Photo: voglio piu' roba da mangiare, 10 polli non mi bastano piu'!
Ultimamente possiamo notare che a fronte della scomparsa dell'HiFi abbiamo un fiorire di nuove offerte per la musica.
Se ne ascolta sempre meno, ma se ne vende sempre di piu'.
Misteri dell'economia.
Posso capire il ritorno dell'LP, spesso sono suonati da giradischi che definire problematici e' un favore.
Del resto ha una sua logica contorta: se l'impianto medio peggiora drasticamente e' ovvio che non e' piu' in grado di discernere fra un LP sporco e scavato da un chiodo storto rispetto ad un CD.
Quello che mi fa specie e' la grandissima offerta di musica con contenitori, spesso in streaming, che dovrebbero avere qualita' enormemente superiori al CD.
Ancora prima di vedere se e' un passo avanti o uno indietro vien da chiedersi con cosa ciuffolo ascoltano quelli che usano quei contenitori, visto che ormai un altoparlante decente e' piu' raro di un panda in Lombardia.
Innanzi tutto, come spesso avviene di recente mancando marchi seri e consorzi di aziende che hanno ingegneri seri, non esistono standard per questi nuovi servizi "alta qualità" e anche i termini per definire la cosa sono diversi.
Vi ricorda la storia del video recente?
Altrettanto sono diversi i container, i codec, le obbligatorie APPestanti e i formati, giusto per far caos.
Infatti molti HW e SW possono leggere questo e non quello causando segmentazione di mercato e menate.
La cosa piu' divertente di questa ondata che la gran parte di questi oggetti "compatibili" con l'altissima fedelta' e' di fatto composta da oggetti che hanno problemi a riprodurre fedelmente un podcast, roba da cornetta telefonica, non HiFi, cosa strana non credete?
Non a caso Sonos ne e' grandissima paladina, leggendo le sue pagine sembrerebbe roba che cambia in maniera drammatica l'ascolto... mah, forse con dei prodotti che faranno, di certo non gli attuali...
Apple Music offre lossless fino a 24 bit/192 kHz di campionamento
Amazon offre anche lei lossless fino a 24 bit/192 kHz
Qobuz ovviamente fa lo stesso, vorrai mica offrire meno della concorrenza.
Tidal sinceramente non ho capito, sembra che si fermino al flac 16/44.1, praticamente il CD, ma altre fonti parlano di hi-res o altre parolacce, forse ho capito male io.
Anche altri fornitori piu' piccoli si sono allineati a 96 o 192KHz di campionamento e 16 o 24 bit a seconda del brand.
Serve davvero sta roba in maniera cosi' solida come dicono le riviste, i venditori e i proponenti?
Perche' MOLTI si stanno esponendo parecchio (hifi prestige o RGsound, per dirne 2 neache dei piu' convinti).
Partiamo dai bit.
In pratica sono la dinamica, in soldoni la differenza fra il suono piu' forte e quello piu' debole che potete sentire.
Normalmente la dinamica e' fermata in basso dal rumore ed in alto dai limiti massimi della catena (di cui fa parte si il DAC, ma anche l'orecchio e la stanza)
Ricordiamo che il rumore accorcia la questione nella catena HiFi e' anche quello ambientale, del resto se sulle attrezzature car-audio si accetta fino all'1% di distorsione anziché lo 0,00X% e ampli piu' rumorosi e' per il fatto che sarebbe del tutto inutile perseguire lo stato d'arte che oltretutto sarebbe piu' costoso che a casa. Le auto sono molto rumorose, no?
Tenete conto che il silenzio notturno casalingo corrispondono a 15-30 Decibel.
Un ambiente domestico di giorno si attesta solitamente sui 25 – 50 Decibel a seconda di come e' fatta e dove si trova casa vostra.
In inverno, nella maggior parte di case, io sento il rumore della pompa della caldaia, di notte si ode il generatore di alta tensione della stessa da molti ambienti. Il traffico e' una forte sorgente anche se avete tripli vetri e siete oltre il 4to piano. Per chi abita fuori citta' le foglie fanno rumore.
Per dire, anche le lampade ad incandescenza fanno rumore, figuriamoci le LED.
Salvo che poi mandiate il volume al punto di farvi sanguinare le orecchie per aumentare il segnale, e qualche migliaio di watt, avere dei bei limiti.
Ricordiamo per l'ennesima volta che i dB sono un valore LOGARITMICO e quindi per passare da 50 a 53dB, ovvero aumentare il volume di 3 "miseri" dB, dovete raddoppiare la potenza e la capacita' di sopportazione e/o escursione delle casse.
Lascio a voi cosa ci vuole per contrastare una casa rumorosa e passare da un settantina di dB di segnale per sovrastare appena i rumori in una casa non silenziosissima a 150 (e finire in ospedale)
La prima cosa che un progettista considera nel progettare e' "quanto ci serve e quanto ci servira' in futuro".
Quando philips presentò al mondo il CD nel 1979 ci avevano pensato molto.
Uscivano da un flop cosmico, il favoloso videodisco, e non volevano ripetere la cosa e avevano curato maniacalmente la cosa e, come poi sappiamo, chiesero un secondo parere a sony per fare un consorzio.
Decisero che 14 bit erano piu' che sufficienti per surclassare qualsiasi supporto allora esistente e bastanti per garantire longevita' al supporto.
Del resto 14 bit garantiscono 86dB di dinamica mica ciccioli.
Quando Philips si consorzio' con Sony il formato passò da 14bit a 16 bit.
Forse per facilitare sviluppi futuri allineandosi con un numero tondo allineato al Byte, forse per non lasciare il formato identico alla progettazione originale, forse per essere al di sopra di ogni sospetto di qualita': non e' molto chiaro, ma col senno di poi 16 e' piu' comodo da computazionare.
Il formato a 16bit porta la dinamica a 96dB, il sampling, nel contempo fu portato da 44.3 a 44.1.
Fecero dei passi avanti anche in altre cose che non ci interessano (ci sono interi libri che parlano solo di questo, del resto e' un parto epocale per MOLTE ragioni)
Piccola nota: tutte le caratteristiche, che non erano ne banali (come incidere i dati e con che modulazione, per es) e ne scevre da conseguenze come triplicare il prezzo di produzione fu fatto in sole 6 riunioni da senior manager in poco piu' di un anno. Dopo un solo anno dall'ultima riunione uscivano i prodotti.
Questo rende evidente che manager preparati ambo parti non necessitino di 100 riunioni fiume per 3 anni per fare un sito che funziona male (riferimenti a grosse societa' italiane di SW e' puramente voluto)
Questi nuovi formati formati favolosi con 24 bit che propongono oggi avrebbero la capacita' di una enorme dinamica di 144dB
Aggiungiamo una nota.
Quando si progetta o si fa una registrazione la leggenda, neanche errata, dice che a -60dB si trova il silenzio assoluto.
Quando state ascoltando un segnale il vostro orecchio la roba piu' bassa di un tot non siete in grado di percepirla.
Nella realta' i mascheramenti avvengono MOLTO prima. Il gioco degli Mpeg&c gioca proprio su quello: togliere dal segnale cio' che non potete vedere o ascoltare piu' di quel tanto.
In pratica per ascoltare "vicino" (stiamo sempre parlando di scale log e' vicino per un ciuffolo) ai 144dB, visto che l'orecchio oltre i 120-130 non va, e non va sotto gli 0dB, dovreste fare una camera, preferibilmente sotto terra, galleggiante, anecoica per le pareti, soffitto e per il pavimento e ci siete solo voi e le casse.
Come dite?
volevate del mobilio piacevole e una luce gradevole?
Magari un TV e la ventola del videogioco?
Suvvia, state ascoltando i 120dB magipixxelli, non vorrete farlo in casa!
Per la cronaca quando partì la commercializzazione nel 1983 dei CD molti CDP di derivazione Philips funzionavano a 14 bit buttando i 2 bit LSB per evitare di riprogettare parte delle elettroniche e dei chip.
Si, avete capito bene, philips prendeva i 2 bit che sulla carta erano responsabili della precisione e li buttava nel water rendendo molto meno precisi i propri CDP.
Se tenete conto che per anni i fonici raramente usavano tutti i bit, possiamo tranquillamente affermare che molti dischi andavano su quelle macchine con di 12-13bit, del resto il mixaggio era fatto in analogico e/o con fonici che tenevano un margine.
Inoltre, al contrario di ora, in regia si usavano gli stessi bit del CD e le elaborazioni come volume, mix e toni mangiano bit come se piovesse (ed e' il motivo per il quale i primi CD erano AAD e solo dopo molti anni DDD e inizialmente non sempre i DDD erano migliori)
Nasceva quindi la domanda che assillava molti in maniera profonda e sembrava una roba assai piu' importante della guerra fredda (era in un momento critico): 14 bit zoppi, ottenuti buttando la finezza, possono essere veramente HiEnd rispetto ai 16bit pieni e cicciosi?
Ovviamente i fanboy del numero GROSSO giuravano che era impossibile e ullulavano pieni del loro bit guardando d'alto i sottodotati.
Per anni con i migliori impianti, non certo un telefonino del cavolo magari con un altoparlantino da 50E, si e' andati a fare analisi, test, e menate sul fatto se si sentisse o no tale enorme differenza (2 bit e' il quadruplo di informazione, dopotutto).
All'epoca i recensori erano decisamente piu' onesti dell'attuale e alcuni di questi erano coinvolti nella progettazione di oggetti, come le casse, che poi avrebbero riprodotto quella roba.
Non erano rari, infatti, gli interventi o le interviste a veri e propri guru che oggi sappiamo dalla vista molto lunga.
Quello che poi era venuto fuori e' stato che neppure le migliori orecchie sui migliori impianti milionari sentivano una differenza certa, neppure sulle alte frequenze che sarebbero le piu' colpite.
Perche', alla fine, 14 bit sono sufficienti.
Giusto per aver un idea di massima gli amplificatori sono quelli che sulla catena sono piu' facilitati ad avere "tanti dB".
Un ampli di fascia altissima, diciamo Krell e amichetti, roba da 20.000E, ha un rapporto segnale rumore intorno a 106dB.
Ovvero e' in grado di produrre un segnale 106 "volte" (e' improprio adesso mi cazziate come sui D, ma e' per renderlo chiaro) del pavimento del rumore degli elettroni che se ne vagano a spasso (io li immagino che cantano "andiam andiam", ma i motivi principali sono 4 e dipendono dalla T, reiezione eccetera) e nelle realta' del'uso e' molto meno.
In soldoni pero' vuol dire che un maledetto krell non e' in grado di dare un segnale alle casse da 24 bit.
Figuriamoci un ampli dal costo piu' umano che non costi come una vettura.
Notarella, molti ampli MOLTO controreazionati con il solito KHz sulla resistenza da 8Ohm mostrano a freddo THD da favola, numeri che essendo appunto favole poi si schiantano duramente contro la realta' quando poi si ascoltano normalmente. (qualcuno ha detto classe D che oggi sostituisce la roba scarsa degli anni 80?)
Altro tassello sconosciuto ai numeristi della cabala e' ricordarsi nella realta' essendoci rumore di fondo non solo nelle elettroniche, che salvo economie esagerate e' solitamente bastante a qualsivoglia, ma anche ambientale.
E' difficile riprodurre un segnale fuori dal rumore di oltre un 80na di dB ed e' anche UNO dei motivi per cui una cassa HiFi appena decente deve superare l'emissione di questo rumore, ovvero produrre almeno 100-103dB ad un metro. Ovviamente per l'HiEnd si deve parlare almeno di 115.
Aver dB on e' una questione di "dover suonare forte" come un tamarro con il ridicolo Tamarr-Max, e' una necessita' per superare il rumore di fondo ambientale, che e' sempre presente, in quantita' tale da non poter far apprezzare le sfumature se non si sale con il segnale.
Concludendo potremmo fare questa affermazione:
Parlare di bit oltre i 16 standardizzati da sony/philips nella quantizzazione di un flusso destinato alla fruizione e' una puttanata clamorosa degna di 2 bambini di 10 anni che giocano a chi la spara piu' grossa.
E' una mera mossa di marketing che vi sta dicendo che siete cosi' stupidi e beoti da comprare cose controproducenti.
Infatti non potete usarli facilmente, implicano stream e supporti MOLTO piu' grossi, insomma costi a pioggia per non aver vantaggio alcuno.
Adesso guardiamo "gli erzi"
Mister nyquist che cazzia tutti gli amanti del digitale sia per il troppo che per il poco, dice che per campionare un segnale serve piu' del doppio rispetto al segnale stesso.
In soldoni per andare a 20KHz bastano circa 40KHz di campionamento.
Sony philips convennero che dare il 10% in piu' poteva portare ad una certezza inconfutabile che i 20KHz fossero risolti e anche le orecchie d'oro potessero essere soddisfatte.
Ci sono un paio di cosine da dire.
Dopo i 35 anni con il caxxo che sentite 20KHz e anche le orecchie d'oro non e' che sentano sta grande differenza.
Da GGGiovane riuscivo a sentire 23KHz, di piu' non esistevano alla mia portata strumenti sicuri per vedere come andavo.
Alle superiori con il prof abbiamo testato 65 persone ed ero l'unico che riusciva a sentire quella roba (molti poi hanno cercato di fregarmi perche' non credevano che sentivo quella roba, ma sono sempre stato in grado di dire se era attivo o meno).
Pero' non e' che lo "senti", senti che il generatore di sinusoidi e' accesso, una specie di pressione non senti un vero e proprio suono, quasi una presenza.
Inoltre, non amavo stare in un locale con un TV, il tono da 15625Hz era per me sempre molto molto fastidioso e si sovrapponeva a tutto, tanto da far fatica a stare in compagnia se un tv era acceso. Amavo i tv odiandone il noioso fischione brutto.
Ancora oggi se entro in una stanza con un tv accesso e devo parlare, maleducatamente, spengo subito il tv altrui perche' non riesco a concentrarmi avendo l'idea che faro' fatica a capire l'interlocutore anche se non fanno piu' rumore (e io probabilmente non lo sentirei piu' cosi' forte essendo ben oltre i 30).
Come il cane di pavlov, bau bau.
Avevo scoperto che la maggior parte di persone non sentiva quel forte sibilo dell'EAT e quel raro che lo sentiva lo sentiva molto attenuato. Alcuni TV erano cosi' rumorosi che li sentivi dalla strada.
15KHz sono ancora ben definiti e chiari, ben lontani dai 20KHz dove in mezzo senti ancora tanta roba comprensibile.
Eppure pochi sentivano quel fischio opprimente continuo.
44.1KHz di campionamento, 22KHz quindi di risposta, e' una scelta saggia che certamente copre il 99.9999% della popolazione e mette a dura prova le attrezzature HiFi.
E anche da parte di chi li sentiva vi dico che 20 o 22 per me pari sono non dando certo vantaggi.
Rimaneva pero' il problema del video che, per la tecnologia dell'epoca, era legato al fotogramma.
Usare 44 su di un video avrebbe potuto dare diversi problemi di gestione e del jitter.
Siccome i fotogrammi sono 24 il numero piu' basso accettabile era ovviamente 3X che in soldoni e' 48KHz.
Ecco i 48 che non sono, come molti stolti pensano, per avere piu' roba, ma banalmente per essere adatti al video, non a caso anche in molti SW commerciali audio midi, suono o luci si usa frazionare, seguendo l'esempio dell'SMPTE, il secondo in 24esimi e adottare il 48Khz di campionamento
il campionamenti a 192Khz presupporrebbero semplicemente un aumento, inutile, di banda fino a 96Khz?
Possiamo quindi dire, come molte cose, che andare oltre i 44-48KHz e' inutile?
No.
E' deleterio.
Perche' esiste un "piccolo" problemino grande come un everest.
Nessuno sa cosa succede a quelle vette cosi' alte.
Davvero, nessuno ci ha mai pensato.
Ci sono 2 problemi.
Il primo e' che il fonico che prepara il brano non e' in grado si sapere se esiste roba li.
Che sia una cosa nata da un battimento/armonica, da una spuria digitale di un effetto, che sia ambientale o altro non sai che e' li.
E' inudibile dal fonico in regia.
L'unico modo che ha di sincerarsene e' analizzare su di un monitor i "fotogrammi": un lavoro tedioso e che necessita di skill e ore.
Perche' una volta anche se ascoltavi un problema avvenuto a 20KHz solitamente anche 15KHz sentivi degli effetti (anche se all'inizio del digitale non pochi cd sulle alte avevano piu' di qualche problema, persino fischi o grattate, non essendo abituati i fonici a tale ampiezza, fonici anche di artisti navigati, McCartney per dirne uno), del resto gli LP che arrivano ai 20KHz "per sul serio" erano piu' una leggenda fatta da poche incisioni stratosferiche che un fatto.
Ma tra un 15KHz che si dovrebbe in qualche modo sentire. per giudicare 50, 70 o 96KHz e' un bel passo per capire se qualcosa e' andato storto.
Sarebbe come dire che dovrei giudicare degli alti usando un altoparlante (aka orecchio) tagliato a 2KHz che manco la radiolina di fantozzi.
Devo farlo quindi computazionalmente e sono obbligato a farlo per tutta la lunghezza del segnale con velocita' in cui il mio occhio e' certamente in grado di vedere. Salvo parlare di SW magici o altre menate.
Non so voi, ma io non ce lo vedo in fonico che passa le giornate davanti al monitor a vedere le forme d'onda quando oggi fanno tutto alla carlona con minimonitor che fanno piuttosto ridere (ma costano poco!).
La seconda cosa che succede e' che quel segnale, voluto o indesiderato, puo' causare molti problemi.
Per esempio cosa succede ad un TW che si ritrova con un tono da 96KHz?
Molti di loro, anche di alta qualita', con roba oltre i 20KHz, oltre a ridurre la dinamica in maniera drastica, potrebbero iniziare a innescare una spaventosa distorsione poi udibile anche entro i 20Hz.
Un progettista di casse a quel punto o ci mette un ulteriore TW (o due) aumentando le complessita' e arrivando agli ultrasuoni in allegria o manda in corto oltre i 20Khz (con somma gioia degli ampli) con una bella pendenza ultraripida.
La stessa cosa capitera' anche agli ampli e simili.
Nel caso piu' fortunato verranno identificati come spurie e non passeranno gli ingressi che abbattono EMI, CC e ultrasuoni, cosa che pero' potrebbe pesare sulle performance del player (no more HiFi, suonava meglio con i 32KHz previsti per uso radioFM).
Oggi gli ampli per via del grande caos EMI sono piu' blindati, ma tutta questa roba ha un peso sulle performance.
Caosa succede che sun segnale inudibile, di fatto un fantasma, manda in saturazione un prepre?
Nel caso passino potrebbero dare dei problemi di stabilita' o addirittura innescare rinning o simili.
Banalmente perche' 20-96KHz in quantita' non sono previsti, del resto non servono.
La questione diventa: a cosa serve andare oltre i 20Khz, soprattutto fino ai 96Khz che non potete sentirli e non siete in grado di lavorarli?
Inoltre di cosa succede ai classe D che oltretutto DEVONO avere un passa basso che manda in corto oltre i 20Khz? Salvo che pensiate che il fitro uscente non abbia pendenza di 6-12dB/ott ma mostruosamente piu' ripido. Molti classe D modulano a frequenze variabile e scendono molto, diciamo anche sotto i 200KHz, dovrebbero "aprire" molto per fare 20-96KHz -3... addio tweeter....
Il marketing che ha scoperto che se vi da degli stupidi e beoti voi correrete a comprare cose controproducenti dando dei bei soldi.
Colpa vostra.
Ma in tutto questo giro non e' ancora chiaro da dove saltano fuori queste tracce ad alta densita' e bit.
i casi sono:
1) si ricampiona il 44.1 a 192.
Inutile dire, penso, che il segnale puo' essere solo peggiore.
2) si prendono le tracce incise sul multitraccia (o supporto equivalente digitale o meno) che possono avere una qualita' variabile, si rifa' il mix (e ti voglio vedere trovare a nolo gli stessi effetti del primo mix).
Avendo un out piu' ampio la teoria mal letta dice che abbiamo perso meno bit. Del resto oggi i mixer hanno piu' bit eccetera.
Il problema, oltre a poter apparire fantasmi non voluti negli ultrasuoni, e' che un remix difficilmente va a migliorare un brano rispetto al tape finale come vi raccontano migliaia di dischi remixati.
Perche' l’artista magari voleva piu' sporco (deep purple, dice nulla?) o una cosa volutamente in secondo piano che ora svetta o...
Inoltre i monitor grandi hanno dominato fino a poco fa, del resto erano immarcescibili, oggi raramente trovi dei fonici abituati al rock o ai pieni orchestrali avendo in troppi la fissa dei mini-me.
Vi voglio vedere fare il remix di Ziggy Stardust (to be played at maximum volume erano le precauzioni scritte sul disco)
Diciamo che e' una mossa demenziale in analogico come in digitale.
3) si prende il tape stereo digitale del tape finale, quelle rare volte in formato 192/24 o simili (per esempio alcuni banchi regia sono automatizzati e scrivono cosa stanno facendo) e non lo si riduce. E' rarissimo averlo, ma ne esistono
Sebbene possa sembrare una mossa furba, non lo e' del tutto. Il fonico aveva comunque previsto che prima di andare in stampa si sarebbe fatto un bel passa basso fatto in una certa e sicuramente non ha controllato cosa vi era nell'inudibile.
4) visto l'hype il fonico prepara in origine la versione per i fessacchiotti facendola per bene.
In tempi in cui gli artisti pubblicano le tracce da vendere e ascoltare per l'HiFi che sono peggio di quelle che si ascoltano sul TV in guitar hero (real fact!) direi che, per quanto l'unica sensata la vedo nettamente poco probabile fatta bene.
Per finire.
L'audio oltre i 44.1/16bit e' solo ed esclusivamente una colossale presa per il sedere da 20 rotoli di carta igienica al secondo.
Forse nasce per poter dire che lo streaming e' HiFi dopo anni che per risparmiare bande si fornivano compressioni enormi e persino riduzioni di campionamento (per migliorare la qualita') con quei tragici MP3 e affini a 32Kbps, quando andava bene 64Kbps.
D'altronde oggi non sarebbe un problema dare uno stream "pulito" da CD, ma come al solito reclamizzare di essere arrivati finalmente al 1982 suona poco cool perche' implica che per decenni vi hanno preso in giro.
Il problema al solito e' il consumatore che, nella sua spasmodica ricerca del "piu' grosso" chiede il suv della qualita' musicale: fara' pena, ma e' groooossso e tranquillizza l'ignorante di turno.
Vince il consumatore becereo che ora pensa di avere piu' banane.
Vince l'azienda di streaming che ora ha la nomea della qualita'
Vince l'azienda di streaming che puo' chiedere piu' soldi per il coso che cosa PREMIUM superciuk IIIs
Vince l'azienda di giocattoli audio da 50E che essendo compatibili con il servizio puo' chiedere 500E alla scimmia che e' convinta che suonino come un HiFi.
Perde solo la qualita' della musica, una cosa che oramai non frega piu' a nessuno, percentualmente parlando, pertanto non e' un problema.
PS
Ricordo agli stolti "che io pero' sul mio tv vedo gli alieni" (o era il 4k?) che stanno impestando le rete dicendo di sentire differenze di campionamento oltre i 44.1 che il loro "test" dimostra solo di avere una zucca vuota.
Prendono infatti 2 file di provenienza a caso (es lo stesso brano da un MP3 e un file da amazionia) e ascoltati non in switch istantaneo, vanificando cosi' il doppio cieco in almeno 10 modi diversi.
La via corretta e' prevedere lo stesso file preso a f piu' alte e abbassato ai 2 che intendiamo ascoltare con un algoritmo che non fa stramberie.
Oppure una ripresa da un microfono (es davanti ad un orchestra) e convertita immediatamente in 2 stream compatibili, ma confrontabili.
Poi si prendono 2 DAC IDENTICI E AL DI FUORI DI SOSPETTI (non certo robetta da 30E) con commutazione istantanea senza click e con lo stesso volume (non banale)
Altrimenti, come spesso accade, non state ascoltando la differenza 4kili di bit del cavolo e non 2 etti, ma un differente mixaggio, un differente dittering, una compatibilità diversa del DAC del caxxo e le decine di pistolate che possono avere un effetto che fa dire, come in alcuni forum "ma io sento una differenza fra X e Y" che probabilmente esite, ma di certo non e' dato dal numero di bit (hahah) o dagli "erzi" (Buahahah!)


22 commenti:
Ciao,
occorre aggiungere un piccolo dettaglio: molti DAC con risoluzione nominale a 16 bit presentano una risoluzione effettiva (numero di bit effettivo) pari a 13 bit o 14 bit.
Non sorprende che Philips abbia troncato i due bit meno significativi senza che nessuno se ne accorgesse.
Ora una storia che sconfina nella leggenda metropolitana: Philips e Sony si stanno accordando per definire il CD impiegando un registratore digitale derivato da un videoregistratore per validare il formato audio digitale.
Si stabilisce una risoluzione pari a 16 bit perché adatta a quasi tutti i generi musicali. La musica sinfonica presenta, in realtà, una dinamica più estesa: dal tintinnio del triangolo all'ensemble ai timpani si superano i 100 dB; tuttavia il tecnico del suono non deve fare acrobazie per comprire il tutto in 96.3 dB.
Definita la risoluzione tocca alla frequenza di campionamento: al fine di mantenere una banda digitale compatibile con il registratore impiegato nella validazione e permettere al supporto di contenere 74 minuti si opta per 44.1 kHz, più bassa del 48 kHz di cui si parla nel post ma comunque sufficiente per far contento Nyquist (ovvero andare oltre 40 kHz).
La rincorsa a super-risoluzioni e super-campionamenti non è una novità. Il Super Audio CD (fine anni '90) contiene suoni in formato Delta (semplificando troppo a singolo bit) campionato ad oltre 2.8 MHz, non ho voglia di fare i conti, calcolate voi cosa esce dal filtro digitale. L'amplificatore Sony di cui avevi parlato in estate nasce proprio per il SACD.
Quali sarebbero i vantaggi di un formato sovra-campionato ed iper-risolto?
Non saprei. Forse si potrebbe realizzare un sistema totalmente digitale in cui l'errore di approssimazione delle operazioni DSP diventa totalmente praticamente invisibile ed il campionamento ad alta frequenza permetterebbe di ricampionare con minor errore di approssimazione.
Sto solo cercando di dare una giustificazione a qualcosa che non è giustificabile.
A dire il vero il sovra-campionamento ha un vantaggio: semplificare il filtro (analogico) di ricostruzione. Ma anche qui scopriamo che già a fine anni '80 esistevano i DAC a sovra-campionamento.
Mah...
Credo che ormai sarebbe saggio pensare all'audio come qualcosa di totalmente digitale, senza DAC sulla strada, con uscita a commutazione simile ad un sigma-delta di potenza.
Purtroppo gli autocostruttori potrebbero rimanerci male a vedere il sistema trasformarsi in un DSP, o magari in FPGA.
Non voglio legnarti sul classe D che non si sa dove scende in frequenza e ricordandoti che se l'amplificatore è retroazionato prima del filtro puoi mettere un filtro a scala da -40 dB/decade o più, tanto non entra nell'anello, ma vorrei ricordarti di dare credito alle lagune, spesso dimenticate per la loro massa efficace nel Silicio ma che permettono a metà circuito (valutazione ad occhio e discutibile) di funzionare.
A presto.
Allora io non ho idea di come vengano ricostruiti e interpolati i segnali digitali, se la creazione di una pendenza non quadra dipenda esclusivamente dalla reazione della parte analogica della riproduzione o se ci siano algoritmi di anti-aliasing o altro.
Quello che so è che se cerco di riprodurre una determinata frequenza con un campionamento doppio, posso in teoria beccare i due passaggi dallo zero e non catturare assolutamente niente.
l'"almeno" di Nyquist l'ho sempre preso come uno strettissimo minimo indispensabile, perché a intuito anche con un campionamento di, che so, una volta e mezzo, si modifica in maniera sostanziale il segnale originale.
Frega qualcosa riprodurre una sinusoide pura a 20 kHz? no
Frega qualcosa riprodurre le sfumature timbriche di un suono a, poniamo, 2kHz? magari anche sì, visto che un tot di strumenti musicali ci arrivano tranquillamente.
Il suono 10 (9° armonico non contando il suono fondamentale) è a 20 kHz tondi tondi.
Importa? forse sì forse no.
Facciamo un esempio didattico: dal DAC esce un livello (analogico) che viene mantenuto fino all'arrivo del campione nuovo. Nel caso descritto l'uscita del DAC andrà a gradoni, quindi è necessario un filtro analogico che levighi l'uscita dandole l'aspetto di un suono.
I DAC anni '80 interpolavano i campioni con degli zeri, richiedendo un filtro analogico di ricostruzione con frequenza di taglio più elevata.
Nyquist: è il minimo che non basta, sia per il caso disgraziato descritto ottimamente, sia perché, in linea di principio, l'entrata dell'ADC andrebbe filtrata per eliminare frequenze superiori che, in seguito alla riconversione analogica, sporcherebbero la banda base (ovvero la banda audio nel caso di musica); non essendo possibile un filtraggio assoluto è necessario campionare ad una frequenza maggiore di quella prescritta da Nyquist.
Esempietto didattico: residui o disturbi tra 20 kHz e 22 kHz potrebbero sporcare l'audio se si campionasse a 40.1 kHz, per questo si campiona a frequenze un po' più alte, come 44.1 kHz (giustamente 44.1 kHz /2 = 22.05 kHz).
il continuo cambiare dei codec è una cosa semplicemente penosa. Non per fare sempre chi dice che si stava peggio quando si stava meglio servirebbe una unificazione seria.
E sopratutto servirebbe che chi si diverte a inventarsi pagliacciate sui codec venga messa su un treno in partenza per la siberia a calci in [si proprio lì]
Grazie, molto chiaro.
Per quanto mi riguarda, se mi chiedono qualcosa, di solito vogliono 48 kHz, che è diventato una sorta di standard per le registrazioni casalinghe.
Tutte le schede audio, anche le economiche, ci arrivano senza fatica... se poi la differenza è solo maggior dettaglio del rumore, pace...
Come in tutte le cose fa tanto di più saper mettere un microfono (S/N-R, cancellazioni di fase, effetto prossimità, colorazioni fuori asse etc.) piuttosto che i "megapixel", come li chiama il padrone di casa!
presto la musica se non è dal vivo sarà generata, magari anche al momento a seconda del dispositivo, dell'occasione e dell'orecchio; perché lasciare qualcosa al caso? Non mi riferusco alla musica composta dall'ai, ma a tutta.
preciso: anche adesso ascoltiamo la classica interpretata dalla tale orchestra, con il tal direttore, in quel certo teatro e sicuramente suonata con strumenti e tecniche diversi. Nessuno si scandalizza per questo.
Ma c’è qualcosa di leggibile per imparare un po’ del tema audio e compagnia? Non mi preoccupano in calcoli, ma mi servirebbe qualcosa di semplice almeno per imparare tutte le nozioni necessarie, che poi aggiunga pure calcoli e studi.
Sperando non esista solo roba da fuffaguru
x Havokhin
Dipende in che ambito.
La questione colpisce vari ambiti:
L'elettronica SPECIFICA da per scontato anche che tu sappia di elettronica in generale o almeno avere un idea di massima.
Il digitale ha delle paturnie diverse, che non ci azzeccano con l’elettronica di un ampli e ha molto "SW".
I compressori sono un altro caos narrativo
Le casse, HARG!, son un multiverso parallelo-i. Il coltello nel ventre nooooo... :-)
eccetera
Per ognuno di questi universi ci sono una serie di testi, ovviamente al 99% in angloligua. Alcuni testi purtroppo sono puxxanate.
Io sono stato fortunato perche' per vari motivi mi arrivavano delle "robe" dalle aziende per farsi figxe che contenevano estratti, spesso tradotti, di quella roba e li leggevo gia' da bambino (non capendoci un caxxo ovviamente!)
Per dirne una io avevo l'archivio degli schemi di tutti TV (e altro) prodotti da telefunken prodotti un un arco di 30 anni circa che spesso raccontavano, con degli allegati, perche' erano il top nell'ambito.
Ovviamente con l'arrivo dei prodotti "per consumatore" questo costoso invio gratuito e' improvvisamente cessato da tutte le fonti.
Finita l'epoca del cliente: il consumatore era il nuovo imperatore con la sua voglia di etichetta glitter.
In realta esiste anche molta roba su inet, purtroppo sepolta da una montagna di un milione di volte piu' grande di medda, che racconta roba giusta.
Alle volte e' a pagamento, come gli articoli di IEEE, alcuni hanno ridefinito il mondo audio
Purtroppo per sapere cosa e' vero e cosa sta raccontando una balla e' necessario esse gia' un pochino istruiti sulla cosa.
Alle volte palle colossali sono raccontate in maniera estremamente credibile.
Tanto che anche se sai che e' una palla cosmica di raro putridume una parte del tuo cervello ci sta credendo a quel coso che fa cose che la fisica vieta.
E queste cose arrivano anche da fonti autorevoli, come ho dimostrato un paio di post fa con il corriere della pera che ascolta bassi tonanti alla festa con UN 10cm scrausissimo.
Se parliamo di riviste l'unica italiana che ha mantenuto una certa costanza di info con relativamente poche puxxanate (non si devono offendere gli inserzionisti!) sono i primi 80-100 numeri di audioreview, poi hanno dovuto iniziare a parlare di setosita' e cavi perche', alla fine, se il consumatore decide che vuole spendere almeno 300E per un cavo non si puo' dirgli che e' stolto come un caprone montagnino: perdi vendite.
La parte giggiona prese il sopravvento sui nerd
A me AR, come altre, arrivava gratis. Ad un certo punto leggevo poche pagine e alla fine non ho letto piu' nulla (al massimo guardavo i grafici svogliatamente).
Ad una certa non ho piu' aperto il pacchetto, dopo qualche anno e' cessata pure quella fonte di carta.
Le altre riviste spesso erano buone al massimo per le foto con rari ed estemporanei articoli seri per darsi un tono.
Io ho cercato qui di rendere semplici un po di cose, ovviamente mi si cazzia, anche giustamente, di alcune scorciatoie allegrotte.
Ma non e' che puoi parlare di come si accorda un reflex se non si sa che cosa siano gli altoparlanti. Si deve quindi affettare grosso e far finta che molte cose non esistano.
Questo è, tra l'altro, uno degli aspetti importanti della musica dal vivo: ogni concerto è un'esperienza unica e irripetibile, e se il direttore ha qualcosa di interessante da dire riguardo l'interpretazione allora il concerto vale davvero la pena di essere ascoltato.
sì, e questo farà ancora più unico il live con tutti i suoi imprevisti ele sue imperfezioni gradevoli o meno. Se parliamo di musica "ri-prodotta" la generazione (o ri-generazione) elimina alla radice il problema del rumore, del campionamento o della dinamica e "ottimizza" in base alla situazione. Sembra fantascienza, forse lo sarà sempre, ma mi sembra inevitabile come traiettoria.
Diciamo che ho da sempre avuto la fissa di costruirmi un impianto audio; non HiFi, dopo i tuoi articoli, ma mi piace lavorare il legno e vorrei migliorare sull’elettronica, solo mi serve un progetto vero: ergo impianto audio.
Un po’ di termini li conosco, gli ampli li hai pure spiegati qui, però capire come orientarsi per ottenere qualcosa di buono e, magari, evitare di comprare componenti palesemente sbagliati o inutilmente costosi (tipo capire un minimo come riconoscere un woofer discreto da uno magari buono ma marcio perché usato o brandizzato figo ma ultra economico).
Insomma un po’ DIY, per imparare, non per fare il cazzone con le casse in carbonio e tweeter sospesi in aria su fili e molle
se vuoi cominciare comincia a cercare su internet le vecchie riviste e libri ,tipo audiolibro ravalico oppure alta fedeltà volume 7 del 1958 e chiediti perchè il 10 cm non viene manco preso in considerazione.
Personalmente sono pronto a postare qui il mio primissimo esemplare a "suono libero" con un banale ciare AP135 S (un banale bicono per auto) montato in reflex senza fonoassorbenti del kaiser e se qualcuno ne avesse voglia e lo modernizzasse ricalcolandolo magari per un 160 bicono penso che a un confronto con roba tanto più costosa ci porterebbe la digos sotto casa perchè danneggiamo l'economia idiofila dei coni montati in aria.
P.S. ma la kobra di autovox la troviamo ancora per farlo suonare?
Grazie!
x havokin
Il segreto di pulcinella e' che il DiY funziona poco.
Salvo impreziosire esteticamente la roba esiste un piccolo problema che si chiama "massa critica" per cui fare 100 pezzi o farne 10 costa quasi uguale.
Quando io avvolgevo a manina trasformatori per uso HiFi da me calcolati mi sono reso conto che il mi "grande" progetto (aka: scopiazzatura brutta della roba HiEnd) solo di preventivo lamierini, rame e noleggio avvolgitore costava come un intero ampli di marca di potenza affine.
Sicuri che il mio rafazzone potesse suonare meglio di un integrato di technics top di gamma?
Perche' una volta finito sarebbe sembrato sempre una roba da cantina brutta, ma dal costo superiore al SU-V di turno.
Io non ero cosi' sicuro al contrario del 99.999% degli autocostruttori che vedevo mettere insieme schifezze malsuonanti che "suonano divinamente" a parer loro.
Cosi' terminai il DiY se non per cose che non esistono in commercio o per cose brutte.
Ho visto casse acustiche veramente oscene, costate migliaia di euro, laccate come un mobile antico e fatte da legni pregiati che suonavano come una indiana da 300E.
Per esempio il comprare il WF "buono"
Non deve essere BUONO, deve essere ADATTO al risultato e al resto dei componenti.
Inutile che metto un woofer da urlo e poi gli metto mid e TW che suonano diversamente e non riesco neppure ad accoppiarli fra loro.
Per esempio sugli altoparlanti, se vuoi lo cerco in cantina, esiste un vecchio libro che e' ancora attuale sulla progettazione: e' in inglese ed e' un mattone enorme, ma e' molto completo e bello per quanto pesantone. :-)
Il fatto che imparare a progettare significa anche sbatterci il grugno e verificare strumentalmente. Implica di buttare via diverse casse non riuscite (perche' sei agli inizi) e avere strumenti di verifica (solo un microfono tarato costa almeno 500E, un decimo rispetto ad una volta, ma devi averlo).
Pur essendosi abbassati i prezzi ed essendoci nuovi tipi di misura che fanno a meno della anecoica (introducendo errori se non sai cosa stai facendo!) vuol dire che per una cassa come una indiana da 600E alla coppia se sei bravo avrai speso 4000E e 2-3 anni fra errori, rifacimenti, strumenti e castronerie.
Riuscirai poi a costruire il crossover?
Guarda quello delle casse BBC che ho citato nel post scorso: non e' banale, e' molto pensato.
Sicuro di arrivare a quel livello?
se non pensi di arrivarci compra il prodotto finito.
Sicuro che non era meglio spendere 4000E in un altoparlante gia' fatto aziche spenderli per fare un prodotto incerto che vale meno di un indiana da 600E?
Figo "fare cose", ma alle volte e' stolto e te lo dice chi ci ha sbattuto il grugno piu' volte. ma, al contrario dell'autocostruttore medio, non ha pietà neppure per le sue, orribili, creature nate dal prurito nelle mani. :-)
Buongiorno a tutti,
in generale consiglio di partire dall'elettronica analogica. Penso che una volta acquisiti i fondamentali di analogica introdurre il digitale sia più facile.
Per chi non ha dimestichezza con l'elettronica consiglio di concentrarsi sugli amplificatori operazionali (OPAMP). Quest'ultimi sono amplificatori differenziali dal guadagno assurdo ma dalla banda passante in apparenza (sottolineo in apparenza) ridicola. Con l'operazionale si può fare tutto o quasi nel campo analogico a bassa potenza. Di certo non si può pilotare una cassa da 80 W, ma cominciare con le cuffie non è così sbagliato.
Da qui a costruire un finale in discreti che spinga una piccola cassa c'è un po' di strada, ma non così lunga.
Manualistica: si trova tanto e spesso gratis, come questa vecchia edizione di un libro famoso:
https://web.mit.edu/6.101/www/reference/op_amps_everyone.pdf
Oppure:
https://www.analog.com/en/resources/technical-books/linear-circuit-design-handbook.html
https://www.analog.com/en/resources/technical-books/op-amp-applications-handbook.html
https://www.ti.com/lit/an/sboa092b/sboa092b.pdf
Non stiamo parlando di un libro di tecnica audio, ma digeriti i fondamenti di elaborazione analogica (principalmente filtraggio ed amplificazione) siamo a cavallo.
Molti ampli a discreti sono una specie di OPAMP a discreti. Circuito che sconsiglio di tentare di realizzare.
Probabilmente lo scoglio vero è comprendere il passaggio nel dominio delle frequenze. Operazione che molti danno per acquisita ma operando alla garibaldina senza curarsi troppo. Sarebbe meglio comprendere un po' cosa si fa.
Al volo ho trovato questo:
https://www.nirmt.com/storage/uploads/E-BOOK_BE-ELECTRONICS/Laplace%20Transforms%20for%20Electronic%20Engineers.pdf
anche se mi sembra pure troppo.
Per concludere: con gli operazionali si va dritti a sbattere con il problema principale di ogni sistema: la stabilità.
Generalmente l'elettronica non è critica: un circuito canato difficilmente esplode, certo non ci piace avere un ampli che fischia.
una volta fai da te era principalmente per non prendere la roba di relativamente bassa categoria che ti veniva spacciata a prezzi da urlo da strani marchi e poi dentro ci trovavi se andava bene i coral. Se va male gli ellittici del televisore geloso.
Ricordo che nel nostro paese se un prodotto da vendere a 50 viene venduto a 200 perchè bisogna mantenere quel battaglione di parassiti che tra importatori di zona/quartiere/regione ,commissionari e passamano vari fanno lievtare il prezzo e uno stereo della seleco ti costa quanto un pioneer se non di più.
Negli anni 70 e primi 80 tutti si doveva avere "lo stereo" . Personalmente il discorso si è sempre spinto su un suono volutamente non hi fi ma rispecchiante una certa "libertà" che voleva dire tagliare i troppo acuti,gonfiare un goccio i bassi e sopratutto se serviva coprire i rumori di cucina e le sgallinate di mia nonna
Perdonate l'Off Topic.. notizia in tema con il tormentone dei "megacosi" applicato alla risoluzione tv 8k:
Fine dell'era 8K, LG interrompe la produzione
Leggi l'articolo originale su ZEUS News - https://www.zeusnews.it/n.php?c=31785
https://www.zeusnews.it/n.php?c=31785
pensa che io tornerei alla risoluzione standard senza sto HD del piffero. Anzi farei UNIFICARE finalmente sia le uscite dei computer,che dei segnali video dei dvd e magari pure dei monitor vettoriali PER LEGGE.
Così puoi intercambiare cosa vuoi senza fare conversioni inutili e ovviamente abolirei l'HDMI del razzo visto che l'audio/video è analogico e come tale deve restare
Cavolo Blu-Flame, così mi stronchi completamente ehehehe.
Per ora mi tengo allora le mie JBL di 40anni fa.
Più che altro è un settore dove non mi fiderei a spendere che pochi euro, perché non riesco a distinguere minimamente cosa sia fuffa e cosa no.
Cavolo Blu-Flame, così mi stronchi completamente ehehehe.
Per ora mi tengo allora le mie JBL di 40anni fa.
Più che altro è un settore dove non mi fiderei a spendere che pochi euro, perché non riesco a distinguere minimamente cosa sia fuffa e cosa no.
@docelectro l'audio potrei anche capire... ma se l'output è discreto (i pixel) per me ha senso che la comunicazione rimanga digitale, almeno per quanto riguarda la risluzione (ma anche per l'intensità... più comodo, a quel punto).
4k a me torna comodissimo sul monitor del PC... ad esempio Excel ma in generale qualsiasi programma perché posso usare più finestre contemporaneamente.
Ovviamente uso una TV 43", per cui quella risoluzione diventa sensata.
8k ti do ragione... per il momento non ne vedo l'utilità.
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