venerdì, febbraio 13, 2026

il CD ha distrutto l'HiFi?

 

Negli anni prima del CD l'impianto HiFi era diviso in 2.

I compatti, una famiglia estesissima, non sempre HiFi, ma sempre un tentativo non sempre riuscitissimo.


 I compattoni erano un modo ragionevole per le masse meno intenzionate a spendere per ascoltare musica.
Erano prodotti in varie qualita', ma il sottotesto era avere tutto il possibile con il meno possibile di prezzo.
In genere era un giradischi, un amplificatore, l'immancabile radio e delle casse, spesso con il deck, dal prezzo popolare.
Le casse erano affari di truciolarino sottile alle volte chiuse posteriormente da un foglio di cartone sparato con delle graffette, spesso erano dei 2 vie con il wooferino da 10/13 veramente modesto.
Il giradischi era il solito lesa, dual o similare con un chiodo piezo piantato malamente nei dischi.
Tralascio il deck che era ovviamente da poco e raramente stereo8.

Pero', possiamo dirlo senza essere picchiati? 
non erano poi cosi' male.
Non sto dicendo che suonassero bene, giammai, ma stiamo parlando che con cifre contenute un po di casino e musica potevi averla e rispetto ad epoche appena passate per moltissimi era un gran passo in avanti.
Che poi e' quello che conta.

Poi  se era marcato "orgoglio nazionale" era costoso, ma altrettanto pessimo, l'orgoglio malcompreso e' sempre pessimo.


Altro affare  a meta' strada era il sintoampli. 

 

La fonte principale della musica all'epoca era la radio, negli anni 70 la grande qualita' FM (ricordate sempre il contesto, non fate come con le auto) spinse verso l'HiFi molte persone.
E' una soluzione sensata: concentrare il soldo dove serve.
L'affare era spesso aperto all'espansione, ma era inizialmente concentrato sui bisogni con il bonus di non aver in giro piu' pezzi e menate.
Ad un prezzo superiore, ma non troppo, del compattone, poteva gia' dare delle soddisfazioni e alcuni sintoampli non erano neppure modesti con le prestazioni, soprattutto se corredato con casse furbe.
In Italia non aveva successo, l'italiano vuole DI PIU'.

 

 


 Questo raro affare pioneer del 1982, in vita mia ne ho visti solo 2, che aveva per l'epoca un colore coraggioso e non il solito spazzolato, rappresenta bene l'idea (notate il particolare giradischi motorizzato).
L'idea del rack era la modularita'. 
Sia per comprare solo cio' che serve, sia per poter integrare pezzi, anche da marchi differenti (del resto era tutto abbastanza standard, sia preesistenti.
Inutile dire che in italia non esisteva modularita'.

La domanda piu' inutile che si potesse fare era:
"quali pezzi desidera comprare?"
Perche' le risposte erano: 

"TUUUUUUUTTTIIII"

o, se erano ben educati 

"di più, grazie."

Per aggiungere pezzi ormai non si sapeva piu' cosa fare
Prima l'equalizzatore
Poi l'orologio/timer (ne avessi mai visto uno con l'ora regolata) che costava mezzo ampli.
Poi l'eco (che razzo gli interessa ad uno dell'eco, forse era la moda del Boss aMMericano) schifando il riverbero che nessuno sapeva a cosa servisse.
Mi raccomando 2 cassette!
Piu' uno aveva soldi piu' voleva piu' cose.
E le casse idem, 2 vie era per poveracci: "ma come? non avete casse a 4 vie?"
Le ottime HPM100 si vendevano perché erano 4 vie, non perche' suonavano.

Al di la delle follie quello che era certo era che, nonostante tutto, le cose andavano sempre meglio.

Quello che pero' era strano e' che era sempre nel mobiletto, che era imprescindibile, altrimenti come fai a farlo vedere al cuggino se e' nascosto in libreria?
Infatti erano sempre in bella vista: mobilettone e casse tutti messi sul pavimento vicini insieme, il peggior modo di metterli in casa, mono e larsen garantiti.

Ma un'altra cosa era stramba: nello spazio per i dischi al massimo se ne vedevano un paio.
Qualche cassetta, per lo piu' al ferro di primo prezzo con l'etichetta scritta con la BIC sbavata con dentro chissà che cosa registrata chissà come.
In pratica il rack era solo "ci ho comprato anchiò" e se non bastava nei quartieri popolari il tamarro, che non era ancora Max con 2 ruote rumoreggianti, spalancava le finestre, anche in inverno,  per far sentire la sua canzonetta napoletana, sempre la stessa che "ci aveva" un solo disco, a tuono per tutti i primi 6 mesi dall'assegno pagato per il rack.

Ma di fatto l'italiano non ascoltava musica.
Del resto senza istruzione come poteva?

In quella situazione arrivano i CD nel 1982, ma in forze dopo il 1983-4.
Io amo i CD, e' un formato di una eleganza straordinaria di una furbizia estrema.
Fossero tutti cosi' gli standard...

Il problema e' che chi comprava il rack lo voleva.
Ricordate al domanda e la risposta?
Cosa desidera signore?
"TUTTOoooh!"
Non voleva rinunciare al resto, neppure ad un componente, in alcuni casi neppure all'orologio! 
Voleva TUTTO.
Il fatto e' che un impiantino "standard" andava con cifre tipo  1.200.000 ai 2.000.000 di tristi lirette circa, non mi uccidete se non le ricordo giuste,  ma il CDP costava da solo oltre  600.000 lire, il pezzo piu' costoso di tutto il coso.
Nulla valeva consigliare di rinunciare al CD o alla seconda cassetta: ci vuole TUTTO.
Ovviamente spendendo sempre le stesse cifre di 6 mesi prima.

La parte bassa fu immediatamente saccheggiata dai rackioni, come chiamavamo fra pischielli i compattoni brutti di bassa qualita' cubici. (non e' che ora e' design shamingo?)
Il rackione era tipicamente la nuova fascia bassa del compattoni di cui sopra, ma, ed e' qui la furbata, fatti a cubo cosi' che si potessero mettere nei mobiletti appositi per i rackioni e, grazie al design furbetto, poter essere confusi con un vero HiFi.


Potete notare il mobiletto speciale per nascondere il fatto di essere un cubo (quindi non necessitante di mobiletto) e la disposizione delle casse che era piuttosto tipica in quelli senza vetri, tanto i dischi chi se li compra, e' un totem, un simbolo, non ha nessuna altra funzione.
La richiesta quindi passava da avere un impiantino da 1,2Mlire ad un coso come questo corredata da un CDP il tutto a 1,2Mlirette.
"Perche' se ha il CD suona bene!"
Dopo pochi mesi cominciarono ad apparire e rimanere stabili nelle vendite dei rackioni con il CD integrato

Notate la forma a cubo senza logica se non a mimare un rack, e, mi raccomando, con tutto quello che si puo' desiderare, tante cassette e persino l'equalizzatore!

Ovviamente poi bisognava risparmiare dove si vedeva meno e avevano casse di cartone 1 o 2 vie che pero' sembravano averne regolarmente 3 grazie a vernice o adesivi furbi.
Con 4 nasceva il sospetto, 2 erano pochi per l'ego del compratore. 3 e' il numero perfetto e magico, dai fantasmi formaggini alle religioni.


 Quasi meta' del mercato erano cubi, dopo le tappe di miglioria avvenute nei decenni precedenti i passi in avanti erano stati azzerati: pero' si sente bene perche' e' digitale!

Caxxo voleva dire digitale con quel suono di medda, ben peggiore di una sonos, nessuno lo sa.
Infatti quella roba oggi e' difficile trovarne una foto nonostante se ne siano venduti migliaia di pezzi al mese solo in italia.

Il resto del mercato non e' che non avesse subito, gli impianti da 2M rimanevano impianti, solo che ora erano impianti da 1,2M con il CD da 6-800.000 lirette appiccicato.
E questa roba,era molto lontana da un impianto da 2M, faceva davvero pena.

Ecco quindi la ricerca spasmodica dei marchi nell’introdurre di ampli e casse (e altro) da poco all'interno della gamma, gamma che spesso non aveva mai avuto roba cosi' economica in catalogo.
E adesso avete capito a cosa serviva quella immonda roba narrata nell'articolo con la grande Sanyo.
Serviva a produrre un intero rack che costasse la meta' di prima per permettere di venderlo allo stesso prezzo di prima, ma con il CD. 
Le radio tornavano all'ago e con la manopola direttamente connessa al condensatore (altro che i bilanciati) che sembrava ruvida come la radiolina di fantozzi, i deck DOVEVANO essera a due vani e costare poco, ma suonavano come un mangiacassette e ovviamente l'ampli era scarsessimo come le casse che erano leggerissime e spesso prodotte in loco (vorrai mica la roba jap!).
Certo, meglio di un rackione, ma rispetto a 2 anni prima erano pessimi.

Per anni avere un "HiFi", vero o finto, era avere una "torre" con 2 casse e un CD, cosa che fece anche buttare molti dei compattoni precedenti che in questo confronto con i rackioni non eran neppure peggio, anzi.
Dalla padella alla brace, ma con il CD.

Quando i CDP scesero LENTAMENTE di prezzo, discesa lenta poiché  cinesi non facevano ancora dumping e altre sevizie nell’elettronica complessa, come avvenuto con il DVD, il mercato era ormai abituato ai prezzi dei bidoni e nessuno voleva spendere piu' del bidone minimo a cui erano abituati per il resto dell'impianto.

Certo, la fascia alta non aveva avuto problemi cosi' gravi, ma l'intera industria, che come sempre e' sostenuta dal prodotto a volume, stava per crollare.
Il fascino dell'impianto di razza, o di lusso, era ormai tramontato era oramai un oggetto come tanti, spesso in plasticone. 
Era finita la MAGIA...

E con la fine della magia l'interesse dei consumatori. 

Finito il ciclo "ci accatto anche me U Ch De" che aveva pompato il mercato con grandi vendite, per quanto abbassando la qualita',  il mercato si avviava verso una discesa inesorabile.
Del resto se il CD rende automaticamente ben-suonante "grazie ai bitti" la roba, qualunque cosa abbia i bitti suona bene.  
E di recente piu' bitti hai meglio e', no?
Nulla di nuovo sotto il sole che troppi prendono in testa.

Il corollario di questo ragionamento scimmiesco e' che non serve piu' avere un HiFi, ma avere i bitti. 
La conseguenza spiccia e' che la qualunque cosa abbia bitti e' sufficiente per un uso personale, no?
Se non vi ricorda la televisione HD, siete anime candide.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ovviamente non e' l'unico motivo per la scomparsa dell'HiFi, ma ha dato di certo un bel contributo.
Le rivoluzioni, come hanno dimenticato in EU sparando sulle auto, non e' mai come speri e CERTAMENTE non e' mai senza collaterali dolorosi.
Il CD e' un formato straordinario, ma e' anche stato uno dei chiodi nella bara che hanno ucciso il mercato che andava a completare nelle intenzioni degli inventori. 

Non per sua colpa, ovviamente, ma per un pubblico che non ha capito un caspita, complice l'esaltazione della qualita' del CD stesso, all'eccesso di narrazione che lo ha reso magico: se esiste il CD tutto e' BBello. (vi ricorda ABS, ASR e varie su veicoli che non stanno in strada?)

Il CD ha abbassato la qualita' media degli impianti per anni, di fatto avere il CD voleva dire per milioni di famiglie un pessimo impianto che, paradossalmente, sarebbe suonato MOLTO meglio con un LP non comprando il CDP.

La rivoluzione del CD prometteva di portare IN TUTTE LE CASE alta qualita' per saziare gli HiFi, piu' o meno decenti, ma con prestazione in grande crescita da decenni, HiFi che erano piuttosto diffusi e che si vendevano a palate.

L'idea era che con questa roba gli HiFi sarebbero esplosi ancor dipiu' e la qualita', mediamente gia' interessante, sarebbe migliorata spingendo il mercato verso impianti migliori per sfruttare questa enorme qualita' divenuta disponibile.
Come avvenuto in passato con alte novita' teNNiche.
Insomma un futuro fatto di fiumi di latte, manna, miele e risotto alla milanese.

Nessuno avrebbe immaginato che dopo 20 anni dalla presentazione, praticamente 15 anni dal boom del CD, gli HiFi sarebbero scomparsi dalla maggior parte dei negozi e il trend fosse oramai in picchiata durissima facendo chiudere aziende a raffica.

Fatevi due conti: 
-in quante case oggi  vedete un affare che puo' definirsi a livello di un HiFi degli anni 60?
-quanti di questi impianti sarebbero veramente in grado di sentire una differenza fra un buon giradischi e un CD?

Come dite?
Gli HiFi sono stati rimossi dalle case?
Il CD e' diventato inutile?
Davvero in quante case percentualmente che conoscete esiste un impianto che per cui un CD ne vale la pena e non basta una qualita' FM da mp3 da 96Kbps o poco piu'?
E quella rara volta che ne vedete uno, funziona?
Perche' io ne ho visti persino con scollegata la spina e lo lasciano li per coprire il buco che ha sempre avuto. Mobilio.

Le rivoluzioni sai quando le inneschi, pero' vanno dove caxxo vogliono loro.
Anche in direzioni decisamente impreviste. 

Ripetere con me:
Le rivoluzioni non sono un te con i pasticcini. 
Le rivoluzioni sono lacrime, sangue e imprevisti.  

 

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Notarella PS che accentua il problema nell'HiFi nostrana:
All'epoca vi furono un sacco di indagini sul mondo della musica che si aspettava in previsione da questa rivoluzione digitale un incremento a bomba dei numeri. 
Ma non avveniva, le rivoluzioni non vanno mai come ti aspetti, le vendite di dischi non decollavano e allora si guadarono i numeri per vedere se esisteva dell'installato a sufficienza.
Si, esisteva, il boom degli acquisti di "piu' o meno HiFi" con il CDera avvenuto di certo.

Il fatto e' che gli italiani non ascoltano musica.

Alcune di queste statistiche dicevano che tolti i CD omaggio e simili (spesso venivano regalati con i lettori, Zucchero nel 1987, per dirne una, scalo' le classifiche cosi') ci furono mesi interi in cui si vendevano piu' CDP che CD.
Compri un CDP per non usarlo. Interessante, vero?
All'interno di un certo anno intero il numero medio di CD comprati per CDP venduto si attestava sotto i 2. 
O se preferite 0,X% vs  installato
Compravano il lettore per non usarlo.
Non sono sicuro che fossero analisi fatte per bene, anzi, ma il problema era visibile: nessuno voleva comprare un maledetto CD, in giro non si vedevano, i mobiletti erano vuoti.
Le rivoluzioni sono sempre un incertezza.

(Per chi pensa subito al taroccatore, semo italici, no?,  ricordo che non esistevano i CD-R e quando arrivarono per anni non era conveniente la copia: nel 92 un CDR da PC costava cifre da comprarci una valigia di CD musicali, il laser durava poco e il CD-R costava poco meno dal CD con la musica. Il contesto e' importante.)

 

 

2 commenti:

docelektro s.a.s. ha detto...

secondo me chi ha veramente accoppato l'alta fedeltà è stato avere la musica sul computer e poi in seguito i telefonini e le casse grandi una pantegana.

Il cd non è decollato come si sperava perchè nel nostro paese per ogni cosa si deve passare tre 20 passamano e i prezzi salgono come il concorde.

Stendiamo un velo penoso sul supplemento disco TV e sul fatto che in ogni LP/CD /cass c'erano 2 canzoni belle quando va bene e il resto schifo. Ricordo le serate a registrare sanremo sugli 88 (portante canale C) quando su qualche radio rai lo davano in stereofonia ma ci parlavano sopra come le comare al mercato sgallinando anche a metà canzone.

Il CD è morto ,ammazzato dalla rete e sopratutto dall'MP3 che a spese di un calo qualitativo consente di fare stare 4 ore su un cd come ridere.

Gli impianti di una volta hanno poca colpa,ricordo un mio defunto amico che aveva detto una frase ossia "un piccolo giradischi a batteria ti terrà compagnia quando il resto del mondo si fermerà". Tra i vari significati era quello che per tenere compagnia bastava molto poco. Avere la possibilità in un solo pezzo di avere radio,cassette,giradischi e quant'altro è stato per un pò la panacea per tutto.

Io non voglio accusare il cd,semplicemente sono cambiati i tempi. Oggi un lettore cd c'è in tutti i computer e di fatto se lo colleghi a un audio decente,non solo le cassine della trust da 1 W ,ti dà la possibilità di fare a meno dello "stereo".

Il compatto orizzontale rappresenta secondo me la più logica evoluzione del giradischi amplificato

Link solo per blue flame https://docelektro.blogfree.net/?t=6495059

Celso ha detto...

Mio padre comprò un rackione, come lo chiami te, cubico, Philips, monoblocco salvo mi pare per il CD (separato, impilato in basso).
Ci abbiamo ascoltato un CD ogni sera a cena per decenni, principalmente classica.
È ancora vivo e ogni tanto ci attacco la chitarra tramtramite scheda audio esterna.
Dovrei rifare le sospensioni alle casse, e probabilmente i finali ormai sono cotti, ma avrà, a occhio, 35 anno di vita.... direi che il suo onesto lavoro l'ha fatto.