domenica, dicembre 18, 2016

tv story 2007



I 2007 e' la pietra tombale dei televisori con il cinescopio. In realtà nel mondo occidentale è avvenuto circa tre anni prima.


Gli LCD, qualitativamente una barzelletta, sono partiti improvvisamente sulle ali dei plasma che ne frattempo era cresciuto qualitativamente.
Tutti volevano plasma, lo desideravano e qualcuno gli ha fatto un televisore che da spento assomigliava al plasma.


Se i primi plasma erano un disastro gli LCD facevano venire da piangere.
Il 2007 viene considerato la pietra tombale in quanto la produzione di LCD sorpassa quella dei CRT in tutto il mondo compresi i paesi in via di sviluppo. Questo vuol dire che persino un cinese o un vietnamita se deve comprare un televisore anche se costa di più preferisce comprare un pannello e vedere peggio.

In Italia questo ovviamente è successo anni prima e in tutto l'Occidente stata una cosa così rapida come una fiammata e tanto incomprensibile che molti produttori di televisori si sono trovati catapultati fuori non capendo cosa stava succedendo.

Nel 2000 gli LCD erano rari e nel 2004 erano rari i CRT.

Per dirne una, Sony ha chiuso le fabbriche cinescopi mandando a casa migliaia di lavoratori nell'arco di un solo giorno perché si sono ritrovati improvvisamente a produrre cose che nessuno voleva più.

 Ma tutti i produttori erano imprepreparati a questo perché guardavano come futuro al successo della video proiezione o al massimo al plasma ma nessuno, neanche negli uffici marketing, era conscio della rivoluzione.

La gente preferisse un pannello scadente con tanti pixel a qualsiasi altra cosa migliore.
Dai, non scherziamo.
Improvvisamente.
Senza motivo apparente.
Puf!

7 commenti:

Max De Poli ha detto...

Però non limitarti alla qualità dell'immagine... gli schifovisori LCD hanno un vantaggio spaventoso rispetto ai tubi, sono sottili e leggeri.

Si possono appendere senza eccessivi problemi, occupano poco spazio, e se lo sommi al fatto che nelle città gli appartamenti hanno superfici calpestabili che nei paesi civili sono considerati appena sufficienti per parcheggiarci l'auto, capisci che tra un cinescopio strafigo ma che deve essere obbligatoriamente poggiato su un mobile dedicato che occupa non meno di due metri quadri e un coso LCD che avrà pure i suoi limiti ma posso anche appenderlo alla parete, la scelta è estremamente facile, se vivi in un bilocale con la sala da 6x8 metri...

Se invece vivo in una villa con una sbrodolata di locali dedicati agli usi più disparati e voglio farmi un home theater come iddio comanda, che s'inculi il cinescopio, videoproiettore tutta la vita.

blu-flame ha detto...

fino a qualche anno fa il faro era la qualita'.
Come hai visto nel 1960 i cinescopi erano, volendo, profondi 15cm.
Altri cinescopi rotanti, come i banana, potevano fare il colore in una manciata di cm.
Ma nessuno voleva rinunciare alla qualita'.
Si pensava.

E comunque gli LCD sono ENORMI paragonati ad un videoproiettore che, da spento, praticamente scompare.

ecco perche' nessuno scommetteva sugli LCD ma investivano, come texas, sui VPR.
Pensavano che dai cinescopi si passasse direttamente ai videoproiettori.
Dal punto di vista logico e' banale ma si scontra con la necessita' di possedere un manufatto tangibile da mostrare a se e alle altre scimmie che si conoscono.

Nessuno aveva investito nei pannelli, ne gli europei, ne gli americani ne i giappi.
Persino sharp non ci credeva troppo.
Un tv a pannello non ha, tecnologicamente, senso.

Max De Poli ha detto...


Ma guarda, a me piacerebbe tanto far della qualità il mio faro, purtroppo però i miei desideri devono fare a botte con la necessità pratica, e in un salotto da 5x7 metri con le porte e le finestre messe a minchia lo spazio per un televisore a tubo di dimensioni non lillipuziane semplicemente non c'è.

Per quanto riguarda i vpr ho sempre quella mezza idea di mettere un telo arrotolabile in sala (idea perennemente rinviata perchè non è esattamente gratis e il poco tempo che ultimamente dedico all'intrattenimento video non ne giustificherebbe il costo), ma obiettivamente, i limiti sono tanti: con il telo srotolato la sala è praticamente inagibile, e per evitare di spendere una fortuna la luminosità è quella che è, quindi utilizzabile solo in penombra o quasi... quindi o è acceso il vpr o faccio altro, non posso - per dirne una - riguardarmi Brian di Nazareth mentre stiro le lenzuola.

Il pannello tecnologicamente non ha senso, sono perfettamente d'accordo, ma dal punto di vista pratico di senso ne ha, e tanto.
Dal punto di vista commerciale, poi... ricordiamoci che la maggior parte delle TV resta accesa "per tenere compagnia" (Minchia, la compagnia di Bonolis o della De Filippi... mi si accapona lo scroto solo a pensarlo, piuttosto la solitudine eterna in cima a un ghiacciaio tibetano).

blu-flame ha detto...

Premesso che un telo solitamente si monta a filo parete, non modificando la stirolenzulaggitudine.
il riloga sono 15cm.
Io proietto sulla parete, non e' cosi' peggio di un telo. Certo e' meno luminoso e la parete deve essere verniciata in maniera uniforme, ma ha anche dei vantaggi rispetto a molti teli. Ovvio un telo da 5000E e' altro ma va da se'...

Altri teli sono adesivi, altri sono sottili e quindi non hai scuse :-)

Diciamo che salvo raggi di luce diretti in casa lo vedi senza problemi.
Il mio sta acceso giornate intere, non solo quando stiro ma anche quando riparo o installo roba.

Max De Poli ha detto...

Purtroppo anche i creatori di case moderni ci mettono del loro... a casa mia il salotto ha una sola parete priva di porte o finestre, e non è neanche la posizione più adatta per la proiezione visto che la parete dirimpetto è praticamente tutta vetrata (se ci metto il divano, non vado più sul balcone)
Pertanto quando metterò giù un vpr dovrò obbligatoriamente mettere un telo avvolgibile, l'alternativa è proiettare sulla porta della cucina, che come uniformità non è un granchè :)

E non è neanche la soluzione più orrida tra quelle che ho visto quando cercavo casa... già è stato difficile conciliare dei requisiti che non mi sembravano assolutamente complessi (termoautonomo, senza portineria, con garage, e in una determinata zona), se avessi dovuto anche prevedere "il cui salotto non sia concepito da un imbecille" probabilmente vivrei ancora da mammà.

La verità è che l'eccellenza spesso è poco gestibile, il possesso di un apparecchio AV impeccabile impone scelte che non sempre sono ragionevoli, anche in considerazione dell'uso che si farà dell'apparecchio; dal mio punto di vista il pannello LCD è un compromesso accettabile, considerato che sarà acceso a dir molto 6 ore a settimana e ben sapendo che è (ad essere buoni) mediocre dal punto di vista tecnico.

Poi certo, ci sono gli ebeti che comprano l' LCD coreano da 60" (rigorosamente 4K e "BOSE virtual surround", che mi fa male vedere come certi marchi si riducano a fare da puttanelle) in superofferta da merdaworld - 24 comode rate da 199,95 € a TAEG impronunciabile, lo piazzano al posto d'onore del salotto e lo adorano come se fosse una concessione divina, ma li' non si parla di compromessi, quella è effettivamente idiozia.

ijk ha detto...

La qualità dell'immagine non è l'unico parametro preso in considerazione per l'acquisto. Sono tante le cose che ti fanno propendere all'acquisto. Accompagna una donna ad acquistare un'auto e ne sentirai delle belle. Il mito dello schermo piatto leggero e sottile viene da lontano, da quando ancora non erano realizzabili. Un flat piatto come quello di oggi forse negli anni 90 l'avrei preso anche se fosse stato in BN se avesse avuto un prezzo abbordabile! Ho posseduto un phlips 32 flat 100hz. Si vedeva bene ma pesava 64Kg! Per cambiargli posizione dovevo chiamare il vicino ad aiutarmi.
Adesso ho un 42 lcd che sta sempre spento.

blu-flame ha detto...

"Accompagna una donna ad acquistare un'auto e ne sentirai delle belle"
E' la riprova che le scuole non fanno il loro dovere.
Siamo in un mondo hitech