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giovedì, maggio 14, 2026

wired italia

 


Chiude Wired italia e alcuni sono stupiti.
Stupiti di che? 

 Esiste un problema ce si chiama ITALIA: un luogo senza cultura e laureati e quando questi ci sono declamano catullo.

Wired inizialmente si poneva come una rivista americana bimestrale che esamina l'impatto delle tecnologie emergenti sulla cultura, l'economia e la politica. 
Wired divenne rapidamente riconosciuta come la voce  della cultura digitale fra i meno esperti, ma che volevano essere "piu' avanti"
Ci scriveva anche gente veramente tosta.
Poi e' stata comtprata  da Condé Nast. 
Questo ha ampliato il target, ma ha anche dovuto abbassare il tiro.

Nel frattempo nascevano le localizzazioni e quella italiana in brevissimo ha dovuto passare a raccontare di caxxobubbole. 

Wired italia oltre ad essere MOOOOLTO easy, spesso sembra di leggere un manifesto green con gli stessi errori sulla fisica e chimica.
Wired ita non e' un giornale tech, e' un gionaletto generico che e' meno preciso di un blog di passaggio.
Di fatto inutile

Del resto Toms italia subisce la stessa sorte: un affare che parla di auto, moto e prende della cantonate pazzasche su audio e video (scambiare una radiolina da 3W per un HiFi da stadio da 900W f gia' ridere di suo)
Non parliamo di bustarelle e mazzette, molti piu' articoli su BTC che stampanti, come dire, follia
Altri hanno fatto anni a pralare di BTC  piu' che di CPU.
In un paese con la conoscenza economica cosi' basse (siamo al livello del brasile, per intenderci) sottolinea il problema del giornalismo italiano e del fatto che l'italiano si crede furbo.

Ma e' necessario ad un popolo che non sa fare una percentuale (dati certificati) o non ha idea di cosa sia la cosa

Inoltre 15 licenziamenti (4 giornalisti, 3 grafici, 8 dell’area tech): mi si deve spiegare come fanno a fare notizie.
Per il mio foxxuto blog per fare un articoletto easy easy per non prendere cantonate manco fossi repubblica, un post che non sia una sparata necessita di ORE.
Alcuni ci ho messo mesi.


Mettiamo che io voglia parlare seriamente del museo della scienza di milano e del suo tragico stato con persino cartellini errati e sono un wired o un giornale serio nazionale.
Prima di parlarne dovrei almno sentire il direttore e visitarlo.
Vuol dire che fra telefonate e visita del museo, 2 foto (permessi per farlo), intervista, documentazione da leggere, viaggio (se non fossi del milanese) eccetera vanno via se mi va bene 10 giorni.

Vuol dire che se ben organizzato un giornlista produce 2-3 "notizie" NUOVE al mese.

Poi esistono le elaborazioni cme spesso le mie o quelle del sardo su YT.
Se parliamo di ELABORATI ci vuole almeno una giornata.

Infine esistono i "riportati": si va dalla sintesi di una piccola parte di articoli al becero C&P, al massimo con 2 righe di commento su qualcosa che non si e' fatto proprio.
E li si pu' andare anche a pochi minuti, ma lo fa meglio gemini e scrive meglio.

Con solo 4 giornalisti vuol dire che i contributi sono esterni e la massa di articoli prodotti quei "giornalisti" non fanno tempo neppure a leggere BENE tutta la roba che finitra' sul giornale e sito.
Vuol dire che wired compra articoli sul mercato a caso, senza neppure una buona selezione preventiva, del resto se ricevi ogni giorno un centinaio di articoli al giorno devi leggeri e quelli papabili li devi VERIFICARE soprattutto quelli che andrai a pubblicare.
Un modo per evitare di farlo e' pubblicare articoli meno teNNici, alla fine opinioni. Metti l'ennesima cartella stampa sul kit per elettrificare la vespa, l'ennesima bufala sulla prima stazione di rifornimento per l'idrogeno auto (immancabilmente verra' chiusa dopo 6 mesi servendo solo per la cartella stampa, prima erano le giap, ora anche la koreana, entro 10 anni sara' una notizia per le cinesi aprire 10 minuti un presunto distributore di idrogeno)
Cosi' ti ritrovi l'ennesimo giornaletto per incartare l'insalata che non sa di nulla.
 
Significa che wired e' inutile non ha un suo core.
Se ci pensiamo il motivo del successo di byoblu e' lo stesso motivo per cui in italia sostanzialmente non esistono giornali tecnici o comunque di spessore se non traduzioni o peggio.

La conoscenza non vende in un mondo di 3za media o peggio latinisti che pensano di saperla lunga.


mercoledì, luglio 03, 2024

negozi 2/2

 

 

Abbiamo visto nel precedente post che ci sono motivi fondanti per cui il negozio italiano è poco specializzato e poco diffuso, non solo tasse ma anche scarsa cultura italica: del resto se nessuno sa suonare la chitarra non esisteranno negozi di chitarre.

Ma esiste un altro grande motivo per cui i negozi italiani sono destinati a morire male.

Quando girate il mondo notate che ci sono tipi di negozi che variano a seconda del contesto pedonale.

In Italia si e' sempre parlato molto di "dove mettere" il negozio.
Negli anni 60 il negozio era il  piano terra delle case, anche le case cubiche nel suburbano avevano almeno un negozio.


Il tipico negozio lombardo


 


Al limite si addensavano piu' negozi nelle aree piu' abitate.
Ci sta', piu' clienti piu' negozi.

Ad un certo punto ha cominciato a girare voce che se non aprivi in centro eri spacciato, cosa reale e che pero' aveva un paio di problemi.


Il numero di negozi "zona polpa" era limitato, causando prezzi folli.
I prezzi folli non consentivano l'insediamento di negozi che non fossero fuffa.
Infatti nei centri si sono stabiliti principalmente o flag store (che non guadagnano, ma presidiano) o vestiti. I negozi con un ricarico basso come elettronica o dal buon prezzo per servizio reso sono scomparsi.
A Milano un trancio di pizza in piedi puo' costare e 10E e non e' per caratteristiche speciali, 10 volte che a NY (in piedi costa 1-2$).

La domanda, ricordiamoci, e': perché in centro?

In molte zone sono nati centri commerciali che vanno da una semplice riunione di commercianti fino alla vera e propria GDO che nel costruire il PV realizza un "villaggio" di negozi dotato di enormi parcheggi.

Roba molto da provincia americana, ma roba cosi' da noi esiste anche in contesti dove le case sono cosi' strette da non farci cadere uno spillino.

Poi arrivi ad alcune zone all'estero dove i centri commerciali non hanno quasi parcheggio rispetto ai nostri  e i negozietti sono in quantita' mostruose, comprese le periferie.

Non me lo spiegavo, oltretutto collideva con tutte le analisi che avevo letto negli anni (che ridicolizzo per comprensione, ma sono migliaia di pagine):
Negozio che vende=centro
Negozio che non vende=periferia
Negozio grande = vende
Negozio piccolo = non vende e chiude
Negozio vicino ad un altro più grande = negozio morto.
Negozio grande = economie di scala = guadagna = sopravvive
Negozio piccolo = obbligo di confederazione (di vario tipo, alleanze o dipendenze)
e per analisi italiane discorsi come prezzo e parcheggio.

Nota che il vendere o non vendere non è mera questione di GUADAGNO tanto o poco, ma con i numeri italiani vuol dire fallire o vivere.

La dimensione dei negozi piccola o grande in m2 dipendeva dalla nazione, 600m2 del negozio dove lavoravo era piccola o grande a seconda da dove arrivava l'analisi.

Insomma erano stime bizzarre come oggi sul fatto che le auto elettriche siano ecologiche.
Il problema di questa roba e' che analizzano dati usando dati da poltrona, ovvero dati sicuramente oggettivi, ma che non erano in grado di capire i veri motivi del perché un negozio era o meno in grado di reggere, o in altri termini, dire se un negozio con certe caratteristiche definite vincenti era tale e PERCHE'.
Come per le folli auto elettriche mancava una vera comprensione del CONTESTO, se lo fosse stato avrebbero previsto molte cose e non solo raccontate mentre stavano succedendo o post.
Hai compreso un fenomeno solo se lo sai prevedere.

Quindi le analisi erano vere, ma erano vere solo in un dato contesto (hai presente l'ecologia della auto elettriche?) solo se si parlava di PRESENTE e piu' ci si allontanava dal luogo analizzato meno erano aderenti o addirittura, per certi versi, errate.

Oggi un negozio "normale", come esemplificazione, in Italia ha vendite piu' probabili se esiste in un centro commerciale.
Le analisi dicono che e' un effetto traino della GDO, che e' vero in senso stretto, la causa della vendita e' "colpa" della presenza stessa della GDO e della costruzione conseguente del centro commerciale, ma non in senso significante.
In pratica le ricerche dicono che siccome "sei li vicino"...

Perche' il consumatore compra al centro commerciale, magari facendo 200m a piedi dallo scaffale dove ha comprato il latte, e non a 200m da casa?
Perche' il consumatore compra al centro commerciale, ma non facendo 400m a piedi dallo scaffale dove ha comprato il latte uscendo dallo zoo e andando al negozio di fronte?

Capite che non ha senso?

Per me la rivelazione e' avvenuta nel 2018 in Giappone dove tutti i tasselli, le cose che gia' sapevo, ma non ero in grado di collegare, sono andati a posto.

In Giappone, in particolare nella zona che potremmo definire "nord italia" con il Kansai&c ci sono negozi di qualunque dimensione ovunque e di qualunque genere.
Certo ci sono i quartieri dormitorio, ma sono comunque circondati da zone ricche di negozi.
Per vedere scemare i negozi bisogna proprio andare fuori dalle citta', città che sono l'idea che noi abbiamo di provincia (cosa che del resto accomuna tutte le grandi metropoli).
Nel mondo "Milano" ingloberebbe Sesto che ne sarebbe un comune-quartiere.
Penso che non si volesse dare troppo peso alle metropoli in Italia, del resto se si dicesse che una "milano" ha il 15% del PIL della nazione, come avviene per londra (30%) si capirebbero molte cose.

Cose viste anche altrove tanti anni prima, ma li, in Giappone, raggiungono il top e accendono il cervello perche' distruggono in un istante tutte le premesse delle centinaia di "analisi" fatte da dai santoni, alcuni ben pagati indirettamente da noi, e forse sono ormai abbastanza maturo di cervello da capire un errore di premesse quando lo vedo.

Perché troviamo un negozio che vende solo ed esclusivamente fotocamere minolta usate a pellicola?
Perché troviamo un negozio in pieno centro di roba usata di 4 piani?
Perché troviamo un negozio che vende solo biscotti?
Perché troviamo un negozio fuorimano, ma in contesto urbano denso, che e' specializzato nella riparazione di scarpe da ginnastica?
Perché troviamo un negozio che ha in esposizione 3000 chitarre elettriche e non solo sopravvive, ma a pochi metri ne esistono altri 2 piu' uno che le vende usate?
Perché troviamo un negozio di 30m2 vicino ad uno di 10.000m2 e sopravvive?
Perché troviamo un negozio di soli amplificatori HiEnd da 100m2 non distante da un altro di HiFi da 4000m2?

Questo e' per fare degli esempi, ma se non siete mai stati li e' tutto troppo fuori scala rispetto al "solito"

Capiamo che tutto questo non avrebbe senso secondo le ricerche, quella gente dovrebbe fallire tutta miseramente.
ISTANTANEAMENTE

Eppure non succede.
Manco per le palle da basket.
Eppure le premesse, le analisi, instillano che non dovrebbero vivere.
Inopportunamente vivono.

Cosa e' sbagliato nelle analisi?
Come vedremo le analisi leggono solo un fatto compiuto, non leggono le CAUSE del decesso, ma solo che il decesso e' avvenuto, per esempio, in area suburbana.

Tornato a casa ci ho messo un pochino a capire le sfumature.

Perche' in italia i negozi crepano persino nel milanese, mentre nel Kansai esplodono?

Si potrebbe attuare un inversione?

La risposta SI ed e' pure banale in realta', ma di difficile applicazione.

Al di la di tutto la prima cosa che noterete nelle aree dei negozi in tutto il mondo e' che la gente cammina.
Sanno camminare.
Davvero.

Questa cosa è presente in molte metropoli ed e' diretta conseguenza di soli due fattori:
trasporti e sicurezza.

tutto qui, nulla di complicato da dedurre o di cervellotico.

Sei a Brugherio o Cinisello e vai a lavorare, vuoi vedere 2 negozi o vuoi fare un giro in centro Monza o a Milano, cosa fai?
Non esci di casa, prendi la tua auto ed esci dall'auto ed entri nell'ufficio, negozio, centro o GDO.

In pratica non esisti nell'universo reale: scompari da casa e riappari in ufficio.

L'auto e' una capsula.
Usi l'auto anche perche' pensi che ti protegga, del resto persino in centro Milano le aggressioni sono all'ordine del giorno ormai.
Dopo l'ingolfata di immigrati ingestiti dal sud la situazione stava tornando verso la normalita' quando sono riapparsi nuovi immigrati INGESTITI (non la quantita', ma la gestione) ancora più distanti come cultura.

Se riesci per caso raro a far coincidere gli orari e fermate cerchi di non dare nell'occhio, con il cavolo che giri in stazione della metro con il pataccone o la borsetta cool.
Sei sempre in ritardo, poi se perdi la corsa quella dopo magari è dopo un ora, perciò non vedi motivo di fermarti, pericolo e tempo non ti sono amici.
In pratica per te la città e' solo un entita' aliena che non frequenti, che non usi, per te esiste solo partenza e destinazione.

Sei a Tokio (osaka o tokio, ma anche NY e' relativamente sicura come del resto molte metropoli) e vai a lavorare o a fare un giro in centro.
Ti fermi al negozietto di Bangkok (persino li e' meglio) dove il pericolo principale e' il traffico suicida. 

Come fai? 

Esci di casa passando davanti ai negozi e prendi il treno, 
Entri nella metro dove nessuno ti importuna e ci sono negozi.
Esci dalla metro dove in stazione ci sono negozi, e siccome nessuno li rapina trovi negozi di livello (comprese borsette da 5000E vendute in metropolitana).
Fuori dalla stazione transiti davanti ai negozi prima di arrivare a destinazione.

Idem al ritorno.

Se ti viene un prurito entri in un negozio e perdi tempo, tanto di treni ne hai uno ogni 5 minuti per tutta la giornata e la metro e' un mitragliatore, non che i treni siano da meno in molti luoghi.
Se hai perso 15minuti a lumarti delle Kef o una Pentax sei in ritardo al massimo di 20 minuti per arrivare a casa e in caso di compere, anche importanti, non hai certo timore di girare con uno shopper di Dior.

Aggiungiamo a questo la non necessita' dell'auto, di fatto molte persone che ho incontrato di aree ben servite o in famiglia hanno 1 vettura contro 3, o i single non hanno auto, molti local di metropoli non hanno neppure la patente.

Quindi
Hai transiti davanti ai negozi, tanti.
Hai minori costi per il popolo che rivesera' nei negozi
Hai sicurezza che non ti derubino appena lasciato il negozio
Bonus Pack hai meno inquinamento, per davvero, altro che la troixata dell'auto elettrica.

Ovviamente il tutto con tassazioni piu' basse, spesso della meta' quando non 1/4 (pensiamo solo ai costi del misuratore fiscale) e abbiamo un quadro per cui il negozio ha un senso.

Non basta diminuire le tasse, questo e' solo uno specchietto per delle allodole alla canna del gas, esse  vedono un un allentamento della mano che li soffoca, una colossale figata.
Cosa utile, comprensibile, ma di fatto insufficiente.

Il problema e' del sistema paese, una chiara mancanza di resa che impatta in maniera pesante la periferia del business, quei negozi che fanno in realta' poco business per ore/PIL, ma permettono ad una fascia enorme della popolazione di sbarcare il lunario dando servizi di nicchia che altrimenti rimarrebbero inevasi.

Non e' quindi un caso che nelle grandi metropoli alla fine molti prodotti/servizi costino meno che a Milano, Torino o a Bologna: esiste un business, esiste un tessuto e alla fine, per un cliente, meno costi.

A Tokyo potete magiare seduti ovunque con 7E, ma non perche' siete "esperti dei luoghi", ma in quanto con 7-10E e' normale mangiare, provatelo a fare in zona duomo a Milano, al minimo e' il doppio.

A NY, città maledettamente cara comunque se evitate i fast food, sono paradossalmente piu' cari dei "ristoranti", non spendete come a Milano. Potete mangiare l'aragosta in zona Times Square con grossomodo quello che in zona duomo mangiate un pezzo di pane (aka pizza).
Figuriamoci ad allontanarsi dal piazzone qualche 100m.

I negozi in tutte le citta' che ho visitato, da Monaco a Londra, passando per paesi non occidentali, erano piu' sani.
Comprare una fotocamera, un HiFi o una scarpa saprei dove andare a comprare in molte di queste citta', non saprei dove andare in Italia, non a caso, togliendo l'online, compro piu' all'estero che in Italia molti oggetti o comunque frequento piu' negozi.
Voi avete presente dove si trova un negozio di HiFi o fotocamere  nella vostra zona?
Non dico lo sfigato che ha 2 corpi macchina, magari canonacce da 300E  e 2 ottiche da 50E f8, dico roba seria, posso dirvi che ne conosco in mezzo mondo, ma in Italia uno solo, a 30Km,  e non vende a privati (solite leggi a caxxo).
So dove comprare HiFi di livello in mezzo mondo, ma non in Italia.

E' evidente che qualcosa non funziona, ma non e' che non funziona perché "singola cosa" non va bene, ma per il motivo che l'italia e' oramai un luogo morto dove o si lavora e di conseguenza non esiste altro che casa e lavoro, o e' un posto di sagre piovute dall'alto.

Di fatto quello che alimenta il commercio e' uno stato sano, uno stato marcio non favorisce il commercio e nel marciume sopravvivono i forti, i truffatori o i pessimi.

L’Italia non hai problemi delle sole tasse al negoziante, il commercio e' una spia, come quella dei freni o del motore.
Se il motore e' marcio non e' che tu fai "una cosa" per spegnere la spia, ma devi riparare il motore e ancora prima di dimezzare le tasse devi decuplicare i trasporti pubblici e rendere le città sicure.

Fregandosene delle cagate che dicono i sindaci come Beppe Sala
"c'è un'evidente campagna politico-mediatica contro Milano"
Che e' ovvio che se la paragoni ad altra fogna italiana assai peggio sembra una gran figata, ma se la paragoni a Tokio e' piu' simile a Tunisi.

Il problema del commercio e' il problema della societa': se e' merda propulsa a bonus e favoritismi....

Alla fine possiamo dire che la débâcle del commercio in italia, a favore della GDO e dell'online in maniera violenta e netta non e' una mera "legge" o una questione di "tasse", ma e' spia di un paese ricoperto di roba marrone propulsa in enormi cannoni per decenni.

Per far ripartire il commercio servono 3 cose.
Legalita'
trasporti collettivi
"tasse" basse

Ma se continui con i bonus, nascondendo le forze di polizia che per quentita' sono enormi e non facendo metropolitane e autobus il commercio sparita' del tutto.

Poi non piangiamo sul latte versato, un albero morto poi non e' che lo puoi far rinascere con due bonus del caxxo.


lunedì, ottobre 11, 2021

alitaGlia e ITA

 

Il bello dei tetrini della poLLitica itaGliana e' che se vedi uno spreco miliardario puoi stare certo che verra' ingrandito.

 


 appena scrivi di una stronzata come ITA, ecco che emergono nuove "inquietanze".

Gli europei  sono stati chiarissimi che gli asset di alitalia (nome compreso) non sono di ITA.
Se, hanno detto, volete fare una compagnia NUOVA deve essere NUOVA.
Oppure trovate qualcuno che paghi i miliardi di buco alitalia e se la porti via... e ovviamente DEVE essere EU (esiste il vincolo del 49%).
In due parole deve arrivare qualcuno che prende le quote di Etihad e le paga 10 volte quello che le ha pagate in origine.
Altrimenti se cambiate il nome per aggirare gli aiuti di stato come al solito, prendendoci per fessi, arriviamo li con la mazza.
Ovviamente gli europei, secondo il grillino di turno,  sono kattivi conto gli italici.
Se ad ITA   serve uno o piu'  asset di Alitalia come gli slot, il nome, o il muletto dello scalo,  devono quindi essere messi all'asta per poter essere comprati da chi fa l'offerta piu' alta.

Oltretutto ricordiamo di tutti i creditori incagliati in alitalia che se non vengono liquidati almeno parzialmente non saranno altro che falliti, con tutto quello che implica la macelleria statale che ruba dal privato.
Dopo, mi raccomando, non lamentiamoci che in itaGlietta non si trova lavoro o si e' malpagati.

Interessante anche il commento di Michael O’Leary, l'uomo che costruì da zero per l'amico Ryan una piccola compagnia aerea, quando gli si chiede di Alitalia (ed e' condivisibile).

Non temiamo la concorrenza di Ita, perché sarà una compagnia molto più piccola, con 50-60 aerei, circa il 60% della compagnia precedente, mentre Ryanair in Italia, per l’estate 2022 dovrebbe avere circa 200 velivoli. Questa riduzione di capacità è una sfida per Ryanair per cogliere le opportunità aperte da questo disimpegno.


Ma questo e' nulla.

 Nel medio termine di sicuro Ita non farà utili: i conti non saranno sostenibili e avrà di nuovo bisogno dei soldi pubblici

D'altronde la DIMENSIONE di ITA non permette nel mercato attuale di avere un ruolo. Ricordiamoci che quando Ryanair parti' vi era un mercato vergine (nel low cost EU) e l'azienda prima di partire aveva fatto immensi studi su come diminuire i costi (es riuscite a distinguere gli aerei di ryan uno dall'altro?) mentre altre aziende hanno fatto di tutto per non poter comprimere i costi.

non a caso, dando un giudizio sulla compagnia:

Alitalia è una shitty airline.

Al solito dico che quando un grande dell'industria parla, ovviamente scontando la pare di spinta (ostificazione del discorso?), va ascoltato e pesato.
Poi, certo, ci sono personaggi che sono viscidi e parlano solo in maniera di portare i propri interessi a costo di dire balle (microsoft?), ma tanti altri pensano veramente che le loro azioni siano importanti.
Senza andare a veri benefattori, come Robert Bosch, quando un Akio Toyoda parla del mercato mondiale e delle analisi, quando lo fa un Michael O’Leary che ha piu' volte descritto esattamente i passi fatti nel mercato e perché li ha fatti, una volta detratti dei loro obblighi, spesso sono parole pesanti e importanti da valutare parola per parola.

Sono Importanti, perché loro non solo hanno una visione che voi non avete, non solo hanno dei numeri che voi non sapete, ma sono anche insider di aziende che hanno fette di mercato impressionanti.

Al Michelino gli da ovviamente fastidio che una compagnia verra' rompere il caxxo come concorrenza ingiusta con soldi regalati per poi neppure essere un vero concorrente (dei nemici si ha rispetto se si e' arrivati fin li per bravura, ma delle blatte...), gli da certamente fastidio se non puo' mettere mano ai tanto desiderati slot esclusivi di Milano (dovendo ripiegare su Varese o Bergamo), MA altrettanto vero che oggi con quella dimensione non ci fai nulla.

Va ricordato anche che ALMENO l'ultimo dei PRESTITI Alitalia (900milioni, 2017) vanno restituiti allo stato... e anche quello del 2019 che e' arrivato senza neppure avere il coraggio di chiamarlo tale.... dove li prendano non e' chiaro.
Quello che e' chiaro che l'EU si sta rompendo il caspita del modo italiano di trovare l'inganno.

 I nuovi  dipendenti  di ITA, ovviamente, saranno selezionati da zero (su un sito, pare, e sappiamo come vanno i siti in italia)
Immaginate un comandante con milioni di ore di volo (che ha preso stipendi congrui)  a fianco dei 20enni  con 2 lire. Magari Rumeni.

In totale i dipendenti saranno 3000, se non vi dice nulla sappiate che sono 9.000 in meno di quelli di Alitalia. 

9.000 in meno, non noccioline. (nota a seconda delle fonti e come sono misurati dovrebbero essere fra gli 8000 e i 11.000)


I sindacati, come e' avvenuto per le varie che abbiamo gia visto, evidentemente non hanno una grande fantasia e sia un mattone che un orologio vanno gestiti con la stessa mazzetta da 5Kg, hanno chiesto la cassa integrazione straordinaria per quattro anni, con un po di fortuna sono solo 2 miliardi di euro CHE PAGHERANNO ALTRI LAVORATORI.
Del resto a Termini Imerese si sta per passare da 10 a 12 anni di cassa integrazione, Alitalia e' ancora sotto i 10 anni di cassa, no?

I sindacati ormai servono solo a diminuire gli stipendi netti.

Questo implica anche che la famosa cassa integrazione Alitalia che ormai viaggia gia' in lustri potrebbe diventare pluridecennale come amano i sindacati con esborsi francamente ridicoli.
Del resto qualche anno fa incontrai una ragazza ex-fiat torino che era in cassa da 15 anni e tenuto conto che aveva 42anni e passava le giornate a dipingere e andare a vela... fatevi i conti di cosa era la sua vita lavorativa. D'altronde come darle torto, con le sue qualifiche la differenza di valore fra stare in cassa e lavorare era mangiata per meta' dai costi (trasporto e pranzo) e capiamo che la qualita' della vita e' molto differente.

Ma del resto, Ita costera' solo altri 5 miliardi come base di partenza, se va bene probabilmente 15. 3-4 miliardi per i dipendenti in cassa sono bruscolini

Perché tutti questi "aiuti" ad aziende decotte, a gente che potrebbe lavorare altrove (certo per Ryan uno steward e' poco piu' di un barista, in competizione con un irlandese o uno slovacco, non un figo come in alitalia) provocano anche quello strano fenomeno dei working poor: gente che NONOSTANTE il lavoro e' foxxutamente povera, che un affitto in zone calde in Lombardia sono minimo 800E al mese, uno di motivi per il quale il reddito di cittadinanza e' stato usato al sud.

Ricordo, perché i giornali e i sindacati sembrano dimenticarlo,  che in italia, compresi gli stagionali e quelli che hanno lavorato 2 giorni, ci sono 14 milioni di lavoratori dipendenti "regolari".

Se si prendessero i 15-20 miliardi che ITA spendera' in varie forme, cassa integrazione compresa, ai 14 milioni di lavoratori dipendenti che oggi hanno piegato le gambe a forza di tasse sarebbero 1000E a cranio. Solo con alitalia (poi ci sarebbero altre decine di buchi...).


Forse sarebbe il caso di formulare la domanda in maniera diversa che "aleee oh ho ci abbiamo il bandieron":
Volete voi lavoratori di tutta Italia PROLUNGARE il lungo periodo di cassa integrazione dei lavoratori Alitalia e far nascere ita al modico prezzo di 1000E a cranio?

Capiamo che non e' un gran cifra, ma per chi e' alla canna del gas lo e' eccome, soprattutto se non e' l'unico problema.
Ogni mese ne arriva uno.
Una volta sono 30E per l'azienda di cuscinetti, il mese dopo 1000E per alitalia, poi il mese dopo arrivano i 2500 per MPS, e a natale grande sciambola per pagare tutte le sagre delle regioni (solo al sud parlavano di 2 miliardi annui).
Provate a quantificarle all'operaio che e' al minimo sindacale e spiegare che la busta e' vuota perche' ai sindacati piace cosi'

Sindacati che stanno lanciando molti scioperi... dal film stanno facendo scioperare disoccupati che vorrebbero diventare occupati nell'azienda neonata contro cui manifestano. Molto furbo insultare il posto dove domani vado a fare un colloquio... Il passo dopo e' insultare il tizio dell'HR che vi sta selezionando.

Ma la questione che fa arrabbiare non e' un opera che POTREBBE servire a qualcosa, o potrebbe essere utile da qui a 5-10 o 20 anni. non e' una TAV, un TAP, un ponte o qualsiasi altra sigla od opera a cui si contesta una eventuale lenta curva di adozione.  E' chiaramente un operazione inutile per la banalita' della dimensione e della concorrenza.

Un vettore di bandiera era doveroso nel 1970, le eventuali perdite erano certamente compensate dal fatto che portavate persone altospendenti  a commerciare o vacanzare con voi.
Diverso e' sia l'italia odierna che e' servita e l'afflusso e' dato non dall'apertura di una nuova forzosa rotta Milano NY (che comunque Alitalia non faceva avendo castrato Linate) ma dal fatto che magari abbiamo una bassa tassazione, maggiori competenze nel lavoro e Hotel di qualita'.
Perché una volta connesso per bene porti certamente la gente in italia, ma anche il contrario.
Quando un posto di medda come in Puglia ad Otranto costa ad un milanese piu' che andare su mare di Seto (Giappone) cominciamo a capire che il gioco non e' piu' quello di avere un vettore nazionale, ma avere un'attrattiva diversa.

Molti paesi occidentali hanno ormai smesso di avere compagnie di bandiera, servono come starter ma poi non hanno utilita', persino IBERIA e' di bandiera per modo di dire, visto che solo il 5% delle azioni e' statale.

Poi se vogliamo paragonarci all'etiopia o all'angola...

Quando si tratta di spendere soldi PUBBLICI bisognerebbe avere una cosina che si chiama coscienza.

Ma le scimmie che sventolano il bandierone urlando "li migliori semo noi"  e "vi spaccheremo il rame perché siamo rurali italici" magari alzando la mano o il pugno da bravi -isti forse non e' il modo giusto di fare


 


mercoledì, ottobre 06, 2021

bio piaccio, scimmia mangia

Vai al super, un super normale, serio, non con i commessi rastamanni e trovi questa roba che definire assurda e' dire poco.

La follia e' forte nel consumatore e le aziende se ne approfittano con prodotti per scimmie: suv, 4k, 108 megacosi delle webcam...  ma dove si raggiunge il TOP e' nell'ecologia e nel biologico, due termini, spesso considerati sinonimi, che nella mente dei primati un po tardi sono la soluzione a tutto facendo tornare la realta' ad un tempo passato che e' perfetto essendo una mera costruzione fantasiosa.

 

 

 




"Frollini con gocce di cioccolato"

 Anche una scimmia sa che se non e' una schifezza da discount il frollino è un tipo di biscotto che si differenzia dagli altri per avere l'impasto di pasta frolla.
Da cui "frollini" ovvero piccoli pezzi di frolla.
Se poi il biscotto e' premium, ovvero non costa meno del burro dello stesso scaffale, diamo per scontato che il frollino sia di frolla per davvero e il burro non sia olio di semi mai sentiti idrogenato.
E la frolla e' burro con un po di uova e una tonnellata di zucchero con  della farina.
Al massimo potete sostituire il burro con olio di palma per renderli piu' sani e leggeri... Come dire: non siete piu' investiti da un treno, solo da un TIR.


"Prodotto biologico dal grande gusto grazie a una costante e accurata selezione di materie prime di altissima qualità. Effettuiamo assiduamente controlli di qualità con personale qualificato, garantendo così l’unicità del prodotto."

Un prodotto controllato non e' unico, e' standardizzato.
Ma adesso arriva il bello e lo lasciamo dire a loro

" per rendere dolce il tuo risveglio. I nostri Biscotti, impastati con ingredienti naturali e genuini per un tocco d'energia e salute."

Nulla e' piu' naturale ed energetico del burro, uova e farina, magari non e' salutare vista la botta di grassi...

"Tutti i nostri biscotti sono privi:
ogm,"

il cattivo ogm mannaro

"conservanti,"
i biscotti non ne hanno bisogno.

"uova,"
Come caxxo fai un frollino senza uovo?
Ti viene che non sta inseme, se e' un frollino

"latte,"
Quindi senza burro...

"olio di palma."
ne sostituti.

infatti leggiamo gli ingredienti, ricordiamoci che sono in ordine di peso:

Farina di farro, farina di grano tenero tipo 1 macinata a pietra, olio di semi di girasole, zucchero di canna, acqua dinamizzata, gocce di cioccolato fondente (5%) (pasta di cacao, zucchero di canna, burro di cacao), sale marino. 

Forse non  e' chiaro che non solo non sono frollini, neppure da lontano, sono pezzi di cemento da costruzione per dighe e potrebbero spezzarti un dente. Probabilmente hanno un sapore deciso sia di farro che di olio e probabilmente, per evitare l'effetto cementizio, saranno praticamente crudi.

Ora confrontiamo con la frolla (magra) che faccio presa da un libro del tremendo
    Burro 200 g
    Miele 40 g
    vaniglia
    Zucchero a velo 75 g
    Tuorli 1
    Acqua 4 g
    Sale fino 2 g
    Farina 00 debole 300 g
    Scorza di limone

La frolla deve il suo sapore alla scorza che esalta, insieme alla vaniglia, gli aromi del burro.

Se non e' bastato il delirio della linea...


 


 

 

ecco qui, inorridite, il PanCrek con Semi di Chia e fiori di Bach!

ecco come si presenta

Prodotto biologico dal grande gusto grazie a una costante e accurata selezione di materie prime di altissima qualità. Effettuiamo assiduamente controlli di qualità con personale qualificato, garantendo così l’unicità del prodotto.
Senza lievito, uova, latte e olio di palma.


ovviamente io non so che caxxo sia un pancrek, probabilmente un cracker che fa fare crack ai denti visto che non ha lieviti.

il coso ha dei semi di Salvia hispanica, una pianta originaria del Messico che fa parte della salvia comune, menta eccetera e ha un enorme successo come pianticella decorativa in appartamento. sono circa 400 anni che si usa, meno come cibo.
I fiori di bach altro non sono che il 30% di brandy diluito.
Sono pacrack al brandy e alla chia, insomma.

Vediamo la ricetta:
Farina di multicereali
(farina di segale (16,74%), farina di riso (16,74%), farina d’orzo (16,74%), farina d’avena (16,74%)),
olio di semi di girasole,
semi di chia(3%),
acqua dinamizzata (22,83%),
sale marino,
fiori di Bach

Ora e' chiaro che l'obbiettivo era quello di metterci tutto il campionario dell'universo per cercare di rendere quella roba meno densa dell'uranio.
Lascio a voi giudicare la ricetta e l'eventuale assaggio non avendo gli stomaci di un ungulato.

ma non basta essersi coperti di ridicolo, sul sito insistono.



La storia di Bio Piaccio è una storia fatta di passione e amore per le cose semplici, fatte come una volta e di rispetto per la propria terra.

Potremmo essere molto cattivi, ma ci concentreremo su altro


Alla iniziale lavorazione di piadine si affianca presto quella di biscotti e snack salati, assieme all’importante scelta di produrre prodotti privi di lievito grazie all’utilizzo dell’acqua dinamizzata, un procedimento che per primi abbiamo brevettato. Evitiamo inoltre l’utilizzo di latte, uova, OGM e olio di palma per poter fornire prodotti eccellenti.

Ora non mi e' chiaro cosa intendano per "eccellenti".
Una piadina ha necessita' di GRASSI come lo strutto. Altrimenti e' qualcos’altro.
Il mondo e' pieno di pani sottili lievitati, per esempio, con l'evaporazione.
Sono anche buoni, come il naan o il chapati... ma non sono piadine, come del resto la carbonara senza uova e maiale non e' carbonara, e' pasta alla norma.


Amore e rispetto sono ciò che ci ha caratterizzato in questi anni

Sicuramente non e' il rispetto del cibo o il rispetto del consumatore (un frollino o una piadina sono una cosa ben precisa).
Poi certo in uno stato dove tutto e' un caos potete credervi supereroi.


E veniamo al clown

 

Che cos'è l'acqua dinamizzata?
Vi siete mai chiesti perché l’acqua di sorgente è così buona? Come mai è così leggera e non provoca fastidiosi reflussi dopo averla bevuta? E come mai quando la portate a casa già dopo qualche ora non è più digeribile come lo era prima?

Il motivo è che anche l’acqua di sorgente, nel giro di poco tempo, tende a diventare pesante e di difficile digestione . Per evitare ciò il metodo più semplice è quello di dinamizzarla o rivitalizzarla, metodica questa utilizzata sin dai tempi degli Egizi che consiste nell’emulare l’acqua di sorgente, la quale sbattendo contro le pietre, si vaporizza e si carica di ossigeno diventando così più leggera e digeribile.

E con questo siamo in orbita, stiamo sfidando ogni tipo di studio, da quello scientifico a quello storico.


Le nostre piccole esperienze quotidiane ci insegnano che ogni cosa, statica o in movimento che sia, emette e recepisce una sottile forma di energia: il mondo, l’universo, l’intero cosmo, tutto ciò che noi chiamiamo vita, è un fenomeno continuo di interconnessione vibrazionale

 

Minchia cioe' tu capisci, la senti, cioe' l'interconnessione,  la foZza dell'universo?
Perche', cioe', questa mmmedda che sto fumando e' forte, mi ci ho detto che la coltivano con delle ledde speciali.
Mo adesso ci ho la fame chimica, ci mangio sta rrobba biocosa che, capisci, rispetta il mio karma konnesso cioe' e proprio na cosa mondiale zio.

La stessa scienza, oramai arrivata ai limiti estremi dello scibile esperienziale lo comprova ed in ultima analisi questa, dagli studi del dott. Masaru Emoto, ha dimostrato che anche una sola goccia d’acqua ha la possibilità di ricevere e quindi donare informazioni vibratorie.

Il signor Emoto e' quello che in italietta sarebbe un Franceschini: uno che siccome e' forte nelle umanistiche pensa di piegare il mondo al suo volere solo perché lo pensa. Non sapeva il latino perche' era giappo, ma avete capito il genere.

Negli anni 90 il tipo se ne andava in giro con un affare che, connettendolo ad un capello, sarebbe stato in grado di diagnosticare QUALUNQUE malattia dalla vibrazione dello stesso.

Harriet A. Hall, scrivendo sullo Skeptical Inquirer, ha concluso che delle idee di Emoto è "difficile pensare che qualcuno possa scambiarle per scienza"

Parafrasando una recensione del NYT ad un suo libro, usare il nome di Emoto  mi fa dubitare della sanità mentale di chi lo cita sul suo sito e del compratore dei prodotti.

 


 

Continuo a pensare che le droghe in Italia girino troppo liberamente.

Ci meravigliano davvero dei BTC, del dimaio o dei NFT?

lunedì, aprile 12, 2021

artigianale tua nonna

 


Ultimamente stanno svalvolando con la storia dell'artigiano, come del resto “professionale” dato a qualunque oggetto amatoriale.

Sembra che qualunque cosa ARTIGIANALE sia automaticamente meglio.
Artigianale,
fatto a mani nude,
sudando,
da italiani,
preferibilmente bianchi,
dietro casa,
e simpatici
rende probabilmente il prodotto migliore!

Ecco quindi i biscotti al supermercato “fatti a mano”, il mobile artigianale, la pizza rustica o il divano industriale, chiamato mostruosamente salotto, prodotto da artigiani.

Ne ho gia' parlato in almeno 3 occasioni, ma mi fa girare sempre i co....

Distinguiamo prodotti artigianali e industriali:

Industriale: prodotto su larga scala, con processi più razionali e con un maggiore grado di controllo.

l'attività industriale avviene attraverso l'impiego di macchine e costose infrastrutture per la produzione, uno schema predeterminato di divisione dei lavori...

Di conseguenza, per via dei costi infrastrutturali, in ambito industriale il capitale umano di conoscenza e l'apporto di natura finanziaria sono predominanti rispetto ad altri fattori, che sono invece predominanti nell'ambito dell'artigianato.

 

Artigianale:  prodotto su scala più piccola, tipicamente in piccole aziende, dove la fase manuale ha un peso maggiore nell'arco del processo produttivo. L'artigiano non ha, solitamente, grandi investimenti, conoscenze approfondite e opera principalmente con forza lavoro manuale di bassa qualita'.

Dovrebbe essere ovvio che una produzione artigianale, per ragioni organizzative, non puo' essere enorme.

Se mi chiamo Nando, e faccio divani da 1000E e faccio 500.000.000E (piu' di 500 divani al giorno?) di fatturato, fare una pubblicita' in cui mi spaccio per artigiano di qualita' e', a mio giudizio, millantato credito. Praticamente una truffa se fossi un giudice (e cantinari che assemblano le assi non sono artigiani, ma schiavi). Con 1000E ci sarebbe da pensare anche alla parola qualita', ma sorvoliamo.

Fai 3000 panettoni al giorno?
La parola artigianale non sai neppure dove sta.
Certamente non e' il caso che ci stia sulla scatola, altrimenti sei un televisore 40” 4k per selfisti, un bugiardo patentato. Sei chiaramente e certamente una produzione a livello industriale.

Fai 10 panettoni al giorno?
E' una produzione artigianale.
Del resto fare investimenti per migliorare la produzione ha poco senso: ti costano meno due braccia in piu' che un nastro trasportatore.


Perche' si fregiano dell'artigianato come roba favolosa?

Quanto ha a che fare questo con la bontà del panettone o del divano?

Pochissimo.Nulla.

La manualita' e' certamente un pregio, ma non per il risultato.

Prendiamo IKEA. Il 90% del catalogo e' porcheria pura, roba da discarica.

Ikea pero' ha modalita' produttive notevolissime e con un capitale umano e finanziario enorme.
Se avete l'occhio esiste un 2-3% del catalogo che e' molto interessante a prezzi straordinari.

Dopo aver girato per mesi a vedere delle cassettiere comprai quelle di ikea.

Gia', quando una cassettiera da quasi 2000E (e ne ho 3) e' fatta con un legno migliore ma e' verniciata alla carlona e i cassetti non sono identici e quelle che costano meno ai 2000E sono semplicemente ridicole e ti girano le scatole.

Una cassettiera ikea da 199E in legno verniciato di fretta con uno strato trasparente si vede che e' economica, ma al confronto fa un figurone e i cassetti scorrono.
Abito in terra di mobilieri riconosciuti mondialmente, ma quando spendi 600E contro 6000E per le 3 cassettiere dai per scontato che con 6000E i cassetti si aprano perfettamente e i pomelli siano perfettamente allineati.
I mobilieri italiani raramente sono “industriali”, e, come abbiamo visto, non e' un vanto.
Per la cronaca a 2500E cad vi erano belle cassettiere... ma mi sembrava ridicolo arrivare a quelle cifre (7500E contro 600E).

In questo caso la parte migliore non e' “essere artigiani” ma e' stato “uso legno migliore che non e' pino o abete, ma qualcosa di meglio” o verniciatura meno sottile. Mentre la realizzazione e' pessima vanificando il vantaggio.

Il vantaggio dell'artigiano, rispetto all'industriale, e' la possibilita' di cambiare in corsa il prodotto.

Se sono disposto a spendere e ho un muro da 224 cm posso farmi fare un mobile da 224cm. Mentre se vado da un'industria, anche una che si spaccia per artigianale, mi dira' che nei suoi standard produttivi abbiamo i 60 i 90 o gli 80cm come base di misurazione e non e' raro che mi “manchino” 24cm. Il mio divano e' fatto su misura, se vado dall'industria dira' che un divano da 287cm cm non lo hanno a catalogo e non si puo' fare: la linea di produzione, mancante nell'artigianalità, ti obbliga a degli standard.

 

L'idea dell'artigianalità a caxxo fa parte del “si stava meglio quando si stava peggio” ovvero quando eravamo giovani.

I nostri nonni narravano della magia, dei sapori, degli odori che solo i prodotti artigianali della loro infanzia possedevano.

Pero', se scavi, vedi che erano nella guerra, o figli della guerra. Si stava di merda.
Solo la nonna materna ne parlava senza veli perche', probabilmente era comunque felice, e raccontava ridendo che correvano a piedi nudi nella neve per scaldarsi e altre oscenita' da poveri. Altri, invece, saltavano i fossi per il lungo perché erano forti, duri e puri e il pane era buonissimo quando l'adulterazione era un problema.

Inoltre i “ricchi” spesso vogliono un prodotto “come vogliono loro” e possono ottenerlo non avendo limiti di spesa corti, ovvero artigianale e' per ricchi... nella mente dei poveri.

E' la creazione della leggenda. Come del resto il vinile viene visto come “artigianale” e pertanto “puro” rispetto al “digitale” che opera chissà quali nequizie e quantizzazioni che il peone non comprende.

Del resto i processi industriali non vengono compresi neppure dagli operai che spesso ci lavorano: il capo sbaglia sempre perche' non fa cose per loro ovvie quanto nella realta' errate in un processo complesso.

Con queste leggende sembra che un panettone cotto in un forno da panetteria e imbustato a manina sia cotto meglio del panettone cotto in un forno industriale.

Innanzi a tutto vi do una prima ed enorme notiziola: il 90% dei panettoni che vi vendono i panettieri e pasticceri non sono fatti in loco. Sono panettoni industriali reimbustati.

Non solo un industriale del panettone locale mi ha detto che il piu' del 60% della produzione andava a queste entita', ma mi e' pure stato confermato da vari negozianti.

Perché il panettone, ma spesso anche altre cose piu' meccaniche, e' un grande sbatti.
Non solo lievita e viene rimpastato per tempi enormi, e se fai il panettone devi trovare il tempo tuo e dell'impastatrice per farlo (o pensiamo che si faccia con le manine nella ciotolina?), ma quando è cotto deve raffreddare su strutture apposite ed ingombranti altrimenti si siede (si ho provato a fare il  panettone e mano, buono e mai piu').

Vi do una dritta: i panettoni artigianali hanno i fori passanti sul fondo imperfetti per le bacchette da raffreddamento, quelli industriali spesse volte no perché la macchina li aggancia sui pirottini o per ventosa. Non vedo un panettone artigianale da decenni.

Alla fine quanto e' buono il panettone e' dato dal processo e dal contenuto.
Come del resto qualunque prodotto.

Le auto dell'epoca dell'arigianalita' non sono superiori a quelle super-industrializzate odierne. Parliamoci chiaro, una ford focus è straordinaria come affidabilita', qualita' degli interni, e persino potenza rispetto ad una fuoriserie.
Oggi, per una serie di cose, una fuoriserie attuale non puo' praticamente circolare, ma il termine fuoriserie (aka artigianale, fatta in singolo) e' rimasto ad identificare il lusso visto che era da nababbi.

Il panettone della lidl a 3E non e' meno buono perche' industriale, anzi per il prezzo e' straordinariamente buono.
Il panettone costoso buono e' buono perche' dentro trovi almeno 5E di burro e uova.

Il panettone, la cassettiera, la poltrona, non e' buona o cattiva perche' industriale o fatta a mano, e' buona perche' fatta bene e con materiali di qualita'.

Poi e' ovvio che se mettiamo su una produzione di poltrone o panettoni dal costo enorme non possiamo farli in serie: una poltrona da 30.000E avra' un mercato talmente ridotto che le rendera' artigianale suo malgrado, con tutti i difetti dell'artigianalità come imperfezioni, costi superiori e scarsa puntualita'.

Perche, come avviene in un panettone, un una lavorazione a macchina il risultato sara' sempre identico, buono o cattivo che sia, in una lavorazione artigianale ci sarà il panettone da 40E che non e' un granche' come quello eccellente.

Un cappello di paglia (montecristi) ha 30 giorni di lavorazione a mano. Anche se usiamo meno d'opera del terzo mondo non costa meno di 500E piu' oneri.
Le calze non parliamone, non esistono piu' da decenni, salvo che parliamo delle etichette, vengono prodotte in toto da enormi macchinari rotanti gia' da piu' di mezzo secolo. Persino quelle costose, la lavorazione a macchina e' migliore.

Parliamoci chiaro, oggi un prodotto artigianale e' raro e inconsueto non reggendo la concorrenza.

Stendiamo un velo pietoso sulla poLLitica e sindacati che voglio proteggere l'artigiano e le piccole aziende, facendole rimanere piccole per controllarle. Che muoiano come mosche competendo con enormita' estere non frega a nessuno.

lunedì, novembre 13, 2017

io ci sto


Il video, che si è diffuso a velocità virale, della poveraccia che si mette a stonare una canzoncina ha suscitato molta ilarità e commenti quanto mai strani.
Però neanche i commentatori più accorti si sono spostati da quelle due o tre posizioni del bene e del male che ci si aspettava.
In realtà questo video permette una lettura su più livelli.

Il livello basico, di pancia, e' quello di dare immediatamente della cretina ad un direttore bancario.
Tutto sommato, se lo merita. 

Per chi usa il telefono per fare  video proporrei  una multa e per chi lo fa in verticale penserei alla riduzione dei diritti civili. Chi fa entrambe le cose e si riprende cosi' l'interdizione giudiziale e' il minimo. 
Ma sapete che sono piuttosto cattivo.

In realtà esiste un sottotesto preoccupante che in realtà il motivo della diffusione e del perché il video è virale.
Una volta il direttore di banca e gli sportellisti erano persone serie.
Non credo fossero veramente santi, ma un direttore di banca era un grigio personaggio dall'aria austera e dall'apparente serietà.
Dopotutto stiamo sempre parlando di persone che hanno in mano la sua vita. Dareste in mano il futuro della vs vita ad un clown?
Una sorta di rivincita. Sono persone "arrivate" poterli prendere in giro, per uno spazzino, e' grande libidine.
Normale pancia.

Come al solito l'abito fa il monaco. Certe volte puo' essere anche giusto.

Il secondo livello che è praticamente collaterale e' il fatto che un direttore di banca si presti a queste facezie.
Anche se il rischio è quello di vincere un'automobile se un direttore avesse fatto un video sarebbe stato per lo meno inaccettabile. 
Il fatto che ci sia un video del genere, esiste, è indicativo del fatto che le persone che oggi guidano la filiale non sono al livello di serietà e preparazione di quelle precedenti.

Oggi grazie ad una di quelle lauree farlocche come quelle pseudotecniche  il concorso per entrare in banca non è certo basato sulla conoscenza della persona, generalmente cresciute in seno all'azienda, ma è data su un punteggio che potrà essere anche in grado di essere in grado di leggere cultura generale o altre caratteristiche ma non è certo in grado di mostrare se il personaggio in questione è dotato di tutto il necessario come bagaglio umano.

In realtà questo fa seguito al cambiamento del mondo bancario dove dalla serietà eccessiva e austera si è passati ad un supermarket dove bisogna spingere il prodotto verso un consumatore e su questo marginalizzare. 

Infatti oggi le banche sono tracciate di essere colpevoli di aver venduto una serie di prodotti non coerenti come dei coltelli a dei bambini. Dopotutto i bambini se non gli dai il coltello se la prendono talmente a male che battono i piedi e ottengono i BTC altrove. 

In realtà la cosa ancora più grave perché oggi il mondo bancario ormai vende di tutto anche quello che è il discorso assicurativo in taluni casi anche prodotti fisici (in Spagna, per es il CC e' in bundle con un telefono).

Quando molti anni fa volevo comprare delle azioni internazionali, oggi sarei moderatamente ricco, mi erano stati posti una serie di cancelli che sono l'equivalente di una grassa risata di "tu piccolo vermiciattolo come osi pensare di essere in grado di operare sui mercati esteri”

pochi anni più tardi la stessa filiale ha venduto a piene mani bond argentini.

D'altronde il mercato è molto cambiato e oggi è possibile
comprare una una cosa spacciata per assicurazione delle poste, 
una serie di prodotti spacciati per prestiti assicurati dalle cooperative, 
assicurazioni banca 
e in alcuni casi da tutte e tre queste entità prodotti fisici quando uno solo di questi dovrebbe essere in grado di fornire oggetti.

Operare su un mercato disinvolto occorre avere personale la cui etica non è certo quella del buon padre di famiglia ma occorre prendere delle persone meno istruite e con meno rispetto di tutto ciò che circonda.

A questo punto arriviamo la terza lettura: il mondo bancario è fatto da una è massa di gente idiota o costruita anche ad alti livelli. Cominciamo a guardare il volantino che comunque va una serie di realizzazioni di basso livello.



Partiamo dall poster e quello che dice e le collaterali implicite nel messaggio.

Un video per raccontare il bello della vostra filiale.
Questa frase apparentemente innocua descrive il classico tentativo parte di un reparto marketing insufficiente per andare a raccattare le idee che mancano da qualcuno esterno. 
È un classico come "inventa il nome della merendina" o fare uno spot come consumatore: noi vedendo i vostri risultati ci faremo venire un'idea seria perché al momento siamo vuoti come un quaderno primo giorno di scuola.

Questo ovviamente implica un gruppo di ignoranti al marketing.

Sempre nel volantino si ribadisce dove cercare un nuovo spot
perché siete speciali per i vostri clienti
che cosa vi spinge a dare il meglio ogni giorno
qual è il bello del vostro lavoro
Il  reparto marketing che fa sempre le stesse pubblicità da vent'anni e non sa dove attaccarsi chiede aiuto. 
Il manager sovrastante avrebbe dovuto semplicemente licenziarli alla sola vista del volantino.

raccontato con un video girato da voi originale, corale e, se volete, ironico.

Insomma non abbiamo neanche voglia di leggere i vostri aiuti ma passeremo il tempo a guardare video. Come passare a vedere le cazzate degli incompetenti su youtube: 
il bambino grasso che balla come un budino o 
quello che cerca di cantare Mariah Carey con l'estensione di Vasco.

Fino a qua è semplicemente un reparto marketing cazzaro senza idee. 
Un eventuale partecipazione vorrebbe dire che in qualche filiale potrebbe esserci un personaggio che si occupa di video e magari riescono organizzare qualcosa anche di carino: non si pretende che tutti siano Spielberg ma con attrezzature odierne si riescono a fare delle carine cose anche con budget decisamente contenuti.

Ma adesso arriva la parte tremenda che identifica il reparto di marketing come un gruppo di scimmie che non hanno ancora il pelo.

Queste scimmie, Parratine presumo, chiedono di realizzare anche con uno smartphone.
Fare questa affermazione esplicita, questa richiesta, equivale a dire: mandateci merda
Vogliamo il bambino grasso danzante.
Realizzare qualcosa di decoroso con una webcam di un cellulare è molto, molto, difficile. 
Inoltre la maggior parte dei possessori di telefono immaginano di essere un'ansel Adams semplicemente perché ha in mano un qualcosa che cosa qualcosa con tanti megacosi. 
E infatti è quello che è successo.
Poi chiedono, visto che non conoscono i computer, di usare un servizio brutto per madare il video.

In pratica chi ha redatto il poster:
ha prima messo il fieno secco, 
poi ci ha versato sopra la benzina e, infine, 
ha chiesto di giocare con i fiammiferi.
Le scimmie hanno eseguito la sequenza senza porsi domande.

Gli essere umani ridono per le cose mal fatte, si ride per Fantozzi ma non un per Sandro Pertini. 
Si ride nei film le quello che si spaccia per grande pittore e disegna come bambini dell'asilo.
Chiedere di usare un cellulare equivale a chiedere un'immagine mossa, fuori fuoco, dall'inquadratura ridicola e, addirittura nei casi di gente veramente stupida, in verticale.

Pensare che una miscela del genere non producesse in persone poco acculturate, ma che pensano di essere grandi persone perché prendono tanto di stipendio, delle clip che avesse una qualche serietà è impensabile. Infatti sono stati prodotti almeno tre video che mostrano delle persone in atteggiamenti quanto meno da gelato in fronte.

Quindi abbiamo due attori: il primo è un reparto marketing incapace e che non conosce la tecnologia, ovvero il mondo odierno, la seconda abbiamo delle persone messi posti chiave che a loro volta non conoscono la tecnologia e non conoscono quindi il mondo odierno.

A questo punto mancava solo una cosa la condivisione che una cosa che, in ambito digitale, è veloce, istantanea e mondiale.
Avere una clip con delle premesse fantozziane su di un telefono cellulare, in realtà una workstation tascabile, permette una  condivisione a livello internazionale istantanea. 
Cosa vieta questa cosa?
Mandare il video attraverso un sistema di condivisione che un'azienda dovrebbe evitare, cosa vieta che il link generato che punta al download non venga condiviso sua volta anche nell'ambito desktop?
In realtà, nulla.
Anzi si stanno creando le premesse perche' capiti.

Pretendere che quei video non uscissero, soprattutto quelli ridicoli, dall'ambito del concorso era come chiedere ad uno scolapasta di trattenere l'acqua.

Qual'è il livello di lettura che ci dà questo video?

Le filiali bancarie hanno personale che non è in grado di gestire la complessità del mondo moderno e le persone addette si sentono superiori. Una persona ragionevole, in quella posizione, mai avrebbe fatto un video del genere. Anche perche' conosceva i problemi annessi.

Il marketing non sa che pesci pigliare perché la banca non sa più che cosa sta vendendo.

L'azienda nel suo complesso non è in grado di gestire i dati visto che non è in grado neppure di gestire propri, figuriamoci quelli sensibili dei propri clienti.

In linea teorica sarebbe una debacle mostruosa ma nella realtà delle cose purtroppo la banca non fallirà domani mattina come sarebbe giusto per un motivo banale: la concorrenza è messa nella medesima maniera e tutti noi lo sappiamo.
Inoltre il mercato di oggi è fatto di figure decisamente meno serie di queste fino ad arrivare ai consulenti finanziari di poste italiane che non sanno neppure calcolare un interesse (però per alcuni prodotti sono il più grande delitt , ops venditore, italiano).

A me tutto ciò mette una grandissima, grandissima tristezza perché indica che siamo in mano a delle scimmie e le scuole italiane producono solo scimmioni.

venerdì, febbraio 06, 2015

metz




Per qualche motivo che mi sfugge il consumatore vuole spendere di piu' per avere meno crendendosi per di piu' furbo.

Se devo spendere 50E di flash prendo un cinoyumo
Se devo spendere 100E posso andare anche con l'ultimo dei moicani come canon, sunpack, nikon, pentax o unomat.

Ma se devo spendere una barcata di soldi vado sulla rolls dei flash: un metz.
Non dovrebbe neppure passarmi per l'anticamera del cervello di comprare un canon a (ridiamo!) 400E. Casso e'? un corpo macchina o un flash?
Poi l'etichetta uguale alla macchina: sono un brand victim come un'ochetta che compra i sacchetti del pattume YSL a 50E l'uno o un fotografo?

Evidentemente non e' cosi'.
Non esagerare chiamando un flash 46NG come 46 quando la norma e' dichiara un 28 almeno 60 (si, cara kwanon, il piu' potente flash che hai e' la meta' del mio mecablitz! sembrano i watt della samsung!) non paga.

Ecco il massimo dei flash che non diventano azzurri, con tanta potenza,  solidi, tosti e crucchi.

bene, oggi sono ufficialmente falliti.
Se volete un flash che sia il massimo potete ancora trovarlo.
Per qualche tempo.

Pero' se la gente compra schifo non e' che puoi dare le perle ai porci.
Stai sbagliando.

Metz ha sbagliato: troppa qualita', poca pubblicita'.
requiem

Ecco perche' in questo blog leggo la morte di chi ha reso grande la tecnologia come un bollettino di guerra contro la mediocrita' che sta stravincendo

rendiamo onore agli eroici caduti contro la  stupidita' in una guerra senza fine:
philips
telefunken
grundig
blaupunkt
nordmende
minolta
contax
psion
....
...
...
..
.

sig!

mercoledì, gennaio 29, 2014

Rai e sky tutti blaterano



Si sta facendo un gran polverone per nulla.
Al solito.

Rai ha chiesto a sky il nome di chi ha un TV. Uno che e' collegato a sky e' di fatto SICURAMENTE uno che il canone lo deve pagare, salvo che consideri murdoch come il divino otelma e vuole fare un'offerta.

Rai possiede in fatti una deroga speciale alla legge per la privacy essendo, solo per quanto riguarda il canone, esattore. In quella qualita' per esempio E' ANDATA DAL MIO COMUNE ESIGENDO IL MIO NOME E INDIRIZZO. E il comune e' OBBLIGATO a fornirlo come se lo chiedesse l'agenzia delle entrate!

Fatica sprecata perche' in 8 anni, dopo che cambiando casa la ex si porto' via il suo tv, sono rimasto quasi sempre senza un sintonizzatore. Diciamo che il sinto ogni tanto esce dalla cantina viene collegato per circa un mese dove viene acceso 2 o 3 volte e poi torna lesto per quasi un annetto da dove e' venuto.
Nonostante la disdetta, nonostante le decine di cartoline “non ho un sinto e non rompetemi ancora i coglioni” (testuale sull'ultima di 5 anni fa, poi ho smesso di rispondere).
Per ragioni personali non voglio avere u sinto, anche se alle volte il TG mi manca.

Detto cio' la Rai e' quindi autorizzata a bussare a Sky.
LEGALMENTE.

Ma questo al solito l'aduc non lo sa:
Ovviamente Sky ha ragione e la Rai ha torto. Ma la vicenda non puo' finire qui perche' abbiamo a che fare con un esattore di imposta (la Rai per il cosiddetto canone) che, per svolgere la propria funzione istituzionale ha chiesto che le sia concesso un elenco di nominativi nella consapevolezza che la sua richiesta, se accolta, sarebbe una violazione di legge.


Il Ceo di Sky ha ricordato come il 98% delle famiglie italiane è in possesso di un televisore, per cui, ha aggiunto, eventuali elenchi sarebbero inutili, dal momento che quasi tutti i nuclei presenti nel Paese hanno un apparecchio tv. “Gli abbonati Sky son uguali a tutti gli altri cittadini -ha affermato Zappia -è chiaro che devono pagare il canone come tutti gli altri, ma noi vogliamo preservare la loro privacy”.

Il CEO di sky ovviamente tira l'acqua al proprio mulino.
Se chi fosse abbonato a sky da 5 anni si vedesse recapitare un pacchetto dalla potente e inarrestabile equitalia di 1000E come richiesta come andrebbero le campagne abbonamenti?

Dopotutto chi non paga il canone e paga sky e' una volpe! Prima o poi era pensabile questa cosa.
Anzi io la pensavo DOVEROSA.
E come dimostrano gli abitanti di catania (solo il 20% pare che paghi il canone) non ci sono prove che a catania si guardi la TV, ma se sei abbonato a Sky (o mediaset, aggiungo...) e' un dato certo e granitico.

Inoltre la storia della PRIVACY non regge: alla rai interessano solo gli abbonati, basterebbe una query sui database e la segnalazione DA PARTE DI SKY all'agenzia delle entrate come spiega il CEO rai:
A Sky chiediamo non di aiutare la Rai, ma di verificare se, tra i loro abbonati, ci sono situazioni fuori legge. In caso affermativo non dovrebbero certo venire a dirlo a noi

Come vedete tutti ne parlano ma pochi capiscono.

Sembrerebbe quasi che sia una cosa di privacy, ma non lo e'.

La legge dice che chi ha un tv (o simili) con un attacco d'antenna e' obbligato a pagare il canone.
Rai e' OBBLIGATA a chiedere elenchi.
FINE.
E parliamo di intere regioni che non pagano, come l'80% dei catanesi. Chi di voi non conosce una persona che dice orgogliosamente di non pagare il canone? Persino in emilia?
Parliamo di centinaia di milioni di euro, piu' il passato. Parliamo forse di cifre che arrivano al miliardo di euro!!!!!!!!!

Pero' la maggior parte dei giornali, ne varie ditte che si spacciano per amicicici de i consumatori non sanno mulla di tutto cio, ne tantomeno di cio' che segue al braccio di ferro.

Ma a tutto questo si innesta un'altro problema.
Sky chiese in cambio di pochi soldi, 350 milioni di euro, di trasmettere RAI.
Ovviamente pagando un canone l'utente sky sarebbe al sicuro dal canone, ha gia pagato, no?
Ovviamente Rai disse di no.

Ora in cambio dei nominativi (azz! Ma non teneva alla privaci il fetentone di sky?) vuole i contenuti GRATIS. Rai risponde Ok ma in chiaro e solo con regole ma dammi i nominativi.

Non sembra, ma questo ribalta il gioco.
Se Sky e' autorizzata a dispacciare il canale pubblico GRATIS, automaticamente lo sara' il cubomerdovision,  sky-internet, tre, fastwebbe e tutte quelle forniture di pessima qualita' video su internet. 
E perche' no youtube, vimeo, facebook e il mio sito.
Ma la legge dice che se guardo su internet con un “coso” che NON HA la presa d'antenna (e ci vuol poco a dissaldare un sinto o comprare un monitor cinokoreano che ha la stessa penosa qualita' dei tv cinokoreani. Visto che un TV da 40” gran schifo oggi costa 400E un monitor visto che non deve passare sotto alcune omologazioni&c piu' costare 250-300E.

Cosa fermerebbe il gioco nei prossimi 5 anni di POTER LEGALMENTE FREGARE RAI comprando un TV che COSTA MENO ma collegato a internet?

All'itagliano piace FREGARE e l'odiosa tassa RAI sarebbe un succolento pasticcino.

A quel punto anche coloro che ligi e CORRETTI, alla legge, come i Ferraresi, si sentirebbero un po' stupidi a pagare e comunque su tv korean che non si sente e non si vede la differenza fra il pessimo DVB-T e l'ottimo DVB-S potrebbero pensare che internet si veda uguale (e sul loro tv e' cosi'...).
Cosa frenerebbe i ferraresi dallo smettere LEGALMENTE di pagare il canone...?

Nulla!
La rai, potenza del mercato e fornitrice di posti di lavoro ai nipoti dei polllitici dovrebbe competere MA solo con la pubblicita' che pero' e' contingentata.
Si tratta di un drammatico ridimensionamento e se i nipoti non si possono cacciare di un downgrade a solo 2 o 3 reti contro le forse 10-15 che hanno ora.
In pratica sparirebbe dal mercato.
Con la gioia dei 2 grandi competitors: mediaset e soprattutto SKY che oggi gioca gia' in piu' ruoli.

Ecco perche' sky sta nicchiando: ha in mano un oggetto che non le appartiene ma vale un fantastiglione di talleri e per consegnarlo in cambio vuole un cambio di regole che POSSONO portare alla morte di Rai nel migliore dei casi (migliori per sky) e nel peggiore avere contenuti GRATIS e poter poi in seconda battuta aprire altre porte.

A me la cosa sembra semplice e chiara.

La mia opinione e' sempre stata che tutti i programmi Rai debbono essere in chiaro e pubblici. Se criptati le sim devono essere gratuite per gli abbonati/italiani, per qualunque piattaforma.
La rai deve decidere se vivere di canone o di pubblicita' ma non di entrambi. Nel caso del canone allora e' giusto che chi vede e paghi una cifra ragionevole (diciamo come la BBC ma proporzionata allo stipendio medio dei due paesi?)
La raccolta del canone NON spetta alla rai perche' puo' essere come in questo caso ricattata.
Ovviamente nella mia idea la Rai non e' il colosso che e' ma e' piu' simile alla BBC.

Non vi sembra tutto molto STRANO?
Non vi sembra che i giornali siano una massa di tonti?

sabato, settembre 28, 2013

Apple 5c


e anche quest'anno abbiamo assistito all'ennesima presentazione di prodotti Apple ma soprattutto alla classica sgranatura di Rosario che avviene successivamente fra i fanboy e il loro speculare.

Anche quest'anno gli amici del marchio si sono divisi fra quelli che le normali evoluzioni sono sufficienti a provocare un orgasmo e quelle che si aspettavano che venisse presentato un impianto solare tascabile da 4Km^2.

Stessa cosa per il loro speculare: ogni evoluzione è comunque insufficiente.

bla bla bla

Quest'anno era l'anno del iPhone economico.
Molte fonti davano per scontato che venisse presentato un oggetto che anziché costare le solite 600 euro avrebbe dovuto posizionarsi più o meno sulla metà del prezzo consueto. Su queste ipotesi molti siti, e conseguenti blateramenti da bar dello sport, si sono retti per mesi.

Adesso, dopo la presentazione, sappiamo di per certo che non esiste nessun telefono dal prezzo economico e questo ha scatenato un fiume di parole e di inchiostri virtuali pressoché infiniti.
Come al solito trovo che tutto quello che ho letto sia clamorosamente una stronzata.

Tutti questi report non centravano problema poiché parlavano di prestazioni e del fatto di essere nuovo vecchio e così via. Questo si chiama avere una visione molto limitata della cosa.
Cominciamo a guardare per bene la situazione a livello mondiale.

Apple si trova nella situazione molto invidiabile di essere semplicemente il massimo.
Automobilisticamente parlando possiamo considerarla una specie di Bentley oppure una Rolls-Royce.
Sebbene molti marchi hanno deciso di fare downsizing come ad esempio Mercedes o  Bmw sappiamo anche che nel primo caso non ha dato i risultati sperati tanto che si è dovuto fare un matrimonio americano che ancora oggi permette di rimanere in vetta nonostante un rapido divorzio. Hanno beccato tanti alimen, hem, motori. Nel secondo caso stanno ormai vendendo il 30% dei motori prodotti da pegeout (guadagnandoci un pacco) e una meta' che e' pesantemente rimaneggiata dagli americani della borg (biturbo dice nulla?)

Ma la cosa che veramente è difficile capirsi e perché la maggior parte di chiacchiere stolte contrappone come principale avversario della casa reale summa di tutte le libidini l'equivalente della Fiat.

Spesso chi confronta i due marchi parla esclusivamente di prestazioni e in particolar modo di potenza pura del processore come se in un'autovettura contasse esclusivamente quello. A dimostrazione che non è così basti vedere che qualunque Fiat spesso  possiede motori superiori in cv a quelli di una Lotus ma a nessuno verrebbe in mente di confrontarli così come una Fiat PUNTO probabilmente nella versione Abarth potrebbe lasciare indietro automobili che costano 10 volte tanto ma nessuno sano di mente si metterebbe a confrontarle.
Oddio qualche Tamaro che fa la sgommata dimostrativa con la fiat punto turbo sfiga davanti a Mercedes classe E lo si troverà sempre così come quello che mostra all'amico un Samsung appena acquistato dicendo che va molto più forte del 4% (o una qualunque caratteristica inutile a piacere come i pixel) del iPhone  appena acquistato dall'altro è assolutamente normale in una popolazione piena di mentecatti.

Altro esempio, sempre in casa Fiat, è la versione di lusso dell'utilitaria PUNTO: l'Alfa mito. Nonostante costi parecchio di più ha prestazioni assai inferiori della punto abarth ma non mi sembra che nessun giornale abbia parlato di questo negativamente come un fanboy samsung.
Anzi. nessuno ci pensa a far notare che sono la stessa auto.
Come nessuno fa notare che la costosissima audi A1 altro non e' che una fetente skoda fabia: basta qualche piccolo ritocco per passare da 13kE alla fantastica cifra di 22.000E? Per vendere al doppio basta verniciare 2 montati imitando un'auto francese, aggiungere 2 tappetini di sintetico e mettere una migliore autoradio?

Questo sproloquio per dire che non è la potenza pura o altre cose quello che fa il prezzo e soprattutto è assurdo che un marchio al vertice della catena alimentare che poteva contare su dei geni come Woz venga confrontato con l'utilitaria coreana KIA syle rappresentata da Samsung.
Trovo molto interessante la hyundai  coupe, mi piace,  la comprerei anche, ma una JAG allo stesso prezzo non dovrebbe far nascere dubbi di nessun tipo!

In questo bisogna dire che i signori di Samsung hanno fatto un lavoro veramente notevole: un qualsiasi assemblato di plastica venduto sostanzialmente lo stesso prezzo di un oggetto definito in una costosa maniera. il koreano e' persino piu' costoso di prodotti molto piu' alti (in tutti i sensi) come sony o panasonic.
Hanno fatto come l'audi A1, un bidoncino a ruote interconnesse che costa al pubblico piu' di una subaru impreza o una mondeo.

Se guardiamo bene i costi di produzione è abbastanza facile intuire che nel iPhone la parte estetica ha un costo che arriverà almeno al 20-30% del valore del prodotto. Così come la verniciatura di una Rolls-Royce con 12 strati di vernice costa come mezza Panda.

in tale contesto la mossa di Apple è talmente ovvia da lasciare spiazzati. 
È talmente banale che nessuno dei commentatori l'ha ancora capito nonostante ormai si è passato del tempo.
Se Samsung riesce a vendere una ciabatta di plastica allo stesso prezzo di un iPhone allora Apple costruisce una ciabatta di plastica da vendere al prezzo esagerato del Samsung guadagnando quindi le stesse ENORMI cifre del produttore coreano e posiziona il suo prodotto di pregio ad un livello più alto riprendendosi la leadership.
Se ci pensate è la soluzione!
se il consumatore è disposto a spendere 500 euro per una ciabatta di plastica: perché non fornirgliela con un marchio prestigioso e il prodotto di fascia alta spostarlo dove compete!

Questo spiega tutto: la sparizione del costoso 5, il 5s e, ovviamente, il 5c.


Io rimango dell'idea che un telefono oltre i 200E e' da pazzi.