mercoledì, dicembre 09, 2020

genshin impact e realtà





Faccio un altro post fancaxxaro partendo, come scusa, dalla recensione del “giochino” e vediamo dove arriviamo (sara' lungo, convoluto e noioso, preparatevi)

Ho sempre creduto nei videogame, del resto il coinvolgimento che hai mentre giochi e' molto alto.
Io arrivo dall'atari 2600, che era abbastanza deludente (avendo la possibilita' di provare tutti i giochi importati ne avevo un'idea molto precisa).
Per carita' ci sono ottimi giochi per il 2600, ovviamente con i limiti di un affare con 128byte (si, byte, non GB)  roba da apricancello, che il telecomando dell'auto o del tv oggi ne ha MOLTI di piu'.
Il problema che di fronte ad un'idea vincente, come pacman, tutti i giochi dell'anno erano dei pacman. Quando arrivo' invaders tutti producevano degli invaders, per anni, fino a galaga ieri mattina.
In pratica vi erano 10 giochi, gli altri erano cloni, spesso orrendi.

La stessa cosa e' successa con macchine successive nonostante avrebbero dovuto risolvere tutti i problemi: l'aumento delle performance portava a grafica migliore, giochi piu' lunghi di una schermata come donkey kong, ma alla fine era raro vedere novita'.
Nonostante le varie console erano ormai molto interessanti erano i giochi a non esserlo.
Quei rari ad essere interessanti erano sommersi da mediocrita'.
Oltretutto, come e' capitato a me, molti dopo un po si allontanavano causando il crollo del settore. Ok, era un problema con molte origini, ma se i giochi fossero stati ottimi la storia racconterebbe altro che la carovana di TIR con seppellimento nel deserto nottetempo di 4 milioni di cartucce ancora imballate. Quasi peggio dell'energia eolica.

Del resto non e' mai un problema di performance prestazionali, i migliori giochi raramente usano grandi performance di CPU.
Il perche' e' semplice: io posso migliorare la grafica e farlo “piu' bello” ma se la dinamica di gioco fa pena, fa pena anche se e' bello di grafica. Con la grafica fai fessi quelli di 12 anni al massimo, gli altri vogliono divertirsi
A dimostrazione in un mercato dove fanno i maci con le prestazioni arriva la Wii e fa un botto incredibile perche'... e' divertente. Per non parlare della switch.
Insomma, mentre Xbox 360 e' li a mostrare il numero di core POWER (copiati bassamente dalla sony) e megaflops a tutti, arriva nintendo con all'incirca un quarto di hardware, praticamente una nullita', e la svernicia come vendite.
Oltre che imbarazzante e' istruttivo.
Ma la lezione non e' servita, con PS5, sebbene non mi interessi, sono infiniti i titoli degli articoli sulla cpu, gpu, parappapa', vedi l'attuale ridicola diatriba della PS5 vs  Xbox per un 10% di possibile, ridicola, differenza, non hanno imparato nulla.
E intanto i telefoni stanno prendendo piede, basta che diventi standard un uscita 1080 a 60Hz comoda per attaccarci il TV... e addio xbox dai mille core Zen.

Cosi' il mio interesse sui giochi e' quasi sempre stato casual e raramente ho speso gran soldi sia di HW che di SW per i giochi, almeno dopo i 17/20 anni circa.

Ne ho provati molti e di tanto in tanto ne installo sul PC o sul cello, ma in genere annoiano dopo 15 minuti perche' inutilmente complicati come dinamiche di gioco o troppo limitati o entrambe le cose.
Se devo fare la fatica del simulatore di space shuttle del C64 (ma quanti ca... di tasti ci sono?) per un gioco mi devi dare tanto, ma tanto, in cambio come piacere di gioco.
A quel punto, se devo essere limitato nel gioco senza premio, vado su qualcosa di semplice.
Il successo di quelle schifezza di angry birds (nato vecchio e nato brutto) dovrebbe insegnare che non serve complicare, ma no: robe complicate dalla grafica esagerata e pesante e un plot inesistente sono ancora fra noi.

dei giochi che mi hanno fatto riflettere la prima  che mi sovviene era elite.

Elite era il primo di quelli che oggi definiremmo openworld e dovevi commerciare fra le stelle, centinaia di destinazioni, mentre sfangavi pirati spaziali e, la parte piu' pericolosa e noiosa, cercare di entrare negli hangar satellitari in rotazione.
Il tutto cercando di far quadrare il bilancio, il valore della borsa beni e servizi, il carburante, armi, eccetera.
Devo ancora avere il CD da qualche parte.

E come non ricordare le avventure di Zork 

 


dove girellavi allegro per un openworld o giu' di li, per non parlare della serie infinita di scott adams (dove gratta l'orso e ammazza l'oro era la stessa cosa complicando il mio inglese autodidatta), bella la grafica? Che pretendevi con 3KB di RAM?

Per questo quando arrivo' The hobbit

Woah!

Si, ora fa un po ridere, prova a fare stare tutta la storia dello hobbit a colori in 16KB, poi ne riparliamo.


Altra chicca era simcity

Potete rompere le scatole come volete, ma giocato con un computer con 300KB di ram e uno con 16.000.000KB come il mio attuale  e l'ultima versione del SW non cambia molto. Certo, i palazzi sono piu' carini, le auto non sono puntini e alcune cose sono piu' raffinate. Ma rimane stupendo e insegna molto, da essere obbligatorio alle superiori, altro che il latino.

Il PC, rispetto alle console e' stato superiore, non perché puoi comprare una scheda grafica da 1000E in un PC da 5000E, ma per il motivo, almeno all'epoca, che potevi salvare file belli grossi. Ho sempre odiato dover ricominciare da capo e ci sono dei momenti che uno vuole fermarsi e riprendere, magari dopo 6 mesi. Lo so che ora ci sono modi per salvare anche sulle console, ma e' una cosa relativamente recente se la paragoniamo con gli enormi salvataggi dei PC gia' all'epoca del tempo che fu.
Per questro i giochi su pc erano, per me, piu' interessanti al contrario delle imitazioni  delle coin-up che erano preponderanti sulle console.

Pero' il pc ha dei limiti che si chiamano anticopia. E l'anticopia e' il motivo per il quale solitamente  non compro giochi. Quelle rare volta che ne ho comprato uno, sempre a 2 soldi non certo all'uscita, ha creato problemi piu' grossi del valore del titolo da nuovo.
Ricordo, come massima sxiga,  un titolo che comprai dopo un po di sbava da rivista, poteva essere GTA o qualcosa d'altro di auto. Poteva essere il 2004. Anziche costare 120E era in allegato con una rivista a soli 14E.
MAI PIU'
Non solo ringraziai di avere un backup avendomi sfanxulato windows, ma nella mia configurazione mai ha funzionato poiché avevo un C: piccolo, un DVD che era Y: e, orrore!, windows era installato correttamente e l'admin non era l'utente... In pratica voleva un pc con un solo HDD e doveva servire solo per giocare.
Sto ancora aspettando il rimborso, ma avrei voluto dar fuoco al producer. Per la cronaca uno dei piu' piratati dell'epoca, ma evitati di scaricarlo perche ormai mi era andato sui nervi.

Altro gioco che provai perdendoci un sacco di tempo e' DOOM e derivati. 

 

Parliamoci chiaro, con processori a 16bit e 4MB di ram e senza acceleratori HW e' praticamente un foxxuto miracolo. Arrivo' perche' solo in quel momento vi era abbastanza CPU. Uno dei casi rari dove la birra serve.
In piu' la Id software ti ingolosiva dando il primo, lungo, livello come prova. Certo che gli sparatutto successivi sono migliori, ma non cosi' migliori in rapporto all'HW.
Anche di questo mi piaceva il fatto di andarmene a spasso a caso per cui giocai tutte le versioni di ID che arrivavano.
Giusto per capire quanto fu un successo:
-l'incasso delle vendite del solo Doom II è stato superiore a 100 milioni di dollari. All'epoca una cifra mai vista e se rapportata ad oggi un fracco di soldi.
-Nel 1995 la popolarità era così alta che, secondo una stima, era presente in più computer Doom che Windows 95, nonostante l'enorme campagna pubblicitaria stimata in .8 miliardi di dollari (sufficiente a comprare la produzione annuale di riso mondiale). Il fatto che Schifo 95 non faceva girare doom impensieriva il Bill che pago' un porting (famoso perche' andava bene come windows nonostante Bill ne dicesse una favola).
-ad oggi ci sono decine di migliaia di pc che fanno ancora girare un derivato gratuito del 2003 che potrebbe girare con 256MB di ram che e' Enemy Territory.
E questo mostra inequivocabilmente che la grafica e' relativamente poco importante.
E' piuttosto divertente se non trovate gli antipatici (essendo un multiplayer subite altri utenti). Il fatto che sia tecnologia degli anni 90 non interessa a chi gioca, ma definisce bene che non e' la ram o la definizione a fare di un gioco una cosa divertente.
Certo, con piu' HW e' piu' facile fare qualcosa di nuovo, e' piu' facile realizzare.
Doom e' stato possibile grazie al nuovo HW del 1991-92.  Ma se devo fare la variante di doom nel 2020 su un mostro come la PS4 o 5, con la grafica piu' bella e chiedo 100E forse sto sbagliando qualcosa. Non trovate?

Altro pezzo da 90, che mi fece ridefinire sul cosa e' un videogioco e' stato "monkey island 2; LeChuck's Revenge"


 Se dovete giocarlo, la versione originale con lo scummVM, la riedizione ha piu' pixel, ma e' meno disegnata. La camicia di Guybrush, per esempio, ha gli sbuffi, non e' una camicia cinese di terital come sembra nella versione nuova. Piu' pixel meno arte.

Monkey island permette una certa liberta' al giocatore, per quanto ci siano dei punti nodali, ed e' disegnato con tanta ARTE, musicato con tanta roba eccetera, non te ne accorgi piu' di quel tanto dei limiti. Il tutto con uno schermo di 640x200 +comandi, 16 colori e 1Mb di ram che obbligano a mondi relativamente piccoli. Forse e' il miglior gioco mai realizzato, sicuramente uno dei migliori 10, se teniamo condo che tutto il gioco e' grande come una foto di una reflex del 2010.

Ecco perche' ne rimasi impressionato come si nota da un mio PC e pensai che con un mondo piu' grande, un po piu' di memoria e con un plot piu' complesso avrebbe potuto sostituire il cinema, del resto "the dig" (fantastico e plottato da Spielberg)  ci provava e provatelo se vi capita e' foxxutamente un'opera d'arte onirica. 

Il problema degli adventure, e' del fatto che oggi il peone ti dice che sono facili o banali. Cose che ne ha decretato la sparizione o quasi. 
E' che dovevi farli con un amico o due. Perché non vi era internette dove avevi la soluzione passo passo, ci dovevi arrivare da solo ed era organizzato perche', prima a poi, ci arrivaste. 
Se leggete le soluzioni sembrano facili (chiedi a tizio del pollo tenendo in mano la spada, dopodiche' dai la scaloppina alla strega e' facile, ma il bello e' il viaggio al fatto che ci devi arrivare) e si fanno in 2 ore, noioso come fare la spesa con la lista della mamma, ma se non barate non e' detto che 6 mesi vi bastino. Oggi  si deve, purtroppo, tener conto dei "giocatori replica" da YT, manco sanno leggere la soluzione, e questo e' oggettivamente un problema di game design che non tutti i giochi affrontano, quasi nessuno.

Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe successo se un gameplay tipo monkey island o sam&max si fondesse con elite, o un gioco con una mappa grande, con un pizzico di simcity.

Ovviamente, per via che non compro HW specializzato, sono rimasto un po fuori dagli ultimi anni nei giochi di punta, e completamente fuori dalle console che mi paiono oggi abbastanza inutili/assurde.
Voglio dire hai una cavolo di doppio ryzen 3400G in casa come la playstion5 a non posso usarlo per farci girare GIMP per tagliare le mie foto o OOffice per pagarci le tasse?
Capisco se avessero un HW specializzato, ma questo e' un maledetto PC di fascia medioalta. Perche' se devo far girare RawTherapee devo comprare un secondo PC?
Stesso discorso per i giochi da PC.
Non ho schede grafiche da urlo, ho una vecchia radeon HD 6450 che viene sverniciata da una da 50E attuale e non ho nessuna intenzione di comprare una scheda per giocare, anche se una scheda toga non mi dispiacerebbe per giocarci con i tensori, non certo per un giochino.

Tutto questo per dirvi che il momento e' arrivato, quello che manca e' una lucasart che insegni come fare i plot. Dal punto di vista dell'HW ci siamo, del SW idem.
Manca qualcosa nell'inventiva che lo fa sembrare un affare meccanico.

Scarico sul cellulare di  medda  per ennesimo consiglio di bigG genshin impact per giocherellare un pochino e vengo giu' dal pero: una sberla in pieno viso.

Caxxo e' fantastico!

Mentre tramesco per proiettare lo schermo altrove (no, i vari metodi o non funzionano o fanno pena) perché e' tanta roba, non va certo vanificata su un orrido 5", ma su un 21" almeno, scopro che e' multipiattaforma e puoi passare fra device senza problemi (tranne la PS, ma e' un problema suo).
Medda secca II.
Da quanto vedevo al momento del lancio un affare che andava su cose diverse, tanto diverse, senza fare cose pessime?
Perche simcity per android fa veramente caxare, ingiocabile (come ci siano riusciti a rovinare simcity a me pare follia), doom ha dei porting che sono avvenuti dopo, molto dopo, anche decenni dopo. L'unico che ho visto scalare cosi' e' lo scumm di George Lucas e relativi giochi.

Il mondo di genshin e' grande, non come lo vorrei ma e' un inizio.
La musica e' tanta roba, la cultura dei manga/anime trasuda ed e' in pratica la brutta copia di Sword Art Online, sia come ambientazione che come tanti particolari.
Visto che mi era molto piaciuto l'anime mi sento a casa.
Idem per i personaggi che oltre a SAO si ispirano al mondo anime come movenze che tratti, per esempio da Seins;Gate e tanti altri.
Evidenziando, ancora una volta che la cultura, qualsiasi cultura,  paga e tanto.
Del resto anche al cinema bidoni come Pacific Rim sono una bruttissima copia di brain Powered  del maestro Tomino e fanno soldi, tanti. Studiare gli altri non e' essere inferiori, ma avere piu' frecce al proprio arco.

La storia di genshin corre, anche se ho fatto la prima parte slegato dal gioco in puro gancaxxo, quando ho scoperto come andava giocato e' stata dura sincronizzare, ma per i giocatori piu' abituati ai nodi messi cosi' non e' un problema.

Diciamo che anche se giocato a bassa qualita',  senza il bumping, i riflessi e con cali improvvisi a 6FPS, e' giocabile e godibile decretando che il 90% delle castronerie che leggete sulle nuove console, VGA e simili sono tutte caxxate. Certo che preferirei una scheda nuova, ma non e' un BISOGNO per il 90% del gameplay. 

I combattimenti sono spettacolari ed integrati, come alcune facezie.

Inoltre, essendo "gratuito" non ha anticopia. Certo vi e' la menata del dover essere online, ma non si puo' avere tutto, no?

Troverete molte brutte recensioni sul pagare per gli abbellimenti e la loot box.
Mi dispiace, ma e' relativo.
Certo che andate piu' lenti rispetto a chi caccia il grano, ma al contrario di altri giochi (il 99%) fino a dove sono arrivato (circa il 70%) non e' necessario.
Non e' uno di quei giochi che dopo un primo momento senti l'obbligo di spendere per andare avanti. Obbligo, che in quei giochi,  e' del tipo "o cacci il grano o aspetti 10 giorni", "se non paghi sei una medda" o "se non paghi la paghi".
La loot box qui e' quasi benigna aumentando le probabilita' che 10E non cambino la questione (poi certo che se cacci 50 sacchi un pochino di cose le cambia).
Del resto anche altri successi contemporanei, come fortnite-royal, non danno  performance in cambio di moneta. Fornite e' vecchio e noioso come gameplay, un doom veloce e violento, ma meno spaventoso, ma molto avanti come dove trovare i danari: i giocatori spesso spendono milioni di dollari per mosse di vanto o costumini per il bambolotto-personaggio.

Questo e' un modo, tutto sommato, giusto: non comprendo il fatto di far pagare oltre 100E un gioco, del resto bisogna pagare il gioco e svilupparne uno odierno non e' una passeggiata e i soldi servono. Con il free to play si ritorna allo shareware alla Id: prima provi e poi paghi. Certamente ci sono dei modi piu' gradevoli di "adesso mi dai il grano stroxo altrimenti gli altri giocatori fanno pappa di te" e genshin, almeno fin dove giocato, ti permette con qualche piccolo sbatti di fare a meno del soldo. Secondo me e' pure invogliante.

Ricapitolando: e' un gioco gradevole, sostanzialmente gratis, bello e curato, un vero piacere di gioco libero da blocchi inutili e prefigurante il futuro.
Assolutamente consigliato su pc
, se poi volete usarlo su di un cello vi perdete molta dell'ariosita' del mondo sintetico per via del piccolo display ma incredibilmente identico.
Il download e' enorme, ma non e' ipotizzabile il contrario.

Genshin, inoltre, e' il primo gioco cinese di alto livello che vedo ed e' fatto maledettamente bene ed e' maledettamente elegante e acculturato di manga, anime e dinamiche di gioco.
Questo pero' vuol dire che la Cina sta imparando e acculturandosi.
Se non avete paura siete stolti.

In italia quando vai in banca per comprare un macchinario il banchiere di medda ti chiede perche non hai comprato il capannone (true story).
Per MPS si prestano soldi solo per il mattone.
Il problema che non sono preparati per le "aziende", ma sono dei tizi che hanno studiato il latino a sQuola e non sanno cosa sia un plotter laser a cosa serve e cosa puo' significare.
Ti danno soldi per il capannone, del resto i romani sapevano cosa era una costruzione e in latino "plotter laser" e' un insulto, del resto, quelli che usavano il latino, era gente che metteva il pure' di interiora di pesce andato a male persino nel vino.
Cosi' oggi abbiamo tanti capannoni con il mutuo consigliato dai commercialisti che hanno fatto il liceo. Capannoni che sono vuoti non avendo comprato i macchinari per competere e mentre stanno diventando sofferenze per le banche (che pagheranno gli italiani come dimostrano i 20 miliardi a MPS e altrettanti per altre facezie). Capannoni vuoti in attesa di un inutile pignoramento che pagano l'IMU: oltre il danno la beffa.

In cina evidentemente se vai in banca a chiedere 100.000.000$ per sviluppare un "giochino" trovi qualcuno che ci scommette sopra. Per questi livelli e' il livello minimo di danaro per combinare qualcosa. Pensate solo a che razza di stuolo di persone ha disegnato le citta' gli impiegati del creatore sono 1500, con l'indotto e' lecito pensare che un gioco del genere dia lavoro a 2000-2500 persone. 

Mentre in Cina trovi compositori, disegnatori di manga che fanno questa roba immensa da noi e' difficile trovare un designer che sa usare autocad per bene, o e' raro trovare una tagliatrice che sappia usare un CAD per lo sviluppo taglie (e spesso e' millantato credito qundo ne trovi). Cultura che le sQuole non danno.
Del resto le ns aziende con pochi fondi, fra banche inette e stato famelico, con dirigenti a propulsione di latino come piace al Franceschini non potrebbero mai realizzare un "giochino" come questo.

Il risultato di questo affare e' che dopo aver speso 100 milioni per farlo ne hanno incassati 400.000.000$ in 2 mesi.
Capiamo che mancando la distribuzione fisica, il postvendita eccetera sono praticamente guadagni?
Quale azienda ha un guadagno pretasse e senza calcolare gli interessi da 1:4 in 2 mesi, forse 1:8 in un anno?
No, non parlo di droga e prostituzione, parlo di vendere cultura.

Nuovo slato pindarico, la cosa che questo gioco ci insegna, oltre al fatto che in Cina stanno per farci le scarpe e che noi italiani siamo ignoranti, e' che nel mondo siamo pronti per un salto culturale.

Quando arrivarono i giornali entrarono in competizione con tante cose: urlatori e libri principalmente.

Quando arrivo' la radio entro' in competizione con tante cose: urlatori, teatro, libri, cinema e giornali.
Del resto quelli che oggi chiamiamo serial nascono in radio, come le soap, ma anche altro e raccontavano cose. Del resto le lunghe storie da poco a piccoli brani giornalieri erano un classico sui giornali come dimostrano i tre moschettieri. E il cinema non ne soffri' troppo.

Quando arrivo' la TV entro' in competizione con tante cose:  radio, teatro, libri, giornali e cinema. Gli urlatori, il teatro di strada e simili erano gia' defunti o quasi.
La tv regno' a lungo zappando cadaveri. 

Arrivo' internet con i browser, ma, quando non era che televisione sotto nuove spoglie, era in competizione solo con certe cose, come le notizie. Ovviamente uccise parecchio.

Ora siamo forse su un nuovo crinale con i videogiochi.
i videogiochi gia' oggi sono una realta' importante della nostra vita, il fatturato dell'industria mondiale dei giochi e' 152 miliardi di dollari.
Il valore, giusto per avere un'idea, e' la somma di tutta l'industria musicale, cinematografica in casa e in home video (passaggi tv di film, DVD e noleggio).
La musica incassa  9 miliardi  che e' alta grazie ai nuovi canali di vendita che erano odiati dai discografici. 
Quella cinematografica 45 nel box office con 170mila schermi, e 48 nell'home video, ovvero noleggio, DVD, e passaggi in TV.

Di fatto i videogiochi hanno gia' asfaltato i media precedenti e' piuttosto chiaro, dopotutto chi gioca non sta leggendo, ascoltando la radio o guardando un film. Perche', ricordiamo, per ogni biglietto da 10E per andare al cinema oggi ci sono 30 euro spesi nei videogiochi e la forbice si aprira' sempre di piu'.

Capiamo subito che se la musica e' arte, e nessuno lo nega (certo ci sarebbero da fare dei distinguo...), il cinema e' arte, non capisco perché i giochi non siano arte.
"The Dig" lo e' di certo, molto piu' di quel bidone di "2001 odissea nello spazio" tanto osannato. Del resto Spielberg e' meno segaiolo di Kubrick. Certo che the Dig e' vecchio, come quando mostri alla tua ragazza che ha la meta' dei tuoi anni guerre stellari e ti dice "tutto qui?", ma e' ovvio che sia una pietra miliare.

Proviamo solo ad immaginare un gioco come questo genshin, con questa grafica e possibilita', non certo del 1995, se fosse plottato diversamente. Manca poco per far 31. Si tratta di un'idea, non un substrato tecnologico.

Cosa differenzierebbe il cinema, o la tv, se un gioco come genshin avesse anche un trama e uno svolgimento di questa piu' fluida e piu' integrata nella giocabilita' o un Bandersnatch di netflix avesse la liberta' del mondo di questi giochi anziche essere legnoso peggio di Dragon's Lair (non a caso il riproduttore per usare netflix e' in pratica una console del vecchio gioco, ma piu' potente)?

Non e' un problema di HW o SW, ripeto, ormai ci siamo e le risorse che tutti hanno a disposizione sono abbondantemente sufficienti. E' un problema di reinventare il come viene raccontata la storia.
A quel punto ci sara' una nuova rivoluzione dei costumi e i film e la tv, beh, se la vedranno molto male.

Ovviamente dobbiamo parlare di italietta, ormai un mio chiodo fisso.

Mentre all'estero studiano musica, programmazione e videogiochi, partendo dalle medie, noi pensiamo che un programmatore debba fare il liceo e non usare un computer manco per sbaglio fino alla maggiore eta'. Ancora nel 2019 ho beccato un 30nne laureato che non sapeva usare un foglio elettronico (no, non serve per quello che lo usi).
La ns produttivita' precipita, d'altronde i migliori (fuga di 40.000 laureati all'anno verso l'estero) si rifiutano di essere pagati 1500E al mese se altrove ne prendono 5000. Contemporaneamente importiamo milioni di persone senza istruzione (poverini...). Il tutto pagando amici che votano anche se non sanno fare un caxxo.
Continuare a proteggere i meno dotati dai piu' dotati caccia dall'italia i migliori creando buchi di bilancio immani che vengono presi dalle tasche dei piu' dotati (chiamati bizzarramente piu' fortunati perche' si sono fatti un rame cosi'). 

Il risultato e' una marea di aziende microbiche sotto le 10 persone (altrimenti ci sono altri oneri) che non ha soldi da investire e banche incapaci.

E' chiaro perche genshin impact non possa nascere in italia: serve capacita', cultura, banche, soldi, stato, istruzione e aziende che possano avere piu' di 10 persone senza incorrere in problemi.

Dopo aver perso il tram del rock, quello dei cartoni, quello dei film e quello dei telefilm avevamo l'opportunità di entrare in un'industria culturale nascente e indovina? Abbiamo appena perso anche questo tram.

Pero' Franceschini ha detto che fara' la netflix italiana!
Evidentemente trasmettera' solo Bud con Terence e qualche penosita' come fantozzi e vanzina. Franceschini non ha cultura.

Voi che ne pensate, sempre che abbiate sopportato questo immenso sproloquio, dei 20 argomenti contortamente legati?

25 commenti:

zoomx ha detto...

Proprio il fatto che non si poteva salvare mi ha tenuto lontano dalle console per decenni e mi ci sono avvicinato solo a causa della prole. E proprio con la roba Nintendo, Wii e DS.
Come giustamente scivi se ci si impegna è possibile realizzare giochi che non occupino Gb, basta vedere che cosa riesce a fare un gioco/demo come .kkrieger (scritto così con tanto di punto iniziale) in meno di 100k
Enemy Territory non è un derivato di Doom ma di Wolfenstein che invece era l'evoluzione di Wolfenstein 3D.

Io dai giochi in mondi 3D mi sarei aspettato una evoluzione nell'interazione e invece ho visto una spettacolare evoluzione nella grafica per cui se sono in una stanza gli oggetti li vedo benissimo con le ombre simulate bene e oggi persino con le luci calcolate in raytracing ma l'interazione è uguale a quella di 20 anni fa. Sono in un FPS ho l'esplosivo ma se non ho la chiave la porta non la apro, né con l'esplosivo né con il bazooka. Né posso sfondare un muro.



Esistono anche giochi sviluppati in Italia, non sono moltissimi, non hanno avuto molta fortuna ma ci sono.

Stefano ha detto...

...Che finalmente qualcuno ha deciso di cassare dal liceo Scientifico il latino inventandosi il Liceo Scientifico Scienze Applicate sostituendolo al latino l'Informatica.

OOOORRRRRROOOORRRRRREEEEEE!!!!

Urlato a squarciagola da tutti i proffi a cui i genitori hanno imposto il liceo classico come loro lo impongono ai figli (un po' come quando un padre mena il figlio poi il figlio menera' i suoi).
E tutti a dire che comunque il latino da' una forma mentale e logica per capire matematica e fisica e serve semprecomunquelostesso e Scienze applicate e' uno snaturare lo studio...

L'Italia e' culturalmente morta. Seppellita dai suoi cadaveri. I giovani si stanno sforzando, la resistenza delle vecchie generazioni ignoranti e' inesorabile (ne ho la prova confrontandomi con tantissimi dirigenti scolastici), che sembra vogliano condannare le nuove generazioni a subire le stesse umilianti e deludenti scelte a cui loro sono stati obbligati (o hanno scelto per errore) a ripetere i propri errori per dimostrare, forse a se stessi, che era invece la strada giusta, oppure per semplice vendetta.

E' dura per un padre far scegliere a un figlio a cui hanno magnificato la cultura classica, l'arte, il disegno (facendogli credere che un giorno sara' un novello Picasso o un famosi Manara per aver disegnato quattro manga su un foglio), dove proffi delusi e umiliati dalla vita (perche' nella scuola dell'obbligo sono davvero cosi' e onore a chi riesce a trovare soddisfazione nel proprio lavoro, perche' di dane' neanche l'ombra) spingono a ripetere le loro scelte scellerate, una difficile e complessa scuola tecnico-scientifica mentre alcuni docenti spingono per far scegliere agli adolescenti la propira vita futura basandosi solo sui "sogni" del momento.

Difficile spiegare loro che devono scegliere qualcosa che possa garantire un lavoro, e che il lavoro sara' sempre piu' tecnologico e il posto per gli "artisti" sara' sempre piu' sacrificato e difficile, non solo "amicidimariadefilippi" e il talento ce l'hanno pochissimi, tutto il resto e' fuffa.
Che i licei classici sforneranno insegnanti inflazionati, che gli artistici disegnatori di piastrelle e volantini o siti web da due euro a pagina, che gli sportivi atleti frustrati, gli scientifici classici scienziati incapaci di fare un foglio excel, anche se capaci di citare Catullo.

Fab ha detto...

Lo sai che Elite esiste ancora, aggiornato nella forma? si chiama Elite: dangerous, lo trovi su Steam, è uno spettacolo (ed un buco nero di tempo, ma si può esplorare la galassia!)

nessuno ha detto...

e non hai parlato di giochi di ruolo, tipo Morrowind

Celso ha detto...

Io credo che il free-to-play sia - nel 99.9% sei casi - un cancro.
Funziona così: prima creano un gioco strafigo in cui puoi fare praticamente tutto senza pagare, poi cominciano ad aggiungere dailies facendolo diventare una grindfest per indurre dipendenza, e in seguito (ma col punto 2 che prosegue in parallelo) spostano il balance of power per così dire cwrso il p2w in modo drammatico.
Oltretutto la cosa ancora più subdola è che in molti casi quelli che hanno appena installato il gioco hanno più fortuna nei drops... questa cosa è studiata scientificamente per indurre dipendenza ed è implementata su svariati titoli diversi.

Poi leggi o senti di gente che ha buttato un 10k€ in acquisti in app, e ti viene da pensare che non siano tanto diversi da una slot machine.

Allora disinstalli e ritiri fuori il CD di Diablo + Hellfire.

Anonimello ha detto...


Qualche giorno fa ho letto un'interessante post in un forum:

***
... si può trovare un'estratto dal libro di Giorgio Perotto (il creatore della [Olivetti] P101) che cita una frase di Camillo Olivetti:
"L'istruzione della nostra borghesia ha un fondamento prettamente anti-industriale. Noi siamo ancrora i figli dei latini, che lasciarono ai servi e ai liberti i lavori industriali e che in ben poco conto li ritennero, tanto che ci tramandarono le storie dei più mediocri proconsoli, e dei poetucoli e degli istrioni che dilettarono la decadenza romana, ma non ci ricordarono neppure i nomi di quei sommi ingegneri the costruirono le strade, gli acquedotti e i grandi monumenti dell'Impero Romano."
***



http://forum.zeusnews.com/viewtopic.php?p=710910#710910

blu-flame ha detto...

pur pensandola leggermete diversa, penso che possa aver ragione perotto (o entrambi).
Permane il fatto che la creazione e' un atto snobbato, molto piu' bello il ciarlar forbito e ricordar gli antichi fasti.
E quale fasto potean gli italiani del fascismo anelanti grandezza se non i romani, come del resto fece Hitler con il reich (che ancora eran romani, a veder bene!)

Cosi' come i greci, se ci parli, son convinti di esser li migliori du mundo perche loro sono i greci, intendendo quelli di Troia

Tutta quasta attenzione all'esteriorita', pensiamo ai fasci ben visibili come colonne romane nei vari luoghi, implica poca attenzione alla realta'.

Poi la realta' si vendica.

Cullà ha detto...

Concordo appieno sia sulla deriva dell'esperienza di gioco su console (sono 15 anni che aspetto finalmente uno sparatutto openworld completamente interattivo) sia sul discorso del plot e della dinamica di gioco come punto centrale di un gioco.
Ho passato 3 anni a giocare al primo Dino Crysis. Era orrendo, poligoni ovunque, ma maledettamente difficile da risolvere (senza internet e con il solo aiuto del vicino di casa).

Sulla questione dell'istruzione,concordo in parte. La scuola italiana è una porcheria inenarrabile, siamo d'accordo. Ma che basti inserire il corso di informatica al posto di quello di latino per "dare una svolta", mi dispiace, non ci siamo.

Io ho fatto il classico, perché volevo farlo. Sono figlio di due periti industriali, i miei prof alle medie insistevano perché facessi il liceo scientifico. A me affascina(va) la linguistica, i linguaggi. E ho scelto.
A casa non c'era una lira, gli unici computer in casa erano un Performa del '94 e un Pentium II con XPsp1. Senza connessione ad internet.
Quando compii 16 anni (2007) in casa approdò la "saponetta" 3G a cui avevo accesso per ben 30 minuti al giorno.

I miei amici dell'epoca avevano tutti il portatile figo, l'ADSL a casa, tutto il cucuzzaro. Usato esclusivamente per MSNMessenger. Io passavo le giornate a scrivere programmini in BASIC su quel cassone spompo, la prima cosa che scaricai da internet fu "Guida alla programmazione in linguaggio C". Poi un'amico sgamato mi spiegò cos'era Java.

All'università ho studiato neuroscienze. Per 5 anni ho sistemato i PC a tutto il corso e installato "linuz" a quelli di ingegneria (che al liceo studiavano informatica mentre io litigavo con il greco). Perché averlo era uno status, ma spaccarsi i maroni sui manuali era roba da sfigati.

Quello che voglio dire è che il problema non è la scuola, è la cultura: finché passare una serata a leggere la manpage di qualche utility o cose astruse come il manuale di Excel (a tutti gli ammimistrativi in ascolto SÌ. ESISTE. LEGGETELO.) sarà considerato da poveri imbecilli, potrai mettere anche 30 ore a settimana di informatica a partire dall'asilo ma non ci sposteremo di un millimetro.

Del resto, tu credi che lo studente medio del classico passi il suo tempo libero leggendo Aristofane in originale o interrogandosi sull'aoristo medio? No. Gioca al fantacalcio/guarda uomini e donne (parlo di 15/20 anni fa, adesso guarderanno/giocheranno a qualcos'altro).

Noi in classe eravamo 27: 2 hanno fatto Lettere Antiche, io Neuroscienze, i restanti 24 metà a medicina e metà a legge.
Il mio vicino (quello di Dino Crysis) ha fatto lo scientifico: stessa cosa, 2 a ingegneria, uno a scienze della terra, uno a fisica, 25 divisi tra legge e medicina.

È inutile dire che, almeno all'epoca, a nessuno di quei 24/25 fregava una beneamata di medicina/legge: è che papà ha lo studio. Il liceo in Italia è questa roba qui.

Se vuoi trovare gente che ci tiene davvero devi andare all'ITIS, ma qualche genio ha passato la voce tra i prof. delle medie (veri gatekeeper dell'istruzione secondaria) di indirizzarci tutti i truzzi rimbecilliti che passano dalle loro aule.
Con grande gioia di quei due che volevano davvero imparare le cose e passeranno 5 anni a girarsi i pollici.

Cullà ha detto...

Ma quante volte ho scritto "gioco"? Lol.

blu-flame ha detto...

culla devi usare gioco in un post che parla di... giochi!
a casa mia l'importante non e' il liceo classico o l'itis, a mio giudizio l'importante e' scegliere.
"A me affascina(va) la linguistica, i linguaggi. E ho scelto" ci sta.
Diverso e' voler fare una certa cosa nella viata che non ci azzecca con, non interessarti delle lingue morte e fare il classico: 5 anni nel cesso.

Puo' anche essere buono sbagliarsi, cokme fare il perito meccanico e poi scoprire di voler far l'archeologo. L'importante e' capire che avendo sbagliato sara' molto difficile.

Non a caso siamo lo stato al mondo con il piu' alto caso di abbandono universitario al mondo. I commentatori racconata un sacco di fregnacce, ma non e' un caso che l'impatto sia piu' forte sulle materie in cui il liceo non prepara.

quasi il 50% degli iscritti non arriva in fondo e un quarto abbandona nei primi 18 mesi.
E' evidente, considerando lauree come la filologia del cane bagnato, che esiste un impatto devastante passando da un istruzione che ti ha preparato a studiare topolinia e ti ritrovi a studiare paperopoli e sei perso.
Anche le modalita' cambiano e nessuno ti ha preparato.

Arrivi sul campo di battaglia senza armi e senza mappa.
Scappare e' una cosa sensata, se invece combatti lo farai male come spesso vediamo i risultati.

Stefano ha detto...

E' che a quattordici anni non scegli. Sfido chiunque a quell'eta' a cui stai ancora pensando a quali bambole non vuoi piu' giocare o quale lego e' troppo da bimbi decidere qale sara' la tua professione nella vita. Noi eravamo molto piu' fortunati.
I genitori sceglievano per noi e basta. Giusto o sbagliato che fosse. I piu' "illuminati" tentavano di indovinare (nel vero senso della parola) se eri uno "zuccone" (professionale o agraria) cosi'cosi' (perito o ragioniere), intelligente (scientifico) "over-the top" (classico) o strano (artistico).
Quelli piu' sfortunati o culturalmente impreparati (i miei hanno la terza media...) hanno scelto a caso o hanno dato retta a proffi incapaci di discernere le capacita' del ragazzo o che si sono "vendicati" delle loro o altrui scelte sbagliate.

Oggi si fa orientamento, formazione, openday, giudizi orientativi... e non fanno altro che creare ancora piu' confusione nelle teste di bambini che vorrebbero solo giocare tra loro e districarsi nel difficilissimo passo da bambini ad adolescenti, con tutti che invece chiedono loro "cosa vuoi fare da grande...stai attento che se sbagli ti giochi il futuro", quando adulti di 50 anni sono ancora precari e non lo sanno neppure loro...

Secondo me "classificare" e imporre la future vita a una eta' cosi' incerta e' piu' classismo che formazione (i ricchi al liceo, i borghesi al tecnico e i poveracci ai professioniali), un voler mantenere le vecchie caste sociali (medico figlio di medici, notaio figlio di notai, contadino figlio di contadini) e impedire la crescita "trasversale". Anche i romani permettevano i "liberti", ma pochissimi e col cavolo che potevi diventare patrizio.

La Costituzione garantisce pari opportunita' di istruzione, la realta' dei fatti garantisco che non e' cosi'. La scalata sociale e' possibile, ma dura e piena di ostacoli (che chi c'e' gia' non deve superare). Ho un amico, bravissimo e notissimo ingegnere, ragazzo stupendo e dalle capacita' indubbie che ha raggiunto un successo professionale invidiabile, ma sara' sempre "figlio di contadini" e difficilmente entrera' nel gotha dell'ingegneria della nostra provincia, piena di figli di ingegneri nelle cariche pubbliche o in aziende (di papa' o di amici di papa') in cui sono capaci solo di firmare progetti di altri.

Anche stamattina parlavano che l'Italia ha un modo di pensare troppo "italiano", nell'infrastruttura industriale e formativa. Guardacaso all'estero non imparano latino, ma neppure prussiano, gaelico, scozzese o catalano (anzi, si', ma e' un'altra storia...).
Anch'io dico NO alla "tecnicizzazione " tout court, non basta cassare il latinorum e piantarci 2 ore di picci'. Non ti insegneranno mai a installare BSD in multiboot o creare una WAN o una VLAN con dominio con server Apache e DMZ con MPLS, ma almeno avrai un "azzeramento" che ti permette di usare i computer al livello che chiedono ormai anche al commesso di un negozio di abbigliamento.

blu-flame ha detto...

stefano, hai ragione a meta'.
Cioe' tutto vero quello che dici, ma a 14 anni una mezza idea te la fai.
inoltre le scuole all'anglofona, o il nostro ITIS, permettono di procrastinare un pochino, nel caso italico di 2 anni, e, a 16 anni, cavolo se sai cosa vuoi fare!

Poi ci sono altri 2 problemi:
Il primo che sai cosa vuoi ma non sai come raggiungerlo o non sai che esiste. Nel mio caso era un ITIS sperimentale che nessuno sapeve dell'esistenza e anni dopo veniva celiato come inutile con il nomignolo COBRA (storpiando l'acronimo) e poi scappare all'estero non esistendo il percorso adatto qui. Non a caso un percorso simile lo ha fatto, facendo letteralamente la fame, un certo massimo banzi (arduino)che era 2 classi indietro a me nella stessa sQuola e che ci ritrovavamo a questionare sull'eleganza del 6502 vs Z80, una delle poche volte in cui eravamo in pesante disaccordo.

Il secondo e' che ancora adesso non si fa davvero orientamento.
Ancor questo maledetto anno arriva una tonnellata di avvocati e nessuno gli ha detto che oggi l'avvocato non guadagna piu' nulla perche', per farli lavorare tutti, ormai e' un passacarte. Abbiamo 6 volte, si il 600%, degli avvocati francesi in rapporto alla popolazine e se aggiungiamo i non abilitati facciamo ridere. Oltre tutto, in un contesto europeo e mondiale questi inutili personaggi manco sanno le lingue e sono rari quelli che sono toghi in diritto internazionale (e quelli guadagnano ancora). Pero' le aziende importano ingeneri, 3zo mondo compreso, che quelli italinai fanno pena, sono costosi e se sono bravi chiedono tanti soldi perche scappano all'estero.
Le stesse aziende sono a secco di diplomati tecnici e mettono i laureati, che ormai sono solo poco meglio dell'itis, a fare il lavoro da diplomato. Del resto uno che ha fatto solo il classico oltre il commesso da Zara non puoi fargli fare, ha poco piu' che la 3za media. Se hai bisogno di competenza, chesso', per disegnare un motore, progettare un quadro elettrico se non trovi un diplomato devi passare ad un laureato male e sottopagarlo.
In italia si e' snobbato il professionale, che sarebbe interessane per tanti lavori, l'ITIS e si e', mancando la scuola superiore, usato il laureato come sola competenza.
Guarda caso un elettrotecnico dell'ITIS non puo' firmare progetti, neppure di un appartamento. Che e' piuttosto assurdo visto che per 3 anni non ha fatto altro che progettare impianti, anche di centrali, e montare impianti. Uno che ha fatto il classico e poi la laurea in elettrotecnica di 3 anni si, anche se alcuni di costoro non hanno mai preso in mano un cacciavite o visto dal vero le cose che avrebbero studiato.

Esiste un problema di preparazione e di percorsi ENORME e una spinta verso la laurea enorme per snobbare le scuole superiori e professionali che divengono "inutili" per legge.

maas75 ha detto...

Tanta amarezza...in ogni campo lavorativo c'è una carenza estrema di professionalità ed è disarmante constatare, un esempio fra i tanti, che quello che vuole venderti qualcosa ne sa meno di te e se ne frega altamente se glielo fai notare. Mai un dubbio sulla propria (im)preparazione lavorativa e culturale, tanta arroganza e inseguimento del quattrino facile...peccato che ormai il quattrino facile rimane appannaggio degli aristocratici delle rendite di posizione.
Lavoro per una multinazionale e mi sono accorto che negli anni le cose sono peggiorate progressivamente...promozioni date solo per simpatia, bonus a caso, richieste assurde da parte dei manager totalmente scollegati dalla realtà produttiva, inutilità dell'impegno che tanto non viene riconosciuto, tassazione assurda che rende inutili fare straordinari ecc.
Alla fine mi sono così stancato della situazione che ho iniziato a lavorare con più calma e meno stress ed a progettare attività extralavorative.
Ho messo in piedi un sistema matematico di scommesse sportive che mi ha liberato dal mutuo. Poi mi sono accorto che il mio sistema non era così stabile come amavo credere ed ho chiuso col mondo dell'azzardo (per fortuna perdendo solo guadagni extra) e mi sono messo a studiare analisi tecnica per la borsa. Qua ho sudato per un paio d'anni con back testing e mille metodi provati ed adesso ho un progetto che mi liberi dal lavoro dipendente, ovviamente stiamo parlando di qualche anno per raccattare il capitale necessario, sempre se sarò così in gamba da farcela..
Questo per dire che l'Italia è avara di opportunità concrete mentre si perde dietro a mille vaccate mediatiche e soprattutto si perde tanti giovani ambiziosi che andranno ad arricchire altre nazioni. La mia risposta alla cosa è molto egoista, non ho speranze per questo paese e voglio solo avere il capitale necessario per non dover più dipendere da datori di lavoro inetti e uno stato cretino, imparare a cavarmela solo con un pc e una connessione decente. I miei attuali colleghi si fottano, brave persone ma senza un briciolo di ambizione e di voglia di conquistare qualcosa che non sia il 50 euro mensile in più, ormai non sono più capaci nemmeno di sognare.

blu-flame ha detto...

x maas
a dire il vero, mentre lo stato produce soluzioni piu' contorte per cercare di medicare il passato foxxendo il futuro e amicadosi il primo che passa, bisogna dire che il mondo del lavoro e' migliorato.
Il problema e' che migliorato rispetto agli anni 70 italiani, e migliora poco e lentamente (non la PA, ovviamente!) e tu, dopo qualche tempo da illuso(=giovane) hai iniziato a vedere il mondo per quello che e'.
Aggiungi che nel frattempo conosci realtà estere e quando ci parli capisci che sei un nulla.
Chi se ne rende conto prima e chi, come me, dopo mettendo insieme i pezzi del puzzle.

un solo grosso consiglio: da solo con un pc e una connessione decente non si combina un caxxo. Salvo che tu sia un genio.
Un frontend purtroppo serve e non esiste "da casa".
"da solo" in generale e' "fregato".

Anonimo ha detto...

Ciao, se non ricordo male Monkey2 ha una risoluzione nativa 320x200, non 640x200. ScummVM può upscalare l'immagine ma raramente con buoni risultati...

Jack

Xochi ha detto...

Io sono dell'idea che allo stesso modo che per musica, film, fumetti e libri sia naturale che i videogiochi belli e/o innovativi (per la trama, le mecchaniche di gioco o entrambe) siano pochi.
Tra l'altro non è nemmeno necessario avere una trama per avere un ottimo videogioco, non che non apprezzi una bella storia però alcuni dei giochi sui quali ho passato
più ore erano senza una trama vera e propria; Minecraft, Hunt Showdown e Dota 2 giusto per citarli.
Oltretutto poi la bellezza di trama e meccaniche è piuttosto soggettiva (l'innovatività sicuramente lo è di meno) ad esempio ho provato genshin per curiosità
ma mi è sembrato il solito JRPG, non aiuta sicuramente che non mi piaccia nemmeno SAO.
Ad ogni modo i videogiochi d'avventura non sono così snobbati, la Telltales prima che fallisse ne ha prodotti un bel po' e anche di discreto successo.

Parlando del lato scuola: io da ex studente di un ITIS (elettronica e telecomunicazioni) potendo tornare indietro avrei frequentato lo scientifico e non sono l'unico che farebbe tale scelta
tra i mie ex compagni di classe che hanno proseguito con l'istruzione universitaria, e questo nonostante tale ITIS fosse piuttosto rinomato (diciamo che veniva equiparato ai licei quando veniva consigliato alle medie).
Questo per una serie di motivi come ricevere tutta quella parte di istruzione (matematica compresa) che ovviamente veniva sacrificata per le materie di indirizzo, argomenti trattati desueti (2 anni di sistemi persi ad imparare Pascal e Assembly per x86) o male organizzati un esempio di ciò le eq. differenziali, trattate sempre a sistemi, prima ancora di studiare gli integrali in matematica.
Ad ogni modo su alcune considerazioni sono d'accordo, anche io trovo il sistema scolastico italiano pessimo e ancora troppo ancorato al modello gentiliano però:
-L'ITIS ti permetterà di procrastinare la scelta professionale per due anni (se poi nel caso si è intenzionati a dover cambiare scuola) ma il liceo ti permette di farlo per cinque anni, oltretutto le materie di indirizzo negli istituti tecnici si fanno dal triennio quindi da quel momento si può scoprire se di fatto piacciono o meno.
-Non ha senso lamentare la mancanza d materie specifiche nel liceo quando queste verranno per forza di cosa affrontate nel percorso universitario, non che non si possa creare un liceo senza latino (anzi) ma
-Ci sono dei dati sull'abbandono universitario? Perché attribuirli così alla preparazione dei licei senza guardare se ci sia la stessa proporzionalità delle scuole di provenienza lo trovo pretestuoso, e senza contare che spesso il reddito della famiglia è una variabile molto più importante nell'abbandono.
-Occhio a lodare il sistema scolastico cinese perché (come anche in altri paesi asiatici) è un sistema ipercompetitivo fino a prima dell'università, dove poi, visto che il destino è piuttosto garantito in base alla prestigiosità dell'università a cui si è riusciti ad accedere, sostanzialmente sbragano.





blu-flame ha detto...

x xochi
Pur non essendo d'accordo per molte cose che hai detto, altre dipende anche dal fatto che 2 righe non sono sufficienti, la tue argomentazioni sono dotate di logica.
Molto diverso da "il latino prepara alla vita" o simili.

Poi, certo, il sistema cina e' ipercompetitivo e fa crescere solo ricchi squali determinati al prestigio e' vero. Ricordiamoci che tolti quelli che sbragano, produrre 9 milioni di laureati all'anno, la popolazione italiana in 6 anni, laureati che per arrivare in fondo sono iperpreparati sono caxxi per tutti. Togli pure il 50% dello sbrago... sono sempre tanti e molto preparati: sono salmoni.

il nostro ITIS e' molto imperfetto, soprattutto parcheggio di proffi che non sono riusciti ad ottenere una prestigiosa cattedre liceale (che di lavorare non son riusciti). Perche sia prestigiosa ua e non l'altra, visto lo stipendio identico e pari mansioni, mi e' sempre parso strano.
Noi dobbiamo pero' confrontare il piano di studi, non i professori in un analisi legislativa. In tale analisi il liceo serve a poco.
Poi ci sarebbe molto altro da dire e li ti appoggio: i professori italiani spesso sono cani rognosi con la scabbia.

"Perché attribuirli così alla preparazione dei licei senza guardare se ci sia la stessa proporzionalità delle scuole di provenienza lo trovo pretestuoso, e senza contare che spesso il reddito della famiglia è una variabile molto più importante nell'abbandono."
si, pero' in italia il reddito e' una spada a due fili.
Se un povero vero(TM) puo' avere un abbandono forzato, spesso il basso reddito e' in grado comunque di accedere all'istruzione. La maggior parte dei miei conoscenti laureati aveva genitori umili, con molti figli, del sudd (con due d perche' i genitori parlavano cosi' per ignoranza e non potevano fare diversamente). Tanto del sudd che un paio sono venuti al nodd per studiare facendo salti carpiati.
Tutta gente che con olio di gomito, sacrifici accettabili (non si sono impiccati, rubato o dato un rene), hanno mandato 3 o 4 figli all'universita', che all'epoca i meridionali oltre ad avere le doppiue maiuscole facevan tanti figli ed erano quelli con meno reddito, di media.

Oggi non direi che l'abbandono sia PER censo, e' anche vero che i "ricchi" hanno piu' cultura in casa, genitori che magari parlicchiano una seconda lingua, sono in grado di seguire meglio i figli se fanno domande su qualcosa che non comprendono e indirizzarli meglio. Questo aiuta molto e nel contesto sociale e' ovvio che i meno abbienti facciano piu' fatica: quando un figlio di un operaio arriva ad economia tutto quello che ha sentito in casa su economia, lavoro e menate e' sbagliato. Spesso deve azzerare 18 anni di bugie sindacaliste, politiche e inventate.
Diverso se e' un figlio di un imprenditore. Magari e' abituato al padre che progetta, magari...
E' normale che ci sia un infarinatura anche se non evidente.
normale che il censo ha un ruolo, certo, ma in italia piu' per predisposizione che per problemi di non riuscire a mantenere il figlio a scuola.

Luca ha detto...

Ciao, non sapevo che fossi anche appassionato di videogames

Li conosco tutti quelli che hai citato e mi ricordo che passavo i weekend a casa di un amico a giocare "in rete" con un cavo RJ45 incrociato sfidandoci a Doom, Quake, GunSmoke, Dune, ecc,ecc.

Di giochi con grafica scarsa ma dal gameplay interessante potrei citarne migliaia.
Ad esempio Impossible Mission Epyx 1984 , Shinobi della SEGA o le Olimpiadi in cui l'unica abilita' era smanettare il piu' forte possibile il Joystick (ma che successo fece!)

Ora alla mia veneranda eta' tra lavoro e impegni non ho piu' la possibilita' di giocare.
Forse e' un bene perche' mi andavano via intere giornate e nottate senza che neanche me ne accorgessi.

Non sono mai stato appassionato di giochi troppo complessi. Il gioco dev'essere per me un momento in cui scaricare le tensioni e rilassarsi.
Quindi niente rompicapi o robe in cui serve ragionare troppo insomma :-)

Si a gare d'auto, picchiaduro e sparatutto.

Se pero' dovessi eleggere un gioco a miglior gioco di sempre citerei sicuramente
HalfLife della Valve
I personaggi erano dotati di una certa intelligenza, gli ambienti grandi e interessanti, la trama pure a il tutto era ben curato.

Purtroppo il seguito tanto atteso lo stiamo ancora aspettando da quello che mi risulta.

Xochi ha detto...

Dunque andando con ordine:

Se ne fai un discorso di ''La Cina pur con tutti i suoi limiti strutturali sta sfornando molti laureati'' allora posso essere d'accordo, se invece stai prendendo la Cina come esempio di sistema educativo da imitare non lo sono affatto.
Il problema non è che sforni ''ricchi squali determinati al prestigio'' è che è un sistema in durissimo (con tutti i problemi del caso, stress depressione etc etc) fino all'equivalente delle superiori, ma poi una volta entrati all'università vi si esce facilmente.(fonti: ex studenti cinesi e amici che hanno studiato in Cina)
Ad ogni modo se l'Italia dovesse raggiungere la stessa percentuale di laureati cinesi dovrebbero ''solo'' essere 390000 invece dei 310000 del 2019, tanto varrebbe puntare a eguagliare le percentuali del nord Europa (e magare imitare quelli di sistemi educativi piuttosto).


Hai detto che il liceo sulla base del suo programma serve a poco, ma manca l'argomentazione;
il liceo serve a studenti che continueranno il proprio percorso educativo con l'università, come il liceo fallirebbe in ciò quando:
-I suoi studenti rendono sensibilmente meglio nei test PISA, 522 punti di media contro i 482 dei tecnici, e i 405 dei professionali.
-Hanno una percentuale di laureati regolari (ovviamente in proporzione) molto più alta di ITIS e professionali (rapporto dell'Anvur)
-L'abbandono universitario è determinato da altri fattori e non solo dalla preparazione della scuola superiore.
Poi che il liceo abbia un vantaggio competitivo dovuto alla preselezione degli studenti (di solito é frequentato da studenti più motivati dato che dovranno continuare la propria istruzione) è indubbio, e probabilmente spiega perché, un professore voglia preferibilmente insegnare lì.
Comunque per mitigare molto il problema del basso livello dei professori basterebbe eliminare l'anzianità come criterio nelle graduatorie dei concorsi.

Mi sono espresso male, l'abbandono è dovuto principalmente la desiderio di cominciare a lavorare; censo, reddito e livello di istruzione dei genitori invece correlano alla probabilità di lasciare l'istruzione universitaria.




blu-flame ha detto...

Si, faccio un discorso di un discorso di ''La Cina pur con tutti i suoi limiti strutturali sta sfornando molti laureati'' e anche di “sono tanti in numero assoluto” e “caxxo hanno voglia di fare e sono determinati”
in soldoni “se non aumentiamo la nostra preparazione saremo una facile preda”.

“se l'Italia dovesse raggiungere la stessa percentuale di laureati cinesi dovrebbero ''solo'' essere 390000 invece dei 310000 del 2019, tanto varrebbe puntare a eguagliare le percentuali del nord Europa (e magare imitare quelli di sistemi educativi piuttosto)”

Sono d'accordo sull'europa, oltretutto e' strano che in EU ci siano diversi sistemi d'istruzione.
Sulla prima non e' vero. Cioe', ricordiamo che la cina sono 2 mondi: shangai&c (dove con il PISA l'uomo comune ci svernicia) e il villaggio rurale dove zappano ancora la terra con la vanga a mano facendo la fame. Salvo che ci stia bene questo e vogliamo che zone italiane siano come la provincia cinese (che pero' non mantengono con potenti assegni facendoli vivere come lavoratori HiTech) il tuo discorso fila. Se vogliamo competere meno.

Inoltre gli italici hanno una straordinaria quantita' di laureati inutili: prendiamo l'esempio dei laureati in legge.
Per carita' gli avvocati servono come il grasso sui cuscinetti a sfera, ma quando hai un numero di avvocati che e' 6 volte la Francia, il triploancora di quelli non abilitati capiamo che non e' il cuscinetto ingrassato ma abbiamo pucciato la bicicletta intera, freni compresi, nel grasso.

In compenso mancano i dottori negli ospedali. Gia' un decennio fa si faceva notare che entro poco si sarebbe dovuto importare medici. Oggi siamo al collasso e nelle universita' non si iscrivono medici. Entro 5 anni dovranno chiudere degli ospedali per mancanza di medici.

Il test PISA fa notare diverse cose e va pesato.
In primis notiamo che l'italiano e' abbondantemente inferiore alla media OCSE. (nell'ocse abbiamo anche gente come la colombia, la turchia, il cile, messico...)
Poi notiamo che in italia piu' che per tipo di superiore le differenze sono di localita' condannando i professori e capacita' dello stato di punire chi bara (ricordiamo la vergognosa quantita' di 110 al sud?). E' lecito pensare che negli ITIS vadano i casi disperati (sia di studenti che di proffi)
Tanto che in un indagine neppure i proffi del sud sapevano le risposte PISA. Addirittura in alcune province ne sapevano meno degli studenti.

“il liceo serve a studenti che continueranno il proprio percorso educativo”
ni, non possono fare altrimenti. Cosa hanno imparato di utile al classico?
In realta e' solo d'impedimento se vanno a fare un lavoro “produttivo”. Poi se vanno a fare l'archeologo o il linguista e' ok. Il problema e' che servono ingeneri, dottori, progettisti. Di avvocati, psicologi &c ne abbiamo troppi e, probabilmente per il liceo, manco abbiamo registi cameramen, fotografi. I fotografi son tutti fai da te con ovvi risultati.

“per mitigare molto il problema del basso livello dei professori basterebbe“
Basterebbe evitare di usare le PA come produttori di posti di lavoro, ma come mezzo per aiutare il cittadino.
Si tratta di un salto di testa enorme.

Xochi ha detto...

''Sulla prima non è vero'' non è capito a quale parte del discorso ti riferivi, cmq che l'Europa non abbia lo stesso sistema scolastico non mi stupisce ogni stato parte da un situazione già consolidata e sono riforme che (come in Finlandia) hanno bisogno di decenni, quello che potrebbe essere facile e veloce invece è il riconoscimento di titoli da uno stato all'altro e invece è ancora una selva burocratica spaventosa.

Che troppi studenti abbiano frequentato giurisprudenza è un problema dell'orientamento che è evidentemente carente e inefficace.
Oltretutto va considerato che quando ciò è diventato noto, le percentuali di iscritti si è abbassata naturalmente e lo stesso è successo anche ad altre facoltà con sbocchi professionali saturi come architettura.
Negli ultimi 4 anni le facoltà con più iscritti sono state nell'ordine :
-Economia
-Ingegneria
-Scienze MM FF NN
-Medicina e Professioni sanitarie.


Che non vi siano iscritti a medicina è falso, medicina è sempre stata una facoltà molto ambita. La mancanza di medici è dovuto alla carenza di posti nelle specialità, che ha lasciato fuori circa 10000 neolaureati, accumulatisi negli ultimi 10 anni. Per non spendere i 200k€ necessari a pagare una specialità perdiamo i 150K€ spesi per preparare un medico neolaureato.

No la forbice dei valori del test PISA è maggiore tra scuole diverse ( lettura 521-395, matematica 522-423 e scienze 503-394) che tra aree geografiche (lettura 501- 439, matematica 515-445 e scienze 497-430)

Potrei anche essere d'accordo se non fosse che poi alla fine gli studenti del classico sono quello che performano meglio all'università finendola con votazioni mediamente sempre più alte rispetto alle altre scuole anche nelle facoltà scientifiche solo a ingegneria sostanzialmente pareggiano con quelli dello scientifico.
Alla luce di ciò ha molto più senso pensare di creare un'istruzione terziari anche non universitaria e di migliorare la situazione di ITIS e professionali (ed eventualmente creare nuovi indirizzi), e magari (questo perlopiù per i professionali) finire col lasciare che siano le scuole a risolvere problematiche che andrebbero delegate agli assistenti sociali.

blu-flame ha detto...

sul test pisa facciamo un poco di confusione, stiamo leggendo dati immessi in maniera diversa e, inoltre, io per N-S e stato ve medie,facevo fede su dati della coorte intera e non solo diplomati.

Come ho detto la storia e' complicata.
Ormai per progettare un quadro cercano il laureato, mancando il perito, e per tirare un cavo usano una scimmia, mancando il professionale. Manca la via di mezzo intera, rimangono solo gli estremi.

Ricordiamo anche che per un ricercatore ci sono 2 tecnici, 4 aiutanti 1 dirigente, e una marea di di operai e un alluvione di "senza qualifica". La maggior parte di gente fa il cameriere, l'inserviente, lo spazzino... non tutti fanno il consulente finanziario o il progettista all'alenia.

Per come la vedo io, il professionale, che generalmente e' un disastro per i motivi di abbandono (inteso di sciatteria istituzionale e del frequentatore) ha un ruolo importante della base.
Non e' possibile che un meccanico non sappia come funzioni un iniezione o il tipo che controlli le caldaie non abbia la ben che minima idea di cosa sta combinando (e fortuna che sei obbligato a fare i controlli per sicurezza da uno che non sa cosa sta misurando)
Se viene snobbato e' poi ovvio che ci siano dei problemi. E' un fulcro che noi non usiamo. L'operaio italiano lavora male perché, banalmente, non sa lavorare.

L'ITIS dovrebbe essere, sempre sulla carta, un po un jolly: permetter di avere conoscenza spendibile e contemporaneamente dare una prima tostata a chi va avanti

I licei un percorso per tutto cio' che e' un certo tipo di dirigenza (del resto furono creati dai fascisti per quello) e il proseguo obbligatorio verso i lidi delle materie non STE.

Poi e' certo che se immetto una certa credenza e' una profezia autoavverante.

Esempio: dalle mie parti (non so le tue) il liceo artistico, che sulla carta non e' cosi' male, ha la nomea del rollacanne di sinistra nullafacente.
E' vero, nei 3 licei in zona piu' che operai di basso livello non sono mai usciti a memoria d'uomo.... PERO'... vi e' un 4to liceo artistico.
Da questo non solo escono persone che, mediamente, nella vita vanno bene, ma anche un tasso di laureati in tutte le materie che e' fuori scala. Per dirne ne conosco una che ha fatto ingegneria aeronautica, che e' bel salto dall'artistico, ma non e' l'unica. Dottori e avvocati non sono rarita'. 250m di distanza fisica (ok, anche una retta non operaia). Ufficialmente escono con la stessa preparazione, con gli stessi voti.

Quello che dico e' che certamente ci sono misure che raccontano una storia, ma questa storia, coinvolgendo gli umani che sono scimmie, e' contorta e piegata in tante cose.

In linea teorica il corso di studi prima ti prepara a quello che intendi fare meglio e'. Se poi ti infarina con altro tanto meglio, ma viviamo nel mondo della iperspecializzazione.
Devi sapere tantissimo di poco e te lo dice uno che e' esattamente il contrario (conosco poco di tanto)

Perché concorri con il mondo e qualcuno che la sa lunga su qualcosa e' facile trovarlo: devi saperla lunghissima. E non e' possibile saperla lunghissima di tanto, manca il tempo.
Per aumentare il tempo devi iniziare prima.
Poi devi continuare dopo, in italia la formazione dopo aver trovato lavoro e' vista molto male dai lavoratori e dai sindacati. Per le aziende un dramma.

Tutto il resto e' una distorsione, modi d'uso, "io penso", retaggi, credo e altre amenita'.

Il resto sono chiacchere.

Ovviamente per i fuoriclasse questa impostazione che immagino e' un impedimento, ma il 99% della popolazione non e' un fuoriclasse, anche se lo crede.

Xochi ha detto...

Sinceramente che vengano assunti ingegneri elettrici che sono sicuramente meno dei diplomati del settore solo per un questione di numeri e non di preparazione non ci credo nemmeno se lo vedessi.
E' lapalissiano che anche profili professionali che non hanno bisogno dell'istruzione terziaria servano, però come fa ad essere la sovra-formazione un problema in Italia quando ha la percentuale di laureati più bassa in Europa? Perché se così pochi laureati non riescono ad essere assorbiti senza essere sotto utilizzati (circa un 18% di sovra-qualificati), è evidente che c'è un grossissimo problema del mondo del lavoro, e non è decisamente un caso che si correli al nanismo aziendale, alla bassa efficienza del lavoro e al basso numero di brevetti (OECD Skills Strategy Diagnostic Report, Italy).
Le situazione che descrivi trovo dovrebbero far concludere che i problemi più gravi coinvolgono primariamente ITIS e professionali e di conseguenza sarebbero i primi a dover essere riformati (poi per me sarebbe da riformare tutto ma questo meriterebbe un testo di almeno 2000 parole a parte).
Poi francamente non capisco il senso di vietare le facoltà STEM ai liceali quando sono quelli che attualmente vi danno i migliori risultati.
Gli unici ad avere un sistema simile (ma che sostanzialmente estremizza quello italiano) sono i tedeschi dove solo il ginnasio (simile a quello italiano come materie studiate tra l'altro) garantisce la certificazione (Hochschulzugangsberechtigung) per accedere a qualunque corso universitario, mentre le altre scuole ne danno uno limitato o addirittura non lo garantiscono.
L'esempio dei licei artistici non l'ho capito, è naturale che esistano il caso singolo della scuola che performa meglio o peggio da quello che ci aspetterebbe dalla distribuzione dei risultati di scuole simili (anche l'ITIS che ho frequentato continua a sfornare studenti universitari dai risultati sopra la media cos' come la % di occupati).
Poi sinceramente anche sul discorso tempo dedicato alle competenze professionalizzanti, ad un professionale ti trovi già a 14 anni a cominciare con le materie propedeutiche a quelle di indirizzo cosa dovremmo fare portarle a 10 anni? Non mi viene in mente nessun sistema scolastico che anticipi così tanto i tempi, anche perché fornire le competenze professionali é solo un parte di quello che deve fare una scuola.

blu-flame ha detto...

xochi
e' un discorso lungo perche gli attori sono molteplici e incasinati.
in pratica il malfunzionamento dell’Italia passa molto dalla scuola, sia nei modi applicativi, che dalla legislazione in se.
Passa nel non riconoscimento dell'istruzione come valore univoco perché non tutte le scuole dello stesso tipo sono uguali (sappiamo tutti della differenza fra una universita' del sud e una del nord in molte materie)
Passa dal mismatch fra richieste del lavoro e materie studiate
Passa dalla dirigenza che essendo ignorante sullo STEM non cerca il corretto know-how sul lavoro da compiersi (non a caso la maggior parte dei laureati fa lavori che poco hanno a che fare con la specializzazione)
Passa da milioni di cose...

In realta conosci sistemi che immettono cose. Solo che avviene altrove.

Se non ricordo male la maggior parte dei crucchi fa le professionali che e' una branca che ti porta fino ad universita' professionali che skillano moltissimo

Il problema e' che il mondo si sta armando e tu devi farlo di conseguenza. Se vuoi sopravvivere e non essere spazzato via da paesi come la thailandia che gia' oggi fanno piu' auto di noi. Perche dei tecnici da professionale li trovi ovunque e li ora sono la crema, ma non e' che stanno a pettinare le bambole, vedi la cina.

Xochi ha detto...

Se non ricordo male la maggior parte dei crucchi fa le professionali che e' una branca che ti porta fino ad universita' professionali che skillano moltissimo

Non proprio, se vuoi accedere all'istruzione terziaria dall'Hauptschule devi passare alle Realschulen ed evenntualmente al Gymnasium.