venerdì, gennaio 09, 2026

Ampli classe D 5/5

Photo: l'unica caratteristica ben in evidenza per farvi sborsare 10KE e' che dovrebbe avere dei magici GaN-FET nascosti in una piccola scatoletta "magica" e non abbiamo neppure la possibilita' di sapere se lo schema e' economico o normale. 
Ovviamente essendo magia non si misura se non su resistenze, si parla solo della grande ariosita' datata dalla magia... Apple insegna, no?
10K, praticamente ben dentro nell'area dei Krell, accuphase e Pass, non nell'area di samsung irradio e auna.
Sicuri sicuri?
Ricorda i valvolari un pochino incerti dei cantinari a 30.000E?

Il problema del posizionamento attuale dei classe D e' il mondo delle recensioni. 

Io ricordo molto bene che in italia tanti anni fa esisteva solo una rivista che provava gli ampli per bene.
La maggior parte delle riviste quando faceva una "misura" non aveva molta idea di cosa stava facendo.

Quando capitava un ampli sulla rivista in questione che avevo nella sala HiFi sapevo gia' GROSSOMODO cosa aspettarmi dalle misure. (nota: avevo in linea 25 ampli circa e un centinaio di casse)
Non era certezza, ma dava un solida idea.
Se la rivista lo provava per prima sapevo grossomodo come poteva suonare.
Il problema di fare dei test seri e' duplice:
1) rischi di inimicarti il produttore (che poi e' quello che paga, con la copertina non ci compri la carta patinata superlusso)
2) serve tempo per provarli, serve attrezzatura e serve un esperto (ovvero soldi e tanti).

Quando vediamo wired o il corriere della pera, che ho citato all'inizio in questa serie mentre dicevano cose impossibili di bassi autorevoli con 10 cm di woofer: e' evidente che il recensore e' probabilmente uno che ha studiato latino, se abbiamo fortuna giornalismo, e probabilmente ha un buon italiano (certamente piu' del mio). 

Ma non sta facendo un TEST, e' magari uno che non ha mai avuto un HiFi e' abituato ad ascoltare con una supposta BT da 20E con un altoparlante da 4cm, o l'audio del PC portatile mentre batte i testi (troppo povero per un PC serio, spesso "assunto" come freelance) e usando un cosaccia da 10cm e du soldi tutti insieme gli sembra di aver ascoltato assai meglio. In un test fatto in cucina mentre spadella (che e' poi l'uso corretto di quella roba da 50E).
E' passato dalla bici al piaggio ciao: graaaande miglioria!
Mai vista un auto o un aereo.
In dimensioni diverse avviene per l'HiFi ma e' la stessa menata delle cessettine giocattolo da 50E.

Purtroppo sta succedendo lo stesso anche con le riviste del settore, le poche rimaste, e non solo nell'audio.
Al massimo la differenza con le riviste specializzate e' che hanno una stanza in redazione dove buttare dentro la roba a caso quando ascoltano, giusto per non ingombrare il tinello di casa.
Che poi, al contrario dei diffusori, misurare un ampli e' una passeggiata.

Questi recensori delle recenti riviste HiFi, lo capisci chiaramente da come e' scritto il pezzo, non hanno familiarita' sull'argomento.

Per dire:
E' difficile capire quando una cassa va bene, ma e' molto semplice capire, anche da spenta, se una cassa fa veramente pena o ha problemi enormi (ho un post in canna molto divertente). 
Ci sono dei parametri per cui una cassa non  puo' avere bassi o alti, per mera fisica.
Se ci pensate lo fate tutti i giorni senza rendervene conto su cose per cui siete piu' avvezzi.
Sapete che una panda 30 o un suv non sono auto "sportive" (termine pessimo che e' associato a una buona guida e sicurezza)
Se vedete una roba bassa e larga, e in italia rossa, sapete che e' possibile (salvo trovarci dentro il motore e le sospensioni di una panda) che sia decente, non ne siete sicuri, ma di certo ha delle possibilita' di non essere un rottame come una panda 30 o un suv per via della forma.
Poi esistono eccezioni.
Ogni riferimento alla Puma GTV maggiolone e' voluto. 
Il problema e' la gente che fa recensioni di un apecar e se ne esce con tonanti definizioni: squalifica i test.

Ovviamente in un mondo dequalificato anche le riviste di settore non investono piu', oltretutto se dovessero  mettere in dubbio qualcosa che e' ormai sentire comune avrebbero un backfire non da poco.
E nel momento che misuri sono caxxi.
Provate ad immaginare un prodotto di punta della mela che dovesse mostrare pessimi risultati e sei l'unico redattore a dirlo!
Sei un diavolo anti-divinita'!
Sei un prezzolato della concorrenza!
Se pagato dagli alieni!
Sei uno che vorrebbe il "coso" ma non puoi permettertelo!

Recentemente mi hanno detto spesso che io pero' non conoscevo i classe D di "azienda PRO" o "azienda toga", ovviamente molto costose in classe D.
Il piu' divertente era un 4x4000W professionale (per chi vole roba che non funziona?) con consumo massimo 3000W. 
Basta solo questo dato per squalificare il tutto come serieta' dell'azienda (dopo non lamentiamoci che nei concerti appena attaccano il brano l'impianto si siede)
Entrano in 3 ed escono in 16: mettiamoli in coda ai pannelli solari!
Facciamo la stessa cosa per il nostro portafoglio: busta paga lorda da 3K e godiamo come 16K!

Senza andare lontano: 
per anni mi sono sentito dire che ero un retrogrado e amante dei petrolieri per quello che ho detto che sarebbe successo con l'auto elettrica. 
Ora alcune di queste cose sono leggi di stati e molti giornali seri finalmente dicono quello che dissi 20 anni fa.
Pero' ho subito angherie e sfotto' nei forum e dal vero. 
Per anni.
Bizzarro per un amante delle auto elettriche.
Non e' praticabile per una rivista essere contrari al mainstream.
Una rivista DEVE farsi amico il lettore, lo deve blandire ESATTAMENTE COME I PRODUTTORI.
In piu' deve essere amica dei produttori che pagano il brodo, assai piu' del prezzo di copertina.

Alcune riviste in passato hanno provato a mettere didascalie bizzarre. 
Per esempio ad  ampli che andavano cosi' cosi' sulle misure, ma erano molto amati dagli utenti, ho visto arrampicate sui vetri che neppure i gechi. 
Se non riesce neppure su di una R a stare nei parametri ad 1KHz non ci sono molte possibilita' che poi ci riesca poi o suoni decorosamente.
Ma alla fine se uno non e' uno stolto capisce che qualcosa che non va ,visto che nella pagina successiva di altro ampli si loda proprio il fatto che il grafico e' molto diverso da quello pessimo tanto osannato (si, e' capitato).

E un ampli con le caratteristiche di molti classe D passati come i T-amp originali, come abbiamo visto, ci sono errori che sono evidenti e oggi  lo sappiamo perché molti di questi sono assai attenuati, con vanto, nei chip moderni.
Ma i recensori spergiuravano che fossero perfetti!
Come e' possibile?
Lascio a voi rileggere quelle recensioni folli ancora disponibili.
"C'è qualcosa di magico nelle voci, qualcosa che comunica forte emozione all'ascolto.... non si riesce a fare a meno di notare la veridicità degli strumenti a corda o ad arco"
Oppure
"il controllo sulle basse e' incredibile" (NDR parlava della batteia e aveva casse enormi e l'ampli, ricordo, ha SEI Watt e non e' un Krell)
Follia o acido?

Torniamo al discorso iniziale: 
i classe D sono buoni?

La risposta, se non siete scimmie, e' DIPENDE.

sulla parte economica non penso che ci siano dubbi.
Un ampli molto economico e sottoalimentato in classe AB (magari ne posto un paio per vedere come NON si fa e perche' lo facevano) le prende in maniera colossale da un classe D con lo stesso alimentatore.
Con 20E non se ne parla di competere.
Ampli da poco in cassettine sfortunelle da 30E trovano nuovo splendore nella classe D.

Bisogna ricordare cosa era l'alternativa.
I vari TBA800 o TDA 2008, che erano MOLTO diffusi, erano certamente molto efficienti essendo in classe B, ma questo li condannava a qualità molto basse, soprattutto ai bassi volumi (per una serie di motivi i classe B suonano meglio ad alti volumi relativi, da qui l'uso di potenza contenute).
Spesso erano decisamente poco alettati, alle volte 1/10mo del necessario, l'aletta costa.
Non crepavano solo per via delle protezioni zannute (quelle che riducono la qualita'), perché la tensione dell'alimentatore moriva prima e perche' erano immortali. 
Era pieno di quella roba l'audio economico, sia in chip che discreti.

In pratica tutto l'audio portatile con i suoi compromessi tende ad essere terra di conquista facile da chip "faso tutto mi" con basette spesso gia' pronte.

Idem i vari finali cinesi in vendita su internette.
Parliamoci chiaro, roba cinese come i fosi che con 99E e un TPA 3255 raccontano di impossibili 300W, oggettivamente sono interessanti, piccolini e hanno pure il bluetooth.

Possiamo dire che a quel prezzo, soprattutto per volumi di ascolto che non e' il plin plin di certa musica, non e' roba cosi' brutta.
Anche se ci sono chip in classe AB superiori, i classe D sono diffusi e sono ben conosciuti.
Non sono il male assoluto.
Immagino che il me di 14 anni il cui ampli da 15W (un nobrand che era una poverata folle)  faceva pena sarebbe stato felicissimo e probabilmente sarebbe stato assai meglio.
Mai si e' suonato cosi' bene facile e tanto con 99E di apparecchio finito.

La questione pero' diventa diversa se cominciamo a parlare non di cinesate, ma di ampli che cominciano a costare piu' dei 200E.

Li si innescano 2 strade che si possono tradurre in:
Meglio tanto bum bum o meglio la qualita'?

Perche' la cosa, solitamente, e' fra un economico alimentatore PWM e un classe D impacchettati e  un ampli in classe AB e un alimentatore classico.
Ed e' chiaro che a parita' di birra l'AB costa di piu', o meglio a parita' di costo il classe D ha piu' birra.

Tutta la questione diventa se vi va bene avere la birra primo prezzo del discount, tanto e' un modo come un altro di sbronzarsi, o volete bere una buona birra con un ottimo sapore.

E diciamocelo chiaro, non e' detto che una scelta sia per forza peggiore.

La cosa pero' cambia ancora salendo di prezzo.
Se fra un 40W sfigatone e un finto 200W, che pero'  ha comunque piu' birra, possiamo decidere di pensare ad una scelta, soprattutto se siamo di bocca buona, sopra a certe cifre, diciamo 500E per l'ampli finito e non cinesata, la storia comincia a cambiare TANTO.

Gli ampli in classe D di fascia "alta" solo di componenti OEM cominciano a costare parecchio, i moduli purifi finali, per fare un esempio, per un simmetrico cominciano a volare intorno al millino per un ampli stereo. 
In soldoni un prodotto finito siamo intorno ai 2000-3000E.
Pero' a 3000E di roba in classe AB molto buona ne potete comprare molta. Si comincia ad entrare nell'HiEnd, quello che ha si le sue streghe, ma ha anche roba notevolissima, non stupidate.

E quando parliamo di potenze ricordiamoci che non e' che basta raddoppiare la potenza per sentire il doppio, la grande differenza fra un 25W e un 100W in genere non e' data dalla differenza di potenza, ma dal fatto che solitamente il 25W era a corto di amperaggio.
Non a caso ci furono dei cosi da 30Kg con "soli" 30W, non tanto perche' dovevate fermarci una porta, ma per il fatto che potevano guardare con sufficienza il fatto che la cassa potesse aver bisogno di 30A. 
E  suonavano maledettamente forte per essere dei 30W, piu' di molti 200W che a quel volume cominciavano ad entrale protezioni e menate.
Del resto superate certe potenze, almeno in ambito da casa, non e' che avete bisogno di piu'.
Dubito molto che abbiate bisogno del volume da concerto rock in cucina dalle casse del soggiorno.
Perche' alla fine che vi serve sono ampli impavidi, non che abbiano "UATTI" a palate.

Inoltre ci sono ampli PA (quelli dei concerti) che con una cifra accettabile hanno performance che schiacciano qualunque classe D. 

Perche' se cercate un ampli "anni 80" che faccia quello che fanno i classe D, ma in meglio ovvero:
un ampli che ha paura dei carichi reattivi, 
che abbia tanta potenza 
che costi poco
sia piuttosto controreazionato
made in cina o giu' di li
e ben protetto

vi presento la ferraglia tipica per il suono unz unz che non e' certo HiEnd


 un classico del PA da sbollettati il thomann t800 con 159E al pubblico vi passa la paura con 350Wp dichiarati, ma come accade ad occhio saranno poco meno di 100x2 solidi.
Se ravanate in rete ha recensioni fin troppo positive, in questo ambito la classe D non costa molto  meno... 

E vi diro' di piu', siccome il coso ignobile modula la tensione di alimentazione ha un rendimento non lontano da una classe D, si chiama classe H (in questo caso a due livelli di alimentazione 98 e 46 Volt).
Notate anche che pur avendo efficienze non molto diverse dai classe D questo piccolo ampli ha enormi alette e un ventilatore. 
Delle due una: o molti classe D sono sottoraffreddati (quindi andranno in protezione dura) o sono tutti oltre il 99% di efficienza (ha ha hah).

Giusto per dare un idea questo thomann, che comunque e' una cinesata brutta, costa IN TUTTO meno della sola basetta dei finali del purifi assimmetrico (700Ex2 se comprati singolarmente, per la cronaca), che non ha cosi' tante possibilita' di suonare straordinariamente meglio.
Il problema maggiore degli ampli come il E800 è che hanno protezioni cautelative per mancanza di finaloni a pacchi, ovvero distorsione appena parte la birra.

Come dite il santissimo purifi e' piu' potente con i suoi 425W?

Chissene, come potete notare dal numero di bobine per canale della basetta stereo (800E per la cronaca, 2000-3000E di ampli) non e' neppure simmetrico. 
Questa roba avra' dei problemi di stabilita' da primo prezzo. 
Ma "ci ha i Uatti" 

sicuri sicuri?
Dati del loro datasheet:
Output Power, Short term
RL= 8Ω, 1%THD 227 W
RL= 4Ω, 1%THD 425 W
RL= 2Ω, 1%THD 450W
Output Power Continuous - as limited by thermal system

Cominciamo a vedere le prime stranezze.
Questo affare, spesso accostato a mostri in classe A per purezza e qualita' nei forum (ha ha, hah) gia' ci racconta che non e' un accuphase come raccontano sui forum.
Prima di tutto NON e' un HiEnd, perché i prezzi son quelli,  del resto nei classe AB si misura in potenza continua, non certo di picco senza dire neppure di quanto e' il picco.
un milionesimo alla samung?
1 secondo?
1/20simo?
non e' dato sapere.

il data del TDA7498, classe D che non e' certo, neppure lontanamente, "top of the pop" e' molto piu' chiaro. 

Ma, soprattutto, cosa vuol dire "a seconda dell'aletta che ci metti" che e' quallo che alla fine vuol dire quella dicitura?
Se tu mi dai dei parametri o mi dai una scaletta di dissipatori con vari C/W o mi dici con il mega alettone fatto cosi' o cosa' eroga tot.
Persino il datashet del piu' diffuso classe B supermegabase superfogna[TM] da 3W TBA800 e' MOLTO piu' chiaro su cosa succede con le alette grosse o piccole.
Il data DEVE darmi delle certezze, ad esempio quanto posso spingerlo per davvero, la P di picco e' di fatto inutile se non mi dai la base.
Viene il sospettone grosso che questa roba con potenze continue o con correnti medie elevate abbia piu' di qualche problema ben prima di 100W. 
Come gli ampli AUNA da 10000W che poi sono 18?
Come il certo regnante con il birillo al vento?

Con 700E, inoltre,  il cinesone bidone della thomann di cui sopra lo potete comprarlo  con il triplo di HW, ovvero siete in quota del mezzo KW per davvero.
Non e' HiFi di quella GGiusta, ma la sua porca figura la fa.

Se guardiamo il purifi simmetrico (gli ampli che lo usano costano, ridiamo, 4000-7000E), anche nad ci e' cascata con quella roba, non e' proprio "du soldi".
Del resto se piace il suv degli ampli a chi caccia il soldo... 
Non so se riesce ad andare meglio di 700E di un  PA da sbollettati, ma sicuramente ha meno birra.
Poi ci sono gli ampli PA "giusti".

Provate a fare mente locale.
Oltre 4000E per un ampli che per varie ragioni ha problematiche che assomigliano piu' ad ampli PA da meno di 1/4 del prezzo.

Voglio dire,  oltre 4000E a me vendono in mente tanti ampli "toghi" e con quel prezzo non compi un finale, ci compri un coso da urlo, non le cinesate che nessuno ha mai provato su induttanze realistiche.
Vogliamo parlare di  HiEnd?
Sicuri che quella roba vada meglio?

Il gioco, alla fine, e' che un ampli AB se non fai castronerie oggi lo fa chiunque con ottimi risultati.
Fare un classe D che non sia "prendiamo un chippetto TDA o basettia XXXX" non e' alla portata di tutti, e mitigare i problemi e' un costo sia di design che di hardware. 

Il fatto e' che al momento i cinesi stanno spingendo sulla classe D.
Ci sono ottimi motivi.

-il fatto che nessuno si fida di un ampli cinese, mentre il fatto che usi un TPAXXXX o TDA YYYY e' garanzia di un certo risultato minimo. Oggi altri nomi che hanno prezzolato le riviste come Nuforce o hypex, ma la sostnza non e' diversa. 
Del resto aver spacciato ampli instabili e poco dotati per anni necessita certezze.
Arrivano perfino a fare cloni di ampli famosi degli anni 60, insomma un modo perverso per dare sicurezze con cloni di roba che aveva i suoi demoni (qualcuno ha detto Quad?).

-i chip "normali" non hanno lo stesso appeal, del resto, in passato, sono spesso stati usati in versioni veramente poco prestanti e non suscitano la stessa positivita' nel pubblico subndo la storia come il primo punto.

-il fatto di mostrare potenze notevoli, del resto di picco su di una R i numeri ci sono, e' molto apprezzato. Il famoso megapixel o il 3 cilindri mega-turbo spiegano bene che e' il numero inutile che vuole il peone.

Photo: Il laboratorio di ricerca Nuforce. Il Fraunhofer della classe D.


La parabola e' ben evidente, tanti costruttori, anche molto seri (uno per tutti nad) oramai usano modulini made in China fatti e finiti per accontentare quelli che vogliono al prezzo di un AB serio da 60W un affare da almeno 250W.
A costoro l'azienda di turno fornisce un "coso" che di picco fa 300W, ma con il prezzo di produzione di un 25W potendo riportare i conti in attivo visto che oramai gli ampli li comprano solo 4 gatti, per lo piu' in pensione (quindi sordi).
Il fatto che suoni di medda e' altro, e non necessariamente perche' e' in classe XY, ma in quanto si deve risparmiare per evitare di fallire (diesel europeo dice nulla?).

Poi e' chiaro che gli ampli "vecchi" old school sembrano suonare meglio, pioneer che ha fatto cose egregie, anche se non sempre, oggi propone dei classe D, come tanti.
Ma in realta' gli ampli vintage 60-70 e molti 80 che suonano davvero bene, meglio di quelli AB attuali, sono veramente rari, piu' normale che siano dei bidoni. 
Ma in questo momento la storiella e' che ogni ampli che si accende e riproduce e' buono a prescindere, meglio se e' cool su qualche rivista.

E' possibile che a breve un ampli in classe AB sara' una rarita', del resto il CD e' praticamente estinto, ma per assurdo gli LP sono esplosi e vendono molto di piu' di qualunque altro supporto fisico, che fa piuttosto ridere se sapete davvero usare un caxxo di giradischi.

Se ci pensate ci sono milioni di ragioni per cui i prodotti vengono sagomati su desideri (espressi o meno) dei consumatori.
Il mercato, in molti settori, non necessariamente va dalla parte dei consumatori, va dalla parte dei desideri dei consumatori, che non e' la stessa cosa neppure da lontano.
Non mi meraviglierei che i classe AB divengano rari come oggi sono i classe A.

 

Concludendo: i classe D vanno bene nella fascia "bassa", stara' a voi definire "bassa".

Diciamo che i classeD sono HiFi, 
vanno bene in molti usi, 
sono meglio di tante porcate viste negli anni (che ricordo erano prodotti prodotti con piu' mano d'opera e non in Cina, ovvero costava farli bene), 
ma se cominciamo a parlare di roba "seria" e spendere dollaroni pesantoni non ne' il caso.

 

 

8 commenti:

martin ha detto...

Prima della distruzione totale, premetto di nuovo che non ho un orecchio così fine da sentire alcune differenze e definirmi audiofilo e nemmeno son esperto in circuit design degli ampli. In passato però ho girato con dei service che avevano i classici Crown IT12000HD (industry standard, ma magari consideri un cesso pure loro :D). Promettono 4kW e ne consumano ~4.30W / 4Ohm in clipping, secondo il datasheet. Oh, che dire, sono dei PWM ma se li accoppi alle JBL VTX (o roba simile) per cui sono quasi de-facto progettati, suonano davvero, davvero bene. Il nome commerciale della tecnologia è Classe-I (li devon vendere...) ma son sempre PWM e risolvono alcuni problemi che hai citato a lungo, prova a leggere il PoC: https://sound-au.com/articles/137234.pdf - Poi ok, so anche che sono già vecchi ed i Powersoft X e sono un ulteriore passo avanti ecc ecc, ma non so come sono fatti dentro. I Crown sono roba pro, ma ormai li hanno anche i service pezzenti (forse in italia no visto che la cultura della musica rasenta lo 0 e non si suona in giro), ma de facto nei posti dove live music esiste (anche sud america per dirne una) è roba vecchiotta. Immagino che ormai parte di queste tecnologie siano arrivate al mondo consumer, no? A naso NAD usa delle tecniche simili sui suoi Classe D. Sbaglio?

Gate-All-Around ha detto...

Amplificatore a commutazione con uscita XOR.

blu-flame ha detto...

martin, i nad odierni usano moduli purifi.

blu-flame ha detto...

Gate
"cominciare a capire che il GaN è un semiconduttore e non è Silicio drogato con Gallio è stato un passo avanti."
I semiconduttori GaN-FET sono solitamente deposti sul silicio, piu' raramente su altro per usare i soliti macchinari.
Capisco che voler semplificare si dicono inesattezze, il drogaggio e la deposizione non sono la medesima, ma stiamo sempre parlando del fatto che non e' "coso figo cun gallium maximo twin gusti is megl the one" la risoluzione a tutti i problemi.

"Alla fine concordo che gli amplificatori a commutazione sono una buona opzione per sistemi economici"
OK

"Ho dato un'occhiata al circuito del Pioneer SA-7800 che era stato oggetto di un post estivo. Per i vecchi amplificatori la retroazione negativa va bene invece per gli amplificatori a commutazione è il male?"

Come ho specificato, la retroazione e' male solo se diventa il modo di far suonare un ampli problematico bene come spesso e' avvenuto nei 70/80'.

Il 7800 e' stato uno dei primi a porsi seriamente il problema della TIM e del passaggio per lo zero cercando di risolverli e immagino che qualche progresso lo avessero fatto visto che non suonava male per la sua epoca e prezzo.

Detto questo possiamo tutti concordare che oggi si faccia di meglio.

Gate-All-Around ha detto...

Ciao,

scusa se sono fin troppo pignolo, ma i temi elettronici mi attizzano.
Quindi capirai se ti dico che avresti definito latinista chi scambia il drogaggio con la costruzione di una eterostruttura e che lo scopo non è riciclare la strumentazione, quanto impiegare un wafer economico.
Ma deduco che non ti è chiaro quale sia la conformazione di un MOS di potenza, altrimenti sapresti del diodo di substrato tra drain e source.
Guarda il simbolo di un MOS di potenza, vedrai un diodo, indovina cos'è.
Tale diodo accumula portatori minoritari durante la conduzione, che vanno smaltiti alla commutazione contribuendo ai problemi di commutazione che obbligano, anche, ad introdurre un tempo morto e via dicendo.
Chiunque voglia scrivere un po' meglio è benvenuto.
Saprai anche che i GaN HEMT sono dispositivi planari, quindi non c'è il diodo di substrato! Ma forse sono cose da latinisti...

Risulta evidente che anche il transistor superiore del finale è a canale N, ma saprai bene che ciò accade anche nei finali in silicio.

Concordo che il SA-7800 aveva un terminale studiato per minimizzare l'attraversamento dello zero, ma se osservi il circuito troverai all'ingresso una coppia differenziale con specchio di corrente. In sostanza una specie di operazionale a discreti.
Senza retroazione non può stare in piedi!

Alla prossima.

blu-flame ha detto...

gate
sulla conformazione dei vari fet (per chi ci segue sono molte famiglie fra materiali e forme) potrei essere espertissimo, ma alla fine il problema non e' quello, per carita' aiuta, ma non e' risolutivo.
Del resto i dispositivi manco ci frega come funzionano veramente (del resto la corrente va dal negativo al positivo, ma facciamo finta che sia il contrario) perche' ci interessa del risultato.
Il fatto e' che alla fine ne capisco molto di piu' ora che quando progettavo (malissimo) quella roba costruendo mostri malsuonanti
Il perche' e' semplice, mi fossilizzavo su configurazioni "toghe" imitando roba mega e componenti cool (come non ricordare gli hex-fet!)

Oggi il 90% di quella roba manco me la ricordo, del resto ho sempre avuto troppi interessi, pero' oggi so perche' facevano pena e lo so anche senza fare astrusi calcoli: era roba che non curava le cose generali nella loro interezza, guardando solo al locale.

Poi ovviamente un buon progettista sa sia quello che so, quello che sapevo (in meglio entrambi, ovviamente) eccetera.
Poi arriva il consumatore e vuole un ampli da 1600W a 400E con il BT casse e il telecomando.
IL marketing ha detto che e' questo il vero desiderio irrinunciabile del conumatore
Allora il progettista compra un chip da Texas, un alimentatore cinese PWM da 55W, e chiama il coso "home theather superfigo 7.1", il nome del files nel CAD e' "zerosbatti per cog-ioni con cerume" dal prezzo possibile di vendita di 100E, venduto a 400E

Ogni riferimento ad aziende coreane che non sapendo dove mettere i soldi si sono comprate pezzi di storia e brevetti e' ovviamente puramente casuale.

Gate-All-Around ha detto...

Scusa, ma il risultato, da dove arriva? Un minimo di conoscenza di base è necessaria, senza nascondersi dietro a convenzioni di 200 anni fa.

blu-flame ha detto...

gate
Hai ragione di base.
Ma le cose importanti che servono alla fine sono sempre le stesse almeno negli ultimi 40 anni.
Prova a dare in pasto ad un ampli HiFi un onda quadra: vedrai che molti affari restituiranno "cose moto artistiche" e solo in pochi sputeranno fuori la cosa giusta.
Incidentalmente quelli che faranno la cosa che ci si aspetta da un ampli che non e' fatto per le microonde, avranno sempre le stesse cose (poi molti HiEnd seri buttano fuori la quadra che sembra fatta con il righello).
Idem gli ampli che, dichiarando 100W, possono fornire performance di 100W con treni di onde con frequenze che possono "battere", il tutto su carichi reattivi.

Questi ampli per esempio non hanno mai alimentatori PWM, una cosa che si era gia' provata spesso nei vari decenni, per un motivo molto semplice: quando la natura chiama devono mettersi ad erogare da 0 al 100% in tempistiche "impossibili" (non economicamente accettabili).
Lo stesso capitava agli alimentatori lineari stabilizzati, anche se in genere si comportavano meglio.
Il perche' e' molto semplice: esiste il mito, non a torto, che un ampli che avesse un alimentatore perfetto sia molto meglio.
Pertanto fecero quegli ampli con risultati spesso tremendi.
In scia a questo discorso nacquero alcune versioni di ampli HiEnd con al posto dell'alimentatore 200Kg di batterie da autotrazione al Pb che, nell'ottica assolutista dell'HiEnd, venivano sconnesse dalla rete all'accensione.
Cazzate a parte un vantaggio minimale lo avevano, ma non dovevi dimenticarti l'ampli acceso e con la paturnia del fatto che gli ampli vanno meglio a caldo (cosa che nessuno ha mai validato) lascio a te quanto si diffusero :-)
La vera determinante per cavarsela e' un alimentatore con un trasformatore "duro" che di fatto ha avvolgimenti e ferro in abbondanza. Ci sono trasformatori che sono alla tensione prevista solo sotto carico, altri che hanno poca R interna e non gli interessa. Questo insieme ad una badilata di condensatori hanno fatto la differenza per 30 anni quando e' stato codificato da un paio di ampli che mostrero'.

Non a caso l'infame T-amp ne esisteva una versione che andava con le batterie particolarmente "sonica" e lodata, e grazie al razzo, hai veramente bisogno di essere un grande progettista per sapere che un ampli che fa quadre per lavoro se alimentato da un PWM da PC portatile o delle batterie fa una grande differenza?
Poi che anche a batteria faceva pena....

Vogliamo parlare dei woofer?
Il piu' grosso salto quantico e' stato mettere un anello di rame vicino al traferro, un grande passo avanti, non lo nego, ma di fatto la struttura e' cambiata poco e il "trucco" e' ancora poco diffuso dopo badilate di tempo che jbl lo ha inserito: quanto costa una fedina di rame? 0.5E?
Il problema e' che non si vede, mi ricorda tanto i woofer in cassa zarri da auto con il finestrone trasparente e la lampadina.

Stesso discorso sui cavi di segnale: del resto avevo tratte molto lunghe a 430Mhz e se avessi perso qualcosa non avrei piu' sentito nulla: prendi un enorme RG8 e passa la paura e non costa neppure cosi' tanto (oggi dovrebbe essere sui 3E metro). 20KHz gli fa il solletico per qualche 100m.
Era evidente che per 30cm non serviva un cavo speciale da 200E, altrimenti gli RCA sarebbero stati i primi a morire.

Per cui certo, in mezzo secolo sono state fatte cose e non lo nego.
Ma se mancano le cose di base, come le ruote, e' facile supporre che quella vettura non e' molto rapida.
Poi possiamo parlare se un ampli buono e' migliore con componenti moderni (spesso si).
MA un ampli con caratteristiche che possono dare collaterali raramente portera' a casa il risultato.
Il fatto che non provano piu' gli ampli che su R la dice molto lunga su quanta fuffa abbiamo in giro (e non solo con i classe D).