giovedì, aprile 15, 2010

Momenti di misticita'




dopo la galvano plastica del sorriso e la toponomastica della patata possiamo arrivare ad un nuovo concetto:
la misti-città del compasso.


Il compasso è un simbolo forte, e unico ma dai molteplici usi, una singolarità che è moltitudine.
Nel disegnare un cerchio il compasso trasforma una misura lineare e finita in un'entità bidimensionale dotata di un'area.
Si potrebbe quasi dire che crea una dimensione.
La creazione, ricordiamo, è la scienza de gli dei.
Nel far questo iniziale compito percorre sei volte la misura nativa, per alcuni un numero mistico: basta questo con pochi movimenti per disegnare un fiore completamente simmetrico che ricorda un Fleur de Lys.
La letteratura, la storia e alcuni scrittori hanno perso molto del loro tempo per descrivere questo forte simbolo floreale che si rincorre attraverso i secoli dove spesso va ad indicare particolarità da celare.
Insomma il giglio e' il simbolo onnipresente per la comunicazione, dall'ardire di passione per quacuno al sigillare le cose del re.
Se cio' non bastasse La presenza sule vesti papali, nel simbolo degli scout, in bandiere dello stato, su alcune tombe, all'improvviso su alcuni muri antichi, sugli scettri, nel guidone delle scottish royal arms e simbolo di molte casate.
La regalita' del simbolo e' fuori discussione come la misticita'.

Il cerchio disegnato possiede, contiene e ne è attraversato da un'altra particolarità notevole: il numero del Pi greco.
Con un semplice scorrere il nostro compasso ha appena pronunciato un numero irrazionale e trascendente.
Sembra incredibile che con un semplice movimento del polso sia possibile generare così tante cose, quasi fosse una bacchetta magica o una pietra filosofale della matematica, e in particolare parliamo di un numero che l'uomo cerca da quando ne ha memoria. Dopo gli scritti che ne ricercavano la misura nel 1800aC da parte di uno scriba altri, come Eulero, Archimede e Newton si sono cimentati nella conquista del Numero. Vi e' persino uno dei tanti che spese la sua vita per arrivare a calcolare le prime 35 cifre, ne fu cosi' felice di questa vetta che volle il Numero inciso sulla sua pietra tombale. Un testamento cabalistico.

In molti ambiti il compasso serve come misurazione ed in tutti questi viene eletto spesso come simbolo della cosa in sé.
Pensare ad un film sulla navigazione senza che appaia anche questo strumento è sostanzialmente impossibile, non per nulla in molti loghi riguardanti la marineria appare un compasso, generalmente di ottone.
Nel design, sempre come strumento di misura o di generazione delle curve, assume grande importanza e rispetto: molti studi lo possiedono marchio e viene a riverito persino dall'ambito premio dell'Associazione Disegno Industriale: Il Premio Compasso d'oro.

In araldica il compasso è simbolo di giustizia, profondità di senno, conoscenza del mondo, misuratezza.

Sostanzialmente parrebbe che solo il grande Giotto potesse fare a meno di questo fenomenale strumento.
Ad elevazione, ricordo continuo, di questo umile strumento è stata anche intitolata una costellazione vicino a centauri, giusto per rimanere nel mito.

Uno strumento decisamente metafisico, porta in sé la possibilità d'uso come strumento di misurazione volgare come quello fatto da architetti di provincia alla generazione di domande sull'universo dei numeri, di conseguenza, di ciò che circonda l'uomo:
l'universo.

1 commento:

Gabriele ha detto...

Incredibile...ma vero.
Sono contento di aver deciso di mettere questo simbolo sulla tua tomba papà: hai progettato automatismi su richiesta per più di 50 anni. Tante delle cose scritte in questo blog ti si addicono. Ti voglio bene, Pà.
Gabriele