mercoledì, settembre 28, 2011

finalmente! droga

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Deve essere chiaro agli occhi di tutti che chi acquista anche una piccola dose di cannabis e derivati, o di qualsiasi altra droga, per il proprio piacere personale finanzia la violenza e il mal affare delle organizzazioni criminali e del terrorismo.
I soldi che vengono messi in mano ad uno spacciatore sono esclusivamente sotto la responsabilità di chi glieli dà.
Non c'è nessuna giustificazione né morale, nè sociale, né legislativa che può assolvere o giustificare tale gesto individuale.
......
Per tutto ciò, finanziare le mafie anche attraverso il piccolo acquisto di droga costituisce un atto moralmente inaccettabile e socialmente biasimabile. La prima responsabilità da invocare quindi è quella individuale e non delle leggi che regolamentano l'accesso a tali droghe.

Per ogni spinello acquistato e fumato, la mafia, la 'ndrangheta e la camorra ringraziano. Si, è vero, ma ringraziano proprio chi l'acquista, minorenne o maggiorenne che sia. Acquistare cannabis dai criminali e fumarla per il proprio piacere, esponendo scientemente la propria salute e quella di terzi a rischi sanitari e sociali è un comportamento individuale socialmente inaccettabile e biasimabile.

La droga non è un bene primario e drogarsi non può essere in alcun modo considerato un diritto individuale. E' demagogico ed ipocrita scaricare sullo Stato responsabilità, quali il comportamento di acquisto, che sono soprattutto del singolo e, per fortuna, solo di una piccola minoranza di cittadini italiani. La stragrande maggioranza dei cittadini italiani per fortuna non usa droghe e non pensa che legalizzare tale uso sia serio, soprattutto per uno stato che deve proteggere la salute dei suoi cittadini ed educare i propri giovani a valori e stili di vita sani e nel rispetto della legalità.
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fine del comunicato stampa.



Molti anni fa avevo dei compagni di classe che fumavano molta erba loro lo consideravano una cosa di sinistra e un'assoluzione a tutta una serie di problemi. Costoro indossavano la kefiah bianche e nera proclamavano di volere un mondo migliore e si sparavano spinelli a ripetizione nei bagni della scuola. Dove poi trovassero i cinque scudi per comprare la roba di lato al tribunale rimaneva un mistero come il fatto che a 30 m dall'ingresso del tribunale e sotto le finestre dello stesso si potesse spacciare.

All'epoca feci notare che forse il percorso della droga non era poi tanto netto e pulito.

Più avanti negli anni dissi anche che lo stato pietoso in cui volgevano alcune economie come quella della Colombia erano dovuti alla volontà di milioni di persone che abitavano perlomeno a 10.000 km di distanza. Per fare del bene a questa popolazione occorreva quindi troncare qualsiasi consumo di droga, altre soluzioni sono peggiori, per almeno un decennio.

Questa inoltre è una dimostrazione del fatto che gli ecologisti non esistono: la coltivazione di alcune piante e la raffinazione successiva sono un vero disastro ecologico.
La pianta della coca una volta raccolte le foglie in maniera eccessiva viene sradicata e occorrono nuovi posti dove coltivarla. Per far ciò è necessario disboscare ampie zone della foresta, un atto solitamente compiuto attraverso un incendio.
Se questo non bastasse la cocaina deve essere attaccata sia con delle basi sia attraverso il kerosene sia con degli attacchi acidi.

Dove pensate che poi finiscono tutte quelle sostanze come le centinaia di litri di cherosene utilizzato per la preparazione della coca? oppure pensate che le tonnellate di acido solforico vengano smaltite in ottemperanza alla 626?

Fare queste affermazioni in Italia vuol dire essere additato come cattivone!!

Ci sono voluti più di vent'anni perché un politico italiano dicesse una cosa tanto ovvia: se compri della roba dalla mafia stai dando soldi alla mafia.

Ma siamo sicuri che il signor Giovanni Serpelloni, Capo Dipartimento Politiche Antidroga, verrà presto sostituito perché in Italia non si può certo dire ciò che è ovvio, no?

6 commenti:

Gongolo ha detto...

Il fatto che in QUARANT'ANNI gli Stati Uniti non siano riusciti a "troncare qualsiasi consumo di droga" (parole tue) pur spendendo MILIARDI di dollari nel tentativo e arrivando persino a interventi militari (falliti) nei paesi del sudamerica... non ti suggerisce niente?
Qual è il bilancio (economico, sociale, politico...) della guerra alla droga degli Stati Uniti? Ti sembra positivo? Ti sembra una guerra che sta venendo vinta o un colossale fallimento?

Mentre l'argomento "la droga non è un bene primario e drogarsi non può essere in alcun modo considerato un diritto individuale" non sta in piedi perché può essere applicato a qualunque cosa non sia bene di prima necessità. Ad esempio i televisori. O internet. Fino a trent'anni fa il mondo marciava benissimo senza internet, quindi la rete non è un bene primario.
Ma per questo dobbiamo vietare i beni non primari come si fa con la "droga"?
Non necessario secondo te deve corrispondere automaticamente a vietato?
L'idea che ciò che non è necessario non è un diritto di default e che sia lo Stato a concedere i diritti è il principio di ogni stato autoritario e illiberale.
Uno stato liberale funziona al contrario: si ha il diritto a qualunque cosa finché non viene vietata dalla legge.

Quindi la droga (qualunque cosa tu voglia chiamare in questo modo) è un diritto finché non interviene lo Stato a vietarla.
Poi lo Stato può avere tutte le ragioni per vietarla, eh.
Ma se il tentativo di stroncarla fallisce e causa più danni che benefici, allora forse è il caso di ripensare le politiche antidroga.
Si chiama PRAGMATISMO, e non è né di destra né di sinistra.
Mai sentito parlare di politiche di "riduzione del danno"?

blu-flame ha detto...

"riduzione del danno"

Il problema e' il circoscrivere.
Se fosse permessa sarebbe anche socialmente accettata e il consumo salirebbe.

Da esperienza diretta, come passeggero, anche una "banale" canna diminuisce la capacita' del conducente di un' autovettura in maniera sensibile e certa.

Io sono per la liberta': uno decide di passare la sua giornata con felice uso di quello che desidera dall'alcool alla colla per palmer. Sono narici, vene, fegato e neuroni suoi.

MA PRIMA STRACCIA la patente e non puo' piu' aver accesso a lavori che implicano la sua responsabilita' verso altri.

Siccome cio' non e' seriamente possibile...
Non fanno neppure l'alcooltest, mai visto farne uno.

rimane da fare una stupida guerra contro chi importa se chi consuma e' irresponsabile e non si vuole incolpare (modica quantita' x es) poverino.

Quello di cui sopra e' questo:
ti fai una spada o una pista e guidi?
non ti posso toccare?
cerco di diminuire la quantita' di droga.

Cominciamo durante il rinnovo delle patenti a prendere i capelli o peli.
Facciamo lo stesso dopo gli incidenti.
togliamo i vigili dal dare le multe per divieto di sosta dove la sosta non e' certo pericolosa e mettiamoli a battere con l'alcool test dove sappiamo tutti che esiste un problema...
Perderemo voti?
certo.

Nexso ha detto...

Hai parlato di mafia. Non dirlo ai miei colleghi che fumano canne a non finire all'università e poi si schierano contro cosa nostra. Le persone come me che non fumano spinelli sono rare e hanno seri problemi a stare in una cerchia di amici dato che si fanno tutti (davvero tutti) ma se si ha una morale di ferro, si accetta anche questo.

blu-flame ha detto...

Nexo
"che fumano canne a non finire all'università e poi si schierano contro cosa nostra"
Magari raccontano pure di essere ecologisti?
Il problema e' questo:
e' bello, e' figo essere "contro" ma essere contro vuol dire fare delle GROSSE rinunce che nessuno e' disposto a fare.
e' la stessa cosa con il nuke qualche mese fa: si sentono eco per aver votato contro ma stanno votando tutti i giorni per averlo. Il giusto sarebbe abrogare il risultato per evidente incapacita' di intendere e volere.

johndoe ha detto...

La questione che non ho mai capito è la grande ipocrisia del possesso di droga: come è possibile che uno possa detenere una modica quantità di una cosa che non si può auto-produrre, né si può comprare perché nessuno te la può vendere?!
O è legale (possederla, comprarla, venderla, coltivarla, produrla) o no lo è!

Anonimo ha detto...

Johndoe ottima osservazione, ma spesso la consequenzialità e la razionalità non fanno parte del ragionamento umano. Per esempio Gongolo scrive "Fino a trent'anni fa il mondo marciava benissimo senza internet, quindi la rete non è un bene primario.
Ma per questo dobbiamo vietare i beni non primari come si fa con la "droga"?" Confondendo il concetto di "VIETARE" un bene non primario con il concetto di "NON DOVER GARANTIRE" la possibilità di fruire di un bene non primario. E questo è solo un esempio di come si possa produrre un pensiero sconclusionato e irrazionale.