Visualizzazione post con etichetta couture. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta couture. Mostra tutti i post

lunedì, agosto 11, 2025

a-style

 


 

 a-style e' il tipico esempio del fatto che il mercato e' fattualmente una massa di scimmie.

Lo ha detto stellantis con la stelvio: 
se stai comprando quasi 100K di furgone tamarro  da gelato in fronte sei stolto, quindi sceglierai il nostro in quanto ti regaliamo 300E di monopatittino!

Lo ha detto VW:
Se compri un veicolo prenderai in nostro perche' se lo sbatti in giardino lo noteranno tutti perche' chiassoso, evidentemente brutto ed enorme. 
Perche', per il compratore VW/audi di furgoncini, l'importante e' mostrare il nuovo acquisto di medda e non passare inosservati.



 


Tutto nasce da un logo, come tante cose 
Un logo di medda come quelli che inventi con i tuoi amici, come le invenzioni strane come preparare il te alla temperatura perfetta o alla cannuccia raffrescante per la cola.


il logo e' ben pensato,  usando la prima lettera dell'alfabeto in un'immagine riconoscibile per il significato fintamente nascosto che allude a un atto sessuale
Piu' sembra nascosto, ovvero piu' uno è tardo di immaginazione, piu sembra una rivelazione.

l logo A-style guadagnò visibilità quando il fondatore lordo'  con migliaia di adesivi i pali dei semafori e le palina in genere di Milano e provincia suscitando curiosità  nel maranza tipo che alla centesima immagine mentre sgasava con il 50tino elaborato arrivava all'epifania ormonale.
Mentre lordava altri capoluoghi, la popolarità ottenuta dalla pubblicita' lordativa ottenuta, a costo bassissimo per non aver pagato le tasse ed aumentato i costi allo stato,  Marco Bruns inizio' la produzione delle prime T-shirt nel 2000/2001
Anche questa, oltre che essere irrispettosa, e' evasione.

inutile dire che  Bruns preferisce parlare di "movimento artistico" o "street art", altrimenti il comune di milano, se si fosse svegliato, potreva richiedere qualche milioncino di euretti di danni. Ma l'arte, qualunque cosa voglia dire, per il latinista e' sacra. Anche quando e' un semplice arraffare, basta la parola, Falqui.

Inutile dire che il maranza ad alta tamarritudine ne fu estasiato.

Il boom era consistente e ovviamente le richieste furono immediatamente ai vertici.

Il problema di questa situazione e' che se sei impreparato possono essere problemi.

Cosi' da subito in licenza il logo a Simone Sidoti della finesse e comincia un boom che ha il culmine sfolgorante intorno al 2004-2005

Dopo le t-shirt e la linea di abbigliamento, caschi, gioiellini, e altre maranzate come delle borse e orologi.”

Il fatturato esplode, si narra di essere arrivati a 200 milioni di euro con ricarichi spaventosi, visto che poi il grosso e' fatto da misere T-shirt vendute a 30 volte il prezzo per il solo logo (dovrebbero spiegarlo ad AGOM che il logo e' il prezzo)

E' anche ipotizzabile, per una serie di ragioni fra cui la pesante sponsorizzazione rapportata al fatturato, di un botto di nero


 

Mentre tutto sembra andare benone e il fatturato pompa sempre piu' tutto si pianta di colpo.

 Del resto  Il brand A-Style e' un marchio vuoto, non ha uno stile proprio, vende jeans, t-shirt assolutamente identici a quelli delle bancarelle, senza nessuna aggiunta significativa che non il logo.
Puoi farlo se sei un brand TOP che ha un suo stile, vedi i tamarri che vanno in giro con le mutande a vista o le magliette della salute usate come t-shirt, ma non puoi farlo un no-logo.


Certamente il tarro che vuole sganciarsi dai vestiti di mamma lo vede come anticonformismo e se particolarmente immaturo gli sembra di infrangere dei tabù.

Poi succedono 2 cose. 
Dopo 5 anni il tarro va a portare i secchi in cantiere 
La generazione dopo vede quella roba come vecchia.

Il perche' e' banale, ti sembra di essere trasgressivo se sei l'unico a mettere la pecorina sulla maglietta, esattamente come la generazione di tuo nonno andava in giro con il catenone d'oro e quella dopo del moncler.
Ma se lo fanno in tanti non e' piu' trasgressione, e' uniformazione, che ci sta bene quando e' "accettabile" come un SUV, il catenone al collo odierno, ma quando e' "aoh te prendo a la percorì" non e' piu' tanto "accettabile" e i colleghi di badile ti prendono in giro.

Cosi' passata la generazione di tamarri 15enni che hanno fatto il successo del brand, il brand ha cominciato a discendere. 

 Quando tutto si pianta iniziano i problemi e le criticita' che erano chiodi mal messi nel momento duro partono come se fossero proiettili e fanno male.

Dovete sapere una cosa: nel tessile le cose piu' turpi si fanno in toscana (ci sono interi libri che lo raccontano, alcuni divertenti), ma alle volte le cose partono dalla parte sud dell’Emilia Romagna (siam sulla carta comunisti, ma amiamo tanto evadere) e finiscono fattivamente come produzione nel sud piu' a nord. Al massimo in puglia, ma solitamente si ferma nelle marche, l'evasione di Montappone (1500 anime che evadono come una metropoli) e' zona mitologica nei racconti degli imprenditori, suscitando ilarita' per quantita' e persistenza.
Poi mi vendono a dire che non si sa chi evade. Suvvia, non diciamo castronerie, son cose tanto note da esser barzellette.

Quando vuoi fare nero e' ovvio che ti devi appoggiare a questi tizi che producono con niente e  conoscono modi per farti avere il necessario.
Il problema e' duplice. 

Il primo e' che la produzione lo fanno a poco prezzo perche' poi prenderanno il tuo modello e sulla commessa di 1000 pezzi ne produrranno 2000 vendendoli per i fatti loro in nero. 
Se sei stato abbastanza furbo di usare un tessuto esclusivo si vedra' una differenza, ma se fai come molti stilisti avrai il mercato inondato di fake identici.
Puoi avvisare quanto vuoi, decine di volte Intai di Armani che non e' furbo dare la produzione a chi costa troppo poco, salvo poi, venendo giu' dal pero,  vederli arrabbiarsi con chi aveva avvisato (coglio...)  e "non capire" perche' addirittura riescono ad uscire i fake prima di quelli ufficiali che, oltretutto, sono fatti malissimo; i ladri non sono bravi imprenditori. 
Del resto l'italiano e' ladro.

Il secondo e' che se chiedi di fare nero al fornitore ti sei messo gia' da solo nelle mani di un ladro, sperando che rubi con te e non contro di te. 
Uno che fa nero ha gia' mano d'opera nera e venditori neri che permettono di fare quello che fa (ricordate come si fa il nero, vero?)
Sperare che sulla produzione di 1000 pezzi ufficiali, 2000 concordati, non divengano 4000 reali e' solo una pia illusione, soprattutto se il prodotto non ha particolarita' alcuna.

Al calo di vendite feroci probabilmente hanno notato che le felpine da 5E che vedevano indossate erano un pochino troppe e rescinde il contratto ma, ovviamente, continuano a produrne (come spesso accade, in toscana possono andare avanti 50 anni scordandosi persino come era fatto in origine).
Del resto ha piu' appeal di una maglietta completamente bianca. 

Cosi' gli ex collaboratori vanno in tribunale, Bruns sostiene che la Fin.esse, nonostante fosse stato rescisso il contratto, continuava a produrre merce e a venderla sui mercati. 
Accusa che la difesa dell'azienda locale rigetta completamente sostenendo, tra l'altro, che la merce sequestrata era in magazzino ed era stata prodotta quando il contratto di licenza era ancora in vigore tra le parti, del resto se hanno  venduto in nero non ci sono prove che la produzione sia recente.

non si sa come va a finire, quello che si sa e' che Simone Sidoti è agli arresti domiciliari per associazione a delinquere in altra roba.

Oggi il fatturato di A.style e'  € 2.000 (2019) 

Rimane una potente dimostrazione che non conta il prodotto, alla fine erano prodotti primo prezzo assolutamente banali, ma il consumatore puo' essere disposto a spendere cifre consistenti essendo di fatto ignorante.
Sottolinea che se hai successo perche' pensi di essere furbo puo' anche andarti bene, ma, una volta finito l'Hype, e' facile schiantarti a terra se il prodotto non ha motivazioni di vendita che siano trasversali.

 

giovedì, agosto 01, 2024

la professionalità italiana

 Vengo colpito da questo cartellone in mini metro come una sassata.

Leggiamo un attimo questo cartellone triste.
Vorrebbe essere di una scuola del design della comunicazione.
Secondo voi, questo tristo cartellone tono su tono vi da l'idea di una scuola di design o di una scuola di ragionieri un pochino fantozziani?
Ci sono svariati modi di fare comunicazione e design in una réclame, che con la mia solita sottilezza (:-P) tagliero' in due:

1) Woah. E' il piu' difficile si tratta di aggredire l'occhio, tipico ad esempio l'esempio dei cartelloni delle suole top dove la bravura e la novita' sfidano l'occhio o quelle aziende che vogliono aprire in 2 il mercato. Un po sul p0rno potete pensare a kalvin klein, ma anche altri che arrivano ad usare pittori di fama o sistemi tecnologici. Il top si e' avuto negli anni 80.

2) Bau bau house, come la chiamo io. In pratica ipersemplificare, generalmente con un tocco di Mondrian  e non sbagli piu. Una versione sfortunatadi questo concetto lo vedete applicato da Apple: quello che non avete messo non potete sbagliarlo (e grazie al ca...). Se avete paura e' ottimo.

La 3za via scelta e' un cartellone con una "modella" che non si capisce cosa faccia li, forse perché avevano troppo spazio in orizzontale e i libri non sono neppure dritti.
Facciamo finta che non sia conciata come una povera ghetto style con un espressione ebete, evidentemente non hanno un direttore di design nella sQuola che non si sia strappato i capelli dopo aver visto una foto del genere, corollario: non hanno idea del design.
Provate a togliere il bollino di medda e tagliare il poster all'altezza del naso della modella e rimuovetela dal poster dove e' inutile.  Lasciate solo la scritta e lo sfondo.
Già meglio, no?
Togliendo gli orrori piu' grossi localizziamo il design della comunicazione e non un confuso messaggio di una sciattona "vorrei ma non posso" che fa un tentavo di diventare una modella da passerella.
Lasciamo perdere gli altri errori.

Se vi sembra niente potete andare sulla home del sito

WoW.
Whatammedda!

Questo si chiama body shammingo durissimo.
Prendi una persona non bella, con piu' di qualche Kg rispetto alla forma,
la conci da sciattona,
la illumini di medda,
la spettini
ritocchi brutalmente l'immagine in maniera da esaltare il peggio, naturale o aggiunto.

Poi la metti in pole position nella home che tutti possano vedere lo scempio che hai fatto a quella poveretta... ho visto donne delle pulizie di 60 anni piu' curate.
Se volevi farla vergognare, beh, hai fatto veramente tutto il possibile.

Lasciamo perdere la barra gialla degli open day che e' cacciata sopra a razzo del messaggio che a sua volta e' sopra al vestito collassato brutalmente a nero.

"Lo spirito dell’Accademia è creazione e collaborazione."
Collaborazione o casotto litigioso?


"Lo respiri nei corsi di
Fashion Design"

Scusate avete un corso di fashion design e le modelle che vi rappresentano sono una con una  felpa di plastica e l'altra con una roba informe che "mio signore dove razzo sei riuscito a scovare un tale schifo?"?
Questo e' il biglietto da visita?
Il massimo che riuscite a fare?
E vi risparmio le altre immagini.
Non dico di fare haute couture, ma neppure quello scempio d bancarella cinese da tutto a 3 euro. 

La scuola di design di Mombay ha un sito che rappresenta cosi' il corso di moda (visto che collaborano con riviste internazionali e' d'archivio, una stilista libanese, ma da bene l'idea dello stacco)



E le foto degli studenti sul sito non sembrano poveri cristi, ma con le loro creazioni alcuni sono roba interessante. Ci provano.

Vedete la differenza fra l'italia, che non ha cultura, e l'India che ci prova e vuole sorpassare, e spesso lo fa gia'?


Capiamo subito che la cultura se non la possiedi non la puoi insegnare, magari sembri figo perche' fra i ciechi l'orbo e' re, ma puoi tirartela nella pozza di quelli che hanno fatto il liceo e di moda e design, salvo interessi personali, arrivano non sapendo un razzo.

Se pero' parliamo di quello che e' la realta' all'estero, ho parlato dell'india per far capire che tutto il mondo si muove, quando hanno fatto 5 anni di superiori hanno gia' approcciato concetti simili se non equivalenti.
In pratica il liceale ignorante va in questi posti (ve ne sono anche di migliori, per fortuna, es lo IED) e studiano 3 o 5 anni con una preparazione di 3 o 5 anni.
I loro colleghi, con lo stesso sforzo, hanno studiato 6 o 8 anni e hanno avuto contatti con aziende, metodi produttivi e mondo del lavoro che e' tanto odiato dai licei.

Capite che non solo e' facile che gli italici finiscano in universita' di basso livello, ma comunque e' molto difficile che possano essere meglio di altri.
Se volete piangere consiglio la scuola di moda di NY.

Come era la cosa che in italia facevamo moda ovunque e bellissima?
La cultura e' poca e le scuole sono di medda.



lunedì, aprile 10, 2023

moda estrema 4

 


 Oggi si conoscono tante cose, si testano i rossetti sugli animali e il makeup e' diventato piu' sicuro
(a proposito di quelli che non vogliono che chi lo desideri possa mangiare insetti: sapete, vero, come e' fatto quel certo rosso?).

Senza andare agli egizi, romani e altre cose piu' antiche, ci sono cose brutali molto piu' recenti.

La regina Elisabetta, L’inventrice dei corsari,  aveva il viso butterato dal vaiolo, del resto non esistevano i medicinali odierni e passava quando passava.

Cosi' si sbiancava la faccia con... il piombo.

Il  blanc de ceruse de Venise, lo sprito di saturno, era di fatto un intruglio contente Pb.
Il bianco ceruleo di Venezia, chiamato cosi' perché il migliore era quello prodotto appunto a Venezia.

Per produrlo si mettevano lastre di piombo in vasi di terracotta parzialmente riempiti di aceto. Una volta esposto all'aria l'acetato di piombo produceva carbonato di piombo

Non era usato solo nel bianco alla  veneziana, ma anche in molti altri cosmetici.
Era presente nei prodotti per fard da applicare sulle guance e venivano usati nelle macchie per le labbra, combinando pigmenti rossi come vermiglio, che contenevano composti più dannosi come il solfuro di mercurio.

I sintomi dell'avvelenamento da piombo sono molteplici:
dolore addominale,
paralisi muscolare,
confusione mentale
convulsioni incontrollabili
nausea,
la caduta dei capelli,
ipertensione
ridotta fertilità
e eccessi  la morte

Che sia l'origine del mito degli zombies?

Si sospetta che la caduta dei capelli vissuta da molte donne durante il XVI secolo abbia dato origine all'ideale di bellezza elisabettiana di possedere una fronte alta  

Ma ovviamente non si e' fermato di colpo al 1600, e' solo cambiato il colore di moda.

E allora come oggi non solo alcune donne si impastavano la faccia, ma avevano pillole magiche che le facevano diventare piu' belle


 la morte ti fa bella.

ritaglio dello Spokane Daily Chronicle - 12 ago 1893

Tavolette all'arsenico.
Da mangiare.

del resto per apparire bisogna soffrire, fino all'estremo sacrificio.






lunedì, aprile 03, 2023

la moda estrema 3

 


 

Molte persone pensano che "matto come un cappellaio" si riferisca solo ad un personaggio reso famoso da un romanzo fantasy adattato da un cartone Disney
In realta' si riferisce ad una combo fra gli effetti collaterali mentali e fisici che i cappellai hanno subito dall'uso del mercurio nel loro mestiere e il fatto che erano MOLTO ricchi per essere operai senza istruzione alcuna.  

Il feltro per i cappelli, quello serio, non quello in lanaccia, e' fatto in pelo di coniglio o, meglio, lepre.
Per far infeltrire bene il pelo e staccarlo dalla pelle  si passava alla fase detta di carotatura, cioè si immergeva la pelliccia in una soluzione arancione di nitrato di mercurio. 

il Mercurio veniva assorbito tramite la pelle e i polmoni ed entrava in circolo nel sistema vascolare, da cui riusciva facilmente a raggiungere il cervello.
Qui si accumulava, causando ingenti danni alle cellule nervose.

Gli effetti del mercurio  variano di grado.
Chi ne soffre sperimenta un'ampia varietà di sintomi:
prurito doloroso,
bruciore o desquamazione della pelle,
perdita di capelli e denti,
gonfiore,
sudorazione
e asma.
Spesso, e erroneamente, si riteneva che l'ubriachezza fosse la causa dei discorsi confusi, vertigini, confusione mentale e tremori alle mani tipiche di questi operai ben pagati (che ovviamente essendo ricchi operai  ignoranti si bevevano di tutto mascherando il killer).

L'esposizione influisce anche sullo stato emotivo:
irritabilità,
eccitabilità,
timidezza e
difficoltà ad andare d'accordo con le persone.

L'avvelenamento da mercurio dei lavoratori fu notato per la prima volta nella letteratura medica nel 1860  nelle fabbriche di cappelli di Danbury e negli anni 1880 e 1890 la cosa divenne certa, ma, ovviamente, non esistevano gli standard attuali.
La cosa e' continuata fino nel 1960, e in alcuni paesi europei (Portogallo...) fino alle soglie del 2000.

 




lunedì, marzo 27, 2023

La moda estrema 2

 


Abbiamo iniziato parlando di TESSUTI, ma all'epoca non vi erano molte scelte, lana e cotone la facevano da padrone, per fortuna non esisteva la roba sintetica.

Ma quello che per un bel po ha sottolineato la classe sociale, il censo, che e' per tanti versi "bellezza", erano i colori, come il rosso che per secoli e' stato vietato a chi non era di certe classi, non a caso in tempi recenti usurpato dai comunisti piu' fascistoidi.

Quando si guardano film come arsenico e vecchi merletti e tutta una narrativa d'epoca potrebbe chiedersi come mai era cosi' facile accedere ad un simile veleno.
Persino la sfigata e triste Madame Bovary del pessimo libro si suicida con l'arsenico.

La risposta potrebbe essere scioccante: era un composto piuttosto comune nelle case e gli incidenti erano all'ordine del giorno.

Per gran parte del 1800, un terzo di tutti i casi criminali di avvelenamento riguardava l'arsenico. Uno dei motivi della sua popolarità era semplicemente la sua disponibilità ovunque a basso prezzo e la difficoltà di capire, anche quando fu possibile identificarlo nel cadavere, se fosse un classico incidente o un omicidio.

Poiché l'arsenico può produrre un pigmento verde brillante, i produttori del diciannovesimo secolo lo utilizzavano per carta da parati, vernici, tessuti e molti altri oggetti.

Nel 1775, quando il chimico Carl Wilhelm Scheele mescolò carbonato di sodio, ossido di arsenico e solfato di rame, inventando un colorante verde brillante, poi noto come "verde di Scheele", riusci' a produrre un colore bello saturo per cui molti vittoriani impazzivano.


 



Questo colorante provocava  ulcerazioni della pelle, occhi rossi e altre "facezie" al proprietario, ma anche avvelenavano  i presenti.
Spesso la tintura era applicata in modo così approssimativo, per lavaggio, che cadeva a pioggia mentre chi la indossava ballava o faceva chiacchiere.

ma anche la vedovanza era un problema, ci si aspettava che le vedove trascorressero un anno intero in "profondo lutto", indossando abiti completamente neri realizzati con un tessuto opaco che conteneva, oltre all'arsenico, anche il cromo e il catrame.

si arrivava a ricorsività, come il fatto dell'illustrazione sopra: non solo rappresentava vestiti all'arsenico, ma la stesa illustrazione è colorata con l'arsenico.

La cosa divertente che ancora oggi non solo vendono i vestiti dell'800, ma alcuni li indossano.


 Ma vi erano delle cose ancora piu' pericolose dei vestiti e della carta da parati, i fiori all'arsenico usati come guarnizione di vestiti e copricapi.

Le operaie (femminile poiché erano tali) nel mondo dell’industria-artigianato che preparava quei vestiti, quelle carte da parati e quei bellissimi fiori verdi schiattavano con noncuranza avendo a che fare tutta la giornata lavorativa con quella roba, spesso in polvere, e ricordiamo che la giornata non erano le poche 8 ore odierne.

 Il 20 novembre 1861, Matilda Scheurer, una produttrice di fiori artificiali di 19 anni, morì per avvelenamento pesante sul lavoro, non era la prima ma ne parlarono i giornali  essendo una donna giovane  "di bell'aspetto" (Greta insegna, no?).

Prendeva  le foglie artificiali, spolverandole la polvere verde che ovviamente inalava  e mangiava trasferendola dalle mani ad ogni pasto. 

La stampa descrisse lungamente la sua morte in macabri dettagli, dal vomito che avrebbe dovuto essere verde agli occhi verdi e via in un crescendo da opera letteraria SciFi.

Solo allora si comincio' a pensare che , forse, non era una cosa furbissima e nacquero comitati e gruppi che volevano porre fine a questa assurdità.

La stessa cosa che da decenni stava seminando irritazioni, ulcere fra chi si vestiva (e problemi piu' gravi non espliciti) e morti atroci fra le operaie che spesso avevano le mani sanguinolente, affliggeva mezza Europa e la Francia fu la prima a far diventare parzialmente illegale il verde arsenico, ma continuarono ad usarlo.

Almeno fino a quando la chimica moderna spazzo' via il verde di Scheele

Del resto per apparire si puo' anche morire, no?


 


lunedì, marzo 20, 2023

la moda estrema 1


 

 

L'ultima mia discussione e' stata con chi mi diceva che oggi nella moda fanno vestiti scomodi, ESTREMI, senza il rispetto della donna e oggi usano modelle bambine.

Ogni tanto qualcuno pensa che la moda oggi sia diversa e peggiore, ma di fatto e' sempre stata un estremo per mostrare bellezza. 

A qualunque costo.
Anche della vita.

E la bellezza e' quando si e' GGiovani, magari tonti, ma non si e' piu' belli a 70 anni che a 17.

Oggi, di fatto, la moda e' piuttosto ferma, senza spinte.
Ma fino a pochi decenni fa la moda era una cosa molto vivace e prima ancora era estrema, mortale.

Volete qualche esempio? 

Bene partiamo da una bella ragazza che a 24 anni era praticamente gia' nell'olimpo delle grandi attrici e stava per diventare il massimo dell'epoca.

Il 29 novembre 1923, Martha Mansfield aveva appena girato le sue scene nel film ad alto budget "The Warrens of Virginia" e secondo il NY Times si stava sedendo in macchina quando un fiammifero lanciato nel finestrino le incendiò il costume ORIGINALE della Guerra Civile.


 
Il suo coprotagonista, Bill Lytell, le gettò subito addosso il cappotto, riportando gravi ustioni alle mani mentre cercava di toglierle gli abiti in fiamme che non accennavano a voler spegnersi.
La Mansfield, sulla strada di divenire una superstar del muto, fu trasportata d'urgenza in un vicino ospedale di San Antonio dove morì il giorno dopo.
Di fatto l'ultima vittima di una moda 800ntesca.

Cosa ha trasformato l'attrice in una pira, anche i vestiti con il sinteticone, pur pericolosi, bruciano, possono fare danni, ma raramente ci rimani secco.

Il fatto che a meta' del 1800 non era raro trovare nei necrologi incendi che partivano dai vestiti o donne che avevano preso fuoco.

la cosa non era inconsueta neppure per gli utensili, i pettini esplodevano.

Non solo non era raro prendere fuoco per un pettine e morirci, ma le fabbriche di pettini che esplodevano non erano cose bizzarre (ancora nell'8 novembre 1909 ci furono  9 vittime a NY)

la celluloide che era ampiamente diffusa (in pratica la plastica dell'epoca) ha come nome completo di nitrato di cellulosa, e già cominciate a sospettare qualcosa, se vi dico che la celluloide è composta da una miscela di sostanze chimiche come nitrocellulosa, canfora, alcol... capite che brucia benissimo e va in autocombustione a 130C, in pratica appena la mettere su una fiamma libera vavavuma.

E i pettini e altri utensili , persino da cucina, erano fatti in, harg!, celluloide.

I vestiti per renderli vaporosi e con una forma, erano molto stratificati con garze sottilissime, alle volte trattate con intrugli.

Per non parlare delle cerate, da dove pensate che arrivi il nome?, o per gli anglofoni Oil Skin, idem, che nel 1860-1900 circa potevano finalmente essere realizzate per essere più sicuri con... la celluloide!
Sinceramente non so se era peggio essere una candela o un esplosivo.

Non era un segreto che i vestiti fossero pericolosi, gli incidenti erano tutt'altro che rari, ma in un epoca in cui l'illuminazione erano candele e il riscaldamento era il camino, bruciare vivi non era un accadimento raro di per se.

Moda esplodente e piromane.

Ma questo e' ancora nulla.


lunedì, gennaio 10, 2022

allevamenti animali

 

 



Bisogna far note spesso che le tradizioni e i modi di fare non cambiano nell'arco di una generazione, anzi, spesso per correggere le cose occorre di piu'.

E' innegabile anche che oggi non esiste possibilita' di fare tutte le pellicce sintetiche anche solo simili a quelle naturali, nei casi che possono essere simili esteticamente non lo sono tecnicamente. o viceversa. e spesso costano di piu' dell'alternativa animale.

Ovviamente piu' l'animale e' trattato “meglio” migliore ne sara' la pelliccia e in Italia solo di visoni vi era una popolazione media intorno a poco meno di 100.000.

Dovete sapere che in italia il campo della moda ed in particolare quello delle pellicce e' un bel numero grosso, con un fracco di lavoratori e un indotto di migliaia di lavoratori.
Vi basti un nome su tutti, Fendi che e' stato fondato come pellicceria (3000 impiegati, Karl Lagerfeld defunto compreso, 1miliardo di fatturato).

Mercato visoni

euro 3.5milirdi eu

euro 17miliardi mondali

in costante aumento entrambi.

dimostrazione di un mercato attivo e vivace

Questo e' un dato di fatto.
Piaccia o meno.

se non piace chiedetevi come fare, non sparare caxxate.

Negli ultimi anni e' stato spesso un settore massacrato da leggi tali per cui un prodotto animale sta diventando un po un caos, vuoi per leggi giuste, altre volte meno.

Il fatto e' che come al solito quando complichi le cose all'italiana (ma nel caso della lana e' americana) nascono i furbetti:
un maglione di lana di capra hircus deve dire dove e' stata allevata la capra e dove e' stata venduta la lana.... per un prodotto composto.
Il filato e' un mischione di lane di diversi animali e provenienze e in ogni fase il processo (raccolta, vendita, mischia, sbiancatura, cardatura, filatura..) puo' avvenire in paesi diversi.
Le capre che interessano all'alta moda pascolano, spesso liberamente, in una zona chiamata kashmere (o kashmir eccetera a seconda di chi lo dice e dalla translitterazione) che e' fra 3 stati: India, Pakistan e Cina. E alcune volte le capre se le rubano ai confini.
Posso dire che se, come accade, la lana ha come provenienza l'India, la certificazione meno problematica, sempre, uno qualche domandina dovrebbe porsela.

Figuriamoci cosa avviene con le pelli, non ho esperienza diretta, ma ho sentito narrazioni da film.

Questi fin ora i fatti.

Abbiamo una serie di attori che vorrebbero diminuire la presenza di pellicce per motivi vari (alcuni giusti altri errati).

Per esempio i lobbisti della LAV, o gli esagitati sisnistroidi che vorrebbero vietare le pellicce perché cosi' si fa del male ai ricchi: la dimostrazione e' quando gli regali la pelliccia sbavano quando fino al giorno prima ne diceva peste e corna (ricorda i suv?).

Il fatto e' che quando non lo fai per un MOTIVO, ma solo per IDEOLOGIA inventi il silver bullett.

Cosi' si e' spinto per ELIMINARE gli allevamenti di animali da pelliccia nostrani.

Il risultano non sarà di fermare la pellicceria, ma renderla piu' difficile con il bonus che gli animali verranno trattati di merda in Turkia o in Russia.
Dalla padella di venir trattati in allevamenti industriali alla brace di allevamenti non normati fatti alla carlona con villici che scuoiano alla vecchia maniera: piu' sofferenza e piu' animali necessari per il medesimo soprabito.

Un mercato in salita lo puoi rallentare, ma non lo puoi fermare cosi'.

Se noi non facessimo, per decreto, piu' SUV in italia perché pericoloso, la Pina Fantozzi comprerebbe un audi Q2, fine. Al massimo il DKW Q2 verrebbe venduto con il nome di FIAT 500SXV.
Non hai fermato i SUV, hai solo spostato la produzione.

Non e' vietando la produzione di animali da pelliccia in ITA fermi la Pina che si pavoneggia con le amiche

Del resto in mezza Europa i rincoglioniti in questi anni hanno fermato l'allevamento.
Il risultato?
Aumento del fatturato.
LaSoluzione (TM) (mi sembrava adeguata dai commenti) non e' mai una soluzione, nel 2020 e' record in EU: non si sono mai vendute tante pellicce.
Woah.
Il proiettile argenteo ha funzionato proprio bene.

Il fatto che la pelliccia di visone e' abbastanza inutile per un cittadino metropolitano di Milano o peggio piu' a sud, diciamocelo, il gioco e' capire perché si compra e come far desistere gli acquisti.
Piu' difficile, piu' complesso, piu' costoso e, diciamocelo, poco furbo se non fornisci PRIMA un'alternativa equivalente.

E' un po come quando parlo delle auto elettriche e simili: non e' che io voglio che il mercato rimanga alla pelliccia, quando era nella moda facevamo poco e personalmente mai avuto un capo in pelliccia o pelle tranne un giaccone in shearling che mi hanno regalato nonostante non lo volessi (amo i capi che posso sbattere nella lavatrice, ho le mie fisime) ed e' uscito dall'armadio meno di 1 volta all'anno.

E' sempre una questione di MODALITA'.
Quando vuoi cambiare il mercato, fare una transizione o una rivoluzione, devi capire perché OGGI le cose sono cosi' e intervenire sui motivi.
Certo puoi vietare la vendita, ma rischi forte di avere il contrabbando in varie maniere, oltre ad una morte istantanea di posti di lavoro. Del resto i CD e DVD o le sigarette la raccontano molto bene, no?

Molte maison raccontano la balla di non usare piu' pellicce per motivi etici (buhahahaaaa), in realta'  la pelliccia ha bisogno di laboratori e lavoratori specializzati e la stessa materia prima non e' uniforme.

Parliamoci chiaro:
Non posso portare un capo dal terzista senza capacita' che mi fa la confezione di un capospalla a 10E
Inoltre un filato di plastica e' sempre identico e dal prezzo concordato.
In soldoni vuol dire che quando faro' la produzione (che inizia circa 6 mesi prima dell'arrivo nei negozi) avro' un prodotto IDENTICO a quello del catalogo/sfilata del punto di colore della cartella colore preciso e senza variazioni di sorta.

Per la pelliccia ogni animale e' diverso, la stola mai sara' identica alla cartella colori (che di solito e' in vero nel tessile, non una foto) dando adito a contestazioni, ci saranno scarti anche rilevanti (gli animali non sono tutti identici) che daranno variazione del prezzo produttivo rilevante a fronte di prezzi dei vendita avvenuti 6 mesi prima.

Non e' buono per dei prodotti di serie ad alto guadagno e i consumatori oggi sono dei cagacaxxo.

Definito che disintegrare un settore per mandare gli animali in allevamenti di merda e a basso rispetto degli animali (vi assicuro che alcune provenienze sono folli) vediamo come si fanno le leggi in un paese di disperati microcefali spinti da verdosky che odiano gli animali.

innanzi tutto gli sfigati non fanno una legge sulle pellicce o sugli animali.
Troppa fatica.
Si rende impossibile alle persone rispettare la legge, un articolo sulla ristorazione lo troverete nel testo sulla moda, come uno sulle scarpe in uno sulla prevenzione degli incendi.
Dopo non lamentiamoci di avere un corpo normativo ENORME di difficile comprensione e impossibile da conoscere dal cittadino o azienda che devono saperlo tutto a memoria: la legge non ammette ignoranza!

Non parliamo poi della legge di bilancio di fine anno, in teoria una legge che dovrebbe sistemare le discrepanze fra le previsioni e la realtà.
Legge di bilancio regolarmente scambiata dall'inutile cretino di turno per l'ultima occasione per prendere i soldi o fare l'ultima porcata dell'anno mentre gli italioti pensano al cenone, non a caso cose de menomati mentali come i monopattini sono state scritte dentro li a centinaia tutti gli anni. Segno evidente della quantita' di cretini eletti. In DE esiste un limite di 5 emendamenti, sarebbe da adottare immediatamente.

Cosi' anche questa porcata e' finita come un emendamento alla legge di bilancio di fine anno 2021 in cui entro 6 mesi gli allevamenti devono cessare di esistere.

“Inoltre, un decreto del Ministero della Transizione Ecologica, del Ministero dell’Agricoltura e del Ministero della Salute sarà emanato entro il 31 gennaio 2022 per regolare cessione, sterilizzazione e detenzione dei visoni in strutture preferibilmente gestite direttamente o in collaborazione con associazioni animaliste riconosciute.”

Capiamoci, roba difficile, in genere questi decreti arrivano il giorno prima dell'obbligo o mai lasciano un limbo, ovvero aspettiamoci di averlo per Giugno con i poveracci che non hanno piu' un lavoro ma devono spendere soldi per aspettare di capire come fare a perdere il lavoro (o venderanno ai turchi o daranno fuoco a tutto, animali compresi)

“Per questo motivo saranno finanziati anche indennizzi statali, sino ad un massimo di 3 milioni di euro, per la chiusura e smantellamento di ciascun allevamento, nonché 3 milioni di euro complessivi per la loro riconversione in impianti agrivoltaici per la produzione di energia pulita.”

energia pulita oramai e' il grido del cretino che si lancia contro il muro di mattoni come sport perdendo i denti.

Vorrei che contaste le corbellerie insite nelle 2 righe.
Sembra impossibile cacciare dentro tante caxxate in cosi' poche parole.
Ormai facciamo scrivere le leggi dai grillini con i loro proclami.

 Secondo voi, nel 2022, con questa legge, oltre a licenziare un po di gente (aumentando la poverta' in Italia), riusciranno ad incrementare ulteriormente il fatturato delle pellicce e degli animali da pelliccia uccisi?

se non cambieranno altre cose sono sulla buona strada.

venerdì, ottobre 04, 2019

il vestito e' il monaco



il problema e' che in italia abbiamo perso pure la cultura del vestire.



Si, ci sono ancora alcune scuole titolate come la marangoni, ma molte sono un ricovero di disadattati.

La gente, che arriva da un paese rurale, ha cancellato quel poco che aveva, generalmente le nonne erano tutte sarte e quel minimo di sartinatudine sta morendo con loro.

Come chiunque piu' osservare il "vestito" della poveraccia ha un taglio di medda perche chi lo ha realizzato aveva in mente un affare 5E made in china.

E' praticamente una brutta imitazione di un vestito che starebbe bene su di una 20nne da 40Kg dove qualunque cosa metti ci sta.

Le maniche sono attaccate alla benemeglio e lo spacco, molto lolita 1970, che fa intravedere le braccia a polpaccio non aiutano

il taglio, dritto come una t-shirt, evidenzia il design cilindrico della palandrana
senza pensare ovviamente ad uno sbieco, insieme al precedente, questo ovviamente evidenzia cruentemente le variazioni d'angolo del corpo mostrando bene l'enorme borigia  e facendo canne a non finire, sembra persino che non mai stato stirato, ma e' solo che "non gira". 

Il famoso look da sfigato del vestito/camicia di medda,

Colpo di genio la passamaneria del collo. Per impreziosire in pieno stile sudamericano da favela, la ENORME coda di topo a contrasto sul collo.

La parte posteriore mi manca ma e' probabilmente causa del fatto che il vestito impenna (oltre al fatto di non essere tagliato di sbieco)

cara elena, va bene difendere l'indifendibile, ma ci sono fior fiore di marchi per taglie conformate e alcuni non costano neppure tanto.
non vuoi far fatica?
una camicia bianca, una giacca e un pantalone hai risolto senza nessuna fantasia.

Se ti presenti in tuta o con un affare del genere chi ti e' amico ti difende, ma sei ridicolo e farti poi prendere seriamente e' difficile vestita da clown

Il tuo patito e' un covo di incapaci che non ha neppure la capacita' di organizzare questo evento, FIGURIAMOCI IL PAESE INTERO

Al confronto, vuoi per lo stile, vuoi per il fisico e SOPRATTUTTO per il ruolo il matt taylor era un fine esteta.  

Comunque gli acquirenti dei vari purga, puke, X, Q e doblo' che pensano essere roba meglio della bianchina di fantozzi non hanno il permesso di commentare

lunedì, maggio 19, 2014

baseball cap

Mi ritrovavo in quel di milano presso un punto vendita flagship di un noto ex velaio.
vedo dei cappelli da fantino brandizzato, nulla di anormale nella loro presenza di cappelli cinesi da 4euri rimarchiati e venduti a 40. Ormai la norma in periodo di prezzi pazzi.
Noto con stupore che tutti i cap in vendita sono sbagliati: il bottone che serve a coprire la zona di arrivo delle fese nella sommita' della testa e' fissato a casaccio come se l'operaio fosse stato ubriaco.
Faccio notare la cosa alla commessa che mi guarda con fare ebete perche' guardo il cappello come aver visto uno sciotto di cacca.
Faccio GENTILMENTE notare che tutta la fila di prodotti e' sbagliata e forse converrebbe rimuoverla dall'esposizione. Lei mi guarda male e afferma sprezzante che sono fatti cosi'!

“vede il bottone?, deve stare li non serve a nulla un bottone a casaccio.”
“E' un nuovo modello!”
“sara' un nuovo modelllo ma se tutti i capi sono diversi e uno addirittura e' montato sul marocchino e un altro sul ricamo in mezzo all'ambito marchio..”
“sul marocche?”
“comunque sono errati”
“ma cosa ne so io?”
“lavora qui,no?” e' evidentemente un negozio di vestiti
“e allora mica devo essere esperta io: sono solo la commessa!”
“mi sembra il minimo che una commessa di vestiti sappia cosa stia vendendo e sappia riconoscere un prodotto fallato da uno integro”
“non e' compito mio.”
“non e' compito suo cosa, fare la commessa?”
“lei mi offende”
“lei offende: il lavoro di commessa, il negozio e l'italia”
“lei e' un cafone”
“e' vero, sono un cafone e lei non e' adatta ad essere una commessa in un negozio di abbigliamento ed e' un fatto abbastanza ovvio”

era inviperita.
ho esagerato a dargli della cogliona?

mercoledì, luglio 31, 2013

negozi per fessi



Questo e' quello che intendo fra un designer e un fesso.
Questo e' il secondo.

Ovviamente se il negozio avra' successo, puo essere,  vuol dire che il reparto marketing e' tosto: ha preso il tiralinee della stessa risma del pubblico.

Il disegno e' scomodo, museale.
Famolo stano
di difficile manutenzione.

Chi si avvicina ai vestiti viene punito sugli stinchi.

Il corrimano tende a far ammazzare il cliente.

riuscite a mantenere il candore dopo il passaggio dei tacchi?

Lo spazio dedicato ai vestiti e' miserrimo,
sono mostrati in una zona focale ma nascosti e immersi in un tripudio disturbante di forme e colore: Chi compra in quell'ambiente e' destinato a pentirsi una volta a casa.

L'unica cosa che mancava per fare il jackpot e prendere 0 punti era l'illuminazione LED.

Cicciofesso la sai la differenza fra un negozio e un'ambientazione alla spazio 1999?
La prima deve vende e far ritornare il cliente.
La seconda deve scioccare in foto.

Ragazzi son solo vestiti..... Roba che di innovazione ne vedo pochina, suvvia un po' di sforzo!

Per un PC cosa bisognerebbe fare?
Versailles?

lunedì, agosto 01, 2011

martedì, luglio 19, 2011

tessuto etichette

Nei capi di vestiario sono sempre presenti delle etichette.

La conoscenza di queste ultime e’ essenziale sia per una corretta scelta che per una giusta manutenzione.

Capita di non capire perche’ un capo ha una determinata apparenza: Puo’ essere la qualita’ il tipo, di lavorazione o la composizione delle materie prime.

Quella che segue e’ la leggenda delle abbreviazioni piu’ comuni riportate sulle etichette: una guida obbligatoria per capire il tipo di prodotto.



AC=Acetato

AG=Algilica

CA=Canapa

CL=Clorifibra

CO=Cotone

CU=Cupro

EA=Elastam

EL=Gomma

FL=Fluorofibra

HA=Pelo o crine

JU=Juta LI=Lino

MA=Modacrilica

PA=Poliamidica

PB=Poliureica

PC=Acrilica

PE=Poliamidica

PP=Polipropilenica

PU=Poliuretanica

RA=Ramie

SE=Seta

TA=Triacetato

TV=Trivinilica

VI=Viscosa

WA=Angora

WB=Castoro

WL=Lama

WM=Mohair

WO=Lana

WP=Alpaca

mercoledì, maggio 25, 2011

tessuto lino



Lino

La più antica tra le fibre vegetali è certamente il lino. Conosciuto nella regione dell’antico Egitto fin dal V millennio avanti Cristo, fu coltivato da Egizi, Fenici, Babilonesi e altri popoli del Medio Oriente che ne diffusero l’uso a Greci e Romani

Il Linum Usitatissimum e’ pianta dalla quale, a seguito della macerazione delle fibre è ricavato il filato. A seconda dello stadio di crescita del lino e’ possibile ottenere fibre piu’ o meno sottili e di conseguenza resistenti.

Il lino, un materiale fresco e traspirante, ideale d’ estate.

Le principali proprieta’ del lino:

Tenacita’: molto forte. Tra le fibre vegetali, infatti, il lino e’ quella piu’ resistente;

Elasticita’: non elastica. Per questo motivo, i tessuti di lino si sgualciscono facilmente;

Igroscopicita’: alta, come il cotone;

Coibenza: bassa.

domenica, maggio 01, 2011

tessuto cotone


Il cotone, il cui termine deriva dall’arabo katun ovvero "terra di conquista". Già presente prima del secondo millennio avanti Cristo in India ed anche in Perù, fu introdotto dai Saraceni prima in Sicilia nel IX Secolo e poi in tutta Europa attorno al 1300. Considerato un prodotto d’importazione, e per di più difficile da filare e tessere, rimase per lungo tempo un tessuto di lusso al pari della seta.

Il nome con cui gli antichi lo chiamavano era: “oro bianco”

Materiale di eccellenti e ben conosciute caratteristiche di igrospicita’, traspirazione e freschezza, intreccia la sua storia con quella recente del genere umano, basti pensare alla storia Americana.

Ancora oggi e’ importante in quanto rappresenta il 46% delle fibre consumate nel mondo (19MT nel 1997) e gode, grazie al suo prezzo relativamente basso, rispetto alle eccezionali caratteristiche, di un buon consumo anche nelle zone d’origine.

Negli ultimi anni si e’ fatto strada una novita’ nel cotone che ho usato dal 1995 (circa): Il cotone biologico. La novita’ consiste nel fatto che il seme del cotone spesso non nasce con la peluria bianca. Selezionando appositamente le varieta’ e’ possibile avere dei cotoni in alcuni colori che non sono stati ne’ sbiancati ne tinti. La cosa curiosa e’ che si tratta di una tecnica inventata dalle popolazioni andine precolombiane e riscoperta solo ora.

Date le sue caratteristiche morfologiche e chimiche, il cotone presenta le seguenti proprieta’:

Tenacita’: forte, soprattutto in ambiente umido;

Elasticita’: molto debole

Igroscopicità: alta;

Coibenza: media.

sabato, marzo 26, 2011

tessuto animale



Le lane

Le lane si ricavano dal pelo che ricopre il corpo degli ovini, dei caprini e anche di altri animali come il cammello, il lama e l’ alpaca ed il coniglio.

Ogni animale ed origine possiede delle qualita’ diverse, per esempio:
Dalle capre della regione del Cashmere si ottiene una lana sottile e morbida,
dalle pecore delle Ande un filato molto “grezzo” e ruvido,
dalla pecora Australiana un prodotto di buona qualita’ ad un prezzo ragionevole.

Per la sua struttura morfologica e chimica, la fibra della lana presenta le seguenti proprieta’:
Elasticita’
elevata Igroscopicita’: Infatti, la lana puo’ trattenere fino al 30% di umidita’ senza sembrare bagnata.

Coibenza: molto alta, grazie all’azione isolante delle fibre.

Inoltre, per la sua struttura arricciata e pelosa, la lana puo’ trattenere un gran volume d’aria che, essendo un buon isolante termico, ne aumenta il grado di coibenza.

Feltrabilita’: e’una proprieta’specifica della lana.

Ultimo, ma non meno importante, l’ uso secolare di questo filato. La conoscenza approfondita di questo materiale e’ infatti il motivo per il quale con la lana si riescono ad ottenere filati, e quindi prodotti, apparentemente molto diversi.

sabato, marzo 12, 2011

tessuto naturale



Le fibre naturali sono quelle che l’ uomo conosce meglio: effetti collaterali e tecniche di filatura, tintura o tessitura sono spesso note da centinaia d’ anni e le loro evoluzioni sono passi in avanti di una tecnica matura.

Questa favorevole situazione rende possibile una rapida scelta oculata nella fibra da utilizzare.

Il filato naturale puo’ avere diverse origini.

Una prima differenziazione puo’ essere data dall’ origine animale o vegetale delle fibre utilizzate come materia prima.

lunedì, febbraio 28, 2011

tessuti-sintesi


I materiali di sintesi, definiti “tecnici”, appartengono a due gruppi:

Il primo gruppo appartiene a quei tessuti come il nylon o gli spalmati che offrono una caratteristica che i tessuti naturali non offrono:

La notevole resistenza alla trazione del Nylon permette la realizzazione dei paracadute e di alcune tensostrutture che sarebbero sostanzialmente irrealizzabili con tessuti come il cotone o la lana.

L’ enorme resistenza alla trazione delle fibre di carbonio permette vele migliori e indeformabili come non ne sono mai esistite neppure nei sogni dei grandi navigatori del passato.

L’ assorbenza nulla dei sintetici, sia come fibra che come tessuto, permettono la realizzazione di capi impermeabili decisamente superiori alla vecchia cerata. Gli ombrelli di oggi sono leggeri, efficienti ed economici.

La diversa composizione rispetto ai “naturali” permette di avere abiti che proteggono da ambienti di lavoro pericolosi, resistenti agli acidi od al calore come alcuni composti con ceramiche. I vigili del fuoco, i meccanici dei pit-stop e persino i cuochi traggono enormi vantaggi dall’ uso dei nuovi materiali.

Possibilita’ di colorazioni particolari: il colore non viene applicato con una tintura, ma e’ parte integrante del filo. Colori cangianti, vellutati traslucidi o metallizzati sono esclusiva dei tessuti costruiti con queste nuove tecniche.

Il secondo gruppo e’ quello degli imitatori: tessuti che dovrebbero essere uguali ai loro corrispettivi naturali. Il motivo del loro utilizzo puo’ essere ecologico: evitare di uccidere un animale per la sua pelliccia o economico: il sintetico costa meno.

Quando il motivo di utilizzo del tessuto artificiale e’ esclusivamente una mera ragione di costi, il prodotto che ne scaturisce e’ solitamente di bassa qualita’.

Il tessuto Hi-Tech dovrebbe essere impiegato solo con l’ ausilio di un know-how specifico.

Questo contrasta con la ricerca del basso prezzo.

In questi casi il tessuto giusto nel posto giusto diviene un’ utopia: tessuti impermeabili a contatto con la pelle umana, maglioni freddi, e T-shirt estive che fanno sudare sono alcune delle decine di inconvenienti ad usare il sintetico con l’ intenzione del risparmio.

Questo e’ il motivo per il quale La quasi totalità dei capi di vestiario contenenti il filato di sintesi sono prodotti scadenti.

Il produrre prodotti di qualità alta che non necessitino delle caratteristiche specifiche del sintetico hanno addirittura costi superiori al filato di origine naturale: tanto vale usare quest'ultimo.

martedì, febbraio 15, 2011

tessuto genesi


per quanto può sembrare bizzarro anche il mondo dei vestiti ha una sua tecnologia, spesso molto antica e derivante da quella che è la nostra storia.


Ma la cosa più importante di un capo di abbigliamento e' sicuramente il tessuto.

Non si conosce l’ esatto momento in cui l’ uomo passo’ dal vestirsi di pelli all’ uso delle fibre facendo cosi’ nascere il tessuto. In Mesopotamia, dove il clima particolare ha permesso una notevole conservazione, sono stati rinvenuti dei tessuti datati 4000 aC.

Da quel momento l’ uomo ha percorso secoli di perfezionamenti per raggiungere la qualita’ odierna. Il telaio meccanico infatti occupa una parte rilevante di quella rivoluzione industriale che traghetto’ l’umanita’ dal mondo rurale a quello odierno.



i vari tessuti si distinguono in base al tipo di lavorazione ed al materiale utilizzato.

Oggi nell'industria della moda alcuni furbetti stanno propagandando alcune pseudo novità come novità migliorative: niente di nuovo su questo blog: il consumatore desidera che gli sia detto che ci sono delle novità o delle migliorie. Se poi il numero riguarda i pixel o il presunto tessuto in realtà poco cambia: il consumatore è sempre lo stesso e la richiesta è sempre la stessa.
Volendo poi parlare delle storture del mercato, delle leggende metropolitane e dei consumatori è necessaria fare tutto una serie di precisazioni in quanto ormai sembra che nessuno sia in grado di capire la differenza tra un bellissimo cotone, una splendida lana e un bel acrilico da pochi soldi.
Si arriva persino al punto che intromettendosi al battibecco di due femminucce che parlavano da mezz'ora di maglioncini si scopre che a loro la lana di capra fa schifo, ma il cachemire... no.
Sospetto che le capre Hircus che vivono nella regione del cachemire abbiano qualcosa da ridire.


Cominciamo a fare una differenziazione dal punto di vista dei materiali.

Il tessuto e’ un materiale complesso e sebbene si realizzino, come abbiamo visto, tessuti fin da epoche remote, non vuol dire che la tecnologia sia rimasta arcaica.

Il filo stesso oggi viene studiato, prodotto, analizzato con tecnologie ai limiti della fantascienza: microscopi ad emissione di elettroni, termografie e microscopia ottica a scansione sono solo alcune tecniche di indagine che si utilizzano per analizzare il filato.

Le tipologie di filato, grazie a queste ricerche millenarie, sono divenute centinaia. Una scelta ampia che permette di trovare per ogni utilizzo la combinazione tessuto/filato idonea:

Il tessuto giusto nel posto giusto.

La produzione del filato segue due strade principali:

Il filato di origine naturale

Il filato di origine artificiale.

domenica, gennaio 30, 2011

Tecnico, forse

Quando parlo del mio blogghettino alcuni rimangono stupiti del fatto che non lo considero tecnico, non e' nato come blog "tecnico" in senso stretto ma come "quella roba li scritta su quel giornale (o sentita al bar) e' una bestialita' immensa!" non voleva essere semplicemente tecnologico.
Era, inoltre, la trasposizione delle guide che fornivo ai clienti per la scelta o il collegamento degli orpelli che vendevo.
il tecnico e' arrivato dopo.
Gia', se "la repubblica" dice che una aereo va piu' veloce della luce o che esistono in commercio i TV a LED e' facile dire che e' una grandiosa boiata come se avesse detto che 2+2=132,14.

Piu' difficile entrare nei meandri delle cose umane come la politica, faccio un esempio nel presente:
chi dice che Berlusconi e' un gran XYZ (a vostro piacere uno degli innumerevoli epiteti scritti, letti e detti) probabilmente ha ragione, ma cominciamo con i probabilmente.
Alcuni lo scrivono con la sola iniziale, Mr B o solo B, manco fosse l'innominabile, Lord Voldemort o chissacosaltro.
E, se permettete babbani miei, Voldemort e' peggio di qualsiasi Berluscau.
:-)

Questa roba, sensazioni di stomaco, gia' identifica che ci sono persone che la fanno piu' grossa di quello che e' impuntandosi poiche' abbisognano di un punto fermo nello spazio delle loro poche idee.
Quando poi, fosse anche per motivi dovuti alla sua prostata, l'innominabile ne facesse una che puo' tornare utile direttamente od indirettamente... non sia giammai! e' un parto luciferino!
E' divertente questionare su di un argomento, gia' contorto di suo come la legislazione poiche' se va a pro di qualcuno andra' a scapito di altri, quando non vi sono evidenze nei vantaggi immediati ma molte nuvole dovute ai sentir di pancia essendo di parto luciferino?
No, non ci sono divertimenti o schermaglie ma DOGMI..
Indipendentemente dai vantaggi collettivi la rissa scaturira' e non si parlera' con la testa ma con la pancia ed il sedere.

Persino quando si dicono cose banali come "l'occhio piu' di quel tanto non vede" ci sono delle persone che contestano il fatto che la tabella e' vecchia, e con vecchia non intende 200 anni ma 10 dove nessuna scoperta sul funzionamento di questo mirabile strumento di mamma natura mi pare sia stata fatta, ne possiamo esserci noi evoluti. Cose successe su questo blog.

Questo e' il motivo per il quale mi sono tenuto sul tecnico: e' facilmente verificabile!

Nonostante cio' scrivero' nuove linee di post.

Dopotutto mi sono un po' annoiato di scrivere per 20 anni (Ok, il blog e' arrivato dopo) le stesse cose:
gli ampli pesano
1000W non servono
le valvole son valvole.

Salvo l'invenzione della reflex e la, pessima, qualita' del digitale negli ultimi 50anni le menate sono sempre le stesse.
il manico e' il manico e parla di luce, tempi, inquadratura, diaframmi e fuoco.

i videoproiettori sono l'unica via facile per HDTV (1992) e questa non si e' ancora fatta vedere. All'epoca si disse
" HDTV buona solo se da satellite e anche satellite grosso avere pochi canali HAUG!" (1987 circa)
cosa ancora vera sotto certi aspetti.

Tutti blablablablabla e nessuno che in estate spegne il condizionatore impostato su DICEMBRE (18c) da Tizio nonostante abbia appena tuonato contro qualche cospirazione di cattivi, solitamente petrolieri o atomici.

Il marketing si e' fatto diverso, piu' in gamba e il cliente e' sparito per lasciare lo spazio ad una cosa nuova che non esisteva: il rintron, ops, il consumatore!
Qui si e' cambiato qualcosa. Ma al nuovo nato non interessa sapere quanto e' manovrato.

Comunque per farla breve voglio aprire nuove etichette

La prima e' 3zomondo
L'italia e' il terzo mondo, la gente e' incivile, sporca, distrugge e lascia che tutto si degradi.
Gode dell'inequita'.
Quando lo fai notare ti guardano strano.
Quando ti arrabbi perche' il povero extracomunitario prende a calci un cane ti fanno notare che e' un intoccabile e fai meglio a stare zitto. Se ti piscia sul portone l'unicoa cosa che puoi fare e' pulire; se dovessi farlo io e' "danneggiamento della proprieta' privata"
Quando cerchi di migliorare una citta' ED IL LORO GUADAGNO e chiedi 100.000 euro ti dicono che non li hanno. Soldi finiti.
Hanno gia' speso 1.230.000 euro per portare la banda cittadina (10 elementi in una vacanza di 8 mesi!) in un tour fino in cina a suonare il balletto folk. E non e' una battuta come non lo sono i 5.000.000 per la squadra del paese in serie B che si cucca anche gli sponsor.

La seconda, COUTURE, e' riguardante la moda.
Fino ad un certo periodo a scuola si studiava economia domestica, oggi non si fa piu'.
Oggi la gente mette vestiti che PUZZANO, o sono orribili. Va bene la disinvoltura ma per abbatter le regole bisogna conoscerle, altrimenti e' ignoranza senza giustificazioni.
Quando sento dire che un capo in plastica, modello sacchetto di plastica per la spesa, e' traspirante..., e' come dire che il gas nervino e' un'ottima cura per i brufoli.

Un'altra cosa che non mi spiego: i consumatori comprano 200 euro di tv cercando lo sconto a tutti i costi costringendo i negozianti a rifornirsi in posti eticamente scorretti per proporre 5 euro in meno: il ricarico e' il 10%. Nonostante questo il consumatore (orrida parola squalificante) vuole lo sconto.
Poi va a comprare i pantaloni made in cina a 200 euro con il negoziante che ricarica il 100-130% e NON SI LAMENTA DEL PREZZO.
Al massimo aspetta la stagione del prezzo alto chiamato "saldo" dove il ricarico sara' solo del 30%.
MISTERI!