Prima di iniziare con la storiella un lungo pippozzo storico dei miei.
Dovete sapere che esisteva un marchio che in italia era snobbatissimo che era Sanyo.
Sanyo non aveva speso nel marketing come Sony, non era cool come la grande grundig e soprattutto non aveva dei leccapiedi come le schifezze di casa nostra come brionvega (il solito successo con i numeri di una debacle con conseguente sperpero di pubblico danaro in prestito che ora paghiamo).
Sanyo cosi' campava sia di marchio proprio sia, soprattutto, producendo apparecchi completi per terzi, kit di assemblaggio ed infine pacchetti veneziani "faso tutto mi"
In questa sua attivita' spaziava dai top di gamma al minimo indispensabile.
Per esempio: quando arrivarono i CDP vi fu un momento in cui il 70% dei CD altro non erano che philips o Sanyo con una bella etichetta essendo sulle dita di una mano le aziende in grado di costruire un CDP in tutte le sue parti.
Se era con la meccanica verticale era con buona probabilita' un sanyo al 100%, anche se costava 10 volte tanto
Spesso questi CDP philips o sanyo erano pasticciati (es spostando il cassettino in centro e il posto dei tasti) spacciandoli per prodotti dal suono unico personale e favoloso. In genere suonavano uguali all'originale o peggio.
Poi con gli anni questa tecnologia e' stata compresa anche da altri costruttori e dal kit completo mano a mano compravano solo una parte ed infine il mercato e' cambiato e non vi e' piu' stato questo dominio.
Altro goal di sanyo e' la straordinaria serie STK
Photo: un stk sacrificato per far vedere cosa e', visto che li fanno ancora persino in classe H.
L'idea e' interessante, n on completamente nuova, ma realizzata con intelligenza: tutto quello che serve ad un ampli dentro una cartuccia.
Il costruttore deve solo mettere l'alimentatore e 2 componenti in croce, notate anche che quando sono nati non esistevano gli integrati odierni e la serie TDA 20XX era ancora da divenire e quando arrivo' non era migliore.
In pratica una quantita' imbarazzante di ampli, fra i 20 e i 150W/ch per diversi decenni era di fatto un pacchetto Sanyo e 2 foglie di insalata di contorno.
Se volete vedere le primissime versioni della serie STK in azione potete vedere il Sanyo DCX 3300 K del 1973 dove ancora molti componenti sono esterni alla cartuccia, un sintoampli da 50W quadrifonico (la mania di riempire di casse un soggiorno non e' nuova, all'epoca era considerato il futuro) con ben 4 STK 4241. All'epoca non era neppure cosi' malaccio.
La serie, molto variegata, ebbe un ottimo successo ed era molto furba riducendo errori e tempi di montaggio.
Equipaggiava ogni tipo di amplificatore, da quelli scrausi a ottimi prodotti degni di nota.
Non si e' mai parlato molto di questa roba perche' il problema e' che rischiava nel popolo di accomunare prodotti molto cheap mal suonanti ad apparecchi decenti (es onkio, ma anche sony).
Infatti per anni gli arrabbiati sbavano di fronte ai "componenti discreti": poteva esser fogna, ma essendo a componenti discreti era in automatico ottima.
Per la cronaca gli ampli technics, che erano tutto tranne che pessimi, usavano degli STK su misura, cosa facilitata dal fatto che i presidenti erano "imparentati". Oggi Sanyo e' stata assorbita da Matsushita che continua ad essere leader di KnowHow nell'elettronica, bizzarramente non di vendite.
La fregatura e' che oggi se dovete riparare un ampli con questa roba guasta trovate solo dei fake cinesi che nulla ci azzeccano con l'originale e/o con sigle tarocche. Anche se, onestamente, se sono rotti e' stata fatta grande sevizia.
Prima della serie STK Sanyo forniva anche PCB di amplificatori e addirittura interi ampli, come del resto facevano anche altre aziende giapponesi (es Hitachi) che all'epoca erano considerate come oggi la Cina. Furnitura che poi e' proseguita negli anni sia per motivi di marketing "harg, il power pakk nooooo" sia perche' gli STK comunque non erano regalati.
In pratica questa cosa era considerata normale per ampli MOLTO economici, del resto il Giappone non era ancora considerato di livello come oggi, risentiva ancora dell'idea degli anni 60/70.
Ricordiamo ancora che in quel momento anche un singolo transistor "serio" costava l'equivalente odierno di diversi euri, non e' come oggi che un chip con dentro una badilata di roba e dissipazione monstre costa 1E, quindi bisognava risparmiare sull'HW innanzi tutto.
Cosi' arriviamo al motivo del post dopo aver descritto il contesto senza il quale potreste pensare che lo schifo e' schifo senza motivo.
Dovete sapere che ogni tanto faccio lunghi poXn sulla baia e altro dei vari "cosi", dagli ampli ai flash.
La morosa mi prende per il didietro chiedendomi se non posso vedere le donnine come tutti.
Ultimamente i prezzi degli ampli vintage stanno arrivando a prezzi che definire folli e' solo una lontana approssimazione.
Ampli decenti a prezzi del nuovo, paradossalmente quelli di alto livello davvero sono meno quotati.
Sistemini koreani a prezzi del nuovo, che gia varrebbero 40E al massimo se siete furbi, venduti a centinaia di euro. Non hanno neppure la scusante del vintaggione visto che al massimo hanno 15 anni tristi.
Ma la sorpresa, come ho gia' accennato tempo fa, e' che anche i bidoni peggiori vengono quotati altissima purissima penosissima cifrissima.
Ampli che all'epoca erano fatti per contrastare i compattoni che erodevano quote, anche per colpa del CD, ci faro' un post.
All'epoca era "prendili tutti".
Cosi' questi bidoni, perche' tali sono, li vedi a 150, 200 e anche 250E.
Roba che al massimo varrebbe 15E con l'incertezza che i condensatori saranno oramai passati a miglior vita.
Quelli che comprano sta roba a quel prezzo non hanno diritto di deridere i classe D, che con quelle cifre comunque sono un altro pianeta. Perche' i D non saranno il massimo, ma non sono neppure a questo basso livello.
Forse i D sembrano buoni perché chi li compra vien da sta roba?
Potrebbe essere una spiega.
Parlero' di sanyo perche' e' piu' semplice, ma ci sono centinaia di modelli, prodotti anche da marche sconosciute, che venivano cacciati nei rack con un loghi di marchio "accettabile", oltre ovviamente a schifi totali.
In pratica tutte le marche e tutte le seri di HiFi avavano in catalogo almeno un prodotto con queste tare.
La versione ultrabase del kit Sanyo ha dato vita ad almeno 10 ampli con leggere modifiche nel pre e nel design estetico e qui vediamo uno di quelli "buonissimi", un grundig assai piu' gradito rispetto all'originale marchio reo di essere uno "sconosciuto" giapponese.
Lo possiamo vedere insieme all'originale Sanyo ja220 che era la versione piu' economica della linea.
Lo stesso sanyo era proposto con varie estetiche, diversi pre che lo miglioravano con piu' o meno pomelli, alcuni con EQ (che qui fa solo del grandissimo male) integrato e persino versioni "di lusso".
Questo specifico ampli e alcuni dei suoi derivati hanno dato origine ad una serie di litigi su forum&c
Io non mi addentrero' in analisi folli, se volete si trovano facile, ma il fatto e' che straordinariamente semplice capire che sono cose da poco e questo non e' perche' Sanyo non sappia fare ampli, anzi, e' un marchio che ha dato prova di essere ottimo in molte cose, del resto aveva un KnowHow piuttosto solido, ma per il fatto che per rientrare nei parametri dati non si puo' fare altrimenti.
Come vedremo lo si sa persino da spento che fa pena.
Notate che ha moltissimi fanboy del vintage a tutti i costi che se ne escono con cose come imbarazzanti come queste:
"Per chi non c'era, stiamo parlando di un nanerottolo che... in maniera imbarazzante l'accoppiata pre Mark Levinson - finali Nuforce che pilotava diffusori Thiel, il tutto in un ambiente ben più ampio di qualsiasi salone domestico. "
Ok che lo confronti ad un classe D che non gli darei 200E, ma il sanyo ha i suoi limiti. Soprattutto con casse non sempre facili da pilotare (forse e' per questo che il D crolla cosi' tanto da essere peggio di sta roba?)
Del resto se tizio connette un pre top di gamma ad un classe D da 200E non e' uno tanto sano di testa.
Vediamo altri estimatori:
"dalle caratteristiche musicali eccezionali."
Se ne sei convito....
oppure:
"è il miglior prodotto che Grundig ha fatto"
See credici, in stanza da letto ho un grundig che gli fa le scarpe e probabilmente e' precedente.
Ne trovate a centinaia, ma la realta' e' che hanno le orecchie panate o molte sostanze psicotrope in corpo.
Ormai mentre assumono un cannone partono da un presupposto: se e' vecchio e' buono. Manco fosse liquore.
Io ho ascoltato anni fa almeno 5-6 versioni di questa roba e vi assicuro che il piu' sano aveva piu' di qualche demone. La roba persino peggiore si trovava a badilate.
Cominciamo con la prima cosina la potenza dichiarata:
2x25 Watt an 8 Ohm.
Poi guardiamo il peso:
3.1 kg.
Potremmo gia' finirla qui, bastano quei 2 dati, ma e' assai peggio: i diffusori crucchi erano 4Ohm quindi gia' in zona "attenzione alla corrente perdinci!"
Ok che e' fatto con il frontale di plastica, ma qui mancano proprio i presupposti di massa per essere un ampli da 25W, mancano all’appello un paio di Kg.
Con quel peso andando a occhio, manco faccio i calcoli, al massimo tiratissimi sono 8-10W
Poi guardiamo l'immagine sopra e guardiamo i finali montati e i datasheet si trovano facile grazie a sanG.
Collector current :I =4A
Collector dissipation P=30W@T=25°C
Vuol dire in soldoni che quell'ampli se supera i 4A ciao ciao no more ampli
Vuol dire che con il complementare se dissipa piu' di 60W a freddo ciao ciao adieu ma bau bau.
Se ricordiamo gli ampli dell'epoca solitamente alle volte usavano una coppia di complementari 2n3055 (230W 15A) per avere 20W decenti (NAD) o 80-100W pessimi (decine di altri), questo la dice lunga su cosa aspettarci.
Banalmente perche' una cassa 8Ohm durante il funzionamento puo' scendere all'equivalente di un paio di ohm, ovvero dovendo mantenere la tensione sono una decina di amperoni almeno. Una da 4Ohm come tradizione crucca lo fa di certo.
In pratica se dovesse mantenere il punto o entra brutalmente in protezione con la richiesta di 4W o trova un altro sistema per non soccombere.
Sei un ampli da 25W su 8 "omini". Vuol dire che stai uscendo con oltre 14V e 2A.
Arriva una combinazione per cui la cassa da 4Ohm (crucca) e' appena scesa a 2 o peggio: la richiesta e' appena passata a 7A, hai fulminato i finali.
Anche fosse rimasta a soli 4Ohm, perché nominalmente erano 8, hai sforato (3,5 su 4 non e' un margine credibile a caldo eccetera)
Del resto se erogasse 25W "per sul serio" la coppia dovrebbe dissipare 25W circa, con la retro, il riposo e menate almeno 35W (e quando aumenta la distorsione e altre menate diventano 45W), sembrano sufficienti, ma alla temperatura che abbiamo nel case dobbiamo per lo meno avere 60W di dissipazione a 20C.
In pratica la dissipazione dei transistor sarebbero sempre in zona cesarini e basta la giornata calda con un po' troppo volume, una cassa non collaborativa, o altre castronerie che 10 minuti dopo e' di certo morto non avendo margini.
Del resto la richiesta del mercato e' "fare di piu' con il minimo dell'HW"
Per cercare di portare a casa il risultato Sanyo fa l'unica cosa fattibile.
Metter un alimentatore piu' morto che vivo (i 3.5Kg di tutto l'affare) e con condensatori che muoiono appena iniziano le richieste di corrente, infatti li vedere piccolini.
Questo consente un ulteriore risparmio: double win.
La scarsa alimentazione protegge i finali mosci sia dalla dissipazione che dalla corrente, che comunque sara' protetta.
Il gioco funziona nel senso che su una resistenza nei test, o casse molto educate (praticamente inesistenti), puo' effettivamente avere 25W e comportarsi anche bene.
Appena iniziano le richieste, la potenza si siede con la calma di un vecchio per mancanza di fiato e non per improvvisa interruzione da protezione, molto piu' improvvisa e fastidiosa, come avveniva spesso nel 1980/85.
In pratica il morto di fame vince sui morti di fame meno scaltri che dichiaravano qualche "Uatto" in piu' e la protezione aveva la scure grossa sempre in azione.
Un altro problema e' che questo ampli, i suoi tanti derivati e alti simili che hanno imparato alla scuola della fame con finali inesistenti sono sovente chiamati killer di casse.
Del resto e' ovvio, e' un 4+4W e se non hai delle klipschorn appena cerchi di alzare il volume oltre la sala d'aspetto del dottore sei in perenne clipping acuto e in pratica mandi tutto quello che hai, anche 25W, al povero tweeter che se e' una cassa primo prezzo da 50W come ci si aspetta per il prodotto al massimo regge 3-5W e lo bruci in tempi molto brevi.
All'epoca non era raro che le persone avessero le casse bruciate dai primi giorni e cercavano ampli piu' grossi per suonare piu' forte, ma suonavano poco perche' le casse da 100Uatti erano semplicemente bruciate dalla prima settimana di possesso.
Cosi' possiamo tranquillante dire che questo e' un ampli da 4-5W con una potenza dinamica fino a 25W dall'uso sicuramente poco HiFi.
Ripeto: a questo punto o costa 15E e va bene, altrimenti ci sono strumenti migliori.
Non e' neppure di particolare valore storico, salvo pensare che la sxiga sia da conservare.
Questo tipo di ampli ha anche altri problemi, ma, in realta', bastano due dati, la potenza e peso, per far capire che roba era.
Ne ho parlato solo per capire il momento, dire che i prezzi del vintagione non anno senso alcuno, e poi avere la scusa di spiegare successivamente perche' nel 1984 improvvisamente divennero cosi' diffusi questi bidoni.




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