lunedì, giugno 26, 2017

solare stato



Vediamo un'altra pubblicita' di vendita dove mostrano pannelli che rimangono spenti SEMPRE. Belle immagini, no?





E' parecchio tempo che i verdoski rompono i gioielli con il fotovoltaico come azzeramento di tutti i mali planetari AIDS compreso.
Peccato che ogni anno per l'energia prodotta dalle rinnovabili, solo con le sovvenzioni dirette, si spendono somme nell'ordine di 10 miliardi di euro, lira piu lira meno.
In pratica si tira nel cesso una manovra finanziaria all'anno.

Non viene neppure in mente che dando una stravaccata di soldi al solare, di fatto meta' dell'impianto lo paga lo stato, dopo 10 anni a pompar dentro una marea di danaro se non decolla ancora non e' una tecnologia emergente, e' un corpo morto.

Non decolla pensando che ci sono altri miliardi di soldi letteralmente bruciati per sostenere il FV.

Per ogni KWh prodotto con il solare bisogna tenere accesa una centrale a carbone a 600C in grado di operare lo stesso lavoro istantaneo.
Le turbine cavitano e si spezzano sotto quella temperatura e allora le tonnellate dell'impianto e le tonnellate di vapore vanno tenuti vicino a quella temperatura consumando l'impossibile. Anche se non si produce, solo per fare da pannolone al solare.

Oggi il solare non e' conveniente MA comincia ad essere diffuso e allora miliardi a raffica, miliardi.

Una povera azienda (ricordo che le aziende non pagano solo i W ma anche i VAr) col suo sistemino di rifasamento che e' obbligatorio se non vuole pagare una carrettata di soldi se si trova vicino ad un impianto solare e' nelle pesti.
Gli inverter possono essere di certo carini ma una forma d'onda sinusoidale “pura” ha il difettuccio sia di costare in se di costare rendimento. Le elettroniche che spesso vengono montate sono economiche e “sporche”.
Questo vuol dire che si rischia di veder prendere fuoco (e' molto difficile ma tutt'altro che improbabile) l'armadio elettrico. E' necessario che le aziende abbiano dei condensatori con induttori per il blocco delle armoniche e, in casi estremi come i pannelli montati sul proprio tetto o adiacenti, costosi condensatori speciali. Altri miliardi che sono versati dal privato.

Come dicevo? Comincia ad essere diffuso e allora vanno dentro altri miliardi?

La distribuzione e' fatta ad albero.
Il tronco che arriva dalla centrale/dosale e via via piu' sottile quando si arriva dall'utente finale che puo' essere una casa con un “capello” da pochi mm^2
Cosa succede se alla fine, sul rametto che sorreggeva il pettirosso arriva un piccolo passerotto da 200Kg?
Per accettare in rete l'impianto che produce poco ma ha un grande picco a mezzogiorno di luglio bisogna tirare un cavo diverso, non pianificato dal gestore, e a carico non della centrale elettrica ma dell'utenza: altri miliardi.

Non parliamo della sovraproduzione che viene pagata comunque anche se la rete non riesce a trasportarla.(ricordate che con il solare e l'eolico non spetta all'impianto connettersi in rete?)


Anche nelle cabine di smistamento e' necessario gestire tutto questo. Sapere quanto si fornisce, a chi e da dove e' il minimo sindacale per sapere cosa fare e contabilizzare richieste, sicurezza, fornitura e gestione. Salvo che amiamo incendi, blackout e spese pazze senza fatturazione.

Alla fine, sparando un poco a spanne, si tratta di 30 miliardi di euro all'anno.
Avete notato, vero, un aumento dei costi dell'elettricita di recente?
Se a qualcuno sembrano noccioline perche' e' abituato ad andare in giro in bentley consiglio di dividerlo per il numero di lavoratori: sono la bellezza di 700E a testa.
Poi ci si lamenta che l'operaio cambia il C-tofon tutti gli anni come scopo di vita... scusate: il FV gli costa di piu', non ci puo' vedere i porno, ed e' anche piu' inquinante.

Quando una tecnologia e' emergente puo' essere il caso che per qualche anno, 3 o 4, incentivare il mercato per creare un circolo virtuoso che porti quel mercato o quella tecnologia a divenire interessante o vantaggiosa per la comunita'.
Per questo ci sono incentivi vari che vanno dal 5% al 40% concessi in tranche e/o massimali.

Il problema nasce quando si paga, come e' avvenuto con le rottamazioni di auto, su tecnologie mature. Il solare era di fatto maturo nel 2005 quando abbiamo dato i primi aiuti italiani.
Non solo l'aiutino era enorme, e lo e' tuttora, ma solo la parte diretta, che oggi vale quasi 10 miliardi, copre spesso piu' del valore dei MWh prodotti. Si, andando a retribuire il valore dell'impianto e non del prodotto dello stesso su un'impianto di piccola taglia e' superiore al 100%.
Come dire che volendo andare  pagare lo stabilimento Dacia la rottamazione sulle auto vale piu' delle auto prodotte.

Comunque dopo 12 anni di incentivi monstre qualcuno dovrebbe tirare i remi in barca.
O il solare e' diventato interessante grazie al woderbra push up e non ha piu' bisogno di soldi a sostegno o e' una delle tante strade senza uscita e, bon, si chiude.

Ma qualcuno ci “crede”. Essendo una religione al governo gli adepti hanno ben pensato di rinnovare 5 volte questa oscenita' e quando, dopo anni infruttuosi, dovevano smetterla hanno deciso di continuare ancora oggi a pagare soldi dei contribuenti per questo credo.

A distanza di 12 anni (in altre nazioni anche di piu') e circa 150 miliardi italiani (dove sono i grillini che si percuotono con il cilicio per 2 o 3 milioni sprecati?) il mercato solare rimane in piedi solo per droga politica. Andando a spanne il solare avra' goduto di 500miliardi di sovvenzione solo in EU.
Dire: abbiamo preso una cantonata non e' piu' semplice e eticamente corretto?
Lo dico da anni, ma solo adesso gente come Otto Schily, un fondatore del partito verde crucco (mica un pirla qualsiasi), dice che le new-rinovabili sono state sovvenzionate con 25 miliardi di euro all'anno in cruccolandia (sbagliando, con i collaterali sono quasi il doppio), non hanno reso nulla e sono state peggio del nucleare (ricordiamo che era una sua crociata il no-nuke?)


Altri idioti dicono  gli incentivi per il fotovoltaico sono soldi che rimangono in Italia o comunque all’interno dell’economia europea
Puttanata pazzesca: in italia non abbiamo tecnologie: fra i franceschini e il latino non ne facciamo.

Comunque sia, il mercato dei pannelli e' in mano ai cina per la fascia economica e ai jap e usa per quella top. Qualcosa si fa in germania, ma sono cifre risibili. Idem con gli inverter.
La libidine italica sono i muratori che montano i pannelli o il tizio che li ripara.
Come abbiamo gia visto e' una tecnologia che si guasta e che costa montarla. Ma si tratta sempre di un 20% del valore.
Niente ricerca, pochi lavoratori continuativi ma solo spot, nessuna prospettiva vera di crescita.
Assumiamo una squadra di muratori e sistemiamo le nostre tristi citta'. GRATIS. Costa meno.

Infine mafie e furbi.
Dato l'enorme contributo alla posa dell'impianto qualcuno ha montato impianti di cartone con pochi pannelli veri. Impianti fatturati come milionari che costavano 10.000E, tanto poi lo stato regala i milioni, no?
Oppure hanno collegato generatori a gasolio al posto dei pannelli per far vedere che esistevano per davvero.
In un paio di casi non esisteva neppure l'impianto.
I giornali ne parlano poco e solo quando incocciano in nomi eccellenti come l'eolico al sud, ma per uno che beccano e finisce sila 120 pagina del giornaletto locale che ne sono altri 10 che sono piu' furbi.

Ed infine il classico impianto fatturato a 20.000 quando ne costa 10.000. Cosi' lo pagano i contribuenti in toto: bella li'.
Quando lo stato regala soldi a palate e' normale che qualcuno se ne approfitti.


Forse sarebbe arrivato il momento di dire:
ok, abbiamo scherzato.
Abbiamo investito una cifra infinita da supernababbi eppure questo povero asino non vola neppure se lo mettiamo sulla catapulta: Carichiamo le molle tiriamo il rilascio ma l'asino fa solo tre metri di volo e poi muore spalmato sull'asfalto dell'aeroporto.
Non vola il bastardo!
Come sfregio crepa pure!

Si chiama accanimento terapeutico.


1 commento:

Unknown ha detto...

Solo un rilievo: gli incentivi al FV non vengono pagati dallo stato, ma vengono pagati dai consumatori con un aumento automatico delle tariffe.
Classico, ormai, Robin Hood alla roevescia: chi ha il capitale per installare il FV si fa poi remunerare da chi il capitale non ce l'ha.