lunedì, marzo 22, 2010

car audio 12V part 8 conclusione

perché condensatori non sono una buona idea da mettere nel bagagliaio.

quello di cui sopra è un amplificatore in grado di erogare la bellezza di 40 watt per Canale. Non è poco.
Per i discorsi fatti in precedenza rimane ovvio che l'unica strada per aumentare la potenza è l'aumento della tensione, quando si superano i 20 W diviene obbligatorio aumentare la tensione sopra i 12 V.
Per questo motivo all'inizio della circuitazione, se guardate, vi è un qualcosa di simile a questo:


un circuito di controllo che pilota un transistor oppure un fet per poter essere collegato ad un trasformatore per poter elevare la tensione. non contenti di questo dovremmo anche raddrizzare la corrente alternata in continua e, guarda caso, avere dei condensatori.
Spesso questi survoltori hanno rendimenti relativamente bassi fino al 50%.

sostanzialmente stiamo usando l'energia di un condensatore per caricarne un altro, in più transitando attraverso qualcosa che ci toglie parte della carica.
In soldoni questo ci dice una cosa molto banale che se mettiamo un condensatore all'esterno che ha la possibilità di essere drenato da altre fonti e che non sarà mai carico al 100% sarà nettamente inferiore ad un condensatore 10 volte più piccolo situato all'interno del prodotto che non potrà essere scaricato da altre utenze e si troverà ad una distanza di pochi millimetri dall'amplificatore.
Se questo non vi sembra abbastanza pesante poi al fatto che esiste una latenza tra quando l'amplificatore ha fame di energia e il survoltore capisce di aver bisogno di cambiare passo per poter erogare l'energia richiesta. Nel momento che il colpo di bassi è finito si comincerà a riempire nuovamente il condensatore interno all'apparecchio continuando a drenare dall'esterno. A quel punto il condensatore esterno comincerà la sua fase di ricarica stressando la povera batteria. Potrebbe non aver ancora finito di caricarsi e il programma musicale richiedere nuovamente energia. In quel momento il super condensatore, panacea di tutti i mali, risulterà non solo inutile ma addirittura controproducente.
È abbastanza ovvio questo punto che anziché spendere 100 o 200 eurozzi per un condensatore esterno alla bistecchiera renderà molto meno che spendere una cinquantina di euri per un amplificatore migliore che sicuramente integrerà già di suo dei condensatori maggiorati.
E' per questo motivo che da pischiello taroccavo gli ampli sostituendo i condensatori interni con dei Panasonic da urlo. Sono passati 20 anni ma non e' cambiato nulla, montate dei costosi condensatori flash grade (i panasonic non vengono piu' distribuiti) e scoprirete un pianeta nuovo.

concludendo l'unico modo per poter alimentare qualche centinaio di watt in auto e' fornire ad ogni amplificatore una sua batteria scegliendo magari fra quelle con una bassa resistenza interna e caricate con un alternatore separato. Tutto il resto sono bugie.

Per lo stesso motivo, salvo limitare l'autonomia a pochi minuti o rendere l'automobile un macigno poco guidabile, non si dovrebbe andare oltre i 1000 W (500x2) RMS continui per l'alimentazione dei quali sono già necessarie un paio di batterie del peso complessivo di 60 Kg e una linea di alimentazione gia' poco malleabile.


Una soluzione piu' elegante sarebbe modificare l'alternatore per erogare una tensione piu' consona, 80V (magari duale +-40), e trasferirli nel bagagliaio dove una batteria della stessa tensione alimenterebbe direttamente i finali.
Anziche' lavorare con un centinaio di ampere e relativi smazzi ci si porterebbe a spasso poco piu' di 10A, una corrente molto piu' gestibile. Le perdite sarebbero molte meno e la potenza, a parita' di tutto il resto, sarebbe almeno il doppio.

la cosa strana di tutta la storia che nessuno ci provi: ma e' piu' bello avere le lucine albero natalizie che un suono migliore.

sabato, marzo 20, 2010


Scusate se mi incazzo sempre quando vedo cessi televisivi che DICHIARANO di avere 100 Hz o addirittura 200 o 300.
Scusate se mi incazzo sempre quando dicono di avere contrasti milionari.
Scusate se mi incazzo sempre quando dicono di avere tutti i colori del mondo.

Soprattutto quando parliamo di televisori LCD tft di marchi sconosciuti e pompati come pseudoled.

evidentemente NEC per un 24 pollici a elevate prestazioni: P-IPS, contrasto 1000:1 e straordinariamente veloce (60Hz) dichiarare

"Il MultiSync PA241W si pone come il nuovo indiscusso riferimento nel settore professionale desktop" ....Dimenticavo: chiedono 1500 euretti per la bestiolina...


e' forse eccessivo o sono imbecilli coloro i quali pensano di avere un tv da 200Hz lcd con contrastone da 1000000000000000:1?

venerdì, marzo 19, 2010

car audio 12V part 7

questo è lo schema di come dovrebbe essere collegato correttamente, o quasi, un condensatore enorme ai nostri amplificatori.
Come prima cosa dovrebbe avere un dispositivo che a riposo scarichi attraverso la resistenza r3 la carica del condensatore. Cosa migliore sarebbe poter andare in questa configurazione attraverso un sistema automatico sensibile anche agli urti. questo serve ad ottenere che il condensatore, se non stiamo ascoltando della musica, sia scarico.
All'accensione dell'autoradio la posizione intermedia del commutatore prevede di caricare condensatore attraverso una resistenza limitatrice che evita lo stress al nostro impianto e contemporaneamente evita la bruciatura del fuse a monte. Dopo quei 4 o 5 s necessari alla ricarica morbida si può inserire a pieno titolo nel circuito. Il diodo ha una doppia funzione, come del resto avveniva con la seconda batteria, evitare di scaricare il condensatore sugli utilizzatori meno nobili come il clacson ed evitare di dover mettere un secondo fusibile a protezione della linea.
ovviamente l'installatore pongide dirà, come mi è capitato, che tutto ciò che c'è sulla linea, fusibili compresi, diminuiscono la resa. Un po'come dire che il peso dei freni peggiora le prestazioni alla nostra automobile, sicuramente vero ma poco importante.
ma la cosa più divertente è che il condensatore serve a poco come vedremo.

giovedì, marzo 18, 2010

car audio 12V part 6



l'apocalisse del bidello che si eleva a progettista non è finita, questo è un altro abominio che non è difficile trovare sulle auto con grossi amplificatori.
Per evitare il costo ed il peso di una batteria il nostro genio decide di collegare un enorme condensatore, ancora piu' costoso ma trendy, sperando così di porre fine al problema.
quando dico enorme intendo enorme in una maniera eccezionale, capacità solitamente che si scontrano solo nelle grosse cabine elettriche dell'industria delle quali per entrare è necessario operare precauzioni altrettanto particolari.
Pensando ad un ragionamento superficiale l'idea viene: un condensatore è in grado di erogare enorme quantità di energia in minimo tempo e la natura del segnale musicale spesso è di natura impulsiva. Per questo motivo all'interno degli amplificatori ci sono dei gruppi di condensatori.
Vedremo poi perché la cosa non può funzionare,se non molto marginalmente rispetto a quanto aspettato, ma lo schema di cui sopra ci pone grossi interrogativi.
Il condensatore offre all'impianto elettrico dell'automobile sicuramente una marcia in più che calmierando le richieste energetiche da parte di molti utilizzatori riducendo quindi le oscillazioni... ma di poco.
La cosa invece che farà sicuramente è un aumento dei consumi energetici, per caricare contestatore dovrà transitare dai cavi l'energia a lui destinata. All'accensione di una freccia la stessa energia vera richiesta parzialmente anche dal condensatore che diverrà di fatto interrogato in continuazione. Questo porterà ovviamente a una minore quantità di energia globale.
Un altro problema di un circuito così fatto consiste nella natura stessa del condensatore: la capacità di rilascio istantanea di enormi quantità di energia. Durante il primo collegamento, la sostituzione della batteria, una qualsiasi motivazione per la quale venga sezionato l'impianto, ovvero qualunque manutenzione potrebbe rendere pericoloso quest'oggetto.
Anche un incidente potrebbe provocare la fusione della lamiera e conseguente versamento di metallo liquido, o addirittura aeriforme, verso contenitore della benzina normalmente di materiale plastico.
ecco facilmente spiegato il perché i rifasatori sono solitamente blindati.
Il genio della lampada per i motivi descritti sopra solitamente non mette il fusibile, gli succedono le stesse cose che capitano con il precedente discorso dalla batteria ma in maniera ancora più grave. l'installatore vuole collegare i condensatore, non sa progettare la linea e per evitare sforzi collega in maniera brutale in parallelo tutto questo.
In caso di guasto, per esempio una guaina che si danneggia per il sole o per un topo il risultato potrebbe essere simile a quello di una saldatrice ma molto più violento. Provate a pensare a schizzi di metallo che volano all'interno dell'abitacolo di un'autovettura perforando deboli corpi di carne.

mercoledì, marzo 17, 2010

phenom

Il prezzo del phenom II e' mooolto interessante, prestazioni molto vicine agli I7 ma prezzo da 775.
In piu' le mainboard hanno grafica integrata che non rallentano il processore, interessante, no?
Nei negozi sembra non esistere e dai grossisti solo su ordinativo.

Si vede che son tutti ricchi.

car audio 12V part 5

per caricare una o più batterie secondarie lontane anche molto l'industria ha costruito dei carica batterie appositi. La differenza sostanziale rispetto al solito alternatore consiste in due sottili fili suppletivi che partono dall'apparecchio che vanno direttamente sui morsetti della batteria per leggere correttamente la tensione che questa possiede. In questa maniera si potrà regolare la corrente di carica in maniera perfetta indipendentemente dalla resistenza dei conduttori, che comunque dovranno essere sufficientemente grossi per far transitare correttamente l'energia che serve.

In teoria questa dovrebbe essere la soluzione finale ma ovviamente qualche genio ha deciso che una soluzione del genere è troppo complicata e allora prova a vendere un condensatore.

lunedì, marzo 15, 2010

car audio 12V part 4

un discreto sistema per evitare tutto il caos di prima è quello di montare due carica batterie, uno è il solito dell'automobile con la sua batteria e tutto rimarrà come nell'automobile di serie. Il secondo alternatore verrà trascinato dalla medesima cinghia e spesso si riesce a montare al posto di qualche altro accessorio magari previsto ma non montato in quella versione.
Così facendo si ottiene un completo controllo di entrambe le batterie, si evitano ritorni e tutta una serie di problematiche come quelle che avevo visto prima.
L'unica cosa a non essere perfetta al 100%, ma cmq assai vicina, è la ricarica delle batterie secondarie ma a questo vi è una soluzione assai elegante.

PS
si noti che non e' disegnato per i fini del ns articolo ma la R del primo fusibile va conteggiata 2 volte. Per proteggere la linea serve un fusibile anche all'ingresso della batteria. Mentre non e' necessario con il diodo se montato vicino alla 2nda batt non permettendo il ritorno.

venerdì, marzo 12, 2010

car audio 12V part 3



questa bruttura è un brutto scherzo che spesso ho visto installato da alcuni dei"migliori"installatori di autoradio. Sostanzialmente è una buona intenzione che ha portato all'inferno.

La prima cosa brutta è la mancanza della protezione della linea. Il fusibile che manca immediatamente dalla partenza dell'alternatore verso la batteria secondaria è considerato inutile da molti con scuse variegate.
Si parte dal "tanto brucia sempre"poiché non si mette uno specifico per questo uso a quello "tanto non serve a nulla perché non brucia" che viene detto da chi continua a pensare che il fusibile bada in base al carico e non alla dimensione del cavo che deve proteggere.
Già, anche un bistrattato fusibile va progettato e porta con se qualche calcolo.
se provate a calcolare la corrente di un eventuale cortocircuito della resistenza R3 alimentata dalle due batterie potreste capire che può succedere qualcosa di molto brutto.

La seconda bruttura consiste nel fatto che le due batterie sono interconnesse e verranno utilizzate da tutti indifferentemente. Quindi se ho acceso i fari o qualsiasi altra cosa in auto la tensione scenderà rendendo inutile il "guadagno" ottenuto non mettendo il diodo. Per lo stesso motivo le batterie tenderanno a rubarsi la carica l'un l'altra. Sostanzialmente avro' 2 batterie mai cariche.
Nonostante sei in giro in auto con un impianto pericoloso per la tuasalute non avrai comunque la tensione corretta per via del fatto che comunque la batteria non sarà caricata integralmente. L'alternatore vedrà la carica della prima batteria ma non della seconda poiché esiste la resistenza della linea che porta al bagagliaio.

car audio 12V part 2


per ovviare all'inconveniente di avere una sorgente di energia troppo lontana, perché poi tutto sommato è quello il problema, un installatore diligente dovrebbe configurare la questione come sopra:
nel bagagliaio dove dovrà normalmente montare gli amplificatori metterà una o più batterie che alimenteranno da vicino le sorgenti di potenza.
per caricare queste batterie è necessario avere un fusibile che protegga la linea, un diodo che eviti un ritorno e comunque un alternatore che sappia farsi carico delle nostre bistecchiere.


per via del diodo che perde della tensione e della resistenza del cavo le batterie secondarie non saranno mai cariche oltre l'80% e comunque, anche motore acceso, ci sarà una tensione inferiore rispetto a quella prevista. Dal momento che la potenza deriva dal quadrato della tensione, se l'alimentatore interno all'amplificatore non è stabilizzato vi è la possibilità che il il grandioso amplificatore da 200 W ne eroghi solamente 170. Per l'amante dei numeri un vero disastro.
ovviamente per la stessa motivazione, in particolar modo se pensiamo di utilizzare l'autoradio anche a vettura ferma, dovremmo pensare di comprare una batteria maggiore almeno del 30% e aggiungere anche un disgiuntore.

Installatore dell'autoradio per evitare di acquistare una batteria più grande ma soprattutto di calcolare il diodo necessario o di pensare che esiste già pronto utilizzerà una scorciatoia che vedremo nel prossimo articolo.

giovedì, marzo 11, 2010

car audio 12V part 1


il bello di aver fatto un blog che parla di qualcosa che non sono la FUFFA inventata dal marketing e che le cose mantengono il loro valore, nel bene e nel male, a distanza anche di molto tempo.

Negli ultimi tempi qualcuno mi ha fatto notare qualcosa che dissi qui
http://allarovescia.blogspot.com/search/label/audio

in particolar modo sembra suscitare molte cose il post in questione
http://allarovescia.blogspot.com/2008/05/7000watts.html

La famosa autoradio da 7000 W era collegata con uno schema simile a quello di sopra, idoneo solamente fino a un massimo di poco più di un centinaio di watt COMPLESSIVI. Il perché è molto semplice: la resistenza del cavo e quella interna alla batteria sollecitata anche da quello che sono i carichi normali dell'autovettura portano un abbassamento di tensione tale per cui la distorsione diverrebbe molto alta. Aumentando ancora la potenza si andrebbe incontro anche alla possibilità di avere una serie di guasti come già descritto nel post precedente.

per ovviare a ciò gli installatori di idraulica, OPS, di autoradio, utilizzano tutta una serie di procedure, molte sbagliate, che andremo ad analizzare una per una.

Un'altra cosa che si può notare, per chi ha l'occhio allenato, e che alcune di queste soluzioni sono le stesse che alcuni installatori, e addirittura alcuni cantieri, usano sbagliando sulle barche.

venerdì, marzo 05, 2010

asSESSOri 3 parking


Parcheggio
L'assessore alla mobilità ha il compito di provvedere alla distribuzione del parcheggio.
E infatti noto che una volta finito di utilizzare l'oggetto autovettura è necessario parcheggiarla. Questa caratteristica, apparentemente banale, è pressoché sconosciuta all'assessore medio che ha una sola ed esclusiva intenzione: boicottare il motivo della sua esistenza in cambio di una serie di populiste cazzate necessarie alla sua rielezione.
Ecco quindi il nostro assessore al traffico che decide che la zona debba essere abbellita, si tolgono 20 o 30 parcheggi, si mette una pista ciclabile che non usa nessuno, 12 alberelli e due panchine in acciaio inox neorealiste e costose come opere d'arte.
Lo scopo della questione è farsi amare da coloro i quali abitano nella via, far vedere alla popolazione una miglioria, beccare una bustarella consistente per aver speso un milione di euro e poter rilasciare un paio di interviste sull'opera al giornale locale.
Gli effetti collaterali saranno cadute sul pavè dei due ruote quando piove un aumento della pressione nervosa degli automobilisti che saranno in giro cercando parcheggio nella zona.
L'aumento di inquinamento di quest'opera corrisponderà circa a 10 anni di progressi tecnologici nel mondo del autovettura poiché il percorso medio in città va dai tre ai 5 km (enea.it) ed il poveraccio che arriva in zona anziché sbattere la auto dove poteva prima dovrà percorrere un paio di giri dell'isolato incrementando l'inquinamento del 20% poiché il suo percorso diventerà 600 o 700 m in più a velocità non corretta e rallentando anche coloro i quali devono transitare nella zona.
La zona divenuta carina di carina ha solo il rossetto per il resto è un bidone.
Non contento di questo il personaggio che ha tradito i suoi elettori decide che il parcheggio è diventato una risorsa di valore, certo quando di una qualsiasi cosa non ve n'è a sufficienza diventa più cara. L' assessore decide quindi dopo aver fatto sparire parte della risorsa di rendere il parcheggio un introito per il comune e mette le famigerate strisce blu.
Per l'automobilista diventa un dramma, non ci sono più parcheggi e quei pochi che ci sono sono diventati a pagamento. Nella speranza di trovare un posto senza dover sborsare quei soldi imposti, in realtà già versati una prima volta attraverso la tassa di circolazione, compie un ulteriore giro dell'isolato aumentando ancora di più l' inquinamento.
A questo punto possiamo tranquillamente affermare che un quarto del inquinamento nelle metropoli è dato dall'impossibilità di parcheggio.
Basterebbe togliere qualche sfigato alberello messo per compiacere qualche verde ipocrita, segare qualche altalena utilizzata 30 ore l'anno per prendere i voti delle mamme idiote e sistemare un po' di altre cose per incrementare i parcheggi in maniera consistente e diminuire l'inquinamento dato dal traffico cittadino almeno di 5%.
A Milano hanno avuto un'idea geniale: togliere i parcheggi alla città per donarli ai presidenti. Il risultato è stato quello di un aumento netto del traffico delle zone interessate. Meno del 10% dei parcheggi sono liberi i rimanenti hanno una qualche forma di coercizione. Stando al balcone di una di queste zone si può giocare con i bambini, come ho fatto a casa di amici, al toto passaggi: bisogna indovinare se un'auto ripasserà e quante volte. È interessante notare che ci sono delle autovetture che passano fino a otto volte girando attorno all'isolato. Se le statistiche non sono un' opinione, quelle autovetture stanno inquinando esattamente il triplo di quello che dovrebbero.
Se ciò non bastasse alla tartassata città milanese hanno inventato i parcheggi a pagamento senza parcometro, un sistema che ottiene due ottimi effetti: il primo incassare soldi ancor prima che la auto sia parcheggiata, il secondo è una diminuzione della produttività del sistema Milano a favore della ricerca del maledetto posto dove vendono il grattino di turno.
Nella città dove abito, giusto per avere un riferimento certo, negli ultimi 10 anni e nell'arco di 500 m attorno alla mia casa hanno tolto circa 600 parcheggi, trasformato una piazza e tre vie con un arredamento urbano scic, trasformato in sosta limitata ad 1 h tutti i parcheggi rimasti nell'arco di 150 m i pochi rimasti sono letteralmente assaliti.
Quando le mamme lobotomizzati vendono a prendere i loro pacchi bambino la via di viene impraticabile costringendomi a percorrerla contromano, tanto nella parte sud non uscirò comunque.
I miei amici, quando vengono a trovarmi allla sera, mi raccontano di inenarrabili percorsi alla ricerca del parcheggio, solitamente arrivano a parcheggiare, non dopo due giri del isolato ovvero due semafori, nei posti riservati ad un condominio che stanno finendo di vendere a 420 m di distanza. Quando sara' abitato sara' da ridere. La loro auto per far questo ha inquinato come fare 10 km a 90 all'ora. Sostanzialmente gli è costato / inquinato di più arrivare al parcheggio da casa mia che a casa mia.
Nonostante questa sia una situazione facilmente comprensibile, stanno pensando di togliere anche una zona di parcheggio dove in questo momento sostano 20 auto.
Il cartello dice, stiamo MIGLIORANDO le strade per VOI.
Dove stia la miglioria ad allargare il marciapiedi fino a meta' carreggiata facendo sparire i parcheggi ditemelo voi.

lunedì, marzo 01, 2010

asSESSOri 2




L'assessore alla mobilità ha il compito di provvedere alla diminuzione della trafficosita'.
Deve quindi favorire gli spostamenti all'interno della propria città, regione, nazione. L' aumento degli spostamenti tipicamente è un aumento della produttività, del Pil e del benessere.
Il suo compito è favorire attraverso strade, rotaie e regole che un maggior numero di persone e merci si possano spostare il più favorevolmente possibile. Ovviamente dovranno altresi' evitarsi, per quanto possibile, eventuali effetti collaterali come rumore, smog, costi, incidenti e similia.
Per questo gli viene dato un mandato.
Questa qualità, apparentemente banale, è pressoché sconosciuta all' assessore medio che ha una sola ed esclusiva intenzione: boicottare il motivo della sua esistenza in cambio di una serie di populiste cazzate necessarie alla sua rielezione.
Molte delle cose che fa un politico della mobilità hanno spesso conseguenze a distanza di decenni.
Alcune città (giappone, usa) già negli anni 60 obbligavano all'acquisto di un box al neo possessore di una autovettura o in altre al possesso di un contratto d'affitto di un posto auto all'interno di un silo. In Lombardia si è fatto di tutto per rendere difficoltoso la costruzione di un posto auto, si è favorito la costruzione di abitazione in raso la strada così da non poter neppure costruire un marciapiede.
Anziché allargare le carreggiate all'interno dei centri storici quando ancora era possibile in maniera da operare una specie di tangenziale passante si è preferito chiudere centri storici facendo passare le auto all'esterno. Aumentando il traffico, a quel punto, sembrava normale aumentare il cerchio di chiusura aumentando contemporaneamente la lunghezza della percorrenza delle autovetture, dei camion e spesso anche degli autobus.
La cosa più assurda e che questa tendenza in atto anche nelle cittadine di strada, quei piccoli agglomerati urbani che sono nati attorno una grande via di comunicazione e la loro genesi è proprio quella di essere stati come un fungo appiccicati a questa arteria. Ovviamente i residenti che hanno acquistato la casa proprio in virtù della vicinanza a quella strada oggi schifano il rumore e l'inquinamento. Ma non erano andati li proprio per la strada?
Il peggio che abbia mai visto e' la piu' completa idiozia del comune di villasanta nell'arco di 25 anni dove l'imbecille di turno chiuse la cittadina al traffico mano a mano fino alla paralisi da sensounico per favorire la nuova strada parallela e poi su questa, quando finalmente scaricava li traffico con un percorso DOPPIO in lunghezza, mettere semafori un restrigimento di carreggiata 3 rotonde e, udite udite, 5 pericolosi dossi sulla tangenzialina!
Per le migliaia di auto che giornalmente siano obbligate al tragitto, chissenfrega!
Se non e' essere stupidi questo nulla lo e' piu'.

venerdì, febbraio 26, 2010

asSESSOri 1

È interessante notare che spesso i giornali e la gente siano sinenergici e la politica gli vada dietro.
Si parla spesso di inquinamento per il traffico e nella città dove abito addirittura si blocca completamente per giornate intere la circolazione delle autovetture. Sinceramente trovo alquanto interessante queste manie nelle quali nessuno dice una cosa diversa perché a tutti sembra giusto così.
Saranno due anni che si ciarla del miglioramento, attraverso l'uso di automobili ibride, dello smog cittadino.
Così come si sperava anni precedenti di migliorare con il passaggio alla marmitta catalitica, cosa poi vanificata parzialmente dall'uso di automobili a gasolio.
In realtà è tutto una buffonata il vero responsabile del inquinamento non è il fatto che l'autovettura inquilini di più o di meno, dopotutto un progresso del 10% implica sforzi immani, ma bensì dipende molto, molto, molto di più ad un personaggio misconosciuto che viene piazzato in quei luoghi per preferenze politiche anziché realizzative.
È abbastanza semplice capire che qualsiasi oggetto costruito dall'uomo ha un rendimento che dipendente da una serie di parametri nel caso specifico di sono due oggetti, l'auto ed il percorso, che interagiscono fra di loro.
L'auto è abbastanza semplice: ha una velocità di crociera dove consumo e di inquinamento sono al minimo possibile. Il punto normalmente scelto dal costruttore non è con l'automobile quasi ferma altrimenti in movimento diventerebbe un disastro ma non è neppure a 200 all'ora poiché è una velocità che normalmente non si utilizza. Solitamente viene scelta una velocità di circa 90 km/h. Allontanarsi da questa velocità vuol dire aumentare inquinamento e consumi. Automaticamente, se la matematica non è un'opinione, la velocità più favorevole non dovrebbe essere inferiore ai 40 km/h e superiore ai 150. Costringere un' autovettura a scendere sotto i 40, come vorrebbero alcuni, equivale automaticamente a morire di cancro e di tedio.
Un altro momento dei consumi e del inquinamento è dato dai rallentamenti: quando si frena si prende dell'energia cinetica prodotta dalla nostra benzina e la si traduce in calore dei freni dove verrà smaltita tirandola nel cesso.
Definito che cosa è una automobile è abbastanza semplice capire come dovrebbero essere fatte le strade:
con pochi rallentamenti, visuale chiara in maniera da poter evitare di frenare all'ultimo e parcheggio facile. Tutto ciò è compito degli amministratori.
Possiamo tranquillamente affermare che gran parte dell'inquinamento cittadino derivi da un errata scelta di un personaggio solo.


nota, le foto sono prese da una banale ricerca della grande G con la frase assessore alla mobilità. non è detto che magari quelli delle foto siano gli unici a non comportarsi come detto sopra.

domenica, febbraio 21, 2010

install2

Recupero un portatile con centrino, ho intenzione di utilizzarlo più o meno come un netbook ma con uno schermo più grande. Per via dei soliti due programmi verticali scritti da scimmie in Visual Basic avrà un'installazione doppia.
Installiamo Windows:
prendiamo il dischetto del service pack tre, il più recente disponibile. Dopo alla solita ora e rotti ci ritroviamo con una macchina che non è neppure in grado di andare su Internet.
Grazie ad un altro PC, si vede che possessori di Windows ne hanno almeno due, recupero e driver dal costruttore, acer. Il sito molto lento e molto caotico. Installando i driver molte funzionalità continuano a non andare come dovrebbero...
Perche'? semplice: alcune cose come la scheda audio provegono da marche diverse a seconda del momento di fabbricazione o del subfornitore. Cosi' il pc acer con una sigla di ben 9 caratteri puo' corrisponde a 2 pc abbastanza diversi con 3 schede grafiche diverse: si deve scaricare tutto ed andare a tentativi, una roba da deficienti.
Ovviamente 2 orette per installare il tutto non basterebbero se non si dispone di un secondo pc, anche la scheda di rete ha la necessita' di un driver
Poi viene il momento dei programmi e il divenire disk jokey per un'altra oretta. Programma di posta, FF, OOo, masterizzazione, gimp... insomma i soliti programmi per usare il pc.
Utenti, e amenita' come il dsadf-sdfsaf-safee-fssaf-dedw, il WGA da scaricare, i vari "si lo voglio".
Totale 5 ore e rotti + update.

Partizione linux:
poco piu' di un'ora dal disco di sistema funzionava tutto. Per gli update non bisogna essere li davanti come un pirla.

giovedì, febbraio 18, 2010

BIGAZZI cat




"Sospensione doverosa" ,"Ci auguriamo che Bigazzi e gli autori della trasmissione - ha sottolineato Morelli in una nota - vogliano tornare sui loro passi e scusarsi con i tanti telespettatori che, come noi Verdi, si sono indignati di fronte a tale episodio".secondo Cristina Morelli, responsabile Diritti dei Verdi
"L'Enpa - afferma in una nota il presidente, Carla Rocchi - apprezza la tempestività con cui l'azienda ha saputo sanzionare un comportamento che riesce a essere al tempo stesso un reato - istigazione al maltrattamento di animali - e una iniziativa di totale povertà di spirito"





Non ho visto la scena e sinceramente non mi interessa neanche vederla, se sia stata fatta con intenzione di suscitare polemiche o è stata data la ricetta per ragioni storiche. Non cambia nulla.

La polemica sul programma TV La prova del cuoco e sulle ricette per cucinare i gatti dimostra quanto siamo ipocriti. Già, protestare contro la ricetta di un gatto ci fa sentire magari meglio, dimostrando quanto siamo bastardi.
In fatto di cibo facciamo strane distinzioni tra una specie e un’altra.
Per alcune specie come cani e gatti forniamo cibo uccidendo altri animali come conigli, asini, pesci e buoi.
Diamo delle cure a questi animali migliori che alla maggior parte degli esseri umani, ma poi ci mangiamo delle mucche cosi' maltrattate che ci provocano la morte.
Già, per altre specie siamo capaci di ogni genere di tortura, finalizzata alla massimizzazione dei profitti derivanti dal commercio di carne e altri derivati animali con i quali ci laviamo, ci spalmiamo o addirittura bruciamo.
Viene da chiedersi come mai andiamo allo zoo a commuoverci per l’orsetto, la tigre e il maialino che ci ricorda tanto la saga disneyana... e mentre guardiamo tutto ciò ci mangiamo, un hot dog comprato da baracchino vicino fatto con la carne di un altro maialino del quale non ce ne frega niente.
In realtà la ragione è solo una: ci siamo allontanati con le città dall'origine di noi stessi e vogliamo ripudiarla per dimenticarci del fatto che siamo animali e non perfetti dei o cyborg.
La bistecca del supermercato è un prodotto industriale, le mucche sono su un altro pianeta. Il salame non ha nessun apparente legame con il maialino babe e le uova vengono probabilmente prodotte dalla Fiat. Le cosce di pollo e la gallina non hanno nessuna relazione come potete chiedere a qualsiasi bambino messo di fronte all'animale.
Al di là delle mosse populiste mangiare un cane un gatto, un tacchino un coniglio non dovrebbe cambiare e di quel tanto. Se lo pensate veramente chiudetevi in una stanza buia e cominciate a pensare chi siete. La dimostrazione di questo e la presenza del coniglio sia del cibo sia a quello che gli anglofoni chiamano PET.

Quelli che si sono lamentati con la Rai non sono altro che dei grandissimi ipocriti.





Prima che ci sia qualche imbecille che nei commenti straparli voglio far notare due cose: la prima che ho curato topi, criceti, cavie, una moltitudine di pesci e serpenti.
Per questo motivo, aver ad esempio allevato dei conigli, non mi è più riuscito di mangiare alcuni animali fra i quali quaglie e, appunto, conigli.
Nonostante ciò, invitato a cena dove hanno servito entrambi questi animali, non mi sono alzato a protestare contro cuoco poiché le abitudini di altri possono essere molto diverse dalle mie. Certo, l'odore del coniglio mi infastidisce, ma ciò non toglie che sia un animale commestibile e non mi fa diventare migliore o peggiore mangiarlo o non mangiarlo. Non lo mangio perche' la cosa mi "infastidisce".
La vera differenza sta nel fatto che trattare gli animali come esseri umani psicologicamente li fa divenire tali e a quel punto si diviene cannibali con tutto l'orrore che ne deriva.

Ma forse l'orrore consiste nel fatto che nelle grandi metropoli, comunque nella società moderna, abbiamo così pochi interscambi corretti con i nostri simili da dover importare nella nostra sfera di affettività conigli e gatti.

martedì, febbraio 16, 2010

install

Ho sempre sentito in giro, letto sui giornali e blog che LinuX e' difficile da installare, mancavano i driver ed era difficile da usare rispetto a windows.....


genesi: cambio mainboard, non processore, e sckeda grafica.
In laboratorio non ho una lan ethernet ma solo WiFi

Linux
Hei la scheda Wi fi e' diversa: mi ricordi la password di rete?
Hei! la skeda video e' diversa! passo in vga vesa.
Risoluzione: boottare in testo e lanciare la configurazione automatica di Xorg, copiare la configurazionione in /etc/X
Tempo 20 minuti caffe' e boot compresi.

Windows
CRASH!
risoluzione: ripristino di sistema
tempo quasi 1 ora
riavvio
COPIA NON AUTENTICATA MALEDETTO PIRATA!
non puoi entrare nel tuo account, puoi solo attivare.
Soluzione connettiti ad internet... ma la scheda Wi Fi non e' installata.
Ci provi istallandola dalla modalita' provvisoria ma scopri che non puoi configurarla: gia', la modalita' provvisoria con rete e' vietata al MALEDETTO PIRATA che ti ha dato 100 euro per il bollino.
Lo stesso problema sovviene a chi ha una lan strana (es driver sis).
Ho perso altri 30 minuti.
Prendo il pc lo porto dal vicino supplicandolo di farmi connettere la lan, ma non funziona.
torno nella mia spelonca hitech e riavvio e procedo con l'attivazione telefonica.
Ho perso un'altra ora.
Il computer dovrebbe tirar fuori un codice misterioso composto dalla bellezza di 48 numeri un affare tipo 1234567890123456879098765432106549871230874561231 da battere correttamente e senza errori sul telefono e da leggere su di una risoluzione non supportata dal monitor. Se tutto va bene una voce sintetica dovrebbe darci in risposta un codice gli elementi più corto per attivare il sistema operativo spaventato.
Telefono al numero verde una bastarda voce mi informa che io ho la colpa di dover attivare un prodotto Windows con il telefono cellulare, vi ho già detto che dalle mie parti è tutto wireless.
In poche parole per Microsoft il fatto di non poter riuscire con un sistema operativo che è stato volutamente castrato da loro a connettermi ad Internet è un mio problema.
Chiamo quindi con il cellulare un numero pagamento, schiaccio i tastini sperando di non sbagliare, attendo le elucubrazioni del sistema che ho pagato due volte ma questo mi risponde che non va bene.
Mi passano un'indiana, non è una battuta probabilmente è una delle tante lavoratrici dell'est che nottetempo risponde a noi europei, mi dice che il codice interminabile che ho battuto sui tastini e ripetuto a voce alla pulzella non è in qualche maniera corretto. Non è possibile sapere per quale motivo il sistema non dice per quale motivo la mia copia regolarmente acquistata non è affidabile sulla macchina per la quale ho pagato. La litania che continua a ripetere la poveraccia, la storiella che le hanno insegnato a ribadire, insiste sul fatto che io ho utilizzato un disco per il service pack tre quando la licenza e' per il due. Sappiamo tutti che il problema nasce da versioni diverse del sistema operativo, non certo per i service pack.
Chiedo di parlare con un supervisore e mi passano un altro indiano. Mi chiede di fare un po' di manovre io ribadisco di averle già provate e anche lui ricomincia con La litania del disco diverso rispetto al numerino. Ad un certo punto mi spazientisco ed esco con la frase che contiene la parola "balle" a proposito del fatto della non coerenza del numero sottolineando che io sono al telefono per una loro incapacità di connettersi a rete non certo per un mio problema. L'indiano risponde dicendomi di non usare parolacce, evidentemete balle e' una parolaccia in india, e sembrava di aver offeso nessuno dicendo che era una bugia e dando dell'incapace ad un sistema volutamente castrato.
Dopo più di 20 min d tronco la telefonata, non mi porterà da nessuna parte ed il costo e' troppo.
Da un vecchio case recupero una licenza d'uso, una delle tante che ho pagato, riguardante un service pack 1. Con una versione ancora più distante da quella del dischetto opero un'attivazione telefonica, pagando ancora per un servizio che ho già pagato per la terza volta.
Probabilmente il mio numero di matricola per qualche motivo era finito in una black list.
Siamo arrivati a 4 h, con le necessarie pause come mangiare e leggere dei forum posso affermare di aver buttato via una giornata.
Pensate che sia finita? No e' agli inizi.
Windows parte, ovviamente avevo già procurato tutti i driver necessari tramite un altro computer ed in stallo tutto ciò che riguarda la nuova scheda grafica, il chip set e la wireless, faccio per lavorare su di un mdb ed esce un bellissimo messaggio:MALEDETTO PIRATA.
Già, è bello aver acquistato una versione particolare di Access ed averla pagata circa € 1000 per sentirsi dare del pirata. Così mentre la rete a balzelloni va devo andare a recuperare il dischetto originale dalla cantina dentro una scatola enorme con dentro manuale pressoché inutile: per fortuna questa volta mi chiede anche un dischetto preciso visto che nella confezione c'è ne la bellezza di otto.
Arrivo a sera una seconda volta quando capisco che la versione in mio possesso del driver della scheda wireless sul CD-ROM ed identica a quella un sito del distributore coreano (kraun) è poco più di un'Alfa. Scopro anche che la DELL fornisce dei driver per una scheda identica integrata nei suoi notebook che sono praticamente in beta, va veramete male. Solo da un sito sconosciuto parzialmente in lingua cinese riesco a prelevare una versione dei driver funzionanti.
Giustamete poi patch per tutti: "vuoi scaricare update nuovo?"
Per la cronaca l'etichetta del mio PC su di un altro PC funziona perfettamente. In teoria questo contravviene alla licenza d' uso ma forse solo con questa installazione Microsoft dovrebbe fornirmi 10 copie omaggio come scusa. Accetto anche la presenza di Bill a casa mia in ginocchio. La scimmia non la voglio e' anche peggio.
Ricapitolando 3 giorni di bestemmie 3 o 4 euro di telefonate e 2 licenze per fare funzionare il tutto.
Dall'altra parte 20 minuti.
Ps alcune funzioni di access non vanno mi danno del... MALEDETTO PIRATA!

venerdì, febbraio 12, 2010

Winblows

Ho sempre sentito in giro, letto sui giornali e blog che LinuX e' difficile da installare, mancavano i driver ed era difficile da usare rispetto a windows.....


Personalmente ho usato molti sistemi operativi e una caterva di ambienti grafici, MacOs (finder), OS/2 (PM), GEM, Geos, vari X11 e tutte le versioni di MS sono proprio queste ultime che trovo difficili.
Se avete provato la pulizia di GEM e la facilita' d'uso di OS/2, Windows vi sembra una pietra di selce che non sai dove impugnare. Presentation manager a mio giudizio e' la summa delle interfacce grafiche: tutto e dragdroppabile, tutto e' facile. Forse fra 10 anni torneremo ad avere una GUI OOP.

Quindi e' una balla il fatto che sia semplice da usare.
Solitamente il facile riferito ad un qualsivoglia Windows esce dalla bocca di chi non ha provato altro.
Ho compiuto circa 2000 installazioni di windows, salvo quando la mainboard e le periferiche erano di riferimento come accadeva agli acquirenti attenti nell'epoca pentium+bx, vi erano sempre da piccoli problemi a drammi. Gia' perche' l'acquirente non si rende conto se vi e' un problema perche' lui ha il processore figo o la skeda per crysis... peccato che la macchina non allochi correttamente la ram o la ventola va sempre a manetta.
La situazione migliora per i computer di marca, uno dei motivi di successo dei portatili, ti danno un sistema QUASI perfettamente configurato fin quando tu non decidi di fare una stronzata: se non hai il disco di ripristino scordati di farlo semplicemente.
Se poi con alcuni pc portatili poco potenti decidi di passare dall'ingordo vista7 a xp molte periferiche non funzioneranno stop.
Non parliamo poi di far funzionare centianaia di stampanti "per windows" con windows!
Il problema delle stampanti, scanner e modem "disegnati per windows" e' molto banale e la scritta va intesa come "abbiamo sostituito hardware con un economico software". Il risultato e' che alla prima variazione dell'ecosistema tutto va in fumo. Già, l'economico software è economico. Tutti quelli che all'circa nel 2000/2 hanno acquistato scanner e stampanti di questo tipo si sono ritrovati che con l'aggiornamento da 16 a 32 bit di Microsoft le loro periferiche hanno deciso di smettere di funzionare. Altre periferiche hanno deciso di andare in pensione durante la aggiornamento al service pack di XP.

La cosa più assurda è che le periferiche che vantavano una compatibilità con linux sono rimaste compatibili anche con Windows.

Tutto questo ci sottolinea bene che la presunta assenza di driver esclusivamente nell'ecosistema di linux è assolutamente e sicuramente una balla: è vero ci sono delle periferiche che sotto linux non funzionano ma ce ne sono altrettante, per le quali abbiamo pagato, sulle quali vi erano degli autoadesivi inneggianti la compatibilità assoluta con Windows che non funzionano assolutamente con sistema operativo di Microsoft. Quindi se Canon, HP, Microsoft ci garantiscono la compatibilità assoluta sappiate che con l'arrivo del service pack potete buttare via a una stampante laser assai costosa con i suoi due toner di scorta semplicemente perché una stampante con 2600 pagine sulle spalle è considerata vecchia e da sostituire.
Se a tutto questo aggiungiamo la cosa molto semplice che sotto Microsoft non esiste un sistema centralizzato dei driver e solamente una minima parte di questi risiedono sul disco di installazione o siamo rapidamente affermare che da un lato all'installazione tutto funziona dall'altro durante l'installazione dobbiamo assolutamente avere un altro personal computer e passare le ore alla ricerca dei vari produttori delle periferiche che riconosciamo esclusivamente smontando il computer malcapitato.
Praticamente parlando possiamo affermare che Microsoft ha dei grossi problemi con l'hardware e molti driver che mancano o sono di difficile reperibilità mentre sotto linux quasi sempre funziona tutto al primo colpo.

Anche la questione dell'installazione e della quantità dei driver è quindi a favore di linux.

Si noti che fino ad ora ho parlato solo di esclusivamente di un confronto di installazione e facilità d'uso fra distribuzioni conosciute e facili come ubuntu o mandriva con XP. Mi sembra ovvio che un utente non smaliziato certamente non bada a a installarsi una slackware o costruirsi una distribuzione personalizzata. Altrettanto verrebbe da ridere il confronto con vista, si può tranquillamente affermare che non possiede driver.
La conclusione è che Windows è difficile da usare, complicato da installare e sostanzialmente con i driver di difficile reperibilità. Ancora una volta tutto quello che si sente sono balle.
A conferma di ciò postero' anche le ultime installazioni che ho fatto in dual boot: ho sempre avuto più problemi con la parte Windows che con quella linux.
Un caso?

sabato, febbraio 06, 2010

ancora pochi capiscono



Seguendo l'esempio del national geographic anche playboy vende l'hdd di tutta la vita del giornale a 300$
Il prezzo e' decisamente conveniente visto che gia' solo per un hdd brandizzato con un logo cosi' famoso si spendono cifre non lontane.
E' incredibile che ci siano cosi' tanti che chiedono cifre cosi' alte per giornali online di poco peso e alcuni che svendono l'intera storia di un mito ad una cifra cosi' interessante.
boh...
voi capite qualcosa?

lunedì, febbraio 01, 2010

Reflex 135 9-ultimo step



nel 2003 appare primo crollo dei prezzi e Canon grazie al fatto di avere un piede dentro anche nell'elettronica commercializza una reflex digitale a € 1100. Come si vede è un crollo netto e chiaro: il prezzo è all'incirca la metà dell'anno precedente.
Una scheda di memoria da 64 megabyte costava € 40. Con il prezzo di poco più di un anno fa, 400 sacchi, ci si porta a casa 1000 megabyte, erano le prime schede da un giga.
La musica portatile parla ancora, nelle pubblicità, della cassetta con Dolby e autoreverse. Solo qualche "strano" aveva l'ipod o il creative Zen.
nelle compatte il compratore ignorante aveva una certezza: la compatta deve essere digitale. E' che costi 500 eurozzi non importa, il consumatore e' deciso!
Questo è anche l'anno in cui il formato più stupido dell'universo, paragonabile solo al disc finalmente chiude la sua stolta carriera marketing driven. l'APS muore.
E' l'anno dei primi sensori full-frame, Canon, Kodak e nikon, ma e' una qualita' che per molto tempo rimarra' inavvicinabile dai portafogli.

nel 2004 oramai e fatta: la pellicola si appresta ad andare in pensione. Le novita', salvo qualche professionale, sono tutte per il digitale.
Le memorie costano meno: 1GB ora si aggirano sui 290 euri.


nel 2005 arriva una nuova generazione di reflex digitali: finalmente l'immagine comincia ad essere acquistabile
questo è un altro anno da funerale, contax uno dei grandi marchi di coloro che hanno fatto grande la fotografia viene chiuso. Non importa se fosse uno dei pochi a produrre su più formati, non importa se fosse il marchio che ha introdotto l'eccellenza della fotografia, non importa se ha fabbricato solo prodotti eccellenti, poco importa che ci siano almeno 20 aziende che sono nate facendo repliche delle sue progettazioni. I consumatori hanno deciso che l'eccellenza non è una caratteristica da acquistare.
Le memorie costano meno: 1GB ora si aggira sui 120 euri.

Nel 2006 konica-minolta annuncia il proprio ritiro dal mercato fotografico e dalla produzione di fotocamere e pellicole fotografiche la cessione della produzione di fotocamere SLR alla Sony. Una grande azienda, colei che ha inventato la reflex completamente elettronica, che ha spiegato a tutti come unificare AF, CPU e fotografia. Sony, senza colpo ferire si ritrova ad avere una tecnologia uguale, agli altri big della fotografia, senza doverne percorrere l'evoluzione.
Intanto i prezzi scendono ancora un po' e i pixel salgono ancora un pochino.
Qualcuno comincia a notare che i pixel stesso vanno in controtendenza numerica con la qualità.
Le memorie costano molto meno: 1GB ora si aggira sui 50 euri. Si puo' cominciare a mettere le foto dei sensori da qualche parte per poterle portare a casa.


Nel 2007 comincia anche nella fotografia quella moda nata dalle case costruttrici di software e ripresa dei peggiori fabbricanti di fornire un prodotto ancora incompleto e non perfettamente testato. Al cliente è richiesto di sostituire la parte zoppa con una nuova fornita via Internet. Ancora una volta nessuna rivista spiega che un errore di progettazione rimane tale anche se lo si chiama Bug.


Il 2009 Le fotocamere cominciano a livellarsi su di un prezzo interessante, la qualità comincia a non far rimpiangere la qualità della pellicola quasi centenaria. Gli obiettivi per chi può spendere cominciano a poter saziare l'elemento sensibile. Il marketing comincia a chiedersi cosa poter sventolare come innovazione tecnologica non volendo introdurre novità costose a prodursi o dimensionalmente inaccettabili.
e' l'anno del filmato. Mutuando una caratteristica che aveva preso piede ormai da anni nelle compatte viene, per la seconda volta dagli anni 40, introdotto anche nelle reflex una mania delle compatte. È divertente pensare che il mercato delle videocamere e' stato aggredito in passato con i prezzi qualità sempre più bassi fino ad allontanare lo zoccolo duro degli appassionati. Così ci si ritrova con fotocamere e possono riprendere anche filmati in risoluzioni strane cercando forse un allontanamento successivo del pubblico come e' avveunto altre volte.
Peccato che per dare differenziazione di fascia vengano nascoste o meno alcune virtu' presenti in tutte le fotocamere digitali: il flash meter, un comando diretto del diaframma, il controllo della profondita' di campo e vengano resi strani e costosi gli accessori necessari alla comune fotografia: i flash, il cavo per il flash, il cavo di scatto, i tubi di prolunga e tanti altri. Viene da chiedersi quando elimineranno la presa filettata per il cavalletto.
Pero' abbiamo il riconoscimento delle facce sorridenti in tempo reale!: un bel chissenefrega e' adeguato?

sabato, gennaio 30, 2010

Reflex 135 8-l'imposizione digitale



Nel 2001 comincia a vedersi la transizione. Non viene dall'alto com'è sempre stato, cioè una nuova tecnologia migliorativa che arriva prima sulla fascia alta e poi, come è sempre successo, arriva in basso. Arriva dal basso, non dalla reflex da 1001 notte, non dall'apparecchio di altissima qualità, ma dal basso, dall'utente che non capisce un tubo e le compattine.
Nonostante le nubi ci sono in commercio almeno 23 tipi di diapositive, solo Kodak ne produce 9 diverse, moltiplicate per le sensibilita' disponibili il fotografo ha centinaia di opzioni... Migliaia se aggiungiamo le negative.
Minolta arriva con una fotocamera che dovrebbe essere il non plus ultra nelle compatte,la dimage 7. La pubblicità comincia a parlare spudoratamente di pixel senza vergogna e minolta non fa eccezione: "milioni di pixel avanti a tutti" e' lo slogan. Il prezzo viene considerato molto conveniente: 3 milioni di lire. Il prezzo di una medioformato.
Gli altri non stanno a guardare e nell'arco di pochi minuti, perché ormai è questo ritmo delle novità, presentano altri oggetti con lo stesso sensore alcuni con le forme molto strane. Una particolarita' gia' vista anni fa con le bridge, no? Il marketing si deve affermare!
Gli stampatori intanto cominciano a utilizzare il digitale per semplificare la bagarre nata dall'introduzione del formato APS, se il formato nuovo gli reso la vita molto difficile il digitale semplifica. Due gli effetti collaterali: il primo la possibilità di stampare un file aprendosi così al mercato nascente del digitale o dell'elaborazione al computer. Il secondo effetto e' l'abbattimento della qualità della pellicola: se prima si stampava direttamente con il fotogramma oggi prima si scandisce abbassando la qualità del fotogramma alla massima qualità permesse dalla scansione e dalla stampante integrata nel sistema. In questo momento per chi usa la pellicola che si serve da un laboratorio integrato vi è un abbassamento qualitativo mostruoso avvicinandolo al digitale.
Come se nulla fosse successo continuano ad essere presentate macchine fotografiche tradizionali, alcune veramente ottime come la Sigma sa9.
le usa e getta cominciano a utilizzare un formato bizzarro, il famoso APS.
Cominciano a sparire altri mostri sacri come la nikon FM o la Pentax LX. La qualita' evidentemente non interessa piu'.
La Nikon fm3a e' un interessante test: e' la solita Cosina a pellicola che il pubblico disdegna perche' il logo sul pentaprisma non e' quello in voga, ma negli ultimi 30 anni ha prodotto ottime macchine alcune veramente degne di nota. In Italia si riesce a vendere solo con il logo nikon.
E' la definitiva conferma che il marketing e' arrivato dove il consumatore e' ignorante. Cosina ha prodotto anche la Canon T60, Yashica FX-3 e Super 2000, la Nikon FM-10 e FE-10, ma se il possessore vede una cosina originale storce il naso.

Nel 2002 si scende la china verso il digitale, le immagini elettroniche cominciano ad essere guardabili senza generare un disgusto. Certo è che la qualità non è un granché ma nonostante ciò fino ad oggi ne hanno vendute a milioni e questo ha permesso di incamerare un enorme quantità di denaro necessario al prossimo Step: l'uccisione della pellicola. Gli investimenti necessari per lo sviluppo di questa tecnologia diverranno mostruosi.
I giornali cominciano con la tiritera che il digitale è economico quando le memorie sono ancora molto costose e una compatta costa come 8.000 diapositive più una macchina con pellicola. una reflex Fuji S1 (per l'amante del pixel, ne ha 3 milioni) costa 7 milioni come dire quasi 20.000 diapositive con sviluppo e intelaiatura comprese, un corpo macchina identico a quello digitalizzato e avanzano ancora soldi per un secondo corpo economico di scorta nonostante non si sia ancora acquistato le memorie per il digitale.
Sulle riviste appaiano anche le lamentele dei fotoamatori che passando al digitale, anche quello di fascia alta, ed avendo speso cifre importanti si lamentano perché la qualità è tutt'altro quella aspettata. Un supporto di memoria da 64 megabyte costava € 400. Insufficiente a contenere 36 foto senza perdite di una reflex digitale .

Da qui fino alla 2010 vi sono solo due trend: L'aumento delle prestazioni del CCD, spesso infilato dietro ad un ottica incapace di farlo funzionare, e l'equipaggiamento tutte le reflex prodotte fino ad oggi con un sensore digitale. Tutto sommato i corpi macchina non avranno altre grosse evoluzioni, anzi in alcuni casi verrà tolta la lettura attraverso l'obiettivo del flash durante l'esposizione per risparmiare i soldi della seconda fotocellula ma verrà propagandato come innovazione tecnologica funzionando peggio della cara vecchia Olympus del 1975. Altro problema di questa scelta e' l'aumento dei costi del flash, da pochi soldi al prezzo di un corpo macchina.
A peggiorare tutto ciò il fatto che le aziende più piccole del duo trainante debbono scendere a compromessi per rifornirsi di quella elettronica che si trova dietro le tendine.
Arriva una concorrenza agguerrita che porta in breve termine la costruzione della maggior parte dei componenti non ha piu' degli artigiani orologiai ma alle solite industrie dell'elettronica di consumo come Sony, Philips,Max e tutti quei marchi sconosciuti più che appaiano solamente stampati dentro gli apparecchi elettronici quando si smontano. Così....

giovedì, gennaio 28, 2010

Reflex 135 7-l'indecisione





nel 1997 sony produceva la mavica digitale raccontando dell'alta qualità fotografica con la bellezza di 410.000 pixel, il modello professionale aveva 850.000 pixel superati solo della Fuji da 1.300.000.
Inutile dire che tutti questi produttori raccontavano del l'alta qualità fotografica raggiunta dalle loro "cose".
Forse viene in mente che nello stesso periodo era in commercio la macchina fotografica di nuova progettazione della stessa Fuji: una macchina sviluppo istantaneo. Forse per introdurre un nuovo modello di macchina a sviluppo istantaneo, anzi una nuova gamma, voleva dire semplicemente che il digitale non rendeva così come veniva raccontato. La Polaroid intanto continuava da trent'anni a produrre ancora la 691 macchina fotografica a sviluppo istantaneo pieghevole e quasi tascabile, la preferita da Andy.
La Pentax 645N e' la prima grande formato AF.


Nel 1998 il marketing sul digitale comincia a farsi aggressivo la nikon presenta il modello colpix 900 che con un sensore da circa un milione di pixel "dovrebbe", in cambio di circa 2 milioni di lire dare una qualità fotografica. Costava molto piu' di una buona reflex. All'epoca il numero uno qualitativo era ancora kodak che successivamente si sposterà sulla fascia molto bassa oppure su macchine fantascientifiche.
Un altro oggetto dell'epoca era il fotoCD uno strumento per portare il digitale anche a chi non lo voleva. Il laboratorio quando stampava le foto automaticamente produceva anche questo oggetto placcato oro contenente le foto in una risoluzione, per l'epoca, elevatissima.


Nel 1999 la maggior parte di aziende della fotografia stava spendendo cifre pazzesche per pubblicizzare la fotografia su pellicola, molta parte del costo pubblicitario veniva riversato su di un sistema chiamato APS. Questo vuol dire che la qualità del digitale era tutt'altro che nitida se si pensava di aver lo spazio per un altro sistema a pellicola.
Fuji vende una macchina fotografica relativamente piccola ma con la pellicola 6x7. La qualita' e' un fatto!
Nikon presenta la sua prima macchina fotografica decorosa nella fascia digitale la D1. Con un esborso di circa Lit 10 milioni si entrava in possesso di una macchina fotografica ottimale soprattutto per i fotografi di cronaca e di sport che avevano l'esigenza di poter trasmettere un'immagine, non importava la qualità, dall'altra parte del mondo.
La tendenza per chi aveva i soldi del digitale era comunque di scattare con la pellicola, passare nello scanner e, memoria RAM permettendo, giocare con il computer.
Questo e' l'anno in cui la K1000 muore (in realtà si aggirerà come zombi per altri tre o quattro anni con il marchio cinese allstar). 34 anni in cui è stata prodotta di cui 24 con la baionetta K testimoniano un fatto banale ma sicuro: qualcosa sta cambiando. Non è stato l'autoSfocus, non sono nonostante tutto le funzioni inutili tanto care ad alcuni produttori leader di mercato come l'attivazione a mani nude o con l'occhio strabuzzato: un piccolo manipolo di appassionati è sempre esistito. Sta succedendo qualcosa di grosso. La quiete prima della tempesta.

Nel 2000 molti fotografi continuano a utilizzare la pellicola in bianco e nero poiché secondo loro nulla ha una qualità più alta. Le novità in campo fotografico continuano, soprattutto nella fascia alta, a parlare di di pellicola.
La leica introduce quest'anno una favolosa reflex la R8 un vero coltello affilato.
Le varie giapponesi continuano a presentare reflex come se il digitale non fosse mai esistito. Nikon F80, canon eos1n-v, Mamiya 645AF. Forse hanno ragione, il digitale non può che produrre fotogrammi dai colori evanescenti e dalla risoluzione quanto meno variabile. Soprattutto se non ci si di chiama Onassis.
Contax presenta la prima macchina fotografica digitale reflex a pieno formato. Purtroppo problemi di produzione su di un sensore così grande costringeranno il costruttore a non consegnare il prodotto in quantità e in tempo. La ricerca della qualità ha giocato un grande scherzo.

domenica, gennaio 24, 2010

Reflex 135 6-la discesa




Nel 1987 Canon aveva un problema, nonostante sia stata in grado di arrivare fino a qui come eterna inseguitrice di qualcuno si trova nella posizione di dover svecchiare e lo fa alla grande. Decide, contrariamente a tutti gli altri costruttori che la prima idea dell'auto focus, quella di Pentax, era la strada giusta ma acerba e la visione di Minolta assolutamente corretta ma comunque conservativa. Con un colpo di spugna cambia marcia rendendo incompatibili i vecchi prodotti con quelli nuovi e nasce la serie EOS. In questa visione commerciale in cui l'obiettivo non ha nessun comando ed il software la fa da padrona rende facile posizionare lo stesso prodotto, aggiungendo o togliendo semplicemente dei cursori, in fasce di prezzo completamente diverse. Il design gioca un ruolo importante e si inizia il gioco del marketing con l'auto focus più veloce ed il numero piu' alto. Questa strategia si è rivelata vincente. Ovviamente non e' importante che non siano caratteristiche fotografiche quelle mese in risalto, ma le eterne seconde, nikon e canon, hanno ben capito che e' inutile primeggiare sulla tecnica ma lo e' sulle vendite. Se le nikon sono disegnate da Giugiaro le Canon lo sono da Colani, importa lo stile, non la tecnica.
Nasce ora il duopolio delle due giapponesi che hanno capito tutto del mercato e forniscono cio' che il mercato chiede: novita' apparenti.



Nel 1988 arriva sul mercato un altro affare che si vende abbastanza: La Canon ION. Avrebbe dovuto essere l'inizio di una serie e l'alta qualita' fotografica (700x288 pixel circa) di questa still video ne decretarono un certo successo. Il prezzo era superiore ad un corpo di una reflex e il costoso dischetto conteneva la bellezza di 50 "foto". Le immagini venivano registrate in single frame di un formato TV, il PAL, mantenendo la risoluzione di un semiquadro: 350 linee per 288. Durante la riproduzione il disco doveva ruotare a folle velocita' per mantenersi sincrono con il sistema televisivo. Inutile forse dire che la qualita' reale era identica ad un fermo immagine di un buon vtr VHS: un insulto alla polaroid.


Nel 1989 arriva macchina fotografica alquanto particolare la CONTAX RTS III. La contax è una marca che punta il tutto per tutto sulla qualità di viene spesso presa a modello da altri costruttori. Era la regina delle macchine a telemetro, gli unici a potersi permettere di guardare le Leica dall'alto al basso. Le nikon per esempio nascono come brutta copia di Contax. Da sempre le ottiche migliori sono nel loro catalogo. Per questo motivo inventano un sistema per tenere piatta la pellicola: durante l'esposizione un aspiratore bloccherà il nastro sensibile. Ovviamente la macchina è costruita sull'eccellenza dovendo dimostrare che una splendida ottica a tutta apertura poteva non esprimere tutta la sua soluzione semplicemente perché qualche millesimo di millimetro della pellicola non era suo posto. Vedessero oggi quanto ballano i barilotti di alcune ottiche di fascia pseudoalta....


Nel 1990 CONTAX decide di entrare nel mercato della reflex di grande formato divenendo di fatto l'unica, oltre a Pentax, ad essere presente con delle macchine fotografiche reflex in entrambi formati ed entrare così nel novero delle macchine di alta qualità e prestazioni.


E questo il decennio in cui si stabilizzano certe cose, chi è indietro si porta alla pari e il marketing aggredisce mercato causando spesso la fuga dei fotoamatori. Già, sono spariti i clienti, gli estimatori e i fotoamatori e sono arrivati al loro posto i consumatori.
La produzione di reflex scende del 70%, un mercato maturo che non conoscera' piu' grandi novita', la penetrazione e' totale e il mercato del ricambio non permette piu' grossi numeri. Dopotutto le macchine che si possiedono 25 anni fanno le stesse foto con la stessa qualita di oggi: perche' cambiarle?
Per le aziende diventa importante non innovare ma introdurre novità pseudo tecnologiche che possano aggredire il mercato fatto da nuovi destinatari: i consumatori imbesuiti. Due aziende lo hanno capito perfettamente e stanno sbaragliando il mercato. È questo il periodo in cui il numero di programmi sulle macchine fotografiche era superiore ai diaframmi impostabili causando dubbi persino ai più esperti professionisti. Si arriva ad avere programmi da caricare in macchina con schede, circa una trentina.
Le pubblicita' parlano della velocita' di messa a fuoco, ogni anno qualche centesimo piu' veloce, di zoom sempre piu' ampi come escursione e sempre peggiori come risultati. Ma al consumatore piace il numero grosso.
Si fa a gara per il tempo piu' basso fino al 1/8000simo di secondo, dimenticando che comunque l'esposizione verra' compiuta completamente al minimo in un 1/250 di secondo. Gia', ci si dimentica persino che abbiamo un otturatore sul piano focale.
Le lenti portavano sigle importanti sempre più lunghe ma l'elicoide della messa a fuoco ballava così tanto da vanificare qualsiasi risultato decente.
Importante, anzi issimo il design della livrea. Sono anni in cui non s'inventa niente di nuovo, con nuovo intendiamo qualcosa di rivoluzionario. Ma forse erano state troppe le rivoluzioni fino ad oggi... ed innovare e' costoso, sempre di piu'.
L'industria ha bisogno qualcosa di veramente nuovo, non migliore come e' stato fatto fino ad ora, ma nuovo nel senso di immediatamente percepibile. Le novita' reali come un otturatore al titanio delle nikon FM2 o della Pentax LX non appaiono, tanto che Nikon le sostituisce con l'alluminio senza darne nota contrariamente al polverone sollevato durante l'introduzione. Tanto non appaiono. Cosi' come non appare la profonda modularita' di alcuni sistemi, poco interessanti al consumatore che non acquista neppure il cavalletto.
La canon ha capito bene la lezione, macchine di dimensioni "accettabili" al limite vuote interiormente ma non troppo piccole, nessuna modularita' spinta, e numeri grossi.
Il pretesto al cambio di marcia lo ha dato Sony con la mavica nel 1984: ora bisogna metterlo in pratica.

la solita imperterrita K1000 e' ancora tra noi insieme alla FM, forse non serve l'autosfocus ultrasonico per fare una foto.

venerdì, gennaio 22, 2010

Reflex 135 5-seconda gen



Nel 1981 nasce la prima reflex autofocus la Pentax me-f da una costola della ME-super.



Nel 1982 Le videocamere si fanno portatili, si fa per dire, oltre alla videocamera vera e propria da tenere in mano e del peso di due o tre chili il videoregistratore da spalla raramente andava sotto i cinque. Era tutto sommato il primo attrezzo amatoriale che poteva generare un immagine elettronica.
Nikon svecchia la FM con la FM2: un otturatore piu' performante e' tutto quello che viene cambiato.

Nel 1983 Topcon chiude. È la prima delle grandi case che sentiranno la pressione della concorrenza ed in particolar modo è l'inizio della sfida del marketing cui un'azienda puramente tecnica non è assolutamente preparata. E la solita sbagliata convinzione per la quale s'immagina che un prodotto superiore ad un altro automaticamente si venda meglio di uno peggiore. Se cosi' fosse Topcon sarebbe leader di mercato.

Nel 1984 sul mercato un affare strano una fotocamera che registra in analogico sul dischetto. Sony da scalpore la Mavica still video camera in primo oggetto in grado di prendere "fotografie". Oggi di direbbe 320X200 pixel circa. Il costo era proibitivo come quello di un'autovettura e la qualita' inidonea anche al quotidiano. Negli stessi anni si compiva l'uccisione del cinema su pellicola amatoriale da parte del video. L'elettronica aveva segnato il primo successo sulla pellicola.
la solita K1000 e' ancora tra noi e si comincia a pensare, dopo 20 anni che sia eterna. Forse per molti fotografi non e' obbligatorio avere il massimo della tecnica.

Nel 1985 un certo Stive Mccurry fotografa per la rivista National Geografic uno dei ritratti più profondi che siano mai stati resi: quello di una ragazza afghana in una scuola. Fotografato con una pellicola diapositiva ha una qualità che nel 2010 viene reso solamente da macchine fotografiche digitali abbastanza ingombranti e del costo di circa € 30.000.
Minolta traccia la via di come saranno le macchine fotografiche elettroniche ed autofocus nei prossimi anni. Contrariamente a quello che era successo con Pentax e successivamente Chinon, Minolta possiede un grande Know-how nell'elettronica e costruisce un sistema intorno a questa idea del favorire la CPU ottenendo di fatto la prima reflex di seconda generazione.
Grazie a questo coraggio minolta, un costruttore piu' che buono, con un background di ricerca e grande precisione (le leica non sono altro che le minolta rimarchiate) esce dalle retrovie un cui e' rimasta con le ottime X- e ottiene grandi riconoscimenti.
la solita K1000 e' ancora tra noi insieme alla FM.

lunedì, gennaio 18, 2010

Reflex 135 4 nuove evoluzioni




Nuove evoluzioni

Nel 1975 Olympus introduce, con la serie OM, delle innovazioni sconcertanti, non solo la lettura attraverso l'obiettivo della luce ma anche la possibilità di fare la lettura durante l'esposizione e, incredibile per l' epoca, la lettura della luce flash. Questa modalità apriva una facilità sconcertante all'uso della luce mista. Un'altra cosa che inaugura questa serie di macchine fotografiche e' la dimensione: sono esageratamente piccole e silenziose, grazie anche a due ammortizzatori ad aria. Se da un lato la dimensione è un enorme vantaggio dall'altro il pubblico non è pronto, e forse non lo sarà mai, ad un oggetto che costa ma appare poco. Yoshihisa Maitani, il progettista di tale UFO ha realizzato qualcosa che altri millanteranno 30 anni dopo senza ragione.
Nel frattempo Pentax aggiorna la spotmatic: La K1000 ha un attacco dell'obbiettivo a baionetta e un miglioramento dell'esposimetro permesso dal simulatore di diaframma presente nella nuova flangia. Sostanzialmente la macchina rimane la stessa e ad essa vengono aggiunti i nuovi modelli migliorativi sulla stessa base: KX K2 KM. la solita spotmatic, ora K1000, e' ancora tra noi.


nel 1976 leica arriva finalmente a capire che le reflex sono un'innovazione avendo perso il tram contro l'invenzione italiana, rectaflex, e la realizzazione giapponese è ormai tardi.
Canon introduce la prima macchina fotografica controllata da un computer AE-1. Tranne il poter fare la priorita' dei tempi e bere batterie introvabili e costose non fa nulla piu' che la varia concorrenza.
Milnolta ci prova con una "reflex" fuori dalle righe antesignana delle bridge camera che impesteranno il mondo negli anni 90: la Minolta 110 Zoom SLR


Nel 1977 nikon inizia la produzione della sua reflex per eccellenza, la super classica FM, assomiglia incredibilmente alla Pentax KX, un aggiornamento della spotmatic. Ma Pentax è già avanti, la KX è considerata vecchia nel mondo che avanza e introduce tenendo d'occhio Olympus qualcosa di sorprendente la serie M.
La MX è considerata da molti il giocattolo più affilato: con i suoi obiettivi originali e' molto piccola persino di alcune compatte ma nonostante ciò rimane una professionale a cui si può agganciare il motore, un magazzino da centinaia di pose e cambiare i vetrini di messa a fuoco. L'esposimetro è un'altra novità: nel momento che tutti arrivano finalmente al CDS per avere una migliore sensibilita' e coerenza nel pentaprisma della MX vi e' una cellula al GaAsP. Altra innovazione e' la silenziosità, come del resto avveniva per l'Olympus. La possibilità di avere una macchina fotografica professionale nella tasca e senza recare disturbo durante lo scatto dovrebbe decretare un grande successo ma per molti dava semplicemente l'impressione di fragilità.
La ME-super è la prima macchina fotografica dotata di tastini per cambiare i tempi sulla cui presunta fragilità o comodità si verseranno fiumi di inchiostro.


nel 1978 Pentax ne combina un'altra produce la prima ed unica macchina fotografica reflex in formato 110.
Nonostante le piccole dimensioni del fotogramma la elevata qualità delle ottiche riesce ad ottenere dei risultati alquanto sorprendenti, per quanto distanti dal 135. Sembra un giocattolo ma e' solo piccola in maniera impressionante. Il sistema rimarrà in produzione fino al 1984 quando Kodak cerco' di sostituire alla cartuccia 110 il formato DISC. Ad oggi Pentax e' l'unica casa ad aver mai prodotto reflex per 3 formati distinti e lo ha fatto contemporaneamente.



Nel 1980 nascono 2 fenomeni, la bestia e la bella:
la Nikon F3 dura, grossa, bozza e con denti affilati. Il martello fotografico. La pro per antonomasia. Rimane meritatamente in produzione 20 anni.
La Pentax LX. Nelle intenzioni l'arma definitiva per il pro. Se la F3 e' il martello questa vorrebbe essere il cannone. Non esisterà mai un'altra macchina fotografica con tutte queste caratteristiche contemporaneamente su un singolo corpo. Non viene capita molto nonostante le innovazioni portate ma non sbandierate. Dall'otturatore in titanio a quelle novita' che fecero rimanere a bocca aperta sulla OM2 della olympus sommati ad una modularità spinta come la MX non basteranno a farla uscire dal coro, l'aspetto minimale, dimensioni decisamente contenute per una professionale, nascondono troppo la tecnica racchiusa. Dopotutto lo stesso problema che ha afflitto le olympus, no? Si noti un'altra cosa: la lettura TTL durante l'esposizione usato dalle due e' un brevetto di una certa minolta.
la solita K1000 e' ancora tra noi insieme alla FM.

giovedì, gennaio 14, 2010

Reflex 135 3-arrivano tutti



Nel 1967 Miranda misurava, con la sensorex, la luce TTL in TA entrando di fatto nel novero dei grandi.

Nel 1968 Dalla Konica arriva a prima reflex automatica, la Autoreflex T. Non e' avanzatissima, l'esposizione non e' TTL, ma e' un buon inizio. Si noti che automatica per decenni vorra' dire a priorita'.

È nel 1969 ci si meravigliava dei flash elettronici che finalmente, grazie alla fotocellula integrata, potevano esporre in automatismo. Venivano chiamati molto pomposamente "con il computer" anche se il computer li dentro non esisteva affatto.
La lettura della luce continua in TTL, veniva ancora considerata una novità e per alcuni è nata una roba di cui non fidarsi più di quel tanto. La misurazione della luce TTL veniva fatta solo dalle aziende più avanzate tecnologicamente che erano Topcon, Miranda e Pentax (la solita spotmatic e' ancora in vendita).
Le pellicole in bianco e nero che erano ancora il principale consumo del fotoamatore. Uno dei motivi di questa preferenza era la possibilità di operare l'intero ciclo di sviluppo e stampa in casa, per questo motivo non passava mese senza che ci fosse qualcosa di rivoluzionario o particolare per poter fare la stessa cosa con il colore. Sulle riviste si parla di Pan F, rodinal, tri-X, FP4 ilford e agfa
la Praktica LLC e' stata la prima reflex ad utilizzare un sistema elettronico per trasmettere informazioni tra il corpo macchina e dei suoi obiettivi intercambiabili, anticipando di fatto quella "novita' assoluta" delle canon EOS anche se la trasmissione vera e propria spetta a Mamiya nel 1981. Era anche l'unica marca ad avere un otturatore "elettronico".

Nel 1970 c'era una vera effervescenza del mercato fotografico, decine di marche producevano reflex: alpha, topcon, chinon, pentax, ricoh, minolta, konica, zenith, nikon, miranda, canon, cosina, Praktica, contax, giusto per citarne qualcuno. Alcune marche di pregio costruivano anche reflex 6x6: Hasselbad, pentax, pentacon, rolleiflex, zenza, mamiya. Le cineprese, quelle a pellicola in super otto, dominavano mercato. Gli esposimetri separati erano ancora la norma come era la norma avere gli obiettivi a vite


Nel 1971 Zeiss e Pentax giungono ad un sistema di rivestimento multiplo per le lenti. Durante il parto arriveranno al divorzio tecnico. Nasce cosi' il trattamento antiriflesso per le lenti per il pubblico. Fino ad oggi il massimo era l'azzurratura ma aumentando il numero di lenti, migliorando le macchine e progredendo le pellicole vi e' un oggettivo bisogno di migliorare anche le ottiche. Di fatto e' la possibilita' di costruire gli obbiettivi zoom grazie all'aumentata trasmissione luminosa.

nel 1972 arriva il primo sistema per fare immagini elettroniche per i privati il videoregistratore. Inizialmente ci saranno delle videocassette molto grosse, da un pollice. Erano grosse come una scatola di scarpe.



Nel 1973 il tormentone e' la cinepresa. L'audio sincronizzato e' una chimera, quello magnetico uccide il montaggio e quello ottico e' fantascienza. Il ccd era poco piu' di una curiosita' da laboratorio di cui si parla come un lontano avvenire.

la solita spotmatic e' ancora in vendita e intende rimanerci.

martedì, gennaio 12, 2010

statistiche 2009

Mi piacciono le statistiche, a saperle leggere si vede un univeso colorato, e in mutevole cambiamento. Spesso proprio come leggendo un libro o si guarda la televisione si vede il mondo senza guardare fuori dalla finestra le statistiche ci permettono di uscire a fare un virtuale giro.
Ecco quindi ancora una volta le statistiche riguardanti codesto fuffo blog.

Gli utilizzatori di Windows sono in costante discesa:

Windows
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 89,87%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 92,21%

Gli utilizzatori di mac in forte ascesa 1/5 in piu'!

Macintosh
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 5,07%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 4,25%

Anche LinuX desktop cresce furiosamente anche se le cifre permangono basse: il doppio di poco e' poco

Linux
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 4,34%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 3,08%

L' iPhone si mantiene la piattaforma mobile piu' usata su internet
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 0,23%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 0,07%

Su epoc ci sarebbe da fare un discorso: LA maggior parte dei possessori di un cello SymbianOS non sanno di avere uno smart phone ma pensano di avere un banale telefono. Quando dici ad un possessore di un N78 che fa la maggior parte di cose di un un Iphone ti guarda con sufficienza. L'ignoranza non e' una buona compagnia
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 19 0,08%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 10 0,07%

Ancora una volta rimango meravigliato del fatto che milioni di utenti spengano la PS3 (o wii) per accendere un moscio pc portatile basato magari su di un pessimo celeron per vedersi 2 pagine su di un 12".
Playstation 3
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 9 0,04%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 7 0,05%
iPod 26
dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 7 0,03%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 5 0,03%
Nintendo Wii 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 4 0,02%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 0 0,00%
Playstation Portable
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 3 0,01%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 2 0,01%



Firefox da anni e' il browser primario su questo blog, al massimo in pareggio, e in questo gennaio se ne accorgono anche alcuni siti con solo 3 anni di ritardo. Non si puo' piu' dire che il re e' vestito, finalmente si narra che e' nudo... nonostante le bustarelle.

Firefox
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 12.875 51,90%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 6.657 44,32%

Internet Explorer
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 8.269 33,33%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 5.783 38,50%

La novita' guadagna posizioni...
Chrome
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 1.314 5,30%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 154 1,03%

Ne fanno le spese i migliori
Opera
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 1.182 4,76%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 1.777 11,83%

Safari
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 939 3,78%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 455 3,03%

Mozilla 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 125 0,50%
Opera Mini 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 30 0,12%
SeaMonkey 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 21 0,08%
Konqueror 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 16 0,06%
Playstation 3 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 9 0,04%


Le risoluzioni continuano la cavalcata delle assurdita':

Ad occhio NON direi che ci sono cosi' tanti 19" 4:3.....
1024x768
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 6.205 25,01%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 5.484 36,51%

Una risoluzione idonea ad un 21" in 16:9.... Spesso usata nei portatili da 14"
1280x800
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 4.549 18,34%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 2.152 14,33%

WoW quanti 25"! o forse LCD "voio tati piccel"?
1280x1024
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 4.157 16,76%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 3.343 22,26%

1680x1050 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 2.493 10,05%
1440x900 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 2.226 8,97%
1152x864 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 988 3,98%
1920x1200 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 866 3,49%
1400x1050 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 497 2,00%
800x600 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 367 1,48%
640x512 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 293 1,18%


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Il post piu' letto in assoluto.......

http://allarovescia.blogspot.com/2008/12/era-meglio-tacere.html
26/dic/2008 - 26/dic/2009 2.293 5,88%
Se teniamo conto delle centinaia di richieste delle nudita' della signorina di cui parlo, da quando ho aperto il blog almeno una la giorno, non vi e' da stupirsi.
La cosa chiara, limpida e' che la graziosa artista scateni inenarrabili pruriti ginecologici.


Le domande piu' richieste:

nikon 3000, Nikon e nikon ancora. piu' di 500 richieste.
Ora che appena venga PRESENTATA una nikon nuova vi siano milioni di pirla che ne vogliono sapere di piu' sulla solita roba come se fosse cambiata la luna... boh, non stiamo parlando della F6 o della d3. Stiamo in genere parlando di una scargnappola uguale a tante altre...

san google, io lo dico per dire, ma ci credono veramente che un numero sia santo?

iunika 159 richieste. Ora se basta dire che ho inventato la macchina solare quando prendo una clio e ci appiccico 20W di pannelli solari e dico che e' ecolologica.

markus friedli 144 richieste per un venditore di pannelli, ah, il preferito di grillo!

operazione sottoveste 92 un bel film rimane tale anche a distanza secolare...

televisori finti 40 1,50 00:00:33 97,50% 65,00% 14.

e anche quest'anno ci sono 50 polli che chiedono un "come craccare kaspersky"

jbl l130 21 un'altro mito dal woofer bianco.

e ovviamente i seni della cantante...


sabato, gennaio 09, 2010

Reflex 135 2-gli inizi




Nel 1936 nacque la prima reflex NON 35 mm. La Ihagee Kiné Exakta. È un apparecchio rudimentale ma rispetto alle concorrenti sembrava molto avanzata e' soprattutto è il seme di ciò che verrà.

nel 1947, la RECTAFLEX presentata alla Fiera Campionaria di Milano nel settembre è la prima che si distacca dalle forme del medio formato in comincia ad avere i comandi e l'estetica di quello che saranno le reflex nei prossimi anni. ha persino pentaprisma e il telemetro ad immagine spezzata. Viene considerata da molti la prima reflex vera e durante la produzione avrà grossi problemi per quanto riguarda la qualità dei materiali ed il loro reperimento derivante dal solito ostruzionismo dello Stato italiano poco incline già allora a soddisfare le richieste delle industrie nascenti. Per questi motivi è un prodotto praticamente sconosciuto anche a coloro i quali si impegnano a scrivere libri su questo argomento, la storia delle macchine fotografiche. Sulle vicende di Telemaco Corsi il geniale progettista si addensano leggende.

Nel 1948, alcuni dicono in contemporanea con la rectaflex, escono la duflex e la contax S. Quest'ultima e' pero' la prima ad arrivare sul mercato per i problemi di cui sopra, ma non e' cosi' moderna come l'italiana.

Nel 1957 la Pentax introduce quella che per molti è la prima reflex moderna: ritorno automatico dello specchio e pentaprisma. A mio giudizio manca ancora di qualcosina.

Nel 1963 La topcon introduce una novità di altissima tecnologia. La misurazione attraverso l' obiettivo della luce. Non solo, la misurazione era fatta "nello" specchio per evitare il problema che affligge a tuttora le reflex con pentaprisma o vetrini di messa a fuoco intercambiabili: la staratura dell'esposimetro.

Nel 1964 è l'anno in cui per la prima volta possiamo definitivamente parlare di una macchina fotografica reflex completa. Pentax si mette a produrre quella che sarà un cavallo di battaglia per circa quarant'anni. La Spotmatic introduce molte novità o le ingloba contemporaneamente: il ritorno automatico dello specchio, il pentaprisma e la lettura dell'esposimetro attraverso l' obiettivo in stop down automatico.
Questi fattori insieme al design essenziale, allo studio ergonomico e alla possibilità di sostituire gli obiettivi con il diffuso passo a vite ne faranno semplicemente LA macchina fotografica moderna.
Si noti che gli altri costruttori erano ancora fermi al decennio precedente.

lunedì, gennaio 04, 2010

Reflex 135 1ma parte

Ho scritto una breve storia delle reflex.
Questo testo è stato redatto nello sfogliare le mie riviste fotografiche prima di buttarle oppure regalarle poiché lo spazio in casa non tollerava ulteriormente la loro presenza. Per questo motivo può darsi che per qualche anno abbia molte informazioni e per altri meno.
Si parla soprattutto di reflex 35mm, la macchina fotografica per definizione... a mio sindacabile giudizio.

Una seconda genesi e' data dai soliti "discorsi" dei presunti fini conoscitori di fotografia che non vedono oltre al marchio impresso sulla calotta della propria macchina fotografica, non arrivano neppure al modello: hai in mano un rottame, tutte le aziende ne hanno prodotto uno, ma gongoli perche' la marca pensi che sia "tosta". Cosi' scrivo di quelle macchine che sono state SIGNIFICATIVE.
Questi discorsi noiosi fanno il paio con le altre frasi ignoranti tipo "i giapponesi san solo copiare". Forse era vero fino al 57 ma questa frase mi ha martellato per tutta l'adolescenza e qualche idiota che possiede una blasonata di Wetzlar la ripete ancora oggi tenendo in mano il metallico affare come una vecchia che recita il rosario. Peccato che il rosario sia un ottima giapponese: una minolta XD con un'autoadesivo tedesco.

Le minolta X-700 erano ottime, la nikon 801n era un buon acquisto, la pentax P50 era particolare, molte miranda erano simpatiche, le Yashica andavano benone per non parlare delle innumerevoli cosina e ricoh che erano l'acquisto perfetto per chi non poteva acquistare il top di gamma. Erano tutte buone ma non innovarono molto e non segnarono un'epoca.
Cosi' come non parlero' di alcuni cadaveri, come l'autofocus senza autofocus, delle marche piu' vendute messe sul mercato per attrarre i gonzi dell'etichetta e uccidere gli onesti mestieranti che producevano tanto bene da realizzare anche per i loro concorrenti.
Ecco, vorrei mettere il dito sull'innovazione, coloro che ci hanno permesso di arrivare ad avere uno strumento potente, poliedrico, flessibile ed affilato, non mi sono mai interessati coloro che, pur essendo buoni artigiani o ragionieri, non hanno portato a noi cose nuove ma le hanno soppresse.

Viviamo in un'epoca che basa la bonta' sul fatto che sia una novita' ma si puo' dire che se il prodotto viene sostituito dopo 6 mesi ovviamente non e' un gran "coso". Corollario: oggi ci stanno vendendo roba poco meritevole. Ci sono diversi modelli rimasti sul mercato decenni senza variazione, che ancora oggi dopo quasi 50 anni cadono in mano con armonia disarmante e hanno il 90% di cio' che desideri da una macchina fotografica come la Calypso-Phot, piu' nota come nikonos. Cosa manca ad una macchina del 2010 per fare questo? Semplice: non e' un oggetto per fare felice il fotografo ma il consumatore, quando ti cade in mano sei affollato da tasti che non sono quei 3 necessari, tempi, diaframma e fuoco. Anzi ormai quelli non ci sono se non in seconda funzione.
Se sembra pessimismo vediamo nei prossimi giorni il percorso.


Infine una cosa: alcune date di presentazione possono essere diverse da quello che riportano i siti delle aziende coinvolte poiché la presentazione all'interno del mercato europeo può variare oppure anche tra la presentazione ufficiale di un prodotto e l'effettiva disponibilità sul mercato possono passare addirittura anni come è capitato con la contax digitale. Le date sono prese dalla data di copertina.