auto non sono puntini e alcune cose sono piu' raffinate. Ma rimane stupendo e insegna molto, da essere obbligatorio alle superiori, altro che il latino.

Il PC, rispetto alle console e' stato superiore, non perché puoi comprare una scheda grafica da 1000E in un PC da 5000E, ma per il motivo, almeno all'epoca, che potevi salvare file belli grossi. Ho sempre odiato dover ricominciare da capo e ci sono dei momenti che uno vuole fermarsi e riprendere, magari dopo 6 mesi. Lo so che ora ci sono modi per salvare anche sulle console, ma e' una cosa relativamente recente se la paragoniamo con gli enormi salvataggi dei PC gia' all'epoca del tempo che fu.
Per questro i giochi su pc erano, per me, piu' interessanti al contrario delle imitazioni  delle coin-up che erano preponderanti sulle console.

Pero' il pc ha dei limiti che si chiamano anticopia. E l'anticopia e' il motivo per il quale solitamente  non compro giochi. Quelle rare volta che ne ho comprato uno, sempre a 2 soldi non certo all'uscita, ha creato problemi piu' grossi del valore del titolo da nuovo.
Ricordo, come massima sxiga,  un titolo che comprai dopo un po di sbava da rivista, poteva essere GTA o qualcosa d'altro di auto. Poteva essere il 2004. Anziche costare 120E era in allegato con una rivista a soli 14E.
MAI PIU'
Non solo ringraziai di avere un backup avendomi sfanxulato windows, ma nella mia configurazione mai ha funzionato poiché avevo un C: piccolo, un DVD che era Y: e, orrore!, windows era installato correttamente e l'admin non era l'utente... In pratica voleva un pc con un solo HDD e doveva servire solo per giocare.
Sto ancora aspettando il rimborso, ma avrei voluto dar fuoco al producer. Per la cronaca uno dei piu' piratati dell'epoca, ma evitati di scaricarlo perche ormai mi era andato sui nervi.

Altro gioco che provai perdendoci un sacco di tempo e' DOOM e derivati. 

 

Parliamoci chiaro, con processori a 16bit e 4MB di ram e senza acceleratori HW e' praticamente un foxxuto miracolo. Arrivo' perche' solo in quel momento vi era abbastanza CPU. Uno dei casi rari dove la birra serve.
In piu' la Id software ti ingolosiva dando il primo, lungo, livello come prova. Certo che gli sparatutto successivi sono migliori, ma non cosi' migliori in rapporto all'HW.
Anche di questo mi piaceva il fatto di andarmene a spasso a caso per cui giocai tutte le versioni di ID che arrivavano.
Giusto per capire quanto fu un successo:
-l'incasso delle vendite del solo Doom II è stato superiore a 100 milioni di dollari. All'epoca una cifra mai vista e se rapportata ad oggi un fracco di soldi.
-Nel 1995 la popolarità era così alta che, secondo una stima, era presente in più computer Doom che Windows 95, nonostante l'enorme campagna pubblicitaria stimata in .8 miliardi di dollari (sufficiente a comprare la produzione annuale di riso mondiale). Il fatto che Schifo 95 non faceva girare doom impensieriva il Bill che pago' un porting (famoso perche' andava bene come windows nonostante Bill ne dicesse una favola).
-ad oggi ci sono decine di migliaia di pc che fanno ancora girare un derivato gratuito del 2003 che potrebbe girare con 256MB di ram che e' Enemy Territory.
E questo mostra inequivocabilmente che la grafica e' relativamente poco importante.
E' piuttosto divertente se non trovate gli antipatici (essendo un multiplayer subite altri utenti). Il fatto che sia tecnologia degli anni 90 non interessa a chi gioca, ma definisce bene che non e' la ram o la definizione a fare di un gioco una cosa divertente.
Certo, con piu' HW e' piu' facile fare qualcosa di nuovo, e' piu' facile realizzare.
Doom e' stato possibile grazie al nuovo HW del 1991-92.  Ma se devo fare la variante di doom nel 2020 su un mostro come la PS4 o 5, con la grafica piu' bella e chiedo 100E forse sto sbagliando qualcosa. Non trovate?

Altro pezzo da 90, che mi fece ridefinire sul cosa e' un videogioco e' stato "monkey island 2; LeChuck's Revenge"


 Se dovete giocarlo, la versione originale con lo scummVM, la riedizione ha piu' pixel, ma e' meno disegnata. La camicia di Guybrush, per esempio, ha gli sbuffi, non e' una camicia cinese di terital come sembra nella versione nuova. Piu' pixel meno arte.

Monkey island permette una certa liberta' al giocatore, per quanto ci siano dei punti nodali, ed e' disegnato con tanta ARTE, musicato con tanta roba eccetera, non te ne accorgi piu' di quel tanto dei limiti. Il tutto con uno schermo di 640x200 +comandi, 16 colori e 1Mb di ram che obbligano a mondi relativamente piccoli. Forse e' il miglior gioco mai realizzato, sicuramente uno dei migliori 10, se teniamo condo che tutto il gioco e' grande come una foto di una reflex del 2010.

Ecco perche' ne rimasi impressionato come si nota da un mio PC e pensai che con un mondo piu' grande, un po piu' di memoria e con un plot piu' complesso avrebbe potuto sostituire il cinema, del resto "the dig" (fantastico e plottato da Spielberg)  ci provava e provatelo se vi capita e' foxxutamente un'opera d'arte onirica. 

Il problema degli adventure, e' del fatto che oggi il peone ti dice che sono facili o banali. Cose che ne ha decretato la sparizione o quasi. 
E' che dovevi farli con un amico o due. Perché non vi era internette dove avevi la soluzione passo passo, ci dovevi arrivare da solo ed era organizzato perche', prima a poi, ci arrivaste. 
Se leggete le soluzioni sembrano facili (chiedi a tizio del pollo tenendo in mano la spada, dopodiche' dai la scaloppina alla strega e' facile, ma il bello e' il viaggio al fatto che ci devi arrivare) e si fanno in 2 ore, noioso come fare la spesa con la lista della mamma, ma se non barate non e' detto che 6 mesi vi bastino. Oggi  si deve, purtroppo, tener conto dei "giocatori replica" da YT, manco sanno leggere la soluzione, e questo e' oggettivamente un problema di game design che non tutti i giochi affrontano, quasi nessuno.

Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe successo se un gameplay tipo monkey island o sam&max si fondesse con elite, o un gioco con una mappa grande, con un pizzico di simcity.

Ovviamente, per via che non compro HW specializzato, sono rimasto un po fuori dagli ultimi anni nei giochi di punta, e completamente fuori dalle console che mi paiono oggi abbastanza inutili/assurde.
Voglio dire hai una cavolo di doppio ryzen 3400G in casa come la playstion5 a non posso usarlo per farci girare GIMP per tagliare le mie foto o OOffice per pagarci le tasse?
Capisco se avessero un HW specializzato, ma questo e' un maledetto PC di fascia medioalta. Perche' se devo far girare RawTherapee devo comprare un secondo PC?
Stesso discorso per i giochi da PC.
Non ho schede grafiche da urlo, ho una vecchia radeon HD 6450 che viene sverniciata da una da 50E attuale e non ho nessuna intenzione di comprare una scheda per giocare, anche se una scheda toga non mi dispiacerebbe per giocarci con i tensori, non certo per un giochino.

Tutto questo per dirvi che il momento e' arrivato, quello che manca e' una lucasart che insegni come fare i plot. Dal punto di vista dell'HW ci siamo, del SW idem.
Manca qualcosa nell'inventiva che lo fa sembrare un affare meccanico.

Scarico sul cellulare di  medda  per ennesimo consiglio di bigG genshin impact per giocherellare un pochino e vengo giu' dal pero: una sberla in pieno viso.

Caxxo e' fantastico!

Mentre tramesco per proiettare lo schermo altrove (no, i vari metodi o non funzionano o fanno pena) perché e' tanta roba, non va certo vanificata su un orrido 5", ma su un 21" almeno, scopro che e' multipiattaforma e puoi passare fra device senza problemi (tranne la PS, ma e' un problema suo).
Medda secca II.
Da quanto vedevo al momento del lancio un affare che andava su cose diverse, tanto diverse, senza fare cose pessime?
Perche simcity per android fa veramente caxare, ingiocabile (come ci siano riusciti a rovinare simcity a me pare follia), doom ha dei porting che sono avvenuti dopo, molto dopo, anche decenni dopo. L'unico che ho visto scalare cosi' e' lo scumm di George Lucas e relativi giochi.

Il mondo di genshin e' grande, non come lo vorrei ma e' un inizio.
La musica e' tanta roba, la cultura dei manga/anime trasuda ed e' in pratica la brutta copia di Sword Art Online, sia come ambientazione che come tanti particolari.
Visto che mi era molto piaciuto l'anime mi sento a casa.
Idem per i personaggi che oltre a SAO si ispirano al mondo anime come movenze che tratti, per esempio da Seins;Gate e tanti altri.
Evidenziando, ancora una volta che la cultura, qualsiasi cultura,  paga e tanto.
Del resto anche al cinema bidoni come Pacific Rim sono una bruttissima copia di brain Powered  del maestro Tomino e fanno soldi, tanti. Studiare gli altri non e' essere inferiori, ma avere piu' frecce al proprio arco.

La storia di genshin corre, anche se ho fatto la prima parte slegato dal gioco in puro gancaxxo, quando ho scoperto come andava giocato e' stata dura sincronizzare, ma per i giocatori piu' abituati ai nodi messi cosi' non e' un problema.

Diciamo che anche se giocato a bassa qualita',  senza il bumping, i riflessi e con cali improvvisi a 6FPS, e' giocabile e godibile decretando che il 90% delle castronerie che leggete sulle nuove console, VGA e simili sono tutte caxxate. Certo che preferirei una scheda nuova, ma non e' un BISOGNO per il 90% del gameplay. 

I combattimenti sono spettacolari ed integrati, come alcune facezie.

Inoltre, essendo "gratuito" non ha anticopia. Certo vi e' la menata del dover essere online, ma non si puo' avere tutto, no?

Troverete molte brutte recensioni sul pagare per gli abbellimenti e la loot box.
Mi dispiace, ma e' relativo.
Certo che andate piu' lenti rispetto a chi caccia il grano, ma al contrario di altri giochi (il 99%) fino a dove sono arrivato (circa il 70%) non e' necessario.
Non e' uno di quei giochi che dopo un primo momento senti l'obbligo di spendere per andare avanti. Obbligo, che in quei giochi,  e' del tipo "o cacci il grano o aspetti 10 giorni", "se non paghi sei una medda" o "se non paghi la paghi".
La loot box qui e' quasi benigna aumentando le probabilita' che 10E non cambino la questione (poi certo che se cacci 50 sacchi un pochino di cose le cambia).
Del resto anche altri successi contemporanei, come fortnite-royal, non danno  performance in cambio di moneta. Fornite e' vecchio e noioso come gameplay, un doom veloce e violento, ma meno spaventoso, ma molto avanti come dove trovare i danari: i giocatori spesso spendono milioni di dollari per mosse di vanto o costumini per il bambolotto-personaggio.

Questo e' un modo, tutto sommato, giusto: non comprendo il fatto di far pagare oltre 100E un gioco, del resto bisogna pagare il gioco e svilupparne uno odierno non e' una passeggiata e i soldi servono. Con il free to play si ritorna allo shareware alla Id: prima provi e poi paghi. Certamente ci sono dei modi piu' gradevoli di "adesso mi dai il grano stroxo altrimenti gli altri giocatori fanno pappa di te" e genshin, almeno fin dove giocato, ti permette con qualche piccolo sbatti di fare a meno del soldo. Secondo me e' pure invogliante.

Ricapitolando: e' un gioco gradevole, sostanzialmente gratis, bello e curato, un vero piacere di gioco libero da blocchi inutili e prefigurante il futuro.
Assolutamente consigliato su pc
, se poi volete usarlo su di un cello vi perdete molta dell'ariosita' del mondo sintetico per via del piccolo display ma incredibilmente identico.
Il download e' enorme, ma non e' ipotizzabile il contrario.

Genshin, inoltre, e' il primo gioco cinese di alto livello che vedo ed e' fatto maledettamente bene ed e' maledettamente elegante e acculturato di manga, anime e dinamiche di gioco.
Questo pero' vuol dire che la Cina sta imparando e acculturandosi.
Se non avete paura siete stolti.

In italia quando vai in banca per comprare un macchinario il banchiere di medda ti chiede perche non hai comprato il capannone (true story).
Per MPS si prestano soldi solo per il mattone.
Il problema che non sono preparati per le "aziende", ma sono dei tizi che hanno studiato il latino a sQuola e non sanno cosa sia un plotter laser a cosa serve e cosa puo' significare.
Ti danno soldi per il capannone, del resto i romani sapevano cosa era una costruzione e in latino "plotter laser" e' un insulto, del resto, quelli che usavano il latino, era gente che metteva il pure' di interiora di pesce andato a male persino nel vino.
Cosi' oggi abbiamo tanti capannoni con il mutuo consigliato dai commercialisti che hanno fatto il liceo. Capannoni che sono vuoti non avendo comprato i macchinari per competere e mentre stanno diventando sofferenze per le banche (che pagheranno gli italiani come dimostrano i 20 miliardi a MPS e altrettanti per altre facezie). Capannoni vuoti in attesa di un inutile pignoramento che pagano l'IMU: oltre il danno la beffa.

In cina evidentemente se vai in banca a chiedere 100.000.000$ per sviluppare un "giochino" trovi qualcuno che ci scommette sopra. Per questi livelli e' il livello minimo di danaro per combinare qualcosa. Pensate solo a che razza di stuolo di persone ha disegnato le citta' gli impiegati del creatore sono 1500, con l'indotto e' lecito pensare che un gioco del genere dia lavoro a 2000-2500 persone. 

Mentre in Cina trovi compositori, disegnatori di manga che fanno questa roba immensa da noi e' difficile trovare un designer che sa usare autocad per bene, o e' raro trovare una tagliatrice che sappia usare un CAD per lo sviluppo taglie (e spesso e' millantato credito qundo ne trovi). Cultura che le sQuole non danno.
Del resto le ns aziende con pochi fondi, fra banche inette e stato famelico, con dirigenti a propulsione di latino come piace al Franceschini non potrebbero mai realizzare un "giochino" come questo.

Il risultato di questo affare e' che dopo aver speso 100 milioni per farlo ne hanno incassati 400.000.000$ in 2 mesi.
Capiamo che mancando la distribuzione fisica, il postvendita eccetera sono praticamente guadagni?
Quale azienda ha un guadagno pretasse e senza calcolare gli interessi da 1:4 in 2 mesi, forse 1:8 in un anno?
No, non parlo di droga e prostituzione, parlo di vendere cultura.

Nuovo slato pindarico, la cosa che questo gioco ci insegna, oltre al fatto che in Cina stanno per farci le scarpe e che noi italiani siamo ignoranti, e' che nel mondo siamo pronti per un salto culturale.

Quando arrivarono i giornali entrarono in competizione con tante cose: urlatori e libri principalmente.

Quando arrivo' la radio entro' in competizione con tante cose: urlatori, teatro, libri, cinema e giornali.
Del resto quelli che oggi chiamiamo serial nascono in radio, come le soap, ma anche altro e raccontavano cose. Del resto le lunghe storie da poco a piccoli brani giornalieri erano un classico sui giornali come dimostrano i tre moschettieri. E il cinema non ne soffri' troppo.

Quando arrivo' la TV entro' in competizione con tante cose:  radio, teatro, libri, giornali e cinema. Gli urlatori, il teatro di strada e simili erano gia' defunti o quasi.
La tv regno' a lungo zappando cadaveri. 

Arrivo' internet con i browser, ma, quando non era che televisione sotto nuove spoglie, era in competizione solo con certe cose, come le notizie. Ovviamente uccise parecchio.

Ora siamo forse su un nuovo crinale con i videogiochi.
i videogiochi gia' oggi sono una realta' importante della nostra vita, il fatturato dell'industria mondiale dei giochi e' 152 miliardi di dollari.
Il valore, giusto per avere un'idea, e' la somma di tutta l'industria musicale, cinematografica in casa e in home video (passaggi tv di film, DVD e noleggio).
La musica incassa  9 miliardi  che e' alta grazie ai nuovi canali di vendita che erano odiati dai discografici. 
Quella cinematografica 45 nel box office con 170mila schermi, e 48 nell'home video, ovvero noleggio, DVD, e passaggi in TV.

Di fatto i videogiochi hanno gia' asfaltato i media precedenti e' piuttosto chiaro, dopotutto chi gioca non sta leggendo, ascoltando la radio o guardando un film. Perche', ricordiamo, per ogni biglietto da 10E per andare al cinema oggi ci sono 30 euro spesi nei videogiochi e la forbice si aprira' sempre di piu'.

Capiamo subito che se la musica e' arte, e nessuno lo nega (certo ci sarebbero da fare dei distinguo...), il cinema e' arte, non capisco perché i giochi non siano arte.
"The Dig" lo e' di certo, molto piu' di quel bidone di "2001 odissea nello spazio" tanto osannato. Del resto Spielberg e' meno segaiolo di Kubrick. Certo che the Dig e' vecchio, come quando mostri alla tua ragazza che ha la meta' dei tuoi anni guerre stellari e ti dice "tutto qui?", ma e' ovvio che sia una pietra miliare.

Proviamo solo ad immaginare un gioco come questo genshin, con questa grafica e possibilita', non certo del 1995, se fosse plottato diversamente. Manca poco per far 31. Si tratta di un'idea, non un substrato tecnologico.

Cosa differenzierebbe il cinema, o la tv, se un gioco come genshin avesse anche un trama e uno svolgimento di questa piu' fluida e piu' integrata nella giocabilita' o un Bandersnatch di netflix avesse la liberta' del mondo di questi giochi anziche essere legnoso peggio di Dragon's Lair (non a caso il riproduttore per usare netflix e' in pratica una console del vecchio gioco, ma piu' potente)?

Non e' un problema di HW o SW, ripeto, ormai ci siamo e le risorse che tutti hanno a disposizione sono abbondantemente sufficienti. E' un problema di reinventare il come viene raccontata la storia.
A quel punto ci sara' una nuova rivoluzione dei costumi e i film e la tv, beh, se la vedranno molto male.

Ovviamente dobbiamo parlare di italietta, ormai un mio chiodo fisso.

Mentre all'estero studiano musica, programmazione e videogiochi, partendo dalle medie, noi pensiamo che un programmatore debba fare il liceo e non usare un computer manco per sbaglio fino alla maggiore eta'. Ancora nel 2019 ho beccato un 30nne laureato che non sapeva usare un foglio elettronico (no, non serve per quello che lo usi).
La ns produttivita' precipita, d'altronde i migliori (fuga di 40.000 laureati all'anno verso l'estero) si rifiutano di essere pagati 1500E al mese se altrove ne prendono 5000. Contemporaneamente importiamo milioni di persone senza istruzione (poverini...). Il tutto pagando amici che votano anche se non sanno fare un caxxo.
Continuare a proteggere i meno dotati dai piu' dotati caccia dall'italia i migliori creando buchi di bilancio immani che vengono presi dalle tasche dei piu' dotati (chiamati bizzarramente piu' fortunati perche' si sono fatti un rame cosi'). 

Il risultato e' una marea di aziende microbiche sotto le 10 persone (altrimenti ci sono altri oneri) che non ha soldi da investire e banche incapaci.

E' chiaro perche genshin impact non possa nascere in italia: serve capacita', cultura, banche, soldi, stato, istruzione e aziende che possano avere piu' di 10 persone senza incorrere in problemi.

Dopo aver perso il tram del rock, quello dei cartoni, quello dei film e quello dei telefilm avevamo l'opportunità di entrare in un'industria culturale nascente e indovina? Abbiamo appena perso anche questo tram.

Pero' Franceschini ha detto che fara' la netflix italiana!
Evidentemente trasmettera' solo Bud con Terence e qualche penosita' come fantozzi e vanzina. Franceschini non ha cultura.

Voi che ne pensate, sempre che abbiate sopportato questo immenso sproloquio, dei 20 argomenti contortamente legati?