la Confederazione Generale Italiana anti Lavoratori (CGIL) è un partito italiano ideologicamente socialista, con due forti e solide componenti interne: una legata al produrre disoccupati e l'altra dedita ad abbassare gli stipendi.
Oltre a queste due mission ha spesso prodotto vocalita' sugli altri partiti in carica ufficialmente (la CGIL opera in fuorisalone attraverso sistemi di ricatto).
Produce spesso comici non riusciti come Camusso e Landini che vocalizzano dei sermoni nonsense, che dovrebbero, immagino, provocare risa con frasi assurde, ma provocano tristezza. Per ragioni ignote i giornali riprendono le barzellette nei loro titoli, sperando forse che il pubblico apprezzi quel tipo di comicita' non riuscita.
Oggi si apre una nuova pagina del partito anti-lavoro, che ha usato molte risorse per una nuova avventura.
Paolo cappuccio e' un evidente imbecille, come ho gia' detto altrove del cuoco che dovrebbe tacere, ma abbiano un nuovo vincitore nella gara della perdita di neuroni in autostrada.
Stando ai media la Cgil del Trentino, assistita dagli avvocati Giovanni Guarini e Alberto Guariso fanno causa all'imbecillone.
Voglio solo far notare l'immagine simbolo sulla landing dello studio pagato per la causa, che gia' racconta il fumo.
La questione e' che non si puo' discriminare per razza (?), cosa voti, od orientamento sessuale eccetera.
Che poi fa abbastanza ridere, come farebbe a discriminare roba del genere?
Salvo che si presenti il lavoratore al colloquio in maniera bizzarra:
-Buongiorno sono Giacomini Filippetti, anni 21, single, liceo classico, amo guardare la serie A e voto estrema sinistra sempre e comunque.
Abbasso l'imprenditoria!
Morte al capitale e ai datori di lavoro!
Mi assuma!
-Buonasera sono Emilio Zuccettoni, anni 25, aVchitetto, sono appassionato di cucina, giocaVe a golf e mi piace pVenderlo nel didietro.
Capite, fa gia' ridere di suo.
Immagino di aver interagito con decine o centinaia di gay che non ho mai saputo che fossero tali (e sinceramente non me ne fregava nulla)
Oltretutto conoscevo diversi imprenditori che Vichi era a sinistra, ma in genere raramente invisi ai dipendenti. Uno di questi durante i colloqui, portando addosso un simbolo di mascellone, se ne usciva con "ue', non farai mica le robe da comunista quando sarai qui, vero?" (in dialetto), ma era rispettato anche dagli ultrasinistri.
Perche' alla fine si e' tutti sulla stessa barca, cosa che Cgil spesso non comprende.
Se dovessi fare una roba per i Gay discriminati nel lavoro in maniera da scuotere le acque sulla questione parlerei dei gay nel calcio e di come vengono repressi i loro diritti ad esprimersi correndo in mutande nei prati come fanno gli etero.
Dal momento che ci sono 600 giocatori nella sola serie A, visto che i gay sono circa 1% della popolazione (stat danno fra 1 e 3%, io penso piu' verso 1%, ma con i biplani immagino si raggiungano i 2) vuol dire che almeno una decina di giocatori della serie A sono gay, o dovrebbero esserlo, con almeno altrettanti nella B eccetera.
Non risultano negli ultimi 30 anni giocatori gay.
Nessun gayo su decine di migliaia di lavoratori!
Neppure uno (in realta' ne esiste uno a fine carriera che ha fatto outing dopo avrer dichiarato di esser sciupafemmine).
Quindi sono stati tutti licenziati o mobbizzati?
Quindi Cgil del Trentino fa causa alle squadre del calcio o alla lega cacio che hanno sempre licenziato o dove MAI e' stato assunto un gay?
Neppure come allenatore?
Dobbiamo davvero parlare delle cose insultati dette dalle figure apicali anche IN TV?
Cgil del Trentino TACE.
Forse Cgil del Trentino, volendo fare qualcosa di buono, dovrebbe fare causa contro Cgil per gli scioperi del trasporto che hanno fatto mostruosi danni agli iscritti al sindacato, roba piu' importante di 2 fesserie di un cuoco che spadella sparando castronerie.
Danni per tutti i 6 milioni di iscritti, non quello che succede in un cavolo di ristorantino del put. Cali di potere di acquisto del 10% in milioni di lavoratori, non smanettamenti di mano.
Danni pesanti a gente che ha davvero problemi di soldi, i famigerati working poor, insomma violenza gratutita di Cgil.
Comunque si il ricorso e' accolto dal tribunale di Trento, del resto fino a qui erano normale procedura.
Meno il fatto di urlare “una sentenza storica, quella scritta dalla giudice Giuseppina Passarelli” come scrive la Cgil in un comunicato.
Di comunicarci il perche' passa in secondo piano, evidenza che non esiste motivo per tale roboante frase comica.
Vi lascio solo con una affermazione delirante della giudice
"Sono pienamente convinta che il MoVimento 5 Stelle sia l’unica scelta valida"
Che gia' un giudice sia attivo in politica su cose che in italia siano considerate a torto politica, fa un pochino ridere.
Comunque pare che la giudice dice che
"quelle parole costituiscono una discriminazione in materia di occupazione, in quanto stabiliscono una distinzione tra lavoratrici e lavoratori basata non su ragioni oggettive, impersonali e tecniche, ma su questioni che attengono la sfera personale dell’individuo."
ripeto PAROLE.
Non ci vedo nulla di storico.
Il cuoco ha dichiarato di fare cose non belle, non verificate e a quanto pare ed e' stato punito per (non esiste sui media una straccio di motivazione della sentenza) istigazione o qualcosa del genere.
Se io dicessi che vado a menare con il randello i gay tutti i giovedi' sera (cosa per chi mi conosce poco probabile odiando la violenza) il giudice puo' punirmi per aver istigato, ma di certo non per il fatto non verificato.
Continuo a non trovare "storico" questo affare triste.
Ma la cosa diventa piu' strana.
Io non conosco la legge, non e' chiara la motivazione del giudice, ma questa deve essere causa>effetto.
E qui stiamo nei latinismi.
Cappuccio ora dovrà risarcire al sindacato di Via Muredei una somma pari a 6mila euro, più le spese legali.
Se perdi e' normale che le spese le paghi.
Se ti viene commissionata una sanzione la paghi.
La domanda, magari rivolta ad un legale, perche' caxxo devono andare 6000E di sanzione ad un ente privato?
O i 6000E li tiene lo stato o abbiamo un problema. GROSSO.
Di logica.
Perché CGIL non e' la parte che ha subito un torto e viene risarcita, ma al massimo saranno i lavoratori eventualmente idonei, ma discriminati.
Altrimenti voglio dei soldi pure io facendo una denuncia miliardaria che finisce nel mio IBAN contro gli scioperi del venerdi' (anche questa settimana...) che sono discriminatori molto piu' di un cuoco del cavolo.
Faccio causa anche contro i monopattini, che chi li permette o agevola e' un omicida.
Cgil puo' agire in ricorso per tutelare un interesse collettivo, puo' farlo chiunque, ma non e' rappresentativa dei lavoratori specifici colpiti, che non verranno risarciti da cgil, e quindi non puo' ricevere al posto loro un risarcimento oltre alla mera copertura delle spese giudiziarie.
Il tribunale ha stabilito, inoltre, che la sentenza dovrà essere pubblica su un giornale nazionale, che e' l'unica cosa quasi ragionevole di questa roba.
Pero' esiste il discorso della proporzione.
La cosa deve essere diffusa SUGLI STESSI MEDIA con cui sono state dette le puxxanate.
Cosa ci azzecchi la stampa cartacea giornaliera a diffusione nazionale non e' dato sapere.
ancora una volta questa cosa scoperchia il divario fra realta' e finzione, cosa non chiara al giudice e ai comici di cgil.
Alle volte differenze apparentemente non importanti stabiliscono una distinzione tra lavoratrici e lavoratori basata non su ragioni che non sarebbero oggettive, impersonali e tecniche, ma su questioni che dovrebbero essere nella sfera personale dell’individuo. Se sono, o divengono, esplicite sono poi oggettive.
Perche' come e' una differenza fra un laureato e un terza media (una distinzione oggettiva, impersonala e tecnica) altre possono esserlo o meno.
Se metto in un certo posto un giargiana che quando parla fa "ao' sto caldo che ci hai da aprire a finestra" puo' non fare differenza o farla a seconda del compito.
Idem se il personale e' nero, gay, o fancazzista.
Apparentemente non sono una distinzione oggettiva, impersonala e tecnica, ma agli occhi di un imprenditore, anche in base alle esperienze passate (preconcetti) SONO una distinzione oggettiva, impersonale e tecnica: nell'azienda il compito da svolgere e' ostacolato dal fatto che sia un nero o una donna.
Anni fa MAI avrei preso come commesso un nero, un orientale o un gay frufru (una cosa e' che sei gay, altro che un uomo sculetti, la capite la differenza nell'esplicito?).
Sono razzoanticoso?
No, e' una questione di opportunita'.
Un azienda ha lo scopo di guadagnare, non di EDUCARE, quello spetta allo stato e sta facendo di tutto per il contrario (facciamo na causa?).
Per il mio tipo di clientela avevo la certezza che mettere uno "strano" al bancone poteva portarmi ad avere gravi problemi.
Ma non solo per persone colorate od effeminate (con le quali ho gia' detto che ci lavoravo bene, io personalmente non ho problemi), ma anche se avessi messo li un commesso con la maglia di una specifica squadra o, all'epoca, con l'anello al naso.
Giusto per capire come pensa la clientela ho dovuto litigare con una cliente (che ovviamente non si e' piu' vista) perche' dopo l’acquisto e installazione, con gia dentro tutta la roba, di un frigo LG essa ha realizzato che non era lombardo come pensava dopo avermi fatto una domanda sul fatto che LG fosse un marchio brianzolo ma non sapeva dove era lo stabilimento (e io pirla a dire che era di Seul, Seul?, Seul in Corea....).
Ha capito che era koreano!
Da li un tormento di oltre 15 minuti sul fatto che "le schifose e luride manine dei cinesi" hanno toccato il SUO frigo. Nulla e' valso spiegare che la Cina e la corea del sud non sono la stessa, eche il 90% della roba arriva dall'oriente, una spiega che ha fatto ancor piu' arrabbiare la tizia che per fortuna aveva gia' pagato.
Se pensate che sia un eccezione, no, non lo e'.
Adesso comprano samsung ed LG, solo perché sono normalizzati come marchi, ma le generazioni over 40 hanno ancora sacche enormi di queste persone che semplicemente non si ricordano da dove arrivano quei prodotti. Come le crocchette di pollo o gli hamburger che nulla hanno a che fare con le mucche.
O fanno finta di non vederlo perche' un prodotto occidentale costa 10 volte tanto.
Fino a che il "coso scatenate" e' segreto APPARENTE, come i sostenitori della "famiglia tradizionale" con amanti, divorzi e coppie aperte taciuti, tutto va bene.
Ma quando mettessimo un negrone al bancone (che fa pure rima), anche che avesse una bilaurea rotante con doppia propulsione a 110 laudanti e un savoir faire eccellente da insegnante di buone maniere, i riflessi pavloniani di questi decerebrati innescherebbero tutta una serie di problemi,rendendo non idoneo il canditato.
Quindi e' inadatto per il mero colore della sua pelle (una distinzione oggettiva, impersonale e tecnica sull'efficienza del lavoro: banalmente e' inadatto).
La stessa cosa per tatuaggi rilevanti, soprattutto sul viso.
In centro Milano da Rinascente hanno un ottimo colorato giovane, veramente bravo come venditore, ma e' lasciato a vendere in un angolino, mentre altri commessi bianchi incapaci sono in pole: non e' discriminazione aziendale, ma di popolo italiano.
Vi dico solo che se mettete una femmina o un uomo in un negozio di elettrodomestici a vendere TV cambiano MOLTE cose, la maggior parte non positive.
Per il negozio, e posso immaginare anche in altri ambiti, un lavoratore fru fru, del sesso sbagliato, del colore sbagliato, persino dell'eta' sbagliata, causa una differente efficienza nel ruolo in alcuni casi.
Provate a vendere ad una compagnia araba il vostro prodotto con una venditrice che ridere.
E' gia tanto che salutano, poi si siedono ad aspettare l'uomo.
E' discriminatorio per quelle aziende assumere venditori solo maschi?
Questo in italia, visto l'andazzo, probabilmente diverra' la norma per molti settori: front-end uomini.
Le donne non sono considerate da molti immigrati arabi o se ci devono interagire lo fanno con una frizione (provare per credere).
Sanzioniamo anche l'azienda che volendo evitare di fallire snobba i venditori donna?
Sicuri che sia una buona idea?
L'unica cosa di positivo in questa accozzaglia di imbecilli (oltre al fatto che siano per l'ennesima volta esplicitiamo che siano tali) e' aver fatto emergere che l'italia e' un posto ridicolo, con una giustizia malata, e che purtroppo gli stereotipi e gli idioti ci sono e sono qui per convivere con noi.


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