lunedì, febbraio 01, 2010

Reflex 135 9-ultimo step



nel 2003 appare primo crollo dei prezzi e Canon grazie al fatto di avere un piede dentro anche nell'elettronica commercializza una reflex digitale a € 1100. Come si vede è un crollo netto e chiaro: il prezzo è all'incirca la metà dell'anno precedente.
Una scheda di memoria da 64 megabyte costava € 40. Con il prezzo di poco più di un anno fa, 400 sacchi, ci si porta a casa 1000 megabyte, erano le prime schede da un giga.
La musica portatile parla ancora, nelle pubblicità, della cassetta con Dolby e autoreverse. Solo qualche "strano" aveva l'ipod o il creative Zen.
nelle compatte il compratore ignorante aveva una certezza: la compatta deve essere digitale. E' che costi 500 eurozzi non importa, il consumatore e' deciso!
Questo è anche l'anno in cui il formato più stupido dell'universo, paragonabile solo al disc finalmente chiude la sua stolta carriera marketing driven. l'APS muore.
E' l'anno dei primi sensori full-frame, Canon, Kodak e nikon, ma e' una qualita' che per molto tempo rimarra' inavvicinabile dai portafogli.

nel 2004 oramai e fatta: la pellicola si appresta ad andare in pensione. Le novita', salvo qualche professionale, sono tutte per il digitale.
Le memorie costano meno: 1GB ora si aggirano sui 290 euri.


nel 2005 arriva una nuova generazione di reflex digitali: finalmente l'immagine comincia ad essere acquistabile
questo è un altro anno da funerale, contax uno dei grandi marchi di coloro che hanno fatto grande la fotografia viene chiuso. Non importa se fosse uno dei pochi a produrre su più formati, non importa se fosse il marchio che ha introdotto l'eccellenza della fotografia, non importa se ha fabbricato solo prodotti eccellenti, poco importa che ci siano almeno 20 aziende che sono nate facendo repliche delle sue progettazioni. I consumatori hanno deciso che l'eccellenza non è una caratteristica da acquistare.
Le memorie costano meno: 1GB ora si aggira sui 120 euri.

Nel 2006 konica-minolta annuncia il proprio ritiro dal mercato fotografico e dalla produzione di fotocamere e pellicole fotografiche la cessione della produzione di fotocamere SLR alla Sony. Una grande azienda, colei che ha inventato la reflex completamente elettronica, che ha spiegato a tutti come unificare AF, CPU e fotografia. Sony, senza colpo ferire si ritrova ad avere una tecnologia uguale, agli altri big della fotografia, senza doverne percorrere l'evoluzione.
Intanto i prezzi scendono ancora un po' e i pixel salgono ancora un pochino.
Qualcuno comincia a notare che i pixel stesso vanno in controtendenza numerica con la qualità.
Le memorie costano molto meno: 1GB ora si aggira sui 50 euri. Si puo' cominciare a mettere le foto dei sensori da qualche parte per poterle portare a casa.


Nel 2007 comincia anche nella fotografia quella moda nata dalle case costruttrici di software e ripresa dei peggiori fabbricanti di fornire un prodotto ancora incompleto e non perfettamente testato. Al cliente è richiesto di sostituire la parte zoppa con una nuova fornita via Internet. Ancora una volta nessuna rivista spiega che un errore di progettazione rimane tale anche se lo si chiama Bug.


Il 2009 Le fotocamere cominciano a livellarsi su di un prezzo interessante, la qualità comincia a non far rimpiangere la qualità della pellicola quasi centenaria. Gli obiettivi per chi può spendere cominciano a poter saziare l'elemento sensibile. Il marketing comincia a chiedersi cosa poter sventolare come innovazione tecnologica non volendo introdurre novità costose a prodursi o dimensionalmente inaccettabili.
e' l'anno del filmato. Mutuando una caratteristica che aveva preso piede ormai da anni nelle compatte viene, per la seconda volta dagli anni 40, introdotto anche nelle reflex una mania delle compatte. È divertente pensare che il mercato delle videocamere e' stato aggredito in passato con i prezzi qualità sempre più bassi fino ad allontanare lo zoccolo duro degli appassionati. Così ci si ritrova con fotocamere e possono riprendere anche filmati in risoluzioni strane cercando forse un allontanamento successivo del pubblico come e' avveunto altre volte.
Peccato che per dare differenziazione di fascia vengano nascoste o meno alcune virtu' presenti in tutte le fotocamere digitali: il flash meter, un comando diretto del diaframma, il controllo della profondita' di campo e vengano resi strani e costosi gli accessori necessari alla comune fotografia: i flash, il cavo per il flash, il cavo di scatto, i tubi di prolunga e tanti altri. Viene da chiedersi quando elimineranno la presa filettata per il cavalletto.
Pero' abbiamo il riconoscimento delle facce sorridenti in tempo reale!: un bel chissenefrega e' adeguato?

sabato, gennaio 30, 2010

Reflex 135 8-l'imposizione digitale



Nel 2001 comincia a vedersi la transizione. Non viene dall'alto com'è sempre stato, cioè una nuova tecnologia migliorativa che arriva prima sulla fascia alta e poi, come è sempre successo, arriva in basso. Arriva dal basso, non dalla reflex da 1001 notte, non dall'apparecchio di altissima qualità, ma dal basso, dall'utente che non capisce un tubo e le compattine.
Nonostante le nubi ci sono in commercio almeno 23 tipi di diapositive, solo Kodak ne produce 9 diverse, moltiplicate per le sensibilita' disponibili il fotografo ha centinaia di opzioni... Migliaia se aggiungiamo le negative.
Minolta arriva con una fotocamera che dovrebbe essere il non plus ultra nelle compatte,la dimage 7. La pubblicità comincia a parlare spudoratamente di pixel senza vergogna e minolta non fa eccezione: "milioni di pixel avanti a tutti" e' lo slogan. Il prezzo viene considerato molto conveniente: 3 milioni di lire. Il prezzo di una medioformato.
Gli altri non stanno a guardare e nell'arco di pochi minuti, perché ormai è questo ritmo delle novità, presentano altri oggetti con lo stesso sensore alcuni con le forme molto strane. Una particolarita' gia' vista anni fa con le bridge, no? Il marketing si deve affermare!
Gli stampatori intanto cominciano a utilizzare il digitale per semplificare la bagarre nata dall'introduzione del formato APS, se il formato nuovo gli reso la vita molto difficile il digitale semplifica. Due gli effetti collaterali: il primo la possibilità di stampare un file aprendosi così al mercato nascente del digitale o dell'elaborazione al computer. Il secondo effetto e' l'abbattimento della qualità della pellicola: se prima si stampava direttamente con il fotogramma oggi prima si scandisce abbassando la qualità del fotogramma alla massima qualità permesse dalla scansione e dalla stampante integrata nel sistema. In questo momento per chi usa la pellicola che si serve da un laboratorio integrato vi è un abbassamento qualitativo mostruoso avvicinandolo al digitale.
Come se nulla fosse successo continuano ad essere presentate macchine fotografiche tradizionali, alcune veramente ottime come la Sigma sa9.
le usa e getta cominciano a utilizzare un formato bizzarro, il famoso APS.
Cominciano a sparire altri mostri sacri come la nikon FM o la Pentax LX. La qualita' evidentemente non interessa piu'.
La Nikon fm3a e' un interessante test: e' la solita Cosina a pellicola che il pubblico disdegna perche' il logo sul pentaprisma non e' quello in voga, ma negli ultimi 30 anni ha prodotto ottime macchine alcune veramente degne di nota. In Italia si riesce a vendere solo con il logo nikon.
E' la definitiva conferma che il marketing e' arrivato dove il consumatore e' ignorante. Cosina ha prodotto anche la Canon T60, Yashica FX-3 e Super 2000, la Nikon FM-10 e FE-10, ma se il possessore vede una cosina originale storce il naso.

Nel 2002 si scende la china verso il digitale, le immagini elettroniche cominciano ad essere guardabili senza generare un disgusto. Certo è che la qualità non è un granché ma nonostante ciò fino ad oggi ne hanno vendute a milioni e questo ha permesso di incamerare un enorme quantità di denaro necessario al prossimo Step: l'uccisione della pellicola. Gli investimenti necessari per lo sviluppo di questa tecnologia diverranno mostruosi.
I giornali cominciano con la tiritera che il digitale è economico quando le memorie sono ancora molto costose e una compatta costa come 8.000 diapositive più una macchina con pellicola. una reflex Fuji S1 (per l'amante del pixel, ne ha 3 milioni) costa 7 milioni come dire quasi 20.000 diapositive con sviluppo e intelaiatura comprese, un corpo macchina identico a quello digitalizzato e avanzano ancora soldi per un secondo corpo economico di scorta nonostante non si sia ancora acquistato le memorie per il digitale.
Sulle riviste appaiano anche le lamentele dei fotoamatori che passando al digitale, anche quello di fascia alta, ed avendo speso cifre importanti si lamentano perché la qualità è tutt'altro quella aspettata. Un supporto di memoria da 64 megabyte costava € 400. Insufficiente a contenere 36 foto senza perdite di una reflex digitale .

Da qui fino alla 2010 vi sono solo due trend: L'aumento delle prestazioni del CCD, spesso infilato dietro ad un ottica incapace di farlo funzionare, e l'equipaggiamento tutte le reflex prodotte fino ad oggi con un sensore digitale. Tutto sommato i corpi macchina non avranno altre grosse evoluzioni, anzi in alcuni casi verrà tolta la lettura attraverso l'obiettivo del flash durante l'esposizione per risparmiare i soldi della seconda fotocellula ma verrà propagandato come innovazione tecnologica funzionando peggio della cara vecchia Olympus del 1975. Altro problema di questa scelta e' l'aumento dei costi del flash, da pochi soldi al prezzo di un corpo macchina.
A peggiorare tutto ciò il fatto che le aziende più piccole del duo trainante debbono scendere a compromessi per rifornirsi di quella elettronica che si trova dietro le tendine.
Arriva una concorrenza agguerrita che porta in breve termine la costruzione della maggior parte dei componenti non ha piu' degli artigiani orologiai ma alle solite industrie dell'elettronica di consumo come Sony, Philips,Max e tutti quei marchi sconosciuti più che appaiano solamente stampati dentro gli apparecchi elettronici quando si smontano. Così....

giovedì, gennaio 28, 2010

Reflex 135 7-l'indecisione





nel 1997 sony produceva la mavica digitale raccontando dell'alta qualità fotografica con la bellezza di 410.000 pixel, il modello professionale aveva 850.000 pixel superati solo della Fuji da 1.300.000.
Inutile dire che tutti questi produttori raccontavano del l'alta qualità fotografica raggiunta dalle loro "cose".
Forse viene in mente che nello stesso periodo era in commercio la macchina fotografica di nuova progettazione della stessa Fuji: una macchina sviluppo istantaneo. Forse per introdurre un nuovo modello di macchina a sviluppo istantaneo, anzi una nuova gamma, voleva dire semplicemente che il digitale non rendeva così come veniva raccontato. La Polaroid intanto continuava da trent'anni a produrre ancora la 691 macchina fotografica a sviluppo istantaneo pieghevole e quasi tascabile, la preferita da Andy.
La Pentax 645N e' la prima grande formato AF.


Nel 1998 il marketing sul digitale comincia a farsi aggressivo la nikon presenta il modello colpix 900 che con un sensore da circa un milione di pixel "dovrebbe", in cambio di circa 2 milioni di lire dare una qualità fotografica. Costava molto piu' di una buona reflex. All'epoca il numero uno qualitativo era ancora kodak che successivamente si sposterà sulla fascia molto bassa oppure su macchine fantascientifiche.
Un altro oggetto dell'epoca era il fotoCD uno strumento per portare il digitale anche a chi non lo voleva. Il laboratorio quando stampava le foto automaticamente produceva anche questo oggetto placcato oro contenente le foto in una risoluzione, per l'epoca, elevatissima.


Nel 1999 la maggior parte di aziende della fotografia stava spendendo cifre pazzesche per pubblicizzare la fotografia su pellicola, molta parte del costo pubblicitario veniva riversato su di un sistema chiamato APS. Questo vuol dire che la qualità del digitale era tutt'altro che nitida se si pensava di aver lo spazio per un altro sistema a pellicola.
Fuji vende una macchina fotografica relativamente piccola ma con la pellicola 6x7. La qualita' e' un fatto!
Nikon presenta la sua prima macchina fotografica decorosa nella fascia digitale la D1. Con un esborso di circa Lit 10 milioni si entrava in possesso di una macchina fotografica ottimale soprattutto per i fotografi di cronaca e di sport che avevano l'esigenza di poter trasmettere un'immagine, non importava la qualità, dall'altra parte del mondo.
La tendenza per chi aveva i soldi del digitale era comunque di scattare con la pellicola, passare nello scanner e, memoria RAM permettendo, giocare con il computer.
Questo e' l'anno in cui la K1000 muore (in realtà si aggirerà come zombi per altri tre o quattro anni con il marchio cinese allstar). 34 anni in cui è stata prodotta di cui 24 con la baionetta K testimoniano un fatto banale ma sicuro: qualcosa sta cambiando. Non è stato l'autoSfocus, non sono nonostante tutto le funzioni inutili tanto care ad alcuni produttori leader di mercato come l'attivazione a mani nude o con l'occhio strabuzzato: un piccolo manipolo di appassionati è sempre esistito. Sta succedendo qualcosa di grosso. La quiete prima della tempesta.

Nel 2000 molti fotografi continuano a utilizzare la pellicola in bianco e nero poiché secondo loro nulla ha una qualità più alta. Le novità in campo fotografico continuano, soprattutto nella fascia alta, a parlare di di pellicola.
La leica introduce quest'anno una favolosa reflex la R8 un vero coltello affilato.
Le varie giapponesi continuano a presentare reflex come se il digitale non fosse mai esistito. Nikon F80, canon eos1n-v, Mamiya 645AF. Forse hanno ragione, il digitale non può che produrre fotogrammi dai colori evanescenti e dalla risoluzione quanto meno variabile. Soprattutto se non ci si di chiama Onassis.
Contax presenta la prima macchina fotografica digitale reflex a pieno formato. Purtroppo problemi di produzione su di un sensore così grande costringeranno il costruttore a non consegnare il prodotto in quantità e in tempo. La ricerca della qualità ha giocato un grande scherzo.

domenica, gennaio 24, 2010

Reflex 135 6-la discesa




Nel 1987 Canon aveva un problema, nonostante sia stata in grado di arrivare fino a qui come eterna inseguitrice di qualcuno si trova nella posizione di dover svecchiare e lo fa alla grande. Decide, contrariamente a tutti gli altri costruttori che la prima idea dell'auto focus, quella di Pentax, era la strada giusta ma acerba e la visione di Minolta assolutamente corretta ma comunque conservativa. Con un colpo di spugna cambia marcia rendendo incompatibili i vecchi prodotti con quelli nuovi e nasce la serie EOS. In questa visione commerciale in cui l'obiettivo non ha nessun comando ed il software la fa da padrona rende facile posizionare lo stesso prodotto, aggiungendo o togliendo semplicemente dei cursori, in fasce di prezzo completamente diverse. Il design gioca un ruolo importante e si inizia il gioco del marketing con l'auto focus più veloce ed il numero piu' alto. Questa strategia si è rivelata vincente. Ovviamente non e' importante che non siano caratteristiche fotografiche quelle mese in risalto, ma le eterne seconde, nikon e canon, hanno ben capito che e' inutile primeggiare sulla tecnica ma lo e' sulle vendite. Se le nikon sono disegnate da Giugiaro le Canon lo sono da Colani, importa lo stile, non la tecnica.
Nasce ora il duopolio delle due giapponesi che hanno capito tutto del mercato e forniscono cio' che il mercato chiede: novita' apparenti.



Nel 1988 arriva sul mercato un altro affare che si vende abbastanza: La Canon ION. Avrebbe dovuto essere l'inizio di una serie e l'alta qualita' fotografica (700x288 pixel circa) di questa still video ne decretarono un certo successo. Il prezzo era superiore ad un corpo di una reflex e il costoso dischetto conteneva la bellezza di 50 "foto". Le immagini venivano registrate in single frame di un formato TV, il PAL, mantenendo la risoluzione di un semiquadro: 350 linee per 288. Durante la riproduzione il disco doveva ruotare a folle velocita' per mantenersi sincrono con il sistema televisivo. Inutile forse dire che la qualita' reale era identica ad un fermo immagine di un buon vtr VHS: un insulto alla polaroid.


Nel 1989 arriva macchina fotografica alquanto particolare la CONTAX RTS III. La contax è una marca che punta il tutto per tutto sulla qualità di viene spesso presa a modello da altri costruttori. Era la regina delle macchine a telemetro, gli unici a potersi permettere di guardare le Leica dall'alto al basso. Le nikon per esempio nascono come brutta copia di Contax. Da sempre le ottiche migliori sono nel loro catalogo. Per questo motivo inventano un sistema per tenere piatta la pellicola: durante l'esposizione un aspiratore bloccherà il nastro sensibile. Ovviamente la macchina è costruita sull'eccellenza dovendo dimostrare che una splendida ottica a tutta apertura poteva non esprimere tutta la sua soluzione semplicemente perché qualche millesimo di millimetro della pellicola non era suo posto. Vedessero oggi quanto ballano i barilotti di alcune ottiche di fascia pseudoalta....


Nel 1990 CONTAX decide di entrare nel mercato della reflex di grande formato divenendo di fatto l'unica, oltre a Pentax, ad essere presente con delle macchine fotografiche reflex in entrambi formati ed entrare così nel novero delle macchine di alta qualità e prestazioni.


E questo il decennio in cui si stabilizzano certe cose, chi è indietro si porta alla pari e il marketing aggredisce mercato causando spesso la fuga dei fotoamatori. Già, sono spariti i clienti, gli estimatori e i fotoamatori e sono arrivati al loro posto i consumatori.
La produzione di reflex scende del 70%, un mercato maturo che non conoscera' piu' grandi novita', la penetrazione e' totale e il mercato del ricambio non permette piu' grossi numeri. Dopotutto le macchine che si possiedono 25 anni fanno le stesse foto con la stessa qualita di oggi: perche' cambiarle?
Per le aziende diventa importante non innovare ma introdurre novità pseudo tecnologiche che possano aggredire il mercato fatto da nuovi destinatari: i consumatori imbesuiti. Due aziende lo hanno capito perfettamente e stanno sbaragliando il mercato. È questo il periodo in cui il numero di programmi sulle macchine fotografiche era superiore ai diaframmi impostabili causando dubbi persino ai più esperti professionisti. Si arriva ad avere programmi da caricare in macchina con schede, circa una trentina.
Le pubblicita' parlano della velocita' di messa a fuoco, ogni anno qualche centesimo piu' veloce, di zoom sempre piu' ampi come escursione e sempre peggiori come risultati. Ma al consumatore piace il numero grosso.
Si fa a gara per il tempo piu' basso fino al 1/8000simo di secondo, dimenticando che comunque l'esposizione verra' compiuta completamente al minimo in un 1/250 di secondo. Gia', ci si dimentica persino che abbiamo un otturatore sul piano focale.
Le lenti portavano sigle importanti sempre più lunghe ma l'elicoide della messa a fuoco ballava così tanto da vanificare qualsiasi risultato decente.
Importante, anzi issimo il design della livrea. Sono anni in cui non s'inventa niente di nuovo, con nuovo intendiamo qualcosa di rivoluzionario. Ma forse erano state troppe le rivoluzioni fino ad oggi... ed innovare e' costoso, sempre di piu'.
L'industria ha bisogno qualcosa di veramente nuovo, non migliore come e' stato fatto fino ad ora, ma nuovo nel senso di immediatamente percepibile. Le novita' reali come un otturatore al titanio delle nikon FM2 o della Pentax LX non appaiono, tanto che Nikon le sostituisce con l'alluminio senza darne nota contrariamente al polverone sollevato durante l'introduzione. Tanto non appaiono. Cosi' come non appare la profonda modularita' di alcuni sistemi, poco interessanti al consumatore che non acquista neppure il cavalletto.
La canon ha capito bene la lezione, macchine di dimensioni "accettabili" al limite vuote interiormente ma non troppo piccole, nessuna modularita' spinta, e numeri grossi.
Il pretesto al cambio di marcia lo ha dato Sony con la mavica nel 1984: ora bisogna metterlo in pratica.

la solita imperterrita K1000 e' ancora tra noi insieme alla FM, forse non serve l'autosfocus ultrasonico per fare una foto.

venerdì, gennaio 22, 2010

Reflex 135 5-seconda gen



Nel 1981 nasce la prima reflex autofocus la Pentax me-f da una costola della ME-super.



Nel 1982 Le videocamere si fanno portatili, si fa per dire, oltre alla videocamera vera e propria da tenere in mano e del peso di due o tre chili il videoregistratore da spalla raramente andava sotto i cinque. Era tutto sommato il primo attrezzo amatoriale che poteva generare un immagine elettronica.
Nikon svecchia la FM con la FM2: un otturatore piu' performante e' tutto quello che viene cambiato.

Nel 1983 Topcon chiude. È la prima delle grandi case che sentiranno la pressione della concorrenza ed in particolar modo è l'inizio della sfida del marketing cui un'azienda puramente tecnica non è assolutamente preparata. E la solita sbagliata convinzione per la quale s'immagina che un prodotto superiore ad un altro automaticamente si venda meglio di uno peggiore. Se cosi' fosse Topcon sarebbe leader di mercato.

Nel 1984 sul mercato un affare strano una fotocamera che registra in analogico sul dischetto. Sony da scalpore la Mavica still video camera in primo oggetto in grado di prendere "fotografie". Oggi di direbbe 320X200 pixel circa. Il costo era proibitivo come quello di un'autovettura e la qualita' inidonea anche al quotidiano. Negli stessi anni si compiva l'uccisione del cinema su pellicola amatoriale da parte del video. L'elettronica aveva segnato il primo successo sulla pellicola.
la solita K1000 e' ancora tra noi e si comincia a pensare, dopo 20 anni che sia eterna. Forse per molti fotografi non e' obbligatorio avere il massimo della tecnica.

Nel 1985 un certo Stive Mccurry fotografa per la rivista National Geografic uno dei ritratti più profondi che siano mai stati resi: quello di una ragazza afghana in una scuola. Fotografato con una pellicola diapositiva ha una qualità che nel 2010 viene reso solamente da macchine fotografiche digitali abbastanza ingombranti e del costo di circa € 30.000.
Minolta traccia la via di come saranno le macchine fotografiche elettroniche ed autofocus nei prossimi anni. Contrariamente a quello che era successo con Pentax e successivamente Chinon, Minolta possiede un grande Know-how nell'elettronica e costruisce un sistema intorno a questa idea del favorire la CPU ottenendo di fatto la prima reflex di seconda generazione.
Grazie a questo coraggio minolta, un costruttore piu' che buono, con un background di ricerca e grande precisione (le leica non sono altro che le minolta rimarchiate) esce dalle retrovie un cui e' rimasta con le ottime X- e ottiene grandi riconoscimenti.
la solita K1000 e' ancora tra noi insieme alla FM.

lunedì, gennaio 18, 2010

Reflex 135 4 nuove evoluzioni




Nuove evoluzioni

Nel 1975 Olympus introduce, con la serie OM, delle innovazioni sconcertanti, non solo la lettura attraverso l'obiettivo della luce ma anche la possibilità di fare la lettura durante l'esposizione e, incredibile per l' epoca, la lettura della luce flash. Questa modalità apriva una facilità sconcertante all'uso della luce mista. Un'altra cosa che inaugura questa serie di macchine fotografiche e' la dimensione: sono esageratamente piccole e silenziose, grazie anche a due ammortizzatori ad aria. Se da un lato la dimensione è un enorme vantaggio dall'altro il pubblico non è pronto, e forse non lo sarà mai, ad un oggetto che costa ma appare poco. Yoshihisa Maitani, il progettista di tale UFO ha realizzato qualcosa che altri millanteranno 30 anni dopo senza ragione.
Nel frattempo Pentax aggiorna la spotmatic: La K1000 ha un attacco dell'obbiettivo a baionetta e un miglioramento dell'esposimetro permesso dal simulatore di diaframma presente nella nuova flangia. Sostanzialmente la macchina rimane la stessa e ad essa vengono aggiunti i nuovi modelli migliorativi sulla stessa base: KX K2 KM. la solita spotmatic, ora K1000, e' ancora tra noi.


nel 1976 leica arriva finalmente a capire che le reflex sono un'innovazione avendo perso il tram contro l'invenzione italiana, rectaflex, e la realizzazione giapponese è ormai tardi.
Canon introduce la prima macchina fotografica controllata da un computer AE-1. Tranne il poter fare la priorita' dei tempi e bere batterie introvabili e costose non fa nulla piu' che la varia concorrenza.
Milnolta ci prova con una "reflex" fuori dalle righe antesignana delle bridge camera che impesteranno il mondo negli anni 90: la Minolta 110 Zoom SLR


Nel 1977 nikon inizia la produzione della sua reflex per eccellenza, la super classica FM, assomiglia incredibilmente alla Pentax KX, un aggiornamento della spotmatic. Ma Pentax è già avanti, la KX è considerata vecchia nel mondo che avanza e introduce tenendo d'occhio Olympus qualcosa di sorprendente la serie M.
La MX è considerata da molti il giocattolo più affilato: con i suoi obiettivi originali e' molto piccola persino di alcune compatte ma nonostante ciò rimane una professionale a cui si può agganciare il motore, un magazzino da centinaia di pose e cambiare i vetrini di messa a fuoco. L'esposimetro è un'altra novità: nel momento che tutti arrivano finalmente al CDS per avere una migliore sensibilita' e coerenza nel pentaprisma della MX vi e' una cellula al GaAsP. Altra innovazione e' la silenziosità, come del resto avveniva per l'Olympus. La possibilità di avere una macchina fotografica professionale nella tasca e senza recare disturbo durante lo scatto dovrebbe decretare un grande successo ma per molti dava semplicemente l'impressione di fragilità.
La ME-super è la prima macchina fotografica dotata di tastini per cambiare i tempi sulla cui presunta fragilità o comodità si verseranno fiumi di inchiostro.


nel 1978 Pentax ne combina un'altra produce la prima ed unica macchina fotografica reflex in formato 110.
Nonostante le piccole dimensioni del fotogramma la elevata qualità delle ottiche riesce ad ottenere dei risultati alquanto sorprendenti, per quanto distanti dal 135. Sembra un giocattolo ma e' solo piccola in maniera impressionante. Il sistema rimarrà in produzione fino al 1984 quando Kodak cerco' di sostituire alla cartuccia 110 il formato DISC. Ad oggi Pentax e' l'unica casa ad aver mai prodotto reflex per 3 formati distinti e lo ha fatto contemporaneamente.



Nel 1980 nascono 2 fenomeni, la bestia e la bella:
la Nikon F3 dura, grossa, bozza e con denti affilati. Il martello fotografico. La pro per antonomasia. Rimane meritatamente in produzione 20 anni.
La Pentax LX. Nelle intenzioni l'arma definitiva per il pro. Se la F3 e' il martello questa vorrebbe essere il cannone. Non esisterà mai un'altra macchina fotografica con tutte queste caratteristiche contemporaneamente su un singolo corpo. Non viene capita molto nonostante le innovazioni portate ma non sbandierate. Dall'otturatore in titanio a quelle novita' che fecero rimanere a bocca aperta sulla OM2 della olympus sommati ad una modularità spinta come la MX non basteranno a farla uscire dal coro, l'aspetto minimale, dimensioni decisamente contenute per una professionale, nascondono troppo la tecnica racchiusa. Dopotutto lo stesso problema che ha afflitto le olympus, no? Si noti un'altra cosa: la lettura TTL durante l'esposizione usato dalle due e' un brevetto di una certa minolta.
la solita K1000 e' ancora tra noi insieme alla FM.

giovedì, gennaio 14, 2010

Reflex 135 3-arrivano tutti



Nel 1967 Miranda misurava, con la sensorex, la luce TTL in TA entrando di fatto nel novero dei grandi.

Nel 1968 Dalla Konica arriva a prima reflex automatica, la Autoreflex T. Non e' avanzatissima, l'esposizione non e' TTL, ma e' un buon inizio. Si noti che automatica per decenni vorra' dire a priorita'.

È nel 1969 ci si meravigliava dei flash elettronici che finalmente, grazie alla fotocellula integrata, potevano esporre in automatismo. Venivano chiamati molto pomposamente "con il computer" anche se il computer li dentro non esisteva affatto.
La lettura della luce continua in TTL, veniva ancora considerata una novità e per alcuni è nata una roba di cui non fidarsi più di quel tanto. La misurazione della luce TTL veniva fatta solo dalle aziende più avanzate tecnologicamente che erano Topcon, Miranda e Pentax (la solita spotmatic e' ancora in vendita).
Le pellicole in bianco e nero che erano ancora il principale consumo del fotoamatore. Uno dei motivi di questa preferenza era la possibilità di operare l'intero ciclo di sviluppo e stampa in casa, per questo motivo non passava mese senza che ci fosse qualcosa di rivoluzionario o particolare per poter fare la stessa cosa con il colore. Sulle riviste si parla di Pan F, rodinal, tri-X, FP4 ilford e agfa
la Praktica LLC e' stata la prima reflex ad utilizzare un sistema elettronico per trasmettere informazioni tra il corpo macchina e dei suoi obiettivi intercambiabili, anticipando di fatto quella "novita' assoluta" delle canon EOS anche se la trasmissione vera e propria spetta a Mamiya nel 1981. Era anche l'unica marca ad avere un otturatore "elettronico".

Nel 1970 c'era una vera effervescenza del mercato fotografico, decine di marche producevano reflex: alpha, topcon, chinon, pentax, ricoh, minolta, konica, zenith, nikon, miranda, canon, cosina, Praktica, contax, giusto per citarne qualcuno. Alcune marche di pregio costruivano anche reflex 6x6: Hasselbad, pentax, pentacon, rolleiflex, zenza, mamiya. Le cineprese, quelle a pellicola in super otto, dominavano mercato. Gli esposimetri separati erano ancora la norma come era la norma avere gli obiettivi a vite


Nel 1971 Zeiss e Pentax giungono ad un sistema di rivestimento multiplo per le lenti. Durante il parto arriveranno al divorzio tecnico. Nasce cosi' il trattamento antiriflesso per le lenti per il pubblico. Fino ad oggi il massimo era l'azzurratura ma aumentando il numero di lenti, migliorando le macchine e progredendo le pellicole vi e' un oggettivo bisogno di migliorare anche le ottiche. Di fatto e' la possibilita' di costruire gli obbiettivi zoom grazie all'aumentata trasmissione luminosa.

nel 1972 arriva il primo sistema per fare immagini elettroniche per i privati il videoregistratore. Inizialmente ci saranno delle videocassette molto grosse, da un pollice. Erano grosse come una scatola di scarpe.



Nel 1973 il tormentone e' la cinepresa. L'audio sincronizzato e' una chimera, quello magnetico uccide il montaggio e quello ottico e' fantascienza. Il ccd era poco piu' di una curiosita' da laboratorio di cui si parla come un lontano avvenire.

la solita spotmatic e' ancora in vendita e intende rimanerci.

martedì, gennaio 12, 2010

statistiche 2009

Mi piacciono le statistiche, a saperle leggere si vede un univeso colorato, e in mutevole cambiamento. Spesso proprio come leggendo un libro o si guarda la televisione si vede il mondo senza guardare fuori dalla finestra le statistiche ci permettono di uscire a fare un virtuale giro.
Ecco quindi ancora una volta le statistiche riguardanti codesto fuffo blog.

Gli utilizzatori di Windows sono in costante discesa:

Windows
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 89,87%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 92,21%

Gli utilizzatori di mac in forte ascesa 1/5 in piu'!

Macintosh
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 5,07%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 4,25%

Anche LinuX desktop cresce furiosamente anche se le cifre permangono basse: il doppio di poco e' poco

Linux
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 4,34%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 3,08%

L' iPhone si mantiene la piattaforma mobile piu' usata su internet
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 0,23%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 0,07%

Su epoc ci sarebbe da fare un discorso: LA maggior parte dei possessori di un cello SymbianOS non sanno di avere uno smart phone ma pensano di avere un banale telefono. Quando dici ad un possessore di un N78 che fa la maggior parte di cose di un un Iphone ti guarda con sufficienza. L'ignoranza non e' una buona compagnia
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 19 0,08%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 10 0,07%

Ancora una volta rimango meravigliato del fatto che milioni di utenti spengano la PS3 (o wii) per accendere un moscio pc portatile basato magari su di un pessimo celeron per vedersi 2 pagine su di un 12".
Playstation 3
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 9 0,04%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 7 0,05%
iPod 26
dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 7 0,03%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 5 0,03%
Nintendo Wii 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 4 0,02%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 0 0,00%
Playstation Portable
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 3 0,01%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 2 0,01%



Firefox da anni e' il browser primario su questo blog, al massimo in pareggio, e in questo gennaio se ne accorgono anche alcuni siti con solo 3 anni di ritardo. Non si puo' piu' dire che il re e' vestito, finalmente si narra che e' nudo... nonostante le bustarelle.

Firefox
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 12.875 51,90%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 6.657 44,32%

Internet Explorer
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 8.269 33,33%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 5.783 38,50%

La novita' guadagna posizioni...
Chrome
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 1.314 5,30%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 154 1,03%

Ne fanno le spese i migliori
Opera
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 1.182 4,76%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 1.777 11,83%

Safari
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 939 3,78%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 455 3,03%

Mozilla 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 125 0,50%
Opera Mini 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 30 0,12%
SeaMonkey 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 21 0,08%
Konqueror 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 16 0,06%
Playstation 3 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 9 0,04%


Le risoluzioni continuano la cavalcata delle assurdita':

Ad occhio NON direi che ci sono cosi' tanti 19" 4:3.....
1024x768
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 6.205 25,01%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 5.484 36,51%

Una risoluzione idonea ad un 21" in 16:9.... Spesso usata nei portatili da 14"
1280x800
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 4.549 18,34%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 2.152 14,33%

WoW quanti 25"! o forse LCD "voio tati piccel"?
1280x1024
26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 4.157 16,76%
26 dicembre 2007 - 26 dicembre 2008 3.343 22,26%

1680x1050 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 2.493 10,05%
1440x900 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 2.226 8,97%
1152x864 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 988 3,98%
1920x1200 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 866 3,49%
1400x1050 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 497 2,00%
800x600 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 367 1,48%
640x512 26 dicembre 2008 - 26 dicembre 2009 293 1,18%


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Il post piu' letto in assoluto.......

http://allarovescia.blogspot.com/2008/12/era-meglio-tacere.html
26/dic/2008 - 26/dic/2009 2.293 5,88%
Se teniamo conto delle centinaia di richieste delle nudita' della signorina di cui parlo, da quando ho aperto il blog almeno una la giorno, non vi e' da stupirsi.
La cosa chiara, limpida e' che la graziosa artista scateni inenarrabili pruriti ginecologici.


Le domande piu' richieste:

nikon 3000, Nikon e nikon ancora. piu' di 500 richieste.
Ora che appena venga PRESENTATA una nikon nuova vi siano milioni di pirla che ne vogliono sapere di piu' sulla solita roba come se fosse cambiata la luna... boh, non stiamo parlando della F6 o della d3. Stiamo in genere parlando di una scargnappola uguale a tante altre...

san google, io lo dico per dire, ma ci credono veramente che un numero sia santo?

iunika 159 richieste. Ora se basta dire che ho inventato la macchina solare quando prendo una clio e ci appiccico 20W di pannelli solari e dico che e' ecolologica.

markus friedli 144 richieste per un venditore di pannelli, ah, il preferito di grillo!

operazione sottoveste 92 un bel film rimane tale anche a distanza secolare...

televisori finti 40 1,50 00:00:33 97,50% 65,00% 14.

e anche quest'anno ci sono 50 polli che chiedono un "come craccare kaspersky"

jbl l130 21 un'altro mito dal woofer bianco.

e ovviamente i seni della cantante...


sabato, gennaio 09, 2010

Reflex 135 2-gli inizi




Nel 1936 nacque la prima reflex 35 mm. La Ihagee Kiné Exakta. È un apparecchio rudimentale ma rispetto alle concorrenti sembrava molto avanzata e' soprattutto è il seme di ciò che verrà.

nel 1947, la RECTAFLEX presentata alla Fiera Campionaria di Milano nel settembre è la prima che si distacca dalle forme del medio formato in comincia ad avere i comandi e l'estetica di quello che saranno le reflex nei prossimi anni. ha persino pentaprisma e il telemetro ad immagine spezzata. Viene considerata da molti la prima reflex vera e durante la produzione avrà grossi problemi per quanto riguarda la qualità dei materiali ed il loro reperimento derivante dal solito ostruzionismo dello Stato italiano poco incline già allora a soddisfare le richieste delle industrie nascenti. Per questi motivi è un prodotto praticamente sconosciuto anche a coloro i quali si impegnano a scrivere libri su questo argomento, la storia delle macchine fotografiche. Sulle vicende di Telemaco Corsi il geniale progettista si addensano leggende.

Nel 1948, alcuni dicono in contemporanea con la rectaflex, escono la duflex e la contax S. Quest'ultima e' pero' la prima ad arrivare sul mercato per i problemi di cui sopra, ma non e' cosi' moderna come l'italiana.

Nel 1957 la Pentax introduce quella che per molti è la prima reflex moderna: ritorno automatico dello specchio e pentaprisma. A mio giudizio manca ancora di qualcosina.

Nel 1963 La topcon introduce una novità di altissima tecnologia. La misurazione attraverso l' obiettivo della luce. Non solo, la misurazione era fatta "nello" specchio per evitare il problema che affligge a tuttora le reflex con pentaprisma o vetrini di messa a fuoco intercambiabili: la staratura dell'esposimetro.

Nel 1964 è l'anno in cui per la prima volta possiamo definitivamente parlare di una macchina fotografica reflex completa. Pentax si mette a produrre quella che sarà un cavallo di battaglia per circa quarant'anni. La Spotmatic introduce molte novità o le ingloba contemporaneamente: il ritorno automatico dello specchio, il pentaprisma e la lettura dell'esposimetro attraverso l' obiettivo in stop down automatico.
Questi fattori insieme al design essenziale, allo studio ergonomico e alla possibilità di sostituire gli obiettivi con il diffuso passo a vite ne faranno semplicemente LA macchina fotografica moderna.
Si noti che gli altri costruttori erano ancora fermi al decennio precedente.

lunedì, gennaio 04, 2010

Reflex 135 1ma parte

Ho scritto una breve storia delle reflex.
Questo testo è stato redatto nello sfogliare le mie riviste fotografiche prima di buttarle oppure regalarle poiché lo spazio in casa non tollerava ulteriormente la loro presenza. Per questo motivo può darsi che per qualche anno abbia molte informazioni e per altri meno.
Si parla soprattutto di reflex 35mm, la macchina fotografica per definizione... a mio sindacabile giudizio.

Una seconda genesi e' data dai soliti "discorsi" dei presunti fini conoscitori di fotografia che non vedono oltre al marchio impresso sulla calotta della propria macchina fotografica, non arrivano neppure al modello: hai in mano un rottame, tutte le aziende ne hanno prodotto uno, ma gongoli perche' la marca pensi che sia "tosta". Cosi' scrivo di quelle macchine che sono state SIGNIFICATIVE.
Questi discorsi noiosi fanno il paio con le altre frasi ignoranti tipo "i giapponesi san solo copiare". Forse era vero fino al 57 ma questa frase mi ha martellato per tutta l'adolescenza e qualche idiota che possiede una blasonata di Wetzlar la ripete ancora oggi tenendo in mano il metallico affare come una vecchia che recita il rosario. Peccato che il rosario sia un ottima giapponese: una minolta XD con un'autoadesivo tedesco.

Le minolta X-700 erano ottime, la nikon 801n era un buon acquisto, la pentax P50 era particolare, molte miranda erano simpatiche, le Yashica andavano benone per non parlare delle innumerevoli cosina e ricoh che erano l'acquisto perfetto per chi non poteva acquistare il top di gamma. Erano tutte buone ma non innovarono molto e non segnarono un'epoca.
Cosi' come non parlero' di alcuni cadaveri, come l'autofocus senza autofocus, delle marche piu' vendute messe sul mercato per attrarre i gonzi dell'etichetta e uccidere gli onesti mestieranti che producevano tanto bene da realizzare anche per i loro concorrenti.
Ecco, vorrei mettere il dito sull'innovazione, coloro che ci hanno permesso di arrivare ad avere uno strumento potente, poliedrico, flessibile ed affilato, non mi sono mai interessati coloro che, pur essendo buoni artigiani o ragionieri, non hanno portato a noi cose nuove ma le hanno soppresse.

Viviamo in un'epoca che basa la bonta' sul fatto che sia una novita' ma si puo' dire che se il prodotto viene sostituito dopo 6 mesi ovviamente non e' un gran "coso". Corollario: oggi ci stanno vendendo roba poco meritevole. Ci sono diversi modelli rimasti sul mercato decenni senza variazione, che ancora oggi dopo quasi 50 anni cadono in mano con armonia disarmante e hanno il 90% di cio' che desideri da una macchina fotografica come la Calypso-Phot, piu' nota come nikonos. Cosa manca ad una macchina del 2010 per fare questo? Semplice: non e' un oggetto per fare felice il fotografo ma il consumatore, quando ti cade in mano sei affollato da tasti che non sono quei 3 necessari, tempi, diaframma e fuoco. Anzi ormai quelli non ci sono se non in seconda funzione.
Se sembra pessimismo vediamo nei prossimi giorni il percorso.


Infine una cosa: alcune date di presentazione possono essere diverse da quello che riportano i siti delle aziende coinvolte poiché la presentazione all'interno del mercato europeo può variare oppure anche tra la presentazione ufficiale di un prodotto e l'effettiva disponibilità sul mercato possono passare addirittura anni come è capitato con la contax digitale. Le date sono prese dalla data di copertina.

mercoledì, dicembre 30, 2009

Novita'



una applicazione che permette di modificare certe impostazioni dello smartphone per evitare di essere svegliati da noiose telefonate notturne e allo stesso tempo consumare meno batteria. SweetDreams si è aggiudicata da sola 250mila dollari (166mila euro) in un contest di GOOGLE.

Forse nessuno ha mai visto un mitsubishi MT20 che aveva gia' questa roba nel 1998...

Addendum:
non mi sono spiegato correttamente, il telefono si spegne da se e si riaccende la mattina

martedì, dicembre 22, 2009

Milano e la neve

sinceramente io non capisco come tutti stiano dando contro il sindaco di milano, le istituzioni etc.
La neve nella lombardia e' sempre caduta e spesso piu' volte all'anno.
Nel milanese lo spalaneve, la calata come si dice, non e' mai passata subito. Il fatto che per un evento che avviene una volta all'anno, forse che non ci si voglia attrezzare come in valtellina mi pare normale.
Il traffico fino ad una diecina di anni fa rallentava ma scorreva.
Tutte le volte che il telegiornale dava notizie che a Roma con giu quattro fiocchi si bloccava tutto quando noi contemporaneamente andavamo a scuola e al lavoro con la neve fino alle ginocchia piegate a noi un momento di ilarità. Un amaro cambiamento.
La prima volta che mi trovai in condizioni di blocco assoluto, che divenne poi la normalità mi ricordo perfettamente che ero nella città di villasanta. Era qualche anno che non aveva nevicato forte e rimasi stupito dalla completa immobilità delle autovetture.

Evidentemente il problema non e' la neve.
e' stato il voler lasciar prendere la patente a tutti:
la mamma incapace
l'extra con patente farlocca convertita
il nonno rintronato.
l'inadatto, non perche' pi_rla ma perche' non rientra nelle sue corde.

eccetera.
Inoltre mezzi inadatti alla bisogna: le BMW X5 e le altre atrocita' come gli scooter che amano le gomme semislick perche' sono esteticamente in.
Le auto turbo, molto piu' difficili da guidare, particolarmente gli amati ed inquinanti turbo a gasolio che rappresentano il 65% del venduto.
Un'utilitaria aveva 30 o 40 cavalli facili da gestire. Oggi ci si pavoneggia di avere un centinaio di cavalli per di più rissosi poiché turbo. La pubblicità ci racconta che e' semplice, semplice, semplice portare a auto fino a 620 cavalli come ho già scritto della porno rivista quattroruote. Il risultato è che lo stupido di turno esce con la sua potente autovettura da 90 cavalli almeno con delle belle gomme larghe come va di moda adesso è conseguenza dell'aumentata potenza e si ritrova in una situazione molto diversa di quella a cui era abituata con Renault quattro o una Panda che erano leggere docili e facili e con le gomme da 135 non scivolavano neppure se aprivi tutto il gas.
L'accento sulla parola facile e sul fatto che bisogna andare macchina ha fatto sì che anche le persone inadatte alla guida si siano sedute in un posto che loro non va bene. Sono dell'idea che oggi la patente dovrebbe essere più complessa, introdurre per esempio ogni qualche anno una prova pratica di slalom tra i pali entro un tempo predeterminato, reintrodurre la parte sulla meccanica che non è inutile ma ci aiuta a capire come si comporterà la nostra autovettura. Nella pratica di guida introdurre anche una prova di guida sul ghiaccio che si può simulare tranquillamente con un carrello.
Il voler a tutti costi infilare la gente in auto causa morti.

I dossi poi rappresentano l'ulteriore problema per lo spala neve che non può abbassare la palla altrimenti ci prende dentro. Le auto transitando sopra quelli alti fanno dei bei numeri da circo. Cosi oltre ad aumentare l'inquinamento ed i morti, ma di questo ho gia' scritto, vediamo un ulteriore uso: fermare la citta'!


Fino a 10-15 anni fa con giu' una spanna di neve ci si muoveva, con calma, ma ci si muoveva a velocita' da codice.
Anzi puo' essere piacevole guidare con la neve.
Oggi uno spruzzo di neve e sembra di trovarsi a dubai, dove giustamente, non sono abituati.

Se devo dar contro alla Moratti (lo dico perche sta divenendo di moda in questi giorni) lo faccio perche' non ha introdotto un test di guida obbligatorio per tutti i lombardi: quelli che non lo passano che gli si stracci la patente e quelli che non lo fanno al 100% gli sia vietato di guidare auto ad alte prestazioni o alte (suv).

domenica, dicembre 20, 2009

Associazioni consumatori

Associazioni consumatori 1

Le associazioni dei consumatori dovrebbero veramente arrabbiarsi per tutti quei casi nei quali vengono dette delle cose non vere o comunque tendenziose.
Strano quindi che questa entità appaiono solamente in certi momenti, quelli idonei ad apparire in televisione, sui giornali o prendere soldi.
Oserei dire senza tema di essere smentito che le associazioni che aiutano i consumatori non esistono. Dico eresie?
vediamo degli esempi:

Quando tutti momenti alcuni grossi gestori telefonici escono con pubblicità del tipo che hai gratis delle telefonate se paghi un abbonamento mi sembra assurdo che le associazioni dei consumatori, se veramente esistono, non abbiano nulla da dire.
Per diretta conseguenza l'azienda dei trasporti locale potrà dire che vi offre gratuitamente 10 corse se comprate il settimanale.


Ancora, una rivista parla di avere gratis un lettore mp3


GRATIS "Questo piccolo gioiello della tecnologia"... Sono numerosissime le altre possibilità che ti offre: visionare video clip, trailer, ascoltare la radio e, perché no?, scoprire le ultime novità musicali!

La stessa rivista insiste sottolineando la possibilità di avere un secondo regalo:

"ll tuo secondo regalo: una stazione meteo multifunzioni IDEALE DI GIORNO E DI NOTTE! Grazie al suo schermo luminoso a colori," "design moderno ed essenziale" bla bla bla.

Ora a me sembra normale che un oggetto in regalo come ci illustra il dizionario "Di ciò che si fa, si dà o si riceve senza la corresponsione di una ricompensa". Questa dicitura è molto diversa dal compreso nel prezzo. Nel primo caso il costo del oggetto non avverrà in cambio di nulla nel secondo farà parte del prezzo di copertina.

Ora, se vi dicessi che questa pratica commerciale viene percorsa non da un'azienda americana degli anni 70 e neppure di un'azienda specialmente commerciale ma da Altroconsumo paladina delle crociate a difesa dei consumatori, anzi, rivista storica dell'associazione Altroconsumo...

Un errore una tantum? non direi!

2008: Abbonamento gratuito alle sue riviste per 2 mesi, un lettore DVD portatile + una radiosveglia multifunzione in regalo

Se coloro i quali si spacciano come associazioni in difesa dei consumatori ricadono nelle stesse logiche di aggressione ai consumatori delle aziende peggiori vi è da chiedersi tante cose.

sabato, dicembre 19, 2009

NORAD Tracks Santa claus


Pare che il norad venga avvisato da babbo natale per evitare incomprensioni, probabilmente si vuole evitare un "incontro" poco socievole con un F104.
Google ha una linea diretta con il NORAD Santa claus office e pubblichera' il tracking del volo.....

martedì, dicembre 15, 2009

LED, led, led...



Per qualche motivo che a me è ignoto in questo momento stanno propagandando il led. Sembra di essere tornato agli anni 80 quando la parola d'ordine era turbo, soppiantato poi solo da laser. In fondo ora siamo nelle stesse condizioni, per qualche motivo la parola d'ordine è diventata quella. Deve contenere quello non si può fare a meno di quello.
Le pseudo associazioni di consumatori raccontano che il led consuma poco nell'illuminazione.
L'associazione architetti ha pubblicato che il led consuma poco.
Il micro pubblishing racconta che il futuro è il led.
Nelle riviste, giornali, pubblicità, ovunque si possa leggere o ascoltare sembra che il led sia la soluzione a tutti i problemi di consumo.
Mettere un led in una lampada, in un televisore, in un faro stradale ed avere un qualcosa led permette di avere un risparmio energetico veramente mostruoso.
La Philips, un'azienda molto avanzata nel campo dell'illuminotecnica ha presentato una serie di nuovi driver e lampade con un salto qualitativo rispetto la generazione precedente, sempre a led, ed è stata acclamata come risultiva ovunque tranne QUI.
Vediamo un po'che caratteristiche riesce ad avere questo nuovo prodotto, pensate che addirittura per aumentare flusso luminoso il led e serve solo come partenza poiché parte del illuminazione viene poi fatta dalla fluorescenza.

LED
emissione luminosa 1100 lm (18 W) e 2000 lm (45 W)
Temperatura di colore 4000 K
Efficienza luminosa Eccezionale efficienza del modulo e driver LED fino a 62 lm/W
Resa dei colori Ra > 80
Note • Fattore di forma e pacchetti lumen fissi

Come vede è un prodotto veramente notevole però ha qualche piccolo problemino:
79 euro lampada 60 euro per alimentatore e 100 euroni di raffreddamentoHP.

Come dire che una lampadina ben fatta a led costa più di € 200.

Ovviamente non esiste solo questa fonte di illuminazione al mondo, prendiamo la più diffusa, la più utilizzata e la più antica dopo la lampada ad incandescenza: la fluorescente lineare.

TLDsuper80
Codice di colore 840 [CCT of 4000K]
Indice resa cromatica 85 Ra8
Colorazione Bianca neutra
Temperatura di colore 4000 K
Coordinate cromatiche X 381 -
Coordinate cromatiche Y 379 -
Flusso luminoso 3350 Lm
Efficienza Lumin Lampada Cu-Fe 93 Lm/W
Mantenimento flusso lum 10000h 92 %
Mantenimento flusso lum 15000h 90 %
Luminanza media alim. Cu-Fe 1.25 cd/cm2
Lumen30 3000 Lm

La lampadina costa circa € 10 e tutto ciò che serve per farla funzionare altri 20. Con una soluzione di che costa € 30 e che ha una durata comunque 15.000 h abbiamo una luce migliore poiché ha una corrispondenza cromatica superiore, un'ampia scelta di colori, un flusso luminoso decisamente superiore il tutto ad un consumo inferiore. Dimenticavo questi sono i parametri utilizzando come alimentatore un arcaico ferro vecchio, utilizzando un alimentatore elettronico del costo di una quarantina di euro c'è un aumento di flusso luminoso e di vita.
Questo è uno dei motivi per cui una tecnologia matura non è obsoleta ma solo matura.


Se la lunghezza della fluorescente lineare ci sembra troppo come ingombro dobbiamo ricordarci anche delle aggressive e lampade agli idruri dove di fronte ad un consumo comunque molto più basso del led ci ritroviamo con una resa cromatica decisamente superiore, in alcuni modelli arriva ad essere il 98%

Master color idruri 36W
Codice di colore 930
Indice resa cromatica 90 Ra8
Colorazione Bianca calda
Temperatura di colore 3000 K
Flusso Luminoso 3500 Lm
Efficienza Luminosa Lampada EL 90 Lm/W

Non per nulla questa lampada viene utilizzata dove si voglia vedere correttamente il colore dei tessuti o dei dipinti lo spettro, la qualità, la stabilità della luce rispetto ai led è fantascienza. Per questo motivo viene utilizzata anche nei video proiettori professionali. Se andate al cinema alcuni proiettori sono equipaggiati con questo tipo di illuminazione.

Siamo ancora convinti che i led siano una risposta riguardo al consumo o alla qualità?
Forse i led sono la risposta alle richieste del marketing!

giovedì, dicembre 10, 2009

Mahmoud Vahidnia

Alcuni hanno la stoffa degli eroi.
Mahmoud Vahidnia e' giovane studente vincitore delle olimpiadi di matematica iraniane.
Per questo e' salito sul palco di una manifestazione insieme alll'Ayatollah Khamenei.
Il tosto celebrale pischiello ha esordito con un "Voglio dirle qualcosa" ed anziche le lecchine domande preparate ha iniziato con stronzate, a noi sembrano cosi', ma in un regime come quello iraniano non risuonano affatto tali: "perché nessuno può permettersi di criticarla in questo paese? Lei ritiene di non fare errori?".....
La diretta e' stata stroncata ma i videofonini, non avrei pensato, hanno garantito democrazia:Gli spezzoni di video sui vari tube in queste ore sono tra i più cliccati.

Chissa' se lo hanno mandato in galera.
:-P

sabato, dicembre 05, 2009

Bill Gates III a

Il giudice Thomas Zilly nel 2007 in america ha detto che quello che si e' sempre vociferato, MS-dos e' una brutta scopiazzatura di CP/M, corrisponde al vero.

Fa specie che microsoft sia portabandiera della tesi che il software non va copiato quando fra i vari MS-dos 1,2,3,4,5,6,7 (aka win95/98), la parte principale sia stata solo una copia.

Fa orrore quando i giornalisti hanno sempre leccato il re mida senza mai porre dubbi sulla sua condotta.

venerdì, dicembre 04, 2009

ACER

Mi sembra assurdo dover parlare bene di un'azienda semplicemente perche' e' l'unica che accetta di rispondere ad una clausola da lei messa nella scatola.
Acer ha semplificato il rimborso di windows rendendolo automatico.

Chi ha trovato la fetecchia di vista/7 Home sfigat demo e vuole passare a XP e non alla versione full
Chi considera fetecchia un SO (xp, vista 7) che per funzionare abbisogna di manutenzione e costosi soft e vuole passare a una distro LinuX, un BSD o cos'altro
Chi e' matto come un cavallo e vuole metterci sopra MacOS....

Ora puo' evitare di regalare 70 euro a Bill Gates III

martedì, dicembre 01, 2009

Alex Van Halen

PLAY THE MUSIC, NOT THE INSTRUMENT!

lunedì, novembre 30, 2009

Cooperative antitasse


La coop sei tu?
non se ne parla!

le coop eludono le tasse usando un buco normativo mai chiuso.
La sinistra non lo chiude perche' regalano barche a vela, la destra per paura di ritorsioni e, chissa', quali altre cose come la fornitura di servizi da parte delle coop o busterrelle.
Per un'azienda, perche' tale e' un affare cosi' non e' certo una cooperativa di 8 scaricatori portuali che si sono consociati, che elude al parziale pagamento di tasse su di un volume d'affari di 12.000.000.000 di euri causa danni economici pari ad una manovra finanziaria annuale.
Le coop rosse (su quelle bianche non ho dati) millantano 8.302.382euro di giro di affari in settori ad alto guadagno. In soldoni vuol dire che ogni anno vengono sottratti allo stato circa 500 milioni di euretti. Comunque la coop principale millanta da sola 12 MILARDI di fatturato... Ci sono cose che non tornano.
Poi non lamentiamoci quando arrivano altre tasse nelle nostre povere tasche. Probabolmente se tutte le coop divenissero normali societa' non avremmo le manovre economiche, l'irap e quant'altro.

Ma cosa sono le cooperative, e cosa dovrebbero essere?

La cooperativa è un'impresa nella quale il fine e il fondamento dell'agire economico è il soddisfacimento dei bisogni della persona (il socio): alla base della cooperativa c'è dunque la comune volontà dei suoi membri di tutelare i propri interessi di lavoratori, agricoltori, operatori culturali, ecc
L'elemento distintivo e unificante di ogni tipo di cooperativa si riassume nel fatto che le cooperative hanno uno scopo mutualistico, che consiste nell'assicurare ai soci il lavoro, o beni di consumo, o servizi, a condizioni migliori di quelle che otterrebbero dal libero mercato.
"il mutualismo o rapporto mutualistico è un'associazione fra due o più individui che si basa su regole di reciprocità."

l'articolo 45 della Costituzione la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.

Fantastico,no?

Non e' ovvio che sia giusto che un gruppo di persone che intendano, all'esterno del libero mercato, consociarsi per ottenere uno scopo, che non sia un guadagno, non debbano essere tassate nella medesima maniera di chi compete?
Fin qua la utopica visione regge:
ci consociamo per fare un gruppo d'acquisto per i libri: come gruppo otterremmo uno sconto.
ci consociamo per scambiarci competenze
fondiamo una coperativa di scaricatori di porto, ci serve presentarci come un unica identita contrattuale anziche' 10 babbei singoli che scaricano una nave. Il costo della segretaria sara' meno tassato.
Fondiamo una cooperativa per... tante, migliaia di cose.


Quando il giocattolo si rompe?
Quando in una o piu' delle voci di contatto con il libero mercato divengono prevalenti, ovvero il singolo
socio usufruisce in una delle voci meno di un nessuno o l'interazione con il libero mercato distorce lo stesso o lo scopo della cooperativa.

La COOP per esempio e' l'esempio dello sfruttamento del bacino. Essendo un mero commerciante, e' piu' facile da leggere di una banca o altre entita' complesse, Pubblica i dati sul suo sito, e' enorme. Insomma e' facile da individuare e da interpretare.
Vediamo i numeri da loro pubblicati.

lavoratori: 54.923.
Qualunque entita' possedente 55.000 lavoratori e' molto difficile che non iteragisca con il mondo esterno! Giusto per capirci la piu' grossa azienda italiana, FIAT, in italia possiede 100.000 lavoratori.

Proprietari: 6.954.807
WoW. Questa organizzazione ha piu' iscritti di qualsiasi altra in italia! Uno stato nello stato!
In termini di iscritti i DS sono il partito più grande d'Europa, ma sono formichine con solo 600.000 iscritti!
Pero', visto che il 40% delle famiglie sono iscritte a questa entita'...
In italia e' impossibile che ci siano piu' azionisti di FIAT: solo il 23% non sono banche&c e le azioni sono 1 miliardo.
Perche' non ho conosciuto nessun iscritto alla COOP? Pero' conosco persone che hanno azioni fiat o sono iscritte ai DS. Forse che non sanno di possedere COOP?

Proprietari che hanno messo soldi: 1.184.329
Cominciamo con la nostra prima grossa anomalia: Si divenda soci di una societa' senza metterci soldi.

soldi prestati dai proprietari:11.550.000
E quando danno soldi sono mediamente 10 euri. Non lo trovate strano? Stiamo parlando di essere soci di una societa' non avere la tessera dell'autolavaggio!



Costruiamo una teoria:
Come piccoli squali ci accorgiamo del buco normativo decidiamo di approfittare della questione assai interessante. Andare a pagare meta' delle tasse vuol dire incrementare del 50% gli utili.
Facciamo in maniera che la nostra SPA venda al pubblico e lo renda socio attraverso l'iscrizione di quella che pare essere la solita tessera fedelta'.
Anche i lavoratori ci costeranno meno: saranno soci.
il problema del dal voto capitario dei soci e' risolto avendo un CDA compiacente, dal fatto che il 99% dei votanti non vota e il restante sono pilotabili grazie alla diseguaglianza economica. Dopotutto contano come il 2 di picche. Se tu, riempitore di scaffali, voti contrastando io chiudo il negozio dove lavori togliendo i miei soldi.
Ecco, siamo entrati sul libero mercato senza ufficialmente esserci edeludendo il voto capitario.


Io metterei dei limiti alle coop in maniera che ridiventino cio' che erano nelle intenzioni del legislatore.
1) non possano vendere beni/servizi al pubblico per una quota superiore al 10% del fatturato.
2) i soci, per essere tali, debbono possedere almeno 1/10.000simo della societa'. Se e' una societa' di euguali e' assurdo che se tizio entra con 1.000.000 di euro ed io possa essere paritario con meno di 1000 euro. Va bene la democrazia economica ma non rendiamoci ridicoli.
oppure
2bis) i soci, per essere tali, debbono versare almeno un ventesimo del valore del socio piu' grosso e partecipare fisicamente almeno ogni 2 anni alla riunione societaria. Il numero massimo di soci e' 3000.
3) non possano avere dipendenti al fuori dai soci per una percentuale superiore al 30% delle ore lavorate.
4) i soci siano persone fisiche e non giuridiche.

Certo e' che se passasse questa norma molte societa passerebbero da cooperative a SPA semplici in 2 minuti pagando MILIONI DI EURO di tasse in piu'. Se i miei conti sono giusti, sono basati su una serie di congetture non avendo tutti i dati necessari, solo per quanto riguarda la vendita al dettaglio le coop verserebbero allo stato dai 300 agli 800 milioni di euro all'anno in piu'.
La gente fece scudo con Poggiolini (giustamente), ma se ne dimentico' poco dopo, i giornali inneggiano ai presunti buchi di FIAT o Berlusca, urlano su presunte illecita' di un tizio o di un caio.
Peccato che il popolino ed i suoi giornali siano ad infervorarsi su di un paio di pericolosi tombini aperti ma non si lamentino dei soldi spesi per ripararare ai danni di una faglia che tutti gli anni apre in due la citta' come un biscotto.


Infine una chicca: Tassinari, il presidente della COOP, ha detto orgoglioso che i prezzi Coop più bassi in media di due punti percentuali rispetto a quelli di Esselunga nel periodo 1999-2007.
Accettando il fatto che i dati forniti dall'oste sul vino siano corretti chiedo:
Come fa a confrontare una societa' con lo scopo di fare utili con una che dovrebbe tutelare i propri iscritti? Confrontiamo pere e banane? Se anela invece a battere Esselunga nel libero mercato che sia tassato nella medesima maniera!
Come fa a confrontare una societa' normale con i suoi PV che sono spesso sporchi e con prodotti piu' cheap? Farebbe prima a equipararsi con Lidl molto piu' simile come layout.
Ricordiamo che dopo aver fatto la spesa, attraverso lo stato, sfila altri soldi dal nostro portafoglio.
Visto che non dovrebbe fare utili ed ha dalla sua parte una fiscalita' compiacente COME CASPITA FA AD ESSERE COSI' COSTOSO?