lunedì, aprile 12, 2021

artigianale tua nonna

 


Ultimamente stanno svalvolando con la storia dell'artigiano, come del resto “professionale” dato a qualunque oggetto amatoriale.

Sembra che qualunque cosa ARTIGIANALE sia automaticamente meglio.
Artigianale,
fatto a mani nude,
sudando,
da italiani,
preferibilmente bianchi,
dietro casa,
e simpatici
rende probabilmente il prodotto migliore!

Ecco quindi i biscotti al supermercato “fatti a mano”, il mobile artigianale, la pizza rustica o il divano industriale, chiamato mostruosamente salotto, prodotto da artigiani.

Ne ho gia' parlato in almeno 3 occasioni, ma mi fa girare sempre i co....

Distinguiamo prodotti artigianali e industriali:

Industriale: prodotto su larga scala, con processi più razionali e con un maggiore grado di controllo.

l'attività industriale avviene attraverso l'impiego di macchine e costose infrastrutture per la produzione, uno schema predeterminato di divisione dei lavori...

Di conseguenza, per via dei costi infrastrutturali, in ambito industriale il capitale umano di conoscenza e l'apporto di natura finanziaria sono predominanti rispetto ad altri fattori, che sono invece predominanti nell'ambito dell'artigianato.

 

Artigianale:  prodotto su scala più piccola, tipicamente in piccole aziende, dove la fase manuale ha un peso maggiore nell'arco del processo produttivo. L'artigiano non ha, solitamente, grandi investimenti, conoscenze approfondite e opera principalmente con forza lavoro manuale di bassa qualita'.

Dovrebbe essere ovvio che una produzione artigianale, per ragioni organizzative, non puo' essere enorme.

Se mi chiamo Nando, e faccio divani da 1000E e faccio 500.000.000E (piu' di 500 divani al giorno?) di fatturato, fare una pubblicita' in cui mi spaccio per artigiano di qualita' e', a mio giudizio, millantato credito. Praticamente una truffa se fossi un giudice (e cantinari che assemblano le assi non sono artigiani, ma schiavi). Con 1000E ci sarebbe da pensare anche alla parola qualita', ma sorvoliamo.

Fai 3000 panettoni al giorno?
La parola artigianale non sai neppure dove sta.
Certamente non e' il caso che ci stia sulla scatola, altrimenti sei un televisore 40” 4k per selfisti, un bugiardo patentato. Sei chiaramente e certamente una produzione a livello industriale.

Fai 10 panettoni al giorno?
E' una produzione artigianale.
Del resto fare investimenti per migliorare la produzione ha poco senso: ti costano meno due braccia in piu' che un nastro trasportatore.


Perche' si fregiano dell'artigianato come roba favolosa?

Quanto ha a che fare questo con la bontà del panettone o del divano?

Pochissimo.Nulla.

La manualita' e' certamente un pregio, ma non per il risultato.

Prendiamo IKEA. Il 90% del catalogo e' porcheria pura, roba da discarica.

Ikea pero' ha modalita' produttive notevolissime e con un capitale umano e finanziario enorme.
Se avete l'occhio esiste un 2-3% del catalogo che e' molto interessante a prezzi straordinari.

Dopo aver girato per mesi a vedere delle cassettiere comprai quelle di ikea.

Gia', quando una cassettiera da quasi 2000E (e ne ho 3) e' fatta con un legno migliore ma e' verniciata alla carlona e i cassetti non sono identici e quelle che costano meno ai 2000E sono semplicemente ridicole e ti girano le scatole.

Una cassettiera ikea da 199E in legno verniciato di fretta con uno strato trasparente si vede che e' economica, ma al confronto fa un figurone e i cassetti scorrono.
Abito in terra di mobilieri riconosciuti mondialmente, ma quando spendi 600E contro 6000E per le 3 cassettiere dai per scontato che con 6000E i cassetti si aprano perfettamente e i pomelli siano perfettamente allineati.
I mobilieri italiani raramente sono “industriali”, e, come abbiamo visto, non e' un vanto.
Per la cronaca a 2500E cad vi erano belle cassettiere... ma mi sembrava ridicolo arrivare a quelle cifre (7500E contro 600E).

In questo caso la parte migliore non e' “essere artigiani” ma e' stato “uso legno migliore che non e' pino o abete, ma qualcosa di meglio” o verniciatura meno sottile. Mentre la realizzazione e' pessima vanificando il vantaggio.

Il vantaggio dell'artigiano, rispetto all'industriale, e' la possibilita' di cambiare in corsa il prodotto.

Se sono disposto a spendere e ho un muro da 224 cm posso farmi fare un mobile da 224cm. Mentre se vado da un'industria, anche una che si spaccia per artigianale, mi dira' che nei suoi standard produttivi abbiamo i 60 i 90 o gli 80cm come base di misurazione e non e' raro che mi “manchino” 24cm. Il mio divano e' fatto su misura, se vado dall'industria dira' che un divano da 287cm cm non lo hanno a catalogo e non si puo' fare: la linea di produzione, mancante nell'artigianalità, ti obbliga a degli standard.

 

L'idea dell'artigianalità a caxxo fa parte del “si stava meglio quando si stava peggio” ovvero quando eravamo giovani.

I nostri nonni narravano della magia, dei sapori, degli odori che solo i prodotti artigianali della loro infanzia possedevano.

Pero', se scavi, vedi che erano nella guerra, o figli della guerra. Si stava di merda.
Solo la nonna materna ne parlava senza veli perche', probabilmente era comunque felice, e raccontava ridendo che correvano a piedi nudi nella neve per scaldarsi e altre oscenita' da poveri. Altri, invece, saltavano i fossi per il lungo perché erano forti, duri e puri e il pane era buonissimo quando l'adulterazione era un problema.

Inoltre i “ricchi” spesso vogliono un prodotto “come vogliono loro” e possono ottenerlo non avendo limiti di spesa corti, ovvero artigianale e' per ricchi... nella mente dei poveri.

E' la creazione della leggenda. Come del resto il vinile viene visto come “artigianale” e pertanto “puro” rispetto al “digitale” che opera chissà quali nequizie e quantizzazioni che il peone non comprende.

Del resto i processi industriali non vengono compresi neppure dagli operai che spesso ci lavorano: il capo sbaglia sempre perche' non fa cose per loro ovvie quanto nella realta' errate in un processo complesso.

Con queste leggende sembra che un panettone cotto in un forno da panetteria e imbustato a manina sia cotto meglio del panettone cotto in un forno industriale.

Innanzi a tutto vi do una prima ed enorme notiziola: il 90% dei panettoni che vi vendono i panettieri e pasticceri non sono fatti in loco. Sono panettoni industriali reimbustati.

Non solo un industriale del panettone locale mi ha detto che il piu' del 60% della produzione andava a queste entita', ma mi e' pure stato confermato da vari negozianti.

Perché il panettone, ma spesso anche altre cose piu' meccaniche, e' un grande sbatti.
Non solo lievita e viene rimpastato per tempi enormi, e se fai il panettone devi trovare il tempo tuo e dell'impastatrice per farlo (o pensiamo che si faccia con le manine nella ciotolina?), ma quando è cotto deve raffreddare su strutture apposite ed ingombranti altrimenti si siede (si ho provato a fare il  panettone e mano, buono e mai piu').

Vi do una dritta: i panettoni artigianali hanno i fori passanti sul fondo imperfetti per le bacchette da raffreddamento, quelli industriali spesse volte no perché la macchina li aggancia sui pirottini o per ventosa. Non vedo un panettone artigianale da decenni.

Alla fine quanto e' buono il panettone e' dato dal processo e dal contenuto.
Come del resto qualunque prodotto.

Le auto dell'epoca dell'arigianalita' non sono superiori a quelle super-industrializzate odierne. Parliamoci chiaro, una ford focus è straordinaria come affidabilita', qualita' degli interni, e persino potenza rispetto ad una fuoriserie.
Oggi, per una serie di cose, una fuoriserie attuale non puo' praticamente circolare, ma il termine fuoriserie (aka artigianale, fatta in singolo) e' rimasto ad identificare il lusso visto che era da nababbi.

Il panettone della lidl a 3E non e' meno buono perche' industriale, anzi per il prezzo e' straordinariamente buono.
Il panettone costoso buono e' buono perche' dentro trovi almeno 5E di burro e uova.

Il panettone, la cassettiera, la poltrona, non e' buona o cattiva perche' industriale o fatta a mano, e' buona perche' fatta bene e con materiali di qualita'.

Poi e' ovvio che se mettiamo su una produzione di poltrone o panettoni dal costo enorme non possiamo farli in serie: una poltrona da 30.000E avra' un mercato talmente ridotto che le rendera' artigianale suo malgrado, con tutti i difetti dell'artigianalità come imperfezioni, costi superiori e scarsa puntualita'.

Perche, come avviene in un panettone, un una lavorazione a macchina il risultato sara' sempre identico, buono o cattivo che sia, in una lavorazione artigianale ci sarà il panettone da 40E che non e' un granche' come quello eccellente.

Un cappello di paglia (montecristi) ha 30 giorni di lavorazione a mano. Anche se usiamo meno d'opera del terzo mondo non costa meno di 500E piu' oneri.
Le calze non parliamone, non esistono piu' da decenni, salvo che parliamo delle etichette, vengono prodotte in toto da enormi macchinari rotanti gia' da piu' di mezzo secolo. Persino quelle costose, la lavorazione a macchina e' migliore.

Parliamoci chiaro, oggi un prodotto artigianale e' raro e inconsueto non reggendo la concorrenza.

Stendiamo un velo pietoso sulla poLLitica e sindacati che voglio proteggere l'artigiano e le piccole aziende, facendole rimanere piccole per controllarle. Che muoiano come mosche competendo con enormita' estere non frega a nessuno.

12 commenti:

Mauro Ing ha detto...

Concordo in pieno.

Anonimo ha detto...

Ho comprato alcune volte panettoni "artigianali veri", fatti da un pasticcere che li fa davvero nel suo laboratorio, garantito al 100%... uno era secco come una scarpa, uno acido per la lievitazione eccessiva, uno aveva i canditi che non im piacevano... Adesso prendo i panettoni "pseudo artigianali" di una pasticceria "nota", che non sono manco prodotti a Milano, cosa di cui tutti i miei conoscenti si lamentano, ma questi panettoni sono ottimi, sempre uguali anno dopo anno, panettone dopo panettone. Costano un botto e la gente dice "costano troppo per dei panettoni che non sono VERI ARTIGIANALI" ma io preferisco spendere per un processo controllato con materiali di qualità, piuttosto che spendere incrociando le dita che il panettone al pasticcere questa volta gli venga bene :D

Marco ha detto...

Non vorrei dire una stupidata, ma se non ricordo male quelli dei divani, sono effettivamente (pseudo o Ver) artigiani raggruppati in una cooperativa... (senza discutere su come è messa giù sta cooperativa)
Quindi, purtroppo, possono farsi chiamare artigiani.
Marco

LucaL ha detto...

Oggi artigianato dovrebbe voler dire selezione e garanzia dei materiali, cura del dettaglio, mantenimento di certi standard qualitativi e, non ultimo, attenzione al cliente....Tutte cose che paradossalmente è più facile trovare in un processo industriale.
Eccetto l’ultima: quella oramai è in via di estinzione....

Anonimo ha detto...

"artigianato italiano", specialmente nell'agricoltura, significa sostanzialmente "attività completamente non redditizie che esistono solo per alimentare la malavita organizzata". esistono da mezzo secolo e guai a chi le tocca.

nessuno ha detto...

mio padre comprò negli anni 70 da Carpanelli, un letto due comodini e un "tromò", pagati un occhio della testa per quell'epoca. artigianali si, un letto che sembra una barca, due comodini cilindrici, vere opere di un artigiano

Matteo ha detto...

"Innanzi a tutto vi do una prima ed enorme notiziola: il 90% dei panettoni che vi vendono i panettieri e pasticceri non sono fatti in loco. Sono panettoni industriali reimbustati." Colleghi che sbrodolano "ah che buono il panettone preso da Tizio a 50euro, mica quella melma da supermercato", nel mentre io che mi godo un onesto Melegatti preso a 3euro in offerta. Questa cosa la sapevo anche io, con la morosa ci facciamo un po' di ghignate a Natale e Pasqua con le colombe. Certo, non sarà instagrammabile (non aggiungo altro) come quello da pasticceria con tutta la decorazione di zucchero sopra e la carta luccicante che lo avvolge, però stica, io preferisco tenermi in tasca 47euro.

maas75 ha detto...

L'importante è avere un buon punteggio di qualità/prezzo ed essere soddisfatti del prodotto o servizio acquistato. Spendere poco e acquistare monnezza è un buttare denaro dalla finestra e anche spendere cifre esorbitanti non sempre mette al riparo dalla fregatura. Rimanendo a tema dolci delle feste ho visto che non vale la pena spendere cifre esagerate e personalmente acquisto sempre un industriale di fascia medio-alta e raramente mi è andata male.

Anonimo ha detto...

Finalmente qualcuno che lo dice!
Post super pregiato!
Complimenti come al solito.
Ho sempre sospettato che l'artigianale fosse preferito perchè non si capisce l'industria.
Manca l'intelligenza e c'è la collusione con le mafie.
Però c'è un aspetto non affrontato: l'artigianale ti fa sentire speciale.
Raro cioè di valore.
Soprattutto, incarti bellissimi.
Ma l'industria non sta a guardare ed ecco, come dici tu, gli incartatori!

Anonimello ha detto...

Riguardo i divani, è già un po' di tempo che nello slogan hanno sostituito la parola "artigiani" con "autentica". E giusto per sottolineare che non sono artigiani: in ottobre ero in Francia per lavoro, e negli spostamenti in auto mi è capitato più volte di sentire la pubblicità di questi divani; come l'ho capito? Perché lo slogan usato è lo stesso delle pubblicità italiane, anche li con "autentica" invece che "artigiani".

Per il cibo, dipende. Molti prodotti sono artigianali de facto, p.es. alcuni salumi e alcuni formaggi anche se non è scritto sulla confezione.

LightKnight ha detto...

Pare che questa notizia caschi a fagiolo:

https://www.repubblica.it/economia/diritti-e-consumi/diritti-consumatori/2021/04/16/news/doppi_saldi_e_offerte_da_non_perdere_ma_sono_campagne_ingannevoli_multa_da_1_milione_a_poltronesofa_-296702191/

Erreunista ha detto...

Si, parla anche di panettoni
https://www.ibs.it/denominazione-di-origine-inventata-bugie-libro-alberto-grandi/e/9788804683957#