lunedì, ottobre 19, 2009

contrasto per polli




Ultimamente, fra le varie vaccate, assistiamo al fatto che dei poveri televisori lcd si ritrovano con delle caratteristiche catagoliche che li descrivono come migliori di plasma e crt, una cosa, se mi seguite, sapete ad oggi impossibile.
Uno di questi e' il contrasto: anziche' misurare quello reale si misura quello dinamico. Un modo come un'altro per targare un pannello 2.000:1, per un LCD gia' notevole, come se fosse un plasma per es.100.000:1 o peggio 1.000.000:1.
Fantascienza?
Vediamo!


Come funziona il contrasto dinamico?
La teoria dietro è abbastanza semplice, ma come spesso accade fra il dire ed il fare...
i video ed i film contengono scene che variano in termini di intensità dalla luce: luce diurna, illuminate dalla luna, scene tetre e tenebrose come le notti da ladri.
Allora perché non variare la retroilluminazione e, pertanto, consentire neri più profondi per essere resi senza compromettere la vitalità e la luminosità per immagini più brillanti?
Questo è esattamente ciò che si tenta di fare con il contrasto dinamico, abbassando la luce si possono usare i livelli di attenuazione del pannello non per avere solo un centinaio di livelli fra 50 e 1000 ma di avere altri 50 livelli fra 30 e 50 e magari altri 50 fra 20 e 30.... e via dicendo fino ad averne a bizzeffe. Come un cambio automobilistico.
Analizzando i dati di immagine, la cpu di bordo controlla e regola la retroilluminazione per adattarsi.
Cioe' se abbiamo una scena buia non e' il pannello che scala verso il basso ma la retroilluminazione.
Detto cosi' sembra un'idea semplice, suona come l'uovo di Colombo ma, purtroppo, nella pratica il risultato risulta essere piuttosto zoppicante.
Un circuito in piu' ha dei pro ma sempre anche dei contro e come dice murphy stiamo cambiando la natura del problema. Nulla si ha se non dietro il pagamamento di qualcos'altro.
Quali sono i problemi che introduce questa tecnica?
Tipicamente, la retroilluminazione è notevolmente lenta a rispondere. Vedremo quindi il pannello variare la luminosita'.
Le sorgenti luminose, anche i led (piu' veloci nella risposta), hanno una curva dei colori: variando la retroilluminazione variera' la temperatura colore.
Il cambio marcia e' valido su tutto il pannello: questo e' il problema piu' grosso. Se abbiamo una parte dell'imagine al buio, per esempio un sottobosco, e sgonfiamo la retroilluminazione per correre dietro a questa non avremo brio se un'altra parte dello schermo sara' illuminata diversamente come della vette innevate che si stagliano fra le fronde del bosco di prima. La scena intera, quindi il pannello intero, sara' coinvolto nella sua interezza e il cotrasto dinamico sara' solo servito a diminuire la luminosita' ed il contrasto sara' rimasto quello del pannello.
Siccome il numero grosso serve al popolino che lo premia ormai e' diventato standard su tutti i tv (tranne i monitors di fascia alta) e su molti VPR dove assume l'entita di un'iride.

Cosi' e' la storia della coperta; troppo corta par coprire tutto ma almeno, grazie al contrasto dinamico, decidiamo se e' meglio coprire le spalle o i piedi ma non pensiamo di coprire tutto!
Se pensiamo quello e pensiamo di non dover dare nulla in cambio abbiamo sbagliato tutto, se lo prendiamo a paragone di un contrasto reale, come in alcuni paragoni verso i plasma, chiamamolo contrasto ignobile...

4 commenti:

_Jack_ ha detto...

Sicuramente il contrasto dinamico è una cosa ignobile, e anche il suo fratello patrizio, il local dimming, non va molto più in la, per quanto rappresenti già un miglioramento.

Anonimo ha detto...

Volevo chiedere lumi sullo stesso argomento, il local dimming nei pannelli retroilluminati aled dovrebbe in qualche modo migliorare la situazione attenuando solo la parte di pannello dove serve effettivamente un tono più scuro (Sony e Sharp).
Poi se ti capita di andare in un negozio della tanto amata GDO guarda i nuovi modelli Philips, a me sono piaciuti. Vicini a plasma Panasonic non sfiguravano affatto.

ciao
Alla prox.

Alessio

Roberto ha detto...

Ciao Blu-flame,
è da tempo che leggo con molto interesse i tuoi post relativi alla tecnologia dei tv plasma e lcd.
Sono straconvinto che il caro vecchio tubo catodico 4/3 rimanga la soluzione migliore, però dopo averne acquistato uno usato circa 2 anni fa, mi pongo il problema di doverlo sostituire con uno nuovo e a questo punto la scelta è obbligata.
Vengo al dunque, avrei due domande da farti:
1) esistono pannelli 4/3 plasma o lcd o led di dimensioni rilevanti, diciamo 28/29 pollici che corrisponderebbero in altezza ad un 37/40 pollici dei tanto agognati 16/9.
2) spesso parli di monitors di fascia alta, ma per una scelta precisa eviti di fare nomi ... però qualche indicazione aiuterebbe per evitare di cadere nella trappola del marketing ... se proprio nomi non ne vuoi fare sapresti indicare blog o forum che tu ritieni interessanti su cui estendere la ricerca di tali informazioni?

Ti ringrazio anticipatamente

Roberto

blu-flame ha detto...

1) i led arrivano a 14" e solo 16/9 e comunque le ultime vetrerie se non e' per i PC sono fatte per produrre 16/9 cosi' DESIDERATi dai consumMatori
2)i monitors di fascia alta sono per esempio i panasonic PRO, robetta che costa 4000 euretti per un 21". Mi ricordo di un ottimo crt della jvc da 21 con delle enormi maniglie in alluminio che in epoca di lire costava 6.000.000.
qualcosa di piu' recente?
http://www.eizo.it/monitor/lcd-color-graphic/24/CG241W.html
e' possibile che un pannello hips o spva da 2000 euro 22" venga dichiarato 850:1 quando per un Koreanazzo da du' lire vi sono personaggi che giurano miliardi di picsel-contraspati-lustremen