Incredibilmente hanno smesso di
confrontare la pellicola con il digitale.
Ormai con i peoni che parlano di cellulari che provocano il vomito (ma sono bellissimimissimi) il discorso e' caduto in terzo piano
Ormai con i peoni che parlano di cellulari che provocano il vomito (ma sono bellissimimissimi) il discorso e' caduto in terzo piano
Parliamoci chiaro, tutti danno i numeri
come era del resto capitato per altre cose come i pixel o i vinili.
Insomma con tutti quei caxxo di
megapixel sembra che la pellicola sia medda e chi ne parla bene e' un
maledetto babbione da considerare peggio degli imborniti dei vinili.
Eggia', perche per i selfisti con il
misero cello da 108megapixel, che ne tira fuori 3 interpolati a
strozzo, il digitale e' il mondo perfetto... basta la parola,
digitale. (per chi e' Ggiovane e' il claim del lassativo falqui)
Vediamo di andare a capire quale sia
veramente la questione visto che anche autori importanti, forse
pagati dalla canon di turno (visto che la maggior parte di loro sono
ambasciatori dell'arretrata), dicono che bastavano 6 megapixel per
disintegrare la pellicola. Ma e' capibile, ti danno i soldi per dire che canon e' figa avendo 8megapixel e tu dici che 6 battono la pellicola.
Ma andiamo a fare qualche considerazione.
L'elemento sensibile della pellicola e'
il cristallo d'argento (piu' correttamente un alogenuro). La pellicola in BN e' tanto semplice che si
puo' preparare in casa.
Questo cristallo (il pixel,
sostanzialmente) ha una dimensione che e' piccola e nel 1983 KODAK,
sempre lei, per cercare di far progredire il formato DISC (in pratica
un 110 modernizzato) riesce a produrre cristalli che non solo sono
ancora piu' piccoli, ma avendo le facce parallele (t-gain, grani
tabulari) offrono maggiore sensibilita' e, dal momento che (come
accade sul digitale) la dimensione e la sensibilita' alla luce sono
facce della stessa medaglia, aumentano la risoluzione reale.
Ovviamente nell'arco di pochi anni
tutti fanno queste pellicole molto pompate.
Detto questo sembrerebbe che essendoci
i grani di 1-2 micron possiamo avere una risoluzione mostruosa di
500-1000megapixel per una fullframe....
In realta' non e' proprio cosi'.
Anzi
Anzi
Siamo molto distanti da risultati del
genere
Infatti i “pixel” di sali di
argento sono di quella dimensione solo da “nuovi”.
Lo sviluppo non solo li fa ingrandire
ma li fa anche raggruppare mandando in valanga quelli vicini
attivandoli. Mentre quelli inattivi tendono a “stare larghi”
Questo e' uno dei motivi per i quali la
pellicola ha quell'aspetto che solo di recente i soft come
rawtherapee che da sempre cercano di imitare la curva e la taglienza
sono riusciti ad avvicinarsi.
Questo comportamento, attiva i grani
vicini aumentando i valori nelle zone di luce e contemporaneamente
deprime le zone appena oltre il fenomeno aumentando la sensazione di
definizione ovvero la taglienza.
Avvenendo a dimensioni che sono
inferiori alla quaterna del pixel digitale non sono imitabili da
questi.
Ovviamente questo ha un prezzo: la
pellicola non e' un continum come una griglia di un sensore digitale
ma e' piu' una cartavetro di seconda mano.
Ovvero la dimensione del grano non solo
non e' uniforme passando da 1 a 10 micron (circa 9 megapixel) ma la
scabrosita' fa si che ci siano zone “vuote” e cosi' sembrerebbe
che i tonti che inneggiano al digitale che dicevano, all'arrivo delle
reflex da 6 megapixel, che effettivamente abbiano ragione. Come
vedremo sono pagati da chi spingeva il digitale...
Infatti l'argento non viene deposto in
un solo strato alto un solo gruppetto di atomi del singolo cristallo
ma e' un pattonazzo con uno spessore di diversi pixel alla rinfusa.
Inoltre le diapositive a colori sono
composte da piu' strati (da 3 a 7), le negative arrivano ad 11 strati
e persino le bianconero possono avere piu' strati.
Oggi si tende a semplificare e una velvia ha solo 3 strati sensibili e 16 stratificazioni
Inoltre un sensore da 10 megapixel,
salvo sia un foveon, un sensore bayer VENDUTO per 10 megapixel non ha
10 megapixel.
Ha 10 subpixel... che e' una cosa
MOOOOOLTO diversa.
Se stiamo riprendendo un oggetto rosso
puro parliamo di 3 megapixel non certo gli strombazzati 10. Se ci da
buono sono 5.
Allora possiamo parlare di quante linee
pompa la pellicola.
Si noti che al contrario del digitale non ci sono chip che inventano le linee e la misurazione e' “vera”.
Si noti che al contrario del digitale non ci sono chip che inventano le linee e la misurazione e' “vera”.
Una T-max 400ISO, pellicola sempliciotta e non certo apprezzata per la definizione, arriva a 60 linee per
mm che su 36mm sono 14 megapixel e una diapositiva velvia da 25 iso
si spinge a 160 linee che sono 90 megapixeloni. Non interpolati, quindi confrontabili 30 e 180 almeno.
Pero' ricordiamo per bene che la grana
non e' ordinata, quello e' il valore medio e quando andremo ad
ingrandire vedremo una fastidiosa non uniformita'.
Questo perturba la qualita'. TANTO.
Possiamo dire che siano 25-40 megapixel
a seconda del tipo di pellicola a allo sviluppo che e' stato fatto...
ma non e' la risposta definitiva, come vedremo. Perche la definizione non e' tutta la storia.
Ricordiamo anche che la pellicola non
ha piu' subito novita' ed evoluzione da almeno 25 anni e le pellicole
odierne sono di fatto piu' un prodotto artigianale che industriale
come avveniva prima. In pratica una pellicola odierna media non e' al
livello di una prodotta nel 1990.
Pero' le reflex full frame da 40
megapixel non esistono, la piu' pixelosa e' al momento la sony alfaR
IV che pero' ha dei picchi, non interpolati, di 30 (60 interpolati).
Alla fine fra i difetti di grana e quelli vari,avere tutti i sensori disposti regolarmente in maniera uniforme ha il suo porco perche', possiamo dire che la sony e' allo stesso livello di RISOLUZIONE del SENSORE e non e' tutto.
Alla fine fra i difetti di grana e quelli vari,avere tutti i sensori disposti regolarmente in maniera uniforme ha il suo porco perche', possiamo dire che la sony e' allo stesso livello di RISOLUZIONE del SENSORE e non e' tutto.
Esiste un piccolo problema.
La risoluzione delle lenti.
Mettiamo che voi prendiate una macchina
supersonica, una nikon D5, una pentax K1 e vale anche per quel
costoso ma non eccelso sensore di una EOS D5 mark vattelapesca.
Insomma senza arrivare alle vette della
mirrorless sony, che come vedremo e' abbastanza inutile (non e' un
caso che la versione ad alta qualita' abbia 25 megapixel interpolati)
ci sono dei problemi.
La pentax ha un sensore “pulito”
senza pastrugnatore di 36 megapixel (sempre interpolati) per un
7360x4912.
In soldoni sono 204 subpixel al mm,
parliamo di necessita di segnale molto pulito.
Se prendiamo una
focale fissa, molto aggressiva rispetto ad uno zoom, magari uno zeiss
fisso da 1400E e andiamo a vedere le curve si parla di arrivare a
40linee. Non li testano piu' in la per un motivo molto semplice: e'
piu' importante avere una curva buona che avere i piCSel.
Probabilmente lo zeiss arriva a 100
linee e probabilmente si spinge piu' in la. Ma arriva a stento
riempire tutti i subixel. Figuriamoco ad avere un sensore con il
doppio dei pixel e la risoluzione di uno zoom. O peggio una reflex
con lo zommettino da 50E da kit.
Con queste risoluzioni basta un nulla
per far crollare la risoluzione (e adesso cominciate a capire perche
molti non riescono a fare confronti).
Un'ottica che arrivi a fare quei numeri
come un 50mm di classe a tutta apertura spesso rimane non eccelso
(per un risultato del tipo “sfrutto queste robe alla morte”) a
tutta apertura.
Se poi chiudi il diaframma inizia a
pompare... ma arrivati a passare f5.6 peggiora nuovamente e le
centriche ti fanno pagare pegno (ed e' il motivo per i quali i cellulari sono medda pura).
Il micromosso, un baubau degli anni
80-90, racconta che basta un niente per far crollare la qualita'.
Dopotutto basta una vibrazione, un movimento o altro per far crollare
il castello di carte. A testimonianza che chi cercava la qualita' a
manetta si era gia' scontrato con questa cosa.
Le lenti, anche quelle serie, sono
strumenti delicati.
Chi ha provato come il simpatico mr Cicala una decina di ottiche commerciali ufficialmente identiche ha
misurato una notevole varianza.
Dopotutto fra taratura, temperatura e
trasporto un'ottica non rimane sempre al top anche se nuova.
Forse la storia di avere ottiche con
barilotto in ferro non era del tutto errata, soprattutto se vedi
certi barilotti AF plasticosi che ballano di interi mm.
Infine il gioco della separazione
spaziale dei colori.
Per
il teorema di nyquist, che taluni non pensano, errando, che si possa
applicare ad una fotocamera (consiglio di leggere una trattazione di
sigma sulla questione) a parita' di risoluzione un sensore bayer ha
bisogno del doppio della risoluzione da parte dell'ottica.
Aggiungiamo che il digitale necessita
anche di raggi perpendicolari e abbiamo fatto bingo.
Il digitale narra oggi risoluzioni che
sono, di fatto, balle.
Certo, ci sara' chi scatta sul cavalletto, con uno zeiss 85 a f4, ma, in the wild, e' un setup abbastanza raro.
Pero' anche le pellicole hanno i loro
problemi. Se il difetto di reciprocita', un dramma per gli astrofili,
ci puo' venire in aiuto nelle notturne ed e' facile da gestire, ce ne
sono altri che sono una bella palla al piede.
Il 90% dei problemi GROSSI e' dato
dalla qualita' dei vostri fornitori.
Sebbene tutti i quartieri negli anni 90
avevano un laboratorio fotografico era abbastanza raro che questi
strnzi lavorassero bene.
Il consumatore aveva sempre fretta (li ricordate i laboratori 1h in risposta alle pressanti richieste?) e
voleva un prodotto economico, sempre in 1h.
Peccato che alle pellicole non
interessava la fretta.
Ho un rullino di dia sviluppate a Londra nel 1998 che sono una bomba e della stessa confezione da 50
che hanno fatto lo stesso viaggio sviluppate in lombardia hanno perso
il colore, oltre ad essere ben peggiori gia' all'epoca. A riprova
anche pellicole sviluppate prima del viaggio a londra (del pacco da 50) che sono
pessime rispetto al rullino londinese che ho dovuto sviluppare
localmente.
Lo sviluppo esausto, l'inversione fatta
con lampade morte, e il FISSAGGIO DEFUNTO condannano allo sbiadimento
precoce in solo 20 anni e a performance ben lontane da quello che
puo' fare quella pellicola.
Ci sono rullini a colori, sicuramente
provenienti da uno stesso lotto, dei miei parenti, scatti di 60
anni, perfetti e altri conservati nello stesso stipo che hanno perso
tutto virando verso il blu.
Cambia dove e come e' stato sviluppato.
Ho foto
fatte negli anni 2000 che stanno gia' invecchiando: roba da andare a
prendere a sberle quei tizi.
Cominciamo a comprendere
definitivamente perche' e' difficile fare un confronto sereno e si sono tirati le sedie in testa senza capire.
Parliamoci chiaro, un imbecille che compra una reflex con ottica kit da 50E (300 solo perche ha lo stabi se comprate canon) o, molto peggio, con un 28-200, e ne ho visti molti con tale outfit (evidentemente urlare "ho piu' pixel" e' liberatorio) non ha diritto di parlare di risoluzione visto che tali ottiche non riempirebbero sensori di 15 anni prima.
Infine, diciamocelo, le pellicole hanno
una dinamica spaventosa rispetto ai sensori.
Attenzione, alcuni fanno test di
dinamica attraverso scanner di bassa qualita'.
Alcune riviste e blog hanno fatto test
usando uno scanner piano per fogli con retrolampada.
Puoi settarlo come vuoi ma e' morto in
partenza.
Idem, sebbene e' gia' un salto enorme,
gli scanner per film.
Confrontare le foto analogiche con
strumenti digitali e' un pochetto complicato perché introduci i
limiti dello scanner.
Ho provato per anni a fare delle
scansioni per portare i miei film in digitale, ma sono sempre rimasto
deluso. Certo meglio di una webcam, ma se m chiedi piu' 1E a
fotogramma (oltre ad essere improponibile per il costo totale di
migliaia di euri) per una scansione PRO e poi mi dai un file in cui
non vedi neppure la meta' della roba che esiste appoggiando la
pellicola su un tavolo luminoso abbiamo un problema.
Non e' un caso che chi abbia provato
una scansione a tamburo sia rimasto di stucco. L'unico problema e'
che costa 50E a scatto e produca file eccentricamente enormi.
Infine le digitali come le sony e le pentax, hanno feature impossibili ad oggi sulle pellicole come lo stabilizzatore. Lo stabilizzatore per le ottiche puo' fare una traslazione, ma una rotazione data dalla semplice pressione sullo scatto non puo' essere compensata: una buona soluzione per la pellicola, limitata per una digitale.
In pratica, facendo un suntone a naso potremmo dire che:
Sebbene la pellicola rimanga superiore
per pochi aspetti, una fotocamera al top odierna come una pentax K1 o
una sony 7r III equipaggiate con ottiche specifiche per il digitale
(aka molto costose) possono considerarsi ai punti, in foto generiche senza attenzioni particolari, superiori
alla pellicola e nettamente superiori al film per immagini da
conservarsi.
La pellicola rimane superiore solo per 2 aspetti, la dinamica e il fatto che sfrutta molto meglio le ottiche, non e' un caso che vecchie ottiche economiche un po' scialbe sul digitale divengano pessime. Ovviamente una buona ottica, che sulla pellicola e' buona, sul digitale non e' altrettanto buona, ma diviene normale
Di fatto, se non esagerano con i pixel
nelle prossime generazioni, rimanendo non superiori ai 30-40 subpixel e immaginando sensori meno rumorosi, la pellicola sarà sorpassata in ogni
aspetto che non sia di pretesa sulle ottiche, non e' un caso che si vocifera che la prossima nikon D6
potrebbe essere di 25 megapixel ed essere molto simile alla pentax K1 per
molti versi.
















