I sindacati italiani potremmo definirli "gli inutili" o forse "i mentecatti".
Negli ultimi 30 anni sono piu' i danni che i vantaggi che hanno dato e spesso altro non sono che l'ennesimo attrito inutile in questioni da se complicate.
Photo: al contrario di molti marchi amati dal peone italiano possiamo vedere una stampa che collima, fatta su misura per l'abito, tessuto sostenuto e che necessita di mano d'opera che sa tenere in mano una forbice.
Insomma e' roba migliore di Uniqlo, marchio che svernicia moltissimi pseudo stilisti che tagliano a materasso e non sanno come si fanno le stampe.
Che ormai a milano vedi per lo piu' sfilare roba che andrebbe su di una bancarella a 10E in tinta unita e persino T-shirt in tinta unita.
Forse non conoscete lo stilita Alexander McQueen, del resto noi italici perfino su wiki non lo caxiamo, perché chissene non ha un nome italiano.
In realtà il tizio era molto italiano come molti stilisti che si installano nel milanese (unico posto europeo in italia e uno dei luoghi della moda), ma forse era troppo gay per l'italiano medio...
McQueen ha messo in scena molti dei suoi spettacoli, perche' le sfilate serie questo dovrebbero essere, in modo insolito o drammatico. Del resto era un vulcano di idee
McQueen da bravo creativo non si limitava al proprio giardinetto ha creato disegni personalizzati per gli artisti musicali David Bowie e Björk, che sono stati utilizzati nelle loro copertine e tour, ma anche come Lady Gaga che ha indossato diversi disegni McQueen (es Bad Romance)
Dopo aver lavorato a milano per vari stilisti e fondato la propria casa di moda cede il 51% del pacchetto ai francesi di Gucci che, ricordo, sono un brand di kering. Solito discorso della finanza italiana stracciona e aziende sottocapitalizzate per via di tasse e stato.
Cosi' il nostro eroe fa soldi a profusione
Il problema e' che nel 2010 finisce la sua vita da impiccato (andate su wiki se volete piu' roba sulla sua vita, ovviamente non quella italiana).
Come spesso accade in questi casi con un ultimo boom di vendite alla morte del fondatore poi l'azienda tende a collassare, salvo che il brand riesca a trovare una sua realta', ma e' raro.
Inoltre se brand meno interessanti che guadagnano poco come ferrari avevano una base negli italiani arricchiti, McQueen era da intenditori e gli italiani non lo conoscevano.
ora e' arrivata l'ora funesta.
il gruppo Kering, e' ora guadato da Luca de Meo, quel de Meo ex amministratore delegato del gruppo Renault.
Appena insediato vista la situa mondiale, ha preso subito decisioni di rilievo, come la cessione della divisione Beauty a L'Oréal e... la riorganizzazione di McQueen che non sta piu' in piedi dopo il boom del post mortem.
"In casi complessi come quello di McQueen, dove il brand registra perdite significative, la soluzione è molto semplice: dobbiamo ristrutturare."
del resto le soluzioni sono solo 3:
1) vendi il doppio dei pezzi con gli stessi prezzi
2) puoi permetterti un aumento del triplo dei prezzi senza diminuire i pezzi
3) hai meno costi (aka dipendenti)
Caso italiano nel mattone, maglio se puzza di solare: ti fai dare un bonus.
Visto che vendere il doppio non e' che puo' capitare perche' il CEO e' simpa, visto che nessuno puo' permettersi di triplicare i prezzi senza un vendor lock-in o scenari molto particolari e questo non e' un muratore che monta dei pannelli solari direi che rimane una sola cosa da fare:
Meno costi (aka dipendenti)
Alexander McQueen (la societa', ovviamente) ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede esuberi pari a circa un terzo della forza lavoro, 54 persone.
Non dovrebbe essere una sorpresa.
Avete alternative come CEO?
inoltre altri nomi del guappo si trovano, anche per la congiuntura mondiale (gli oligarchi russi che compravano MOLTE badilate di sta roba hanno i loro problemi, per dirne una)
Questa e' stata la risposta dei sindacati:
cosa dicono?
sindacati in piazza contro "l’arroganza del gruppo"
"si è registrata una chiusura preconcetta al dialogo.
Le decisioni sembrano arrivare da precise direttive del gruppo, che stanno determinando un arretramento nelle relazioni industriali, negli accordi sindacali e nei diritti dei lavoratori”.
Capisco tutto quello che volete ma una cosa dovrebbe essere chiara a costoro:
i soldi che servono per fare le vostre buste paghe dipendono dal fatturato dell'azienda.
Senza fatturato perche' crollato i casi sono due
si fallisce
oppure devono diminuire gli stipendi.
Terza via non esiste, salvo che si possa credere al fatto che i soldi piovano giù dal cielo crescano sugli alberi
Questa situazione e la più classica delle cose che non riescono a capire quei menteccatti dei sindacati che invece in queste situazioni potrebbero aiutare i lavoratori, non danneggiare l'azienda causando altri disoccupati.
Siccome i sindacati non possono certo aumentare le borsette da 2000E vendute, salvo comprarle in blocco con gli stipendi dei lavoratori e' chiaro che non e' che possano fare molto.
Ora vi faccio una domanda:
Questo inutile sbandieramento di bandiere rosse come lo vede l’azienda?
Lo vede come un aumento di costi senza aumentare il fatturato.
Ovvero meno dipendenti nei prossimi mesi.
Eppure ci sono molte cose che i sindacati potrebbero fare in Italia, cose che incrementerebbero gli stipendi e aumenterebbero i posti di lavoro.
Sentiamo cosa ha detto il primo maggio Landini (capo dei cret..?):
“La vera emergenza? I salari. Ma il governo non fa nulla per aumentarli”
Il problema, per landini e' solo il governo che non aumenta per decreto "bacchetta magica" i salari.
Puo' anche essere vero che il governo non fa molto, il governo puo' fare molte cose (scuole, zappare i bonus, togliere la pioggia al sud...) se non si oppone "qualcuno" come succede tutte le volte in 40 anni.
E' un lavoro complesso di durata decennale, il governo puo' fare molto. Ma non aumentare gli stipendi per decreto.
Vediamo come dovrebbe agire secondo il decerebrato landini.
“Occorre introdurre sistemi che permettano annualmente di aggiornarli [gli stipendi] in base all’inflazione. ... Oggi noi abbiamo un problema salariale grande e il problema vero è aumentare i salari”.
Il salario si aumenta per decreto: fine.
È da qui che parte e finisce la complessa, sofferta e ragionata riflessione del sofisticato Maurizio Landini.
sim sala bim e lo stipendio e' raddoppiato!
il fatto e' che landini e' rimasto fermo agli scritti del Marx del 1860 dove uno zappaterra analfabeta e un trilaureato sono la stessa cosa, e infatti dice:
"Nei contratti di lavoro ci sono tre voci.
La principale è la paga oraria.
È quella che determina quanto si guadagna, incide sui turni, sui contributi, sulla pensione.
Se vuoi aumentare davvero i salari, devi aumentare la paga oraria"
Eggia', li sordi e il tempo.
Peccato che in molte aziende i soldi e il tempo valgano solo per chi sta svuotando i cestini o pulendo le finestre.
La paga per un azienda e' data da quanto sei utile, non da quante ore stai in azienda.
Perche, ricordiamolo:
Il fatturato crea la paga.
Landini e' fermo a Marx dove l'orario crea il valore (le sue valutazioni implicavano anche questo).
Oggi non lo dovrebbe neppure affermare uno che ha fatto ragioneria.
Del resto landini e' uno con la sQuola media, che ne sa di bilanci: ha letto marx, che era destinato a chi sapeva leggere e scrivere nel 1800 e ha preso per oro colato quei primi tentativi di capire il nuovo andazzo.
Pero' l'ignorante parla e non e' a pulire i water a malpensa (dove ne hanno assai bisogno).
Dovrebbe essere chiaro che se uno che pulisce i cestini un europa prende X e uno che sa progettare un "qualcosa" prende 10X e' evidente che non e' il numero di ore che fa la busta paga.
Neppure il "decreto"
Perche se uno con skill prende in 4 ore quello che un unskilled come landini prende in 40 ore e' evidente che non e' il numero di ore che fa la busta paga.
Anche nei sogni bagnati di landini, mentre cerca di capire perche' Pierino ha piu' mele di Pippo nel problemino delle medie, al massimo possono esserci aumenti di stipendio del 2-4% (che causerebbero disoccupati come sta avvenendo in UK), ma una differenza del 1000% lo fa una voce che si trova in busta paga come implicita, ma un analfabeta non sa leggere: gli skill.
Alla fine, salvo che tiriate il bullone, lavori che non esistono piu' massacrati da robot e vietnamiti, all'azienda di quante ore fate, e di conseguenza quale sia la vostre paga oraria, non frega nulla.
All’azienda interessa se un lavoro viene fatto. Il fatto che ci mettiate 1h o 100h non interessa.
Anzi se lo fate in meno tempo vi paga di piu'.
Chiaro che del costo orario, tanto caro a landini e ai sindacati arteriosclerotici, non interessa nulla.
Non e' mai interessato nulla, salvo che siate la tizia che apre la porta e quindi dovete essere li davanti 8h al giorno perche' il vs compito e' essere li.
Quando gli stipendi aumentarono negli anni 80 i italia non fu grazie ai sindacati (che volevano spostare la produzione al sud per abbassare gli stipendi al nord), ma fu perche' l'istruzione saliva da zero a "leggere E scrivere" e ci furono tanti che facevano persino ragioneria come le scuole professionali.
Poi si fermo' li come gli stipendi che si fermarono nella salita.
Oggi un laureato "utile" in italia e' piuttosto raro come un ITIS.
Spesso sono 3za media o similari (es laurea in filosofia dopo un classico)
Da qui i bassi stipendi
Cosa hanno fatto i sindacati per aumentare gli stipendi?
NULLA
Neppure proporre in contratto la formazione continua (che e' spendibile anche in caso di licenziamento e causa aumenti di occupati!)
I sindacati italiani hanno sempre l'idea del confronto violento, della GUERRA.
Ci sono dei licenziamenti perche' l’azienda e' in difficolta'?
Sciopero violento: guerra contro l'azienda!
Ci sono dei licenziamenti perche' l’azienda chiude?
Sciopero violento che si riapra con i soldi dei contribuenti (e iscritti al sindacato!).
Se poi, rubati i soldi, giustamente chiude di nuovo dopo lo spreco pubblico che ha causato licenziamenti collaterali?
Sciopero violento II
Ci sono dei licenziamenti perche' l’azienda ha problemi logistici (presente la ns situazione, vero?) o energetici?
Sciopero violento
Al massimo si chiede un bonus dalle tasche dei lavoratori nazionali (aka licenziamenti collaterali).
Finisce il bonus finito tutto.
Altro sciopero violento contro l'azienda kattiva
(presente le fonderie di alluminio morte di solare?)
Nel frattempo nei negli ultimi 6 mesi in italia abbiamo assistito ad oltre 100 scioperi nel trasporto nella mia area (spesso ho dovuto prendere l'auto o spostare/rinunciare a dei movimenti) cosa che ha causato costi alle aziende (meno stipendi) e piu' costi ai lavoratori (lo stipendio non basta piu')
Quindi complimenti ai sindacati di medda.
Forse bisogna ricordare che lo sciopero e' un sacrosanto DIRITTO per portare voce alle proprie giuste necessita' e richieste legittime che potrebbero essere messe in discussione da posizioni di forza non paritetiche.
NON e' un modo per CALPESTARE i DIRITTI della popolazione che ti circonda cagandogli in testa a raffica, cosa che avevo detto anche per quei trattoristi del latte che avevano fatto meno danni pur rompendo i cosiddetto regolarmente (poi quando hanno, dopo decenni di lotta, ottenuto quello che volevano hanno assurdamente protestato per tornare indietro).
A quel punto il DIRITTO allo sciopero non e' piu' un DIRITTO, ma andrebbe ABOLITO in quanto e' semplice VIOLENZA sui DIRITTI degli ALTRI cittadini.
E' questo che vogliono?
Violenza gratis?
Ci sono tante cose che i sindacati possono fare.
Delle persone cosi' ottuse e senza capacita' come Landini e soci, gente che non riuscirebbe neppure a fare il lavoro di uno zappaterra, e' chiaro che non possono arrivarci.
Ad oggi i sindacati sono per lo piu' impegnati per diminuire il numero dei lavoratori e diminuire il loro potere d'acquisto.


20 commenti:
Premesso che sono circa d'accordo, quello degli stipendi è un problema reale.
Io lavoro in un'azienda sana, faccio un lavoro "skillato", come dici tu (saremo meno di 500 in Italia, a occhio), non scioperiamo da una vita, non remiamo contro, e ho stipendi da 1/3 a 1/2 inferiori alla media europea.
Perché? verosimilmente perché il nostro settore ha come target esseri dotati di cervello e non capre, per dirla alla Sgarbi.
Il tutto mentre un manovale a caso si può permettere di guadagnare molto più di me, spesso in nero.
È chiaro che se devo farmi dei lavori in casa me li faccio senza chiamare nessuno, perché non posso permettermi il lavoro di questi dotti sapienti. Tra l'altro ormai sto imparando quasi tutto, e spesso faccio un lavoro migliore degli energumeni che chiedono cifre follia tra chiamata, mano d'opera e cresta sui pezzi.
Ah e ovviamente zero accountability se qualcosa va storto...
La spiegazione è in apparenza semplice: il mercato decide il prezzo della produzione, il produttore si adegua.
Il mercato percepisce un prodotto progettato (progettato, sia chiaro) in Germania superiore ad un prodotto progettato in Romania. L'Italia è in posizione intermedia intermedia.
In passato ho preso ad esempio la ROK.
Avendo una moneta troppo forte per la nostra economia si comprime altrove.
Ed ora la ciliegina italica: ogni qualvolta un progettista si lamenta del proprio stipendio, osservando che un operaio percepisce più o meno lo stesso stipendio, la risposta tipica è che può staccarsi dalla poltrona ed andare a spostare il cemento o a pulire le stalle.
Ricordo interi articoli in materia pubblicati da Libero.
Parlare di economia stracciona italiana ci sta, ma nel caso specifico ricordo che si tratta di un marchio acquisito da un gruppo francese, come dire che l'economia francese non è statalizzata e le aziende medie francesi sono ipercapitalizzate.
Stando al punto: parliamo di un marchio moda, non di una media azienda brianzola destinata alla chiusura; dubito che il problema siano stati 50 addetti.
Infine: la realtà aziendale è diversa dalla propaganda da palco. In molte vertenze la CGIL è vista come alleata dei padroni, inoltre non è nemmeno vero che non guardi alla formazione per attenuare il problema. Purtroppo la formazione serve a poco.
Da ST ad Agrate Brianza la CGIL aveva spiegato ai carrettisti (uno s'immagina chissà che livello tecnologico, poi c'è ancora chi spinge un carrello a mano) che l'unico modo per sperare di mantenere il posto era ottenere un diploma. Infatti il problema dei carrettisti è stato cavallo di battaglia della UIL Brianza.
Per il resto, mi ripeto ancora, nel momento più buio i tre sindacati hanno voltato le spalle ai lavoratori.
Comunque state tranquilli. Anche nel resto d'Europa, prima o poi, andrà valutato un ritocco verso il basso degli stipendi.
tempo fa discutendo con uno di quelli della crew delle striscie rosse sui pantaloni di automobili e guida un pò troppo allegra era appunto saltato fuori il discorso stipendi.
E io avevo ricordato che si potrebbero ANCHE avere gli stipendi bassi ma basse dovrebbero essere anche le spese.
Guadagnarne 1000 e spenderne 800 è PEGGIO di guadagnarne 500 e spenderne 400 perchè tutte le economie virtuali e funeste si muovono solo ed esclusivamente sui valori di iva e similari.
Si lascino pure gli stipendi bassi ma si abbattano le spese....zio stalin non ha insegnato nulla?
@Gate giusto in apparenza... a parte il fatto che come ho detto sto facendo già quelle cose per quelle che sono le mie necessità personali, ma la cosa si traduce in ogni caso in un fallimento del sistema, se una persona con più lauree e decenni di formazione è costretta a buttare tutto alle ortiche (una parte dei soldi li ho messi io, ma un'altra evidentemente lo stato) per lasciare un lavoro "emerso" e imparare un altro mestiere con un corso di formazione di sei mesi con lo scopo di andare a lavorare in gran parte in nero (perché di questo stiamo parlando). Bel guadagno ci fanno lo stato e la società...
Ah, i licenziamenti..
Ah, la disoccupazione..
Ah, non trovo lavoro..
Nel periodo natalizio un negozio che conosco faticava a trovare commessi. Aperto un giorno a settimana durante l'anno, fra natale e capodanno apre tutti i giorni causa stagionalità. Città di circa 300k persone.
L'unica richiesta è una buona parlantina e aspetto in ordine: niente unghie lunghe una spanna siccome devi poter usare la cassa e spostare scatole, niente graffiti in faccia perchè non piacciono ai clienti, il vestiario è fornito quindi non devi neanche stirarti la camicia.
I giovani del luogo solitamente mollano al primo tentativo, al grido di "eh ma è la vigilia" "domenica no perchè vado a ballare e rientro alle 5" "eh ma faccio il compleanno" "oggi smetterei prima che ho il cenone".
Una settimana di apertura "a fuoco" l'anno, e fanno storie sulle domeniche.
Non trovano, se non a costo di assumere due persone per coprire una posizione.
Chi chiamano? me, che ho già un contratto a tempo pieno, una p.iva e abito a 50 km.
L'auto l'ho poi presa un paio di volte, le altre facevo il passeggero.
21 €/ora, al netto delle tasse.
Per carità, alle 20.30 del 31 entravano gli ultimi clienti. C'è da correre.
Ma direi che non si corre a vuoto.
Troppi sussidi dello Stato e paghette dei genitori, ecco il problema
P.
(ma poi) lo sciopero dovrebb'essere un'arma in mano al servo per fastidiare il padrone e fargli perdere soldi evitando o impedendo produzione e vendita e conseguenti guadagni. allo stesso tempo, il servo in sciopero non percepisce (giustamente) salario fonché non ritorna a lavorare: è suo diritto astenersi, è diritto del padrone no pagarlo, il padrone si farà poi un bilancio tra soldi risparmiati in "produzione" (salari, materiali, energia) e soldi persi per mancate vendite.....
allora il gioco classico è questo: faccio perdere soldi al padrone (rimettendoci personalmente) fia quando la perdita diventa troppo pesante da sopportare e il padrone si siede a trattare. licenziarmi non può (è mio diritto scioperare) e il padrone dal canto suo scioperare non può (la serrata è proibita per legge, già dal tempo del mascellone)
per cui si tira la corda finché il padrone non cede, o il servo muore di fame. di solito cede prima il padrone, quando le richieste sono ragionevoli e si può arrvare a soluzioni concordate.
ora, in settori che sono in rosso PERENNE come scuole, trasporto pubblico, sanità e simili delizie statali, in caso di sciopero cosa fa il padrone (lo stato)?
dei prodotti e della soddisfazione dei clienti semplicemente se ne fotte, tanto la concorrenza privata - se c'è - non è abbastanza conveniente da far cambiare fornitore alla clientela.
d'altro canto, i risparmi in caso di sciopero sono notevoli: se io come FS perdo 500k€/giorno (cifra a caso) tra usura dei materiali, spese di manutenzione, gasolio e corrente, e soprattutto stipendi dei dipendenti in sciopero, e li perdo perché i biglietti pur piuttosto cari che faccio pagare ai viaggiatori non coprono i costi.
di conseguenza, per il settore pubblico lo sciopero è una manna dal cielo, perché si traduce in risparmio netto non bilanciato da perdite di utile derivate dall'impossibilità di vendere prodotti che comunque non sono redditizi.
le conseguenze negative dello sciopero, invece che spingere il padrone (nemmeno sforato da quel tipo di dinamica) a trattare con i servi, si abbattono interamente sulla clientela, che da un canto non ha altri modi per evitare o attenuare i danni, e dall'altro causa involontariamente danni a chi gli dà lavoro per chiare e obiettive difficoltà a produrre, o anche solo ad arrivare in ufficio o in fabbrica.
questi disagi, moltiplicati per il numero di settori della PA in perenne agitazione, alla proprietà fanno una sega, per il reto della popolazione possono portare a conseguenze pesantissime.
delle quali ovviamente anche se non soprattutto i sindacati SE NE FOTTONO alla grande, per loso sono importanti le cerimonie, le copertine, i titoloni e qualche bustina sottobanco che non guasta mai.
Concordo.
Nei primi anni 2000 si trovava facilmente lavoro, ma con contratti interinali da circa 1k€/mese.
Qualcuno tentava in Spagna e Portogallo dove gli stipendi erano ancora più bassi ma il costo di un affitto era in genere sostenibile, ci si divertiva tanto riuscendo a sbarcare il lunario.
Anche quell'epoca è finita sotto il peso di affitti sempre più pesanti.
Un negozio aperto un giorno a settimana durante il periodo ordinario?
Consigliamo ad un laureato di licenziarsi per andare a spostare scatole la vigilia di Natale?
Sono d'accordo con l'articolo. Il problema dei lavoratori dipendenti è anche il fatto che è proprio inutile impegnarsi più di tanto e fare straordinari. Nel primo caso perchè è pieno di capre che pigliano lo stesso stipendo di chi si impegna. Nel secondo perchè le demenziali regole fiscali mettono un tetto a quanto puoi guadagnare e se esageri pigli uguale a chi non ha fatto giorni di straordinario, per questo non li faccio mai. Ciliegina sulla torta (di m...a), mi hanno assorbito 200 euro di superminimi.
Gate-All-Around: è un negozio di articoli pirotecnici, che al 90% vengono usati a capodanno. logico aprire poco durante il resto dell'anno, altrimenti sballi i conti.
Non sto dicendo "ad un laureato di licenziarsi".
Sto dicendo che chiunque può essere disponibile per un contratto a chiamata durante la settimana fra natale e capodanno. specialmente se è un ragazzino/a che si lamenta di non trovare lavoro. In una città di 300k anime se ne dovrebbero trovare aiosa, ed invece..
Io ci sono andato durante le ferie dell'altro contratto a tempo pieno che ho detto chiaramente di avere, senza licenziarmi affatto. ho 40 anni e un banale diploma. che comunque non è richiesto, ma ho già detto anche quello.
Semplicemente, si portano due CUD dal commercialista invece di uno.
Leggo sui giornali di tante persone a perdere tempo agitando bandiere e prendendo freddo, "combattendo" per 10 centesimi o 5 minuti di più in mensa, che si lamentano delle bollette, del fine mese, della cassa integrazione e chissà che altra miseria.
Poi vedo realtà proporre un mese di stipendio per una settimana di lavoro, unica richiesta essere minimamente presentabili e avere parlantina, e la gente non si fa vedere.
Bisogno, fame e malessere, ma a targhe alterne: non sotto le feste.
Mi lascia stranito, ecco tutto.
P.
21 E/h netti!?!? forse volevi scrivere lordi... altrimenti quando ancora facevo contratti a tempo avrei mollato tutto e mi ci sarei tuffato a capofitto... per un lavoro per il quale non servono neanche titoli... ci dovrebbe essere la fila...
c'è anche da dire che i padroni stanno diventando sempre più pretendoni,sempre più a smaronare alle 16,59 che c'è da fermarsi sempre e sempre che ti fanno scontare ogni festività quasi fossero un crimine.
Celso: Ho scritto netti, ed intendevo netti. Il numero in fondo alla busta, tolte le tasse. Infatti sono perplesso. Ma che ci vuoi fare. Disposti a perder tempo per agitar bandiere, ma non per guadagnarsi una mensilità in poco tempo. Amen
purtroppo approfittatori e sopeculatori ci sono ovunque. L'ultimo che aveva provato a toglierli dai piedi ha scatenato una guerra mondiale e si è suicidato quando ha visto la bolletta del gas
Deve essere stata una bolletta tremenda, per non fidarsi del solo proiettile tanto da associarlo al cianuro.
> La vera emergenza? I salari. Ma il governo non fa nulla per aumentarli
Negoziare i contratti di lavoro, E' COMPITO DEI SINDACATI.
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