martedì, novembre 13, 2018

il selfista 9/10


prima di morire, ride
Si, e' morta.


Il selfista suicida.
Normalmente la specie che hanno comportamenti suicidi si estinguono e, difatti, nessuna e' giunta a noi tranne questa che pare dotata di grande fortuna.
Il selfista suicida anziche' formare gruppi che emettono il richiamo registrato, si trova delle location solitarie che sono completamente idiote per una telefonata.

Si arrampicano in posti vietati agli umani: tetti, guglie e oltre le transenne.
Altri si impiccano, si lanciano sotto aerei e treni, abbracciano tigri, si appendono a cavi AT o si lanciano nel vuoto.
Poi prendono una pessima immaginetta, se sono sopravvissuti, e la condividono per mostrare sia l'incapacita' tecnica sia la propria stupidita' in un colpo solo: double win.
O forse mostrano quanto culo hanno avuto.

doppio tentativo di suicidio non riuscito, purtroppo


Anziche' venir presi e ricoverati dai loro padroncini in una clinica per animali, con la ovvia rimozione della vergogna da internette, la storia assume una connotazione ridicola: Altri della stessa specie trovano la cosa interessante e vanno a chiamare un altro elefante. Ops mi sono sbagliato con una filastrocca assurda.
Comunque si, qualcuno trova furbo replicare la cazzata. Neppure i miei guppy, che sono notoriamente stupidi, arrivano a quel punto.
Ad oggi la morte sul colpo (diversa da quella per dissanguamento del cariolante) dei selfisti e' all'incirca quadrupla degli morti per attacco di uno squalo.
Si parla di centinaia di morti annuali. Veri.
A seconda di come vengono conteggiati vanno dai 90 ai 600 annui, a cui bisogna aggiungere quelli che sembrano incidenti di altro tipo e quelli che muoiono dopo qualche giorno. Si potrebbe azzardare a 2000 annui.

"so' proprio cretino che me faccio un coso"

Ne esiste una versione in movimento: il sefista guida la moto e/o l'auto in maniera troppo veloce per le sue capacita' e vuole rendere edotto il mondo del perche' gli animali non hanno la patente.
Cosa fa' l'animale idiota?
Si selfa. In macchina, con il pensiero di condividerlo ad altri animali della stessa specie.
Grazie al documento, se sopravvive, ogni tanto si becca una multa.
Altre volte perde l'uso di arti o la vita.
Particolarmente, idiotamente, pericoloso e' il sefista suicida da moto: sei oltre le tue capacita', cosa pensi di fare?
Rallenti?
No, stacchi la mano per prendere il telefono in mano e muori.

Del selfista suicida in movimento sono centinaia di morti annui spesso spacciati per "avra' avuto un malore....", "ha perso il controllo" o "incidente frontale".
Darwin non sempre ha ragione.

venerdì, novembre 09, 2018

spazzatura

Avevo mezzi scritti una decina di post sulla spazzatura, rimandati piu' volte negli anni.
Siccome sono lento beccatevi un articoletto del sole che, link a parte, racconta bene un paio di situazioni di M
https://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-10-15/raccolta-rifiuti-l-italia-sommersa-la-paralisi-totale-174019.shtml?


poi fra 2 o 3 anni magari finisco di scrivere i miei.... :-)

lunedì, novembre 05, 2018

il selfista 8/10





Il selfista cariolante
il selfista cariolante e' una creatura ritenuta da alcuni mitologica: e' impossibile, si dicevano inizialmente i ricercatori, che si voglia veramente fare la fatica di ottenere strisciate poco artistiche peggiori, incredibile, alle immaginette del selfista medio.
Invece gli studi pongono questa specie al massimo livello oggi conosciuto di immaginette cagose.



Il cariolante, da cui il nome, ha deciso che dovra' prendere immaginette con un telefono tutte le volte che viene trasportato da un mezzo qualunque esso sia e a qualunque velocita' e illuminazione.
Sul perche' un alone di mistero ancora aleggia, per il momento sappiamo solo il come questa specie realizza i propri bisogni.

Ne esistono molte sottospecie che andremo a descrivere. Bisogna pero' tener conto che secondo alcuni studi potrebbe essere una specie unica o un piu' ristretto numero di sottospecie. Del resto anche altri animali cambiano livrea come i piranha o come i Pomacanthus che presentano aspetti straordinariamente diversi.

Alcune caratteristiche, oltre a quella di produrre porcherie da un mezzo in movimento usando un telefono, sono comuni alla sottospecie:
il verso, simile a quelli delle altre specie di selfisti,
Il braccio teso nell'espletare la funzione. Alcune volte si scontra con i finestrini non apribili causando piccoli ematomi. Altre volte sono bisogni che mettono in pericolo l'animale che rischia l'amputazione dell'arto.
La poca attenzione ad eventuali viaggiatori sul mezzo: raggiungere la postazione idonea all'espletamento diviene un problema altrui.

Il cariolante trenino. Non importa se e' su un TGV, vede qualcosa e lo deve immortalare. La variante locale prevede un braccio sporgente con lesioni, morte o, peggio, perdita del telefono.

Il cariolante GT. E' uno dei piu' fastidiosi, a livello delle zanzare. Si muove come un geco per la superficie vetrosa del pulman gran turismo lasciando centinaia di impronte sulla superficie intera. Poi prende l'immaginetta del finestrone azzurro cosparso delle proprie opere.

Il cariolante aereo: dopo una serie di telefonate compulsive al cibo, tipicamente appassionante la confezione dei crackers e la bustina di zucchero, decide di fare decine di immaginette alla carlinga dalla fila centrale.
E' probabile che sia particolarmente importante la distanza fra le poltrone, ma un ricercatore allude alla possubilita', davvero ridicola, che volesse fotografare l'esterno. Ma dai, con un cellulare, attraverso un doppiovetro e a distanza di 4 metri? Anche un varanidae ci arriverebbe!

Forse che i selfisti siano da considerarsi meno intelligenti delle Poecilia reticulata che in fatto di stupidita' sono campioni GTi?

martedì, ottobre 30, 2018

il selfista 7/10



Il selfista heroico
Il sefista del genere heroico e' un tipo speciale.
Si deve essere accorto del cumulo di me..lassa che producono i cellulari. Incredibilmente deve aver almeno osservato una singola immagine prodotta. Una cosa rara fra i selfisti.
Per tanto ha deciso di migliorarsi.
Fino a qua non sembra esserci nulla di male. Ma come detto altrove, il diavolo e' nella, poca, cultura.
Bisogna tener conto di un'altro antefatto.
Esiste una piccola azienda che fa piccole telecamere per usi sportivi. Vanno molto meglio di un cellulare per fare dei video ma sono lontane anni luce da un camcorder.
Dopotutto servono ad un uso specifico: se vi lanciate con il paracadute o fate un front flip con la vostra moto tenere in mano anche un camcorder in volo puo' effettivamente essere problematico. Un'ottica MOLTO grandangolare e una ELEVATA quantita' di compromessi sono barattati per avere un giocattolo delle dimensioni di 2 scatole di fiammiferi.
Dopotutto quando ti lanci con la moto a 15 metri d'altezza non e' che preferisci avere una panasonic da 4Kg che si riempie di fango e sganci 500E volentieri.
Ma dovevano vendere di piu'! Gli sport estremi non sono poi cosi' tanto diffusi. Uno stupido che fa la penna con la vespa lo trovate facile, uno che si lancia con il parapendio dal k2 e' merce rara.
Hanno messo una staffa modello tedoforo e una seri di cose inutili come il wifi (per un coso all'aria aperta!?) e comandi vocali ( !?).
Un marketing che insinua il fatto che basta dire, nel mezzo del silenzio della propria stanzina da letto, ad un pezzo di plastica “accenditi stronza” per essere parte del mondo degli sport estremi.




Il selfista comunque rimane prono alle vecchie abitudini: braccio teso e oggetto vibrante da mostrare.
Anziche' cercare una macchina fotografica, vecchia nella mente deturpata dal selfismo, al nostro heroico viene l'idea che un bastone che ricorda un dild.., un tedoforo. Applaudito, sportivo e vincentemente sudato, sembra un'idea bellissima.
Sempre per una questione di abitudine si tuffa in mezzo ai selfisti e davanti ai fotografi, due luoghi a lui cari, tenendo il di...spositivo con la mano tesa.
Ora e' convinto di fare foto turistiche, avendo comprato una videocamera estrema. Ok la coerenza non e' uno dei pregi di un selfista.
Inutile dire che ha fatto poca strada sulla via della qualita' fotografica.

La sottospecie piu' arretrata, heroico budinosa, gira con in una mano il tedoforo e nell'altra il cellulare non riuscendo a fare il grande passo, si sa le abitudini sono dure a morire.

La sottospecie heroico abbagliata e' anche peggio.
Ci sono animali a cui e' stata mostrata una FOTO e sono rimasti scioccati. E' stato spiegato loro che si ottiene con una cosa che si chiama macchina fotografica. Li vedete in giro con al collo la macchina fotografica, in mano il dil..spositivo heroico e di tanto in tanto estraggono il cello per sentirsi a casa.

venerdì, ottobre 26, 2018

bitcoin e wattora




Continua il galoppo delle criptomonete e la loro insensata attuazione.
Una delle tante cose che avevamo visto era l'enorme consumo di energia elettrica da parte delle farm
Bene, il consumo continua a salire nonostante gli enormi passi in avanti fatti dai datacenter.

In pratica per ogni passo in avanti dell'HW le richieste crescono qualcosa in piu'.
Nella rincorsa alla produzione esiste il cambio forsennato dei miner per acquistare le CPU piu' preformanti. In pratica dopo 2 anni che compri una stufetta da 1KW quella nuova puo' macinare come 2 di quelle vecchie e, di conseguenza, spendere i 1000-2000E per comprare la cpu nuova e' vantaggioso.
Pero' richiede investimenti, cambiare 200 scatole tutte insieme richiede un esborso oneroso. Di fatto il cambio e' rallentato e di fatto si puo' ipotizzare che il grosso sia mediamente alla generazione passata.

Se dovessimo pensare che oggi tutti i bitcoin siano minati dalla stufetta migliore (che non sia vecchia di ben pochi mesi fa, insomma), in farm compatte e situate in paesi freddi potremmo dire che consuma qualcosa come 26TWh/y.

Ma siamo certi che esistono sempre personaggi che ci provano, mettendo alla frusta delle GPU dei propri PC e mandando le ventole a razzo. Consumi vicini a quel KW e senza produzione visto che rispetto alla stufetta specifica sono insignificanti. Pero' alzano i consumi di molto. Se anche un solo insignificante 1% del totale fosse minato in maniera decisamente non corretta il raddoppio dei consumi non e' cosi' impossibile.

Dobbiamo aggiungere anche i casi fraudolenti che minano l'efficienza del minare. Alcuni vengono scoperti e altri meno, come il volpotto che lascia attive nottetempo le workstation del lavoro per minare consumando centinaia di euro aziendali in cambio di pochi centesimi. Altre volte e' lo scatolotto specifico nascosto dietro l'armadio, magari di 3 o 4 generazioni fa, che slurpa l'energia altrui per pochi euro di produzione.
Hanno beccato persino un'imbecille che ha minato usando un supercomputer.
Insomma i casi per il quale non e' importante l'efficienza sono molti.
In pratica, fra raffreddamento e menate, definire oggi il consumo di bitcoin grossolanamente come 80-100TWh non e' assolutamente fuori di zucca. In pratica consuma piu' dell'austria e decisamente piu' del solare europeo: dove sono i verdi?

Inoltre e' necessario pensare alle altre 1500 crypto: Non solo sono spesso minate da roba non aggressiva come le stufette costruite su misura (per via della diffusione limitata della moneta stessa), ma sono sovente minate addirittura in java su browser come accade in molti siti “ladruncoli” che vi mandano la CPU in cottura con efficienze che definire misere (tanto paga il visitatore!) e' poco. In alcuni casi si mina con i cellulari o i portatili che, per via della batteria, dovete dimezzare ulteriormente l'efficienza.

In pratica non e' del tutto sbagliato dare una definizione fra i 150 e i 200 TWh complessivi, fra le varie cripto, di consumo, poco distanti dai 300 italiani e superiori a tutto il solare mondiale.

Come abbiamo visto e' un netto incremento rispetto solo a 2 anni fa ed e' cosi' by design come spiegato nelle puntate scorse.

Nel contempo continuano ad avere oscillazioni troppo grandi per essere di qualche utilita' se non agli speculatori: guai a chiamarli cosi', si arrabbiano. Se speculi sulla FIAT immettendo soldi sul lavoro sei cattivo, ma se li usi per speculare in cripto sei cool perche aumenti l'inquinamento.
Non ci sono abbastanza psichiatri?
Uso eccessivo di peyote?


Continuando questo trend in salita entro un anno o due consumeranno come l'italia intera e, di fatto, e' il modo piu' stolto di bruciare petrolio che mi viene in mente.
Al momento, con questi trend, il prezzo del BTC non e' distante dal costo energetico, se non ho fatto male i conti, e di fatto voi comprate un bitcoin in cambio del consumo di migliaia di euro di energia.
Persino lo scambio coinvolge costi energetici immani

Negli ultimi mesi si scambiano 250K$ al giorno. Si consumano 100TWh, ovvero 0,3TWh al giorno che in soldi al prezzo italico al consumo sono 100K$ al giorno.

In pratica:
ci sono dei prodotti che se li acquistate inquinate di piu' usando la cripto che la produzione del bene stesso
Ci sono giornate in cui gli scambi sono fatti da piccole somme, a giugno 90K$, dove il costo di transazione energetico e' superiore al valore dello scambio. Immaginate cosa succederebbe se fosse veramente usato come moneta corrente per comprarsi il gelato. Gelato 1E, pagamento 10E.
Lo scambio di pochi $ non ha senso.
se sale ancora la difficolta', e lo fara' by design, converrebbe comprarsi l'energia anziche' il sottoprodotto. Compriamo il carbone, non il BTC. Stiamo comprando carbone a prezzo gonfiato.

Poi ovviamente il prezzo energetico nel guadong e' diverso, ma l'effetto pratico e' comprare un consumo energetico.

Il bitcoin, come abbiamo gia' visto, non si presta a nessun uso “regolare” visto che anche se ha smesso di essere stupido al quadrato: l'oscillazione e' comunque troppo elevata. Un mezzo di scambio che oscilla del 30% in un mese e' condannato al nonsenso.
La cosa divertente e' che prima, quando sembrava una mucca impazzita con un razzo nel didietro che cercava di impalarti, per i fanboy era OK.
Oggi che si muove solo come un cane rabbioso morso da una tarantola, sebbene non usabile e' comunque molto meglio, non li senti piu'. 
La cannabis e' troppo diffusa?


mercoledì, ottobre 24, 2018

il selfista 6/10




Il grande dimostratore
Il grande dimostratore e' un esibizionista che deve mostrare a tutti il fatto di avere appena acquistato il cellulare. Tenuto conto che ormai lo posseggono anche i barboni capiamo gia' che non e' una grande mente.
Ovviamente deve trovare una scusa per l'estrazione del gingillo che lo ha impegnato in 40 comode rate perche', ovviamente, non poteva prendere una versione normale da 200E ma era obbligato per mostrare la sua potenza sessuale a spendere almeno 700E.
Dopo aver passato i primi tempi a sembrare un cospiratore che blatera all'apparecchio fingendo di avere grandi cose da dire, dopo i primi 2 giorni i suo conoscenti lo hanno bannato, ha scoperto che cosi' non poteva mostrare il pe... ssimo acquisto.
Poi ha installato l'applicazione spia che, incidentalmente, e' in grado mandare le catene di S.Antonio. Alla 49sima visualizzazione del cane che scorengia in faccia al bambino anche un povero d'intelletto non sorride piu'.

Allora scopre che ci sono riunioni di animali che si incontrano per prendere immaginette mosse con un richiamo che, per mera' casualita', emette anche il suo fuxxuto simbolo da 1000E (in 40 comode rate). Allora si dirige in quel luogo, e come il giovane cuculo, fa finta di essere altro.

Lo riconoscete, giovani Lorenz, perché se il selfista medio inquadra di tutto ma ha, di tanto in tanto, delle mire specifiche per tutta la specie. In tal caso il branco si muove all'unisono come un branco di sardine arrivando ad azzuffarsi ad un parapetto, ma il grande dimostratore ha paura a rovinare l'oggetto sacro e rimane fuori sincro.
Spesso il GD si mette in posti sopraelevati in mezzo al caos da seflista a mo di statua reggente con sacralita': con singola mano regge l'orpello distante e lo sguardo perso verso l'oggetto pagato 40 comode rate. In quella maniera, pensa, lo guarderanno con invidia e se non lo faranno immediatamente lo riprenderanno sicuramente e a casa lo osanneranno a posteriori.
Peccato pero' che il selfista riprende con un telefonino spippolando sul display: con cotanto mosso, un ottica larga e con qualita' terribile: quando va bene lo scambiano per ronald Mcdonald o la statua della liberta' in vacanza alle Azzorre.



Conscio della difficolta' di mostrare a tutti le proprie pene, la sottospecie “babbeo-babbeo” fa un ragionamento: piu' e' grosso piu' si vede.
Inizialmente utilizza un costosissisimo telefono cinese da oltre 6” importato alla garibladina, ma sucessivamente si rende conto dell'inutilita': l'aumento dimensionale medio del mercato e i selfisti pocofurbi che hanno comprano l'iphone da 1300E non gli permettono di spiccare.
Allora decide che gli serve qualcosa di piu' grosso, imperiale.
Dopo aver pensato di portare in giro il TV da 40”, dopotutto ha la webcam anche quello, scopre che alimentarlo non e' facile e non fa il rumore giusto. Allora compra un tablet, e per non sfigurare come stolto, sceglie il piu' grosso e fastoso: apple pro air magic turbo ediSCion.
Adesso e' ben evidente la sua idiozia mentre cammina meccanicamente con le due mani tese in avanti a reggere un 11” argentato, impossibile da non vedersi nei nidi di selfisti.
Se lo guardate bene, se e' maschio, ha un'indurimento, per quello che cammina cosi' rigidamente. Sul fatto che anche le femmine della specie abbiano la stessa camminata e' un mistero ancora da risolvere.


lunedì, ottobre 22, 2018

il selfista 5/10



Lui e' na pippa,
rispetto al selfista avedon
e' poco concentrato


Selfista avedon
Il selfista Avedon e' convito che il manico e' tutto e lui, modestamente, e' IL manico.
Gli date in mano una usa e getta e produce i risultati di una pentax 645 e con un cellulare di una nikon D3.
Chissa cosa riesce a fare con un aeroplano di carta dal 5to piano! Ci sale sopra e vola come un 737.
Lui, con l'imposizione della propria volonta', generalmente in posa plastica, viso concentrato e innaturalmente serio, costringera' l'immondo cellulare a produrre persino una foto.

L'impegno, la forza d'animo e la posizione eroica non lo convinceranno che dopo 10 minuti di sforzi e' ora di togliersi dalle palle della mia inquadratura: dopo tutto sto tempo che ho il dito sulla pera persino il cavalletto si e' stancato e ha le piaghe.

Eggia' perche il tempio con 800 ISO ha il tempo di 1/3 e nessun essere umano e' in grado di fare una foto in quelle condizioni e 800 iso su una reflex, sono circa 20.000 ISO non equivalenti su un cellulare. Manico o meno i cellulari non funzionano se la luce non spacca le pietre. Salvo che funzionare sia produrre un 320*200 mosso.

Ma l'avedon non lo sa', pensa che l'arma segreta, oltre ad aver pagato un misero cello come due reflex, sia quello che ha dentro di se e l'impegno che ci sta mettendo.

La concentrazione, il fissare il display  con concentrazione, la posa plastica, l'arte che sente sgorgare dentro di se, le 36 rate, la marca mostrata con orgoglio etutto il suo essere indomito profusi nell'atto di tappare il telefono sono, pensa, l'impegno per produrre un'opera da mostrare come vetta delle fotografia.

Impegno che grazie alla braccia tese tremarelle, le ginocchia piegate che giacomeggiano, i tempi lunghi e/o la poca luce che cade sul sensore della misera, strapagata, webcam l'unica cosa che produrra' sara' merda molto mossa idonea solo ad essere usata con la funzione cestino.


Al selfista avedon servirebbe una tonnellata di umilta' e una instamatic degli anni 60: roba maledettamente economica che fa discrete foto e, soprattutto, possiede un manuale istruzione con il sempiterno disegnino su come bisogna stare per fare una foto: non come un selfista.

martedì, ottobre 16, 2018

lo spread non fa danni



Ultimamente, visto che lo spread dei titoli di stato italici sta andando sulla luna, in molti si stanno affannando a dire che non e' un problema.
Che non tocca nessuno.
Soprattutto l'operaio (santo subito).
Poi ci sono gli idioti che si arrabbiano perche stiamo andando verso un rating basso, pensando che sia solo un voto cattivo, senza collaterali, perche siamo bravi ma gli stiamo antipatici.
Ci declassano perche, secondo gli sciachimisti, l'europa ci odia.
Ci declassano perche, secondo i selfisti, la germania ha paura di noi.
Ci declassano perche, secondo i suvvisti, esiste un gombloddo
Vi risparmio cosa dicono gli amanti del 4k, del megapixel e del watto.

La realta' e' molto, molto diversa e dura.

Partiamo dalle banche italiche che sono il fulcro dell'economia.
Le banche comprano e vendono danaro permettendo all'economia di funzionare, un po come le autostrade e superstrade permettono la viabilita'. 
Certo, si puo' immaginare di muoversi solo su strade sterrate e/o locali, ma capite subito che e' necessario qualcosa d'altro. Almeno se volete vivere nella maniera odierna e non come degli amish.

Premessa: il nostro sistema e' gia' di base diverso dal resto del mondo, che per i sovranisti, e' il migliore “du mundo”.
Ci ricordiamo, vero, che lo stato ha spinto la gente a farsi la casa di proprieta' arrivando a sfiorare il 90% delle persone che vivono in case non in affitto ma di proprieta'? (USA 60% germania 43%)
Ci ricordiamo che lo stato ha regalato fino a quasi la meta' del valore della casa in tasse e nel frattempo fatto debiti che ora producono interessi?

Bene, lo stesso stato che ha favorito l'ingessatura della casa trovandosi in ristrettezze ha favorito con metodi equivalenti l'acquisto di titoli di stato negli asset bancari (i famosi regali alle banche con cui gli imbecilli si riempiono le bocche ullulose). 
Perche io do, se tu dai.

Il risultato e' stato di avere le banche ingolfate di titoli di stato e mutui.
In pratica le banche italiche sono obbligate dalle condizioni locali a prestare ingenti quantita' di danaro allo stato e agli acquirenti di case. Anzi alcune sono specializzate.
Cosi' quando dissi che MPS sarebbe fallita mi hanno dato dello stolto.
Era solo una questione di quando, non se.

Il denaro che puo' trovare una banca non e' illlimitato e se deve essere relativamente “tanto” questo fa si che il costo di raccolta sia elevato. A molti sfugge che una banca che ti presta dei soldi li ha presi in prestito da qualcun altro e per farlo DEVE pagare degli interessi. Li puo' prendere da un'altra banca, da un'azieda che ha un sulplus, dai correntisti, da investitori eccetera. Ma i soldi non sono infiniti e alcune banche si sono esposte piu' di altre. Dopotutto la raccolta bancaria e' in competizione con lo stato, le aziende (bond, azioni) e il mattone.

Per questi motivi le aziende italiane hanno dei problemi anche bancari: le risorse per produrre, tipicamente anticipate dal sistema bancario, non sono disponibili in quantita' e costi simili al resto d'europa dove non entrano in competizione cosi' netta con i piccoli proprietari, i botpeople eccetera.

Cosa succede se a questo marciume si alza lo spread ma sopratutto cosa significa?

L'aumento di spread significa che qualcuno ha messo sul mercato dei BOT perche' non li trova piu' attraenti o ha deciso che all'emissione dei CCT ha deciso di mettere i soldi altrove.

Dopotutto chi decide di parcheggiare i suoi soldi, se reputa rischioso il gioco, puo' decidere, o essere obbligato, a metterli altrove.

Ricordiamo infatti che mentre l'operaio urla contro gli speculatori che vogliono tassi piu' alti, nella realta', l'operaio e' il primo che costringe l'uso di moltiplicatori di un certo tipo come il minor prezzo sull'assicurazione dell'auto (indovina come vengono parcheggiati i danari per avere prezzi minori?) o della casa (obbligatoria in caso di mutuo, che vuole sempre piu' piccolo) o del conto arancio (grande successo fra quelli che odiano gli spekulatori).

Se al singolo l'assicurazione non liquida subito e' tragedia. Se non arrivano gli interessi previsti o si alza il prezzo dell'assicurazione si chiama la mamma (o, peggio, si cambia compagnia)
Insomma e' il singolo che pensa di essere all'esterno del giro dei “kattivi” e' il primo  “kattivo” speculatore che se ne fotte della societa'. Soros, al confronto, non e' nessuno.
Sorge il sospetto che sia solo l'invidia di essere un piccolo speculatore e non uno grande. 

Oltre alle spinte esterne le banche europee oggi, dopo l'incidente impropriamente chiamato “crisi dei mutui” per evitare il ripetersi di un tale caos sono molto piu' controllate. 
Di fatto hanno piu' costi operativi dati dal fatto che debbono evitare le speculazioni piu' forti, quelle che permettono di avere piu' guadagni ma meno certezze.

Con l'ultima normativa EU in arrivo la classificazione del portafoglio sara' sempre piu' importante.
Questo avviene perche' in passato quando le banche avevano cacca in portafoglio inesigibile era iscritta con il valore precedente.
Per fare un esempio: faccio un prestito all'operaio da 15KE, questo perde il lavoro et voila' diventa inesigibile. 
Prima era conteggiato nei meandri della contabilita' come 15KE da esigersi
Oggi deve riportare un valore congruo, per esempio 5KE. 
E' per questo che la poLLitica diceva che MPS era OK ed invece il rating faceva pena, vero Monti? 
Poi quando dissero che i conti erano a posto e "si poteva comprare" (vero, Renzi?) falli, di fatto, una seconda volta mentre dicevo che doveva fallire.
Diventa chiaro che se ho una certa quantita' di queste schifezze il mio bilancio la mia classe di rating e' diversa da chi ha roBBa buona.
Guarda caso molti rating su MPS erano precisi nonostante venissero dati come falsi dalla poLLitica.
Per mascherare che si sta' mangiando merda si ordina ai sostenitori politici di dire che chi afferma che secondo analisi e' cacca va osteggiato come nemico del popolo, affermando che non si puo' offendere i buoni piatti della cucina nostrana poiche "loro" ci vogliono solo boicottare.

Per evitare situazioni di M...ps si e' arrivati allo stress test.
Lo stress e' uno scenario che prende il bilancio della banca compilato in maniera idonea e pone la domanda “cosa succederebbe se”.

E' chiaro che una banca che avesse crediti non bellissimi in pancia dovrebbe avere piu' riserve (aka piu' costi) per sostenere uno scenario depressivo.
In base al tipo di stress una banca che differenziasse poco il proprio portafoglio di prestiti potrebbe subire molto. 
Guarda caso le banche italiane sono ripiene di BTP e mutui in maniera abnorme ed MPS era la regina. 
La prima regola dell'investimento talmente ovvia che viene data da tutti dal blog di provincia a G. Gekko e' differenziare. Ma in italia abbiamo "a casa" e  "u bott" che sono bellissimi.

Ad aggravare questa drammatica situazione voluta dallo stato italiano che ha contribuito a mettere in ginocchio le banche oggi arriva una spinta ad accollarsi ancora piu' prestiti verso lo stato.
Certo, se piu' investitori sono spinti a comprare BTP lo spread potrebbe scendere, MA da dove li prendono?
Se e' un privato li toglie dall'economia (piu' licenziamenti) o dal conto corrente per liquidare il quale la banca a sua volta, se non vede BPT, li toglie dall'economia...

Il fatto che uno stato che prende prestiti senza fare spese di miglioramento ma per spesa corrente come pensioni per giovani e vecchi venga declassato perche, salvo esternalita', tendera' a non restituire il prestito e' normale. 

Un piccolo click verso il basso non e' sbagliato, no?
Non si dice che sia sbagliato in se. Ma quando aumentano i debiti e non ci sono prospettive per un aumento dei guadagni, anzi, visto l'aumento di tasse prospettato e' un problema.

Il problema secondario e' che un click verso il basso implica che in uno stress test si modifica il risultato. In un'ipotesi di perdere un click per una diminuzione di performance globale fanno due click che si traducono in capitali da poter mettere a disposizione.
Ovvero le banche devono racimolare molti piu' soldi per coprire le medesime esposizioni.

In piu' se io vendo un BOT che non vuole nessuno (ricordiamo cosa significa lo spread, vero?) lo piazzero' non al valore che avrebbe ma ad un valore piu' basso. Di fatto ho svalutato il valore degli asset che ho in pancia. Il BOT non vale piu' 100KE ma ne vale 95. Se in pancia ho 10 miliardi di euro di titoli capite che il mio bilancio non e' piu' lo stesso e in caso di calcolo di stress test il patrimonio bancario e' completamente diverso.

Non e' un caso che le banche hanno aumentato i costi accessori in maniera drammatica. Per esempio la mia banca e' passata da zero assoluto a 100E annui per la gestione di poche parpaglie. Si tratta di un aumento dell'infinito percento. Il 50% di questo aumento solo nei 2 anni recenti.
Mi fa arrabbiare, anche se lo capisco, dal punto di vista della banca.

Se la redditività crolla come un sasso che cade, o fallisci, o trovi i soldi. E i soldi arrivano dai clienti.
Molti contratti bancari sono in rinegoziazione e da molti anni le aziende si trovano sempre meno supportate. Per una banca un impegno di 20 anni non e' gestibile (non puoi andare da uno e chiedere di restituire 20.000E da un giorno all'altro), per un prestito aziendale corto si rientra anche in giorni. Le aziende chiudono e i mutui diventano inesigibili, in un cerchio non rompibile.

In pratica quando il vostro capo decide di licenziarvi o chiudere l'attivita' e' certamente ANCHE un problema della sua capacita' imprenditoriale, ma anche un problema di mercato: in un europa che ha prestiti aziendali migliori, oneri inferiori e una tassazione bassa, trovarsi una situazione nettamente piu' difficile per mantenere una macchina statale che fa debiti il vostro licenziamento puo' essere anche colpa dello spread. 
La classica goccia che su una coorte di 60 milioni di anime sono tanta roba.
Questo porta ad una diminuzione di valore del PIL che porta al deficit, che porta ad uno spread piu' alto che porta....

Indirettamente voi avrete meno lavoro e meno stipendio, assicurazioni piu' alte eccetera.
Direttamente le banche ovviamente scaricano questi oneri ai clienti che sono i cittadini, ed in particolare il groooooso peso in pancia dei mutui.

Per finanziare i vostri mutui i soldi li hanno presi da molte parti, ma se le banche vengono declassate perché hanno in pancia BPT declassati e mutui a randello: non possono certo regalarvi soldi.
Il mutuo vi hanno spiegato molti che sono pro governo (diversi a seconda del colore e del periodo) sono legati al tasso di sconto EU che si chiama euribor.

Generalmente il prestito sulla casa viene concesso in 2 modi:

A tasso fisso della banca, ovvero variabile per l'utente: la banca propone uno spread (un aumento) fisso da applicarsi al tasso euribor. in pratica se euribor passa al 4% e avete uno spread bancario del 1% diviene il 5%. Se avete un euribor del 2% e uno spread dello 0.5 avrete un 2.5%.

A tasso variabile della banca, fisso per per l'utente: La banca propone un tasso molto piu' alto variabile in maniera che l'utente paghera' sempre la medesima rata, per esempio con un tasso del 6%. Per salvaguardarsi da un rischio imprevedibile rispetto ad una scala inaaccettabile dal sistema esiste sempre una clausola per aumentare il tasso in caso di un sovvertimento dell'euribor o altre.

Appare ovvio che i contratti in essere non DOVREBBERO essere toccati, mentre e' chiaro che quelli prossimi saranno molto piu' onerosi perche lo spread richiesto dalla banca sara' obbligatoriamente piu' elevato costando di piu' la raccolta. I soldi continuano a non crescere sugli alberi nonostante alcuni dicano che basta fotocopiarli.

Ma il diavolo si annida nei dettagli. Abbiamo gia' visto che le banche hanno aumentato in maniera potente le “spese accessorie”. All'aumentare dei costi bancari le banche saranno costrette ad aumentare il costo dei mutui che sono il principale costo essendo le banche italiche ripiene di tali stranezze.
Salvo cartolarizzare e cederli all'esterno svalutandone il prezzo (ops, non era gia' capitato?) l'aumento delle spese accessorie e' praticabile: perche non far pagare un bel 10E in piu' un rendiconto mensile? Perche' non far pagare diversamente altri oneri?
Il tasso non si muove ma avviene il miracolo. non sembra ma qualche 100E in piu' a mutuo sono milioni. Poi si puo' sempre sperare che il cliente se ne vada via.
Come e' fatta la clausola di salvaguardia dei tassi fissi? Io mi ricordo che era di 2 pagine e per quello, oltre per il costo praticamente doppio,  preferii il tasso variabile.

Giusto per capire cosa avviene con lo spread in cose tangibili e istantanee: l'impennata ha causato la perdita di valore della banca pubblica MPS. 
In pratica i grillini hanno voluto che fosse pubblica, hanno richiesto 15 milardi di prestito per varie cose (insieme ai compari) e prima di iniziare a spenderli ne hanno gia perso piu' di uno nel valore di MPS. WoW.
Un miliardo  di perdita nel bilancio dello stato. (vedi valore mps fino a meta' ottobre e analisi dei katttivi)
Moltiplicate questo per le banche ita (carige, dice nulla?) e pensate che, alla fine, lo pagano le aziende e i lavoratori.
Senza dimenticare i costi che stiamo pagando, imponenti "tasse", per il nano atlante e il compare atlante 2. Il primo che, secondo gli stessi che oggi sono felici, doveva risolvere il sistema bancario italico: peccato che dopo 10 minuti era gia' morto. dovettero fare un secondo aiuto di stato (che non fosse statale) che duro' 2 minuti. La matematica per gli italiani e' una brutta cosa.

se non siete spaventati siete polli.
Quando vi dicono che un pochetto di spread a 3 cifre abbindanti non cambia nulla volete andare ad infilare un sapone di Marsiglia intero nella bocca dell'empia creatura che narro' la bugia. Se avete almeno un neurone




martedì, ottobre 09, 2018

Guida alla fattura elettronica



Guida alla fattura elettronica digitale italiana barocca con un collage di pensierini impuri e sul perche' e' venuta fuori cosi'.


Tempo fa un paio di voi mi chiesero lumi sulla fattura elettronica.
Al contrario della PEC (Posta Elettronica Comune italica), inizialmente non ho avuto accesso a tutto il materiale perche' non solo era di difficile reperibilita', ancora oggi non e' completa la legge e non lo sara' il primo gennaio, ma e' anche molto vasto e, scusate, ci vogliono decine di giorni per esaminarlo.
Di tanto in tanto ho sbirciato qua e la ma essendo informazioni spesso rimaneggiate da chi non capiva o non sapeva, mi sembrava una perdita di tempo.
Scusate se ci sono delle imprecisioni, spero che mi aiuterete a correggerle.


Partiamo dal principio e dal perche' uno stato dovrebbe chiedere ad una persona di comunicare le proprie fatture alla stato.
La cosa principale, poiche' e' usata spesso dai furbetti del cartellino, e' emettere delle fatture e poi buttarle senza metterle in contabilita'.
Il vantaggio e' per l'emissario che puo' cosi' approvvigionarsi di mano d'opera e forniture “in nero”.
Per il ricevitore di fattura il poter vendere con fattura il nero.

Infatti un'azienda “normale” avrebbe collaterali nel perseguire una strategia con una percentuale relativa interessante di output nero: un importante aumento del magazzino e/o una drastico diminuzione degli utili tanto da illustrare il bilancio di una società fallita.
Il contrario per chi compra nero: Un guadagno notevole sui libri e un magazzino negativo, con il collaterale di pagare una barcata di tasse.
Ecco perché e' necessario, per chi produce con risorse in nero, produrre fatture false se vuole andare oltre il consumer. Dovrebbe pero' entrare nella testa del legislatori che i maggiori acquirenti di nero sono i dipendenti che non hanno obbligo fattivo di fattura. Un operaio che fa rifare il bagno la fattura non la vuole!

L'Italia però è formata da piccole galassie di società decisamente di piccolo taglio e/o cooperative. Le seconde sono intoccabili e le prime, per esaminarle, è necessario fare un controllo lento e noioso. Una cosa in cui le autorità competenti vanno dal non essere in quantità sufficiente all'incompetenza nel farlo passando per la svogliatezza. 
Aggiungiamo la spocchia e capiamo perche', anche per un'azienda in odore di santita', un controllo e' un grosso patema.
I raccontini sui controlli farsa che giocano sulla mancanza del timbro riempiono le serate al bar degli imprenditori con un astio cosi' tipico.

Con questo non voglio dire che tutti gli organismi di controllo siano incapaci di fare il loro lavoro (qualche statale degno di esser chiamato persona esiste e mi e' capitato: per me, eroi) ma purtroppo molti di loro preferiscono “andare di alternative”. Tanto chi lavora e' un bastx e merita una punizione e on le leggi italiche e' facile trovare qualcosa da multare, cosi', tanto per dare una punizione.

Per lo stesso motivo ci sono delle categorie che sono nate sfruttando in maniera puntuale queste mancanze come ad esempio alcuni store cinesi che entro 3 anni cambiano ragione sociale. La macchinosa e bizzarra macchina dei controlli del pirata willi l'orbo manco sa che esistono prima di quella data.

Questi ultimi due fatti modellano molte cose, come vedremo.

Circa 25 anni fa mi chiedevo perche' non si chiedesse alle imprese un banale elenco di testo sparato via modem contenente l'imponibile e l'IVA delle società coinvolte nell'anno.
Un banale elenco del genere mostrerebbe, con 10 minuti di un commodore 64, capire se ci sono enormi incongruenze con le eventuali fatture emesse da altri e/o la dichiarazione.
Tempo per gli utenti, se realizzato decorosamente, pari a zero e costi di pochi euri. Dopotutto se ci sono discrepanze di pochi euri chissene.
Ma i problemi autogeni di cui sopra non si sarebbero risolti. L'organizzazione e' faticosa.

Purtroppo la PA (pubblica amministrazione) e' quella di un paese di ignoranti bifolchi. Pensate che ancora oggi ci sono commercialisti ignari di come si gestisce un PC: e' come se un tecnico di laboratorio non sa come cambiare un oculare al microscopio e dovesse tutte le volte chiamare la nikon.
Ci passate la vostra vita, ed essa ne dipende, e non sapete neppure come funziona una mail o gli step di un backup? Molto coool. Mi chiedo se i commercialisti chiamino l'audi per far benzina quando si accende la spia.

Come conseguenza il governucolo, rispecchiando il paese che rappresenta, ha ben pensato di fare un attrezzo complesso e multiuso che permettesse di risolvere una serie di problemi interni alla PA: la fattura elettronica.


La fattura elettronica SOSTITUISCE quella cartacea con la quale, ormai, potete (dal 1 gennaio) usarla in bagno.
Quella di carta, banalmente, non esiste piu'.
Ci sono poche eccezioni ma sono da considerasi a meta', in pratica tutti i soggetti si scontreranno con la novita'.

La fattura elettronica deve essere emessa con un file XML. Si noti, al contrario di quello che e' creduto da alcuni commercialisti, che l'XML nasce per poter essere semplice e leggibile da un umano al contrario di un file PDF che puo' essere molto complesso e puo' essere aperto solo da un lettore apposito che emuli una stampante PS.
Un esempio dal sito della PA aperto con un banale editor?

Indirizzo VIALE ROMA 543 /Indirizzo
CAP 07100 /CAP
Comune SASSARI /Comune
Provincia SS /Provincia
Nazione IT /Nazione

Prolisso, ma non incomprensibile.


La fattura verra' inviata, anziché al cliente, al sistema dell'agenzia delle entrate (anche chiamato SDI) il quale, dopo averne preso una copia, lo inoltrera' al cliente.
E qui cominciano i dolori.
Grossi.

Perché la data di emissione e ricezione non e' piu' quella “fisica” che ci scrivete ma quella del sistema, che ricordiamo in mano alla mitica SOGEI (Societa' Occultamento Gremlins ed Extaterresti Inimmaginabili). Gente che ha dimostrato di essere capace di rendere complesso e inutile persino un martello.

I giochini semi-illegali ma etici per coprire piccole sviste e menate sono finiti.
Se il fornitore non vi fa la fattura nel giorno stesso potreste saltare un anno.

Per esempio: anni fa una grossa fornitura mi fu consegnata il 29 dicembre (da me venduta il 31) ma non essendoci personale dal fornitore la fattura venne effettivamente prodotta 15 giorni dopo. Mi fecero una gentilezza.
Chissene: Lo stato e' a posto, io, il cliente e il fornitore pure.
Oggi avrei fatturato PRIMA di avere la merce commettendo svariati illeciti BEN DOCUMENTATI e incasinando la contabilita'. O meglio avrei perso il cliente che voleva la merce per capodanno.

Per non parlare dei ristoranti che invieranno la fattura e tu ti dovrai ricordare (perdendo tempo, ovvero soldi) di controllare se la ricezione su SDI e' avvenuta o meno.

Il domicilio fiscale e' un'alta baroccata
La cosa divertente e' che non si inviera' la fattura verso il sistemone dicendo 

“hei, la invio alla PI 0395654845853”, 
cosa che sarebbe ovvia e banale. Dopotutto la PI e' univoca.
Bisognera' inviarla usando 

“ hei, la invio alla PI 039856745853 presso il domicilio 1234567”
Perche'?
non e' chiaro.

In pratica ogni partita iva avra' una seconda partita iva utile solo per l'invio.
Dal momento che le PI in italia sono quasi 10.000.000 e' facile pensare che chi ha inventato il numerino e' un'imbecille:
Non ha un CRC (codice controllo, come il CF o la PI) e vi lascio immaginare la tonnellata di errori che si genereranno
Non ha un numero di caratteri sufficienti ad andare oltre pochi anni.
Cosa succedera' quando ci saranno 2 domicili uguali? Come in casa di un amico che aveva il numero di una grossa azienda fallita anni prima: 10 telefonate al giorno errate?

La trasmissione stessa gia' oggi, che e' obbligatoria per le sole fatture verso la PA stessa, e' fallace:
il 5% delle trasmissioni FALLISCE.
Dopo TRE anni dall'obbligo.
Giusto per capire: siamo a livelli che vanno dal ridicolo alla risata seppellente.
Le aziende piccole con picchi di spedizione si suicideranno. Io spedivo il 90% della produzione in 4 settimane: il 5% sarebbero stati, di fatto, persi e puniti.
Non voglio neppure immaginare cosa succede in un'azienda grande con migliaia di fatture giornaliere: centinaia di fatture mai spedite al giorno. Se questo era il modo di incrementare i posti di lavoro sappiate che esiste un mondo intero la fuori. E non ha questo svantaggio competitivo.

Prima di partire per la totalita' italiana la percentuale di insuccesso dovrebbe essere lo 0,00x%. 
Sotto queste percentuali di successo sono dei pazzi furiosi a partire.

10 milioni di PI che si scambiano miliardi di fatture, Fate il conto di quanti milioni di errori si debbono gestire e cosa costa in ore di lavoro.
Se il videogioco chiamato Instagram non accettasse il 5% delle immaginette in arrivo ci sarebbe una sollevazione popolare. E' stato fermo lo 0,09% del tempo durante l'anno e uno tsunami di utenti arrabbiati si e' generato al volo.
Questo e' un pochetto piu' importante, mi sembra e fallisce 50 (si, cinquanta) volte tanto quando e' sollecitato da un traffico ridicolo.
Basterebbe questo numero, 5%, per definire la trasmissione, e quindi il sistema, guasto.
Da buttare.

L'adottare la misura, con regole oltretutto diverse da quelle precedenti (sempre diversificare le regole, mi raccomando), di colpo per milioni di entita' che riverseranno improvvisamente un fiume in piena nei server che mai sono stati testati per grandezze del genere se non si incatramano come un sistema dei grillini e' da non credersi.
Sarebbe stato il caso di scaglionare, no?


La PA, nella sua bonta', puo' rendere noto (con calma) dopo 5 giorni che la fattura e' un errore.
A quel punto, la fattura si considera non emessa e l'emittente può procedere, entro i 5 giorni successivi alla comunicazione di scarto, a un nuovo invio della fattura, con medesimo numero e data; oppure (se la prima soluzione non fosse possibile) emettere un documento con nuovo numero e data “per la quale risulti un collegamento alla precedente fattura scartata da Sdi e successivamente stornata con variazione contabile interna (senza trasmissione a SdI) onde rendere comunque evidente la tempestività della fattura stessa rispetto all'operazione che documenta”
Confusi?

Insomma: e' colpa vostra. Dovete attivarvi per mostrare la vostra eventuale innocenza.
Se poi il vostro cliente vi ha dato dei dati non corretti? e' colpa vostra.
Se il sistema va giu' e' colpa vostra.
Se la trasmissione e' strutturata alla carlona (ed e' una delle modalita' previste di trasmissione): e' colpa vostra.

Inoltre, ma pochi ne parlano, il sistema spedisce la fattura al destinatario dandovi l'ok della trasmissione.
Vedremo a breve che potrebbe essere importante avere l'ACK (l'avvenuta ricezione in milanese moderno) da parte del destinatario visto che fra le modalita' di trasmissione ve ne sono un paio di ridicole.
Il problema dell'ACK e' che non e' chiaro se l'avvenuta ricezione (che e' importante per diversi fini) e' effettivamente un recapito o e' solo una presa in gestione come avviene sulla PEC: per il nostro stato spedire e ricevere e' spesso la stessa cosa e dalla documentazione pare che ancora una volta si sia voluto proseguire in quella direzione: complicare, rendere vuote le affermazioni e creare casi giudiziari dagli esiti improbi.

Inoltre, sempre perche si vuole usare modi di trasmissione bizzarri, il file deve essere firmato se destinato alla PA, ma non con una firma valida di una CA riconosciuta, ma con un accrocchione italico e specifico.

La conservazione della fattura e' un'altro rebus.
La cosa divertente e' infatti che come tutte le cose malfatte (ricorda la PEC anche se al momento non ne raggiunge le vette) continuano a legiferare e cambiare non solo in corso d'opera ma persino durante l'uso.
E' come cambiare i pistoni dell'auto malprogettati mentre siete in autostrada. Eppure le circolari, anche contraddittorie, si susseguono in un crescendo operistico.

Un esempio: io non la vedo la Perego e figlio, con la pialla in mano e pieni di trucioli, ad avere un supporto di backup trino e relativa cassaforte ignifuga (e a norma) in altro edificio per conservare le caspita di fatture.
Non lo fanno gli avvocati, i medici e i commercialisti, gia' in obbligo per altre motivazioni, che le leggi le dovrebbero sapere.
Cosi' la PA, nella sua immensa bonta', con provvedimento di luglio 2018 (non e' manco una legge) SU RICHIESTA dovrebbero archiviarle gratuitamente.
La domanda e': perche non lo fa di serie?
Alla fine e' un obbligo richiesto dalla PA stessa il fatto che il documento sia persistente, che lo renda tale essendo nelle sue possibilita' e il fattore di scala lo renderebbe economico a livello nazionale.
Inoltre, sembrerebbe, che per motivi suoi conservera' quel documento per 5 anni. Rendiamo banalmente esplicito questo caso di grave data retention!
Ovviamente non e' chiaro se continuera' ad essere tale.

Ma non basta!
La fattura elettronica puo' anche essere conservata in azienda in maniera diversa  del file standardizzato originale.
Perche?
MISTERO incomprensibile e di raro pindaricismo.
Ovviamente questo e' stato comunicato con una circolare (13 del 2 luglio 2018 dell’Agenzia delle Entrate, ovvero non e' legge, e' tardiva e fa ridere) 

ciascun sfortunato potrà decidere di conservare i documenti scegliendo un modello digitale diverso dal testo XML, purché il contenuto sia identico a quest’ultimo (di fatto impossibile con i formati proposti), e il formato sia compreso tra quelli resi disponibili dal DPCM 3 dicembre 2013 (che si riferiva a dati cartacei, foto fogli elettronici...).

I formati alternativi sono, rullo di tamburi:

PDF, in pratica un set di descrizione pagina destinato alle stampati PostScript e leggibile da un emulatore in versione 1.5 o 1.7. Ovviamente non e' piu' possibile ritrasformarlo in un formato di testo o maneggiarlo via computer. Nota che se usate con incompetenza i vari programmilli e salvate un PDF di versione superiore esso non e' valido.

TIFF
il TIFF e' in realta' un container e nella PA si fa riferimento ad un documento che non esiste piu'. Facile essere dei bimbominxxia e mettere un link su una pagina a casso. Non viene data una ISO. Visto che e' possibile fare un multipagina con colori CYMK, inclusione di JPG e una masnata di roba capire se siete a norma o meno facendo un filettino compresso di 5000 pagine e' un vero mistero. Usatelo per le foto e sarete felici, non certo per le fatture. Ovviamente non e' piu' possibile ritrasformarlo in un formato di testo o maneggiarlo via computer.

JPEG
Un formato ISO della CEE ottimo per le foto di media o bassa qualita'... continuiamo a parlare di carta.
Oltretutto un errato settaggio del programma di perdita dati (ricordiamo, vero, che il JPEG e' un formato distruttivo con selezione della perdita?) potrebbe portare a produrre un file di fatto inutile per qualsivoglia uso. Di volantini .JPG in cui non si leggevano le scritte ne ho visti tanti. Il JPEG non e' costruito per conservare documenti ma per rendere immagini fotografiche, non pagine scritte, con il minimo dei dati.
Ovviamente non e' piu' possibile ritrasformarlo in un formato di testo o maneggiarlo via computer.

ODF (Open Document Format)
Questo e' un formato ISO che e' un contenitore di formati (che possono essere al loro volta container) basato su XML e poi compresso. In linea teorica potrebbe ancora contenere il testo (XML) di partenza e sarebbe possibile maneggiarlo nuovamente ma e' una modalita' non prevista dallo standard.

(OOXML), formato XML sviluppato da Microsoft frettolosamente: una copia inutile e dannosa di ODF.


E' abbastanza bizzarro, credo, si dia la possibilita' di archiviare un minuscolo testo che per un'azienda PMI in un anno occuperebbe lo spazio in memoria di una foto, consigliare l'uso di formati che sono di fatto una foto per ogni fattura aumentando costi e gestione.
Si e' definito un formato?
Si usi quello o si lasci l'uso della vecchia carta, a quel punto, mi sembra meno folle


Nonostante sia in pista da TRE anni, ancora molti problemi e collaterali sono non risolti.
Come al solito: anziche' rivedere il progetto dall'inizio e controllare gli errori e modificare di conseguenza si va di bollettini delle varie agenzie lasciando inalterata la legge errata.
Questo modo di procedere ha tre problemi.

Il primo e' che la legge non cambia lasciando leggi che sono ossimoriche nel contesto, come la PEC che per legge e' compatibile con le poste certificate ma tecnicamente e' impossibile non essendo una certificata.

Il secondo e' che si va a spostare l'emanazione delle leggi dal governo ad un ente. Ovviamente hanno necessita' diverse e posizioni diverse sullo scopo della legge. Devo rispettare la legge o l'ente di riscossione? Ci sono molti casi in cui non corrispondono.

Il terzo e' che per sapere cosa fare un povero cittadino non deve piu' solo essere rispettoso della (in italia gia' dimensionalmente enorme) legge ma deve anche andare a spulciare INFINITI bollettini che dovrebbero essere al massimo dei chiarimenti, non delle aggiunte o dei soverchiamenti come ormai avviene regolarmente.

I bollettini sulla fattura elettronica ormai sono a cadenza mensile.
Pensate alla felicita' di chi ci interagisce pesantemente come una software house o un commercialista...
Ogni giorno cambiano le regole.
In questo paese non si capisce mai a che gioco si sta giocando, se pensi di giocare a badminton e ti vedi arrivare una palla da bowling non e' una cosa bella.
Poi per forza non esistono software seri di contabilita' e i migliori ERP italiani hanno la peste e la scarlattina insieme.

ed ora?

Abbiamo capito che la fattura elettronica e' un filettino di testo,
abbiamo capito che sarebbe semplice ma e' stata baroccata, e non smette di essere cangiante.
abbiamo capito che neanche lo stato sa quali siano le specifiche finali, ma noi dovremo eseguire entro pochi giorni una cosa che non si sa cosa sara' diventata al momento dell'adozione.

Ok, fantastico, ma come facciamo ad usarla?

Prima di iniziare dobbiamo spiegare ai mattacchioni dell'SDI come cavolo vogliamo trasmettere all'agenzia le nostre fatture non essendoci una sola maniera (UCAS).

Inoltre, siccome il nostro stato non si fida della autorità di CA che proteggono banche, poste certificate (quelle che funzionano) e multinazionali, generera' delle delle firme autoctone slegate dal trust per complicare le cose e che noi dovremo installare sui ns soft.
Per la procedure si usera':
1 la potente CNS (carta nazionale dei sevizi) che di per se sarebbe gia' sia una firma sia credenziale di accesso, privata e pubblica. L'unica cosa quasi decente (manca solo che non e' nel trust) del governo in ambito digitale.
2 lo SPID, si, non ridete. Esiste ancora.
3 lasciamo perdere.

Dopodiche' puoi inviare il file con uno solo dei diversi sistemi che dovrete scegliere. A questo punto perche farne tre?

Il primo caso e' il piu' semplice ed e' l'unico che ha un senso pratico: FTP (file trasfer protocol), come dice il nome e' fatto apposta se dovete spedire un file.
Di fatto tutti i PC, telefoni e telecamerine e persino alcuni TV, antifurti, karaoke e antincendio sono in grado di farlo.

Per qualche motivo inizialmente era la versione “base” poi, dal 1 luglio 2018, dopo 3 anni, i geni dell'informatica (i gremlins della G di sogei) hanno capito che FORSE andava criptato. Anche se usare l'FTPS sarebbe stato piu' furbo.
Ovviamente il criptaggio va fatto sempre con una firma non riconosciuta dalla catena di trust.

Il sistema ci da l'accesso a due directory (per gli ignoranti: cartelle).
Nella prima ci si sbatte le fatture in uscita, nella seconda si tiran giu' le cose per noi come fatture in ingresso e risposte.
Facile, semplice e pratico come mandare delle foto su di un sito. Persino internet exploDer e' in grado di farlo.
Inoltre essendo uno standard fondante di internet (1971) e' facilmente automatizzabile e un programma di fatturazione, anche da poco, dovrebbe essere in grado di sparar su e importare le fatture senza colpo ferire in maniera piu' semplice che stamparle su carta.
Ovviamente tale soluzione software in un paese rurale e' latitante e persino soft “che se la tirano” costando migliaia di euri non sono in grado di fare una cosa cosi' semplice.
In piu' essendo un paese rurale e' possibile che tale cosa venga spacciata per feature “potente” e fatta pagare a caro prezzo (ne ho gia' notizia) anziche pochi euri.

Via WEB.
In realta' e' un web service e in pratica il testo pre concimato va trasferito a manina al nosto SDI.
Sinceramente poco pratico. L'accesso e' https, quindi criptato, ma non essendo la PA affidabile (nella catena del trust) dovrete installare a manina la firma.
La maggior parte dei coloro che vi vendono fatture elettroniche sono un abbellimento di questo portale.

Via PEC (Posta Elettronica Comune italica).
Questo e' un colossale non senso e pone tutta la baracca nella parte del “caspita che Cu... rame lutezio”.
Cosa succede se invio la posta e non viene ricevuto da SDI?
Certo ho la bellissima ricevuta di trasmissione (quella che e' spacciata per ricezione).
Io posso dire di aver fatto UNA spedizione, cosa conteneva e' mistero (dipende da una serie di cose). Ma nessuno puo' onestamente affermare che sono stato io a spedire.
Per legge la fattura NON E' EMESSA. Ma per legge qualcuno HA SPEDITO LA FATTURA e ottemperato. Come e' gia' successo.
A forza di fregarsene di come funziona la logica, da domani legisliamo ruote quadrate su tutti gli automezzi, e con circolare, la possibilta' del pentagono per i religiosi della chiesa satanista.

Idem in ricezione. Una bella nota di credito (con il fatto che non e' possibile variare una fattura, ci sara' un grande uso dello strumento) che mi cambia l'IVA. Come giustifico il fatto che SDI mi ha inviato il documento LEGALMENTE ricevuto, e LEGALMENTE letto anche se e' perso fra i bit?
Chi paga le multazze?
Quanto costa mantenere la PEC che ha un secchiello molto contenuto e all'aumentare del traffico molti provider chiedono cifre tutt'altro che simboliche? Cosa succede con il secchiello pieno?
Tutto molto divertente, vero?

Inoltre il sistema PEC si e' prestato a truffe di vario tipo: cosa succede se forzo la mano?
Questo e' un altro grande punto che costituisce un errore di progettazione. Sarebbe facile e istantaneo rendere il sistema migliore eliminando il problema PEC, ma ho paura che come e' successo per il buono cultura, usato per rendere lo SPID diffuso, si voglia usare le fatture elettroniche per capire di chi sono le mail non certificate e spingere ad usarle.
Associare, malamente, una PEC ad una PI potrebbe permettere di affermare che sia possibile risalire all'utente come se fosse una posta certificata (si, quella veramente certificata in uso da secoli).


Al momento, che io sappia, non esistono programmi seri che gestiscono sta cosa a poco prezzo, piu' dei web service arraffazzonati a pagamento.
Eppure l'FTP permetterebbe veramente a dei programmi di fatturazione ad una manciata di euri con l'aspetto e le performance di quelli standard che si trovano in freware, opensource o venduti a una ventina di euretti.
La sogei con un paio di 100KE potrebbe fare un programma di contabilita' ristretto, magari da rilasciare open source, anziche' molto closed source come al solito (dopotutto lo sviluppo e' pagato da noi, no?) cosi' che non solo le piccolissime attivita' potrebbero produrre fatture senza sbatti, ma basterebbe agganciarlo all'esistente per dare la possibilita' di avere la funzione di trasferimento a costo vicino a zero.
Potrebbe inoltre comunicare in FTPs anche verso i commercialisti, evitando cosi' molti errori. In pratica nel momento di emissione il commercialista avrebbe caricato sui PC il tutto in contabilita' in sincro con il cliente.
Siamo in cronico ritardo sia dal lato sw ma, soprattutto, dal lato legislativo che permette lo sviluppo dello stesso.

In pratica: l'aver definito un formato di file uguale per tutti permetterebbe alle aziende grandi risparmi sul commercialista (gli spari il file e non deve avere la tizia che ribatte le fatture) e di gestione, ma non essendo pronti probabilmente provochera' alle aziende costi non da ridere. Il fatto che non siamo pronti e' evidenziato dal continuo cambiare regole con circolari a raffica.

Alla fine si tratta di qualcosa di molto, molto, molto, meno complesso di inviare una foto su Flikr.
Mandare un file MOLTO piu' semplice, non implicante migliaia di versioni differenti, ma solo UNA versione ultrasemplice. 

Come mai sembra una cosa difficile?
Fare una cosa complessa come facebook e' facile per l'utente perche' il server e' studiato e usa tutti gli STANDARD ISO e RFC.
Fare una cosa semplice come la fattura e' difficile perche' si e' voluti allontanare da tutte le standardizzazioni mondiali esistenti (ricorda la pec e lo spid, vero?). Mussolini song? Bello essere “li migliori de sempre” inventando lampadine che vanno a 145,7V, nel WE a 95V, quando a casa abbiamo i 230V?

Inoltre il problema e' che lo stato avra' un controllo mai visto prima.
Va bene avere un controllo, ma qui si esagera.
Lo stato italico, al contrario del mondo civile, non ammette mai buonafede e gli inevitabili errori si potrebbero pagare molto caro.
In pratica si va a creare un redditometro in tempo reale. Lo stato italico, con questi sistemi, ha solo massacrato gli onesti e i semi onesti ma lasciato mano libera ai furbetti veri.

Ricordiamo una cosetta, nella fattura elettronica il sistema apre la fattura e la legge verificandone l'integrita'.
In questa lettura non e' contenuto solo cio' che dovrebbe servire ad un controllo fiscale.
VOI MANDATE TUTTA LA FATTURA.
Codici, sconti e menate.

Si parte con l'illecito, un'estrazione come quella che avviene nelle intercettazioni, quelle che magicamente finiscono sui giornali nonostante i giudici siano obbligati a non divulgarle, dati che valgono miliardi di euro, decisamente piu' ampi di quei miliardi di euro che valgono i dati che raccoglie WA. Se io vado da un sistemista con un paio di milioni euro sotto il braccio per una “banale” query, secondo voi, mi da i dati?
E se rilancio a 3?
Dopotutto ci sono aziendine come alcune COOP che gia' oggi si fanno beffe della legge e perdono 30 milioni alcolpo per aver fatto scommesse un po' azzardate. Pensate che 2 milioni di euro siano un problema per costoro? Pensate, se avessero in mano le fatture di un'annualità di esselunga? Tanta roba, vero?

Lo stato puo' possedere un vostro concorrente... quanto e' lecito nel momento in cui POSSIEDE la vostra fatturazione in dettaglio?

Stando sul “fiscale” la PA elaborando tali dati puo' conoscere molto piu' dell'etico delle nostre aziende.
Ci sono molte situazioni cui il sistema, su di un'azienda, potrebbe sapere piu' del proprietario, con l'aggravante di avere tutto in tempo reale.
Siamo sicuri di volerlo?

I servizi web dei privati? Ho visto una pubblicita' che riportando i loro successi esplicitava, senza che se ne rendessero conto, che leggevano le fatture e facevano estrazione dati. Molto oltre ad un semplice controllo coerenza. Quali sono i limiti di estrazione previsti? Nessuno. Cosa limita la vendita di questi dati? Poco.

Cosa succederebbe se i dati fossero aggregati dallo stato non da un semplice calcolo matematico ma da una AI.
Dopotutto persino molti cellulari ne hanno a bordo una, non e' piu' fantascienza. Se io cercassi aziende che potrebbero in futuro diventare concorrenti di enel o altri amici, che stanno per spostarsi all'estero o stanno investendo per operare grandi riduzioni del personale?
Non stiamo parlando di Orwell, ma di banali cose che vengono gia' operate su persone fisiche cosi' stolte da usare Whatsapp, con la differenza che qui' ho MOLTI piu' dati e posso essere molto, molto, piu' preciso.
Se pensate che sia SciFi siete ignoranti.
Cambridge analitica, non ha insegnato nulla?
Trump, neppure?
Snowden rimane una roba da nerd?

Complimenti, siete delle scimmie dello zoo alla guida di una lotus lanciata a 200Kmph e ridete. Intanto la curva sta arrivando e non conoscete l'uso del volante in fronte a voi e non avete mai visto neppure che esiste una pedaliera.
La cultura non e' conoscere un sonetto di 2000 anni fa in una lingua che nessuno sa parlare.

Quale e' il limite elaborativo che possono fare su quei dati?
Quali programmi possono far girare alimentati da una colossale fonte?
Quali sistemi di sicurezza sono stati posti a difendere le nostre aziende?
Dove fisicamente sono memorizzati e in che modo, non e' che li ritroviamo su AWS in grillino style?

Tutte domande senza una risposta e che non esiste in maniera esplicita nel corpo legislativo. Eppure e' piu' importante delle migliaia di paturnie che leggi giornalmente, no? Nessuno ha posto queste domande.
Normale fare leggi TECNICHE senza parlare di tecnologia?
Un argomento palloso per i commercialisti, gli avvocati e compagnia cantate. Ovvio che non si lamentino. 

Sveglia, non siamo piu' nel 1950! I dati di un container di carta stanno su una SD grande come un francobollo e possono essere elaborati in minuti, non in anni. 

Giusto per capire la grandezza odierna della tecnologia: una schedina SD che si usa nella macchine fotografiche e cellulari che e' grande come un'unghia puo' contenere 200 miliardi di fatture da 10 righe di prodotto. Siamo ancora convinti che sia difficile rubare quei dati?
Chi li possedesse avete un'idea che lucro potrebbe farci?

Dopotutto al commercialista ignorante interessa solo “essere in regola” e non protesta con lo stato.

l'azienda, magari perego e figlio, il “computero” e' quel coso che usa la moglie per fare la fattura e quest'ultima ha delle difficolta' quando cambiano il colore dell'iconcina del programmino con ci scrive il numero di sedie vendute.
In un paese rurale la pialla e il martello sono ancora i principali strumenti conosciuti.
Ovvio non farsi delle domande.
Se poi implementano un programma per capire chi e' meglio far fallire per avere piu' sindacati, meno pensionati o piu' morti, sono problemi di altri.

Non sono stati messi limiti legislativi al dove come e quando: Forse e' il caso di spostare la sede legale altrove se avete una SpA. La svizzera e' accogliente.

Non avendo personale serio e preparato (ci ricordiamo che la nostra PA e' una delle piu' abbondanti?) si vuole probabilmente portare il controllo dell'evasione dal camminare per strada di agenti preparati e seri al livello dei computer chiusi in un seminterrato.

Ci sono intere vie fatte di capannoni, tipicamente in alcune regioni (toscana?), che per decenni hanno fatturato frazioni ridicole. Io stesso sapevo, con certezza, di almeno un migliaio di evasori quasi totali che, oltretutto, lavoravano nel completo spregio delle norme di sicurezza.
Ci spieghino come e' successo con quell'esercito di controllori. Ma forse non si vuole controllare.

Non funzionera' questo tipo di controllo. Dopotutto chi froda non e' cosi' stolto da emettere fattura o riceverne troppe.
Gli imbianchini&c che giravano i negozi a dicembre per vendere fatture sono solo idioti, ma e' la dimostrazione di quanto e' semplice volare sotto i radar, tali sistemi non cambieranno, ma evolveranno. Perché il problema e' l'operaio. Quello, essendo sacro, non si tocca.
I controlli, quelli veri, piaccia o meno, vanno fatti consumando le scarpe.
Dopotutto il mondo delle cartiere esiste ancora oggi e la fattura elettronica non lo risolve come non ha risolto l'intrastat elettronico il fulminare l'IVA.

Inoltre il consumatore di nero, l'impiegato, consumera' ancora piu' nero per via dell'ennesima complicazione data al B2C: anche mettersi semplicemente a scrivere una fattura con un soft pessimo ha un costo. Se ci metto un'ora a fare una fattura su un lavoro di 2 ore come cambiare un rubinetto...
“Signora mi da il codice fiscale?”.
“quello sul tesserino che non so mai dove sia?”
e cosi' via.

Non penso che troveranno molto nero, ma e' l'ennesima tegola sugli imprenditori e gli errori in buonafede, invece, si pagheranno molto caro.
Come i programmi, del resto.

PS
Ho volutamente tralasciato notevoli argomenti, nonostante vette di altissima commedia, come l'incollare il bollo alle fatture elettroniche e collaterali come gli imbecilli che piangono il logo.
E' gia' un'esagerazione di seghe mentali da tirannosauro sotto metanfetamina.