Ho letto la presentazione di un corso di "grande" marketing assai costoso.
In realtà un'accozzaglia a caso di banalita', ma mi ha fatto riflettere.
Perche' le banalità, alla fine, sono vere.
Non meritano un corso intero, ma sono vere.
Come dice il motto puoi imparare sia da chi e' saggio sia da chi non lo e', o detto in maniera truce, capisci cosa fare o non fare.
Ma piu' nello specifico e' il motivo per cui molti "imprenditori" falliscono o sono obbligati ad un vivacchiare se non hanno un business plan che non sia un parto onirico sotto acido.
Perche' a scuola Catullo e' piu' importante di gretti numeri economici e snobbare la realta' del presente rifugiandosi in un passato immaginario causa problemi non da ridere.
Ricordiamo che in italia le aziende nel 90% dei casi o sono il lavorone sotto padron che che come business plan e' "fare come lui al 5% meno" o tizi che si alzano la mattina pensando che "se lo fa tizio lo posso fare pur io".
In pratica tentativi di fotocopia sbiadita di attività spesso alla frutta che ha ben poche possibilita' di esplodere.
Tanti conoscenti che vorrebbero far partire attivita' a me sembra che non sappiano neppure queste banalita' estreme come "se spendi piu' di quanto incassi sei nei premi" che era il vecchio motto del piccolo ignorante italiano anni 60.
Pertanto vi ammorbo con considerazioni simili, ma piu' precise, della presentazione del corso prendendone spunto per capire il dramma imprenditoriale italiano.
Il tessuto imprenditoriale italiano parte dopo la WW2, di fatto in precedenza eravamo molto messi male che manco si puo' chiamare imprenditoria se non eccezionalmente.
Aprire un’attività nel 1950-60 in italia era quasi sempre "quello li' che fa quella cosa la".
Se non si facevano castronerie non avevi concorrenza alcuna, era il deserto.
Le attivita' erano per lo piu' tutte labor intesitive, ovvero difficilmente avevi bisogno di partire con ampi investimenti, le nicchie erano tutte vuote, bastava accomodarsi.
Se nel 1960 apriva una pizzeria, era IL pizzaiolo, in città ne avevi pochi, potevi essere il primo.
Del resto la "pizza" era giunta in italia nel 45, pochi anni prima, e nel 1980 ha conosciuto un boom al nord, come cibo etnico, incredibile.
Negli anni 80 reggevano perche' lo stato regalava soldi all’economia, e il boom stava in piedi.
Dal 1960 al 1990 circa la pizzeria, l'ennesima, era un lavoro ad alta rendita nonostante la poverta' del prodotto/servizio.
Scelgo la pizzeria e non cose piu' complesse, ma il discorso e' simile per la meccanica o altro.
Poi avvenne un fatto, in citta' non accadeva piu' che i tuoi ti portassero in pizzeria alla domenica a mangiare "etnico" (che poi era estero ma non etnico, glissiamo).
In citta' fra asporto e seduti vi saranno state almeno 200 pizzerie.
Poi hanno cominciato a chiudere.
Prima abbiamo avuto gli anni 90 con il cinese (altro etnico) poi il giapponese e intanto i "panini" (con lo zundapp) avevano gia' destabilizzato.
Oggi le pizzerie sono 1/5 almeno del picco.
Aprire oggi una pizzeria e' da poco furbi.
Nella stessa via hai almeno una serie di concorrenti, inoltre hai le APPestanti di delivery.
Anche cercare la nicchia e' difficile, "le pizze napoletane" o le "pizze gourmet", come quelle al rosmarino vegan free anti cruel superpixel le trovi gia' in citta'.
Questo e' successo in ogni settore, non solo nelle pizzerie.
Mettere su un'aziendina metalmeccanica comprando 4 torni, pagandoli facendo le nottate in bianco, non basta piu'.
Tuo nonno, tuo padre, con le elementari e una bottega ha fatto i soldi e tu, se ci provi, affondi male.
Mio padre era un elettrodomesticaro, ne ho conosciuti bene almeno 200, visti di sfuggita un migliaio.
Spesso erano negozi storici, che avevano aperto nei gloriosi primi 60, alcuni nei 70, raramente primi 80.
Gia negli anni 90 alcuni non capivano come avessero perso lo smalto e spendevano piu' dell'incasso.
Nel 1960 non serviva sapere come gestire un'azienda, non serviva studiare marketing, bastava aprire.
Alla fine della giornata guardavano nel cassetto.
Il numero dei negozi era da sempre salito, masticando i margini, ma l'idea e' che bastava stringere i denti e i soldi arrivavano.
Le tasse e gli oneri erano bassissimi.
Il problema e' che nel frattempo erano arrivate altre realta', i salumieri, certo, ma anche le varie trony e saturn.
Quello che non capivano gli elettrodomesticari era che le catene non vendevano elettrodomestici.
Vendevano se stesse.
Del resto chi vendeva il negozietto spesso prendeva ZERO, del resto valevano piu' i muri, se malauguratamente erano di proprieta', che dell'attivita' una volta cessata la follia della "licenza".
Per una catena, spesso, il prodotto e' la catena stessa.
Cosi' molti negozi di elettrodomestici sono diventati banche, flagship di giocattoli o di mutande, come del resto i pizzaioli sono stati sostituiti da sushi piuttosto che concessionarie o vestiario.
Oggi iniziare vuol dire lottare, per davvero.
Benvenuto in DOOM.
la teoria del "faccio pagare meno del concorrente" e' per lo piu' morta, ma far pagare un gelato 5E non e' facile, devi fare qualcosa di molto WoW.
"Il controllo di gestione della maggior parte delle PMI italiane è ancora fermo a "ho incassato più di quello che ho speso?".
(una frase del "corso")
Siamo un mondo complesso, dove se sei una pizzeria i tuoi competitor sono McDonald's o altre catene che usano i dati e hanno gestioni finanziarie complesse, catene del valore controllate e non vincolate al semplice prodotto e hanno il marketing per stanare proprio il tuo maledetto cliente.
Se il tuo concorrente usa i dati per prevedere cosa ordinera' fra tre mesi, ha piazzato l'ordine per 300.000 panini che ha negoziato dalla parte del manico e bloccato per avere un prezzo certo, rivolgendosi ad un areale ampio e la sua catena del valore parte dalla pianta del grano tu cosa fai?
Tu stai ancora con exCCel usato male al posto di access, cercando di capire quanta roba hai nel frigo per andare dal grossista che e' parte di una catena del valore, che non conosci, molto costosa e dal prezzo e qualita' variabile?
In pratica hai allungato la catena del valore (piu' costo), resa meno prevedile (piu' costo), con prezzi non concordati (piu' costo) e hai comunque spese superiori (di certo non puoi fare uno spot TV)
Di fatto non puoi investire nel KnowHow e nella pubblicita'.
Sicuro di poter competere?
Sicuro di guadagnare?
Oggi per fare imprenditoria bisogna iniziare a pensare: "Cosa posso fare che risolve un problema che magari la gente non sa nemmeno di avere?"
Per esempio io mi sono sempre chiesto, fra le migliaia, perche' non esistono societa' di cura&gestione PET.
Perche' magari e' azzardato in un paese di straccioni con il suv, ma non e' certo mettendosi a fare una pizzeria o un officinetta sguarnita che riuscirete a non fallire.
il "corso" (piu' roba da blog) dice giustamente
Il segreto? Non fare il clone sfigato: "Partecipare" non basta più. Il mondo Eldorado dei nostri nonni è finito, e no, non tornerà.
Perche' era l’eldorado davvero, una terra vergine e una terra in cui lo stato, soprattutto al sud (che si riversava indirettamente anche al nord) versava danari a pioggia.
Quindi piu' ricchezza, presa a prestito nei 60-80 dal post 2000 e terra vergine di conquista.
Ora si paga, buffoncelli.
Il problema e' scolare, chi con uno studio 3za media o peggio liceo ha davvero le armi per combattere o pensa, come il solito stolto in monopattino, di essere valentino rossi?
Nessuno che non voglia lottare con il primo "negher", che quel lavoro lo ha imparato in 2 anni sotto padrone, dovrebbe partire con un lavoro imprenditoriale che ha la sola forza nel "mi lavuri forte".
E' ovvio che il mondo e' di chi evolve, non di chi pesta il martello piu' forte come nel 1940.
Nella realta' e' sempre stato cosi', solo che prima era piu' facile.
Bastava esistere, aprire, fare e soprattutto copiare: il 90% delle aziende italiane sono nate da operai messi in proprio, che non ci sarebbe nulla di male se non fosse che e' una squallida copia, spesso a minor prezzo, del vecchio capo oramai con moglie e figli che non poteva permettersi lo svacco dei prezzi per inseguire un giovietto che lavora 14 ore al giorno in perdita.
Perché quando la tua tecnologia e' uguale ad altri, e pari a zero, se non ci sono motivi a parte il "ma io costo meno" sei fregato.
Il problema del "
costo meno peCChe mi ci do da fare" con il fatto che oggi puoi fare un ordine o una telefonata con pochi spiccioli in tutto il mondo fa ridere: diviene chiaro che se "altrove" fanno il tuo chiodo senza ricerca a meno sei fregato.
Negli anni 60 era gia' un problema far arrivare la roba dal sud, anche cose banali erano impossibili.
Oggi il 15enne ordina le cuffie BT bellissime in cina a 10E.
Tu sei rimasto agli auricolari a filo con diaframma tranciato in tolla brutto, facili da fare anche per un 3za media.
Il tuo capo li ha prodotti cosi' per 30 anni campandoci bene, tu gli hai rubato il lavoro costringendolo a chiudere o non investire.
Il capo non ha potuto evolvere e tu sei nei debiti per aver sbagliato business, chi paga l'evoluzione?
Ecco perche' oggi per partire ti serve un istruzione SUPERIORE, non nel senso che hai studiato alle superiori, ma che hai studiato tanti anni per bene partendo da subito con quello che ti serve e non hai perso tempo a cincischiare.
Alle superiori devi gia' iniziare a tromba, non puoi iniziare all'uni, altrimenti ti asfaltano.
Qualcuno puo' contestarmi che trovare una via nuova e' difficile, e' per questo che le aziende hanno un ciclo e gli investitori investono scommettendo sulle nuove idee.
Ovviamente in italia mancando le idee e l'istruzione mancano sia le aziende in cui investire sia gli investitori che sappiano cosa vuol dire investire,non a caso le aziende italiche secondo i dati sono PESANTEMENTE SOTTOCAPITALIZZATE.
Non a caso le rare azinede appena fondate che hanno un quelche valore, le famose start-up, una volta che bruciano i soldi di parenti e amici (e per sbaglio qualche angel passato di li a caso) trasferiscono la loro sede all'estero.
Per quanto nessuno ne parli non esiste solo una pesantissima fuga di cervelli e delocalizzazione, ma esiste una altrettanto pesante fuga di aziende appena nate.
Ora e' evidente che tizio puo' vcendere il corso a chi ha studiato Catullo senza mai leggere nulla fuori dalla sQuola, ma del resto essendo "maturo" pensava di non averne bisogno.
Il problema dell'italia e' tutto qui:
Troppi 3za media e troppo liceo.
21 commenti:
"buffoncelli"
...peccato che chi ha fatto debito e chi si ritrovi con il conto di altri da pagare siano due persone diverse di due generazioni diverse...
x celso
Da sempre in italia si sventola il fatto di essere capaci di essere gay, ma con il sedere altrui
Ciao,
ed allora, che cosa andrebbe fatto? Su quali settori puntare? Aerospazio? Difesa? Elettronica?
Non credo che il problema sia la presunta mancanza di stagnini che saldino schede elettriche.
Se il perito è superiore al latinista perché hai difficoltà a capire come funziona un circuito retroazionato ed ammetti di non capire la matematica che sta dietro? Oltre a non sapere come funziona un MOS.
Oppure sono tutte questioni da latinisti, molto meglio discutere con chi ha solo la Licenza Media (come la chiamavamo una volta).
Non basta sentirsi svegli perché talvolta ci si è imbattuti in una versione ridotta della trasformata di Laplace, finendo per credere che in AC la corrente diventi immaginaria e pure complessa.
Il titolo di studio non significa nulla. Studiare da solo, spesso, è molto meglio.
Secondo me basta passione, e tu ne hai tanta, si vede, e vedrai che capirai tutto da solo.
Torniamo al punto di partenza: cosa fare? Sinceramente io non lo so.
più che altro c'è da fare considerazioni sul fatto che dal kebabbume la pizza costa 8 tutto compreso mentre nella pizzeria tra coperto,pane e altre vaccate te ne partono 20
Se non capisco male un perito qualsiasi autodidatta in marketing, è meglio di un liceo classico + laurea nella più prestigiosa università economica italiana + 2 master all'estero ? ottimo, se rinascessi...
il problema non è "cosa fare". il problema è che "non è stato fatto". l'italia ha passato trent'anni a prendersi lavori a basso valore aggiunto perché era le filippine d'europa. ora ci sono morti di fame più economici altrove, ed è rimasta una mano d'opera pochissimo qualificata, gestita da una classe dirigente che sa solo vendere manovali. ci vogliono decenni per mettere a posto le cose.
Gate-All-Around
“cosa andrebbe fatto? Su quali settori puntare? Aerospazio? Difesa? Elettronica?”
Come al solito un solido mix.
Nessuno sa come sara' il futuro.
“Non credo che il problema sia la presunta mancanza di stagnini che saldino schede elettriche.”
ni.
Quello d capirsi che lo stagnino esiste dove esiste il progettista, e gli stagnini si appoggiano al lattoniere che a sua volta...
Esiste una catena del valore.
Nin esiste il perito perso nel nulla e il latinista come unica scelta du intelletto totale
La Licenza Media e il liceo come tappa finale (questi due gruppi sommati ai 5 elementare sono il grosso dell'italia) hanno creato il problema attuale.
“ Studiare da solo, spesso, è molto meglio.”
Non tutti simo cosi' svegli e un buon insegnante fa si che ci si mette 1/10mo.
“Torniamo al punto di partenza: cosa fare? Sinceramente io non lo so.”
il punto di partenza era che certi “corsi” raccontano quello che si doveva fare alle medie.
Mi ha solo fatto ricordare che molte aziende muoiono velocemnte perche' l'imprenditore non ha solide basi sulle basi basiche.
La storiella di pierino che compra e vende mele decontestualizzata va bene fino alle elementari, dopo si deve introdurre il fatto che per trasportare le mele va comprato un furgone e pagate le tasse.
Questo e' il problema, quante volte hai sentito il dipendente dire che il capo, magari di una azienda florida, non capisce nulla e sbaglia?
Dipendete che poi si mette di traverso.
Anonimo 10/3/26 9:34 AM (perche' non vi firmate anche con solo un nomignolo porca pupazza)
“Se non capisco male un perito qualsiasi autodidatta in marketing, è meglio di un liceo classico + laurea nella più prestigiosa università economica italiana + 2 master all'estero? “
Mai detto questo.
Chi avrebbe laurea in economia e 2 master?
E che ci azzecca nel discorso?
Laurea nella bocconi e double master (tuu is megl that nottings) sono un risultato solido e immagino non compri il corso per ottenebrati, quindi?
Quale e' il messaggio che vuoi portare, perche' io non ci sono arrivato (colpa dei fumi dello stagno nel riparare il mio NAD, evidentemente)
Anonimo bis 10/3/26 9:56 (perche' non vi firmate anche con solo un nomignolo santa cipolla apostolica!)
“il problema non è "cosa fare". il problema è che "non è stato fatto". l'italia ha passato trent'anni a prendersi lavori a basso valore aggiunto perché era le filippine d'europa. ora ci sono morti di fame più economici altrove, ed è rimasta una mano d'opera pochissimo qualificata, gestita da una classe dirigente che sa solo vendere manovali. ci vogliono decenni per mettere a posto le cose.”
Che e' quello che sostengo da anni e che non si vuole cambiare, si spera sempre che “arrivi del lavoro” per una magia e venga pagato "di più" perche' noi siamo santi.
Bisognerebbe acnhe prendere a sberle gente come i sindacalisti per i quali il lavoro e' un entita' astratta de DEVE essere erogata per decreto.
Mah, non sono un apologeta del passato, ma ricordo che il boom nel Nord-Ovest a metà anni '90 aveva colpito duro il tessuto industriale tedesco.
L'ingresso nell'€uro non ci è stato concesso perché siamo stati bravi a fare il compitino, ma per salvaguardare la manifattura tedesca.
Quindi, almeno per il Nord Italia, il tessuto industriale non era così straccio.
Ricordo che l'Italia è posizionata abbastanza bene nei settori tecnologici. A parte l'Ariane l'unico razzo dell'Europa occidentale è il Vega di Avio, il cui motore del primo stadio è impiegato nei laterali del primo stadio dell'Ariane 6.
Se avete visto il lancio dell'Ariane 64 avrete notato che accelerazione al decollo.
L'impiego delle grandi aziende dei settori tecnologici non è trascurabile, a mio parere pure eccessivo in rapporto ai prodotti sviluppati e realizzate. Del resto si parla di aziende pubbliche.
Non che il resto d'Europa sia meglio.
Il legame sviluppo tecnologico-economia non è diretto come ci si illude. Il PIL pro capite della ROK, dubito sia una Nazione tecnologicamente arretrata, rimane inferiore a quello italiano.
Ciao,
oggi le catene del valore sono allungate e frammentate. Basta pensare alle aziende micro-elettroniche che hanno rinunciato (oppure mai preso in considerazione) alla produzione interna.
In tale contesto il perito si colloca ad un livello troppo basso perché sia determinante. Con qualche buon contatto e qualche amicizia un perito può strappare un ruolo commerciale, ma i tempi in cui ogni paesone brianzolo o del varesotto aveva la sua fabbrica di schede per telai è finita.
Un dipendente di Infineon in Romania non percepisce uno stipendio più basso rispetto ai colleghi tedeschi o austriaci perché progetta schifezze, così come i prodotti sviluppati in Italia dalla stessa azienda non sono tecnologicamente scarsi.
Gate come molti miei amici probabilmente sei di fascia "alta" e non vedi bene il popolino nella sua essenza.
Popolino che in italietta e' quello che e'.
come del resto in ROK una bella fetta della popolazione pre 80 era in una situazione orribile. Voglio solo ricordare che ancora oggi molti vertici sono militari.
Se la popolazione "giovane" e' molto istruita (anche se molti mettono in discussione la qualita' delle uni chissenefrega) la vecchia guardia over 50 e' ancora bella pesante e crea un freno che si allentera' solo con le generazioni che stanno ora facendo le scuole.
Certo non ne' una relazione diretta istruito>ricco bum!.
Tendenzialmente a lungo termine pero' lo e' perche' e' UNO dei motori.
E' un pochino un cane che si morde la coda:
senza istruzione non puoi fare certe cose
Ma con l'istruzione e senza soldi (ricordiamo la ns industria sottocapitalizzata?) non ci riesci, pero' hai posto le basi (se poi attendi troppo scappano come da noi e in portogallo)
Idem la giustizia, le azinede amano la giustizia certa e rapida.
Idem le tasse (che in italia manco i commercialisti sanno come applicarla, e alle volte manco lo stato stesso)
idem...
Insomma se devi fare "lavoretti basta poco, se devi fare cose complesse ti serve personale formato, dal tizio che fa l’usciere che deve parlare italiano (cosa non scontata) al dirigente che deve fare un piano dei conti credibile.
Il tutto con capitali che NON POSSONO ESSERE INTERNI. Devono esistere banche non barzellette (se hai gestito un azienda sai che ti fanno impazzire)
E' come un auto: hai bisogno delle 4 gomme, se una e' scoppiata (in questo caso l'istruzione del personale) sei fregato. Se anche le altre sono malmesse non puoi neppure pensare di andare da qualche parte.
Quindi se guardi le aree piu' ricche (solitamente piu piccole degli stati dove il PIL attrae PIL a macchia di leopardo) noterai che sono piu' istruite. Idem le persone piu' ricche in generale. Non ci piove.
Esistono migliaia di stats in tal senso.
Senz'altro!
Concordo, ma molti problemi italiani sono propri di molti Paesi europei.
La crisi morde ovunque, gli stipendi potrebbero fare ovunque un bel salto in basso.
Così come molte aziende prenderanno la via che conduce verso qualche piccolo Paese a tassazione e regolamentazione speciale. In Italia come altrove. Del resto STMicroelectronics è una controllata pubblica ed ha sede in Svizzera, sia pur per ragioni geopolitiche.
gate
"oggi le catene del valore sono allungate e frammentate. Basta pensare alle aziende micro-elettroniche che hanno rinunciato (oppure mai preso in considerazione) alla produzione interna.
In tale contesto il perito si colloca ad un livello troppo basso perché sia determinante. "
ti dico vero e ni.
Il problema oggi e' questo.
Diamo per scontato che non tutti sono intelligentissimi (per es io mi reputo un idiota) non tutti possono fare una universita' idonea a disegnare chip.
Oltretutto non hai bisogno di 60 milioni di disegnatori di chip.
La domanda che oggi sta diventando pruriginosa se la AI diverra' quello che sperano i venditori, che caxxo gli fai fare?
Deve esistere sempre una variabililita', ci sono persone che puliranno i pavimenti, quelli che preparano i prototipi, quelli che analizzeranno i guasti, quelli che gestiranno a vari livelli l'economia aziendale eccetera.
Questo per ogni settore.
Certo che la VW esporta la produzione dei furgoni da poco in Ungheria e persino cina (i Q2->7 e simili), ma quella roba avra' sempre una gestione e, se non sono pazzi, una progettazione e test in sede (penso che VW abbia delegato e gli costera' parecchio entro 5 anni).
Quello che da decenni e' successo che la parte Hitech e' rimasta in sede e quella low tech fuori.
Il problema e' stata la gestione cinese e il fatto che chi viveva sul tirare il bullone (altro che il saldino!) e' stato fatto fuori e intere nazioni come l'italia che vivevano di low sono state penalizzate tanto a favore per esempio di Spagna e polonia che hanno fiutato l'affare e messo a studiare i giovani rendendosi competitive non solo per una mera questione di prezzo del netto in busta, ma per competenza, tasse, energia eccetera.
25 anni fa dissi che la spagna ci avrebbe fatto un cu cosi'. Non e' ancora arrivato il momento, magari non succedera' (non ho la palla di vetro), ma guardati i dati economici degli anni 90 e quelli attuali e uno che ha governato il paese qualche domandina deve farsela sui perche' e quanto ha sbagliato.
Quindi il perito deve essere quello che nei "gloriosi" anni 50 era il 5ta elementare epoi il 3za media degli anni 70, il minimo di istruzione possibile.
Oggi la sQuola dell'obbligo deve includere i 5 anni delle superiori (minimo altri 3) e per forza di cose deve essere flessibile, piu' di un ITIS, certamente il liceo deve sparire essendo rigido.
Se la AI facesse quello che raccontano il minimo d'obbligo deve diventare l'universita'.
La gente che tira il bullone, purtroppo, verra' pagata sempre meno e i sindacati italiani debbono farsene una ragione e capire che non sono piu' gli anni 50, magari diventare un motore e smettere di essere un freno.
Beh, la maggior parte dei lavori è emulazione senza necessità di capire il perché. Ovvio che l'AI impatterà, a meno che non ci si accorga che è insostenibile economicamente e che non è una bella cosa consegnare i dati del singolo esemplare prodotto ad aziende esterne che conoscono già tutto.
Spagna e Polonia sono i due spauracchi che spaventano l'Italia da anni. A dire il vero non solo la Polonia, tutto il gruppo di Visegrad.
Lo spauracchio spagnolo si è sgonfiato dopo lo scoppio del 2008. Un'economia troppo dipendente dagli investimenti esteri che aveva prodotto un boom immobiliare destinato solo a scoppiare.
La Polonia gode di fiumi di fondi Europei pagati dalle Nazioni che ne risultano danneggiati perché la Germania s'illudeva di espandere la propria influenza verso Est. Oggi si erge a muro contro la Russia, annuncia la costruzione di un'artiglieria potente e di un'industria militare di primo livello.
L'Ungheria ha seguito la stessa strada salvo schierarsi con la parte sbagliata (è pro Putin). Vedremo se l'UE accetterà le uscite di Orban o cercherà di fagli capire che senza fondi UE sarebbe lì a vendere salumi.
Chiaro che ci sarà sempre più pressione su chi tira i bulloni, tuttavia in Italia si è sviluppata una strana forma di comunismo tale per cui gli stipendi sono più o meno uguali indipendentemente dal ruolo.
Vedremo se il modello italiano avrà emuli in Europa; credimi, anche i tedeschi stanno esternalizzando la progettazione.
il boom del nord-ovest negli anni novanta era sempre quello. erano sempre filippine d'europa. aziende che avevano a che fare con la tecnologia ma che non avevano una maturità tecnica adeguata. hanno "rubato" alla germania e all'olanda i lavori da scimmia, distruggendo l'economia nel mentre. una variante "in grosso" di quello che dice l'articolo sul giovane che si è messo a fare il lavoro che il vecchio faceva per una manciata di monetine in meno.
in più c'è stata una raffica di governi con una visione del futuro da terzo mondo, tra il puntare ad "agricoltura, artigianato e turismo" – ottima ricetta per diventare la thailandia d'europa, e le misure fiscali ottimizzate per stimolare la decrescita e abbattere gli investimenti (le varie flat tax, e i regali alle microimprese che tirano a campare).
Xgate
" in Italia si è sviluppata una strana forma di comunismo tale per cui gli stipendi sono più o meno uguali indipendentemente dal ruolo."
Che e' quello che denuncio da decenni, mi pare.
E per decenni mi hanno dato del pazzo.
Ho amici che fanno i ricercatori che prendono poco piu' di fisso di una sciampista (e se sei junior meno)
Un laureato con master e' ovvio che debba prendere piu' di un perito (cito che lo citi sempre) e che questo debba prendere piu' di un liceale puro o un 3za media.
Altrimenti che caxxo lo fai a fare di studiare?
Infatti abbiamo pochissimi laureati, battiamo solo la Bulgaria.
Ma quando dici che vanno aumentati gli stipendi di chi ha capacita' tutti di danno contro dicendo che sono i poveri a dover avere un aumento.
Eh si.
Un po' di anni fa il problema assumeva un minimo di visibilità in rete e pure sulla stampa. Le risposte ed i commenti erano al limite del grottesco.
Nei commenti più gentili si ricordava che una volta fare la gavetta era la norma, come a dire che essere l'apprendista che sposta i pneumatici ed un laureato sia la stessa cosa, ma molti commenti erano più idioti che cattivi.
Un esempio: prenderebbero di più se invece di stare alla scrivania mungessero le mucche, ma non lo fanno perché non vogliono sporcarsi, quando fanno schifo comunque perché chi se la tira nemmeno si lava.
Si trovavano realmente commenti di questo tenore, la maggior parte si limitavano alla prima parte del concetto, qualcuno (e nemmeno pochi) proseguiva il discorso fino alla fine.
Ricordo un delirante articolo di Libero che elencava una serie di mestieri che avrebbero permesso di vivere bene con il lauto stipendio di 1 k€/mese.
L'auto richiede dei motorini per i vetri elettrici. Non mi risulta che le aziende tedesche che producevano motorini elettrici per BMW oggi producano circuiti integrati FinFET.
ma il punto sta proprio lì: se oggi, mentre fai i motorini, arriva uno che li fa che costano il 10% in meno, non è che parti a fare microprocessori; semplicemente il tuo mercato si prosciuga e tu chiudi. dovevi iniziare a fare processori finché avevi soldi da dedicare alla ricerca.
Sarebbe bello, ma non è possibile.
Gli unici esempi che mi vengono in mente sono Samsung, grazie a un rapporto non sempre limpido con il governo, fin dai tempi che la ROK era una dittatura (tutti ricordano piazza Tian An Men, nessuno della strage degli studenti universitari a Seul) oppure Micron che nasce come diversificazione degli investimenti da parte di produttori di patate in Idaho.
Tornando alla Germania: non è che produca quali tecnologie IC. Qimonda (memorie) è fallita dopo essere rimasta a secco nel 2008, Infineon non produce tecnologie spinte (appalta all'esterno, se necessario). La fabbrica più avanzata ad oggi è il centro GlobalFoundries di Dresda (ex-fabbrica AMD) la cui tecnologia più avanzata è il FDX22 da 22 nm acquistato da ST e dal CEA di Grenoble.
Il vero successo tedesco è rappresentato dai sistemi per litografia EUV sviluppati da Zeiss, Sembrerebbe che gli analisti avessero consigliato a Zeiss di chiudere il settore litografia, fortunatamente Zeiss ostinatamente ha proseguito.
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