
siamo sicuri che andare al supermercato sia ecologico?
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Come visto prima gli studi di settore sono una farsa pazzesca perché se possono misurare l'emerso sicuramente non possono misurare il sommerso poiche' non e' proporzionale.
L'unica cosa che hanno in comune tutte le attività che generano in qualche maniera del nero e' che devono avere due cose a loro volta sommerse.
In un'azienda tanto entra tanto esce.
Da sempre la presenza costante del nero sta a significare una certezza: dei dipendenti che non sono in regola.
Per scavare, produrre, montare, gestire qualunque attività occorre personale. A questo punto anziché fare gli studi di settore sulle aziende che sono solamente dei contenitori in cui quello che entra esce e quindi se UFFICIALMENTE paritetico non e' misurabile sarebbe molto più semplice verificare attraverso qualche strumento la popolazione nel suo insieme.
Quando si offre pagamenti rateali come ho fatto per più di vent'anni ci si ritrova molte volte in situazioni che non esiterei a definire imbarazzanti come famiglie intere che ufficialmente non percepiscono reddito ma che pagano regolarmente un mutuo di 15 anni per una casa di tre piani di quasi quattrocento metri quadri e nel modello unico si evince che parte del mutuo (bustarella?) è ovviamente pagato dallo Stato per via delle normative vigenti. E si arrabbiano perche' non possono pagare a rate. La banca non presta soldi a chi non ne ha mai percepiti.
Ma senza arrivare a questi eccessi per un modesto impiegato dell'Enel è difficile spiegare come negli ultimi trent'anni abbia potuto acquistare due appartamenti nella grande città e due in località di villeggiatura senza lasciti. Certo potrebbe aver dato via il didietro ad insaputa della moglie ma come guadagno andava comunque dichiarato (almeno io sono dell'idea che se esiste un lavoro che genera guadagno, per quanto non mi piaccia la sua presenza, DEVE essere tassato).
O come la mamma del muratore e sua sorella, pur avendo fatto vita di stenti improvvisamente si ritrovino a possedere 150m^2 di casa a cranio. Dopotutto con 10.000E lordi all'anno e' ovvio che l'impresa edile possa fornire al parentado tutto quel ben di Dio.
Tutte queste cose come il lavoratore non in regola che viene assolutamente dimenticato dai sindacati e tollerato dalle forze di sinistra che lo definiscono una vittima intoccabile è invece la pietra angolare su cui il 70% del sommerso viene creato.
Stessa sorte per il cugino “doppio lavoro” spinto a non dichiarare anche dall'impossibilità di fatto di regolarizzare una quantità di lavoro non permessa fino a qualche anno fa.
Lavorare tanto in Italia è vietato se sei un lavoratore dipendente.
Altro giochino in voga fino ad una 10ina di anni fa era il pensionato di ritorno che a 60 anni non era stanco e non voleva giocare a briscola ma non voleva vedersi annullata la pensione. Oggi finalmente che si puo' mettere a norma anche se non e' piu' cosi' tanto diffuso.
Se invece sei un libero professionista è meglio che ti massacri di lavoro se si vuole riuscire a pagare le tasse. La pensione e' un miraggio.
Da qualche anno un grosso quantitativo di evasione fiscale viene ottenuto dai prodotti d'importazione.
In precedenza quello che arrivava dall'estero arrivava per lo più da grosse aziende che non avevano nessun interesse ad avere un mercato drogato e comunque l'import non era totale.
Agli inizi degli anni 90 qualche furbetto aveva notato che si poteva eludere tranquillamente l'Iva attraverso una falsa esportazione attraverso l'Europa.
L'arrivo sul mercato di personaggi molto più spregiudicati come i supermercati che si sono messi a vendere di tutto e le aziende cinocoreane con la voglia di battere in marchi importanti che da sempre sono assisi nelle loro roccaforti di "purezza" (o anche di controllo continui) hanno creato situazioni in alcuni casi imbarazzanti come ad esempio nel mercato della telefonia cellulare in cui intere regioni viaggiavano intorno al 90% dei prodotti irregolari.
In Puglia, per esempio, è oggi sostanzialmente impossibile acquistare dei supporti digitali che abbiano pagato le tasse visto che costano al pubblico meno delle accise che andrebbero applicate.
Anche in questo caso è molto semplice fare un controllo: basta guardare il cartellino del prezzo Per capire se un telefonino o un DVD è stato lavato o meno.
Però forse non interessa ai controllori quando andando a fare un controllo che evade per singolo punto vendita milioni di euro al mese se l'Italia ha un problema: è molto meglio avere dei foglietti di carta in tasca di provenienza non ben chiara.
Ecco che da questa piccola panoramica si evince che la pollitica non cerca la lotta all'evasione, altrimenti controllerebbe l'input delle aziende in nero: lavoratori e merci.
Ma per fare questo occorre essere forti e senza peccato.
controllare i lavoratori e non e' politicamente vantaggioso perche' significa scontentare centinaia di migliaia di persone.
Addio voti.
Controllare parte dello stato e puntare il dito su un sistema corrotto: dire sostanzialmente che lo stato e' corrotto, andare contro a poteri forti e rinunciare a parte delle bustarelle non e' facile. Chi diceva che le lobby erano perverse e controllavano lo stato si metta a piangere.
E' molto piu' semplice per un demagogo alzarsi in piedi eretti su un piedistallo di false vitu' indicando come marescente il ricco invidiato ma lasciando tutti i furbetti a furbare.
Abbiamo mandato al governo sempre e solo una serie di personaggi che sanno blaterare cose come "programmatico", "sociale", "politica" e tutte quelle cose che fanno effetto sugli ignoranti ma che agli altri vien voglia di far uso di scarpone nel didietro.
Ora abbiamo esagerato definitivamente con il professorino mari e monti: abbiamo mandato alla Scala al posto della etoile un professorino vecchio e rimba che ha scritto molti manuali sui teatri ma non e' mai uscito dalla biblioteca. Ora gli si mette il tutu' e si pretende che danzi come la Fracci.Il problema nasce dal fatto che lo Stato non conosce quanto voi guadagnate davvero. Non hanno mai lavorato, non sanno come e perche' uno lavora.
Dovrebbe essere ovvio che un ristorante da 200 tavoli non possa incassare € 20 al giorno e se succede probabilmente sta per chiudere. Ma nulla vieta anche che sia un pazzo che vuole avere una sala da pranzo enorme o perche' siete "IL" Serbelloni e siete in ristrutturazione.Così lo Stato accorpa determinate categorie merceologiche e settoriale e pensa dopo un'attenta ponderazione che ci siano dei minimi sotto il quale in teoria non dovrebbe essere normale trovarsi.
Anche se oggettivamente esiste una certa ovvietà alla cosa è anche vero che ci sono molte situazioni tra le imprese familiari dove spesso conta molto di più riuscire a tenere in piedi un'azienda che è reputata una persona di famiglia che arrivare a guadagnare cifre superiori a quelle che si otterrebbero andando a lavorare come impiegato.
Per questo motivo sullo studio, o come si chiamava in precedenza redditometro, Esiste un forte odio da parte del piccolo imprenditore. Spesso inoltre categorie merceologiche molto differenti dal punto di vista dell'incasso o peggio ancora del guadagno vengono equiparate
si assiste così per evitare di essere dentro negli scelti per un controllo che alcuni imprenditori decidano di dichiarare maggior guadagno di quello effettivamente percepito con il solo scopo di allontanare il temuto evento. Cosi' facendo si tirano la zappa sui piedi "aggiustando" i parametri della prox versione. Ma quando si naviga nella tempesta si guarda piu' all'ora che al dopo.
Il problema del redditometro, come di qualsiasi altra cosa eccessivamente semplicistica e automaticamente punitiva consiste in un'altissima fallibilità.
È un meccanismo perverso che consiste nel fatto che lo Stato non essendo in grado di gestire e conoscere quali sono i redditi e dando per scontato che la maggior parte degli imprenditori sia sostanzialmente un ladro cerca di punirli in maniera automatica senza tener conto dei parametri sommersi.
Sostanzialmente si cerca di colpire il sommerso utilizzando i parametri dell'emerso. Questo è semplicemente folle come cercare di misurare la massa della luna partendo dal peso medio dei bassethound.
Se un'azienda fattura solamente il 10% del suo prodotto molto probabilmente, se non sono degli idioti colossali, non ci saranno documenti che ne descrivono questa attività. Oppure pensiamo come nei film della Walt Disney che il cattivo è un idiota che parla con la bocca storta e si dimentica di aver acceso una bomba che tiene in mano?
Un'azienda che fa il 90% del nero farà in modo che sia, appunto, sommerso e non dichiarerà certo su uno studio di settore di avere 40 dipendenti quando in busta paga ne ha solo due e gli altri 38 lavorano da casa?
Le aziende edili che non hanno una vera è propria sede semplicemente pagano in nero alcuni dipendenti e la materia prima.
Sostanzialmente il nero proviene da altro nero e cercare di quantificare questo sommerso attraverso le cifre emerse è un'attività da povero imbecille: mette paura a coloro i quali se non pagano tutto poco ci manca e non colpiscono quelle che sono le vere centrali del danno erariale.
Di aziende completamente sommerse, o comunque con oltre il 50% del fatturato non dichiarato, ne esistono veramente tante e sono anche abbastanza facili da trovare poiché per fare un grande fatturato se è necessario del macchinario purtroppo, in questo caso per fortuna, è necessario un punto di raccolta.
Ci sono interi distretti in particolar modo in Toscana ma anche in altre zone d'Italia in cui basta passare per le strade che si vedono capannoni con il nastro adesivo e i sacchi della pattumiera che chiudono le finestre mentre telecamere curiosano all'esterno. Se il contratto di locazione non parla di una società che sta lavorando qualche tonnellata d'oro io un pensierino ce lo farei. Ma forse qualcuno il pensierino lo si fa per una cosa chiamata bustarella.
Quando in televisione o sui giornali si sente continuamente parlare di percentuali così precise da avere una virgola a proposito del sommerso in Italia mi chiedo regolarmente come cazzo fanno a calcolarle se non è possibile avere una stima affidabile se non si vada a toccare l'unica parte che serve a gestire la cosa.

Le tasse vengono pagate su quello che avete GUADAGNATO.
Cosa vuol dire guadagnato? Il guadagno e' quello che una volta che avete sfangato tutto l'anno guardate nel portafoglio e ci trovate dei soldi. E' in relazione all'incasso ma non sempre va a braccetto: potete avere grandi incassi MA fallire comunque. E' un calcolo complesso che ha molte regole ma un solo spirito:
Ricavi-spese=guadagno.
tot guadagno=tot tasse.
Il guadagno e' quello che vi permette di andare a fare il giretto domenicale e a comprare la pasta.
Per un prestatore di mano d'opera e' facile: ha spalato per 10 ore a 30E sono 300E e tra la rava e la fava paghera' 150E di tasse. Il doppio che nei paesi civili.
Ma ora ammettiamo che lo spalatore non sia un mero spalatore ma un qualcosa di piu': un muratore con Piva.
Il muratore quindi possiede un martello una cariola ed un badile.
Pisapia che ha messo il limite dei 30Km/h in milano per favorire i mezzi pubblici non lo fa salire in metro con la cariola. Gli tocca, “e' obbligato”, a comprare un furgone.
Ma non basta un furgone qualsiasi da 3.000E di 4rta mano mezzo scrostato, deve essere nuovo di pacca euro12 con tutte le menate. Altrimenti il Pisapia gli manda a casa 700E di multa al giorno.
E' ovvio che il muratore finche' non ha pagato i 20.000 euri del doblo' tuBBo nafta non sta guadagnando come prima o no?
Ecco lo scopo dello “scaricare”, quell'ambito nemico pubblico numero uno che i sinistrosky sul palco citano spesso con malaffare e i coglioni ignoranti maledicono al bar.
Vediamo come funziona visto che il 90% degli itaGliani sembra cosi' stupido da ignorarlo pur parlandone spesso. Sembrano le centrali nucleari, non trovate? Non capisco la fisica ma ho una MIA idea inculcata da altri. Qui e' uguale: non conosco la fiscalita' ma se non e' operaio e' cattivo!
Se un entita' prende 100E ma ne spende per la sua sopravvivenza 50 (martelli cemento&C) il suo guadagno ovviamente sara' circa 50.
Ma come calcolarlo GIUSTAMENTE?
Facciamo un esempio pratico (scusate le inesattezze e le facinolerie come la mancata gestione degli scaglioni i e altre corbellerie per mostrare il nucleo piu' semplicemente)Compra il trapano e cemento per 12.000E
incassa 60.000E
paga il commercialista con assegno di 2400E
Adesso prende l'iva e versa quella delle fatture emesse trattenendo quella delle fatture ricevute. (paga allo stato 7600)
E qui si scatenano tanti polli che sulla detrazione parlano spesso al bar a cui non viene in mente che se non succedesse il committente, magari un operaio che ha rifatto il bagno della mamma, pagherebbe 2 o 3 volte l'iva: e' una tassa che spetta, come tutte le tasse in realta', al mandante.
Poi toglie il valore residuo dei costi all'incasso per verificare il guadagno lordo (38KE).
A questo punto paghera' la tassa vera e propria (12.000E) e quindi capira' che se gli sembrava di avere un bel contante (60KE) alla fine gli rimarranno 26.000E e deve ancora decidere se e' il caso di assumere qualcuno... o comprarsi il furgone Pisapia-formigoni compliant.
La giustizia, si dice, che deve essere uguale ed equa per tutti.
In linea teorica uno che guadagna 100 paghera' 30
uno che guadagna 200 paghera' 60.
Indipendentemente se e' un'azienda e/o un dipendente.
Fino a qua le cose paiono semplici. Ma purtroppo ci sono subito delle complicazioni.
La prima la piu' semplice che tratteremo e' il fatto che uno che guadagna 70 netti magari non riesce a sbarcare il lunario perche' il cibo&affitto (sussistenza) costa circa 70 e quindi sara' infelice&incazzoso.
Cosi' lo stato decide che i “meno ricchi” devono pagare meno (o i piu' ricchi di piu' e' solo semantica). Questo e' lo scopo delle aliquote irpef (che cambiano negli anni spesso con informazioni tardive).
No tax area (intorno ai 3000E)
redditi fino a 15 000 euro, aliquota al 23%;
tra 15 000 e 28 000 euro, aliquota al 27%
tra 28 000 e 55 000 euro, aliquota al 38%
tra 55 000 e 75 000 euro, aliquota al 41%
oltre i 75 000 euro, aliquota al 43%
uno che guadagna 100 paghera' solo 20
uno che guadagna 200 paghera' non 40 ma bensi' 70!
Inoltre per chi e' sotto i 10-15.000 esistono tutta una serie di altre scontistiche che pero' sono spesso applicate localmente e ciucciate negli ultimi anni quasi esclusivamente dagli extracomunitari come gli alloggi da 60m^2 appena ristrutturati a 500m dal duomo a 200E mese. Per gli altri nella stessa via tocca spendere 1100E.
Adesso arriva la parte difficile.

In Italia è da quando sono nato che sento parlare del fatto che alcune tasse sarebbero ingiuste o meno.
Tutte le volte che sale un governo parla di giustizia fiscale, non ultimo quello di monti, che ha spiegato che l'equità fiscale e' semplicemente aggiungere tasse e colpire i “ricchi”.
Quando si colpiscono i ricchi è sempre giusto.
Nessuno difende i ricchi, oltre al fatto che si sanno difendere benissimo da soli in genere, mettersi dalla parte di coloro i quali sono invidiati genera automaticamente antipatia anche per coloro che ne prendono le parti.... ma i ricchi ci servono per poter essere tassati! Se li estinguiamo ci rimane solo il poveraccio da tassare!
Alcuni partiti hanno spinto molto sul fatto che se uno è ricco deve essere per forza un truffatore, non parliamo poi di cosa hanno detto e fatto i sindacati.
Certo, qualcuno puo' diventare ricco non solo con l'onesto lavoro ma anche con il raggiro. Nessuno nega che per arrivare a certi livelli e' necessario pelo sullo stomaco. Ma questo e' compito di altre istituzioni controllare che non succeda nulla di illegale. Vedremo poi come.
Le tasse non sono un paracadute per controlli mal fatti, le istituzioni non vanno? colpiamo quelle.
Io non voglio difendere una categoria semplicemente perché è malvista o perché semplicemente devo essere un bastian contrario (cosa che mi piace tantisssimisssimo), semplicemente ODIO errori camuffati da soluzione per compiacere il pubblico. Lo fa gia' Beppe Grillo, no?
Il battere sempre lo stesso tasto, il cattivo ricco, come fonte di tutti problemi e di tutte le centinaia di problematiche che pesano sul nostro sfortunato paese porta a due grandi problemi: distoglier lo sguardo da quello che effettivamente la causa del malessere e allontanare i paperoni col portafoglio grasso.
Se si va a colpire il riccone che gira a Cervinia non preoccupatevi che la prossima volta quando andra' a sciare semplicemente andrà a S.moritz.
Lo Zaca (il fantastico Yacht di errol flynn) quando fecero roba punitiva assurda in Sardegna spacciata per sinistroide, semplicemente fece vela per la prima volta dopo anni di mallereddu a Zacinto.
Conflitto per loro chiuso.
Quello che non è chiuso e' che il personale dell'albergo dove lui normalmente andava a fare lo sbruffone non avrà di che lavorare, il gioielliere per l'amante non prendere soldi e non chiederà a voi magari un lavoro per sistemare la sua casa o il suo negozio. Questo ovviamente seguendo quello che nella leggenda metropolitana fa il riccone medio.
Io seguo una piccola manifestazione dove l'interesse incentrato sulle automobili sportive di fascia altissima diciamo che la media rasenta i € 150.000 di valore. Sono coinvolte in questa piccola cosa 30 persone a vario titolo tra i quali il sottoscritto, piu' che altro uno spettatore che quando va bene rimedia un pranzo self-service.
Quando il Paperino pasticcione monti sguinzagliò i suoi cani da una presenza di 30 auto si passò a quattro. Poi per fortuna i cani smisero di fare gli scemi e tutto tornò nella norma ma se fosse stato altrimenti ci sarebbero state 20 persone, regolarmente stipendiate, senza quel flusso di soldi banalmente quindicinale ma abbastanza interessante.
Questo per dire che semplicemente sparare contro un ricco SENZA MOTIVO non è una buona idea.
Ma alcuni politicanti pensano persino che sia una buona idea sparare contro le aziende perché le aziende hanno i soldi, tanti. Se fosse vero le aziende non fallirebbero MAI.
Comunque sia immaginiamo una piccola PMI che deve competere facendocela a malapena con i crucchi o peggio i korean e riesce nonostante tutto cio'... e arriva Montiman: chiude.
Immaginiamo ora una multinazionale con 30 operai in brianza, arriva Dalemone e questi leggono il bilancio preventivo per l'anno successivo e si chiedono se non sia il caso di spostare lo stabilimento 30Km piu' a nord, in svizzera.Ma forse e' meglio capire COSA e' GIUSTO e cosa e' la giustezza e capire che inveire contro i ricchi e' solo presa per il sedere.
Vediamo come vengono supposte queste cose e come vengono applicate e perche' le eccezioni sono errori.

Mentre si discuteva su cio' che poteva essere piu' o meno importante nella finanza, dimenticandosi di dire perche' era iniziata, contemporaneamente un nuovo mostro alieno si protendeva sul mondo.
Gia' perche dire che la crisi economica nel 2008 ha avuto un netto peggioramento.
Ma a guardar bene negli stessi mesi cominciava un'arrampicata enorme del prezzo del greggio.
Dal momento che i consumi erano in calare era alquanto strano il fatto che il prezzo di una risorsaCon meno richiesta aumentasse di prezzo, no?
I casi erano 2: era aumentata la domanda o era diminuita la produzione.
Se si guardano le statistiche sia dei produttori di petrolio sia delle agenzie energetiche si può scoprire tranquillamente che ormai da almeno un decennio la produzione di petrolio è pressoché piatta.
Nel 1956 un certo hubber, che non era un pistola qualsiasi, disse che il pertrolio sarebbe finito e ne descrisse ls modalita'. Chi arrivo' dopo di lui usando quelle basi arrivo' a pensare ad un declino intorno al 2005-2015.
Cominciate ad avere paura?
All'aumentare della richiesta se non aumenta la produzione automaticamente vi deve essere un aumento del prezzo al barile: è quello che è successo durante il 2007.
Se si guarda bene l'aumento del prezzo del greggio ha coinciso con la definitiva entrata in vigore della crisi. Il petrolio quindi è ridisceso momentaneamente di prezzo, le persone senza lavoro e le aziende senza commissioni non possono consumare energia, appena ci sono stati dei piccoli segni di ripresa il prezzo del petrolio è immediatamente tornato ai livelli del 2008.
Sebbene un piccolo quantitativo di petrolio potrà essere messo in circolo a questi prezzi, per via degli alti costi di estrazione dalle sabbie bituminose, il prezzo del petrolio non potrà che rimanere molto alto e salire ancora in caso le aziende inizino nuovamente a lavorare.
La situazione soprattutto per paesi come il nostro nei quali le superfici sono molto basse e importiamo tutto dall'estero, pummarola compresa, potrebbe riflettersi in costi nella vita di tutti giorni molto, molto, elevati.
Purtroppo non è a breve possibile pensare di avere fonti energetiche altrettanto notevole come quella rappresentata dal greggio e il rifiuto all'energia nucleare, che potrebbe procrastinare di qualche anno queste vampate, non sembra una strada politicamente percorribile.
La cosa assurda di questa situazione è che la gente continua a pensare che basti protestare perché il prezzo di questa risorsa finita e non modificabile possa scendere.
Ci sono centinaia di petizioni su Internet per manifestare contro il caro benzina, ci sono una serie di scioperi da parte di svariate organizzazioni sindacali per imporre una diminuzione al gasolio. Se le associazioni dei pescatori e quelle degli autotrasportatori sono Imbecilli o peggio ancora arraffone. Quello che invece so è che è sbagliato che costoro chiedano il loro carburante ad un prezzo diverso da quello di altri attori ma soprattutto è molto sbagliato che lo Stato conceda, come ha fatto in più occasioni, dalle sovvenzioni per comprare altro carburante defiscalizzato. Finche' accade i consumatori saranno abituati al “subito”.
Questa azione, quella di far credere che il carburante abbia un prezzo elastico modellabile dalla politica o da chissà cos'altro, costituisce nella testa delle persone un pericoloso precedente perché non fa capire che è una risorsa finita e che sta finendo.
Nella storia degli ultimi cinquant'anni il prezzo è andato sempre in salita e proporzionalmente alla quantità di persone che erano agganciate al mondo industriale.
Negli anni 60 di industriale c'era sostanzialmente poco e anche il nostro paese era sostanzialmente un paese quasi agricolo. Gli anni 80 hanno coinciso con l'esplosione dell'economia e anche il prezzo del petrolio ha seguito questa linea. Possiamo tranquillamente vedere e tutte le volte c'è un minimo problema nella produzione della petrolio esso cresce in maniera notevole.
Basta semplicemente pensare alla guerra del Golfo dove se ci pensiamo bene le nazioni coinvolte sostanzialmente erano un paio. Nonostante ciò quell'anno il petrolio costava notevolmente di più.
Il problema è dato dal fatto che se negli anni 50 il carbone era il combustibile piu' utilizzato dagli anni 70 il 90% dell'energia alla fin fine arriva dal petrolio. Con buona pace dei verdosky che pensano di esser verdi.
Quindi vedendo i grafici del 2006, 2008 eccetera, nel contesto del prezzo degli ultimi 30 anni si puo' vedere che il prezzo del greggio e' fin troppo similile all'andamento della crisi.
Con questi dati, il prezzo del graggio e le importazioni dall'oriente (Cina intesa come tutta l'area) senza export che sembrano ricalcare fedelmente i picchi della crisi qualcuno pensa che sia colpa di qualcun altro o del popolo che consuma carrettate di energia e acquista prodotti solo se fatti a 5000Km di distanza da un bambino vietnamita?
Alla luce di questi dati non vi sembra che i giornali siano stolti e i governi azzardati?

La maggior parte degli analisti concordano nel dire che La crisi iniziò all'incirca nel 2006 per arrivare nel picco del 2008. Nonostante le notevoli misure messe in atto dopo sei anni è tutto uguale.
A parer mio, signor nessuno, piccolo bottegaio di provincia e jolly di una piccola azienda, quando cominciò ad accadere non fu una sorpresa.
Era più di 10 anni che speravo che NON arrivasse. Forse ho portato sfiga.
Quando si fanno certe scelte è alquanto banale che ci siano, per ogni situazione, delle conseguenze.
Non possiamo mai pensare che tutto ciò che facciamo e senza conseguenze. Altrimenti facciamo come alcuni verdi che non vogliono una centrale nucleare accendendo i condizionatori.
Negli anni 80 vendevo impianti Hi-Fi. Quelli di produzione italiana erano alquanto scadenti e parlando con i produttori veniva fuori una situazione assai bizzarra: era difficoltoso anche solo reperire i prodotti semifiniti come potrebbe essere un copri tasto o un telecomando. Questo stava accadendo perché la maggior parte della produzione si stava spostando verso HK o Taiwan, la Cina non era ancora partita.
Anche chi rimaneva come produzione localmente doveva scontare un abbassamento degli standard qualitativi dei propri fornitori o addirittura la mancanza degli stessi. Erano le stesse cose che avevo già sentito in ambito fotografico con le aziende che facevano fare obiettivi e macchine fotografiche in Giappone negli anni 70.
Negli anni 90 non era rimasto più nulla. Quel poco che rimaneva era qualche azienda di altoparlanti che non faceva altro che comprarli dall'estero e montarli in un mobiletto di legno, senza quindi tecnologia particolare di montaggio, e poche altre cose che si spacciavano di alta qualità quando invece era meglio abbandonarne l'acquisto. La Cina stava partendo alla grande producendo oggetti che comunque esteticamente erano assai convincenti. La Corea minacciava timidamente a importare oggetti funzionanti.
Dopo pochi anni, diciamo a metà degli anni 90, era abbastanza ovvio che i prodotti elettronici in Europa non venivano più costruiti come del resto in tutto il mondo occidentale.
Nella seconda metà degli anni 90 lavorando nel tessile stavo cominciando a vedere le stesse cose, ma che accadevano in maniera molto più rapida, di quello che era successo pochi anni prima nell'elettronica e comunque nel mondo dell'alta tecnologia.
Era abbastanza ovvio quello che stava per accadere: tutti gli operai avrebbero perso il lavoro
non sapevo dire quando, non sapevo dire in che maniera sarebbe capitato e sinceramente pensavo che durasse ancora un pochino ma la domanda è: se tutte le merci arrivano dalla Cina o dalla Corea e noi non produciamo più nulla in cambio di queste merci noi cosa possiamo offrire ?
Incredibilmente anche a persone apparentemente acculturate quando ponevo questa domanda negli anni 90 le risposte erano solo due.
La prima era sostanzialmente soldi.
Come se i soldi hanno un valore di loro. I soldi sono un comodo mezzo di scambio ma per funzionare dietro devono avere un valore. Quando abbiamo dato al cinesino che ha fornito 12.000.000 magliette dei foglietti di carta questo magari pretende di venire da queste parti e in cambio di quei foglietti di carta portarsi a casa qualcosa che non sia ancora la sua maglietta con magari un adesivo appiccicato sopra e che non sia la 3za ferrari.
Lui vuole, come tutti, un TV, un frigo, del riso, della pummarola eccetera. MA VUOLE che non siano costruiti da suo cugino Wang che e' in grado ovviamente di venderli direttamente a lui. Ma noi non abbiamo nulla di cio', neppure la pummarola visto che il 30% di quella “italiana” e' di Chung.
La domanda “cosa gli possiamo dare?” e' importante perche' una volta vendute le aziende (rover, jaguar e un domani fiat e il colosseo) non possiamo farlo una seconda volta.
La seconda risposta era spesso un arzigolo smontato il quale appariva la frase “qualcosa inventeremo”. Questo qualcosa è bizzarro perché delle cose che abbiamo inventato al momento le abbiamo date, cedute, a poco prezzo sotto forma di brevetti ai cinesi e non è pensabile che qualcosa che non è neppure ipotizzabile si possa realizzare in breve termine.
Appare quindi banale se si è notato tutto questi segnali che continuavano ad esserci per più di vent'anni che uno dei due grossi motivi della crisi finanziaria non è problema finanziario ma un problema del fatto che si è pagato qualcuno per lavorare al posto nostro e questo qualcuno va pagato con i soldi REALI (non foglietti di carta) che se non lavoriamo non guadagniamo.
Moltissime persone che avevano stipulato un mutuo, ed è successo anche in Italia basti vedere le leggi che si sono fatte su questo tipo di credito, si sono trovate senza lavoro e hanno dovuto vendere la casa.
Questo ha fatto abbassare il valore degli immobili e persone che contavano sulla crescita di valore per andare in pensione o semplicemente per avere dei soldi che occorrono per superare un momento difficile dovuto al lavoro che non è più brillante come una volta si sono trovate in difficoltà enormi.
Ecco quindi che milioni di persone si sono trovate nell'impossibilità di proseguire nel pagamento del mutuo o nell'impossibilità di prendere dei soldi attraverso quest'ultimo per superare quel momento di difficoltà che in realtà sta durando un decennio.
La crisi è stata definita finanziaria in realtà ha delle solide basi nel mondo reale e il voler competere con miliardi di persone abituate a standard molto diversi di vita non può avvenire in una piattaforma di disparità relativa interna. Il libero mercato è tale quando tutti quelli in competizione hanno le stesse opportunità ma quando una delle due entità accede a risorse diverse accade che il mercato non è più libero ma drogato.
Se le aziende come APPLE può permettersi di di delocalizzare ed accedere a queste opportunità l'azienda se e i suoi dipendenti, almeno quelli che rimangono, vive bene. Ma Apple ha un operaio in USA ogni 100 in cina, vuol dire migliaia di ex operai USA. Vuol dire che Apple e' cinese.
L'entità ancora più piccole come sono i lavoratori, gli operai, impiegati ecc. non possono fisicamente delocalizzare e per quanto non la vogliono capire perché inneggiano a stupidi slogan quali “ il lavoro è un diritto” non riescono a capire è finito il tempo del padrone e dei pantaloni bianchi ed è iniziata una competizione selvaggia nel quale l'altra parte della barricata non è più il datore di lavoro ma è operaio cinese a 50.000 km di distanza. Anzi dovrebbero capire che in molti casi e' meglio che si alleino con quel padrone che e' sulla stessa barca e ha una fifa maledetta perche' dalla coffa vede bene quanta me_rda sta per arrivare.
O si sistema questa cosa attraverso barriere contro la delocalizzazione, e a me viene in mente solo un sistema di dazi, magari un po' intelligente legato ad indici, oppure TANTA gente è destinata a perdere il lavoro non potendo competere con un'entità completamente diversa.
Perche' non si opera in quella direzione? Semplicemente perche nessuno vuole inimicarsi gli USA, un grande mercato, che a sua volta non puo' inimicarsi la Cina che con quei foglietti ha in mano molte azioni e titoli di stato amenricani. Basterebbe una vendita di quei valori in cambio di qualcosa di piu' reale (oro, giappone o colossei) per mandare in rovina la borsa americana. I Cina non sono scemi e tengono il mondo per le palle.
Qualcosa con i foglietti di carta, tutto sommato, hanno comprato: NOI
Siamo ancora convinti che e' colpa delle banche?
Siamo ancora convinti che la crisi dei mutui sia causata dai mutui?
Il primo motivo grave e concausa del secondo e' stato di esportare mano d'opera.