lunedì, settembre 22, 2008

Watt


Di recente sono transitato in un supermercato, chiamatela grande area, ipermercato oppure salumiere come si faceva una volta non cambia nulla.

Mi cade l'occhio sopra un penoso affare coreano per produrre del suono. Secondo il cartello del salumiere l'affare è accreditato di 400 W, la scatola del produttore riporta altri sconvolgenti numeri: 160w, 80w, 40w. quale sia un valore confrontabile e' un mistero.

Inutile dire che l'oggetto multifunzione con un consumo, secondo l'etichetta posteriore, complessivo di una quarantina di watt al massimo potrebbe erogare una dozzina di watt per Canale.

Nel frattempo che osservo la mistica macchina da poco prezzo che dovrebbe essere in grado di bruciare amplificatori del peso di una dozzina di chili per comprare i quali bisogna sborsare altrettanto in moneta, noto delle persone che, con fare esperto, decretano misurazioni bislacche come watt reali, veri e non reali.

in prima cosa i Watt "reali" non esistono. La normativa non contempla una misura che si chiama "reale".

Il problema nasce dall'estrema ignoranza del consumatore, si badi bene il consumatore non è un cliente.

Il consumatore infatti parte dalla profezia che gli giunse dal famoso sacerdote di turno facente parte della casta del marketing: tu sarai esperto ed intelligentissimo leggendo il sacro libro "catalogo". Pregherai tutte le sere con il Vangelo della casella postale vomitata di opuscoli colorati così sarai dimentico delle tribolazioni umane, della fisica e dell'intelligenza.

Ed il consumatore, fatto esperienza che numero dev'essere grosso ed il prezzo basso, si consegna come un idiota nella Chiesa del consumatore: dal salumiere 2.0. Non scoprira', in quanto rincoglionito dal marketing, mai che il prezzo basso e' in realta' alto per il valore dell'oggetto e il numero grosso e' inutile come un cerino usato.

In realtà tutti quei numeri che sono stati visti prima sono reali ed esistono nell'ambito di un laboratorio. Infatti quando si fa un test di un amplificatore non si misura esclusivamente quanto forte suona e basta, ma è necessario sapere anche in determinati ambiti come si comporterà per sapere anche come dimensionare delle sue parti interne. Ecco quindi che è necessario sapere, per esempio, la massima corrente in uscita magari in corto anche se questa condizione capiterà solamente una volta nella vita di un amplificatore. Potrebbe essere necessario sapere la tensione massima per sistemare una protezione, insomma bisogna sapere che cosa si va a cercare, e per ogni ricerca esiste una misurazione che alle volte, incidentalmente, si puo' esprimere anche in watt.

Ma anche la semplice misura di potenza erogata può servire per evidenziare una cosa diversa.

La Potenza si può misurare immettendo nel amplificatore cose diverse che daranno risultati diversi:
un chilohertz
un rumore rosa
un rumore bianco
uno spettro iec
due toni
ecc.

Interessante è anche utilizzare tempi di misurazione diversi; i dati numerici che verranno rappresentati su di un grafico dovremo decidere se leggerli durante una sessione continua o impulsiva: minuti, secondi, decimi o addirittura millisecondi.

già da questa cosa potremo avere una rosa di risultati terribilmente diversi fra loro.

Lo stesso ampli potrebbe avere un'alimentazione tale data sembrare performante con un po'di roba da discoteca ma poi crollare miseramente al primo attacco di un organo, ecco perche' misure diverse.


Durante il test dobbiamo decidere che cosa collegare all'uscita dell'amplificatore:
una resistenza da quattro ohm oppure da otto
un altoparlante e quale
un circuito che emuli le condizioni di lavoro medie

dovremo anche pensare con che qualità vorremo ascoltarlo. Cioè con quanta distorsione dovremo fermare la misura. Se il nostro obiettivo è quello della fonovaligia o del giocattolo per bambini e un altro conto se parliamo di attrezzature ad alta fedeltà: e' completamente un altro pianeta.

purtroppo per ragioni di marketing il grafico viene spesso ridotto ad un mero dato numerico: il massimo raggiungibile da qualche parte nella curva, di una curva che non e' quella interessante da quardare.

cosi' puo' succedere di comprare un ampli che la potenza dichiarata e' ottenuta per un tempo inudibile (un tic) con uno spettro non riscontrabile musicalmente e con collegata non una cassa ma una lampadina...

Anni fa misurarai un ampli supertosto dichiarato sui 200W.

Potenza: 150 W circa RMS per canale su 8 ohm resistivi thd 0,1%.
Potenza erogata su un carico di 4 ohm: 275 W.
Potenza erogata su un carico di 2 ohm: 475 W.
Potenza erogata con uscita configurata a ponte (funzionamento monofonico): 1000 W su 2 ohm, 800 W su 4,
Pesava 15Kg

Poi misurai uno dei primi che dichiaravano potenze enormi, erano dei midi molto trendy e costosi dichiarava 150W PMPO. Potenza: 5 W circa RMS per canale su 8 ohm resistivi thd 0,1%. a 4 ohm si fermava a 6W, orribile!

L'autoradio montata sulla mia auto di serie e' dichiarata 40Wx4. smontata contiene questo: TDA7381.
Il power pack e'dichiarato dal costruttore 4 x 15W @ 13.2V 1KHz 10% oppure,
THD = 10%; VS = 13.2V 13W, oppure
THD = 1%; VS = 13.2V 11W
Ma se volete una distorsione ottima, thd 0.04% da vero HiFi, il risultato e' 4W.
Si noti anche che ad auto ferma,12V, la potenza e' destinata a calare sensibilmente.
Questo e' quello che descrive il costruttore, SGS, dell'ampli.
Il resto e' muffa.


La cosa divertente è che 150 W PMPO sono reali e giungono da un calcolo fatto su di una misurazione di nessuna importanza. Sarebbe un po'come dire che la velocità della Panda è intorno ai 600 km/h. Questo è assolutamente vero...... se essa viene lanciata da un aereo: è facile calcolare che in base alla penetrazione aerodinamica che quella sarebbe la velocità di discesa. Ecco quindi che se fosse venduta dal salumiere probabilmente apparirebbe fra le caratteristiche la velocità massima di 600 km/h. Ovviamente verrebbe scollegato il contachilometri per evitare lamentele immediate.

Ancora una volta in uno scaffale di un' altro salumiere 2.0 ho visto un amplificatore da auto da 300 W per canale. Insolitamente leggero. Il fusibile di alimentazione era di 5 A. È abbastanza facile intuire che se transitano 5x12= 60 W al massimo possiamo sperare in 20 W per canale.


Ma esiste un ulteriore cosa che ci permette di sorridere: il consumatore non chiede mai, ripeto mai, l'efficienza delle casse.
Il marketing ha tenuto nascosto questo parametro, molto costoso, per evitare domande imbarazzanti. Visto che la quantità di suono è calcolabile in LOG (Potenza) * efficienza=quantita di suono in db risulta molto chiaro che della potenza del amplificatore non ci interessa più di quel tanto mentre molti, TANTI altri parametri mai richiesti divengono assolutamente importanti e fanno la differenza.

Ma tanto un salumiere 2.0 cosa consiglia?
ampli koreano con spalmato stacchino?
Casse alla mortadella cinesi?
Tweeter? cosa saranno mai?
le casse sono casse! parallelepipedi di cartonato che emetono strani suoni e hanno dei watt dentro da quache parte, forse nel cartone!

La cosa più assurda e triste consiste nel fatto che i consumatori sono diventati la maggior parte, praticamente la totalità. Questo ha provocato la situazione che anche marchi seri hanno dovuto pubblicare i propri dati nella maniera sbagliata per evitare di essere annientati dalla concorrenza più subdola e poter accedere a canali di vendita senza scrupoli. Un esempio chiarificante e' il cambio di atteggiamento del marketing della macchina fotografica di sigma che oggi viene dichiarata con risoluzione interpolata come tutte le altre: il triplo del reale.

Prossima volta l'auto compratela dall'impresario di pompe funebri, consigliera' un modello nero,silenzioso e con finiture in mogano.
freni optional.





Ps
sopra e' il ritratto del Sig Watt: si dev'essere intristito per come lo hanno bistrattato.

4 commenti:

Alex ha detto...

Ogni volta che leggo i tuoi post mi viene il groppo in gola...lavoro in un negozio della Grande Distribuzione e ogni giorno sono a scontrarmi con questi problemi...e cercare di far capire che la qualità e le migliaia di watt non sono la stessa cosa è un problema veramente grosso e il più delle volte ti trovi gente che ti guarda strano e pensa che non ci capisci niente se proponi proponi oggetti di qualità che costano 4 volte i vari Samsung o LG ed hanno 1/3 dei Watt...mi sono capitati anche a me i tipi da 5000 Watt nel portabagagli che sostenevano che Onkjo era una sottomarca perchè non faceva pubblicità.
Se ti capita butta lo sguardo sui nuovi Panasonic con pannelli IPS iniziamo a vedere prodotti con una certa qualità a livello consumer e prezzi ragionevoli.
ciao

Ale

Anonimo ha detto...

Concordo con Alex: qualita' e potenza sono completamente scollegate fra loro e, inoltre, di tutti quei watt presenti gli ascoltatori ne useranno sempre si e no una decina divisi fra i due canali: il resto serve principalmente per il punch, il colpo nello stomaco dato dai picchi dinamici delle basse frequenze di qualche rullo di grancassa o concerto per organo ...
Per instillare il dubbio nel maniaco dei watt (ragionare e' chiedere troppo), chiedigli se guida abitualmente un camion da 300 CV oppure una utilitaria da 70: secondo il ragionamento, il primo dovrebbe essere indiscutibilmente migliore perche' di gran lunga piu' potente, in barba al piacere di guida ...

Aneddoto: ho un paio di casse amplificate da computer, date in bundle con un assemblato di marca 10 anni fa ed ora collegate ad un pc secondario (servono solo per sentire i suoni del sistema, quindi non mi formalizzo sulla qualita'). Questi parallelepipedi di plastica bianca dichiarano un solo valore, per me preoccupante: potenza 200 W PMPO.
Desideroso di sapere se assorbono davvero 200 W dalla presa, le ho collegate ad un cosiddetto "misuratore di consumo", ne' piu' ne' meno di una pinza amperometrica con un chip per calcolare al volo i VA ed un display lcd: ad interruttore spento assorbono circa 1,5-1,6 VA, con interruttore acceso 1,6 VA e in riproduzione, con volume e bassi al massimo e con evidente distorsione, 2,7-2,8 VA.
Anche concedendo un efficienza prossima al 100%, l'amplificatorino delle casse ha una potenza di 1-1,5 W: i 200 W o sono calcolati bruciando i tweeter a 10 kHz in qualche microsecondo oppure (piu' probabile) sono beatamente inventati.

elf

Anonimo ha detto...

Mi accorgo di non essere stato chiaro: il misuratore rileva la potenza apparente assorbita dall'apparecchio elettrico a cui e' collegato e non calcola il fattore di potenza, comportandosi proprio come una pinza amperometrica.
Stimando un non sensazionale pf di 0,5, dei 2,7 VA assorbiti dalle casse a pieno carico circa 2,3 VA sono dovuti alla potenza reattiva ed gli altri 1,4 W a quella attiva.

elf

Anonimous ha detto...

amerai questo cavo:
http://www.furutech.com/a2008/product2.asp?prodNo=308