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lunedì, ottobre 20, 2025

i wanna rock!

 


 Una vignetta umoristica mi ha fatto notare che molti utenti, cotanto convinti da comprare e indossare la maglietta, manco sa cosa razzo sia l'Hard Rock.

Mi sembra tanto come l'utente del suv con 200 rate  e poi sbava guardando un'automobile che costa la meta' del suo furgoncino.
Vogliono l'eroismo, il lascito dell’epoca della grande musica, ma non sanno apprezzarla, ma sanno che era grande.

Uno che ascolta trap negli auricolari con una maglietta hard rock e' come lo stolto che compra il frigorifero con il marchio porsche o mustang. Vorrebbe l'allure di una grande auto, ma compra una duna-cross al doppio perche' fa figo cosi'.

 Come quelli che ti raccontano della loro moto, del fatto che hanno pure elaborato lo scarico per le prestazioni e poi... dopo diversi minuti quando chiedi che roba ha cosi' grande portamento scopri  hanno la lambretta tamarra massima che fa fatica persino ad andare dritta.

se vuoi una moto, comprati una moto e se vuoi uno scooter e' inutile calarci un grosso motore. 

Questa roba del vorrei ma non posso, visto che non e' neppure una questione economica, i frigoriferi e gli scooterini a scorengietta, costano alle volte piu' di prodotti di fascia alta, spesso piu' di bei ferri, non la capisco proprio.

Ma sono limitato io, se voglio del rock ascolto il rock, se voglio ascoltare musica pessima la ascolto, e vado in giro con una vettura (prezzo permettendo) che voglio.

 


 

martedì, marzo 02, 2021

challege silhouette

 


silhouette degli sfigati spesso chiamata siluette eccetera.

Ancora una volta tutto deriva da usare un caxxo di telefonino per fare foto. La prossima volta usiamo un vibratore (ne esistono in grado di fare immagini e videacci)

Lo ricordiamo, vero, che i cellullari non fanno foto e che i filtrini non sono furbi e fatti con il rame (Cu)?

Questi tonti, spesso minorenni, si vanno un video (si un video con un cellulare! gia' questo e' da scimmie!) delle proprie grazie.
Poi, siccome hanno scoperto che con il filtro mattone delle vibrazioni (no, non scherzo) sembra non vedersi la patata sullo schermo del cellulare.

Il programmino di medda serve solo ad abbassare la luminosita', aumentare il contrasto e dare una tinta hot ABBASTANZA da vedersi una silhouette su un LCD di un cellullare di medda, magari visto all'aperto.

Ovviamente i selfisti non si pongono domande sul COME viene ottenuto o se il cellulare abbia un gamma decente o altro.
La selfista scema da per scontato che tutti usino un fetido cellulare da 1000E per accedere ad internette e tutti vedano sul display quello che vede lei.... e allora pubblica la patata CHE GLI PARE adombrata e perché tutti la possano non vedere con l'etichetta "vedimilapatatachenonvedi" #silhouettechallenge  e usando  della canzone classico degli anni '50 Put your head on my Shoulder, di Paul Anka in un sample per sentirsi moderni e senza fantasia. Forse sarebbe meglio put your caroton in my potato.

Ovviamente se li guardate su un PC con gamma esteso intravedete qualcosa... al che basta rimettere un po di luce e cambiare la curva di gamma e si vede di merda come le foto in modalità' notturna dell'iphone (che usa la stessa tecnica per spalmare quei 2 bit rimasti su tutta l'immagine), ma si vede benone tutta la carnazza se vi erano abbastanza bit.

Eggia', fidarsi di un filtraccio per bimbiM, non progettato per quello scopo,  affidandogli la propria intimita' e' un problema.
La prossima volta per la porta di casa al posto delle serratura consiglio le chiavi fisher price





Oltretutto chi condivide questi videro, magari gia' alzati di luma, e' considerabile colpevole di qualcosa (revenge porn? pedoporn?)?
Se l'interprete e' un anitra minorenne e' pedoporno anch se non sappiamo l'eta'?
E se si lo e' anche chi per prima lo ha pubblicato anche se e' l’interprete?

e poi e' veramente vero che chi partecipa alla sfida sia cosi' idiota?

ma quali sono le possibilita'?

1) e' un idiota e pensa che la tecnologia si magica a un telefono tutto puo' con 2 click?
un problema e la legge dovrebbe interdire il selfista per proteggerlo.

2) lo sa che e' reversibile, e' vuole mostrare le nudita' senza essere esplicita come un porno che verrebbe bannato?

3)  il sefista e' scemo e basta. 


martedì, luglio 17, 2018

Punto fu

Molti tempo addietro si sono chiesti perche', con un'ardita e spericolata manovra nella quale il pesce rosso si mangia una balena, la fiat si e' comprata la chrylser. Ovviamente se non capivate un piffero di auto.

L'americana era in profondo rosso nonostante le vendite discrete e una gamma di veicoli enorme e motori invidiabili (mercedes dice nulla?) usati un po' ovunque.
La sfigatella faceva solo 2 auto:
La panda-500
La punto.
La fiat bravo-brava era in chiusura insieme alla modifica (156)




La punto nasceva come al solito nell'ottica italica. Non e' un caso che fino a pochissimi anni fa il mercato casalingo era dominato dalla punto e dalla panda.
Poi con l'effetto della “hei anche gli altri fanno auto” abbiamo avuto grandi vendite anche di altre marche.
Eggia', la gente si sta accorgendo che non solo le auto italiane non erano le uniche, ma le tanto vituperate francesi e crucche non solo non costano di piu', dopotutto non e' ma stato molto vero, ma le auto italiane non sono un gran che. Anzi.

Ecco perche partirei con l'analisi della punto, un'auto poveraccia che, a mio giudizio, ma non per i consumatori, aveva un suo posto nel mondo. 
Infatti dopo grandi ubriacature di punto, che non si capivano, oggi non verra' piu' apparentemente prodotta.
Non era logico l'eccesso precedente quanto quello odierno di non comprarla, ma sappiamo che il consumatore e' idiota.

La punto basica e' una macchina compatta dalla tecnologia non eccelsa e dal prezzo non elevato. In pratica se andate da un concessionario con in bocca l'assegno e' possibile portarla via con 11KE. Il suo solito prezzo.
Per quella cifra perdoniamo tutte le sue manchevolezze come il retrotreno interconnesso e i comandi messi con il lancio di dadi.
I freni, tenendo conto della categoria, sono maledettamente pronti. Ed e' molto importante.
Una macchina un poco triste ma fa il suo lavoro.
Ma al consumatore non piace perche' deve far vedere al vicino “più grosso”


Cosi' la FIAT decise sull'onda della mania “più grosso” e dell'insperato successo nel vendere una panda al triplo del prezzo di fare la versione cicciona e chiamarla 500Looser.



La Looser serve a tappare il buco lasciato dalla multipla, un'auto intelligente ma non compresa.
Le caratteristiche del telaio rimangono le stesse della punto ma alzando il baricentro diviene pessima rispetto alla genitrice.
Inoltre non carica un caxxo. La multipla era piu' corta ma caricava MOLTO di piu'. Invece, come avviene per i suv, un progetto accrocchiato fa si che sia grossa fuori (ottimo per celiare il vicino) ma piccola dentro (pessima se avete 2 valigie). Quando un conoscente (un possessore del bidone) vide il mio bagagliaio rimase di stucco: la mia e' una normale berlina non una piccola hatchback fatta diventare pingue.
Inutile dire che se volete la versione sfortunata della punto dovete pagare quasi il doppio per un'auto peggiore.


Prima della Looser, fiat aveva un'altro problema stringente: come far pagare di piu' le sue auto. Ricordiamo che di recente le auto VW hanno raggiunto prezzi ridicoli (ai consumatori piace spendere di piu' per avere meno), ma ovviamente bisogna dare l'impressione di aver fatto una spesa migliore, piu' da fighi.




Cosi' mettono un badge alla punto e la verniciano di rosso (rosso gara, il colore preferito dal tarro che sgasa) e la vendono come versione sportiva. Poi fa niente che i tempi sul giro siano migliori quelli della punto e un'auto sportiva sia altro. Gli italici ci credono e decretano un successone pagandola piu' della versione migliore. Poi cambiano idea. Foglie al vento.


Nel frattempo Il consumatore ha voglia di suv. Un po come dire che vai al ristorante ma vuoi mangiare avanzi.
Le case automobilitiche sanno che il compratore di SUV e' un'imbecille e lo dimostrano scientificamente in piu' riprese: basta suvvizzare qualunque auto per chiedere almeno il doppio.
Dopotutto, se tratti un imbecille come tale senza faglielo notare e' felice, no?

Fiat risponde sempre con la punto, dopotutto quello abbiamo, facciamolo andare bene.
Prendono la punto la suvvizzano, mettono i sedili belli e una plancia che non scricchiola piu'.
Bisogna dire che, per fortuna, fanno qualche modifica al retrotreno, sia mai di centrare il pino a 30Kmph.

Fiat sa che gli americani sono leader e allora ne fanno 2 versioni 


500 eXtra stolt per chi e' piaciuta la looser ed e' esteticamente una 500 super-deformed in pieno stile caricaturiale. Diciamo che dovete avere stomaci forti.





jeep renegade che prende il nome di una vecchia gloria e mette due fari copiati paro paro da una thunderbird da favola, ma e' uno scassone disegnato da bimbi all'asilo con un telaio da citycar. La prossima volta consiglio la scatola delle scarpe come ispirazione.
Questi furgoncini derivati anche dal doblo' (che e' ancora la punto e si riesce a capire la mano della jeep da dove arriva), ma che al contrario non caricano un piffero, vengono venduti al triplo. Ora, possiamo dire che i sedili belli e i cerchioni grossi siano piu' costosi, ma il triplo per un veicolo peggiore e' forse un po' tanto, no?
Ma i consumatori premiamo il suv arrivando con mani ricolme di euro per comprare, alla fine, una punto. Al triplo del prezzo. 
Gelato in fronte forte!



Con l'ingresso nell'ottica dei marchi globali fiat necessita di auto piu' “normali” ma non ha telai.
Prende la punto, l'allunga un pochino, e fa quella che, pur non avendola mai provata, rappresenta un'incarnazione riuscita e venduta a prezzo simile all'originale: la fiat tipo.



Intorno ai 13KE potete portarvi a casa un'auto che carica, dal design gradevole e che non si ribalta mentre parcheggiate.
La classica auto per famiglie che non vogliono (possono) investire in un bene effimero.
Ricordiamo inoltre che alcune auto della OPEL, una casa di fatto fallita, riallestisce con lo stesso telaio un paio di vetture come la corsa: di fatto e' una punto pura con un badge teutonico.




Purtroppo esiste la versione SUV della punto-tipo: la jeep compass. Un buon modo per spendere il triplo della tipo per un veicolo peggiore.


Un veicolo nato per il mercato sudamericano (notoriamente esperto di auto) e indirizzato agli ignorati piu' profondi che amano spendere fino a 40.000E per una punto migliorata.

La prossima volta che mi dicono che un nercedes classe C, una jaguar, una grossa lexus eccetera sono care vi rido in faccia: roba a grandissima tecnologia al prezzo di una maledetta punto.
La conferma del fatto che deriviamo dalle scimmie e che il consumatore medio e' un fesso.

Il problema piu' grande non e' il deficente che spende fino a 45.000E per una maledetta punto, dopotutto sono soldi suoi, ma il fatto che rischa di diventare come altri mercati come la stronzata dei tv 1080 (o peggio 4k).
Parliamoci chiaro: Se una jaguar, una mercedes o una lexus capissero che al posto di un'automobile premium si puo' nel 90% dei casi fornire una punto (o nel caso una yaris o una twingo) e farla pagare una montagna di soldi chi farebbe poi le auto serie?
Come oggi non esistono TV di qualita' domani potrebbero non esistere anche auto discrete a prezzo.

Divertente, no?

lunedì, gennaio 06, 2014

La voce del cul

Bisogna dire che Beppe grillo ha diversi meriti, oltre a dimostrare che almeno il 30% degli itaGliani sono creduloni (o fessi) e che piu' si sparano cose improbabili piu' la gente ci crede.
Ancora il beppe grillo  h inventato una nuova scusa che ha gia usato 7 volte (e la gente continua incredibilmente a berla): abbiamo subito un attacco hacker.

Cioe' aspetta una cosa che NON ha le caratteristiche di un attacco (di craker al limite) informatico ma a seconda dell'evento va da un essere incoscienti o aver utilizzato mezzi non idonei come una ruspa al posto di una berlina. Dopotutto siamo abituati a vedere incidenti causati da SUV e usare una vanga per mangiare gli spaghetti e' il prossimo passo.

Quindi visto che la GGente crede a queste fesserie grillesche anche altri siti,  fughe di notizie o dati vengono da qualche mese vengono accompagnate dalla frase "e' colpa degli hacker" dimostrando contemporaneamente una doppia ignoranza.

Mi sembra di tornare negli anni 90 quando se da un fornitore o societa' non arrivavano beni o servizi era "colpa dei computer", una scusa che ancora oggi qualcuno cerca di giocare.

All'epoca all'ennesimo disservizio della mia banca (che usava winblosw per probabili motivi di bustarellamento) guardai la cassiera e dissi
"se avete problemi di computer e visto che le banche altro non sono che computer mi sta dicendo che debbo cambiare banca per vostra incapacita' manifesta: qual'e' la procedura di chiusura conto?"

Questa scusa resse fino a quando praticamente tutti gli italiani vennero a contatto con i computer vedendo cosi' che se non lo picchiavate per terra e non andavate su di un sito porn schisciando "si installamelo" alla richiesta "vuoi un virus?" i computer erano funzionanti 24/24.

Adesso tutti coloro che hanno un sito ma non sanno come funziona o usano la posta ma non hanno un'idea di cosa sia, neanche lontanamente, in caso di problemi dicono "e' colpa degli hacker" tanto i loro interlocutori sono piu' ignoranti di loro....

Ma purtroppo una volta lanciata la moda e' difficile fermarla e ormai anche i piu' inidonei alla rete e addirittura meno dei grillini hanno un sito.

Addirittura una rivista che per errore ha pubblicato un coccodrillo . Non e' una novita' e capito' anche a testate importanti a livello nazionale.

Oggi accade ad una rivista online del put
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=102109&ab=0
e qsti fessi dicono che "e' colpa degli hacker".
ammettendo anche che sia vero, e' stata colpa di un Cracker, la questione sarebbe di capire come e' avvenuta l'intrusione e sistemare il server perche non accada ancora.
Invece la pagina e' rimasta GIORNI online denza smentite o modifiche ma su di un'altro media e' stato detto che "e' colpa degli hacker".

"e' colpa degli hacker"
attendiamoci di sentirlo piu' spesso: la moda e' lanciata.

giovedì, ottobre 17, 2013

tappi di plastica raccolti


Esistono i casi in cui delle leggende metropolitane che per ragioni non chiare pian pianino diventano prima piccola realtà è poi isteria collettiva.
Possiamo vederlo in tutti i settori, in particolar modo nella moda dove improvvisamente metà della popolazione di una determinata città indossa quella determinata camicia o quel determinato giubbotto.

Lo vediamo nella politica dove per 10 anni si è parlato di una sola persona non solo da parte di chi lo sosteneva ma soprattutto piaceva a chi era della parte avversa.

Per qualche ragione strana, ma strana forte, l'isteria di questo momento più assurda è quella dei tappi di plastica delle bottiglie.

Le persone hanno deciso che anziché essere riciclate dalla collettività una parte di queste poteva essere utilizzata per pagare dei progetti quasi fosse una moneta.
Dovrebbe essere chiaro che se una confezione da 10 bottiglie costa poco più di un euro e contiene 10 o 15 l di un liquido che è lo scopo dell'acquisto, 360 g di plastica, il gasolio per trasportare 15Kg per almeno 100Km, la stampa dell'etichetta, il costo di fusione  e 12 g di tappo il valore di quest'ultimo come semplice materiale non può che essere una fesseria.

Eppure ti ritrovi a parlare con persone determinate nella raccolta tappi tanto che se sono in vacanza in auto ne riportano alcuni anche verso casa.

Altre volte parli con gente che ti informa che il tappo di plastica e' preziosissimo e quindi è una grande merce di scambio.
 È difficile parlare con costoro poiché il fatto che abbiano acquistato l'intera bottiglia con il contenuto ad un prezzo inferiore a quello che loro reputano il valore del tappo equivale ad andare da un vescovo e cercare di spiegargli che deve diventare ateo.

Mi sembra un po' la questione di quando i Grillini dicono di essere esperti di computer, pur essendoci un'evidenza di bugia con i militanti è impossibile parlare.



Vediamo di capire di cosa stiamo parlando.
Un tappo è un oggettino di plastica del diametro di circa 3 cm e dello spessore di circa 1 cm per l'acqua, un cm e mezzo per le bevande gassate. Esiste anche il tappo per il vino in plastica che pesa fino a 6 g ed è una struttura complessa per garantire la tenuta.

I nuovi tappi per l'acqua pesano all'incirca 1,1 g, quelli vecchi erano intorno ai 1,27, quelli delle bibite arrivano 1.8 (un realta' sono qualche decimo di piu' ma bisogna detrarre il peso della guarnizione).
Ricordiamoci per chi chi va sul sito del produttore dei tappi di levare il peso dell'anello di tenuta che rimane sulla bottiglia.
Siccome vogliamo fare un favore al calcolo ammettiamo che i capi in plastica pesino come quelli delle bibite così che sia meno faticoso trasportarli.

In genere sui materiali di riciclo si parla di tonnellate come unita' minima di misura.

Partendo da una dimensione di 3*3*1cm con un banale spreadsheet

1Ton di tappi sono:
5.4 metri cubi
600.000 tappi
67 enormi sacchi da 80 litri (quelli grossi della nettezza neri condominiali per intenderci)

Ogni sacco da 80 litri
pesa 14Kg
contiene 8888 tappi

Ora ammettendo che una famiglia di 3 persone beva esclusivamente roba in bottiglia possiamo immaginare che dopo 12 mesi produca 1000 tappi e con nonni e vicini arriveranno a 2000-2500.
A questo punto e' necessario portarli ad un centro raccolta visto che occupano un enorme sacchettone che e' gia' 25 litri: quello del pattume da casa.
Ovviamente in una casa comincia ad essere difficile da gestire tale volume soprattutto se pensiamo gia' a quello della carta, della plastica, del vetro, del metallo, dello schifo e del residuo che gia' ingombrano casa.

Dopotutto sarebbe assurdo differenziare il tappo se non si differenzia tutto resto.

A questo punto vedi il credulone felice che va a portare il residuo al punto di raccolta, tipicamente una parrocchia o una circoscrizione.
Il credulone e' scxmo e contento perche' gode, gli sembra, di aver fatto del bene con le tasche altrui: senza toccare il PROPRIO portafoglio.
E' li che gode, lo vedi con il sacchettone della spesa, La camicia stirata, tutto in tiro e con tutti i tappini.
E' felice il marrano!, spesso accompagnato con il figlio che anche lui ha uno sguardo beota.

Che bello essere al centro dell'attenzione
come un buon samaritano,
additato di bonta'
ebbro come quelli che fanno donazioni per salire sul palco
Con il cuore in pace per aver fatto del bene quando il resto dell'anno ci si è comportati come scimmie stupide
MA, cosa importante, senza aver tirato fuori neanche un euro dalla tasca.

Così consegna il suo enorme sacco di ben cinque chili, 25 l, al centro di raccolta della parrocchia o della circoscrizione percorrendo in auto 2 km ad andare 2 km a tornare per un totale di 4 km.
Secondo la Gazzetta Ufficiale di dicembre 2012 numero 297 il costo di un'autovettura tipo Fiat cinquecento  sfi-ga costa tra una cosa e l'altra poco meno di mezzo euro a kilometro totalizzando un costo di trasporto di due euro.
Alcuni furbi per evitare di presentarsi sciupati in un luogo dove faranno la figura del benefattore utilizzano un sacchetto di plastica nuovo acquistato supermercato al prezzo di 0,2 euro.
Alcuni centri reimbustano poi in sacchetti piu' grandi.

Ma questo pezzente che ha fatto tutta la sceneggiata per portare il sacchettino con dentro i tapini per un valore totale inferiore ad un euro e per farlo ne ha spesi due ed ha inquinato come per produrre una buona parte di quelli portati gli si può dire solo una cosa:

stronxo! allunga la mano al portafoglio e tira fuori una fottuta banconota da cinque euro se vuoi fare della carità!

Il centro di raccolta se non vuole farsi pagare un'inezia dovrà aspettare di avere almeno la tonnellata tutto intera e questo vuol dire avere un'aria di stoccaggio sufficiente. Dalle mie parti un box, che forse è la soluzione più economica, ha un costo di 150 euro mensili se poi disposto in zone centrali si può cominciare a ridere.
 In pratica il costo di stoccaggio supera il valore della raccolta se non si raggiunge la tonnellata mensile. 
In un caso ho scoperto che veniva utilizzato come zona di stoccaggio un appartamento sfitto che avrebbe sicuramente avuto più senso utilizzato per persone non abbienti.

A questo punto dopo aver speso 2,2 euro per portare fin lì il sacchettino che si traduce una volta arrivati a 1 t di una banale cifretta di 440 euro esiste un problema di trasportare dal centro di raccolta all'azienda che fa la vera lavorazione la tonnellata di prodotto contenuta in 5 m³. Ovviamente di caricarli su di un'autovettura non è fattibile salvo di fare diversi viaggi.
Ammettendo di aver fortuna e avere l'azienda a soli 25 km di distanza noleggiare un furgone vuol dire che se anche il prodotto è arrivato sostanzialmente gratis perché altre persone hanno versato 400 euro aggiungere altri 80 euro per noleggiare un furgone non è forse la scelta più furba ma anche possedendo una station wagon con un paio di viaggi ed una percorrenza di un centinaio di kilometri che equivalgono ad almeno 60 70 euro di TCO non è la cosa più furba del mondo ma quella che vedo fare più spesso sia da una parrocchia sia da una circoscrizione.
A questo punto sono stati spesi più di 600 euro per gestire una raccolta che finalmente fornisce un prodotto monetario da utilizzare come risorsa.
Le aziende che gestiscono questo tipo di plastica spesso fanno prezzo di favore per gli usi umanitari e anziché pagare 150 o 170 euro alla tonnellata arrivano a pagarne quasi 200.

Raccogliere tappi ha quindi fornito la bellezza di 200 euro in cambio di un costo di gestione di 610-670 euro
Più migliaia di ore di lavoro
più i costi di inquinamento delle buste di plastica nuove
più i costi eventuali di pulizia dei veicoli utilizzati
più l'inquinamento mostruoso dei trasporti
più l'aumento di traffico generato
più tante cose....

È un investimento quindi tipico dell'ecologista spendere quasi  700 euro per avere quasi  200 euro di benefici indirizzati non alla comunità che li avrebbe comunque riciclati all'interno delle discariche Ma perché così ci si sente fini.
Ovviamente tutto aumentando l'inquinamento.




Qualcuno ovviamente si chiede del perché non si trasporti in questo circolo dantesco anche la bottiglia. Dopotutto anche se la plastica della bottiglia è una plastica di pregio inferiore è comunque una risorsa nettamente più importante visto che pesa 36 g. Anche se la plastica costasse la metà è ovvio che il valore sia 15 volte tanto. oltretutto il PET viene utilizzato per fare parecchie cose dal maglione, il famoso PILE, a giochi per i bambini..

Il problema è essenzialmente volumetrico.
Il tappo ha un elevato spessore e quindi produce per 1 t un volume che è già di difficile gestione con i suoi bei 5 m³.
Una bottiglia dell'acqua essendo un oggetto con delle pareti più sottili o viene schiacciato in maniera molto curata oppure tende a occupare un volume molto elevato e allora quel punto per trasportare 1 t non basterebbe neppure un furgone o due ma si dovrebbe iniziare pensare a qualcosa di molto più grosso oppure con il compattatore.
Diventa una cosa da professionisti.

La piu' grande raccolta e' avvenuta in Francia con 1400 t raccolte. In pratica l'unico motivo del quale tutta la struttura sta in piedi è perché qualcuno trova divertente farlo e viste le immagini sul loro sito il solo costo dei trasporti, dei noleggi, della gestione e dei sacchi standardizzati per poterli trasportare costa una cifra molto vicina a quella degli stessi tappi solo per reggere l'associazione tappista.

Quando ero piccolo alcuni raccoglievano carta e cartone per venderlo e camparci su. Generalmente giravano con una bicicletta a tre ruote e di sovente arrivavano a litigare quando vedevano malloppo come quello che lasciavamo fuori dai negozi. Con l'aumento del costo della vita inizialmente si sono spostati verso i rottami ferrosi ma poi la legislazione complessa li ha messi in una situazione molto difficile. In questo scenario gli extracomunitari che non hanno certo paura dei pezzi di carta italiani hanno fatto un takeover dell'attività utilizzando mezzi motorizzati che non devono sottostare alle noiose legislazioni italiane che parlano di revisioni, assicurazioni e bolli. Arrivano con un'automobile tenuta insieme con il nastro adesivo caricano un frigorifero e due lavatrici mandando gli ammortizzatori a pacco e se il lunotto posteriore è ormai un ragno di crepe nessuno comunque avrà da dire a loro qualcosa.

La raccolta dei tappi e' qualcosa di meno interessante della raccolta di metallo ma è esteticamente pulita e ideologicamente pura poiché è stata propagandata come ecologica e caritatevole.
Raccogliere il ferro che vale piu' della plastica o addirittura il prezioso Al delle lattine che costa 1300euro a tonnellata, come dire il 700% in piu', appare da straccioni. Da extracomunitari, sfixati.

Raccogliere il PREZIOSO Al avrebbe molto piu' senso e giustificherebbe da molti punti di vista una raccolta.



Prendiamo una delle affermazioni che fanno i raccoglitori di tappi, altre sostanzialmente simili e parlano del fatto che tale cosa sia più o meno educativa:
“ noi crediamo che questa azione sia più educativa perché, invece che mettere mano al portafoglio una sola volta, le persone vengono coinvolte maggiormente e così dedicano più attenzione ai problemi dell'Africa “

Io sinceramente la penso in maniera diametralmente opposta: questa è una moda che sicuramente influirà sui modi di pensare all'ecologia o al fare del bene.

 Finisce per istillare nelle persone l'idea che per far ecologia non è necessario cambiare il proprio stile di vita ma basta semplicemente fare due o tre piccole cose una volta all'anno. 

Per fare la carità non è necessario mettere mano al portafoglio o passare giornate intere con chi ha bisogno, magari vicino a noi o addirittura nostro parente, ma basta donare dei rifiuti che a noi non servono.
Sostanzialmente passa l'idea che regalare la nostra merda è sufficiente per guarire i mali del mondo.

Per raccogliere 1 tonnellata è necessario mobilitare centinaia di persone le quali se avessero donato un misero e fetente euro avrebbero raccolto una cifra superiore in maniera drammatica e non avendo necessità di essere trasportato visto che una monetina la si può portare tranquillamente in tasca si sarebbe ridotto l'inquinamento in maniera interessante.

L'unico vero vantaggio di tutta questa storia e' Il fatto che nelle aree di raccolta delle bottiglie queste ultime essendo prive di tappo il PET sarà più puro ma siccome la via più semplice per il riciclo della plastica è la combustione in pratica si sarà fatto un piccolo risparmio di petrolio.

Il costo per fare questo è però un grosso esborso in petrolio e la nascita della leggenda metropolitana che informa le persone che per fare la carità o l'ecologia non è necessario fare nulla.

Oserei dire che vietare questa pratica potrebbe essere ecologico.

sabato, marzo 30, 2013

vinello


Premessa:
non bevo quasi mai vino, qualche volta birra. Spesso soft drink.

Il vino ho smesso di berlo intorno ai 20-25 anni, non ne ho mai bevuto molto e ne bevevo oltre il bicchiere solo se il vino servito mi piaceva, altrimenti mi fermavo a meno di un dito. Con il passare degli anni hanno prodotto vini sempre piu' aspri, che ti lasciano la bocca impastata e dal retrogusto pesante come la musica house. 
In piu' i miei amici tracannavano e a me dispiaceva morire. Cosi', complice il piede pesante, imparai a non bere alcolici visto che chi doveva per turno "non bere" e guidare intendeva "non bere fino a finire sotto il tavolo".  Chi guida  bevendo e' banalmente un idiota.
Cosi' imparai che non bere non era per me un problema e al limite il problema e' che tranne la cocacola e i succhi di frutta che ti impastano la bocca di roba non alcolica nei bar e ristoranti non ne trovi.
Chi vuole fare una cattiveria provi a chiedere una cedrata o una gassosa. Se ti portano una sprite (che cazzo ci azzecca?) sei gia' fortunato altrimenti il barista si incazza.

Questa premessa per dire che il mondo del vino non e' per me essenziale e se sparissero tutti i vini mi dispiacerebbe perche' in cucina il vino e' importante e non facilmente rimpiazzabile per le reazioni chimiche interessanti. Ma per berlo... ci sono cose piu' importanti che mi dispiacerebbe perdere come la panna montata o il cioccolato. Provate ad intiepidire (appena appena) le fragole con il micro prima di mettere la panna... e poi ditemi se il profumo non quadruplica.

Cosi' mi sono sempre chiesto perche' la gente esaltasse una bevanda che usa sostanzialmente per sballare. Con grazia rispetto a bersi uno shot di alcool puro al 95%, non dando nell'occhio. Ma alcuni vini sono TREMENDI.


Mi ha sempre inquietato il fatto che alcune persone si spacciassero per esperte di vino quando la loro esperienza vinicola si ferma alla lettura dell'etichetta e quella agricola si ferma a cio' che vedono passando a 130 in autostrada.

Trovo racccapppriciante che costoro usino termini appena appresi come cuvee, annata, fruttato e soprattutto che li scandiscano come nella recita di uno spot televisivo o parte di un'importante sacrificio di una setta.
Ovviamente manovrando il bicchiere come un prete che dice messa. Tempi e rotazioni del polso assolutamente preordinate.
Vorresti scoppiargli a ridere in faccia se non fosse che attorno a te gli altri li guardano presi.
Ed il diverso viene generalmente sacrificato.
Meglio tacere quindi!


La maggior parte di costoro, se si guarda con occhi disincantati, recita. Non saprebbe, ne sono sicuro, distinguere un tavernello da un "BIONDI SANTI BRUNELLO DIMONTALCINO RISERVA TENUTA GREPPO 1982" (gia' il nome vale 3000E, no?) anche se sicuramente ti diranno che hanno frequentato un corso per sommelier.
Provate a chiedergli cosa vuol dire millesimato e vedrete, sentirete, spiegazioni mostruose!
Guai a tradurre i termini francesi con miscelazione per evitare che si senta che la vendemmia e' uno schifo, etichetta per l'anno e stravaccata di zucchero perche' il lievito ha fame e l'uva e' arcignia.

Cosi' una volta, durante una cena nella quale si cominciava a cialrare di fruttato, armonia&c pensai di verificare scientemente quale era il livello di sommelier di 2 conoscenti assai "preparati" e "rispettati" come fini intenditori e altri millantatori (adepti?) che stavano appunto riempiendo l'aria di dotte citazioni al vocabolario.
Se me ne esco con imbuttitura, carbonera, flagrare o varea penso che potrei entrare nel club. Secondo me riesco a non farmi picchiare, o no?

Avevo una scatola di cartone di "noto e potente negozio di vini" dove 10 minuti prima giaceva un rosso pagato oro regalatomi da due cari amici che in quel momento giaceva gia' sul tavolo. Un negozio dove il prezzo medio e' oltre ad una settimana di lavoro.
Io prendo un rosso destinato al brasato comprato alla lidl (1.5E) e faccio la scena di estrarlo dal mitico cartone che era pronto alla rumenta semplicemente tenendoli in mano contemporaneamente. Non lo tiro fuori, tengo solo in una mano la scatola e la butto mentre nell'altra tengo l'ultima bottiglia che intendevo portare. Non era inizialmente intenzionale ma nel percorso un diavoletto mi ha parlato mentre portavo le varie bottiglie in tavola. E' bastata un esitazione nel buttare perche' qualcuno notasse. Come ruttare al gran gala'. Nessuno vi sente veramente ma il silenzio pervade come un onda e tutti si trovano automaticamente a guardarvi con disapprovazione anche se non sanno il perche'. L'esitazione ha attirato una coda del'occhio e l'onda conseguente ha focalizzato la scatola nella sua caduta e i cervelli hanno razionalizzato i colori e il logo ben radicati.
Il marketing, la potenza del brand.

Non parlo, non dico nulla. Mordo la lingua.

Ovviamente loro, gli esperti, non toccano la bottiglia megagalattica ma si tuffano sul noname firstprice che hanno assunto e decantato come la manna giunta dal cielo. Lo fanno scegliendo a "caso" facendo finta di non sapere che sanno.
Ma ovviamente fanno finta di non sapere che sanno qualcosa che pensano di sapere ma non sanno di non sapere.
Houch!

"come fai con questa squisitezza, questo nettare a bere coca cola? devi essere matto" mentre ovviamente vanno giu' pesanti con perlage, mosso-fermo, couvee, rabarbari, frizzi, mazzi e patapum.

Si, evidentemente sono matto.
Magari il rosso da 1.5E di LIDL era buono davvero. Ma rimane eccessiva l'accoglienza per un modesto vino da tavola.

Quella sera uccisero 4 bottiglie su 6, due rossi un bianco e uno spumantino.
La superbottiglia la scampo'.
Il bianco come al solito venne aperto controvoglia per compiacere una ragazza: per il vero somellier figo e tosto il vino e' rosso.
Rosso e' il verbo.
Rosso e' il solo colore ammesso.
Pero' si scofanano il bianco tanto velocemente e senza farsi notare. Una cosa che si nota bene al ristorante, anche con l'acqua gasata che non vuole nessuno ed io sono costretto ad ordinare anche 5 o 6 volte per bere 4 bicchieri.
Parlano male del bianco tutto il tempo, ma la bottiglia magicamente si secca prima dei rossi.
La richiedente non bevve che mezzo bicchiere, era finito prima di dire bah!

Pero' il rosa MAI. Anche quella sera rimase vivo e sogghignante nella sua bottiglia.
Il rosa e' il diavolo, l'omosessuale dei vini: esiste ma non se ne parla ne lo si invita in famiglia. E se capita non lo si guarda.
Eppure molti decorosi vini che ho assaggiato erano rose'. 
Bizzarro. 
O bizzarro e' il mio gusto?
Ho un rose' che ha attraversato 10 cene senza che lo degnassero di uno sguardo. Un giorno o l'altro lo scolero' cantando mentre guardo absolute beginner con il VPR. Il massimo del minimo. Canto come un Vogon: chi mi ode desidera il suicidio.

Di questa storia non ho mai avuto il coraggio di rivelare la verita' e ormai sono passati 6 anni.
Mai avuto il coraggio di aver detto di aver perso la megabottiglia fra le altre. Magari e' stata usata per il risotto.

Dovrei avere anche in giro una bottiglia di cristal: pensate che verra' un risotto molto figo o e' una montatura come la maggior parte degli champagne?

martedì, gennaio 29, 2013

led 3: the fantozzaten

Continuo a leggere sulle varie scatole delle led (e anche delle CFL) che 10W, ma anche 8,6,4,3, son uguali ad una lampadina da 100W old style.

La stessa TRAGICA situazione  che e' ormai cronica con le CFL nei centri commerciali. Tutte le lampadine di qualsiasi wattaggio sono uguali a qualcos'altro e tipicamente alle 60 e 100W incandescenza, le due piu' vendute...
In linea teorica un'equivalenza dovrebbe essere fatta fra cose simili altrimenti ci sono situazioni paradossali. Se lo schifo allo stato puro come 10 Kg di feci (lampada con Ra50) e' assimilabile a 10Kg di oro (lampada incandescenza con Ra100) vorrei comunicare che stamattina sul water ho prodotto e sono pronto allo scambio.
Come riescano lampade completamente diverse come emissione a confrontarsi e' un mistero.
In un noto super ho visto una LED da 6W (25E) e una CFL da 11W (2 miseri euri) dichiarare entrambe equivalenza con il 75W. Colore, Ra, durata ed emissione ovviamente sconosciute. La CFL, accesa, era di un bel verdolino smunto e parte del tubo era gia' morto li in esposizione. Nonostante la cosa erano prese d'assalto.

Feci gia' 2 post, nel 2008 e nel 2009 dicendo che le lampade LED non erano una soluzione ma solo isteria.
Le cose non sono cambiate anche se il furbetto di turno dice "ma tu non sai che adesso..." come se non sapessi cosa esiste in commercio.
Gia', cosa esiste in commercio nel 2013?



Questa e' la vecchia bulbone del vecchio west.
Il vantaggio principale e' l'insensibilita' all'umidita' la durata certa e la enorme durata da spenta. Non e' una battuta le lampade elettroniche hanno una durata di 10 anni se usano condensatori standard come il 90% delle CFL e delle LED in commercio. Per non parlare delle CFL cinesi che durano assai meno: se le tenete in un cassetto per 5 o 6 anni possono schiattare dopo pochi mesi d'utilizzo!
Odiano gli urti.
Costano poco!

60ACLRPTRAY 48/CS 2/SKU 880 lumen
(1 euro=1690lm)
versione 100W 1690 lumen
16 lumen al watt







Le alogene da illuminazione sono piu' durevoli, hanno una luce migliore Ra100, e costano quasi la stessa cifra in una gamma che va da un minimo di 5W a 500W. L'elevata temperatura raggiunta dal vetro e la quantita' di energia termica in loco (fino a 500W in 10 cm) possono causare problemi ma scalano in dimensioni, attacchi e fisionomie che e' una bellezza.
Esistono anche delle dicroiche con post bruciatore che pompano di piu' ma per poter confrontare con lo stesso parametro e' meglio andare su fonti non concentrate.

EcoHalo Caps (2000h)
35W
GY6.35
680lm 
costo 2Euri (4 euri la versione 4000h)
20 lumen watt

alogena a sigaretta (attacco T4)
120-500W
2000lm
16-21lm per watt
2-3 euri







Le Fluorescenti sono anche loro una vecchia conoscenza.
Le FL esistono dagli anni 30 e sono utilizzate massicciamente dagli anni 40-50 nelle aziende e nel commercio dove si fanno dei calcoli sui costi.
In italia solo a meta' delgi anni 70 entrano nelle case in forma circolare ma l'edonismo degli anni 80 le ricaccia a favore delle piu' piacevoli alogene.
Tornano nelle case come novita' grazie a philips in versione ripiegata (CFL) e vengono cavalcate in quella forma come “lampade a basso consumo” da molti peones, ops, verdosky.
In realta' la versione ripiegata consuma il 20% in piu' e spesso quelle vendute dalla grande distribuzione a pochi euro sono di bassa qualita' di luce (Ra70) e destinate a consumare tanto e durare poco. Ma sappiamo che il cosumatore si fida per il televisore dal salumiere "gigante", e per l'illuminotecnica dal mobiliere "ikea" o dal venditore di bulloni "le roy".
 
Un prodotto come le circoline o le lineari possono garantire
qualita' di luce (fino a Ra98)
durata (fino a 20.000h)
consumo (fino a 120lmW)

Questo e' un superclassico per tutte le stagioni
tld 18W/827
Ra85
2700K
1350lm (4-5 euretti per molti wattaggi e colori)
75lumen per watt con il vecchio CuFe
dopo 15000 ore emissione all'80%

Oggi l'evoluzione si dirige sulle lampade con diametro sottile e lineari come questa.
13W/830
Ra85
3000K
1150 Lm con il vecchio CuFe
108 (6-7 euri per diversi wattaggi e colori )
88lm per watt con il vecchio CuFe
dopo 15000 ore emissione all'80%

Anche le FL ovviamente possono godere dei vantaggi di pilotaggio dell'elettronica, se applicati alle lampade preesistenti guadagnano dal 10 al 20% di luminosita' e durata ma usando delle lampade specifiche si ottengono veri e propri miracoli.

MASTER TL-D HF Super 80 G13 830 32W
Ra85
3000K
3200lm
100lumenW
20.000 ore per resa all'80%
(8-10 euro per vari wattaggi e colori)






Luce, ultima frontiera. Eccovi i vantaggi delle lampade a scarica, l'avventura diretta all' illuminazione, fino ad arrivare laddove nessuna lampada è mai giunta prima...

Le Lampada a scarica ad alogenuri metallici ci sono di varie forme, attacchi per usi vari.
La massima efficienza e lunghissima durata con un'elevata resa dei colori e' cio' che le contraddistingue tanto da essere in uso nei videoproiettori, stadi, negozi e di recente automobili (chiamate impropriamente xenon dal primo stadio).
Inoltre possono scalare bene e una lampada da 5000W dal costo assai relativo e' irraggiungibile di fatto da qualsiasi altra sorgente.
Gia' una singola lampada da 45E e 250W e' una sorgente puntiforme di cui non esiste di fatto un sostituto come qualita', prezzo, efficienza e termica.


MASTERColour
CDM-T Evolution
35W/930 G12
4300Lm
Ra90
15000h
110 Lm/W
3000 K
35 euro per un sacco di BUONA luce.
(Per 1690lm sono 14E equivalenti)
Migliorano con il blaster elettronico ma e' poco diffuso per via dell'alto costo.










Arriviamo alle LED: tutti si strappano i capelli come se fosse caduta la manna.

Nota bene! Tendenzialmente le lampade a LED da pochi soldi fanno quella luce azzurrina del cavolo, inadatta ad un uso in interni, e con Ra miserrimo.
Oppure leggete di LED che pompano oltre la soglia dei 100LmW da fonti attendibili.
Quando succede controllate anche lo spettro, il colore in Kelvin e la corrispondenza colore Ra. Vedrete che sono tutti sballati.
Fare una illuminazione di qualita' fetente e' una grande scorciatoia per aumentare il flusso. In passato facevano lampade sbilanciate che rendevano quasi il doppio.
Poi si e' capito che vedere la faccia verde, la bistecca blu diventare nervosi e non dormire la notte sono effetti collaterali ben studiati in illuminotecnica.
Anche una FL da 7000K fa piu' luce di una da 2500K ma rende l'ambiente ostile o distaccato. E' un trucco usato in molte attivita' commerciali.
Una Ra sotto i 70 causa l'impossibilita' di abbinamento dei vestiti o del trucco, impossibilita' di giudicare una foto, incoerenza cromatica nel guardare il TV.
Se poi lo spettro e' “vuoto” o/o sbilanciato ne risente anche l'attenzione e l'umore.


Questa e' una lampada LED cinese con dati misurati correttamente (nota bene la STESSA lampada da un altro fornitore titola un supercalifragiltiloso, quanto impossibile, 1000lumen!)
led 5W
colore 3000K
262Lm
Ra misterioso
17E
42lumen per watt
Siccome per avere l'equivalenza bisogna montarne parecchie il costo e' come se fosse 109E. Pensateci bene quando vedete le lampadine nei cestoni del supermercato a poco prezzo!
Alcuni vendono lampade da 1,5W, idonee forse al lumino dei morti non ad una casa.

Le led "giuste" le producono in pochi (philips, osram, GE...).
La fantasmagorica lampadina a LED della Philips. La più innovativa LED del mondo e' quella in foto: L'anno scorso il Ministero dell'Energia statunitense l'ha premiata con il cosiddetto "L-prize" (10 milioni di dollari), previsto per i dispositivi ad alta qualità ed efficienza che, stolti, dovranno sostituire le lampadine comuni. La versione L-prize definitiva avra' un 10-20% in piu' di efficienza (e, haime' pare, di costo).

MASTER LED bulb D 17w
Ra80
2700K
25000 hr (80%)
1055 Lm
58Euretti (92 equiv)
62 miseri lumen per watt







Ora che abbiamo tutti i dati possiamo equiparare tutte queste lampade ad una lampadina ottocentesca da 100W, tipica della cucina, bagno &c
Pero' visto che esiste da 80 anni la FL e che tutti i tecnici pensavano che negli anni 70 tutte le lampade sarebbero state cosi' (basti vedere qualsiasi film di fantascienza d'epoca, diciamo spazio 1999?) io equiparero' il consumo ad una lampada FL philips TLD 80 old style che con lampada, portalampada, plafoniera, reattore, starter e vetro rischiamo di pagare 15E. Meno di qualsiasi cosa che non sia una lampada ad incandescenza che pende da un filo modello cantina.


Ammettiamo che voi abbiate una lampada che usate un ora al giorno, un locale guardaroba, la stanza da letto, un abatjour. Sono tante le lampade che si usa meno di un'ora al giorno, ma noi che continuiamo dire consuma consuma guardiamo una tabella siffatta tenendo conto di arrivare a produrre come un bulbone da 100W un colore che non sia l'azzurro dei lampeggianti della pola (circa 3000K) e una Ra che sia almeno 80 per le LED e 85-95 per le altre. Quindi alle  LED  abbiamo gia' dato un vantaggio.
Non sono andato oltre i 10anni per un motivo semplice: alcune lampade elettrononiche potrebbero morire prima di 15 anni per problemi che non riguardano l'emettitore vero e proprio.




 in questa situazione il costo orario di cosumo e' gia' indicativo ma viene definitivamente  ucciso dal costo della lampadina.

Il nostrobulbone del 1900 costa si dopo 10 anni il 300% in piu' di una FL lineare MA costa comunque un sacco meno di una lampada a led. 91 euro

Le incandescenza “moderne” (alogene) costano 75E
le FL tld 18W/827 La cosa piu' banale dell'universo 23E
Le 13W/830 nuovo 22,1 praticamente uguale
con le nuove FL MASTER TL-D HF non e' il caso di complicarsi la vita.
Con le led non solo spendiamo almeno il 400% in piu' (wow) ma con l'elevato costo di aquisto portremmo comprarci dei BOT e pagarci l'enegia consumata dalle FL che diventerebbe GRATIS.
Anzi da quel punto di vista diventerebbe gratis anche la vecchia lampada ad incandescenza!
cinoled 142,8E 523% in piu'e se non le compriamo ci facciamo la barca.
MASTER LEDbulb D 114E

NB
Scendendo ad un ora la settimana diverrebbe molto competitiva e assolutamente ecologica la cara vecchia ampolla.
Quindi se avete una cantina o qualsiasi lampada che in casa usate meno di 1h alla settimana la scelta giusta e razionale e' la vecchia lampada da 100W!



A 4 ore al giorno tutti i giorni, domenica e agosto compresi, che sono un'enormita' se ci pensate, cominciano ad emergere le lampade FL HF e quelle a scarica.

Ma la cosa divertente e' che le LED cina costano poco meno delle incandescenza nonostante abbiate dovuto fare un investimento di 109E. Qualsiasi ragioniere vi dira' che siete in perdita per via del costo del denaro.

Meglio, ma sempre peggio delle banali FL, la super megagalattica della philips.

Intanto chi ha scelto le vecchie FL o le strepitose lampade a scarica ha goduto come un riccio visto che non solo ha speso meno, ma ha goduto per 10 anni una luce fantastica.
In realta' ci sarebbe da dire che le plafoniere per le LED e le FL ci sono anche da 10 euro (tipo capannone o filo cantina) mentre le plafoniere per le cdm o HQI di roba scarsa non ne trovate per via del vetro antinfortuni e il blaster. Ma in genere una plafoniera che non spreca luce non costa mai 10E. Non parliamo della parolaccia storpiata DESIGN.
Inoltre le lampade a scarica ci mettono 1 minuto per accendersi e arrivano al 100% dopo 5 almeno. Insomma non vanno bene per i compulsivi e il bagno.... rischiate di far pipi' al buio.
Comunque le cinoled sono quelle che fanno la figura di M-


Se le teniamo accese 8 ore al giorno , domenica e agosto compresi, le led non decollano ancora.
Certo abbiamo evitato una volta all'anno di prendere la scala per cambiare la lampadina (14 sostituzioni)  ma non siamo ancora giunti al pareggio, gia', anche le superperformanti LED magari erano ancora accese, come dl resto le FL, ma andavano cambiate perche' sotto l'80% di rendimento.




Neppure lasciandole accese tutto il giorno e la notte migliora qualcosa. La LED cinese continua a giocarsela con le incandescenza.












Qual'e' il sugo della storia?

Le FL lineari o circoline sono le migliori e danno GRANDI soddisfazioni quantitativa e qualitativa.
Bella luce, basso consumo e colori a scelta. Un prodotto sicuro e maturo.
Ovviamente sempre che non compriate quelle cose immonde dal supermecato, iper, fai da me o mobiliere che vi rifila lampade azzurre, verdi, cinesi con l'illusione del risparmio.
La fluorescente e' quasi sempre la scelta giusta. Al limite sceglier il modello perfetto e' un arte visto che ne esistono migliaia di modelli ognuno con il suo scopo preciso, ma una TLD lineare con colore 830/840 o 930/940 (Ra maggiore meno efficienza rispetto alla 8xx) copre il 70% degli usi senza problemi.


La lampada da 100W vecchio stile in cantina e' il suo regno indiscusso come nel box, capanni attrezzi e altre amenita'.
Oppure in tutti quegli usi in cui non la userete per 10 anni come le emergenze. Se dovete usare una casa meno di 2 anni e non volete smontare tutte le lampade da portare via le incandescenza sono LA soluzione.
Anche le case vacanza poco usate possono essere un target.
Toglierle dal commercio e' stupido.
Le cugine alogene sono semplici fanno una bellissima luce e non necessitano apparecchi illuminanti particolari in quanto compatte. Se non le usate molto sono una scelta molto buona.



Le lampade a scarica saranno sempre piu' diffuse sulle auto o all'interno di altri oggetti. Nei negozi e negli stadi sono le regine. Volete TANTA luce? Non state a giocare con le bambole e plafoniere con magari 4 lampade, non siate ridicoli: una lampadina HQI o simili e' la vostra unica scelta fattibile.
Neppure da pensare.



I LED sono una scelta di moda, ma di scarsa sostanza. L'elevato costo con il consumo alto non consentono di giudicarle ne una scelta economica ne ecologica.
Per divenire tali dovrebbero costare un decimo e consumare quasi la meta'.
Il loro uso e' l'illuminazione di particolari: la luce di cortesia, l'illuminazione all'interno di un cassetto, la luce per leggere un libro, alcune lampade da scrivania, la retroilluminazione del cellulare (anche se preferisco le FL) e in tutti quei posti come una torcia elettrica dove la loro resistenza agli urti e piccola dimensione sono utili e la luce che occorre non molta.
Per una LED che non pompa che 1000lm, in cucina ne occorrerebbero almeno un paio, l'investimento e' cosi' elevato che dovendo cambiare le lampade di tutta la casa il mutuo risultante varrebbe tutta l'energia che consumano le lampade ad incandescenza.
Le lampade a LED toste con Ra maggiore di 85 devono ancora esistere, hanno problemi a stare sotto i 4000K e consumano, in condizione di luce per umani, una cifra molto consistente rispetto ad altre sorgenti.

Le lampadine LED cinesi poi sono una pagliaccciata.

Chi compra oggi nel 2013 una lampadina LED come illuminazione generale e' automaticamente uno sprecone, uno che non ha fatto i conti in tasca, uno che legge repubblica (sicuramente le consiglia) o uno che si fa intortare.

Da anni sento dire che e' il futuro, forse, ma non e' neppure tanto vicino quel futuro.
Quando scrissi il primo post sulle LED nel 2008 gia' mi sentivo dire l'anno prossimo un gran miglioramento ci aspettava al varco.
In realta' in 6 anni il costo alimentatore+lampada che erano in contenitori separati sono passati da 135E a 58E, la luce e' migliorata un pochettino, ma l'efficienza e' assolutamente identica a prima: 62LmW. Mantenendo lo stesso trend nel 2020 forse costeranno 25E, ma anche ne costassero 20 non cambierebbe molto.
L'evoluzione doverebbe essere piu' spinta per essere interessante....

Probabilmente le lampade LED non saranno MAI un'alterrnativa (salvo scoperte di altri campi che possano essere travasate o altre stranezze) per chi cerca una fonte luminosa per risparmiare energia per 2 motivi.

Il primo e' che come si evolvono le LED anche le FL non stanno certo ferme, 100LmW negli anni 80 era impensabile e il colore 33 (un bel verde tanto tipico) imperversava nei magazzini. Inoltre le LED in realta' dipendono dai fosfori (pompa fotonica), gli stessi che ci sono sulle FL. Quindi il distacco sara' probabilmente costante.

Il secondo e' che non dobbiamo fossilizzarci, esistono altre tecnologie promettenti, le sorgenti LASER vengono dichiarate per 50.000 ore e ne esistono pure  di ibride: lasciano ai led la parte sfigatina azzurrina che tanto riesce a fare e poi pompano nel restante spettro. Ci sono gia' degli esempi in commercio a carissimo prezzo con risultati interessanti (VPR Casio con 270W di laser o il TV della mitsubishi). Sulla carta dovrebbero essere notevoli.




Al limite e' da capire perche' la gente continui a comprare arcaici apparecchi illuminanti con un sistema di connettori a vite per lampadine sviluppato da Thomas Alva Edison nel 1909 per Mazda dove l'unica cosa saggia da mettere e' una lampadina del 1909.
Forse e' quello, l'attacco E27/14,  da mettere fuori legge, non le lampadine ad incandescenza.
Voler infilare in una plafoniera prevista per una sorgente omnidirezionale puntiforme un qualsiasi altro tipo di lampada (CFL, LED, LASER, spagnolette di superpippo...) porta con se una diminuzione del flusso luminoso ed e' il motivo per il quale le CFL mi paiono una stronzata.
Una cosa e' l'abatjour della nonna ereditato 50 anni fa e mettendo una lampada new tech sicuramente trova un vantaggio. Questo era lo scopo delle philips EL del 1980 le prime CFL.
Ma comprare oggi una plafoniera con l'attacco E27 e rifittarla prima ancora di portarla a casa come accade nei brico-ikea-iper-super e' un non senso visto che o il punto di emissione finisce fuori fuoco nella struttura o non esiste una progettazione del flusso luminoso; visto che non sara' usato la maggior parte delle volte con la lampada corretta e' inutile far fatica!.
L'apparecchio illuminante non e' un portalampada!
Dopotutto se acquistare dal calzolaio il lampadario e dal salumiere l'aplique ad un massimo di euro 10 non potete pretendere che siano anche funzionanti ma solo che abbiano un attacco della lampadina e un foro per appenderli.
Cosi' emettera' meno luce costringendo il consumatore ad aumentare le fonti luminose in casa e quindi in sostanza a non risparmiare.
Con un alloggio per ampolla del 1909 non e' possibile garantire efficienza poiche' non esiste una standardizzazione pr le CFL in tal senso, es lunghezza della lampada, come esiste negli altri casi.
Cosi' anche se nel 2020 le lampade a led divenissero una interessante scelta non potrebbero, salvo vituperarle, metterle su un attacco E27.
Come succede oggi con le CFL.

Ancora una volta si puo' notare che le soluzioni per il basso consumo esistono da anni e le marche hanno proposto molte soluzioni veramente interessanti, uno per tutti il connettore a baionetta per le CFL non integrate che definiva anche un fattore di lunghezza e punto di emissione.
Il consumatore invece vuole comprare dal salumiere un affare penoso CHE ABBIA LA LAMPADINA DA AVVITARE!
Il consumatore vuole continuare ad avvitare la lampadina, non sia mai che abbia una baionetta o un attacco piu' moderno.

Troppo difficile pensare ad usare un attacco a baionetta, che fatica mentale!
Harg i neuroni si surriscaldano!
Mentre compri il lampadario sceglierlo con un attacco previsto per il tipo di lampada che userai e' troppo traGGico!
Oooorrg devo saper inserire una lampadina che stress mentale!

Meglio l'avvitone del 1909!

Cosi il peones spera che dal monte olimpo un dio venga giu' e gli porti la salvezza: una lampadina che fa tanta luce, consumi poco e SOPRATTUTTO si possa avvitare come faceva da piccolino a casa della nonna.
Visto che e' di moda il fesso spera che sia dotata della parola LED.

Al solito le soluzioni esistono da mezzi secoli: sono i consumatori che non le vogliono confidando nella moda!

Nei tecnici, MAI.


martedì, gennaio 01, 2013

frigo ad incasso




i polli che aprono il figo e guardano dentro come se ci fosse una telenovela o peggio lo aprono prendono la roba laciandolo aperto tagliano fanno e ripongono chiudendolo dopo un millione di anni.
Pero' chiedono che consumi POCO!

Un idea ecologica, ridurrebbe del 50-90% i consumi, sarebbe avere il condensatore all’esterno ma per farlo costerebbe 300E in piu’ almeno e 2 buchi nel muro.
Troooppo complicato per la gente.
Tanto complicato che la GGente usa i frigo ad incasso che in molti casi consumano fino al 300% in piu’.
Quanti pseudoecologisti usano il frigo ad incasso e non hanno neppure la presa d’aria sotto di esso?

http://allarovescia.blogspot.com/2009/02/classe-v-sez-frigo.html

Il frigo ad incasso “dovrebbe” avere una presa d’aria nello zoccolo, il piano d’appoggio arretrato e lo stipetto sopra al frigo accorciato e senza top.
In questa accezione non e’ molto peggio di quello normale (oggi free stand).

ma questo non accade MAI.

Per questo motivo i frigo americani se vedete nei telefim sopra (o sotto) anche incassati hanno un griglione che nascondono ventole per evitare questo lavoro di fino.

Quindi visto che di frigo ne ho venduti circa 5000 posso dire che in italia mi e’ capitato solo una volta di vedere una cosa corretta..
Per eliminare la bruttura bisogna eliminare la colonna, si possono conservare gli stipi se sono separati (altrimenti bisogna segare) attaccandoli al muro.

Comunque sia decassato il frigo ringraziera’ e oltre a consumare molto meno durera’ molto di piu’.
Ci sono casi (molti) nei quali non avendo nessuna delle accortezze di cui sopra per realizzare il camino d’estate non riesce ad entrare in temperatura favorendo la marescenza dei prodotti che dovrebbe conservare.

Lo scarico dell’umidita’ inoltre lede la stabilita’ strutturale del mobile e spesso nell’estrarre il vecchio frigo si assiste a veri e propri collassi della colonna nonostante spesso costi piu’ del frigo stesso.

 Premesso che do per scontato che sia un due porte all’incirca di 250-300l
La presa sul battiscopa deve essere se grigliata (esiste come accessorio ma e’ difficile da trovare perche non la vuole nessuno) larga 55cm e alta circa 8-10.

i frigo americani ne fanno a meno perche’ incorporata nell’apparecchio e sono dotati di ventole
come vedi bene sopra.
il condensatore posteriore NON deve appoggiare al muro e il piano su cui appoggia il combi deve non toccare il muro ed essere a 10 cm di distanza per evitare di chiudere il flusso.

Se abbiamo una configurazione di frigo + congelatore anche il secondo piano deve essere arretrato.
lo stipetto che piace tanto alla massaia sopra il frigo deve avere il fondo non a 60 ma a 50 cosa che deve essere modificata perche il 90% dei produttori non hanno la misura.
Al limite si puo’ usare uno stipo alto (40) che non sara’ notato perche’ lateralmente va fissato il piano (e cosi’ scoprite cosa serve l’abbellimento assai costoso che non monta nessuno pensando che serva solo a non far vedere la giunzione colonna-stipo)
Sopra va lasciato il buco
tutto cio’ non e’ un segreto se le misure MINIME di montaggio che ci sono sui MANUALI DI ISTRUZIONI dicono queste cose

la profondita’ dei figo da incasso varia fra 50 e 55cm e la profondita’ delle colonne ben fatte dovrebbe essere 68 con le controporte (e la massaia svalvola perche’ sporge).

Oggi si fanno colonne che con la con la controporta sia a filo (60) che tradotto vuol dire appoggiare il frigo al muro occludendo il giro d’aria.

Ancora una volta l'estetica modifica cosi' pesantemente la funzionalita' da devastare l'oggetto.
I verdosky e i beppigrillini che si lamentano strappandosi le vesti per un led da 0.5W ovviamente tacciono per un motore da 400W che gira a manetta per fare marcire la verdura.
I giornali tacciono.

I mobilieri seguono le indicazioni di chi ha potere, di chi ha in mano i soldi:
i consumatori.