domenica, giugno 10, 2018

bici elettrica



In questi giorni infuria una polemica grossa sul fatto che le biciclette a pedalata assistita debbano avere l'assicurazione secondo una proposta legislativa.
Io sarei piu' drastico: hanno anche bisogno di un'omologazione complessa e la messa fuori dalla vendita per i “furbettamenti” e le sostituzioni di pezzi non originali

vediamo cosa dice la legge italiana e relativa circolari
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cicli a pedali a pedalata assistita, dotati di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua pari o inferiore a 250 W la cui alimentazione è interrotta se il ciclista smette di pedalare o è progressivamente ridotta e infine interrotta prima che la velocità del veicolo raggiunga i 25 km/h

È PERTANTO INTESO CHE NON RIENTRANO TRA QUELLE A PEDALATA ASSISTITA LE BICICLETTE DOTATE DI ACCELERATORE AUTONOMO O INTERRUTTORE PER L’ACCENSIONE DEL MOTORE ELETTRICO, COME PURE QUELLE IN CUI LA PEDALATA HA MERA FUNZIONE DI INTERRUTTORE.

Il Codice della Strada prevede l’obbligo da parte dei possessori di pedelec di munirsi di un sistema di segnalazione acustica funzionante, ovvero di un campanello; per la non ottemperanza della norma sono previste sanzioni pecuniarie comprese tra i 21 e gli 85 euro.

Allo stesso modo, il ciclista deve aver provveduto all’efficientamento del proprio sistema di illuminazione. La normativa prevede che la bici elettrica, come la tradizionale, debba essere munita di luci di colore bianco o giallo davanti e di luci o catadiottri di colore rosso nella parte posteriore; illuminazioni obbligatorie di colore giallo sono previste anche sui pedali e sul telaio. Anche in tal caso, per il non rispetto della norma sono previste sanzioni comprese tra i 21 e gli 85 euro.

Negli orari e nelle circostanze in cui è previsto l’obbligo di luci, il ciclista deve inoltre indossare giubbotto catarifrangente o bretelle retroriflettenti. L’obbligo è valido nel caso di percorrenza di strade al di fuori del centro abitato.
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Ok, sembra semplice, no?

La e-byke deve
a) misurare la coppia fornita dal pedalante per fornire assistenza (aka non deve essere superiore alla P fornita dallo stesso). Assistenza non e' sostituzione, sovrastare o overkill. Un centenario che non sale dal Pordoi continuera' a non salire al Pordoi. Il vegliardo non fara' lo 0-25 meglio di una Koenigsegg Agera.

b) la bici, anche se in mano a pantani imbenzinato, deve diminuire PROGRESSIVAMENTE la P fino ad essere zero a 25Kmph. Di fatto pantani parte per i primi 20 cm con 250W ma gia' dopo pochi metri, a 12Kmph avra' 125W e a 25Kmph sara' tutta farina del suo sacco (e della sua benzadrina).

Corollario 1
uno come me che va in citta' a 18Kmph di media avra' un'assistenza di pochi watt permettendomi poca velocita' in piu' ma una notevole autonomia rispetto a prima perche' non faccio la stessa fatica.

Corollario 2
Per essere a norma occorre un sensore di coppia sui pedali, anche denominati torsiometri, che costano 90E.

Fino a qui la teoria.

Nella maggior parte, il 95%, delle biciclette che ho visto in giro non è presente un sensore di sforzo bensì è presente un sensore di rotazione di vario tipo.

Il tipo “sfixa grande” (TM) e' semplicemente un frequenzimetro on/off (aka: al gira si o no?, pota) fatto da un condensatore e un reed. Costo 2 centesimi di euro e anche se girate i pedali all'indietro per qualsiasi motivo vi arrivano 250W sempre e comunque (forse, ma forse, smette al raggiungimento dei 25Kmph)

il secondo “sfixa special” e' di fatto un'encoder a 2 stadi, 4 centesimi tutti insieme, che almeno capisce se girate indietro i pedali. Comunque se state alzando il pedale per piegarvi in curva 250W vi colpiranno (forse forse non oltre i 25Kmph) mentre cercherete di infilavi sotto il mio cofano anziche' evitarmi.

Il terzo “sfixa e basta” e' di fatto un frequenzimetro a 2 stadi che pero' viene letto avendo un chip f=V e regolera' idealmente la velocita' della pedalata con la potenza erogata. Costo ben 15 centesimi. Questo causa 2 problemi:
Essendo il rapporto fra velocita' della pedalata e velocita' del mezzo legate dal rapporto avremo di fatto l'inversione della proporzione richiesta dalla legge.
Per via della ridotta Potenza fornita dal motore rispetto alla speranza del consumatore (un motorino 50cc elettrico) costui fara una cosa semplice: cambiera' il rapporto con “scalata dell'everest” vanificando i 15centesimi. In taluni casi, con rapporti spinti, la pedalata rimane tanto lenta che interviene lo scatto, se si guastasse andrebbe in loop infinito, alla velocita' massima,  fino alla fine delle batterie, sperate di avere una lunga strada davanti a voi senza stop e semafori. Una cosa in comune con le altre tipologie.

Il danno degli sfixa system (TM) e' che appena la rotazione dei pedali è avviata, il motore si attiva con una spinta costante a palla e non modulabile dal conducente, legata ai livelli di assistenza disponibili, fino al raggiungimento della massima velocità di rotazione del motore (forse forse non oltre i 25Kmph).

Parliamo inoltre della velocita' e potenza.

La velocita' massima e' spesso la lettura della velocita' angolare del motore. Corollario: se avete una 22" sara' circa 28Kmph (non bisogna scontentare il consumatore in caso non sia precisa) ma se avete una 27” e' il 22% in piu' che sono 34.

La potenza di un'elettrico, come ci ha spiegato la tesla con il suo piccolo motore da, probabilmente, 150CV e' un concetto molto liquido. Un motore da 250W “nominale” come dice la legge puo' tranquillamente buttar fuori 1000W per qualche minuto. In pratica per far si che non succeda all'ingresso del chopper deve essere fatta una lettura della tensione e della corrente con un shunt. Poi devono essere moltiplicati. Non sembra, ma non e' semplice farlo BENE. Occorre piu' di un paio di euri soprattutto per lo shunt amperometrico (8 euri), il chip (4 euri) e l'integrazione con il resto.
Risultato?
Alcune biciclette partono veramente a razzo e senti la gomma che morde l'asfalto perche regolano la Pmax in base alla percentuale di parzializzazione o alla tensione. 
In quel caso, quasi fermi, al motore arriva almeno 500W.

Capiamo da soli di avere un problema?

Dalle mie parti comincio a dover fare numeri da circo tutti i giorni.
Il 90enne parte dallo stop come un pantani fattissimo e cerca di infilarsi fra il traffico e le auto parcheggiate (8cm) e se non allarghi fino al leccare la targa dello scooter dell'extra che cerca la rivalsa (sperando non freni) avrai un poster di vecchio o massaia a seconda del contesto

eggia' perche in queste condizioni basta appena muovere, anche all'indietro in alcuni casi, il pedale per avere la massima tensione promessa, che in partenza e' molto piu' dei 250W.

A questo punto capite molto bene che il 99% di questi mezzi sono, di fatto, illegali.
ma non e' la cosa peggiore:

1) non esistendo % della pedalata vedrete le bici che escono dagli stop modello dragster e con la solita disinvoltura del ciclista che pensa di avere lo spessore di 2mm. Il "tanto sono in bici e ci passo". L'aggravante e' il nonno che barcolla mente da la paga allo scooter del  foruncoloso e li trovate entrambi nello spazio di 2cm a contendersi uno spazio tendente alla meccanica del tardis. Se poi suonate dopo avergli salvato la vita vi mandano a fare in rame lutezio ossigeno

2) per premesse, le bici superano sempre i 25Kmph soprattutto se hanno ruote alte. Altrimenti si rischia che, non raggiungendoli, i consumatori si arrabbino

3) la Vel max e' per una bici piuttosto elevata ma al guidatore non sembra perché fino a ieri andava a 15Kmph. Ma di fatto e' il doppio. Vi lascio immaginare gli spazi d'arresto con i pattini "solita manutenzione del ciclista"

4) elaborare la Vel max e' talmente banale che in alcuni casi non serve neppure smontare il contenitore dell'elettronica.
Bisogna ricordare che in un'ottica di “accontentiamo il nostro re fantastico che detiene i danari ed e' santo” (aka consumatore) le aziende nella maggior parte dei casi con pochi passaggi che vanno dalla rotazione di una vitina a schiacciare i tasti mentre si invoca visnu', si eliminano quei blocchi che limitano le e-byke a 30Kmph e “gia' troppi watt” con valori nettamente superiori.


Direi che una piu' precisa normativa, con sanzioni per i furbetti e un'istruzione ai vigili (che non capiscono di elettrotecnica e motori) sarebbe d'uopo.
Se hai il solo encoder non puoi circolare.
Se non calcoli la P istantanea non circoli
La signora imbranata che fa fatica ad alzare la gamba se esce a randello aggrappata al manubrio spiattellandosi sul mio paraurti (si, e' capitato) mentre sono in coda non deve esistere.
Un'assicurazione obbligatoria.
Se ti uccidi sotto mio cofano e' colpa tua. Strzo!
Infine un sistema frenante nettamente sovradimensionato rispetto alla bici.


I pattini della bici dopo averti fermato a 25Kmph sono, di fatto, roventi.
Se ci riprovi un paio di volte cambi le caratteristiche della mescola. Inoltre vanno tenuti REGOLATI. Non vedo molte bici che frenano decorosamente: pattini asimmetrici, usurati, cotti, duri o leve completamente starate. Frena bene 1 bici su 1000.

Inoltre, come insegnano persino le auto sfixate come i suv, la frenata dipende molto dal telaio e il sistema molla-ammortizzatore, nelle bici normale e' completamente mancante

Un si ha una potenza al motore di 900W a 4500giri. Dopo la cinghia, il riduttore e la frizione centrifuga un partenza allo stop una bici elettrica media ha quasi il doppio di birra.
Le potenze quindi non sono cosi' distanti ma i telai si.
Per esempio: se freni, con la ruota a raggi standard di una bici, sterzata per compensare lo slittamento puo' cedere e collassare. Se prendi una buca a quella velocita', deformandosi, si blocca.
Un SI ha freni a tamburo, ruote il lega, ammortizzatori e una potenza alla ruota non molto diversi dai 250W concessi

Esistono le downhill somigliano piu' ad una moto che ad una bici: sistema di guida (molle ammortizzatori e tutta la menata), ruote con raggi che tengono anche di lato, freni centrali, battistrada largo senza cresta... Dopotutto vanno forte, sono in discesa e sullo sconnesso.
Ecco con quelle se vai a 25Kmph e' ok. Anche a 35. Ecco le ebyke dovrebbero essere cosi'
Ma una bici standard e' molto, molto diversa.

Forse e' il caso o di dare limiti seri alle e-byke o se si vuole stare sui 250W e, di fatto, non essere una banale assistenza ma un motore  che sovrasta la potenza del conducente (a quel punto non dovendosi nascondere sarebbe piu' sicuro avere un banale potenziometro-manetta) avere un telaio omologato di conseguenza:
freni seri,
gomme idonee,
ruote stampate o con raggi grossi,
telaio di conseguenza.
Ops, abbiamo reinventato il velosolex.



Il velosolex aveva una potenza ridicola rispetto ai 250W elettrici, veniva spacciato per ben 500W nelle ultime (molto potenti) versioni, ma sappiamo che era ben lungi, aveva queste caratteristiche. Nel 1960 non esistevano i consumatori ma solo clienti. 
Ecco le gomme grosse, 
i cerchi rinforzati, 
i freni a tamburo,
il telaio scatolato
....
Visto che oggi fare un ammortizzatore non e' un grosso problema di denari metterei anche l'obbligo della forcella ammortizzata.



almeno sapere come funziona molla-ammo-forma e' il minimo per avere la patente. Se non lo sapete adate a piedi. Senno rischiate anche di comprare un suv.

6 commenti:

Stefano ha detto...

Ho un paio di e-bike, rigorosamente originali.
Tutti questi problemi/caratteristiche di funzionamento (scatto alla partenza, velocita' superluminali, mancanza di controllo) non li ho mai avuti. Se pedali "fiacco" il motore va "fiacco". Solo se metti in versione "sport" (solitamente ci sono tre livelli di assistenza) e pesti sui pedali allora spinge.
Le ho prese perche' avendo pargoli al seguito (nel famigerato "seggiolino dietro", superomologato, cinturato e caschettato) portarsi su 10-15kg di "vitellino" per i vari sottopassi cominciava ad essere a "prova di scalatore". Qui uso la modalita' "insane", o sport che dir si voglia, e si sente il motorino che "pesta pesante" par far salire la bici con tutto il carico.
E stanno (grazziaddio) prepotentemente prendendo piede anche in montagna, dove permettono finalmente alle famigliole fuori allenamento di godersi gli splendidi paesaggi dei sentieri d'alta quota assieme ai pargoli "al traino" senza pestarsi la lingua a camminare (e sentire le loro continue lagne) o spolmonarsi lungo le salitelle delle ciclabili dei paesini.
Oltre a permettere a "ciclisti della domenica", bardati come Pantani d'annata, prestazioni alla Brumotti nell'offroad.
Solo una volta l'ho messa a "sport" e lanciata al massimo giusto per vedere l'effetto che fa. L'unica cose e' che era pericolosa a causa delle buche indecenti delle piste ciclabili. In ogni caso, velocita' ridicole rispetto a quelle che ho visto fare ai (normali e non elettrificati) ciclisti a Monaco di Baviera, dove su biliardate e riservate piste ciclabili ti sfrecciavano davanti da spettinarti (o ucciderti se incautamente attraversavi senza guardare).
Poi, vabbe', se uno prende la solita cineseria con motorino da lavatrice senza inverter con tasto on/off e telaio da bici scrausa (manco un'Atala o una Bianchi) per forza si stampa contro il primo albero perche' gli vola via la bici da sotto.

E permettimi un'ultima considerazione. Se sei tanto STUPIDO (e STUPIDO e' il minimo) da girare in bicicletta in citta' nella stessa corsia delle auto, mi spiace, ma se ti arrotano e' il minimo che ti puo' capitare. Ora la piangina "ma non ci sono le piste cicclabbili": se non ci sono porti "a spasso" la tua bici, da bravo pedone finche' non ne incroci una. "ma il coddice dice che se non ci sono posso passare per la strada normale" Certo, stupido idiota, magari perche' non in autostrada??? E zigzagare come un ossesso pretendendo che un'auto anche a solo 30km/h freni in 50 centimetri. Il Codice dice anche di usare la MASSIMA PRUDENZA e stare STRETTAMENTE A DESTRA, come OBBLIGA, in assenza di attraversamento ciclopedonale, a SCENDERE e comportarsi da pedone (vi dice nulla la tipa arruotata da Uber su una strada ad alto scorrimento di notte NON su un passaggio pedonale, di corsa in bicicletta? Quale sistema elettronico o no avrebbe potuto salvarle la vita da un involontario tentativo di suicidio?).
E dice anche che se ci sono le piste ciclabili i ciclisti sono OBBLIGATI ad utilizzarle e circolare per strada diventa un'infrazione (mai sentito un ciclista sanzionato perche' circolava in strada in presenza di complanare pista ciclabile).

Insomma, l'educazione dei ciclisti rasenta il suicidio di massa stile lemmings di disneyana memoria. Invece di criminalizzare le ebike comincerei con il mazzuolare i ciclisti. Cosi' almeno se gli parte la bici da sotto si stampano contro un pedone e non contro il camion dei rifiuti che sta svoltando a destra (prima causa di morte dei ciclisti dopo l'overdoping).

blu-flame ha detto...

Perfettamente d'accordo sulla qualita' educativa del ciclista medio.
Per anni ho girato in bici nella mia piccola citta molto trafficata per andare in punti dove solo per cercare un parkeggio, inesistente per scoraggiare le auto, ci mettevi 40 minuti. Ovvio che se puoi usi altro ma i mezzi si fermano a 7 bus ripieni di disperati quando e se arrivano. Da qui il costante aumento del traffico. Sono arrivato a fare 2000Km in un anno.

Per vedere se la tua bici e' ok, per esempio le peugeot lo sono, generamente basta vedere l'encoder come e fatto: se proviene dal mozzo dei pedali o i pedali non sono bloccati alla corona (ma vi e' un leggero gioco recuperato da una molla) e' ok.
ma se la alzi tenendola per il sellino e, senza carico, girando la pedivella il motore parte non e' piu' assistenza. E' da targare.

Poi puo' essere comodo un motorino come un velosolex che ti aiuta nei sottopassaggi e ti fa andare in giro per la montagna. Ma non e' meno di un motorino. Il fatto che non sembri un motorino per via della mancanza del motore a scoppio e freni decenti non cambia le regole.

il bianchi aquilotto, il garelli, il velar e persino ne esisteva uno a gasolio. Tutta roba che ha potenze simili alle e-byke e sono targati e assicurati.
Venivano usati per le prime motorizzazioni di massa (anche la Harley-Davidson inizio con roba cosi ma elaborata) per portare la famiglia a spasso come fai tu.
La vera domanda e': se un a bici elettrica riesce (perche non assiste ma pompa) a tirarti su da un sottopasso (che immagino ripido come quelli dalle mie parti) mentre tutta questa roba non aveva potenza sufficiente perche' deve essere trattata diversamente nonostante abbia piu' potenza?


Stefano ha detto...

Appena ho tempo ci provo!! :)
Anche se dubito molto che abbia questo tipo di encoder o di dinamometro per analizzare la spinta sui pedali. Non c'e' nessun filo che passi dal mozzo pedali e va alla centralina. Al massimo puo' esserci qualcosa nel mozzo motore posteriore (la ruota libera che disinserisce il motore): se la catena e l'ingranaggio del mozzo non e' "in tiro" la servoassistenza spegne, ma la proporzionalita' non mi sembra data dalla pressione sui pedali (con relativo tiro sulla catena), ma piu' che altro da una curva di accelerazione del motore. Secondo me quel tipo di sensoristica c'e' su bici molto costose (la mia e' una entry-level, anche se non una primo prezzo da discount).
Per quanto riguarda i sottopassi, se non la metto in "sport" non ti tira su, ti devi attaccare ai pedali. E ti da' giusto una mano, se "canni" rapporto non vai su lo stesso.

Mi e' sembrato comunque di vedere "en passant" delle MTB elettriche ad alte prestazioni, ma non omologate per l'uso su strada.

blu-flame ha detto...

"Per quanto riguarda i sottopassi, se non la metto in "sport" non ti tira su, ti devi attaccare ai pedali. E ti da' giusto una mano, se "canni" rapporto non vai su lo stesso."
Se capisco correttamente quello che mi dici, legge la velocita' delle corona (piu' alta se il rapporto e' alto) aiutandoti di piu' quando metti meno coppia nei pedali ma piu' velocita'sulla corona (o catena).
In pratica dovrebbe essere "sfixa e basta" :-)

se cosi' fosse, leggendo la legge, anche la tua non e' omologabile. Poi che siano tutt cosi' e' altro.

Come detto per un pacco batterie cosi' esiguo far sputar fuori al tuo motore 1000W non e' un problema, basta aumentare la tensione. In pratica la batteria si siede prima di far esplodere il motore ipotizzando un uso non in pista. Tesla docet.

ijk ha detto...

Sono draconiano, io la bici elettrica semplicemente non la concepisco. La considero una perversione. O usi i pedali o usi un motore e i pedali sono di scorta come sul mosquito o il solex.
Te lo immagini un'alzacristalli a manovella elettrico? O un macinacaffe'? O una tapparella a corda elettroassistita?


blu-flame ha detto...

in effetti le trovo strane.
Sarebbe stato meglio limitare l'alimentazione a 70/100W (bisognerebbe fare 2 prove) per ottenere tutti i cosi promessi, oltretutto facilmente verificabile da una pattuglia con pochi istanti e uso della manetta.
Se vuoi andare forte sei obbligato a pedalare e se non usi i pedali non vai a piu' di 15Kmph che per molti e' gia' un bel viaggiare. In citta' e' difficile fare piu' dei 18, se lo fai dopo qualche semaforo hai la lingua per terra.
Anche il velosolex per salire dallo scivolo dovevi pedalare.
La legge e' contorta, chi le fa non e' normale.