lunedì, gennaio 04, 2010

Reflex 135 1ma parte

Ho scritto una breve storia delle reflex.
Questo testo è stato redatto nello sfogliare le mie riviste fotografiche prima di buttarle oppure regalarle poiché lo spazio in casa non tollerava ulteriormente la loro presenza. Per questo motivo può darsi che per qualche anno abbia molte informazioni e per altri meno.
Si parla soprattutto di reflex 35mm, la macchina fotografica per definizione... a mio sindacabile giudizio.

Una seconda genesi e' data dai soliti "discorsi" dei presunti fini conoscitori di fotografia che non vedono oltre al marchio impresso sulla calotta della propria macchina fotografica, non arrivano neppure al modello: hai in mano un rottame, tutte le aziende ne hanno prodotto uno, ma gongoli perche' la marca pensi che sia "tosta". Cosi' scrivo di quelle macchine che sono state SIGNIFICATIVE.
Questi discorsi noiosi fanno il paio con le altre frasi ignoranti tipo "i giapponesi san solo copiare". Forse era vero fino al 57 ma questa frase mi ha martellato per tutta l'adolescenza e qualche idiota che possiede una blasonata di Wetzlar la ripete ancora oggi tenendo in mano il metallico affare come una vecchia che recita il rosario. Peccato che il rosario sia un ottima giapponese: una minolta XD con un'autoadesivo tedesco.

Le minolta X-700 erano ottime, la nikon 801n era un buon acquisto, la pentax P50 era particolare, molte miranda erano simpatiche, le Yashica andavano benone per non parlare delle innumerevoli cosina e ricoh che erano l'acquisto perfetto per chi non poteva acquistare il top di gamma. Erano tutte buone ma non innovarono molto e non segnarono un'epoca.
Cosi' come non parlero' di alcuni cadaveri, come l'autofocus senza autofocus, delle marche piu' vendute messe sul mercato per attrarre i gonzi dell'etichetta e uccidere gli onesti mestieranti che producevano tanto bene da realizzare anche per i loro concorrenti.
Ecco, vorrei mettere il dito sull'innovazione, coloro che ci hanno permesso di arrivare ad avere uno strumento potente, poliedrico, flessibile ed affilato, non mi sono mai interessati coloro che, pur essendo buoni artigiani o ragionieri, non hanno portato a noi cose nuove ma le hanno soppresse.

Viviamo in un'epoca che basa la bonta' sul fatto che sia una novita' ma si puo' dire che se il prodotto viene sostituito dopo 6 mesi ovviamente non e' un gran "coso". Corollario: oggi ci stanno vendendo roba poco meritevole. Ci sono diversi modelli rimasti sul mercato decenni senza variazione, che ancora oggi dopo quasi 50 anni cadono in mano con armonia disarmante e hanno il 90% di cio' che desideri da una macchina fotografica come la Calypso-Phot, piu' nota come nikonos. Cosa manca ad una macchina del 2010 per fare questo? Semplice: non e' un oggetto per fare felice il fotografo ma il consumatore, quando ti cade in mano sei affollato da tasti che non sono quei 3 necessari, tempi, diaframma e fuoco. Anzi ormai quelli non ci sono se non in seconda funzione.
Se sembra pessimismo vediamo nei prossimi giorni il percorso.


Infine una cosa: alcune date di presentazione possono essere diverse da quello che riportano i siti delle aziende coinvolte poiché la presentazione all'interno del mercato europeo può variare oppure anche tra la presentazione ufficiale di un prodotto e l'effettiva disponibilità sul mercato possono passare addirittura anni come è capitato con la contax digitale. Le date sono prese dalla data di copertina.

1 commento:

Ettore ha detto...

Non sono solito lasciare commenti, ma stavolta ci sta tutto. Ottimo excursus con opinioni abbastanza condivisibili, alcune meno. UN ritratto a volte impietoso della fotografia degli ultimi anni e della qualità che via via è andata scemando o comunque venduta a caro prezzo.