martedì, settembre 22, 2026

Mushoku Tensei

 


 

 Mushoku Tensei, o come accade per i titoli logorroici jap: Reincarnazione di un senza lavoro eccetera
o se preferite come lo chiamiamo io e la mia ragazza Paul, dal nome di uno dei personaggi più divertenti dell'anime, un puxxaniere cosmico che finisce per mettersi, grazie al suo birillo, in situazioni non edificanti

Questo anime è tipicamente il rappresentante più classico possibile della categoria isekai.

Ci sarebbe da dire parecchio sulla categoria degli isekai visto che oramai e' forzosamente infilato nella storia il fatto che per forza deve essere qualcosa che abbia a che fare con la questione isekai.
Abbiamo provato a vedere storie in cui il protagonista era un protagonista assolutamente normale che non aveva nessuna necessità nella trama di essere un isekai, tanto meno di un'epoca come la nostra.

Eppure in questi isekai "controvoglia" bisognava spiegare che proveniva dalla nostra epoca e assolutamente il mondo delineato doveva essere un qualcosa tipo il medioevo occidentale ma senza le sue problematiche: far morire di peste po di raffreddore il protagonista non molto vantaggioso per la trama.
Insomma gli isekai ci hanno rotto il rame lutezio (Cu Lu)
Possiamo dire che molti buoni anime sono isekai, ma di certo possiamo affermare che i peggiori di certo lo sono!
Ebbasta isekai :-)

 Questo anime punta tutto fin dall'inizio sulla metodologia iseki "standard" a mani basse aggiungendo carbone nella caldaia delineando come completamente inetto e non certo positivo il personaggio principale che si trova  in situazioni non piacevoli nella precedente realtà. 
Nella nuova realtà, nel nuovo mondo, il protagonista non può sfruttare, come avviene in altri esagerati prodotti attuali, la conoscenza dell'epoca di provenienza tranne giusto la coscienza o poco più.

Proprio qui che si gioca l'intera partita. 
Da un lato abbiamo questa persona spaesata, la forza della trama punta tanto su questo fattore di riscatto. 
Dall'altro abbiamo un mondo che è assolutamente preciso nei canoni ideali del genere: 
magia
creature
nobili
Dei
e tutti i collaterali fantasy fiabeschi che ci potremmo aspettare, nessuno escluso. 

Se da un lato può sembrare un panino eccessivamente imbottito, con tutti gli ingredienti possibili del supermercato, fino ad essere assurdamente banale, dall'altro riesce con degli escamotage di narrazione rimanere sempre leggero nonostante non sia così leggero come vuol far credere. 
Anche quest'ultima cosa è un classico della narrazione giapponese, introdurre cose tragiche e riuscire a raccontarle in maniera leggera.
E voi mangiate il panino Paul imbottito con alici, gorgonzola, tofu, pizza, fichi e torta come se fosse la cosa piu' normale dell'universo.

Anche la trama e' "salve, uno di tutto grazie!"
Si passa dalla slice of life campestre, alla nobilta', passando per la vita scolastica, l’avventuriero e l'ammogliato.
Quando sta per cadere nel cliche' piu' duro "ecco so gia' come andra' a finire" ecco che cambia prospettiva.
Ogni tot tutto quello che era in essere viene stravolto e si riparte da capo con una paradossale continuita'.
Come dite? nel panino con torta alle fragole prosciutto e crostata vi sembra strano il merluzzo alla griglia condito con asparagi e gamberi?

Le prime serie corrono dritte come un fuso e rappresentano un vero e proprio binario dritto che va quasi sempre dove ti aspetti, salvo poi ricominciare daccapo, e lo fa nella maniera migliore e improvvisamente introducendo roba a badilate senza causare troppi buchi di trama, ma sempre interessante nella metodologia. 

Se dovessi dire cosa e' il genere isekai direi Paul. 
Un istanto classico motto hotto.

Voto 8. 

 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono un lettore di manga da quando ero ragazzino, e ho ricominciato anche ora che ho mezzo secolo sulle spalle, ma 'sta moda presa dai webnovel dei titoli chilometrici "reincarnated as a..." non la sopporto :D

Comunque tempo fa ho letto, forse su reddit, una considerazione interessante proprio sugli Isekai, la riporto qui, non essendone un grande lettore non so quanto sia accurata, ma è plausibile...

They allow Japanese readers to more easily relate to a protagonist who has modern Japanese cultural sensibilities in a primarily western-trope genre (fantasy). The writer doesn’t have to explain any Japanese inserts into the tropes and can do less research. No need to explain why the reborn peasant is suddenly making miso soup and rigging up his own kotatsu.
These protagonists are also great for waxing on about how great Japanese culture is in a foreign setting without them having to worry about crossing the Japanese taboo of out-and-out nationalism. A lot of isekai is basically about being Japanese, just somewhere else without the bullshit of Japanese work culture. It allows the reader to lord over the backwards natives who are blown away by things like steamed potatoes.
Also escapism and sexual fantasies, but you can have those in fantasy too.

CeboCappuccino ha detto...

Detesto il fare del protagonista troppo pervertito e le sue gag. Alla fine diventa troppo pesante.