lunedì, gennaio 19, 2015

multe bastarde



Come sapete ho un netto e potente odio verso il movimento Grillini poiché non mi è mai piaciuto ne chi e' bugiardo ne chi si dichiara Salvatore del mondo quando invece sta parlando solo ed esclusivamente di riempirsi la pancia.
Però spesso mi ritrovo a parlare con persone che hanno votato il comico furbetto con l'intenzione di sperare che lo Stato cessi la vessazione verso di loro.

E li capisco, pur non capendo perche' votano un Grillo che e' piu' bugiardo del politico comune (e mi sembrava gia' il fondo del barile).

Perché bisogna ben capire che in Italia lo Stato è un padrone figlio di zoccola il cui interesse è spremere i cittadini versandoli e trattandoli male.
E quando questo è insufficiente li ingiuria pure.

Oltre alla splendida quantità
di tasse,
piccole tasse,
medie tasse,
frammenti di tasse,
grandi tasse
e tasse sul respiro
grazie al fatto che l'economia sta andando giù non sanno più dove prendere soldi e quindi nei comuni, nonostante la messe di tasse, i soldi per pagare un sacco di persone impiegate a fare sostanzialmente nulla non bastano mai. 

Perche' per mantenere i voti bisogna mantenere i nullafacenti votanti.

Bisogna trovare altre tasse.

Così adesso i Comuni si stanno inventando tutta una serie di tasse che però non chiamano tasse ma dovrebbero essere uno strumento punitivo per chi si comporta male.
Tu ti comporti male? ecco io ti chiedo dei soldi.

Siccome le multe, così si chiamano queste cose che dovrebbero essere il bastone, diventano sempre più numerose.
Ovviamente tutto questo avviene senza la carota: bastone e basta.
Bastone comunque.

Se ancora qualcuno si meraviglia del successo dei Grillini, che promettono di “far del male al governo”, in una popolazione rintronata dalle continue bastonate da parte del governo... e' stolto.

Parliamo per esempio di una SOLA voce delle bastonate. 

Le multe sul traffico.

Le multe sul traffico continuano a diventare sempre di più:
abbiamo già parlato dell'ecopass una tassa che pur aumentando l'inquinamento e il traffico punisce coloro i quali abitano in centro e punisce chi si per lavoro è costretto ad arrivare a Milano. In pratica e' una multa per l'accesso.

L'eco pass punisce lavoratori che hanno la colpa di lavorare.
In pratica chi arriva a Milano deve mettersi il cuore in pace e cercare di capire come funziona il sistema dell'area a pedaggio che incassa così bene che persino altri comuni l'hanno adottata.
25 milioni di euro per la tassa sul sale solo a milano.
29,1 milioni di euro dalle sanzioni per quelli che non hanno pagato la tassa di transito
54.100.000 di euro sostanzialmente che cadono dal cielo nelle casse del Comune solo per poter appoggiare i pneumatici sulle sue strade.


Non contenta di questa situazione la giunta milanese per esempio offre le famose strisce per i residenti così da ottenere un doppio scopo: prendere voti che permettono di mantenere la sedia e contemporaneamente punire quei bastardi che per lavoro devono giungere a Milano.
Sono proprio dei luridi bastardi quelli che lavorano.

Così tra una cosa e l'altra i vigili hanno appioppato a Milano la bellezza di 130.000.000 di euro di multe varie. 
Questo accadeva nel 2013.


Siccome non dev'essere sufficiente vessare in questa maniera hanno aggiunto altri sette autovelox all'interno di Milano che da soli hanno appioppato, state pronti a non ridere, la bellezza di quasi 800.000 multe da marzo 2014 a inizio novembre 2014.
La cifra reale e' sconosciuta anche perché sembrerebbe che non abbiano personale sufficiente per leccare francobolli.
Però visto che una multa varia tra i 168 e i 821 euro più le spese e tenuto conto che chi decide di regalare questi soldi immediatamente al Comune ottiene uno sconto possiamo tranquillamente definire che se riescono nell'incasso, leccare francobolli abbastanza velocemente (in 2 mesi), un biglietto da 200 euro sarà la media che ci sfilano per un totale di altri 160.000.000 euro che il Comune si intasca.

Questi autovelox montati di recente vanno ad impattare in quelli che alcuni definiscono dei piccoli autodromi, con qualche ragione per altro.
Mi sono sempre chiesto perché questi vialoni così importanti per il traffico milanese e così trafficati non fossero chiusi definitivamente con una barriera per evitare quegli accessi bizzarri come l'ubriaco o la mamma incinta rintronata che decide di scavalcare il jersey al buio con i suoi due scarrafoni nel tentativo di rivendicare il possesso della strada.
Si, e' successo, con tragiche conseguenze.

Mi dispiace ma una metropoli ha fame di movimento e questa fame deve avere necessità di connettori ad alta velocità che permettano l'interscambio di del traffico.

Invece in questi punti strategici necessari a mantenere la vitalità della capitale d'Italia, Milano, dei geni anziché trovare una soluzione come per esempio un sopraelevata che sorvoli intere zone hanno deciso di piazzarci degli autovelox che puniscano tutti coloro che frettolosamente stanno andando a lavorare.

In una città tutto sommato non particolarmente grande di 1.400.000 abitanti come xazzo fa ad avere punizioni per 344.000.000 di euro?
Cioe' stiamo parlando solamente di sistemi punitivi per quanto riguarda il traffico, poi vanno aggiunti quelli che riguardano l'agenzia delle entrate, i bolli non pagati, la spazza……

Quello che cercano di dire e che queste sono manovre punitive che andrebbero applicate a coloro i quali fanno qualcosa di sbagliato e quindi giustamente vanno puniti.
Se ogni cittadino milanese si becca tutti gli anni trecento euro di punizione evidentemente qualcosa non funziona:

nel caso sta funzionando tutto correttamente i cittadini milanesi sono tutti criminali e quindi giustamente vanno puniti gloriosamente come stanno facendo. Perché trecento euro di media vogliono dire che se qualcuno l'ha scampata, qualcun'altro paga 20E ma qualcun altro si trova ad avere 2000 euro di multe.

Se invece, come pare a me, questo è semplicemente stupidità cosmica vuole sottolineare che le multe vengono applicate per molta parte a gente assolutamente onesta e ragionevole che sta solo compiendo il proprio dovere.
Arrivare in auto da un cliente con i propri attrezzi e non trovare possibilità di parcheggiare l'automezzo senza rimediare una punizione sta a significare che la multa dovrebbe prenderla il Comune.

Giungere da un connettore autostradale che porta in un hub e poi smisterà al traffico con un improvviso limite di 50 km all'ora in una città famigerata per la sua fretta non vuol dire che 2500 persone al giorno solo su quel tratto vanno punite perché stanno andando a lavorare ma che il Comune è incapace di aver trovato un connettore autostradale in grado di fare quel lavoro oppure che il connettore autostradale è stato degradato a strada pubblica per far cassa.

La gente non potendo fare la rivoluzione perché siamo in un'epoca moderna dove tutti abbiamo qualcosa in più da perdere che da guadagnare si ritrova in una situazione di vessazione continua: molte tasse, multe, bolli, tasse…

È indubbio che una situazione del genere generi un nervosismo molto elevato che causa incidenti, malcontento e comunque tutto una serie di situazioni che rende la vita di tutti i giorni molto più pesante di quello che dovrebbe essere.

A questo si aggiunge che il telegiornale anziché dirci chiaramente che comuni sono alla canna del gas perché hanno troppi impiegati e basterebbe licenziarne qualcuno come dovrebbero fare molte regioni fanno finta di niente per il quieto vivere e vanno alla ricerca di quello che è un produttore di nervosismo.
Si spiegano, anche se non sono giustificabili ovviamente, certe sparate degli automobilisti che appena vedono 50 m liberi vanno a velocità relativistiche anche in pieno centro come sfogo personale. E' come dopo aver trattenuto il respiro prendere una boccata d'aria scevra da autovelox, mamme, colonne, tappi ecc.

Si spiegano anche in una maniera molto più semplice di come ce la raccontano i trend delle varie violenze (financo fisiche) che di tanto in tanto vengono cavalcate dal politico merdoso di turno.

Perché quando uno viene oppresso, oppresso in milioni di maniere poi è normale che cercano sfogo: quelli più controllati si mordono la lingua ma purtroppo non siamo tutti dei Lord inglesi e certe reazioni che sono assolutamente condannabili perché possono portare a incidenti non ci sarebbero in queste quantità. E quelli che gia' sono oltre la linea rossa magari picchiano la moglie, il tifoso, il figlio che ha graffiato la panda...

I vigili hanno da tempo smesso di essere un corpo necessario al cittadino ma semplici travet che erogano multe a comando del sindaco: solo quelle di sosta e mai quelle serie come le gomme lisce, si a firmare multe elevate da robot no a fermare auto senza luci, fermare solo italiani e non auto non a norma come quelle degli extra (protetti politicamente)

http://allarovescia.blogspot.it/2011/11/vigili-o-multografi.html

Poi gli assessori:

Nella mia città per esempio ci sono due nodi principali d'ingresso in uno dei due è stato rifatto completamente l'assetto sottraendo le tre corsie per parte e trasformandole in un piccolo budello circondato da un bel giardino con due piste ciclabili per parte. Inutile dire che dall'apertura di quello che è diventato un piccolo stradello 10 minuti di coda non ve li toglie più nessuno nonostante il traffico passante, quello che non entra in città, sia stato spostato altrove. Grazie alle rotonde ai continui singhiozza menti della velocità il traffico pesante ha già stracciato l'asfalto a meno di un anno dall'apertura di un'opera costata milioni di euro.
A due anni dall'apertura la contorta stradina ha ormai crateri grandi come un 33 giri e profondi quattro dita mentre sulle quattro piste ciclabili circondati da quello che avrebbe dovuto essere un giardinetto ed invece e' un pastone sono arrivato contare sei biciclette tanto che quando vidi la prima volevo immortalarla con (orrore!) il cellulare da mostrare agli amici come prova che esiste veramente qualcuno che possa andare in periferia nel grande traffico in bicicletta.

Anche questa situazione a mio giudizio punitiva: io, comune, obbligo te fetido cittadino che torni dal lavoro a passare ore nel traffico senza motivo alcuno.

Io centralizzerei le multe per violazione del codice della strada in maniera che vengano utilizzate per un'ente NON comunale. Oppure un'obbligo per il quale il valore ricavato non entri nella contabilita' comunale.

Altrimenti ci metteranno tratti di tangenziale a 30Km/h con relativo autovelox.
Dopotutto il bombarolo sindaco di milano ha gia detto di essere favorevole ai 30, per lui il futuro insieme alla biga e alla portantina.

venerdì, gennaio 16, 2015

rotative gangbang





Poco tempo fa feci notare una cosa molto simpatica, è ironico ovviamente, che i giornali non avendo più giornalisti e non volendo più pagare collaboratori rubavano le notizie ormai è social network. La cosa era talmente evidente che persino delle bufale venivano scambiate per verità in quanto quello che per lo scrivente era un gioco, uno scherzo, quando veniva tradotto in automatico da qualche motore di ricerca sembrava abbastanza vero al rincoglionito che doveva scrivere per la rivista.

Il fatto che non esistono più giornalisti lo si è visto piuttosto bene in questi giorni quando tutte le riviste riportavano se non le stesse cose addirittura le stesse frasi. Le stesse di altri media come le televisioni.E stiamo parlando di un grave atto terroristico avvenuto in una delle più grosse città del pianeta dove si presuppone che tutte le redazioni abbiano almeno una sede.

A questo punto è interessante notare un cortocircuito mediatico mica da ridere: come fare senza giornalisti a produrre qualcosa di diverso dagli altri usando le stesse fonti.

Ricordiamo che un giornale senza giornalisti accedendo come fonti quello che arriva dalle forze pubbliche, i comunicati stampa, la televisione, i social media come Facebook o i blog come questo, le notizie d'archivio o più banalmente un insieme di questi Non può certo produrre qualcosa di originale..

Il direttore del Corriere della Sera passando sotto una scala troppo bassa avuto una grandissima pensata: noi facciamo come un profilo Facebook in maniera definitiva.Insomma abbassandosi in maniera completa e senza vergogna allo stesso livello.

La maggior parte dei profili Facebook in questo momento riporta rubacchiate qua e la varie vignette nuove vecchie che poi alla fine sono sempre le stesse.

Spopola tantissimo quella di Allah dalla nuova pagina del redivivo giornaletto francese ma anche molte altre sono state ripubblicate infinite volte.

Allora il direttore del corriere decide, come un novello profilo del sito colorato di blu di fare una piccola pubblicazione rubacchiando le vignette a destra manca.

Costo dell'operazione è di zero euro.

La prima cosa che ha uno viene da chiedersi è se legalmente lo può fare, può rubare l'immagine presenti su Facebook o su un blog qualsiasi. La risposta è no. Non può farlo.
È piuttosto chiara la differenza che c'è fra pubblico, libero e pubblicato.

Nel momento che io metto un foto, un testo, una vignetta su di un blog è come se la mettessi sulla pagina di un giornale.

L'immagine è pubblica, perché pubblicata, ma è assolutamente di mia proprietà che ho prodotto questa creazione.

Lo stesso si può dire di Facebook: le complesse norme che mi hanno fatto firmare sostanzialmente dicono che l'immagine che ho messo su Facebook è, con alcuni piccoli limiti, non solo mia ma anche di Facebook. Ovverosia che Facebook può farne quello che vuole come ripubblicarla in un suo pubblicità, cosa che a quanto sembra non ha mai fatto fino ad oggi, ripubblicarla in tutto il mondo attraverso le decine di siti locali come Facebook.de piuttosto che .it. Quell'enorme sostanzialmente servono per poter dar agio a Facebook di rimando appare quanto vuole ma non sicuramente al primo pirla che passa.

Prendere una di queste foto o vignette e metterla sul sito del Corriere della Sera piuttosto che su una rivista stampata non è possibile se non dietro l'autorizzazione dell'autore che l'unico che può definire questo permesso e quantificare l'obolo da versare poiché non esiste una disciplina certa di questi casi.

Nonostante ciò il Corriere della Sera decide di fare un libro da vendere per tirar su dei soldi senza interpellare gli autori e prendendo le vignette a risoluzione infima del Web o addirittura in alcuni casi a vignette semplicemente riprese con quella merda del cellulare.

Come vedete è l'apoteosi di quello che non si dovrebbe fare nel campo dei diritti d'autore altrimenti vuol dire che se valido ragionamento che hanno fatto domani mattina io scandiscono le pagine del Corriere della Sera le pubblico online per le otto di mattina In maniera che qualcuno possa leggere il corriere senza dover recarsi in edicola. Dopotutto si tratta solo di una decina di immagini.

Il perché non si siano pagate queste vignette o meglio perché non si sia neanche chiesto agli autori di essere ubicati in un libro che potrebbe non essere condiviso, ricordiamoci che esiste anche non solo il diritto d'essere retribuiti per il lavoro di creazione di queste vignette ma anche il fatto che un artista possa non voler essere associato a un determinato marchio o logo. Immaginiamo il ritratto di Beppe grillo in una pubblicità pro Berlusconi.

Dopo questo scempio il corriere risponde tramite un'affermazione del suo deus ex macchina



“L’operazione è nata con le migliori intenzioni. È possibile che ci sia stata un po’ di confusione, siano stati commessi errori, qualcuno non sia stato consultato. Abbiamo raccolto i disegni in rete e poi abbiamo lavorato al volume. Se avessimo dovuto attendere oltre, l’iniziativa non avrebbe più avuto significato. Mi scuso comunque con quanti si siano sentiti a disagio, e tengo a dire che siamo a disposizione di tutti per riconoscere i diritti di autore”

Per prima cosa mi piacerebbe sapere come si fa a riconoscere, ad esempio, il diritto d'autore inteso come la non volontà di essere pubblicato insieme ad altri nel libretto una volta che libretto stesso sia stato già venduto. Capite che non è proprio possibile.

Per esempio io mi sarei arrabbiato tantissimo, come hanno fatto alcuni vignettisti, il fatto che mio una mia opera sia stata stampata a risoluzione indecorosa perché presa con un cellulare. Ragazzi e telefoni cellulari, le scarpe, le penne biro, alcune bambole e orsacchiotti, ippici portatili, i libri digitali una milione di altre cose sono in grado di produrre un'immagine ma sicuramente a un livello non certo eccelso. Diciamo pure spesso una merdaccia.
Anche in questo caso non è possibile anche se si fosse deciso di fornire la vignetta gratuitamente avere la possibilità di avere una stampa decorosa.

Il corriere inoltre dice che siccome dovevano fare in fretta per assalire il mercato prima che chi pensasse qualcun altro con una bieca operazione di marketing non hanno avuto tempo di interpellare i vignettisti. Visto che la maggior parte di vignette su state prese da Facebook ed blog dei proprietari scrivere due righe e mandarle via con copia incolla ci si mette proprio due minuti e una squadra di poche persone lo fa in un'oretta circa. Il non avere tempo vorrebbe dire semplicemente non avere personale sufficiente.
Non avere personale sufficiente?

Prima di capire con chi stiamo parlando, quella che non è certo una sparuta redazione di quattro fessacci in una cantina, guardiamo cosa pubblica la proprietà del corriere: 

T

RCS Libri

radio



Perdindirindina stiamo proprio parlando di gente senza soldi e che non ha neppure una segretaria in grado di fare due righe.

Mi sembra ovvio questo punto che il gigante che ha rubato le vignette da Internet senza neanche provare a connettersi è creatore delle stesse e lucrando sulle loro fatiche sia semplicemente un bastardo.
Il corriere cerca di farla passare come una cosa nella quale i proventi verranno dati alle vittime ma non ha senso comunque.
Non è che se io rubo qualcosa per le regalarla ad un altro non ho rubato.
Adesso io prendo dei blockbuster di Adelphi e il pubblico su queste pagine: tanto non c'è scopo di lucro no? oppure peggio metto della pubblicità ma poi dichiaro di versare l'intero obolo ai bambini orfani.
Secondo me mi aprono in due.




Io spero, e lo spero tanto, che la legge italiana questa volta non si dimostri piccola con i grossi e grossa con i piccoli ma si inalberi vada dal Corriere della Sera e chieda due euro a vignetta per ogni copia venduta da darsi ai vignettisti.

Solo così si può definire civile questo paese.

Perché altrimenti come già dimostrato su questo blog sebbene dal punto di vista legislativo e umano tutto questo gran copiare gli ha audiovideo e prossimamente di libri sarà anche illegale ma diventa comprensibile e quindi normale. Dopotutto se Corriere della Sera può permettersi di rubare delle vignette o come ha fatto delle notizie senza essere punito perché devo essere punito io se dovessi scaricarmi un libro qualsiasi ds un e-reader?







Altra cosa divertente di questi giorni sui giornali e che per alcuni i terroristi sono tornati ad essere terroristi.
per una serie di ragioni ho avuto in azienda e extracomunitari che arrivavano da molti paesi tra i quali il Marocco, le Filippine, il Madagascar e perfino Israele.
Ma la cosa divertente è che quando una giovane ragazza si racconta di come vanno in discoteca in preda alla paura perché ci sono degli stupidi che fanno saltare l'intero locale capisci molte cose.

 Capisci per esempio che sono dei conigli perché non hanno preso di mira le caserme, la polizia o la sede del governo. Prendono di mira gente disarmata che non sta neppure facendo niente di male. Vanno sul morbido.
Costoro, queste persone senza spina dorsale, gli arabo palestinesi sono spesso stati giustificati dalla stampa italiana quali poveri che non sapevano e non potevano fare altro che far saltare in aria delle discoteche o dei bar.

Come se far saltare per aria un bar sia una cosa che non puoi rifiutarti di fare quando sei oppresso. Diciamo che è facile. Diciamo che se sia la popolazione transumante e hai deciso di rompere le scatole è una via facile perché usi arme contro gente inerme.
Diciamo che non invita al dialogo.
Molta stampa italiana giustificava molto queste azioni Abbiette perché…… Gli arabo palestinesi sono meglio dei palestinesi di diversa etnia.

La stessa stampa adesso non giustifica la stazione che, a mio parere, è molto simile: gente armata fino ai denti contro gente disarmata.

Seguendo il loro ragionamento costoro si sentono oppressi e quindi è giusta la loro reazione di questo tipo e sparare con i mitragliatori contro dei disegnatori è assolutamente all'interno dello schema che fino ad oggi è stato accettato.

Aggiungendo il fatto che anziché far saltare per aria 40 o 50 adolescenti e morti qui sono molti meno.

Ci sono svariate ragioni per le quali questa svolta ha un senso:
innanzitutto si è svolta non lontano lontano dove, tanto chi se ne frega, moriranno degli israeliani ma sono morti degli europei in una città europea.
Dire che è giusto ammazzare degli europei anziché "quelli"  vuol dire mettersi dentro nel cerchio da soli.

Poi la stampa pensava di essere intoccabile, soprattutto se di sinistra terzomondista, e qui c'è un errore di percezione.
Non è che non toccavano la stampa amica e semplicemente che non fanno di tutta l'erba un fascio basta una virgola fuori posto e voi non siete più amici.

Quindi anche gli amiconi che inneggiavano all'arabo palestinese con addosso la sciarpetta tanto di moda negli ambienti di sinistra negli anni 80 scoprono che non possono assolutamente fiatare su Maometto altrimenti sciarpetta o meno il mitragliatore è uguale per tutti.

Poi c'è il fatto di non essere ebrei che la maggior parte dei commentatori, soprattutto di sinistra, confondono con gli israeliani che non è proprio la stessa cosa visto che c'è stato addirittura un momento che all'interno dello Stato di Israele gli arabi non erano poi pochissimi (adesso non lo so).

Adesso scoprono che non è più necessario  essere ebrei, abitare in Israele è portare il barbone.


Alla fine magari si svegliano


è interessante notare che un singolo atto di cronaca sveli molto su quello che sono i giornali e come vengano date le notizie.

domenica, gennaio 11, 2015

LAV



La cosa divertente degli ultimi 15 anni e' che tutte le associazioni di fuffa che hanno sempre impestato l'ambiente sono diventate facili da sputtanare: basta leggere quello che scrivono.
Internet se fosse usata servirebbe finalmente a qualcosa.
E' così con i Grillini che tanto amano Internet tranne quando riguarda loro che ben si guardano dal riprendere le riunioni alle quali partecipano mentre invece lo pretendevano per gli avversari. Non parliamo poi del loro programma di governo: solo un imbecille potrebbe votarli dopo averlo letto.

Abbiamo visto anche che Greenpeace altro non è a detta degli stessi, leggendo il loro bilancio, un'agenzia pubblicitaria dedica unicamente alla raccolta di fondi e all'affissione di poster più o meno grandi.

Adesso vorrei leggere con voi che cos'è la lav.
Stando l'acronimo vorrebbe dire la lega antivivisezione. Dopo aver appurato che cos'è la vivisezione proviamo ad andare avanti.



Ma a loro la vivisezione interessa solo marginalmente.
Per Loro stessi un'entità che si chiama LAV ovvero lega per la antivivisezione sta invece per qualcos'altro.
Prendiamo queste frasi dal loro statuto:

La LAV ha per fine la Liberazione animale,

Fammi capire la Liberazione animale con la L maiuscola?
Ma che cos'è la liberazione, come al solito chi viene in aiuto il vocabolario:
L’atto, il fatto di liberare, di liberarsi o di essere liberato (da una soggezione, da un male, da un vincolo, da un controllo, ecc.):
la l. degli schiavi, dei prigionieri; dalla schiavitù,dalla prigionia, da un pericolo, da un obbligo; l. di un detenuto, l. di un fondo, di una casa dalle ipoteche, l. d’un titolo azionario...

Stando a questa parola costoro si dovrebbero battere per qualsiasi forma di intrattenimento forzato o forzoso degli animali di qualunque tipo.
In pratica l'allevamento, 
la detenzione, ad esempio di un cane all'interno di un appartamento, 
un terrario con le formiche 
o un acquario 
sono tutti banditi da questa associazione.

Io sinceramente persone vegane che non hanno animali in casa e che non indossano niente che sia derivato da pastorizia o allevamento sinceramente ne conosco molta poca.

Inoltre aggiungono:

Si batte per l’abolizione della
vivisezione,
della pesca,
della caccia,
delle produzioni animali,
dell'allevamento,
del commercio,
degli spettacoli con animali e dell'utilizzodi qualsiasi essere vivente.

E a questo punto almeno c'è una certa coerenza: qualunque attività umana che contempli l'uso di animali, fosse anche per tirare il carretto, è vietata.


Qua invece abbiamo qualche problema perché l'utilizzo di qualsiasi essere vivente, salvo non considerare gli esseri umani come esseri viventi, vuol sostanzialmente dire che l'unico modo per vivere a costoro della lav consiste nell'arrampicarsi su un ramo mangiando un po' di frutta e aspettando di morire intorno ai 15-18 anni.
D'altronde non può essere che questa l'ottica, la visione, di chi ha redatto il documento perché qualsiasi società umana, qualsiasi industrializzazione porta con sé dei processi che contemplano questa cosa. 
Se pensiamo Alla quantità di prodotti oggi in commercio che in qualche maniera contengono un prodotto che ha a che fare con gli animali come può essere un gelato, una sciarpa o una piadina capiamo che questa associazione sta cercando azzerare il prodotto interno lordo.


Difende la Terra e i suoi ecosistemi.

La solita frase ad effetto che non vuol dire un tubo: difendere la terra veramente dalla presenza umana vuol dire semplicemente una cosa: un suicidio di massa.

La LAV combatte lo specismo lottando contro
ogni forma di violenza,
prevaricazione e sfruttamento,
per il rispetto del diritto alla vita,
alla dignità e alla libertà di ogni individuo umano e non umano.

Anche in questo caso si stanno dando la classica legnata sugli zebedei da soli: basta vedere molti fotogrammi da loro pubblicati sulla pagina di Facebook dell'associazione e capiamo che loro stessi sono i primi che legano il cane al guinzaglio negandogli la libertà e le sue volontà che sarebbero quelle di girare libero ad annusare i boschi.
Quindi o cambiano lo statuto oppure detengono in cattività animali come i cani.

Ma forse e' come al solito: 
Neghiamo la detenzione animale agli altri!


La LAV ha inoltre lo scopo della salvaguardia della salute degli umani anche attraverso la diffusione della cultura tecnico scientifica indicando con tutti i mezzi a
disposizione, come convivere con gli altri animali in modo corretto e
non conflittuale, portando gli umani da una visione antropocentrica ad una biocentrica.

Premesso che il mio vocabolario la parola biocentrica non la possiede. Immagino che voglia dire che l'uomo ha la stessa valenza di una formica o qualsiasi altra Forma vivente come può essere un lievito o un virus.
Mi dispiace per voi ma per me i milioni di piccole vite contenute nella bustina del lievito, che poi vengono uccisi in maniera orribile nel forno dopo aver copulato nell'impasto della mia pizza, valgono poco.

Inoltre c'è la questione nel modo corretto non conflittuale che è sempre una esagerazione perché in qualsiasi sorta di convivenza, pensiamo semplicemente a delle banalità come madre figlia, coniugi, suocera e persino amici la conflittualità è sempre presente. 

Si parla anche di una cultura tecnico scientifica e stando a tutta la documentazione fornita dal sito dell'associazione stessa i mezzi tecnico scientifici a disposizione sono pari a zero.
Non ci sono infatti all'interno della LAV dei laboratori in grado d'insegnare procedure,
non ci sono biblioteche LAV da consultare per contesti scientifici e neppure ci sono pubblicazioni edite da loro stessi che rispettando peer rigorosi possano in una qualche maniera fare ciò che la lega si prefigge di fare.

Quindi sostanzialmente questa frase è completamente vuota perché sarebbe come dire che la “trafelati trasporti spa” mette tutti i suoi mezzi a disposizione per andare a sciare in compagnia e poi si scopre che tutto ciò che è inteso come mezzo tecnico disponibile e' un paio di pattini. Guasti.


La LAV inoltre promuove e garantisce i diritti degli individui che aderiscono e perseguono i principi della Liberazione animale in ogni sede opportuna, anche giudiziaria, e si batte contro discriminazioni o distorsioni che hanno ad oggetto tali principi.

In pratica se fate abbastanza casino da finire sulla prima pagina di un giornale di forniscono l'avvocato però in galera ci andate voi.

La LAV riconosce nella scelta vegana un principio fondante dell’Associazione.

E questo mi sembra quanto meno ovvio: se uno si fa una fetta di salame distrugge completamente il 100% di tutto quello detto prima. Quindi uno che da i soldi a lav per statuto deve essere anche vegano.


L'attività della LAV è svolta attraverso i volontari che operano in modo personale, spontaneo, gratuito, senza fini di lucro, con gli scopi di solidarietà.

Voi lavorate noi NON vi paghiamo.

Possono essere soci dell'associazione le persone fisiche, senza limitazione di cittadinanza o di residenza. L'iscrizione all'associazione avviene con il versamento della quota di adesione. Tutte le quote sono annuali, non trasmissibili

Alla fine a noi importa solo il vil denaro.


L'aspirante socio non deve svolgere attività contrastanti o incompatibili con i fini dell'associazione.

In pratica il socio LAV e' un Vegano che non ha animali da compagnia, non lavora con gli animali, non fa un lavoro che in qualche maniera abbia a che fare con gli animali (es il barista, il cameriere o il panettiere) tenda a divenire un disoccupato se gia' non lo sia e il suo sogno sia quello di vivere come nelle foreste del Congo ma sia troppo stupido per riuscire a prendere l'aereo e arrivarci.

Perché alla fine quest'associazione come tante di verdosky propongono un'idea di natura libera e bella ma non forniscono mai il rovescio della medaglia che sarebbe necessario per ottenere veramente questo obiettivo. Perché per avere gli animali liberi occorre la banalità che non siano chiusi fra sbarre o mura: in pratica l'uomo deve abbandonare una società moderna e vivere di stenti in maniera peggiore che nell'età della pietra. Non bisogna dimenticare che la coltivazione in tempi antichi veniva fatta usando per tirare gli aratri animali. Non è neanche ipotizzabile utilizzare qualcosa di moderno perché qualunque cosa moderna si utilizzi vuol dire ripristinare il mondo industriale che tanto sembra voler male agli animali.
Intorno al 2011 quest'associazione per il ritorno dell'umanità sugli alberi ha deciso di succhiare del carburante anche dallo Stato attraverso la disciplina dell'8 × 1000. La pubblicità in tal senso è illuminante ed esplicita quello che vuole sentirsi dire il pubblico.


Fai come Mario Rossi
contribuisci a tutto senza fare nulla.
Dona il tuo 5xMille alla LAV.
Ti basta una firma.

Contribuisci senza far nulla, 
senza impegnarti, 
senza tirar fuori di tasca tua 
è la classica trappola di alcune associazioni verdi o alcuni miti come quelle che abbiamo già esaminato dei tappi di plastica che stanno inquinando la nostra penisola. 

Alla persona sembra di non spendere, come per dire che quei soldi non fanno parte della comunità e che quindi arrivano come pioggia da un'entità astratta lontana come un abitante di Marte.

In pratica nella testa, nella psicologia, del verdosky pare che possa continuare a fare la sua vita di sempre come mangiare la pizza con la mozzarella, utilizzare strumenti come gli ospedali che devono molto agli animali in cattività, e con una banale firma sul modello unico da farsi sbarcati su quella comoda poltrona nel caldo della propria casa riscaldata con combustibili che provengono dall'altra parte del pianeta fare in maniera che gli animali corrano liberi in una qualche fantasia remota.

Così grazie queste donazioni fatte con il sangue dei lavoratori la lav incamera quasi 1.500.000 di euro che a casa mia non sono propriamente noccioline.

Tutti questi soldi che raccolgono sono talmente tanti, parliamo di quasi 7.000.000 di euro (6,8 milioni di euro), che negli ultimi anni non riescono neppure a spenderle e alla fine li bruciano in varie maniere. Purtroppo il bilancio come accade in piccole associazioni con idee non chiare non è molto esplicito su dove finiscano i soldi. 
Ad esempio abbiamo visto che quelli di Greenpeace sebbene non pubblicano esattamente tutto è abbastanza chiaro a cosa siano serviti soldi. 
Qui neppure questo e l'unica cosa chiara è che costoro sono grandi proprietari di immobili perché possiedono circa 2.700.000 euro di roba e durante l'annualità non riescono neanche spendere tutti i soldi che ricevono. Probabilmente hanno una decina o quindicina di sedi che sono già di loro proprietà. 

Per una società che dovrebbe spendere tutto per gli animali suona un po' strano, non trovate?

In pratica Alla fine dell'anno aprono al cassetto, il conto corrente, e si ritrovano ad avere che ballonzolano nel cassetto un'eccedenza di circa 3.000.000 di euro in un momento di crisi come questo sono tanti soldi. 
Giusto per capirci l'orgoglio Grillino che tanto ci hanno massacrato le scatole per anni e hanno basato la campagna elettorale su questo ammonta a poco di più di questo tesoretto.

Nonostante questo, il fatto che hanno più o meno il doppio dei soldi di quelli che riescono a spendere, l'associazione continua a chiedere soldi. 
Ogni mese.

Il problema di questa associazione, oltre al fatto di essere un'idrovora per soldi, e' che non ammette nessuna base per poter costruire un futuro coerente con quanto richiesto dallo statuto.

È abbastanza ovvio che il mondo odierno si basa su quella che è il contrario di un'interazione tra mondo animale e mondo umano e per funzionare come sta funzionando è purtroppo necessario che le cose siano esattamente quelle che sono. 

Se decidiamo come hanno fatto a Macerata di liberare gli animali di un circo, non conoscendo gli ippopotami le regole stradali, a quanto mi risulta nessun ippopotamo ha mai passato l'esame della patente, l'unico risultato è la morte per incidente stradale di un ippopotamo che non ha rispettato la precedenza. 
Ed è già buono che il guidatore della Polo completamente distrutta sia ancora vivo.

A me non piace vedere un ippopotamo in gabbia, penso che non piaccia a nessuno da un punto di vista logico ed emotivo. 
Però bisogna dire che se non fosse stato per queste opportunità io un ippopotamo dal vero non l'avrei mai visto. 

È necessario quindi pensare se è meglio tornare ad arrampicarsi sugli alberi e vedere tutti gli animali che vogliamo incarnando alcune volte la preda anziché il predatore oppure aderire al mondo moderno dove le mucche vengono ricoverate in stalle, le galline nei capannoni e possiamo permetterci il lusso di farci una frittata.

Perché in nessun modo lasciando le galline libere è possibile avere un flusso di uova così grande da permetterci di avere in tavola biscotti e frittate. 

Mi dispiace per i vegani ad oltranza ma non solo mi piacciono le frittate ma adoro il pan di Spagna benfatto.

Inoltre ho uno stupendo acquario dove i pesci si riproducono e sono felici. Come posso definire la felicità di un pesce ovviamente è solo un dato che posso interpolare in base al fatto che molti di questi animali in natura vivono in pozze che non sono di dimensioni molto diverso dal mio acquario e la loro vita in natura e circa la metà della durata che riescono ad ottenere nell'ambiente artificiale che ho creato.

Sinceramente a me non sembra di essere contro gli animali, anzi, ma mi rendo conto che in una società moderna bisogna scendere dei compromessi tra i quali l'uso di materie prime per la cucina derivanti da allevamenti sono la norma.
 Mi rendo conto che con il mio tipo di vita un cane se ne soffrirebbe, abito in una città ed è stupido avere un cane senza un grande giardino in una città. Il motivo per cui sono Giunto a un acquario. 

Mi rendo conto, ancora, che vorrei che la mia vita fosse lunghissima e la medicina moderna mi ha evitato già di morire almeno tre volte quando alcune malattie che mi hanno attaccato piuttosto duramente sono state debellate da cose come vaccini o antibiotici: oggetti che non possono essere sviluppati semplicemente senza l'ausilio di un allevamento.

Non è che non mi interessa che gli animali siano tenuti in cattività ma il contrario, avere ippopotami che circolano in tangenziale o vivere sugli alberi,, sono opzioni che non mi sembrano ragionevoli.

In realtà non sembrano ragionevoli a nessun italiano, persino a quelle che sono iscritti alla lav, perché nessuno di loro rinuncia a queste cose. 

Altrimenti vivrebbero nella maniera che DICONO di volere.


ma forse e' il modo che vogliono far vivere gli altri.
A loro va bene invece cosi', loro vendono sogni per gli altri come una samsung-apple qualsiasi.



venerdì, gennaio 09, 2015

armi




Mi vengono due riflessioni semiserie sul potere nell'immaginario collettivo delle armi dopo due dosi di diclofenac conseguenti ad un gran mal di testa.
Le pubblico oggi perche' un gruppo di dementi dal QI inferiore ad una catarrina (Parvordine Catarrhini) e' entrato con armi da guerra in piena citta' sparando a inermi cittadini disarmati.
Forse i deficienti brandendo insulsi oggetti di bassa qualita' e tecnologia come se fossero dei prodigi tecnologici volevano affermare che i seguaci dell'islam sono tendenzialmente degli idioti incapaci di giudizio.
Ma non sono solo gli idioti a mostrare venerazione per le armi...


Ogni tanto mi capita di incontrare, come è capitato di recente, di alcuni entusiasti delle armi, in particolare le armi da fuoco portatili come pistole e fucili.

Questi strani personaggi, strani almeno dal mio punto di vista, glorificano Le armi quasi fossero strumenti di potenza assoluta e dalla costruzione assai raffinata.
In genere cerco sempre di sviare il discorso perché uno che pensa una delle due cose secondo me è un semplice deficiente. Eppure ho notato che quando parte una discussione di questo tipo la maggior parte di gente e' della stessa opinione del glorificante.
La potenza dell'arma infatti, alla fine, è solo perché è in grado di togliere una vita.

Come se la vita di un uomo fosse una cosa difficile da prelevare.

La vita è un incidente cosmico che e' capitato sul nostro pianeta: un castello di carte chimico a cui basta uno starnuto per venir giù.
 Che poi lo starnuto sia dato da un taglietto che vi siete fatti, una pallottola, perche' avete bevuto troppa acqua, mangiato troppo sale o un raffreddore molto più aggressivo del solito il risultato non cambia.

Siete morti per un nonnulla.

La vostra grande arma assoluta da venerare ha ottenuto lo stesso effetto su quel budino del vostro corpo di una banale sassata sulla testa. 

La differenza tra il sasso e una pistola e che questa è costruita in maniera specifica allo scopo di sfasciare il budino anziché essere una casuale forma trovata sul prato. E lo puo' fare anche da una piccola distanza.
Il nostro corpo è poco più solido di budino, anche un culturista dovrebbe rendersene conto quando pensa di avere muscoli d'acciaio che possono essere tranquillamente recisi dal coltello del formaggio, da una piccola ape, da poche decine di anni di esistenza e addirittura da una banale caduta mentre stavate camminando sul marciapiede.
Basta solo che mangiamo del pomodoro (si, e' velenoso!) in insalata per passare all'altro mondo.

Perché tutti si credono invincibili, basta vedere come guidano nel più totale spregio del pericolo con una mano manda un SMS con l'altra tengono la sigaretta e nel frattempo pensano qualcos'altro dopo aver bevuto una bottiglia di vino. 
Il fatto di rompere questa invincibilità presunta con il tempo di un clic, sarebbe forse meglio definirlo bang, sconvolge questi poveri illusi.

La società moderna ci ha molto protetto, la maggior parte di noi arriveranno a età molto avanzate grazie a medicinali, uno stato civile, soffici cuscini tutto attorno che come degli airbag evitano che il budino si spappoli.

Quando dico queste cose ovviamente gli amanti delle armi mi guardano con fare minaccioso e mi raccontano delle grandi tecnologie che queste armi potentissime e fantasmagoriche dovrebbero avere.
Ovviamente evitando di pensare che le tecnologie adottate raramente nascono li. 
E' come gli ignoranti motoristici che devono portare acqua al mulino di una povera nazione che e' scesa tanto in basso da utilizzare il gasolio nelle auto che ti dice che l'americanissimo common rail e' un'invenzione italiana. Per quattroruote, forse. Per repubblica certamente. Per gli incrociatori del 1942 no.
 
Alcuni ne citano addirittura l'evoluzione con dovizia di particolari e date.
In realtà la storia dell'evoluzione delle armi e' solo ed esclusivamente conseguente allo sviluppo del trattamento dei metalli che ha permesso dapprima una semplice fusione e poi successivamente tutti quei trattamenti che possono essere aggiunti come la tornitura di precisione. Almeno fino agli anni 40.
Se guardiamo l'evoluzione degli orologi e' decisamente più eccitante con una serie di invenzioni una piu' fantasmagorica dell'altra. Basterebbe la parola turbillon (1801) per far capire la grande complessita' che si era gia' raggiunta. Nello stesso periodo gli archibugi ad avancarica erano ancora la norma e solo delle rarita' appena apparse avevano l'accensione a percussione, sempre ad avancarica: la pietra focaia degna delle caverne dove giacevano i nostri avi era ancora la norma.


Certo neppure il tourbillon era la norma, cosi' come in realta' non lo divenne mai, ma se la migliore arma esistente era un rozzo spingardone dalle tolleranze millimetriche e dall'efficienza non dissimile da una balestra capite che se nel 1805 costruiscono questo e' fantascienza.
L'ora esatta serviva per fare il punto nave, ecco perche' l'orologeria era l'HiTech dell'epoca,  insieme ad un altro avanzatissimo strumento giunto all'incirca nel 1730, il sestante, con cui si puo' archiviare il fatto che nei primi del  1800 le armi da fuoco sono embrionali (per quanto dannose).

L'evoluzione della pistola/fucile è semplicemente l'evoluzione del tornio e della meccanica generale o poco più. E il tornio non e' certo un'invenzione dell'industria delle armi. 

Persino il “grande” mitragliatore può essere realizzato in un'officina odierna poco fornita. Se vogliamo possiamo vedere delle cose simili ma meglio realizzate come la spara chiodi che ne esistono di veramente notevoli. Eppure ne non sento parlare così spesso, delle spara chiodi, con trasporto. 

"mii hanno fatto la nuva stanley ER45  conficca 10 chiodi nel cemento in un solo minuto! Ne voglio una da appendere in una teca in salotto!"

Insomma passiamo dall'archibugio a carica frontale (poco piu' che una fusione con un buco scavato dentro: una campana e' piu' tecnologica) a qualcosa a carica posteriore ed infine all'invenzione della cartuccia in metallo che è stato per gli amanti un grande passo avanti.
La cartuccia,  e' figlia dell'evoluzione della chimica avvenuta nel frattempo (il fulminato)

Un passo avanti fermo al 1835-50.

A questo punto mancava solo una: cosa l'arma a ripetizione, perché tanto sembra sempre meglio.
Pochi anni dopo è il mitragliatore a manovella il leader ma e' solo un aumento della qualità della lavorazione delle parti che permette recupero energetico del rinculo permettendo la vera arma ripetizione che conosciamo oggi E siamo arrivati nei primi del novecento.

Questa è la fine dell'evoluzione delle armi da fuoco. Basti dire che alcune delle armi utilizzate nella prima e nella seconda guerra mondiale sono le stesse.
Alcune di queste in uso ancora oggi. Infatti le armi della seconda guerra mondiale e quelle in dotazione oggi a distanza di quasi cent'anni in alcuni casi sono le stesse. I marine combattono nel 2010 con lo stesso mitragliatore dei loro nonni durante la II guerra.
Quale tecnologia e' ferma al 1940?
Quella del lancio del sasso?
Persino la carta igienica ha avuto grandi miglioramenti.

In realtà un'arma non ha necessità di essere molto evoluta dopotutto è poco più di una fionda, una fionda veloce, e con un proiettile veloce ma tutto sommato poco più di una spara chiodi.
Dopotutto per smontare un po' di budino basta usare il dito e se proprio uno oppone resistenza in teoria potete ammazzarlo che con una mano sola che e' fatta di sole cinque dita. È questo il motivo per cui non occorre una grande evoluzione poiché non porterebbe benefici. 
Se ci pensate anche il pelapatate o il mattarello hanno un evoluzione finita. 
Come le graffettattrici per l'ufficio sono uguali da anni perché tutto sommato non è tutto questo gran compito. Anzi le graffettatrici ci sono anche automatiche, metti la risma e fa tutto da sola, anche identificare il bersaglio.

La dimostrazione e' che a costruire un fucile basta un'officina come ve ne sono tante, per costruire un chip da cellulare, una CPU, ci sono solo 6 aziende che sono in grado di farlo.
Costruire una stampante laser sono 4 gatti (e 2 coreani da risultato deludente).


Uccidere non e' un gran compito, e' una cosa banale e semplice.

Costruire e' una cosa difficile e necessita di fantasia.

Ecco perche per me un tornio mi  da piu' emozioni di una banale e stolta rivoltella.
Un tornio a 5 assi CNC e' creazione pura un fucile e' una banale fionda chimica.

Poi se uno pensa di potersi sostituire ad un qualsivoglia Dio impugnando un pezzo di ferro grezzo ullulando come nei B-movie qualcosa di epico (es “la morte ti ha raggiunto”) beh e' solo un cretino che andrebbe eliminato dal pianeta per il bene dello stesso.

martedì, dicembre 16, 2014

uo is grinpiss

Molte delle persone che si reputano verdi ma invece sono solo verdosky sono le stesse che dicono che tutte le multinazionali sono cattive bastarde e da eliminare.
Per alcuni di costoro guadagnare, essere una società commerciale o produttiva, non è una cosa buona ma è una cosa demoniaca.
In genere sono gli stessi che vanno a vendere parte della loro vita in cambio di una cifra più o meno consistente che si chiama stipendio.

Per qualche motivo costoro definiscono società multinazionale ad esempio il venditore di panini che si chiama McDonald's ma non definiscono tale una società qualsiasi che abbia l'etichetta Green.

Il motivo per cui non succede è che queste società commerciali pseudo buone fanno di tutto per evitare di esporre la propria capacità organizzativa e le loro risorse in maniera chiara per evitare quindi di presentarsi in giacca e cravatta e suscitare le stesse reazioni che suscita un Agnelli qualsiasi.
Ecco il motivo per cui spesso a dare volantini mandano un ragazzo con i dredd e di certo non lo mandano vestito in giacca e cravatta perché richiama tutta una serie di cose come già abbiamo visto con lo scienziato vestito da Tamarro turbo.

In un certo senso non ho mai creduto alla purezza di una qualsiasi associazione. In età adulta almeno.

Da piccolino credevo molto nel WWF e pensavo le prime volte che vidi Greenpeace che erano un po' sopra le righe e basta. Dopo i 18 anni di di delle cose un po' particolari che mi fecero allontanare parecchio dai sedicenti Verdi del tipo:
la casa del capo dei verdi illuminata a giorno con lampade sufficienti per uno stadio e di tipo ad alto consumo.
Gente che millantava kilometri in bicicletta quando le gomme della stessa erano appena scese dallo scaffale.
Varia violenza. Io odio la violenza.

Da allora per me le associazioni verdi sono state per decenni poco più che un rumore di fondo fino a quando hanno cercato in maniera prevaricatorio di entrare di nuovo nella mia vita. Inutile dire che ho semplicemente fatto finta che non esistessero.

Hanno Stuzzicato il mio interesse quei fetenti della LAV hanno cominciato ad insultare l'intelligenza blaterando in televisione e per radio cose assolutamente impossibili: come le mele che cadono verso l'alto e simili.

Così quando si parlava di una qualsiasi delle associazioni verdosky anziché girarmi dall'altra parte mi costringevo a vedere il messaggio.
Pochi anni fa notai quindi che una delle associazioni verdosky si fregiava di essere in possesso di una bellissima nave, in realtà un rompighiaccio molto simile a quello che alcuni tycoon utilizzano per andare a spasso per il globo mentre vengono insultati dai verdi.

Tanti anni fa volevo lasciare tutto e imbarcarmi su una barca a vela che stabilmente avrebbe navigato intorno all'equatore in maniera da non avere rotture di cavolo come i vari idioti che rispondono ai nomi di Monti, Prodi, Berlusconi, grillo eccetera. Tutta gente che crende solo difficile la vita.
Per poter anche solo ipotizzare quest'avventura aveva fatto un bellissimo elenco delle spese notando fra l'altro che i cretini di cui sopra mi avrebbero inseguito comunque Chiedendomi dei soldi e in un certo scenario addirittura avrebbero voluto mettermi in galera.

Così quando ho visto la nave in questione il mio cervello automaticamente ha calcolato una serie di costi di gestione utilizzando, ovviamente, anziché numeri delle espressioni del tipo:
un sacco di soldi,
una pacata di soldi,
orca miseria che montagna di soldi!

È già non bisogna dimenticare cosa costa gestire ed entrare in porto con una fare di più di 70 m.
Partiamo dei motori che la cosa più comprensibile: la nave questione possiede circa 6000 cavalle nitrenti solo per quanto riguarda la propulsione. Proviamo a vedere che cosa beve un gruppo così enorme di equini.

Il 12V 4000 M73 consuma 500 litri all'ora per 2500CV e va moltiplicato per 2
Non sono gli stessi motori installati ma di potenza simile e quindi ci serve per sapere che con quella potenza un'unità nuova di pacca consuma 1000 l ora. 

Velocità massima: 14 nodi
dai paesi bassi al nuovo mondo sono 8000Km circa, 4300miglia ovvero 307 ore (10g di viaggio).
Per un giretto cosi' parliamo di 307.000 litri di carburante.
Sono 62 tonnellate al giorno di CO2, 
620 per il viaggetto.... usando carburante per autotrazione. In realta' l'ifo e' molto piu' fetente.
Non hanno neppure il catalizzatore (FAP) e quindi inquinamento duro!

Inoltre una nave di questo tipo consuma anche decine di litri di lubrificanti e sparge nel mare rifiuti tossici tra i quali ad esempio l'antivegetativa. 
Ovviamente da qualche parte ho letto che ne usano una di tipo “ecologico” ma possiamo menarla quanto vogliamo quello è un affare che serve per uccidere animali e piante che cercano di installarsi sulla carena come se fosse uno scoglio.

Una nave deve avere la carena perfettamente pulita altrimenti il risultato potrebbe essere che nonostante l'enorme potenza dei motori che consumano come un grosso aereo la velocità si riduca quasi a zero. Per fare questo bisogna utilizzare periodicamente una struttura chiamata bacino di carenaggio il cui noleggio è maledettamente oneroso.

Dopo i costi di carburante che vengono misurati più come tonnellate che con l'unità di misura litri, la manutenzione ordinaria dello scafo e del motore abbiamo un'altra voce di spesa che è molto onerosa: i porti.
Quando si arriva in un porto con un 22 m, una pulce rispetto a questa, il costo di attracco in Italia varia tra un minimo di 100 euro ad un massimo di 2000 euro per notte. E stiamo parlando di una piccola pulce.
Provate solo ad immaginare cosa può costare ormeggiare questo scarpone.

Ma questo non è l'unico onere portuale che vi pertocca:
una nave di queste dimensioni in molti porti è considerata comunque grossa essendo oltre i 2000GT e quindi all'arrivo non potete semplicemente pilotarla fino all'ormeggio ma con buona pace dovette prenotare un pilota del porto che quando vi va bene ti chiederà 400 euro per ormeggiare la vostra nave.
In alcuni porti è obbligatoria anche un'assistenza da terra.
Se tutto ciò non vi basta è probabile che i vi portino il carburante con un camion, forse due o anche tre visto che il carburante voi non lo misurate in decine di litri ma a migliaia.
Inutile dire che il servizio di trasporto del carburante voi lo pagate.

Da questo piccolo ragionamento che il mio cervello fatto in pochi secondi quando ha visto di che roba si trattava quando loro la chiamavano semplicemente barca, ma ricordo che è una nave, si evince che il proprietario non è un gruppetto di ragazzini che fa casino per l'ecologia ma e'  sicuramente un enorme entità con grande quantità di personale per poter organizzare gli spostamenti di un simile coso, non pensate certo che si possa arrivare con 73 m di nave in un porto caso sperando di trovare posto e il carburante?. 

Infatti un simile oggetto prevede anche un ufficio a terra che se ne occupi e delle persone che coordinino i viaggi per evitare sorprese che possono essere anche molto costose.
Insomma stiamo parlando di una grossa società con logistica e soldi, tanti soldi.
A questo punto mi era venuta l'idea di quantificare questo potere economico così grande.

Partiamo da Greenpeace Italia, quella cioè che e' esclusivamente fatta con i soldi degli italiani.
Partiamo da quella che la spesa più grande e vediamo che cosa pubblicano in giro costoro.

47 dipendenti 89 cococo 740volontari
47 dipendenti che uniti agli 89 a tempo determinato nelle varie forme sono oggi equivalgono a dire che già solo la sede italiana è tutt'altro che un piccolo qualcosa ma è una grossa società che potrebbe produrre grossi risultati.

Inoltre esiste il grosso beneficio dei 740 volontari e immagino abbiano una durata di ore lavoro molto variabile dal personaggio si fa vedere due ore annue per leccare francobolli sino a fieri impallinati che risiedono in pianta stabile nell'orbita dell'associazione e sono disposti per quest'ultima a scalare montagne e financo farsi arrestare.
Potremmo definire questi 740 volontari come almeno altri 100 dipendenti.
Con queste proporzioni potremmo parlare di una forza lavoro di oltre 200 persone e se permettete è tutt'altro che nulla.


Ma vediamo i soldi della filiale italiana, ogni anno riesce ad incassare 7.100.157 Euro. Sì, avete capito benissimo in Italia gli italiani spendono 7.000.000 di euro per i servizi offerti da Greenpeace.

Dovete peraltro fare un attimino di mente locale su quanto sono questi 7.000.000 di euro perché per un'industria o per un privato cittadino queste 7.000.000 di euro finiscono passati in padella dallo Stato italiano che chiede tutta una serie di contributi a chiunque faccia qualunque cosa.
Invece Greenpeace come molte fortunate coop & onulus le tasse non le pagano ed è come in un certo senso che lo Stato aggiungesse ancora soldi attraverso un contributo ottenuto rendendo gratis le tasse.

Se riuscissimo a ottenere lo status di ONLUS:
non pagheremo l'Irap,
l'imposta sull'attività produttiva (4%circa) .
non pagheremo l'Ires, pari al 27,5 per cento.
Se chiamiamo volontari i dipendenti e li paghiamo in nero evitiamo anche le tasse, circa 35%, e i contributi. In pratica un volontario che paghiamo quello che decidiamo perché non dobbiamo sottostare ai contratti di lavoro possiamo anche pagarlo la metà perché non chi paghiamo sopra le tasse.
Sarà forse per questo che ci sono così tanti volontari?
Ma soprattutto spiegherebbe le 250.000 ONLUS italiane. Ma e' un'altra storia.


A questo punto con più di 200 persone a disposizione di cui la maggior parte gratis (perché siamo buoni e immaginiamo che siano volontari per davvero),
milioni di euro come se piovesse
e gente determinata

dovremo aspettarci come minimo dei risultati eclatanti del tipo:

nuovi tipi di pannelli solari,

un nuovo tipo di montaggio per gli stessi, 

dei programmi per computer per sapere se è il caso o meno di montare un pannello solare o un palo eolico in quella zona, 

dei programmi per il cellulare che mostrino l'inclinazione che deve avere un pannello solare,
un nuovo profilo alare per le pale eoliche, 

l'organizzazione dei trasporti di una grossa città atto ad aumentare i tram e quindi la gente che viene spostata con i mezzi pubblici, 

la conversione dei pullman cittadini da gasolio a elettrico grazie al contributo fattivo di Greenpeace, 

lo studio di nuove leggi che permettano la conversione delle automobili a combustione interna in elettriche

Ricerche sul territorio (es V del vento o precipitazioni)

o qualunque altra cosa che possa definirsi in qualche maniera ecologica.


Invece nonostante questo, le oltre 200 persone e milioni di euro, nulla di tutto questo succede.
Non si oppongono neppure all'area C-retini milanese.

E perché ciò lo spiega Greenpeace stessa:

il 40% dei soldi sono stati spesi per chiedere soldi.

In pratica ogni volta che date 10 euro a Greenpeace quasi cinque euro li state dando perché vi rompano successivamente le palle per chiedervi soldi.

Sì, metà del lavoro di GP, e' chiedervi soldi. Non male, vero?

Il 40% ulteriore per la pubblicita' (aka campagne)
In pratica se metà dell'organizzazione impegnata a chiedere soldi l'altra metà è impegnata a fare volantini pubblicitari: in pratica è una qualsiasi agenzia pubblicitaria.

Ma possiamo anche notare  nonostante Greenpeace vvoglia che ci siano fonti rinnovabili, in Italia l'idroelettrico è praticamente esaurito,  i loro tanto amati pannelli e i loro tanti amati ventoloni Greenpeace e' la prima a non volerli.

La sede di roma NON ha pannelli solari con cui tanto ci limano le palle

La sede di milano NON ha pannelli solari con cui tanto ci limano le palle

Non si sa dove siano i pannelli solari di Greenpeace.

dal 1987 è riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente in qualità di “organizzazione per la tutela dell’ambiente
A questo punto io direi di cambiare la denominazione di organizzazione per la tutela dell'ambiente in “organizzazione per la diffusione pubblicitaria dell'ecologia” visto che mi sembra molto più aderente.

A questo punto dovremo parlare del fatto che non esiste solamente in Italia dove praticamente incassa 10.000.000 di euro equivalenti e 200 persone ma bensì esiste in 41 paesi


La capofila fa girare circa 69.000.000 di E
uk: 3,261,149 E
USA 14.000.000$
Purtroppo non tutte le sedi Sono raggruppate in un unico punto. E la contabilità di alcuni paesi e' molto diversa dalla nostra. Possiamo andare a fare un'interpolazione

Alla fin possiamo dire che e' una multinazionale che sposta almeno un miliardo di $oni (dollar oni)
In pratica stiamo parlando di una multinazionale presente in 41 paesi e che muove all'incirca 1.000.000.000 di dollari e ha un personale vicino a quello della Fiat in Italia.
Possiede diverse navi, un centinaio di uffici, usa elicotteri, possiede ROV, barche, usa aerei e ha molte automobili.

Si configura cioè come una società dalle grandi possibilità con costi di gestione ridotti sia perché la maggior parte degli Stati è una società senza scopo di lucro, e questo viene premiato, sia perché molti, la maggior parte, degli impiegati lavora senza retribuzione alcuna.


Anche in questo caso come succede per la piccola filiale italiana cominciamo a chiederci cosa prodotto una società così grande che possiede migliaia di cervelli e un tale capitale da spendere tutti gli anni.

Da tali cifre ci aspetteremmo una rivoluzione delle tecnologie sulle rinnovabili.

Da tali cifre ci aspetteremmo dei report frutto di alcuni studi scientifici.

A tale colossale potenza chi aspetteremmo dei laboratori nei quali si studiano materiali, modalità o che altro.

In due parole da tutta questa quantità di soldi, di mezzi e di persone ci aspetteremmo una vagonata di brevetti, ovviamente poi da lasciare liberi, targati Greenpeace.

Invece leggendo anche le loro brochure molto colorate piene di raggi di sole, pannelli solari, mari solcati dalle loro bagnarole eccetera non abbiamo brevetti, oppure studi avanzati sulla sessualità dei pinguini, ma solo una cosa:

pubblicità

tanta pubblicità

molta moltissima pubblicità

montata galleggiante sul mare

incollata a delle navi altrui da urlanti ultras

scritta su uno striscione tenuto da urlanti pirati abbarbicati su di un potente gommone che sputa idrocarburi incombusti

e infine deturpante antiche vestigia.



Cosa possiamo quindi  dire di Greenpeace?

È sicuramente ecologico farla cessare di esistere e devolvere quella montagna di soldi a una qualsiasi società che fa ricerca. 

L'ecologia, quella vera, ringrazierà.

giovedì, dicembre 11, 2014

greenpeace strxxz

se fate parte delle quattro persone che leggono questo blog probabilmente comincereste come me a pensare che qualunque oggetto o associazione che abbiano l'etichetta Green sia una colossale fregatura.


Quando un'automobile vi dicono che è ecologica sicuramente consuma più della versione vecchia che è già presente in catalogo.

Ma il massimo si ottiene con le associazioni di pseudo verdi che a me piace tanto chiamare  verdosky. Il motivo per cui vengono chiamati da me con questo appellativo assai poco foriero di simpatia è perché costoro promettono cose che non possono mantenere ma soprattutto si comportano come il peggior bullo della città che va in giro a sgommare con la Panda elaborata.
Alla fine portano messaggio: non è importante quello che sarà il futuro l'importante è essere villani strafottenti e cambiare in testa a quelli che non la pensano come te.

Ci ricordiamo ancora di pochi mesi or sono quando dinanzi a una competizione ecologica che utilizza l'energia eolica si sono presentati con un mezzo a benzina potente come una Ferrari per ostacolare uno dei partecipanti
http://allarovescia.blogspot.it/2013/10/greenpacefia-f1.html

ancora possiamo ricordare la vicenda nella quale hanno assaltato un'imbarcazione commettendo atti di pirateria e successivamente si siano lamentati perché è stato istituito un procedimento penale a loro carico?

Cose di questo tipo con l'associazione Greenpeace succedono di continuo, come del resto per altre associazione tipo LAV e WWF.
Già perché se quelli considerati cattivi dal loro punto di vista sono da punire in maniera esemplare per qualunque cosa facciano anche di legale invece per loro stessi qualunque azione anche di illegale non deve esserci assolutamente una conseguenza perché loro sono i buoni.
Forse dovrebbero fare un po' di attenzione che c'è tra la parola buono:
intesa come di animo buono 
con l'accezione  intesa come buono sconto
oppure buono a nulla.

Greenpeace è sicuramente l'associazione che di più punta tutto sulla spettacolarità a scapito del messaggio. È necessario bruciare tonnellate di benzina per ottenere visibilità? No problema per i guerrieri del pulito sporcare non è un problema!

Oggi giunge la notizia di un'altra stronzata fatta dai
guerrieri ecologici
padroni del pulito
amanti dei cani, hanno lo stesso quoziente intellettivo,
adoratori del sole,
succubi del gruppo e sicuramente
menefreghisti dell'ecologia vera.

Una squadra di questi tonti si è recata fin in Perù un povero paese dove certamente non è meta turistica come potrebbe essere la costa azzurra e con qualche problema di danaro.
Il povero Perù però a due o tre cose carine (machu picchu) che gli permettono comunque un certo flusso di villeggianti che portano bei dollari sonanti nello scalcinato paese. Parliamo di 2milioni di villeggianti quello che la venezia fa in un paio di WE.
Una di queste sono le linee di nazca dei viottoli ottenuti girando delle pietre presumibilmente in epoche veramente remote che visti dall'alto sono dei disegnini assai carini.
Ovviamente una cosa così particolare hanno cercato di proteggerla recitando la e dando pochissimi permessi per poterla visitare poiché basta dare un paio di calci alle pietre giuste per modificare i disegni.

Questo posto viene visitato sia guardandolo da satellite sia  tutta una serie di costosi modi di poterlo vedere come per esempio l'elicottero o l'aereo. Ci sono anche un paio di punti in cui è possibile vederlo senza levarsi in volo ma si tratta sempre di una piccola parte. È quindi un turismo abbastanza elevato.

Così arrivano questi fessacchiotti con la maglietta gialla che transitano con le loro scarpette prodotte da multinazionali molto trend ma che loro passaggio aggrediscono la superficie. Mettono una loro scritta prodotta col petrolio, perché così costa meno, di colore aggressivo in maniera che risalti sul disegno arcaico uccidendolo. Gli antichi avevano fatto delle linee grigio chiaro su uno sfondo grigio scuro e mettere del bel giallo fluoro in zona vuol dire semplicemente che poi vedi solo quello.

Cos'avevano di tanto importante questi stronzi da comunicare al mondo tanto da fare un'operazione del genere?

È ora
 di cambiare 
il futuro è rinnovabile
greenpeace

prendi l'aereo, usando petrolio, usi delle scritte fatte con il petrolio, ma soprattutto metti il logo della tua azienda con il font giusto, Greenpeace, perché in realtà è quella la cosa importante.

Il futuro è rinnovabile avrebbe potuto essere già una dichiarazione d'intenti invece passa in secondo piano sia come dimensione del font che come messaggio perché in realtà il messaggio è:
noi siamo qui.

Noi siamo presenti, 
siamo un brand, 
siamo la coca cola dei verdosky. 
Noi siamo onnipresenti come il McDonald's.

È divertente vedere questa cosa del brand molto multinazionale, molto industriale, molto marketing.
Sì, non bisogna dimenticare una cosa che nelle multinazionali cattive bastarde eccetera non esiste solo McDonald's ma anche Greenpeace.

Greenpeace ha una sola differenza che non deve pagare tutti gli addetti perché alcuni si prestano gratuitamente ma in realtà è una società a tutti gli effetti ed è una società multinazionale che vende oggettistica per ecologisti, gioca in borsa e consuma tanto, tanto petrolio.

Ecco la motivazione di scrivere bene Greenpeace con il font giusto: non un semplice messaggio di speranza di cambiamento, di energie pseudo rinnovabili ottenute annusando rose selvatiche allevate a terra. Ma un messaggio del tipo noi siamo qua.
È un guerriglia marketing come quello dei graffitari pagati dalle multinazionale o quelle pubblicità che fanno scalpore tipo Benetton.
Benetton lo ha spiegato molto bene è inutile che sulla cartellone ci sia il pantalone.
Il cartellone serve a dire noi siamo qua.

Greenpeace ha capito benissimo ha appena scritto noi siamo qua e siamo in Perù dove stanno facendo una conferenza che ha a che fare con qualcosa del clima oppure del. ..non si capisce cosa.

Perché è così quando penserà a qualcosa di ecologico che viene spinto tutti momenti dal marketing anche quando compri un suv che la cosa più antico logica che esista ma all'etichetta eco ti ricorderai di noi, di Greenpeace, e ci darai tanti soldi.

Perché noi siamo la multinazionale super pubblicizzata HD, LED e turbo.
Magari un domani faremo anche delle patatine col nostro logo che sicuramente saranno ecologico-qualcosa. Che potrebbero essere dei pannelli solari che sono approvati da noi come del resto accade per il subwoofer approvato da giorgietto.

Ovviamente per poter muovere una macchina così grossa come quella che l'associazione Greenpeace occorre risparmiare sulla pubblicità perché sebbene siano più grossi di molte aziende automobilistiche non possono certo coprire l'intero pianeta a colpi di pubblicità televisive senza oltretutto scoprire il fatto che sono una società di capitale con un'altra.

Questo giustifica le presa della Bastiglia quando in realtà quest'ultima non è certo un castello ma magari è un posto dove soggiornano una quindicina di operai.

Giustifica il fatto di presentarsi con una Ferrari dove vanno in bicicletta perché tanto basta coprire il mezzo con uno striscione giallo che inneggia a qualche tipo di ecologia.

Giustifica il fatto di avere delle navi che vanno in giro a fare non si capisce cosa.
Perché anche Custeau faceva la stessa cosa ma le sue navi erano piene di ricercatori delle università.
Qui invece non è l'amore per il mare che spinge la questione ma è un mezzo di trasporto che permette una piena visibilità all'arrivo.
Fa niente se poi ogni giorno la nave gozzoviglia con qualche tonnellata di carburante sputando tonnellate di CO2 nell'atmosfera.
Non importa.
Perché lo scopo è quello di far presenza e una nave è bella grossa.

Come vedete basta solo analizzare il comportamento per capire che il messaggio che loro portano è secondario, scritto con caratteri più piccoli del logo.

Però sono rompi coglioni e quindi analizziamo anche il maledetto messaggio e visto che è stato pubblicato anche da Greenpeace Italia  con tanto gaudio vorremmo chiedere a costoro oltre ovviamente all'idroelettrico che in Italia esiste dal 1800...
quale può essere l'energia rinnovabile che può nel nostro paese produrre altri 200 terawattora e soprattutto produrre durante il picco massimo di consumo che alle 19:00?

Basta questa semplice domanda per metterli in crisi e a cui non hanno risposta perché purtroppo non esiste.
Gente che urla chiedendo di montare le rinnovabili e, ammettendo di essere d'accordo, gli si chiede: ok quale facciamo?
Al "quale facciamo" non esiste una risposta tranne un
"bla eco solar manongand schic peropiccolo e ventilator ma piccol, eclogg si fors".



Tina Loeffelbein, portavoce di Greenpeace, ha risposto alle accuse del governo peruviano dicendo che gli attivisti «sono stati molto attenti a proteggere le Linee di Nazca»

un po' come dire al santo del tempio che abbiamo deflorato le sue vergini ma solo di dietro.
Ma non spiegherebbe il preservativo rappresentato dal ritocco fotografico atto a cancellare il sentiero dei gialli profanatori. 
Ma forse intendeva dire che stavolta non hanno usato le bombolette spray e quindi dobbiamo ringraziarli di questa attenzione?

Ancora una volta un triste finale per una storia ecologica

Green è uguale a inquinamento.