martedì, settembre 04, 2018

LED VS FL



Nel 1940 ci si pose la necessità di consumare meno energia per quanto riguarda l'illuminazione elettrica che in alcuni stati era già piuttosto diffusa.
Ecco perché nacquero le lampade a fluorescenza che ancora oggi rappresentano una delle migliori sorgenti utilizzabili illuminotecnica che si possa desiderare.

Da qualche tempo una massa di stolti continua a urlare la parola LED come se fosse un vero e proprio miracolo.

Su questo sfixa blog ne abbiamo già parlato diverse volte, non solo è un'isteria collettiva ma spesso non porta da nessuna parte.

Bisogna dire che grazie alla massa di gente che acquistato pessime sorgenti illuminazione per anni vivendo nel buio, le lampade LED effettivamente hanno avuto un'escalation ed oggi, se intendete spendere delle cifre molto importanti, sono paragonabili, in taluni casi, ad una illuminazione vecchio stile.

Ma l'isteria collettiva ovviamente pretendere di sostituire tutto il sostituibile con delle lampade a LED, dimenticando che per questo tipo di sorgente non esiste un apparecchio illuminante. Almeno come siamo abituati.
A forza di voler comprare le lampadine da fornitori alquanto bizzarri nessuno si è preoccupato di definire un fattore di forma per poter inserire le lampade all'interno di un porta lampada.

Il corollario è che le lampade LED dovrebbero essere comprate solo all'interno di un oggetto, per una serie di ragioni piuttosto costoso, da buttarsi quando la lampadina passerà a miglior vita.
Non essendoci un attacco standardizzato è obbligatorio saldare la lampada in posizione dove necessiterà le lenti i riflettori necessari per svolgere il suo compito.

Questo però non ferma gli entusiasti che correndo a perdifiato arrivano scomposti al muro. Dolore.

Se guardiamo ogni sito dove potremo comprar delle lampadine, al posto delle lampade fluorescenti ci vengono proposti dei tubi LED. 

Secondo il sito di commercio on-line o il supermercato di turno, sembrerebbe possibile risparmiare almeno il 50% dell'energia avendo la stessa luce. Una cosa che va in contrasto con quello che è stato detto fino ad oggi.

La cosa e' divertente perché si vorrebbe semplicemente con un semplice clic, sostituendo la lampadina, avere la stessa luce e metà consumo. Magia.

Prima di tutto andiamo ad esaminare, in maniera molto all'acqua di rose non siamo un trattato di elettrotecnica, come funziona una lampada fluorescente. 

NB i tubi al neon non si usano piu' da 70 anni nel mercato dell'illuminazione ma solo nelle insegne. I fautori dei "LED a tutti i costi" li chiamano spesso neon perche sono ignoranti. Per far luce si usano i tubi fluorescenti TLD T8, T5 e compagnia cantante.



La prima cosa che notiamo è che è un tubo che emette sul diametro per 360° in maniera identica.
In realtà esistono dei tubi fluorescenti con proiezione asimmetrica ma, come vedremo, una buona illuminazione passa attraverso l'illuminazione stessa del piano di lavoro ma anche dell'ambiente stesso. È per questo che tali tubi asimmetrici mi sono capitati fra le mani una sua volta in tutta la mia vita.

Solitamente tubo fluorescente viene alloggiato in un apparecchio illuminante che sfrutta la parte anteriore e posteriore di emissione in maniera da sagomare la migliore qualità possibile.

Il tubo fluorescente inoltre, per via dell'opacità dello stesso, e tendenzialmente vantaggioso per quello che riguarda le illuminazioni che non siano d'accento. Le illuminazioni spot sono fatte normalmente con altri tipi di lampade.

Le plafoniere per le fluorescenti sono solitamente di due tipi: le lineari, dove si infilano fino ad un paio di lampade fino a 58 W l'una, o quadrate,  tipiche negli uffici, un apparecchio quadrato generalmente corredato di quattro tubi da 13-18 W.

Innanzitutto cominciamo a conoscere come funzionano questi apparecchi:


All'interno della plafoniera troviamo l'alimentatore che può essere una banale  induttanza o un alimentatore elettronico ad alta frequenza.
Bisogna ricordare che le lampade a fluorescenza sono delle lampade a scarica in un gas e hanno bisogno di un'elevata tensione di innesco per poi discendere alla tensione di lavoro che all'incirca un'ottantina di volt.
L'alimentatore costruito con induttanza deve essere visto come una resistenza e siccome sposta il vettore è corredato solitamente da un condensatore di rifasamento.
L'alimentatore elettronico e' tutta un'altra storia e funziona a frequenza molto elevate, tipo 20.000 Hz, e non necessita del meccanismo per il preriscaldamento. Inoltre è possibile variare la luminosità attraverso, addirittura, sistemi integrati digitali e informano la plafoniera sulla quantità di luce senza fili accessori, e quindi di consumo, necessaria istante per istante all'interno del locale.

Inoltre le lampade fluorescenti esistono in una grandissima gamma di centinaia di colorazioni specifiche per l'uso, per esempio ne esiste una specifica per l'esposizione di carne e una per gli acquari. Ovviamente con tutto una serie di rendimenti diversi fino a giungere a 120 lumen per watt se alimentate elettronicamente, con elevati K e di diametro ridotto, T5.


Le plafoniere generalmente contengono dei sistemi per concentrare, diffondere o rendere meno abbagliante l'illuminazione.
Per quanto l'illuminazione di un tubo fluorescente sia già abbastanza morbida è ovvio che in un ambiente in cui state molte ore al giorno non è bello avere un'illuminazione che a fine giornata di procura un bel mal di testa o affaticamento agli occhi.
Generalmente l'apparecchio illuminante deve farsi carico della distribuzione e della qualità della luce. Per farlo parte della luce viene deviata o gestita, non per arrivare al numero elevatissimo di rendimento che agli idioti sembra l'unica cosa importante, ma per rendere più gradevole la luce.

La Disano che avevo montato a piene mani in esposizione, 50 fluorescenti  58 W 840, era disponibile nelle seguenti versioni:
parte posteriore con finitura bianca, finitura a specchio o senza riflettore posteriore per poter illuminare il soffitto per ammorbidire la luce
parte anteriore disponibile con una lente in plastica, deflettori lamellari in plastica traslucida, deflettori lamellari cromati e, ovviamente, queste tre opzioni erano completamente diverse le une dalle altre come risultati.
Il controllo della luce è molto importante perché se state utilizzando ad esempio un monitor e non avete una lente lamellare probabilmente avrete più luce ma dopo otto ore... Gli occhi a pomodoro.

Anche in casa la stessa cosa, se non prevedete il tipo di luce che vorrete, ad esempio la cucina necessità una qualità di luce molto diversa da un salotto, non solo commettere degli errori ma potreste arrivare a un ambiente talmente poco amichevole da aumentare i litigi con i vostri famigliari.

Abbiamo visto come fatta una lampadina fluorescente che emette per 360° e che viene modulata da un apparecchio illuminante. 
La leggende nella testa dell'elettricista che vuole far spendere di più al proprio committente, o le castronerie che si leggono su Internet, dicono che è possibile sostituire il tubo con una fila di LED messi in un contenitore similare.



La prima cosa che notiamo è che il 90% dei tubi in sostituzione hanno due caratteristiche: sono trasparenti e hanno emissione solo su un lato su 30-40 gradi (oltretutto piu' inteso all'interno di 20 gradi) anziche' 360. 

Come dire che non ci azzecca minimamente con il vecchio tubo fluorescente. La plafoniera si aspetta un'emissione posteriore da sagomare per riempire i vuoti lasciati dalla sagomatura della parte anteriore. Oppure manca la parte da riflettere sul soffitto per aumentare la piacevolezza della luce.
Inoltre siccome un tubo a LED è fatto di tanti piccoli emettitori che non sono in una quantità infinita potrebbe capitare che uno o più dei 15-25 LED finisca dietro ad una sagomatura, sostanzialmente spegnendolo.
In pratica abbiamo appena scoperto che abbiamo modificato in maniera notevole l'emissione dell'apparecchio illuminante. Se c'è andata bene, perché i LED erano in una posizione ideale, avremo il risultato di rendere la luce più forte nei pressi della plafoniera ma è stata resa più dura e probabilmente molto più abbagliante.
È talmente diversa che se l'ambiente è un ambiente di lavoro, quindi certificato (UNI EN 12464-1, metodo dell’indice unificato di abbagliamento UGR Unified Glare Rating) Potreste avere dei problemi legali.

Detto in parole povere: avete appena fottuto la qualità della luce. Un bel passo avanti per un oggetto che costa molto di più. 
Forse converrebbe montarla con i led verso il soffitto, per quanto la quantita' di luce sarebbe forse un decimo.
Ma non è ancora finita.

Abbiamo detto prima che il nostro tubo fluorescente funziona a una tensione piuttosto elevata con corrente alternata, anche alta frequenza, e picchi all'accensione.
I LED funzionano a bassissima tensione, tensione costante e corrente continua. Per questo le fakelamp a tubo contengono degli alimentatori.
I propugnatori dei LED dicono che questo non è un problema perché basta fare delle piccole cose. Tenete bene in mente cosa si intende per piccole.



Innanzitutto esistono ben tre tipi di tubi fluorescenti finti, ovvero quelli a LED che andrebbero a sostituire le fluorescenti.
Il primo modello nasce per essere montato nella plafoniera dotata di induttanza.
Viene alimentato nello stesso punto in cui le fluorescenti vengono alimentate con la piena 220 volt per mezzo secondo per ottenere riscaldamento. Per tenerlo acceso più di mezzo secondo si consiglia la grande stoltaggine di mettere uno starter falso in cortocircuito,  al posto di quello vero, TAROCCANDO, di fatto,  LO SCHEMA DELLA PLAFONIERA. 
Di fatto si perde qualsiasi certificazione di sicurezza e si rischia che montando al posto della fakelamp la lampada originaria non solo possa bruciare in pochi minuti ma possa rompersi o bruciare con tutti i problemi connessi.
Inoltre, visto che e' profondamente diversa e con consumi, spesso, inferiori verrebbe da chiedersi  quale sia il vettore risultante. 

Perche' nel mercato delle sostituzioni lo schema fornito non riporta il condensatore di rifasamento che esiste e non chiedono di levarlo (vedi sopra) e non si certifica un caxxo sul risultato.
Se con una lampada "vera" la plafoniera certifica un cosfi di 0.95 stiamo tutti tranquilli.
Se una lampada elettronica LED facesse oscillare la rete LC fino a danneggiare oggetti vicini?
Se il cosfi andasse in regime capacitivo (facile visto che alcune fakelamp consumano la meta') generando problemi a catena sul nostro impianto elettrico?
I fornitori delle fakelamp a LED tacciono su tutto cio' che e' il carico e sull'alimentatore integrato: dopotutto state usando un accrocchio non certificabile e non installabile. 
Fate una cosa brutta brutta e volete che vi si dica che non avrete problemi?
Suvvia, cosa volete, che vi si dica il cosfi o il reale consumo?
Maddaiii!

Il secondo modello e' ancora più estremo, l'alimentazione viene data sul connettore di sinistra e di destra. 
Questo fa sì che, addirittura, non è possibile sostituire tubo a LED con un altro. 
Avete capito: le led non sono compatibili neppure con se stesse.
È conseguenza del fatto che l'illuminazione a LED è tutt'altro che matura, non ha connettori propri.
Visto che non è furbo alimentarle con una forma così complessa come le fluorescenti quello che consigliano di fare è aprire l'apparecchio illuminante e sventrarlo bellamente togliendo tutte le interiora per poi buttarle.
Vengono alimentate con la piena 220.
Dopotutto le budella diminuiscono l'efficienza fino al 20% e avrebbe una logica nella testa dei refitters. Inoltre si evitano MOLTI problemi se la plafoniera ha un alimentatore elettronico.

Questo pero' è quanto meno idiota. 
Se noi dovessimo infilare una lampada  fluorescente al suo posto dove stata retro frittata con una fakelamp LED andremo incontro a una violentissima esplosione con pezzi di vetro che saltano ovunque.
In pratica noi stiamo andando ad alterare un alloggiamento che e' previsto per uno specifico tipo di lampada per metterne un altro completamente diverso. 
In pratica stiamo andando ad alterare un apparecchio certificato come sicurezza elettrica.
Stiamo andando a fregarcene di tutta la catena di certificazione che ci tene vivi. Altro che le minuzie che tanto ci assillano come le firme sull'impianto di casa: qui si sta accrocchiando forte.

Viene da chiedersi, in entrambi i tipi, in caso avvenga un dolo per esplosione di una lampada, incendio o qualsiasi altra cosa chi  risponde e paga i danni a cose, feriti e persino morti.
Perché un apparecchio certificato se viene modificato utilizzato in maniera non prevista ovviamente non risponde.
L'elettricista, un idiota che ha fatto la modifica, è responsabile?
no, perche' e' un desiderata del committente!
Salvo si riesca a dimostrare (hahahaha) che e' una sua volonta'.
Oppure è responsabile il costruttore degli oggetti infilati dentro come la fakelamp se e' esplosa? oppure il finto starter?
Forse, ma probabilmente no.
L'assicurazione sulla casa, quella casa che magari avete comprato con cotanta fatica, se prendesse fuoco per un innesco dato da un oggetto del genere, pensate davvero che risponda? 
Oppure più logicamente che scarichi tutte le responsabilità su chi ha gestito tale bizzarria?

Perché, parliamoci chiaro, un oggetto del genere fa si che il vostro impianto elettrico non sia più a norma.

"Qualsiasi operatore ... modifichi un apparecchio in modo tale da incidere sulla conformità alla presente direttiva dovrebbe esserne considerato il fabbricante e assumersi pertanto i relativi obblighi."



Infine una chicca, esistono presso alcuni venditori di bulloni molto famosi, delle plafoniere che sono state già taroccate in maniera da montare le lampade finte del secondo tipo. Cosa succede se ci mettiamo una lampada normale magari già a nostra disposizione? 
Chi paga i danni enormi? 
Dopo tutto, quello è un alloggiamento di una fluorescente dai tempi di noe' (1940).

Per chi non ha mai visto una fluorescente esplodere, a me è capitato per aver consegnato (grazie ad un elettricista idiota) qualche volt in più a una fila di otto lampade, consiglio il trailer di higlander. Una settimana a trovare tutti i pezzi, alcuni accoltellati nelle scatole di cartone sottostanti.
Devo dire che e' stato veramente, meravigliosamente, spettacoloso.

Ricapitolando.
sostituire i tubi fluorescenti con le lampade LED nella stessa plafoniera è una cosa stupida e offre:

una minor quantità di luce globale

una peggior distribuzione

una peggiore qualita' di luce (gradevolezza)

generalmente una peggior qualita' di luce (Ra)

un problema di gestione

un problema di sicurezza enorme

dei costi molto piu' alti.
Rischi.



In pratica, una vera fesseria.

Vediamo se e' possibile Sostituire con vantaggio illuminazione fluorescente con quella LED usando però, finalmente, un apparecchio illuminante a LED.

Il problema è notevole perché non esistono, forse a ragione perché la tipologia di erogazione e' diversa, apparecchi illuminanti direttamente confrontabili con dati ISO ben documentati.
Gli unici che si sono trovati in giro sono quelli  quadrati tipici di molti ambienti lavorativi che sono generalmente incassati controsoffitti e dotato di quattro lampade fluorescenti.
Il confronto ovviamente deve essere fatto a parità di qualità della luce, per quanto possibile, e di tutti gli altri parametri che abbiamo appena visto.

Un apparecchio illuminante classico con quattro tubi fluorescenti da 13 W e ottica dark per evitare abbagliamento costa 60 euro completa di lampade con qualità dei colori al 90% e un flusso luminoso che si attesta intorno ai 40-60 lumenWatt a seconda se sono HF (+60Euro) o meno. 
Visti i proclami sembrano pochi ma in realtà, se abbiamo compreso tutto può che abbiamo detto fino adesso, non sono pochi.
La durata, per le HF, e' ben oltre le 25.000h

Se vediamo un oggetto che e' in grado di competere ed essere sostitutivo, esiste! 
Parliamo di un effettivo miglioramento, 60-90LmW, ma con costi di 450E per gli 80LmW a LED contro 120E per i 60LmW per le FL.
Qualcuno potrebbe pensare che possa essere conveniente avere un +20% di efficienza, e in taluni casi lo e'.
Pero', la differenza di prezzo e' grossomodo l'intera energia consumata nella vita intera DELLE LAMPADINE, 25.000h. In pratica le LED sono perdenti. Di molto.

CON UNA DIFFERENZA SOSTANZIALE. 

Alla sostituzione della FL mando sulla scala un magazziniere fornito di 4 tubi da 5E cadauno e, dopo un po di vetril, siamo al punto di partenza con 30E di spesa. Anche dovessi cambiare un alimentatore suicidato 2 viti e via, sono standardizzati per forma e caratteristiche.

Alla sostituzione della LED devo mandare un'elettricista certificato che butta l'intera plafoniera (evvai di costi di smaltimento) ne trova una con le stesse performance con un costo di circa 700E fra una cosa e l'altra. Le lampade sono saldate, gli alimentatori pure. Ogni LED necessita di alimentazioni diverse e ogni marchio ha dimensioni diverse.

Il secondo giro vedra' le FL molto vincenti sui costi. Tanto vincenti da permettermi un raddoppio delle plafoniere e della luce e risparmiare ancora. Non esiste storia.

Alla fine, il grosso problema delle lampade a  LED e' che non esistono. Sono fantasmi.
Meglio, essendo prodotte nella maggior parte dei casi da aziende DI COMPONENTI (ES CREE, i vari samsughi o peggio) e vendute da assemblatori a cui non interessa l'ecosistema delle lampade ma solo arrivare con il prodotto sul mercato il prima possibile guadagnando il piu' possibile. Sembra il mercato dei TV LCD, non trovate?

Per esempio, le LED POTREBBERO brutalizzare le halo se si standardizzasse una dimensione, una forma di emissione e una potenza su un connettore specifico con flangia di raffreddamento. 

3 o 4 connettori e buttiamo il 90% delle halo a giusta ragione con consumi minori di tanto.

Questo pero' porterebbe a poter paragonare le LED fra di loro e i peggiori non venderebbero piu' un tubo. 
Porterebbe a dei fattori di forma precisi da far progredire anziche' fare delle cose a cavolo sempre diverse.
Chi comprerebbe le versioni con durata semestrale o che fanno meta' della luce dopo un anno?
Oltretutto servirebbe un consorzio come e' stato per le altre.
I produttori di apparecchi completi, non avrebbero la possibilita' di rivendere 1000E di affare ogni tot anni quando si puo' cambiare la lampadina con un click.
Sono costi che i nuovi player, come la pingpong di Shenzen che macina chip nel sottoscala della miomao (peni di plastica) non vogliono/possono versare.

I grandi, come possono essere GE o philips, gia' sotto attacco da questi insetti che gli ciuffano il brodo, non vogliono aumentare i costi.
Anzi hanno prodotti specifici, fuori dal catalogo principale, che non sono certificati con la solita serieta'. 
Soccombere o seguire.

Al momento le LED sono una barzelletta, purtroppo venduta troppo bene.
E non ci azzecca con il fatto che facciano o non facciano luce visto che... non esistono.




venerdì, agosto 31, 2018

divieto alogene


In questi giorni sembra che ci sia una libidine collettiva dei giornalisti ignoranti sulla questione delle lampadine alogene. Saranno vietate dal primo settembre.

Evidentemente, come al solito, i giornalisti e i politici non capiscono un piffero. Eppure i dati sono molto chiari.


Il giornalista di turno, mentre si fa del gran gratuito autoerotismo, non manca di sottolineare che verranno tutte sostituite dalle lampadine LED.
Lo schizzo impregna ancora la carta umida di tanta soddisfazione.

Il corriere, altro sex toy, dice che e' giusto e si consumera' il 30% in meno con questo divieto.
Led consentono un risparmio di energia di circa cinque volte rispetto a quello delle alogene (inoltre il loro ciclo di vita è di circa 20 anni contro i massimo quattro delle alogene)
I vantaggi non riguardano solo le bollette, però. Secondo i calcoli degli esperti l’impatto delle emissioni di CO2 dovrebbe ridursi di circa 15 milioni di tonnellate entro il 2025, ma si risparmieranno anche 75 milioni di barili di petrolio.

Il braccio e' ancora intorpidito dal tanto smanettare.
Farsi meno viagra dovrebbe essere salutare.

Proviamo a vedere se e' vero:
Il forno della XXX (non ricordo, mi sembra gasfire), come tanti apparecchi similari, ha dentro una piccola halo bispina da 20W. Te la vedo la LED a 280C... Mi spiegate cosa casso ci si deve mettere dentro?

La mia cappa ha 2x20W G4 halo. 
Vai dallo spaccia e di fa notare che le bispina da 20W al massimo le tiene da 1.5W. 
Va bene un rendimento superiore, ma 20 volte...
“e' quello che mi chiedono”
Non bisogna dimenticare che il peones non vuole spendere.
Allora fai arrivare delle costosissime COB (ma forse SOB SOB sarebbe meglio) che hanno 2 chip cadauna bifacciali molto grandi, 4W per lampada e una pseudolente integrata.
Controlli che il Ra sia umano come i K.
Ufficialmente il rendimento e' cosmico (ma il risultato cartaceo e' comunque lontano dalle halo philips).
Costo follia di 16E l'una. 
Le solite philips di alta qualita' non erano disponibili, adesso capisco perche'.
Le monti e puoi preparare il buio pesto alla genovese.
Prima rischiaravi la stanza con il riflesso sull'acciaio dei fornelli della lofra, adesso devi strizzare gli occhi sul riso venere.
Inoltre la forma d'emissione e' molto diversa.
32 euro per non vedere un piffero. Fra qualche mese vediamo se durano piu' di un'alogena da 4E. Dubito.
L'unico vantaggio e' che non ti scotti a rimontare il vetro.




Non parliamo poi di illuminazioni RS7 (le halo a sigaretta). In genere sono montate in apparecchi piccoli ma dall'enorme flusso luminoso. Due cose che non vanno bene insieme con le LED.
Il mercato, come retrofitting, mostra dei ridicoli oggetti da infilare al posto delle esili halo.
Sono delle pannocchie enormi di plastica con, distribuiti a casaccio, dei LED sulla superficie.

Gia' questo mina clamorosamente il funzionamento dell'apparecchio illuminate mandandolo fuori fuoco. Spesso l'ombra che fanno e' piu' grande del restante della bocca di emissione.
In pratica oscurano se stesse.
Ma non basta, per sostituire una halo che beve dai 250W ai 500W si usano, tenetevi forte, 10W.
Sappiamo che le LED sono piu' efficienti di una halo (e meno di qualita'). Ma forse il senso del ridicolo non e' ancora giunto a tutti.
Costo di quelle misurate correttamente 30E.
Eggia' perche' come da ricerche serie (lightning europe) il 47% delle lampade led e' completamente fuori specifica. E parliamo solo di quelli nei negozi... sull'e.comm... ridiamo.



Ma la chicca finale la vediamo bene dai mobilieri improvvisati elettricisti, diciamo ikea, dove il retrofitting di una G9, superficie di emissione di 1cm, che era in vendita generalmente da 70W (dai 42W ai 90W) e' sostituita clamorosamente con ben 2W. 
Il lumino dei morti.
Visto che mi pareva strano, ed ero gia' dal mobiliere truciolare, chiedo all'inserviente dove trovo la versione standard. 
Lo so che le lampadine ikea fanno pena, ma non avevo voglia di sbattermi per andare dallo spacciatore vedendola li davanti a me.
L'inserviente mi fa notare che anche se e' 2W farebbe la stessa luce della versione da 70W richiesta.
Faccio notare che e' una colossale menzogna, uno e' un lumino e l'altra e' un faro, richiedo se ha qualcosa di piu' performante.
La tipa insiste come se fosse una grillina:
la luce e' la stessa!!
e lei lo sa bene perche' ha fatto il corso ikea dove spiegano tutto.
Lei e' depositaria della VERITA' del credo della LED.

Mentre le dico: “io sono un elettrotecnico e lei dice una mareeee.... haaarg” la mia gnara mi trascina via, violentemente, prima che arrivi a darle della stupida scimmia idiota, senza cultura, compratrice di suv, amante dei dossi e degna di un gelato in fronte per le corbellerei con cui infogna poveri peones.


Le LED non sono cosi' lontane, come efficienza, dalle alogene di qualità, per questo all'utente purtroppo potrebbe accadere di avere aumenti di consumi e/o peggioramenti dell'illuminazione piuttosto importanti quando si cerca di sostituire un affare da 100W con uno da 3W.



Bisogna fare un piccolo passo anche per capire che l'illuminotecnica non è un porta lampada appeso in malo modo come in un capanno o in cantina ma anche una banale plafoniera ha una progettazione che può essere importante, sempre che non siate così stolti da comprarla in uno dei tanti supermercati del mobile o del salume.

Per via della sorgente quasi puntiforme le lampadine alogene hanno conquistato un enorme mercato. Aggiungendo il fatto che possiedono una luce con una qualità ineccepibile il loro posto nel mondo, è assolutamente importante.
Lampade molto piu' efficienti esistono da quasi 100 anni.

Generalmente il porta lampada di una bispina da 50 W prevede un emettitore delle dimensioni di pochi di millimetri con emissione quasi 360° sia sul piano orizzontale che in quello verticale e una insensibilità alle temperature elevate.
Facile da gestire il flusso e facile come montaggio.
Sostituire una 50Wcon un LED è una cosa assolutamente errata poiché per ottenere la stessa quantità di luce un LED dovrebbe essere in grado di dissipare almeno 15-20W. Il rendimento&c fa si che per produrre lo stesso flusso luminoso più o meno consumi sono quelli.
Ad una persona stolta potrebbe sembrare un vantaggio ma in un porta lampada o in una location da alogena la lampadina a LED salirebbe facilmente ben oltre i 30° necessari per una vita lunga e probabilmente morirebbe dopo pochi mesi.
Inoltre esiste un altro problema: la lampadina a LED solitamente emette in maniera completamente diversa, in alcuni casi solo su un lato, generalmente con due chip uno frontale e uno posteriore di dimensioni nettamente superiori all'emettitore precedente.
Questo fa sì che essendo sbilanciato non solo la luce uscente dall'apparecchio è nettamente inferiore, necessitando ancora potenze superiori e, quindi, consumando di più di un'alogena, ma non basta: esiste un problema di flusso che sarebbe completamente diverso e quindi errato.
Questo implica meno luce slla superficie con necessita di potenze ancora piu' alte andando a uguagliare quelle delle halo ma con effetti collaterali.

Queste cose si vedono molto bene in quelle schifezze che sono i proiettori a LED da supermercato.

Infatti con le alogene che emettono su 360° gestire il flusso in maniera grezza e spannometrica è abbastanza semplice: Basta fare un bel riflettore ottenuto con una banale stampata in un metallo riflettente. Avremo una parte della luce, circa il 30%, non controllata e il restante gestito dal riflettore che la porta esattamente dove vorremmo. Montando la lampada in piedi si può aumentare nettamente la percentuale di luce controllata, sono fatti così per esempio i fari delle autovetture.

Gestire la luce di una emissione LED è molto più difficoltoso poiché l'emettitore e' planare. Non che non si possa fare ma con un riflettore serio si necessita di puntare l'emettitore verso il riflettore perdendo cifre più alte di emissione e, soprattutto, imponendo difficoltà di raffreddamento. Si perderebbe parte del numero grosso strombazzato, insomma. Meno megapixel.


Per le LED la via più semplice è montare anteriormente una lente ma per le potenze di cui stiamo parlando non è una lente ne piccola ne poco costosa e necessita di una focalizzazione (aka dimensioni).
Se usassimo che il banale policarbonato da pochi soldi andare incontro nell'arco di poche centinaia di ore di funzionamento a un ingiallimento, con perdita sia di quantità e di qualità.
In pratica è il motivo per cui di apparecchi illuminanti per le LED decorosi non ce ne sono in giro molti e, generalmente, se trovate su una scatola la parola LED vuol dire che quell'apparecchio fa schifo.

È un po' quello che succede in buona parte delle città italiane dove una serie di scimmie sta sostituendo i lampioni dotati di lampade tradizionali con quelli a LED.
Nella maggior parte dei casi, ovviamente ci sono eccezioni, la quantità di luce diminuisce, le lampade al sodio sono più efficienti, ma soprattutto accade un bizzarro fenomeno: sotto il lampione la quantità di luce è molto forte causando abbagliamento ma appena ci si allontana dal lampione la luce crolla improvvisamente. 
In piu' e' fastidioso a tutte le distanze.
Avete notato?
Questo fenomeno non accade con le vecchie lampade perché non solo la lampadina veniva opacizzata per garantire una emissione “più morbida” seppur inferiore,  ma il riflettore sovrastante aveva spesso delle forme per distribuire la maggior parte di luce non sotto il lampione, ma lontano dal lampione. L'emissione asimmetrica e controllata sui due assi garantiva una luce costante all'approssimarsi del lampione o allontanandosene.
Diverso un LED a vista che emette un beam molto confuso e frontale. Diverso per ogni modello. Dopotutto gia' la luce e' meno ma se dovessimo controllarla sprecandola anche i piu' stolti capirebbero di essere rimasti al buio.
Fare una sparata con tutte le polveri sotto il lampione da l'illusione di esserci piu' luce, cosa vera ma solo se siete esattamente a tiro del piccione appollaiato sopra.
Opacizzare con un foglio l'emissione e poi controllarla con delle lenti prodotte per quello specifico apparecchio illuminante non solo  non solo costerebbe il doppio ma evidenzierebbe che il lampione led, a parita' di emissione, consuma un botto in piu' e costa cifre relativistiche.

Quindi il divieto alle alogene potrà dare i seguenti risultati:
Quei poveracci che non butteranno via l'apparecchio illuminante, che potrebbe essere un intero controsoffitto, si ritroveranno con un calo del 90% della quantità di luce. Per i motivi esposti sopra non esistono LED così compatte che siano in grado di produrre quelle quantità di luce e il fuori fuoco e l'ombreggiatura non aiutano certo.

Chi invece vorrà ottenere gli stessi risultati dovrà rivolgersi a
lampadine molto tecniche, ben raffreddate, che costano circa 60 euro l'unaper le potenze basse,
un apparecchio illuminante nuovo che costerà almeno un centinaio di euro.

Per chi ha potenze elevate non esiste soluzione paragonabile se non andare sulle HQI&c che pero' non sono direttamente confrontabili (es accensione lunga).

Il tutto per ottenere un risparmio energetico del 30-50% circa.
Per chi possiede, per esempio, una fila di faretti orientabili parliamo di una spesa fra elettricista e hardware di qualche migliaio di euro.
Alla fine di questa tribolazione avranno comunque una qualità di luce inferiore.
Trascurando casi specifici, siamo sicuri che sia un vantaggione?

Sinceramente mi sembra un po' da imbecilli questo divieto.
Forse, prima di chiedere che venissero eliminate le incandescenza, sarebbe stato piu' acconcio eliminare i vecchi connettori della seri E (es E27) che sono controproducenti per i LED e successivamente i connettori G9, GU eccetera. 

Promuovendo nel frattempo i connettori per i LED. 
OPS. Tranne PHILIPS su lampade da 5000E non esistono connettori standard per i LED.
Essendo un'illuminazione immatura e di scarse qualita' nessuno ne ha mai fatti.
Questo accade perche il mondo e' cambiato. 

Comprare un prodotto di marca che investe in ricerca a tutto tondo oggi e' considerato poco da furbi. E' da furbi comprare un prodotto con tanti COSI (lumen, watt o pixel) al prezzo minore possibile di marche sconosciute o non del settore.
Telefonini coreani snobbando gli ericcsson (ci ha tanto processore!)
Televisori di medda ma con tanti pixel, 10 volte quelli che possiamo vedere! Ovviamente di marchi mai sentiti (samsung, tlc, haier...)
eccetera.

Cosi' nessuno si e' preso la briga di definire un set di connettori standardizzati per le lampade LED. In pratica succede che in molti casi si arriva a perdite del 90% della luce e/o a non illuminare il bersaglio.
In pratica l'illuminazione a LED deve ancora nascere.

E' quasi peggio degli stolti quadratici che sostituiscono le fluorescenti con i LED.

sabato, agosto 25, 2018

ciabattanti



Puo' piacere o meno ma Salvini e' una grande mente. L'espressione ciabattanti e' semplicemente grandiosa.
Identifica in chiara e istantanea maniera le persone di un certa fatta.
Peccato che io ci identifico qualcosa che l'italiano non vuole vedere... Ma e' bello riconoscere negli altri i propri “pregi” e sottolinearli, salvo poi che la trave nel proprio occhio sia piu' grande.

continua l'esplorazione dell'educazione dell'italico popolo

una volta andare in aeroporto era andare nel lusso

dopotutto anche gli autogrill erano posti dove si servivano aragoste e champagne, oggi l'equivalente portata è il panino rustichello

Ma, passare in pochi anni dalla mamma che ti diceva di vestirsi bene poiché si andava all'aeroporto, a scene di scimmiesca dimostrazione è assai triste.

E si, anche gli stranieri lo fanno ma se vedete una scimmia che si gratta con fare da primate mentre indossa ciabatte da piscina e non si tratta di un colorato o uno slavo è molto probabile sia un italico.

il famoso italian sounding: splitc splatc, sciabat, ciabatt sgratt sgratt

anche se siete a 10000km dalle coste del belpaese come nella foto. Il tipo e' attivato all'aeroporto di Varese in ciabatte, si e' imbarcato per l'Asia, ed e' arrivato, sempre ciabattando, per 3 aeroporti mostrando che la divisa da spiaggia e' il nostro look migliore.
Non e' l'unico.

La canottiera fantoziana, considerata cool solo perche anziche' bianca come il personaggio TV e' nera. Fantozzi in TV fa ridere, ma fantozzi allo specchio e' cool.
Nei casi piu' sfiga la canottiera fantoziana non e' stata acquistata a 10E in pacchi da 3, ma a caro prezzo, mostrando che fantozzi sapeva spendere ed era evoluto rispetto ai decerebrati.

All'aeroporto di destino imbarcavano prima la prima classe, poi i sedili in coda, infine a prua.
All'imbarco di prima classe dei ciabattanti hanno provato ad accomodarsi.
Dopotutto “first class”, tenuto in mano dallo steward anche per una scimmia italiana non e' differente dal “classe”, entrare prima e' meglio ( splitc splatc, sciabat, ciabatt, non si grattava gli zebedei, magari non era ancora capace)
Poi ci hanno provato con l'imbarco dei sedili in coda (31-44 e' difficile anche quello?)
Nel frattempo il personale di terra vagava alla ricerca di alcuni possessori di sedili di coda che non si erano presentati.
Il poveretto agitava il povero cartello viola “31-44” camminando per tutto il gate disperato sventolandolo davanti a tutti gli astanti. Nulla.
Dopo una decina di minuti un gruppo di ciabattanti italici si e' reso conto che si, erano loro gli imbecilli che stavano cercando. Lo steward ha dovuto chiedere di leggere i biglietti, dopotutto erano gli unici che non erano in coda ad aspettare che finissero di caricare la poppa.
Cosi il nostro gruppo di italici (spic, splac, slic, slac, sciabat, ciabatt) si e' diretto verso l'imbarco vociando disordinatamente come si conviene ai primati non ancora evoluti.

E questo e' nulla.
Certo anche altri popoli hanno personaggi tragici, ma normalmente non sono cosi' quantitativi e premiati, ma li vedremo poi.


Fortuna che siamo cool e ci sentiamo "LI MIGLIORI"
i migliori di che?
Un popolo senza cultura che vota grillino e urla notap stando in canottiera fantoziana?
Un popolo che pensa che investire i soldi senza alcuna certezza e metterli in banca sia la stessa cosa?
Un popolo che elegge "esperto di computer" chi non sa neppure usare word?
Un popolo in cui... 

forse sarebbe da chiedersi come sia possibile che tali scimmie riescano a pagarsi un aereo costosetto mentre ai ricercatori diamo stipendi da fame

ma siamo nel paese dove si vota la Taverna, una ignobile ignorante sboccata che manco sa usare il frullatore.


PS
per dovere di cronaca questo e' un africano che torna in terra natia, il famoso extracomunitatario

Siamo sicuri che e' il peggio?
Abbiamo capito perche' gli africa si sentono cosi' a loro agio in itaGlia?


identificativi rete GSM

da molto tempo non pubblico piu' gli identificativi, da quando, forse, non  erano che 4.

per molte risoluzioni di problemi possono essere utili

222    Italy    98    Blu
222    Italy    34    BT Italia SpA
222    Italy    2    Elsacom
222    Italy    8    Fastweb SpA
222    Italy    99    Hutchison 3G
222    Italy    4    Intermatica
222    Italy    77    IPSE 2000
222    Italy    35    Lyca Mobile
222    Italy    7    Noverca
222    Italy    33    PosteMobile SpA
222    Italy    30    Rete Ferroviaria Italiana
222    Italy    48    Telecom Italia Mobile SpA
222    Italy    43    Telecom Italia Mobile SpA
222    Italy    1    Telecom Italia SpA
222    Italy    5    Telespazio
222    Italy    6    Vodafone
222    Italy    10    Vodafone Omnitel N.V.
222    Italy    44    WIND (Blu) -
222    Italy    88    Wind Telecomunicazioni SpA
222    Italy    50    iliad


mercoledì, agosto 08, 2018

italici



puo essere  che io sia strambo, ma in pubblico, forse forse, é necessario avere un minimo di rispetto per gli altri.
se sei un caxxone va bene, ma non andare in mezzo agli altri a vantertene di quanto sei stolto
una buona fetta sella popolazione é di fatto una scimmia, senza cultura e istruzione,forse è per questo che gli extracomunitari si sentono così a loro agio.
ci vantiamo che l'Italia é  figa,che facciamo cose fantastiche e che abbiamo,noi solo, eleganza e savoir fair.
sono tutte balle
in un centro commerciale di lusso non denudi tuo figlio spedendolo sotto la fontana
quando ce la suoniamo e cantiamo da soli ricordiamoci che siamo poco meglio degli africani.
poi se un negro viene qua e ruba il posto di uno
che non sa le lingue,
che è  in fondo alla classifica OCSE
che fa denudare i figli in un centro commerciale pieno di tedeschi che portano il grano ai vari D&G e frette,
che mostra il culo agli avventori dei ristoranti
schizzando le fighette alla moda che cacciano 700E per un paio di scarpe
forse meritiamo l' estinzione e non dobbiamo lamentarci 

sabato, luglio 28, 2018

Wolfango leggend




La leggenda delle classifiche scalate da wolfango.

I melomani, altra categorica di fanboy, ho scoperto che se la tirano perche', a parer loro, il grande wolfango sarebbe in testa alle classifiche di vendita sverniciando i paf-diqualcosa.
Ne sono convinti.
Godono tutti i poverini.
Ora, in un mondo perfetto, sarebbe normale che un wolfango vendesse piu' di uno che manco sa leggere il suo nome e forse per questo lo cambia nella ricerca di qualcosa di piu' semplice.

Pero' il mondo non va cosi': si vendono persino i SUV e i TV 4k da soli 80”. Roba da ignoranti piu' forti di uno che compra un paf.

Inoltre, siamo seri, wolfango e' bello, relativamente moderno, mi piace, MA (MA grande come una casa) non e' certo attuale.

Come e' possibile la leggenda del wolfango imperante?

Un rapper qualsiasi vende milioni di copie. Sappiamo pero' che la sua vita nelle classifiche e' di giorni. Wolfago pero' non e' durato molto di piu': un malanno lo colpi' relativamente presto.
Wolfang fu iperproduttivo, persino peggio di un bowie knife, immagino che se esiste un paradiso di compositori siano li a divertirsi contaminando tutto il possibile, per certi versi sono molto simili.

Ci sarebbe da capire come nasce una classifica e come si puo' conteggiare effettivamente il numero di copie annuali o da sempre.

Certo l'amico wolfango puo' definire una carriera corta ma molte, infinite, cover.
Essi' le cover sono cover e non entrano normalmente nelle  vendite. 
Chissa' perche e' il frontman che si becca i meriti.

Per esempio anni fa una rivista settimanale ha distribuito milioni di audiocassette dei beatles: essendo un album di cover non ha spostato le classifiche di vendita, eppure quella settimana avrebbe dovuto finire al top.
Stessa cosa accade per le soundtrack.
Anni fa arrivo' quel minestrone abbastanza saporito e confuso di absolute beginner. L'OST scalo' le vette di mezzo mondo ma nessuno,dalle nostre parti, parlo' di Style Council o Bowie. 
Era semplicemente la colonna sonora. Tenuto conto che la colonna in alcuni paesi fece il botto...
Eppure i passaggi in tv della colonna, sade ogni tanto la mandavano, ci sono.

Quindi come puo' essere conteggiato quello che e' certamente un enorme numero di dischi, ma in effetti cover?

Perche i beatles che sono arrivati al momento giusto per usufruire dell'espansione mondiale della musica riprodotta hanno pompato solo 200.000.000 di copie. 
Come e' possibile fare di piu'?
perche sono cosi' pochi?

Innanzi a tutto ci sono paesi del terzo mondo che stampano copie senza pagare gli artisti o fanno cover senza pagare i diritti.
Si, sto parlando dell'italia che aveva tutte quelle piccole etichettine che ladravano a nastro. Ho visto piu' compilation industriali di etichette parafulmine che album, quando ero  pischiello. 
A centinaia.
Dopotutto se il Gundam (unicorn, fra l'altro, ha una OST notevole da far vergognare molti sedicenti musicisti italiani) ci fu negato non e' un caso. Si trasmettevano persino gli anime in TV importanti senza pagare i diritti, normale poi che dopo i jap si siano incaxxati.

E' difficile dire che negli ultimi anni abbia venduto molto, con molto inteso a livello di jacomino micheli. Certo, per via del fatto che le collezioni di dischi via posta, senza diritti e fatti suonale dalla banda della scuola, per risparmiare, caccino dentro sempre qualche wolfango e betownio complessivamente vende. Ma li lascerei perder come le cover dei beatles venduti come beatles della rivista italiana alla fine degli 80.

pero' la leggenda era forte nel 2016. Molti giornali e siti web vomitavano la figaggine del wolfango in top.

Cosa e' successo nel 2016?

Era uscito un multipacco che si fregiava di essere la “definitiva” di wolfango. 
Come tutti i geni ha scritto un casino, e “avere tutto” per il fanboy di tutto e' figo. 
Un po come fare la collezione di bowie che integri cose come la roba di lou banana reed o del passengero automutilante.

Un agile cofanetto di 200 dischi da 600$ (oggi a 400). Parliamo di 2$ a disco, Prodi voleva piu' soldi da un disco vuoto.
Capiamo da soli che se vende 6000 copie alla presentazione per poi fermarsi dopo poco e' una notizia curiosa ma non degno di un sopracciglio (300 copie negli USA).

Ma non e' l'unica sorpresa.

Il mass market non sa piu' cosa farsene dei CD: non potete usarli sulla vostra radiolona potatile, non entrano sulla vostra autoradio e persino nel “coso” fisso (spacciato per hifi) probabilmente non ha piu' la fessura. Persino il PC portatile da facebokko ormai non li ha piu'.

Aggiungiamo che, al contrario di un album doppio come the wall, e' entrato in classifica non come 6000 copie ma ben 1.200.000 CD

Capiamo da soli che se 6000 copie di CD fisici e' molto, 1.2M CD oggi e' un numero stellare.
Ecco che e' diventato il numero 1 delle vendite di ciddi' il povero wolfango.

Una fake news mica male, no?
E' un po come quando i verdosky contano le centrali solari in W anziche' in Wh. Poi sembra che serva a qualcosa anziche buttare soldi.
Decca ha un reparto marketing che ha fatto centro: la notizia e' stata riportata ovunque dai soliti giornalisti da licenziare.

Perché, se guardiamo bene, di gente sconosciuta che ha venduto, in digitale o con un mix, altrettanti brani ne troviamo parecchia.
Figuriamoci il naftalino Bowie, lo stesso anno ha venduto con il solo album blackstar 2 milioni di copie fra digitale e fisico. In pratica il naftalina ha gia' sverniciato il wolfango, ma con tutti i brani firmati dallo stesso conteggiati in maniera simile (aka cantati e suonati in collaborazione o da altri) bisogna aggiungere qualche 100K come ridere. 
Ricordiamo ancora una volta che ci sono persino rap che di fatto cantano bowie? 
Ice, baby, is only under pressure.

Nel nuovo mondo dell’industria musicale, il cofanetto non è andato nemmeno vicino a diventare un concorrente per il titolo di disco più venduto dell’anno ed e' molto lontano da rendere wolfango autore del decennio o del ventennio.
Forse venivano fuori delle belle analisi se i giornalisti non facessero un C&P di un comunicato pubblicitario Decca come massimo dello sforzo.

La musica vende sempre di piu', i numeri sono sempre piu' grandi. Ma la musica antica (classica e' fuorviante) mantiene sempre piccoli numeri.

lunedì, luglio 23, 2018

panda brum brum



La fiat panda e' un altro asso nella manica della fiat.
La panda base non e' neppure malaccio se riuscite a comprarla a poco, i soliti 7500E, ma dal concessionario dovete portare la pubblicita' perché non vuole vendere la versione base superflat.
A quel prezzo va bene. alle volte vi tocca arrivare a 10KE.

Carica molto piu' di molti sfigasuv e della 500 looser, per intenderci.
A 7500E e' voto 8. Mica chupachups.

Certo poi ci sono delle assurdita' nel listino, la versione turbosfiga costa 2000E in piu' rispetto al 1200, ma e' un motore peggiore, o l'autoradio da 60E al posto dei quella da 50E da pagarsi 500E o, ridiamo, le ruote in lega (si, su di una panda!) come optional.
Insomma potreste sfiorare 20KE con un'auto che e' il minimo del minimo. A quel punto il voto cambia, molto. Se ci state attenti la panda non e' malaccio.

Ma fiat aveva fame.
Allora si e' rimembrato che l'italiano vede le auto nostrane come “le migliori”.
Fa niente che nel 67 un'auto poco costosa negli states aveva un v6 e gomme come da noi sono apparse nel 2000.

“Noi semo li migliori.”

Forse era come la botte e il vino: un modo per non guardare alla miseria che ci compete.
Cosi' le migliserrimissime cose fantasmagoriche da portate a memoria dell'italico popolo come vetta sublime come...
QUELLA MEDDA DELLA 500 dell'epoca che fu.

Un paese rurale molto povero aveva come motorizzazione principale quella 500 che e’ tanto miracolosa quanto un bidone.

Certo, con niente andava, ed era miracolosa, ma il limite grosso era “con niente”.
Con “niente” ci fai “nulla” e il miracolo consisteva che riuscisse persino a muoversi.
Insomma la 500 era la puzza della miseria e della poverta' di un paese rurale, ma donava la liberta' di movimento ad un paese fermo alla bicicletta.
Guarda caso la 500 e' simile alla trabant degli stessi anni per essenzialita'.

La 500, per esempio, aveva come manutenzione ordinaria lo sventrare l’intero motore ogni 10.000Km.
Dopotutto per evitare il costo del filtro olio, banalmente, non lo aveva.
Era sostituito dall’albero motore cavo che avrebbe dovuto “pulire” i residui corposi di una lavorazione incerta e di metalli altrettanto di qualita’ che sarebbero finiti nel centrifugone puleggiato insieme alla dinamo.
Gia', la dinamo, mantenuta ad oltranza per uccidere le batterie.
Giungere ai 100K voleva dire aver cambiato mezza macchina almeno 2-3volte.
Un sostegno economico per la classe dei meccanici.

E taccio sulla qualita’ dell’aria nell’abitacolo… Altro che le cause intentate per le auto americane di cui l'idiota italico ride tanto.... dopo aver nascato di tutto come un personaggio di qualche film.

Le fantasie malate dell'italiano pensavano che una 500 fosse meglio di una normale auto semplicemente perché non ne aveva mai vista una, un mito potente che causo' i relativi convincimenti che ci hanno inculcato da piccoli sull'orribile fiat.
Per questo hanno deciso di fare un'operazione nostalgia approfittando della gioia della prima motorizzazione con il nulla cosmico.

Siccome di fare una nuova auto era fuori questione hanno preso il pandino e hanno messo una carrozzeria “old faCSion”.
Prezzo, sempre con il 1200cc, 13.000E in taluni casi e' il DOPPIO.





Cambiano solo gli stampi delle lamiere dell'estetica.

Hanno imparato bene dal mercato del SUV.

E non parliamo delle versioni dai nomi incredibili come culto (della ruggine?) o collezione (di problemi?) che sfiorano i 20KE.

Ma non bastava, degli imbecilli bisogna approfittare.

All'epoca le 500 avevano 15CV, abbastanza idoneo ad una scatola del lucido.
Non essendo diffuse auto piu' “normali” a prezzo (ricordiamo i dazi e i divieti in vigore per proteggere l'esile industria italica?) il tarro che voleva fare “il di piu' “ si faceva montare un kit di un italo austro ungarico che andava dalla marmitta scorengiona al un piu' importate sovvertimento della motorizzazione.

In realta' era' importate il distinguersi dalla massa rimanendo pero' sfigati (ancora i suV?).

Il kit poteva comprendere contagiri, indicatore temperatura olio, volante a 3 razze, carburatore, coppa olio in alluminio, sistema di aspirazione e scarico dei gas specifici (con rumore potente), un affare per tenere aperto il cofano e, soprattutto, adesivi a pioggia.

Quelle assemblate da carlo abborto in persona si chiamavano "595 Abarth"
In pratica alla fine costavano quasi come un'auto vera, ma molti prendevano le parti a rate. Alla fine avevano speso il doppio dell'auto da fame che era.

L'obbiettivo vero era fare rumore e mostrare che la 500 era cosi' medda da dover andare in giro con il portellone aperto perche' altrimenti l'auto non si raffreddava.
Era tanto importate il MOSTRARE di poter spendere per la mod che alcuni compravano solo il kit per mostrare il portellone semiaperto per far intendere che sotto esisteva un'elaborazione che non esisteva.
I piu' "furbi" facevan un buco con il trapano sulla marmitta per incrementare il rumore e mimare la mod in maniera piu' credibile.
Dopotutto, rumore a parte, le prestazioni rimanevano alquanto modeste.
Carlo non era Ferdinand: la 595, pur molto posteriore, non e' la 356.

Cosi' fiat rinverdisce il mito con la versione aBBorto della 500: rumorosa, brutta e inefficace. Come negli anni 50.
Nonostante cio' va dai 20 ai 40KE.



Avete capito bene: 40KE per una panda, con telaio da massaia, un motore di BEN 100cc in piu', ma ingozzato da una ridicola garrettona che  mette 160/180CV su una vettura nata per il giro dell'isolato con un turbolag degno di nota. 
Pero' e' appariscente, piu' del cofano semiaperto.

40KE per un affare che ha le sospensioni del carrello della spesa e la guidabilita' di un porcospino in calore. Al massimo potete fare gli splendidi al semaforo (insomma, i tarri): un carrello della spesa con un'enorme turbina comunque accellera, pregando di non arrivare ad una curva. 

Ovviamente i giornali del casso la osannano:
scattante e veloce, fra le curve è rapidissima e sfoggia un’ottima tenuta di strada.
Per dirne una delle tante.

La prossima volta che mi dicono che la jaguar o la lexus sono care gli rido in faccia. 
Una IS o una XE costano come una panda tuBBo. E, scusate, sono in giro con una jag, non con una panda di medda scorengiona con telaio ridicolo.

Per non parlate della GT86 che costa come la abbortho base ma con gli mp3.


 uguale uguale alla panda turbo, no?

In pratica la panda abborto, spacciata per sportiva, e' venduta ad un prezzo superiore di una sportiva vera da urlo con motore boxer, pesi bilanciati  e sospensioni “gioia delle curve”.

E' chiaro come ha fatto la fiat a comprarsi la chrysler. Una vendeva auto a prezzo su un mercato mondiale competitivo. La fiat vende la panda anziche' a 7500E della versione base a 40.000E. Capiamo che e' un bel guadagno.
In Italia ne hanno vendute piu' di 300 all'anno della versione top. Visto che la versione base costa 7500E AL PUBBLICO, e' facile pensare che, grazie a 400 italiani ignoranti, solo con la versione superturbo, abbiano messo via 10 milioni di euri annui andati a pagare auto competitive come le C300 o le dodge.

Il consumatore e' contento di essere spennato duro perche l'abborto gli consente lo stesso plusvalore della versione del 53: piu' rumore ed estetica riconoscibile per mostrare la propria incompetenza.
Se poi il t-lag lo uccide, chi se ne frega: ha svegliato tutti i matusa della via con la scorengia tuBBo mostrando la  virilita' dell'abbortho!
L'urlare forte, attraverso la marmitta malfatta, e' cosi' importante per un aluatta (i geni non sono acqua).
Piu' della vita.

Marchionne e' un genio. Chi non lo riconosce come tale e' una talpa.

martedì, luglio 17, 2018

Punto fu

Molti tempo addietro si sono chiesti perche', con un'ardita e spericolata manovra nella quale il pesce rosso si mangia una balena, la fiat si e' comprata la chrylser. Ovviamente se non capivate un piffero di auto.

L'americana era in profondo rosso nonostante le vendite discrete e una gamma di veicoli enorme e motori invidiabili (mercedes dice nulla?) usati un po' ovunque.
La sfigatella faceva solo 2 auto:
La panda-500
La punto.
La fiat bravo-brava era in chiusura insieme alla modifica (156)




La punto nasceva come al solito nell'ottica italica. Non e' un caso che fino a pochissimi anni fa il mercato casalingo era dominato dalla punto e dalla panda.
Poi con l'effetto della “hei anche gli altri fanno auto” abbiamo avuto grandi vendite anche di altre marche.
Eggia', la gente si sta accorgendo che non solo le auto italiane non erano le uniche, ma le tanto vituperate francesi e crucche non solo non costano di piu', dopotutto non e' ma stato molto vero, ma le auto italiane non sono un gran che. Anzi.

Ecco perche partirei con l'analisi della punto, un'auto poveraccia che, a mio giudizio, ma non per i consumatori, aveva un suo posto nel mondo. 
Infatti dopo grandi ubriacature di punto, che non si capivano, oggi non verra' piu' apparentemente prodotta.
Non era logico l'eccesso precedente quanto quello odierno di non comprarla, ma sappiamo che il consumatore e' idiota.

La punto basica e' una macchina compatta dalla tecnologia non eccelsa e dal prezzo non elevato. In pratica se andate da un concessionario con in bocca l'assegno e' possibile portarla via con 11KE. Il suo solito prezzo.
Per quella cifra perdoniamo tutte le sue manchevolezze come il retrotreno interconnesso e i comandi messi con il lancio di dadi.
I freni, tenendo conto della categoria, sono maledettamente pronti. Ed e' molto importante.
Una macchina un poco triste ma fa il suo lavoro.
Ma al consumatore non piace perche' deve far vedere al vicino “più grosso”


Cosi' la FIAT decise sull'onda della mania “più grosso” e dell'insperato successo nel vendere una panda al triplo del prezzo di fare la versione cicciona e chiamarla 500Looser.



La Looser serve a tappare il buco lasciato dalla multipla, un'auto intelligente ma non compresa.
Le caratteristiche del telaio rimangono le stesse della punto ma alzando il baricentro diviene pessima rispetto alla genitrice.
Inoltre non carica un caxxo. La multipla era piu' corta ma caricava MOLTO di piu'. Invece, come avviene per i suv, un progetto accrocchiato fa si che sia grossa fuori (ottimo per celiare il vicino) ma piccola dentro (pessima se avete 2 valigie). Quando un conoscente (un possessore del bidone) vide il mio bagagliaio rimase di stucco: la mia e' una normale berlina non una piccola hatchback fatta diventare pingue.
Inutile dire che se volete la versione sfortunata della punto dovete pagare quasi il doppio per un'auto peggiore.


Prima della Looser, fiat aveva un'altro problema stringente: come far pagare di piu' le sue auto. Ricordiamo che di recente le auto VW hanno raggiunto prezzi ridicoli (ai consumatori piace spendere di piu' per avere meno), ma ovviamente bisogna dare l'impressione di aver fatto una spesa migliore, piu' da fighi.




Cosi' mettono un badge alla punto e la verniciano di rosso (rosso gara, il colore preferito dal tarro che sgasa) e la vendono come versione sportiva. Poi fa niente che i tempi sul giro siano migliori quelli della punto e un'auto sportiva sia altro. Gli italici ci credono e decretano un successone pagandola piu' della versione migliore. Poi cambiano idea. Foglie al vento.


Nel frattempo Il consumatore ha voglia di suv. Un po come dire che vai al ristorante ma vuoi mangiare avanzi.
Le case automobilitiche sanno che il compratore di SUV e' un'imbecille e lo dimostrano scientificamente in piu' riprese: basta suvvizzare qualunque auto per chiedere almeno il doppio.
Dopotutto, se tratti un imbecille come tale senza faglielo notare e' felice, no?

Fiat risponde sempre con la punto, dopotutto quello abbiamo, facciamolo andare bene.
Prendono la punto la suvvizzano, mettono i sedili belli e una plancia che non scricchiola piu'.
Bisogna dire che, per fortuna, fanno qualche modifica al retrotreno, sia mai di centrare il pino a 30Kmph.

Fiat sa che gli americani sono leader e allora ne fanno 2 versioni 


500 eXtra stolt per chi e' piaciuta la looser ed e' esteticamente una 500 super-deformed in pieno stile caricaturiale. Diciamo che dovete avere stomaci forti.





jeep renegade che prende il nome di una vecchia gloria e mette due fari copiati paro paro da una thunderbird da favola, ma e' uno scassone disegnato da bimbi all'asilo con un telaio da citycar. La prossima volta consiglio la scatola delle scarpe come ispirazione.
Questi furgoncini derivati anche dal doblo' (che e' ancora la punto e si riesce a capire la mano della jeep da dove arriva), ma che al contrario non caricano un piffero, vengono venduti al triplo. Ora, possiamo dire che i sedili belli e i cerchioni grossi siano piu' costosi, ma il triplo per un veicolo peggiore e' forse un po' tanto, no?
Ma i consumatori premiamo il suv arrivando con mani ricolme di euro per comprare, alla fine, una punto. Al triplo del prezzo. 
Gelato in fronte forte!



Con l'ingresso nell'ottica dei marchi globali fiat necessita di auto piu' “normali” ma non ha telai.
Prende la punto, l'allunga un pochino, e fa quella che, pur non avendola mai provata, rappresenta un'incarnazione riuscita e venduta a prezzo simile all'originale: la fiat tipo.



Intorno ai 13KE potete portarvi a casa un'auto che carica, dal design gradevole e che non si ribalta mentre parcheggiate.
La classica auto per famiglie che non vogliono (possono) investire in un bene effimero.
Ricordiamo inoltre che alcune auto della OPEL, una casa di fatto fallita, riallestisce con lo stesso telaio un paio di vetture come la corsa: di fatto e' una punto pura con un badge teutonico.




Purtroppo esiste la versione SUV della punto-tipo: la jeep compass. Un buon modo per spendere il triplo della tipo per un veicolo peggiore.


Un veicolo nato per il mercato sudamericano (notoriamente esperto di auto) e indirizzato agli ignorati piu' profondi che amano spendere fino a 40.000E per una punto migliorata.

La prossima volta che mi dicono che un nercedes classe C, una jaguar, una grossa lexus eccetera sono care vi rido in faccia: roba a grandissima tecnologia al prezzo di una maledetta punto.
La conferma del fatto che deriviamo dalle scimmie e che il consumatore medio e' un fesso.

Il problema piu' grande non e' il deficente che spende fino a 45.000E per una maledetta punto, dopotutto sono soldi suoi, ma il fatto che rischa di diventare come altri mercati come la stronzata dei tv 1080 (o peggio 4k).
Parliamoci chiaro: Se una jaguar, una mercedes o una lexus capissero che al posto di un'automobile premium si puo' nel 90% dei casi fornire una punto (o nel caso una yaris o una twingo) e farla pagare una montagna di soldi chi farebbe poi le auto serie?
Come oggi non esistono TV di qualita' domani potrebbero non esistere anche auto discrete a prezzo.

Divertente, no?