In decine di post continuo a raccontare che gli ampli devono avere corrente e pesano.
E' vero, ma non solo per gli A in se.
Anche per la dissipazione.
Partiamo da una piccola lezione di elettrotecnica dove le cose sono semplicissime e facili essendoci una sola f, una sola sinusoide ed e e' tutto piu' semplice e lineare, pur comunque si considera il carico rispetto ai folli che raccontano di ampli sotto-dotati come potenti..
Adesso capirete perche' un 2n3055 con il complementare MJ2955 che in tutto possono dissipare 220W e far passare 15A possono ragionevolmente fare solo un buon 20-30W (il nostro Nad dell'epoca) e non, come accadeva negli anni 70-80 (ma anche ora con le cinesate), un pessimo 100W da buttare.
Vedremo che non e' per l'efficienza delle classe AB che raggiunge il 50% (da cui le palle della D), il motivo e' che succedono cose brutte.
Eppure se guardiamo superficialmente potrebbe fare 100W in allegria:
-I 15A con la R di 8Ohm (R*I2= 1800W!) o la meta' a 4Ohm sembrano tanti, gli amperoni disponibili "potrebbero" far credere che "ci abbaimo mille uatti".
-L'ampia dissipazione ad uno sguardo da baluba potrebbero farcela a fare 100W tranquilli, del resto dissipando il 50% dell'energia un classe AB da 100W ha bisogno di "soli" 50W di dissipazione, qui ne abbiamo il quadruplo, compito easy no?
Se dovete usare l'ampli su di una lampadina da 8Ohm per fare le luci "pissichedeliche" potreste o forse no.
Abbiamo un primo sconto.
Se saliamo di potenza saliamo di tensione... ovvero non abbiamo piu' 15A
Come?
non ci sono piu' tutti gli amperoni?
Se pensavamo di farci un 100W siamo al limite a farli su di una lampadina.
ma la realta' e la fisica sono arcigne...
Adesso andiamo a vedere quanto e' forte la corrente e la dissipazione "per sul serio"
Peccato, per il discorso superficiale, che l'altoparlante come gia' narrato decine di volte in queste pagine non e' UNA resistenza come una lampadina e' un cavolo di pastrocchio che nei casi piu' semplici e' questo incubo nel disegnino (solo 2 vie e solo un blando 12 dB/ott facile facile senza compensazioni di sorta), nei casi piu' difficili e' un trip venuto male con decine di componenti nel solo crossover e 3 o piu' altoparlanti.
Nota che lo schema non contempla la cassa acustica, essi' elettricamente fa differenza e andrebbe aggiunta...
Nell'HiFi la roba e' MOLTO piu' difficile di come la narreremo poiche' il segnale e' MOLTO piu' complesso di una sinusoide.
Inoltre non e' un segnale "puro" potremmo avere parte della corrente in anticipo e parte in ritardo contemporaneamente e maledetti battimenti e risonanze dei componenti che complicano il tutto.
Pero' un discorso semplificato ci serve per vedere la profondità del pozzo guardando nel buco del coperchio. Del resto le semplificazioni come la mucca sferica ci aiutano a comprendere l'ordine dei problemi.
La prima cosa che imparate in elettrotecnica che e' V*I=VA (i VA non sono i W della corrente continua)
E cosa succede se il carico e' un induttore e non una lampadina?
Cose brutte!
si usa dire che la corrente e' in anticipo o in ritardo rispetto alla tensione.
Se pensate che questo non accada sui vostri ampli... ecco un bell'esempio.
Nota per i non esperti: 90 gradi sono un induttore puro.
Potete apprezzare un box da pavimento a 4 altoparlanti con le vie basse dei 2 woofer che sono gestite in maniera difforme (una cosa che in passato usavano in pochi come kef e oggi troviamo anche sulle indiana tesi) con il reflex in bicamera che aiuta a non avere numeri da circo. Lascio solo immaginare a cosa succede ad alcuni woofer in sospensione.
Ci sono poi i superciofegoni e il car audio che fanno ben peggio.
Cosa vuol dire?
-La prima cosa e' che un altoparlante da 8Ohm scende anche a 3 Ohm come sale a 20.
-Che gli Ohm NON sono RESISTIVI, CAXXO!
-La terza e' che in corrispondenza di un allontanamento dallo 0gradi (sul grafico a dx e curva tratteggiata) sono volatili per tutti perche' quelli non sono una resistenza di 3Ohm, ma e' un "coso" complesso strz ed e' anche tanto bastrd.
Sete ancora convinti che il vostro ampli vada testato solo su di una resistenza?
Torniamo al nostro amplificatore e la nostra maledetta cassa da 8Ohm che e' appena scesa a 3-4Ohm a 65gradi.
Una persona poco furba guardando il grafico penserebbe che sono "solo" 3Ohm, ma nella realta' sono molti meno.
Ricordo che l'ampli "funziona" in tensione, pilota la tensione, e' la tensione che vogliamo.
I watt sono "solo" una conseguenza del carico, gli Amperoni un collaterale, che pero'... harg... sono il costo dell'ampli.
Anche a casa: voi volete la 230V stabile e perfetta, ma pagate la corrente che e' un collaterale (il domestico paga apparentemente solo l'attiva, i Watt, ma non gli altri consumatori).
Arrivo tranquillo tranquillo con i miei 17V e immaginiamo 8 Ohm come da etichetta.
Ovvero 36W di out che vuol dire un nad un po pimpato come il 3031 con i suoi bei 2 TO3 scintillanti per canale per un totale di dissipazione di 220W 15W sono una passeggiata, neppure un pensiero, se ha tensione ci riesce.
MA solo se e' e' una lampadina che stiamo alimentando.
Qui, con le casse, abbiamo questi improvvisi 3Ohm
I VU meter sull'ampli direbbero che stai ancora erogando 36W
Un amperometro e un voltmetro segnerebbero una potenza di 100VA.
Peccato che la potenza ATTIVA in questione sarebbe "solo" di 45W.
Ma dovrebbe fornire anche 90VAr che provocano una corrente che provoca riscaldamento.
Potreste notare che apparentemente 45+85=100 sia sbagliato, ma e' maledettamente giusto e fa una magia:
Calore e ampere nei finali!
Il TRIPLO del previsto rispetto ad essere 3Ohm resistivi, e, visto che non e' piu' a 20C, e' finita la storia.
In pratica sarebbe piu' semplice alimentare una resistenza da UN Ohm che quella cassa da 8 che arriva a 3 molto reattivi.
E non e' neppure una delle casse piu' difficili, esistono casse, anche apparentemente banali, che fanno cose ben piu' complesse...
Ricordo sempre che siamo nel campo della mucca sferica, nella realtà le cose sono assai peggiori.
Ecco quindi che il nostro ampli tartuFON da 100Uatti con i 2n3055 con il suo complementare su pessime realizzazioni aumentando stoltamente la tensione, e' appena diventano un distorsore in quanto le protezioni per evitare che se ne vada nel paradiso del silicio stano lavorando alacremente per massacrare quel segnale in ingresso (e bruciando tweeter delle casse come se non ci fosse un domani).
Se pensate ai kit di NE o gli ampli di marchio incerto ci avete azzeccato.
Questo e' un caso particolare, certo, di una cassa comunque diffusa, ma neppure cosi' tanto estrema.
Infatti ci sono casse che partono da 4Ohm che scendono a 2 o a 1 con angoli ben allegri, il nostro potente quanto incerto ampli per accendere le lampadine da 100 UATTI e' appena diventato un 5W da usarsi come pedale per chitarra (distorsore).
Avete appena capito a cosa serve misurare i "watt stabili sulle resistenze piccole" che non e' come pensano i cerebrolesi del car audio "miii ci poss mette à subbo da 2 ommini", ma invece e' la garanzia di avere un ampli in grado di non mettersi a piangere appena si alza il volume trasformando un 100W dichiarati in un 5W.
Ovviamente l'alimentatore dell'ampli DEVE essere in grado di erogare tutta quella roba, amperoni a palate.
E' il motivo principale per cui negli anni 80 molti ampli facevano pena.
Ora ne arriva una bella che anche spiega le cose di cui sopra e le peggiora.
Partiamo dalla resistenza pura come carico
Photo: le scale delle unita di misura sono tutte a caso brutto cosi' si vedono bene, non me ne vogliano gli esperti.Possiamo che notare che generalmente sul carico "lampadina" la sudata (in verde) della dissipazione i finali la fanno a meta' della curva, sudano poco quando la tensione e' bassa (e la corrente e' bassa) e poco quando la corrente e' alta e la tensione e' alta non dovendo "opporsi".
Quando abbiamo entrambe le cose alte sono faticacce, cosa che avviene a meta' curva, a meta' potenza.
Ora abbiamo un carico diverso che li fa sudare a tuono in maniere impreviste se si fa il conto male senza tenerne conto.
Abbiamo infatti altri problemi relegati al carico indutto-capacitivo.
Per un attimo parliamo di un carico puramente reattivo (e' semplice da spiegare con uno sfasamento di 90 belli puliti da mucca sferica anziché una via di mezzo piu' reale) in cui la potenza erogata a quelle frequenza e' ZERO. 0W
Stiamo infatti parlando del caso limite in cui stiamo alimentando un induttore o una capacita, non cambia molto in questo discorso, non capita mai in questa maniera "pulita" (tweeter piezzo o pannelli elettrostatici sono mooolto vicini), ma chiedetevi nel frattempo cosa di fatto fa un passa alto o un passa basso di un crossover se emettete nella banda "proibita", cmq tornate allo schema della cassa a 2 vie semplice di cui sopra con un segnale "non bello"...
Cominciamo a pensare al nostro ampli.
Il BLU e' la TENSIONE
l VERDE e' la CORRENTE
Partiamo con il segnale audio che e' bello allegro ed e' al massimo, magari dei bei bassi di un organo.
La corrente in quel momento e' zero.
Sto pompando al massimo, ma il carico mi grazia, che cu...
Succede pero' una cosa ancora piu' contro intuitiva:
Mentre noi arriviamo piano piano verso zero volt la corrente SALE raggiungendo il massimo proprio in corrispondenza di zero Volt e a meta' e' imponente. Nel mondo reale il massimo potrebbe raggiungersi proprio nel momento peggiore.
Una sudata cosmica.
Vedere che la V/R=I della corrente continua non e' proprio la stessa cosa in alternata se guardiamo l'istante?
Cominciamo a capire le paturnie del passaggio per lo zero che non ne' esattamente come raccontato?
Capite che in quel momento i finali stanno facendo l'elenco dei santi silicei (Santa RCA prega per noi finali...)?
Ma il casino e' appena iniziato.
Perche' la corrente anziche' ANDARE ad una certa TORNA
Vuol dire che il generatore in quell’istante non e' l'ampli, ma la cassa.
Guardiamo uno schema ipersemplificato di un ampli (per cuffie DiY, ma ottimo per capire il problema) nella sezione dei due finali a dx.
fino ad ora il transistor di sopra ha fornito tensione che ha permesso lo scorrere di una corrente nel finale
Quando la corrente era inaspettatamente TANTA il povero finale era tutto sudato avendo pedalato durissimo sul Pordoi
Certamente voi penserete che "ok e' tanto ma prima ha sfangato e la media non e' infinita.
Ora parte quello in basso... ma
Guardate sul grafico: la nostra tensione e' negativa, MA (grande come una casa) la corrente e' ancora positiva!
O se preferite, in soldoni semplificando, anziché andare torna
E dove va la stracaxxo di corrente in retromarcia?
Nei finali.
Che scaldano.
Cominciamo a capire che non solo le correnti possono essere altissime anche per emettere ZERO watt, ma anche stiamo dissipando come un bue marino che scala un Everest, correndo da fermi.
Quindi ricordiamo:
Le correnti sono alte e provocano dissipazione
Le correnti di ritorno (date da capacita', induttanza e generazione data anche dal ritorno/inerzia dei coni, che e' piuttosto grande) posso arrivare a sestuplicare le richieste di dissipazione rispetto ad una lampadina da 8Ohm, visto che poi l'impedenza non e' piu' neppure 8Ohm...
Inoltre, ribadiamolo, le nostre "capacità" di corrente, dissipazione e menate non rimangono tali oltre i 20-25C (i data prendono quelle T per) e con il cavolo che rimangono tali per temperature che spesso raggiungono i dissipatori nel punto di interfaccia con il finale.
Torniamo al nostro ampli in condizione bizzarra che produce zero Watt ma sta pompando di brutto e scaldando grossi dissipatori di alluminio per sport.
Questo vuol dire che un ampli da 30W che non va in protezione impaurito con una cassa non solo deve essere in pratica essere piu' solido di un 100W su di un resistore, ma deve essere in grado di dissipare in allegria 100W, almeno se non si vuole incorrere in sistemi per proteggere i finali che entrano spesso e in forze (aka superdistorsione)
Il fatto che il NAD suonasse piuttosto bene e' dato dal fatto che per 20-30W (a seconda della versione) era banalmente equipaggiato con roba che si trovava su molti 100W che pero' funzionavano solo su resistenze e avevano grandi protezioni blindate che chatteravano duro per evitare feroci dipartite esplosive.
Questa roba, per quanto non capita direttamente dell'audiofilo medio, si e' sempre saputa e va sotto il termine di damping factor (fattore di smorzamento), un numero che scateno' piu' di una guerra di religione negli anni intorno al 70-80 (anche in virtù che alcuni valvoloni erano assai sottodotati).
Il fatto e' che si e' sempre misurato su di una R, ovvero in andata, tanto in retro e' correlato su di un ampli classico.
Il problema che risolve il damping (sostanzialmente la resistenza interna), oltre alla caduta di tensione che porta cose brutte anche in avanti, e' che il cono torna in posizione da solo e come vuole diventando un generatore, soprattutto se e' bello grosso o pesante.
Lo stesso cono lanciato in avanti deve fermarsi PRIMA di essere fermato dalla meccanica e continua ad essere un generatore.
Queste correnti su coni pesanti e/o caricati da una pesane molla (presente la sospensione pneumatica?) possono fare numeroni.
Un ampli con bassa impedenza (ovvero che dissipa quell'energia) controlla il cono, altrimenti e' allo sbando.
Per fare un test con casse che non vi interessano (o stando mooolto attenti) provate a picchiettare un woofer di una cassa e se sono scollegate sentirete chiaramente la f di risonanza ben chiara che ha un lento decadimento.
Ora cortocircuitate i morsetti con un filo e picchiettate: un tund e' diventato un tud.
L'energia prima a spasso e dissipata solo dalla meccanica della sospensione e' ora dissipata dalla bobina e dal resto.
Il cono ora e' controllato/frenato.
La questione chiarisce perche' un 100W non puo' essere piccolo.
Comunque vada, salvo fare protezioni mannare, ci si deve aspettare che se escono 100W in alcuni momenti si possono avere dissipazioni MOLTO piu' alte di 50W, soprattutto per altoparlanti pesanti e in cassa chiusa.
questo e' un ampli da 100W 8Ohm "per sul serio" in classe AB: pacchi di finali e dissipatori.
Non e' neppure dei piu' massicci
Se vediamo altri 100W o pessimi o di autocostruttori (pronti a giurare che vanno meglio di quelli titolati...)
Lamierino sottile sottile che non porta nulla anche ci metteste poi un dissipatore serio e solo due piccoli finali. Raccontano di avere 100W, ma questa roba genera un fenomeno di chattering delle protezioni che entrano ed escono causando badilate di distorsione, del resto, in caso contrario, vedreste un offerta sacrificale al Dio del silicio: cosi' diciamo tutti (un dio... Si-lone?)
Non si dice che un 100Wx2 deve sempre essere un mostro di 30Kg, ma neppure da 3.
Ecco quindi spiegato perche' un ampli che lavora su delle casse deve essere GROOOOOSSO, non e' una mania da fanboy, e' una necessita'.
Un 100W su 8Ohm in classe AB deve essere in grado di dissipare almeno 300W di picco e avere la possibilita' di correnti per almeno 5 volte rispetto ad una resistenza su 8Ohm, di piu' se vogliamo un prodotto senza compromessi.
Con lo sconto del fatto che un finale per semionda non basta quando vedete ampli da 100W con solo 2 piccoli quadrettini sapete subito che non e' un 100W.
Come dite, comincia ha non essere cosi' strano il classé dr3VHC o i tizi della Burrmeinstergranmacign (motto: noi vi pieghiamo la schiena... e il portafoglio!)
Ma arriviamo ad un nuovo livello peggiore rispetto ai 100Uatti dei vecchi 100W per finta.
Come giustificare quindi i dissipatori dei classe D?
Vediamo un ampli accreditato di oltre 200W*2
come dite?
non li vedete?
non vi preoccupate, neppure io. In pratica e' la scatolina liscia grande come un pacchetto di sigarette dovrebbe essere un dissipatore.
I fanboy giustificano la mancanza del dissipatore con l'enorme efficienza dall'80 al 90% (piu' l'alimentatore PWM che scalda piu' dell'ampli).
Ok diciamo che esci con 200W e rendi DI MEDIA l'85%
Su di una lampadina sono 25-30W dissipazione.
E su di un altoparlante?
Sono 30W dissipazione.
non ci credete?
Neppure io.
Proviamo a fare un altro tipo di analisi per similitudine.
Se pensiamo bene esiste un altro modo di salire di efficienza ed e' meglio dei classe D, si chiama classe H (e la sua derivata G).
La classe H e' un affare che e' fattivamente un classe AB, ma quando deve fare una sudata (vedi grafico "sbagliato" sulla dissipazione) perche' abbiamo una distanza fra la tensione di alimentazione e la richiesta quel salto viene abbassato dal fatto che viene alimentato con una tensione piu' bassa.
Quando il segnale sale oltre un tot viene accesa la tensione piu' alta.
Un sistema che riduce le sudate!
Il deodorante per le ascelle degli ampli?
Abbiamo quindi un sistema che commuta le tensioni per cui il nostro ampli da 100W si comporta come se fosse un 40W quando deve sudare e poi MAGIA! diventa un 100W.
A seconda della potenza puo' avere 1, 2 o addirittura 3 alimentazioni diverse.
Quando il segnale audio è basso l'ampli è alimentato ad una tensione bassa, riducendo drasticamente la dissipazione, quando serve voltaggio la tensione di alimentazione viene aumentata.
Il vantaggio ovviamente e' l'efficienza che e' fra il 70 e l'85% (ovviamente non e' gratis, ma esula dal discorso di oggi)
Non e' un invenzione recente, e' iniziata negli ampli PA degli anni 70 (es SOUNCRAFTSMAN), ma usata anche un HiFi (nad, rotel, arcam (G) ecc)
Quindi stando ai fanboy della D con i loro ragionamenti avremo con un rendimento del 75-80% a 100W una dissipazione 20W (40W per un 200)
Poco oltre il classe D (10W contro 20W entrambi molto distanti dai 50W persi da un AB) e "svangabile" con un dissipatore poco piu' grande (due scatolini?).
Abbiamo pero' un piccolo problema in questo ragionamento semplicistico:
Questo e' un ampli da assai meno di 200W (diciamo pure poco oltre i 100) in classe H (consumo max con 2 ch in funzione 365W) con due tensioni di alimentazione
Vedete i 2x2 finali e i 2 commutatori, uno per rail, sulle alette per ogni canale
In linea teorica semplicistica dovrebbe dissipare una sessantina di watt secondo il contorto ragionamento semplificato, no?
Potete vedere invece un ENORME dissipatore con DUE ventole pesanti.
Torniamo a vedere il dissipatore di un 200Wx2 in classe D.
Grande due dita, nessuna ventola.
Eppure dovrebbe dissipare la meta' di un H, il 50% non il 3%.
Qualcosa non torna.
Il classe H ha un rendimento di un classe A e il classe D ha SEMPRE rendimenti oltre il 99%?
Oppure il classe H e' un 1000W e il D un 10W?
Perche' e' questo che raccontano quei dissipatori se non sappiamo le cose.
La realta' e' molto piu' arcigna
Perche' quando hai spinto con 200W il pesante wooferone e quello torna quei watt di rientro e la corrente induttiva, che non sono pochi A, dove ciuffolo finiscono se non nei dissipatori?
Ecco perche' servono dissipatori.
ricordiamo che il coso in classe D in foto viene spesso usato per wooferoni in cassa chiusa.
Secondo voi quando quel groosso woofer viene tirato sulla molla pneumatica quando mollato e produce correnti non banali come fanno ad essere dissipate dal quel coso?
I classe D quando si parla del fattore di smorzamento barano misurandolo su di una R o in risalita, non in discesa...
Delle correnti inverse se ne fregano, soprattutto quelli con sono 2 finali e non 4.
In pratica non gestiscono le paturnie delle casse acustiche.
Dove finisce tutto quel massacro di roba nei classeD quando torna?
Fattivamente, se la tensione e il tempo lo permettono, nei condensatori di alimentazione che ovviamente salgono di tensione mentre si creano "cose brutte"
Nel frattempo, essendo il generatore la cassa e il carico (che ora e' l'ampli) molto blando i coni sono liberi di andare dove caspita vogliono.
Il risultato e' che l’alimentazione di un classe D ha sempre molto ripple (per i non iniziati e' rumorosa), che, come dicono anche i progettisti dei migliori classe D (anche il Brunazzo che racconta le cose a meta'), deve essere piu' stabile possibile: quella roba si sente.
Salvo mettere decine e decine di condensatori di fascia altissima (aka costosi come i vecchi panasonic e i flash grade) in parallelo sui finali che da soli costerebbero qualche 1000E, altro che il misero prezzo per esotici GaN-fet, per RIDURRE il problema del ripple senza eliminarlo.
Certo che se gli ampli li provi su di una resistenza tutto cio' non e' un problema.
Inoltre i coni (tutti) sono liberi di risuonare a caso di fatto facendo rumore.
Cosa per alcuni sordi del car audio o delle boombox non dispiace, del resto piace anche quando le bobine picchiano sul fondo, ma di fatto non e' HiFi: e' far casino. Consiglio i petardi e i motorini con gli eccentrici.
Ed e' anche il motivo per cui se esiste gente che prova gli ampli "normali" su carichi ostici con segnali furbetti per capire se se possono cavarsela, ma non ho mai visto fare simili misurazioni sugli ampli ad impulsi.
Forse si scoprirebbe che il re e' nudo.
In condizioni piu' normali tutto questo delirio e' per dire che un ampli da 100W deve essere in grado di erogare enormi correnti e dissipare enormi potenze, drasticamente piu' di quanto farebbe su di una banale lampadina da 8Ohm.
Se un ampli e' DAVVERO da 100W su 8Ohm deve essere in grado di portare correnti come se fosse in grado di alimentate almeno una resistenza da 2Ohm e dissipare almeno 200W.
Se leggete che l'ampli da 100W@8Ohm su 2Ohm non arriva, non dico a 400W, ma almeno a 300W non e' un 100W.
Che puo' star bene se e' un prodotto primo prezzo, meno se avete cacciato soldoni grossi.
Chiaro che un ampli integrato da 600E nomenclato come 100Wx2 non mi aspetto neppure dal lontano che sia 100W "per sul serio comunque sempre"
Poi ci sono ampli che anche sulle resistenze non vanno.
Adesso avete capito perche' gli ampli HiFi seri da 100W non possono essere piccoli e non possono consumare e dissipare poco, alla faccia di ampli da 100W con alimentatori da 50VA.
Le casse non sono resistenze da 8Ohm, per cui basterebbero miseri 4A di un piccolo chippino tipo tda 2030 per fare 100Uatti.
La casse da 8Ohm possono chiedere ad un ampli che eroga 100W su delle casse che sia che sia in grado di versare ben oltre una decina di ampere, di cui una gran parte reattivi, e che sia in grado di incassare in "retro" una bella fettazza della potenza prodotta che va a sommarsi al resto.
Se poi parliamo di ampli di fascia alta che non debbono aver paura di nulla... parliamo di 50A per 100W e incasso relativo.
Cominciamo a capire i grossi dissipatori degli amplificatori e gli alimentatori che debbono essere in grado di fare il doppio dei Watt di targa dell'out?
PS
Da questo ne deriva che i classe D divengono ottimi solo per roba Low-Fi, certo, meglio di un classe B sottoalimentato come si usava anche nel car audio, ma assolutamente non paragonabile a qualsiasi ampli oggi in produzione.
Se un domani oltre all’acceleratore inventeranno i freni potrebbe essere che potranno avere qualche opportunita', ma ad oggi nessuno ha inventato i freni, se non a parole.
PS2
Da questo e' evidente che i tizi del car audio siano spesse volte dei turbolesi che vanno a cercarsela con altoparlanti che PARTONO da 2 o 1 Ohm.














1 commento:
Ciao,
i finali dei Classe D operano in zona lineare, non in saturazione (zona attiva diretta per i finali BJT), quindi o sono spenti, quindi non dissipano, oppure sono accesi ma presentano (se dimensionati bene) un tensione tra drain e source blanda, quindi dissipano relativamente poco.
Fattene una ragione, il paragone con la Classe H non regge.
Dovremmo parlare della dissipazione da commutazione capacitiva, che è il problema principe dei processori (altrimenti perché consumerebbe tanta energia un oggetto che non ha dissipazione statica), che è uno dei limiti dei sistemi ad alta frequenza.
L'impedenza di uscita di un qualsiasi amplificatore discende da quell'entità a te decisamente ostica che si chiama retroazione negativa, la quale è impiegata anche nei classe D ed affini.
Altra storia: cosa c'entrano i semiconduttori a larga banda proibita con il ripple? Boh!
Ti ho spiegato che i MOS GaN sono planari, quindi non presentano il diodo intrinseco di substrato.
Se non capisci qualcosa puoi chiedere, al massimo qualcuno ti consiglierà di studiare latino.
Così come andrebbe ridefinito l'impiego dell'uscita differenziale (quattro MOS per cassa).
Per il classe D invece parlerei del ritorno di corrente dovuto al filtro, se non ci hai mai pensato, ragionaci un po'.
A presto.
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