lunedì, novembre 10, 2008

Flash Vs HDD





Flash Vs HDD
ultimamente è iniziato un altro trend: sputtanare i cari vecchi hard disk per cercare di indorare la pillola dei dischi a stato solido. Sentiamo cosa dicono alcune riviste:

un incremento prestazionale di 175 volte rispetto ai dischi la memoria flash sta già rimpiazzando i dischi high-end del settore server, in un perfetto rimpiazzo per gli hard disk di classe enterprise. Prestazioni I/O, hard disk battuti su ogni fronte I drive basati su memoria flash, gli SSD, sono in grado di offrire prestazioni eccezionali, irraggiungibili per qualsiasi HDD meccanico.



Balle!
Almeno non in quelli in vendita normalmente che mi sono capitati fra le dita.
In genere le mie esperienze si possono raccogliere in questa direzione:
Le memorie flash sono sostanzialmente indistruttibili dal punto di vista meccanico, una mi è finita in lavatrice senza conseguenze apprezzabili, consumano poco, sono silenziose.
Sul trasferimento di pochi dati, soprattutto in lettura, danno della soddisfazioni veramente notevoli.
Il dramma inizia se intendiamo farci qualcosa di più serio.
Tutte le memorie da me provate sullo spostamento di grandi quantità di dati danno risultati bizzarri.
In lettura hanno una velocità altalenante in genere all'altezza di un normale al hard disk ma ben lontano dai vari test che pubblicano le riviste.
In scrittura scopriamo delle sorprese pazzesche:
alcune marche semplicemente dopo poche scritture rallentano così tanto la velocità che sembra di avere in mano un hard disk di 10 anni prima. Altre memorie continuano ad andare come delle pazze ma il contenitore plastico si scalda più non posso ed infine si spengono durante la scrittura scomparendo di fatto dal computer.
Alla faccia dell'affidabilità spesso sbandierata.
Da ricordare il numero di scritture massimo, in via d'aumento che rende spesso quesi oggetto dei femacarte dopo un po' di lavoro.
Infine hanno una capacita' ridicola: un ssd da 32GB costa come un HDD 500GB, uno da 64 come uno da un TB.

Probabilmente utilizzando i soliti giochini tipo PCMark che non ne beccano una neanche a piangere, le prestazioni saranno sicuramente quelle delle riviste ma nell'uso reale le cose cambiano un pochino.
Cronometro alla mano possiamo sostanzialmente dire che un disco SSD è un fulmine per quanto riguarda l'accesso, è discreto per quanto riguarda la lettura ma è un bidone per quanto riguarda la scrittura.
Si racconta che e' verde (se sta male aiutiamolo!) perche si risparmia energia... ma con il costo che ha faccio andare un HDD 20 anni!

Ma forse se ci pensiamo bene non è neanche discreto in lettura poiché un disco SSD da 256 Gb costa oggi 1000 Euri.
Un RAID di HDD da complessivi 1000GB costa la meta' ed e' in grado di sverniciarlo in lettura, ridicolizzarlo in scrittura e brutalizzarlo in capacita' risparmiando i soldi per tenerlo acceso per decine d'anni.
Se vogliamo anche accesso basta infilare nel computer qualche GB di ram, una diecina, per avere anche quello.... Sempre che non abbiate miciosoft XP o vista basic sfigat (avete provato superare i 3.5GB? si?).


Forse i giornali sono pagati per promuovere un prodotto per fare si che diventi adulto e poi si possa vendere anche ai meno beoti.

Nel frattempo e' una buona idea per chi ha enormi problemi dimensionali, di batterie e di urti. Ma forse lo sapete gia' che i cellulari, mp3, e macchine fotografiche ne fanno uso, no?


7 commenti:

Anonimo ha detto...

Il discorso della scrittura a quanto ne ho letto in giro, è un problema di S.O. che scrive i dati su qulli a stato solido colme sui vecchi HDD cioè a settori e cilindri, ma non essendo fatti cosi gli ultimi alla fine scrivono sempre sulla stessa cella di memoria inficiando presto le prestazioni. Ho letto che Sandisk ha creato un software che sarà contenuto nelle sue nuove unità che dovrebbe prendere i dati e scriverli su tutto il disco come dovrebbe fare l' S.O. e migliorando così le prestazioni,a suo dire, di cento volte l'attuale.
Sicuramente che io sappia solo Winzoz Svista supporta più o meno i driver per questi dischi degli altri S.o. non so, forse il Pinguino ha delle prestazioni migliori. Sicuramente fra 5 o 6 anni saranno i dischi più usati ma adesso anch'io rimango al vecchio "giradischi" !!!!
Paperolibero

Anonimo ha detto...

Vi sono due problemi nelle prestazioni degli SSD:

- il primo riguarda la "traduzione" degli indirizzi citato da PaperoLibero e documentato dalla stampa specializzata: rimando solo al test di HWUpgrade [1]. Il problema della perdita di prestazioni nella traduzione e' ovviabile o velocizzando la stessa in hardware (questo sembra essere l'approccio di Sandisk) per lasciare inalterato il resto o, quando non e' possibile, usando un file system pensato per le memorie flash (es. sistemi embedded Linux o Unix-like basati sulle CompactFlash: i file system sono JFFS2 [2] o YAFFS [3], scelti privilegiando la maturita' o le prestazioni);
- basse prestazioni del controller della flash: non il controller ATA o Sata della scheda madre, ma quello integrato nel disco, che esegue lettura e scrittura nelle memorie e che e' un componente fondamentale per le prestazioni, ma spesso trascurato nei dati tecnici. Alcuni controller Jmicron, usati nelle prime partite di SSD di svariate marche, hanno una cache piccola che penalizza fortemente le letture di piccoli file (test Anandtech [4]): i test di busrt rate (scrittura e lettura di file di grandi dimensioni) passano indenni e mostrano velocita' sostenute, superiori a quelle dei dischi Sata da desktop e simili ai dischi meccanici di fascia enterprise (Scsi, Fiberchannel, ecc.), mentre le letture di file piccoli come i blocchi random da 4 KB sono incredibilmente lente e con numerose pause. Questo e' un difetto di progettazione hardware che non puo' essere corretto a posteriori e che, purtroppo, e' diffuso su molti SSD in commercio (tutti quelli con il controller incriminato: per es., credo anche quelli installati nei MacBook Air): l'unico accorgimento e' informarsi bene prima dell'acquisto di un disco SSD, sperando di imbattersi in recensioni degne di questo nome.

elf

[1] http://www.hwupgrade.it/articoli/storage/2044/intel-x-25m-ssd-in-test-con-molte-sorprese_7.html
[2] http://en.wikipedia.org/wiki/JFFS2
[3] http://en.wikipedia.org/wiki/YAFFS
[4] http://www.anandtech.com/cpuchipsets/intel/showdoc.aspx?i=3403&p=8

Anonimo ha detto...

Io aspetto ancora qualche hanno così si abbassano i, prezzi si correggono gli errori di gioventù ed aumentano le capacità. Poi comunque per il back-up preferisco (o mi danno più sicurezza) i "giradischi" da cui forse è più facile recuperare i dati.
Paperolibero

blu-flame ha detto...

la "traduzione" degli indirizzi o l'uso un file system pensato per le memorie flash non dovrebbero essere cose che ci riguardino altrimenti cadiamo nel tranello di favorire una determinata tipologia.
Dei tempi che furono l'unica cosa che cambiò fu quella di cambiare l'interleave ed ad oggi pur di mantenere le interfacce ed i sistemi operativi senza variazioni i dischi parlano sostanzialmente ancora con l'interfaccia seagate st 506. Minime variazioni come l' interfaccia SCSI non hanno avuto tutto sommato un grande successo.
Da questo punto di vista era molto più avanti il drive del commodore 64.

Se devo confrontare due oggetti li confrontano con il medesimo uso e a parità di costi.
Sicuramente quindi se metto un file system specifico per le memorie flash e andrò più veloce, immagino che utilizzando delle interfacce specifiche e un file system tarato sulle ultime tecnologie di dischi anche i dischi a piattelli guadagneranno qualcosa rispetto alle fat, ntfs o ext2. Il motivo per cui non si fa e' che in questi anni si sarebbero dovute cambiare i file system almeno una decina di volte.
Se i dischi a un stato solido, anche il performante Intel, costano come un raid di velociraptor alimentato per 15 anni e, sempre per i link forniti, vanno molto più lenti... forse il loro uso deve rimanere quello degli ultra portatili super sbattacchiati.
Certo che se scendessero di prezzo potrebbero essere più interessanti, ma riusciranno a scendere di prezzo solamente se ne venderanno a chi non interessa.

caro elfo la prossima volta che scrivi comunque tutti questi link verrà il punito con l'obbligo di correggere tutte le mie bozze aggiungendo i link che mi tedia andare a cercare
:-)

blu-flame ha detto...

X la birra?

luigis ha detto...

Ciao penso che al momento attuale i SSD sono da considerarsi dei prototipi o esemplari di prova. Prova a comparare i primi dischi con piatti rotanti in metallo con gli attuali dischi rigidi. Bisogna ricordare che i dischi rigidi attuali sono in produzione da circa 35 anni e come tutto in informatica/elettronica ha subito numerosissime ottimizzazioni. Gli attuali dischi SSD sono in circolazioni da pochi anni e secondo promettono bene. Ovviamente occorrerà del tempo affinché le ottimizzazioni dei software di gestione e dell'hardware (chip più veloci, più piccoli e più durevoli) vengano realizzati. Con passare del tempo, anche i prezzi caleranno, inevitabilmente. Altrimenti resteranno un prodotto di nicchia per pochi.

Anonimo ha detto...

@ blu-flame: immagino che il post sia scherzoso. Comunque ecco le risposte:

- De translatio:

La traduzione e' inevitabile se non si usano file system pensati per la memoria flash e si deve mettere in conto una perdita delle prestazioni dovuta al passaggio aggiuntivo di traduzione; a mio avviso, ci sono poche controindicazioni nell'adottare un FS rispetto ad un altro: se il sistema operativo supporta adeguatamente il nuovo venuto, allora si occupera' lui di accedere ai dati e di renderli disponibili ai programmi. Gran parte del software e' "agnostico", non ha nessuna idea del file system da cui riceve i dati e (giustamente) non gliene frega affatto: le uniche eccezioni sono o software scritti con i piedi (per es., alcuni giochi pensati per Windows 95-98 che usano librerie capaci di scrivere solo su partizioni FAT; ironia della sorte, ne conosco uno sviluppato dalla stessa Microsoft. Sono fortunatamente una specie in via di estinzione.) o quelli che accedono direttamente al disco bypassando il sistema operativo: vecchi programmi per DOS (praticamente archeologia informatica) e diagnostici, che andranno aggiornati.

Secondo punto: i FS sono pensati per sfruttare le caratteristiche del supporto. E' il software che si adatta all'hardware e non viceversa; inoltre l'interfaccia (Floppy, ATA, SCSI, SATA, ecc) gioca un ruolo molto marginale e non capisco perche' sia stata tirata in ballo.
Per fare un esempio (so gia' in partenza che non ti piacera', ma non trovo di meglio), puoi avere un auto funzionante ad idrogeno (no, non e' un carburante, lo so) con un motore a scoppio riadattato o con le celle ad idrogeno: la scelta del motore a scoppio perche' "altrimenti dovremmo cambiare tutti stile di guida ed abbandonare la trasmissione meccanica per i motori elettrici" si basa su una motivazione debole ed sconveniente (maggiore efficienza delle celle, attriti della trasmissione meccanica, ecc.). Ritornando ai dischi, perche' perdere i vantaggi prestazionali che ci interessano davvero (tempo di accesso ai settori 100-150 volte inferiore a quello dei dischi magnetici, transfert rate uguali o superiori, prestazioni uniformi su tutta la capacita')? Sappiamo gia' accedere ad una memoria come se fosse una tabella (per righe e colonne), questa e' la ram: che problema c'e' ad applicare lo stesso principio ai dischi?

Terzo punto: cambiamento negli ultimi anni. Dovresti quantificare questi anni ;-) ; comunque, rimanendo confinati solo ai sistemi "casalinghi" Microsoft, in 20 anni si e' passati dal FAT12 dei primi DOS al FAT16 (sempre DOS, per avere partizioni maggiori di 32 MB) e di Windows 95 al FAT32 di Windows 95 OSR2 e 98 (ancora per seguire l'hardware: partizioni piu' grandi di 2 GB) all'NTFS di XP (maggiore resistenza alla corruzione, piu' adatto a partizioni da decine di GB, ecc): il passaggio e' gia avvenuto piu' volte e, dopo gli inevitabili problemi iniziali, la situazione si e' equilibrata attorno al nuovo venuto. Analogo discorso per i sistemi aziendali MS (5 versioni di NTFS piu' o meno compatibili fra loro) e non MS (ext2, 3 e 4 per Linux; HPFS e JFS per OS/2; HSF, HSF+, HSFJ, HSFW per Mac OS; le varianti dell'UDF ecc.)
Mi aspetto lo stesso se dovesse essere introdotto un nuovo FS: problemi per un anno, poi sempre meno.

- De pecunia:

Ora i dischi flash sono decisamente piu' costosi di quelli meccanici sia in termini assoluti (hard disk: dai 35 euro in su; SSD: dai 200 euro in su) che relativi (euro/GB: il rapporto e' 1 a 10 per i dischi magnetici). Io sono comunque fiducioso: anche i lettori cd, masterizzatori dvd, gli stessi hard disk erano incredibilmente costosi al tempo della loro introduzione ed i prezzi sono scesi mentre la diffuzione e' aumentata.
L'hard disk da 5 MB dell'IBM PC costava $3000 nel 1981; oggi un hard disk da 1.5 TB costa 160 euro. La capacita' del secondo e' 300.000 volte il primo ed il prezzo e' ridotto ad una frazione (lascio a te l'adeguamento all'inflazione dei valori ed il calcolo del risultato).

Comunque, ora zero link (cosi' non saprai mai se ho scritto panzane o meno :-P ).

- De cervisia :-)

Sono astemio, ma accetto l'invito se posso bere qualcosa di non alcolico. Credo che la birra analcolica possa soddisfare le esigenze di entrambi, con buona pace per il palato.
Passo per Modicia due o tre volte l'anno: per la citta' passa la superstrada diretta al lago Larium e che consente di aggirare l'ingorgo di Mediolanum.
Non trovo la tua mail nel profilo di Blogger: deve esserci un altro modo per contattarti. E, quando lo trovero', scoprirai il significato di elf (nulla a che vedere con elfi, gnomi ed altri esseri magici) ;-)

elf