Oliver nel commenti precedenti mette in
dubbio la “colpa” del consumatore nel creare prodotti di merda
rispetto all'azienda che invece dovrebbe essere “felice” di
inseguire un pessimo prodotto.
Alla fine l'azienda produce un oggetto,
ne ha un guadagno (la sua felicita').
Preferisce un prodotto “migliore”
che uno “pessimo”, ma con molti collaterali (uso pessimo,
invecchiamento istantaneo, crolli di prezzo, investimenti miliardari
a fondo perduto presso altre aziende...)
Ad un'azienda che vive nel pro solo di recente si vedono anomalie.
Una B2C e' piena di stranezze da molto
l'ispirazione che hanno usato per l'audi-dkw Quack3
Questa situazione, del prodotto
pessimo, e' voluta sicuramente dal consumatore.
Basta osservare la freccia del tempo.
Le grandi aziende erano quasi tutte
fondate da gente che credeva in un mondo migliore.
Chi produceva andava dall'artigiano che
credeva di essere il migliore (nakamichi), a chi credeva in un mondo
migliore (Amar Bose?).
Ma certo che le mele marce esistono
ovunque, ci sono ampi esempi, ma anche in quei casi il credo
dominante era il prodotto. Insomma uccidiamo i lavoratori, ma il
prodotto deve essere “di piu'”.
Potrei fare un elenco enorme di
prodotto alla stato d'arte di aziende oggi in difficolta' o che hanno
chiuso, dopotutto nel mio blog ne leggete diverse come requiem,
alcune hanno rappresentato una svolta nella storia umana.
Ricordiamo che l'imprenditore come
figura e' un visionario.
La visione e' essere migliore, “piu'
figo”.
Il prodotto rappresenta l'uomo.
Quando Hitler chiese a Ferdinand
porsche di fare il maggiolino fondando la VW non disegno' una medda,
fece solo una cosa economica. MA non aveva 16 cilindri o 5 ruote come
i telefonini. Era economica, non stupida.
Leica, inventrice dell'uso della
pellicola cine belle macchine fotografiche, non faceva cose con
“tanti cosi che cosano”. Questa fu la sua fine, oltre al costo
europeo.
Quando uscirono le prime reflex 35mm
(pentax e copie di pentax) nessuno metteva otturatori da 1/10.000simo,
Erano fattibili? certo che si, ne esistevano da prima della guerra,
ma alla fine minolta, prima di passare al lato oscuro con le dynax,
fermava a 1/700 sulla maggior parte di modelli.il 1/1000 era il top.
Parliamoci chiaro, quanti hanno un
ottica cosi' luminosa (e un'inquadratura che non chieda di chiudere)
da invocare spesso 1/4000 che oggi e' diventato il “must have”
anche sull'economico?
Robert bosch, fondatore della BOSCH
quella dei favolosi televisori blaupunkt e delle lavatrici, dei fari
e dei generatori ristrutturò la sua compagnia rendendola una
fondazione senza scopo di lucro. Scrisse anche le sue ultime volontà
in un testamento in cui stabilì che i ricavi delle attività della
sua compagnia dovessero essere devoluti in cause umanitarie e passo'
gli ultimi anni da vecchietto a tirare la lima da insegnante con gli
apprendisti.
Senza dimenticare che cerco' di
scongiurare la WW2, opponendosi apertamente ad Hitler, poi
capitolando per ottimi motivi.
Kōnosuke Matsushita e' un altro
grande. Panasonic per noi italiani. Ha creato posti di lavoro con
l'intento di migliorare la vita.
Quando gli americani piallarono il CEO
aziendale i suoi 15000 dipendenti si rifiutarono di sottostare ad un
nuovo capo facendo un enorme petizione che fece indietreggiare il
generale MacArthur. Matsu aveva fatto molto per i suoi dipendenti.
Non male per uno che aveva dovuto portare il kimono della moglie ad
un banco dei pegni.
Il suo motto”Developing A Road To
Peace And Happiness Through Prosperity” rimane in panasonic e se
guardate i prodotti e' ancora credibile.
John Davison Rockefeller, il
supercattivo per definizione preso a modello in tutti i film di
supercattivi industriali ricconi.
In realta' trasformo' l'industria
petrolifera in industria vera e propria, cosa che non avevano capito
la maggior parte di cavabuchi ignorani e cafoni tanto ben descritti
da un certo film americano mittico che li incensa.
Chiaro che i monopoli non fanno bene,
ma se arriva godzilla in un branco di galline che amano essere
azzannate... non e' colpa di zilla.
Ovviamente non si parla di qualita' del
prodotto, di interazione, il petrolio e' quello che e' e non era uno
stinco di santo. Al suo ritiro definitivo dagli affari donò gran
parte del patrimonio in beneficenza e ai suoi familiari, tenendo per
sé e famiglia 20 milioni di dollari e donando all'incirca 540
milioni di dollari prima della sua morte.
Ai tassi attuali di inflazione,
Rockefeller, avrebbe donato una fortuna intorno ai 500 miliardi di
dollari. Facciamo il conto che l'italietta si sta umiliando nel 2020
per avere un prestito da 36 (umiliando perché non basteranno e
perche' costringera' a mostrare le castronerie nel nostro bilancio
fra qualche tempo).
Questo per citare i primi 3 che mi sovvengono. Ma si potrebbe andare avanti per decine di pagine.
Mano a mano che il prodotto e' passato
dalle mani del cliente a quelle del consumatore e' avvenuto un cambio
epocale.
Chi comprava un'auto tanti anni fa non
era un poveretto, anche per un riccone erano pacchi di soldi, ma era
istruito e, spesso, la tecnica usata non era cosi' distante da lui
visto che poteva essere un industriale della meccanica.
Idem per le macchine fotografiche.
Quando presi la prima costava quasi come uno stipendio (e ricordiamo
che erano piu' leggeri ovvero i beni erano piu' pesanti) e non
riuscivo ad arrivare al prezzo grazie alla liretta di merda:
guadagnavo facendo lavoretti da bimbetto, ma la svalutazione
continuava a cacciarmi indietro. Poi mio padre caccio' L50.000 e la
corsa fini', altrimenti avrei proseguito fino all'arrivo dell'euro o
quasi.
All'epoca qualunque delle decine di
marche voi sceglievate, erano buone, solo qualcuna cominciava ad
essere stranina.
Oggi la nuova canon (90d) non solo fa
foto peggiori di quella vecchia, rumore da troppi pixel mon amour (e
sensori azzoppatti dall'AF), ma tutti i plus non sono “fotografici”
o sono pompati alcuni poco usati: quante volte avete usato raffiche
da 11fps (ma solo se spegnete mezza macchina)?
Io sono andato a vedereper controllare e la mia reflex del 2012 (8 anni fa) di altra marca fa lo
stesso numerino che fa sto bidone con il mirino in funzione, ma penso
di non averlo mai usato. In 8 anni. E ha meno rumore in foto.
Pero' ci sono intere pagine sui FPS e
sui video impossibili da vedere a casa (4K) e che ti fanno bruciare
pixel e bloccare la fotocamera a meta' ripresa. Usare la fotocamera
per fare video, idea stramba, almeno comprati una panasonic GH se
proprio devi.
Idem per un impianto HiFi.
Per carita', roba economica mal
suonante era all'ordine del giorno, il compattone della ignobile
inno-hit con suono cartonato dalle casse tristi era la norma.
Ma era che una scelta di prezzo.
Con quel prezzo non era possibile fare
molto meglio e nessuno diceva di avere 1650W nonostante l'ampli era
meglio di quello di un samsugo attuale che e' la feccia non certo
perche non e' possibile fare altrimenti.
Quando sono cambiate le cose?
Banalmente quando la rivoluzione
industriale, dopo aver rivoluzionato il prodotto, aver cambiato la
societa' e sbattuto fuori chi voleva competere da amanuense, ha
permesso di allargare la platea dei destinatari producendo, inoltre,
beni voluttuari per tutti.
l'ispirazione che hanno usato per ML-amg
(notate l'alettone)
Se prima una macchina fotografica era
un impegno, dopotutto una compatta era un cifrozzo comunque, se prima
un HiFi era un affare da 5 stipendi, negli anni 70 e inizio 80 il
prezzo dei beni crollo'.
Questo permise da un lato una cosa
bellissima, di fornire a tutti la possibilita' di vivere in una
golden age dove un operaio, nuova versione del precedente zappaterra,
viveva una vita che una testa coronata manco si sognava solo 50 anni
prima.
Cambia anche chi devi soddisfare, prima
si parlava dall'industriale che ha bene in mente la produzione, il
prodotto. Si forniva l'appassionato che silura i suoi beni per
accedere ad uno strumento di lavoro (voglio fare il fotografo) o una
passione per la quale l'oggetto e' un mezzo.
Il tuo cliente non e' piu' chi compra
un mezzo per, ma chi compra l'oggetto come fine.
L'aumento colossale del numero di
persone che compra il tuo prodotto porta al fatto che chi lo compra,
di fatto, non lo fa per un fine ma solo perche' puo' (spesso con il
claim “finalmente tuo”) portarselo a casa.
Di cosa fa l'oggetto, come funzione di
base, non frega nulla.
l'ispirazione che hanno usato per
BMW eXtramerda 6
Perché nel frattempo i
prodotti/servizi ormai sono ad un livello di complessita' MOLTO piu'
alto di quello che accadeva negli anni passati, basti solo arrivare
al 60, ma la popolazione a cui sono rivolti non e' certo la stessa
acculturata precedentemente, che gia' avrebbe problemi perché le
scuole non sono andate avanti altrettanto, ma il prodotto SI.
Pensiamo al muratore o al ragioniere.
Figuriamoci a livello globale.
Come possono dei muratori con le
elementari giudicare un ammasso di tecnologia come una reflex?
Nessuno confessa di comprare l'iphone
perche
entri in una comunita',
perché e' cool,
perché e' socialmente buono
perché e' bello.
Nessuno confessa di comprare l'auto per
smerdare il vicino (e' piu' alta delle
tua na-na-nana..),
per far vedere “l'autoradia”
colorata nuova agli amici
per mostrare la propria furbizia di
totani
eccetera.
Il televisore aumenta di dimensione non
perche grosso si vede meglio, cosa innegabile, ma perché
posso mostralo al conoscente
smerdandolo,
perché posso raccontarlo,
toccarlo in un autoerotismo scimmiesco
e vantami con me stesso di averlo
grande come quello del “ricco” della mia fantasia (poi il vero
ricco usava un 20” di primo prezzo, vi posso garantire).
Altrimenti avrebbe comprato un
videoproiettore: piu' grande, ma piu' piccolo (nascosto) fisicamente.
Davvero pensate che ci siano milioni di
fotografi a livello reflex? Cavolo come succede che non si vendono
ottiche e flash in proporzione o che esistono delle strane cose come
i 18-300?
Davvero pensate che un consumatore
odierno compri per usare?
Il prodotto e' simbolo!
di appartenenza,
di potere,
di soddisfazione personale: “ci ho il
ci-phone S11 galassia note” e lo declamano con quel non so che,
come la feature smerdolenta, “ci ha i watti tanti”.
autoassolversi (green),
autocompiacersi o altre turpi cose.
l'ispirazione che hanno usato per le linee gentili
del dkw Quack8
Perche', parliamoci chiaro, e' di fatto
inutile avere uno smartphone, no?
Nokia ha passato anni a vendere
prodotti che facevano da smartphone, ma ben tarati sulle necessita'
reali: la serie N era piu' potente di molti smartcosi successivi,
piu' veloci, piu' facili... ma non erano esteticamente smartphone,
non eri cool (e non facevano giochi).
Cosa non fa un n70 che un iphonazzo fa,
a parte i giochi? Poco, ma so di tante cose utili che l'iphone X non
fa.
Mettiamoci ora nei panni di un'azienda
che ha davanti a se il mercato, una parola che identifica una serie
di idioti che aspettano la parola magica (apple e' magico, no?) per
smerdare il vicino,
Scopo dell'attuale azienda non e' piu',
come in anni passati, costruire un oggetto, magari il migliore
possibile in maniera che l'azienda svetti.
Scopo delle aziende oggi e' fare
qualcosa che incontri i desideri, spesso reconditi e inconfessabili,
dell'utente odierno che non e' ne un esperto ne un utente
dell'oggetto.
Parliamoci chiaro, tanti prodotti sono
stati venduti a chi addirittura ha speso per metterli in un cassetto.
Prendiamo il boom del mercato dei
camcorder che illustra bene la questione.
Diciamo che era tanto che esistevano
questi affari, prima in 2 pezzi, e il design era immutabile da
lustri.
All'epoca del VHS-c e video8 il
mercato ha venduto milioni di pezzi, possiamo dire che gli oggetti in
questione erano, per il momento tecnico del 1985-95, spesso decorosi
per andare nel 95 ad eccellenti ancora con gli occhi odierni.
Fare un video pero' non e' facile,
serve un cavalletto, pazienza, luci se siete in interni e una
luuuunga pazienza nel montare.
Il costo era stratosferico, un operaio
prendeva nel 1985 608.000 lirette e nel 90 1.100.000. Una
videocamera come la sony CCD Video8 andava via a quasi 3.0000.000 e
verso la fine dell'epoca d'oro comunque servivano 1.500.000 per
portar a casa qualcosa di decente.
Vi assicuro che se ne sono vendute
TANTE,
tante da non crederci.
Piuttosto che niente con 36 rate... a
tassi da lira, in pratica da cacciare quasi il triplo.
Poi, di colpo, improvvisamente, il
nulla.
Come non fossero mai esistite.
Qual'e' stato il problema?
Innanzi tutto le videocamere fino ad
una certa erano camcorder “veri” con lo zoom a vista, i comandi
nei posti giusti, viewfinder bello grosso ed in pratica erano la
versione baby di quelle PRO che vedete in giro ancora oggi: facili,
semplici e comode.
Ma l'acquirente non le comprava per
fare riprese, le comprava per mettersi in mostra al battesimo, al
matrimonio, alla gita della CGIL, per raccontare agli amici....
Arrivati a casa la messe di tastini li
faceva cadere in depressione e bastava la prima sbandierata con zoom
a stantuffo continuo per rendersi conto che era una medda provocante
cinetosi, ricordiamo che non eravamo abituati all'idiota che
riprendeva con la webcam del cello (che ha almeno la fortuna di non
avere lo zoom) e alla visione su di un misero 24”, piu' grande di
un 4” utile di un cello.
Il risultato era imbarazzate visto che
il confronto unico era con la RAI.
Escludendo i clienti PRO la vendita
complessiva delle videocassette era inferiore alle videocamere.
Non parliamo delle batterie (ricordo
che stavano accese 30-60 minuti con una batteria fresca, persino
peggio di un ci-tofon)
Voleva dire che nessuno, una volta
comprato, usava l'orpello. Alle volte passavano mesi prima di vendere
una cassetta da 30 minuti.
Sarebbe come dire che una volta
comprata l'auto fate un pieno e poi la mettere per sempre nel box.
L'evoluzione del prodotto fu abbastanza
rapida dopo una certa data:
fu tolta la possibilita' di zoommare
velocemente stantuffando,
sparirono i tastini e i jack
spari' l'ottica in evidenza
ma i risultati d'uso erano comunque
pessimi.
La compravano, la usavano una volta,
finiva nel cassetto.
I consumatori chiesero ancora e ancora:
apparvero gli stabilizzatori
ma furono vanificati dalla pretesa di
avere un oggetto single hand (usare due mani e' troppo impegnativo!!)
Nonostante il fatto che la tecnica
avanzava, basterebbe l'introduzione della DV per ricordare che la
qualita' non era un problema (25-100Mbps), il mercato stava
scricchiolando e stava per tuffarsi nell'oblio.
Il fatto che, dietro richiesta
esplicita del consumatore, chiedeva cose piccole pensando che non le
usava perché ingombranti, era parte del problema: non apparivano
piu' nella loro immensita' e una roba da 700.000 della nuova leva
supereconomica era esteticamente uguale ad una panasonic 3CDD da
2.500.000 o alla canon con lo sbirolo maximo XI da 3.500.000.
Non e' un caso che rimanevano in
funzione linee di prodotto arcaiche per alcune zone, ad un prezzo
ridicolo, le VHS full size, vendute ad un prezzo vergognosamente alto
e dai contenuti bassi.
Nella mia zona non erano neppure
disponibili ma per alcune marche al sud Italia era il prodotto piu'
venduto ed era sempre in shortage: allo stesso prezzo di una top di
gamma DV era meglio una vecchia VHS stranamente enorme.
Per mostrare l'ego il piccolo DV non va
bene. Non ricorda i SUV?
Oggi un camcorder amatoriale non esiste
piu', usare la videocamera nella testa della gente e' scomodo, e'
brutto e non e' un cosa simpatica.
Proporre un camcorder consumer e' un
suicidio aziendale.
Qualcosa rimane, ma e' una nicchia,
come tutte le nicchie e' costosa.
Tanto che e' nata l'assurdita' di fare
video con la fotocamera, un affare francamente inadatto e
completamente sbagliato per fare video.
Perche', nonostante siano passati 20
anni, i camcorder sono leggendariamente pessimi.
Poi la realta' e' molto diversa dalla
leggenda...
In ambito produzione chi e' serio usa ancora i camcorders e sono assolutamente identici a quelli del 1985. Certo la ventata consumer intacca i piccoli studi che usano stupidamente le fotocamere, ma di fatto il camcorder e' un'altro pianeta.
In pratica seguire i consumatori ha
disintegrato un intero settore, come del resto e' capitato con l'HiFi
o, in maniera diversa, con i TV.
Il consumatore pretende e si rifiuta di
comprare cio' che non lo soddisfa, anche se il suo desiderio e' in
realta' persino in contrapposizione con il suo benessere.
E' un trend evidente e sempre piu'
profondo, appena un settore diviene mainstream, o torna ad esserlo,
inizia ad avere numeri grossi, estetiche WAF, numeri cool.
Pensiamo solo al mondo delle lampadine,
dopo 50 anni ad essere un settore maturo, nessuno al bar parlava di
lampadine come oggi di bulloni esagonali, ad un tratto e' tornato con
i WATTI. Un altro settore distrutto.
numeri grossi, estetiche WAF, numeri
cool
e' un divenire e la causa e l'effetto
sono ben chiari: prima il settore ha un buon prodotto e poi diviene
pessimo, ma fatto di numeri grossi, estetiche WAF, numeri cool.
Diviene impossibile, o molto
difficoltoso, comprare un prodotto “per usarlo”, pensiamo alle
lampadine.
Infine, per i casi piu' sfortunati, il
settore non esiste piu' o quasi come quello dei camcorder.
sono andato un po lungo....