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mercoledì, ottobre 15, 2025

brionvega 1

 


 

Ultimamente, va a capire il motivo, si sta esaltando tutta l'antica elettronica italiana, manco fosse da rispettare, ovviamente togliendo le solite fantastiche eccezioni, che essendo tali non contano. 

In genere erano accrocchioni duri, spesso scopiazzati, e per dare una parvenza di qualita' andavano da un mobiliere e si facevano fare un mobiletto carino che facesse sembrare quella incerta fogna una gran figata.
 

Adesso vedo giornali e siti che cercano sempre piu' spesso di portare in parata alcune di queste vecchie glorie manco fossero marchi davvero storici, se non vi sembrano le assurdita' gia' fatte con il cibo in cui manco sembra che negli anni 30 fossimo pezzenti, ma invece mangiavamo tutti panettoni e spumantino dopo la pasta e il tiramisu'.

La nuova narrazione: oltre che fini gourmet e piu' ricchi d'europa eravamo anche dei geni nell'elettronica e maestri del design.
Bauhaus schiatta, li miGGhiori semo noi!

Come vedremo anche quando vi erano accenni di design poi non vi era il proseguao, narrando di una staticita' e rendendo chiaro che l'azzeccare un qualcosa di "carino" era piu' un eccezione che un completo workflow di miglioramento aziendale e come conseguenza, di prodotto. 

Ovviamente in tale narrazione non possono mancare quei tristi affari dei Brionvega, oggetti che erano per lo piu' tentativi di staccarsi dalla massa chiamando incompetenti del settore a disegnare oggetti funzionali.

Perché nelle cose teNNiche il design non e' fine a se stesso e una vettura non puo' essere alta e buona allo stesso tempo, salvo sia un camion da decine di T o un fuoristrada nel paltone.

Brionvega ha una storia simile a mivar : si mettono a fare radio e si accorgono che non esistono componenti cosi' si mettono a produrre anche quelli easy.

Quando passano ai TV si rendono conto di non essere in grado di disegnare un prodotto gradevole e si appoggiano a terzi specializzati e riscuotono un  discreto successo per via che la concorrenza, per lo piu' cantinari con la terza elementare, facevano impressione.

Cosi' inizia l'epopea di commissionare a gente che ha in mente altro, come le villette, di fare il design di una radio o di un TV, con lo scopo in vero "apple style" di renderlo gradevole, soprattutto alle donne. 

Il primo piu' evidente e' che la funzionalita' passa in secondo piano.

La seconda cosa e' che non riusciranno mai ad ingranare, perche' la fuori, nel mondo, ci sono aziende che stanno facendo lo stesso da anni e lo fanno con gente preparata che ha dalla sua uno studio non indifferente. Certo fanno anche loro degli errori come quelli che fa il signor Brion, ma quando non fanno errori tirano fuori dei prodotti che ancora oggi hanno un loro perché 

Brionvega una volta morto il padrone (1968) che teneva in piedi la baracca vestendo a festa dei bidoni crolla miseramente piano piano dopo un'ultima vampata (ricorda anche qui mivar?).
Infatti da allora il design e' spesso rimasto uguale o scimmiottava l'esistente.
Dopo stavano in piedi solo ad aiuti statali, tanto che poi confluirono nella REL che conflui nell'IRI che nel 1980 aveva 500 000 dipendenti, la piu' grande azienda produttiva non USA al mondo e l'azienda al mondo che perdeva piu' soldi.
L'EU non gradiva stati soviet e quindi l'IRI fu smantellata, per nostra fortuna.
Il brando ha rimbazato un po come una pallina da ping pong e ora non e' praticamente formenti (SIM2).

Il problema e' che questi bidoni avevano una progettazione scadente e sebbene se ne vedessero pochissimi, anche per una ragione di costi, erano sempre presenti nelle riparazioni.

Di TV molto belli in quegli anni ne avevamo molti, del resto non avendo tecnologia e non sapendo come farla si cercava di migliorarlo rispetto alla concorrenza facendolo "strano" o mettendolo in mobiletti molto leccati per differenziarlo dagli alti.
Si trovava un falegname, ma non un elettronico.
Infatti i tanto osannati TV brionvega all'estero non li volevano neppure regalati (perche' poi tali erano, visti che gli aiuti di stato nella fase REL alle volte superavano il fatturato).
Perche' sara' carino, ma si vede di medda e schiatta in 19 minuti.

 

Partiamo con il primo cadavere.

L'idea e' fornire, nel 1964, un TV in bianconero compatto da trasportare facile in terrazza, a spasso nella grande magione, o in giardino.


Fra poco capirete il suo design meglio delle 10.000 pagine vomitate su questo apparecchi non compreso da chi lo osanna per motivi che nulla hanno a che fare con il design parlando di design.
Se ci sembrano gli articoli dei verdosky e di vaiconlaspina avete ragione. Questi tonti che parlano di design non capiscono un ciuffolo di design


vedete lo schermo angolato da mettere per terra o su di una sedia 
la maniglia LUNGA e arretrata che va oltre lo schienale, non e' un errore (le rivisto arrivano a dire che e' piu' comodo o il movimento e' figo)
la buona compattezza del tutto e il sedere piatto,
schienale piatto ma pieno di intrusioni e spinotti per arrivare allo scopo.

Ovviamente per ottenere questo risultato va a batterie, altrimenti non avrebbe senso, e il costoso carichino e' integrato, la batteria al piombo agganciabile come andava in quegli anni.
Abbastanza furbo.
Non da strapparsi i capelli, ma comprensibile e logico.

Notate che nei lunghi articoli sbavanti il povero TV quasi mai e' narrato perche la coda e' fatta cosi' piatta, perche' i connettori sono cosi' strani, perche' la maniglia e' cosi' lunga e arretrata  e perche' i comandi sono dove sono: la batteria non e' mai citata. 
Eppure tutto il design gira attorno all'aggancio batteria di un TV estremamente mobile.

Adesso lo capite perche' il sedere e' piatto al contrario di un tv da mobiletto diventando piu' ingombrante?
Adesso capite perche' la maniglia e' fatta come e' fatta per bilanciare un panetto di piombo dietro?
Adesso lo capite perche' il cavo e' multipolare, puo' andare a 12V e ha un caricabatterie integrato?
Adesso capite perche' i comandi sono dove sono?
Adesso ci arrivate a capire il senso del design che nulla ha a che fare con un TV da mensola? 

Pero' il TV non ha successo come TV a pile, ne vidi una sola, ma diventa un classico delle cucine bene perche' frontalmente e' solo schermo, e' piccolo, solo 11", non vedendosi troppo e per il parametro WAF e' assolutamente perfetto.

Li iniziano i problemi, fra gli stipetti e' scomodo e i comandi nel posto sbagliato, del resto era previsto in un giardino,  fanno si che quando li aprivi per ripararli trovavi pure la mortadella che e' caduta dentro nelle griglie mentre cercavano i comandi nascosti. 
Inoltre il raffreddamento, gia' problematico, appoggiato ad altro oggetto (stipo, cassetta del pane...) diventa un dramma.

Altro problema e' che quel prezzo comprare un TV BN fa ridere.

Cosi', appena possibile (ricordiamo i problemi poLLitici), dapprima lo fanno a colori, in PAL, snaturandolo: 
-Il coso a colori e' molto piu' lungo, certo in cucina su 60cm di mensola va bene, ma i comandi ancora dietro sono un chiaro elemento di pessimo design.
-Perde da subito le batterie, con i nuovi consumi aumentati e le dimensioni gia' poco opportune, diventerebbe un obbrobrio, rendendo il design fine a se stesso.
-Poi aggiungono posticcio sotto un ricevitore del telecomando, che e' un poco sordo
-Poi la scart...
-Poi...
eccetera per decine di modifiche che accrocchiano il povero algol.

Per non farlo diventare enorme le "buone" notizie non sono finite: passa da 11 a 10" perdendo il 20% di schermo.

Alla fine e' molto diverso dal portatile che era, e' diventato un lungo camion dallo schermo minuscolo che non si capisce perche' e' ancora inclinato.



 che in foto fanno vedere in piccolo per non far notare che non e' molto lontano in profondità da un enorme 16" e che per accenderlo devi allungarti come un acrobata: il tasto, orribilmente arancione, e' dietro come al solito e lo spigolo del cinescopio da fastidio.
Ovviamente anche questo e' una stufetta e non e' un apparecchio longevo.

Per la cronaca e' in vendita ancora oggi ufficialmente come accessorio di arredamento non rispettando la normativa.
Perche' in 60 anni il design si e' fermato, anzi e' solo peggiorato appiccicandoci sopra alla carlona quello che non era e perdendo la funzionjalita', che comunque esisteva, di un design non eccelso na che aveva un certo senso.
Una cosa che aveva una sua idea di design, per quanto troppo ristretta, un 4to o 5to TV da trascinarsio appresso che doveva sostituire le radioline in una casa dei ricchi, diventa un catafalco senza motivo di esistere se non "ci hah na fomma diversa da qualli vveri".

Nel frattempo ci sono stati centinaia di TV piu' azzeccati che sfruttavano le novita' tecnologiche, come i cinescopi molto deflessi ed infine gli LCD, fornendo meno profondità, migliore uso e schermi grandi.
Per 60 anni brionvega hanno fatto solo questo.
Peggiorandolo pure.

Pero' e' innovativo per alcuni ignoranti.
Mi sembra l'arna: e sei subito alfista.
Compri l'algol e sei subito un cultore del design 

 

 

 

venerdì, luglio 11, 2025

notiziola

 


 LG Display abbandona definitivamente la produzione di pannelli LCD dedicata ai televisori. 

Il costruttore coreano ha ufficialmente venduto la sua ultima fabbrica (Guangzhou, in Cina) alla cinese TCL CSOT per 10,8 miliardi di Yuan (circa 1,3 miliardi di Euro).

TCL ora ha 9 fabbriche di pannelli LCD: 
due linee con vetrerie 6 gen, 5 linee 8 gen na linea 8.6 gen e due linee 10 gen. Plu le vetrerie sono recenti piu' fanno display grossi.

Con l’uscita di LG e samsung  dalla produzione dei pannelli LCD vuol dire che tutti i TV LCD sono sostanzialmente cinesi.
Ovvero il 95% dei TV sono cinesi, anche qendo il logo racconta altro.

ma non e' la cosa peggiore.
La guerra ai plasma e' stata fatta perche' erano solo 4 aziende al mondo a saperli fare, e molti, fra cui i koreani, non volevano sottostare alla dipendenza tecnologica di cattivoni come panasonic o pioneer (lotta che ha messo in crisi entrambi i marchi, in particolare il secondo) 
Non parliamo poi del contender dell'epoca, gli OLED che averebbero portato, orrore!, a solo 6 aziende chi avrebbe prodotto i pannelli.

Vorrei far notare che oggi 4 marchi, non certo fair come matsushita, TCL CSOT, BOE e HKC controllano  oltre 70% della produzione mondiale di pannelli LCD.

Come dire: dalla padella alla brace. 

Del resto oggi, di fatto, il TV medio non e' certo un prodotto "medio" ma orribile. 

E' interessante notare che mentre per alcuni perfino i TV  sono un mercato con poco valore aggiunto, alcuni politici occidentali inneggiano all'uomo sudato che va di martello, come i nostrani grillini, la nostra sinistra e persino i sindacati: le lote per mantenere in italia le produzioni a bassissimo valore aggiunto, come i motori dei frigo (unico lavoro per chi, come il valditara, crede nel latino).
Forse l'idea e' cercare di competere con le provincie povere della cina reintroducendo, ovviamente, il carbone e magari riaprendo le miniere carbonifere.

lunedì, agosto 28, 2023

monitor

 


 

da poco piu' di un anno ho dovuto cambiare il mio poderoso monitor CRT mi-stupishi-nec con un monitor fotografico asus Pa278Qv.
Sapete che le cose che provo non le provo in 10 minuti, 18 mesi mi sembra un tempo equo, e adesso capirete le motivazioni...

 

Il perché ho scelto questo, non potendo vederli fuori dalla scatola accesi, e' stato banalmente per questi motivi:

1) i monitor 1080 e simili, siccome sono poco cool, costano dalla metà ad un decimo delle stesse identiche performance dei monitor 4k e il boom di questi ne ha abbassato i prezzi in maniera ridicola.
Giusto per avere un'idea questo e' costato 350E, un 4k con  quasi le stesse specifiche, poco meglio di corrispondenza colore,  era intorno ai 2200E. Questo, oltretutto, e' in linea con quello che racconto sul TV.

2) non volevo mettere li i soldi di un Eizo, ne ho provati, sono buoni, ma costano 15 volte il budget speso.
Magari il prossimo, facciamo un crowdfunding per comprarmi un eizo 32" da 5000E? :-)

3) non potendo provarlo dovevo fidarmi di qualcosa che non fosse lo youtuber che manco sa impugnare il fonometro che mostra con cotanta sicumera (avete presente mister G?).
Il monitor scelto e' misurato singolarmente per rientrare nelle specifiche dichiarate da un ente terzo rispetto al produttore.
Diciamo che mi ha de-ansnsiogenato un pochino, io quando compro sono sempre pieno di dubbi.

4) le specifiche sulla carta sono ottime per il prezzo e se deve essere LCD almeno che sia IPS.

5) 27" e' il minimo visto che con questa moda di farli bislunghi (16:9 e affini) se non sali di pollici rischi di avere un altezza inferiore al mio vecchio portatile da 17", abituato al 22" questo e' pochissimo piu' alto. Altrimenti se devi leggere qualcosa passi il tempo a scrollare o se devi ritoccare una foto verticale ti viene il cimurro.


Queste le considerazioni, condivisibili o meno, avrei preferito vederne dal vivo per scegliere, ma ormai i negozi sono un lontano ricordo... in italietta.

la prima cosa che ho visto quando ho portato via il pesante CRT, aveva la CPU che andava e veniva sganciando il verticale, oltre ad avere 60cm in meno di profondità (woah, ho la scrivania deserta!), e' che dopo MOLTI anni di funzionamento, forse oltre le 100Kh di uso,  era molto simile alla taratura REC pur avendolo tarato ad occhio.

La seconda e' "che razzo non ci sono piu' i neri!" (per la cronaca non e' una frase positivista di un etnicista felice della scomparsa di persone diversamente pigmentate).
Puoi fare quello che vuoi, ma gli LCD non sono i CRT.
I colori sono meno brillanti, piu' mosci, con meno sfumature. 

Sono 2 mondi diversi.

Per far vedere un bianco distante dal nero devono pestare duro sulla luminosità, altrimenti non riusciresti a vedere una gamma cromatica decente venendo compressa dal basso.
Questo vuol dire in soldoni che il monitor LCD per vedere la stesa "roba" deve "abbronzarti" e piu' e' scarso piu' deve abbronzarti.
In pratica quando vi parlano di NITS  a palate il sotto testo è: se son tanti potrebbe essere un monitor brutto brutto.

Cosi' torna utile una piccola utility fornita con il monitor, essa permette di avere una decina di preset.
"normale" dove ci cacciate dentro la taratura per usare il pc normalmente senza uccidere la retina (quello che usavate prima con il CRT, ma senza la gamma).
"sRGB" che se non siete stramboidi e' quello che usate per le foto
"REC 709" che se non siete stramboidi e' quello che usate per i video
"nome della follia" che e' la tarature bum che assomiglia alla lontana ai normali TV cinokoreani che vedete in circolazione dove una scritta chiara su sfondo nero (avete presente, no?) potrebbe bruciare un bastoncello e una schermata bianca cambiare il colore ai vostri capelli senza passare dal parrucchiere.
Ovviamente potete modificarli a piacere.
Non so se altri monitor hanno questi comodi preset visto che sui computer altrui mai mi e' capitato di vederli installati, ma su un LCD mi sembra un necessario.

Per andare al monitor non è malaccio, fa il suo dovere, lo trovo molto meglio di quello che racconta il prezzo e svernicia molto monitor dal prezzo doppio, ma per chi come me e' abituato bene ai CRT la parte bassa e' sempre, come dire, come la pasta a cui hanno dimenticato il sale.

Pero' il vantaggio e' che potete sistemare le foto anche quando la stanza e' molto illuminata (l'altro monitor non aveva preset del genere ma solo preset "sottostanti" ai kelvin) e si sarebbe dovuto passare tempo a smanettare duro.

Anche il supporto e' degno di nota, regolabile in altezza, angolo, tilt e ruota per permettere il pivottaggio. Anche questa e' qualcosa che con i 20Kg di CRT era praticamente impossibile.

Come bonus ha delle casse, fetide, ma comode e un hub USB3 a 4 porte incorporato.

Diciamo che onestamente e' impossibile chiedere di piu'.

Piacerebbe costruirgli delle palette per metterlo all'ombra, quelle in vendita su amazonia costano cifre ridicole o sembrano schifezze.

I monitor LCD  per me sono un interregno, salvo che continuino con sta cosa della luminosita' o sistemi colore abbastanza inutili e allora avremo roba sempre piu' strana.
Un po come la barzelletta:
-Mio marito mi ha chiesto eros e pathos.
Io gli ho dato l'aulin e il voltaren in quanto non mi fido dei generici.

 

menate dichiarate:
Panel Size (inch) : 27
Aspect Ratio : 16:9
Display Viewing Area (H x V) : 596.74 x 335.66 mm
Display Surface : Non-Glare
Panel Type : IPS
Viewing Angle (CR≧10, H/V) : 178°/ 178°
Pixel Pitch : 0.233mm
Resolution : 2560x1440
Color Space (sRGB) : 100%
Brightness (Typ.) : 350cd
Contrast Ratio (Typical) : 1200:1
Display Colors : 16.7M
LCD ZBD Warranty : Sì (3 anni)
Gamma Adjustment : Sì (supporto Gamma 1.8/2.0/2.2/2.4/2.6)
Color Temp. Selection : Yes(4 modes)
Color Adjustment : Regolazione su 6 assi (R,G,B,C,M,Y)
Color Accuracy : △E ≦ 2
HDCP : Yes
DisplayPort 1.2 x 1
Mini DisplayPort x 1
HDMI(v1.4) x 1
DVI x 1
Earphone Jack : Sì
PC Audio Input : Yes
USB Hub : 4x USB 3.2 Gen 1 Type-A
Power Consumption : 12.5 W
Power Saving Mode : <0.5W
Power Off Mode : 0W (interruttore fisico)


lunedì, maggio 01, 2023

stabilizzatore TV BN

 


 Chi e' grandicello ricorda da bimbetto che all'epoca in cui era diffuso il TV BN il tavolino aveva un ripiano, poi rimasto e regolarmente occupato da un centrino e un vasetto orripilante.

Quel ripiano regolarmente in vetro, perché faceva fine e in legno avrebbe dovuto essere enorme, era occupato da un oggetto particolare che per alcuni aveva funzione di  accendere il TV.


Venivano comprati per far durare di piu' le valvole ed equipaggiavo regolarmente i TV soprattutto dopo una prima riparazione (le TV erano tutto tranne che longeve).

Cosi' il consumatore comprava l'oggetto dal riparatore o in negozio.
Ogni tanto lo installava da solo... non collegandolo.

Chi li ha alzati sa che pesavano una martellata.

 

del resto e' tutto ferro e rame dentro.

si chiamano "stabilizzatori ferromagnetici di tensione a ferro saturo"
Per farla molto breve all'epoca vi era un trasformatore-separatore molto "tirato" che se aumentava la tensione il nucleo saturava (e infatti ronzava).
Ovviamente vi erano trucchetti come avere un nucleo risonate e spesso un condensatore.

Esistevano di varia qualita', da "molto costoso" (era un blocco di 8Kg di ferro e rame) passando da varie sfumature di grigio fino a "mattone con cavo passante".
Perché l'italiano edile e stronzo mai si smentisce nei secoli (il mattone era colpa dell'Europa cattiva o della Merkel?).

Fate conto che oggi che i trasformatori li avvolgono i robot, in pratica andate poco oltre del costo del rame, eppure quel coso costa ancora 450E, e si, alcuni lo usano ancora per usi particolari.

Del resto oggi l’elettronica e' gia' stabilizzata, ma all'epoca era un problema che poteva portare ad una oggettiva durata inferiore delle valvole. 

Come era ubiquo negli anni 70 di colpo scomparve, non prima di aver distrutto una buona dose di vetri.






lunedì, giugno 13, 2022

scritte glitter televisive 9-OLED


Potremmo intitolarla: si fa presto a chiamarlo OLED.

Negli anni 80 era chiaro che se volevi fare un display la via concettualmente più semplice era una matrice di LED e abbiamo visto che ne hanno fatti tanti appena fu disponibile il led blu.


Kodak capiva benissimo che non era possibile fare un array di LED discreti, che all'epoca erano pure grossini, e, forte de suoi immensi laboratori, aveva inventato una strada nuova.

Si erano trovati i primi materiali elettroluminescenti organici nel 1974, ma erano studi “tropp segrett” inglesi. Con il senno di poi l'UK avrebbe potuto riprendere la leadership negli schermi TV, ma nessuno aveva intenzione di pagare in UK per ricerche, nelle terre della regina stava arrivando una colossale crisi economica che poi portò alla cura della iron lady.

Ecco perché bisognerà attendere Ching Wan Tang e Steven Van Slyke della Eastman Kodak nel 1987.
Kodak, come tutte le marche serie, spende...va un sacco di soldi in ricerca e nel 1998 entrano in produzione equipaggiando le fotocamere dell'anno dopo. 


 


Sempre nel 1999, Kodak e Sanyo (un'altro grande) avevano stretto una partnership per display OLED e hanno prodotto nel 2002, un 15 pollici basato su OLED bianchi con filtri colorati.

Sony con un'altra join entra nel mercato 4 anni dopo.


 

In teoria la storia finirebbe qui, nei primi 2000 arrivano gli OLED (all'inizio il 15” costava 5000E, che poi non e' tanto lontano dai prezzi che 10 anni dopo ha un LCD con il 95% di sRGB), i plasma dominano insieme ai potenti CRT e chi cavolo li vuole gli LCD.

La realta', molte volte, prende pieghe inaspettate.
Non sono piu' gli anni 80 dove domina la tecnologia, non sono piu' gli anni dell'occidente dove si afferma chi porta innovazione.

La Cina e' entrata nel WTO e cerca di entrare nel mercato dei monitor facendo dumping con linee di produzione dismesse.
Nel frattempo la Corea vuole il suo fettone di torta e non avendo HiTech decide di scommettere sugli LCD su cui non scommettono altri (solo Sharp e pochi altri poco in grana) e puo' farlo sul prezzo.

Arriva una megatonnellata di LCD con un supporto megagalattico di marketing: perché il piano funzioni bisogna dire che le auto diesel hanno il doppio di coppia rispetto al dixan (alla fine e' sempre al stessa roba).
Gli investimenti nella pubblicià funzionano e le sigle glitter pure' con piselli.

Torniamo a kodak e ai suoi O-LED in bianco e nero colorati.
I vari colori degli O-LED essendo di composizione e forma differenti si degradano diversamente, anche perché hanno efficienze difformi e un emettitore bianco filtrato perde il 60% della luce, ma si degrada in maniera uniforme.

Gia', non solo le lampade dietro gli LCD si usurano.... o pensavate che un LCD di 10 anni fosse come nuovo?


 

Il problema per cui molte marche provano a fare O-LED con la broda elettroluminescente colorata e' una questione di efficienza.
Se spingo l'OLED attraverso un filtro devo pomparlo il triplo (stiamo sempre parlando a spanne) e questo portera' ad un usura quadratica rispetto all'emissione diretta. In piu' i consumi.
Insomma se gli altri pannelli consumano e/o si usurano almeno il TRIPLO del tuo fai un figurone.

Inoltre il colore bianco e' un brevetto di kodak che lo ha venduto a LG dopo averlo concesso a dei jap.
Samsung, per esempio, ha sbocconcellato Philips comprandosi... una lampadina.
Philips infatti pensava all'elettroluminescenza per fare le lampade per illuminazione innovativa come suo solito e, beh, non pensava agli schermi: i CRT andavano benone e poi aveva un sacco di alleanze per i nuovi display.

Questo per la cronaca e' il problema dei cellulari con gli OLED, se andate a vedere chi lo utilizza molto ti dira' che ha “colori laterali” o altre minxiate.
In realtà molti di quelli, anche per le ragioni viste (consumo), usano display Samsung che sono fatti con emissione diretta.
Per compensare i colori che cambiano il driver ha un contatore che in base a diversi parametri, come il tempo di accensione, spostano la temperatura colore dove si presume che debba andare.

Ovviamente chi fa un uso particolare del display e/o un uso intenso potrebbe non ricadere nella tabella che non e' lineare.

Non a caso molti aggiornamenti del FW portano con se nuove tabelle di correzione del difetto endemico.

Su un telefono che ha una risoluzione percepita intorno al 640*480 se hai dei pixel che sbambolano piu' di altri sui milioni che hai non se ne accorge nessuno. Dà un effetto strano, ma non cosi' tanto.

Te ne accorgi solo quando sono tanti e ci sono leggende di display che sono verdi, gialli o rosa che poi magicamente divengono “corretti” da un aggiornamento: fanno schifo ma la pesante dominante pesante e' minore.
Trovate un sacco di leggende su questi display samsung: marso, green...

La cosa divertente che la serie N di Nokia non ha questo problema (i top di gamma erano OLED kodak).


 

 

Questo problema si puo' far finta di niente per i cellulari che vengono visti in ambienti non controllati e hanno un esagerazione di pixel che aiuta a compensare, poi che sene se dopo qualche tempo virano, mica li usi per le foto o i film, no?
Ma su un TV da 70” in salotto... beh.. si vede. Che sia questo uno dei motivi dell'8K? Per aiutare gli oled strambi?

Comunque e' ovvia un enorme differenza fra OLED e OLED. Che fa un pochino ridere, vista la profusione di sigle coprenti assegnate agli LCD  precedenti per uccidere i LED, come minimo gli OLED si meriterebbero almeno 20 nomi diversi a secondo della tecnologia adottata.

Dobbiamo inoltre introdurre la curva di rendimento.
Un OLED al 100% ha un rendimento, al 50% un altro, al 20% un altro ancora. Soprattutto quelli diretti, ma anche quelli bianchi.
Voi direte: chissene se consuma un poco di piu' o dimeno?
Ci frega.
Perché cambiando il rendimento devo applicare una curva di correzione.... complessa e che cambia con l'eta'. Anche questo gia' visto con i cellulari.
Quando il display e' sul grigio, vira di colore. Sul grigio scuro altro viraggio.
Gia' sentita, no?
Una soluzione e' pilotarli come i plasma, sempre al 100% o allo 0% con dittering temporale. Ma questo vuol dire GPU, consumi e se lo fai in fretta e non fatto ben bene: artefatti lampeggianti.

Ovviamente sui cataloghi anche questo non e' un dato che viene divulgato se viene pilotato per frequenza o intensita'.


Questo per narrare solo un paio di differenza macroscopiche sulle decine di tipologie di OLED esistenti e perché ci sono tante leggende dietro o perché ci sono cosi' tanti modi di considerare gli OLED, che non sono ne nuovi come vogliono raccontare, ne perfetti.

Del resto oggi solo Kodak ha una tecnologia che era matura negli anni 90, che ha avuto comunque poco sviluppo perche' massacrata dalla concorrenza che spingeva perché non entrasse in commercio.

La questione potrebbe essere: perché non chiamiamo in aiuto i nostri amici fosfori che ci hanno seguito fino ad ora?
In realta' ci sono i PHOLED ma hanno un difetto: essendo organici decadono rapidamente e i colori hanno durate molto diverse, piu' degli OLED, con durate per il blu ridicole.

Probabilmente quando (se) si riuscira' a scavalcare questo problema avremo display con caratteristiche mai viste prima.

Infine ricordiamo che molti brevetti degli oled sono in mano ad una piccola azienda chiamata universal display (una nullita' di 300 persone rispetto ai player TV).
Mentre le grandi aziende si sono trovate di colpo a fermare la ricerca sugli OLED (panasonic, sony, kodak, philips...) per via del boom degli LCD spinti dal marketing, dalla Cina, dalla Corea e dalle scimmie che richiedevano cose impossibili (e inutili come il 4k) per altri display qualcuno ha iniziato a brevettare molto sugli OLED.
Per cui ora molti costruttori stanno cercando di arginare i pagamenti di questi brevetti, intanto la OLED (il loro segnalino di borsa) in borsa negli ultimi 10 anni ha fatto il 2000% in particolar modo negli ultimi 7.

Cominciamo a capire perché, sebbene in molti dicano che gli OLED siano i migliori, non si sono buttati tutti a fare OLED da 20 anni e anche ora, dopo 23 anni dal primo display venduto al pubblico esso fa fatica ad affermarsi: se il plasma era stato fermato con violenza perché era in mano ad una decina di produttori, nel mondo dell'OLED le cose sono persino piu' complicate con un incrocio di licenze complesso e una produzione che usa macchinari a sua volta brevettati e costruiti da pochissimi.

Solo che ora gli LCD stanno mostrando che dopo aver cacciato dentro montagne di danari per decenni non hanno mai superperfomato nessun display concorrente, se non per il basso prezzo di produzione... e ci sarebbe da chiedersi se questo non e' avvenuto per il numero di pezzi, per di piu' concentrato in pochi produttori, o effettivamente per un costo nettamente inferiore.
Certo un plasma costa di piu', ma siamo sicuri che 199E sia il prezzo giusto per un TV?

E siamo sicuri che 23 anni a cacciare soldi negli OLED, mettere quelle montagne di danaro nei plasma o nei LED non avrebbe dato risultai omologhi anche di costi?

Perché ricordiamo che fino al 2010 gli LCD erano tutto tranne che decenti.
Ci sono voluti 20 anni, una produzione di oltre 100.000.000.000 di pezzi, all'inizio con prezzi decisamente elevati (nonostante il costo basso), per poter arrivare a coprire sRGB per la fascia alta senza grossi problemi.

Se teniamo conto degli investimenti coinvolti gli OLED potranno solo crescere, solo che non e' conveniente per molti top player farlo e si limitano a trascinare.

Ricordate che i top5 che posseggono il 60% del mercato almeno?
Beh, uno solo si e' procurato i brevetti di kodak per tempo, un altro produce display inferiori e gli altri 3 non producono nulla.

Il piu' grande produttore di OLED per TV al mondo e' LG e nel 2010 sembra aver prodotto 6M di pezzi nel 2020 (la stima del mercato TV e' di 300M annui, quindi ogni 100 tv 3 sono OLED LG).

Il secondo produttore e' JOLED (Japan Display, Sony, Panasonic e INCJ) e stanno facendo una join con TCL che ha versato 20 miliardi di $ cash e altre concessioni perché mancano i soldi (chi compra un ottimo panasonic quando puo' comprare una porcheria cinese che non investe nel futuro?). E intanto TCL dopo aver spinto gli LCD avrà accesso alla ricerca di panasonic&c.

Per la cronaca secondo accordi pare che nel 2022 LG fornira' gli OLED anche a Samsung, 4M di pezzi per la gamma alta, segno evidente che aver ucciso il plasma per avere il dominio del settore non e' stato furbissimo a lungo termine, ma tanto non se accorgera' nessuno.

Come si vede l'evoluzione di un settore non e' più dominata dalla tecnologia da decenni.
Le aziende propongono quello che hanno, ma se la scimmia vuole “cose” e non vuole comprare da aziende serie che fanno ricerche le migliori tecnologie vengono messe in frigo per ventenni e prospera chi non fa ricerca paralizzando il settore.
L'OLED era pronto per essere venduto nel 2006 come alternativa al plasma nei TV di media dimensione.
Perché si diffonda, invece, ci vorranno almeno altri 10 anni.

Se ci pensiamo veramente negli ultimi 20 anni l'unica cosa che e' stata stupefacente nei TV e' stata la discesa di prezzo, spesso agevolata dalla produzione in paesi come la Cina.
Oltre al prezzo non e' che ci sia stata questa grande differenza da strapparsi i capelli nel prodotto TV.

Forse cominciare a comprare da aziende piu' serie?

Ops, sono tutte fallite o con quote ridicole.

Come si fa ora?

 

lunedì, giugno 06, 2022

scritte glitter televisive 8-MicroLED

 


i service sono anni che hanno questi schermi LED in catalogo, forse 20. Se prendiamo quelli in rosso-nero parliamo di 30 anni.
Precedentemente si facevano con le lampadine ad incandescenza, si proprio normali lampadine ad incandescenza, ma non si usavano per le immagini in movimento complesse.

un disastro.

La cosa cambio' con Mitsubishi, uno dei soliti che fanno cose nuove, che fecero i videowall nel 1980 degli stadi da baseball da decine di metri con i CRT. 

Si i soliti CRT, Stupiti?

il trucco era che ogni CRT era un pixel, assemblati in moduli da 4 pixel e da 3*3" (7.65mm)

 

assomiglia un pochino ai plasma non trovate?

anche sony si lancio' nella cosa  5 anni dopo.
Bello grande il CRT, non trovate?


A titolo di informazione il 100Hz e' nato per questo tipo di "TV".
Uno schermo cosi' grande che scansiona per decine di metri e viene spesso visto con la coda dell'occhio (piu' veloce, come detto nel libro) perché stai guardando in campo, beh, la scansione la si intravede.
Allora nacque la soluzione di portare ad un raddoppio di scansione (100/120Hz) lo schermo.
Come vedete molto utile per chi si mette a casa schermi da 1.000" e oltre, meno per chi non supera neppure i 100" da pezzenti.

Ovviamente quando fu disponibile il LED blu fu una buona cosa non portarsi in giro 1KV per tutto il TV e ovviamente e' un passo in avanti.
Non e' che i LED siano sempre peggio come qualcuno che mi legge ebbe a dire, semplicemente per alcuni usi e' meglio, per altri peggio.
In questo caso gli enormi CRT pesanti tonnellate e alimentati da KV si possono relegare al passato senza nostalgie qualitative.

Una volta questi TV erano chiamati TV LED o  LEDwall, in genere componibili a blocchi.
Con tutti i nomi esistenti con dentro LED nel nome questo almeno è “vero” e' un TV LED.
Ti voglio vedere il cliente scimmia se non scambia il miniLED da microLED, immagino che il mini sia stato chiamato cosi' per ingenerare confusione, del tipo "non siamo capaci di fare i TV LED vediamo di fare confusione"

E' quindi un TV che esiste da tempo, si usava principalmente per il wall degli stadi, sulle facciate delle case, mentre per i TV da appartamento, tranne qualche prototipo nei primi anni 2000, risultava troppo costoso.
Il motivo era semplice, i LED al silicio, che poi sono molto simili a quelli usati per l'illuminazione, vanno montati singolarmente e quando devi montarne 2/6 milioni per un FullHd o peggio per l'inutile 4k 8/24milioni anche se sono solo 3mm il minimo che ti viene fuori sono 6m di roba e per il 4k... beh... una bella sleppa.

Capiamo che 24metri di TV, anche se sei un amante del 4k, che invocherebbe misure simili, non e' proprio proprio la misura piu' semplice da piazzare in casa.
Alzi la mano chi ha 24m di parete in casa.

La possibilità di avere TV di dimensione casalinga passa necessariamente dalla possibilità di avere LED di dimensioni ridotte, se vogliamo un pannello di dimensioni accettabili, diciamo sotto i 150cm. Non tutti hanno la possibilita' di avere lo spazio per un 3-400”.

Cosi' nascono i nomignoli microLED e crystalLED che chiamarli LED e basta con tutti i casini precedenti non era più possibile, e mi viene l'orticaria a pensare a come li chiameranno a breve.
Ovviamente siccome non esistono per davvero versioni da casa di questa roba come verranno usati (con fosfori, QD, diffusori o nativi) aprirà una serie di porte.

Pero' alcune aziende da almeno 6 anni ci stanno dicendo che usciranno entro un anno, probabilmente devono solo decidere il nome, che quelli odierni non sono abbastanza ridicoli e ci vuole tempo per scadere nel ridicolo ma che ad una scimmia sembri cool.
Oppure,semplicemente, non sapendo fare altri LED... Stanno solo dicendo comprate i miei LCD che il meglio io lo so fare, solo che non ne vale la pena e quando arrivo ormai sarà un prodotto atteso.

Il ritardo forse e' anche per i soliti motivi: crisi del chip, pandemia, guerra eccetera.


 

lunedì, maggio 30, 2022

scritte glitter televisive 7-miniled

 



Il televisore miniLED e' un altro TV che non ha niente a che fare con i TV LED.
E già fa ridere.
Anche questo e' il solito banale ed economico LCD retroilluminato da lampadine LED.


Ma LED e' la parola cool del momento e bisogna infilarla dentro a tutti i costi in primissimo piano.
Abbiamo visto nelle puntate precedenti del libro e del b-log che uno dei (tanti) problemi degli LCD è che hanno un gamma corto, in italiano poche sfumature. 


Soprattutto se usiamo pannelli economici.


Un pannello LCD di razza ha un rapporto 5000:1, ovvero fra la luce e il buio la differenza è 5000volte.
Giusto a confronto i vecchi CRT e i Plasma erano su livelli milionari.
Alcuni schermi cinokoreani di TV non vanno oltre i 1000:1, nonostante siano pieni di scritte glitter molto cool.

Per ovviare a questo problema e contemporaneamente abbassare i grandi consumi i costruttori hanno inventato quello che io chiamo “lo scostamento della coperta”.


 


La coperta e' corta e spostandola puoi decidere se coprire la testa (le alte luci) o i piedi (le basse luci).
Questo meccanismo viene messo in opera modulando la retroilluminazione
Ovviamente se sullo schermo sono presenti immagini molto contrastate, come un pino sulla neve,  sei fregato.
La parolaccia glitter era dimming e come tutte le soluzioni riparatorie in stile "raddrizziamo le banane" ha dei pro, ma anche dei pesanti contro, soprattutto se si esagera.

La “soluzione” inizialmente è stata di dividere in pezzi la coperta.
Prima 2, poi 4, 10 e poi 20 pezzi.
Se il pino cadeva in una certa zona dello schermo quella veniva illuminata un pochino meno, non potevi certo fare un gradinone.
Questa coperta tagliata che lasciava scoperta la pancia, ma copriva piedi, mani e petto, si chiamava local dimming (ovviamente con tutte le declinazioni stupide delle aziende peggiori).

Così nel cercare di migliorare questa roba, che se recupera il 10% e' ottima, ma se recupera il 100000% del contrasto è pessima, hanno cominciato a fare 4,10 20, 30, 50, 100 zone.
La nuova parolaccia si chiamava spesso similmente a  full array local dimming. 

 

 Qualcuno potrebbe affermare che la luna ha un alone, ma in realtà si può raccontarla che la maggior parte dello schermo è riuscito ad essere nero.
Io preferisco uno schermo che non riesce ad arrivare al nero piuttosto che avere delle chiazze, ma sarò strano io

 Il problema e' che il nostro albero in mezzo alla neve se lo fai vedere bene, e' circondato dalle nebbie di Mordor, ancora una volta è buono quando recuperi poco, ma quando e' tanto e' pessimo e alla fine se puoi spegnere l'orpello la visione è più piacevole.


Ma l'aumento di zone non si ferma mai, ormai gli zeri si sprecano, come fai a dire che hai piu' di 50 zone come fa la concorrenza, magari addirittura 1000?
Ad un certo pinto potrebbero cominciare a sospettare che li stai prendendo per il rame se usi una scritta come:
Megafull hype-r-zone superarray smallzone verypowerfulldimming.
E poi una scritta cosi' lunga dove la incolli sul prodotto?
E' difficile per la scimmia ricordarla, gia' con quelle attuali quando aprono la bocca storpiandole non e' facile stare seri, ma il latinista medio potrebbe pronuciarla "faffifull itto superzone faffaffuffo" tutto impettito.

Del reso il 50% di quelli che compravano lo star tac entravano convinti di comprare proprio quello chiedendo lo
star trek (il 50%),
star track
tric trac...
Solo un 10% chiamava quel povero telefono con il suo nome.

La cosa assurda, piu' di capire che mai devi pronunciare "star-tac" con queste scimmie durante la vendita (miiii ci ha l'imitazione!) e' che alcune contestavano pure la scritta sulla scatola: non e' il famoso telefono italiano che ci invidia il mondo!
Per il 90% delle scimmie motorola e' un'azienda italica.

Pero' il problema e' che tu, azienda, devi descrivere di avere piu' "cosi" della concorrenza

Perché di piu' e' SEMPRE meglio, no?

Ovviamente è meglio che usi la parola LED, del resto LED sta diventando come ECO e GREEN, sinonimo di fregatura avendo grip.
Quando metti 1000 LED per illuminare un piccolo TV da 30” questi devono essere molto piccoli (ma che scoperta!) e non sono certo i COB da faretto da 10x10Cm.
Così ecco il nuovo nome, miniLED.

Ovviamente un miniled, essendo un banale LCD, può essere o meno IPS, può essere o meno QD, può essere o meno...eccetera eccetera.


In pratica miniLED vuol dire che hai il local dimming a piu' di 400 zone, in pratica la coperta a coriandoli che metti dove hai piu' freddo, ma il pino continua ad avere un brutto alone se esageri...
e i marchi odierni, di poca sostanza...

 ma non preoccupatevi, non e' ancora finita...


lunedì, maggio 23, 2022

scritte glitter 6-LED-qualcosa

 


 

ricapitoliamo, dopo aver capito le basi, alcuni dei nomi.

QLED
E' solo il nome dei “fosfori un po piu' fighi” in maniera che significa, a mio parere...
“noi non sappiamo fare i LED e così sembra che anche noi vi diamo dei TV LED e non degli TV LCD come stiamo facendo”.
Un brutto nome per generare confusione.
Ricorda "TV LED" per vendere i TV LCD?
Chiamare le cose con il loro nome MAI, come quando chiamano i furgonetti da poco SUV per farle sembrare migliori.

Spectros
Siccome i nostri quantum dot sono piu' cool, hanno fatto la piega da Sciampierre (il visagista delle dive), dobbiamo avere un nome piu' cool.
Chiamare le cose con il loro nome MAI, come quando chiamano il camioncino da villico ignorante SUV.
 

Triluminus.
Come era la storia, diamo a Cesare...
Anche se non ci sono certezze (MAGIA)

NanoCell
Perché la vergogna non è misurabile, allora si può scendere negli abissi della porcheria: nel sito italiano dopo 2 pagine a parlare di stupefacenti termini fra cui nanocellule (nanoché?) e porcherie varie manco si capisce che caspita siano.
Ricorda la Provitamina V o il nome osceno dello yogurto?


Ve lo posso dire io, tutti questi nomi osceni sono i soliti quantum dot ovvero i soliti fosfori.
Notate anche che per risparmiare alcuni TV LCD hanno i QD solo con 2 fosfori e il terzo colore è il viola esfiltrato dai LED.
Quindi neppure la tecnologia per intero.

 Penso che chiamerò le scarpe "calunitres", i calzini "sacchiponetivos" e i pantaloni "zettoLED".
Vado a fare compere.
Pensate che la commessa del negozio dove sto per andare capirà cosa darmi?
No?
Pesate che si incazza se gli chiedo degli zettoLED del 50 con insistenza anche quando non riuscirà a capire cosa intendo dire?
Che strano, eppure suonano fighissimi.

Io sarei per boicottare chi usa nomi del genere.

Ma non e' finita....

lunedì, maggio 16, 2022

scritte glitter televisive 5-quantum

 


ora che abbiamo visto le cose di base andiamo sulle etichette glitter recenti.


Cosa si intende per quantum dot?

Il quantum dot è... un fosforo (tanto per cambiare... di nuovo) e, nel 90% dei casi e' un LED blu che illumina un fosforo usato per retroilluminazione di un LCD.

Dove sta la novità?
Il dubbio viene giustamente
, visto che il 90% degli LCD e' fatto cosi' da 10 anni.
Avete ragione, e' la stessa cosa di quella. Quasi...

Facciamo un po di... luce

Si... e' il capitolo dei puntini di sospensione...

Vediamo di nuovo come funziona un LCD.

Parte la luce bianca dalla fonte e una volta incontrava una volta un diffusore che si pappava il 20% della luce.
Certo oggi mettendo una luce piu' diretta e brutale si e' recuperata molta dell'energia, ma come detto e' una retroilluminazione brutale  e comunque si beve un 5-10%.

abbiamo il 90%

Al secondo step (in realtà in molti TV sono 2 o e' dopo, ma non cambia molto) la vostra luce bianca incontra un polarizzatore e vi siete pappati il 50% della luce.

abbiamo il 45%

Il 66% della luce, in linea teorica e utopica, viene pappato di filtri colore.
Non dimentichiamo che nel momento che noi vediamo un punto bianco stiamo vedendo 3 punti colorati in cui ognuno di loro sta fermando il 66% della luce e facendo passare il 33% del suo colore (di media, ovviamente) e dovrebbe fermare il 66% dei colori antagonisti.

Abbiamo il  15%

Quello che non è chiaro nei raccontini dei cataloghi è che un filtro non ha una risposta come un grafico che mostra un onda quadra:
arriva il “rosso” è ON, non e' “rosso” è OFF.

i passa banda, siano essi ottici o elettronici, nella realtà hanno una campana non ripidissima, poi ci sarebbero i dicroici dei proiettori, ma sarebbe un altro discorso.


 


La realtà è ancora meno perfetta, e' una campana non con al centro la lunghezza d'onda desiderata. Se la retroilluminazione e' abbastanza buona i margini della campana si mangiano un altro 20% e la distanza fra le campane un altro 5-10%.
In piu' se la luce bianca e' fatta solo da una coppia di fosfori, o fosfori non tosti, sul leddino potrebbero non essere perfettamente centrati sui filtri colore del pannello mangiandosi un altro 5-10%.

Provate ad immaginare di dover prelevare il colore verde con una campana da questa roba (una lampadina LED molto economica da soli 8E per esagerare un pochino), quanto e' lo spreco?
E il rosso?

Se ricordate assomiglia ad un problema della dimensione del pixel dei disegnini dei sensori fotografici e del pixel vero “vero” e che punisce molto più duramente i “troppi pixel” e i sensori piccoli (e in caso di entrambi come sui celli la realtà e' molto più hard del disegnino colorato).


In pratica un LCD recente ha una sorgente di luce (che consuma) a cui detraiamo il 10+50+66+40% di luce. Si avete capito, ben oltre il 90% della luce finisce nel cesso (o in calore se non siete scurrili).
Contemporaneamente avete capito perché per fare piu' luce i colori sono peggiori, peggio sono piu' roba passa.

 

Quello  che cambia con i QD e' lo spettro piu' stretto, praticamente come quello delle lampade a sodio.

 


 fosfori normali da illuminazione


Fosfori QD, come vedete di fatto identici, cambia la chimica e la distribuzione colore risultante, permettendo su alcuni schermi un cambio della retro da LED con fosfori a led con fosfori Quantum Dot senza neppure cambiare la linea di produzione. In pratica cambiando il modello della lampadina.

Se poi mettessimo un foglio  faremo a meno di parte anche delle strutture di diffusione/concentrazione. Se ci va male abbiamo gia' recuperato un 5% e un'immagine migliore, se ci va bene un 10%.


I quantum dot sono fosfori “precisi”: hanno la caratteristica di risuonare a livello quantico (da cui il nome) per una frequenza ben precisa più stretta della campana dei filtri e possiamo decidere che sia perfettamente centrata su quella dei filtri colorati... e ci pappiamo un altro 25% almeno di rendimento.


 

In piu' i QD sono un po piu' efficienti dei normali fosfori degli anni 40.

In pratica siamo passati da un efficienza del 10% ad una del 15-25% almeno, il 50-120% in piu'.
Converrete che non è poco.
In momenti in cui il consumatore cerca anche il nit fra le scritte glitter e' molto cool e permette consumi minori, uno dei problemi degli LCD, il consumo.

Insomma un LCD migliorato.

Inoltre, alla presentazione del QD era stata fatta una promessa poi non mantenuta ancora, il QD DAVANTI e non DIETRO allo sfigato LCD.

L'idea di base è questa: uno dei problemi degli LCD e' che emette luce per trasparenza.

In piu' gli LCD, anche TFT-TN-IPS, pur migliorando molto non si vedono bene di lato e/o se siete “vicini” e gli IPS costano un casino se sono buoni, i brevetti si pagano.
La pensata e' questa:
Prendiamo un LCD, priviamolo dei filtri di plastica colorata, usiamo anche un economico LCD-TFT-TN e davanti gli mettiamo un foglio di... fosfori.
Si, sempre i soliti cavolo di fosfori.

BUM!

Prestazioni migliorate di molto e costi quasi da povero LCD sfiga.
Ma in commercio non e' ancora arrivato, del resto l'etichetta glitter è identica sia per la versione basica che per la versione top della cosa.

Verrebbe anche da chiedersi come sarebbe un plasma aggiornato con i QD.

Ricapitolando: con QUANTUM DOT si intende per il momento (2022) solo
“fosfori un po piu' fighi che consumano meno”.

Come è il TV o che uso ne fanno... beh dipende quale TV... e oggi trovare un qualcosa che non sia una scritta glitter urlata senza senso perché isolata dal contesto, come appunto quantum dot, nei pessimi cataloghi di aziende non serissime e' particolarmente difficile.

Pensate che ci sono TV LCD con la scritta roboante appiccicata in grande ma non sono neppure IPS.
Come dire, immagine pessima, ma molto luminosa.

Forse per il consumatore è meglio smettere di pensare che X (tecnologia a caso bellissima) sia una cosa vantaggiosa possederla se poi ti ritrovi con un televisore da poco.


lunedì, maggio 09, 2022

scritte glitter televisive 4-LCD

 

 


 


Gli LCD sono gli schermi piu' diffusi al mondo dal 2010, in occidente dal 2005.

Sostanzialmente oggi sono IL TV.

Il concetto generale e' che esistono dei composti, detti cristalli liquidi, che permettono di polarizzare la luce.
Questa polarizzazione può variare d'angolo perché il composto può venir allineato sottoponendolo a tensione.


 

Ricordiamo che due polarizzatori incrociati fanno passare poca luce, se li allineiamo fanno passare quasi il 50% di luce.

L'idea per farne un display e' antica ma era un problema  la questione velocistica, del resto i primi schermi LCD-TN che giugavano sui PC e non sui TV se muovevi il mouse non si muoveva, svaniva.

Ne esistono quindi varie sotto-versioni che sono maturate con immensi investimenti produttivi per, alla fine, raddrizzare le banane.

La prima e' la TN, quella classica.
Per uso TV e' inadatto sebbene i primi erano così: lentissimi, alcuni ci mettevano 0,4s a cambiare un frame, e con un allineamento non precisissimo, che si traduce in un immagine ridicola a chiazze. In pratica sono piu' che altro monitor cinesi dumpizzati e piccoli tv della stessa origine.

La seconda iterazione e' stata aggiungere un transistor per pixel per aumentare la velocita' di commutazione, cosi' nasce il LCD-TFT-TN.
Sebbene ancora inadatto per l'uso TV, le marche cino-korea ne hanno vendute a tonnellate e purtroppo ancora oggi ne girano ancora molti, purtroppo e non sempre fra i piu' economici.
Molto amati dai gamer che sono giovani ed inesperti.

Poi venne applicato un diverso schema di costruzione, inventato alla fine dei 90, e abbiamo gli LCD-TN-TFT-IPS.

Finalmente abbiamo un LCD che non cambia colore fra bordo e centro ed è anche migliore di gamma perché più controllabile.

Ovviamente i brevetti per fare gli IPS sono costosi e ci sono vari escamotage (es VA) che si avvicinano come risultati.

Negli ultimi 25 anni gli LCD hanno dominato il mercato in virtù del fatto di essere facili da costruire, hanno il vantaggio di poter scalare di numero di pixel senza incrementi di costo sostanziale (per accontentare le scimmie del “di più”) e questo ha permesso immani investimenti a fronte di vendite di centinaia di milioni di pezzi annuali.

Gli LCD sono schermi che producono un immagine per trasparenza ed allineamento.

Questo vuol dire che la luce arriva da una fonte posteriore, in precedenza quasi sempre una lampada FL. Sempre li caschiamo.
Ci sono casi di TV LCD con retroilluminazione da lampade ad incandescenza e luce solare.

Oggi, per una questione di velocità di dimming, trasporto e costi gli LCD sono da un decennio nel 90% dei casi retroilluminati da LED di varia natura, spesso un classico LED blu-violetto che eccita una superficie fatta da... fosfori in terna per produrre luce bianca.


 Certo la leggenda dice che i LED sono colorati per nascita... ma non sono così efficienti come  racconta la vulgata e il modo più efficace è farli funzionare dove pompano di più e poi convertire quell’energia nel colore desiderato attraverso i fosfori.
Di fatto replicando le lampade fluorescenti.
Tutto torna.
Ancora.

La retroilluminazione puo' essere diffusa o concentrata.
Quella diffusa da un migliore corrispondenza colore, un minor affaticamento, una migliore immagine in generale. Però ha costi, spessori e consumi leggermente maggiori.

Quella concentrata ha un'immagine più aggressiva e consuma e costa meno. In piu' in negozio ha piu' effetto WoW.

I problemi comunque che gravano sugli LCD è che rimangono lenti, l'allineamento essendo un processo fisico non è istantaneo, e che fra il bianco (50%) e il nero (circa 0,05%) e' evidente che non esiste il nero anche se parliamo di un pannello BN utopico.
Adesso avete capito perché un LCD, anche che che sia un LCD-TN-TFT-IPS è praticamente improbabile attualmente che vada oltre un contrasto di 5000:1 anche con i pannelli migliori delle marche migliori.
Quando lo fa lo fa con il trucco, beh, sono errori grossi se lo porti come i TV “grande etichetta” a 1.000.000:1.
E' un pochino come la compressione, un pochino va bene, una fettazza ancora puo' funzionare, ma se la variazione di luce e' fatta piu' dalla retro che dal display forse e' il caso di evitare il display, no?

Infine i consumi, per farli luminosi ormai si sbattono dentro watt a palate, spesso, con le nuove normative, neppure ben rappresentati dalle etichette.
Un LCD non e' trasparente, ricordiamo,  perde il oltre il 90% della luce prodotta dalle lampade.

Per la cronaca trasformare un LCD in lampada e' una cosa molto interessante, se ne avete uno da buttare.

I vantaggi degli LCD si riassumono in
tutti li sanno costruire
spesso costano poco
sono leggeri
possono essere MOLTO luminosi
e se sono di fascia alta possono avere un immagine statica decente.

lunedì, maggio 02, 2022

scritte glitter televisive 3 PLASMA

 

 



Il plasma, se possiamo dirla facile (inutile parlare di qualcosa di così odiato dal consumatore), è un enorme campo di lampade fluorescenti incredibilmente piccole che eccitano i soliti fosfori.

Gia' la luce, e l'immagine, dipendono sempre dai maledetti fosfori.

Ovviamente abbiamo la fregatura: queste lampade non si possono regolare, possono essere solo accese o spente.
Per fare una via di mezzo devano essere accese e spente tanto velocemente da far credere all'occhio di essere accese a meta', tanto l'occhio è molto lento e se io vado a 1000-1500FPS la lentezza dell'occhio mi fa credere di vedere le sfumature.... che non ci sono.
Inoltre scaldano e non e' facile raffreddarle, da qui dei limiti di luminosità

Quindi, in pratica, per l'utente, il plasma e' un CRT spesso 5cm, con lo svantaggio che ha una sola definizione perché gli emettitori sono fisici e immutabili.

Il vero problema del plasma, per il quale e' stato osteggiato, è che è una tecnologia complessa e questo non solo ne faceva un TV che veniva prodotto solo da 7-8 aziende al mondo (ma venduto da un migliaio di marchi), ma 6 di quelle erano giapponesi e 2 koreane che, diciamocelo, non erano certo paragonabili ai top.

In pratica il problema era che erano un po più costosi non essendo prodotti da cinesi, necessitando anche di elettronica molto veloce (costosa ai tempi) e chi non produceva doveva comprarlo altrove subendo il produttore giapponese.
Un po quello che succedeva negli anni 70-80 con i cinescopi: chi aveva accesso ai migliori, o pagava salato, era in vantaggio netto.
Chi non aveva accesso al sugo era una marchetta come tante, non certo qualcosa di cui preoccuparsi.

Ma non era certo l'epoca dei 70 dove i piccoli erano piccoli finanziariamente e i plasma subirono tutta una serie di attacchi dalle marchette, comprese quelle di certe multinazionali del green bustarellate e la diffusione di leggende metropolitane come la ricarica del gas con una fantomatica pompa.
Ancora oggi un plasma nuovo, tirato fuori dalla scatola, probabilmente svernicerebbe il 90% della produzione attuale, posso solo immaginare se anziché essersi fermato ai kuro del 2008 si fosse lasciato evolvere visto che nel frattempo sono nate molte tecnologie applicabili e molte non arrivarono per economia di scala.

Il fatto di essere ad illuminazione diretta permette di vederlo bene sia da “vicino” che angolato.
Il fatto di essere veloce non fa gli strafalcioni che oggi vediamo ancora
Il fatto di avere un alimentazione dell'illuminazione permette il nero e un contrasto milionario.

 

 

giovedì, aprile 28, 2022

scritte glitter televisive 2-CRT

 



Sebbene reso obsoleto dal mercato il CRT (cinescopio) rappresenta il culmine di un avventura durata ben piu' di mezzo secolo la cui evoluzione e' stata fermata nella metà degli anni 90.
Curiosamente alcune delle tecnologie dei CRT sono apparse, spalmate, nel ventennio successivo dal suo improvviso declino iniziato intorno al 2004.
Ne parlo come preparazione al resto, visto che oggi è fuori produzione.




Il cinescopio è un sistema per cui un flusso di elettroni, generati da un cannone elettronico, focalizzato da una lente elettrostatica, deflesso (indirizzato) magneticamente e/o elettrostaticamente dall'elettronica, eccita un letto di fosfori con velocità pressoché istantanea.

In pratica: una macchina immateriale con lenti magnetiche ed elettrostatiche.

I colori RGB sono dati dal fatto che il letto di fosfori è fatto da terne che, quando eccitati dalla “cannonata”, emettono il colore necessario

Per via che il “pennello” che disegna le immagini non è “fisico” ma e' un indirizzamento elettronico il CRT non ha una risoluzione, ma dei limiti di vario tipo che non analizzeremo per i soliti motivi: è morto.

Un CRT può cambiare la risoluzione e passare da 576, 720, 768, 1080 senza grossi problemi, mentre un pannello se e' 1080 sarà solo ed esclusivamente 1080 e non potrà vedere correttamente un DVD 576 (il famoso detto dell'ignorante “la HD si vede meglio” perché? perché io la vedo così).

Ovviamente ci sono prezzi da pagare, per esempio la dimensione enorme, ma anche la luminosità massima degli schermi, l'energia portata dal pennello “eccitante” non può essere enorme per molti motivi, gli schermi 8” dei VPR, per es, erano raffreddati a liquido.


 

Quindi il CRT è uno schermo che ha un'immagine a creata direttamente e con qualità altissima. Certo che ha i suoi limiti e problemi, ma ad oggi appare ancora come una macchina fantastica.

Purtroppo è enorme, soprattutto per dimensioni e peso oltre i 45” (sarà una macchina immateriale, ma deve funzionare nel vuoto) dove diventa un affare ingestibile in una casa normale e per schermi sotto i 20” ha un consumo via via più elevato percentualmente più diventa piccolo.
Per questo si usavano i CRT da proiezione costruendo i retroproiettori oltre i 42"

Inutile andare sullo specifico.

E' importante notare però, ancora una volta i vantaggi e perché molte cose successive saranno quasi sempre imitazioni di alcune cose del CRT, come i fosfori che torneranno sempre.

Il fatto di essere ad illuminazione diretta permette di vederlo bene sia da “vicino” che angolato.
Il fatto di essere veloce non fa gli strafalcioni che oggi vediamo ancora su schermi spacciati per TOP.
Il fatto di avere un alimentazione dell'illuminazione permette il nero e un contrasto milionario (HDR?).
Il fatto di cambiare frequenza e definizione permette di vedere un 576 a 50Hz, un 1024 a 80Hz o un 480 a 200Hz sullo stesso schermo senza problemi è nella natura delle cose. 

 


 

lunedì, aprile 25, 2022

scritte glitter televisive 1

 


Come dicevo nel libro, la tecnologia del display non e' molto importante ma e' importante il risultato.
Però con queste sigle ci hanno rotto le scatole.

Certo, un plasma kuro confrontato con un LCD TFT-TN puro da gamer e' difficile che faccia pena, ma è altrettanto ovvio che se ho a bordo un alimentatore traballante o una GPU insufficiente posso avere tutta la roba del mondo come tecnologia del display, ma, alla fine, ci saranno problemi.
Inutile avere il motore di una camaro se poi e' montato sul telaio di una panda 30, almeno se parliamo di prestazioni.
Certo se compro un Pioneer e' difficile che faccia storditaggini, ma se compro un prodotto di marchi meno attenti tutto e' possibile.
E oggi i prodotti di marca, quelli che volevano mantenere un alture di serietà, sono scomparsi o sono nelle retrovie costretti dal consumatore a comportarsi il più possibile come un cinese.

Avete visto di recente prodotti di marca nel settore AV?

I grandi produttori di TV al mondo oggi sono produttori che nel migliore dei casi 20 anni fa erano considerati barzellette di cui non preoccuparsi, nel medio non facevano televisori, e una bella fetta non esistevano neppure: aziende apparse dal nulla e immediatamente nei top.

Oggi infatti, anche nei top 5 che si alternano spesso i posti fra il 2do e il 5to posto,
abbiamo l'importatore alimentare Samsung (da sola il 25% del mercato mondiale, nel 2000 era comprato da quelli che non potevano permettersi il mivar)
TCL (inizia a fare incerti TV nel 2002 10% circa del mercato globale)
Goldstar (LG con un altro 10% circa)
HiSense (un ENORME conglomerato statale come la nostra piccola REL, stabilizzato nel 94, vi lascio la storia a voi)
Xiaomi (nata nel 2010, il primo TV nel 2014).
Queste 5 società rappresentano oltre il 60% del mercato, di fatto IL mercato.

Capiamoci, io trovo simpatica Xiaomi (idem  altri marchi, e' solo per esemplificare), ho comprato anche dei prodotti, ma non mi pare che si possa definire "fonte di tecnologia" in qualsivoglia maniera: è un mero assemblatore di fascia bassa.

A memoria, quindi mi potrei sbagliare, nessuna di queste ha prodotto novità, al massimo elaborazioni di tecnologie esistenti, acquisto di brevetti o acquisizioni di aziende che hanno fatto innovazione.
Dal 5to al 15mo posto, tranne eccezioni (che ovviamente seguono il flusso non introducendo novità), continuiamo a non avere eccellenze.

E' il motivo per cui non abbiamo un cambio di passo da 20 anni.
Quello che esiste OGGI sul mercato e' quello che esisteva nel 1998.
Mai successo prima.

Certo i pannelli LCD in 20 anni sono piano piano passati da inguardabili a sufficienti, ma se osserviamo bene le tecnologie di base adottate per fare questa lenta marcia non arrivano da queste 5 aziende, ma da gente, come Hitachi (IPS, per es), Sharp, Panasonic, philips eccetera che sono bizzarramente mal considerate dal pubblico.

Purtroppo il mercato sta perdendo serietà e se non funzionano bene, non uccidono nessuno, si vedono solo strani e le cose si fanno più ridicole come quei TV 4K con Quantum Dot, HDR, SMART e dal prezzo non basilare che manco sono IPS. A quel punto era meglio un TV 576 da poco senza nessuna di quelle cose ma IPS.

Ecco perché non sempre un TV con cose “più meglio” è necessariamente meglio.

Ultimamente è persino diventato uno sproloquio senza senso: quando trovi la sigla glitter è sinonimo non di miglioria, ma di fregatura.

Forse è necessario almeno dare un idea del significato dei vari termini come O-LED, PincoLED, priffo-quantum-slurp o svaccatorXV-LED 10+ e simili, ormai la china che stiamo prendendo è questa: nomi assurdi senza senso per la maggior parte delle persone.

 

Dare un significato a tutte questi nomignoli da etichetta partendo prima da un paio di cosucce.... e con queste cosucce e vedrete che e' ancore più inutile sapere cosa e' una sigla. Come ho sempre affermato.

La prima e' il funzionamento dei fosfori, vedrete che permea tutta la produzione dal 1940 ad oggi.

 


 

I fosfori sono generalmente sotto forma di polvere e l'applicazione più comune sono i tubi fluorescenti, quelli che l'italiano, quando molto ignorante, confonde con i Neon (per la cronaca e' solo una cosa italiana, vai a capire perché) che sono una cosa completamente diversa.

 

In pratica la FLUORESCENZA e' la capacita' di un composto, una volta eccitato, di emettere luce su di una lunghezza d'onda diversa.

Nelle lampade fluorescenti (e nei LED da illuminazione) un emettitore di luce nell'ultravioletto eccita una superficie che poi emetterà luce con grandissima efficienza e qualità... e del colore che vogliamo.


Un tubo ultravioletto con davanti materiali fluorescenti.


La seconda è capire che l'occhio ha una velocità molto bassa e una persistenza enorme.
Quindi un buon sistema di riproduzione video sarebbe meglio che mostrasse un'immagine in poco tempo e il blur venga fatto in ripresa. Meglio avere 30FPS che vengono generati in un decimillesimo che 240FPS che vengono generati in un lungo ventesimo di secondo (qualcuno ha detto monitor gaming?).
Ecco perché, uno schermo LCD da 144Hz e' lento mente il cinema con 24FPS e' abbastanza OK.

Quindi partiamo dal CRT, perché poi tutti i numeri partono da quello.