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martedì, luglio 16, 2019

raccolta altoparlante

questa e' la raccolta dei post per scegliere l'altoparlante: un minimo per sapere cosa stiamo comprando

si parte da una bestemmiona sul sub, perche' oggi sembra essere l'unica cosa di un impianto, e si passa poi per tutti i componenti e i perche'.

Prima cosa si esamineranno i componenti: TW, WF e simili.
Poi si esamineranno i caricamenti dei woofer,  come i reflex, i sospensione, le linee di trasmissione e  vari 
Ricordando la forma e i materiali per la cassa
il perche sono assemblati cosi'
i target che si possono inquadrare
le soluzioni eccellenti
le mode
le tipologie 
i limiti
ed infine la conclusione.

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Per chi non ha ancora letto... spero possa essere utile :-)












lunedì, luglio 13, 2015

boxNcone 11/28

idee

Prima della carta le idee,

le idee si rubano dai grandi geni e le grandi scuole sono degli elenchi di cosa hanno fatto i geni e perche'.
Sono geni mica per nulla, no?


Roy allyson ci ha spiegato che la forma ha la sua importanza e il suo cubo ha fatto storia.


Amar Bose che ha spiegato con le 901 che la stanza influisce assai e i bassi sono un dipiu'


I crucchi ci raccontano che le casse hanno voglia di alti.


Gli americani che ascoltavano piu' pop e volevano piu' swing della musica classica ci hanno dato la dinamica, le JBL, le Celestion. Un vero sound da bon jovi, alla born in USA.


Gli inglesi, hohoho! Gli inglesi ci hanno dato tanto


Kef: come non ricordare il design attorno ai tweeter come del resto B&W?


Le casse planari di quad?


Le casse molto british con gli altoparlanti coassiali. Forse l'unico modo serio di montare un tweeter.


Le casse rifasate (cosi' l'impedenza rimane a 8ohm per davvero!)


Le Tannoy westminster che pur progettate nei gloriosi 60 riducono in cenere MOLTE casse pseudotecnologiche di ben 50 dopo e quando vedono un subwoover si mettono a ridere come quando Carl Lewis vede un ciccione correre praticamente da fermo con tutta la trippa che ballonzola forsennata.

eccetera..

Questo, come la risata delle tannoy, succede perche' il progetto ha un suo perche' e ben 50 anni fa si facevano casse che con 10W non solo ridicolizzano molte casse con ampli da 1000W di oggi ma sono coerenti come centro di emissione e scendono come nessun subwoofer da appartamento io abbia mai sentito (escludendo forse l'audio pro B4 che pero' non lo definirei del tutto da appartamento)



Questo significa una cosa sola, un GRANDE insegnamento inglese, il piu' grande di tutti: il progetto e' importante!

Tutte cose che si sono mischiate negli anni: una cassa moderna ha molte delle cose inventate 30,40 o 50 anni fa da costoro.
Se non possiede alcune tecnologie e' soprattutto per ragioni di costi.
Il fatto che una cassa appoggiata al pavimento con i woofer quasi sul pavimento e i tweeter ad altezza orecchie possa suonare meglio di una disposta su di una mensola non e' piu' un segreto da mago come ben appare nel catalogo delle buone ma economiche indiana line o in quello canton.
Cosa ripresa dalle ultime martin logan “ibride”



Dopotutto le JBL, le Tannoy e altre vecchie glorie producono ancora casse.
Se non lo fanno (audio pro) e sono fallite (mooolti marchi storici) e' perche la gente non volendo piu' l'HiFi preferisce spendere 600 euro per un videogame tascabile cinocoreano ogni 3 anni che un paio di casse serie che durano tutta la vita.
Le casse oggi se costano piu' di 5 euro sono considerate care e spendere 10 euro e' considerato da pazzi.


E' forse questa la lettura: i soldi servono per mostrare il telefono giocattolo ma non si ha tempo per ascoltare la musica perche' il nostro esistere viene utilizzato per fare il record ad angry birds e di ascoltare musica non ci interessa piu'.

Oggi abbiamo tante sorgenti rispetto agli anni passati dove il disco in vinile era l'unica certezza di qualita' intaccata solamente da qualche teac e nakamichi.
Non ascoltiamo piu' musica, la qualita' media e' quella degli auricolari e altoparlantini che al massimo si usavano per la radiocronaca della partita.

I Tv hanno perso gli altoparlanti e casse degne del nome sono una rarita'.

Tutto questo e' solo perche' i consumatori non hanno idee,

i produttori si.

Basta chiedere consiglio.

lunedì, settembre 14, 2015

boxNcone 19/28

Un grande dimenticato dalla massa e' l'uso di un accordo passivo. In pratica e' una massa sospesa che sembra un altoparlante ma non e' collegato a nulla.








Pur avendo molti vantaggi, uno per tutti la minor problematica di mantenere la precisione come sul reflex, non e' amata dai consumatori.
Innanzi a tutto vi e' la questione che “ha poche vie” rispetto al numero apparente degli altoparlanti e poi vi e' la solita roba che al consumatore non piace cio' che e' per lui nuovo.

Il consumatore ama le cose vecchie ma sbandierate come hi tech e chiamare 4.0 affari dal risultato mono e' OK ma un cono passivo sa di schifo.

Per aver successo si doverbbe chiamare “Kramer fantastico S6 plus mega bakur”

Cosi' salvo qualche KEF di rado ho sentito questo tipo di altoparlanti...

lunedì, luglio 27, 2015

boxNcone 13/28

Il pannello aperto.

Abbiamo gia' detto che ogni TIPO di cassa ha un suono, un CARATTERE molto diverso.
Il motivo per il quale e' necessario un caricamento e' semplice:  un altoparlante emette sia con la faccia che con il retro.
Ovviamente il retro e' in controfase: quando il fronte spinge il retro aspira e viceversa.
Questo porta ad un onda contrapposta che si somma e cancella parte del messaggio

Pannello aperto
Il pannello aperto e' il primo metodo utilizzato e per anni e' stato il piu diffuso: pensiamo alle radio a valvole il cui retro, un cartonato forato, era sostanzialmente aperto.

Eppure, grazie ad altoparlanti di qualita', di diametro importante, di costo non propriamente economico nonostante le potenze molto basse, circa un quarto watt o meno, avevano un audio interessante.
Molti che hanno vissuto quell'epoca vi diranno, se non ne avete mai sentita una, che aveva una BELLA voce calda.
Calda perche' spesso non aveva un tw ma l'efficienza e la progettazione era notevole ed era quindi piacevole e coerente.

Per evitare la cancellazione il pannello era di grandi dimensioni ed era ripiegato cosi' che l'onda posteriore prima di arrivare alla faccia anteriore doveva percorrere un gran tratto e questo sostanzialmente escludeva le frequenze piu' alte che si perdevano nel percorso mente le basse vengono cancellate.

In pratica la minor frequenza a cui puo' scendere un pannello aperto, generalmente un profilo a C con l'altoparlante nel mezzo, e' la lunghezza, la distanza percorribile, che vi e' fra fronte e retro.
Andando a 1000Km/h per scendere  a meno di 100Hz un pannello dovrebbe essere lungo almeno un paio di metri per due, ripiegandolo pure a C   rimane una bella sleppa.

Quindi e' un modo semplice, che puo' avere una buona ariosita' per via dei riflessi sparati in giro, ma bassi veri nada.

Ad oggi rimangono fatti cosi' solo le radioline e gli altoparlanti elettrostatici che non possono fare altrimenti.

Lo svantaggio quindi e' ovviamente di non poter scendere in frequenza facilmente pero' hanno un emissione sulle frequenze piu' alte bipolare che, come insegnava Amar Bose, sono fonte di una grande spazialita' quanto di una difficile taratura e posizionamento degli altoparlanti come insegna la scomparsa degli altoparlanti “sferici”, una delle panacee futuristiche degli anni 70.

lunedì, settembre 28, 2015

boxNcone 21/28

montaggi.
ovviamente non solo e' possibile mettete in una camera un altoparlante ma le stesse tipologie viste sopra possono essere viste con piu' altoparlanti e il piu' diffuso di questi montaggi e' il push-pull,
Gli altoparlanti non sono perfettamente simmetrici e questo tipo di montaggio minimizza la cosa (audiopro ne fece una bandiera).


In piu' aumenta la superficie dei coni e delle bobine senza aumentare il traferro e l'inerzia cosi' e' meglio avere 9 altoparlanti da 20W che uno da 180W (il solito Amar Bose)

Ovviamente, sporgendo, chi progetta per l'audio da trasportare in un flight case (EV?) tende a non usare questa configurazione che porta uno  o piu' coni a sporgere con il posteriore.

Poi ci sono gli isobarici, quelli simmetrici eccetera.

A dire il vero anche questi tipi di realizzazione si scontrano con il consumatore che non vede l'altoparlante perche' spesso e' nascosto nel mobile e pensa di aver preso una fregatura perche' simile esteticamente a cose che costano un quarto.

“mi sta dicendo una bugia ha solo 2 altoparlanti e quindi non puo' essere 3 vie e io VOGLIO ALMENO 3 vie”

oppure appare esteticamente grezzo come il push pull. “ma come non e' dentro nel mobile? Ne manca n pezzo!: lei mi deve fornire il pezzo di mobile che manca!”

E' questo il motivo delle lastre di plastica trasparente nel car audio e relative lucine.

Il grillino di turno caragnava perche' il sub aveva SOLO un altoparlante e allora fecero delle finestrelle per mostrare al fesso che magari i coni erano 3. Poi, visto che non capivano comunque, negli anni hanno ingrandito le finestre e messo pure la luce al neon. Ma il risultato fu pessimo: “ma come se sono dentro come fanno a sentirsi?”

Siccome era piu' bello avere la finestra (che fra l'altro peggiora mostruosamente il risultato) anziche' il buon suono oggi la cassa media per il tamarro automobilistico ha spesso finestra e lucine ma non ha da mostrare altri coni oltre a quelli visibili anche dall'esterno. Il consumatore ha scelto la cosa piu' importante per lui in una cassa: non il suono, non gli altoparlanti, non i bassi... ma la lucina da dentro la cassa!

Ecco perche' e' raro vedere configurazioni multiwoofer simmetrici, pushpull o isobarici: il consumatore pensa di essere fregato.

lunedì, agosto 03, 2015

boxNcone 14/28



Baffle infinito (cassa chiusa)

Qualcuno penso' giusto di prendere l'emissione posteriore del woofer che e' in controfase e farla sparire.






ZAP!





Via il suono via il dolore.





L'idea non e' peregrina: non avendo l'emissione posteriore del WF ci prendiamo solo i vantaggi ma non gli svantaggi.






Cosi' qualcuno monta i woofer prima con il posteriore in un'altra stanza e poi piu' furbescamente in una cassa strapiena di materiale fonoassorbente che si pappa cosi' l'emissione posteriore.






Evidentemente l'idea non e' ne stupida ne complessa e consente per davvero e con pochi mezzi progettuali di scendere in frequenza per davvero.


Abbiamo i primi veri bassi e le prime casse acustiche degne di tal nome.






Pero' abbiamo un problema: la parte di suono che abbiamo eliminato, il 50%, non esiste piu'.




Quindi il woofer suona, suona persino bene, ma suona meno.


Questo e' stato il metodo principale per la via all'alta fedelta' fino al 1950.



Facile, semplice e quasi indolore per le potenze oggi disponibili.

lunedì, maggio 25, 2015

boxNcone 4/28

tw


Tipi di altoparlanti
Il primo altoparlante esaminato e' il tweeter


E' forse il piu' importante poiche' da questo dipende il dettaglio del messaggio musicale ed e' quindi determinante sulla qualita' dell'impianto.

Nonostante ci siano i peones che pensano che i bassi provengano solo dai woofer in realta', sebbene effettivamente la parte bassa dello spettro venga prodotta questi, il livello di rifinitura e la velocita' dei bassi percepiti dipendono pesantemente da come vengono riprodotte le alte.
Basso gommoso o da gansta band (tipo low class rap) possono derivare non dal tipico sound da poveracci registrato male in studi luridi ma dalla mancanza di alte nel sistema di altoparlanti mentre nella registrazione i bassi erano invece forti, secchi e dettagliati.
Insomma i luridi siete voi se non avete un tweeter buono.

Anche la locazione del fronte sonoro dipende moltissimo dalle alte: quindi impianti stereofonici o addirittura sourround senza tweeter dovrebbero ricadere nella definizione di ridicolo.

Nonostante cio' un paio di recentemente famose e tristi aziende koreane vendono impunemente 5.1 e addirittura 7.1 senza tweeter.
Come pane e salame senza  pane e senza maiale.

Roba che dovrebbe fare incavolare a manetta le sedicenti associazioni di consumatori probabilmente colluse. Certo che un tweeter anche di fetente qualita' costa quasi 5 euro moltiplicati per 7 pseudocasse va a finire che non si riesce piu' a fare il prezzo da radiolina  1W per la partita tipo 300E per 7 casse un bluray, 2 telecomandi, radio, girarrosto e forno a microonde..
Di  tweeter ne esistono molte fogge:



a cono,
cupola,
cupola rovesciata,
planari,
elettrostatici,
a nastro,
con lente,
heil,  
di plasma (si, sono di gas ionizzato!)
... eccetera






Ogni grande progettista di altoparlanti ha lavorato a questo componente cosi' importante, ecco perche' ne esistono di cosi' tante fogge. Riuscire a cambiare il mondo della riproduzione musicale passa spesso per il cambiare il tweeter. Nonostante cio', per economie di scala, alla fine se ne usano principalmente di 3 tipi.

I piu' diffusi sono:
Quelli a cono, per fortuna oramai in disuso perche' di qualita' assai bassa
Quelli a cupolina rovesciata o che sembrano un microcono plastico che hanno un basso costo e un risultato interessante.
Quelli a cupola in tessuto o in metallo. Sono i piu' diffusi in ambito Hi-Fi

Il progettista di casse acustiche in genere non deve preoccuparsi del caricamento poiche' se ci sono necessita' in tal senso e' qualcosa che il costruttore si e' gia' perso la briga di fare e solo con il caricamento a tromba, raro in HiFi, e' necessario solo montare una tromba che in genere e' gia' stata scelta dal progettista del tweeter.

Al progettista di casse e' dato “solo” scegliere:
l'irradiazione angolare
la risposta in f,
la sensibilita'
e in base a quest'ultima la necessita di P che sara' necessaria (AKA quanto calore deve smaltire il tweeter) in maniera che risponda all'idea di progetto che ha nella testa

Anche se alcuni progettisti alla buona pensano che per installare in una cassa un tweeter basti fare un buco in realta' non e' cosi': Il tweeter soffre molto della disposizione e senza arrivare a bizzarrie come le B&W nautilus e' meglio se la cassa abbia gli spigoli arrotondati, la zona intorno al tweeter di materiale smorzante ed il montaggio a filo perfetto.

Quante casse con arie da primadonna ci sono con diffrattori casuali montati sul contenitore della cassa?
Troppi.

Quasi tutti di nomi che non hanno fatto l'HiFi ma gente che fino a ieri faceva altro.

lunedì, agosto 24, 2015

boxNcone 16/28

Tromba

Il concetto della tromba e' molto semplice come quando accostiamo le mani alla bocca per urlare.
Riduciamo l'emissione ad una zona circoscritta accoppiando l'onda all'aria
La tromba fa esattamente questo: ottimizza l’accoppiamento tra altoparlante e aria chiudendo l'emissione in un angolo preciso.
Per questo motivo sono efficientissime, mostruosamente efficienti!
Se ben fatte sono ottime.

Un aspetto negativo è che il posizionamento dei diffusori e anche quello dell'ascoltatore è molto critico .

I diffusori vanno collocati alla perfezione per via della direttivita'.

Poi esiste il problema della dimensione: per un ascolto a 40Hz una tromba puo' essere lunga 6 metri e alta 4m. Capite che non e' una cosa compatta.





E' per questo che i grandi  sostenitori della tromba tipo le klipshorn e le westminster Tannoy sono incubi di legno che altro che non sono che una tromba ripiegata come un atleta da circo nel “piccolo” corpo di una cassa di un centinaio di Kg e utilizza i muri di casa per prolungare virtualmente la tromba ripiegata come in tetris perdendo in molti casi molta dell'efficienza.

Cosi' non solo  una cassa  e' un'assegno circolare ma chi non puo' permettersela spesso cerca di costruirsene una coppia buttando quei 300Kg di legno necessari per tale impresa.


lunedì, giugno 01, 2015

boxNcone 5/28

mid
Il passo successivo e'  il midrange.


Si possono avere casse con solo  tweeter e woofer ma per fare cio' o il woofer deve salire molto o il tweeter deve scendere.



Le casse a 2 vie, ovvero senza midrange, sono solitamente da scaffale dove gli spazi sono quelli che sono e si preferisce la semplicita'.

Una cassa “NORMALE”, da pavimento o comunque di dimensioni “normali” che non abbia un woofer un po' castrato solitamente ha un midrange.

I midrange solitamente sono a cono, raramente a cupola, e normalmente il caricamento e' fatto all'interno dell'altoparlante stesso.
Il retro del cono infatti spesso non e' visibile.

Ovviamente ci sono delle eccezioni con mid che vanno messi in una camera di dimensioni specifiche o connessi con l'esterno o vanno accordati come un woofer.

Il midrange puo' essere molto diverso a seconda dei compiti che deve esaudire:
i mid-alti a cupola possono essere accoppiati poi a woofer che riescono agevolmente a salire.
I mid bassi sono agli effetti pratici quasi dei woofer perche' accoppiati poi a dei woofer che scenderanno molto in basso.

Ci sono anche dei doppia cupola (tw e mid) concentrici e continui.

Oppure a forma di 8

Per non parlare di alcuni esempi della scuola inglese dove woofer e mid sono due altoparlanti identici ma tagliati dal crossover diversamente.
Gli inglesi, si sa, sono bizzarri e amano l'HiFi.

lunedì, giugno 08, 2015

boxNcone 6/28

Arriviamo ai woofer.

Normalmente sono tutti altoparlanti a cono e vi e' una grande diversita' come produzione.

Si parte dai woofer alti che misurano una dozzina di centimetri di diametro fino a dei mostri come il mitsubishi che misura quasi 2 metri!

La grossa differenza in realta' con gli altoparlanti visti precedentemente e che al contrario di un tweeter il progettista della cassa acustica progettera' anche il tipo  di suono emesso dall'altoparlante.
Lo stesso woofer montato in due casse diverse funzionera', emettera', diversamente.

Lo stesso woofer montato in reflex morbido o in doppia camera suonera' come due altoparlanti diversi.
In un caso avra' una grande escursione di frequenze e nell'altra sara' molto limitato e molto aggressivo.
Senza contare la possibilita', da non disdegnare, di aumentare il peso dell'equipaggio mobile!

Insomma la scelta dell'altoparlante non e' la sola opzione per determinare il suono del componente ma solo un passo NEL percorso progettuale.

La scelta del woofer e della cassa che lo definira' dovranno infatti rispondere al PROGETTO.
L'errore dei neofiti e' spesso di scegliere l'altoparlante perche e' “bello” e poi il caricamento.

Prima si definisce il suono e poi il necessario per raggiungerlo e il cono e' solo UNO dei parametri.

Voi lo immaginate un progettista  automotive che per prima cosa sceglie il differenziale e DOPO sceglie se sara' un auto, un furgone o un fuoristrada?

Lo immaginate un doppio differenziale da motrice di tir montato su di un'apecar?

No?

Beh allora non conoscete il mondo del car audio o quello dell'autocostruzione!

Per evitare di appesantire il discorso gli allineamenti verranno trattati a parte.

Una volta definita la cassa diviene ovvio che da quel momento non esiste piu' l'altoparlante, come accade solitamente con un midrange, ma si identifica con la cassa poiche' il contenitore e il contenuto non sono scindibili senza variarne le caratteristiche.

Dovrebbe anche essere chiaro che come fanno alcuni cialtroni non e' possibile sostituire un cono con un altro su di una cassa salvo che siano IDENTICI e non certo solo come diametro ma devono essere stessa marca e modello.

Il “monta questo che e' migliore” e' fuori luogo come mettere una vite con passo inglese su di un bullone metrico.

giovedì, giugno 18, 2015

boxNcone 7/28

Il subwoofer

Abbiamo gia detto che per esistere un sub-woofer deve esistere un woofer ma allora perche' fare ANCHE un subwofer?


Quale e' il vantaggio?

La leggenda metropolitana vuole che il sub sia una panacea o una miglioria ma invece e' ESATTAMENTE il contrario.

Si mette il SUB perche' si cerca un COMPROMESSO.

Il subwoofer e' una scelta di ripiego, un po come quegli ombrelli pieghevoli che non sono molto comodi, non sono molto ampi e spesso si incastrano ma, rispetto alla mancanza dell'ombrello, sono una benedizione.



Lo stesso avviene con i subwoofer.
Se non abbiamo lo spazio per montare delle casse molto grandi o non riusciamo montarle nello spazio in cui vorremmo metterle ecco che ci viene in aiuto il subwoofer.

La prima domanda che mi facevano tanti anni fa quando il termine in Italia era considerato novità era se per caso l'impianto non diventasse mono.
Non è una domanda stupida perché ad un primo sguardo effettivamente sembrerebbe così. In realtà questo altoparlante che se di dimensioni normali ed è all'interno di una stanza è unico per tutto due i canali in realtà non è localizzabile a patto che non superi i 120 Hz.

Cosa vuol dire che non è localizzabile?
Semplicemente che se pongo questo altoparlante a destra o a sinistra non sarò in grado ad occhi chiusi di localizzarlo permettendomi un guadagno dal punto di vista delle dimensioni e, a volte, del costo.

Perché la cosa funzioni, la magia abbia inizio, è assolutamente necessario che l'altoparlante sia muto oltre 120 Hz. 

Vuol dire che se suona sopra quella soglia oppure ha un condotto reflex  fatto un po' di corsa per cui sentirò il rumore dell'aria o anche il mobile con cui è costruito si mette a vibrare succederà istantaneamente che non importa quante casse io ho sparse per casa in quel momento MA il mio impianto non sarà stereo o quadrifonico ma mono.

È per questo motivo che quando vedete un altoparlante per le basse frequenze con la targhetta subwoofer e un cono che avrà l'impossibilità matematica di stare sotto quella soglia quello che state facendo del male dell'impianto e condannarlo.

A quel punto  anziché avere 2, 3, o addirittura sei casse forse sarebbe meglio averne una sola ma buona: tanto è mono lo stesso ma ascolterete MEGLIO.

Lo stesso vale nel mondo delle automobili con quei coni così ridicoli.
Il grosso altoparlante montato posteriormente sulla cappelliera che diverte tanto gli stolti perché fa vibrare tutta la macchina in realtà distrugge quel poco di stereofonia che si riesce ottenere in auto.

Sinceramente a me non dispiace una parte bassa in auto tendenzialmente mono, ho avuto un impianto fatto così e non lo rimpiango e non lo reputo neppure  malvagio, ma a quel punto è un woofer mono che è molto diverso da un subwoofer.
Il mio woofer iniziava sotto 200 Hz ed era quindi possibile riuscire a tenere gran parte del bagagliaio vuoto ma era una scelta quella di barattare parte della stereofonia con parte del bagagliaio e del telaio (la cappeliera era in metallo!).

A questo punto la differenza tra un woofer, un altoparlante destinato alle basse frequenze di un singolo canale o di un apparato mono, e un subwoofer che è un altoparlante destinato a iniziare funzionare molto in basso per poter ridurre la dimensione del woofer principali, dovrebbe essere chiara.

lunedì, ottobre 12, 2015

boxNcone 23/28

l materiale da costruzione

Per quanto sembri tutto semplice ai banana la cassa in se ha la sua importanza.

Si parte da autocostruttori ignoranti che fanno un contenitore di rovere con incastri a doppia coda di rondine e con 40Kg di smalto che sembrano portagioie giganti.
Molto belli certo... ma funzionali non sempre.

In fondo alla scala i soliti fintosourrondi koreancinesi fatti con la vaschetta del gelato. Fa piu' rumore la plastica del cono.

Il materiale dovrebbe partecipare il meno possibile e sebbene ci siano aziende che hanno tentato strade innovative o particolari in genere
il “cartone” pressato (MDF),
il legno,
i trucioli incollati
e la plastica
la fanno da padrone.

Certamente un consumatore non vuole una cassa di cemento: e' poco bella! Nonostante cio' alcuni si sono lanciati in materiali come il cemento, la ceramica, il vetro e il marmo.



Perche', alla fine, per non far variare le caratteristiche la cassa non deve vibrare o muoversi.
Nelle migliori casse vedrete all'interno delle strutture atte ad evitare flessioni: rinforzi e tiranti che tengono le parti al loro posto. Tutte cose assenti nelle casse economiche.


bella di marmo, ne?

Insomma una cassa non deve essere un mero contenitore di un determinato volume ma un attrezzo che deve essere rigido e non vibrante.
Alcuni costruttori hanno studiato plastiche di elevato spessore e densita' (jbl, bose.. i soliti insomma!) o panini imbottiti di gesso e mdf (alcuni... inglesi tanto per cambiare!) che ovviamente non sono in vendita separatamente.

lunedì, settembre 21, 2015

boxNcone 20/28

transmission line




Una linea di trasmissione è un differente approccio.
Anzi 3 diversi.

In molte descrizioni, anche fatte da nomi illustri del HiFi noterete che spiegano le TL in 3 modi differenti e cio' genera confusione.

Questo succede perche' e' un caricamento che esteticamente e' lo stesso, e' lo stesso come principio MA si puo' comportare in 3 modi.

In ogni oggetto a forma di tubo, Si instaurano delle risonanze alla frequenza in cui la
lunghezza d'onda è quattro volte la lunghezza del tubo (oddio, non solo. ma e' ok cosi').

Questo effetto è sfruttato in numerosi strumenti musicali, e la risonanza e quindi il rinforzo e' dato dall'aria contenuta.

In pratica eccitiamo il tubo e questo suona per lunghezza. La frequenza d'accordo sara' semplicemente la lunghezza.

Questo e' un modo di vedere la cosa per diametri assai grossi ma un'altro obbiettivo e' quello di vero e proprio rifasamento del  suono posteriore del WF per portarlo in fase con la membrana anteriore. (mica male, no?)

Altre volte la linea acustica e' in realta' una linea d'estinzione, chiamato anche altoparlante a labirinto e figlio del baffle infinito.

In tutti i casi la linea di trasmissione e' MOLTO lunga (almeno 2 metri) e questa  questa è ripiegata e nel ripiegare condotto  la cosa si va a complicare ulteriormente se come spesso accade questa specie di pitone e' acciambellato all'interno della cassa acustica.

Se questo non vi sembra abbastanza complesso tenete conto che la maggior parte dei programmi di simulazione non è in grado di gestire correttamente una linea di trasmissione fatta non linearmente ed è sostanzialmente motivo per il quale è diffuso soprattutto in Inghilterra la terra dove tre quarti dell'alta fedeltà ha avuto origine.

Diciamo che la TL non e' la piu' ambita dal consumatore sebbene alcune realizzazioni siano notevoli.

lunedì, luglio 20, 2015

boxNcone 12/28

caricamento

Ogni caricamento, ogni tipologia di altoparlante accordato ha una sua indole e caratteristica utile o meno rispetto alla bisogna e per mescolarli insieme occorre NON DIMENTICARE lo SCOPO di cio' che si vuole ottenere.

Si deve ad ogni passo ricordare il costo come obbiettivo non secondario!

Quando lo dico alcuni mi guardano con sufficienza.








E' facile con un discorso di linearita' e qualita' arrivare ad eccessi come i miei incubi mai realizzati  o quelli di infinity che con le IRS V hanno fatto un altoparlantino stereofonico fatto di 4 piccoli pezzi alti solo un paio di metri, dal banale costo di un appartamento milanese di media metratura e pesanti solo come un'utilitaria.

Non so per quale motivo strano tanta qualita' non ha riscosso un grande successo almeno come invece un qualsiasi bidone cino-coreano. =;-)

Scherzi a parte diviene ovvio che un'altoparlante non deve per forza costare 100.000E e pesare 700Kg ma e' altrettanto vero che non puo' costare 10 euro e pesare 200grammi come quelli che alcuni marchi oggi leader di mercato dicono essere “robba bbuona”.

Il caricamento serve per giungere ad uno scopo come l'ennesimo bullone.
Definire aprioristicamente uno migliore dell'altro e' da stolti.

lunedì, luglio 06, 2015

boxNcone 10/28

Progetto punch


Perche' una cassa che suona colorato e' sbagliata.
Spesso sento dire questo:

“Come mai se una cassa ha i bassi non é considerata da audiofili?”

“Come mai la mia cuffia Boiaz ha piu' bassi ma viene snobbata da quelli con la puzza sotto il naso?”


Abbiamo gia' visto che molti racchioni koreani hanno un sound pompato per poter nascondere le magagne di progettazione. Questo avviene semplicemente aumentando artificiosamente la gamma delle medio basse, togliendo i bassi togliendo gli alti e aumentando i medio alti.

Il risultato è che normalmente viene considerato più piacevole un suono fatto in questa maniera rispetto ad un suono più corretto.

Una domanda che mi sono sentito fare più spesso è: non e' il caso di avere degli impianti che suonassero in questa maniera visto che la gente li considera mediamente più piacevoli di quelli corretti?

In realtà ci sono delle ottime ragioni per cui un impianto non deve suonare in maniera non corretta la prima e più semplice è perché non compete all'impianto o alle casse essere piacevole.

Questa affermazione spiazza molti ma è squisitamente corretta: non è compito delle casse essere piacevoli.


Se l'artista di turno ha deciso che il suo suono deve essere triste e spigoloso perché sta raccontando di un suicidio le casse devono fare il loro dovere e restituire un suono non piacevole.

Se l'artista stava sussurrando le casse devono sussurrare amabilmente se  lo sta facendo amabilmente tristemente se lo sta facendo tristemente.

È compito di chi ha preparato la registrazione, di chi ha suonato, del master  e del fonico essere piacevoli o meno.

Se le casse alterassero il suono pensate a cosa succederebbe se anziché un fruscio di foglie lontano come sfondo di una poesia triste il suono sulle mediobasso se diventasse ingombrante come quello di un jet in partenza?

Addio poesia!

Il secondo motivo che non va alterata la risposta in frequenza è squisitamente di possibilità.

Spesso vengono mancare le alte e le basse.
Ci sono dei brani dove per esempio squilla un telefono in sottofondo.
 Sulle mie Canton si sente piuttosto bene  ed è in controfase, cioè attorno, su molte casse cino coreane lo squillo del telefono non si sente perché di livello troppo basso e coperto dalla distorsione dell'ampli che è impegnato nell'esagerazione di un basso che più importante di qualsiasi altra cosa per apparire potente. (tracy chapman a memoria).

Il perché questo accade è molto banale: aumentare i medio bassi è matematicamente la stessa cosa di diminuire tutto il resto.


Ecco perché non è alta fedeltà quello che dicono le due frasi all'inizio del post.

Non è che gli impianti o le casse ad alta fedeltà non hanno la stessa quantità di basse è semplicemente che per ottenere quella quantità di medio bassi bisogna alzare il volume a un livello tale che tutto diventa molto alto.

In pratica le casse sfortunate non è vero che hanno più bassi ma più correttamente non hanno tutto il resto.

Le due frasi vanno tradotte in italiano cosi:

“Come mai se una cassa che NON HA ALTI e NON HA BASSI PROFONDI non é considerata da audiofili?”

“Come mai la mia cuffia Boiaz ha POCHI ALTI ma viene snobbata da quelli con la puzza sotto il naso?”


Questi due motivi, in realtà ce ne sarebbero molti altri, sono più che sufficienti per poter dire che una cassa acustica che non riproduce correttamente, inteso come assolutamente lineare, è una grandissima stupidata perché va a interferire con quello che è stato deciso in origine.

Se il vostro beniamino preferito voleva darvi più mediobasso se non preoccupatevi che lo avrebbe messo, anzi, per poter suonare correttamente sulle televisioni che ormai hanno altoparlanti minimi spesso e volentieri hanno già esagerato.

Il compito di fare il sound e' compito di chi ha realizzato il sound.

Non e' semplice?

venerdì, maggio 22, 2015

boxNcone 3/28

multivia







ad un certo punto, nel 1930circa,  ci si è resi conto che un singolo altoparlante non sarebbe mai potuto essere in grado di riprodurre correttamente tutto lo spettro acustico che siamo in grado di sentire.
Negli altoparlanti infatti esiste un problema di questo tipo:
se l'altoparlante è abbastanza pesante e grosso per muoversi lentamente e spinger un sacco di aria senza deformarsi questo lavoro non riuscirà a farlo molto velocemente poiché l'inerzia lo costringerà alla lentezza.
Di converso un altoparlante piccolo è anche leggero e quindi in grado di muoversi molto velocemente e salire frequenza ma purtroppo non sarà in grado di  spostare grandi volumi d'aria.

In realtà ci sono delle eccezioni a questo ragionamento ma sono abbastanza rare innanzitutto perché spesso sono costose oppure comunque non sono in grado di soddisfare la maggior parte dello spettro con caratteristiche ottimali.




Gli altoparlanti planari sono  una grande famiglia nata per cercare di coniugare le due esigenze. Sono generalmente composti di una foglia di plastica di circa 1 m quadro che viene messa in movimento o tramite l'applicazione  di un campo elettrostatico come le martin logan.
Essendo la pellicola molto sottile e anche molto leggera ed essendo dotata di una grande superficie riesce a spostare un quantitativo interessante di aria. Il problema però nasce dal fatto che essendo una pellicola sospesa a mezz'aria emetterà suono su entrambe le facce e questo causerà tutta una serie di riflessioni e cortocircuiti acustici che andranno a influenzare il suono. Se questo non è sufficiente esiste il problema che un campo elettrostatico viene generato attraverso migliaia di volt con un'impedenza altissima e siccome nessun amplificatore è costruito per funzionare in questa maniera si frappone fra l'elettronica e il pannello un trasformatore che ovviamente al suono bene non fa.
Per questo motivo anche i costruttori più affermati di pannelli solitamente costruiscono per il top di gamma altoparlanti ibridi di dotati delle basse frequenze con un banale cono lasciando alle alte frequenze la possibilità di essere irradiati da uno dei migliori sistemi di riproduzione mai inventati.

Un'alta eccezione sono i largabanda, sono affari spesso biconici. In pratica molti di essi danno per scontato che alle f piu' alte il motore magnetico sia cosi' potente da riuscire a flettere il cono, un fenomeno che solitamente si cerca di evitare perche' porta con se tutta una serie di sciagure, piaghe ed anche un pochetto di pestilenza.



Al posto del copripolvere questi driver hanno montato un conetto svincolato dal principale per flessione dello stesso che si muovera' per i caspiti suoi venendo sollecitato direttamente dalla bobina su cui e' appoggiato. Ovviamente questo tipo di altoparlante non e' certo il TOP ma il fatto che sia semplice, economico ed efficiente risulta spesso montato in auto, in alcuni TV in molte realizzazione primi 80 e da alcuni autocostruttori. L'esempio piu' tosto che mi viene in mente e' il fostex FE204.

Così, banalmente, un altoparlante Hi-Fi è composto da un minimo di due altoparlanti che si dividono l'onere della riproduzione nel campo specifico dove riescono meglio.
Questo purtroppo porta con sé molte complicazioni fra i quali il crossover, la progettazione curata nel pannello anteriore, il calcolo della fase e così via.
In passato, negli anni 50, si pensava di risolvere gran parte di questi problemi utilizzando altoparlanti coassiali doppi addirittura tripli che almeno dal punto di vista fisico non solo condividessero un centro di irradiazione non costringendo a pensare a un eventuale sfasamento ma portavano con sé la possibilità di utilizzare la forma del cono dell'altoparlante delle basse come prolungamento o addirittura caricamento a Tromba delle altre frequenze montate all'interno del magnete dell'altoparlante più grande.




Tutte le marche che producevano altoparlanti intorno agli anni 50 - 60 avevano nella parte più costosa del catalogo altoparlanti con queste caratteristiche che ancora oggi, visti col senno di poi, non sono del tutto stupidi. Tannoy ne ha fatto una bandiera fino ad oggi.
Ecco perché è solo un altoparlante a più vie che può essere considerato hi-fi e solo delle costose eccezioni possono risultare accettabili come suono con una via sola.

lunedì, settembre 07, 2015

boxNcone 18/28

doppio reflex ovvero  passabanda

In questi sistemi il diaframma viene caricato su entrambe le facce, in pratica nessuna delle facce comunica direttamente con l' esterno e solo i condotti reflex saranno visibili all'esterno.
Nei sistemi reflex  in corrispondenza della frequenza di accordo si ha la minima escursione del diaframma. In questo sistema due volumi accordati avranno due frequenze in corrispondenza delle quali l'escursione del cone (e quindi anche la tenuta in potenza sara' elevata con distorsione minima)  è minima.
Ovviamente il rovescio della medaglia (sempre ne esiste uno!) e' che la risposta in frequenza sara' pessima come larghezza. Ecco perche' e' ottimo per dei sub che operano in zone precise dello spettro.

lunedì, agosto 10, 2015

boxNcone 15/28

Sospensione pneumatica


L'idea e' quella di una molla: l'energia la usiamo per caricare una molla.
Al rilascio la molla ci restituira' (parte) l'energia.
Questa molla altro non e' che l'aria contenuta nel cabinet

La molla ovviamente avra' una f di risonanza e quindi andra' accordata tramite il volume dell'aria e la quantita' di fonoassorbente.
Ci vogliono dei calcoli,
ci vuole un modello matematico,
ci vuole un'invenzione.


Nel 1949 un certo Olson brevetta questa epifania e il mondo non sara' piu' lo stesso.

Immediatamente le aziende piu' aggressive e innovative come AR portano alla ribalta questo accordo e lo fanno divenire un classico.

Che ironia gli innovatori che divengono i paladini del classico 20-30anni dopo.

Dal momento che la somma delle risonanze dell'altoparlante vengono modificate dal contenitore in base al suo contenuto d'aria e questo “caricamento” e' regolabile per la prima volta ed e' in mano al progettista di casse: non esiste piu' un banale mobile chiuso o aperto ma un componente acustico.

Un diverso accordo piu' far migliorare l'efficienza o l'emissione e quindi tarando questo punto dare un preciso carattere alla cassa acustica, piu' “pop”, meno bassi ma piu' efficiente o piu' “classica” con meno efficienza ma piu' bassi.

La sospensione pneumatica ha diversi vantaggi:
il cut off delle basse e' generalmente morbido permettendo una facile discesa. In pratica non avremo TANTI bassi come forza ma avremo bassi PROFONDI.

E' di facile progettazione e quindi idoneo agli autocostruttori

E' non critico, raro trovarsi a cannare completamente il progetto se si e' fatto tutto per bene.

Non essendo critico piccoli errori fra il progetto e  la realizzazione non portano a drammi.

E' ancora piu' facile, per via dell'andamento dolce, un 2 vie  evitando costi e difficolta' di un 3 vie.

Ovviamente come tutte le cose semplici  e che funzionano bene e' oggi snobbato perche' “vecchio”.

lunedì, novembre 16, 2015

boxNcone 28/28


Chi mi ha seguito per tutte queste puntate, poveraccio!, avra' notato un paio di cose.

Per chi non era un appassionato di HiFi lo scoprire che le cose sono un pochino diverse da come le avevano raccontate gli “amici esperti” ed in particolare piu' divertenti. Per chi ne sapeva erano comunque banalita'.

Nei gloriosi anni 80 si era giunti anche in questo campo ad offrire un compendio di tutto e di piu'.

Era solo una questione di QUANTO si poteva ottenere, mai del dubbio di riuscita SE, ovviamente SE, eri disposto a spendere per farlo.

 La qualita' era proporzionata al soldo.

Se volevi, avevi. 

Oggi SE abbiamo qualita' e' strano.
E non basta spendere di piu': o si spendono cifre colossali o e' difficile ottenere qualita'. E anche se spendi non si e' certi che tu possa avere qualita'.

Come conseguenza spiccia avrete notato che la maggioranza degli impianti “funzionanti” assomigliano alla fauna media di roba che molti oggi definiscono vecchiume e la quasi totalita' del venduto oggi finisce sotto la dicitura “pattume”.

Questo accade per svariate ragioni  ma tipicamente perche' i consumatori hanno preferito aziende pessime a scapito di quelle migliori.

Una JBL o una TANNNOY dei modelli “sogno dello sbarba” degli anni 80 usata, sebbene non sia in grado di avere le stesse prestazioni che aveva da nuova, oggi viene scambiata a cifre molto piu' alte del prezzo di acquisto e si e' rivalutata all'incirca al 25% della svalutazione reale.

Costano come una cassa nuova di  prestazioni simili.

La cosa divertente e' che se siete attenti sul mercato dell'usato potete trovare delle vere e proprie chicche al prezzo di un compattone koreano indegno pure come radiosveglia.

L'unica cosa e' stare attenti che non ci siano altoparlanti con il ring in foam.

Io stesso ho comprato 19Kg di ampli (integra onkio) come unico offerente  su ebay ad un prezzo identico a quello che i peones si azzuffavano ad una radiosveglia con DVD e 6 casse della Koreana piu' diffusa da 2Kg.
Trovate marantz da urlo, qualche nad e molti technics notevoli al prezzo, ripeto, di una radiosveglia cinese.

Ho visto delle Kef con prezzo da 100E,

B&W svendute al prezzo di una vaschetta di gelato koreana.

Una indiana line al prezzo di una vaschetta di gelato (quello edibile stavolta!) acquistata in centro milano.

Un pre e finale  newclassA, da sbavo, ai soldi di 4 pizze con gelato seduti.

Un' audio pro acebass da pavimento amplificata (25-32.000 -3dB, a che servono i subwoofer, me lo ricordate?) a 830E.

Vera HiFi a prezzi di una radiolina da vecchi coreana a LED-pixel-sub-idio.

Il compattone che negli anni 80 era una scelta sordida ha ora scalzato gli hifi.
Addirittura migliaia di HiFi ben suonanti sono stati buttati e sostituiti con merxaccia cinokoreana.

Dal momento che quest'ultima impone 6 casse e km di cavi NON E' UNA RAGIONE DI SPAZIO come dice qualcuno, non e' neppure un discorso logico.

In realta' sono stati buttati perche' sembravano VECCHI. Insomma erano oggetti costruiti secondo i parametri di cui sopra.

Un vecchio impianto pioneer con le sue casse di serie CS810/910 che all'epoca non erano considerate un gran che... oggi sarebbe da urlo.

Nel milanese  ne sono state vendute migliaia (io ne piazzai almeno 250).
Dove sono? 

E sinceramente sebbene non piacessero perche' erano care rispetto a quelle di serie e troppo economiche e popolane rispetto ad altre  le pioneer HPM900 erano da urlo (tw elettrostatico a nastro e wf in materiali esotici da 30cm: 30Hz to 50kHz con 94dBW.  Giusto per ridere...).
Avercela oggi una HPM900!

Certo una jbl l12 e' un'altra cosa ma costava il doppio e rotti.

Sono state vendute
carrettate di indianaline,
tonnellate di celestion
e vagonate di altro..

La domanda: dove sono finite? 

Nelle discariche dove dovrebbero esserci invcece i 5.1 mono cinokorean?

Ancora oggi farebbero la loro porca figura, anzi!

Probabilmente le casse acustiche serie non le vogliono perche' sembrano vecchie, rispondono a vecchie norme come la fisica, e non hanno scritto megapix, ops! Sub-woofer.


Comunque ora, grazie alla serie di mie banalita' gratuite, sapete che una cassa
non deve dichiarare troppi watt
deve avere un woofer
deve avere un tweeter
deve avere un ottimo crossover
deve essere ben costruita
e purtroppo non puo' costare come un cono gelato.

Ma forse sono io che racconto troppe banalita'?
e ci ho messo HARG! 28 post per farlo?

Cmq se vi e' piaciuto l'iter ditemi se devo proseguire con quello dei TV, la storia, le origini,  al momento sono solo 10 post... :-)

lunedì, ottobre 05, 2015

boxNcone 22/28

wattaggio


Per qualche strano e arcaico motivo oggi se un altoparlante non sopporta almeno la potenza di un ampli da stadio nessuno e' felice.
Per questo poi i cinecoreani, come gia' fanno con i pixel, HD&c scrivono potenze incrediiibbbili e FALSE.





Nonostante queste falsità siano facilmente impugnabili nessuna delle Pseudo organizzazioni che dovrebbero difendere in qualche maniera colui che compra si fanno sentire.
Neppure giornalisti che stanno tanto dietro alle stupidate in qualche maniera allungano il dito verso questa schifosa bugia.
Ormai vedere un amplificatore da tre chili certificato oltre i 2000 W anziche' 10W è cosa comune, tanto comune che nessuno si meraviglia più neanche.

Ma degli amplificatori ne abbiamo già parlato a lungo  e abbiamo già visto come è possibile facilmente svergognarli ora arriviamo alla questione degli altoparlanti.

La potenza massima sopportabile da un sistema di casse è una curva che va sotto il nome di MIL e dipende da tutta una serie di fattori.

Già questa prima affermazione banale ci fa scoprire che la potenza massima non è un semplice numero ma è una curva ed è quindi dipendente dalla frequenza che stiamo introducendo.
 È questo il motivo per il quale spesso per ottenere un numero viene inputtata una curva che dovrebbe assomigliare allo spettro utilizzato poi comunemente.
Ovviamente le organizzazioni europee, quelle tedesche e quella americana sono in disaccordo su quello che si deve buttare dentro.

Introducendo un singolo tono da 1000 Hz si va a sollecitare semplicemente il midrange mentre introducendo un tono più alto probabilmente si va a pesare esclusivamente sul Tweetter.

È abbastanza banale capire che su di un sistema di altoparlanti in grado di accoppiarsi correttamente ampli da 1000 W il Tweeter è in grado di dissipare all'incirca un centinaio di  watt.

Ma ovviamente la cassa non e' da 100W. 

Cosi' abbiamo lo spettro DIN, IEC, il rumore bianco e ovviamente per i tamarri del car audio che si sentono maci il rumore rosa (e purtroppo non e' una battuta...).

Comunque sia vediamo che il primo problema è di dissipazione: aumentando la dissipazione della bobina questa crescera' di dimensioni e crescerà il traferro (lo spazio in cui la bobina deve stare e il punto in cui il magnete e' “rotto”) aumentando il quale diminuisce l'efficienza richiedendo piu' potenza per il medesimo risultato.

Aumentando ancora la potenza succederà che la bobina si sposterà parecchio avanti indietro avendo così necessità di una lunghezza superiore. Bobine lunghe porteranno con sé un aumento di distorsione e una ulteriore diminuzione dell'efficienza perche' quando sono estratte si trasformano da bobina a resistenza (aka stufetta).

Aumentando la potenza quindi si diminuisce l'efficienza richiedendo ancora MOLTA più potenza.

Aumentando ancora la potenza si deve irrigidire la sospensione e l'anello di tenuta per evitare di trovare il cono sulla luna. Addirittura alcuni altoparlanti hanno uno spider doppio o triplo.

Aumentando la potenza quindi si diminuisce l'efficienza richiedendo ancora  più potenza

Per aumentare ulteriormente la potenza sopportata è spesso necessario aumentare la ventilazione in maniera che l'aria CALDA contenuta nella zona della bobina all'interno del polo magnetico venga in qualche maniera pompata all'esterno. Alcune volte questo si fa forando il coprì polvere o utilizzando altre strategie. Inutile dire che queste strategie diminuiscono l'efficienza richiedendo ancora più potenza.

aumentare ulteriormente la potenza sopportata e' incrementare la massa (il rame pesa! E il cono non si deve flettere) vuol dire abbassare l'efficienza.

Se poi parliamo dei TW aumentare la bobina vuol dire incrementare la massa, vuol dire che non sono piu' dei tweeter.

In pratica quando il poco furbo di turno gioisce perché su altoparlante acquistato ha una scritta che riporta un numero grosso riguardo ai watt sopportati in realtà sta dicendo a tutto il mondo che  è un fesso. 

La potenza termica di un altoparlante va tenuta il più bassa possibile coerentemente con l'uso che se ne andrà fare.

Montare in auto o a casa  un cono da discoteca da 2000W e' da pirla, gia' con 200W si toglie la neve dall'auto e stare all'interno vuol dire incontrare danni fisici.

Per il woofer (o dei mid caricati) il problema ancora più complesso a seconda del tipo di caricamento l'escursione del woofer dipenderà dalla frequenza che sta suonando, dalla frequenza di accordo, dal tipo di caricamento, dalla massa del cono e dalla lunghezza della bobina.

Cambiando infatti l'accordo il woofer si troverà ad avere una escursione più o meno grande e questo potrebbe far uscire dalla zona di linearità ed efficienza la bobina rispetto al traferro.

Quello che sto dicendo è che una cassa acustica in pratica avrà quasi sempre una potenza sopportabile inferiore a quello che ci si aspetta dal numero scritto sul WF.

Salvo che voi avete fatto la cassa acustica che va alla ricerca di questo singolo parametro normalmente la sopportabilità massima di un woofer caricato ha due limiti: quello termico e quello di escursione che dipende anche dal caricamento.

Al raggiungimento di uno dei due il componente ne soffre.

Ma alla fine vince, per la qualita', 
chi tiene il numeretto piu' basso possibile.