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giovedì, settembre 11, 2025

polemiche sul comercio degli stupidi

 

Ennesimo discorso inutile.

All'italGiano e' stato insegnato che va preteso tutto.
E lui vale. (Oreal)
Lui e' speciale, fa sempre parte di una categoria protetta dallo stato, centinaia di categorie protette.
Se rompe il caxxo ottiene quello che vuole.
Gli altri non sono nessuno e non hanno diritti
La conseguenza?
Lui ha ragione gli altri torto (ed e' desolante vedere 60 milioni di canidi pensare che tutti gli altri 60 milioni e 8 miliardi, abbiano torto tutti)

 Cosi' quando viene presentato un prodotto per un mercato verticale, se per qualche motivo e' ambito, loro lo vogliono.
E' divertente sentire quanto loro saprebbero guidare bene anche una F1, mentre girano con un furgoncino traballante (SUV) sbagliando tutte le curve.
E' estraniante sentirli parlare delle decisioni aziendali di Marchionne, da loro reputato l'uomo sbagliato, avrebbero dovuto scegliere loro, che non fanno 10 minuti oltre orario neppure sotto minaccia di morte.

Loro sono artisti, non capiti, mentre ritraggono in verticale un panorama con il citofono grosso. Sicuramente e' solo perche' quelli con i mezzi grossi sono considerati migliori, e' solo la spocchia verso i citofoni, perche' il citofono 6S  melina e' il migliore sistema di ripresa, altro che una Pentax 645Z (evento reale) o una Arri.

Ma torniamo all'estate dei folli. 

Questa estate nel feed apparivano infinite geremiadi verso luoghi interdetti a chi ha prole e infiniti tentativi da parte di chi scortato dai figli voleva accedere a quelle zone/ristoranti a loro preclusi.

"perche' i miei figli sono speciali, MAI romperebbero il caxxo agli altri!"
Frase che in negozio ho sentito pronunciare sono dai peggiori genitori, detentori dei piu' animaleschi dei bambini.

A questa interdizione alcuni hanno reagito con la legge, che ovviamente e' antica e datata per lo piu' 1800, quando va bene, la parte dopo gli anni 60 fa persino piu' schifo. 

E giu' milioni di avvocati che spiegavano che i ristoratori, e gli hotel e persino i bar DOVEVANO servire questi bifolchi che pretendevano, distruggendola, quell'oasi di pace di cui godevano GLI ALTRI  
Sei un avvocato, dovresti anche capire il ridicolo, ma hai fatto troppo latino e non hai neppure protestato contro la PEC.
Un tribunale o un pubblico ufficiale ad una richiesta del genere dovrebbe solo riderne.


Nel paese del privilegio nonsense a tuono, l'idea dell’animale senza cervello e' prendere piu' privilegi possibili, arraffandoli, mai chiedersi se abbiano un senso.
Tutti che vogliono una fetta del privilegio, bonus, regalino e vantaggio.

Si noti che questo fa il paio con quegli BRUTI che hanno insistito per la legge, fresca, che oggi permette a cani e gatti di salire in aereo IN CABINA.
Scusate ma siete dei BRUTI. 
Ci sono persone che sono allergiche ai gatti e ai cani (piu' raro) e gente che ha paura dei secondi, di qualunque dimensione (ho visto terrore per un ciaparatt (cosetto per prendere i topi in italiano)).
Per la mia morosa se si trovasse a fianco uno strz con il gatto sbagliato (non sono tutti uguali) obbligherebbe il volo ad un immediato atterraggio, salvo rischiare la morte.
Gli ALTRI, per l'italiano, sono feccia.

Torniamo alla legge e ristoranti per adulti. 

Esiste la legge ed esiste il buonsenso.
 
Quando il 99% dei genitori ITALIANI sono ANIMALI (e posso testimoniarlo avendo gestito un negozio per anni) e i "bambini" (piu' correttamente distruttori meccanici pseudocasuali con onde vocali tonanti) sono italiani l'esclusione di questi mostri (altro che quelli di Vega) e' un atto dovuto.
 
Non solo, ma in caso di danni la legge, che qui viene citata, non esiste, provate a far notare ad un caramba presente che il piccolo distruttore ha disintegrato il POP nuovo di pacca (un banale cartonato da poco alto 2m, ma se ne ristampi uno singolarmente costa come uno stipendio) o peggio .
(si, capitato)
Il bambino non ne ha colpa, il genitore poverino e che il negoziante vaffa...(true story)
2 categorie protette contro una non protetta. 
Come gli extra irregolari, essi sono INTOCCABILI.
Non e' un caso che i nostri politici spesso fanno discorsini deliranti "le mamme, i bambini, le famiglie, i bambini, la mamme..." che ovviamente non ha un senso economico, solo di "guardate che vi riempiro' di foxxuti bonus!".
 
Colleghi sono stati bloccati nel fare azioni legali perche' poi il giudice se ne uscira' con "ma sono solo bambini", soprattutto se figli di operai.
Ma i danni fatti non sono banali, sono costi automobilistici.

No, non sono bambini, i genitori li hanno istruiti per essere armi di distruzione casuale urlanti, come i bambini di certe regioni nel mondo sono militari combattenti pericolosissimi.
 
Posso raccontare casi incredibili.
 
A questo si aggiunge che gli STR del genitori li spingono ad immolarsi su scale, scatoloni, oggetti esposti. 
Come droni impazziti e, se si fanno male, e' IMMEDIATAMENTE colpa del gestore che viene, con urla e strepiti, incolpato di aver lasciato li la scala DURANTE un cambio lampadine, scala che al 4to gradino del piccolo idiota incalzato da 10 minuti dalla decerebrata che lo spingeva ad essere scalatore ha deciso di non collaborare.

Stante le cose, perché e' sempre un causa effetto, nessun giudice sano di mente potrebbe far entrare un oggetto cosi' pericoloso in un esercizio commerciale, figuriamoci obbligare l'esercizio ad accettare il problema, salvo un eccesso di latino cementino che blocca le meningi.
Io bandirei i bambini dai ristoranti che non accettino esplicitamente la prole.

Non esiste neppure la possibilita' di rendere ragionevoli animali e bestie a randellate, vietatissimo!
Asimmetria leguleia.
 
Gia' perche' il genitore ITALIANO e' un animale menefreghista nel 99% dei casi che vede negli esercizi commerciali la possibilita' di liberare la bestia lasciandola correre per gli scaffali, lasciando dar sfoga alle urla e strepiti che, in casa, sarebbero troppo vicini alle orecchie genitoriali. 
 
Ecco il bambino che si lancia nell'aera test dei camcorder (2 stipendi cadauno), dopo la scalata al tavolo, scuotendo i cavalletti come alberi, forse nella speranza che cadano caramelle e non altro, nuota nel piccolo plastico distruggendo alberi, case e stazione come un novello Godzilla
Poi, in piedi sopra il plastico deformato dal peso, brandendo la preda, una motrice da cui penzolano alcuni vagoni, altri ormai schiantati a terra, ride felice.
Il plastico Sony non esiste piu', ne ho visti dopo 20anni in altre nazioni, ma non in italia. 
Il genitore: "sa, sono bambini" e se ne esce con il bambino dotato di preda.
 
Il negoziante sa che non puo' fare nulla, lo stato difende gli animali, non chi viene danneggiato. 
Non e' vero che chi rompe paga, paga se non e' una categoria protetta, in pratica quei pochi che ne rimangono fuori, come avviene per altre cose.
 
La conseguenza e' che chi non vuole subire questi animali e' obbligato a cercare posti con un ridotto numeri di animali (non che chi e' senza figli e' automaticamente un essere umano, si badi bene!).
 
E piantiamola di fare i buonisti.

L'italiano e' particolarmente maleducato e animale, e quelli con i figli hanno un bonus moltiplicativo terrificante.
Basta girare il mondo, nel primo mondo non solo i bambini non vengono spesso portati dove possono recare fastidio, l'italia fa pochissimi bambini, ma nei negozi e ristoranti non mancano.
Inoltre a tavola non urlano come sirene o non si mettono a correre sbattendo contro i camerieri. 
Mi vien la tristezza solo a pensare cosa succederebbe in caso di impatto del piccolo ixiota con il povero cameriere quando una zuppa rovente menomasse il viso di un piccolo stron...
Anziché togliere la potestà ai genitori verrebbe punito il ristoratore.

Consiglio ai gestori di appendere 2 foto artistiche di donne nude scala 1:1 per aver la scusa di non permettere ai piccoli distruttori di entrare.
Ma forse il genitore decerebrato potrebbe pensare (pensare?) di essere nel giusto, pretendendo di mettere una tovaglia sulle nudita'.
 
 
 

lunedì, aprile 05, 2021

figli

 

Mentre infuriava il coviddo nei primi del 2020, cosa che ha occupato con notizie e contro-notizie e i virologi da "ho studiato su YT cosa vuoi che ne sappia un virologo ricercatore" tutti i media, nessuno ha notato una notiziola che e' passata decisamente in secondo piano: le nascite italiane hanno un novo picco negativo e, con il rapporto successivo, grazie ai morti del covid, nel rapporto nati-deceduti siamo al livello record precedente del 1919.
Manco fossimo in guerra.

Se togliessimo i nati degli extra ci sarebbe da ridere.

 Spesso mi imbatto a disquisire con certa gente vecchia dentro, oggi, come avete intuito, non vi parlo del latino :-)

La domanda e' perche', e la cosa diventente e' che tutti hanno piu' o meno la stessa idea da vecchi (io saltavo i fossi per il lungo mentre declamavo il latinico duce e voi siete delle mozzarelle).

La leggenda spesso ribadita parla della eroica propensione al sacrificio dei nostri padri, mancante in noi, che sarebbe il motivo per il quale oggi non si fanno piu' figli:

Una volta erano fighi ed eroi che soffrivano per i loro figli, oggi col caxxo che sopportano la fatica dei figli perche nessuno si sacrifica.

e' un'immensa
enorme
colossale
gigantesca
castroneria di prima grandezza.

Partiamo dall'attuale.

Prendiamo la vita media dell'italiano:

Se guadagni abbastanza bene, non sei preoccupato dal riuscire a mantenere bene un figlio, vuol dire che hai studiato molto, poi sei riuscito dopo molta gavetta sbattendoti a nastro ad avere 2 palanche misere.

Salvo fortuna, l'iter e' questo.

Vuol dire che non sei piu' tanto giovane, hai almeno 32-35 anni, inoltre, per via dell'enorme pressione fiscale, i tuoi 2500E sono lo stipendio che all'estero sarebbero 4000E.
(Voglio ricordare che per Biden un povero e' quello che prende meno di 110K$ annui.)

Non stai certo navigando nell'oro ma sei provato.
Soprattutto se hai contratto la malattia nazionale disfunzionale del mutuo (ricordiamo che siamo l'unico paese al mondo in cui abbiamo cosi' tanti proprietari di casa?).
Vuol dire, in soldoni, che hai un foxxuto cumulo di responsabilità e, se la tua morosa e' sulla stessa barca, non e' che muori dalla voglia di disintegrare tutto cio' che ci hai messo anni a costruire immediatamente.
Solo a prendere un po di fiato vuol dire che passano anni e peggiori le cose.

Inoltre non hai fatto assicurazioni, ti hanno detto che avevi la sanità gratis (buahahah) e se ti arriva un malanno sai che devi picchiare sul tavolo tanti, tantissimi, soldi. Se poi hai gia' avuto qualche malanno sei alla frutta.

In tutto il mondo "occidentale" la fascia medioalta e' in condizioni simili, per quanto meno estreme (e infatti fanno piu' figli degli italici) e in alcuni stati sono pesino a rialzare la curva.

Solo che in italia la fascia media sono persone che vengono disintegrate, in pratica quasi poveri.

Se sei un operaio e sei sotto la media, quella parte che prima si sfondava di bimbi, hai difficolta' logistiche.

Ormai il nido e l'asilo comunale e' territorio dell'extra che ufficialmente, stando alla carta, si trova in Africa (grazie Bindi).

Devi pagare. Tanto.

Non sembra ma per chi prende 1300E netti pagare una retta dell'asilo di 800E non e' il massimo. Anche se sei riuscito ad imbucarti in quello comunale, lavorando entrambi per sbarcare il lunario, un 200-400E devi cacciali, non essendo un extra che guadagna zero sei ultimo in classifica e non hai diritto a premi o fischietti. L'ultima analisi sulla Lombardia parlava da un minimo di 268 a 814 a seconda della comune con una media sulla regione intera di 480, ovviamente con la fascia bassa, comunale, completamente occupata dagli extra.

Ma non basta: molti asili fanno orario di 5 ore.

Immagino il genitore che debba chiedere il part-time per far coincidere i bisogni dell'asilo con il lavoro.

I 1300E divengono un ricordo.

In pratica, apparentemente, ad uno dei genitori conviene smettere di lavorare, il bilancio famigliare e' meno massacrato. Questo spiega la ridicola partecipazione delle donne al lavoro rispetto alla media EU

Tutto cio' se l'asilo esiste, ci sono una parte consistente di comuni senza asili, sia privati che pubblici.

Aggiungi che per una strana storia lo stato spinge a comprar casa regalando danari e la frittata e' fatta: altri soldi che i possibili genitori buttano.

Hai il mutuo che ti obbliga a correre in avanti, il comune ti dice che sei un ricco possidente con 2 stipendi da 1200E netti (2400 lordi) e il povero extra prende il tuo posto all'asilo e anche se molli uno dei lavori, mettendo sul tavolo un rischio in tempi di magra dove la ripresa non si e' vista (grazie stato!), comunque la situazione diventa complessa fra mutopirla rateauto, bollette eccetera.
Piu', ovviamente, ai costi dell'infante (pannolini, cibo, eccetera) che non e' certo gratis, ma nell'ottica non certo il problema maggiore

In pratica fai figli solo se hai la “fortuna” di avere rare strutture economiche a portata di mano o parenti che si impegnino oltre la norma e magari (visto le coorti di ricchezza) paghino parte di quello che e' un problema, una malattia, chiamata figlio.

Ho avuto una dipendente che, pensandoci prima, ha scoperto che l'unico asilo “accessibile” era a 1 ora di viaggio essendo materialmente opposto al posto di lavoro (in pratica allungava a 1h il tragitto, 2h al di'). Eggia', il traffico lombardo da 10Kmph e zero mezzi pubblici efficaci (grazie stato).

Secondo voi e' normale pensare all'asilo in maniera cosi' estrema prima di concepire?

Concretizziamo che stiamo parlando di PAURA?

Capiamo che ridurre il proprio stipendio, passare la parte di “lavoro” in auto (con le spese derivate) con spese costanti della casa importanti, non e' FARE SACRIFICI.

Si chiama “rischiare forte” o “fare la fame”. O sei un eroe o sei un incosciente.

E stiamo parlando solo dell'asilo.
Una singola voce, giusto la prima presa per esemplificare.
Tralasciamo il resto dei costi di un figlio, andremmo sul ridicolo.

Infatti ci sono stati che hanno rialzato la fertilita' attuando appoggi alle famiglia (appoggi, non regalando soldi alla maniera del sud o come volevano fare un paio di anni fa) importanti.
In ItaGlia sarebbe piu' difficile perché la cosa si e' incancrenita.

Vediamo invece i nostri eroi che secondo la vulgata di vetero latinisti del verbo duceo,  nel passato perche' avevano un figlio, 2,3,4 e pure 5.

Fino agli anni 60 avere un figlio voleva dire avere un aiuto nei campi.

A 6 anni cominciavano a fare le faccende e a 10 erano in pista con i lavori leggeri. A 14 anni erano ormai un menbro pienamente produttivo della famiglia che nel frattempo era in crescita.
Non e' un caso che l'analfabetismo imperava e fino a pochi anni prima le 5 elementari non erano certo un traguardo per tutti.
L'eroica propensione al sacrificio che narrano era, di fatto, un aumento del reddito famigliare e della capacita' lavorativa famigliare.
Non quindi sacrificio, ma investimento a medio termine.

Proletari in quanto la ricchezza era rappresentata dalla prole. In particolare maschile (il famoso figlio maschio tanto anelato dalle popolazioni arretrate). Non a caso Marx invento la parola prima che si capisse cosa fosse la prima rivoluzione industriale, ovvero e' assolutamente idoneo alla situazione rurale che ho descritto.

Mia nonna lavorava in fabbrica gia' da giovinetta, 12 anni mi pare di aver capito, molte dell'eta' di mia madre non hanno visto le medie.
Eroico sacrificio avere figli, certo.
Io lo chiamerei investimento per avere un bracciante gratis.

Negli anni 60-70 l'Italia sperimenta un boom economico, milioni di persone arrivano ad avere una qualita' di vita mai vista prima, una quantità di danari che e', per alcuni, persino difficile spendere.

Infatti spendono, prima la casa, non piu' i ricchi possiedono la casa, poi l'auto ed infine il televisore.
Un boom di consumismo sfrenato che preoccupava i ben pensanti dell'epoca.

Un benessere mai visto prima in italia.
Si sperimenta la certezza del censo, nessuno e' lasciato indietro e tutti i mesi, cadesse il cielo, arrivava la busta ricca.
Altro che la vita di campagna!

Spiegatemi l'eroica propensione al sacrificio di chi sta sperimentando una ricchezza ma vista prima da generazioni con una certezza del reddito granitica ed in ascesa.

Aggiungiamo per chi era appena arrivato dai campi, l'inerzia a fare prole, perche' i modi di fare, la cultura, non cambiano cosi' in fretta, il figlio (masculo) e' ancora ambito in quantità.

Aggiungiamo l'ignoranza incredibile di molti sui contraccettivi che era evidente.

Risultato?

Un boom di nascite, non a caso e' la generazione baby boomer.

Dove sta il sacrificio?

Tutto migliorava, tutto diventava piu' ricco eccetera.

Durante il baby boom la ricchezza relativa era si minore di quella attuale, ma erano minori le spese famigliari.

Negli anni 60 l'unica spesa famigliare era la casa (che comunque era meno costosa), anche al nord le auto (quelle invece erano piu' costose) erano una cosa abbastanza rara per un operaio che, rammento, con un singolo stipendio, sosteneva tutta la famiglia.
Questo riduceva di molto i costi famigliari.

Si lavorava vicino a casa, non a caso interi quartieri sono nati vicino a fermate dei mezzi o interi, enormi, comuni attorno ad una singola fabbrica (breda, marelli...) dove il lavoratore andava a piedi o poco piu'.

Oggi ci sono spese obbligatorie, se dovessi andare al mio ufficio da dove abitavo prima con i mezzi e/o a piedi ci avrei messo 3 ore e altre 4 a tornare nel migliore dei casi.
In auto 40 minuti nel feroce traffico lombardo.

Per 2 persone vuol dire 2 auto, solo bollo e assicurazione sono almeno un millino x2. Non parliamo poi dei costi di sostituzione del veicolo, soprattutto se parliamo di gasolio (per quelli che pensano di risparmiare con la salute come soldo) che ormai ha un tasso di sostituzione di 5 anni.

Sono decine di migliaia di euri obbligatori per molti.

Oggi se non hai una connessione dati sei tagliato fuori.

Idem per molte altre cose.

In piu' i servizi, che al nord rimanevano ancora, oggi sono scomparsi. PAGHI.

Prima il costo era “LA bolletta”, anche se in realta' erano 2, che divenne con il telefono, spesso in duplex, “le bollette” oggi ci sono, per un nucleo famigliare con 2 figli, almeno 8 bollette.

Il mondo e' cambiato, non si va in fabbrica a 10 minuti a piedi dal quartiere operaio costruito apposta, ci sono milioni di persone che passano ore in auto per raggiungere il posto di lavoro e persino Milano e Torino non sono certo attrezzate per il flusso di pendolari, nonostante il crollo del lavoro.

Gia' il crollo del lavoro.

Nei famosi anni dei “tanti figli” il futuro operaio era una certezza: potevi persino pisciare sui TV sulla linea di montaggio condannando l'azienda e l'intero settore, tanto il lavoro lo trovavi ed era abbastanza da sostenere la moglie e la famiglia.

Oggi trovare lavoro, devastato dalla pipi', e' una chimera e DEVI essere in 2 per chiudere il bilancio famigliare.

Giusto per avere un idea, usando i parametri DE in percentuale, in italia mancano 10 milioni di occupati e se teniamo conto che ci sono luoghi come la Calabria in cui il 70% del lavoro e' a qualche titolo statale... diciamo che mancano almeno 15/20 milioni di posti di lavoro.
Cominciamo a vedere il problema?

Fare un figlio in tali condizioni di precarieta' non vuol dire “fare sacrifici”, ma “essere idioti”.

Perdere OGGI il lavoro con un figlio a carico e' ben diverso che perdere il lavoro e stop.

Non e' una questione di rinunce, salvo che con rinuncia intendi “darlo in adozione” o andare a vivere in un cascinale il luoghi sperduti facendo la vita degli amish. Non puoi vivere a Milano o Torino.

Certamente molti avrebbero paracadute pagato da altri lavoratori (che vedono cosi' ridursi la capacita' di spesa), ma avvicinarsi cosi' tanto all'astina non e' per cuori deboli.

Ed infine, certo, uno che si e' dannato per 2200E raggiunti ad oltre 35 anni, al limite della fecondita' e con alte probabilita' di un figlio down, se non ha la sfortuna di essere gia' in pausa, non e' che proprio muoia dalla voglia di perdere la posizione e ricominciare da capo.

In passato si raggiungeva la stabilita' economica prima dei 25.
Uno stop lo accettavi perché recuperabile prima dei 30.
Sono situazioni diverse, per la 23enne e' sacrificio, per la 35 enne e' massacrarsi la vita.

Non a caso in EU (dati 2014) l'eta' in cui una donna ha un figlio e' 30 anni.
In italia 32, cominciate a vedere il problema?,
nel 1980 era 27,
prima ancora 25.

tasso di natalita' italico 2017 1.2 (ricordo che a 2.2 circa vi e' crescita 0) nel 1960 2.7.

Si noti che vengono conteggiati anche i figli degli extra regolari che hanno tassi NETTAMENTE diversi, come 3 figli, e sfornano sotto i 23 (dati di un piccolo comune lombardo in cui le elementari sono ormai black ediSCion).

Se ci atteniamo agli italiani figli di italiani probabilmente i dati sarebbero assai diversi.
Io non conosco neomamme sotto i 36, non so voi. Inoltre gli extra con il loro tasso di crescita saranno di fatto l'italia entro 30 anni e trovare un italiano minorenne con i nonni lombardi sara' come oggi trovare un giapponese a Bernareggio.

Ricordiamoci pure che le coorti anagrafiche piu' ricche in italia sono i pensionati, sempre lo stato che non ha favorito il lavoro e conservato i privilegi, fa capire molto di tante cose visto che non producono.

Ricapitolando:

Per chi ha una visione chiara del futuro e/o un reddito abbastanza elevato fare un figlio e' un problema (lo e' sempre!), ma non ti distrugge la vita.

Per chi e' gia' tiratissimo e/o il suo futuro e' molto incerto sono caxxi

una cosa e' del sacrificio

Un'altra e' rischiare tutto, figlio compreso.

OGGI fare un figlio e' un vero sacrificio, ieri non lo era.


Non a caso nell'occidente dove non ci sono crolli cosi' evidenti, e' chiaro che cosa porta a fare figli:

Piu' occupazione, in particolare femminile, 

meno tasse,

grande supporto dallo stato (non soldi, ma opere funzionali).

servizi funzionanti.


mercoledì, luglio 16, 2014

donne con le palle



Consiglio a tutti di leggersi questa lista

http://archive.fortune.com/magazines/fortune/most-powerful-women/2011/highestpaid/

per 3 motivi




1) non e' vero che le donne non possono arrivare in alto.

2) i grillini debbono mettersi il cuore in pace: se vuoi una persona valente devi PAGARLA, magari non 40.000.000$ all'anno ma neanche come dicono loro. Altrimenti una persona come Virginia "Ginni" M. Rometty (a capo di quella cosetta chiamata IBM) con il cavolo che viene a lavorare al parlamento italiano.
Perche' dovrebbe farlo? 
Perche gli fa curriculum?
Se voglio qualcuno che non sia qualcuno che "ama sputare sulla testa delle persone e non sappia accendere un PC" devo pagarlo.

3) le pagine su wikipedia dei grandi nomi che ecceggiano in tutto il mondo raramente sono tradotte in italiano. Si sa a noi CI PIACE JOBBBS, un venditore,  ma se parliamo del coinventore di unix quel giocattolo che spinge il 90% dei telefononini, il 100% dei prodotti apple, l'80% dei siti web.... non ha neppure una pagina in italiano.
Ecco le scalmanate che urlano alla diseguaglianza potrebbero cominciare a fare delle pagine wiki in italiano di questi colossi femminili visto che quelle che ci sono, quelle rare volte che ci sono, sono di 2 righe.
per esempio:

Anne M. Mulcahy was selected as 'CEO of the Year 2008' by Chief Executive magazine. In 2008, she was selected by U.S. News & World Report as one of America's Best Leaders.
In italiano non esistono pagine su di lei.
Circa 146.000 risultati in google e... niente in italiano.

Eppure direi che una che aveva uno stipendio di quel milioncino di euro al mese, era al timone di una cosina che ha inventato il pc moderno, l'interfaccia desktop, la fotocopiatrice e la stampante laser e ha 150.000 dipendenti oserei dire che e' arrivata. Ed e' arrivata molto piu' in alto di uno jobbbs qualsiasi visto che la apple ha meta' dei dipendenti...

Ma forse alla maggior parte delle donne italiane tutte queste cose non interessano e' per loro importante USARE il lavoro e non dare nulla in cambio. Lamentandosi perche' non diventano CEO mentre stanno a casa con i bambini durante un'estensione multipla del periodo di maternita' pluriannuale.
http://allarovescia.blogspot.it/2014/06/donne-in-carriera.html

lunedì, giugno 16, 2014

donne in carriera



Ogni tanto rimango bloccato in un dibattito sulla condizione femminile in Italia.
La cosa divertente è che nel 90% dei casi mi ritrovo ad essere bollato come mostro o come insensibile soprattutto se la persona con cui sto parlando è molto orientata politicamente e/o non è una persona che ha dei traguardi lavorativi.
Persone simili invece si stupiscono, in altri ambiti perche' io sia cosi' PRO donne.
Ma e' solo perche' mi piace il giardino oltre la siepe, no?

Mettiamoci gli occhiali.

Una volta le le femministe, nobili suffragette che pilotavano aeroplani e facevano a gara a dimostrare di essere “piu' “ di un uomo non ci sono piu'.
Costoro dimostravano di essere superiori alla visione precedente della donna superando l'uomo in quelli che si pensavano essere i campi tipici maschili.
Come quelle che per dimostrare LEGALMENTE della cosa si laurearono in legge e dimostravano usando gli stessi mezzi che vietavano la cosa l'inconsistenza in se delle leggi dell'epoca.
Erano donne in grado di lottare, con la passione, con la forza e l'intelletto.
Anche se alcune erano solo piantagrane e ultras complessivamente era una giusta causa e spesso senza eccessi.
Ricordiamo che spesso le donne erano schiave del loro destino e sebbene spesso idolatrate erano anche, spesso, poco considerate.
L'emancipazione fu dunque un processo importante non per coloro le quali si esponevano, il fatto che lo facessero era spesso simbolo che loro avessero gia' varcato la soglia, ma per quelle che non pensavano ad una vita diversa dalla cucina.
“L'emancipazione, nel senso più esteso del termine, si riferisce a tutte quelle azioni che permettono a una persona o a un gruppo di persone di accedere ad uno stato di autonomo attraverso la cessazione della dipendenza (dell'assoggettamento) da una qualche autorità o potestà.“


Oggi ci sono solo queste sparasentenze che non fanno altro che parlare di pari opportunità mancate perche “oggi esiste il maschilismo!”.
Dicono maschilismo intendendo che qualcuno che non sia donna sta cercando di ricacciare le donne in qualche situazione dell'anno 1000 oppure semplicemente che odia le donne e quindi non le vuole vedere in ambito lavorativo.
Alcune volte si dà la colpa addirittura le aziende, come dire che le aziende interessa qualcosa del sesso di chi produce: all'azienda interessa che si produca e basta.



Pensiamoci bene ma in Italia una persona di sesso femminile che oggi ha almeno trent'anni soprattutto se è nata in sud Italia ha buone probabilità di essere stata educata in maniera che ha un solo scopo  importante: cercare di sposare qualcuno e mettere al mondo bambini.
Ovviamente questo non solo ha molteplici sfumature che causano problemi ancora piu' grossi, ma
ho qualche amica che riuscendo in età molto giovane comunque a studiare, nonostante le pressioni di alcuni familiari, e si sono trasferite altrove ed oggi, nonostante le difficoltà, possono dirsi sicuramente più che realizzate.
Possiamo quindi dire, tranquillamente, che sebbene esistano delle “pressioni”, in alcune zone la donna in italia e' pienamente emancipata e come diritti sicuramente egualitaria rispetto all'uomo.

Evidentemente le grandi lotte che ci sono state in passato hanno sortito l'effetto desiderato: oggi la donna è uguale all'uomo, salvo che desideri diversamente, ma si sa che esistono pure persone che si comprano persino un SUV.

Detto questo per introdurre le tematiche che di recente girano in itaGlietta.

Il maschilismo farebbe si, stando ai propugnatori delle nuove quote rosa, una negazione all'accesso di molti lavori da parte delle donne. In pratica la cosa funzionerebbe così: se sei una donna non ti do lavoro.

Per compensare questa cosa anziché capire le origini di questa eventuale problematica legata, così dicono loro, al maschilismo si vorrebbero introdurre delle quote rosa per obbligare l'assunzione di una percentuale fissa di donne.

In pratica però il correttore potrebbe introdurre problemi più grandi di quelli che vorrebbe risolvere. Nel decidere di assumere ci si ritroverebbe a dover scegliere magari una donna incompetente che un uomo che non lo è semplicemente perché ci si è obbligati. Vi sono settori che tradizionalmente alle donne non piacciono come lavorare su un tornio e anche viceversa.

Ma la domanda reale, quella si dovrebbe porre magari dopo un approfondito studio è perché in alcuni lavori le donne non ci sono. Sebbene io non sia un ricercatore che ha fatto studi molto approfonditi particolari alcune cose, macroscopiche, le vedo benissimo.

Innanzitutto una delle cose più evidenti e' che dove le donne sfondano sono in alcuni lavori che sono tradizionalmente “roba loro”.
Perché la possiamo menare quanto vogliamo ma ci sono dei lavori che per tradizione o per differenze proprio date dal diformismo sessuale, sono tipiche di uno dei due sessi: lavoratrici tessili che sulla macchina da cucire rappresentano quasi il 100%, segretaria di accoglienza, magazziniere edile, giocatore di calcio, stilista (sono quasi tutti gay), idraulico, maestra o muratore.
Costringere un'azienda ad assumere come stilista un eterosessuale o imporre una quota rosa al Muratori o agli spurghi mi sembra alquanto un controsenso visto che probabilmente nel primo caso sarebbe comunque una forzatura e nel secondo non penso che si riesca a trovare una quantità di donne sufficienti anche se si mettessero lì a far le belle statuine.

Ma leggendo bene le statistiche portate dai propugnatori delle quote rosa il loro obiettivo non è quello di favorire l'ingresso alle donne in settori tipicamente maschili come gli spurghi o gli antennisti, ma rompono le scatole sui posti di prestigio.
Perché tutti quelli che non vogliono fare il muratore devono automaticamente diventare amministratori delegati.
Se poi guardiamo i posti dove le donne sono nella maggioranza e sono posti importanti notiamo che sono quasi tutti pubblici e che quindi probabilmente esiste già una forzatura per imporre una certa quantità di donne.

Tolte le attività specifiche dei sessi, tolte quelle con forzatura, è necessario andare a fare un bel pensare perché mai alle donne riesce così difficile a salire la scala gerarchica espresso si fermano alla segreteria o poco più.
Che poi e' quello di cui continuano a rompere le scatole questi agitatori popolari.

Prima di tutto dobbiamo notare che esistono le donne manager ed esistono le donne che sono arrivate ad occupare posti di altissimo livello. Quindi non esistono problematiche legate al fisico o alla mente: anche più rintronati non possono affermare che la donna sia diversa dall'uomo dal punto di vista intellettuale e o di capacità.

Tutte queste donne però raccontano che spesso non vengono credute oppure che le altre persone, anche donne, non credono alle loro capacità possedute.
Quando queste donne dimostrano di saperci fare con i fatti l'incredulità e' generale.
Quasi tutte le donne ad alto livello raccontano che la scalata a parer loro è più difficile di quella che può avere un uomo proprio perché si dà per scontato che una donna non abbia le capacità di un uomo.

Perché quando una donna dice “sono capace di fare questo” nessuno gli crede?
Questa è la domanda importante di tutto il blaterare.

Il motivo per cui alle donne non si crede in ambito lavorativo e' semplicemente perché mediamente raccontano un sacco di balle.
Con questo non voglio dire che tutte le donne siano baliste ma semplicemente che una grossa percentuale di loro lo e'.
Quando una percentuale che supera le due cifre dice bugie, si comporta in maniera non corretta, approfitta della situazione, il restante 90% è ormai squalificato perché comunque la nomea è quella.
E come quando vado dall'estero che nessuno crede che io sia italiano perché non distruggo la camera e non urlo al ristorante. L'italiano gode di una pessima reputazione e così le donne sul lavoro. Vediamo perché.

Le donne hanno due modi per essere molto bugiarde agli occhi del datore di lavoro soprattutto se di piccole dimensioni:

la pianificazione familiare e' il piu' grosso.
Volenti o nolenti che mette al mondo i figli e' la donna.
Per poter far questo in maniera il più possibile indolore dal punto di vista economico ci sono molte leggi che proteggono la maternità e purtroppo non proteggono in maniera adeguata il datore di lavoro.

Se parliamo della Fiat potrebbe non essere così grosso problema per via della distribuzione della cosa in ambito temporale, ma una piccola azienda ha delle scadenze da rispettare e le piccole aziende sono il tessuto italiano.
Generalmente una piccola azienda ha un organico di una decina di persone e se lavora nel tessile o in altri campi tradizionalmente vicini alla donna il rischio che il 90% o addirittura la totalità dei salariati sia di sesso femminile è una possibilità tutt'altro che remota.
In questa situazione il datore di lavoro ha una paura folle della maternità non tanto per i costosi oneri che si ritroverà ad affrontare, ma per l'incertezza della pianificazione della produzione.
Si arrivava in passato addirittura a far firmare una lettera di dimissioni alle donne contemporaneamente a quella di assunzione per arginare il problema.
Due donne in maternita' improvvisa vuol dire ridurre la produzione del 50% e rischiare di fallire. Se in un settore chiave azzerare l'azienda.

Vediamolo dal punto di vista dell'imprenditore, generalmente cattivo bastardo ma purtroppo a sua volta soggetto a entità più grossi di lui e ancora più cattive bastarde
A loro volta succubi del più cattivissimo dei cattivi: il consumatore.

Ma alla fine la questione e' non il COSA ma il COME


La furbetta:
rimane incinta non lo comunica fino all'ultimo per paura che al ritorno trovi un rimpiazzo e  gli pregiudichi la carriera.
Il datore di lavoro si ritrova nella situazione di fare un passaggio di consegne in completa corsa ad ostacoli che causerà costi elevati e perdita di tempo dirigenziale. 
Inutile dire che comunque la furbetta verrà mobbizzata chiedendosi poi per qualche strano motivo il capo la odia.

La stronza:
sono tre anni che fa la casalinga decide di farsi assumere perché così qualcuno gli paghi la gestazione. Si fa assumere  regolarmente ed entro 13 mesi dall'assunzione scodella il figlio evidenziando che dal giorno dell'assunzione definitiva ha buttato via preservativi.

Esiste anche la versione quadratica: durante l'assunzione vi dirà che i bambini non gli interessano e non ha neppure il fidanzato, ma quest'ultimo appare diviene marito e feconda in un istante lungo soli 2 mesi dall'assunzione definitiva.
A me è capitato due volte di incontrare la versione cubica in aziende sull'orlo della crisi e questo ovviamente ha sicuramente aiutato a chiudere.
In pratica ho chiesto a queste persone non di rinunciare ai figli, ma se per cortesia evitavano di scodellarli nei prossimi due anni. Mi sono ritrovato col 30% delle persone maternità in un caso e il 50% in un altro. Perche  li sincronizzano le stronze.

La versione Tesseract finito il periodo di congedo pagato si licenzia: in pratica è rimasta in azienda a pieno ritmo sei mesi ma e' stata maternità due volte o piu' rimanendo a casa anni e anni.



La chi se ne frega dell'azienda:
vedono nella maternità l'occasione della vacanza così come il datore di lavoro vede nel dipendente l'occasione di un aumento di produttività.
In pratica appena rimane incinta la iena vola dal medico, chiedendo in tutte le maniere possibili di avere il bollino della gravidanza a rischio quando non c'è problema alcuno.
Ecco spiegato perché anche quando esiste oggettivamente un problema fetale nessuno crede.
Ci sono aziende che hanno il 90% delle lavoratrici con gravidanze a rischio.
A quel punto svanisce all'improvviso dall'azienda, che annaspa per riuscire a tappare il buco, in una maniera o nell'altra per quasi 2 anni.

Nella versione quadrata al ritorno lavora per circa sei mesi dopo di che svanisce per una seconda complicatissima gravidanza.

Quando torna la “La chi se ne frega dell'azienda” vorrebbe esattamente le stesse mansioni di prima che per due anni (o piu') sono state occupate da qualcun altro.
Siccome intanto l'azienda è andata avanti e le procedure sono cambiate, in realtà non è più neppure in grado di fare quello che faceva prima e quindi si sente declassata e sente che “la nuova” e' stata presa al suo posto.  La chi se ne frega dell'azienda anche se sulla carta ha le stesse mansioni di 3 anni fa (e ne ha lo stipendio) in realta' e' l'aiuto di quella nuova che prende meno soldi e sulla carta e' una sciacquetta.
Cosi' lavora svogliatamente, non puo' certo essere l'aiuto sciacquetta!, il datore di lavoro non può neppure licenziarla e assumere definitivamente chi in realtà il lavoro lo fa evitando di pagare 2 stipendi mentre spera che prima o poi quella ritornata si svegli.
Spesso accade che la donna in prova quando fa per andarsene diviene definitiva, il datore di lavoro non ha scelta, e il capo continua maledire la presenza di donne in ufficio mentre gli rode il tarlo di cosa potrebbe succedere se anche quella nuova per sbaglio rimanesse incinta diventando un ulteriore inutile stipendio a bassa produttivita'.

la versione cubica della cosa. Alla fine del permesso del secondo figlio la sventurata scopre che nonostante tutti i suoi bei proclami sul fatto che volesse occupare un posto importante nell'azienda (e diventare presidente del WTO) di quest'ultima non gliene frega niente e decide di fare la mamma. Ovviamente comunicandolo solamente al termine di un congedo di maternità è stato più lungo della barba di Matusalemme.
Potete immaginare il datore di lavoro che per quasi quattro anni ha dovuto inventarsi soluzioni perché non poteva assumere nessun altro avendo posto bloccato e non ha potuto contare su persone valenti (donne che non possono ambire a quel posto bloccato!), poiché non avrebbero accettato di andarsene alla fine della maternità, come sta fumando dalla rabbia. Saperlo prima, no?
La tizia invece non capisce torna a casa raccontando alle amiche che il datore di lavoro e' uno stronzo perché quando è andata a ritirare la liquidazione il capo ci mancava poco che se la sbranasse.
Il capo sempre un stronzo. No?



La io ce l'ho.
La tizia in questione è cosciente che il fatto di possedere qualcosa fra le gambe è motivo di vantaggio. In realtà non ha tutti i torti tutti gli uomini sono un po' tontolotti e tendono a favorire le donne.
In pratica se una donna chiede un favore a un uomo anche se quest'ultimo non ha secondi fini ha tendenza a concedere una cortesia più facilmente una donna che a uno dello stesso sesso.
Ovviamente la questione si ferma brutalmente quando questa donna anziché dover fare cose semplici si ritroverà a dover operare in maniera complessa.
Per quanto tonto nessun uomo si metterà a fare un complesso progetto con lei semplicemente a titolo di cortesia.
La presenza di questo tipo di personaggi l'azienda diminuisce l'efficienza poiché il lavoro di questa donna causerà semplicemente una distribuzione dei compiti, per quanto parziale, e nessun progresso. Dal punto di vista della donna questa non potrà mai ambire a salire di carica salvo di concedere più di qualche sorriso e contribuirà all'immagine della donna leggera e stolta.
Perché se arriverà ad un posto importante SOLO per le sue grazie ribadirà che una donna carina e' stupida. la leggenda che si fa cariera scopando non e' tanto campata per aria e si scopre solo quando arrivano a posti che non dovevano occupare.


In realtà l'esistono anche altre donne bugiarde e furbette, spesso queste cose passano sotto silenzio e non rappresentano casi eclatanti come questi che arrivano a torturare giornalmente gli imprenditori. Quelle di cui sopra sono evidenti poiché ricadono in statistiche aziendali in casi multipli e costanti che sono ben scolpiti nella testa dei dirigenti o degli imprenditori.

Non parliamo poi di casi che sono una combinazione di quelli che abbiamo visto come la tizia che rimane assunta semplicemente durante il periodo di maternità: si fa assumere prima delle gravidanze e si licenzia dopo rimanendo in congedo i secoli.
In alcuni luoghi e in alcune aziende, imprenditori che conosco benissimo, sono Percentualmente tante.
In pratica l'imprenditore sa perfettamente che assumendo una donna come commessa anziché un uomo andra' incontro ad almeno uno dei casi di cui sopra.

In pratica trovare una “ chi se ne frega dell'azienda” con “furbetta”  e accessori non è una rarità ma è normale amministrazione.

Quando dico queste cose solitamente vengo tacciato come mostro se si sta e che odia il fatto di dover in qualche maniera sostenere le donne incinte.
Nulla di più sbagliato. 
A me sembra la solita cosa all'italiana: dai un potere qualcuno per risolvere un problema è questo utilizza questo potere per i propri fini.
Non dico che sia sbagliato avere il concedo di maternità.
Non dico che sia sbagliato avere tutta una serie di sicurezza intorno a una donna che sta per avere un figlio.
Dico però che dal momento che oggi la maggior parte dei figli non capitano così per sbaglio sarebbe il caso di gestire meglio la cosa.

L'ultima volta una ragazza, quando ho portato questa tesi, oltre avermi detto delle cose non tanto belle, era molto arrabbiata perché, a suo giudizio, il datore di lavoro dopo un rientro di maternità deve assolutamente dare lo stesso posto di lavoro, con le stesse identiche mansioni, alla persona che è stata assente.
La tesi di questa persona e che non si può far fermare una carriera semplicemente perché una donna rimane incinta un paio di volte.

Secondo me è un caso di priorità.
Se la donna ha una priorità verso la carriera ovviamente farà di tutto per mantenerla e cercherà per quanto gli è possibile non scollarsi da quest'ultima.
Un'assenza breve, strumenti di comunicazione che ci sono da decenni come il telefono o il computer in VPN, indicano un focus portato a voler far parte del mondo del lavoro.
Una donna che svanisce per secoli e non fornisce indicazioni al telefono perché sostanzialmente è in vacanza e guai a disturbare (“sono in maternita' non e' compito mio sapere certe cose chiedi a raffella!”) identifica chiaramente che questa persona non ha interesse nella vita lavorativa, ma è semplicemente una fonte di reddito gratis.
Se a questo aggiungiamo il fatto di una o più furberie abbiamo perfettamente identificato una persona che non vuole fare carriera.
Non gli interessa.
Non vedo perché dare l'opportunità di fare qualcosa che non vuole fare.


Dopo la maternità esistono le questioni legate alla competenza.
Spesso le donne sono più incompetenti degli uomini. 
Non è una mera questione di cattiveria, ma di volontà personali. 
Vogliono eccellere in altri ambiti.
Nell'ambito dell'esempio della programmazione spesso volentieri le capacità sono tutt'altro che di genere eppure le donne sono piuttosto rare.
Nella vendita di automobili una donna potrebbe vendere molto di più di un uomo eppure è un settore praticamente esente dalle lavoratrici femminili, tutto il mondo auto che e' ENORME.

Così come nei negozi sportivi se si esclude la parte dei vestiti che ormai è importante, un punto vendita del genere trovare una donna che ti parla di sci piuttosto che di basket è una vera mosca bianca.
Si potrebbe andare avanti ad oltranza ma quando una persona sceglie di non aver nulla a che fare con tre o quattro ambiti che rappresentano quasi il 40% del lavoro italiano ed entrare, a questo punto in maniera schifata, solo come segretaria di Tizio o Caio ha sostanzialmente scelto di avere il 40% di probabilità in meno di ottenere un lavoro qualificato.


Sul perché tendenzialmente le donne si comportino in maniera non corretta col datore di lavoro e colleghi non è chiaro.. ma è chiaro il fatto.
Non è chiaro il motivo per il quale uno dovrebbe volere un televisore con più pixel o un'automobile che si ribalta da ferma figuriamoci capire perché tendenzialmente un gruppo di persone non sia interessato al mondo del lavoro.
E poi essere interessati a lavorare rovinandosi la vita per, di base non è già molto furbo.
Forse questo l'errore non e' delle donne: immaginare di desiderare di ammazzarsi di lavoro, che figata!

Quale sia la motivazione per la quale quelle donne che desiderano altro come fare carriera e vogliano dare il loro contributo al mondo che li circonda dal punto di vista lavorativo si ritrovano ad essere bollate nel migliore dei casi come eccezione e vengano costrette a dimostrare continuamente di non essere “come le altre” mi sembra invece molto più ragionevole.

Così quando si dice che le donne in carriera devono dimostrare di essere meglio degli uomini in realtà non è vero: 
devono dimostrare di essere certamente NON come "quelle donne" che hanno creato la nomea.

Portare una certa quota di donne in maniera obbligatoria al governo, come hanno più volte blaterato alcuni ridicoli bambolotti, può voler dire solamente di aumentare i nostri problemi di stima verso le donne.

Oggi le donne hanno veramente pari opportunità legali e gestionali gli uomini con una piccola, ma grossa differenza:  molte donne non vogliono che le donne siano trattate come gli uomini.
fino a quando le donne non vorranno loro stesse essere considerate serie è inutile cercare di metterci una pezza


PS
Per quelli che pensano che io non ami le donne, le donne che lavorano o altre astrusità del genere sappia che probabilmente e' una medusa.

sabato, dicembre 03, 2011

Mamme idiote


Immagino che molte donne arrivate a fare un figlio essendo inadatte a farlo sacrificano il loro cervello e proseguono zombificate a deambulare.

Non si puo' giustificare altrimenti sia il caos automobilistico che generano, sia il senso dell'articolo che la mente, sicuramente di mamma, significhi.
Ci si lamenta che i figli COSTRINGONO i genitori al gonfiabile.

Ora, siamo stati tutti bambini.

Di fronte ad una cosa giocattolosa enormissima e colorata i bambini cosa fanno?
Ne rimangono affascinati.
Sono bambini, no?

Fino a questo punto la norma.
I bambini dotati di brutta mamma (maleducati) si impunteranno e faranno casino.
Ma l'adulto ovviamente ha uno scopo in obbiettivo, un cervello e una meta nella vita.
I bambini no. Non ancora.

Il fatto che sulla via ci siano i gonfiabili o meno non dovrebbe essere un problema, anzi in alcuni casi nasconde zone cittadine non troppo belle.

Ovviamente la mamma zombie quando il bambino tirera' verso il giocattolone non essendo dotata di coscienza propria sara' COSTRETTA ad entrare pagando l'obolo per giocare.

Per salvaguardare queste poverette anziche' levare la custodia del bambino e rinchiudere la cerebrolesa salvando cosi' due vite come sarebbe giusto e logico si vorrebbero levare i gommoni che fanno si che hai bambini non venga l'idea di entrare nella stazione li accanto prendere il treno per un destinazione a caso (mosca?).

Ma la cosa che mi lascia stupito e' come si e' arrivati a scrivere una stronzata simile su di un giornale, locale certo, ma solo scrivere una cosa simile e' folle.

Se tuo figlio di 5 anni vuole una pistola vera, cosa fai? vai dall'armaiolo?
Ti suicidi per fargli vedere come si fa?
ma sei CRETINA?
Questo al limite il titolo: mamme cretine spendono soldi presso i gonfiabili.

Dare la colpa alla renault-nissan di aver costruito un auto come la Puke perche' e' parcheggiata SOPRA al cancello della sQuola non ha senso.

Promuovo una legge che chi vuole allevare un figlio debba fare un esame e in caso di bocciatura che paghi le strutture che si prenderanno cura del pargolo.
Le mamme che hanno acquistato il puke non devono neppure fare l'esame: sappiamo gia' il risultato.