Photo: molti progettisti di casse non sono ancora arrivati al 1972 quando mr Roy spiego' du' cosette.
L'equalizzatore e' una della cose piu' controverse della storia dell'HiFi, anche se e' di una banalita' estrema.
Innanzi tutto a cosa serve?
L'idea di base e' adattare l'ambiente alle casse.
Equalizzare rendere uguali, in questo caso le emissioni in ambiente.
Infatti il nome completo e' equalizzazione ambientale.
Gia', il grande dilemma che ha fatto si che i grandi abbiamo fatto casse bizzarre.
Roy Allison per primo a definitivamente introdotto lo one nel 1972, definendo indirettamente come stolti tutti i box su stand lontani dalle pareti (magari ne riparliamo essendo un errore grave tipico come avere il reflex posteriore).
Altro pazzoide, antietico rispetto a Roy, che cerco' di accoppiare la stanza, partendo dal fatto di non poterlo fare, Amar Bose con le sue 901.
Problematiche tanto ben capite che al sim-HiFi di milano (e anche in altri posti) suonavano con lo schienale verso il pubblico e con il frontale verso la parete.
Negli anni 60 era diventato chiaro a tutti che la maledetta stanza era importante, nei 70 era stata approcciata in tutte la maniere e poi nei 90 se ne sono dimenticati.
In questa finestra anni 60/70 si cerca di adattare anche la risposta dei diffusori con l'elettronica cosi' nasce l'equalizzatore ambientale.
Ovviamente l'elettronica costa tanto e prima si fanno 3 bande, poi 5, e via dicendo.
Il problema e' che ogni banda porta con se rumore, distorsioni e rotazioni di segnale.
Cosi' qualcuno pensa che si possano usare meno bande ma specifiche: nasce l'EQ parametrico, generalmente 5 bande in cui la campana di intervento e la larghezza della stessa possono essere regolati.
Nei primi anni 70 i piu' sbavanti pensavano fosse la panacea a tutti i problemi.
Nel frattempo l’elettronica migliorava e scendeva di prezzo cosi' arrivarono gli EQ fino a 31 bande, rendendo di fatto obsoleti i parametrici che comunque introducevano robaccia e non erano in grado di correggere correttamente la risposta della stanza.
Alla fine degli anni 80 ci si trovava in una situazione in cui erano diffusi gli equalizzatori (parametrici o meno), ma non avevano MAI dato nessun vantaggio al normale user stolto rispetto alla manetta normale.
Vi erano 3 ottimi motivi per cui questo non era successo
-Il primo e' che venivano regolati ad orecchio, che non e' uno strumento di misura, d'altronde l’analizzatore di spettro era piuttosto raro e costoso e anche quando acquistato veniva usato solo perche' era carino e albero di natale.
In pratica inutile
-Anche l'acquirente accorto poi cercava piu' di compensare le manchevolezze della cassa che della stanza sperando di far scendere quel piccolo woofer fa 16cm delle piccole bookshelf come pensava che fosse giusto nella propria testa, in pratica come un enorme 40cm di una cassa delle dimensioni di un frigo.
Se poi era roba economica con problemi anche sulle alte...
-La maggior parte degli EQ avevano un inutile scala di 12dB spesso con slider corti (perche' erano carini), decisamente scomoda per la maggior parte degli usi, rari slider doppia lunghezza e tasti per usarli a piu' ragionevoli 6 o 3dB
In pratica il 99% degli EQ venivano impostati per GRANDI compensazioni messe a caso e spessissimo con un andamento a V da paninaro.
Ricordo che una compensazione di 6dB per rianimare un piccolo cono da soli 16cm per cercare di farlo scendere a 50Hz "per sul serio" vuol dire QUADRUPLICARE la potenza usata, o in soldoni, mettere in ginocchio la maggior parte degli ampli connessi.
Mandare in fondo uno slider da 12dB vuol dire moltiplicare per 16 la potenza necessaria all'ampli e altrettanto l'escursione di un woofer.
In pratica n ascolto da 4-5W con un fattore di cresta da meno di un centinaio di wattonzi diventano 60Wpieni che vuol dire che con la cresta sono almeno 400W
Io di ampli da 400W "per sul serio" ne vedo pochini.
Inoltre voglio vedere quali wooferini da casa riescono a reggere 400W ed escursioni da diversi cm, o forse si stanno confondendo i woofer con gli sturacessi XXL?
Perche' e' questo che stiamo facendo, per volumi di ascolto modesti servono potenze enormi.
Inoltre con l'arrivo del CD in massa intorno al 1985, ricordo che molti giradischi sono sempre stati starati malamente, si e' notato che tutta questa roba oltre alle correzioni peggiorava il segnale.
Da qui prima i tasti "CD diretto" e poi "diretto" che semplicemente saltavano l'elettronica dei toni.
Insieme a casse pensate meglio per l'ambiente, non come Roy, ma almeno non come prima, si e' arrivati praticamente a eliminare i controlli di tono ed EQ da tutti gli impianti HiFi da casa o perlomeno a poterli spegnere.
Si stava sistemando la cosa, magari sarebbero nate nuove casse per gli ambienti, quando verso la meta' del 1990 l'industria dell'HiFi e' crollata.
Ci sono molte teorie sul perche' la gente ha smesso di ascoltare musica, quello che e' certo e' che sono rimasti solo i vecchi a farlo.
Ovviamente le cosa vecchie ritornano come novita', alle volte depotenziate altre volte potenziate, la cosa certa e cercare di non far sembrare una cosa vecchia anche se lo e'.
Oggi sembra che gli EQ con moltissime bande via DSP gestiti con microfoni tarati (oggi i mic se ne trovano sotto i 400E) possano promettere cose, ma alla fine alcuni dei problemi non sono cambiati.
Questi oggetti, persino SW "faso tutto mi" dovrebbero funzionare cosi:
Prendo il mic, lo metto nel punto di ascolto
Pigio un tasto
Magia!, tutto equalizzato.
Perche' oggi le persone vogliono cose ZEROSBATTI [TM]
Tanto zerosbatti che in alcuni prodotti il microfono non e' neppure posizionabile nel punto di ascolto (stendiamo un velo pietoso sulle bestemmie che potrei dire di quella roba)
Ci sono un pochino di problemi.
Il problema pricipale che una correzione di tal fatta non puo' essere fatta in automatico per diversi motivi.
Il piu' semplice da capire e' che nelle casse ci sono diversi punti che l'EQ non puo' correggere e dipendono sia dalla costruzione della cassa che dalla sua disposizione in ambiente.
Facciamo un esempio estremo come delle cassa da disporre sull'angolo: il progettista ha previsto che mettendola li le basse quadruplicavano l'emissione.
Anche se informassi il mio SW del modello della cassa, cosa che non mi pare che sia consuetudine, lascio solo immaginare i costi di un tale database, lo stesso SW non puo' sapere dove ho piazzato l'affare e costringere quella cassa a produrre il doppio o il quadruplo del suono previsto non e' molto sano.
Idem per le alte o peggio, per il buco che si crea con le casse sui maledetti stand in mezzo alla piana.
Stesso concetto per eventuali cancellazioni dovute alla stanza: puoi metterci tutti i watt che vuoi ma non potrai colmare il buco.
Ci sono dei punti che NON VANNO EQUALIZZATI anche se fossero manchevolezze perché non dipendono da cose equalizzabili ma hanno a che fare con la fisica (Dea sempre maledetta strzissima).
Non possiamo sperare che l'ampli e la casse siano con potenze infinite e anche cosi' non e' detto che si possa correggere.
Quindi un sw che cercasse di far scendente un cono da 11cm come dichiarato sul sito del produttore a 30Hz (aceto del supermercato per l'insalata spacciato per spumante?, presente Totem?) incorrerebbe in piu' di qualche problema
Idem se cercasse di ridurre cose il gap con la parete eccetera.
In pratica l'EQ deve essere sempre gestita da qualcuno che, vedendo il tipo di casse e dove sono messe, puo' certamente farsi aiutare da sistemi di EQ automatizzati, ma dovra' cmq correggere la curva con la propria esperienza.
Diciamo che non sono cose da far gestire alla massa, salvo voler parlare di scritte glitter come l'HDR o il megapixel sui telefonini che da imbarazzante e' passato a nonsense.
Ultima EQ, gia' ce ci siamo, da vedere e' sugli altoparlanti attivi.
Ultimamente molti altoparlanti attivi, alcuni addirittura spacciati per monitor, mostrano risposte in frequenza dichiarate che non esiterei a definire imbarazzanti.
Fino a prova contraria un altoparlante da 8-10cm non puo' riprodurre 50Hz, salvo che abbia escursioni di mezzo metro e/o masse tali da dover usare 1000W per ascoltare il telegiornale.
Anche in questo caso e' un trucco alla dieselgate.
Si alimenta il piccolo giocattolo con 1W, P alla quale si misurano le cose per far prima, e si equalizza pesantemente mantenendo la potenza in ambiti ragionevoli (visto che porta con se un guadagno si sta abbassando il volume)
Il risultato e' che quella cosa riudirà a riprodurre 50Hz promessi a -3, ovviamente ad un volume sussurro che nessun umano e' in grado di ascoltare (ricordiamo che le orecchie a bassi volumi sentono solo le medie?).
In pratica, per un umano, suona come una cuffia appoggiata sul divano.
Appena si alza il volume, ovviamente, le cose cambiano e vengono adottate strategie per evitare di arrivare alla saturazione del fetido classe D gia' a volumi da sala d'aspetto dentistica dove servirebbero watt a palate.
Stressa strategia avviene quando vedete subwoofer dichiarati per il soliti 20Hz o poco piu' (perche' il peone guarda solo quello!) alimentati da pesantissimi 1000W in inopportuna classe D con un misero cono da 20cm.
Si parte con un wattino e giunge, dopo aver consumato tutto il KW in EQ, ai fatidici 20Hz ad un volume che definire ridicolo per il costo di a 4 zeri e' poco. Ogni riferimento ad un sub con case in alluminio spesso e' puramente casuale.
Ovviamente poi a volumi normali se arriva a 45Hz con distorsioni ridicolmente alte e' tanto
Riassuntino
L'EQ non e' il male, ovvio. tenete conto che moltissimi Xover fanno anche una sana EQ e in ambito pro e' tutt'altro che un errore.
Al solito come tante altre cose che abbiamo visto il consumatore ha snaturato la questione chiedendo sempre di piu' e usandola in maniera inopportuna.
In pratica creando l'associazione EQ=schifo e rendendola vera.
Infine l'EQ e' stato un modo per far apparire sui cataloghi caratteristiche inesistenti.
Il problema e' che oggi tutto e' idiot-proof e l'EQ ambientale non ha senso in questo contesto "schiaccia un tasto e, PUM!, avviene il miraculo".
Alla fine togliere dai prodotti l'EQ e' stato, e', un beneficio.
Del resto una mannaia in mano ad un bambino spaventato sotto droghe non e' una buona cosa, anche se e' uno strumento utile di per se.









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