giovedì, gennaio 22, 2026

EQ

 

Photo: molti progettisti di casse non sono ancora arrivati al 1972 quando mr Roy spiego' du' cosette.

L'equalizzatore e' una della cose piu' controverse della storia dell'HiFi, anche se e' di una banalita' estrema.

Innanzi tutto a cosa serve?

L'idea di base e' adattare l'ambiente alle casse.
Equalizzare rendere uguali, in questo caso le emissioni in ambiente.
Infatti il nome completo e' equalizzazione ambientale.

Gia', il grande dilemma che ha fatto si che i grandi abbiamo fatto casse bizzarre.
Roy Allison  per primo a definitivamente introdotto lo one nel 1972, definendo indirettamente come stolti tutti i box su stand lontani dalle pareti (magari ne riparliamo essendo un errore grave tipico come avere il reflex posteriore). 

Altro pazzoide, antietico rispetto a Roy, che cerco' di accoppiare la stanza, partendo dal fatto di non poterlo fare, Amar Bose con le sue 901. 

Problematiche tanto ben capite che al sim-HiFi di milano (e anche in altri posti) suonavano con lo schienale verso il pubblico e con il frontale verso la parete.

Negli anni 60 era diventato chiaro a tutti che la maledetta stanza era importante, nei 70 era stata approcciata in tutte la maniere e poi nei 90 se ne sono dimenticati.

In questa finestra anni 60/70 si cerca di adattare anche la risposta dei diffusori con l'elettronica cosi' nasce l'equalizzatore ambientale.
Ovviamente l'elettronica costa tanto e prima si fanno 3 bande, poi 5, e via dicendo.
Il problema e' che ogni banda porta con se rumore, distorsioni e rotazioni di segnale.

Cosi' qualcuno pensa che si possano usare meno bande ma specifiche: nasce l'EQ parametrico, generalmente 5 bande in cui la campana di intervento e la larghezza della stessa possono essere regolati.
Nei primi anni 70 i piu' sbavanti pensavano fosse la panacea a tutti i problemi.

Nel frattempo l’elettronica migliorava e scendeva di prezzo cosi' arrivarono gli EQ fino a 31 bande, rendendo di fatto obsoleti i parametrici che comunque introducevano robaccia e non erano in grado di correggere correttamente la risposta della stanza.  

Alla fine degli anni 80 ci si trovava in una situazione in cui erano diffusi gli equalizzatori (parametrici o meno), ma non avevano MAI dato nessun vantaggio al normale user stolto rispetto alla manetta normale.


Vi erano 3 ottimi motivi per cui questo non era successo

-Il primo e' che venivano regolati ad orecchio, che non e' uno strumento di misura, d'altronde l’analizzatore di spettro era piuttosto raro e costoso e anche quando acquistato veniva usato solo perche' era carino e albero di natale. 
In pratica inutile

-Anche l'acquirente accorto poi cercava piu' di compensare le manchevolezze della cassa che della stanza sperando di far scendere quel piccolo woofer fa 16cm delle piccole bookshelf come pensava che fosse giusto nella propria testa, in pratica come un enorme 40cm di una cassa delle dimensioni di un frigo. 
Se poi era roba economica con problemi anche sulle alte...

-La maggior parte degli EQ avevano un inutile scala di 12dB spesso con slider corti (perche' erano carini), decisamente scomoda per la maggior parte degli usi, rari slider doppia lunghezza e tasti per usarli a piu' ragionevoli 6 o 3dB

In pratica il 99% degli EQ venivano impostati per GRANDI compensazioni messe a caso e spessissimo con un andamento a V da paninaro.

Photo: tipica disposizione da animale che sta mandando in pappa l'impianto. Lascio immaginare cosa succeda con quelli che dichiaravano slider da 18 o 20dB.
 

 

Ricordo che una compensazione di 6dB per rianimare un piccolo cono da soli 16cm per cercare di farlo scendere a 50Hz "per sul serio" vuol dire QUADRUPLICARE la potenza usata, o in soldoni, mettere in ginocchio la maggior parte degli ampli connessi.
Mandare in fondo uno slider da 12dB vuol dire moltiplicare per 16 la potenza necessaria all'ampli e altrettanto l'escursione di un woofer.
In pratica n ascolto da 4-5W con un fattore di cresta da meno di un centinaio di wattonzi diventano 60Wpieni che vuol dire che con la cresta sono almeno 400W
Io di ampli da 400W "per sul serio" ne vedo pochini.
Inoltre voglio vedere quali wooferini da casa riescono a reggere 400W ed escursioni da diversi cm, o forse si stanno confondendo i woofer con gli sturacessi XXL?
Perche' e' questo che stiamo facendo, per volumi di ascolto modesti servono potenze enormi.

Inoltre con l'arrivo del CD in massa intorno al 1985, ricordo che molti giradischi sono sempre stati starati malamente, si e' notato che tutta questa roba oltre alle correzioni peggiorava il segnale.
Da qui prima i tasti "CD diretto" e poi "diretto" che semplicemente saltavano l'elettronica dei toni.

Insieme a casse pensate meglio per l'ambiente, non come Roy, ma almeno non come prima, si e' arrivati praticamente a eliminare i controlli di tono ed EQ da tutti gli impianti HiFi da casa o perlomeno a poterli spegnere.

Si stava sistemando la cosa, magari sarebbero nate nuove casse per gli ambienti, quando verso la meta' del 1990 l'industria dell'HiFi e' crollata.
Ci sono molte teorie sul perche' la gente ha smesso di ascoltare musica, quello che e' certo e' che sono rimasti solo i vecchi a farlo.

Ovviamente le cosa vecchie ritornano come novita', alle volte depotenziate altre volte potenziate, la cosa certa e cercare di non far sembrare una cosa vecchia anche se lo e'. 

Oggi sembra che gli EQ con moltissime bande via DSP gestiti con microfoni tarati (oggi i mic se ne trovano sotto i 400E)  possano promettere cose, ma alla fine alcuni dei problemi non sono cambiati. 
Questi oggetti, persino SW "faso tutto mi" dovrebbero funzionare cosi:
Prendo il mic, lo metto nel punto di ascolto 
Pigio un tasto
Magia!, tutto equalizzato.

Perche' oggi le persone vogliono cose ZEROSBATTI [TM] 
Tanto zerosbatti che in alcuni prodotti il microfono non e' neppure posizionabile nel punto di ascolto (stendiamo un velo pietoso sulle bestemmie che potrei dire di quella roba)

Ci sono un pochino di problemi.
Il problema pricipale che una correzione di tal fatta non puo' essere fatta in automatico per diversi motivi.
Il piu' semplice da capire e' che nelle casse ci sono diversi punti che l'EQ non puo' correggere e dipendono sia dalla costruzione della cassa che dalla sua disposizione in ambiente.

Facciamo un esempio estremo come delle cassa da disporre sull'angolo: il progettista ha previsto che mettendola li le basse quadruplicavano l'emissione.
 
Anche se informassi il mio SW del modello della cassa, cosa che non mi pare che sia consuetudine, lascio solo immaginare i costi di un tale database, lo stesso SW non puo' sapere dove ho piazzato l'affare e costringere quella cassa a produrre il doppio o il quadruplo del suono previsto non e' molto sano.
Idem per le alte o peggio, per il buco che si crea con le casse sui maledetti stand in mezzo alla piana.
Stesso concetto per eventuali cancellazioni dovute alla stanza: puoi metterci tutti i watt che vuoi ma non potrai colmare il buco.

Ci sono dei punti che NON VANNO EQUALIZZATI anche se fossero manchevolezze perché non dipendono da cose equalizzabili ma hanno a che fare con la fisica (Dea sempre maledetta strzissima).
Non possiamo sperare che l'ampli e la casse siano con potenze infinite e anche cosi' non e' detto che si possa correggere.

Quindi un sw che cercasse di far scendente un cono da 11cm come dichiarato sul sito del produttore a 30Hz (aceto del supermercato per l'insalata spacciato per spumante?, presente Totem?) incorrerebbe in piu' di qualche problema
Idem se cercasse di ridurre cose il gap con la parete eccetera.

In pratica l'EQ deve essere sempre gestita da qualcuno che, vedendo il tipo di casse e dove sono messe, puo' certamente farsi aiutare da sistemi di EQ automatizzati, ma dovra' cmq correggere la curva con la propria esperienza.

Diciamo che non sono cose da far gestire alla massa, salvo voler parlare di scritte glitter come l'HDR o il  megapixel sui telefonini che da imbarazzante e' passato a nonsense.

Ultima EQ, gia' ce ci siamo,  da vedere e' sugli altoparlanti attivi.
Ultimamente molti altoparlanti attivi, alcuni addirittura spacciati per monitor, mostrano risposte in frequenza dichiarate che non esiterei a definire imbarazzanti. 
Fino a prova contraria un altoparlante da 8-10cm non puo' riprodurre 50Hz, salvo che abbia escursioni di mezzo metro e/o masse tali da dover usare 1000W per ascoltare il telegiornale.

Anche in questo caso e' un trucco alla dieselgate.
Si alimenta il piccolo giocattolo con 1W, P alla quale si misurano le cose per far prima, e si equalizza pesantemente mantenendo la potenza in ambiti ragionevoli (visto che porta con se un guadagno si sta abbassando il volume) 
Il risultato e' che quella cosa riudirà a riprodurre 50Hz promessi a -3, ovviamente ad un volume sussurro che nessun umano e' in grado di ascoltare (ricordiamo che le orecchie a bassi volumi sentono solo le medie?). 
In pratica, per un umano, suona come una cuffia appoggiata sul divano.
Appena si alza il volume, ovviamente, le cose cambiano e vengono adottate strategie per evitare di arrivare alla saturazione del fetido classe D gia' a volumi da sala d'aspetto dentistica dove servirebbero watt a palate. 
Stressa strategia avviene quando vedete subwoofer dichiarati per il soliti 20Hz o poco piu' (perche' il peone guarda solo quello!) alimentati da pesantissimi 1000W in inopportuna classe D con un misero cono da 20cm.
Si parte con un wattino e giunge, dopo aver consumato tutto il KW in EQ, ai fatidici 20Hz ad un volume che definire ridicolo per il costo di a 4 zeri e' poco. Ogni riferimento ad un sub con case in alluminio spesso e' puramente casuale.
Ovviamente poi a volumi normali se arriva a 45Hz con distorsioni ridicolmente alte e' tanto

Riassuntino

L'EQ non e' il male, ovvio. tenete conto che moltissimi Xover fanno anche una sana EQ e in ambito pro e' tutt'altro che un errore.

Al solito come  tante altre cose che abbiamo visto il consumatore ha snaturato la questione chiedendo sempre di piu' e usandola in maniera inopportuna.
In pratica creando l'associazione EQ=schifo e rendendola vera.
Infine l'EQ e' stato un modo per far apparire sui cataloghi caratteristiche inesistenti.

Il problema e' che oggi tutto e' idiot-proof e l'EQ ambientale non ha senso in questo contesto "schiaccia un tasto e, PUM!, avviene il miraculo".
Alla fine togliere dai prodotti l'EQ e' stato, e', un beneficio. 

Del resto una mannaia in mano ad un bambino spaventato sotto droghe non e' una buona cosa, anche se e' uno strumento utile di per se.

 

lunedì, gennaio 19, 2026

Agcom, lo stato e il fantasma formaggino.

Che lo stato italiano non sia molto sveglio, emanando leggi mal fatte e che causano dolo e sanzioni bloccando lo sviluppo della nostra economia non e' un segreto, ma le ultime di AGCOM assomigliano piu' ad una commedia degli equivoci triste con il finale dove tutti periscono malamente fra atroci dolori

Vediamo gli antefatti.


 Il giornalista Massimiliano Capitanio, esperto di latino, greco e con forte esperienza nel dialetto (come spesso sottolineato nei bio ufficiali), con laurea in filosofia viene messo a capo della AGCOM, che gia' aveva accarezzato.
Cosa ci azzecchi un giornalista filosofo con L'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che e vigila sui settori delle telecomunicazioni e soprattutto si occupa di fissare le regole del mercato, risolvere controversie, sanzionare le violazioni che hanno per lo piu' connotati ultratecnici come gestire lo spettro delle frequenze nel rispetto delle spaziature (un coacervo di tecnica e legislazione minestrati male) non e' dato sapere.
Ricordate: per costruire la vostra casa prendete un filosofo, uomini totipotenti, gli ingegneri sono sopravvalutati.

Il poveretto, completamente avulso dal mondo reale come dimostrera' regolarmente nei suoi interventi personali, e' convito che basti ordinare per far si che tutto il resto segua: la volonta' domina.

Non capendo come funziona la ruota appena sale al potere decide di volerla quadrata in quanto per lui piu' comoda e stilosa.
Cosi', per cercare di salvare il declino dell'amato calcio produce una delle piu' raccapriccianti aberrazioni legislative che si ricordi "o' skudo pei pirati".

Ovviamente le ruote quadrate non funzionano, ma il prode filosofo pensa che chi ha la testa dura e la volonta' fasci..., ops, del fiero latinista, la vince sulla situazione, che si capisca la situazione  o meno.

Il risultato ovviamente lo copre di ridicolo, ma prosegue dritto collezionando figure di medda... 

Ora direte, hai fatto la figura da grillino, hai fatto una seconda figura da paguro, cosa fai?
Capisci di non aver capito un tubo e ti fermi? 
Lui ha proseguito. Prosegue perché, da classicista, sa che dentro di lui la coscienza gli dice che ha ragione!
La verita' e' dentro di te, non nei libri di informatica!

Nel frattempo per legittimare quella colossale bestialita' della bomba a mano piratesca sono state spinte delle norme che obbligano alla delazione e/o ad essere poliziotti (cosa non nuova da noi, chiedete al vs datore di lavoro).

Bisogno ricordare una cosa: l'italia e' un paese di ladri di polli e l'apparato legislativo e' scritto da vigilantes che hanno in mente il quartiere dei ladri di polli, dimentichi che il mondo se ne frega.
Per bloccare i ladri di polli in fuga si vuole togliere la corrente all'intera regione.
Oggi du mundo!

L'altro attore dell'ultima comica e' cloudflare, che di fatto e' una specie di proxy cache per i siti: di fatto quando centinaia di utenti italiani prelevano la stessa foto di un sito americano spesso non prelevano in realta' la foto da li, intasando migliaia di Km di fibra, ma questa societa' di soppiatto ne fornisce una copia dall'Italia.
Ovviamente questo ha ridotto drasticamente il traffico, alleggerendo i server e aumentando la velocita'.

Fra l’altro cloudflare, come tanti attori, ha il suo DNS, quel meccanismo per tradurre "allarovescia.blogspot.com" in un numero come 142.250.73.129
Ricordo che i DNS meno si patrugnano meglio e' visto che hanno sistemi per aggiornasi in maniera incrociata.
Infatti quelli "pastugnati", come quando l'italia li blocca, finiscono per avere problemi, per tanto si evitano anche per questioni di performance e regolarita'.
In passato usavo 8.8.8.8 (google) sui router, anche aziendali,  perche' quelli italiani, per esempio quelli di TI proposti dal provider via DHCP,  si incastravano spesso e volentieri su siti leciti, anche istituzionali.

Non e' solo una questione di furberia, ma di funzionalita' ed evitare la telefonata del cliente che ovviamente non pensa che il problema sia il provider santissimo e immacolato che ha un DNS a strattoni.

Nel frattempo il santo giornalista brianteo giunto al potere, perseguiva la campagna di sberleffo sul funzionamento malato di quella cosa che non ottempera i bisogni interiori di chi ha il comando.
La natura dello strumento, una bomba da 10Kg in piena citta' per fermare uno scippatore, è il suo peccato originale: la forza eccessiva fa piu' danni di quelli che limita.

Inoltre da anni i provider colpiti narrano di costi milionari e minor prestazione per ottemperare a sistemi che comunque non funzionano.

 

Vediamo il comunicato di AG-filosofia sulla multa.

"In particolare, era stato chiesto alla Società, in quanto fornitore di servizi della società dell’informazione coinvolto nell’accessibilità di contenuti diffusi illecitamente, di provvedere alla disabilitazione della risoluzione DNS dei nomi di dominio e dell’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP segnalati dai titolari dei diritti attraverso la piattaforma Piracy Shield, o comunque di adottare le misure tecnologiche e organizzative necessarie per rendere non fruibili da parte degli utilizzatori finali i contenuti diffusi abusivamente."

Il giornalista, quindi, vorrebbe che il DNS di cloudflare, che ricordo serve "il mondo", blocchi gli IP (che ricordo coinvolgono ognuno anche migliaia di siti) che un ragazzino sottopagato di dazn gli indica.

Si noti che deve essere fatto ENTRO 30 MINUTI, il "presto che e' tardi" tipico della poLLitica piu' deteriore italiana, di fatto impedendo qualsivoglia controllo o legalita', delegandolo quindi, per interposta piattaforma, ad un impiegato di una societa' privata.

Ricordo ancora che d aggi, secondo l'oste dal vino buono, sono stati disabilitati oltre 65.000 FQDN e circa 14.000 IP che a loro dire destinati alla fruizione di contenuti illeciti.
Con un rapido calcolo hanno bloccato almeno 150.000 siti kattivi. 

Ovviamente mancando numeri "veri" che mancano nella cultura del latin-dialettttale, non solo non si sa quanti siti davvero sono stati bloccati, ma non è noto quanti sono i siti bloccati per errore e dopo quanto tempo sono stati sbloccati. 
Perche' noi si blocca lanciando una bomba e poi si vedra'. 

Numeri che aspettiamo da ANNI.
Perche' e' chiaro che tutto dipende da questo. 

Se si bloccano 1000 siti e il 100% di questi sono truffaldini, non e' il modo giusto di farlo, ma abbiamo un risultato buono.
Se si bloccano 1000 siti 995 errano truffaldini e 5 erano regolari, ma si sbloccano dopo 5 minuti non e' bello ma possiamo conviverci.
Se l'errore e' 1000 e 50 va spento visti i numeri.


Ma se, come e' probabile, si bloccano 1000 siti e 200 erano regolarissimi e vengono sbloccati dopo 200 giorni vuol dire che e' una medda cosmica e Capitanio va messo in galera.

Perche' con quei numeri un errore del 20%  vuol dire che 30000 siti sono stati massacrati e incrementando le richieste da parte di erogatori di servizi vari come altri sport o cose piu' rilevanti (es polizia) si bloccherebbero milioni di siti.

E se blocchi un blog di medda come il mio magari non ti vengo a prendere, ma di sicuramente hai fatto danni economici a qualcuno.
E ogni giorno che passa allargherai il problema.
E' quindi non solo essenziale avere l'elenco dei blocchi pubblicato in tempo reale con l’elenco dotato dell’esploso (es blocco un ip ma elenco i servizi coinvolti), ma anche un sistema che avvisi, se possibile, degli aventi diritto e uno sblocco veloce e puntuale negli stessi termini del blocco, i famosi 30 minuti se non coivolto in automatico.
Tutte cose che non esistono ora, di fatto e' un ventilatore carico di deiezioni.

Perche' queste stranezze? 

In pratica ancora parliamo del maledetto calcio.
Perche' con i 30 minuti si va a qualificare che non e' un problema di pirateria generica come raccontato, come si puo' facilmente notare tutti i siti "furbetti" non sono mai stati toccati, se di rado per altre vie, e mai hanno cambiato URL o IP, ma importa solo ed esclusivamente la diretta dei 22 mutandari.

Quindi abbiamo gia' 2 pesi e due misure, mi sembra la storia dei diesel o dei monopattini: sei amico e allora la legge e' diversa.

Infatti non intervistano persone che hanno a che fare con l'industria di film, telefilm o animazione, ma sui giornali intervistano A SPROPOSITO solo Luigi De Siervo amministratore Delegato di Lega Serie A, che della pirateria, se fosse di quello che stiamo parlando, rappresenta veramente una goccia nell'oceano.

Un po' come se per parlare del mercato dell'auto intervisto il presidente Akio Mitsuoka, che sicuramente ha a che fare con l'auto, e' il presidente di una casa automobilistica, ma e' certamente marginale.

Cosa diceva l'uomo inutile?
la pirateria online è un’industria che vale miliardi di dollari. Contrastarla non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull’illegalità. Come prova la piena collaborazione di molti altri fornitori di infrastrutture, bloccare i flussi illegali in modo rapido e mirato è possibile.

Evidentemente Luigi De Siervo e' uno strz maximo. 
Prima di tutto una cosa che si puo' fare, per esempio mettere una bomba nella sede dei mutandari perché mi stanno sul caxxo e monopolizzano troppo la scena politica italiana,  non e' detto che sia da fare e sia il caso di farla. 
Io, personalmente, vieterei la trasmissione di partite di calcio in italia, a naso avremo meno interferenze, forse avremo piu' PIL in italia.
I costi conseguenti allo "schermo per il piratone", non solo monetari, non sono indifferenti.

Come ho detto da molto prima da quando non era di moda: spesso il problema della pirateria e' un approccio di vendita errato. 

Pero' gli avvocati, forti di studio latinico sconnesso dalla realta', anni fa tuonavano di miliardi persi.
Poi e' arrivato Itunes che ha dimostrato che era una puxxanata vendendo come mai prima!

Gli avvocati poi  tuonavano che il loro settore non era come la musica!
Poi arrivo' netflix e dimostro' che erano bugie.
eccetera eccetera.

Che Luigi De Siervo non sappia di queste cose sarebbe strano: o e' stolto o e' un bugiardo.
Ma peggio di lui i giornalisti paracu che danno fiato all'inutile commento. 

Perche', ricordiamo, l'intera industria del calcio professionista in ita dovrebbe aggirarsi sugli 11 miliardi (su questo dato incerto si picchiano a tuono volendo metterci anche gli allenatori della squadra dell'oratorio e l'affitto dello stesso con i palloni comprati made in china usati per sorreggere le..., di fatto quintuplicando il numero).
Il valore dei diritti televisivi del 2024 per la serie A sono 900 milioni.
Se usiamo le metriche di altri paesi che misurano di piu', paragonandolo con i fatturati delle aziende calcistiche, possiamo affermare che qualcosa non funziona.
O in italia le squadre chiedono troppo dai diritti, o non sanno monetizzare, o alla gente in realta' il calcio non interessa cosi' tanto (aka costano troppo).

Gia', nessuno nel mondo pretende che cosi' tanti soldi del fatturato arrivino dalla TV.
Cominciate a ragionare su questo e vi ritroverete in un pantano di numeri senza senso: in italia il calcio e' malato e ruba risorse a qualsiasi altro sport.
Salvo che si scopra che il calcio sia come altre cose (presente le coop?) un sistema per in nero o per avere bustarelle.

Inoltre nessuno ha seriamente guardato quanto influisce VERAMENTE il mercato nero del video calcistico sul chiaro. Si parla di soldi senza avere numeri, ovvero inventandoseli (come avveniva con la musica prima di itunes)
Facciamo un ipotesi di lavoro estrema che un enorme 10% di persone guardino in maniera illegale, sarebbero 90 milioni di danni.
La domanda e':
Lo fanno per quale motivo?
Prezzo eccessivo?
Scomodita' o difficolta' di accesso?
Sono ladri e basta?

Perche' a seconda delle risposte potrebbe essere come in altri settori affini che una bella fetta si portano a casa semplicemente dando un catalogo meglio composto e/o leggermente piu' economico.
Per esempio spesso io ho visto in maniera "barbina" serie/film che potevo vedere legalmente e gia' pagato per motivi che chiaramente nulla hanno a che vedere con il mero soldo.
Altri mi sembrava assurdo che le stagioni della stessa serie fossero su 3 siti diversi (va bene pagare, ma esiste sempre un limite al ridicolo, no?)

Quindi di che cifra parliamo veramente?
10 milioni?
30 milioni?
Certo poi hai i guadagni di dazn eccetera che fattureranno sia il diritto che i server, ma per il momento vorrei fermarmi qui per il motivo di paragonare la stessa frutta.
Vi do una notizia, cifre del genere sono simili ai costi che gli italiani pagano per l’adeguamento infrastrutturale necessario al funzionamento del sistema psico-ogonico-piraton del nostro esimio giornalista di AG-barzelletta.
Costi che poi vanno aumentati sulla catena del valore e fatturati a privati e aziende (questo mese non ti do l'aumento: dazn, solare, sciopero...)
Di fatto se si parla, come si fa, solo di 22 mutandari che corrono felici su di un prato per soddisfare gusti sessuali stranini e' proprio il caso di dire:
IL GIOCO NON VALE LA CANDELA.

Questo gioco perverso del latinista implica che questo DNS, mondiale ricordo, deve accettare modifiche da signori nessuno in tempo reale.
OVVERO SI VUOLE CHE IL FUNZIONAMENTO DEI DNS NON SOLO SIA ISTANTANEO, MA CHE SIA ALTERABILE AL VOLO DAL PRIMO CHE PASSA DESIGNATO DA UNO STATO.

 
Vorrei far notare che nel momento che questo avvenisse, ovvero esistesse una API per farlo, dopo qualche tempo si vorrebbe usarlo anche per bloccare cose brutte come:
I siti che fanno finta di essere la tua banca.
I siti pedo
I siti per il gioco d'azzardo illegale
E poi, perche' non i siti ponno che non hanno ottemperato alla folle legge italiana?
eccetera
Si allarga sempre di piu' l'uso e il buco del c...

Visto che e' facile e si fa in 30 minuti al volo ci sono ottimi motivi per bloccare dei siti, per esempio quelli che fanno fake news ("la repubblica"?), magari non in sintonia con il governo pro tempore, o quelli che...

Una volta inventata la scappatoia, per motivi piu' o meno nobili, si comincerebbe sempre piu' ad abbassare l'asticella.

Dopo qualche mese le chiavi del regno le vorrebbero anche simpatici paesi come russia, cina o iran.
Del resto il sistema adesso esiste ed e' operativo, perche' non usarlo?

Del resto non puoi dire al governo di turno che lo reputi un barbone, no? Lo ricordiamo cosa le santissime aziende USA hanno dovuto accettare per entrare un cina? Lo ricordiamo cosa avrebbe dovuto accettare anni fa MS per entrare in URSS (le cose non sono mai state chiare)?

Cosa succederebbe se la cina decidesse che questo blog non gli e' simpatico?

Cosa succederebbe se Trump decidesse che questo blog inneggiasse alla pirateria, del resto se Scrubs e' stato censurato per blackface (immagino che ivory&ebony a questo punto possa essere razzismo), questo blog potrebbe essere benissimo accusato di molte cose.

Oppure il DNS deve dare risposte diverse a seconda di dove arriva la richiesta, cosa che sarebbe bizzarra in quanto basterebbe un plug-in sul browser per fare una vpn oppure un sito "gate" pur devastando l'infrastruttura? 
Vietiamo anche loro?
Vietiamo le VPN come nei paesi poco democratici?
Facciamo cosi', vietiamo internet per siti che non siano calcistici e regolari!

Ma non e' la cosa piu' ridicola, l'importo della multa, 14 milioni, e' superiore al fatturato italiano.
Che per carita', e' ovvio che esiste un asimmetria data dal fatto che importiamo tanto ed esportiamo il nulla essendo senza cultura, tanto da mettere un giornalista a dare cose teNNiche, ma e' comunque ridicola in se.

Qualcuno fa anche notare che cloudflare non puo' non rispondere ad uno stato.
Vero e falso allo stesso tempo.
Vero per il diritto, ma una simile richiesta rimane tanto ridicola da non dover neppure essere presa in considerazione.
Certo una legge puo' obbligare a montare gomme quadrate (o gomme da neve al caldo?), ma dopo non lamentiamoci che lo stato italiano viene visto come "quel coso inutile e ropipaIIe che ruba le tasse" e che la gente se ne frega anche di norme serie (ricordate le cinture di sicurezza?).
Forse chi ha emesso tale sanzione andrebbe deriso.

Il CEO di CF e' uno strz e spocchioso, ma, alla fine il problema e' la follia delle richieste e leggi fatte da branchi di canidi che possono aprire varchi poco simpatici. 

 

Si narrava nelle barze degli anni 70:
durante un attacco degli anni 40 con 50 paracadutisti il pilota dell'aereo disse ai prodi militari  che non era il caso di lanciarsi in quella e un graduato, che io immagino assumere varie pose plastiche, formato alla scuola del fascismo si rifiuta di scendere a patti.

-non dovete lanciarvi, e' pericoloso!
-Perche' mai, noi siamo impavidi, il pericolo e' il nostro mestiere e mostriamo il petto alle avversita'!
-guardi, ci hanno avvisato dalla base che in quest'area ci sono i Monsoni
-ecchisseneimporta dei monsoni, noi mostreremo il nostro valore e gli piegheremo le reni a questi cani dei monsoni.
-mi permetta di insistere, ma i monsoni, sa, sono venti.
-E allora? fossero anche in trenta noi prevarremo di certo con il nostro grande ardore!

Mi sembra la stessa cosa, al grido di "sono nella ragione perche' so dire cadrega e campus nella stessa frase!" il fessacchiotto Capitanio proseguirebbe indomito fregandosene.

       

 

lunedì, gennaio 12, 2026

casse open sedere

 

Photo: altoparlante da 400E venduto a migliaia di euri. Comprati una indiana line e dai fuoco a questa roba presentata nel 2025.

Ogni tanto arriva il genio della lampada e fa cose del genere come quella in foto e molti si prostrano a dire che suona "meravigliosamente"   quando forse sarebbe da dire merdavigliosamente.
O ovviamente, come le le valvole e i classe D, portano cose teNNiche yabba dabba per sostenere la tesi.

Come non funzionano questi altoparlanti?  

Bisogna tornare indietro nel tempo.

All'inizio dell'audio non si sapeva nulla, anche se per una felice intuizione gli altoparlanti erano gia' conici e simili a quelli attuali, non si sapeva nulla della fisica sottostante, nessuno aveva ancora analizzato per benino la cosa e non esistevano strumenti matematici e hardware per capire bene.

Un vantaggio dato da questa roba quando era nata nei primi del 900 era che l'impedenza, se ben progettata, era molto facile, ma ricordiamo che un ampli da 2W a valvole era quello che era e i bassi con quella roba erano solo un'idea.

Cosi' si metteva un cono in un altoparlante su di un pannello e bon era finita li.
Qualcuno aveva notato che i pannelli grandi erano meglio e si potevano profilare ripiegati a V o meglio a  U cosa che manteneva in piedi il pannello e, sorprendentemente migliorava il suono sulle mediobasse.
Di fatto aumentava il percorso fra davanti e dietro.



Successivamente si comprese che il problema era cosa usciva da dietro e si fece il primo caricamento con il baffle infinito (praticamente una scatola piena di tessuti per mangiarsi il suono posteriore)
Perche' gia' agli inizi si era capito che il suono posteriore era un problema non da ridere.

Perche', cosa succede? 

Gli altoparlanti hanno il difetto di "suonare" sia davanti che dietro.
Il problema e' che il dietro e' in controfase.
dopo circa 1 millesimo di secondo, dopo aver percorso la lunghezza del pannello, le due pressioni di fase opposta si incontrano annichilandosi.
Siccome non tutto va dritto come un fuso, e la lunghezza d'onda ha una sua dimensione,  nella realta' vuol dire che un open baffle nel vostro ambiente fra riflessioni e cancellazioni se arriva a riprodurre 150Hz siete fortunati 

Se leggete le recensioni, sempre di alta qualita' come quelle dei classe D da 4000E, troverete commenti scioccanti in cui sembrerebbe la completa e totale resa dei conti degli altoparlanti e tutto quello che e' avvenuto negli ultimi 100 anni circa di ricerca elettroacustica  sono puxxanate (secolare arte liutaia compresa).

Leggerete di bassi controllati e di ariosita' favolosa.

Sull'ariosita' e sulle alte possiamo parlarne, del resto mooolti anni fa si ipotizzava di altoparlanti che dovevano essere sfere pulsanti.
Uno dei migliori altoparlanti che io abbia mai sentito e' un dipolo alimentato da un krell 


 un coso enorme, 160cm, con una membrana curva per cercare di risolvere alcune problematiche dovute al grande pannello (le ESL lo hanno fatto con linee di ritardo decenni prima) con il costo di una VW mediana.

L'ariosita', come del resto ha insegnato Amar Bose 901 con 8/9ni del segnale dietro, ma in fase, e' data dal fatto che le riflessioni fanno sembrare l'ambiente piu' ampio.

Ma vuol anche dire che l'ambiente partecipa per il 50% al suono e gli open baffle suonano in maniera drammaticamente diversa a seconda dell'ambiente: lo stesso altoparlante che nella stanza A suona voto 7+ nella stanza B puo' avere voto 0-.

Il suono delle martin logan era molto buono, ma come spesso accade in queste fiere su altoparlanti menomati ti fanno ascoltare roba blin plin plon plon in una stanza preparata.
Gia', il trucco e' li. 

Ascolti una selezione di brani  che se gli zappi le basse nulla succede o e' marginale. I brani "giusti" dal disco giusto.
Infatti ero il terrore di alcuni stand visto che arrivavo con i CD che ovviamente erano troppo plebei per metterli su.
"orrove ha povtato del vock!"  la platea di altri astanti ribamba annuiva con la testolina mostrando disprezzo all'infingardo che osava lordare le sale santissime ove la classica era un mantra. 
Non mancavano i cori angelici, persino in latino.
La santissima musica elevata.

Questa "selezione" ha persino costruito la leggenda per cui ci sono altoparlanti diversi per generi di musica diversa: una delle balle piu' colossali mai sentite che resiste ancora oggi persino nei 15enni.

Sempre sto stracaxxo di violino, che oltretutto suonava molto setoso e il presentatore dello stand non finiva di rimarcare la favolosa setosita' del violino (l'archetto e' RUVIDO, se e' esageratamente setoso vi siete giocati le alte sulle casse, in ripresa o perche' avere passato i 40)
Ma la cosa piu' da ridere e' che se la batteria o il basso elettrico sono da plebei "che non meritano", ma lo e' anche una fuga di Bach fatta sull'organo "giusto" che di fatto in quegli stand era poco cool.

Si noti che sono gli stessi brani che si usano per gli ampli menomati di birra, che pero' suonano "benissimo" al volume da sala d'aspetto dal dentista.
Ricordo a costoro che sotto certi volumi l'orecchio si accende solo per le medie, pertanto a quei volumi non e' neppure dannarsi con TW costosi e casse grandi e il rumore di fondo, soprattutto se abitate in citta', fa si che a quel volume potreste scambiare le radioline sonos per altoparlanti o addirittura HiFi.

IL fatto di avere un problema di cancellazione delle basse frequenze sotto i 150-200Hz non e' l'unico motivo per cui gli open baffle non hanno bassi.

Stiamo parlando di un altoparlante non caricato e che per via della attenuazioni non sara' di alta efficienza (spesso infatti i xover di questi bidoni fanno un pompaggio sui 150Hz come certe cassettine BT da 50E).
Essendo coni non frenati ne dall'aria di una sospensione, ne dalla risonanza di un reflex andranno incontro ad un aumento dell’escursione mano a mano che si scende in frequenza in maniera drammatica.
Se avete presente i video degli zarri del car audio che mostrano coni che stanno soffrendo muovendosi fuori controllo mentre  sadici ridono perche' rovinarli sembra cool, avete un'idea.

 

Photo: Sistema demenziale per gonzi che parte da 15KE che dovrebbe garantire 30Hz.
Gia' che sul sito venga identificato un sistema per gonzi come WA per comunicare non depone a favore del proponente, inoltre il tipo di trombe adottate a me fa ridere e basta.

Pero' sono molti a raccontare di risposte che scendono parecchio. 

Dovete sapere che per una serie di ragioni gli altoparlanti si misurano in camera anecoica dove, come in questo caso dei dipoli, l'emissione posteriore viene pappata in maniera consistente. 
Con una EQ usando 1W e con 2 giochini il cono comunque scende, poi se sono 30Hz a -100db possiamo dire "grazie al ca...lifornio"
Altre misure vengono fatte con microfoni a 5cm dalla calotta (integrate poi per le vie) e poi normalizzati ad un metro.
Questo viene fatto perche' normalmente non succede di avere un emissione posteriore in controfase, ovvero la misurazione ha senso fatta cosi' se non e' un dipolo, in questo caso la misura andrebbe ripetuta posteriormente e sottratta per avere un'idea di massima.
Quel 30Hz misurati MALE vuol dire che l’altoparlante puo' muoversi a 30Hz, non che potete ascoltare quei 30Hz.
E' un po il discorso dei monopattini: hanno il freno a disco, fermano la ruota,  ma non possono frenare il mezzo da cortile che fattivamente non ha freni.




Photo: Ennesimo attiragonzi, 35KE, pero' ti regalano l'ampli (per risparmiare e' un fetido classe D e gia' abbiamo piu' di un problema con quel tipo di coni).
Anche questo viene dichiarato un impossibile 25 Hz – 20 kHz.
Giusto per avere un idea delle recensioni:  
Monumental bass and effortless dynamics”  
(Audiophile Insight)

E si, farebbe ridere se costasse 35E e non 35KE, ma il recensore probabilmente non li ha neppure tirati fuori dalla scatola o li paragonava alla radiolina da 10E marcata apple che tiene in cucina mentre pela le patate.
Evidentemente ci sono dei problemi in chi prova sta roba.
Il sito racconta che con magneti piu' grandi il modello superiore arriva a 18Hz.
Con quelle pressioni dichiarate dovreste stare attenti all'integrita' delle finestre che potrebbero essere espulse dalle sedi.

Non so voi, ma di roba che arriva a 20Hz -3dB io ne ricordo veramente poca, e a 60KE do per scontato non solo che sia piatto come una tavola da surf, ma che la distorsione non sia immane.
Per arrivare cosi' in basso stiamo generalmente parlando di altoparlanti dalle volumetrie ENORMI, spesso diversi metri,  o altri sistemi non meno ingombranti, mentre costoro hanno lo spessore giusto della vernice.
La fisica, sempre Dea stzissima e violenta, ci racconta che a fronte di 60.000E quel coso e' sordo sotto i 100Hz

Qualche fessacchiotto potrebbe pensare che siccome l'ariosita' e' carina, che poi non e' neppure voluta e gestita visto spesso le altre spesso non sono dipolari, uno ci sbattete "u subbowofero" e si prendono two piggeoni con one bacca.

Sorry, non si puo'.
Suona troppo alto, per avere un subwoofer, come dice il nome, ci vuole un woofer funzionante per avere qualcosa che va sotto di lui.
Che poi e' il motivo per cui le soundbar attuali non possono avere un subwoofer, ma hanno delle scatole della frutta per fare rumore brutto peggiorando la gia' scarsa sostanza.
 

Il minimo per scendere a quelle frequenza senza grande volumetria da frigo a 2 porte e' un doppia camera, un tubo e altre amenita, che pero' hanno comunque volumetrie importanti, ma sono molto "stretti" come risposta e non basterebbero da soli.

Quindi per scendere a 40Hz (o meglio) per davvero questa roba va riprogettata con un woofer addizionale per cassa corredato della sua volumetria di caricamento. Che poi e' quello che fanno le martin logan attuali (evidentemente ci si era stufati di non avere bassi)

Grossomodo i bassi che si puo' aspettare da questa roba sono simili a questi


Photo: le cancellazioni avvengono a seconda della stanza e della posizione dell'ascoltatore (i due colori).
Quello che e' certo e' che sotto i 100Hz vi e' il buio e sopra il delirio.
Chiaro e' che e' poco probabile avere una risposta decente sulle basse.
In realta' ci sono anche altri problemi con un bucazzo, ma e' un problema di tutte le casse che appoggiate a caso in mezzo alla stanza come queste.
Che ci sta per casse da 200E, meno per affari dal costo HiEnd

Questo e' uno di quei tanti casi per cui basta guardare una cassa, senza neppure accenderla, per sapere che ha gravi problemi.


Nel caso dell'open baffle e' anche una cosa evidente che chiunque e' in grado di capire, eppure, ci sono decine di casse, anche molto costose, che riescono a vendere questa follia. 

Ma, si sa, il consumatore non e' una bestia che ragiona. 

venerdì, gennaio 09, 2026

Ampli classe D 5/5

Photo: l'unica caratteristica ben in evidenza per farvi sborsare 10KE e' che dovrebbe avere dei magici GaN-FET nascosti in una piccola scatoletta "magica" e non abbiamo neppure la possibilita' di sapere se lo schema e' economico o normale. 
Ovviamente essendo magia non si misura se non su resistenze, si parla solo della grande ariosita' datata dalla magia... Apple insegna, no?
10K, praticamente ben dentro nell'area dei Krell, accuphase e Pass, non nell'area di samsung irradio e auna.
Sicuri sicuri?
Ricorda i valvolari un pochino incerti dei cantinari a 30.000E?

Il problema del posizionamento attuale dei classe D e' il mondo delle recensioni. 

Io ricordo molto bene che in italia tanti anni fa esisteva solo una rivista che provava gli ampli per bene.
La maggior parte delle riviste quando faceva una "misura" non aveva molta idea di cosa stava facendo.

Quando capitava un ampli sulla rivista in questione che avevo nella sala HiFi sapevo gia' GROSSOMODO cosa aspettarmi dalle misure. (nota: avevo in linea 25 ampli circa e un centinaio di casse)
Non era certezza, ma dava un solida idea.
Se la rivista lo provava per prima sapevo grossomodo come poteva suonare.
Il problema di fare dei test seri e' duplice:
1) rischi di inimicarti il produttore (che poi e' quello che paga, con la copertina non ci compri la carta patinata superlusso)
2) serve tempo per provarli, serve attrezzatura e serve un esperto (ovvero soldi e tanti).

Quando vediamo wired o il corriere della pera, che ho citato all'inizio in questa serie mentre dicevano cose impossibili di bassi autorevoli con 10 cm di woofer: e' evidente che il recensore e' probabilmente uno che ha studiato latino, se abbiamo fortuna giornalismo, e probabilmente ha un buon italiano (certamente piu' del mio). 

Ma non sta facendo un TEST, e' magari uno che non ha mai avuto un HiFi e' abituato ad ascoltare con una supposta BT da 20E con un altoparlante da 4cm, o l'audio del PC portatile mentre batte i testi (troppo povero per un PC serio, spesso "assunto" come freelance) e usando un cosaccia da 10cm e du soldi tutti insieme gli sembra di aver ascoltato assai meglio. In un test fatto in cucina mentre spadella (che e' poi l'uso corretto di quella roba da 50E).
E' passato dalla bici al piaggio ciao: graaaande miglioria!
Mai vista un auto o un aereo.
In dimensioni diverse avviene per l'HiFi ma e' la stessa menata delle cessettine giocattolo da 50E.

Purtroppo sta succedendo lo stesso anche con le riviste del settore, le poche rimaste, e non solo nell'audio.
Al massimo la differenza con le riviste specializzate e' che hanno una stanza in redazione dove buttare dentro la roba a caso quando ascoltano, giusto per non ingombrare il tinello di casa.
Che poi, al contrario dei diffusori, misurare un ampli e' una passeggiata.

Questi recensori delle recenti riviste HiFi, lo capisci chiaramente da come e' scritto il pezzo, non hanno familiarita' sull'argomento.

Per dire:
E' difficile capire quando una cassa va bene, ma e' molto semplice capire, anche da spenta, se una cassa fa veramente pena o ha problemi enormi (ho un post in canna molto divertente). 
Ci sono dei parametri per cui una cassa non  puo' avere bassi o alti, per mera fisica.
Se ci pensate lo fate tutti i giorni senza rendervene conto su cose per cui siete piu' avvezzi.
Sapete che una panda 30 o un suv non sono auto "sportive" (termine pessimo che e' associato a una buona guida e sicurezza)
Se vedete una roba bassa e larga, e in italia rossa, sapete che e' possibile (salvo trovarci dentro il motore e le sospensioni di una panda) che sia decente, non ne siete sicuri, ma di certo ha delle possibilita' di non essere un rottame come una panda 30 o un suv per via della forma.
Poi esistono eccezioni.
Ogni riferimento alla Puma GTV maggiolone e' voluto. 
Il problema e' la gente che fa recensioni di un apecar e se ne esce con tonanti definizioni: squalifica i test.

Ovviamente in un mondo dequalificato anche le riviste di settore non investono piu', oltretutto se dovessero  mettere in dubbio qualcosa che e' ormai sentire comune avrebbero un backfire non da poco.
E nel momento che misuri sono caxxi.
Provate ad immaginare un prodotto di punta della mela che dovesse mostrare pessimi risultati e sei l'unico redattore a dirlo!
Sei un diavolo anti-divinita'!
Sei un prezzolato della concorrenza!
Se pagato dagli alieni!
Sei uno che vorrebbe il "coso" ma non puoi permettertelo!

Recentemente mi hanno detto spesso che io pero' non conoscevo i classe D di "azienda PRO" o "azienda toga", ovviamente molto costose in classe D.
Il piu' divertente era un 4x4000W professionale (per chi vole roba che non funziona?) con consumo massimo 3000W. 
Basta solo questo dato per squalificare il tutto come serieta' dell'azienda (dopo non lamentiamoci che nei concerti appena attaccano il brano l'impianto si siede)
Entrano in 3 ed escono in 16: mettiamoli in coda ai pannelli solari!
Facciamo la stessa cosa per il nostro portafoglio: busta paga lorda da 3K e godiamo come 16K!

Senza andare lontano: 
per anni mi sono sentito dire che ero un retrogrado e amante dei petrolieri per quello che ho detto che sarebbe successo con l'auto elettrica. 
Ora alcune di queste cose sono leggi di stati e molti giornali seri finalmente dicono quello che dissi 20 anni fa.
Pero' ho subito angherie e sfotto' nei forum e dal vero. 
Per anni.
Bizzarro per un amante delle auto elettriche.
Non e' praticabile per una rivista essere contrari al mainstream.
Una rivista DEVE farsi amico il lettore, lo deve blandire ESATTAMENTE COME I PRODUTTORI.
In piu' deve essere amica dei produttori che pagano il brodo, assai piu' del prezzo di copertina.

Alcune riviste in passato hanno provato a mettere didascalie bizzarre. 
Per esempio ad  ampli che andavano cosi' cosi' sulle misure, ma erano molto amati dagli utenti, ho visto arrampicate sui vetri che neppure i gechi. 
Se non riesce neppure su di una R a stare nei parametri ad 1KHz non ci sono molte possibilita' che poi ci riesca poi o suoni decorosamente.
Ma alla fine se uno non e' uno stolto capisce che qualcosa che non va ,visto che nella pagina successiva di altro ampli si loda proprio il fatto che il grafico e' molto diverso da quello pessimo tanto osannato (si, e' capitato).

E un ampli con le caratteristiche di molti classe D passati come i T-amp originali, come abbiamo visto, ci sono errori che sono evidenti e oggi  lo sappiamo perché molti di questi sono assai attenuati, con vanto, nei chip moderni.
Ma i recensori spergiuravano che fossero perfetti!
Come e' possibile?
Lascio a voi rileggere quelle recensioni folli ancora disponibili.
"C'è qualcosa di magico nelle voci, qualcosa che comunica forte emozione all'ascolto.... non si riesce a fare a meno di notare la veridicità degli strumenti a corda o ad arco"
Oppure
"il controllo sulle basse e' incredibile" (NDR parlava della batteia e aveva casse enormi e l'ampli, ricordo, ha SEI Watt e non e' un Krell)
Follia o acido?

Torniamo al discorso iniziale: 
i classe D sono buoni?

La risposta, se non siete scimmie, e' DIPENDE.

sulla parte economica non penso che ci siano dubbi.
Un ampli molto economico e sottoalimentato in classe AB (magari ne posto un paio per vedere come NON si fa e perche' lo facevano) le prende in maniera colossale da un classe D con lo stesso alimentatore.
Con 20E non se ne parla di competere.
Ampli da poco in cassettine sfortunelle da 30E trovano nuovo splendore nella classe D.

Bisogna ricordare cosa era l'alternativa.
I vari TBA800 o TDA 2008, che erano MOLTO diffusi, erano certamente molto efficienti essendo in classe B, ma questo li condannava a qualità molto basse, soprattutto ai bassi volumi (per una serie di motivi i classe B suonano meglio ad alti volumi relativi, da qui l'uso di potenza contenute).
Spesso erano decisamente poco alettati, alle volte 1/10mo del necessario, l'aletta costa.
Non crepavano solo per via delle protezioni zannute (quelle che riducono la qualita'), perché la tensione dell'alimentatore moriva prima e perche' erano immortali. 
Era pieno di quella roba l'audio economico, sia in chip che discreti.

In pratica tutto l'audio portatile con i suoi compromessi tende ad essere terra di conquista facile da chip "faso tutto mi" con basette spesso gia' pronte.

Idem i vari finali cinesi in vendita su internette.
Parliamoci chiaro, roba cinese come i fosi che con 99E e un TPA 3255 raccontano di impossibili 300W, oggettivamente sono interessanti, piccolini e hanno pure il bluetooth.

Possiamo dire che a quel prezzo, soprattutto per volumi di ascolto che non e' il plin plin di certa musica, non e' roba cosi' brutta.
Anche se ci sono chip in classe AB superiori, i classe D sono diffusi e sono ben conosciuti.
Non sono il male assoluto.
Immagino che il me di 14 anni il cui ampli da 15W (un nobrand che era una poverata folle)  faceva pena sarebbe stato felicissimo e probabilmente sarebbe stato assai meglio.
Mai si e' suonato cosi' bene facile e tanto con 99E di apparecchio finito.

La questione pero' diventa diversa se cominciamo a parlare non di cinesate, ma di ampli che cominciano a costare piu' dei 200E.

Li si innescano 2 strade che si possono tradurre in:
Meglio tanto bum bum o meglio la qualita'?

Perche' la cosa, solitamente, e' fra un economico alimentatore PWM e un classe D impacchettati e  un ampli in classe AB e un alimentatore classico.
Ed e' chiaro che a parita' di birra l'AB costa di piu', o meglio a parita' di costo il classe D ha piu' birra.

Tutta la questione diventa se vi va bene avere la birra primo prezzo del discount, tanto e' un modo come un altro di sbronzarsi, o volete bere una buona birra con un ottimo sapore.

E diciamocelo chiaro, non e' detto che una scelta sia per forza peggiore.

La cosa pero' cambia ancora salendo di prezzo.
Se fra un 40W sfigatone e un finto 200W, che pero'  ha comunque piu' birra, possiamo decidere di pensare ad una scelta, soprattutto se siamo di bocca buona, sopra a certe cifre, diciamo 500E per l'ampli finito e non cinesata, la storia comincia a cambiare TANTO.

Gli ampli in classe D di fascia "alta" solo di componenti OEM cominciano a costare parecchio, i moduli purifi finali, per fare un esempio, per un simmetrico cominciano a volare intorno al millino per un ampli stereo. 
In soldoni un prodotto finito siamo intorno ai 2000-3000E.
Pero' a 3000E di roba in classe AB molto buona ne potete comprare molta. Si comincia ad entrare nell'HiEnd, quello che ha si le sue streghe, ma ha anche roba notevolissima, non stupidate.

E quando parliamo di potenze ricordiamoci che non e' che basta raddoppiare la potenza per sentire il doppio, la grande differenza fra un 25W e un 100W in genere non e' data dalla differenza di potenza, ma dal fatto che solitamente il 25W era a corto di amperaggio.
Non a caso ci furono dei cosi da 30Kg con "soli" 30W, non tanto perche' dovevate fermarci una porta, ma per il fatto che potevano guardare con sufficienza il fatto che la cassa potesse aver bisogno di 30A. 
E  suonavano maledettamente forte per essere dei 30W, piu' di molti 200W che a quel volume cominciavano ad entrale protezioni e menate.
Del resto superate certe potenze, almeno in ambito da casa, non e' che avete bisogno di piu'.
Dubito molto che abbiate bisogno del volume da concerto rock in cucina dalle casse del soggiorno.
Perche' alla fine che vi serve sono ampli impavidi, non che abbiano "UATTI" a palate.

Inoltre ci sono ampli PA (quelli dei concerti) che con una cifra accettabile hanno performance che schiacciano qualunque classe D. 

Perche' se cercate un ampli "anni 80" che faccia quello che fanno i classe D, ma in meglio ovvero:
un ampli che ha paura dei carichi reattivi, 
che abbia tanta potenza 
che costi poco
sia piuttosto controreazionato
made in cina o giu' di li
e ben protetto

vi presento la ferraglia tipica per il suono unz unz che non e' certo HiEnd


 un classico del PA da sbollettati il thomann t800 con 159E al pubblico vi passa la paura con 350Wp dichiarati, ma come accade ad occhio saranno poco meno di 100x2 solidi.
Se ravanate in rete ha recensioni fin troppo positive, in questo ambito la classe D non costa molto  meno... 

E vi diro' di piu', siccome il coso ignobile modula la tensione di alimentazione ha un rendimento non lontano da una classe D, si chiama classe H (in questo caso a due livelli di alimentazione 98 e 46 Volt).
Notate anche che pur avendo efficienze non molto diverse dai classe D questo piccolo ampli ha enormi alette e un ventilatore. 
Delle due una: o molti classe D sono sottoraffreddati (quindi andranno in protezione dura) o sono tutti oltre il 99% di efficienza (ha ha hah).

Giusto per dare un idea questo thomann, che comunque e' una cinesata brutta, costa IN TUTTO meno della sola basetta dei finali del purifi assimmetrico (700Ex2 se comprati singolarmente, per la cronaca), che non ha cosi' tante possibilita' di suonare straordinariamente meglio.
Il problema maggiore degli ampli come il E800 è che hanno protezioni cautelative per mancanza di finaloni a pacchi, ovvero distorsione appena parte la birra.

Come dite il santissimo purifi e' piu' potente con i suoi 425W?

Chissene, come potete notare dal numero di bobine per canale della basetta stereo (800E per la cronaca, 2000-3000E di ampli) non e' neppure simmetrico. 
Questa roba avra' dei problemi di stabilita' da primo prezzo. 
Ma "ci ha i Uatti" 

sicuri sicuri?
Dati del loro datasheet:
Output Power, Short term
RL= 8Ω, 1%THD 227 W
RL= 4Ω, 1%THD 425 W
RL= 2Ω, 1%THD 450W
Output Power Continuous - as limited by thermal system

Cominciamo a vedere le prime stranezze.
Questo affare, spesso accostato a mostri in classe A per purezza e qualita' nei forum (ha ha, hah) gia' ci racconta che non e' un accuphase come raccontano sui forum.
Prima di tutto NON e' un HiEnd, perché i prezzi son quelli,  del resto nei classe AB si misura in potenza continua, non certo di picco senza dire neppure di quanto e' il picco.
un milionesimo alla samung?
1 secondo?
1/20simo?
non e' dato sapere.

il data del TDA7498, classe D che non e' certo, neppure lontanamente, "top of the pop" e' molto piu' chiaro. 

Ma, soprattutto, cosa vuol dire "a seconda dell'aletta che ci metti" che e' quallo che alla fine vuol dire quella dicitura?
Se tu mi dai dei parametri o mi dai una scaletta di dissipatori con vari C/W o mi dici con il mega alettone fatto cosi' o cosa' eroga tot.
Persino il datashet del piu' diffuso classe B supermegabase superfogna[TM] da 3W TBA800 e' MOLTO piu' chiaro su cosa succede con le alette grosse o piccole.
Il data DEVE darmi delle certezze, ad esempio quanto posso spingerlo per davvero, la P di picco e' di fatto inutile se non mi dai la base.
Viene il sospettone grosso che questa roba con potenze continue o con correnti medie elevate abbia piu' di qualche problema ben prima di 100W. 
Come gli ampli AUNA da 10000W che poi sono 18?
Come il certo regnante con il birillo al vento?

Con 700E, inoltre,  il cinesone bidone della thomann di cui sopra lo potete comprarlo  con il triplo di HW, ovvero siete in quota del mezzo KW per davvero.
Non e' HiFi di quella GGiusta, ma la sua porca figura la fa.

Se guardiamo il purifi simmetrico (gli ampli che lo usano costano, ridiamo, 4000-7000E), anche nad ci e' cascata con quella roba, non e' proprio "du soldi".
Del resto se piace il suv degli ampli a chi caccia il soldo... 
Non so se riesce ad andare meglio di 700E di un  PA da sbollettati, ma sicuramente ha meno birra.
Poi ci sono gli ampli PA "giusti".

Provate a fare mente locale.
Oltre 4000E per un ampli che per varie ragioni ha problematiche che assomigliano piu' ad ampli PA da meno di 1/4 del prezzo.

Voglio dire,  oltre 4000E a me vendono in mente tanti ampli "toghi" e con quel prezzo non compi un finale, ci compri un coso da urlo, non le cinesate che nessuno ha mai provato su induttanze realistiche.
Vogliamo parlare di  HiEnd?
Sicuri che quella roba vada meglio?

Il gioco, alla fine, e' che un ampli AB se non fai castronerie oggi lo fa chiunque con ottimi risultati.
Fare un classe D che non sia "prendiamo un chippetto TDA o basettia XXXX" non e' alla portata di tutti, e mitigare i problemi e' un costo sia di design che di hardware. 

Il fatto e' che al momento i cinesi stanno spingendo sulla classe D.
Ci sono ottimi motivi.

-il fatto che nessuno si fida di un ampli cinese, mentre il fatto che usi un TPAXXXX o TDA YYYY e' garanzia di un certo risultato minimo. Oggi altri nomi che hanno prezzolato le riviste come Nuforce o hypex, ma la sostnza non e' diversa. 
Del resto aver spacciato ampli instabili e poco dotati per anni necessita certezze.
Arrivano perfino a fare cloni di ampli famosi degli anni 60, insomma un modo perverso per dare sicurezze con cloni di roba che aveva i suoi demoni (qualcuno ha detto Quad?).

-i chip "normali" non hanno lo stesso appeal, del resto, in passato, sono spesso stati usati in versioni veramente poco prestanti e non suscitano la stessa positivita' nel pubblico subndo la storia come il primo punto.

-il fatto di mostrare potenze notevoli, del resto di picco su di una R i numeri ci sono, e' molto apprezzato. Il famoso megapixel o il 3 cilindri mega-turbo spiegano bene che e' il numero inutile che vuole il peone.

Photo: Il laboratorio di ricerca Nuforce. Il Fraunhofer della classe D.


La parabola e' ben evidente, tanti costruttori, anche molto seri (uno per tutti nad) oramai usano modulini made in China fatti e finiti per accontentare quelli che vogliono al prezzo di un AB serio da 60W un affare da almeno 250W.
A costoro l'azienda di turno fornisce un "coso" che di picco fa 300W, ma con il prezzo di produzione di un 25W potendo riportare i conti in attivo visto che oramai gli ampli li comprano solo 4 gatti, per lo piu' in pensione (quindi sordi).
Il fatto che suoni di medda e' altro, e non necessariamente perche' e' in classe XY, ma in quanto si deve risparmiare per evitare di fallire (diesel europeo dice nulla?).

Poi e' chiaro che gli ampli "vecchi" old school sembrano suonare meglio, pioneer che ha fatto cose egregie, anche se non sempre, oggi propone dei classe D, come tanti.
Ma in realta' gli ampli vintage 60-70 e molti 80 che suonano davvero bene, meglio di quelli AB attuali, sono veramente rari, piu' normale che siano dei bidoni. 
Ma in questo momento la storiella e' che ogni ampli che si accende e riproduce e' buono a prescindere, meglio se e' cool su qualche rivista.

E' possibile che a breve un ampli in classe AB sara' una rarita', del resto il CD e' praticamente estinto, ma per assurdo gli LP sono esplosi e vendono molto di piu' di qualunque altro supporto fisico, che fa piuttosto ridere se sapete davvero usare un caxxo di giradischi.

Se ci pensate ci sono milioni di ragioni per cui i prodotti vengono sagomati su desideri (espressi o meno) dei consumatori.
Il mercato, in molti settori, non necessariamente va dalla parte dei consumatori, va dalla parte dei desideri dei consumatori, che non e' la stessa cosa neppure da lontano.
Non mi meraviglierei che i classe AB divengano rari come oggi sono i classe A.

 

Concludendo: i classe D vanno bene nella fascia "bassa", stara' a voi definire "bassa".

Diciamo che i classeD sono HiFi, 
vanno bene in molti usi, 
sono meglio di tante porcate viste negli anni (che ricordo erano prodotti prodotti con piu' mano d'opera e non in Cina, ovvero costava farli bene), 
ma se cominciamo a parlare di roba "seria" e spendere dollaroni pesantoni non ne' il caso.

 

 

lunedì, gennaio 05, 2026

Ampli classe D 4/5

 

Photo: ampli che pare a noti recensori "Molto simile a quella di un buon amplificatore in classe A o a triodo single ended" (rivista molto apprezzata), ma con un ripple che sembra un giradischi a cui hanno dimenticato di contenerci la massa visto che ha dei problemi risolvibili gia' noti .

 

Ora cominciamo a capire perche' i finali in classe D, pur avendo una fraccata di wattonzi, appena si alza non "rendono" e rimangono generalmente inferiori ai classe AB di fascia decorosa o buona.
Salvo accettare distorsioni da 2 cifre piene che giusto possono sopportare gli ascoltatori di sfera e basta o certuni del car audio (dove sulle auto fanno cose che persino Roy Batty rimarrebbe sbigottito, nonostante ne avesse viste di cose in quel di Orione).

Ricapitolando le puntate precedenti.
1) le onde quadre con il piffero che sono quadre e perfettine come raccontato dai disegnini. Anche  se usi finali al benzopirone levogiro finalizzante, il problema permane.
2) il punto 1 porta con se che il feedback e' piuttosto importante, altro che gli ampli mainstream "du soldi" anni 70.
3) il feedback e' rognoso (salvo che tutte le menate sui pattern, i dittering e il rumore additivato siano una bugia)
4) ci sono problemi di stabilita' che sono parzialmente risolti da una configurazione piu' costosa che in pochi usano, tanto chi compra il classe D e' "tipico".
5) hanno un filtro in uscita che "dovrebbe" fermare il rumore, ma spesso lo fa solo in condizioni di test (salvo che pialli l'audio).

Adesso vedremo quale e' il problema delle protezioni e feedback quando cosi' importanti.

Il feedback come soluzione a tutti i mali e' un problema. 
La controreazione nei Classe-D e' piuttosto profonda in quando deve correggere la sporcizia.
Si prende la sporcizia e se la riporta in ingresso invertita.
Ovvero  l'ampli fortemente controreazionato non amplifica il segnale musicale, ma una schifezza che e' la sommatoria del pattume (in negativo) e della musica.

Se questo e' un problema su di un ampli in classe AB che, esagerando, diviene distorsivo ai transienti e ai carichi bizzarri di una cassa,  su di un ampli in classe D il problema aumenta perche' il segnale di correzione di fatto e' complesso e contiene segnali ad alta frequenza e veloci. 
Lascio immaginare cosa succede visto che il processo di ditterizzazione che narrano e' piuttosto complessa (ovvero ci mette del tempo ad essere calcolato, di fatto il feedback e' ritardato e cambia la natura della modulazione)

La soluzione recente a tutti i problemi del feedback, tenetevi forte, e' non controreazionare solo  l'ampli ma pure il filtro di uscita.
Che, se ci pensate, ha pure un senso, di fatto e' quello il vero segnale in uscita analogico, sicuramente e' meglio.
Ma abbiamo un problema ulteriore: il filtro cambia le caratteristiche dell'out, persino lo sfasa, e di conseguenza siamo correggendo non solo l'ampli, ma anche, a carissimo prezzo, il filtro che cambia il suo punto di funzionamento a seconda del carico.
Ricordo il segnale correttivo e' pure sfasato... e' dopo una bobina bella toga.
Ovvero la controreazione sara' piu' ampia e non in fase.
Vi ricordo che alcuni ampli A, B e AB hanno per varie ragioni un blandissimo filtro in uscita, nessuno ha mai pensato di prendere la controreazioni li. Vedremo il perche'.

Faccio un piccolo excursus ampollarum.

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Uno dei motivi che fanno dire ad alcuni che "le valvole sono meglio" e' per come clippa. 
Clipping valvolare che e' molto incompreso dai valvolisti fanboy marci stessi, generalmente una setta di stolti che credono che il clip morbido sia una figata di per se (no, non lo e' e fa pena essendo un clipping).

La realta' delle cose e' che il "come clippa" fa si che le valvole possono venir montate in circuiti molto semplificati con UN triodo, tipicamente di 15-20W al massimo, in maniera da non avere feedback e protezioni.
Questo e' il vero notevole vantaggio del clipping che si siede.
Non ne hanno bisogno proprio in virtù che quando clippa la valvola si siede e mette il culo delicatamente per terra. i transistor, invece, usciti dal SOA   che diventa piu' piccolo a caldo, corrono felici verso correnti piu' alte e godono a spalmarsi sul muro uccidendosi.
In questi casi, se non fosse per il trasformatore, i valvolari sarebbero ampli quasi perfetti e comunque, in quella configurazione, suonano davvero molto bene se non ti avvicini troppo al massimo erogabile dove poggiano il patone con largo anticipo (per essere "morbido" deve iniziare prima, no?).
Ma sono casi molto particolari e non rientrano nella norma degli ampli a valvole, per lo piu' affari normali.
Gli altri ampli a valvole sono in genere, a parità di prezzo, poco interessanti come ho gia' detto sui post precedenti sulle valvole.

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Cominciate a capire perche' il FB e' considerato il male dai veri esperti, magari eccessivamente, ma e' sempre comunque un problema?
Forse perche' e' possibile vedere come va un ampli con e senza controreazione e protezione?

Le protezioni portano con se molto piu' che "un po" di problemi e sui classe D sono pure infingarde entrando e uscendo velocissime (in pratica fanno parte del segnale visto che in alcuni casi vengono dihiarate in frazioni di millesismi).
Come si fa sui normali ampli?
Beh, per la maggior parte dei casi si va di dimensionamento atroce per procrastinare il punto d'intervento.
Ora avete capito perche' un ambito di cinesata da 100W trovate due transistor finali, un ambito HiFi "serio" ne trovate almeno  4 e in ambito HiEnd ne trovate una batteria  di una dozzina

Un superclassico dell'HiFi di una volta sono i 2n3055 che e' targato intorno ai 10A, gli ultimi 15, ma non  e' il caso di insistere oltre se non volete quella roba sulla coscienza. 
Esistevano tanti ampli ce li usavano, la maggioranza di quelli,  con una coppia simmetrica di quella roba tiravano fuori 70-100W. 
In genere suonavano pessimamente, mentre il nad 3020 con i sui 20W era un riferimento.
Banalmente perche' un 20W a cui venga messo uno stop a circa 6-7A non e' il  male, non e' HiEnd, ma non e' male per un economico primo prezzo come il New Acoustic Dimension degli anni 70. 
Un 100W che abbia meno di 10A e' come un monopattino: un veicolo per stolti senza freni.

Oggi un Sanken e' una bestia diversa, non solo porta 15A in tranquillita', ma puo' arrivare a brevi picchi di 70A senza vaporizzare nei primi millisecondi.
Cosi' ci puoi fare un 100W brutto, ma drasticamente molto meno brutto di anni fa, oppure per farne uno un "giusto" ne devi mettere "qualcuno"
Se tu dichiari un ampli a livello di un mostro sacro, come stanno facendo, un 100W deve superare i 30A in allegria. 
Perche', ricordiamo, esiste un LIVELLO che varia da brutto a cosmico in comode 256 sfumature di grigio: se ti spacci per cosmico, beh, ricordati che di roba giusta ne hanno prodotta, persino da parte di marchi non convenzionali.

Ricordiamoci anche che molti ampèli di altissimo livello sono famigerati per non sopportare di essere usati per una festa, alcuni ci lasciono le panne, proprio in virtu' del fatto che nessuno stolto manderebbe un ampli HiEnd a fare il lavoro da "baracconi" al con volume a palla per ore in quanto le protezioni sono volutamente lasche.
E se insisti prima o poi a caldo...
Di alcuni ampli commerciali esistono mod per usarli senza protezione (ridotta drasticamente) in quanto esprimono un comportamento DRASTICAMENTE diverso. Almeno fino a che decidi di fare una sessione decisamente allegra.


Esiste ormai una discreta evidenza (diciamo a palate) sul fatto che la controreazione utilizzata profondamente nuoce alla qualita' dell'amplificatore AUDIO.
Addirittura ci sono casi in cui aumentando il FB aumentano pure le distorsioni di armoniche dopo la "cura"

Altra piccola affermazione banale: 
Salvo stranezze il peggior componente del vostro HiFi sono le casse. 
Hanno distorsioni elevate 
Hanno problemi insormontabili dato dal fatto di essere componenti "meccanici" 
Anche fra coppie ci sono differenze anche di 2 cifre percentuali (alla faccia dei parametri che leggere sui cataloghi)
Suonano diversamente a seconda di dove le mettete (anche il carico visto dagli ampi potrebbe cambiare!).
Sono, in sostanza complicate, incerte e sono un carico rognoso sconosciuto 

bisogna ancora una volta ricordare che il FeedBack interagisce con la non linearita' delle casse.
le back EMF, sono una rogna anche per i finali AB controreazionati (praticamente tutti...)

Sono, insomma, una misura della complessità dell'altoparlante, una testimonianza del fatto che il lavoro svolto dall'altoparlante differisce da quello voluto dall'ampli e che sono componenti complessi di vario tipo che fanno cose non prevedibili...
Tali correnti tornano indietro e risalgono il segnale nei cavi come un salmone verso i finali.

Quando un ampli "corregge" non lo fa gratis. 
Se il segnale e' insufficiente deve usare parte della birra. Ed e' birra costosa, la schiuma, la sua velocita'.
Non stiamo parlando di un operazionale che lavora in un campo controllato, stiamo parlando di fango rocce e pioggia, non una gara indoor.

E qui cascano 2 asini.
Se un ampli in classe AB puo' effettivamente abbassare la tensione "tirandosi dietro" la baracca.
Se lo fa un ampli in classe D la cosa e' piu' complicata (ricordate per esempio il fatto che quella corrente finisce chissa' dove?)

Ricordiamo i vantaggi del FB

Miglioramento della linearità, soprattutto in ambienti controllati
Stabilizzazione del guadagno anche se la Temp cambia le performance.
Riduzione del rumore in statico su di una R e con correnti basse (ecco le misure bellissime dello 0,00X% in ambito test di tanti ampli che suonavano male nei 70/80).

Pero' gli svantaggi sono altrettanto ampi e sono piu' ampi a seconda di quanto ampio e' il FB

Il segnale deve attraversare un maggior numero di componenti all'interno dell'anello di feedback, aumentando potenzialmente la possibilità di introdurre rumore che non viene abbattuto dal concetto di retroazione stesso essendo generato dall'anello stesso.

Come faceva notare per primo  Matti Otala nel 1975 un drastico aumento della TIM (Transient Intermodulation Distortion) accade ad aumentare di profondita e/o dimensione dell'anello (in pratica anche del ritardo)

Si noti BENE che una delle cause delle problematiche del FB e' introdotta dall'anello di retroazione "lungo" (come e' l'idea di incorporare il filtro? buona, ma...)
L'efficacia del feedback nel correggere gli errori dipende dalla precisione con cui viene prelevato e sottratto il segnale di errore. Lascio solo immaginare come si puo' prelevare un segnale del genere e con che precisione.

Il fatto e' che la retroazione e' una bella idea, ma non va pero' confusa con la soluzione a tutti i problemi del mondo.

Negli anni tutti gli studiosi di ampli si sono trovati d'accordo solo su poche cose oltre a quelle banali e ovviamente codificate da decenni, del resto gli esperti spesso si focalizzavano solo sull'aspetto "preferito", alle volte dimenticando altre cose,  ma e' importante ascoltarli soprattutto quando tutti sono d'accordo:
1) non esiste uno schema di un ampli buono migliore di altri, fatte fuori le belinate, dipende da un mix di equilibrio piu' che dallo schema maGGico del genio di turno.
2) la controreazione se e' troppa e' il male. 

Sul secondo punto non tutti concordano sulla quentita' precisa che definisce "male" o sul perche' (alcuni danno piu' colpa ad una serie di fattori, altri ad un mix diverso, ma e' poco importante ai fini del discorso), ma tutti concordano che grandi anelli di controreazione, anziche' anelli locali, sono peggio.

Ho letto nei decenni molta roba di AES, IEEE e compagnia cantante, molta di quella matematica e' per me roba aliena, ma un'idea me la sono fatta, visto che poi dicono tutti le stesse menate.

Il problema e' quello del suv con "la bacchetta magica" elettronica per evitare che vada a sbattere (presente le recensioni di alcuni bidoni?), poi nella realta' spesso evita, ma alla fine va a sbattere comunque.

La controreazione funziona in maniera molto precisa:
CORREGGE UN ERRORE CHE E' GIA' ESISTITO.

Quando e' gia' successo.
L'idea e' sperare che la correzione avvenga, e si stabilizzi, in tempi abbastanza rapidi che l'orecchio non si sia ancora accorto del problema e della correzione.
La conseguenza diretta e' che ampli che sono gia' buoni senza controreazione essa si muove con passo gentile sistemando rapidamente le poche imperfezioni.
Come tutte le cose (presente il sale in cucina?) non e' che una cosa e' il male, ma puo' diventarlo se si esagera.

In ampli che di base sarebbero instabili, o vanno a spasso distorcendo o che hanno molto rumore essa e' costretta ad un gran lavoro per raddrizzare la banane.

Inoltre aumentando la dimensione dell'anello non solo aumenta la correzione percentuale, ma avviene con un certo ritardo e altro rumore (ricordiamo per es, che lo stesso segnale e' partizionato da dei resistori che sono appoggiati a massa e per tanto sono succubi di eventuali fluttuazioni della stessa in quel punto rispetto all'ingresso e sono antenne) 

Cosa vuol dire?
Che un ampli che suona molto bene non diventa un completo disastro a pernacchioni inascoltabile senza. 
Che un ampli  decente in genere non ha anelli di controreazione molto lunghi
Che un ampli buono che e' controreazionato non ha di certo tassi di controreazione bulgari

Del resto se la controreazione fosse la soluzione perfetta sarebbe inutile sforzarsi per fare ampli buoni, basterebbe mettere un FB altissimo e sanificherebbe tutti i bidoni di melma, no? 
Le soluzioni complesse e folli per correggere le distorsioni per evitare una FB come il classAA matsushita (che ha ispirato molta roba) sarebbero inutili, del resto basterebbe aumentare il FB, no?

Ricordate una cosa, Philips, che non e' una samuga qualsiasi aveva fatto un feedback amplissimo tirando dentro anche l'altoparlante, MA, un ma grande come una casa, correggeva solo il woofer e solo sulla parte piu' bassa (aka lenta) nonostante la TIM non era ancora stata capita essendo un progetto degli anni 60. Anche loro avevano capito che esistevano dei limiti.

Torniamo al nostro classe D.
Secondo i "migliori" abbiamo un anello di controreazione che e' post filtro e la controreazione finisce per essere iniettata sostanzialmente all'ingresso del segnale in quantita' abnormi.
Come dire, un loop enorme e profondo.
Inoltre questi ampli sulla carta hanno un algoritmo di elaborazione che cambia a seconda del segnale di ingresso (o come in questo caso segnale+FB) e siccome per gli ultimi e' ufficialmente digitale&complesso, per definizione non e' istantaneo dovendo operare su di un dominio temporale.

Cosa succede quindi?
Che in regime statico (la nostra solita sinusoide a 1kHz su di un carico resistivo) avremo come tutti gli ampli sfiga anni 80 una THD dello 0,00X% bellissima da mostrare nei datasheet e cataloghi. 

Quella sana stoltaggine degli ascoltoni che urlavano che le misure non possono dire se l'ampli e' buono deriva da qui. 

La realta' diceva che quella misura spiegava solo che quell’ampli non aveva il 10% di THD con una sinusoide, ma non diceva che era buono, diceva solo che non era da buttare.
Sembra una sfumatura fare una misura per sapere se e' "butto di sicuro" e dire che quella misura dice "e' buono" (cosa che non fa).
Dire che la palla "non e' verde" non vuol dire necessariamente che sia "rossa".

In regime dinamico su di una cassa la correzione arrivera' a sanare un problema DOPO che si e' verificato, mentre le condizioni stanno cambiando, e questo "dopo" e' "molto dopo" su di un classe D.

Vuol anche dire l'ampli non amplifica il segnale, ma per percentuali rilevanti amplifica correzioni. 

Cominciate a vedere un problemino? 
La controreazione cosi' profonda mostra a tutti quelli che hanno provato i classe D su resistenze con segnali semplici numeri che sono molto buoni, spesso notevolmente. 
Come certi ampli da poco anni 80 che con misure fantastiche sulle misure resistive all'ascolto lasciavano molto a desiderare, in alcuni casi era medda pura.
Certo era che quegli ampli che su quelle misure toppavano, e non erano pochi, di sicuro erano bidonazzi

Ma chissa' come mai nessuno vuole misurare quella roba su di un carico complesso con un segnale complesso.
ricorda tanto i "test" di alcune cose "tropp megapixel" no?

Adesso andiamo alle conclusioni.

 

mercoledì, dicembre 31, 2025

ampli classe D 3/5

 


Abbiamo visto nelle scorse puntate che gli ampli in classe D  sono dei cosi che sparano onde quadrate e, siccome non possono essere perfettamente quadrate e precise, probabilmente ringano di bestia, ricordo che serve MOLTA energia istantanea per farle giuste,  come conseguenza dell'impossibilita' della cosa  debbono essere molto controreazionati.
Chiaramente quelle onde quadre non devono neppure sfiorare le casse, come si fa?

Con un passa basso.
Purtroppo, per una serie di ragioni, non si monta un 96dB ottava o piu' ripido, ma in genere un filtraggio molto piu' blando.
Generalmente 12dB ottava.
Che verrebbe da chiedesi, quando li vedi sulle schedine, se davvero costruite cosi' in economia se gli amperoni ci passano e se quei condensatori fra 5 anni saranno dello stesso valore.
Perche' un filtro "migliore" (come oltretutto si faceva mooolti anni fa) non va bene?

O se preferite in soldoni vuol dire che se iniziate a tagliare a 20KHz a 40KHz avrete -12dB (che e' poco) a 80KHz avrete solo -24dB, che per carita', essendo quasi quadre ve le portate via (i famigerati dittering e menate servono per lo piu' a tenere alto il ciclo), ma deviazioni della cosa ve le beccate (il famoso libro "addio ai cari TW" o nel migliore dei casi i TW non collaborano piu' come devono vista la sovracorrente).
Insomma i vati 0,0X di distorsione li vedere solo su carichi resistivi.

Perche', ricordiamo un momentino.
Un passa basso passivo come quello ha il taglio a 20Khz solo a quella impedenza di carico.
Una impedenza che noi non conosciamo.
Con un complesso ragionamento, noi non sapiamo in the wild se il filtro attenuera' o meno le alte o lascera' scappare le schifezze.
Se la problematica seguente vi sembra quella del tamarro del car-audio che va a comprare un "filtro" generico per i suoi altoparlanti presi a casaccio seguendo la regola "quello che mi sembra figo" non vi sbagliate.

Mettiamo che io faccio un filtro per una R di 8Ohm, ma ci collego una cassa da 4Ohm e, come da grafici visti sul blog, essa in quella frequenza si presenta a un singolo Ohm.
Pero' sappiamo che durante un transiente la stronzetta arrivera' pure a mezzo Ohm

Posso del resto avere casse che sono da 8Ohm e si presentano anche a 32, ma anche a 2 o... in negativo...

Ovvero la corrente puo' andare o tornare.
Quindi ho 2Ohm, 8 o 60?
E poi che valori induttivi e capacitivi posside?
Lo vedere il modulo?
Perche' cambia per il passabasso...
 

Il passa basso dove cavolo e' andato a finire come taglio? 
Posso alzare il taglio solo se il clock minimo (che e' per lo piu' segreto non essendo pubblicato che di rado soprattutto per apparecchi di fascia alta) e' MOLTO alto.
Ma il taglio puo' essere troppo basso o troppo alto.
Cosa succede che il famoso taglio che dovrebbe iniziare a 22KHz e spingere in attenuazione a 110Hz (-60dB)  si scoprisse essere un taglio a 60KHz o peggio a 14KHz?

Cominciate a vedere dolori di pancia?
Prima o poi qualcuno fara' dei classe D no-filter che risolvera' tutti i problemi... introducendo altri problemi.
Ma per il momento nessuna rivista o entusiasta ha mai pubblicato la risposta in frequenza di quella roba su di una cassa normale.
Almeno io non sono stato in grado di trovarne, il che e' gia' una risposta.
Perche' con tutte le riviste che incensano questa roba non si fanno neppure le misure base che si facevano qualche anno fa sugli AB per vedere se baravano?
Invito chi vuole ridere a calcolare quella roba, del resto basta vedere come si comporterebbe su di una RLC abbastanza a caso.

Bene, ma la conseguenza a questa cosa di avere un altoparlante e non una resistenza e' che la corrente puo' andare con forti picchi o... TORNARE.
Perche se voi avete caricato un condensatore (e ne avete anche di fisici nei filtri delle casse e nel passa basso dell'ampli) e scendete di tensione la corrente torna.
Non parliamo poi dei woofer che tornano verso il centro che divengono generatori.
Soprattutto se pesantoni che sono spesso connessi ai classe D perche' "ci hanno i Uatti".

In pratica mentre in un ampli AB i transistor sono sempre in conduzione, ovvero il segnale guida l'uscita che guida il cono, nei PWM no.
I transistor sono aperti o chiusi.

Cosa succede allora?
nei classe AB i finali si scaldano, non a caso ci sono casse che venivano chiamate killer di ampli, e alcuni ampli li trovavate con i finali aperti come un cotechino, ma nella classe D i finali sono sconnessi... e dove va quella roba? 
Rimane li e aumenta il ripple, o se preferite la manopola del volume a caso o la distorsione.
Trovate la trattazione come "Bus Pumping" un fenomeno molto conosciuto e studiato per i servo dei motori alimentati in PWM che vanno allo sbando (e guarda caso vengono controreazionati in varie maniere)

Persino IRF e IR ne parlano, anche per il motivo che possono flippare i mosfet finali, oltre a suonare di medda. E il produttore non vuole che il prodotto "finale molto costoso e fulgido esempio del catalogo" sia associato a prodotti scadenti.
Come si puo' limitare il problema?


in pratica le correnti di ritorno finiscono per aumentare la distorsione del segnale (una cosa che se alimenti una resistenza non vedi molto, la capacita' nel circuito e' solo quella del passa basso, che comunque non e' zero).
La "soluzione" per evitare ripple, che ovviamente porta altri problemi, e' il "full bridge"
In pratica se il vostro classe D ha solo 2 finali e' di bassissima qualita', deve averne 4.
Se non lo vedete (perche' sotto un dissipatore e/o nel chip veneziano (faso tuto mi)) potete contare le induttanze che devono essere 2 per canale o 4 per altri schemi.
Quello che sapete istantaneamente e' che se ne ha solo uno per canale e' da discarica (almeno se parliamo di HiFi e non una cassettina BT da 30E)
E adesso capite perche' ci sono dei classe D con 2 chip e non uno piu' grosso, non e' solo per aumentare la potenza.

Ovviamente migliora, ma ora (ogni soluzione causa un altro problema) ora si tratta di mandare un pacchetto di energia non richiesto all'alimentatore dove se e' sfortunato con un alimentatore PWM si ripresenta la menata.
Uno puo' dire "ma io tanto ci carico i condensatori"...  ma devono essere "grossini" per non salire di tensione e messi molto vicini... ricordo che e' un ripple molto energetico e a frequenze tali che molti condensatori non reagiscono e si torna ad avere costi da classe A.
Bonus pack aiutano a squadrare l'onda.
Se guardate e' il motivo per cui molte basette con un classe D hanno una marea di piccoli condensatori elettrolitici (e non uno grosso), peccato che dovrebbero essere MOLTI di piu'. Almeno 50 volte tanto.


 Photo: basetta errata di un ampli da 2000E che mostra non abbastanza condensatori e non e' full bridge.

 

Questa roba ovviamente interagisce con le "protezioni" che ricordiamo nei classe D, quando dichiarato, possono entrare ed uscire in millesimi di secondo o peggio (quindi facendo centinaia di danni al segnale al secondo) e dalla controreazione che si mette a lavorare storta. 

Si noti che di tutta questa roba che causa distorsione a nastro ed e' documentata piu' da chi fa i finali che dai produttori di chip e ampli e non ne esiste traccia sui test delle riviste.
Per chi prova questi affari le misure sono sempre bellissime e il suono bellissimo.
Su di una resistenza.

In tutte le misure delle riviste anche i primi Classe-D di tripath, che erano pesantemente affetti dal ripple risultavano a dir poco perfetti.
Piccoli ampli, che non erano full bridge, con poca alimentazione e condensatori che nella mania del momento che gli stolti chiamavano "killer di giganti" connettevano pure a casse con pesanti woofer da 30cm.
Il ripple non esiste secondo i fanboy.
Solo per i costruttori di FET e qualche raro pazzo delle varie AES o IEEE.


Sembra un po la questione dei pannelli solari in cui le universita' studiano i gravi problemi che non esistono da nessuna parte del mondo secondo i fanboy.
IF e' pazza, fa i finali per i modulatori prodotti dai vari texas e soci, ma e' pazza a dire che esistono problemi.
Perche' il problema... non esiste. 
In condizioni di test, ovviamente. 

del resto come nella puntata precedente:
Il prodotto nuovo risolve tutti i problemi che avevamo detto di aver risolto! 

 

PS
 Giusto per avere un idea della differenza fra un classe D e un AB, il chip  in classe AB moderni hanno quasi il doppio di corrente della versione D a parita' di potenza.
E ci scommetterei che ha MOLTA piu' birra all'ascolto.

Nel chip in classe D inoltre ST, che mi sono sempre piaciuti i loro data sheet che sono molto piu' onesti di altri (ricordo che alla fine e' un catalogo per vendere roba, non e' la verita' assoluta su tutti gli aspetti o i difetti!) dice:

Per evitare problemi di interferenze, è  necessario utilizzare un filtro passa-basso a monte dell'altoparlante.

Grazie al ciuffolo lo avevamo capito tutti, ma ora arriva il bello.

La frequenza di taglio dovrebbe essere maggiore di 22 kHz e molto inferiore alla frequenza di commutazione in uscita.

Anche qui lapalissiano, e la f 310kHz, ma quanto si allontana dal basso con lo shaping&c non e' chiaro, ma ora viene il bello. 

È necessario scegliere i valori delle componenti L e C in base all'impedenza dell'altoparlante. Alcuni valori tipici, che danno una frequenza di taglio di 27 kHz, sono mostrati nella Figura 24 (tipico filtro LC per un altoparlante da 8 Ω) e nella Figura 25 (tipico filtro LC) per un altoparlante da 6 Ω) sotto.

 

Prima cosa e' gia' piu' raffinato della media, pur essendo un affare ultra-economico, di solito e' un 12dB ottava del tubo easy easy. 
E' evidente che per questa roba non esista un altoparlante, ma una resistenza.
Perche' se dobbiamo variare quella roba per passare da 6 ad 8Ohm, una differenza pari a meno di zero, lascio solo immaginare cosa succede se applichiamo questa roba ad un carico che a seconda del suo giramento di scatole va fra 2 e 40 e non e' neppure resistivo.
Nota che questa cosa, che non e' sempre ben evidenziata nei datasheet, e' valida anche per ampli al di sopra di sospetti nei fanboy... solo che qui e' esplicita: questi ampli sono buoni solo per alimentare resistenze ben precise, non certo induttanze complesse.
Se inoltre devo cambiare il filtro per cosi' pochi Ohm, vuol anche dire che la commutazione nella parte bassa per qualche ragione e' molto vicina all'audio, altrimenti tagliare un pochino piu' in la non dovrebbe essere un problema.

Ricordo: per una R (non una induttanza, una resistenza) da 6 o 8 Ohm e' una differenza da dover cambiare schema secondo l'oste.

Provate ad immaginare che ikea facesse una sedia per umani da 65Kg e va cambiata se pesate 50 o 70Kg. In pratica ogni componete della vs famiglia avrebbe una sedia sua e se invitate a casa un amico dovete avere la sua sedia, se e' ingrassato dovete comprarne una diversa.
Cominciate a capire il problema? 

Lascio a voi i calcoli per 2 e per 40 Ohm e il punto di taglio che hanno quei cosi applicati all'impedenza errata. Magari con TW esotici (che possono essere pure capacita') o peggio.
A me ricorda tanto quelli del car audio che mettevano il crossover della unicars su "altoparlanti a caso" e poi bruciavano i tw e/o si sentiva strano, che poi e' la firma del car audio dove con segnali parassiti e caricamenti a caxxo riescono pure a bruciare i woofer...