mercoledì, maggio 04, 2022

guerra e media

 


Come avete notato non mi piace scrivere della guerra, avrei tonnellate di cose che mi sembrano intelligenti da dire, ma rimango sempre "allarovescia" e in questo argomento ancora più lontano dal mainstream.

Ma la guerra per me, anche solo parlarne, e' qualcosa come il post vomito che avete quella sensazione in gola e quel sapore... perché significa la morte della ragione.

Non e' giusta o sbagliata, e', banalmente, da insetto e fa ricordare che siamo uguali allo stupido stercorario.

Quello pero' che tutte le cavolo di volte che gli umani decidono di regredire sulla scala evolutiva cercando di distruggere i confini, di fatto e' questa la guerra (i confini si levano unendosi o picchiandosi), i giornali partono non quel non so che di paternalistico.

E il paternalistico a me ha sempre fatto girare i coxioni, fin da piccolo.

Per quelli che non pensano che le bestie non facciano guerre, pensiamo solo ai canidi che tracciano confini di piscio sul mio ingresso di casa,  e' solo perché l'uomo si sente superiore e non comprende che quel canide,  trattato come "dolce amico peloso" è  in realtà un feroce assassino stragista e  sta dichiarando guerra al mondo.

Se non credete a questa versione dei fatti, in cui "l'amichetto dolce e peloso" e' un piccolo e sanguinario fetente con manie di cancelliere baffettato, possiamo passare ad un animale piu' simile a noi, la scimmia.
Magari riconoscete lo schema.

Sono state notate varie guerre di scimmie, la prima che e' stata documentata (perché noi ci sentiamo cosi' migliori che non pensiamo di essere animali) e' la guerra degli scimpanze del del Gombe, nota anche come guerra dei quattro anni del Gombe.
Una storia oltremodo interessante.
Sostanzialmente nazioni di scimmie facevano una pantomima dei romani (sarebbe piu' corretto il viceversa) con tanto di ratto delle sabine.
All'epoca (1974) desto' vari insulti dai vari benpensanti che fra "la natura e' BBuona" e la teoria dell'indigeno buono pensarono che fosse una burla.
Nella realta' dei fatti una guerra guerreggiata piena di morte e sangue, attacchi a sorpresa e genocidi pianificati come siamo abituati a leggere sui libri di storia, con l'evidente differenza che gli scimpanzé non parlano e non forgiano armi.  

Torniamo ai casti e puri che schifano la guerra dal loro scranno di perfezione.

Questo tono paternalistico irrompe particolarmente quando si vuole mostrare che cosa fanno “alcuni” o “altri” di brutto in guerra, come se la cosa non solo non era degna dell'uomo, ma non ci riguardasse, perché NOI, solitamente inteso come noi stato (italiani) santi e civilizzati non lo faremmo MAI.

Cosi' girano immagini e commenti sulla violenza della guerra.
Come dire: in guerra si uccide, ma noi, italiani santi, mai lo faremmo di uccidere il prossimo.
Guardate cosa fanno la QUELLI.
Come dire, nessuno in Italia e' ladro, figuriamoci assassino. Ho subito decine di furti alle attivita', ma devono essere stati i russi.
Mai che ne avessero beccato uno neppure quando ho trovato, per una casualita', un ricettatore.

Passano i giorni e arrivano nuove immagini e commenti sulla violenza della guerra.
Ci fanno vedere i civili in difficoltà, spesso uccisi, come se fosse una novità che in guerra si uccide e quando spari, beh, qualche morto lo si fa.
Non sono caramelle.
La guerra e' una cosa da scimmie, non è una roba da astronomi, e' una cosa da spaccatori di pietre imbruttiti che spaccano teste.
Ma i media sottolineano:
guardate cosa fanno la QUELLI, che VIOLENZA.
Con il sotto inteso paternalistico “noi non lo faremmo mai, non siamo cosi' violenti”
Se per un convegno economico o per una gara SPORTIVA in cui quelli che ti stavano piu' simpatici hanno perso hai devastato una città, chissà cosa fai in caso di guerra.
Evidentemente fracassare la faccia di un carabiniere con un estintore o gambizzare un manager Fiat in tempo di pace non e' violenza
MA la dialettica paternalistica e' “noi siamo i buoni...”

Passano ancora i giorni e arrivano nuove immagini e commenti sulla violenza della guerra.
Ci fanno vedere i cumuli di cadaveri, come se fosse una novità che in guerra si uccide e quando spari, beh, qualche morto lo si fa. Anche collaterale.
La guerra e' una cosa da scimmie... eccetera
Ma i media sottolineano:
guardate cosa fanno la QUELLI.
Con il sottinteso paternalistico “noi non lo faremmo mai, noi siamo civili”
Come per dire che noi in guerra non abbiamo fatto roba del genere. Suvvia, resistenza (dalle mie parti si ricorda che non erano santarelli), camicie nere, tutta brava gente, parecchi ancora in giro.
MA la dialettica paternalistica e' “noi...”

Passano ancora i giorni e arrivano nuove immagini e commenti sulla violenza della guerra.
Ci parlano degli STUPRI, come se fosse una novità che in guerra si uccide e tanto la devi accoppare, e' un morto, un oggetto inanimato che però ancora respira e ne approfitti. Non condivido, ma non sono mai sto in guerra e immagino che per sparare devi degradarti di testa e quello, ormai, e' un corpo senza vita, solo che ancora respira.
Per i media è piu' importante che il soldato stupri una tizia che il soldato uccida la tizia, la famiglia e il resto del quartiere.
Lo stupro e' un must, e' pruriginoso.
Lo stupro è la notizia, perché il sesso è la notizia, non i 20 morti fatti in contemporanea dallo stesso tizio.
La guerra e' una cosa da scimmie... eccetera
Ma i media sottolineano:
guardate cosa fanno  QUELLI.
Con il sotto inteso paternalistico “noi non lo faremmo mai”
Come per dire che noi in guerra non lo facciamo, lo stupro lo facciamo in metropolitana e questo va bene, ma in guerra no!
Giammai!

MA la dialettica paternalistica e' “noi... brava gente”

Bravissima gente con il 110%.

Mi permetto di guardare un attimo nel 1992, non troppo tempo fa, la Somalia cadde nel caos incredibile che sfociava in una guerra civile fra poveri e affamati: la comunità internazionale decise di portare il proprio sostegno alla popolazione somala, compresi aiuti militari per evitare quello che i gallinacei di Renzo facevan sulle sue spalle, mal comune doppie botte.
Le prime truppe ad arrivare furono quelle americane e altri paesi ONU mandarono i propri soldati fra cui la brava gente santa subito del bel paese di cioccolato chiamato itaglia, ilia, ita, taglia, beh, quelli santi.

Non era una guerra, era una sorveglianza, ma l’accoglienza non fu per nulla calorosa: i ricordi di quanto eravamo brava gente decenni prima ancora era trasmessa intensamente fra generazioni.

Cosi' i soldati italiani cominciarono a fare cosine carine come  quando entravano nei villaggi per perquisire alla ricerca di armi: distruggevano le capanne o rovesciavano le riserve d’acqua, di fatto condannandoli all'addiaccio, alla sete e alla fame. In pratica alla morte.

Da li i Somali divennero ancora piu' simpatici e allora gli italiani cominciarono a fulminare testicoli (letteralmente) e a pestare gente seguendo poderosa e ferrea logica che se non riescono a stare in piedi non possono rompere i coxlioni a chi e' venuto a salvarli dalla violenza.

Ovviamente i civili ogni tanto ci lasciavano la pelle.

Poi, siccome una cosa tira l'altra, non vi e' 2 senza 3 e il resto vien da sé,  cominciarono a stuprare, pare anche bambine. 

ricordo, 1992.

Chissà gli italiani, brava gente simpatica, cosa fa in guerra se come poliziotto fa quello.

Il problema e' che tutti vogliono sentirsi superiori, pensare di essere santi, illuminati eccetera.
I media rispondono alla domanda di troculenza filmica inondandoci sia della violenza richiesta dal consumatore, sia nella rassicurazione di non essere assassini o ladri mentre si ruba la bici e si gode dei morti.

La guerra e' la parte piu' bassa dell'umano, che piaccia come a molti, o meno. 

L'unica cosa che ci separa dagli animali e' la capacita' di leggere e studiare, chi e' molto educato non si mettera' a defecare sull'angolo della piazza come fanno a 50m da me con tutti i problemi sanitari di conseguenza, ma trovera' un bagno e quello sara' disponibile e pulito perché e' ovvio che se lo lasci così lo ritrovi tale.

La violenza e la guerra e' solo una risposta che puo' dare chi non ha argomenti.
E l’Italia e' un paese poco istruito e quindi violento, non possiamo certo parlare dall'alto di qualcosa.

8 commenti:

Cebocappuccino ha detto...

Stesso discorso vale a che per i giornalisti/YouTuber che spacciano geopolitica spicciola. Non capisco nulla di guerra, ma ho paura che il conflitto peggiori con il rischio dell'autoestinzione dell'essere umano.

maas75 ha detto...

Nessuno è contento di quello che ha e cerca di portare a casa più di quello che gli spetterebbe. Tutto bene se è frutto di duro lavoro (o rara botta di fortuna, perchè no) ma
le nazioni-imperi come la Russia sono espansioniste per natura. Piuttosto i loro cittadini campano a barbabietole e cipolle ma vogliono essere sicuri di vivere in una nazione temuta e rispettata. Non parliamo poi dei governanti convinti di passare alla storia a tutti i costi piuttosto che sviluppare le loro nazioni. Difatti la Cina che è più furba sta cercando un dominio economico prima di iniziare rischiose guerre, almeno finora.
Speravo in un'unione tra intelligenze umane per nuove scoperte scientifiche per risolvere i problemi energetici, climatici, nuove esplorazioni spaziali ecc.
Invece a quanto pare abbiamo ancora bisogno di fare a gara a chi ce l'ha più lungo.

Cullà ha detto...

La guerra fa schifo, ma non è "l'argomento di chi non ha argomenti". La violenza tra singoli è sicuramente così, perché i singoli vivono in una società che regolamenta diversamente le controversie.

Tra nazioni, però, non esiste niente di simile a tribunali e polizia, se non altro perché non esiste un entità con il monopolio legittimo della violenza tra stati.
Se il paese A vuole i campi fertili del paese B cercherà di comprarli o di ottenerli in cambio di accordi, ma se non funziona o se gli accordi vengono violati, non ha altri strumenti che la guerra perché non esiste una "polizia delle nazioni".

L'unico modo di non avere più guerre è un governo mondiale. Che però sarebbe un monopolista, ovvero potrebbe fare schifo a piacere nei confronti degli individui (tipo nord korea, ma peggio).

@maas75 è proprio perché ci sono i problemi energetici e di scarsità di risorse che si fanno le guerre. Non sono una gara a chi ce l'ha più lungo, ma una competizione per risorse limitate, come qualunque animale del mondo fa'. Se non ce n'è per tutti, ci si ammazza per ottenerlo.

Celso ha detto...

La guerra dà semplicemente la stura alle pulsioni represse... poi dipende dal carattere, che qualcuno definì il comportamento di una persona quando sa di non essere osservata.

Il 110% non lo denigrerei così tanto
https://www.ilsole24ore.com/art/riscaldamento-e-boom-legna-e-pellet-AEto22VB

blu-flame ha detto...

x Celso

i pellet
La masturbazione del solito asso-qualcosa e la sua elevazione sul sole24 e' dato da 2 cose.
-In ita ormai non si fattura, qualsiasi aumento di K (come direbbe l’imbruttito) e' da considerare ottimo.
E si festeggia.
-Prima erano solo i giornaletti (ricordi quando parlai di microeolico e mivar?), oggi che siamo nella medda tutti. Perché il sole24 sta diventando un giornale di medda come tutti gli altri, da quando poi ha avuto problemi finanziari grossi non esiste piu' un controllo e negli ultimi 5 anni sembra sempre piu' spesso di leggere repubblica.
-se puzza di greeeeeeen deve essere portato come salvifico (rinnovaBBile, che poi non e' neppure vero)
-Molto import arrivava dalla russia e dalla ucraina (anche radioattivo, ma e' un'altra storia) ma si puo' dirottare e costa meno del metano che e' stato spinto dal solare

Ad oggi nel nord e' per 6 mesi all'anno la fonte di inquinamento piu' ampia, piu' del trasporto, piu' dell’industria, e anche sui 12 mesi non e', come ordine di grandezza, minore.
Praticamente quasi peggio del carbone, che se ci pensi, e' legno invecchiato milioni di anni.

In realtà ne ho parlato molto, e ho anche fornito un link
https://aspoitalia.wordpress.com/2015/12/30/inquinamento-il-colpevole-nascosto/
ad oggi e' stupido usare i pellet, solo i verdosky sono felici.

Il 110% e' la cosa peggiore che poteva esistere, una cosa stronzissima e che ha fatto solo buchi di bilancio, andebbe immediatamente fermata e messo in galera chi ha firmato una simile castroneria per affossare un paese.

wappy ha detto...

Io sono del settore edilizio e confermo al 110% che quest'ultimo è una stronzata supersonica, al pari dei vari conto energia. E il solito togliere ai poveri perché i ricchi siano più ricchi.
Per i pellet sono pure d'accordo, sono una sciagura ecologica (a meno che uno non si doti di camini a norma che abbattano i fumi come le centrali elettriche, non ci credo nemmeno per un secondo qualcuno se ne doti), in Val Padana dovrebbe essere vietata per legge, altro che rompere le scatole alle persone con una macchina a gasolio!
Nel bel libro di Michael Shellenberger "L'apocalisse può attendere", di uso della legna legato ai maggiori inquinamenti se ne parla eccome!

Oliver ha detto...

Il 110% insieme al reddito di cittadinanza penso siano le manovre più stupide che solo un governo di imbecilli poteva pensare. Sarebbero stati interventi stupidi anche in un qualsiasi paese scandinavo, ma esponenzialmente stupidi in un paese come l'Italia. Non solo per questioni di malcostume, ma perchè in Italia abbiamo un sacco di macroscopici problemi da quasi 30 anni e nessun governo ha mai seriamente tentato di risolvere. Concordo al 110% con bluflame nell'intervento precedente. In più aggiungo che molti interventi ricadenti nell'ambito del superbonus si sono limitati alla ristrutturazione di impianti esistenti in case prive di isolante con pompa di calore. Altri a fotovoltaico e pompa di calore, con impianti a radiatori. Ovviamente questo per quel che riguarda gli interventi trainanti, ma poi si è messo mano anche al resto grazie agli interventi trainati. Per non parlare di chi aveva qualche soldo da investire, ha acquistato un immobile, risanato grazie al 110 e a breve lo rivenderà. Ah sì, le parcelle dei tecnici (ricordiamo, il termotecnico medio in Italia fatica a capire la differenza fra pcs e pci di un combustibile, figurarsi essere in grado di fare una diagnosi energetica), quelle sfiorano il 12% dell'intervento...

Celso ha detto...

@Oliver "a breve lo rivenderà" bisogna vedere cosa vuol dire "a breve"... per cinque anni non puoi (o devi restituire la plusvalenza allo stato.

Il link all'articolo sulle biomasse era inteso nel senso che l'alternativa "economica" al fare le cose per bene (cappotto, fotovoltaico, accumulo sennò è più dannoso che altro, e pompa di calore) è quella, per l'italiano medio.
Se il metano e la corrente continuano a costare così, non mi meraviglio del boom, con tutte le conseguenza del caso. Lo lessi il tuo post, a suo tempo.

Il 110% ha dei punti deboli, primo fra tutti l'aver messo il coltello dalla parte del manico a una schiera di liberi professionisti che non qualificherò per non beccarmi una querela.
Dico solo che avendo visto in prima persona come detti professionisti (tutti) lavorano, mi meraviglio che l'Italia non sia messa molto ma molto peggio di come sta adesso.