lunedì, dicembre 11, 2017

bitcoin 3

Dopo aver parlato del perche' non puo' essere una moneta e perche' non funziona tecnicamente vediamo altro

È molto interessante un fatto che rasenta il ridicolo: Per poter dare un valore comprensibile dai più si cerca di legare il valore delle monete elettroniche a qualcosa di tangibile. L'unico vantaggio che avrebbero le monete leletroniche e' proprio la loro intangiblita'...

L'accostamento fatto e propugnatori dell'uso indiscriminato del bit Coin è sovente l'oro.

Si racconta che il valore di una stringa alfanumerica possa essere sostanzialmente una versione digitale dell'oro e come tale mantenere un valore elevato perché, come l'oro, è difficile da minare o raro da possedere.

Questa spiegazione piace a molti ed è tipica dei meccanismi umani dell'età della pietra che ci portiamo ancora addosso.
Basti ricordare che quando c'è qualcosa di nuovo l'accostamento con il vacchio spesso viene fatto in maniera iperbolica.

I Beatles vennero chiamati i nuovi Shadow. Ma ogni gruppo venuto dopo, anche quelli pessimi morti dopo pochi mesi, sono stati spesso presentati come i nuovi Beatles.

Il concessionario che cercherà di rifilarmi un'automobile pessima mi dirà che e' come un Mercedes.

Il venditore dello spumante cercherà di dirvi che e' migliore dello champagne non tanto perché lo sia veramente o meno ma perché è un marchio universalmente conosciuto.

L'oro ha una fila infinita di
oro nero,
oro bianco,
oro blu,
oro verde,
oro saiwa,
oro degli stolti,
oro rosso,
vale più dell'oro,
è un bambino d'oro.
Il materiale oro con la sua incorruttibilità e particolarità giacendo da secoli nelle nostre vite e' pietra di paragone. Anche per i bambini.

Ma se ci pensiamo che tipico di tutti i metalli "vecchi".
È forte come il ferro,
duro come l'acciaio
pesante come il piombo.
Di uomini di ferrro o di acciaio con gli zebedei inox ne e' pieno il mondo.

Non vengono neanche presi in considerazione i metalli con caratteristiche migliori ma d'uso più moderno come il tungsteno o l'uranio ch hanno caratteristiche migliori.
È una questione di tradizione.
Quindi metto su un CD quasi folk (thick as a brick)

Questo è il motivo per cui al bit Coin viene spesso associato l'oro, un paragone assolutamente impossibile ma che viene reso fattibile dal paragonare qualunque cosa a qualunque altra che ha avuto un discreto successo.

Molti giornali e riviste, almeno quelli più seri, stanno dicendo che il valore del bit con è sostanzialmente un enorme bolla. Quando scoppierà, potrebbero volerci molti anni, farà dei danni non solo a chi ha investito.

È il motivo per cui bisogna cercare di istruire le persone.
Purtroppo molti fanno dei paragoni con situazione molto antiche. Se è vero che questo tipo di speculazione fine a se stessa assomiglia in qualche maniera alla pazzia di tulipani è anche vero che oggettivamente è un orizzonte temporale molto lontano e con situazioni alquanto diverse e tempi molto piu' raptidi.

Altri hanno paragonato il bit Coin ha la storia delle ferrovie. Il problema delle ferrovie è che è sempre una questione dell'ottocento.

Altri, come il sottoscritto, hanno paragonato in maniera schietta il bit Coin ad uno schema Ponzi. Purtroppo lo schema Ponzi generico tende dalle persone ad essere confuso con gli schemi piramidali che sono ben diversi pur essendo della famiglia di Ponzi. Quelli che non pensano che sia un Ponzi dovrebbero studiarsi la durata e la qualità del signor Madoff.

Tutti questi esempi hanno però, oltre ad avere sovente una lontananza temporale elevata, la questione che rispetto al bit Coin sono di piccola portata.
Adesso porto due esempi di cosa succede se molte persone decidono che una cosa vale troppo

La prima che ti porto e la borsa cinese. La borsa in Cina e', tutto sommato, una novità. Parliamo di una società comunista che ha deciso di aprirsi al libero mercato e nel farlo vorrebbe comunque mantenere alcuni controlli tipici di una società poco aperta.

la Repubblica popolare è responsabile per il 17 per cento delle attività economiche mondiali, detto questo vuol dire che abbiamo dei sottostanti enormi. Vuol dire comunque che il valore delle azioni cinesi al di là di qualunque valutazione è enorme.

Ovviamente una borsa così non può che avere dei buoni valori. Ma cosa succede se questi buoni valori irretiscono molte persone che ci versano dentro tonnellate di soldi?

Ecco che la borsa cinese comincia un trend da gallina dalle uova d'oro con risalite oltre due cifre qualunque titolo voi compriate.

Neanche a farlo apposta questa tira sempre più investitori, in realtà speculatori. I titoli salgono sempre più e attirano sempre più gonzi.
Il titolo sale e via così dicendo.

Nei primi sei mesi del 2015 l'indice di Shanghai era più che raddoppiato crescendo del 150%.

Era successo che qualunque cosa voi volevate fare dei vostri soldi la cosa che appariva conveniente ad un ignorante era investire in borsa perché i guadagni erano favolosi.
Si buttavano dentro i soldi e dopo pochi mesi la magia del 30, 40,50% in più.
I cinesi non sono quattro gatti e in quel momento pare che gli speculatori fossero più di 100.000.000, in pratica tutta la nuova borghesia.

Il fatto che i borghesi nuovi non sono preparati a quelli che lo sono da tempo è molti di loro hanno fatto scelte discutibili come per esempio investire danari che sarebbero stati necessari per le attività o peggio chiedere prestiti alle banche per comprare azioni (MPS e coop dice nulla?). L'aumento di valore era tale che ad un pocofurbo sembra geGniale: prendere a prestito 10.000E al 9% per metterli in bors e guadagnare il 50% o, a leva, il 500%. Tanto continua a salire, cosa vuoi che succeda!

in pratica questo è la premessa per la tempesta perfetta.

Abbiamo tantissimi investitori, un sottostante che ormai si è allontanato dal valore reale delle azioni e un indebito indebitamento elevato.

Succede però che qualcuno (il mondo reale) cambia di poco le carte in tavola e in una sola settimana la borsa crolla del 30%. Un'inezia. 


Sul trail annuale vuol dire che era ancora arrivata al raddoppio ma, ovviamente, genera una fiammata di vendite che costringe il governo non solo investire direttamente per rallentare la discesa e non riuscendo a fermare la discesa obbliga tutte le aziende partecipate dallo stato a prendere parte a questa operazione.
Da un lato hanno evitato di mandare sul lastrico tantissima gente dall'altro hanno sabotato la borsa e messo in crisi le aziende.
Se il governo non si fosse intromesso probabilmente la borsa di Shanghai avrebbe avuto lo un calo tale da riportare i valori molto, molto, più in basso.

Questo spiega bene significato del sottostante. 
In un certo senso è il valore reale delle cose.

Se un'azienda durante una bolla sale troppo rispetto al valore intrinseco è normale che prima o poi debba scendere.
Al contrario un'azienda che durante una caduta di borsa sia sottostimata chi la compra fa un affare perché sicuramente risalirà.
Il problema e' che giudicare il sottostante di un'azienda o di un titolo è una cosa piuttosto difficile.
In pratica l'intera borsa si era parzialmente scollata dai valori reali fino a diventare qualcosa che andava verso uno schema Ponzi (carta con un valore pari ai soldi appoggiati sopra).
È bastata una perturbazione nelle vendite dell'export cinese che i venditori professionisti hanno cominciato a vendere e quelli amatoriali si sono trovati col cerino in mano.

Il Sole 24 Ore commentava così questa cosa

"Lo spregiudicato esperimento cinese di convogliare il risparmio dei privati verso il mercato azionario ha alimentato una bolla fatta di posizioni a leva, cioè costruite con indebitamento. Le valutazioni di mercato hanno raggiunto e superato l’assurdo, scontando un boom futuro di utili incompatibile con l’evidente rallentamento strutturale del paese, afflitto da sovracapacità produttiva e bolla creditizia"

per chi invece avvezzo solo alla questione italiana posso far notare una particolare situazione. Soprattutto per quelli che dicono che il bitCoin molto diverso da una banca. 
Avete infatti notato che chi è pro bitCoin spesso parla male delle banche e delle istituzioni in genere. Salvo ricordarsi di queste quando qualcosa va male come i fallimenti degli scambiatori e banche per bit Coin corrono subito dalle istituzioni tanto vituperate a chiedere aiuto.

A metà degli anni 90, Vincenzo Consoli e Luigi Zonin salivano al vertice della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca.

Queste banche avevano la caratteristica di valere come un due di picche. 
Le loro azioni non erano quotate sul sul mercato e questo, come avviene per i bit Coin, le poneva parzialmente fuori dall'ambito di alcuni controlli. 
In particolare non essendo il titolo sul mercato azionario standard il valore viene certificato praticamente in casa in base dei parametri che dipendono dal valore dato dagli acquirenti. 

Il problema degli acquirenti e che spesso compravano direttamente alla fonte a prezzi consigliati dalla fonte stessa. Se non vi sembra molto simile al bit Coin cominciato ad accendere il cervello.

Così, come investimento, queste banche consigliavano ai propri clienti le azioni di loro stesse. Mostravano i grandi guadagni possibili poiché queste azioni continuavano a salire di valore.
Parte del valore era dato dalla cifra cui riuscivano a piazzare l'azione e parte veniva data dal fatto che queste banche riuscivano a prendere tanti clienti.

A causa dell'amministrazione si generava un circolo vizioso perché spesso i prestiti venivano rilasciati solo se parte del valore prestato veniva investito in azioni bancarie facendone salire il valore. Un valore che come abbiamo visto era definito principalmente dall'emittente e non dal mercato da cui si tenevano lontane.

Allo speculatore poteva sembrare interessante perché il valore del titolo continuava a salire lasciando presupporre, ad un'occhiata stolta, una crescita pressoché infinita. 
Infatti alcuni stolti avevano investito l'intera liquidità personale in questi titoli dal varore sempre in crescita.

I prestiti rilasciati dietro l'acquisto di azioni si sono spesso trasformati in sofferenze, in debiti che hanno cancellato il patrimonio che queste banche avevano. in pratica azzerandone il valore che ufficialmente era sempre piu' alto. Il bitcoin si svaluta ma sale di valore, no?

Come al solito chi comprava i titoli di queste banche raramente andava vedere il sottostante. Oltretutto un sottostante che, sebbene taroccato, era comunque ben lontano dal valore a cui le azioni venivano vendute.
In pratica si era trasformato un valore bancario in uno schema Ponzi: più gente entra più alto il valore ma nel momento che qualcuno le vuole vendere o non le compra più abbastanza velocemente il valore crolla.

È uno schema Ponzi in quanto il valore sottostante era di fatto nullo rispetto al valore cartaceo.Il valore era dato solo dalla quantita di compratori, dal fatto che essendo un azione non sul mercato il sottostante non poteva essere certificato.

Poco prima del crollo, le azioni valevano circa 62 e 39 euro, dopo il crollo le azioni hanno toccato qualche centesimo per azione, portando sul lastrico i 200 mila azionisti delle due banche.



Il Bitcoin è un esempio ancora più estremo di queste due:
ha un sottostante pari a zero,
il valore sta salendo talmente ferocemente da attirare una quantità di gonzi affamati.
Nessuno certifica il valore perche non e' un titolo sotto una qualche vigilanza 
La salita e' tipica di tutte la ponzate viste: irruente e apparentemente inarrestabile.

La fregatura, la vera differenza, e' che e' 
piu' grande di una banca italiana, 
con speculatori in numero colossale come e forse piu' della borsa cinese ma senza un mercato,
e sta assumendo un valore che e' da definirsi ridicolo,
consuma corrente piu' dell'italia del centrosud (ormai si accinge ad andare oltre la svizzera e ben oltre la grecia) 

La domanda che si fanno tutte le persone serie e' quando crollera' e a che valore puo' arrivare.
E' una domanda banale ma senza una risposta numerica.
Il valore salira', come in tutti i ponzi che si rispettano, fintanto che entrano soldi (veri, euro, dollari, pesos...) a garanzia del titolo. Parimenti scendera' quando i soldi verranno estratti dal sistema non essendoci un sottostante che ne determina il valore.
La discesa generalmente, dopo un tentennamento, e' molto, molto,  piu' rapida della salita.

Sul quando e su che valore  succedera' e' difficile a dirsi. Potrebbe durare anni e andare a valori iperbolici come 100 o 500K$ oppure fermarsi prima.
Tutto dipende dal numero di persone che ci mettono soldi. 
Sicuramente non a  breve visto l'hype.

Il problema e' che e' come un'azienda che sta perdendo soldi in maniera mostruosa solo di energia elettrica perde milioni all'anno ma il titolo sale. 
In pratica la somma del gioco e' gia' molto bassa.
Ci sono 300miliardi di $ in bitcoin, ma per minare quella roba si spendono cifre di qualce miliardo annuo. 
Diciamo che il sottostante del bitcoin e' negativo.
il 99% dei BTC e' in mano all'1% del mercato che di fatto lo possiede.
6 minatori fanno il 90% del minning
In pratica e' come un regime soviet.
Questi pochi attori hanno interesse a far salire il mercato.
Cosa succederebbe se qualcuno vorrebbe riscuotere una cifra consistente?
Se esistono abbastanza pocofurbi che entrando compensano la discesa la salita prosegue.
Se non esistono, in valore, altrettanti danari che entrano il valore scende. 
Se la discesa implica, come in cina, una discesa consistente la gente suda e vende sorpassando le richieste e vi pagheranno per portar via quello che e' un costo e non un valore.

In pratica cosa succedera' se verrano bruciati miliardi di $?
Una crisi mondiale su un momento gia' non brillante e' il minimo.
Perdita di posti di lavoro, diminuzione del potere d'acquisto e magari una guerra o due.
Forse e' il caso di smetterla con il bitcoin prima che sia tardi.

PS
E' interessante che alcune delle persone con cui parlo, molto orientate poLLiticamente, hanno per anni usato la parola speculazione e speculatore come fossero il male del mondo e Lucifero.
Non parliamo di finanza. Il male distillato.
Quando pero' loro stessi operano una speculazione finanziaria pura e mostruosa siccome loro sono i benedetti, quelli del lato giusto, coloro scelti dagli dei della poLLitica la speculazione non e' piu' il male ma una cosa giusta, bella e che permette di guadagnare con i soldini.
Ecco che la piu' grande speculazione finanziaria mai avvenuta non e' il male assoluto ma buona perche'... la fanno loro!

Speculazione:
Operazione commerciale intesa a conseguire un guadagno in base alla differenza tra i prezzi attuali e quelli futuri previsti. (il bitocoin salira e io guadagno)
Attività o iniziativa intesa a deformare a proprio favore l'obiettività dei fatti e, più spesso, a gettare il discredito sugli avversari. (voi non capite un tubo e il bitcoin salira' all'infinito. Se non speculate siete dei babbi)




lunedì, dicembre 04, 2017

telefonare a cena



Quando si vede GGente che PRETENDE di fare foto con il cellulare spesso si arriva a vedere veri geni, vere vette della pochezza umana

scena:
ristorante elegante, sera.
Lui: ciabatte a zattera per la piscina, calzoncini e “t-shit”
Lei: ciabatte per piscina infradito rosa e copricostume utilizzato credendo sia un vestito da sera.

All'arrivo dei piatti lei estrae un enormissimo phablet. Telefona al piatto di pasta, un normalissimo piatto di pasta, al commensale e al piatto del commensale.
Lui, in tutta risposta, estrae un'altro smartcoso e telefona al lei, al piatto di lei e al suo piatto. Poi telefona ad entrambi tenendo il braccio teso.

Altra portata stessa scena

Quando andranno al bagno nel ristorante faranno la foto al prodotto?

La dimostrazione che deriviamo dalle scimmie?

Fotocredits: adesso vedete perche' ho 15anni e sono incintissima?

martedì, novembre 28, 2017

web tax stolt peone



In questo stupido blog abbiamo già visto che ci sono molti motivi per i quali il nostro paese ha un costo di gestione enorme e nessun vantaggio.

Dopotutto si continua a dare una serie di aiuti a delle persone che potrebbero avere dei problemi ma in realtà questo continuo di elargire a pioggia aiuti ha causato intere zone di persone che, anziché lavorare, preferiscono godere della paghetta mensile gratuita.

Come solito esempio, perché colossale, la storia del 28.000 forestali siciliani. Ricordiamo che in Sicilia c'è un altro blocco di 20.000 persone che sostanzialmente si gratta il naso.

Il problema fiscale e che 48.000 persone assolutamente inutili sono fra tasse e contributi 1.500.000.000 l'anno. Il problema che non sono gli unici benedetti da Roma.

Questo e altro hanno sottratto risorse alla ricerca, alle aziende, e, come successo col discorso della casa, alle banche per i prestiti alle aziende.



Ci troviamo così in un paese
povero,
senza servizi,
con un'istruzione molto bassa
ma con un costo fiscale degno di società dove lo stato fornisce tutto.

Questo vuol dire tra le altre cose che non abbiamo grosse aziende in Italia, la stessa Fiat è fuggita. Le aziende che rimangono in Italia, escludendo le coop furbette, sono di una taglia piuttosto contenuta e rimangono nel nostro paese più per incapacità di fuggire che per una vera e propria scelta.

Appare ovvio che qualunque azienda nata in posti più fortunati abbia le risorse e le capacità per piallare le nostre aziende piccole con poca liquidità e scarso knowhow.

Dopo gli annunci da stracciarsi le vesti ora arriva la Web tax studiata da Massimo Mucchetti (Pd). Una tassa piu' volte annunciata come salvifica per lo stato!


Si tratta di una flat tax del 6% da applicare alle prestazioni di servizi effettuate con mezzi elettronici.... SUL FATTURATO!

Un buon modo come vedremo per riportarci all'era del 1900 occidentale o al 1972 italiano con l'IGE

(L'imposta generale sull'entrata o IGE era un'imposta italiana sostituita in seguito dall'Imposta sul valore aggiunto (IVA) a causa dei suoi effetti distorsivi)


Quale fine economista fine conoscitore della rete ha prodotto tale cosa?
Massimo Mucchetti:
Laurea in filosofia all'Università Statale di Milano, praticamente laurea in sega mentale e autoindulgenza.
giornalista professionista dal 1981, un raccontastorie
Da Presidente della Commissione Industria si è occupato di importanti dossier, tra i quali il caso Ilva, quello di Telecom Italia e Alitalia, dimostrando che o erano amiche (TI) con licenza di uccidere o ha affossato le aziende (almeno per quanto ne sappiamo).

Il passo successivo e’ far formulare una legge ad un punkabestia.

Capire ora cosa sarà realmente tassato non è del tutto facile.
Diciamo impossibile. Ma proviamoci, vedremo che il govenro ha le idee ancora meno chiare.

I provvedimenti attuativi che dovranno rendere operativa la nuova imposta digitale dovranno spiegare cosa fattivamente verra' coinvolto sara' prodotto entro il 30 aprile 2018.

Poi il direttore dell’agenzia delle Entrate dovrà indicare le modalità di segnalazione al Fisco come fattivamente operare e come pagare le operazioni che derivano da “prestazioni di servizi con mezzi elettronici”.
E li sara' da ridere.

Casso vuol dire servizio e’ gia abbastanza da ridere. Tutto e’ un servizio nel mondo moderno.

Faccio esempi:

Secondo costoro la pubblicita’ e’ un servizio. Quindi aumenteranno i prezzi della merci pubblicizzate.

Quindi lo e’ amazon, quando non vende direttamente offre il servizio di intermediazione. Quindi aumenteranno i prezzi della merci vendute?

Pero’ lo e anche il corriere di amazon (es TNT). Quindi aumenteranno i prezzi della merci vendute, 2 volte.

Ma lo e’ anche il prodotto, un servizio. Se nel telefono abbiamo un abbonamento o la telecamera ha un servizio FTP (per gli imborniti: cloud) va pagato? Direi di si. In che percentuale?

Io mi sono fatto mandare la SIM del cello per telefono e’ un servizio! 6% del traffico da qui all'eternita'?

Con Enel ho fatto la fornitura pagandola digitalmente: dovrei pagare la bolletta il 6% in piu’?

Aribnb dopo la grande cedolare secca (che si e' gia' ritorta contro lo stato) costera' altri 6%? le tasse sulle tasse?

Itunes?

Youtube?


Insomma: tutto quello che non e’ una gallina comprata dall’allevatore dove andate a piedi inciampa in questa norma?

Nonostante tutto questo caos il non sapere a chi, cosa e come e soprattutto che dimensione del mercato stiamo andando a colpire il gettito atteso viene dichiarato con precisione CENTESIMALE.

Abbiamo definito un quadro filosofico “a wuebbe ce deve paga'”, non sappiamo neppure la dimensione del mercato, ma sappiamo quanti soldi ci devono pagare le multinazionali kattive amerikkane.

Appunto laureato in filosofia: noi bianchi, voi neri e gli altri rossi. La guerra dei bottoni e il fascio komunista verde klingoniano.

la relazione tecnica della Ragioneria prende come primo riferimento certo l’impatto della web tax sui ricavi della pubblicità online e' pari a 1,9 miliardi di euro nel 2016. Un dato preso dai tre principali player di mercato che non stanno certo a nascondere dati di tal fatta.

Secondo la Ragioneria è possibile stimare un importo minimo dei ricavi due volte superiore perche' FORSE, il ricavo da altri servizi che non si conoscono bene saranno almeno il doppio. Pero' potrebbero essere 10 volte tanto o la meta'.

Figo, no?

Non sanno cosa vogliono tassare ma fanno delle stime.

Dopotutto l’ISTAT dice che in italia il commercio elettronico non esiste.

Avete capito bene: quando fanno le varie statistiche sul consumo delle famiglie tutto cio che e’ commercio elettronico non rientra nelle statistiche.

Quando vi dicono “i consumi sono scesi dello 0,5%” magari sono pure saliti. Dal momento che non sanno che pesci prendere, banalmente, per loro non esiste. Amazon e’ un fantasma.

Applicando il 6%, l’imposta digitale garantirebbe non più di 228 milioni, forse la meta ma financo il doppio. Ma potrebbe, ragionevolmente, essere molto di piu'.

Oltretutto 228 milioni non bastano neppure per la meta' del reddito di cittadinanza, ops, dei forestali fancazzisti della sicilia.

Forse anziche' sbanarsi sulla webtax da quasi 3 anni sarebbe bastato licenziare qualche forestale.

Viene da chiedersi, oltrettutto, se mancano i dati, come possano definire il 6%. Forse e' apparso un angelo? Oppure hanno nostalgia dell'IGE (4%). Perche' non il 20% molto piu' africano?


Questi non hanno neppure l’idea di quanto sia il movimento online in italia.

Ho diversi conoscenti che le vacanze le comprano online.
Sono servizi.
Anche belli costosi.
E dalla crisi delle agenzie di viaggio direi che online e’ un mercato togo.
Quindi?

Quindi le vostre vacanze, un mercato online di servizi che in italia, a seconda dei report, vale fra i 2 e i 15 miliardi annui costeranno il 6% in piu’.

Figo, ne so piu' di un esperto del PD (Poveri Dementi?)

Forse non avevano fatto i conti?

Una vacanza da 2000E che costa 120E in piu’ fa ridere se pensiamo che le tasse le ha gia’ pagate.


Secondo le turpi menti sarà lo spesometro a stanare i non pagatori di gabella.

Ora mi sovviene che il 90% del mercato online sia pagato dai privati.

Quando un privato paga un airbnb o l’esselunga (clicca il pomodoro) poi non fa lo spesometro.

Ma anche dare uno spesometro che scenda a questo livello di informazioni mi pare un tantinello lesivo per un’azienda.


Lo scopo evidente sono i “i big della rete” che ovviamente non sono italiani ma provengono da dove l'innovazione e' stata premiata e non massacrata.

Il problema e' che comunque a questi servizio le stonate aziende poco competitive italiane si appoggiano aumentare i costi del 6% equivale ad azzopparle ancora di piu'.
Lo scopo e' forse smettere di avere aziende in italia?

Pare che vogliano considerare “kattiva multinazionale” chi fa piu' di 1.500 transazioni o piu' di 1,5 milioni di euro.

Ci sarebbe da definire che 1.5ME li fa un negozio di 500m^2. In molti settori non e' una cifra da BIG ma da very very small.


Una volta constatato nel corso di un semestre il superamento di questi valori da parte di un soggetto non residente senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato l’agenzia delle Entrate lo invita... a niente.

Provate a pensare a gearbest o aliexpress. Sono societa' di servizi che veicolano merci o permettono la creazione di store virtuali. I server sono in cina, i manager parlano cinese e incidentalmente vendono anche nel paese dei cachi.
Per noi sono grosse cifre, per loro una cifra minima.

Scusate, ma quando ricevono una telefonata dagli italiani che li invitano a prendere l'aereo per venire fino a milano con costi di traduttori, alberghi&c loro rispondono:

“che bello andare a sentire un idiota che chiede tasse che contrastano ogni accordo internazionale”
oppure
“cazzo volete?”


Quando poi una netflix qualsiasi, che fa circa 250.000 abbonati, quei 20-30 milioni all'anno, non ha bisogno di sedi fisiche in italia. Perche' mai dovrebbe versare il 6% facendo aumentare il costo per la sola italia? dovrebbe cambiare anche il sito per la sola italietta.

“buon giorno, senta vorrei applicare un'accisa che si cumulera' con le tasse che lei paga dove lavora. Puo' essere cosi' gentile da regalarci questi soldi in spregio di qualsiasi norma fiscale le debba rispettare?”
Piu facile che colpisca il cubomeddovion di telecom italia.

La competenza degli accertamenti sulla web tax sarà affidata alla direzione regionale delle Entrate della Lombardia. Banalmente perche in sicilia non sono in grado neppure di stampare le cartelle (Mr fiumefreddo fu silurato per voler la normalita')

Visto che non e' possibile assoggettare uno che opera in vietnam con delle tasse italiane, ci pensate se ognuno dei 196 stati facesse leggi da rispettare negli altri stati che casino?,
Si dovrebbero conoscere milioni di leggi. In un paese che ogni anno aggiunge 2500 pagine di norme all'ordinamento sembra normale.

hanno partorito un'altra minchiata:

Banche come sostituti d’imposta

Eggia'. Lo stato italiano pensa che i privati siano schiavi e, nonostante una enorme quanita' di lavoratori fancazzisti pubblici delega con il bastone a fare il lavoro dello stato.

Il datore di lavoro deve pagare la tasse per i dipendenti e visto che se questi ultimi non le pagano arrivano multe colossali al datore di lavoro (non, come sarebbe logico, a chi non le ha pagate) allora paga professionisti costosissimi. Inoltre l'azienda puo' essere pignorata al posto del lavoratore venendo trascinato in tribunale insieme a quest'ultimo. Il datore di lavoro e' un distaccamento dell'agenzie delle entrate.

L'azienda che paga un professionista deve versare parte del compenso non al professionista ma allo stato. Se poi quelle erano tasse non dovute chissenefrega: le vedrete fa 5 o 6 anni. Intanto prendiamo.

Lo stesso accade in altre decine di casi: lo stato trasforma il pagatore in gendarme quando, come nel caso dei commecialisti, in veri e propri delatori.


Così alle banche viene affidato il ruolo di sostituti d'imposta e dovranno applicare una ritenuta d'imposta con obbligo di rivalsa sul soggetto che percepisce i corrispettivi.
A nessuno di questi geni viene in mente che la maggior parte dei pagamenti sulle piattaforme digitali viene operato attraverso carta di credito le banche che non sono certo residenti in Italia.

Viene da chiedersi il costo di questa operazione se le banche si organizzassero veramente per uscire a capire un pagamento se viene operato ad una delle società considerate cattive oppure banalmente, magari dalla medesima società come amazzonia, viene comprato un bene fisico.
Perché un'azienda italiana potrebbe comprare un bene fisico come può essere una licenza per il pessimo office di Microsoft così come un computer che e' una cosa fisica.
anche ammettendo che il computer sia operato come intermediario, la cifra spettante all'erario dovrebbe essere 6% solo della commissione e non dell'intero prodotto.
Come una banca riesca a fare questi distingui è solo nel cervello di chi ha studiato filosofia. Spaccare il capello in quattro non vuol dire che si possa lavorare spaccandolo ogni 0,2 secondi. La filosofia non rientra nelle capacità di un sistema informatico ed oggi le banche sono questa cosa qui.


Per non penalizzare le imprese italiane e quelle residenti nel territorio dello Stato entra in gioco il credito d'imposta pari all'imposta digitale versata sulle transazioni digitali.
In pratica la metà di questo valore potrà essere utilizzato per pagare le tasse ma solo se dovete pagare.

Provate a immaginare una società che sta partendo, quelle che oggi si chiamano in maniera ignobile start up. All'inizio, generalmente per i primi 3-5 anni, le spese saranno tali da non ha generare nessun reddito o quasi. Questo vuol dire che le tasse che dovrete pagare saranno, se non negative, molto basse.
Immaginiamo di essere una società di quelle che lavorano su Internet che tutti desiderano ma in posti senza cultura come il nostro sono difficili da far partire. I loro acquisti probabilmente saranno principalmente fatti sulla rete e quindi avranno un credito d'imposta esagerato che andrà a pesare esattamente come se fosse una società spagnola o Svizzera.

A questo punto, visto che basta fare da Milano 80 km per essere Svizzera, è meglio traslare la società in uno stato più equo e dovendo vendere anche agli italiani dubito che qualcuno vada a chiedere agli svizzeri quel dannato 6%. La legge svizzera non lo prevede. In pratica oltre alle tasse normali saranno dimezzate avremo anche uno sconto del 6% sugli acquisti digitali.
Come perdere aziende. Capitolo 10.


Per farla molto breve e ricapitolando un po' questa è una legge che può essere stata solo immaginata da un idiota.

La legge, così come, presuppone che sia di fatto una tassa d'importazione e quindi completamente illegale sia per quanto riguarda gli accordi comunitari sia per quanto riguarda il WTO.

La tassa inoltre presuppone un aumento di costi bancari che si riverseranno immancabilmente ci correntisti,

un aumento di lavoro per quanto riguarda le aziende per cercare di capire come gestire questo 6% aumentando i costi aziendali italiani ovvero aumentando i costi dei consumatori

un aumento di tasse sproporzionato come valore visto che in alcuni settori il margine operativo è molto più basso del 6% rispetto al fatturato e si andrebbe a prefigurare un raddoppio delle tasse già elevate in Italia

una diminuzione della competitività italiana nei confronti del mondo per via di questi costi


inoltre noi vorremmo mettere le tasse sui servizi perché non siamo stati in grado di avere aziende che producono valore moderno, servizi, perché soverchiate di tasse.

Ammettendo anche che non sia illegale e ridicola provate a immaginare cosa succederebbe se tutti gli Stati mettessero tasse similari.

Per esempio la Cina potrebbe definire una tassa per il lusso per capi di vestiti che superano i cinque dollari azzerando di fatto la nostra presenza in quello stato
Stati avanzati come gli Stati Uniti potrebbero imporre delle tasse anziché sui servizi sui beni. Di fatto massacrandoci.
Stati come la Germania o la Spagna potrebbero mettere questi dazi sull'agricolo.

Si tornerebbe in pratica ad un Far West non coordinato. Fine dell'Europa e fine di qualsiasi organizzazione mondiale.

Questa norma appare molto strana perché firmata da coloro i quali hanno sempre amato la globalizzazione portata come bandiera.
Forse dopo decenni di desiderio quando e' arrivata si sono accorti che non era quello che credevano: la globalizzazione vuol dire competizione. Anche fra stati. Non era solo "gioia di consumatori" ma anche il rovescio della medaglia: massacro aziendale.

Infine e' una tassa maledettamente ingiusta non facendo pagare coloro che GUADAGNANO di piu' ma quelli che fanno piu' fatturato. In pratica punendo i fornitori piu' economici per i consumatori.


Forse, per i nostri politici, non siamo ancora abbastanza puniti.
Dobbiamo fare la fame come il congo. Siamo troppo grassi.

lunedì, novembre 27, 2017

selfisti tuttomiooo!




Siamo nella foresta davanti ad una cascata.
Ancora un'idiota che pensa che il cellulare possa fare foto.

La bodrillona sguazzava nella cascata mentre io aspettavo per 25 lunghi minuti dietro il cavalletto che si spostasse. Dopotutto la cascata e' sua quanto mia. Fa parte del gioco, anche se poteva levarsi per un minuto come cortesia.

Poi invita anche il figlio a mettersi in mezzo alle scatole, estrae l'oggetto sessuale e telefona / lo mostra alla progenie messa in posa.
Molte volte. Potrebbe rientrare nella pedofilia?

Siamo in un fottuto sottobosco e con un sensore telefonico oltre che usare il cavalletto dovrebbe inglobare il figlio nella resina come ian solo. 

Ma lei insiste a telefonare piu' volte al figlio. 

La vacca sta sprecando il nostro tempo ma insiste a non levarsi dalle palle: oltre che bodrillona e' taggabile come idiota.

ma poi gli viene l'idea: vole una foto come quelle delle riviste.


 Passa il telefono al marito per farsi telefonare.
Fa niente se per fare una foto del genere occorre:
macchina fotografica seria, preferibilmente con otturatore centrale come una pentax o una hasselblad
un cavalletto da molti Kg immerso nella laguna
un paio di flash, diciamo dei metz meca CT-45, e relativi cavalletti.
e, visto che eravamo in un sottobosco, 5 torce via radio per la cascata sarebbero la ciliegina sulla torta.

La cretina, ormai e' certamente quello, pretende di avere lo stesso risultato telefonando.
Ovviamente neppure su quella merda del microdisplay solarizzato del telefono sembra esserci qualcosa di diverso da un'immagine fantasma.
Nonostante il grumo di pixel assassinati dal rumore e mossi da deceduti lei ci riprova pensando che il telefono dovrebbe riuscire a fare comunque la foto che ha visto sulla pubblicita'. Accende il leddino menarogna (quello che le marche di merda chiamano flash ma serve al massimo a cercare le chiavi nella borsa) e ci riprova molte volte incolpando il marito di non essere capace.
La fono non riesce chissa per quale motivo nella sua testa da pongide, ma sicuramente non e' perche sta usando una mietitrebbia per trasportare il coro della chiesa in autostrada.

Dopo 45 minuti arrivarono molte persone e non potrei fare la foto per una demente che sta a masturbare un telefono in mezzo a tutto per cercare di ottenere una foto anziche' una telefonata.

Propongo, per il volo di ritorno, anziche un A340 una toyota avanza lanciata dalla catapulta.
Tanto ha dimostrato che e' uguale per lei, 

Se crepa Darvin e' felice  e non potra' vedere delle telefonate come queste. 
La parte sotto vi e' stata risparmiata.


martedì, novembre 21, 2017

coop kaboom!



Come sapete non amo molto il mondo delle cooperative.
Non tanto per l'idea che sta alla base della cooperativa, il fatto che le persone si possono associare per ottenere un mutuo beneficio lo trovo assolutamente da difendere.
Il problema nasce quando non esistono limiti dimensionali e allora il sistema della cooperazione diviene banalmente un sistema per una grossa azienda di svicolare la legge e poter, definendosi cooperativa, pagare una tassazione estremamente ridotta
Il fine mutualistico in pratica non viene rispettato perché se il grosso del business non è i soci diretti che consociandosi fondano qualcosa. Ma cominciamo a farci delle domande.
Di questo ne abbiamo già parlato

Cosa succede se questo tipo di azienda abituata a non essere legata alle normali leggi dello Stato che non solo chiedono soldi ma di tanto in tanto vigilano attraverso legislazioni sulla popolazione decide che e' sopra lo stato e puo' mettersi a commercializzare qualunque cosa?

Succede che le Aluatte,
quelle abituate a comprare televisori peggiori di sempre, ma con l'etichetta quattro cappa,
quelle che pensano che un altissimo fuoristrada sia idoneo a un nastro d'asfalto autostradale,
quelle che se gli prospettano un guadagno maggiore sono tutte felici senza pensare che esiste sempre la capra e i cavoli
divengono il bersaglio e alla fine la prendono nel di dietro dalle coop.

Non ci credete?



Cominciamo a vedere qual'è l'interazione, oltre a quella fra azienda e consumatori tipica del mercato B2C, non certo di tipo cooperativo, tra le entità.

Prima un po' di remeber:
Il capitale della fondazione di un'azienda che viene dato generalmente dai proprietari, ovvero i soci, dalle banche e da qualche entità che desidera fare una scommessa.
Le aziende hanno sempre bisogno di soldi. Questi liquidi sono acquisiti attraverso una serie di possibilità:
il capitale che viene prestato dalle banche, quello che dovrebbe servire come motore principale dell'innovazione, in Italia ucciso dai mutui.
I proprietari che prestano soldi alla propria azienda
Infine il bond (in italico obbligazione).

Ricapitolando
Tipica raccolta di fondi e' la società per azioni dove si emettono dei titoli che rappresentano una quota aziendale. Divenendo proprietari si ha diritto alla votazione, alla possibilità di rivendere la parte dell'azienda sul mercato, a una quota dell'attivo eccetera.Non parliamo neppure dell'auumento di capitale.

L'obbligazione e' un gradino di rischio leggermente inferiore, puo' essere piu' rischiosa (es subordinate) o meno. Ma comunque e' il capitale di un'impresa: un'impresa puo' andare male e non essere in grado di restituire il grano.

Torniamo alle coop

Il primo step da capire bene e' che una coop enorme e' un'azienda che non ha un padrone
Quando hai 20.000 soci che pensano di aver una tessera fedelta' e invece sono i padroni puoi farli fessi. Questo permette ai manager stipendiati dai padroni di fare quello che vogliono. 

In pratica il dipendente e' il padrone.

Conseguenza: il presidente dei super COOP (tassinari) si vanta che nonostante lo sconto a due cifre dello stato alle tasse e prestiti agevolati loro hanno un prezzo ai soci di fatto allineato all'esselunga. 
Stranino, vero?
Cosa fai quando gestisci centinaia di punti vendita che non macinano utili e vuoi aprire nuovi punti vendita?
Chiedi prestiti.
Ma una banca normale ad un'azienda che non ha redditivita' non presta danari a meno che... non sia amicona. 
La maggior parte delle coop italiane sono “coop rosse”, non che siano meglio delle “bianche” ma indica subito che oltre ai soci hanno altri padroni da soddisfare.
Non e' un caso che se si guarda i bilanci che sono in qualche maniera divenuti pubblici le coop spendono valanghe di soldi come contributo ai partiti. Forse capiamo come fare ad avere una legge cosi' favorevole. Giusto per capirci solo il Bersani ha beccato 100KE (fonte l'espresso e il fatto).
A naso parliamo di cifre intorno al miliardo annuo per tutta la poLLitica da tutte le coop. Soldi dei soci e come direbbero i rossi: soldi del popolo operaio.

Cosa succede se un'azienda PRIVATA (che si spaccia come cooperativa) ha bisogno di soldi?
Chiede un prestito.
Ma chi e' quello stolto che presta soldi?
Due categorie.
La piu' interessante sono i consumatori (a questo punto chiamarli soci urla vendetta).

Come funziona questa cosa ?
Si spiega l'ignorante di turno che il tutto funziona come una banca.
L'idea è spacciarlo come una specie di conto corrente e gli offri un tasso molto interessante rispetto ad un conto corrente standard.

Gli dici che puoi fare un prelievo quando vuoi.
Gli dai un “bancomat”
Gli dai una APP sul c-tofon per mettere e togliere soldi.
In pratica non gli stai dicendo che loro stanno facendo un'obbligazione.
Togliendo quest'ultimo gli fai apparire di avere un conto corrente. Un po' come i giga che non si capisce cosa sono.
In pratica il consumatore vedendo che ha le possibilità di deposito e prelievo a suo piacimento immagina che sia una specie di conto corrente.
In altri casi viene detto che si tratta di “Un libretto di risparmio dai tanti vantaggi

Ovviamente non è né un conto corrente, né un libretto di risparmio ma in realtà è un obbligazione molto strana.
Dovrebbe apparire immediatamente che e' strano che le coop diano fino al 1,5% annuo quando una banca media oggi ti da lo 0,0X.
Parliamo di quasi 50volte, il 5000% in piu'.
cos'è arrivato, babbo Natale?

Nonostante l'evidenza gli italiani si sono buttati a pesce comprando obbligazioni come sempre sanno fare quando esiste un pochino di guadagno. "Sono fubbo io"

Stiamo parlando di 3.000.000 di persone che hanno deciso volontariamente di mettere soldi in un'azienda ad alto rischio senza garanzia alcuna.
Stiamo parlando di un prestito a rischio d'impresa di 11 MILIARDI di euro spesso prestati da persone non certo ricche: generalmente i ricchi sono tali perché qualcosa di finanza ed imprenditoria la capiscono.

A complicare esiste un intreccio incredibile tra molte di queste cooperative e le banche amiche della stessa parte politica. 
In pratica le cooperative chiedono prestiti enormi a queste banche e queste ultime forniscono in cambio prestiti a tassi agevolati. 
Il perché le banche offrono questa fantastica opportunità non è solo per una questione di mera amicizia ma perché gran parte del prestito verrà poi investito in azioni della banca stessa.
Follia allo stato puro.

Giusto per capirci e per verificare che non sto dicendo cose a caso facciamo un esempio o tre:
la “Coop Centro Italia” ha chiamato in giudizio la banca e la Consob reclamando danni per 137 milioni per il suo investimento in azioni MPS (che oggi valgono come 2 pacchi di tenderly). 
Come mai aveva tante azioni? 
È divertente notare che MPS aveva concesso 76.000.000 di mutui.
Da parte dei soci (che non sanno di esserlo) ha un prestito di 506.000.000.
In pratica la cooperativa aveva preso i soldi dei prestiti per comprare le azioni di MPS e farle salire, facendo credere che in MPS di andasse tutto bene.
Questo a “Coop Centro Italia” andava bene perche aveva bisogno di redditivita' avendo costi elevati e rendimenti pessimi nonostante vendesse quei 500.000.000E in 62 punti vendita.
Sì, avete capito bene: i prestiti concessi a quest'azienda (576ME) sono superiori al giro d'affari annuale, di circa 10 volte il costo della merce nei magazzini e su un patrimonio netto dichiarato (magari e' meno?) di circa 182 milioni.
In pratica è un'azienda che rischia il collasso da un momento all'altro se dovesse pagare i prestiti la stessa cifra che pagano tutti coloro che hanno gli stessi rischi. 
Ma per fortuna per loro esistono delle persone che pensano che le cooperative facciano da banca.

La Unicoop di Firenze ha disintegrato oltre 200 milioni, qualcuno dice 400, in MPS. 
Ma la notizia sul loro sito non e' “siamo nella cacca” espressione di uno che ha qualche problema e o come stanno rimediando al danno. La notizia e' “Le iniziative della sezione soci Coop di Cascina per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne“. Perche la violenza sulle massaie, che hanno prestato quasi 2 miliardi come BOND, non e' contemplata. Le massaie non sono donne, sono solo massaie.

Coop Liguria si e' fumata 54 milioni per Carige.

L'elenco e' infinito. Io ne ho trovati in 2gg qualche decina.

Secondo Mediobanca in un solo anno l'intero sistema delle cooperative con investimenti finanziari ha guadagnato 1.000.000.000 perdendo 850.000.000. In pratica è andato quasi alla pari ma investendo (rischiando) cifre enormi. Roba da far sudare persino Marchionne.

Inoltre il sistema delle coop ha tutta una serie di finanziamenti circolari in cui basti ricordare l'enorme galassia Unipol SAI...

A questo punto viene da chiedersi perché alle cooperative è necessario andare a giocare in borsa, oltretutto in malo modo.
Come abbiamo visto parte del problema è dato dal fatto che non hanno padroni se non impiegati con troppi poteri e nessun sistema di controllo.
Come diceva un vecchio detto: fuori i gatti i topi ballano.
Ballano gli operai all'interno di vendita,
ballano compratori,
ballano i dirigenti che dovrebbero dirigere e invece non lo fanno correttamente.
Tanto il capo non si fa sentire.

Alla fine la maggior parte delle cooperative sono in affanno e quando sei in affanno cerchi il soldo facile e non ti sembra di avere dei problemi così grandi semplicemente perché hai dei finanziatori idioti (che pensano di avere un CC) che buttano nella tua società pacchi di soldi.

Troppo forte come visione?

Non credo proprio, Il Sole 24 Ore ha così commentato:
hanno scelto la strada della finanza spesse volte arrischiata o meglio indotta da intrecci politico-corporativi come proprio modus vìvendi

in pratica si sta verificando questo: tutte queste entità quando guadagnano lo fanno grazie intrecci politici, basti ricordare la storia degli immigrati, ma quando sono sul libero mercato soffrono e stando in piedi solamente perché hanno inventato il sistema di farsi prestare soldi a ufo.

Arrivando a breve nuove entità sul mercato italiano la scarsa redditività di queste imprese potrebbe causare un problema. Essendo interconnesse potrebbero scatenare un effetto domino tale per il quale molti italiani si vedrebbero disintegrare il valore investito nel finto CC. 
È atteso infatti un consolidamento della grande distribuzione e l'entrata in altri mercati di realtà alquanto aggressive.

Pubblico questo post in questi giorni dopo lunghi rimaneggiamenti nonostante sia figlio di un post fatto nel 2010 nelle quali mi mancavano alcune considerazioni per il fatto che non conoscevo ancora come facessero a stare in piedi le coop, qualcosa non mi tornava. Adesso tornano ma non e' questo il motivo.

La motivazione della pubblicazione è il fatto che lo stato vorrebbe, per l'enormità dei capitali investiti dagli idioti nelle cooperative, creare l'ennesimo fondo di salvaguardia che servirà a poco e niente e comunque non risolutivo del problema. E io pago.

La mia idea è la stessa: la maggior parte dei problemi che nascono dal sistema cooperativo sono figli del fatto che non puoi assegnare delle regole idonee per piccole entità di mutua assistenza e cooperazione a quelle che sono sostanzialmente delle società per azioni dagli enormi capitali e asset.

Qui stiamo parlando di società che fanno i comodi loro semplicemente perché:
il padrone e' una casalinga di Voghera e di conti ne capisce un po' poco,
gli investitori sono l'operaio che tira il bullone ma che non sa neppure calcolare un interesse
e, nel contempo, la supercoop deve pagare soldi alla politica per riuscire a mantenere degli sconti fiscali pazzeschi.

Nonostante il grande risparmio di tasse la gestione è fatta un membro di cane e sono in cerca di nuove fonti di reddito. Hanno fame.

La notizia del fondo nasce in conseguenza al fallimento di qualche piccola cooperativa che ha causato un po' di trambusto perché molte persone si sono viste piallate il valore dei loro risparmi. 
È una notizia che non è passata molto bene sui giornali, soprattutto quelli economici ne hanno parlato, ma quelli generalisti non hanno certo messo in prima pagina questo fatto con la giusta proporzione delle altre notizie.

Il perché è banale: se la gente scoprisse, di colpo,
che quello che credevano un conto corrente,
quello che credevano un libretto di risparmio,
quello che credevano sicuro come in una banca
hanno la stessa volatilità di un'obbligazione sudamericana
si causerebbe immediatamente il rientro dei capitali di tutte queste società, spacciate per qualcos'altro, immediato. La corsa allo sportello.

Raccontare questo non si può fare perché sono molto ammanicati,
perché vorrebbe dire un fallimento colossale che porterebbe a migliaia di licenziamenti
e una distruzione del PIL fantastica.

Così, per evitare grandi casini, si è deciso di parlare di un fondo a tutela degli idioti e dei furbetti.
Come la crisi bancaria, si e' aspettato che il bubbone divenisse enorme per poterlo sistemare e la cura e' di fatto un rimando a quando il bubbone sara' colossale. Non cura ma palliativo e scaricare la patata ad altri.

Forse, anziché cercare di mettere un cerotto ad uno squarcio da scimitarra, sarebbe il caso di riprendere in mano la legislazione riguardante le cooperative e mettergli dei limiti di grandezza.

Un numero massimo di soci di un centinaio
un massimo valore della società di un paio di milioni
L'obbligo di avere lavoratori che siano anche soci in una percentuale importante
l'impossibilità di spacciare un prestito come se fosse un conto corrente o altro (obbligo di chiamarlo obbligazione, prestito aziendale?)
un valore massimo nelle transazioni di danaro che può fare annualmente (10 milioni?)
l'impossibilità di fare donazioni salvo che sia uno scopo primario della società stessa (e quindi poi non e' piu' un venditore).

Queste regole che dovrebbero essere portanti, per poter avere sconti fiscali e libertà di manovra, si potrebbero introdurre con una legislazione che obbligasse le cooperative che superano i valori previsti a trasformarsi nell'arco di due anni in una società di capitali (SpA o Srl).
Si avrebbe il beneficio di un aumento del gettito fiscale, una protezione maggiore degli idioti, l'ingresso di capitali consapevoli e una piu' corretta gestione aziendale che porterebbe a un aumento del PIL.

Giusto per capire: un fondo azionario tranquillozzo medio dal 2013 ad oggi garantisce all'incirca dal triplo a cinque volte tanto quello che le cooperative danno come guadagno ai correntisti-investitori-stolti. Con lo stesso rischio. Anzi, spesso va ben oltre la redditivita' di tutta la baracca coop.

In pratica le cooperative italiane hanno perso soldi perché le loro azioni non producono reddito nonostante la tassazione.Non producono migliri prezzi (lo ha detto tassinari stesso) e in pratica sono inutili.
In teoria, grazie al trattamento di favore, dovrebbero fare soldi a palate e i soci essere ricchi.
Continuando cosi' invece si rischia grosso se non si rimettono in carreggiata queste enormi societa' molto opache.

Poi vedremo, come per l'argentina, come per MPS, come per etruria come per... gente che piange per aver messo li tanti risparmi.
Ci sono famiglie che hanno piazzato nelle coop piu' di 40KE (due soci possono avere un totale di 74KE).
Io e' dal 2004 che dico che le coop sono un problema, inizialmente per altri motivi altrettanto importanti, quando si sistemano?

Dopo che ci si e' fatti tanta bua?
Quante ne dovranno fallire?

Quando nelle scuole si insegneranno 4 cose anziche' continuare “con li migliori semo noi”? Come calcolare un'interesse o cos'e' un ETF e' troppo difficile?

coop, sei tu ad essere idiota.

lunedì, novembre 20, 2017

se sei stupido batti le mani 3


A pamplona, negli ultimi anni,  stanno dando dimostrazione di stupidita' particolare i selfisti.
Capisco che e' adrenalinico rischiare di morire ma se devi riprendere questa tua caxxata forse e meglio usare una telecamera magari retta da un'amico.
Perche anche se il toro ti incorna veramente, per prospettiva, sembrera' sempre lontanissimo e nessuno credera' che sei stato in ospedale per quella macchia mossa sullo sfondo. Anzi i tuoi amici penseranno che il tizio nel video e' un'altra persona: il mosso, la focale, l'impugnatura fanno si che tu sarai irriconoscibile.

Cosi', il tizio nella foto, e' stupido al cubo.
Come si dice: la stupidita' del selfista non ha limite alcuno.

giovedì, novembre 16, 2017

gomme, neve e poLLitici


una strada nella bruma invernale: che gomme vuoi?


Potremmo intitolarlo: la grande stoltaggine delle gomme da neve.
Anche quest'anno la danno la replica: fantozzi conto la fisica. Dal 15 novembre sulle strade del paese dei cachi.
I giornali non possono andare contro lo stato, spesso paga, e gli inserzionisti che fanno dei bei paginoni con la gomma dal nome esotico.

Per prima cosa, prima di prendere a scarpate in faccia il solito legislatore che non comprende la tecnologia, vediamo di comprendere in cosa consista una gomma da neve.

Una gomma propriamente detta da neve è una gomma nella quale il tassello è lamellare e termico.

In pratica anziche' esserci dei tasselli compatti che appoggiano sull'asfalto ci sono tasselli scanalati con dei tagli che permettono alla neve di penetrare all'interno degli stessi in maniera che possa far presa sui cristalli di ghiaccio.
Per migliorare ancora le cose lo spazio di svuotamento è maggiore: la parte di gomma è inferiore rispetto a quelle estive in quanto vi è molto spazio tra un tassello l'altro e MENO GOMMA. Questo aumenta la pressione, diminuendo la distribuzione del carico: sulla neve e' buono.
Inoltre l'inverno fa molto freddo e le gomme tradizionali quando si va sotto zero diventano un po' troppo dure mentre quelle invernali conservano elasticità poiche' essendo morbidone tendono a scaldarsi. Da qui il nome di TERMICHE. Questo riscaldamento arriva dal carburante e quindi consumeranno di piu'.

Appare quindi importante montare delle gomme da neve se si intende andare in montagna dove ha appena nevicato. Essenziale. Da sempre gli abitanti montanini hanno cerchi in ferro e gomme da neve almeno 6 mesi l'anno o non le lasciano mai. Non e' una novita', no?

In passato i veicoli, tipo i fuoristrada, avevano l'obbligo sul libretto di circolazione di come molto simili le M+S.
I veicoli fuoristrada essendo molto più alti hanno grossi problemi di stabilità che tendono a divenire drammatici appena piove. Con la neve un disastro.
Inoltre si dà per scontato che un fuoristrada percorra strade sterrate dove, se piove, esiste il fango. 
Fuori-strada non e'  fatto-per-la-strada.
Per questo motivo esistono le gomme marcate neve e fango.

Si noti bene che le gomme in questione, M+S, non sono gomme che funzionano perfettamente sulla neve per via della mescola ma sono piu' gomme un po' morbide con tasselli enormi e fessurati. In pratica una gomma M+S e' una via di mezzo fra le invernali “vere” (identificate dal fiocchetto sul lato) e le gomme normali. Ideali quindi per un fuoristrada. Si va maluccio ovunque ma si va.

Comunque sia, un veicolo dotato di pneumatici invernali quando la temperatura dell'asfalto supera i 7C circa divengono inferiori in maniera manifesta alle gomme standard.
Infatti a quella temperatura i materiali delle gomme invernali e delle gomme estive diventano sostanzialmente equivalenti ma le gomme estive hanno una quantità di gomma e una conformazione migliori. 15C in una giornata soleggiata durante il giorno sull'asfalto nero non è una cosa rara in Nord Italia, anche in pieno inverno.

In pratica deve chiedersi perché mai il legislatore abbia deciso di imporre le gomme invernali.
Nella mia esperienza personale le gomme invernali appena la temperatura si alza divengono delle pericolose mozzarelle nere di difficile gestione. Auto diverse, gomme diverse ma un cambiamento omogeneo:
Le frenate si allungano,
scartare pericoli diventa difficile 

Esiste anche il bonus Pack: la durata diviene la stessa della gomma pane. Ricordate: MENO gomma da poter consumare e piu' morbida.

Perche a novembre a milano dovrei avere delle gomme che allungano la frenata di un buon 15% e che se entro in curva strambo per un errore (non sono sochmaker!) mi regala un pino anziche un sollevamento di sopracciglio?

Delle buone gomme da tenere tutto l'anno non lamellari risolvono il problema nel 99% dei casi. 
Con i soldi risparmiati dal cambio gomme, dal consumo superiore ed dal doppio treno è possibile acquistare pneumatici di fascia alta che hanno performance nettamente superiori durante tutto l'anno e permettersi il lusso cambiarli quando il battistrada si abbassa senza aspettare la tacca.
Chi me lo fa fare di rischiare la vita?

Più volte mi è capitato che con delle “gomme serie” sulla neve di non aver problemi tranne di starci un attimo cauto. Ovviamente è necessario avere un po' di battistrada e non cercare di arrivare a cambiarle solo quando la tacca di riferimento e' evidente.

A parziale discolpa del legislatore bisogna dire che oggi molti veicoli non sono automobili ma sono SUV (in italico: cassonetti del pattume con motore) e, rispetto alle epoche passate, per mostrare sulla carta delle prestazioni che non hanno vengono iper gommati con i risultati che tutti possono vedere alla prima rotonda bagnata. Sei mesi fa un velo d'acqua ha paralizzato due uscite della tangenzialina: evviva la golf cart per minorati tuareg (alta come un arabo cammellato, da quello prende il nome?) che si e' intraversata davanti a me. Sull'altra pare che fosse la versione piu' piccola.

Ormai bastano due fiocchi di neve e il traffico si paralizza perché i suv scodinzolano. Questione aggravata dalla diffusione di automobili turbo che sono poco gestibili in una situazione di bassa aderenza.
In pratica se avete un veicolo alto, un comportamento MOLTO prudente 365 giorni all'anno, in inverno le gomme M+S sono sicuramente interessanti per evitare di trovarsi spiaggiati su di un pino alla prima difficolta'. La poca gomma sui pneumatici esageratamente grandi favorira' il drenaggio e se andate molto cauti col bagnato potrete competere in curva con la panda 30.


Mi ricordo perfettamente una notte in cui, dopo essermi preso molti spaventi nei giorni precedenti, grazie alle gomme che non avevo voluto togliere per pigrizia, avvenne che feci 100 m di traverso, rotonda compresa. Tanto vado cauto. Prima di appoggiami sul tombino in mezzo alla rotonda.
Effetto sasso lanciato sull'acqua... piovana di un tiepido marzo. Stessa auto, stessa curva, stessa traettoria con gomme serie e' invece dilettevole entrare anche allegrotti. Il tombino sulla parte intenna della curva non e' piu' un grosso problema ma una banalita'

Normalmente quando andavo in montagna portavo le gomme nel bagagliaio e le montavo esclusivamente se trovavo neve o condizioni idonee. Appena in citta' un colpo di crick e si tornava in sicurezza.
Era un periodo che andavo spesso sciare e ormai cambiavo quattro gomme in 22 minuti.
Quella volta invece non le tolsi
Per quasi due mesi.
La tipica cosa “lo faccio domani” il domani e' domani e domani e domani...

Le ho sempre tolte subito perché mi sono sempre reso conto che appena si esce dal campo di utilizzo tipico di una città come Trepalle o Gressoney sono da evitare.
Inoltre in due mesi di città le ho praticamente azzerate. Non che faccio molti chilometri ma bastano 2-3000 km al caldo e sono spacciate come un budino sulla cartavetro. In autostrada  dovrebbero essere vietate oltre gli 80Kmph.

Per quelli che pensano alla magia, ovvero che basta avere una sigla perché si risolva tutto, bisogna sottolineare che le gomme da neve sono da neve solo se hanno ancora tanto battistrada.
Se avete una gomma da neve che e' ancora legalmente pienamente utilizzabile in realtà e' ormai fregata se non avete MOLTO battistrada.
I tasselli spaziati e profondi funzionano solo se sono profondi altrimenti si rischia che una gomma “da sparo” ma appena uscita dal gommista non sia molto diversa. Ovviamente una gomma di buona qualità, di fascia alta,  per uso normale passa sulle orecchie ad entrambe sulla neve.

Le ordinanze sulle gomme da neve sono pure localizzate e fatte dai soliti stolti che hanno fatto la PEC.
Ogni zona ne trovate una diversa.
Pensate che a Putignano (Bari) si impose:
“Su tutte le strade urbane ed extraurbane del territorio di Putignano il Sindaco ordina il divieto di circolazione a tutti i veicoli privi di catene, pneumatici da neve e trazione integrale”.
In italiano: solo i 4x4 con gomme invernali e catene. Se manca una di queste cose prenderete la multa!
In pratica solo se avete un defender 110 con le catene, meglio il cingolato opzionale, e' ok.
La dimostrazione del fatto che il legislatore non e' cosciente ma si droga. La cannabis va vietata.

Come abbiamo visto non esiste ragione alcuna per avere le gomme da neve  bisogna  sottolineare che è comunque possibile continuare a circolare praticamente ovunque con gomme estive ma è necessario avere le catene a bordo (le calze solo se omologate UNI 11313 - V5117). Se avete paura della sanzione comprate delle catene del  e sbattetele nel  bagagliaio. Per la legge siete a posto.

Mentre e' piuttosto pericoloso come il caldo mese di febbraio 2017 andare in giro con le gomme da neve in citta' come milano: la temperatura ha trasformato le gomme invernali in budini pericolosi.
Non esistono statistiche, purtroppo, ma qualcuno ci avra' lasciato le penne per una legislazione che non distingue la realta' dalla fantasia.
Come dice l'ex presidente regionale puglia “la scienza e' come la religione”.
La mamma degli $&$£ e' sempre gravida.


Per pochi giorni in cui le invernali fanno la grande differenza in meglio ce ne sono molti di piu' in cui sono un pericolo.


Forse sarebbe il caso di dare dei voti alla tenuta di strada, alla frenata in curva, alla tendenza al ribaltamento e alla facilita' di guida (lag dei comandi x es) tassando minormente chi ha vetture sicure anziche' imporre l'ennesimo acquisto.
Meglio ancora spiegare a tutti come si imposta una curva e come si comportano i vari veicoli sulla neve/pioggia. Spesso vedi gente che sul bagnato fa il circense. Sulla neve e' terrorizzata.

Certo, si venderanno meno gomme, ma ci saranno meno morti.
O forse lo scopo era di vendere le gomme e le bare?
E la lira si impenna!

Io continuo a non voler morire.
Gomme estive ben scanalate per la pioggia, con la spalla abbastanza rigida e non troppo ribassate. Preferisco da sempre 3/4 decimi in piu' (dipende dall'auto) di pressione e controllarla spesso.



lunedì, novembre 13, 2017

io ci sto


Il video, che si è diffuso a velocità virale, della poveraccia che si mette a stonare una canzoncina ha suscitato molta ilarità e commenti quanto mai strani.
Però neanche i commentatori più accorti si sono spostati da quelle due o tre posizioni del bene e del male che ci si aspettava.
In realtà questo video permette una lettura su più livelli.

Il livello basico, di pancia, e' quello di dare immediatamente della cretina ad un direttore bancario.
Tutto sommato, se lo merita. 

Per chi usa il telefono per fare  video proporrei  una multa e per chi lo fa in verticale penserei alla riduzione dei diritti civili. Chi fa entrambe le cose e si riprende cosi' l'interdizione giudiziale e' il minimo. 
Ma sapete che sono piuttosto cattivo.

In realtà esiste un sottotesto preoccupante che in realtà il motivo della diffusione e del perché il video è virale.
Una volta il direttore di banca e gli sportellisti erano persone serie.
Non credo fossero veramente santi, ma un direttore di banca era un grigio personaggio dall'aria austera e dall'apparente serietà.
Dopotutto stiamo sempre parlando di persone che hanno in mano la sua vita. Dareste in mano il futuro della vs vita ad un clown?
Una sorta di rivincita. Sono persone "arrivate" poterli prendere in giro, per uno spazzino, e' grande libidine.
Normale pancia.

Come al solito l'abito fa il monaco. Certe volte puo' essere anche giusto.

Il secondo livello che è praticamente collaterale e' il fatto che un direttore di banca si presti a queste facezie.
Anche se il rischio è quello di vincere un'automobile se un direttore avesse fatto un video sarebbe stato per lo meno inaccettabile. 
Il fatto che ci sia un video del genere, esiste, è indicativo del fatto che le persone che oggi guidano la filiale non sono al livello di serietà e preparazione di quelle precedenti.

Oggi grazie ad una di quelle lauree farlocche come quelle pseudotecniche  il concorso per entrare in banca non è certo basato sulla conoscenza della persona, generalmente cresciute in seno all'azienda, ma è data su un punteggio che potrà essere anche in grado di essere in grado di leggere cultura generale o altre caratteristiche ma non è certo in grado di mostrare se il personaggio in questione è dotato di tutto il necessario come bagaglio umano.

In realtà questo fa seguito al cambiamento del mondo bancario dove dalla serietà eccessiva e austera si è passati ad un supermarket dove bisogna spingere il prodotto verso un consumatore e su questo marginalizzare. 

Infatti oggi le banche sono tracciate di essere colpevoli di aver venduto una serie di prodotti non coerenti come dei coltelli a dei bambini. Dopotutto i bambini se non gli dai il coltello se la prendono talmente a male che battono i piedi e ottengono i BTC altrove. 

In realtà la cosa ancora più grave perché oggi il mondo bancario ormai vende di tutto anche quello che è il discorso assicurativo in taluni casi anche prodotti fisici (in Spagna, per es il CC e' in bundle con un telefono).

Quando molti anni fa volevo comprare delle azioni internazionali, oggi sarei moderatamente ricco, mi erano stati posti una serie di cancelli che sono l'equivalente di una grassa risata di "tu piccolo vermiciattolo come osi pensare di essere in grado di operare sui mercati esteri”

pochi anni più tardi la stessa filiale ha venduto a piene mani bond argentini.

D'altronde il mercato è molto cambiato e oggi è possibile
comprare una una cosa spacciata per assicurazione delle poste, 
una serie di prodotti spacciati per prestiti assicurati dalle cooperative, 
assicurazioni banca 
e in alcuni casi da tutte e tre queste entità prodotti fisici quando uno solo di questi dovrebbe essere in grado di fornire oggetti.

Operare su un mercato disinvolto occorre avere personale la cui etica non è certo quella del buon padre di famiglia ma occorre prendere delle persone meno istruite e con meno rispetto di tutto ciò che circonda.

A questo punto arriviamo la terza lettura: il mondo bancario è fatto da una è massa di gente idiota o costruita anche ad alti livelli. Cominciamo a guardare il volantino che comunque va una serie di realizzazioni di basso livello.



Partiamo dall poster e quello che dice e le collaterali implicite nel messaggio.

Un video per raccontare il bello della vostra filiale.
Questa frase apparentemente innocua descrive il classico tentativo parte di un reparto marketing insufficiente per andare a raccattare le idee che mancano da qualcuno esterno. 
È un classico come "inventa il nome della merendina" o fare uno spot come consumatore: noi vedendo i vostri risultati ci faremo venire un'idea seria perché al momento siamo vuoti come un quaderno primo giorno di scuola.

Questo ovviamente implica un gruppo di ignoranti al marketing.

Sempre nel volantino si ribadisce dove cercare un nuovo spot
perché siete speciali per i vostri clienti
che cosa vi spinge a dare il meglio ogni giorno
qual è il bello del vostro lavoro
Il  reparto marketing che fa sempre le stesse pubblicità da vent'anni e non sa dove attaccarsi chiede aiuto. 
Il manager sovrastante avrebbe dovuto semplicemente licenziarli alla sola vista del volantino.

raccontato con un video girato da voi originale, corale e, se volete, ironico.

Insomma non abbiamo neanche voglia di leggere i vostri aiuti ma passeremo il tempo a guardare video. Come passare a vedere le cazzate degli incompetenti su youtube: 
il bambino grasso che balla come un budino o 
quello che cerca di cantare Mariah Carey con l'estensione di Vasco.

Fino a qua è semplicemente un reparto marketing cazzaro senza idee. 
Un eventuale partecipazione vorrebbe dire che in qualche filiale potrebbe esserci un personaggio che si occupa di video e magari riescono organizzare qualcosa anche di carino: non si pretende che tutti siano Spielberg ma con attrezzature odierne si riescono a fare delle carine cose anche con budget decisamente contenuti.

Ma adesso arriva la parte tremenda che identifica il reparto di marketing come un gruppo di scimmie che non hanno ancora il pelo.

Queste scimmie, Parratine presumo, chiedono di realizzare anche con uno smartphone.
Fare questa affermazione esplicita, questa richiesta, equivale a dire: mandateci merda
Vogliamo il bambino grasso danzante.
Realizzare qualcosa di decoroso con una webcam di un cellulare è molto, molto, difficile. 
Inoltre la maggior parte dei possessori di telefono immaginano di essere un'ansel Adams semplicemente perché ha in mano un qualcosa che cosa qualcosa con tanti megacosi. 
E infatti è quello che è successo.
Poi chiedono, visto che non conoscono i computer, di usare un servizio brutto per madare il video.

In pratica chi ha redatto il poster:
ha prima messo il fieno secco, 
poi ci ha versato sopra la benzina e, infine, 
ha chiesto di giocare con i fiammiferi.
Le scimmie hanno eseguito la sequenza senza porsi domande.

Gli essere umani ridono per le cose mal fatte, si ride per Fantozzi ma non un per Sandro Pertini. 
Si ride nei film le quello che si spaccia per grande pittore e disegna come bambini dell'asilo.
Chiedere di usare un cellulare equivale a chiedere un'immagine mossa, fuori fuoco, dall'inquadratura ridicola e, addirittura nei casi di gente veramente stupida, in verticale.

Pensare che una miscela del genere non producesse in persone poco acculturate, ma che pensano di essere grandi persone perché prendono tanto di stipendio, delle clip che avesse una qualche serietà è impensabile. Infatti sono stati prodotti almeno tre video che mostrano delle persone in atteggiamenti quanto meno da gelato in fronte.

Quindi abbiamo due attori: il primo è un reparto marketing incapace e che non conosce la tecnologia, ovvero il mondo odierno, la seconda abbiamo delle persone messi posti chiave che a loro volta non conoscono la tecnologia e non conoscono quindi il mondo odierno.

A questo punto mancava solo una cosa la condivisione che una cosa che, in ambito digitale, è veloce, istantanea e mondiale.
Avere una clip con delle premesse fantozziane su di un telefono cellulare, in realtà una workstation tascabile, permette una  condivisione a livello internazionale istantanea. 
Cosa vieta questa cosa?
Mandare il video attraverso un sistema di condivisione che un'azienda dovrebbe evitare, cosa vieta che il link generato che punta al download non venga condiviso sua volta anche nell'ambito desktop?
In realtà, nulla.
Anzi si stanno creando le premesse perche' capiti.

Pretendere che quei video non uscissero, soprattutto quelli ridicoli, dall'ambito del concorso era come chiedere ad uno scolapasta di trattenere l'acqua.

Qual'è il livello di lettura che ci dà questo video?

Le filiali bancarie hanno personale che non è in grado di gestire la complessità del mondo moderno e le persone addette si sentono superiori. Una persona ragionevole, in quella posizione, mai avrebbe fatto un video del genere. Anche perche' conosceva i problemi annessi.

Il marketing non sa che pesci pigliare perché la banca non sa più che cosa sta vendendo.

L'azienda nel suo complesso non è in grado di gestire i dati visto che non è in grado neppure di gestire propri, figuriamoci quelli sensibili dei propri clienti.

In linea teorica sarebbe una debacle mostruosa ma nella realtà delle cose purtroppo la banca non fallirà domani mattina come sarebbe giusto per un motivo banale: la concorrenza è messa nella medesima maniera e tutti noi lo sappiamo.
Inoltre il mercato di oggi è fatto di figure decisamente meno serie di queste fino ad arrivare ai consulenti finanziari di poste italiane che non sanno neppure calcolare un interesse (però per alcuni prodotti sono il più grande delitt , ops venditore, italiano).

A me tutto ciò mette una grandissima, grandissima tristezza perché indica che siamo in mano a delle scimmie e le scuole italiane producono solo scimmioni.