mercoledì, giugno 24, 2020

boris, una palla di pesce.



Non guardo mai i telefilm italiani.
Qualche poco furbo che non mi conosce potrebbe pensare che nel momento che mi dicono che e' italiano non lo voglio vedere per chissa' quale esterofilia... anche se negli ultimi anni comincio ad esserlo veramente per disperazione, un apparente esterofilo generico intendo, non e' possibile che non ne azzecchiamo una nemmeno per caso.
Siamo diabolici?
Un popolo che e' maledetto da satana?

Io sono di vedute molto aperte ma un telefilm italino lo becchi nei primi 20 secondi, ancora prima della prima battuta del personaggio, la sciatteria mi ha gia' fatto incazzare e cambio. 
Non e' che SCELGO di non vedere italiano e' che dopo 20 secondi di MEDDA capisco che non vorro' vederlo e incidentalmente la medda che mi capita e' prevalentemente italiana. 
Non e' preconcetto "siccome e' italiano non inizio neppure a vederlo", ma immediato vomito. 
Alla mia morosa arrivo a chiedere se lo schifo appena visto e' italiano, lei va su wiki e conferma il  disastro.
Solo un 0.1% della produzione italica non e' a livello medda secca. Diciamo che negli ultimi 5 anni l'unica serie/film italiano che non mi a fatto correre in bagno e' stato "il nome della rosa" del 2019: non eccezionale, ma godibile.

Ci saranno certamente altri esempi nel mondo di tali pattumiere, dopotutto se importano i film francesi con 45 secondi di faccione statico(dovrebbe essere espressivo, ma e' solo un carpa immobile che guarda in macchina) immagino che ci saranno tali schifezze in DE, FR, e PT. Io, pero',  non le ho mai viste.

Quello che cambia, nel prodotto italiano e' la costanza granitica nei risultati di merda: fotografia di merda da ripresa tipica del saggio delle medie.

Se riesci ad arrivare dopo i primi 5 minuti, mentre ti tieni il ventre con la nausea, arriva “l'attore” che scivola nel personaggio come una puzza in ascensore: invadente e fuori luogo. 

L'incapace apre bocca e parla con potente accento del suDD.
Capisco che quelli del suDD sono il 90% della popolazione italiana, a Milano e' piu' facile avere i nonni di Lecce che di Lissone, ma, porcapaletta, qualcuno che non sembra appena arrivato dai campi del suDD potete pure assumerlo come attore. 

Voglio dire, per le stesse ragioni (i numeri), la maggior parte di miei amici e' del sud, ma non parlano come un immigrato degli anni 50 strappato improvvisamente dalle coltivazioni. Forse saro classista piu' che razziasta, ma se parlo con la mia amica pugliese parla italiano con un accento appena percepibile se presti attenzione. Del resto io stesso dico "acceLLerare".

Stendiamo un velo pietoso quando ci sarebbe bisogno di sottotitoli. Capisco che molti italiani capiscano, ma non e' un prodotto “italiano”
Arriviamo a far fare persino le parti della mala milanese ad uno che parla con accento del suDD (si Scamarcio, sei un'attore di merda e non capisco perche non ti hanno preso da mcdonalds)

Prendiamo Boris, guardato perché dopo che tutti ne parlano benone, anche da un commentatore, e' il solito prodotto di medda.

L'idea e' anche buona: prendiamo il fatto che in italia per ragioni di mancanza culturale produciamo merda e poi facciamo un telefilm che prende per il rame la cosa.

Ci sta, e' evidente, come sparare sul pianista o sulla crocerossa: Facile.

Qui abbiamo piu' di un problema, perché come al solito vogliamo prendere per il rame i colleghi..., ma poi facciamo medda. Il bue che da del cornuto...

Non sprechiamoci troppo, sicuramente fare un fulmicotone come Mrs Maisiel non me lo aspetto da una itaGlia a corto di idee, ma qui siamo nella tristezza. 
Le idee di Boris sono esageratamente poche: le gag carine che andrebbero messe in una puntata vengono diluite per bastare alla serie intera.
Le idee parcellizzate, 2 o 3 a puntata, senza caratterizzazione dei personaggi (es, perché parla con un caxxo di pesce?), vengono allungate artificiosamente, con stacchi lenti e con mosse da commediante da avanspettacolo perche' coprano la puntata donando un torpore al tutto.
Il tutto con la serialita' anni 50, ellery queen era piu' brillante e lo consiglio, fa vedere chi ha inventato alcune cosette. Boris non e' consigliabile, ore perse.

Colonna sonora, cos'e'?
La sigla e' una cosa buttata li da Elio (caro, puoi fare meglio che cambiare le parole ad una tua canzone, lo sappiamo entrambi) e la colonna sonora e' di fatto inesistente. Non avendo musicisti in Italia e' difficile trovarne uno.

MA la pare piu' caratteristica del telefilm “semo italiani” arriva  proprio dalla fotografia.
Anche perdonando l'uso degli spezzoni riciclati, manco i visitors del 1983 arrivavano a tanto, che avevano la scusante che un'astronave costava farla vedere volare,  fa schifo.

Se prendi in giro chi con la luce fa pena, non fare la stessa cosa per prenderlo in giro. 
Puoi anzi giocare con questa cosa, le riprese del “tempo reale” le fai bene e la “serie” la fai vedere sfatta all'italiana.

Sarebbe come dire che prendo in giro l'italiano di un autore contemporaneo e poi scrivo come sapete che faccio un libro dove racconto come si dovrebbe fare facendo peggio. Mi sto prendendo per li rame da solo.

Prendiamo la prima immagine, una scelta a caso


Questo e' come non si fa l'illuminazione
Scena buia, non si capisce che colore sia la giacca in primo piano e non si distinguono i visi. E' l'illuminazione tipo del telefilm Boris (sottotitolo: come non fare una ripresa, manuale degli orrori per aspiranti registi).
Mettiamo per assurdo che e' stata fatta per dare quel senso di desolazione&abbandono?
No, la scala e' illuminata in maniera chiara, perche?, piaceva la scala?
le fluorescenti (perché di colore diverso dal set?) con un alone modello webcam di telefonino, 
il TV non illumina i visi (caxxo, come siamo scesi in basso!), ma e' piu' illuminato dei nostri  interpreti e ha un riflesso caldo in antitesi con le FL fredde
Lo sfondo con due temperature di luce diversa (perche?, non esiste motivo!) e spezzato, ruba l'occhio dal primo piano.
e potrei andare avanti ancora su questa roba. Ci potrei scrivere 2 pagine. Ringraziatemi che ve le risparmio.

io vedo un'immagine cosi' di medda e cambio canale all'istante: se tu non hai rispetto per me, io perché devo guardarti?

la conferma che non e' per dare un'ambientazione truce al set lo si vede bene negli esterni del cortile





abbiamo 3 piani e 3 illuminazioni da gestire:

Il primo decisamente sottoesposto e' il fonico con il casco. Perché poverino non meritava di essere visto da noi. Vorrete mica lavorare per permettere di impressionare il sensore: ue' guaglio' troppa fatica

Poi arriva il nostro eroe fulcro dell'azione e abbiamo un maglione perfettamente espressivo. 
Il maglione e' perfetto, un po scuro, ma ci sta, e' ok, e' li che abbiamo puntato  il sekonic, perche ci interessava il maglione. 
Al regista interessava farlo vedere alla nonna che ne ha uno uguale.
Meno la faccia con il mento in ombra l'orecchio sx (nostra dx) perfetto e il resto in vacca.
Gia' perche' non vogliamo usare un pannello (quello che portano avanti e indietro) per il viso del ragazzino, perche altrimenti il fonico (troppa fatica, ricordiamo) diverrebbe tanto nero da non distinguersi piu' nemmeno che e' umano, e non possiamo farlo, come conseguenza, neppure con l'eroe che ha quindi mezza faccia sfondata.

Infine il fondo, avendo cannato completamente l'esposizione e non volendo gestire la luce, manco alle riprese fatte dai cameramen d'assalto frega cosi' poco la luce, e' completamente sovraesposto e sfondato.

Ma due caxxo di pannelli era cosi' difficile montarli?
Non e' solo un problema di costo, certo li devi preparare prima, devi calcolare quando ci sara' la luce giusta, ma su amazon li trovate a 50E cadauno. Oppure noleggiate due fari.


Prendiamo un qualcosa di fatto a regola d'arte, certo e' il top, e' fatto da HBO e non da micio micio bau bau, ma usiamo 3 cose da duri e toghi difficili da fare per vedere dove si deve andare.




3 esterni difficili, pittati da urlo.
Dentro al chiuso e' facile, fuori e' da fuoriclasse.
Nulla e' sovraesposto, come potrebbe, non siamo idioti selfisti con la webcam, siamo professionisti.
Nulla e' veramente sottoesposto.
Gli occhi sono perfettamente in luce, con la luce che cade sui visi, dove noi andremo naturalmente a guardare, con le informazioni del tramonto o del momento.
Il vecchio e' colpito dal tramonto, ma non vedete mezza faccia nera, sulla faccia ha almeno 2 lampade, potete distinguere i denti, la barba e ha 2 orecchie come ci aspettiamo da un umano.
La scena drammatica, quindi scura, del tizio di spalle, e' ineleggibile, piatta, perfetta.
Quando vedrete scene con visi neri, o problemi, se non sono piccole sbavature sono desideri per fare scena.

Ogni scena ha un direttore della fotografia e una serie di teli e illuminatori che giocano a riempire le ombre. 



e ovviamente e' cosi' che si fa un interno buio e con lo sfondo illuminato dai tubi: le facce si vedono, sono perfettamente intellegibili, no?

Poi certo dovete aver un buon tv (senza dimming, mi raccomando!) senza castronerie, senza contrasti adattivi, senza miomao cinocoreani che aprono le ombre a tradimento, senza "turbo diGnamics" per vedere tutta sta gloria e magnificenza.

Vi dico solo che il VPR e' tanta roba, ma sul mio PC con un CRT e' fantascienza.

La differenza fra il top del professionismo e 4 amici che anziche' andare al bar si sono messi a fare un video fra una birra e l'altra. 
I primi, i professionisti, vanno pagati ed e' giusto che abbiano successo.
I secondi, che sono piu' conciati dei pantellas, se sperano di aver fatto piu' di un sollazzo estivo fra amici sono da ricoverare.


edit -------------
Come detto nei commenti vediamo in una scena come si fanno le riprese "normali".
il regista (soprano 2x04) parla della scena che vedete alle sue spalle e si vede il traslucido che fa si che la scena sia perfettamente illuminata, lo vedete  dietro che lo e',   e si vede bene sopra la S gialla la differenza fra la luce diretta e cruda e quella smorbidona del telo: meglio, come al solito, non e' di piu' come credono i selfisti da 100megacosi delle loro webcam di medda.

Viene da dire come hanno fatto a riprendere il regista e il mafiosetto in primo piano visto che avendo l'inquadratura alta non puoi nascondere un pannello di piccole dimensioni


 La scaltrezza di un tecnico luci con le palle fa avvenire la scena sotto un telone che puo' rientrare nella sceneggiatura: il tuo cervello dice che e' li per ombreggiare, il fotografo sa che e' li per ben altro.
Per dare carattere, tanto stiamo su di un set, ecco il faro per dare luce agli occhi sbattuto li a far da quinta e completare l'immagine.

Se volete fotografare la morosa portatela sotto quel coso e datele un niente di flash: successone assicurato.




Alle volte ci vuole poco, una tenda da 70E al supermercato, per fare la cosa giusta. Ovviamente non sono solo 2 i pannelli e si e' scelto il momento giusto. Sui teli ci sono puntati dei proiettori,  in maniera che le riprese da sx a dx che avvengono sono coerenti

non e' che e' roba nuova e arcisegreta, il tenete colombo, non e' un caso che siano andati avanti 30 anni a farlo e non e' sgradevole neppure oggi


e' in controluce, con una luce ben bilanciata con la finestra (reale o meno non interessa) e senza ombre strane.
Questo, se teniamo conto cella conversione di formato dall' NTSC e altre facezie, confrontiamolo con "l'alta definizione" di boris. 
Ricordo che all'epoca si riprendevano con pellicolaccia da 2 soldi con una grana pazzesca (per risparmiare sulle luci), stando attenti a non consumarla perche' costava, era un telefilm dopotutto, e poi riversata in video, spesso con grandi perdite.
Non potevano vedere se "avevano fatto bene", era pellicola, era solo una questione di manico.

Eppure, eccolo li, il peter falk che con i suoi  480 del povero ntsc vi guarda con una definizione che il 1080 di boris si sogna di notte.

Vogliamo far affondare definitivamente il barcone da immigrati di boris?
Prendiamo il padre di colombo, ellery queen (girato nel 1974), prodotto dagli stessi.

Woah, il ghiaccio non e' sfondato!
il maglioncino e' rosso, anche sulla manica in ombra, e vi risparmio gli interni dove le cose sono molto meglio.
ora, 33 anni dopo, con esposimetri che si sognavano, come lo zebra pattern, con la possibilita' di vedere che caxxo stai facendo in tempo reale e non dopo 5 giorni, con oltre il quadruplo dei pixel e una dinamica che si sognavano di notte dopo un contatto con unTIR, con spieghe del genere persino su internette, con scuole (ok, non in italiatta) eccetera tu mi fai questo
 

davvero?
Mi stai prendendo per il rame lutezio?
Cosa mi stai facendo vedere?



Si chiama cura, professionalita', cultura, capacita' e scuola.



lunedì, giugno 22, 2020

westworld


Westworld
prendete uno dei più acclamati scrittori di fantascienza che è riuscito a farsi passare per romanzo non di fantascienza.

Prendete un film fortemente voluto da quest'ultimo che all'epoca non era assolutamente male e rendetelo attuale.

Prendete una pacata di soldi, perché per fare le cose perfette come si vedono qui non le fate certo con il direttore della fotografia italiano reclutato con “ue', ma ti fa curricolo”. Poi serve altra gente professionista per realizzare il tutto.

versate un richiamo ossessivo e circolare alla trama come un un giorno della marmotta, ma su di un livello mostruoso e ampio.

Mezzo Kg di sapienza, dei costumisti, delle location, dei...

Mettete tutto in un mixer ad alta velocità con gli effetti speciali che si possono ottenere oggi a basso prezzo e mettetene un po', non troppi, ma abbastanza per far sembrare di trovarsi nella fantascienza, nel futuro.

Aggiungete a mo di guarnizione il fatto che oggi l'intelligenza artificiale si parla molto più che una volta dove anziché essere una cosa da svitati lettori di riviste americane è una cosa che si usa tutti i giorni ma che non se ne conoscono i limiti visto che è una roba appena agli inizi.

Come possiamo parlare di questo telefilm?
Per carita', puo' non piacere che la trama sia una serie di flashback e flashforward e molti, fino alla fine, non capite che lo sono. Stordente e difficile da seguire, diciamo che hanno esagerato, ma e' interessante notare il livello di complessita' raggiunta.
Puo' non piacere l'ossesssivita' della ripetitivita', del controllo, della circolarita'.
In pratica tutti i giochi e le leve che usa solitamente uno sceneggiatore con parsimonia dovuta alla fatica d'implementazione qui compaiono non in una o due presenze, ma a decine, non e' un piede di porco che apre la porta della narrazione, ma l'intero catalogo in vendita da “postal ladron”.

Esce fuori un prodotto estremamente di qualità.
Discretamente recitato e con una trama circolare veramente degna di nota, molto più complessa di quella che poteva fare un film di quell'epoca e di quella durata.

Se non lo avete visto dovete tuffarvi.
La prima serie' e' un Olimpo, la seconda si barcamena un pochetto, magari non era prevista.

Sottolinea in maniera esagerata che le serie televisive sono il prodotto di punta, non penose cose come thor, e punta il dito che nazioni senza cultura come la nostra non possono ambire a produrre tali cose.
Qui non sono solo i soldi, non basterebbero.
Ci sono gli sceneggiatori che hanno fatto una trama contorta, ma che si incastra,
ci sono i direttori della fotografia che sono mostruosi, i nostri fotografi anche in studio non tirano fuori meta' di quella roba,
gli attori che fanno gli attori, non sembrano operai che fanno il dopolavoro, ma pensano di essere una star
i cameraman che non pensano di essere degli dei ma fanno il loro sporco lavoro alla perfezione.

Se una inquadratura fa schifo e' perché deve fare schifo, non perché non ci siamo ricordati di accendere i fari perché oggi il tecnico luci oggi aveva un colloquio in un fast food.

A questi livelli di narrazione e realizzazione possiamo dire che il romanzo e' ormai sostituito, e confermato dai dati, secondario culturalmente ai telefilm.

Questa e' la cultura, e' generare nuove cose, nuovi contenuti.
Un prodotto come questo fa mettere il dito nella piaga della nostra italica ignoranza, mancanza di cultura, incapacita'.
Continuare a dire che siamo il  paese della cultura perche', come la grecia, 2000 anni fa eravamo in gamba e durante il 1500 abbiamo avuto un periodo di produzione di arte e' bello.
Ma parliamoci chiaro: negli ultimi 50 anni cosa abbiamo fatto?
Una manciata di libri, una dozzina di film accettabili e una montagna di medda non degna di ricordo.

Westworld puo' non piacere, ma setta standard enormi e qualita' eccelsa e notevole.
Un poster delle possibilita' e produzione futura.
HBO, come al solito, mostra di avere le caratteristiche da outsider.

domenica, giugno 21, 2020

A- Team




A- Team

Esistono tutta una serie di caratteristiche che possono essere date per rendere diverso o accettabile il protagonista. 
Bellezza, 
intraprendenza, 
leadership 
quel trovarsi fuori dalle righe. 

Bene! 
i produttori hanno deciso che tutte le caratteristiche possibili ed immaginabili dovevano essere messe dentro un calderone con una passata di frullatore ed alcune di queste appoggiate poi sul piatto come tipiche di un singolo membro dell'a-Team.

La trama, cos'era la trama? 

Aspetta, ora che ci penso non lo so come non lo sapevano molto all'epoca quelli che facevano i telefilm.
Come dire, negli anni 80 non si chiedevano spiegazioni. 

Una serialità esasperata ed è quasi impossibile sapere l'ordine di visione per un gruppo di simpatiche canaglie che all'epoca sbaragliarono la concorrenza fatta di noiosi programmi televisivi. 

Buonisti all'inverosimile, con milioni di colpi d'arma da fuoco senza che ci fosse un morto. 

1,2,3,CASINO!

Insomma dei bambini che giocavano a guardie e ladri col sorriso sulle labbra e raccomandandosi di bere tanto latte: come fare a non amarli.

Ciò non toglie che il peso degli anni si sente tutto come produzione, ma è ovvio il perché uno spettatore di bocca buona non può che stravedere per loro..

sabato, giugno 20, 2020

neri, bianchi, blu.... marroni







Oggi facciamo incazzare un po di gente che si sente "non razzista" con un vomitino disarticolato.
Facciamo incazzare i peones,
quelli  che prima erano tutti seguaci di greta, ovviamente senza capire un caxxo del messaggio,
poi sono diventati tutti delle sardine (senza capire neanche cosa volevano, l'importante e' fare casino),
poi gilet arancioni (ancora piu' difficile capire, se ne esite uno, il messaggio) infine,
adesso,
sono tutti black lives matter (qualunque cosa significhi, matter e' una parola difficilina, un po jolly, quanto hanno capito?)...
sempre che il negro (stavolta non detto "da lombardo" e quindi consideratelo dispregiativo) non esca con la figlia. Perche alla fine, va bene i diritti altrui, fino a quando mi stanno lontano.

Al di la che, tecnicamente parlando, un razzista e' uno che prova odio per un cavallo visto che il  documento d'identita', almeno per il momento, lo puo' avere solo una singola razza. Quella umana.
Cosa non certa per il futuro visto che  qualcuno propone l'uguaglianza con gli animali: Caligola che voleva far console il proprio cavallo, forse non aveva tutti i torti per tante ragioni...
Forse sarebbe meglio etnista, colorista, originalista, vabbe' materia controversa e stupida in origine quella del "razzismo".

Comunque accade spesso che una minoranza decide di essere importante e/o decide che e' trattata male.
Perché, parliamoci chiaro, quasi tutti tutti si sentono trattati male dagli "altri" (basta vedere il successo dei grillini) e storicamente tante categorie hanno SERI problemi oggettivi.
Pensiamoci bene, gran parte della popolazione fa parte di qualche minoranza. Minoranza perche' sono specifici, ma uno che non fa parte di una minoranza e' in realtà una minoranza.

Se poi parliamo di persone che non hanno avuto una gran vita bisogna trovare qualcuno a cui dare la colpa ed e' facile darla a chi rompe il cazzo, tipicamente un'alta minoranza, preferibilmente piu' debole e meno "tanta". oppure agli "altri" un contenitore sempre piu' indicato per evitare di dover fare analisi tediose.

Questo porta a storture percettive e paraventi ed eccessi.

Ma, alla fine l'eccesso contrario, qualsiasi eccesso in realta', provoca risacca, risentimento.

Lo vediamo anche da noi: per far si che "siamo BBuoni" schiaffiamo al governo una stronza come la kyenge: non e' stronza perche nera, non e' perche' e' di origini africane o cos'altro, ma perché quando apre la bocca e' persino peggio delle aluatte medie al governo.
Le scimmie, parratine, aluatte o altri pongidi sono ben rappresentati nel nostro governo, metterne una con la pelle piu' scura non ha migliorato la capacita' di produrre concetti.
L'errore di mettere benzina sulla benzina.
Voler a tutti i costi, da razzisti (?), mettere una persona colorata al ministero senza fare una ricerca adatta e' automaticamente far fare una pessima figura ai neri: e' questo quello che volevano i DS?

La kyenge, sulla carta, e' anche istruita, piu' del governante medio (oggi con i grillini svetterebbe). MA non puoi certo andare al potere con obbiettivi stupidi e non condivisibili e dire certe cose in quella maniera.
Se la kyenge anziché un sacco di patate nero fosse una gran gnocca bianca e avesse detto  un decimo delle stronzate che ha declamato sarebbe una puxxana. Vedi Minetti. (se e' carina e' puttana, e' razzismo anche quello?).

Ho parlato della kyenge perche e' un caso incredibile.
Per levarla dalle scatole, quando alla fine si e' capito che era un generatore di merda peggio di Dimaio,  come sanno spesso fare i DS, ha avuto un promozione ed e' finita in EU dove quelli come lei vanno a far incazzare i tedeschi e i francesi.
Chiediamoci perché non siamo credibili in europa: mandiamo i peggiori a mostrare agli altri le nostre idee. Chiediamoci che danni potrebbe aver fatto costei.

Ora guardiamola dal punto di vista delle decine di "bianchi" del DS che hanno visto sfilare davanti la tipa nera nella corsa verso la poltrona perche e' nera.
Anche se erano altrettanto inadatti, e non avrebbero mai avuto il posto, lei diventa la "nera stronza", con "nero" ben sottolineato, d'altronde e' stata scelta per quello, no?

Come conseguenza di pancia verrà diffusa la diceria: tutte le nere (colore) sono automaticamente stronze stronze.
Come siamo limitati noi umani, che si parli di valvole, fotocamere o persone i concetti sono giusto un paio.
Questo importante e chiaro concetto di alta complessita' va a far compagnia alle gnocche puxxane, le bionde facili, le oche eccetera.

Cari DS pezzi di scimmia (che una scimmia intera e' molto meglio) volevate veramente far vedere agli italiani che vi fregava qualcosa dei neri, magari mostrando che potevano essere migliori?
Bastava prendere un candidato con la testa sulle spalle, istruito, che mostrava di sapersi comportare rispettato da tutte le decine di etnie che abitano questo paese diviso.  
Capisco che lasciando entrare soprattutto disperati non e' che sia facile trovarne uno, insomma non puoi mettere al governo uno che manco parla l'italiano e che non sa neppure dove si trova l'italia.
La scelta diviene difficile.
Pero ci sono ottime persone di tutti i colori,  il bancarellaro africano del mercato da cui ogni tanto mi fermo per chiacchierare (conosciuto quando ho comprato da lui i copri divani) parla 5 lingue piuttosto bene, coniuga i congiuntivi meglio di me, ha una discreta cultura.
Pero non e' cosi' nero, e' cioccolato al latte, e' quello il problema?
Deve essere molto nero cari razzisti del DS?

Questo per dire che e' giusto che ci siano rivendicazioni, Rosa Parks, martin luther king e via discorrendo.
Non appoggio, ma comprendo, le rivolte di decine di anni fa. Odio la violenza, sopratutto se praticata su di me (W.Allen).
Capisco che chi viene spinto al limite sbrocca.
Se metà di quello che ho letto e' vero e' tutto conseguenza della situazione.

Ricordiamo per bene che oggi bisogna favorire i neri negli usa, e in pratica, come visto, anche qui si sta per fare. Come le assurde quote rosa, poi arriveranno per i gay, per i genitori (uno e due), per i grassi, per gli ignoranti, per...i neri.

Per cio' abbiamo situazioni oltre limite del ridicolo con gente che non poteva essere nera.
Ho visto un film sulla guerra con ufficiali di marina neri.
Peccato che all'epoca ai neri non era concessa la marina. Giusto o sbagliato che sia un nero non puo' fare quella parte.

Ora pensiamo un attimo a quello che arriva in TV dagli states.
Avvocati di successo con una bella fetta di neri,
dottori con un bel 30% di black edition,
i capi della polizia belli cioccolato,
le rivolte con tutti i neri.
Per non parlare di tanti telefilm all-in-black dove il bianco e' una rarita'.

Chiedetevi un attimo: quanti sono i neri in USA?
Miei conoscenti hanno azzardato fino ad un bel 60%, i piu' tranquilli un 40% con una sola eccezione di 30%.
Voi quanti pensate che siano?
Fermatevi e provate a dire un numero. (provate a fare la domanda ai vostri amici, per ridere, magari datemi i risultati sotto)

vi do una notizia: sono solo il 13%.
Diamone un'altra che racconta la storia, al momento della liberazione nel 1870 erano il 13%, 3 milioni,  ma nel frattempo sono arrivati i messicani, gli irlandesi, gli italiani...
In pratica si sono riprodotti a bomba, cosa che porta poverta' (ricorda le periferie delle grandi citta' del nord nei 60-70?).

Poverta' vuol dire meno studio, eccetera eccetera.
Sai, quando hai 10 figli ed esci senza una lira dalla schiavitu' sono caxxi per i tuoi, tanti, figli.

Tutto questo per tornare ai fatti di cronaca del casino nato per il negher (negro per un lombardo non e' negativo, e' solo un colore) accoppato l'altro giorno.
Non voglio entrare nella questione, poteva essere che il poliziotto era uno del kkk, o il nero della lega per l'accoppaggio dei cops (anche entrambe!), non mi interessa per il senso del discorso.

Da molti notiziari, come al solito saranno una pedestre ricopiata dagli usa con Gtranslate, sembra che la pola USA accoppi solo neri e piu' volte al giorno con particolare gaudio...

Dal primo gennaio del 2015 fino a settimana scorsa le vittime della polizia USA sono state 1502: 
732 bianchi, 
381 neri e 
382 appartenente a un’altra minoranza etnica (asiatici, latini e compagnia)

quindi la pola USA accoppa 15 persone 11 non sono nere, i neri sono "solo" 4?
Cominciamo a vedere la percezione?
ok, essendo solo il 13% della popolazione stiamo parlando del 23%  dei colorati che e' comunque statisticamente importante.
Effettivamente e' piu' probabile che accoppino un nero.
Ma non e' certo "accoppano solo neri".
Immagino che se la statistica fosse per istruzione sarebbe piu' corretta che per colore della pelle.
Del colore non ci frega nulla e fare una statistica del genere, basata sul colore, e' razzismo.
E' razzismo perche' se si va a dire "i neri si accoppano di più" sembrerebbe qualcosa che e' insito nel DNA dei neri. Se invece analiziamo le coorti (anagrafiche, di residenza, d'istruzione, di censo...) potremmo scoprire, al contrario dei razzisti che inneggiano al colore (raro esempio di auto goal megagalattico), scoprire l'origine del problema e porci una toppa.

Ma torniamo a noi.

Spesso esistono categorie di persone che fanno fatica ad uscire da un limbo fatto di poverta', soprattutto mentale.
Costoro passano generazioni ad essere, non esiste altra accezione, inferiori.
Queste categorie possono essere caratterizzate da tratti inconfondibili, l'accento, il colore della pelle, la provenienza.
Accezioni, come la provenienza, che spesso sono il loro stesso male.


Parliamoci chiaro, se e' vero che un ricco milanese puo' essere un gran idiota, e' pur vero che avendo a disposizione scuole, una societa' variegata, biblioteche e danari se e' un'idiota e' perche e' venuto male di produzione.
Non tutti, purtroppo vengono bene.
Generalmente direi che ha una strada spianata, facile e se e' sveglio puo' divenire un berlusconi.

Altrettanto vero che se nasci in Calabria, anche se sei uno sveglio, e' meno probabile che tu sia allo stesso livello del milanese con i dane'.
Brutto da dire, ma e' cosi. Lo dicono le statistiche.
L'ambiente, i professori che sono peggiori, e' PARTE del processo di costruzione dell'umano.
Quelli che non rispettano il mood sono eccezioni, nel bene e nel male.

Un nero, figlio di un dottore, di Mahattan che va al MIT ha molte porte aperte.

Se nasci in Algeria, anche se sei chiaro di pelle, parliamone.

Questo causa dei bias cognitivi, dei preconcetti: il nero che parla da nero e' stupido, il napoletano idem. (come disse il capitano kirk in boston legal, dove finalmente recitava, disse che per lui Obama non era un nero: non parlava da nero. Una serie comica puo' dire verita' che altri non possono permettersi)

Il problema e' implicito, anche se non lo vogliamo, il ns cervello sa che e' cosi'.
E forse e' anche giusto (in ottica di risparmio di costosa CPU e vita nella giungla) che si fa di tutta l'erba un fascio.
Se sentite parlare napoletano o veneziano di chi vi fidate?

Se vi trovo un affarone di appartamento da 200m^2 al prezzo di una bettola voi siete felici.
Molti di voi rifiuteranno se dico che al piano terra si trova un'enorme  ritrovo di islamici sunniti.
Pero' gli stessi non avranno nulla da dire se un ritrovo di buddisti e' li di fronte.

Chi nega questo e' semplicemente un bugiardo.

Torniamo al nostro

in usa vive una società molto variegata, armata, dove gli stessi poliziotti rischiano la vita anche quando fermano un'auto per eccesso di velocità.  
Non e' un caso che andate in USA non e' un caso che scendiate belli allegri a tarantelle e vino "ue' guaglio' " rischiate molto, almeno una scarica tramortente, se siete fortunati.
Dovete stare molto tranquilli.
Il perché e' molto semplice: troppa gente tiene nel cassetto una pistola e tende ad usarla.
Il poliziotto USA ha paura!
e ha molta paura dei neri (500.000 aggressioni di neri vs bianchi l'anno). 
Dal 2010 a oggi, la media è di 149 poliziotti morti annuali, cominciamo a sospettare che per un cittadino nero e' meno probabile essere accoppato rispetto ad un poliziotto di qualunque etnia.

Immaginate un poliziotto che opera e che ha una  fifa blu  e sa che alcune categorie sono problematiche.
Senza andare lontano: il 99% degli spaccia dalle mie parti sono colorati, solo che da noi sono sono intoccabili e stanno in centro citta' senza che nessuno puo' toccarli.

Con questo non voglio dire che se sei nero non hai dei problemi, li hai ma non perché sei nero e tutti ti vogliono male, ma perché vi e' una situazione di partenza svantaggiosa che, per motivi interni ed esterni al gruppo di persone, causa un gap. 
Per alcuni il gap e' di possibilita' e opportunita': raggiungere le vette, ma anche discreti pianori,  sia difficile, altri decidono di andare a percorrere vie "facili" che aumenteranno il gap.
La differenza fra una vita "povera" rispetto alle possibilita' individuali e una "criminale".

Come quando parliamo dell'italietta, non bisogna far conto delle rare eccellenze che sbucano, altrimenti pensiamo di vivere in un paese HiTec anziche' rurale.
Se guardiamo  i fuoriclasse esistono da sempre e comunque la prima industriale donna ad essere milionaria non fu una bianca istruita, ma una nera nel 1917
"sono una donna che proveniva dai campi di cotone del sud. Sono stata promossa lavandaia. Poi sono stata promossa cuoca e da lì mi sono promossa da sola nel mondo degli affari"

Questo non toglie che essere nero sia un problema negli USA e, grazie anche ai DS con le loro interferenze multiple e stupide, anche qui stanno diventando simbolo di problemi.
Si crea un sillogismo nuovo: nero=malfattore.
Non e' escluso che fra qualche anno si lamenteranno di essere uccisi dalla polizia italiana. O forse no, se passate nelle strade di molte citta' sembra di essere atterrati a 3000Km di distanza. Noi il 13% lo abbiamo superato.

Detto tutto questo non sembra assurdo eliminare via col vento, fermare i moretti, ed evitare, in un barocchismo senza fine, tutta una serie di discorsi come se "nero" fosse un insulto e non un colore?
Se fossi un nero mi incazzerei il doppio perche' non  me ne frega nulla di un cioccolato o di un vecchio film, magari preferirei avere una vita migliore, di non essere scambiato per un rapinatore e processato solo perche' e' piu' probabile che sia stato un nero.
Non sarebbe meglio per tutte quelle teste di  rapa che vogliono fare gli amici dei neri promuovere scuole e formazione e magari evitare di creare classi di intoccabili spaccia neri?
Se lo aveva capito una ex-schiava dell'800, che promuoveva e pagava scuole di livello per i neri,  e' proprio cosi' difficile arrivarci oggi a 120 anni di distanza?
Non a caso in DE per gli immigrati ci sono scuole speciali obbligatorie.
Perché se uno e' convinto di essere una bestia, ha la cultura di una bestia, si comportera' da bestia.
Ancora una volta il colore non e' che una scusa, una casualita'.
Magari e'  gestire l'immigrazione a caxxo come da noi, o nel caso degli USA fenomeni come l'autoghettizzazione o il chiudere un occhi su certi problemi.

Ma forse e' che i gruppi che si aggregano nell'odio fanno comodo ai ben pensanti cosi possono far finta di schierarsi con gli "inferiori" con magnanima compassione dall'altezza del loro trono di "superiori", quasi Dei.
Se poi sono facilmente identificabili come "neri", "messicani", "gay","terroni", "napoletani" o "quella cosa che e' facile da etichettare" tanto meglio.
Se non ci fossero piu' "inferiori" come possono mostrare la loro grandezza magnanima?


PS
sarebbe pure da definire "nero" che io non ho proprio capito bene.
Perche le statistiche sul colore  "nero" cosi' a caxxo mi stanno sul  birillo.
a quale gradazione di colore si e' nero?
Voglio dire uno Ovambo della profonda Namibia e' nero di certo e uno svedese e' piu' fluo piu' che bianco. O forse no, il nero e' molto piu' nero di un ovambo, il nero e' 0-0-0 e sul mio monitor l'ovambo e' piuttosto chiaro.
Ma un arabo, e' nero?
Un siciliano alcune volte non e' proprio bianco, e' sul marrone andante: e' nero?
Per le fotocamere una pelle  bianca (sapete che gli esposimetri nascono per i bianchi, vero?) e' un18%. In pratica il 40% degli italiani e' un nero?
Ma anche un lombardo DOC ben abbronzato non e' propriamente bianco (a me due romanazzi hanno scambiato per un beduino che conduceva cammelli, storia lunga) quindi sarei un nero che si nasconde, tipo la checca nell'armadio?
Caxxo, datemi un pantone di separazione fra bianco e nero, cosi' sappiamo chi e' nero e chi e' bianco.   Dalla gradazione X uno e' nero, da sotto e' bianco.
Perché io sospetto che molti bianchi delle statistiche siano neri e viceversa.
bianco, come gia' detto nei discorsi delle lampadine, non vuol dire un caxxo.
Se proprio dobbiamo fare i razzisti, almeno, facciamolo bene.


le etnie in usa:
1     tedesca      46.403.053     14,7%
2     afroamericana      38.785.726     12,3%
3     messicana      34.640.287     10,9%
4     irlandese      33.526.444     10,6%
5     inglese      24.787.018     7,8%
6     americana   22.746.991     7,2%
7     italiana      17.285.619     5,5%
8     francese      10.275.066     3,1%
9     polacca        9.385.766     2,8%
10     scozzese        5.409.343     1,7%
11     portoricana        5.174.554     1,6%
12     norvegese        4.445.030     1,4%
13     olandese        4.289.116     1,4%
14     svedese        3.933.024     1,2%
15     cinese        3,852,099     1,2%
16     indiana asiatica        3.303.512     1,0%
17     scozzese-irlandese        3.046.005     1,0%
18     russa        2.843.400     0,9%
19     indie occidentali        2.824.722     0,9%
20     filippina        2.717.844     0,9%

edit:
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manco 2gg dopo aver scritto sta' stronzata ecco degli idioti a forma di pesce che inneggiano al black power in quel di sanremo
come nel 68
Non trovate che questi idioti intelligenti come delle sardine sono un po troppo candini per essere orgogliosi di essere neri?
il 90% dei loro potrebbe essere crucco piu' che nero (fra una 50 di idioti uno solo e' nero, messo in prima linea per farlo vedere, e ha senso)
Ma loro sono migliori... sono superiori!
per quello vogliono piu' neri a caxxo senza gestione alcuna, cosi', domani, ci saranno problemi raziali e potranno dire "ma io sono per l'integrazione da sempre"
 

sabato, giugno 13, 2020

ALIAS





Alias è un prodotto che è stato creato per poter spacciare della fantascienza a chi non sa cosa sia.
 Un po come altri telefilm

Allora hanno confezionato all'interno di un affare che sembra spionaggio non solo della fantascienza ma pure del cyberpunk. 

Dal punto di vista tecnico (ripresa, cast, danari) il risultato molto buono ma dal punto di vista della fruibilità è semplicemente merda pura. 

Ogni volta che trovano un ostacolo da assegnare alla trama non sanno poi come andare avanti e allora inventano all'ultimo momento un oggetto che cosa qualcosa cosando una soluzione. 

Il problema di questo andazzo e' che quando fai delle regole di gioco non puoi continuare a cambiarle.

Se e' ok il fatto che all'interno della borsetta hai un rossetto laser che fora due metri di cemento armato (se non e' fantascienza questo!) non puoi trovarti poi in difficoltà ad aprire una porta di cartone pressato.

Se inventi un satellite sotto il tuo comando è in grado di identificare un DNA all'interno di una prigione sotterranea semplicemente volandogli sopra non puoi assolutamente pensare di non saper trovare la stessa persona che cammina in città 15 minuti dopo. 

Tutte le puntate che ho visto sono continui jojo: si inventano difficoltà e subito dopo si tira fuori dal cappello qualcosa che sarebbe servito anche prima o fra 10 minuti. 
Però 10 minuti dopo a nessuno viene in mente di riutilizzare quello che si è usato 10 minuti prima evidentemente i personaggi sono tutti imbecilli.

È come se il sig  harry potter quando si trovasse a che fare con un mangia morte e la maggior parte delle volte non si ricordasse di essere un mago!
O sei un mago o non lo sei. 

O hai un rossetto laser, che contiene più energia di una portaerei, in borsetta o non ce l'hai. 
Una volta che si definisce che hai un rossetto laser in borsetta lo possiedi, non puoi senza motivo dire che impossibile aprire una porta di cartone. 

Se inventi una difficoltà per evitare che la trama assomigli a una serata al bar tra amici ubriachi devi immaginare un modo per risolverla elegantemente senza che cozzi contro tue affermazioni precedenti o future. 

Altrimenti datti all'ippica dove le regole sono semplicemente di arrivare al traguardo e non drogare il cavallo.

A questo punto è ovvio dal perché la fantascienza alle volte e' snobbata: esistono prodotti di merda come questo.

PS
L'interprete e' gnocca e messa giu' da pista con non pochi fan service, ma non e' che si puo' reggere su sta roba.  

mercoledì, giugno 10, 2020

il consumatore consuma

Oliver nel commenti precedenti mette in dubbio la “colpa” del consumatore nel creare prodotti di merda rispetto all'azienda che invece dovrebbe essere “felice” di inseguire un pessimo prodotto.

Alla fine l'azienda produce un oggetto, ne ha un guadagno (la sua felicita').
Preferisce un prodotto “migliore” che uno “pessimo”, ma con molti collaterali (uso pessimo, invecchiamento istantaneo, crolli di prezzo, investimenti miliardari a fondo perduto presso altre aziende...)
Ad un'azienda che vive nel pro solo di recente si vedono anomalie. 
Una B2C e' piena di stranezze da molto


l'ispirazione che hanno usato per l'audi-dkw Quack3

Questa situazione, del prodotto pessimo, e' voluta sicuramente dal consumatore.
Basta osservare la freccia del tempo.
Le grandi aziende erano quasi tutte fondate da gente che credeva in un mondo migliore.

Chi produceva andava dall'artigiano che credeva di essere il migliore (nakamichi), a chi credeva in un mondo migliore (Amar Bose?).
Ma certo che le mele marce esistono ovunque, ci sono ampi esempi, ma anche in quei casi il credo dominante era il prodotto. Insomma uccidiamo i lavoratori, ma il prodotto deve essere “di piu'”.

Potrei fare un elenco enorme di prodotto alla stato d'arte di aziende oggi in difficolta' o che hanno chiuso, dopotutto nel mio blog ne leggete diverse come requiem, alcune hanno rappresentato una svolta nella storia umana.

Ricordiamo che l'imprenditore come figura e' un visionario.
La visione e' essere migliore, “piu' figo”.
Il prodotto rappresenta l'uomo.

Quando Hitler chiese a Ferdinand porsche di fare il maggiolino fondando la VW non disegno' una medda, fece solo una cosa economica. MA non aveva 16 cilindri o 5 ruote come i telefonini. Era economica, non stupida.

Leica, inventrice dell'uso della pellicola cine belle macchine fotografiche, non faceva cose con “tanti cosi che cosano”. Questa fu la sua fine, oltre al costo europeo.

Quando uscirono le prime reflex 35mm (pentax e copie di pentax) nessuno metteva otturatori da 1/10.000simo, Erano fattibili? certo che si, ne esistevano da prima della guerra, ma alla fine minolta, prima di passare al lato oscuro con le dynax, fermava a 1/700 sulla maggior parte di modelli.il 1/1000 era il top.
Parliamoci chiaro, quanti hanno un ottica cosi' luminosa (e un'inquadratura che non chieda di chiudere) da invocare spesso 1/4000 che oggi e' diventato il “must have” anche sull'economico?


Robert bosch, fondatore della BOSCH quella dei favolosi televisori blaupunkt e delle lavatrici, dei fari e dei generatori ristrutturò la sua compagnia rendendola una fondazione senza scopo di lucro. Scrisse anche le sue ultime volontà in un testamento in cui stabilì che i ricavi delle attività della sua compagnia dovessero essere devoluti in cause umanitarie e passo' gli ultimi anni da vecchietto a tirare la lima da insegnante con gli apprendisti.
Senza dimenticare che cerco' di scongiurare la WW2, opponendosi apertamente ad Hitler, poi capitolando per ottimi motivi.

Kōnosuke Matsushita e' un altro grande. Panasonic per noi italiani. Ha creato posti di lavoro con l'intento di migliorare la vita.
Quando gli americani piallarono il CEO aziendale i suoi 15000 dipendenti si rifiutarono di sottostare ad un nuovo capo facendo un enorme petizione che fece indietreggiare il generale MacArthur. Matsu aveva fatto molto per i suoi dipendenti. Non male per uno che aveva dovuto portare il kimono della moglie ad un banco dei pegni.
Il suo motto”Developing A Road To Peace And Happiness Through Prosperity” rimane in panasonic e se guardate i prodotti e' ancora credibile.


John Davison Rockefeller, il supercattivo per definizione preso a modello in tutti i film di supercattivi industriali ricconi.
In realta' trasformo' l'industria petrolifera in industria vera e propria, cosa che non avevano capito la maggior parte di cavabuchi ignorani e cafoni tanto ben descritti da un certo film americano mittico che li incensa.
Chiaro che i monopoli non fanno bene, ma se arriva godzilla in un branco di galline che amano essere azzannate... non e' colpa di zilla.
Ovviamente non si parla di qualita' del prodotto, di interazione, il petrolio e' quello che e' e non era uno stinco di santo. Al suo ritiro definitivo dagli affari donò gran parte del patrimonio in beneficenza e ai suoi familiari, tenendo per sé e famiglia 20 milioni di dollari e donando all'incirca 540 milioni di dollari prima della sua morte.
Ai tassi attuali di inflazione, Rockefeller, avrebbe donato una fortuna intorno ai 500 miliardi di dollari. Facciamo il conto che l'italietta si sta umiliando nel 2020 per avere un prestito da 36 (umiliando perché non basteranno e perche' costringera' a mostrare le castronerie nel nostro bilancio fra qualche tempo).

Questo per citare i primi 3 che mi sovvengono. Ma si potrebbe andare avanti per decine di pagine.

Mano a mano che il prodotto e' passato dalle mani del cliente a quelle del consumatore e' avvenuto un cambio epocale.

Chi comprava un'auto tanti anni fa non era un poveretto, anche per un riccone erano pacchi di soldi, ma era istruito e, spesso, la tecnica usata non era cosi' distante da lui visto che poteva essere un industriale della meccanica.

Idem per le macchine fotografiche. Quando presi la prima costava quasi come uno stipendio (e ricordiamo che erano piu' leggeri ovvero i beni erano piu' pesanti) e non riuscivo ad arrivare al prezzo grazie alla liretta di merda: guadagnavo facendo lavoretti da bimbetto, ma la svalutazione continuava a cacciarmi indietro. Poi mio padre caccio' L50.000 e la corsa fini', altrimenti avrei proseguito fino all'arrivo dell'euro o quasi.
All'epoca qualunque delle decine di marche voi sceglievate, erano buone, solo qualcuna cominciava ad essere stranina.
Oggi la nuova canon (90d) non solo fa foto peggiori di quella vecchia, rumore da troppi pixel mon amour (e sensori azzoppatti dall'AF), ma tutti i plus non sono “fotografici” o sono pompati alcuni poco usati: quante volte avete usato raffiche da 11fps (ma solo se spegnete mezza macchina)?
Io sono andato a vedereper controllare e la mia reflex del 2012 (8 anni fa) di altra marca fa lo stesso numerino che fa sto bidone con il mirino in funzione, ma penso di non averlo mai usato. In 8 anni. E ha meno rumore in foto.
Pero' ci sono intere pagine sui FPS e sui video impossibili da vedere a casa (4K) e che ti fanno bruciare pixel e bloccare la fotocamera a meta' ripresa. Usare la fotocamera per fare video, idea stramba, almeno comprati una panasonic GH se proprio devi.

Idem per un impianto HiFi.
Per carita', roba economica mal suonante era all'ordine del giorno, il compattone della ignobile inno-hit con suono cartonato dalle casse tristi era la norma.
Ma era che una scelta di prezzo.
Con quel prezzo non era possibile fare molto meglio e nessuno diceva di avere 1650W nonostante l'ampli era meglio di quello di un samsugo attuale che e' la feccia non certo perche non e' possibile fare altrimenti.

Quando sono cambiate le cose?
Banalmente quando la rivoluzione industriale, dopo aver rivoluzionato il prodotto, aver cambiato la societa' e sbattuto fuori chi voleva competere da amanuense, ha permesso di allargare la platea dei destinatari producendo, inoltre, beni voluttuari per tutti.

l'ispirazione che hanno usato per ML-amg 
(notate l'alettone)


Se prima una macchina fotografica era un impegno, dopotutto una compatta era un cifrozzo comunque, se prima un HiFi era un affare da 5 stipendi, negli anni 70 e inizio 80 il prezzo dei beni crollo'.

Questo permise da un lato una cosa bellissima, di fornire a tutti la possibilita' di vivere in una golden age dove un operaio, nuova versione del precedente zappaterra, viveva una vita che una testa coronata manco si sognava solo 50 anni prima.

Cambia anche chi devi soddisfare, prima si parlava dall'industriale che ha bene in mente la produzione, il prodotto. Si forniva l'appassionato che silura i suoi beni per accedere ad uno strumento di lavoro (voglio fare il fotografo) o una passione per la quale l'oggetto e' un mezzo.
Il tuo cliente non e' piu' chi compra un mezzo per, ma chi compra l'oggetto come fine.



L'aumento colossale del numero di persone che compra il tuo prodotto porta al fatto che chi lo compra, di fatto, non lo fa per un fine ma solo perche' puo' (spesso con il claim “finalmente tuo”) portarselo a casa.
Di cosa fa l'oggetto, come funzione di base, non frega nulla.


l'ispirazione che hanno usato per 
BMW eXtramerda 6


Perché nel frattempo i prodotti/servizi ormai sono ad un livello di complessita' MOLTO piu' alto di quello che accadeva negli anni passati, basti solo arrivare al 60, ma la popolazione a cui sono rivolti non e' certo la stessa acculturata precedentemente, che gia' avrebbe problemi perché le scuole non sono andate avanti altrettanto, ma il prodotto SI.
Pensiamo al muratore o al ragioniere.
Figuriamoci a livello globale.
Come possono dei muratori con le elementari giudicare un ammasso di tecnologia come una reflex?

Nessuno confessa di comprare l'iphone perche
entri in una comunita',
perché e' cool,
perché e' socialmente buono
perché e' bello.



Nessuno confessa di comprare l'auto per
smerdare il vicino (e' piu' alta delle tua na-na-nana..),
per far vedere “l'autoradia” colorata nuova agli amici
per mostrare la propria furbizia di totani
eccetera.

Il televisore aumenta di dimensione non perche grosso si vede meglio, cosa innegabile, ma perché
posso mostralo al conoscente smerdandolo,
perché posso raccontarlo,
toccarlo in un autoerotismo scimmiesco
e vantami con me stesso di averlo grande come quello del “ricco” della mia fantasia (poi il vero ricco usava un 20” di primo prezzo, vi posso garantire).
Altrimenti avrebbe comprato un videoproiettore: piu' grande, ma piu' piccolo (nascosto) fisicamente.

Davvero pensate che ci siano milioni di fotografi a livello reflex? Cavolo come succede che non si vendono ottiche e flash in proporzione o che esistono delle strane cose come i 18-300?
Davvero pensate che un consumatore odierno compri per usare?

Il prodotto e' simbolo!
di appartenenza,
di potere,
di soddisfazione personale: “ci ho il ci-phone S11 galassia note” e lo declamano con quel non so che, come la feature smerdolenta, “ci ha i watti tanti”.
autoassolversi (green),
autocompiacersi o altre turpi cose.

l'ispirazione che hanno usato per le linee gentili 
del dkw Quack8


Perche', parliamoci chiaro, e' di fatto inutile avere uno smartphone, no?
Nokia ha passato anni a vendere prodotti che facevano da smartphone, ma ben tarati sulle necessita' reali: la serie N era piu' potente di molti smartcosi successivi, piu' veloci, piu' facili... ma non erano esteticamente smartphone, non eri cool (e non facevano giochi).
Cosa non fa un n70 che un iphonazzo fa, a parte i giochi? Poco, ma so di tante cose utili che l'iphone X non fa.

Mettiamoci ora nei panni di un'azienda che ha davanti a se il mercato, una parola che identifica una serie di idioti che aspettano la parola magica (apple e' magico, no?) per smerdare il vicino,
Scopo dell'attuale azienda non e' piu', come in anni passati, costruire un oggetto, magari il migliore possibile in maniera che l'azienda svetti.
Scopo delle aziende oggi e' fare qualcosa che incontri i desideri, spesso reconditi e inconfessabili, dell'utente odierno che non e' ne un esperto ne un utente dell'oggetto.

Parliamoci chiaro, tanti prodotti sono stati venduti a chi addirittura ha speso per metterli in un cassetto.



Prendiamo il boom del mercato dei camcorder che illustra bene la questione.
Diciamo che era tanto che esistevano questi affari, prima in 2 pezzi, e il design era immutabile da lustri.
All'epoca del VHS-c e video8 il mercato ha venduto milioni di pezzi, possiamo dire che gli oggetti in questione erano, per il momento tecnico del 1985-95, spesso decorosi per andare nel 95 ad eccellenti ancora con gli occhi odierni.
Fare un video pero' non e' facile, serve un cavalletto, pazienza, luci se siete in interni e una luuuunga pazienza nel montare.
Il costo era stratosferico, un operaio prendeva nel 1985 608.000 lirette e nel 90 1.100.000. Una videocamera come la sony CCD Video8 andava via a quasi 3.0000.000 e verso la fine dell'epoca d'oro comunque servivano 1.500.000 per portar a casa qualcosa di decente.
Vi assicuro che se ne sono vendute TANTE,
tante da non crederci.

Piuttosto che niente con 36 rate... a tassi da lira, in pratica da cacciare quasi il triplo.

Poi, di colpo, improvvisamente, il nulla.
Come non fossero mai esistite.

Qual'e' stato il problema?

Innanzi tutto le videocamere fino ad una certa erano camcorder “veri” con lo zoom a vista, i comandi nei posti giusti, viewfinder bello grosso ed in pratica erano la versione baby di quelle PRO che vedete in giro ancora oggi: facili, semplici e comode.

Ma l'acquirente non le comprava per fare riprese, le comprava per mettersi in mostra al battesimo, al matrimonio, alla gita della CGIL, per raccontare agli amici....

Arrivati a casa la messe di tastini li faceva cadere in depressione e bastava la prima sbandierata con zoom a stantuffo continuo per rendersi conto che era una medda provocante cinetosi, ricordiamo che non eravamo abituati all'idiota che riprendeva con la webcam del cello (che ha almeno la fortuna di non avere lo zoom) e alla visione su di un misero 24”, piu' grande di un 4” utile di un cello.
Il risultato era imbarazzate visto che il confronto unico era con la RAI.

Escludendo i clienti PRO la vendita complessiva delle videocassette era inferiore alle videocamere.
Non parliamo delle batterie (ricordo che stavano accese 30-60 minuti con una batteria fresca, persino peggio di un ci-tofon)
Voleva dire che nessuno, una volta comprato, usava l'orpello. Alle volte passavano mesi prima di vendere una cassetta da 30 minuti.
Sarebbe come dire che una volta comprata l'auto fate un pieno e poi la mettere per sempre nel box.

L'evoluzione del prodotto fu abbastanza rapida dopo una certa data:
fu tolta la possibilita' di zoommare velocemente stantuffando,
sparirono i tastini e i jack
spari' l'ottica in evidenza
ma i risultati d'uso erano comunque pessimi.

La compravano, la usavano una volta, finiva nel cassetto.
I consumatori chiesero ancora e ancora:
apparvero gli stabilizzatori
ma furono vanificati dalla pretesa di avere un oggetto single hand (usare due mani e' troppo impegnativo!!)
cominciavano i X, prima 6, ora 10, 20, ed infine 100X, ovviamente con una qualita medda sottolineata dal fatto che l'aria non e' trasparente (ricordate le compatitine odierneper idiota con X a due cifre che stanno facendo crepare il settore?).

Nonostante il fatto che la tecnica avanzava, basterebbe l'introduzione della DV per ricordare che la qualita' non era un problema (25-100Mbps), il mercato stava scricchiolando e stava per tuffarsi nell'oblio.

Il fatto che, dietro richiesta esplicita del consumatore, chiedeva cose piccole pensando che non le usava perché ingombranti, era parte del problema: non apparivano piu' nella loro immensita' e una roba da 700.000 della nuova leva supereconomica era esteticamente uguale ad una panasonic 3CDD da 2.500.000 o alla canon con lo sbirolo maximo XI da 3.500.000.
Non e' un caso che rimanevano in funzione linee di prodotto arcaiche per alcune zone, ad un prezzo ridicolo, le VHS full size, vendute ad un prezzo vergognosamente alto e dai contenuti bassi.
Nella mia zona non erano neppure disponibili ma per alcune marche al sud Italia era il prodotto piu' venduto ed era sempre in shortage: allo stesso prezzo di una top di gamma DV era meglio una vecchia VHS stranamente enorme.
Per mostrare l'ego il piccolo DV non va bene. Non ricorda i SUV?

Oggi un camcorder amatoriale non esiste piu', usare la videocamera nella testa della gente e' scomodo, e' brutto e non e' un cosa simpatica.
Proporre un camcorder consumer e' un suicidio aziendale.

Qualcosa rimane, ma e' una nicchia, come tutte le nicchie e' costosa.
Tanto che e' nata l'assurdita' di fare video con la fotocamera, un affare francamente inadatto e completamente sbagliato per fare video.
Perche', nonostante siano passati 20 anni, i camcorder sono leggendariamente pessimi.
Poi la realta' e' molto diversa dalla leggenda...
In ambito produzione chi e' serio usa ancora i camcorders e sono assolutamente identici a quelli del 1985. Certo la ventata consumer intacca i piccoli studi che usano stupidamente le fotocamere, ma di fatto il camcorder e' un'altro pianeta.

In pratica seguire i consumatori ha disintegrato un intero settore, come del resto e' capitato con l'HiFi o, in maniera diversa, con i TV.

Il consumatore pretende e si rifiuta di comprare cio' che non lo soddisfa, anche se il suo desiderio e' in realta' persino in contrapposizione con il suo benessere.

E' un trend evidente e sempre piu' profondo, appena un settore diviene mainstream, o torna ad esserlo, inizia ad avere numeri grossi, estetiche WAF, numeri cool.

Pensiamo solo al mondo delle lampadine, dopo 50 anni ad essere un settore maturo, nessuno al bar parlava di lampadine come oggi di bulloni esagonali, ad un tratto e' tornato con i WATTI. Un altro settore distrutto.

numeri grossi, estetiche WAF, numeri cool

e' un divenire e la causa e l'effetto sono ben chiari: prima il settore ha un buon prodotto e poi diviene pessimo, ma fatto di numeri grossi, estetiche WAF, numeri cool.
Diviene impossibile, o molto difficoltoso, comprare un prodotto “per usarlo”, pensiamo alle lampadine.
Infine, per i casi piu' sfortunati, il settore non esiste piu' o quasi come quello dei camcorder.

sono andato un po lungo....

sabato, giugno 06, 2020

30 Rock

 

30 Rock

 

Ci sono tantissimi film e telefilm che parlano della produzione degli stessi ed in genere vengono snobbati dal pubblico anche quando sono interessanti o simpatici.
30 rock è molto diverso e molte situazioni per quanto incredibili riusciamo berle senza problemi: come può succedere?
Come può un tale apparente folle guazzabuglio essere così simpatico e coerente?
Una prima risposta può arrivare dal fatto che l'interprete principale, uno sceneggiatore, è stranamente anche una degli sceneggiatori.
Poi si scopre che la stessa sceneggiatrice scrive di un ruolo e recita in un ruolo che era suo nella realtà passata: era una sceneggiatrice di uno show tv.
Finge di fingere fingendo di fingere?
Mi sono incasinato.
Già questo basterebbe a capire che è un programma particolare.

L'altro interprete principale, la nemesi della sceneggiatrice, è un nero che fa cose molto strane tipo corre per strada completamente nudo.
Se si va nella biografia dell'interprete si scopre un fatto molto strano: è stato arrestato perché correva nudo in mezzo alla strada.
Finge di recitare?
La realta' e la finzione cosa sono?

Il capo del network parla di una realta' apparentemente distorta dalla gag, ma piena di riferimenti all'industria sorprendentemente esatti.

A questo punto appare chiaro perché il sistema funziona: un cast di professionisti aiutati da una truppa assolutamente in gamba con una sceneggiatura scritta da persone che conoscono molto bene l'ambiente e anche se loro romanzano certamente conoscono profondamente l'ambiente di cui scrivono potendosi permettere anche di prendere in giro loro stessi senza paura.
Gente con le palle.
Ecco perché è un programma comico, demenziale ma con una coerenza fuori dall'ordinario da consigliare senz'altro.

lunedì, giugno 01, 2020

Mistero lampadinico complottaro




Oggi mi ritrovo a parlare di un mistero di quelli incredibili.
Un mistero misterioso misterante.
Mistero lampadinico complottaro megaoso supersegreto....

Il mistero di cui stiamo parlando è la famosa magica cospirazione lampadinica supersegreta.


Ancora oggi, alle soglie del 2020, ne sento ancora parlare e sempre per la stessa maledetta ragione: è la pietra angolare,
la chiave di volta,
il motore magno,
la mano nascosta,
la dimostrazione inoppugnabile e,
financo,
la mano insanguinata e il coltello fumante(?)
dimostrante definitivamente l'esistenza dell'obsolescenza programmata, altra stronzata galattica da menti complottiste.

Perché appare ovvio che se ci sono degli imbecilli che a forza di parlare di queste cose poco serie riescono a sbarcare il lunario facendosi pagare dei bei soldoni, questi non cospirativi, ma standard approvati dallo stato.

Come vedremo chi parla di questa presunta cospirazione non ha neanche l'idea di cosa sia una cospirazione segreta, ne sa che cavolo sia una lampadina.

Prima di parlare di questa castronerie sarebbe il caso di capire un attimino di elettrotecnica e come funziona una lampadina incandescente in generale e in particolare di quelle che si producevano negli anni 20.

Oggi, se si vuole comprare una lampadina a incandescenza del tipo più banale possibile, praticamente una cosa antica, possiamo andare a comprare diverse tipologie di lampadina che sono diverse a seconda dell'uso che fate.

Possiamo comprare le lampadine ad incandescenza standard, oggi generalmente hanno una durata di 2000-2500 ore, salvo che siano cinesi, per motivi che non capisco vietate.

Senza grossi problemi possiamo comprare una lampadina ad incandescenza long life che si attesta generalmente intorno ai 4-5000 ore.

le lampadine ad incandescenza ad alta luminosità ed efficienza, hanno una durata generalmente inferiore a 400 ore (es nei proiettori di diapositive sono halo da 250h).

Nulla vieta però di comprare una lampadina ad incandescenza destinata segnalazione, tipo quelle che si montano nei semafori, supportano tantissime accensioni e arrivano senza grossi patemi fino a 10.000 ore di funzionamento, 8000 garantiti.

In realtà esistono anche altri tipi di lampade ad incandescenza, come le halo, che qui  cito appena per brevità del discorso.

Cosa differenzia tute queste (tante) lampadine?
Potrei dare una risposta molto semplice dicendo: niente.

Non esiste differenza tra queste lampadine.

Stupiti?

Viene da chiedersi perché non è possibile comprare sempre lampadine ad incandescenza da 10.000 ore e sono relegate agli specialisti (GomBloDDo!!!).
Qualcuno avrà notato che oltre alla durata ho parlato anche di efficienza?

Torniamo alla costruzione della nostra lampadina.

La lampadina è costruita da un filamento, generalmente di tungsteno, preservato in un'ampolla praticamente sottovuoto.



Il filamento viene conservato all'interno dell'ampolla per un motivo molto semplice, come molti metalli arrivati una determinata temperatura bruciano, prendono fuoco.
I metalli bruciano e possono prendere fuoco con un banale accendino.
Il ferro prende fuoco facile facile, l'alluminio non parliamone. Solo i complottisti dell'11/sett pensano che un areo a 1000C doveva rimanere integro.

Mancando l'ossigeno nell'ampolla i filamenti non si incendiano, per nostra fortuna.

Ricordiamo anche che a determinate temperature il filamento può diventare liquido, evaporare, o, addirittura, sublimare.
La dispersione del calore in una lampadina e' principalmente radiante perché all'interno dell'ampolla, ricordiamocelo, è contenuto poco gas.

Il gioco della durata è praticamente una bilancia su cui due bracci esiste da un lato la durata e dall'altro l'efficienza.

Aumentando la temperatura di funzionamento otteniamo una lampadina che consuma meno corrente e fa una luce meno “gialla”, ma, nel contempo, dura di meno.
Molto di meno.
Ci sono lampade halo tiratissime garantite 50h.
Cinquanta ore.
Come dire, una vita molto intensa.

Diminuendo la temperatura di funzionamento otteniamo una lampadina che dura molto di più, ma che consuma molto di più di quello che crediamo.

Aumentare la durata di funzionamento ha un altro effetto collaterale: ricordiamo vero che il filamento sublima o evapora dallo stesso?
Bene, da qualche parte deve finire e finisce sul vetro dell'ampolla, essendo piu' freddo, causando così un annerimento dello stesso.

Una lampadina che duri molto di più non solo riuscirà a stare accesa anche quando il filamento ormai sarà piuttosto rovinato dai gremlins della termica, ma questo avrà come effetto collaterale di incrementare la quantità di filamento che andrà a depositarsi sull'ampolla e, a fine vita, avrò una lampadina non più trasparente.
Possiamo vedere spesso l'effetto nei fanalini posteriori delle auto per quei furbi che ne cambiano una sola delle due per risparmiare 3E ed è facilmente visibile che quella sostituita emette anche 5 volte la luce di quella vecchia.

Giusto per capire quanto importante e' il processo termico: nelle alogene l'ampolla e' tenuta molto piccola (e di materiali speciali che non fondono che a temperature alte come il quarzo, da cui uno dei nomignoli) per raggiungere temperature simili a quella della sublimazione del metallo e per evitare che si depositi su questa superficie, che e' comunque più fredda, esistono appunto degli alogenuri che evitano al metallo di depositarsi.
Al momento di spegnere la lampadina alogena il filamento di metallo diventerà molto più freddo del “vetro” e il metallo sospeso tenderà a depositarsi sul filamento.
Ovviamente tornera' a caso, altrimenti le lampadine alogene sarebbero eterne.
Questo processo permette a questo tipo di lampadine a incandescenza di avere un rendimento decisamente superiore e nel contempo durate elevate.
Ed è anche il motivo per cui un alogena che venga utilizzata sotto dimmer ha bisogno di essere ogni tanto portata al 100% per evitare che, non innescandosi il ciclo, si trasformi in una lampadina del 1920.

se siamo arrivati fino a questo punto abbiamo capito una cosa banale:
più dura più consuma,
meno dura più fa luce.

Torniamo agli anni 20.

Negli anni 20 esistevano problemi di questo tipo, ma molto ampliati data la grande artigianalità che ancora permeava il settore.

Non è come oggi che, salvo che compro una lampadina cinese marcata “mobiliere” o “salumiere”, ho delle certezze di durata : compro una lampadina da 100W ad incandescenza avendo la certezza matematica che duri circa 2000 ore.

Così come se vado a comprare una alogena long life durerà 4000 ore, esattamente come una long life ad incandescenza non alogena.

Lo stesso giochino lo ritroviamo persino sulle LED. 
Infatti hanno lo stesso identico problema, anche se derivante da una motivazione completamente diversa per quanto termica. Ci sono in commercio delle LED cinesi che al di là di quello che c'è scritto sulla scatola non raggiungono le durate di una lampada ad incandescenza. 
Dopotutto comprare una lampadina prodotta in cina da un mobiliere non è una cosa furba.

Negli anni 20, stavamo dicendo, era un gran carnaio ed era impossibile per una persona sapere a priori se la lampadina faceva luce o sarebbe durata.
Cavolo stiamo tornando agli anni 20 con i LED.

Spesso i costruttori non avevano degli standard qualitativi per aspirare a dare una risposta esatta. Ogni fabbricante aveva un'idea tutta sua di cosa doveva essere la durata e l'efficienza.

In linea teorica, come abbiamo visto,  è possibile fare delle lampadine che duri decine di migliaia di ore, come lampadine che durino 50 ore come quella che vi erano in alcuni episcopi e lavagne luminose (oggi sostituite da alogene della medesima classe di durata da 400W 36V: poca spesa tanta resa). Come mai il trambusto?



Perche' i complottisti fanno notare che esiste una lampadina a incandescenza che è durata più di 100 anni ed è tuttora bella accesa, bella per modo di dire, in una caserma dei pompieri.
Ci scrivono interi pamphlet sulla magnificenza di questa lampadina di medda. 
I giornalisti idioti,  ci sono almeno 10 articoli delle testane nazionali, vanno dietro perche e' bello parlare sbavando di obsolescenza, di multinazionali imperialiste kkattive e altre cose per il popolino bove assetato di una vendetta di classe.

In realtà non è un gran successo tecnologico basta fare una lampadina con un filamento grosso come un bue marino che emette principalmente nell'infrarosso e fa pochissima luce.
Con un po' di fortuna i decenni passano facili.

Infatti e' una lampada da 4W con un filamento da 60W venuto un po' male.
In pratica e' un grosso filo di carbone arroventato piu' che una lampadina.Si Si usava il carbone, e lasio immaginare come era estruso per fare un filamento.

La lampadina deio 100 anni sottolinea la poca qualita' produttiva, non un vanto dell'epoca che fu come si vorrebbe far passare. 
Tecnicamente parlando e' una stufetta piu' che una lampadina.

Potete vedere che non fa luce dalla webcam dedicata alla tristezza.


La lampada dei 100 anni e' la dimostrazione, invece, del fatto che occorresse una regolamentazione: compri una lampadina e non fa un caxxo di luce, consuma a bomba e la passi ai nipoti che a loro volta sono condannati a non leggere il giornale, cosa per cui hai comprato la lampadina.
Volete anche voi avere una lampadina dei 100 anni?

E' facilissimo!

Prendete un trasformatore e la vostra lampadina comprata per il 220V 100W alimentatela perché si accenda appena, probabilmente sui 50V va bene.
E' probabile che per come fanno gli attacchi oggi sia piu' facile che il portalampada vi spacchi, o si demolisca la vite che la vediate bruciare prima di essere seppelliti.
Che poi queste lampade siano utili e' altro.

Non e' un caso che di quelle lampadine, di quell'epoca, ne siano rimase in giro un numero considerevole, tenuto conto di quelle che non arrivavano ad un'ora, quelle cadute, quelle con il filetto spaccato.

In tutto questo caos i principali costruttori di lampadine degli anni 20 decidono di fare una cosa buona e giusta: definire una durata standard per le lampadine e che questa doveva essere di 1000 ore.
Poi ovviamente hanno cercato di segare i costruttori secondari, ma tant'e'... gia' che sei in ballo... sei sempre in competizione, no?

Questa riunione per settare gli standard è una cosa molto buona per il consumatore perché così, quando va a comprare una lampadina come fa di solito: “vorrei una lampadina e non me ne frega niente di tutto il resto grazie” evita di tornare a casa con una lampadina da 50 ore e dopo 15 giorni trovarsi al buio.
Ricordiamo che le lampadine nel 1920 non erano proprio regalate, era hi tech come un telefonino oggi, e una lampadina che bruciava e' una balla botta. Alcuni film e serie che sono ambientati all'epoca mostrano un uso disinvolto delle lampadine, oggi sono oggetti da 1E, ma all'epoca rompere una lampadina era come fracassare uno smartphone oggi.

Quindi il grande mistero cospiratorio si riduce a standardizzare a 1000 ore la durata delle lampadine per permettere un confronto rapido che permette di scegliere quanta luce si desidera.
Cavolo, si dovrebbe fare anche con il LED che spesso durano meno. Un accordo fra aziende per standardizzare CRI>85 e durata della lampada garantita di almeno 5000h, altro che quella meddina da salumiere che non si sa che cavolo dura e fa una luce di medda.

Incredibile che ci sia ancora qualche stupido che creda che esista un mistero dietro ad una lampadina malfatta che doveva fare luce e, invece, serve solo a generare complotti.

Un altro  mistero e' l'eventuale esistenza delle sinapsi nel cervelli di alcuni.