lunedì, luglio 14, 2008

CONSUMATORI

Ultimamente mi capita spesso di incontrare molte persone che si vogliono reputare consumatori. La cosa mi lascia molto stupito.
Il consumatore è quell'oggetto che viene drenato, strapazzato, irretito ed è succube delle multinazionali: praticamente un idiota.
Forse a costoro piace far parte degli idioti.
Tanti anni fa esistevano solo clienti e fornitori, fra queste due entità si sviluppava un reciproco dare e avere. Il rispetto e la stima erano parte di questo rapporto:"quello è un mio cliente" era una manifestazione di apprezzamento del fatto che si era stati scelti nel ruolo di fornitori e viceversa.
Questo accadeva spesso in molti livelli tra aziende o la semplice massaia che si riforniva dalla macelleria, da QUELLA macelleria.
Il rapporto aziendale si è trasformato, le nuove vie di comunicazione hanno portato le aziende a scannarsi per proporre sul mercato prima e a meno distruggendo spesso rapporti di fornitura lunghi decenni e invadendo il mercato con oggetti spesso immaturi e poco funzionali. Il ricorso al marketing per sanare le azioni poco spiacevoli, i prodotti guasti ormai vengono considerati normali come funzionamento (si pensi solo ai computer guasti che si fermano a casaccio ed è necessario riaccendenderli) ha portato ad un mercato malsano poco stabile e prono alle novità anche peggiorative.
Dal punto di vista della distribuzione la situazione è anche peggio: cessato di esistere il rapporto fiduciario con il fornitore, l'idiota va a comprare al supermercato, luogo paradisiaco descritto nei famosi libri di testo infilati nelle caselle della proposta e letti con un grande attenzione dal consumatore.
In questo rapporto slegato dove non esiste un contatto, fosse anche solo verbale, non esistono obblighi per le parti è valido solo il prezzo apparente, non necessariamente conveniente, ed il menefreghismo fra le parti che porta il consumatore in un rapporto di debolezza: essendo il soggetto più debole è destinato a soccombere.
Non esistendo più la necessità di sentirsi fornitori gli erogatori di merce si organizzano per massimizzare il profitto utilizzando sempre più spesso costose leve di marketing, che non erano a portata dei vecchi fornitori, e di fatto troppo sottili per essere interpretate dal consumatore.
Le aziende produttrici in questa situazione tendono a gestire correttamente, dal punto di vista del profitto, questa situazione paradossale aggiungendo caratteristiche che nuocciono alla qualità generale del prodotto ma sono più facilmente spendibili all'interno di una vendita non assistita.
Il consumatore essendo il nuovo re della foresta, ogni suo capriccio viene inesorabilmente accontentato, esige continuamente aumenti in quelle che pensa siano caratteristiche positive. I consumatori volevano frigo con TRE motori perche' tre e' meglio di due che e' meglio di uno. Non e' importante a cosa servano ma i numeri devono CRESCERE. Voglio Piu' numeri e' lo spirito guida del consumatore che dovendo scegliere un prodotto da se' si fida solo del numero.

la difficoltà, in caso di qualsiasi problematica, ad ottenere una prima assistenza del prodotto vista la completa ignoranza di ciò che viene venduto sul punto vendita e le caratteristiche poco corrette dell'apparecchio in se.
Giusto per fare un esempio: oggi si vendono macchine fotografiche con tanti pixel inventati che non esistono nella realtà, con più sono più il consumatore è contento nonostante ciò i causi molte volte un peggioramento della fotografia stessa.
In caso di guasto il prodotto più o meno importato dalla Cina e' sostanzialmente irreparabile e quello che viene reputato guasto magari non è che un semplice uso non idoneo poiché è stato comprato un supermercato che non ha potuto sconsigliarne l' acquisto.

In realta' le aziende stanno facendo solo il loro sporco lavoro: accontentare tutte le volonta', anche autolesionistiche, di chi spende.

Ma forse la gente pensa di essere furba cessando di essere cliente e divenendo consumatore ma il consumatore è nato per essere schiacciato, appunto consumato, come un limone poi da buttare.

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