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mercoledì, dicembre 04, 2024

motoscafo italiano


Quando la nautica ti piace stai a guardare le barche se non ne possiedi una...
Troppe cose mi piacciono.


 Tanto tempo fa quando l'oggi famoso costruttore di barche inizio' a produrre i suoi primi 3 scafi, erano di una piccola dimensione intorno ai 5, 6 e 7 m.

 Ora il marchio si pavoneggia dicendo di costruire degli IOCTTCH ed essere un mito, ma in realtà sono solo dei miseri ferri da stiro da spantega che vanno da 42 a 68 piedi (21m) con costi di parecchi zeri.
Ma fino a qualche anno fa, diciamo negli anni 80, l'azienda che produceva materiali vari in vetroresina aveva iniziato con tre scafi di dimensioni decisamente più contenute con il classico fuoribordo per non progettare la parte piu' difficile. Evidentemente vendere 30 tonnellate di plastiche tutte insieme e' meglio che vendere qualche 100Kg micragnoso.

Per aumentare da subito la stranezza del post diciamo che e' l'ennesimo cantiere nautico lombardo, perche' la Lombardia e' la terra maggiormente marina in italia, circondata dal mare probabilmente, ed e' quindi dove le barche italiane nascono, come le eliche e gli accessori nautici (water, mobilio...).

La cosa divertente è che nel contesto non erano cose economiche in un paese povero come il nostro e il 5m e rotti comprato con grandi sforzi rateali non era un oggetto da poco e non era certo banale.

Ricordiamo sempre che ci troviamo nel paese dei ladri, molte volte i ladri vengono declinati in vandali: quello che le scimme non riesco rubarti te lo rompono per sfregio.

Così arriva l'estate e il nostro italiano che in qualche maniera finanziariamente è giunto a trovarsi in mano uno scafo in vetroresina con il suo regolamentare 80 cavalli, spesso con la patente non tanto studiata quanto corrotta (andava cosi' in molti luoghi, era rarissimo aver fatto l'esame) riesce a godere dello sforzo.

Il prode italico lancia fronte spiaggia un pezzo di cemento arrabattato con una scatola di cartone come cassaforma che chiama molto affettuosamente peso morto, nella realta' delle cose in seguito arera' la sabbia raspando poseidonee e abbraccera' con un amor violento le barche vicine.

Il presunto peso morto, visto che cammina da deceduto peso zombie, sara' corredato di boa ottenuta con la bottiglia della candeggina, ovviamente legata con cimetta galleggiante arancione di misura minima possibile (eh, li sordi) per sottrarre capacita' statiche allo zombie e diventare le enormi bestemmie nelle altrui eliche con danni collaterali ben oltre al nominare 8 divinita' e 463 santi non del tutto invano.

Tutto molto irregolare, se non illegale, e dopo il varo fatto sui regolamentari salsicciotti sottodimensionati, idonei al massimo per un moscone a remi,  il primo giro tonante, perche' nelle barche a motore il truzzone va sempre a tuono dimostrativo, ormeggia il barchino con grande gaudio.

Il giorno dopo della barca rimane praticamente la prora in vista per una spanna, forse sorretta dalla bottiglia del fu candeggio, tutto il resto del natante si diletta a fare l'iceberg e il nostro proprietario non è molto felice della vista di un sottomarino a quota periscopio.

Dopo una faticosa operazione di recupero, utilizzando delle cime molto lunghe (comprate per l'uopo, mai averne di rispetto!) attaccate ad una Mercedes di seconda mano che raspa fuori il povero relitto con cime da ormeggio in tensione senza nessuna sicurezza che dovessero spezzarsi potrebbero fare strage dei bimbi e altri curiosi, chissene io son io.
Arriva l'analisi dei motivi dell'affondamento: risultano due buchi della dimensione delle fiocine sul fondo della barca!


 

Da qui tutta una serie di ipotesi su chi può essere stato a compiere l'atto malvagio, di cui di certo il colpevole non è lontano. I due buchi, nell'opera viva sotto la barca di circa 5mm e distanti circa 1m si si ipotizzano prodotti da una fiocina sparata da un fucile subacqueo impugnato da un tipico vile italiano.

Siccome siamo nel paese dei ladri, la prima cosa che viene in mente alle persone della stessa risma e' Ovviamente che chi ha causato questo danno lo ha fatto per fare uno sfregio al possessore che sicuramente è invidiato, come tale punibile (ricorda certa poLLitica?).
Lo vediamo subito l'impostazione dell'italiano che ha comprato la barca, il suv, o altro non per diletto ma per essere invidiato e come impostazione è un ladro, appena può compie atti non tanto per la quale.
Almeno questo e' il modo di pensare del nostro paese.
Lo testimoniano le 5 righe prodotte con la chiave equamente distribuite sulle 2 fiancate della mia vettura.

Dopo una riparazione sommaria del motore, che dopo essere stato immerso nel mare ovviamente non è tanto un sano motore nuovo, i nostri eroi chiudono con della vetroresina presa da un cantiere vicino i 2 fori, dopo aver svuotato dall’intercapedine fra il camminamento e la chiglia, infatti la chiglia non e' dove appoggiate i piedi e vi mettete seduto, sono 2 piani diversi separati da una intercapedine vuota.
Dopo la riparazione rimettono in acqua il barchino.

Il barchino galleggia fino al giorno successivo quando viene utilizzato per andare a fare un giro, ovviamente a tuono, e provare così l'ebbrezza della riparazione.

Nottetempo la barca affonda.

Si ripete nuovamente tutta la tiritera: si prendono le cime, l'automobile, si traina in mezzo ai bagnanti il barchino, si svuota l'intercapedine, si stucca tutto e si rimette in acqua...

Per evitare, o forse bastonare, il malnato che buca le barche la famiglia si organizza in turni notturni di vigilanza, con binocoli e pepata di cozze, alla ricerca di boccagli appartenenti a sub sforacchianti e per tre giorni nei quali e' sorvegliata la barca galleggia regolarmente insieme al candeggio.

Al terzo giorno si dà per scontato che il perforatore seriale sia ormai tornato dalle vacanze in citta' e quindi si considera la barca sicura dalle mani del vandalo presunto lontano o spaventato.
La notte finalmente si dorme e la mattina infine si va a fare un bel giro, visto che l'agognato motoschifo e' ancora la che galleggia sicuro.

Si prepara una grande festa famigliare con pasta allo scoglio in pentoloni da caserma pronta per fare "a mangiata" nautico-galleggiante e liberatoria, come alla fine di un lungo incubo e si imbarcano in 8 stazzati sul piccolo motoscafo pontato da 5,2m omologato per 5, tanto l'eroico quadricilindrico 2T 80 CV mercury, nonostante abbia passato piu' come apneista che come motore, riesce a fare miracoli e riesce a planare nonostante le 8 pance avvezze agli spaghettoni cosmici, ovviamente mandato a tuono, sebbene non velocissimo per l'assetto da vomere che divide le acque.

La mattina seguente, ancora impegnati nella digestione dei fantasmagorici pentoloni di pasta allo scoglio fredda, l'alba sorge sulla spiaggia rivelando, illuminata dal caldo abbraccio solare mattutino, la dorata prua dell'iceberg accompagnata dalla accecante candida bottiglia di nota candeggina oramai privata dell'etichetta cartacea.

Bonus pack, i buchi sono molto piu' grandi, ma perfettamente nello stesso punto solito.
Inoltre le continue riparazioni "facciamo da soli" stanno lasciando il segno e sorge il sospetto che si stacchino da sole... perforandosi a loro volta
Finalmente si chiama un esperto, che non e' molto esperto, ma almeno il vicino cantiere improvvisato 2 barche tutte intere le ha viste.

Dall'analisi viene fuori che in azienda le poltroncine erano state fissate con delle viti troppo lunghe.
Durante le prime prove non era capitato nulla, ma andare sparati sul mare deformava la chiglia plastica quel tanto da far si che le viti, che dovevano appena sporgere dalla plastica del camminamento, proseguivano per diversi cm nel "vuoto" dell'intercapedine ed essendo lunghe a sufficienza andassero a punzonare la chiglia stessa durante il suo deformarsi: l'ultimo viaggio con un gran carico aveva fatto danni notevoli.
A barca ferma non si notava nulla visto che le viti non erano certo visibili e distavano 10 cm.
Evidentemente il classico operaio all'italiana avendo finito le viti corte aveva preso quelle lunghe "tanto e' uguaglio" e aveva segato un intero lotto.
Del resto se e' normale fare centinaia di morti e feriti con un bullone, con 2 viti e' normale affondare una barca.

Per una volta tanto non e' stato un tipico vandalo italiano (forse italiano e basta), ma solo una grande incompetenza, del resto diffusa nel ns paese latinico.





 

 

 

venerdì, settembre 06, 2024

governare una nave

 


Ogni maledetta estate, compresa questa, vediamo presunti idio giornalisti scontrarsi  con la realta' della nautica.
Che poi e' la fisica.
La fisica, lo sappiamo, e' una strza che se frega delle tue idee. E' democraticamente strza, anche se sei un verde arriva con un manganello come per qualsiasi altro che non la rispetta.
Le barche e le navi amano il mare, odiano i porti.


Puo' essere un gruppo di decerebrati che si imbarcano su di un gommone o uno yacht che va a fondo, puo' essere una nave incagliata, puo' essere il turista affettato dal gommone, quello che non cambia MAI e' che bisognerebbe prendere a mazzate i giornalisti bugiardi e incapaci fino a quando non promettono di non scrivere mai piu'.
Nulla
Neppure la lista della spesa.
Poi mi parlano delle fake news da internette (che sono persino peggiori, ma Ugolotti Pino, ramazzatore, non e' uno che si spaccia da giornalista).

Visto che i concetti sono sempre gli stessi vorrei illustrare molti di questi questi con il disastro del 23 marzo 2021: la Ever Given, una porta container  lunga 400 metri, si è incagliata nel Canale di Suez (Egitto) provocando un affossamento dell’economia mondiale per una stima di 0.5-9 miliardi di dollari giorno.
I contraccolpi infatti sono andati da minuzie come le fee dell'Egitto, $ 14 milioni di entrate ogni giorno per il canale che è stato chiuso, ad un aumento dei carburanti, fino ad una carenza epocale di nani da giardino che ovviamente non potevano essere venduti per mancanza di trasporto (non e' una battuta delle mie).

Allora, come oggi, i commentatori dicevano delle castronerie in cui la fisica e' un consiglio, non un punto fermo. Sembrano i demenziali siti pro-elettrico (vaiconlaspina e simili): la logica e la fisica sono da dimenticare.

La prima cosa che andremo ad analizzare e' il timone.



il timone NON E' UNA RUOTA gommata sull'asfalto!
Il timone lavora a mo di "ala" in un fluido.
Il corollario e' che se andiamo veloci il timone timona, se siamo fermi o quasi serve come urlare nel deserto, puoi sfogarti a girare il timone, ma non serve a nulla.
Puoi anche bestemmiare. Ma il tuo vociare arrabbiato non cambiera' la direzione della nave mentre viene trascinata a scogli dove fara' morti e feriti.

In pratica piu' vai lento meno funziona.

Inoltre il timone su una nave e' piccolo, lo sapevano gia' all'epoca dei velieri a chiglia lunga che con i timoni relativamente piccoli, con le velocita' che non erano da motore diesel, era piu' la gestione delle vele che la ruota a governare, spesso lo lasciavano fisso e legato (capito ora a che servono le maniglie sulla ruota? non e' per prenderle con le mani  mascolinamente stile pirati dei caraibi, ma a legare il timone) che tanto serve solo a compensare un poco lo scarroccio.


 

Poi esiste il fatterello che le navi hanno inerzia e non siamo su ruote.
Ovvero anche se andate belli spediti e avete un timone bello grosso ci vogliono anche  minuti prima che faccia effetto e se avete esagerato a dare timone non potete piu' farci nulla, qualunque cosa farete la nave fara' quello che deve fare, che vi piaccia o meno.
Provate ad immaginare di fare un parcheggio muovendo prima il volante in una registrazione e poi ingranate la marcia e non potete piu' toccare marcia, accelleratore e volante. Riuscireste?
Adesso capite a cosa servono i rimorchiatori che con speciali eliche (sono dei fusilli) ruzzano le navi a musate.

Quando vedete le navi dei pirati che girando la ruota del timone virano tanto e subito vi stanno prendendo per il Cu.
Come le astronavi che si muovono come aerei in Star Wars e prendono rocce a velocita' luce e non vengono passate come velina.
Ecco l'idea dei commentatori e giornalisti e' quella: non e' un timone, e' un volante di una panda 30 come nei film dei pirati.

La seconda cosa e' cosa usiamo per muovere la nave.
Con le norme e le menate che obbligano a buttare le navi dopo poco tempo, le navi da poco valore hanno un elica normale come quella della foto del timone ed e' posta davanti allo stesso per ottime ragioni.

L'elica ha un primo grosso difetto: gira.
Girando la stronzetta ha un primo svantaggio: oltre alla spinta in avanti,  a seconda del senso di rotazione, vi sposta il sedere a sinistra.
Se siete in retro scula a destra (ovviamente dipende sempre se e' destrogira o levogira).
Ovviamente su di una nave l'effetto arriva per inerzia dopo MOLTO tempo e dipende dal numero di giri, velocita',  fondale (se siete in fondali bassi...), regresso... eccetera.

Ma la storia e' ancora piu' cattiva.
L'elica e' messa davanti al timone perche' quando date gas il timone riceve un flusso e aumenta la funzionalita'.
Voi pensate "hei che bello", del resto e' un effetto bello e desiderato, ma ricordate sempre che aumenta l'effetto di sterzata e lo vedrete solo dopo moooolti secondi, sempre con una sculata a sinistra d'accompagno.

Se poi cercate di rallentare, frenare e' una parola grossa per un'imbarcazione (molto meno persino di un monopattino!), date la retro e succede che avete perso il timone rubando il flusso alla pala e vi arriva pure una bella sculata a destra.
Vi basti dire che ci sono barche che ho provato che anche in avanti a 2 nodi potevo dare meta' timone da una parte, ma non andava dritta (e oltretutto si spostava di lato), in retro il delirio.

Ciliegina: oltre  meta' inclinazione il timone potrebbe smettere di funzionare  per turbativa dei flussi sulla pala, ovvero piu' date timone meno vira. Anche questo punto in cui inizia a funzionare di medda dipende dalla velocita', giri elica eccetera..

Il punto di rotazione di una barca non e' dove stanno le ruote di una vettura, dipende dalla forma di chiglia, per esempio le vele ruotano sulla deriva, ma per le navi dipende da tanti fattori, tendenzialmente verso poppa e se cercate di allontanare delicatamente dal cemento del porto il sedere che vuole strusciarsi la banchina andrete a baciare violentemente con la prua.

cronk!


Come dire, sembra gia' difficilotto, no?
Inerzia, sculo, timone che va e non va e tutte queste cose si intersecano e arrivano con RITARDO.
Notiziona, non avete ancora visto nulla.
Arriva la parte difficile.
State sudando?

Gia' perche' non siete in piscina al coperto belli tranquilli e felici, siete in mare.
Lo scafo viene spostato dalle correnti, seppur minime ci sono sempre e un affare che pesca 15m rimane molto attaccato alle correnti.
Ma la cosa piu' grave e' il vento.
Sappiate che spesso si ormeggia all'inglese (in parallelo alla banchina) non usando il motore, ma il vento. No, non si usano le vele, basta la barca. Il divertimento e' quando dovete ripartire (o peggio il contrario)
Una nave, rispetto agli umili yacth pilotati dal sottoscritto, possono avere un sacco di superficie laterale.
Quanto influisce?
Beh
TANTO.

Questo e' un imoca60 (18m, 20 con gli annessi, non una vaschetta da bagno) e vola sull'acqua con una media sulle 24h di 27 nodi (50Kmph) e ha una superficie velica di 500m2 circa.
Provate ad immaginare un grosso autobus su di uno sterrato maltenuto, mentre vi arrivano secchiate di sassi violente addosso, il tutto spinto con motore di un paio di formula uno per gioni 24/24 e avete l'idea di questo sport.
Per la cronaca non viaggia molto piu' lento dell'Ignoranza che brucia 800.000 litri di benza al colpo

Ora immaginate che avete 20 di questi affari che vi spingono lateralmente, ovviamente in maniera non uniforme e "rotante" per la vostra gioia.
Non poco come spinta, converrete...
Inopportuno decisamente se state andando lenti...
Lo avevamo visto anche con l'osannato water fintosolare, che andava piu' con l'effetto velico dello scafo che con i motori alimentati dai ridicoli pannelli.
In pratica, a bassa velocita', potreste dover dare tutto il timone e un bel pezzo di motore solo per riuscire a contrastare, mente siete a 20gradi di prua rispetto alla rotta.

Cominciate a comprendere perché le navi quando arrivano nei porti o in altre situazioni simili pagano PROFUMATAMENTE un PILOTA che conosce le particolarita' della zona e si prende carico della nave.
Lui lo fa tutto il giorno e sa il comportamento dei salti di vento, fondali eccetera e manovra in anticipo sapendo quello che dovrebbe accadere, anche se poi, ogni tanto, fanno cronk.

Ma non e' ancora finita.
"ma come, ANCORA?, la sfi.. non e' gia' sufficiente?" direte.


Vista la dimensione alcuni fenomeni che sono irrilevanti per il gommonauta della domenica divengono forze da centinaia di Kg.
Per esempio la vicinanza alla banchina o al fondo crea una specie di "succhiotto" che aumenta con la velocità (quella che mi permette di avere il timone e mi fa sculare).

 le barche, anche quelle piu' piccole, oscillano.
Quando avete uno schwanzstuck di 400m anche se ballate poco vuol dire che aumentate o diminuite il pescaggio di METRI.
Questo cambia il centro e, soprattutto, il pescaggio variando un sacco di roba e gli effetti di tutta la roba sopra.


 In pratica una nave la portate con anticipo, guidando di traverso per lo scarroccio (ovvero con la prua che non e' nella direzione di percorrenza) mentre una serie di forze si divertono a farvi gli scherzoni.

Come dite?
non e' piu' tanto semplice come nei film dei pirati dove girano la nave timonando come se fosse la panda nel parcheggio dell'esselunga?
Non sembra tanto facile guidare con il mezzo che va di traverso?
Non e' cosi'  divertente che tutti continuino a farvi scherzi?

Avete appena compreso, fra l'altro, perché gli inglesi hanno sfondato l’invincibile armata e vinto a Trafalgar, banalmente perche i loro marinai erano decisamente piu "allenati" a far fare alle navi quello che andava fatto e la cosa non era semplice all'epoca in cui non avevate neppure la manetta del gasolone con migliaia di ippocampi turbati.

Cominciamo a capire perche' un affare da 400 metri che "tanto doveva andare solo dritto" mentre tirava un bel vento si e' piantato nel canale di suez?
E' ancora cosi' facile come appariva sui giornali  andare dritto in un canale?
Io, in realta', mi chiedo perche' non accada una volta al mese. Se timonassi io penso che mezza nave finirebbe nel deserto e ci faremmo un Hotel.
Hotel Cronck, poco prezzo tanto spazio. Sabbia omaggio.

Io vi dico solo che quando ero al timone del 24m, 80T, in porto non ci provavo neppure nel 90% dei casi, per fortuna vi era chi era assai piu' bravo di me.
Quando l'effetto della manovra (gas, angolo, trust, vento, salcaxx..) arriva 4-5 secondi dopo, vi assicuro, sono 5 secondi di puro terrore.
Se hai fatto bene ti trovi ormeggiato. E vai in bagno a festeggiare.
Se hai fatto male non ci sono invenzioni, fai enormi danni e non puoi recuperare se non di rado pianificando una exit prima di iniziare una manovra.
Come detto non puoi farla piu' lenta, se ormeggi in retro durante il gas sei senza timone (avevamo 2 eliche, per fortuna, e aiuta tanto), e se la fai lenta non governi e tanto vale non ormeggiare.

Anzi la tentazione nei novizi, che vedi spesso in porto italico, prima di uno stomp che fa vibrare i vetri ad un centinaio di metri, e' farla sparata a tuono: governi bene e soffri meno di tutto, ansia compresa, ma se sbagli, e diventa facile sbagliare, picchi molto forte senza pieta' alcuna.

Avete capito perché nei porticcioli italiani ogni tanto succedono cose bruttissime e nonostante i divieti gli animali entrano in porto a velocita' tuono facendo sobbbalzare e danneggiare tute le barche ormeggiate. Se vai a tuono sei un enorme cafone, ma l’ignorante veloce sa che se andasse lento non saprebbe pilotare e raggiungere indenne il posto barca.
In pratica entrare in porto a tuono, alzando onda, un classico del gommonauta, e' un manifesto per i barcaioli: "sono una scimmia incapace e dovrebbero togliermi la barca". Ma tanto la sua platea di riferimento e' il vicino che non ha la barca (quindi non vede il cartellone "sono idiota") e gli deve far invidia. In pratica e' il Suvvista in versione marina.

Con un 12m di VTR, al confronto del 24 in metallo, e' una passeggiata, prendete questo passo per capire cosa sono 400m di affare.

Il "tanto vai solo dritto" tanto sottinteso dai giornali che dicevano di non capire come mai potesse succedere una cosa del genere per una nave da 400m, larga 60, alta 33m piu' carico, che pesca 15m in un canale largo 300  e' proprio da animali.
Diciamo invece che e' strano che riescano a farle andare dritto regolarmente e non ho neppure accennato alle decine di forze che arrivano quando incrocia un altra bestia del genere che va in direzione opposta (canale largo solo 300m, ricordo, e se ti avvicini al bordo o all'altra nave arriva il succhiotto). 
Per capire la dinamica vi dico solo se quella che arriva e' sopravento potrete veder cessare di colpo la spinta del vento sulla murata (ricordate i 20 velieri che spingono?) vederla riapparire poi, ovviamente durante l'eclissessaggio spingerebbe in punti diversi e dovrete compensare con molta capacita'.

Altro che entrare nel vostro ampio box che alcuni pavidi chiudono pure gli specchietti "perche', sai, sono solo 4 dita per parte" e non state entrando neppure a 30Kmph sul ghiaccio, senza freni ad occhi chiusi.
Se entri chiudendo gli specchietti e sono piu' stretti del box anche di 4mm, non hai diritto a dire che e' facile far andare dritta una nave in manovra.



 

sabato, agosto 31, 2024

destriero e stoltaggine.

 oggi raccontiamo un altro scempio italiano


 

Come gia' raccontato in altri post la lunghezza di una nave ne determina la velocita'.

Queste grandi navi passeggeri facendo la spola fra il vecchio mondo, Londra, e il nuovo, NY, con una rotta ortodromica (Che e' una curva che sale molto a nord (capito perche' il titanic ha beccato un iceberg nel cercare il nastro azzurro?) ed e' la rotta piu' corta) il piu' velocemente possibile.
Per tanto quello che aveva buttato piu' carbone o salito piu' a nord era quello che si beccava il famoso NASTRO AZZURRO, da cui il nome di una deprecabile birra.  

Altro premio simile il Hales Trophy, che non e' esattamente sovrapponibile, ma assai piu' ufficiale.


 

Dovete anche sapere che le navi non erano enormi solo per raggiungere certe velocita', erano enormi anche per il fatto che per attraversare l'atlantico, soprattutto al contrario, serve una paccata ignobile di carburante e se non si vuole trasportare solo quello grande vuol dire anche avere un carico utile serve dimensione.

Non e' un caso che solitamente le navi oceaniche sono sopra i 100m, non e' un capriccio, ma una necessita' e non esistono ferri da stiro da 15-25m che facciano l'oceano, solitamente sono barche a vela in quanto non usano carburante, non a caso prima i record erano detenuti da enormi e lunghi velieri da trasporto, il cutty sark, dice nulla?, che si contendevano la gara del tè, che alla fine era il nome precedente.

Ovviamente esiste un'altro modo per avere velocita', planare, ovvero volare sull'acqua (piu' o meno bene), ma non si confa' ad una nave da trasporto, esattamente come non si chiede ad un 787 di andare in orbita. Serve un motoscafo planante che non e' un naviglio commerciale.

Nel 1985 richard branson, che non e' tutto regolato, decide di fare la traversata con un motoscafo di 65 piedi (20m) il Virgin Atlantic Challenger, lasciò New York nel giugno 1985 per fare una tiratona.
Dopo essere sopravvissuto al maltempo male e schivato la minaccia degli icebergs, la Challenger affondò per aver colpito qualcosa.

Il Bra ci riprova con un 75 piedi (23m) e finalmente arriva a destinazione con uno scalo (su un 23m non e' che ci sta tutta quella benza).
Poi chiama l'American Merchant Marine Museum e questi si mettono a ridere:
non e' stata una traversata,
si e' fermato a far benzina
e non e' una nave commerciale (avete notato il Merchant?).
Anzi, a dirla tutta non e' neppure una nave, e' solo una barca a motore.

Il Bra si adira e dice che il semplice attraversamento e' un nuovo tipo di trofeo che si chiamera' virgin qualcosa e sara' aperto a tutti. Nel frattempo lega un nastro azzurro insieme alle bandiere della barchetta.
Vien voglia di noleggiare un ekranoplano per fargli vedere i sorci blu.

Dopo il Bra arrivano gli italiani ladri di galline che decidono che il predominio di mari e' roba loro e faranno vedere di che pasta sono fatti (da dire in posa plastica con mascellone prominente, mi raccomando!).

Come se fregasse a qualcuno oggi quale e' la nave da trasporto piu' veloce quando abbiamo l'airbus A380.

Ovviamente si mettono in testa di vincerlo con i soldi  dell'Aga Khan un poco dalla FIAT di Gianni Agnelli e, vergognosamente dall'IRI ed ENI rubando dalle tasche operaie.
Danno il comando ad uno che riesce a far vincere persino le Fiat piu' scassate, Cesare Florio

Gia' qua' l'impresa e' fallimentare, certo il Bra si e' fermato a far benza, ma mettersi a costruire una NAVE COMMERCIALE in SERVIZIO da 400m e' un impresa costosetta per una brocca.

MA gli italiani hanno un asso nella manica, pensano di essere fuBBi.
Nulla di nuovo sotto il sole del paese dei bonus e forestali.

Partono dai motori, 3 enormi turbine LM1600 da 20.000 cavalli d'albero (14.920 kW) con un'efficienza termica del 37%, in pratica e' la versione marina della 404/414.
Ovvero ne basta una per andare piu' veloci del suono


Almeno su di un aereo...

ora hai i motori, 60KCV, ora manca lo scafo.
Prima di tutto costruiscono un enorme serbatoio di benzina, del resto con 60.000CV non e' che puoi avere la tanichetta del fuoribordo da 15litronzi per dieci minuti di moto (solo i giornali e politici di sinistra italiani pensano che si puo' arrivare dalla libia con 30L di benza), farai fuori 700 tonnellate di carburante 

in pratica costruiscono un enorme serbatoio da un milione di litri lungo 68m

Una tanica con attaccati dei motori.
 

Le eliche di superficie non erano ancora molto diffuse, poi del resto ancora oggi poco usate per certe dimensioni, allora si vira sull'idrogetto, complice che all'epoca era la panacea a tutti i mali, dalla gotta alla scabbia.

 



Ecco gli eroi sulla plancia.

la cosa divertente e' che essendo turbine avio andavano rifornite con carburante per aerei, L'agip racconta di aver fatto un carburante misterioso per la bisogna, ma probabilmente e' tutta fuffa.

La prima traversata va maluccio, del resto e' un motoscafo, per quanto enorme e dotato di infinità di cavalli se va a razzo sulle onde finisce in volo e, di conseguenza, a farsi molto male non avendo ali.

Al secondo tentativo riesce ad arrivare integro e con un record di traversata eccellente.
Il piu' grande motoscafo oceanico e il piu' ignorante del mondo (con eco: "double record!") mai costruito era riuscito nell'impresa bruciando 800.000 litri di "benzina" in un colpo solo.

i nostri eroi, mentre la stampa italica si straccia le mutande per aver bruciato 800.000 litri di carburante in 58 ore, 34 minuti e 50 secondi, in pratica con il solo flusso delle pompe carburante potere andare in autostrada lanciando la benza dietro di voi.

Il grandissimo successo italiano,
l'italia migliore di tutti,
l'italia domina
eccetera,
una roba che sui giornali e' durato parecchio per essere l'italia un paese di terricoli e la cosa insignificante.
Si noti che nessuno ha mai parlato in italia del precedente, molto simile, tentativo del Branson.
Non e' italiano, non conta, solo noi fighi con il 110%.

I'italia, l'italia... è curioso notare che la nave battesse bandiera  delle Bahamas e la proprietà fosse della Bravo Romeo Ltd., società con sede in Irlanda. Anche questo non viene riportato dai media sbavanti.
Quella non e' una nave italiana.

Del resto molta della roba, dalle turbine, ai riduttori, passando per gli idrogetti erano di societa' estere, di fatto l'intero scafo e' stato progettato in Svezia e  poi si e' assemblato il tutto in italia da Fincantieri (IRI), in pratica una fabbrica cacciavite.

Arriva il momento di richiedere il riconoscimento all'ente della traversata per certificare tutti gli sforzi e il record. 

Del resto si e' fatto tutto per la coppa, no?
Ovviamente l'American Merchant Marine Museum si mette a ridere: e' un caxxo di motoscafo d’altura di dimensioni abnormi, navali, per contenere un mare di carburante!
Non e' una cavolo di marina mercantile, e' un giocattolo compensativo per sottodotati!

Ma gli italiani hanno un asso nella manica su cui stanno scommettendo le tonnellate di danari, anche operai, spesi per fare i di piu' e comprare i due pieni di benza avio.

Al momento della partenza dall'italietta furbetta Fiorio e Mancini ricevettero la bandiera della Regione Sardegna e il Guidone Postale, assieme ad un sacco di corrispondenza che venne timbrata con l’annullo speciale.
L'idea e' che con un sacco della posta di una decina di Kg e UN passeggero, potesse essere confuso dall'ente con una nave commerciale che faceva regolare servizio.
Italiani fubbi e tutti gli europei fexxi, dove ha gia' visto questa narrativa?
Hah, gia', sempre quando si parla di EU sui giornali "ma non ci capiscono", "ma noi siamo speciali".

Il ‘Destriero’, quindi, si spaccio' come nave postina con un sacco di lettere da far finta di recapitare, del resto non dovevano arrivare a NY, ma riportate in italietta.
Questo fu un esempio di quanto siamo buffoni nel fare i ladri di galline del cavolo. Poi non lamentiamoci se abbiamo certe nomee non tanto belle.

Ovviamente l'American Merchant Marine Museum mandò brutalemente tutti per rane mentre gli italiani insistevano e raccontavano di quanto era ingiusta la vita (l'ente) a trattarli cosi'.
Ieri era l'ente della marineria, poi la merkel, poi questo e poi quello. Mai colpa degli italici che fanno i furbi.

Ovviamente tale comportamento squalifica che quel poco di notevole e' stato fatto: e' di fatto il mezzo piu' veloce che abbia navigato attraversando l'atlantico, che poi sia un mezzo ignorantissimo e bozzo e' altro.
La furberia vanifica quel poco che e' stato fatto, con l'aggravante del contenzioso: ci hai provato, non e' finita bene, smettila di fare il furbo e non rompere il ciuffolo, non e' colpa degli altri se l'italiano vuole vincere uscendo dalle regole.

Nel frattempo sono passati 30 anni e la nave ignoranza (o forse si chiamava destriero?) giaceva all'addiaccio in Germania e piu' volte si e' parlato di riportarla in italia come simbolo delle imprese marinare ignoranti.

Il piu' forte tentativo fu alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’onorevole Giovanni Battista Tombolato dove venne presentata addirittura una interrogazione scritta dall’ignorantissimo  ministro dei beni culturali Dario Franceschini (uno che e' bravissimo ad illustrarci la sua incompetenza), la proposta era quella di vincolare il bene ai sensi della legge 42/2004 e spendere una fraccata di soldi per restaurarlo e metterlo in bella visto, forse a monito di evitare di fare gli animali e che gli altri sono stufi dei furbetti di serie z.




Poi, per fortuna, il 2 maggio 2024 viene annunciata l'avvenuta demolizione dell'ignoranza (o era destriero?) presso i cantieri Lurssen di Lemwerder. 

Cosi' potremo dimenticarci di quando l'italia cerco' di spacciare un enorme motoscafo d'altura fuori misura per un piroscafo da 300m del 1951 non cosi' piu' lento, 35.7 contro 53 nodi, con 2000 passeggeri, ristoranti di classe, piscine, teatri e tonnellate di posta che faceva numeri oltre mezzo secolo prima.
Vi lascio un elenco di pubblicazioni consultabili da un catalogo universitario

Gli italici volevano competere con queste bestie leviatane che facevano la spola ininterrotta e costante ad alta velocita', anche con mare grosso, mentre servivano il the e proiettavano il nuovissimo "Sette spose per sette fratelli", con un motoscafo usa e getta oversize  ignorante, dove il rumore domina e se provavate, mentre portavate le cuffie, a preparare un the come si deve probabilmente andavate in ospedale.

 

sabato, ottobre 13, 2012

wally non e' un robot





Questo motoscafino dall'estetica discutibile  e' in giro ormai da piu' di 10 anni.
Vidi il primo circa 15 anni fa a sud della francia ma altri ne incrociai in svariati mari.
Ufficialmente e' alta tecnologia (carbon, hybrid structur,  plasticon, parollacc,  turbin, blabla, jet..)  in realta....

Passiamo alle cifre ridicole
Ha 17.000CV
un po' come dire 12 MEGAWATT.
Per questo motivo nonostante la velocita' ridicola che raggiunge (60Kn, circa 100Km/h: come un ciao elaborato)  consuma quelle 22MILA litri di gasolio in 5 ore.
Ovvero partite adesso da genova e vi fermate dopo 5 ore a roma per fare 37 000 euro di gasolio.
127E al minuto di carburante.
44litri al km. Il serbatoio di una panda per fare un km.
Io lo trovo ridicolo e non eccezzzzionale.
E' ridicolo piu' del  nissan juke, per quanto meno brutto.



Io mi chiedo perche uno non si compra questo che e' moooolto piu' veloce (solo il il triplo), costa similmente, consuma MOLTO meno (consuma solo un litro al km, e' del 4400% piu' efficiente) ha piu' autonomia ( 4 volte tanto)  e..., se permettete, e' moooolto piu' figo!

Questo e' il vero lusso!

domenica, febbraio 05, 2012

ricchi, fighi e folli



Visto che finalmente i video sono quasi tornati su internet dopo una TRISTE assenza di 10 lunghi anni, mettiamo qualche video di gente seria, gente cosi' seria che quando ha in mano un giocattolino di una diecina di milioni di euro e lungo 20m e alto 30m si diverte a surfare sulla chiglia che in questi scafi e' mobile.
quindi toglie uno dei timoni e trimma la deriva, manco fosse un laser (un barchino piu' piccolo di un windsurf) e dopo due tentativi molto onestamente ripresi cammina sulla chiglia vestito di tutto punto in stile con lo sponsor.

Molto figo per essere le barche piu' veloci della terra insieme a qualche altro maxi.
Piu' veloci di questi sull'acqua ci sono solo gli aerei.
Le barche a motore non contano perche' dopo poche ore a 30 nodi rimangono a secco.
L'unica eccezione se si escludono navi non piu' esistenti come il REX ma che con quasi 300m di lunghezza e' una citta' non una barca, e' quel cesso del destriero: un siluro-serbatoio (cmq NAVE) di benzina che se deve prendere una rotta diversa di poco o trova un tempo contrario rischia di finire comunque il carburante.


ricchi, fighi e folli.
li invidio.
Solo a timonare un affare cosi e' da tosti.

domenica, gennaio 29, 2012

Costa concordia 2


Secondo 310 risultati su inet questo fa paura ed e' tutto inquinantissssssssimo!

1.351 metri cubi di acque grigie e nere
3.504 metri cubi di acqua di mare
circa 41 metri cubi di oli lubrificanti;
10 bombole per un totale di 400 litri di ossigeno;
7 bombole per un totale di 280 litri di acetilene;
128 bombole per un totale di 5.120 litri azoto;
104 bombole per un totale di 3.929 litri di anidride carbonica;
600 chili di grassi per apparati meccanici;
354 chili di smalti densi;
855 litri di smalto liquido;
293 litri di pittura;
50 litri di insetticida liquido e 1,8 chili di insetticida gel;
123 litri induritore; 45 chili di mastice; 10 chili di impregnante;
1 tonnellata di ipoclorito di sodio;
una stima di 2.040 metri cubi di fuel;
una stima di 203 metri cubi di gasolio.


ci strappiamo i capelli?
inventario che fa paura come dicono?
si fa paura per quanto i giornalisti, i blogger & co sono bastardi

Mettere l'elenco as is ed indicarlo come truculento e' molto indicativo del voler spaventare animi pii.
Vediamo un pochetto:

1.351 metri cubi di acque grigie e nere
Le acque grigie sono quelle che usate per fare la doccia, lavarvi i denti, le mani o altro come quando raffreddate i polsi.
Definirle inquinanti e' da anime inquinate.
Certo che il sapone contenuto non e' certo "felicita' dei pesci" (TM) o il dentifricio non e' quello usato dai dentici ma in quelle diluizioni non e' certo da strapparsi i capelli.

Le acque nere sono lo scarico del water e in genere sono quantitativamente molto meno. circa 1/10. Visto che siamo in un paese incivile e la vicina isola d'elba non conosce il significato della parola depuratore (salvo che sia successo negli ultimi anni) come dello schifo della vicina terraferma non direi che quella poca popo' sia un problema rispetto a quella gia' in loco, no?
Visto che sono casse e sono collegate da tubi valvole e sfiati non e' che di colpo tutte le casse si riverseranno fuori improvvisamente un una gigantesca scorengia. Anzi a quest'ora sara' in avanzato stato di decomposizione... quindi al limite e' puzza!


3.504 metri cubi di acqua di mare nelle casse zavorra
Alla faccia dell'inquinamento!
Riversare acqua di mare nel tirreno non sia maiiii HARG!


10 bombole per un totale di 400 litri di ossigeno
cos'e' abbiamo paura di far respirare meglio i pesci che si sono introdotti a bordo?
Oltretutto sono bombolini se sono da 40l cosi grandi come la bottiglia dell'acqua.


128 bombole per un totale di 5.120 litri azoto
Caspita! ma abbiamo paura di gonfiare delle gomme o pensiamo che anche l'azoto, un gas schivo e menefreghista, veramente sia una minaccia?
Anche in questo caso sono bombolini da 40l di contenuto, giusto per capirci una bombola da subacqueo std contiene da 15l di volume contiene 3000l di gas.


104 bombole per un totale di 3.929 litri di anidride carbonica
Mamma mia! se le apriamo facciamo morire tutti i pesci che sono entrati nella concordia e magari anche 10 o 20 fuori.
Al massimo facciamo crepare gli uomini DENTRO la concordia che non hanno un respiratore.


7 bombole per un totale di 280 litri di acetilene
Questo e' finalmente un po' piu' serio, l'acetilene non e' bello e come tutti i combustibili puo' fare danni, e' un gas estremamente pericoloso perché può esplodere anche con inneschi minimi ed e' solubile...
MA e' contenuto in bombole di acciaio piuttosto spesse, come del resto quelle di cui sopra, e non penso che qualcuno cominci a staccarle dai supporti (le cose pesanti vengono sempre fissate) e usare grosse mazze sulle valvole per spaccarle.
Oltretutto stiamo parlando di bombolini da pochi litri quelli alti 20cm per contenere solo pochi litri.
Quelle alte che usano i tubisti sono da 600l circa.
Dai non scherziamo!


1 tonnellata di ipoclorito di sodio
la formula (NaClO) e' simile a quella del sale (NaCl) e sbianca e uccide per liberazione dell'O che e' attaccato per la coda, nell'eventuale liberazione nelle stanze comincerebbe a cercare di ossidare tutto cio che incontra e siccome e' usato in lavanderia si adopererebbe a "bruciare" le tonnellate di tessuti e le attrezzature presenti prima di uscire. Penso che la concordia ne uscirebbe pulita in molti sensi anche se un pochetto salata.


600 chili di grassi per apparati meccanici – 354 chili di smalti densi - 855 litri di smalto liquido -293 litri di pittura - 50 litri di insetticida liquido e 1,8 chili di insetticida gel - 123 litri induritore – 45 chili di mastice – 10 chili di impregnante
Molte di queste cose sono effettivamente molto pericolose come l'insetticida, altre meno e comunque sono conservate in contenitori sigillati.
La pittura, lo smalto, sono conservati in tolle che nel peggiore dei casi (corrosione elettrolitica) durano minimo un anno massimo una decina quando il prodotto e' ormai solidificato.
Non penso che sulla concordia si siano rovesciati piu' di 30l di vernice e sul disastro in se, pensiamo solo all'antivegetativa grattata sugli scogli, cosa che nessun verdosky ha fato notare, sono bazzecole.


41 metri cubi di oli lubrificanti
conservati o nel motore?
Se conservati sono in barili e quindi avete tutto il tempo del mondo per recuperarlo. Se nel motore e l'albero e' del tipo aperto sono gia' in acqua da un pezzo. Forse bisognerebbe fare delle indagini.


una stima di 2.040 metri cubi di IFO380 carburante
Questo se riversato nell'ambiente sarebbe una grossa rogna MA la cosa che aiuta e' che le casse vengono sigillate in caso di problemi e salvo problemi grossi quello che esce dagli fiati essendo un coso (non e' definibile certo come liquido o gasolio) densissimo e' molto poco.
NESSUNO ha fattonotare perche' si cincischia nel recupero del combustibile: a 15C e' talmente denso che un tubo largo una spanna ci metterebbe mesi a succhiarlo.
Prima di finire nel common rail (pensavate mica che fosse un'invezione italiana, vero?) il combustibile viene riscaldato tramite vapore altrimenti uscirebbe dagli iniettori come dentifricio.


una stima di 203 metri cubi di gasolio
dove sono, come sono messi?


Alla fine tutto questo elenco dimostra che si urla al lupo al lupo anche se passa un agnello o/e si dimostra altresi' che gli urlatori sono ignoranti.

Pubblicare un elenco di sole 3 voci sarebbe stato molto meno impattante come copertina ma non sarebbe stato invece ridicolo com'e' stato.

3 voci sono preoccupanti le altre...

Inoltre e' ben diverso dire che vi sono dei contenitori sigillati e al sicuro di olio o che e' finito olio in mare, molto diverso.

Be' io mi lavo i denti a prua con in mano una bottiglia di acqua: verro' considerato sterminatore delle coste.

Forse manca il senso del ridicolo.

lunedì, gennaio 16, 2012

Costa concordia

tipici crocieristi in una foto di costacrociere.it


Non penso di essere un grande navigatore, dopo tutto le barche che ho portato non le ho mai portate senza che a bordo ci fosse qualcuno più esperto di me. Mi sono divertito un po' con tutte le misure anche se preferisco barche oltre i 7 m poiché nel navigare la cosa che mi piace di più è il viaggio in sé.

È molto bello navigare in piena notte con la mano sul timone di un 16 m mentre tutto attorno esiste solo il mare e tu sai che alle spalle, molto alle spalle, hai la Sicilia e tra qualche ora al sorgere del sole che cancellerà la volta stellata potrai vedere una striscia di terra che in realtà è la Sardegna.

Il bello del navigare è appunto che a pochi centimetri da te, basta che allunghi la mano lo puoi toccare, trovi il mare e se sei fortunato il tuo dito lascerà una scia come una stella cometa che attraversa la parte di universo che riesci a vedere.

Penso di aver percorso all'incirca 7-10.000 miglia, grosso modo 18.000 km, su degli yacht (quelle barche dilettevoli dotate di alberi e vele) all'interno del Mediterraneo un posto dove, per fortuna, le condizioni di mare sono relativamente clementi.
Durante i miei viaggi fatti soprattutto come manovalanza amica ho tratto delle considerazioni sul perché le persone debbano andare in barca a vela: in base ai loro comportamenti La maggior parte di clienti non desidera assolutamente essere in barca ma preferirebbe stare a terra solo che è molto più libidinoso poter dire agli amici di essere stati in certi posti in barca in maniera da potersi equiparare a qualche personaggio televisivo.

Detto questo appare ovvio che il 99% degli italiani non sappia assolutamente navigare e quei pochi che lo fanno appartengono alle categorie strane.

i gommonauti sono personaggi abbastanza strani: possono spendere per un chewing-gum con un motore grosso cifre che gli consentirebbero uno yacht enorme. Alcuni di essi pur avendo cinquecento cavalli di motore a due tempi si reputano ecologisti perché è nella loro testa bacata quel tipo di imbarcazione rappresenta tutte le cose che si associano all'ecologia e quindi dev'essere ecologico per forza. Negli ultimi anni questa imbarcazione si è scoperto che sono scomode, bagnate, vanno piano e consumano cifre di carburante assurde.
I costruttori quindi hanno chiesto che cosa volevano i consumatori, si noti bene consumatori e non navigatori, e da queste risposte sono nati i nuovi gommoni che sono in realtà barche a motore di plastica come la maggior parte di barche a motore ma contornati da un cilindro gommoso che li fa assomigliare ai vecchi gommoni. S'è perso così l'unico vero vantaggio del gommone: la possibilità di smontarlo e infilarlo nel bagagliaio dell'auto.


I cafonauti sono quelli che vorrebbero andare per mare per potersi al limite tuffare ma purtroppo in mezzo al mare non esiste l'autostrada e allora comprano degli oggetti che sono automobili ma un pochettino più grandi. Il motoscafo deve quindi avere un volante, guai a chiamarlo timone, ed essere più grande può avere più cessi del vicino di posto barca. Ovviamente tale cosa verrà condotta con lo stesso stile con cui l'arricchito guida il suo furgone da lattaio, in milanese SUV, nel traffico cittadino.
Per qualche motivo strano lui deve utilizzare come riferimento le barche a vela che passano usandole come portale si avvicina velocemente e poi decide di tre tagliare la strada al poveraccio che magari sta andandosene in giro tranquillo con una piccola barchetta di 7 m. Oltre al fatto di dimostrare così ignoranza sul bon-ton marinaresco costringe il poveraccio a qualche manovra di emergenza e una doccia di acqua salata. Ma forse è questa la motivazione che lo fa agire così: l'insoddisfazione e il tedio di sentire il rombo continuo e costante dei motori e l'invidia di chi attorno a sé ha solo pace e silenzio e magari sta sorridendo.


Il crocierista infelice è un'altra delle figure che popolano l'Italia. Avendo deciso di dover passare in barca tutto quel tempo la prima domanda che fa appena si mollano gli ormeggi e' "quando si arriva". Se la navigazione procede per otto ore questa frase la sentirete almeno duecento o trecento volte e nonostante gli spiegate che arriverete a sera lui vorrà assolutamente sapere il minuto preciso in cui voi arriverete indipendentemente dai capricci di Eolo o della corrente.
Tendenzialmente il crocierista infelice soffrirà il mal di mare e nonostante le vostre attenzioni e le spiegazioni su cosa è necessario fare e non fare per diminuire quella sensazione lui farà esattamente il contrario: scenderà a in cabina, berrà grandi quantità di vino, giocherà con il telefonino per ore, si farà prendere dal panico perché non c'è campo, deciderà, nonostante gliel'abbiate vietato, di fare la doccia con la barca sbandata costringendovi alla pulizia sulle onde e ad ascoltare i suoi lamenti sui lividi che si è auto inferto quando completamente insaponato e bagnato per un po' di beccheggio ha cominciato a rovinare sul pavimento rimbalzando poi per tutto il bagno che essendo di plastica lucida ben si presta a non frenare un deretano lubrificato lanciato con brio.
Questo personaggio odia dormire in rada cullato dalle onde ascoltando i grilli che da qualche parte lì nella notte ci danno dentro. Il sogno della crocierista infelice è un porto pieno di boutique preferibilmente di fascia alta mentre quello maschile è un posto pieno di bar dove pare l'aperitivo e cercare di incontrare le crocieriste. È infatti il momento dell'arrivo in porto quello che dà maggiore soddisfazione a questi personaggi che cominciano a tuffarsi sul molo mentre ancora stai cercando di terminare l'ormeggio e la scaletta o la passerella non sono ancora fissate e messi in sicurezza che loro debbono passare e quando fa notare che non è sicuro rimarcano il fatto che loro debbono assolutamente scendere ORA. Non possono neppure aspettare i cinque o sei minuti necessari per terminare l'operazione.

Ascoltando le esigenze di questi consumatori è ovvio che qualche grossa azienda, costa crociere, ha fatto un'enorme nave dalla quale è possibile passare 10 giorni senza vedere il mare.

Le stanze con i balconcini sono invece richieste in quanto fa tanto status simbolo tanto non verranno mai utilizzati in quanto non è possibile che arrivi l'aria condizionata.
I percorsi vengono fatti tenendo conto che la gente potrà dire di essere stata qui o lì magari imposti gli Stati diversi e piuttosto lontani. Fino a qualche anno fa incrociare una nave un traghetto era una cosa semplice soprattutto se possiedi un radar.
Tra il momento dell'avvistamento è quello dell'incrocio passavano i secoli in genere mi facevo un the.
Adesso grazie potenti motori la velocità di quelle cose è diventata missilistica è bisogna starci molto attenti.
La costa concordia rispetta in pieno queste esigenze richieste dei consumatori essendo un'enorme contenitore con i dipendenti di mezzo mondo, spesso sottopagati, aria condizionata a palla e visione del mare e dei luoghi esclusivamente dal finestrino della murata vicina.

mentre giornali continuano a sparare notizie senza capire nulla, ci fosse mai un giornalista in una redazione di giornale?, proviamo a guardare come si svolge la crociera è andata picco. Questa per esempio è una delle informazioni che nessun giornale o telegiornale che io ho letto ha riportato:

1°Giorno Palermo - 14:00
2°Giorno Civitavecchia 08:00 19:00
3°Giorno Savona 08:00 17:00
Sostanzialmente passate tre giorni a raccogliere passeggeri, non che siano i primi due scali assolutamente senza attrattive ma sinceramente non sono le città che consiglierei in una vacanza marinara.
4°Giorno Marsiglia 08:00 18:00
5°Giorno Barcellona 08:00 18:00
Immaginando che uno in vacanza non si alzi alle sette di mattina oserei dire che non solo ci si perde il bello di Barcellona nella notte ma che non si ha neppure il tempo arrivare a vedere un paio di follie di Gaudì
6°Giorno Palma 08:00 18:00
7°Giorno ...navigazione...
8°Giorno Cagliari 08:00 -
9°Giorno Malta 10:00 18:00
Forse questo giro è ideale per qualcuno che intende vedere le città dal finestrino potrebbe essere più interessante, e se è organizzato in massa in questa stagione meno costoso, farlo in aeroplano.


Nonostante le premesse tutti giornali si sono tuffati a raccontare quello che è un doloroso disastro infarcendolo termini nautici e di accuse verso il capitano o dei membri dell'equipaggio. Come solo si possa immaginare che esista la cultura per andare ad analizzare simile e tragico evento io mi mi chiedo.

Sinceramente io non so il motivo per il quale quella nave si è andato a schiantare i giornali hanno ricamato molto su belle parole inventate per definire una procedura di "saluto" al sindaco o chi per esso.

Bisogna dire una cosa un paio di volte di disastri simili sono stati dati da momentanee disfunzioni del sistema GPS: un cargo per esempio era finito in secca vicina alla Sardegna poiché l'equipaggio dopo aver sistemato i sistemi di guida anziché rimanere come d'obbligo di vedetta se n'era andato bellamente a ronfare. Ed il GPS non e' SEMPRE funzionante.

Un paio di volte mi è capitato di incrociare navi da crociera e di una in particolare mi ricordo perfettamente poiché eravamo in Grecia
http://maps.google.it/maps?hl=it&ll=38.694856,20.72103&spn=0.054128,0.077162&t=v&vpsrc=6&z=14
mentre noi stavamo andando a Steno dentro a quella specie di laguna che vedete a bordo di un 22 m con due alberi e quattro vele aperte arriva a bomba velocissima una nave crociera che ci taglia la strada.

Normalmente una barca a vela ha la precedenza ma in genere contro colossi cosi' che non sono in grado di manovrare nessuno sano di mente ci fa affidamento.

Mentre guardavamo quel palazzo infilarsi in quell'imbuto passavano i minuti e la nostra rotta non cambiava per il semplice motivo che inizialmente andava troppo forte per poter arrivare lì vicino e secondariamente non pensavamo che ci potesse fisicamente stare nel posto dove stavamo navigando.

A tutto questo si aggiunge che la zona è piena di scogli e creste semisommerse e le carte nautiche per qualche strana ragione danno la distanza tra le isole e la loro posizione un po' diversamente da quello che in realtà tanto che io stesso stavo centrando in pieno un'isoletta vicino a scorpio perché mi stavo fidando troppo nelle carte ma per fortuna avevo a bordo una vecchia volpe della zona che mi ha gentilmente elargito uno scalpellotto nella nuca.

Così ad un certo punto ci siamo ritrovati improvvisamente a razionalizzare che il villaggio vacanze semovente stava arrivando proprio verso di noi, anzi, sopra di noi.

Per quanto non manovri assolutamente il villaggio vacanze è piuttosto veloce, peggio di un SUV, e ci costrinse ad una manovra repentina per salvarci.
Era l'anno 2005 (o era il 2007?) sinceramente non ricordo il nome della barca e forse non avevo avuto neanche il tempo di leggerlo ma ricordo perfettamente il palazzo in arrivo, i nostri motori a gasolio fumanti la trepidazione della questione e questa enorme prua cosi' veloce mentre attorno tutti i barchini scappavano e noi dovevamo controllare anche quelli visto che eravamo i piu' grossi e quindi meno manovrieri.

Probabilmente parte del successo di una crociera del genere consiste in quanta roba riescono a vedere dai finestrini, come da un televisore al quale sono abituati, i consumatori che vanno ad acquistare la vacanza galleggiante.

Questo porterebbe a tentare rotte sempre più vicine o di finire in un ginepraio come quello che ho citato sopra della quale una nave da crociera non dovrebbe neanche metterci il naso figuriamoci l'opera viva.

Per questo motivo, forse, il danno potrebbe essere conseguenza di qualche richiesta da parte del comando o addirittura del proprietario della nave. Se così fosse forse non tutti i mali vengono nuocere, certo dispiace sempre che qualcuno sia morto, ma sono abbastanza sicuro che per qualche anno eviteremo di vedere arrivare velocissimi bolidi senza freni e sterzo a distanza ravvicinata dalla spiaggia.

Ci vorrebbe qualcosa di simile, magari senza morti, per quei motopesca che giornali impropriamente chiamano yacht e che il vocabolario dovrebbe chiamare motobarche che ormeggiano spesso a 4 o 5 m dalla riva come accade ad esempio a Stromboli.

Rimangono poche cose certe per il momento
0) e' una tragedia e un disastro
1) i giornalisti non esistono piu'!
2) la nautica agonizza e pochi itaGliani la conoscono (vero monti?)
3) il motivo non si conosce ancora ed e' inutile riportare sempre le stesse cose inesatte.
4) mi piacerebbe avere una barca (lo so non ci azzecca.... ma mi divertiva scriverlo)

giovedì, marzo 24, 2011


Dopo aver visto come non si fa un bidet fintoecologico ma dai molti ecosponsor ecco una barca veramente particolare.
Avevo detto che la velocita' di una barca e' proporzionale alla sua lunghezza ma ci sono 2 eccezioni: una sono gli hydrofoil.
Eric tabarly prima di scomparire ebbe un sogno relizzatosi molti anni dopo nel 2009.
I materiali adatti negli anni 90 non esistevano ma la strada era chiara:
Volare a vela sull'acqua, quello che planet solar racconta, materiali e studi, qui ci sono davvero!
i risultati non mancano di stupire:
Velocita continua di 50Knt (quasi 100Kmh) con un vento di 30.
Velocita' sotto raffica di 56Knt (104Kmh)
Non male rispetto agli 8 di picco del bidet solare solar planet, no?

Stranamente nessun giornale ne parla, andare a vela non e' ecologico come buttare via pacchi di cadmio.

Comunque sti tizi sanno progettando di spararsi l'oceano con una media di 40nodi per battere il record di 33.
Come faranno a dormire ad una simile velocita' lo sanno solo loro deve essere come andare su di uno sterrato pieno di buche con un fuoristrada a 200Kmh.

La barca e' lunga 28metri e pensano di fare con una gemella il giro del mondo in 40 giorni.

Prima che qualcuno pensi che vi siano errori nei numeri sparati: le barche a vela moderne, non la caracca S.Maria, possono andare piu' veloci del vento e sebbene questa cosa stupisca anche i velisti della domenica e' perche le vele sono ali e il vento in poppa e' tutt'altro che l'andatura piu' veloce. Il vento in poppa e' meglio che in prua ma non e' un augurio per una barca da sparo come un VOR o un multiscafo.

domenica, settembre 12, 2010

Comet


Van de Stadt e Finot litigarono sulle linee e tivarono fuori una barca che per l'epoca, 1971, era un'astronave!
Io la vidi la prima volta quando avevo 17 anni e mi sembrava ancora un'astronave...
Poi tutti gli altri copiarono.